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  <title>Openpolis - ULTIME DICHIARAZIONI INSERITE</title>
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  <updated>2012-05-16T00:00:00Z</updated>
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  <title>Stefano STEFANI - La crescita continua ad essere un miraggio </title>
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  <updated>2012-05-16T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">La Padania  PAG.2
Quando non ci sono abbastanza soldi, le parole si sprecano. Ma forse sarebbe meglio risparmiare almeno su quelle soprattutto quando si cerca di rispettare una tabella di marcia volta al risanamento dei conti pubblici a colpi di tasse e restrizioni. La crescita tanto evocata da questo Governo non è altro che l’ultimo mantra di una politica che, però, non riesce a crearla. Non ci vuole certo una laurea in economia per capire che quando un Paese in recessione viene sottoposto alle fatiche di una politica fiscale eccessiva, il risultato è quello di creare una ricetta suicida che strozza i lavoratori e le imprese, oltre a danneggiare il suo sistema bancario. 
 Se da qualche giorno il quadro europeo, a fronte dei recenti risultati elettorali, non fa che restituire quello che il Presidente della Repubblica ha definito “elementi di novità”, di certo il quadro italiano degli ultimi mesi mostra la replica di una depressione non solo finanziaria ma soprattutto sociale che denuncia la difficile saldatura tra economica reale e finanza. Insomma tutto è come prima. Anzi peggio: il debito pubblico nei primi mesi del 2012 ha sfiorato la soglia dei 2mila miliardi di euro, lo spettro dello spread è sempre in agguato e nella giornata di lunedì è arrivato a quota 450 punti, non molto distante dal livello lasciato in eredità da Berlusconi. Come si fa a parlare di crescita quando nonostante la spending review, l’aumento delle tasse ed un considerevole incremento della pressione fiscale si continuano ad ostacolare le aspirazioni degli italiani di una vita normale? Come si fa a votare il fiscal compact che è contro qualsiasi ipotesi di crescita e pretendere che i cittadini paghino per scelte su cui non sono chiamati a decidere? Ha ragione Vegas: bisogna tutelare il sistema democratico dal continuo assalto della speculazione e sperare che nel pieno della tempesta ci diano almeno le scialuppe di salvataggio.

Stefano Stefani 
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  <title>Dario FRANCESCHINI - Rinnovabili: lettera al ministro Passera. Serve accordo con le Regioni</title>
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  <updated>2012-05-15T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">&quot;I decreti ministeriali per l'incentivazione del fotovoltaico e per le altre fonti di energie rinnovabili appaiono carenti e discutibili ed hanno inevitabilmente sollevato le proteste degli operatori e le osservazioni delle Regioni. In particolare il quinto conto energia, così come è stato proposto, sembra più una scorciatoia per tagliare le tariffe che il frutto di una strategia coerente e complessiva e rischia di mettere in seria difficoltà le imprese e gli investitori italiani ed esteri, i quali chiedono innanzitutto certezza, stabilità, trasparenza e semplicità delle norme e un percorso di riduzione degli incentivi verso la 'grid parity' che consenta di calcolare un credibile e adeguato ritorno degli investimenti&quot;.
E' quanto scrive in una lettera il presidente dei deputati del PD Dario Franceschini al ministro dello sviluppo economico Corrado Passera.
&lt;p&gt;
Dopo aver espresso al ministro &quot;la preoccupazione che il 'conto energia' non alimenti bolle speculative e ricadute dannose sul territorio&quot;, Franceschini ha osservato di condividere &quot;il proposito di alzare i traguardi della politica nazionale per il raggiungimento e il superamento degli obiettivi del programma Europa 2020 per quanto riguarda la produzione di energia da fonti rinnovabili, il risparmio energetico e il taglio delle emissioni di CO2&quot;. &quot;Questo perchè soltanto una strategia capace di combinare 'cambiamento del paradigma energetico', liberalizzazioni e mercato e sviluppo di una filiera nazionale di imprese dedicate alla produzione e alla efficienza energetica, potrà garantire al paese non solo di evitare le sanzioni internazionali derivanti dal mancato raggiungimento del burden sharing, ma la sicurezza degli approvvigionamenti e la riduzione dei costi della bolletta energetica a carico delle famiglie e delle imprese&quot;.
E proprio per queste considerazioni che deriva, secondo Franceschini, la &quot;carenza dei decreti per l'incentivazione del fotovoltaico e delle altre fonti di energie rinnovabili&quot;.
&lt;p&gt;
&quot;E' del tutto evidente - sottolinea Franceschini nella lettera - che una strategia energetica per il futuro del paese non può mettere al centro la crescita del consumo (e la importazione) di idrocarburi. Al contrario, occorre accelerare le politiche a favore dell'efficienza energetica e il ricorso diffuso alle fonti energetiche rinnovabili, facendo leva sulla ricerca, sulla crescita e l'innovazione dell'industria nazionale e sull'impegno coerente delle Regioni e degli Enti Locali&quot;.
&lt;p&gt;
La lettera si conclude con un invito al ministro Passera: &quot;E' nostra opinione che un accordo con le Regioni sia necessario, anche alla luce delle proposte presentate da queste ultime al Tavolo Governo Regioni. Siamo certi che lei lavorerà per questo obiettivo che se raggiunto, renderà agevole ogni successivo passaggio politico e parlamentare&quot;.</summary>
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  <title>Franco MIRABELLI - Elezioni amministrative: un terremoto ma il Pd resiste</title>
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  <updated>2012-05-14T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">&quot;Il risultato del primo turno delle elezioni amministrative è fortemente segnato dalla crisi del rapporto tra cittadini e politica. In una fase tanto difficile in cui le condizioni economiche del Paese provocano l’impoverimento di tante famiglie e una diffusa sfiducia nel futuro, la difficoltà di trovare nella politica risposte concrete a bisogni urgenti ha spinto tanti elettori a scegliere la strada del disimpegno e della protesta esprimendo la propria insoddisfazione o non andando alla urne o votando liste, come quelle del Movimento 5 stelle, che si propongono, esplicitamente, di interpretare e raccogliere la rabbia dei cittadini più che di indicare soluzioni per i problemi. La legittima domanda di chiudere una fase in cui la cattiva politica è vissuta come distante, se non inutile, costosa e dannosa , rischia di indebolire le istituzioni e la stessa nostra democrazia. La risposta dei partiti non può essere quella di prendersela con Grillo o con l’astensionismo che sono la diretta conseguenza della crisi della politica, ma deve tradursi nella capacità di cambiare subito, innovare, tornare a guardare all’interesse comune, eliminare i privilegi e condividere coi cittadini i sacrifici necessari per superare la crisi economica. Se non si fa questo, riformando partiti e istituzioni a partire dal dimezzamento dei contributi elettorali e da una legge elettorale che restituisca ai cittadini il potere di scegliere i propri rappresentanti, si rischia una crisi irreversibile della politica, dei partiti e delle stesse istituzioni democratiche. Alla cattiva politica serve rispondere con la buona politica se no vincerà l’antipolitica&quot;. Lo scrive il consigliere regionale Pd &lt;b&gt;Franco Mirabelli&lt;/b&gt;.
&lt;p&gt;&quot;In questo quadro che descrive un vero e proprio terremoto che ha investito la politica in queste amministrative, mentre è giusto sottolineare come la sfiducia coinvolga in generale la credibilità dei partiti, va anche detto con chiarezza che, soprattutto in Lombardia, vince il centrosinistra e il PD ottiene un risultato importante. Tutti i comuni della provincia di Milano che sono andati al voto o sono già stati conquistati al primo turno dal centrosinistra, o lo vedono andare al ballottaggio con molti più voti degli avversari. Nonostante si dia tanto spazio all’idea che “tutti sono uguali” evidentemente gli elettori hanno considerato, per diverse ragioni, le forze di centrosinistra più credibili per guidare il cambiamento necessario al Paese e più affidabili al governo delle città o, perlomeno, hanno ritenuto di dare loro un’altra possibilità. Sul risultato ha sicuramente pesato il fallimento del centrodestra al governo del Paese, la crisi del governo regionale di Formigoni, gli scandali che hanno coinvolto la Lega, ma più di tutto la volontà di chiudere definitivamente la stagione del Berlusconismo che ha trascinato l’Italia sull’orlo del baratro&quot;.
&lt;p&gt;&quot;Ma tra le tante e giuste domande che ci si pongono in questi giorni sulla crisi della politica che emerge da questo risultato elettorale ce ne è una che può essere utile porsi, ma che in pochi prendono in considerazione: perché il PD resta per molti un punto di riferimento? Perché in mezzo a questo terremoto che ha colpito i partiti la casa del PD resta in piedi? Le ragioni sono diverse - prosegue &lt;b&gt;Mirabelli&lt;/b&gt; - ma molto sta nelle scelte e nelle ragioni che hanno portato alla nascita del PD. Prima di tutto la capacità del PD di rappresentare, in un sistema politico in cui tanti partiti si sono costituiti attorno al loro capo, una anomalia positiva che ha tentato e tenta concretamente di essere strumento di partecipazione dei cittadini, aperto, capace con le primarie di restituire ai cittadini ciò che è loro, cioè il diritto di scegliere, perché i partiti devono essere uno strumento a disposizione loro e non altro. Questo ci da un po’ più di credibilità ci propone come una forza che ha compreso prima la distanza tra politica e cittadini e si è posta il tema della riforma della politica e del sistema politico prima degli altri, anzi su questo ha fondato le ragioni della sua nascita. Infine il centrosinistra vince grazie alla sua capacità di stare sul territorio, vicino ai problemi delle persone, di proporre persone credibili, di costruire coalizioni ampie e coese e di tutto ciò il PD rappresenta il motore principale. Il voto non ci assolve, errori, incertezze, timidezze e autoreferenzialità sono rischi che corriamo sempre e che non ci consentono di essere credibili come vorremmo per chi chiede una politica diversa, nuova e riformata. Ma questo voto, che ci consegna grandi responsabilità, dice che il PD può ancora essere lo strumento per cambiare il Paese, ridare fiducia nelle istituzioni e nella politica, proporsi come il soggetto politico attorno a cui realizzare un progetto di ricostruzione del Paese. A patto che nessuno pensi che, dopo questo risultato ci si possa accontentare e si possa dormire sugli allori&quot;.
&lt;p&gt;

