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  <title>Openpolis - LE ULTIME DICHIARAZIONI DI Gaetano Quagliariello</title>
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  <updated>2011-08-16T00:00:00Z</updated>
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  <title>Da Fassina intimidazioni degne di tempi bui</title>
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  <updated>2011-08-16T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>590970</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
''Oltre a non cogliere il potenziale innovativo che le misure introdotte nella manovra economica hanno per il mercato del lavoro, soprattutto nel Mezzogiorno, le dichiarazioni insultanti e intimidatorie di Stefano Fassina nei confronti del ministro Sacconi rievocano tempi che per il nostro Paese rappresentano una triste memoria. Se intende avviare in Parlamento un dibattito responsabile e costruttivo, il Pd farebbe bene a prenderne immediatamente le distanze''.
&lt;p&gt; &lt;i&gt;Lo dichiara Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo vicario del PdL al Senato.
&lt;p&gt;
MANOVRA_BIS__QUAGLIARIELLO__DA_FASSINA_INTIMIDAZIONI_DEGNE_DI_TEMPI_BUI-1042486-POL-1.html
&lt;br /&gt;
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  <title>&quot;Le radicalizzazioni non pagano&quot;</title>
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  <updated>2011-05-17T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">http://rassegnastampa.mef.gov.it/mefnazionale/View.aspx?ID=2011051718683119-1
Avvenire di martedì 17 maggio 2011, pagina 7 
Intervista a Gaetano Quagliarello - &quot;Le radicalizzazioni non pagano&quot; - &quot;Radicalizzare lo scontro non ci conviene Avere il sindaco uscente ci ha penalizzato&quot;
Quagliariello (Pdl) «Le radicalizzazioni non pagano» IASEVOLI A PAGINA 7 «Radicalizzare lo scontro non ci conviene Avere il sindaco uscente ci ha penalizzato» Quagliariello «Noi siamo moderati, sbaglia chi ci porta a esasperare i toni. Silvio ci ha messo la faccia...» DA ROMA MARCO IASEVOLI Imotivi dell'inatteso risultato milanese, secondo Gaetano Qua-gliariello, sono due. Il primo: «Non c'è stato l'effetto-amministrative». Cioè, senatore? «Beh, sa, non si è verificato quell'effetto positivo legato al sindaco uscente... sia chiaro, io non conosco e non giudico l'operato della Moratti e della giunta uscente, registro un dato...». E il secondo motivo? «Mah, la campagna elettorale è stata zigzagante, senza una linea coerente, certe radicalizzazioni improvvise pagano per altri, non per un partito moderato come il nostro». Partita persa allora? «Ma nient'affatto, con il ballottaggio è tutto aperto, i conti si fanno alla fine, sciamo compattare il fronte moderato. E poi ricordiamoci che se strappiamo almeno una grande città, e facciamo passare altri centri dalla parte nostra, possiamo dire di averla spuntata. Non dimentichiamo che siamo forza di governo...». Senatore, ha l'aria di chi aveva preannunciato i rischi di alzare i toni... Non l'ho mai nascosto, poi in questo caso i toni forti nemmeno si addicevano all'immagine della nostra candidata. Era giusto rispondere agli attacchi dun, quella è la città dei cinque processi al premier, ma andare oltre era inutile. La nostra, al massimo, doveva essere una &quot;radi-calizzazione moderata&quot;. Ha pesato l'attacco della Moratti a Pi apia in diretta tv? È il complesso delle cose che va analizzato, è tutta la campagna elettorale che non ha avuto un indirizzo lineare. In molti nel Pdl hanno individuato la regia dei toni aspri in Santanché e Sallusti. Non mi risulta e non posso dirlo. Sul terreno delle radicalizzazioni che non pagano ha giocato anche Berluscom, che a Milano sembra aver dimezzato il suo pacchetto voti? E stato chiesto al premier un impegno diretto, e Berlusconi ci ha messo la faccia come fa un vero leader. È davvero possibile una risalita? Certo, c'è un bacino di voto moderato, bisogna fare una campagna in quella direzione. Non ha pesato anche il duello Pdldelle ultime settimane? La ha &quot;odorato&quot; che una parte del suo elettorato rischiava di essere preso dal voto protesta, ha avuto una linea, diciamo così, di lotta e di governo, accentuando le disarmonie. Ma siamo entrambi forze di governo, le scelte impopolari che si prendono quando si governa le paghiamo insieme. Non abbiamo alternative a stare insieme. Quando dice &quot;unire i moderati&quot; si appella al Terzo polo? A Milano dobbiamo evidenziare che aldilà dei problemi il moderatismo raccoglie la parte migliore della città. 

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  <title>L'Onu: l'Italia modifichiil ddl intercettazioni </title>
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  <updated>2010-07-13T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Non siamo stupiti dal comunicato dell'Onu, anzi ci avrebbe sorpreso se si fossero espressi a favore»
«La concezione dei diritti e delle libertà che ha l'Onu– rimarca Quagliariello – si commenta da sé. Ci sono interi scaffali di librerie sui paradossi cui le Nazioni Unite sono arrivati. Questo pronunciamento è un'altra perla della collana».</summary>
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  <title> Intercettazioni, Risolviamo una situazione patologica </title>
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  <updated>2010-07-06T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">&quot;Il ddl intercettazioni è stato benedetto nel passaggio alla Camera anche dai massimi vertici di Montecitorio. Per quale motivo ora risulta indigesto?&quot;. E così, al seminario &quot;Le intercettazioni, la riservatezza e la Costituzione&quot; - promosso dai gruppi parlamentari del Pdl nella Sala degli Atti parlamentari di Palazzo della Minerva - l'obiettivo di una riflessione sul provvedimento intercettazioni viene scavalcato dallo scontro tra la maggioranza e la componente &quot;finiana&quot; al suo interno. Ragiona Quagliariello: &quot;La situazione in Italia è patologica, bisogna riportare la questione in ambito fisiologico&quot;. E il ddl, aggiunge, &quot;punta a questo&quot;. &quot;Nel passaggio dalla Camera al Senato - spiega il vicecapogruppo del Pdl a Palazzo Madama - il cursore è stato spostato dalle esigenza della riservatezza a quello delle indagini. Già il testo uscito da Montecitorio era stato benedetto dai massimi vertici della Camera, perché ora risulta indigesto? Si vuole forse spostare l'attenzione da tutt'altra parte. Sarebbe comprensibile che lo facesse l'opposizione, pare un po' più difficile da comprendere il perché questo lo facciamo noi del centrodestra&quot;. Il ddl, prosegue, &quot;non c'entra nulla con le indagini su mafia e camorra e non mi convince nemmeno l'idea che si possa indebolire l'azione dei giudici alle prese con i cosiddetti reati-spia. Noi vogliamo dire 'no' all'invasione nella vita privata dei cittadini&quot;.</summary>
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  <title>«C’è qualcuno nel PdL che non è più garantista»  -  INTERVISTA</title>
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  <updated>2009-10-24T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>418466</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;«Ci sono parlamentari intercettati senza autorizzazione»
&lt;p&gt;
«Di fronte alle ultime vicende giudiziarie il partito si è mostrato troppo timido. Di questo passo rischiamo di perdere l’anima garantista, proprio ora che dobbiamo rispondere colpo su colpo».
&lt;p&gt; È pesante il richiamo che Gaetano Quagliariello indirizza ai suoi colleghi del Popolo della Libertà.&lt;br /&gt;
 «Nel partito tutti devono capire che il tema della giustizia, dopo la sentenza della Corte costituzionale sul “lodo Alfano”, è tornato centrale. Basta con questa sindrome di sudditanza culturale». Anche perché le sorprese, denuncia il vicecapogruppo del PdL al Senato, non sono finite:&lt;br /&gt;
 «Abbiamo notizia, e lo faremo presente nelle sedi opportune, di intercettazioni telefoniche in cui tra gli interlocutori vi sono alcuni parlamentari. Intercettazioni trascritte e inserite in atti giudiziari senza che nessuna richiesta di autorizzazione sia pervenuta alla giunta della Camera di appartenenza».
&lt;p&gt;&lt;b&gt; Dov’è che il PdL sta chinando la testa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Sul “caso Cosentino”, ad esempio».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Il coordinatore del PdL campano su cui si addensano ombre giudiziarie che molti, finiani in testa, non vorrebbero candidare alla presidenza della Regione?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Si può avere più o meno simpatia per Cosentino, e si può convenire o meno sull’opportunità di candidarlo. Quello che non deve accadere è che il nostro partito dia per scontato, proprio come fa il Pd, quello che scontato non è: la colpevolezza di Cosentino, ma anche l’esistenza di atti giudiziari di cui finora nessuno ha confermato l’esistenza»
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Cosa dovrebbe fare il Pdl?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;[...]
&lt;p&gt;</summary>
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  <title>«L'opposizione? Non esiste. Pure Pannella fa il moralista»  -  INTERVISTA</title>
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  <updated>2009-05-25T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>391324</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
«Sono stanco», mormora Gaetano Quagliariello accogliendomi nel suo ufficio di presidente vicario dei senatori del Pdl.&lt;br /&gt;


