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» Ricordando le parole di Aldo Moro...
Daniele SCOZZARI in data 20 marzo 2010
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» La città e il territorio provinciale. Dal centro alla periferia, in cosa erano diversi il Pci e la Dc, in cosa è diverso il Pd.
Massimo Granchi in data 01 marzo 2010
Dichiarazione di Daniele SCOZZARI
Alla data della dichiarazione: Consigliere Consiglio Comunale Casteltermini (AG) (Lista di elezione: LISTA CIVICA) - Consigliere Consiglio Comunale Casteltermini (AG) (Gruppo: Misto)
Ricordando le parole di Aldo Moro...
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(20 marzo 2010) - fonte: blog Consigliere scozzari - inserita il 20 marzo 2010 da davide
Oggi, leggendo degli scritti di Aldo Moro, nel vivo di un passaggio cruciale della vicenda politica e della vita civile italiana. Pensavo, dove sta andando il paese? L’animo è sospeso tra il timore di un tramonto e la speranza di un’alba nuova. Una cosa mi sembra certa. È in atto (quale che sia l’esito delle elezioni) una “rivoluzione politica”, un sommovimento profondo come da molti anni non avveniva, essendo venuta in discussione l’insieme della vecchia struttura politica. La comunità, priva com’è della vecchia rappresentanza, chiede una nuova guida. Questa è la posta in gioco. C’è nei dilemmi di oggi qualcosa che ricorda la crisi dell’altra fine secolo. È la tesi che, fin dagli anni ’80, sosteneva Beniamino Andreatta. La svolta del 1901. Da un lato le cannonate di Bava Beccaris spingevano all’indietro l’Italietta, verso quello che si chiamò il “ritorno allo Statuto” e tutto questo in un quadro fosco con Milano che (anche allora) minacciava di separarsi dal Mezzogiorno. Ma dall’altro lato prevalse la svolta giolittiana che rilanciava la democrazia parlamentare, includendo in essa il mondo socialista e del lavoro. In pochi anni l’Italia fece un balzo nella modernità, creò una grande industria, ci fu il riconoscimento dei sindacati e delle otto ore, la fine del “non expedit” e il ritorno dei cattolici alla vita politica. Il primo suffragio universale maschile. Io non so quale sarà l’esito del dilemma di oggi. Spero che a prevalere saranno le forze democratiche. È alla luce di questo passaggio che chiama all’appello le risorse profonde, anche intellettuali, del paese che noi sentiamo l’attualità di Aldo Moro, la mancanza di uomini come lui, la nostalgia di una concezione della politica che non parte da sé, dai disegni personali di potere ma da una più alta coscienza storica. Dal compito – si potrebbe dire – che la storia ci assegna qui e ora, nell’assolvere il quale sta la grandezza e la moralità della politica. Così penso a Moro e al significato del suo assillo tenace, ininterrotto su come dare una risposta al problema di fondo, tuttora irrisolto, della storia italiana: la democrazia difficile. È questa l’espressione che ritorna continuamente nelle sue parole. Ed è su questo che vorrei ragionare...
Fonte: blog Consigliere scozzari | vai alla pagina » Segnala errori / abusi