&quot;Insomma - conclude il consigliere -da questo risultato esce confermato quanto sia profonda la crisi della politica e dei partiti nel nostro Paese, ma emerge anche la possibilità per il PD, se sapremo dare una accelerazione ai processi di riforma della politica e progettare il futuro, di aggregare le forze che vogliono il cambiamento, di proporsi al governo per ricostruire il Paese, di restituire alla politica credibilità e valore&quot;.</summary>
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  <title>William TAMI - IL 50% DI IMMIGRATI IN Più NEGLI ULTIMI 5 ANNI</title>
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  <updated>2012-05-14T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>627357</id>
  <summary type="html">“La Lega Nord interroga l’Amministrazione sulla possibile immigrazione illegale a Pavia di Udine”

“Più controlli e mirati sul Territorio” a chiederlo è il Capogruppo della Lega Nord in Consiglio Comunale Tami William.
“Negli ultimi 5 anni – afferma il Consigliere – la popolazione residente straniera è passata da 262 a 393 unità, con un incremento del 50% che non poteva che attirare la nostra attenzione. Albanesi, Rumeni, Serbi, Marocchini e Ghanesi le comunità più numerose e radicate nei nostri paesi. In mezzo a tante brave persone, che molti del nostro Gruppo Consiliare conoscono e intrattengono rapporti, purtroppo si nasconde sempre l’illegalità”.
“Dall’apertura ad est dell’Europa – prosegue Tami – anche sul nostro Territorio si è avuto un flusso continuo di persone che seppur non residenti ufficialmente, tutt’ora vivono da noi”. Molti di questi, vista anche la situazione di crisi attuale, vengono indotti ad attività criminali, non ultimi ricordo il marocchino residente a Pavia trovato in casa con mezzo chilo di hascisc o il giro di droga che veniva gestito da persone dell’est - Europa in una nostra azienda della ZIU a Lauzacco. 
Tra i paesi a maggior concentrazione straniera è proprio il Capoluogo a detenere il primato, dove attualmente vivono più della metà degli immigrati in Comune”
“È anche con questa motivazione – conclude l’esponente del Carroccio – che noi come Gruppo Consiliare ci appelliamo al nostro Sindaco per far aumentare i controlli a Pavia di Udine, salvaguardando i Nostri Paesi, le Nostre Famiglie, i Nostri Bambini, la Nostra Gente e i diritti degli extracomunitari regolari”.
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  <title>Giocondo TALAMONTI - E’ bene che le proteste si limitino nei toni... (Consulta dell’integrazione)</title>
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  <updated>2012-05-12T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Il carattere multietnico tipico delle società moderne può rappresentare una risorsa nel contesto che accoglie le diversità, a patto che esistano programmi di integrazione e volontà di realizzarli. Nella nostra città, il tema è di assoluta attualità, dal momento che ospita quasi 12.000 stranieri, in rappresentanza di circa 80 etnie diverse. La Convenzione di Strasburgo del 1992 sulla partecipazione degli stranieri alla vita pubblica locale, ratificata dallo Stato italiano nel 1994, prevede la formazione di organismi consultivi, attraverso i quali collaborare in vista della integrazione. Fin dal 2001, è previsto che lo statuto dei Comuni italiani contempli la figura del “consigliere aggiunto”, al quale sono conferite funzioni consultive, in seno al Consiglio comunale senza diritto di voto.
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


L’argomento è fortemente soggetto alle variazioni dettate dai tempi e dalla crescente ricerca di democraticità da riservare a chiunque entri nel nostro paese con l’intenzione di rispettare leggi, cose  e persone in vista della realizzazione di progetti individuali di crescita. Visto in questa ottica, la Consulta dell’immigrazione diviene uno strumento irrinunciabile di convivenza e di democrazia, una tappa importante che segna l’evolversi della cultura dell’accoglienza, in origine quasi del tutto assistenziale prima di assumere i veri caratteri dell’integrazione.
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


L’articolazione del processo di integrazione passa attraverso un accordo con gli stranieri che abbiano superato il 16 anno di età e che entrano per la prima volta in Italia. Detto accordo regola le disposizioni in materia di partecipazione alla realtà sociale del paese ospitante e determina le modalità per il rilascio del permesso di soggiorno.

&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

La sottoscrizione dell’accordo obbliga le parti (Prefetto e straniero) al rispetto dei contenuti della Carta dei Valori della cittadinanza e dell’integrazione, varata dal governo italiano nel 2007. Il regolamento fissa i criteri e le modalità per la sottoscrizione dell’accordo da parte dell’ospite, secondo quanto in vigore dal 10 marzo 2012.

&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

Il regolamento contiene disposizioni sul meccanismo dei crediti (16 vengono inizialmente assegnati a ciascuno) con l’obbligo di portarli a 30 nell’arco di due anni, attraverso percorsi di integrazione alla vita socio-economica cittadina, come l’apprendimento della lingua italiana, lo svolgimento di talune attività utili all’armonia sociale, percorsi di istruzione e formazione professionale, stipula di una locazione o acquisto di un’abitazione…

&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

I punti possono essere detratti nell’ipotesi di una condanna o in caso di violazioni alle leggi dello Stato. 
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


L’approvazione del regolamento della Consulta ha visto impegnato il Consiglio Comunale, sollevando qualche distinguo in merito ad aspetti di pura natura partecipativa, volendo garantire la massima rappresentatività fra le diverse etnie che si incontrano nel territorio. Precisazioni al riguardo, muovono anche dalle varie comunità e riguardano la composizione della consulta e l’elezione dei presidenti; l’elezione diretta dei membri, la posizione dei cittadini comunitari e quella degli extra-comunitari.
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


Dal dibattito consiliare è emersa la volontà dell’amministrazione cittadina di dire ‘no’ all’elezione diretta del presidente della consulta e di respingere la figura di un consigliere comunale aggiunto.

&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

Le posizioni sopra descritte erano sostenute dalla Cgil, il cui Segretario, di recentissima nomina, ha esternato vigorosamente la contrarietà del sindacato e sua personale. 

&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

I doveri che scaturiscono dalla rappresentanza di una categoria non sono un privilegio esclusivo di qualcuno, ma fanno il paio con quelli che i consiglieri comunali vantano nei confronti dei cittadini che li hanno eletti. E’ bene che le sue proteste, dunque, si limitino nei toni, dato che la decisione è scaturita da un atto votato dalla quasi unanimità dei rappresentanti del popolo. Tutti sono uniti nella preoccupazione di garantire le basi democratiche del dialogo interetnico, assicurando che essa è viva nello spirito dei consiglieri, così come nelle attese di tutti i ternani.

&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

Terni, 12.05.2012

&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

Talamonti Giocondo</summary>
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  <title>Cesare DAMIANO - Ma quanto vale una persona?</title>
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  <updated>2012-05-11T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Il caso del cadavere gettato in un torrente, probabilmente per occultare una morte sul lavoro: rigorosamente nero, precario, malpagato.
&lt;p&gt;Imperia, muore in un cantiere, trovato il corpo in un torrente. Cadavere occultato per coprire un lavoro nero? Questa notizia era sulla prima pagina de L`Unità di sabato 5 maggio. La notizia non ha ancora trovato conferma, ma dalle lesioni riscontrate sul corpo irriconoscibile si tratta sicuramente di una morte avvenuta per una caduta dall`alto, forse una impalcatura. 