«Per forza», verrebbe da dirgli guardando il suo viso smunto con un che di adolescente nonostante i 49 anni. Ti sei scaraventato dal letto e hai fatto scaraventare me per vederci presto di mattina e cominciare con una lunga intervista una giornata che per te si annuncia campale. &lt;br /&gt;
In Aula si discuteranno gli aiuti ai terremotati, l’opposizione non farà sconti e finirai per litigarci, ti dovrai poi spremere le meningi per ripetere con formule diverse - tre volte al giorno e su sei Tg - la tua campana: il centrodestra lavora, il centrosinistra chiacchiera. È più che certo che da Magna Carta, la fondazione che presiedi, ti chiedano un’intervista per l’Occidentale il giornale telematico. &lt;br /&gt;
Tutt’altro che escluso l’arrivo all’ora pranzo - che perciò salterai - di un collaboratore con le bozze di uno dei libretti che la Fondazione sforna a ripetizione su legge elettorale, immigrazione, federalismo fiscale, ecc. &lt;br /&gt;
Neanche potrai impedire a te stesso - nonostante ti sia sospeso dall’attività di docente alla Luiss di Storia contemporanea finché dura il mandato - di pensare alla tua gloria di studioso. Quindi ti attaccherai al telefono con l'editrice «il Mulino» per sapere come stanno andando la tua biografia su De Gaulle e quella più recente su Gaetano Salvemini. &lt;br /&gt;
Vero è - come si desume dal tuo cognome - che i tuoi avi erano vigorosi bracconieri (quagliara è una tecnica di uccellagione della prelibata quaglia), ma tu già da generazioni appartieni a una famiglia di intellettuali (sfibrati per definizione) originari di Napoli e trapiantati a Bari. &lt;br /&gt;
Dovresti perciò soppesare le tue forze e non menare il torrone della stanchezza con un intervistatore che ora esige il meglio da te.

&lt;p&gt;
«Da docente a politico. Cambio di vocazione?», dico adesso a voce alta.&lt;br /&gt;


«Ho la politica nel sangue. Da bambino, invece che al dottore, giocavo alle elezioni. Da prof insegnavo Storia della politica. Siamo lì».&lt;br /&gt;


«Differenze tra i due mestieri?».&lt;br /&gt;


«I tempi dello studioso sono lunghi. Il politico coglie l’attimo fuggente. È stato l'adattamento più difficile».&lt;br /&gt;


«Eri radicale, oggi berlusconiano. Tendi alla metamorfosi?».&lt;br /&gt;


«Sono stato radicale dai 15 ai 22 anni. Significava non sprangare né essere sprangato. Ero liberale, garantista, anticomunista».&lt;br /&gt;


«Da radicale ti sei battuto per l’aborto».&lt;br /&gt;


«C’era la piaga dell’aborto clandestino. La legge 194 era un freno. Oggi, sono contro l’aborto. Non sono però per l’abrogazione della legge, ma per la sua esatta applicazione. La politica è il regno del possibile, non dei principi astratti».&lt;br /&gt;


«Sei passato da laico a laico devoto».&lt;br /&gt;


«Non mi sento ateo e neanche devoto. Ho avuto un’evoluzione personale per problemi privati».&lt;br /&gt;


«Cioè?».&lt;br /&gt;


«Ho sperimentato la sofferenza. Ti senti impotente e ti poni delle domande. Se la libertà non ha una dimensione oltre la terra diventa totalitaria e si trasforma in oppressione».&lt;br /&gt;


«Sei credente e praticante?».&lt;br /&gt;


«Odio fare il neofita (è imbarazzato). Ma se devo proprio definirmi, sono un credente con una pratica riluttante», e si appoggia esausto allo schienale come un Amleto in giacca nera e cravatta rosa.&lt;br /&gt;


«I tuoi erano dc. Tornato all'ovile?».&lt;br /&gt;


«Papà era nella Fuci (universitari cattolici, ndr), cattolico di sinistra, amico di Aldo Moro. Mi ha però lasciato libero di cercarmi la strada. Anche se soffriva vedendo che si allontanava dalla sua».&lt;br /&gt;


«Per Eluana Englaro hai urlato in Aula: “L’hanno ammazzata!”».&lt;br /&gt;


«Volevo fosse il Parlamento ad assumersi la responsabilità, non lasciare tutto a una sentenza. Il fatto che mentre ci stavamo riuscendo, arrivasse la notizia della morte, mi ha fatto scattare. Mi è sembrata una combinazione diabolica. Non casuale».&lt;br /&gt;


«Sul testamento biologico ti sei battuto contro l’autodeterminazione».&lt;br /&gt;


«No. Libero l’individuo di rifiutare le cure anche se questo ne determina la morte. Sono però contrario che si decida ora per allora».&lt;br /&gt;


«Il testamento è sempre a futura memoria».&lt;br /&gt;


«Quando lo fai non puoi prevedere i progressi della scienza. La malattia di mio padre è durata dieci anni. Una cosa sono state le cure iniziali. Completamente diverse alla fine. Se avesse preso decisioni all’inizio, avrebbe perso anni di vita. Il futuro deve restare aperto».&lt;br /&gt;


«Avrebbe sofferto meno».&lt;br /&gt;


«I giovani che hanno incidenti e sono intubati, al 99 per cento tornano a vita normale. Ma - vedi nei blog - sono migliaia i testamenti biologici di ragazzi che chiedono di non essere intubati e lasciati morire. Sono decisioni a priori basate su inconsapevolezza».&lt;br /&gt;


«C’è altro da dire?».&lt;br /&gt;


«Su queste cose sarebbe meglio non legiferare. Ci sono i medici e le famiglie per decidere. Ma nel caso Englaro si sono voluti i bollini, la magistratura si è intromessa e ci ha costretti a intervenire».&lt;br /&gt;


«Da radicale ti sei opposto al nucleare».&lt;br /&gt;


«Me ne pento amaramente».&lt;br /&gt;


«Che resta delle tue convinzioni passate?».&lt;br /&gt;


