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Dichiarazione di Stefano STEFANI

Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Lega)  - Pres. commissione Affari esteri Camera - Deputato (Gruppo: Lega) 


 

Grave atto unilaterale, il Governo deve alzare la voce

  • (21 febbraio 2012) - fonte: La padania - inserita il 21 febbraio 2012 da Giorgio CAVALLI

    I mari caldi compresi tra l’India e la Somalia stanno diventando, ogni giorno che passa, sempre più insidiosi per la sicurezza internazionale e la decisione della polizia indiana di porre in stato di fermo i due marò italiani accusati di avere ucciso due pescatori indiani non fa che confermare la confusione e l’impreparazione attorno al delicato problema del diritto internazionale. E tra New Delhi e Roma non solo è scoppiata quella che qualcuno ha definito “la guerra dei marò” ma un vero e proprio Affare di Stato che, ancora una volta, rischia di relegare l’Italia ed il suo indissolubile tecnicismo ad una voce troppo flebile e troppo teorica nella rivendicazione di un diritto e di una giurisdizione che dovrebbero fugare ogni dubbio. Dall’arrivo a Delhi di una delegazione governativa italiana per risolvere il caso è emersa l’impressione che il gigante indiano ha imparato ad alzare la voce e a fregarsene del diritto internazionale con la sola conseguenza di prendere l’Italia e questo Governo a “pesci in faccia”. Tra comunicati, dichiarazioni e segnalazioni che hanno raccontato questa triste vicenda, la crisi diplomatica che si sta configurando tra Italia ed India sembra avere già una sentenza e dei colpevoli definiti dal capo del governo locale, Oommen Chandy, “crudeli assassini”. Così i due militari italiani del reggimento San Marco in servizio antipirateria attualmente in stato di fermo, pur ribadendo di aver sparato soltanto dei colpi di avvertimento, sarebbero dei criminali da punire con una pena già scritta senza certezza della prova. Allora mi domando cosa aspetta questo Governo a muoversi per tentare di mettere il giusto contrappeso sulla bilancia di una verità fortemente offuscata da incongruenze relative alla distanza dalla costa dal punto in cui la petroliera ed il peschereccio si sarebbero incontrati e sull’orario dell’accaduto. Una cosa è certa: la decisione della polizia indiana di arrestare i due marò italiani è, a parer mio, un gravissimo atto unilaterale perché il caso deve essere risolto dalla magistratura italiana essendo i fatti avvenuti in acque internazionali su una nave battente bandiera italiana. Se le parole dei nostri due militari non sono state ascoltate e subito messe in discussione è necessario che l’Italia torni a parlare e farsi sentire in maniera molto più incisiva di un viaggio di diplomatici risolto in un nulla di fatto. C’è una legge italiana sulla pirateria secondo cui i militari sono organi dello Stato italiano e godono dell’immunità dalla giurisdizione rispetto agli Stati stranieri. Forse, come ci insegna l’esperienza, non basta la sola legge per vincere una causa, bisogna avvalersi dei giusti “avvocati” che sappiano interpretarla ed imporla e non lasciare, è proprio il caso di dirlo, la nostra nave alla deriva di un’ingiustizia che rischia di danneggiare degli innocenti oltre ad accendere un duro scontro con l’India e compromettere così i buoni rapporti bilaterali che hanno caratterizzato questi anni.

    Stefano Stefani

    Presidente della Commissione Affari esteri della Camera dei Deputati

    Fonte: La padania | vai alla pagina

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Commenti (1)

  • Inserito il 22 febbraio 2012 da Valter CARRARO
    Una cosa è certa. Sono morti ammazzati due pescatori indiani e nemmeno si sono saputi i loro nomi.
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