&lt;p&gt;
L`età apparente della vittima è compresa tra i 25 ed i 35 anni. Questa notizia, nascosta tra le migliaia di informazioni che ci colpiscono quotidianamente, mi ha fatto riflettere in modo particolare perché é la dimostrazione di quanto sia urgente un cambio di mentalità sul tema del valore della persona umana. La domanda dalla quale partire è se tutto quello che è accaduto in questi anni, a proposito di lavoro, fosse inevitabile. Cominciamo finalmente a renderci conto che, in nome del &quot;dio mercato&quot;, si sono prodotte lacerazioni irreversibili nel tessuto sociale, nella coesione, nel rispetto più elementare delle regole e dei diritti. 
&lt;p&gt;Ad esempio, il dibattito che si è prodotto recentemente sul tema dell`articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori ha visto l`utilizzo di argomenti, soprattutto da parte del centrodestra, che non avevano niente a che fare con il diritto del lavoro e con la realtà delle aziende. Si dimentica troppo facilmente la disparità di forza esistente tra imprenditore e dipendente (non a caso ho scelto questa parola), che il diritto del lavoro ha il dovere di compensare a vantaggio del più debole, essendo stato definito giustamente diritto &quot;diseguale&quot;. Si è parlato di licenziamenti, come se qualcuno avesse la pretesa di reintegrare in azienda un lavoratore giustamente allontanato dall`azienda. Si fa riferimento ad un mercato del lavoro eccessivamente rigido, quando in realtà il fenomeno che si è verificato è quello di un surplus di precarietà che sta condannando le giovani generazioni ad una vita senza futuro. 
&lt;p&gt;

Occorre anche ricordare che le nuove assunzioni sono caratterizzate all`80% da lavoro a termine e non solo per effetto della crisi, ma a causa di una visione distorta del modello di competitività dell`impresa. In sostanza, è come se si fossero smarriti i &quot;fondamentali&quot; e vivessimo in un mondo capovolto. Dovremmo dunque ricominciare ad analizzare l`evoluzione del mercato del lavoro alla luce delle trasformazioni del modello produttivo. Nessuno mi toglie dalla testa che la svalorizzazione del lavoro sia da collegarsi alla vittoria dei &quot;Chicago boys&quot; ed al conseguente rovesciamento dei rapporti di forza tra lavoro ed impresa che si è manifestato all`inizio degli anni '80, a favore di quest`ultima. 

&lt;p&gt;
La riduzione della dimensione occupazionale delle fabbriche si è accompagnata alla delocalizzazione ed alla esternalizzazione dei cicli produttivi (altra cosa è l`internazionalizzazione dell`impresa); la lean production ed il just in time degli anni '90, quando era di moda discutere del modello giapponese, hanno imposto linee gerarchiche corte e la logica del &quot;produrre ciò che si è già venduto&quot;, eliminando costosi ed ingombranti magazzini. 
&lt;p&gt;In Italia si era soliti dire che le merci erano stoccate sui tir che partivano dalle autostrade del nord est: era anche il tempo del &quot;piccolo. è bello&quot;. Da questo nuovo modo di intendere la produzione si è sprigionata la spinta alla flessibilità che è diventata, con il tempo, precarizzazione del lavoro. 
&lt;p&gt;

Le prime avvisaglie di un cambiamento di rotta ci sono state nel 1984, con l`introduzione dei contratti di formazione lavoro e, successivamente, con il riconoscimento dei contributi previdenziali al lavoro coordinato e continuativo nel '96, con il governo Dini. Da quel momento esplode l`utilizzo del lavoro parasubordinato. Il pacchetto Treu, contrariamente a quanto si pensa, produce una sola novità, richiesta a gran voce dall`Europa: il lavoro interinale. È la successiva legge 30 ad introdurre una estensione significativa di nuove forme di lavoro flessibile, quelle che caratterizzano ancora oggi il mercato del lavoro giovanile.
&lt;p&gt;  

L`ispirazione di Marco Biagi, a mio avviso, pur animata da buone intenzioni, si é erroneamente basata sull`assunto secondo il quale la moltiplicazione delle forme di lavoro flessibile, occasionale ed intermittente, avrebbe automaticamente aumentato l`occupazione, in special modo quella dei giovani. E invece avvenuto esattamente il contrario: non solo la disoccupazione giovanile è a livelli record, anche a causa della crisi, ma il lavoro è diventato meno attento alle esigenze di formazione e di tutoraggio e sono aumentate le spinte all`uso opportunistico delle forme di lavoro fintamente autonome al solo scopo di avere manodopera sottopagata da espellere al momento opportuno. 
&lt;p&gt;

Le buone intenzioni di Biagi, del quale da ministro ho applicato una efficace direttiva sul lavoro a progetto che mi ha consentito di stabilizzare i lavoratori dei cali center, sono anche state tradite dalle cattive interpretazioni dei ministri del lavoro del governo Berlusconi, Sacconi in particolare, che hanno finito con l`esasperare gli aspetti della precarietà senza, contemporaneamente, progettare adeguati ammortizzatori sociali a tutela del periodo di disoccupazione tra un lavoro ed un altro. La riforma del mercato del lavoro in discussione in questi giorni al Senato deve proporsi di correggere il tiro per creare un mercato del lavoro amico dei giovani e delle loro esigenze di stabilità e di futuro. 
&lt;p&gt;

Intanto due buone notizie che ci avvicinano all`obiettivo: la vittoria dei laburisti alle elezioni amministrative in Inghilterra e dei socialisti in Francia che preparano il terreno per una inversione di rotta delle politiche economiche e sociali in Europa. Forse il vento sta davvero cambiando.&lt;br /&gt;
</summary>
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  <title>William TAMI - La Lega Nord Pavia di Udine vuole una nuova fase</title>
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  <updated>2012-05-10T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Difficile pensare prima di oggi ad una nuova fase politica della Lega Nord dopo i nefasti eventi che hanno contraddistinto queste settimane.
Quello che è successo è vergognoso e non premia chi vive onestamente sulla propria pelle gli ideali Leghisti legati all’identità del Territorio e le problematiche della Gente che abita i nostri Paesi.&lt;br /&gt;

Ci vuole una svolta, indicata nei giorni scorsi anche da Roberto Maroni, basta Fazzoletti Verdi, basta alleanze ambigue, basta pensare alle proprie di tasche e non a quelle delle Famiglie, basta gridare ilarità come “Secessione, Secessione …”  o “Terroni ecc …”&lt;br /&gt;

Tosi come Zaia e come Gentilini a Treviso  stanno insegnato a tutti Noi che “La Bandiera non rappresenta le Persone ma sono le Persone che rappresentano la Bandiera”.&lt;br /&gt;

E allora che fare? Noi come Circolo della Lega Nord di Pavia di Udine abbiamo deciso di meditare su nuovi Tesseramenti  (anche se rimaniamo e rappresentiamo tutt’oggi la Lega Nord) , continuando a fare in Consiglio Comunale il nostro lavoro portando davanti al Sindaco e alla sua Giunta i problemi della Gente, delle Famiglie indipendentemente da una Bandiera o di un'altra.&lt;br /&gt;

Attendiamo gli sviluppi nel prossimo Consiglio Federale sicuri che la Lega Nord ritorni il Partito del Territorio, il Partito delle Famiglie, il Partito della Legalità e soprattutto un Partito Nazionale estendendo lo “spirito del Nord” a tutt’Italia evitando d’ora in poi Alleanze strane che sopprimano i Nostri Ideali per interessi di qualcun altro.&lt;br /&gt;
</summary>
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  <title>Patrizia TOIA - Rinnovabili: Toia lancia European solar day, Italia è leader</title>
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  <updated>2012-05-10T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">&lt;br /&gt;
L'Italia è uno degli stati europei “a più grande potenziale nel campo delle rinnovabili, soprattutto per il solare. Le caratteristiche del nostro paese, con un gran numero di industrie energivore, fanno sì che ci sia bisogno di un approvvigionamento energetico sicuro, stabile ed accessibile. Tutto ciò può essere garantito dall'energia solare”. Così, &lt;b&gt;Patrizia Toia&lt;/b&gt;, vicepresidente al Parlamento europeo del comitato per l'industria, la ricerca e l'energia (Itre), introducendo i lavori dell'&lt;i&gt;European solar day&lt;/i&gt; oggi a Bruxelles, ha sottolineato che in Italia esistono ancora spazi di ricerca per sviluppare nel solare una tecnologia tutta italiana. L'eurodeputata si è fatta portavoce della presidente del Comitato, Amalia Sartori, impossibilitata ad intervenire all'evento, da lei patrocinato e voluto all'Europarlamento.
&lt;p&gt;