«Ero liberale e lo sono. Anticomunista e lo sono. Garantista e lo sono. Non è poco», dice e si rianima. L’adrenalina scorre copiosa e l’intervista prosegue al galoppo.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Voterai il referendum elettorale del 21 giugno?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«L’ho sottoscritto e andrò per coerenza. La situazione è però cambiata. Allora non c’erano Pd e Pdl, ma una grande frantumazione di partiti che faceva pensare a una vera competizione. Oggi è scontato che vinca il Pdl».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Meglio per te.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«In politica è bene vincere, mai stravincere».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Capitolo immigrati. O migranti, tu come li chiami?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Immigrati. Migranti è come colf: politicamente corretto».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Per il riaccompagnamento Onu e Chiesa ci danno addosso.
&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Dobbiamo proseguire su questa strada e riaffermare la legalità. Mancando di una sua politica, l’Ue ha scaricato su di noi il fenomeno».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;L’Onu ci accusa di razzismo e la sinistra tifa per una società multietnica.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Se multietnico significa molte culture che si ibridano è ciò che accade in una società moderna. Se invece ogni cultura si chiude in sé è quello che succede in Olanda. Da un lato droga e prostituzione, dieci metri più in là donne col burka e chiese che diventano moschee. Invivibile. Il solo appiglio è la legalità».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Critico e non solo sugli immigrati è anche Fini.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Ha un approccio spensierato ai problemi. Pensa che la libertà non corra pericoli lasciando che le cose vadano per il loro verso. Su questo ci sono differenze essenziali tra destra e sinistra. Poiché non voglio che il centrodestra annacqui le proprie convinzioni, cerco di ribattere colpo su colpo le posizioni di Fini».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;La piazza si riscatena. Che succede?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Si fa sentire la mancanza di un’opposizione con posizioni vere e forti. I toni della sinistra sono alti, ma vuoti. Solo antiberlusconismo. I militanti sono delusi e rischiano la libera uscita».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Franceschini?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«È fuori dal tempo. A parte la simpatia umana per il numero 13 che d’incanto diventa il numero uno e si gioca la partita della vita, è l'icona giovane di una cosa vecchia: l’alleanza tra post comunisti e cattolicesimo sociale. Una formula morta».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Di Pietro, il noto immobiliarista?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«A preoccupare non sono tanto le sue contraddizioni, quanto l’infinita ignoranza».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Dà voce a un certo elettorato.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Penso non sappia quel che dice. Il fatto però che tutti dobbiamo farci i conti imbarbarisce la lotta politica. Rispondergli è tempo perso e impedisce alla sinistra di andare oltre l’antiberlusconismo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;D’Alema?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Fa un’analisi vecchia. Pensa che ci debba essere un sistema frammentato con più partiti in cui la sinistra si accorda col centro e metta Berlusconi in un angolo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;È una tecnica.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Non capisce che Berlusconi è il centro. Comunque, è un’analisi. Altre a sinistra non ne vedo salvo quella di Veltroni, verso il quale ho nutrito speranze, ma che alla prova dei fatti si è squagliato. D’Alema invece non si squaglia».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Pannella digiuna per le cose più futili.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Ormai è intriso di conformismo, moralismo e perfino di giustizialismo. I radicali sono sempre in tribunale per denunciare questo e quello».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Sei il vice di Gasparri. Lui esuberante. Tu gelido. Come ve la passate?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Abbiamo in comune buon senso meridionale, attaccamento al lavoro, un tipo di lealtà simile. Di lui sono amico, un termine che non uso con facilità. Confermo però che siamo antropologicamente diversi».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Tu intellettuale come giudichi il «cuménda» Berlusconi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Ha una straordinaria capacità di impossessarsi di analisi raffinate e trasformarle in senso comune. È stata l’essenza del suo rapporto con Baget Bozzo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Se ti comportassi come il Cav, galante, allusivo, «papi» e compagnia, tua moglie come reagirebbe?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Mia moglie è sarda».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Capisci quindi le ire di donna Veronica?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Sono conservatore: non capisco come si possano portare in pubblico certi aspetti della vita matrimoniale. Già la lotta politica in Italia si fa dal buco della serratura. Se anche le vittime incoraggiano, è la fine».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Invidi però la vita esagerata del Casanova di Arcore?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Non ho lo stesso temperamento».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Dai, è l'ultima domanda, sii spiritoso.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Sarò invece serissimo. Comprendo le difficoltà di trovare un equilibrio esistenziale per una persona che è sulla breccia da 15 anni, sempre sotto attacco».&lt;br /&gt;
</summary>
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  <title>«Questa non è teocrazia. Gianfranco impari da Sarkò»  -  INTERVISTA</title>
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  <updated>2009-04-03T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>390856</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
«Fini impari la lezione di Sarkozy», dice Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo dei senatori del Pdl al Senato, di professione storico, convinto teocon, protagonista del dibattito parlamentare sul testamento biologico e fautore dell`astensione al referendum abrogativo della legge 40, proposto dai radicali.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;E’ la seconda volta in una settimana che Fini attacca chi nel Pdl sarebbe responsabile di una posizione culturale e legislativa che, secondo lui, porterebbe allo Stato etico. Lei che risponde?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Che Fini ha un piccolo problema teorico».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;E cioè?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Ieri sera sono stato a cena con lui presso la sua fondazione &quot;Fare futuro&quot; e gli ho regalato un libro».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Quale?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Libertà e cristianesimo&quot; di Alexis di Tocqueville. Chi conosce la storia del liberalismo e di come si è affermata l`idea stessa di democrazia, sa che entrambi sono nati come sviluppi del sentimento religioso. Che dei liberi legislatori tengano conto del sentimento religioso della popolazione e anche delle opinioni pubblicamente espresse dalle varie Chiese su temi di interesse pubblico, non vuol dire affatto trasformare la democrazia in teocrazia. Anzi, è vero il contrario basta leggere le pagine di Halevj sul liberalismo in Inghilterra».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;E Fini che le ha detto?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Che leggerà senz`altro quel libro e che poi ne discuteremo» .&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Alla fine dell`anno scorso la segreteria di Stato vaticana aveva ribattuto all`attacco di Fini contro «il silenzio» di Pio XII sulle leggi razziali,sottolineando che la responsabilità primaria fu del fascismo. Ieri il leader Udc Casini ha contestato Fini, ricordandogli che l`unica prova pratica di stato etico in Italia l`abbiamo avuta durante il regime fascista. Lo fa anche lei?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Casini ha usato una punta polemica di troppo. Io allargo il discorso e dico che il sentimento religioso è il sale della democrazia e dove, nel corso del XX secolo, non si è tenuto conto di questo, in quegli stessi paesi hanno attecchito regimi totalitari basati su una vera e propria religione dello Stato. Quelli sì che sono stati stati Stati etici, compreso il fascismo, naturalmente, come hanno dimostrato gli studi di Emilio Gentile».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Ma a parte la lezione della storia, lei pensa che il sentimento religioso debba avere una positiva influenza anche oggi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Certamente; anzi questa influenza è tanto Più necessaria in una società multireligiosa, proprio per evitare la deriva di possibili guerre di religione. Lo ha chiaramente inteso il presidente francese Sarkozy che pure è l`erede della tradizione dello stato laico d`Oltralpe. Nell`importante discorso tenuto a Roma al Laterano, Sarkozy ha chiaramente indicato la necessità dell`apporto della visione religiosa alla costruzione dello spazio pubblico e quindi anche dello spazio legislativo».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Insomma, il discorso di Fini, sembra guardare al futuro, ma in realtà è un po` datato?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Guardi in Francia i problemi di una società multietnica e multireligiosa li conoscono bene e proprio per questo hanno capito che il loro vecchio modello di laicità statalista non funziona più. Secondo me Fini deve ripassare la lezione di Sarkozy».&lt;br /&gt;
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  <title>«Diversità sulla funzione della Chiesa»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/03/23/gaetano-quagliariello/%C2%ABdiversit%C3%A0-sulla-funzione-della-chiesa%C2%BB-intervista/390755"></link>
  <updated>2009-03-23T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>390755</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
«Fini ha suonato molto bene lo spartito nel ripercorrere e integrare la storia della destra e le vicende italiane. Ha suonato a orecchio, invece, quando ha delineato l’agenda del nuovo partito». Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo del Pdl al Senato, ricorre a una terminologia musicale per esprimere il suo giudizio sull’intervento di Gianfranco Fini.&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Sembra di capire che giudica questa seconda parte meno riuscita?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Sì, c’è stata qualche stonatura ma certamente ha prevalso la maestria di chi conosce la musica».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Considera stonato quel no chiaro e netto al pensiero unico nel Pdl?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Se vogliamo costruire un partito che vada oltre l’attuale 40%, non possiamo pensarlo culturalmente omogeneo. È evidente che dovranno convivere sensibilità politico-culturali differenti e sarebbe un errore cercare una sintesi sul terreno della cultura. La sintesi va cercata nella capacità e nell’esperienza di governare i problemi». &lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Bene il presidenzialismo ma non si pretenda di mettere all’angolo il Parlamento: una stoccata a Berlusconi, tanto più dopo le divergenze sui decreti.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Non credo, perché il presidenzialismo oggi non c’è. Se vogliamo analizzare la situazione a livello istituzionale, dal mero punto di vista formale il potere sacrificato è proprio l’esecutivo: fu una scelta determinata da ragioni storiche comprensibili. Detto questo, delle parole di Fini si può dare una lettura polemica, di corto respiro, o storica. Vale a dire, è necessario ristabilire la corrispondenza tra evoluzione materiale del sistema politico e le regole: potenziare l’esecutivo e dare maggiore potere di controllo al Parlamento. Su questo terreno non c’è alcuna polemica».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Che effetto le fa, da cattolico, sentire da Fini che la religione va collocata all’interno delle scelte personali e non collettive? È una direzione molto diversa da quella intrapresa dal Pdl in più occasioni.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
«Preferisco risponderle da laico. È una delle dissonanze che evidenzio nell’intervento di Fini, perché la separazione tra Stato e Chiesa, che il presidente della Camera rivendica, va intesa come distinzione: ci sono ambiti propri dello Stato e ambiti propri delle Chiese e delle religioni, ma nell’ambito pubblico non è possibile che le scelte di chi crede possano essere relegate nel ghetto della coscienza individuale. Da laico liberale non solo non condivido affatto questa impostazione di tipo illuministico che fa della religione un fatto privato, ma la ritengo non adatta ai tempi. Proprio laddove si va verso una società multietnica non possiamo pensare di governare il cambiamento facendo a meno del contributo delle Chiese».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Quali saranno i rapporti con la Lega, visto che Fini prende le distanze da certi estremismi dell’alleato del nord?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Condivido che il Pdl non possa essere di destra e che An non debba diventarne una corrente. Se costruiamo un grande partito di tipo nazionale che ha l’ambizione di essere protagonista della scena politica nei prossimi anni, è ovvio che ci poniamo in una situazione concorrenziale rispetto alla Lega. Una concorrenza di tipo strategico non solo tattico, che tuttavia non deve indurci a differenziarci a ogni costo».&lt;br /&gt;
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  <title>«Sul Sud una partita decisiva»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/21/gaetano-quagliariello/%C2%ABsul-sud-una-partita-decisiva%C2%BB-intervista/388336"></link>
  <updated>2009-01-21T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>388336</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Respinge le accuse al Governo di minimizzare gli effetti della crisi, spiega che il Governo punta soprattutto «a limitare i disoccupati e sostenere i consumi», e per il 2009 annuncia «una strategia per il Sud».

