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Dichiarazione di Laura RAVETTO
Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) - Sottosegretario Rapporti con il Parlamento (Partito: PdL)
Lavoratori licenziati dalla CGIL
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(17 maggio 2011) - fonte: www.camera.it - inserita il 20 maggio 2011 da Massimo LANGELLA
Seduta n. 473 del 17/5/2011 sottosegretario on Ravetto La XI Commissione, premesso che: in data 15 marzo 2011 con un'interrogazione è stata affrontata presso questa Commissione la situazione di una lavoratrice della Cgil di Cosenza, Simona Micieli, che ha operato presso la struttura sindacale locale per oltre cinque anni senza godere di un reale contratto; con il suindicato atto di sindacato ispettivo, l'interrogante chiedeva se e quali iniziative di competenza il Ministro del lavoro e delle politiche sociali ritenesse opportuno predisporre al fine di avviare un percorso di monitoraggio circa la regolarità contrattuale dei profili occupazionali operanti presso le strutture sindacali, indipendentemente dalla sigla di queste, garantendo la piena tutela dei diritti e la sicurezza dei lavoratori e consentendo l'emersione del lavoro nero anche in quelle strutture che sono deputate alla salvaguardia ed al rispetto dei lavoratori, anche al fine di salvaguardare l'immagine e la credibilità delle stesse strutture di rappresentanza sindacale italiane; il sottosegretario on. Ravetto intervenuto in Commissione ha evidenziato che per quanto riguarda le competenze ministeriali «l'azione ispettiva, sulla base anche dei contenuti di cui alle direttive ministeriali del 18 settembre 2008 e del 7 luglio 2010, è finalizzata a concentrare l'azione su specifici obiettivi programmatici meritevoli di particolare attenzione, caratterizzati da fenomeni di rilevante impatto sul piano economico e sociale quali il lavoro nero, la gestione degli appalti, l'occupazione irregolare degli stranieri e l'elusione contributiva»; la situazione della signora Micieli, costretta a lavorare per il maggiore sindacato italiano senza contratto e senza un'adeguata remunerazione per oltre cinque anni, è condivisa da altri giovani ex lavoratori della Cgil sparsi in ogni parte d'Italia, che hanno fondato in questi mesi un comitato dei licenziati della Cgil nel tentativo di poter dialogare con le istituzioni e con lo stesso sindacato; la situazione denunciata dai professionisti parte del citato comitato evidenzia come questi siano stati sottoposti a ricatti, soprusi e negazione dei propri diritti presso le strutture sindacali dove erano operanti; molteplici sono state le manifestazioni di protesta del comitato segnatamente fuori alla sede nazionale della Cgil: nel corso del mese di aprile 2011 c'è stato un sit-in di protesta che si è prolungato per oltre 15 giorni per chiedere un confronto con il sindacato ma è stato letteralmente ignorato dalla dirigenza della Cgil; il sindacato, attualmente coinvolto in procedimenti giudiziari, non ha dato riscontri circa le proprie responsabilità nei confronti degli ex lavoratori delle sue strutture territoriali, né tantomeno ha avuto l'intenzione di confrontarsi apertamente con i giovani licenziati al fine di analizzare nel dettaglio le criticità da essi riscontrati nell'esplicazione del loro lavoro e nelle modalità - imposte dal sindacato stesso - in cui questo è stato portato avanti; la citata direttiva ministeriale 18 settembre 2008, in materia di servizi ispettivi e attività di vigilanza, riconosce l'azione ispettiva come un «azione che deve essere cioè diretta essenzialmente a prevenire gli abusi e a sanzionare i fenomeni di irregolarità sostanziale abbandonando, per contro, ogni residua impostazione di carattere puramente formale e burocratico, che intralcia inutilmente l'efficienza del sistema produttivo senza portare alcun minimo contributo concreto alla tutela della persona che lavora»;...
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