Il confronto ha anche permesso di analizzare il rapporto tra i cittadini e il loro futuro energetico. L'&lt;i&gt;European solar day&lt;/i&gt; infatti, con eventi organizzati in tutto il mondo, “permette alle persone di sviluppare una connessione personale e diretta con il mondo dell'energia e di scoprirne i vantaggi”, ha sottolineato &lt;b&gt;Toia&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;

</summary>
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  <title>Pier luigi BERSANI - «Il centrosinistra non basta ma il premier stavolta tocca al Pd, rappresentiamo anche i moderati»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2012-05-10T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>627307</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Pier Luigi Bersani, dopo il voto amministrativo, vede il traguardo. Con tutta la consapevolezza di un sistema quasi al collasso.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;C´è veramente da festeggiare se il Pd tiene ma non cresce?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Non mi riconosco nelle analisi che leggo e sento in questi giorni. Quando si parla di amministrative si contano quanti comuni uno vince e quanti ne perde e i raffronti si fanno con le precedenti comunali. Il Pd ottiene una vittoria nettissima al primo turno e si presenta in vantaggio per il secondo».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Con molti candidati che non vengono dal Pd.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Nella stragrandissima maggioranza sono espressione del Pd. Laddove non lo sono per noi è un onore sostenerli. Vogliamo essere l´infrastruttura del centrosinistra, abbiamo inventato le primarie per metterci al servizio della coalizione. A Milano ha vinto Pisapia e il Pd ha ottenuto il record storico di voti. Si vede che la gente ci capisce meglio di alcuni analisti».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Insomma, avete vinto.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Ma non lo dico per orgoglio di partito. Lo dico perché sono preoccupato. Temo che qualcuno coltivi l´illusione schumpeteriana di una distruzione creativa del sistema politico. Sfasciamo anche l´unico che è rimasto in piedi perché arriverà qualcosa di buono. Significa fare gli apprendisti stregoni su un problema che può franare addosso a tutti».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Bisogna farsi carico anche del crollo del centrodestra?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Dobbiamo guardare chi incrocia l´effetto dello tsunami che ha colpito Pdl e Lega. Lo fa il Terzo polo? No. Lo fa il centrosinistra? No. Questo conferma due cose. Il transito da un campo all´altro in Italia è molto limitato. E pensare che la crisi del centrodestra possa portare acqua a posizioni centrali o tecnocratiche è un´illusione assoluta. A destra c´è un vuoto, ma l´elettorato non è scomparso. È in cerca di autore e la risposta che cerca non sarà un pranzo di gala, non avrà l´abito della festa».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Cioè non sarà un professore o Passera o Montezemolo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Sarà l´incarnazione di una proposta che mi auguro minoritaria ma somiglierà a quelle forze che in Europa interpretano tendenze regressive e populiste. No Unione, no tasse, no immigrati. Un misto di Le Pen, Sarkozy e Lega nostrana».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Perché non ci prova il Pd a occupare il vuoto moderato?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Ci proviamo. Il centrosinistra per la prima volta può sfondare il muro di gomma tra guelfi e ghibellini che è radicato nella storia d´Italia. È una responsabilità nuova e il Partito democratico non basta. Vogliamo essere più aperti nei programmi e nelle proposte. Ci rivolgiamo a intellettuali, autorità morali, rappresentanti della vita economica per dire diamoci la mano. Penso a un rassemblement democratico contro il ripiegamento difensivo della destra».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Metterete in lista gli esterni?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Assolutamente sì, saranno liste aperte. Ma non guardo solo a intese elettorali, non puntiamo mica a rifare l´Unione. Penso a una società civile che vuole far parte di questa scommessa. Il Pd si mette a disposizione».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Uno spazio che rischia di essere già occupato da Grillo.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Il suo è un voto gonfiato dalla protesta ma non c´è solo protesta in quel partito. 
C'è anche una domanda di stili nuovi di partecipazione, di sobrietà della politica, di cura dei problemi del territorio. Alle provocazione di Grillo rispondo con durezza. Ma il mio atteggiamento verso il movimento 5 stelle è di attenzione. Non abbiamo guerra da fare con loro. Ci sono domande che lì non possono trovare risposta di governo».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;A Monti ha detto che non si vede niente di positivo da mesi. È una minaccia?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Abbiamo scarpinato per l´Italia e c´è una situazione acutissima di sofferenza. Al governo ribadisco lealtà, ho una sola parola. Ma dico: attenzione. Il voto dimostra che nel Paese ci siamo dappertutto. Allora ascoltateci».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Cosa avete da dire?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Con la vittoria di Hollande Monti ha ora lo spazio e l´autorevolezza per aprire nuovi tavoli di confronto in Europa. Ma i tempi della crescita non sono compatibili con la situazione italiana. Monti deve insistere sulla mini golden rule per sbloccare investimenti. E occorre affrontare subito il tema dei pagamenti alle imprese per far arrivare un bel po´ di miliardi di liquidità nel giro di poche settimane. Infine va risolta l´ingiustizia intollerabile degli esodati».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Monti però ha appena confermato la linea del rigore.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Mica diciamo di far saltare i conti. Se c´è da trovare qualche soldo, troviamolo».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Si può pensare a un rinvio del pareggio di bilancio?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Se ci danno la golden rule, probabilmente non ce ne sarà bisogno. Ma vedo che la Spagna si prepara a ricontrattare quell´obiettivo. Facciamolo anche noi se serve».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Il voto anticipato non vi tenta?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Anche per strada qualcuno mi chiede: perché non vuoi andare a votare ad ottobre? Rispondo così: siamo ancora in una situazione delicatissima, abbiamo la possibilità di giocarci una partita in Europa e di correggere un po' le nostre politiche interne per metterci in una zona di ulteriore sicurezza».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Tanto ci penserà il Pdl a staccare la spina.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Non entro nel campo avverso. Ma non possono scaricare sull´Italia i loro problemi. E non possono pensare di andare avanti tendendo imboscate al governo».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Casini vi avverte: non verremo mai con la foto di Vasto. Con chi lo fate lo schieramento più largo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Non inseguo le dichiarazioni quotidiane. Mi affido ai processi di fondo. Quando la dialettica sarà tra un polo democratico e uno che dà risposte regressive ognuno si assumerà le sue responsabilità. Il Pd vuole allargare ma sa di dover essere il baricentro di una proposta alternativa. Anche rinunciando a qualcosa di suo».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Lasciando la candidatura alla premiership a un moderato?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«No. Il dato che si ricava da queste elezioni è che tocca al Pd. Saremo noi a proporre un nome. Non per metterci al comando ma per rendere un servizio e guidare questa fase. Il guidatore lo dobbiamo scegliere noi».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;A Palermo il centrosinistra rischia di frantumarsi a meno che voi non scegliate Orlando.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Il candidato è Ferrandelli. Se decidi di fare le primarie le rispetti. Ma aggiungo che si è esaurita la fase politica di Lombardo in regione. Il gruppo dirigente siciliano del Pd deve lavorare per avere al più presto le elezioni».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Il punto dirimente alla fine è sempre quello dell´affidabilità di un centrosinistra con Sel e Idv. È in grado di governare?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Il voto locale ci dice che non c´è un centrosinistra autosufficiente. La solidità e la credibilità di governo nascono da un centrosinistra affidabile e da un patto di legislatura più ampio. Teniamo fermo questo punto e ci si convincerà che non esiste una strada diversa, non ci sono altre risposte».
&lt;br /&gt;
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  <title>Severino DAMIOLINI - Sellero: facciamo chiarezza sui contributi allo sport.</title>
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  <updated>2012-05-10T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>627292</id>
  <summary type="html">Come tutti sapete l'Unione Sportiva Sellero Novelle ha – a seguito di convenzione - in concessione dal Comune di Sellero la gestione degli impianti sportivi di proprietà comunale.
Nonostante tutte le spese siano a carico del Comune di Sellero, l'Unione Sportiva Sellero Novelle ha ricevuto e riceve dal Comune cospicui contributi per la sua attività.
Noi crediamo che nella gestione della cosa pubblica, il privato debba garantire all’ente l’utilizzo di criteri di efficienza, professionalità ed economicità e che, su questa base l’ente debba prevedere che i contributi pubblici concessi a qualsiasi soggetto privato che abbia in gestione la cosa pubblica, debbano essere concessi sulla base di progetti di investimento, piani di gestione e consuntivi di spesa.
Pertanto, vista la crisi che colpisce sia le tasche dei cittadini che le casse degli enti locali, riteniamo opportuno verificare l'effettiva necessità e la congruità dei contributi erogati all'Unione Sportiva Sellero Novelle.
Per questo motivo abbiamo trasmesso &lt;a href=&quot;https://www.box.com/s/4a1b7ed3751fdd4174a3&quot;&gt;la richiesta allegata&lt;/a&gt; con cui chiediamo che  l’Amministrazione Comunale acquisisca dall’U.S. Sellero Novelle e ci trasmetta la documentazione riguardante la gestione economico finanziaria dell'U.S. per gli anni dal 2005 al 2011.