Il vicepresidente dei senatori del Pdl, Gaetano Quagliariello, affronta i principali temi legati alla crisi economica.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Veltroni accusa il Governo di sottovalutare la crisi. Come risponde il Pdl?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Innanzitutto che la crisi è globale e non l`abbiamo assolutamente minimizzata; lo ha fatto invece Veltroni, che già in campagna elettorale non capendo cosa sarebbe accaduto - accusava Berlusconi di non fare promesse perché non era generoso con gli italiani».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Vi accusano anche di non avere un piano che non sia il richiamo ad un generico ottimismo.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«In questa crisi gli effetti psicologici contano enormemente, e chi conosce la storia del `29 sa che chi ha la responsabilità di governo non può permettersi il pessimismo. Inoltre, proprio perché è una crisi globale, gli effetti di rimbalzo si producono in diversi Paesi. Se Veltroni guarderà il documento sulle stime della Commissione Ue scoprirà che riguarda molti Paesi, e che, comparativamente, l`Italia non sta messa malissimo».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;La crisi è in continua evoluzione,

quale strategia sta seguendo l`Esecutivo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Proprio perché ci sono effetti di rimbalzo, è necessario agire di volta in volta quando essi si conoscono. È quello che sta facendo il Governo, puntando sui dati forti del Paese - un sistema creditizio migliore degli altri e un risparmio privato tra i più alti nel mondo - e cercando di non aumentarne i vizi strutturali, a cominciare dal debito pubblico».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Tremonti dice che le Regioni potrebbero gestire gli ammortizzatori sociali: è una buona idea o, visti i precedenti in materia di spesa, c`è il rischio di una gestione allegra di queste risorse?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Non è un caso che quest`azione si accompagni al federalismo fiscale che tende a responsabilizzare gli amministratori locali. È evidente che, soprattutto in un momento di crisi, gli amministratori che avranno questo tipo di responsabilità saranno chiamati a risponderne. Sia in sede politica che elettorale».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Sarkozy annuncia aiuti all`auto senza attendere l`Ue, creando così un problema di concorrenza, 

l`Italia reagirà? E come?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Bisognerà tenerne conto. Il Governo ha due obiettivi principali: limitare la disoccupazione e sostenere i consumi.

In questo perimetro terremo conto di ciò che fanno gli altri e agiremo di conseguenza».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Cosa deve attendersi il Sud dal Governo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Una strategia che nell`ultimo decennio né noi né il centrosinistra abbiamo avuto. Sul Mezzogiorno il Pdl si gioca una partita decisiva, ne siamo consapevoli e stiamo agendo di conseguenza». &lt;br /&gt;
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  <title>«Bossi sta scambiando pezzi di programma»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/12/15/gaetano-quagliariello/%C2%ABbossi-sta-scambiando-pezzi-di-programma%C2%BB-intervista/382931"></link>
  <updated>2008-12-15T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>382931</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
«Legislatura al bivio, finora sempre uniti» &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Sì, è vero: la legislatura è arrivata a un bivio». Gaetano Quagliariello ne è convinto, occorre una svolta.

Lui, vicecapogruppo del Pdl al Senato, chiede di fatto di aprire una nuova fase politica.

Le divergenze sulla proposta Brunetta sull`età pensionabile delle donne, Bossi che frena sulla, giustizia, Calderoli vuole dialogare con il Pd, le accuse di cesarismo rivolte da Fini e la maggioranza che sembra non marciare unita e coesa come all`inizio della legislatura.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Senatore, che succede?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Finora tutto è filato bene perché il governo ha avuto l`appoggio della maggioranza, senza se e senza ma».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;In che senso, scusi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Nel senso che governo e maggioranza sono stati di fatto un continuum».
&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Forse sono apparsi eccessivamente uniti.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Ma questo non vuol dire che non si sia discusso. Anzi, lo abbiamo fatto e anche in maniera serrata al nostro interno. Ma poi, una volta deciso, abbiamo marciato uniti, così come si conviene nei sistemi di premierato. È quello che sosteneva Walter Bagehot, il più grande teorico in materia, già nel 1871».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Torniamo all`oggi. E l`opposizione?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Ecco, un`opposizione, che aspira alla successione, dovrebbe accompagnare ad ogni iniziativa del governo la sua proposta alternativa.

Così non è accaduto perché l`opposizione di Veltroni si è di fatto sfaldata e quella di Di Pietro, che ha sovente toni da eversione istituzionale, ha conquistato uno spazio eccessivo»&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Be`, però il Pd è altra cosa.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Nell`ultima settimana ho sentito anche dal partito di Veltroni parole, frasi e concetti rivolti al premier simili a quelli dell`Italia dei Valori.

Il punto è che, in questi casi, tutta la maggioranza dovrebbe fare muro e rispondere senza esitazioni levando a Berlusconi l`onere di auto-difendersi».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Dovrebbe?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Qualcuno, invece, sembra propenso a scambiare un atteggiamento più morbido per pezzi di programma da privilegiare».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Si sta riferendo a Bossi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Anche».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;La Lega teme per il federalismo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Il grande filo rosso di questa legislatura è il federalismo fiscale. È una vera e propria rivoluzione istituzionale che tutta la maggioranza intende portare avanti fino in fondo. Non è la preoccupazione di una sola parte e il modo con cui i gruppi del Pdl si sono fin qui comportati parla chiaro»&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Anche quelli di An hanno usato talvolta parole pesanti e persino Fini ha parlato di «cesarismo».

Fibrillazioni per la nascita del Pdl?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Ormai mi sembra che sia assodato da parte di tutti che Gianfranco Fini avrà una posizione e una considerazione privilegiata nel futuro Pdl. Sta facendo egregiamente il presidente della Camera come Schifani quello del Senato. E evidente che Fini è una risorsa per tutti noi che si reciderà disponibile quando necessario».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Al vertice sembra tutto unito, ma la base è in fermento ogni giorno di più. Perché?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «L`unificazione è un grande progetto. Non solo i gruppi parlamentari ma anche i funzionari e persino i bilanci erano strutturati in maniera diversa. È un percorso complesso ma più si va avanti e più diventerà semplice».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Si vota in Abruzzo, dove lei ha coordinato la campagna elettorale; Che cosa si aspetta dal voto?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Il Pdl si è presentato con una scelta chiara: formerà un solo gruppo consiliare a sostegno del presidente. Il Pd è tornato alla vecchia logica delle coalizioni. Penso che, per quanto siano elezioni locali, giungerà un segnale chiaro su quale delle due scelte sia da preferire».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
In Abruzzo avete chiuso con l`Udc. È una chiusura definitiva?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Abbiamo una diversa sensibilità istituzionale: noi puntiamo sull`alternanza tra schieramenti coesi; loro credono ancora alle coalizioni.

Abbiamo però principi e valori in gran parte coincidenti.

E quando ci sono principi in comune, è sempre bene lasciare l`uscio socchiuso».&lt;br /&gt;



</summary>
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  <title>Primi effetti del caso Sky «Non siamo esecutori, ora una cabina di regia»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/12/04/gaetano-quagliariello/primi-effetti-del-caso-sky-%C2%ABnon-siamo-esecutori-ora-una-cabina-di-regia%C2%BB-intervista/382703"></link>
  <updated>2008-12-04T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>382703</id>
  <summary type="html"> &lt;br /&gt;
«Il 13 aprile c`è stata una rivoluzione.

Dobbiamo fare attenzione a non disperderla lentamente».&lt;br /&gt;


Gaetano Quagliarello fa parte della Banda dei Quattro insieme agli altri capigruppo Cicchitto, Gasparri e Bocchino. Loro vanno d`amore e d`accordo, assicura. I problemi, semmai, sono altrove.

«Serve una cabina di regia», spiega parlando di una camera di compensazione tra governo e maggioranza. Già se ne parlò una volta. A via XX settembre c`era sempre Tremonti.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Berlusconi indica in Tremonti l`autore dell`operazione Sky e così ne segnala anche l`indipendenza.

