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Dichiarazione di Fabio Altitonante

Alla data della dichiarazione: Assessore Provincia Milano (Partito: PdL) 


 

Ma chi sono gli indignati?

  • (21 ottobre 2011) - fonte: sito web - inserita il 21 ottobre 2011 da Fabio ALTITONANTE

    Scorrendo le pagine dei giornali è facile, in questi giorni, che il nostro sguardo venga colpito dalla parola indignazione. Indignati, infatti, sono i manifestanti che sabato hanno sfilato in corteo a Roma per protestare contro i poteri forti dell’economia. Ma indignati sono anche i cittadini romani, che proprio a causa di quella protesta hanno guardato, dalla finestra, le loro auto prendere fuoco, distrutte da incappucciati che si mimetizzavano tra la folla.

    Indignati sono i giornalisti e gli opinionisti politici, che riempiono i salotti televisivi per parlare di argomenti che non dovrebbero varcare la soglia delle camere da letto o le aule dei tribunali. Indignati sono i banchieri perché il mondo intero li addita come gli artefici della crisi finanziaria. Indignata è l’opposizione, che non ha ancora capito bene il perché, ma fa di tutto per recitare la sua parte, con l’unico risultato di fomentare altro odio.

    Ma la rabbia è davvero la soluzione alle problematiche oggettive della nostra società? L’agire umano dovrebbe essere basato sul raziocinio, per elevare il nostro status al di sopra delle bestie, ma guardando le immagini che ogni giorno i media ci propinano sembra piuttosto che ci stiamo indirizzando verso il decadimento dei valori.

    Voglio sperare che non sia così, anzi ne ho la certezza, perché abbiamo anche grandi esempi di personalità, che si adoperano tutti i giorni per cambiare veramente il mondo. Unendo il sacro con il profano e scopi sociali completamente diversi, potremmo dire che sono gli Steve Jobs o i Fausto Tentorio, il missionario recentemente ucciso nelle Filippine, a indirizzare i nostri animi verso la giusta prospettiva.

    Solo se racconteremo più spesso queste storie, talvolta drammatiche, ma fondanti e inestricabili all’interno della società moderna, potremmo raggiungere appieno una condizione di eguaglianza sociale, che passa attraverso la costituzione dei diritti inalienabili dell’uomo, dalla famiglia al lavoro, priorità non solo per la politica, ma anche e soprattutto per ognuno di noi. Allora sì che potremmo uscire da quel tunnel che annebbia i nostri pensieri e li riempie d’indignazione.

    Fonte: sito web | vai alla pagina

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