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  <title>Giulio TERZI DI SANT'AGATA - «Migliaia di uomini e armati. Potrebbe servire una missione più robusta»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2012-05-10T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>627285</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Quindici osservatori italiani sono in partenza per la Siria in questi giorni: il nostro contributo alla missione Onu di 300 uomini prevista dal piano di pace Annan. «Ma è probabile che non sia sufficiente e che si debba tornare al Consiglio di sicurezza», avverte il ministro degli Esteri Giulio Terzi. «Per chiedere una forza più robusta, fino a 2-3000 uomini - spiega - e in grado di intervenire in base al capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite. Una missione cioè armata, capace di garantire la protezione di alcune aree e la sicurezza degli osservatori che oggi è invece affidata al governo siriano».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ministro Terzi, il capitolo VII, che contempla l´utilizzo della forza, è stato alla base dell´intervento armato in Libia. Sta prefigurando per la Siria lo stesso scenario?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Il modello libico è irripetibile. Ma il capitolo VII è stato utilizzato in molte altre occasioni. E in tante altre avrebbe potuto evitare massacri, come quello di Srebrenica».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Crede che Russia e Cina possano approvare una missione armata?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Per ora no, ma potrebbero farlo se si convincessero che la situazione non è più accettabile. Noi crediamo nel piano di pace Annan, ma con preoccupazione e perplessità. Damasco sta utilizzando una forza spropositata, inimmaginabile anche in presenza di un´insorgenza. Azioni anti-terrorismo con cannoni da 120 mm».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Non è un paradosso approvare l´invio di nostri uomini e dubitare così fortemente dell'efficacia della missione?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Un dubbio, non una bocciatura. Il regime continua a comportarsi in modo violento, non ha ritirato i soldati nelle caserme, non ha dato accesso umanitario ovunque, non ha garantito libera circolazione alla stampa. Ma qualcosa si muove, c´è qualche inizio di applicazione delle richieste del piano Annan. Bisogna vedere che impatto potrà avere la missione quando sarà dispiegata totalmente. O magari si creerà una situazione alternativa nel regime, provocata dall'entourage di Assad».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Un golpe?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Un´uscita gestita del presidente, sul modello Yemen».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Quattordici mesi e Assad è ancora al suo posto. Un errore di valutazione da parte della comunità internazionale sulla tenuta del regime, sulla capacità dell'opposizione di sollevare la massa critica del popolo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Non abbiamo mai pensato che le cose potessero risolversi rapidamente. Assad ha il controllo totale delle forze armate, un forte collegamento con la Russia e con l´Iran che assicura forniture militari».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Tra i diplomatici si fanno strada dubbi anche sul Consiglio nazionale siriano, il frammentato cartello delle opposizioni. Stiamo scommettendo sul cavallo sbagliato?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Il Cns è molto diviso, ma è l´interlocutore che la comunità internazionale ha individuato. Nel fine settimana i membri del consiglio direttivo saranno ospiti in Italia: il nostro ruolo è quello di aiutarli a ricomporre le loro divisioni interne».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;L´intelligence Usa ha riconosciuto la mano di Al Qaeda dietro gli attentati kamikaze a Damasco e ad Aleppo. Il protrarsi del conflitto è un terreno di coltura per l'estremismo e il terrorismo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Temiamo Al Qaeda, trae profitto da una situazione di guerra civile e potrebbe radicarsi nel territorio siriano così come è avvenuto in Iraq, nella provincia di Anbar. Per noi è un rischio, ma molto di quello che è venuto dalle primavere arabe è rischioso. Certo però non sono da rimpiangere le condizioni dei popoli che vivevano sotto Ben Ali, Mubarak o Gheddafi».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Scontri tribali, violenze anche nel cuore di Tripoli. La Libia sta implodendo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Aspettiamo le elezioni di fine giugno. Speriamo che il consolidamento istituzionale sia rapido per consentire gli interventi sociali che sono la vera urgenza del paese».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Una Libia destabilizzata riattiva il rischio della &quot;bomba immigrazione&quot; per l´Italia?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Non come quando Gheddafi la usava scientemente contro di noi. Ma, certo, se le frontiere non sono protette il traffico delle persone diventa un´emergenza».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Il nucleare iraniano. A fine giugno devono entrare in vigore le sanzioni sul petrolio. Da più parti arrivano indizi di una disponibilità della guida suprema Khamenei a trattare. L´Europa è incline a fare qualche passo distensivo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Ci sono voluti nove anni per arrivare alle sanzioni petrolifere. Per ottenere concessioni, uno slittamento dell'entrata in vigore di quelle misure, Teheran dovrebbe dare all´Aiea garanzie importanti sul piano delle verifiche, consentendo delle ispezioni molto intrusive. Ma sono scettico».

&lt;br /&gt;
</summary>
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  <title>Nichi VENDOLA - «Il modello Hollande ha unito. Il suo programma sia la base di confronto»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/05/10/nichi-vendola/%C2%ABil-modello-hollande-ha-unito-il-suo-programma-sia-la-base-di-confronto%C2%BB-intervista/627284"></link>
  <updated>2012-05-10T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>627284</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Presidente, le elezioni amministrative fin dove hanno cambiato la fisionomia politica? E quale prospettiva è concretamente realizzabile nel centrosinistra?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Partiamo dall’analisi del voto. Dobbiamo guardare a quello che sta accadendo nelle viscere della società italiana e non solo agli orientamenti elettorali. Il dato clamoroso è rappresentato da un paradosso: si vede benissimo chi perde, non si vede altrettanto bene chi vince. Il fatto che il tracollo del centrodestra non produca il parallelo decollo del centrosinistra è indicativo di un difetto di visibilità: il centrosinistra ancora non c’è, esiste come coalizione che governa tante realtà ma non è percepito come una grande alleanza che ha un’idea condivisa del futuro dell’Italia, in grado di presentarsi al Paese con un compito preciso, quello di seppellire il berlusconismo, di seppellire l’egemonia culturale della destra».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;D’Alema dice che si è chiuso il ciclo del centrodestra. Condivide?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«A D’Alema rispondo: è vero, si è chiuso il ciclo del predominio del partito-azienda, del mercantilismo esasperato. Ma si è chiuso politicamente, mentre la semina che ha prodotto non è scomparsa. E dunque per me seppellire il berlusconismo significa tornare a parlare ad esempio di lavoro in una logica di radicale discontinuità rispetto a quello che hanno fatto ministri come Sacconi. Invece vedo che il governo Monti si presenta in conclamata continuità con quel passato».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
E allora?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«E allora faccio io una domanda a D’Alema: il cambiamento può essere davvero autentico se vive solo nelle urne o deve mutare i dati del vivere sociale? Non dobbiamo forse impugnare la bandiera della lotta alla precarietà e della certezza dei diritti?».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Usiamo pure le sue categorie ma veniamo al sodo: al fine di avviare un nuovo ciclo politico, uno schema che metta insieme i moderati non berlusconiani, il Pd e Sel è praticabile o no?
&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;«Io ho imparato da miei amici del Pd l’importanza di definire prima il profilo programmatico e poi la logica delle alleanze. Io voglio capire innanzitutto qual è la meta che ci prefiggiamo».
&lt;p&gt;&lt;b&gt;