Ancora protagonismi a creare difficoltà?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 La discussione è fisiologica ma c`è la necessità di trovare luoghi nei quali fare la sintesi.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Nel partito o tra il governo e maggioranza?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
Sono cose diverse. Il rapporto tra governo e maggioranza non può risolversi con il primo che decide e la seconda relegata a pre- mere pulsanti in aula. Da un punto di vista istituzionale, il punto è la revisione dei regolamenti parlamentari per garantire al governo tempi precisi per la realizzazione del programma. Poi c`è un punto di vista più pragmatico...&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Quello dei rapporto maggioranza e governo.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


Già. Ed è evidente che si deve pensare a luoghi nei quali confrontarsi prima di presentarsi come un continuum in Parlamento.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Continuum?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Il 13 aprile ha sancito la fine del secolo breve italiano, segnando il passaggio a una democrazia degli elettori con la nascita di un nuovo rapporto tra governo e maggioranza -- un continuum, appunto - e di una opposizione che si propone come governo in attesa.

Tutto ciò, però, senza cambiamenti costituzionali, soltanto per le scelte politiche di Berlusconi e Veltroni e la risposta degli elettori.

La nascita del Pdl è forse il vero primo atto della nuova costituzione materiale.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Però è difficile guardare avanti se ci si ritrova presi da mille polemiche. Alemanno gioca la sua partita, Tremonti impone le sue scelte, Fini parla di cesarismo.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


Penso che discutere serva, e anche scontrarsi, trovando però alla fine un punto di caduta unitario.

Credo che sia questa la ragione per la quale Cicchitto mentre si scioglieva Forza Italia chiedeva una cabina di regia.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Non è un film già visto?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Il termine potrà anche essere retrò ma l`esigenza è di attualità istituzionale. E poi servirebbe anche al governo per dare più organicità alla propria azione, mettendola al riparo da polemiche. Diciamo che sarebbe importante per il governo avere un buon raccordo con i gruppi che fino ad ora hanno fatto bene e fino in fondo il proprio lavoro.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Anche nella maggioranza non sempre fila tutto liscio.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


Nei gruppi parlamentari c`è molta concordia. Anche nella guida dei gruppi.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;La cosiddetta banda dei quattro...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


Vista la svolta &quot;clericale&quot; di Cicchitto preferirei che ci chiamassero i quattro dell`Ave Maria.

Battute a parte, è importante capire se la fase iniziata con il 13 aprile la si vuole istituzionalizzare.

La scelta di dar vita al Pdl va in questa direzione. Ma è necessario trovare strumenti che serviranno anche se le cose non dovessero andare bene come ora e le tensioni crescessero.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Anche perché i temi sul tappeto non aiutano. Basta pensare alla bioetica.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


Il Pdl nasce sull`alleanza tra libertà e cristianesimo: quella che ha sconfitto l`era delle tirannie.

Ora questo presupposto deve essere confermato, altrimenti si rischia di essere un partito eticamente anarchico, sì, ma in senso deteriore. E siccome tensioni ci sono anche nel Pd, si rischia di cerare spazi per una nuova aggregazione dei cattolici.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Casini, in fondo, è lì al centro, non si muove.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


E con questa legge elettorale per le europee - sempre che questa rimanga e ancora non è detto - non si muoverà. Il Pdl deve quindi fare uno sforzo in più per presentarsi come grande partito nel quale le diverse identità abbiano la possibilità di esprimersi.

Perciò sono importanti le regole che ci daremo con lo statuto.&lt;br /&gt;
</summary>
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  <title>Parlamento garante, Esecutivo guida</title>
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  <updated>2008-11-27T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>382523</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Con l’avvio della discussione nella Giunta per il Regolamento del Senato, il tema delle modifiche da imprimere al funzionamento delle nostre istituzioni parlamentari per modernizzarle e consolidare la svolta maggioritaria determinata dal voto di aprile è entrato nel vivo.

&lt;p&gt;
 

La novità non è forse di quelle che tolgono il sonno ai cittadini o monopolizzano il dibattito pubblico. Nondimeno, l’aver intrapreso finalmente un percorso concreto sulla base delle proposte di maggioranza e opposizione - che per buona parte convergono - è un dato di grande importanza. Il carattere incompiuto della transizione verso la seconda Repubblica, infatti, dipende in misura significativa anche dal fatto che al mutato assetto istituzionale non sia seguito un adeguamento dei regolamenti parlamentari, che nonostante alcune modifiche hanno conservato l’impianto dei ‘71; per lungo tempo architrave del consociativismo. Le regole vigenti traducono in prassi istituzionale quotidiana un modello di democrazia assemblearista in cui il Governo, lungi dall’assumere la funzione propria di una democrazia decidente - di &quot;comitato direttivo della maggioranza&quot; (secondo la felice formula di Leopoldo Elia) è relegato al ruolo di &quot;comitato esecutivo del Parlamento&quot;.

 
&lt;p&gt;

La nostra proposta di riforma mira a rendere assai più fluido e coerente il procedimento legislativo, rafforzando la funzione di guida dell’Esecutivo ed esaltando la funzione di garanzia del Parlamento, attraverso la possibilità per il Governo di indicare una quota del calendario d’Aula e vedersi garantita in tempi certi l’approvazione dei disegni di legge considerati prioritari per l’attuazione del programma, il rafforzamento delle prerogative dell’opposizione e del Governo ombra; la modifica dei criteri di formazione dei gruppi. La centralità del Parlamento, insomma, non deve significare una mortificazione del ruolo dell’Esecutivo. A maggior ragione adesso che la nostra democrazia si è finalmente indirizzata verso i modelli istituzionali propri dei principali Paesi europei. 

 
&lt;p&gt;

In questa prospettiva, la denuncia lanciata su queste colonne dall’onorevole Pierluigi Castagnetti (si veda Il Sole 24 ore de115 novembre) appare tanto infondata quanto intempestiva.

 

&lt;p&gt;
Infondata perché non è affatto vero che la proposta del Pdl determinerebbe uno stravolgimento del ruolo del Parlamento riducendolo a mera camera di registrazione delle determinazioni del Governo. t vero il contrario: per la prima volta viene previsto uno statuto dell’opposizione, che vedrebbe valorizzata la sua insostituibile funzione democratica in luogo del ruolo di mera interdizione ostruzionistica al quale è oggi confinata. Allo stesso tempo, l’attribuzione al Governo di alcune precise prerogative nell’organizzazione dei lavori delle Camere renderebbe più efficiente l’esercizio delle funzioni parlamentari, chiarendo a chi debbano essere imputate le decisioni nell’ambito del procedimento legislativo, e restituendo al Parlamento la propria responsabilità istituzionale e la concreta possibilità di respingere in modo trasparente le proposte dell’Esecutivo. Sintomatica, del resto, mi pare una curiosa contraddizione nella quale incorre l’on. Castagnetti laddove afferma che le proposte di riforma dei regolamenti avanzate dal Pdl sarebbero sostanzialmente inutili: non è chiaro come proposte sostanzialmente inutili possano essere al tempo stesso assai pericolose!

 
&lt;p&gt;

Ma la sua denuncia è anche intempestiva, poiché è giunta alla vigilia dell’avvio dei lavori della Giunta, dove - con buona pace di Castagnetti si è registrato un proficuo confronto con i senatori dell’opposizione. Del resto non avrebbe potuto essere altrimenti: le proposte del Pdl, infatti, coincidono in buona parte con quelle presentate da autorevoli colleghi del Pd, e annunciate in pompa magna da Walter Veltroni in campagna elettorale.

 

&lt;p&gt;
La riforma dei regolamenti è una riforma di sistema, dalla quale tutti i protagonisti della vita istituzionale avrebbero da guadagnare. Per questo auspichiamo che sia condivisa; che, dunque, non prevalgano furbizie meramente tattiche e di breve periodo. In caso contrario, significherebbe che lo spirito riformista ché nei giorni scorsi Veltroni è tornato a rivendicare è divenuto ormai uno slogan vuoto, buono solo per i titoli dei giornali. &lt;br /&gt;
</summary>
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  <title>Cassazione su Eluana Englaro: Giudici come Ponzio Pilato, la sentenza introduce l'eutanasia in Italia; necessario intervento del legislatore.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/11/13/gaetano-quagliariello/cassazione-su-eluana-englaro-giudici-come-ponzio-pilato-la-sentenza-introduce-leutanasia-in-italia-necessario-intervento-del-legislatore/382596"></link>
  <updated>2008-11-13T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>382596</id>
  <summary type="html">Ponzio Pilato non abita solo alla Consulta, ma anche alla Corte di cassazione. Nella vicenda di Eluana Englaro, infatti, colpisce che entrambe le strade intentate affinche' non venisse introdotta per sentenza l'eutanasia in Italia - la strada parlamentare e quella giudiziaria - sono state bloccate senza entrare nel merito della questione, trincerandosi dietro il giudizio di ammissibilita'. Oggi ancor di piu' come legislatori siamo chiamati a intervenire, e a farlo in fretta, affinche' la tragedia di questa giovane non segni il destino di tutte le Eluana Englaro del nostro paese.</summary>
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  <title>Caso Englaro.«Sentenza ad alto rischio No alla via giudiziaria»  -  INTERVISTA</title>
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  <updated>2008-10-10T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>375139</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Quagliariello: la politica rivendichi i suoi diritti&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;«Se la decisione della Cassazione verrà confermata ci sarà un radicamento del principio che introduce surrettiziamente l’eutanasia»&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

