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Felice CASSON in data 23 luglio 2007
Dichiarazione di Felice CASSON
Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: L' Ulivo) - Consigliere Consiglio Comunale Venezia (VE) (Gruppo: PD)
"LA FORLEO HA INVASO IL CAMPO DEI PM" - Intervista
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(23 luglio 2007) - fonte: L'Unità - Andrea Carugati - inserita il 22 febbraio 2008 da Valter CARRARO
"LA FORLEO HA INVASO IL CAMPO DEI PM" - Intervista "In questa fase spetta solo alla Procura valutare la fondatezza e la qualità delle prove, non al gip". «È evidente che in quelle due ordinanze il gip Forleo abbia invaso il campo del pm. E non mi sorprende affatto che il ministro Mastella abbia chiesto di acquisire gli atti per verificare se le norme sono state rispettate: in questa vicenda non c’è solo un problema di rapporti con il Parlamento, ma anche tra ufficio del gip e procura. E tuttavia il ministro Mastella poteva agire con maggiore riservatezza: amplificare i contrasti non fa bene al rapporto tra le istituzioni». Felice Casson, ex pm e capogruppo dell’Ulivo nella Giunta per le autorizzazioni del Senato, spiega che «quanto si tratta di intercettazioni indirette a carico di un parlamentare che non è indagato, si applica la legge 140 del 2003: nell’ordinanza al giudice spetta enunciare il fatto, gli indagati, le norme che si ritengono violate e gli elementi per cui ritiene di poter utilizzare quelle intercettazioni per le accuse formulate nei confronti degli indagati. Questo è tutto». Il gip Forleo è andato oltre? «In questa fase qualsiasi altra valutazione è fuori luogo: il gip potrà chiedere l’iscrizione nel registro degli indagati o l’imputazione coatta di persone attualmente non indagate, ma solo alla fine delle indagini preliminari, non adesso. In una situazione delicata come questa serve un assoluto rispetto delle norme da parte di tutti, magistrati e politici». I presidenti delle Camere hanno lamentato di aver appreso delle ordinanze dalla stampa, prima che le carte arrivassero al Parlamento «Certo, è antipatico. Ma è un problema di rapporti istituzionali, non è stata violata nessuna norma da parte del gip. Non c’è stata infatti nessuna violazione del segreto, visto che le ordinanze sono state emesse dopo una camera di consiglio a cui hanno partecipato anche gli avvocati. La legge prevede che il giudice debba chiedere l’autorizzazione al Parlamento entro 10 giorni, dunque è ancora nei termini. Certo, per la correttezza dei rapporti istituzionali i presidenti delle Camere avrebbero potuto essere informati più tempestivamente. Bastava un corriere che impiega 5 ore da Milano a Roma, o almeno un fax. I modi per mantenere buoni rapporti istituzionali ed evitare inutili polemiche c’erano...».Torniamo a Mastella. Di Pietro lo accusa di essersi mosso al di fuori della Costituzione. «Il ministro della Giustizia può verificare se c’è stata invasione delle competenze del Pm da parte del gip. Questo è il punto che suscita perplessità: in questa fase spetta solo al pm valutare la qualità e la fondatezza degli indizi, non al gip».Dunque i dubbi di Mastella sono fondati? «Quelle ordinanze hanno contenuti diversi dai requisiti previsti dalla legge del 2003. Sulle persone non indagate, in questo momento il gip non può dire nulla. Da parte del gip c’è stata una anticipazione del giudizio non dovuta che può essere processualmente pericolosa e preludere a una ricusazione del giudice da parte di chi dovesse essere poi indagato. Una maggiore cautela dunque sarebbe stata utile anche nell’interesse dell’ufficio del gip».Ritiene che le giunte per le autorizzazioni potranno pronunciarsi prima dell’estate? «Tenderei a escluderlo, almeno per quanto riguarda il Senato. La procedura per il caso Scaramella-Guzzanti va avanti da mesi... Conoscendo tempi e ritmi della giunta credo che sia tecnicamente impossibile, anche se la prima seduta sarà la settimana prossima».Lei crede che l’autorizzazione vada concessa nei casi Bnl e Antonveneta e Rcs? «Su questo punto non mi esprimo, anche perché le carte non sono ancora arrivate in Parlamento. In linea generale sono contrario a privilegi e immunità di ogni genere nei confronti dei membri del Parlamento. In questo caso, alla giunta spetterà solo valutare la rilevanza delle intercettazioni rispetto alle accuse formulate nei confronti degli indagati. Alla giunta non spetta intervenire sulle persone non incriminate: anche questa sarebbe un’invasione di campo ai danni dell’autorità giudiziaria che deve procedere autonomamente e liberamente nelle indagini. Su questo sono d’accordo con il ministro Di Pietro: anche la politica non deve fare invasioni di campo, ognuno rispetti il suo ruolo».
Fonte: L'Unità - Andrea Carugati | vai alla pagina » Segnala errori / abusi