Diciamo salvare il Paese; metterlo in sicurezza. O no?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Sì, ma c’è qualcuno che per salvare la Grecia la sta uccidendo. Salvare l’Italia, lei dice? E chi la salva, quelli che la stanno precipitando nella recessione? Lasciamo perdere la contingenza attuale. Io ho rispettato la scelta del Pd di avallare il governo tecnico pur non condividendola. Ma in prospettiva l’Italia che vogliamo è quella che impugna ricette liberiste classiche come quelle che ha in mente un onesto tecnocrate come Mario Monti oppure quella che ricostruisce un rapporto tra liberà e lavoro, le idee riformiste che fanno riferimento a Keynes? Guardi che io non sto proponendo un programma radicale: sto proponendo il programma di Francois Hollande».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Ecco, appunto. Hollande l’hanno votato non solo i socialisti ma anche il centrista Bayrou e la sinistra radicale di Mèlenchon. Lei in questo tipo di alleanza ci starebbe?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Sì ma il programma è quello di Hollande. Che contiene una critica radicale al liberismo e rigetta il fiscal compact. I miei amici che lo sentivano ai comizi mi mandavano sms per dire che era molto più a sinistra di me. Noi dobbiamo ricercare un’intesa larga, è vero. Tuttavia, dico la verità, prima dell’ossessione degli alleati politici sentirei l’urgenza di cercare alleati sociali: le giovani generazioni, il mondo della precarietà, quello delle fabbriche, le donne. Prima di tutto quella è l’alleanza giusta, per un rilancio dei diritti sociali e la promozione dei diritti di libertà in un Paese che ha classi dirigenti arretrate e bigotte, mentre la società è più avanzata».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Presidente, andiamo al sodo. Ci sta o no?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Su una coalizione che si dota di una bussola come quella beh insomma, io sono contento se saremo in tanti a fare il cammino. Purché vada nella direzione di un orizzonte autenticamente riformatore e in cui il tema della giustizia sociale viene percepito come il più moderno e non come un reperto archeologico. Faccio un esempio. E’ già difficile che tutti i partiti del centrosinistra si raccordino su una posizione antinuclearista. E gli altri?».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Lei è un uomo di governo. In Puglia tante amministrazioni vedono insieme Udc, Pd e Sel. Cosa impedisce di replicare la medesima alleanza anche a livello nazionale?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Stringo la mano a chiunque sottoscriva un programma di governo centrato, diciamo così, sui beni comuni. Però voglio aggiungere una cosa. Trovo una stridente contraddizione tra il peso che il Terzo Polo ha nel dibattito pubblico e quello che ha nel sentimento diffuso dell’opinione pubblica. Bisognava andare a Chi l’ha visto per capire in queste elezioni dov’era finito».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E’ questo che rimprovera a D’Alema e al Pd? Di baloccarsi troppo con il Terzo Polo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Io rimprovero al Pd questa lunga attesa, una sorta di aspettando Godot rivolta ai centristi. E nel frattempo stiamo fermi. Definiamo invece subito l’anima, la fisionomia del centrosinistra. In questo senso penso che l’Idv rappresenti un valore aggiunto di cui non possiamo privarci».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E Grillo? Anche lui è un valore aggiunto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Il grillismo è un fenomeno da analizzare: sbagliato demonizzare ma anche mitizzare. Con Grillo non c’è alcuna possibilità di interlocuzione. Vedo che ha vietato ai grillini di partecipare a qualunque confronto televisivo: temo lì si nasconda una povertà di cultura politica. Il confronto è il sale della democrazia. Come possono pensare i grillini di avere l’esclusiva di parlare alla gente?»
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Bisogna andare alle elezioni anticipate a ottobre?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«I membri del club dell’austerity sono convinti di essere la medicina per la malattia quando è il contrario: la malattia sono loro. Il rigorismo furibondo porta tanti nel labirinto della disperazione, e non risolve neanche il problema del debito pubblico. Per me è difficile pensare che la democrazia sia un problema, casomai è la soluzione».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
E con quale legge elettorale votare?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Trovo singolare che dopo averci ammaestrato sulla necessità di una riforma elettorale di un certo tipo, improvvisamente, alla luce del risultato delle amministrative, si scopra l’urgenza rivoluzionaria di volgere lo sguardo a tutt’altro modello. Come a dire: la riforma elettorale si produce per convenienza e opportunismo. Immaginare di fare una riforma pro-casta è davvero impressionante».&lt;br /&gt;</summary>
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  <title>Corrado PASSERA - «Disagio sociale più ampio di quello che dicono le statistiche»</title>
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  <updated>2012-05-10T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>627283</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
«Il disagio sociale e diffuso legato alla mancanza di lavoro in Italia è più ampio di quello che le statistiche dicono».
&lt;p&gt;«Se mettiamo insieme disoccupati, inoccupati, sottoccupati e sospesi arriviamo a 5-6- forse 7 milioni di persone. Se moltiplichiamo per i loro familiari arriviamo alla metà della nostra società. Non sono soltanto a rischio i consumi e gli investimenti ma anche tenuta economica e sociale del Paese».
&lt;p&gt;«L'Ue non ha fatto la sua parte adeguatamente negli ultimi tanti mesi. L'Ue non ha saputo garantire se stessa, ma adesso deve dimostrare di saper garantire se stessa e anche i più deboli, deve smettere di parlare di crescita e fare investimenti, distinguendo ciò che è spesa e ciò che è investimento». 

&lt;p&gt;Più tardi, a Venezia, Passera precisa:&lt;br /&gt;
 «Talune tipologie di investimento non possono essere considerate alla stregua della spesa corrente. Monti ha la credibilità e il ruolo per convincere l'Europa a togliere da certi vincoli del fiscal compact tipologie di investimento come quelle per l'agenda digitale».&lt;br /&gt;</summary>
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  <title>Patrizia TOIA - Roaming: nuove tariffe per un mercato unico più competitivo</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/05/10/patrizia-toia/roaming-nuove-tariffe-per-un-mercato-unico-pi%C3%B9-competitivo/627280"></link>
  <updated>2012-05-10T00:00:00Z</updated>
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  <id>627280</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
“Con il voto di oggi sulle nuove tariffe per le comunicazioni mobili europee il Parlamento europeo offre un buon esempio di servizio a favore dei cittadini”  hanno dichiarato l´eurodeputata Patrizia Toia, Vicepresidente S&amp;D , e l´On. Francesco De Angelis, Membro della Commissione Industria. 
&lt;p&gt;“A partire dal 1° luglio 2012 assisteremo, infatti, ad un taglio sostanziale delle tariffe per telefonate, sms e connessioni internet tra tutti gli utenti dei 27 Stati membri”. Si tratta di cifre importanti se consideriamo che già da quest’estate l´utente pagherà per le telefonate effettuate 21 centesimi e per connettersi a internet mobile 50 centesimi. Le tariffe scenderanno ulteriormente nel 2013 fino ad arrivare a tagli sostanziali nel 2014. “Il costo per le telefonate sarà, infatti, ridotto di circa un 1/3 rispetto alla tariffa attuale e di 1/15  per la connessione a internet mobile e –  continuano  Toia  e De Angelis - per chi alle telefonate preferisce un sms nel 2014 pagherà solo 5 centesimi”. 
&lt;p&gt;“Si tratta di diminuire i costi della vita quotidiana dei cittadini e di sostenere le aziende nell´ampliamento del mercato, ma sopratutto –  spiegano gli eurodeputati – é stato compiuto un passo importante nel potenziamento del mercato interno dell’Ue, che intende rendere sempre più competitiva l’offerta per le comunicazioni via gsm”.
“Un buon risultato, come quello ottenuto oggi, non vuol dire che non possa essere migliorato ed è per questo che sostengo la battaglia dei  nostri colleghi del gruppo S&amp;D, Robert Goebbels e Judith Merkies, perché in futuro si possa raggiungere un roaming zero che miri ad abbattere i costi delle chiamate tra cellulari da un Paese all’altro, equiparandoli alle tariffe nazionali, in quanto non ci sono giustificazioni tecniche a tali cifre”.&lt;br /&gt;

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  <title>Franco MIRABELLI - Il centrosinistra ha conquistato comuni dove fino a poco tempo fa era impensabile arrivare</title>
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  <updated>2012-05-09T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>627312</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
“C’è una crisi grandissima del centrodestra: non c’è più, non ha una leadership e un progetto credibile”, è stato il commento di &lt;b&gt;Franco Mirabelli&lt;/b&gt; (consigliere regionale Pd della Lombardia) agli &lt;b&gt;esiti elettorali del primo turno delle amministrative&lt;/b&gt;. “Il fallimento del Pdl e della Lega non sono dovuti esclusivamente all’ondata di antipolitica e agli scandali di questi mesi”, ha sottolineato &lt;b&gt;Mirabelli&lt;/b&gt;, segnalando che “c’è stato soprattutto un loro fallimento politico”. Un fallimento evidente in Lombardia, dove Pdl e Lega sono nati e hanno avuto maggior forza perché hanno cercato di farsi interpreti delle domande del Nord, di chi voleva liberarsi dall’apparato statale, dall’eccesso di burocrazia e anche dalle tasse. Un fallimento delle ricette proposte da Pdl e Lega per rispondere alle esigenze del Nord e senza le quali ora resta un vuoto e tocca al Pd riempirlo. 
&lt;p&gt;
 “Non è più il tempo di ipotizzare un partito del Nord o di rincorrere altri”, ha affermato &lt;b&gt;Mirabelli&lt;/b&gt;, segnalando che “adesso dobbiamo mettere in campo un progetto nazionale in grado di rispondere alle domande del Nord”. &lt;p&gt;