 
&lt;i&gt;&lt;b&gt;Il vicepresidente del gruppo Pdl al Senato: «Ma il clima che si è creato può anche essere positivo C’è stata una comune presa di coscienza che ha fatto ripartire il dibattito in commissione»&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

Scongiurare la via giudiziaria, è un compito sul quale la maggioranza è d’accordo. Ma non basta, dice Gaetano Quagliariello, vice­presidente del gruppo Pdl al Senato. «Dobbiamo passare, in positivo, a proporre un testo, evi­tando il prevalere, den­tro la maggioranza stessa, di opposti e­stremismi. E poi cerca­re di andare oltre i con­fini, aggregando chi fi­nora ha condiviso non solo la necessità di in­tervenire, ma anche i paletti e le garanzie». L’auspicio del politolo­go è che si arrivi «in breve tempo» a un testo ba­se, preso dai nove depositati in commissione I­giene sanità di Palazzo Madama. Se non si riesce, «il relatore (Raffaele Calabrò, Pdl, ndr) ne presenti 
 uno di sintesi».&lt;br /&gt;
 
&lt;b&gt; Lei a caldo ha definito «pilatesca» la decisione della Consulta. Cosa le contesta?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;

 Ero consapevole della difficoltà. Sinceramente, però, ritenevo che la Corte Costituzionale avreb­be rigettato il ricorso nel merito, ma l’avrebbe re­so ammissibile. Le sentenze si rispettano, ma non in modo acritico. E devo dire che ritengo la mo­tivazione di una debolezza strabiliante.&lt;br /&gt;
 
&lt;b&gt; Perché?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
 Il motivo avanzato è che le Camere avrebbero surrettiziamente voluto riesaminare il contenu­to della sentenza della Cassazione. Nei ricorsi è scritto a chiarissime lettere: si voleva solo dimo­strare che essa aveva fissato nuovi principi di di­ritto, superando i limiti che l’ordinamento pone al potere giudiziario. Direi, inoltre, che la Con­sulta in qualche modo smentisce se stessa. Su un analogo conflitto di attribuzione, in cui era in gio­co la potestà legislativa regionale, nel 1990, sen­tenza 285, dichiarò l’ammissibilità. E si entrò nel procedimento della Cassazione.&lt;br /&gt;
 
&lt;b&gt; Quali principi secondo lei sono sbagliati?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
 La sentenza Eluana stravolge due capisaldi: fissa il diritto del malato all’interruzione dei tratta­menti e, soprattutto, lo estende al tutore. Due as­solute novità. Quando si entra nell’ambito dei di­ritti personalissimi – altro sono quelli patrimo­niali – il legislatore in passato ha sempre sentito il bisogno di assegnare la decisione al tutore con specifiche norme di legge. E sempre al fine di sal­vaguardare la vita. Questa è la prima volta in cui, con la cessazione di idratazione e alimentazione, c’è la sicura morte.&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; 
 La sentenza è una battuta d’arresto. Cosa si a­spetta dal nuovo pronunciamento della Cassa­zione, atteso per l’11 novembre?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
 Non mi pento della linea assunta. Penso che la po­litica debba rivendicare i suoi diritti in àmbiti del­la vita pubblica sempre più decisivi. Non possia­mo consentire che siano occupati da decisioni dei giudici. Nel caso specifico abbiamo davanti due alternative. O la sentenza della Cassazione si radica e, quindi, abbiamo la sedimentazione di principi che introducono surrettiziamente l’eu­tanasia. Oppure viene smentita. Allora avremmo una sorta di far west giudiziario, per cui la deci­sione di volta in volta dipenderebbe dalla composizione delle giurie. Sono convinto che si tratti di una precisa strategia, studiata a ta­volino. E mi sembra evidente che con la sen­tenza dell’11 si voglia chiudere il cerchio.&lt;br /&gt;
 
&lt;b&gt; Come influenzerà tutto questo l’iter della legge?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
 Intanto, in positivo, c’è stata una presa di co­scienza, che ha fatto ripartire il dibattito in commissione. Visto che il confronto dura da tempo, è possibile arrivare presto a una leg­ge, l’unica cosa che può tenerci al riparo dalla via giudiziaria.&lt;br /&gt;
 
&lt;b&gt; Il clima che si è creato inciderà sui contenuti: idratazione e alimentazione su tutti.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
 Dipenderà dal libero confronto in commissione. Ma sono sicuro che su tre paletti – idratazione e alimentazione, formulazione delle eventuali di­chiarazioni anticipate e libertà del medico – la maggioranza non defletterà.&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; 
 La controparte accusa voi di aver rallentato, sol­levando il conflitto di attribuzione.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
 È passata a larga maggioranza una loro mozione che chiedeva la legge entro l’anno. Ora, invece, la stessa sinistra in commissione ha chiesto 60 nuo­ve audizioni. Qualche nome: Umberto Eco, Fer­zan Ozpetek, Roberto Benigni, Dacia Maraini, Massimiliano Fuksas, Renzo Piano, Moni Ovadia, Adriano Sofri e Corrado Augias. Persone rispet­tabili. Ma, citando Di Pietro, che c’azzeccano? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;


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  <title>«Più utile rafforzare i poteri del premier»  -  Intervista</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/07/23/gaetano-quagliariello/%C2%ABpi%C3%B9-utile-rafforzare-i-poteri-del-premier%C2%BB-intervista/358231"></link>
  <updated>2008-07-23T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>358231</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;I tempi. «Servirà una fase di transizione»&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

Roma. Le prime reazioni provenienti dal campo dell’opposizione sembrano incoraggianti, ma Gaetano Quagliariello, vicepresidente vicario del gruppo Pdl, su quello che sarà il cammino del federalismo fiscale è prudente: «Intanto perché questo provvedimento va innanzitutto compreso. E, soprattutto, inserito in una cornice più ampia e complessiva di riforma della Costituzione e dell’assetto istituzionale del Paese».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Fini propone l’elezione diretta del capo dello Stato. Può essere una strada praticabile?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Credo che il presidente della Camera, aldilà della soluzione indicata, abbia posto l’accento su una preoccupazione reale e cioè che in un quadro istituzionale in cui si rafforza il carattere federale del sistema bisogna creare un contrappeso sul governo centrale. In buona sostanza dobbiamo mettere in moto il meccanismo di cheks and balances proprio di tutti i sistemi a carattere federalista».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Insomma, le soluzioni possono essere differenti?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
«Potrebbe bastare, ad esempio, un mero rafforzamento del ruolo del premier. Tra l’altro è la soluzione più a portata di mano, quella che meglio si concilia con lo sviluppo naturale delle nostre istituzioni».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Un rafforzamento dei poteri del premier potrebbe contare in Parlamento su una condivisione maggiore?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Di certo dei primi passi in questa direzione ci sono stati e ce n’è traccia nella bozza Violante. Un lavoro, quello svolto nella passata legislatura dalla commissione Affari Costituzionali, che può essere un riferimento importante. Ma, tanto per esser chiari, non il Vangelo».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Tornando al federalismo fiscale, l’abbandono del ”modello lombardo” rassicura soprattutto il Mezzogiorno?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
«A parlare troppo di modelli si finisce per far confusione. Si tratta di uno schema innovativo, che ha come obiettivo di fondo dare al sistema più trasparenza. I cittadini devono sapere che a dei tributi corrispondono dei servizi. Ed in un sistema basato sul federalismo fiscale il controllo è più facile. Se poi proviamo a metterci nell’ottica delle istituzioni, ci accorgiamo che il sistema conferisce agli enti locali maggiore autonomia a cui corrisponde però una chiara responsabilità economica».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Se poi scegliamo come punto d’osservazione il Sud, la preoccupazione maggiore diventa l’aggravamento del gap.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
«Certo questo è un problema aperto. Perché il sistema funziona e diventa virtuoso a patto che la combinazione dei fattori in gioco porti ad un abbassamento della pressione fiscale complessiva. Per andare a regime serviranno tempo ed una fase di transizione. E soprattutto non è accettabile che si possa anche solo pensare a mettere in discussione servizi essenziali. Sotto questo aspetto un precedente incoraggiante c’è già e riguarda proprio l’emergenza rifiuti. Le regioni del Nord, nel momento in cui Napoli e la Campania sotto la spinta del governo hanno fatto la loro parte, hanno dimostrato di esser pronte a dare una mano. Credo che questa vicenda rappresenti il viatico migliore per una prospettiva di federalismo perequato».&lt;br /&gt;
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  <title>Non si può perdere un anno a parlare di Mills. - Intervista</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/06/24/gaetano-quagliariello/non-si-pu%C3%B2-perdere-un-anno-a-parlare-di-mills-intervista/357199"></link>
  <updated>2008-06-24T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>357199</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Oggi si vota, a completamento del decreto sicurezza, il provvedimento “salva-processi” al Senato.&lt;br /&gt;
 Se l’opposizione preannuncia di voler tornare sulle barricate, la maggioranza garantisce di essere tranquilla e di non vedere alcuna nube all’orizzonte.&lt;br /&gt;
 Ne abbiamo parlato con Gaetano Quagliariello, fondatore e presidente della fondazione Magna Carta, senatore del Popolo delle Libertà, anzi di più: vicecapogruppo a Palazzo Madama del Pdl, per il quale rappresenta, da liberale, gli Azzurri.&lt;br /&gt;
 
