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Dichiarazione di Stefano LEPRI

Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Piemonte (Lista di elezione: DL) 


 

Stefano Lepri: Politiche per la famiglia

  • (11 marzo 2010) - fonte: http://www.stefanolepri.it - inserita il 17 marzo 2010 da Marco PERRY
    Proseguiamo il discorso di ieri sulle azioni di sostegno alle famiglie approfondendo due temi: 1) Genitorialità e natalità Servizi per l’infanzia: ampliarli con la diversificazione. Per arrivare alla copertura di servizio prevista dal trattato di Lisbona (33% dei bambini inseriti in strutture per l’infanzia) il Piemonte dovrà articolare e diversificare i propri servizi – si vedano ad esempio le esperienze dei nidi in famiglia o delle tagesmutter – e a tal fine valorizzare il ruolo innovativo dei soggetti privati, specie non profit. Per un Piemonte delle “culle piene”. Un programma “culle piene” (contro il Piemonte delle “culle vuote” descritto da recenti ricerche) richiede di mettere a punto una misura – con selettività rispetto al reddito onde evitare il dispendio di risorse per le fasce medio alte -, semplice e immediata, che contribuisca a rimuovere il deterrente economico alla genitorialità. È necessario giungere, in modo graduale nel corso del mandato, ad un assegno alla natalità finanziato dalla Regione – salvo che nel corso del tempo tale obiettivo sia assorbito, come sarebbe ragionevole, dallo Stato – ferma restando la facoltà della famiglia di scegliere se impiegare tali risorse nell’acquisto di servizi o come compensazione del mancato reddito conse guente al ritiro / mancato accesso dal lavoro. Questo intervento è utile anche nell’ottica di unificare e semplificare le diverse procedure oggi previste per finanziare l’accesso ai servizi per la prima infanzia. Tempi di vita e di lavoro. Va proseguita l’attenzione, nei diversi ambiti di politica regionale, a provvedimenti che tengano conto della necessità di conciliare tempi di vita e tempi di lavoro. 2) Responsabilità intergenerazionale Risorse e sostegno a chi assiste a casa familiari non autosufficienti. È necessario completare il percorso normativo e applicativo che porta a riconoscere la prestazione domiciliare come diritto e a destinarvi risorse sufficienti a renderlo esigibile (vedi newsletter del 9 marzo). Anche in questo caso, fatte salve le prestazioni connotate da specifici caratteri professionali, le risorse potranno essere almeno in parte utilizzate dalla famiglia a parziale compensazione del mancato reddito dei membri che si dedicano al lavoro di cura. Riavvicinare genitori anziani e figli. Si può incentivare l’acquisto o l’affitto di alloggi per riavvicinare l’anziano non autosufficiente e i figli, quando ciò sia accompagnato ad un preciso impegno di cura continuativa del congiunto; in questo caso potrebbe essere previsto un contributo a parziale copertura delle spese di affitto o di acquisto (si tratta di una proposta presentata nella scorsa legislatura, non giunta a buon fine).
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