Guardando i dati elettorali, secondo &lt;b&gt;Mirabelli&lt;/b&gt;, è preoccupante che vi sia un astensionismo così alto per delle elezioni in cui si vota per i sindaci: “il dato dell’astensionismo indica che c’è una distanza sempre più ampia tra i cittadini e le istituzioni”, ha commentato il consigliere. La crisi della politica ha coinciso ed è stata alimentata dalla crisi sociale e questo, per &lt;b&gt;Mirabelli&lt;/b&gt;, si è tradotto in un non voto o nel voto al Movimento Cinque Stelle. Movimento quello dei grillini che &lt;b&gt;Mirabelli&lt;/b&gt; ha ricordato che non va sottovalutato perché la loro vicenda ricorda molto gli inizi della Lega. “Noi dobbiamo togliere l’acqua di cui sia alimenta il movimento di Grillo”, ha chiarito Mirabelli, affermando che “provvedimenti come quelli sulla riduzioni dei rimborsi elettorali che si è votato in Parlamento o quello sulla trasparenza dei bilanci e sullo statuto dei partiti – che si spera vengano presto calendarizzati e approvati – vanno in questa direzione”. &lt;p&gt;

Secondo &lt;b&gt;Mirabelli&lt;/b&gt; c’è stato anche il tentativo di far passare l’idea che tutti sono uguali per voler rimuovere i fallimenti del governo Berlusconi ma, con questo voto, i cittadini hanno dimostrato chiaramente di sapere chi ha delle responsabilità per la situazione in cui siamo arrivati. &lt;p&gt;

“Il centrosinistra ha conquistato comuni come Cernusco o Pieve Emanuele ed è arrivato al ballottaggio in luoghi dove fino a poco tempo fa era impensabile, come Legnano e Magenta”, ha commentato &lt;b&gt;Mirabelli&lt;/b&gt;, segnalando che l’analisi dei risultati andrebbe fatta tenendo presente che a questa tornata elettorale si sono presentate numerose liste civiche legate al Pd per dare maggiore forza ai candidati e che, comunque, in questo scenario, in cui “ci sono macerie ovunque, c’è un partito che tiene ed è il Pd e questo dobbiamo rivendicarlo ed esserne orgogliosi”. &lt;p&gt;

 “La crisi sociale ha provocato la crisi del sistema politico. – ha evidenziato &lt;b&gt;Franco Mirabelli&lt;/b&gt; - Il risultato ottenuto dal Partito Democratico non va minimizzato: siamo in un sistema politico terremotato e dentro ad una crisi sociale che ha prodotto questo terremoto in tutta Europa. Nessun commentatore aveva previsto che il Pd avrebbe tenuto in questo scenario”.  “Abbiamo retto, nonostante gli scandali Lusi e Penati, perché siamo un partito, perché non abbiamo cercato la risposta in un leader ma abbiamo cercato la partecipazione con le primarie e discutiamo (a volte anche troppo sui giornali) e questo ci fa essere un partito popolare, radicato sul territorio e da lì riusciamo a costruire un rapporto con i cittadini”, ha affermato il consigliere, rivendicando che “Dobbiamo scommettere sul Pd, il Paese deve scommettere sul Pd. L’alternativa a questo è il populismo, si chiami Grillo o Montezemolo”. &lt;p&gt;

In un quadro in cui la politica fatica a trovare risposte nazionali e ad essere incisiva perché ci sono centri decisionali sovranazionali che scavalcano gli Stati, secondo &lt;b&gt;Mirabelli&lt;/b&gt;, è facile che trovi spazio chi cavalchi le proteste e, nei prossimi mesi, cercheranno di colpire chi è rimasto in piedi e quindi il Pd deve essere preparato a questo. “Se non ci fosse stata la crisi, il disagio sociale e famiglie che sono passate dall’essere ceto medio al non avere più niente, non sarebbe stato così facile attecchire per l’antipolitica”, ha sottolineato &lt;b&gt;Mirabelli&lt;/b&gt;.&lt;p&gt;

In questo scenario, secondo il consigliere Pd, quattro sono le tematiche su cui puntare: innanzitutto occorre recuperare il tema della credibilità perché “non dobbiamo lasciare passare l’idea che siamo tutti uguali” e questo è possibile mandando segnali concreti come quello sul taglio dei rimborsi elettorali; poi un altro tema è quello della necessità di mettere mano al patto di stabilità per permettere ai comuni che hanno i soldi di usarli per finanziare progetti concreti e utili; una proposta da portare avanti è poi quella di utilizzare i soldi recuperati dalla lotta all’evasione fiscale per sostenere chi non ha reddito; e infine una riforma elettorale che vada verso il doppio turno alla francese (come previsto dal documento approvato dall’Assemblea Nazionale). Per fare tutto questo, secondo &lt;b&gt;Mirabelli&lt;/b&gt;, ci vorrà del tempo ed è impossibile andare alle urne ad ottobre. &lt;p&gt;


Venendo alle &lt;b&gt;vicende della Regione Lombardia&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Franco Mirabelli&lt;/b&gt; ha sottolineato che ormai si è esaurita la spinta propulsiva di Formigoni e il governatore resta chiuso nel palazzo e pensa solo a difendersi degli scandali che lo hanno travolto. La crisi di Formigoni coincide con la crisi del centrodestra ed è sicuramente una crisi morale, in quanto ci sono 8 assessori di giunte attuali o precedenti, scelti personalmente da Formigoni, che sono inquisiti e alcuni sono anche stati condannati o si trovano in carcere e, a questo, “non si può rimediare semplicemente con un rimpasto di giunta”, ha denunciato il consigliere Pd. Rimpasti che – ha segnalato &lt;b&gt;Mirabell&lt;/b&gt;i - oltretutto, “non sono stati fatti nel tentativo di rilanciare l’azione politica per la Lombardia, ma solo per sostituire delle persone arrestate o perché mancavano le donne (come ha stabilito il tribunale) e queste sostituzioni sono state fatte secondo logiche interne alle fratture della Lega e al congresso del Pdl”. &lt;p&gt;

La crisi morale si lega anche ad una crisi politica di quello che è stato un modello, un sistema di potere che è stato costruito in questi anni, secondo &lt;b&gt;Mirabelli&lt;/b&gt; che ha segnalato come questo si veda anche in Consiglio Regionale dove tutto si regge su rapporti di scambio all’interno della maggioranza composta da Pdl e Lega (per cui vengono approvate legge incostituzionali come quella sul dare la precedenza agli insegnanti lombardi nelle scuole o la legge Harlem contro i negozi di kebab, ma vengono anche spartiti posti in Asl, ospedali e società). “Oggi c’è una maggioranza che non è in grado di dare niente alla Regione” ha commentato &lt;b&gt;Mirabelli&lt;/b&gt;, ricordando che, invece, “la Lombardia, con le sue potenzialità dovrebbe essere la locomotiva per aiutare ad uscire dalla crisi”. &lt;b&gt;Mirabelli&lt;/b&gt;, però, ha segnalato anche che, con questi risultati elettorali, è chiaro che il centrodestra resterà arroccato ancora di più in Consiglio Regionale perché Pdl e Lega non sono in grado di andare da nessun altra parte e, in caso di elezioni, potrebbero perdere tutto. &lt;p&gt;

“Oggi, l’unico posto in cui il centrodestra ha la maggioranza in Lombardia è il Consiglio Regionale e il fatto che, dopo questi risultati elettorali, Formigoni si sia affrettato a dire che la sua maggioranza è salda, non fa altro che contribuire all’aumento della distanza che c’è tra i cittadini e la politica”, ha commentato &lt;b&gt;Mirabelli&lt;/b&gt;, segnalando che in questo modo, si rischia di dimostrare che “la politica sta da un’altra parte rispetto a quanto hanno chiesto i cittadini con il voto”. &lt;p&gt;

&lt;b&gt;Mirabelli&lt;/b&gt; ha precisato che il Partito Democratico, a breve, chiederà che Formigoni si dimetta da Commissario all’Expo e presenterà un’altra mozione di sfiducia al governatore ma, considerati i numeri in Consiglio Regionale, è difficile che passi. Merito del Partito Democratico in Regione, però, è quello di esser riuscito a tenere unite tutte le opposizioni e su questo occorre continuare a lavorare: “Dobbiamo essere bravi a costruire una proposta politica con un’alleanza tra le forze politiche e le forze della società civile che vogliono un cambiamento in Lombardia”. &lt;b&gt;Mirabelli&lt;/b&gt; ha anche ricordato che la Regione è un’istituzione molto importante, dove si giocano le politiche per la casa, la sanità e altri settori chiave e su questo occorre fare iniziativa politica, mentre troppo spesso ci si è concentrati esclusivamente su Comune e Provincia. “Serve dare l’idea di una Regione diversa, non centralista e trasparente. Dobbiamo cominciare a dire cosa vogliamo fare e che il candidato presidente sarà scelto con le primarie. Serve anche avviare un percorso per cominciare a mettere insieme le competenze e far relazionare i vari mondi, per costruire una credibilità sui progetti che si vogliono portare avanti”, ha concluso &lt;b&gt;Mirabelli&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;