“L’opposizione? incalzi la maggioranza sulle questione relative agli immigrati, su come integrare
coloro che vogliono lavorare onestamente e smettano di parlare solo della norma ”blocca processi“, dice il Senatore quando lo incontriamo. &lt;br /&gt;


&lt;b&gt;A chi e a cosa serve il decreto sicurezza?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
”Serve al Paese per combattere l’immigrazione clandestina.&lt;br /&gt;
 La norma cosiddetta blocca processi cerca di accelerare sui reati che creano allarme sociale.&lt;br /&gt;
 Sfido chiunque a dimostrare il contrario. &lt;br /&gt;
Sappiamo perfettamente che questa non è che una parte del lavoro che ci attende.&lt;br /&gt;
 Un problema non meno grave sarà quello di integrare gli immigrati che giungono nel nostro Paese per lavorare.&lt;br /&gt;
 E’ su questo che vorremmo essere incalzati dall’opposizione, e non su problemi che non esistono“.&lt;br /&gt;
 

&lt;b&gt;La priorità qual è?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
”Questo decreto ha tre obiettivi principali.&lt;br /&gt;
 Il primo è quello di rendere espulsioni e allontanamenti dei clandestini più agevoli.&lt;br /&gt;
 E’ un fatto che manchi una politica europea sull’immigrazione, e mentre alcuni paesi hanno contestato questo decreto, ad esempio la Spagna, in Italia si è venuta a creare una situazione che mette in difficoltà il nostro Paese. &lt;br /&gt;
Siamo un paese ospitale, è vero, ma non siamo nelle condizioni di poter offrire una ospitalità intesa come permanenza degna.&lt;br /&gt;
 E per di più mette gli italiani nelle condizioni di non poter sempre convivere pacificamente con alcune pieghe dell’immigrazione“. &lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Si contesta al Pdl di voler gonfiare il fenomeno.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

In un numero sempre maggiore di casi, come al Pigneto, a Roma, la cittadinanza dimostra di voler ripulire il quartiere e invoca una giustizia che, quando non arriva, viene erroneamente sostituita con atti di intolleranza che io condanno, ma che vanno letti e interpretati.&lt;br /&gt;
 Al di là delle vecchie matrici ideologiche: proprio al Pigneto a volersi fare giustizia contro gli immigrati era un gruppo di quarantenni con un passato di militanza a sinistra, come è noto il rappresentante del gruppo dei ”giustizieri“ contro gli immigrati aveva il Che Guevara tatuato sul braccio. &lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Le intenzioni del legislatore proponente quali sono?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
Dobbiamo cercare di ricreare una situazione di legalità e combattere le manifestazioni di intolleranza.&lt;br /&gt;
 Lo Stato prima deve garantire legalità, poi esprime la sua giusta condanna.&lt;br /&gt;
 Ma è del tutto evidente che l’allarme sociale verso alcune categorie di delitti odiosi è andato crescendo.&lt;br /&gt;
 Infine bisogna cercare di creare un collegamento tra la dimensione locale e quella nazionale: cosa devono fare i sindaci? &lt;br /&gt;
Cosa possono e devono fare le forze dell’ordine a livello cittadino? &lt;br /&gt;
Quali competenze vanno date alle forze di polizia?&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Su questo andavano forse distinti gli strumenti legislativi.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
Sono obiettivi di fondo coerenti: nel decreto non c’è molto di più, si è fatto la scelta che mette tutto ciò che esce da questo orizzonte in uno strumento diverso, un Disegno di Legge.&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; 
Ma l’emendamento che ritarda il processo a Silvio Berlusconi?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;

Diciamoci le cose come stanno. &lt;br /&gt;
L’emendamento ha una ragione in sé. Che cosa dice?&lt;br /&gt;
 Alcuni processi, quelli che non sono arrivati in dibattimento vanno sospesi per un anno per svolgere subito i processi più importanti, quelli che destano allarme sociale.&lt;br /&gt;
 Questo favorisce il lavoro delle Procure, che oggi sono intasate da migliaia di cause che affogano la giustizia e confondono le priorità che andrebbero invece seguite.&lt;br /&gt;
 Una concausa, qui faccio un’autocritica, è sul mancato collegamento tra la legge d’indulto e la legge di amnistia.&lt;br /&gt;
 

&lt;b&gt;Sta dicendo che ci voleva un’amnistia, senatore Quagliariello?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Ci sono tantissimi processi che sono stati indultati, ma non amnistiati.&lt;br /&gt;
 Cioè: i processi vanno portati avanti, si svolgeranno.&lt;br /&gt;
 Ma non avranno mai alcun effetto.&lt;br /&gt;
 

&lt;b&gt;E quindi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
Insomma.. in quell’occasione bisognava fare le cose meglio.&lt;br /&gt;
 Se si prendeva quella strada, ci voleva un collegamento più stretto tra indulto e amnistia.&lt;br /&gt;
 

&lt;b&gt;Torniamo all’emendamento contestato.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
Questo emendamento ha un suo legame con il Decreto.&lt;br /&gt;
 Ma non mi nascondo dietro a un dito: in questo modo si posticipa di un anno anche il processo Mills, che andava a sentenza tra qualche mese. &lt;br /&gt;
Io tra l’altro ho letto gli atti e ho un mio parere sulla sostanza del processo, ma per adesso lo tengo per me.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Ma qualcuno solleva rilievi di incostituzionalità.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;

Il problema è che il Paese è bloccato nel rapporto tra politica e giustizia, o meglio tra giustizia e Berlusconi.&lt;br /&gt;
 Dal 1994 ad oggi si sono celebrati 95 processi contro Berlusconi e le sue aziende impegnando un esercito di circa 900 magistrati, si sono svolte molto più di 2000 udienze. Gli esiti sono sotto gli occhi di tutti.&lt;br /&gt;
 
&lt;b&gt;
Torna d’attualità il Lodo Maccanico…&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
Perdere un anno a parlare del processo Mills sarebbe una tragedia per il Paese. &lt;br /&gt;
Io dico piuttosto: nessuna immunità, nessun favore, ma chi ha responsabilità ai vertici dello Stato sia giudicato solo al termine del mandato.&lt;br /&gt;
 
E’ quello che accade in Francia, che è previsto in Spagna, che accade in tutt’Europa.&lt;br /&gt;
 Una democrazia matura in un periodo di globalizzazione, con decisioni accelerate dai fatti, ha bisogno di una norma che mette la sovranità popolare e il potere giudiziario in condizione di non confliggere.&lt;br /&gt;
 

&lt;b&gt;Certo per un Pd in crisi niente di meglio che cavalcare quest’onda…&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;

”E’ la terza volta che il centrodestra vince le elezioni ed è la terza volta che contro il premier Berlusconi parte un’iniziativa giudiziaria.&lt;br /&gt;
 E’ necessario anestetizzare il conflitto politico e isolare gli attacchi strumentali per evitare - conclude - di riportare il Paese in un clima di sfida.&lt;br /&gt;
 Tutti devono fare la loro parte“.
&lt;br /&gt;
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  <title>Il Lodo Maccanico non garantisce l'impunità e consente di governare</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/06/17/gaetano-quagliariello/il-lodo-maccanico-non-garantisce-limpunit%C3%A0-e-consente-di-governare/357001"></link>
  <updated>2008-06-17T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>357001</id>
  <summary type="html">QUAGLIARIELLO: Il Lodo Maccanico non garantisce l'impunità e consente di governare 
17 giugno 2008 ore 15:15

&quot; Il Lodo Maccanico è una legge che consente di governare. Nessuno chiede l’impunita’. Semplicemente riteniamo sia giusto che i conti con la giustizia si facciano dopo, alla fine del mandato ricevuto dagli cittadini. E’ dal ’94 ad oggi che stiamo parlando dei guai giudiziari di Berlusconi e’ ora di smetterla. Ripeto, non chiediamo sconti o impunita’, ma vogliamo che ora si parli di Alitalia, rifiuti e di tutti i problemi che assillano gli italiani. Il Lodo Maccanico serve e noi ci dobbiamo mettere la faccia e dobbiamo prendere questa strada a volto scoperto, senza sotterfugi e senza paura. Gli emendamenti presentati ieri sono congrui perche’ non si puo’ pensare di fare il Lodo Maccanico quando i buoi sono gia’ scappati... . Ovviamente tenendo conto di tutti i suggerimenti che ci sono arrivati dalla Corte Costituzionale&quot;. Lo ha affermato il vicepresidente del gruppo del Pdl al Senato Gaetano Quagliariello, che ha  difeso gli emendamenti contenuti all’interno del  Lodo Maccanico. Che garantisce la sospensione dei processi nei confronti delle alte cariche dello Stato fino al termine del loro mandato e non quindi la loro impunibilità. Il Lodo Maccanico trae il suo nome dal fatto che  il primo a proporre questo tipo di soluzione fu Antonio Maccanico in Commissione Affari Costituzionali della Camera.