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  <title>Antonio DI PIETRO - &quot;Il Pd si deve svegliare&quot;  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2012-05-09T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>627306</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Onorevole Di Pietro ha parlato con qualcuno del Pd dopo il voto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Sì, e abbiamo deciso di lavorare insieme nelle prossime due settimane per aiutare i sindaci di centrosinistra ad amministrare.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E a Palermo come farete?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Lì per prima cosa il Pd dovrebbe lasciare la giunta Lombardo.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma come potranno sostenere il vostro candidato se ne hanno uno loro al ballottaggio?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Mi sembra che Ferrandelli sia stato già scaricato.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Andrea Orlando la smentisce.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Forse lui, ma non altri. Ci sono tanti Pd, dipende da chi incontri, che ti raccontano una storia diversa. Devono chiarirsi al loro interno.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Si può conciliare il suo partito di opposizione con il Pd, maggioranza?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Gli apparentamenti anomali e le alleanze contro natura non funzionano. Lo ha capito anche il Pd. Finora ha ingoiato solo dei rospi per sostenere il governo. Dobbiamo andare a votare subito.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Bersani non vuole elezioni anticipate.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Tutta questa attesa li lascerà con un pugno di mosche in mano, come a Napoli e a Palermo. Ne ho parlato anche con Vendola, ora dobbiamo invitarli a uscire allo scoperto e costruire un’alleanza di centrosinistra. Il centro a cui guardano non esiste.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quanto tempo potete aspettare?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Intanto queste due settimane, poi serve una conferenza democratica di tutto il centrosinistra. Potremmo limitarci a gioire per aver dimostrato lo snobismo del Pd e invece lavoriamo per un’alleanza responsabile.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Intanto stanno ridiscutendo della legge elettorale.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

“Noi non possiamo certamente accettare la legge elettorale ad hoc a cui i partiti sconfitti stanno pensando per cercare di rimanere in vita”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quindi dite no al doppio turno?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Per noi bisogna ripartire dallo spirito referendario e cioè dal Mattarellum.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Non teme un’emorragia di voti verso i grillini?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Vedrà che non sono tutti nostri i voti dei grillini. Sono complementari a noi. Più gente ci sarà in Parlamento a fare opposizione, meglio è.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Allora non vi conviene allearvi con Grillo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

È come se mi chiedessero se voglio sposare la Schiffer. Chiediamo prima alla Schiffer se vuole sposarsi con me.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E se accetta?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

I grillini per ora vanno ognuno per conto suo. Se un domani diventassero una forza di governo, potremmo valutare caso per caso le loro proposte.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma non è che fate il gioco che il Pd faceva con voi, di scaricare l’antipolitica addosso al più estremista?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Non vedo in chi si presenta alle elezioni un esempio di antipolitica . Piuttosto una protesta. E anch’io ho protestato e continuo a protestare contro un sistema che non funziona. Per noi la colpa non è di chi protesta, ma di chi causa la protesta. Poi però bisogna cimentarsi con la proposta. L’Idv ha dimostrato di saperlo fare, Grillo non so che intenzioni avrà. La parte che preferisco del Vangelo è quella di San Tommaso. Finché non vedo…&lt;br /&gt;
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  <title>Maurizio SAIA - RIFORME, CN PRESENTA IN SENATO EMENDAMENTI PER ASSEMBLEA COSTITUENTE</title>
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  <updated>2012-05-09T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Secondo il senatore Maurizio Saia, presentatore degli emendamenti, &quot;e' concreta e palpabile l'incertezza sopravvenuta tra tutte le forze politiche a seguito dello sconvolgimento elettorale. Ci si chiede - continua - se sia giusto, corretto e utile portare avanti le riforme costituzionale senza anche una adeguata riforma della legge elettorale e se a questo punto non sia piu' utile per il paese fermarsi e stabilire un percorso definitivo che puo' essere quella del Senato Costituente&quot;. </summary>
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  <title>Marina STACCIOLI - FIDI TOSCANA E SERVIZIO IDRICO, “CHI CONTROLLA SUGLI INVESTIMENTI?”</title>
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  <updated>2012-05-09T00:00:00Z</updated>
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  <id>627290</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
“Il rischio è che le aziende usino i finanziamenti per ripianare i propri bilanci”

“Con questa nuova operazione lo statuto di Fidi Toscana cambia ancora, stavolta per dare una boccata d’ossigeno alle aziende che gestiscono il servizio idrico. Ma chi garantisce il garante? Il rischio è che i fondi, anziché nelle infrastrutture, vadano a ripianare bilanci non proprio floridi”. A mettere in guardia dalla nuova trasformazione di Fidi è la consigliera regionale Marina Staccioli (Gruppo Misto), in seguito al via libera della Terza Commissione. “Le due proposte di legge approvate oggi dalla Commissione – dichiara la consigliera, che in merito si è astenuta - vanno nella direzione di aumentare il capitale di Fidi con 20 milioni che la Regione aveva destinato agli investimenti sulla rete idrica. Questo aumento di capitale, assieme alla modifica dello statuto dell’Ente, servirà a far sì che Fidi possa garantire gli investimenti delle aziende che gestiscono l’acqua”. “In questo modo – continua Staccioli – gli stessi 20 milioni potrebbero fruttare molto di più in termini di investimenti. Ma chi garantisce che questi fondi siano realmente destinati alle infrastrutture? Servono più controlli: Fidi Toscana ci relazioni con cadenza regolare”. “Il caso della Mabro – continua la consigliera - che ha chiuso i battenti nonostante il coinvolgimento di Fidi Toscana, ci serva da monito: dobbiamo sapere come vengono spesi i nostri soldi”. “Inoltre – aggiunge – solo qualche mese fa lo statuto di Fidi Toscana era stato cambiato per permettere l’acquisizione delle aree dell’ex Eaton. Adesso cambia per soccorrere aziende per lo più pubbliche. Ma siamo sicuri che sia lo strumento giusto? Ricordiamoci la finalità con cui questo ente è stato creato: sostenere le piccole e medie imprese toscane. Proposito da mantenere ora più che mai”.&lt;br /&gt;
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  <title>Dario FRANCESCHINI - Cevenini: la politica come servizio agli altri</title>
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  <updated>2012-05-09T00:00:00Z</updated>
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  <id>627279</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
&quot;E' con profondo dolore che apprendo della morte di Maurizio Cevenini, un uomo profondamente legato alla sua città e all'idea della politica come servizio agli altri. Alla moglie e alla figlia giungano le condoglianze piu' profonde di tutto il Gruppo del PD e mie personali&quot;. 
&lt;p&gt;Lo ha dichiarato &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt; capogruppo del Pd alla Camera.&lt;br /&gt;
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  <title>Elsa FORNERO - «Sull'attenzione ai più deboli siamo in ritardo»</title>
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  <updated>2012-05-09T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">&lt;br /&gt;«Questo è il momento peggiore della crisi che ha investito il paese dal 2008, serve più attenzione verso le persone più sofferenti e più deboli perché forse siamo in ritardo e bisogna fare cose che ridiano fiducia».
&lt;p&gt;«Il Paese - intervenendo all'assemblea di Confcooperative - deve avere la fiducia di uscire dalla crisi». «Il Governo può fare le riforme ma il Paese deve avere fiducia: la cosa più difficile da comprare sul mercato in questo momento. Ammetto qualche mia responsabilità, io sono ministro del Welfare, forse è mancata una maggiore attenzione a chi è in sofferenza in questo momento. Si è pensato che il rigore fosse necessario per superare la crisi, si è pensato che il rigore sarebbe stato compensato da una crescita visibile subito, che non si è avuta, e si è pensato che poi avremmo attenzione ai segmenti più deboli. Forse su questo siamo in ritardo. Noi dovremmo, attraverso l'attenzione ai più sofferenti e ai più deboli, fare cose per ridare fiducia».
&lt;p&gt;
«Sugli esodati, c'è un decreto per 65mila. Il vincolo delle risorse non può essere messo in discussione. Per quelli che sono fuori dai 65mila si vedrà. Mi prendo tutta l'impopolarità di un provvedimento impopolare».&lt;br /&gt;
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