17/6/2008
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  <title>QUAGLIARIELLO: Poniamo un argine alla degenerazione delle intercettazioni.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/06/12/gaetano-quagliariello/quagliariello-poniamo-un-argine-alla-degenerazione-delle-intercettazioni/356842"></link>
  <updated>2008-06-12T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>356842</id>
  <summary type="html">&quot;Apprendiamo che a giudizio di Bruno Tinti, Procuratore aggiunto della Repubblica, la diffusione di un sms privato sarebbe meno grave per il fatto che la mittente dell’sms si e’ tolta le mutande in televisione, e le intercettazioni relative a personaggi pubblici devono essere pubblicate anche se non penalmente rilevanti. Noi restiamo convinti che si debba trovare un equilibrio tra le esigenze d’indagine e il sacrosanto diritto dei cittadini alla riservatezza della propria vita privata. Simili affermazioni da parte di un magistrato confermano l’urgenza di porre al piu’ presto un argine alla degenerazione dell’uso delle intercettazioni. Sappiamo bene che per un personaggio pubblico la sfera della privacy si restringe. Ma arrivare a sostenere che anche le sue telefonate non penalmente rilevanti debbano essere divulgate si avvicina alla barbarie&quot;. Lo ha dichiarato il senatore del Pdl  Gaetano Quagliariello, rispondendo all’intervista rilasciata dal pm Bruno Tinti al settimanale ’l’Espresso’.

12/6/2008 

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  <title>(Pdl): &quot;Attenti, il Pd sta dando strane istruzioni sui brogli&quot;. - Intervista</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/04/10/gaetano-quagliariello/pdl-attenti-il-pd-sta-dando-strane-istruzioni-sui-brogli-intervista/331672"></link>
  <updated>2008-04-10T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>331672</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
&quot;Avevamo sperato in una novità, Veltroni invece sta riscoprendo tutto il vecchio armamentario&quot;.
 Gaetano Quagliariello è l'uomo che aiuta Mantovani e Fontana a seguire i difensori del voto e a disinnescare l'allarme brogli.
&lt;br /&gt;
Proprio nel giorno in cui Berlusconi torna sul tema. 
Senatore, perché il leader del Pdl torna a parlare dell'allarme sul conteggio delle schede?&lt;br /&gt;
 «È la giusta risposta alla lettera di Veltroni con la quale il leader del Pd cerca non solo di lucrare sull'accordo con la Lega ma, più gravemente e goffamente, di mettere in dubbio la legittimità repubblicana e antifascista del Pdl. Il tentativo si commenta da sé, ma per quanto riguarda la Lega Veltroni dimentica che D'Alema ebbe a definirla costola della sinistra e Bossi fu persino invitato a guidare il corteo del 25 aprile».&lt;br /&gt;
 
&lt;b&gt;Anche il Senatùr c'ha messo del suo.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
«Stiamo ai fatti: la Lega ha una storia nel centrodestra di assoluta affidabilità. Ricordo che insieme abbiamo varato una riforma costituzionale per sanare i guasti del titolo V voluto dal centrosinistra. In quella riforma, bocciata dalla sinistra, l'energia e le infrastrutture erano state riportate alla competenza del governo centrale, e si era introdotto persino il principio dell'interesse nazionale».&lt;br /&gt;
 
&lt;b&gt;Pensa che Veltroni stia rispolverando l'antiberlusconismo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
«Ho paura che ricominci con la demonizzazione dell'avversario».&lt;br /&gt;
 
&lt;b&gt;È anche in rush finale della campagna elettorale.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;

«C'è però un limite che non andrebbe superato. Guardi che cosa disse Veltroni nella conferenza stampa successiva all'incontro con Berlusconi nel novembre scorso.&lt;br /&gt;
 E rilegga che cosa dice oggi. Sembrano due persone diverse».&lt;br /&gt;
 
&lt;b&gt;Anche Berlusconi torna a parlare di brogli...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
«Se si usa la storia come una clava, allora bisogna ricordare che spesso le cose sono andate così».&lt;br /&gt;
 
&lt;b&gt;Così come?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;

«Nel 1953 c'era da assegnare anche allora un premio di maggioranza. Questo non scattò per pochi voti, e ciò segnò la fine politica di De Gasperi e dei centristi». &lt;br /&gt;

&lt;b&gt;E invece?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
«Invece quel premio era scattato. È documentato storicamente». &lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Da che cosa?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;

«Anzitutto dal riconteggio delle schede. La coalizione centrista era andata oltre il 50% e avrebbe dovuto avere il premio di maggioranza.&lt;br /&gt;
 E oggi staremmo a parlare di un'altra storia d'Italia». &lt;br /&gt;
&lt;b&gt;
Vabbè, stiamo parlando di 55 anni fa...&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;

«I brogli si sono ripetuti sistematicamente da parte del Pci. A rivelarlo sono stati anche autorevoli esponenti ex comunisti».&lt;br /&gt;
 
&lt;b&gt;E oggi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «È rimasto un &quot;residuo&quot;. basta guardare le istruzioni per l'uso predisposte dal volantino del Pd. Si ricordano &quot;le eroiche gesta&quot; del passato in occasione dello spoglio del voto».&lt;br /&gt;
 
&lt;b&gt;Che cosa vuol dire?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
«Che bisogna fare attenzione». &lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Teme che il Pdl non ottenga la maggioranza?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
«La otterrà».&lt;br /&gt;
 
&lt;b&gt;Ne è sicuro?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Sicuro».&lt;br /&gt;
 
&lt;b&gt;Quanto sicuro?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
«Diciamo così. Otterremo al Senato una maggioranza non amplissima ma largamente sufficiente».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; 
E che vuol dire?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;

«Quello che ho detto. E mi fa anche più piacere così. Vuol dire che al Senato dovrà esserci un gruppo molto compatto e sempre presente».&lt;br /&gt;
 
&lt;b&gt;Dopo? Che cosa succederà dopo?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;

«Domenica si vota per il governo ma si vota anche per il sistema.&lt;br /&gt;
 Per il governo vincerà il Pdl, ma se Pd e Pdl prenderanno oltre il 70% dei voti ci sarà anche un cambiamento fondamentale di sistema». &lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Cosa accadrà se andranno oltre quella soglia?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;

«Si aprirà una stagione di riforme. Dovremo cominciare dai regolamenti parlamentari, bisognerà poi mettere mano alla legge elettorale sulla quale è pendente un referendum, e infine procedere con le riforme costituzionali. &lt;br /&gt;
Per questo delegittimare l'avversario, come fa Veltoni, è oggi un delitto politico».&lt;br /&gt;
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  <title>&quot;Candidature-scoop non coprono confusione ideale&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/02/25/gaetano-quagliariello/candidature-scoop-non-coprono-confusione-ideale/329268"></link>
  <updated>2008-02-25T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>329268</id>
  <summary type="html">&lt;b&gt;Secondo il senatore di Forza Italia Gaetano Quagliariello &quot;non bastano le candidature-scoop per coprire la confusione ideale del Pd&quot;.___&lt;/b&gt;

“Di fronte alle laceranti mediazioni tra lo zapaterismo e il clericalismo di sinistra alle quali il Pd è quotidianamente costretto - dichiara Quagliariello -; di fronte ai roboanti annunci di “candidature-scoop” nel tentativo di coprire un’imbarazzante confusione ideale e concedere a ogni corrente il suo feticcio da ostentare, il Popolo della Libertà deve trovare i modi e le parole per interpretare con fierezza e serietà i principi del popolarismo europeo, indirizzando il proprio percorso lungo il binario tracciato dai manifesti del Ppe. Chi possiede una tale bussola programmatica, liberale ma non giacobina, cristiana ma non integralista, laica ma non laicista, non ha nulla da inventarsi: né candidature altisonanti, né artifizi retorici, né strane miscele destinate a rivelarsi rovinosamente esplosive”.

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