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  <title>Openpolis - Argomento: giustizia</title>
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  <updated>2012-04-29T00:00:00Z</updated>
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  <title>GIOCONDO TALAMONTI: Chi volete salvi: Cristo o Barabba? (Quando la giustizia non è in mano al popolo, ma alla folla.)</title>
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  <updated>2012-04-29T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626962</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Terni (TR) (Gruppo: Federazione della Sinistra) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;
&lt;br /&gt;
L’Italia è il paese dove ogni reato, ogni colpa muove la compassione della gente. Fino a poco tempo fa, l’uxoricidio per gelosia dei siciliani godeva di attenuanti per il carattere calientedei maschi o per quello delle donne. Non è mai stato chiaro. Il codice penale italiano è impostato sulla posizione più favorevole al reo e a creare nel dibattito in aula le migliori condizioni per l’insinuazione del dubbio (&lt;i&gt;in dubium pro reo habetur&lt;/i&gt;), al punto che oggi anche chi ha fatto fuori la moglie può sempre contare sulla comprensione della corte, sulle attenuanti generiche, sui riti abbreviati, sui benefici per buona condotta, sull’assenza di precedenti penali, sulla semi-libertà, su quella vigilata, sugli arresti domiciliari …e via via, fino al ricevimento di un premio speciale per la furbizia con cui è riuscito a evitare la galera o a raggiungere la non sussistenza del reato.
&lt;p&gt;



La diffusione di tanta liberalità,
la disponibilità a comprendere il dramma intimo di chi dà alla compagna venti
coltellate per avere la libertà di godersi gli anni che gli restano in braccio
all’amante, anima una schiera crescente di cittadini, che prima della sentenza
grida ergastolo e che, poi, è pronta ad accogliere il reo nell’infinito mare
della pietas italica.
&lt;p&gt;

Questo per dire che le debolezze della legge, ma soprattutto le debolezze degli italiani marciano ormai parallele.


&lt;br /&gt;

Pensate all’indignazione iniziale per le brutalità che hanno caratterizzato i casi di Cogne, di Perugia, per quelli di Garlasco, per quello di Via Poma, e all’incongruente compiacimento
per lo scampato pericolo dei presunti colpevoli. Noi siamo così: lì per lì ce
la prendiamo e condividiamo il dolore della famiglia della vittima; dopo un
po’, meglio se dopo qualche anno, ci schieriamo decisamente con l’accusato e la
famiglia dell’accusato. 
&lt;p&gt;

L’effetto nasce dai media, da trasmissioni che si affollano a ogni ora della giornata televisiva e alle quali partecipano sempre gli stessi opinionisti abili nell’indirizzare briciole di verità servite con parsimonia ai telespettatori affamati. I casi sviscerati nelle trasmissioni devono durare mesi, anni, e ad aumentare la curiosità perversa ci pensano fior di psicologi.
&lt;p&gt;

La tecnica è applicabile anzi, è
sovrapponibile anche nel caso di reati più leggeri, purché capaci di  riscuotere l’attenzione della gente, come in
vicende dello sport. Il coinvolgimento dello spettatore a casa è sintetizzato
nel protagonismo del ruolo che gli si intende far ricoprire: quello di giudice.
La giustizia affidata al popolo. Concetto pericoloso che va ben oltre il
coinvolgimento previsto nel codice con l’istituto della giuria popolare, ma che
pretende di essere la sola, unica, voce. Quella della folla, non del popolo.

Perché ci stupiamo tanto delle
violenze negli stadi, quando siamo fra quanti appoggiano le politiche &lt;i&gt;bordline&lt;/i&gt; dei presidenti, le provocazioni
verbali degli allenatori, il gioco falloso dei giocatori, l’indifferenza degli
spettatori?

&lt;p&gt;
Non sarà meglio smetterla di fare
uso di ipocrisia, sopportare i danni che ci siamo procurati, essere coerenti
con noi stessi?

&lt;p&gt;
I fatti che a Genova hanno
portato alla derisione e all’umiliazione giocatori rei di non meritare la
maglia che indossavano e, quindi, obbligati da delinquenti a togliersela, sono
un esempio ulteriore di quanto sia pericoloso affidare alla folla la giustizia.

&lt;p&gt;
E non è valutazione dei tempi di
oggi. Già in epoche non sospette, le decisioni pilatesche avevano fatto i loro
danni. E che danni!&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://talamontigiocondo.blogspot.it/&quot;&gt;Il blog personale di Giocondo Talamonti&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
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  <title>Marco PANNELLA: «Un golpe dei Pm contro Berlusconi? Purtroppo è vero»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2012-04-26T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>626918</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
&quot;Svuotare le carceri è una priorità. Sì alla separazione delle carriere e alla riforma del Csm&quot;.
&lt;p&gt;&lt;i&gt;Per descrivere Marco Pannella bastano alcune righe scritte di suo pugno nel lontano 1973. Tagliare anche solo una parola sarebbe un delitto. 
&lt;/i&gt;&lt;p&gt;«Amo speranze antiche, come la donna e l’uomo; ideali politici vecchi quanto il secolo dei lumi, la rivoluzione borghese, i canti anarchici e il pensiero della Destra storica. Sono contro ogni bomba, ogni esercito, ogni fucile, ogni ragione di rafforzamento, anche solo contingente, dello Stato di qualsiasi tipo, contro ogni sacrificio, morte o assassinio, soprattutto se rivoluzionario».
&lt;p&gt;
Oggi il leader radicale ha il codino bianco, e qualche anno in più. Insieme ai Radicali è sceso in piazza per la «Seconda marcia per la giustizia, l’amnistia e la libertà». Una vita, la sua, consacrata alla battaglia per la vita del diritto. 
67mila detenuti vivono stipati in celle che potrebbero ospitarne tutt’al più 45mila. Dall’inizio dell’anno si sono suicidati 18 detenuti. Contro questo bollettino di guerra e contro la bancarotta giudiziaria (9 milioni di procedimenti pendenti e 180mila prescrizioni l’anno), per Pannella la parola d’ordine è una sola: amnistia.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Sono trascorsi sette anni dalla prima edizione di questa marcia. Non è cambiato nulla?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«La prima marcia contemplava sia l’indulto che l’amnistia. Alla fine si fece solo l’indulto nel 2006, e in base a sondaggi non smentiti oggi sappiamo che il tasso di recidiva per chi beneficiò di quella misura è stato pari al 33,6%, che è meno della metà della recidiva ordinaria che supera il 68%. Rispetto ad allora è cambiato semplicemente il fatto che oggi chiediamo l’amnistia».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Chi è contro l’amnistia sostiene che senza riforme strutturali si tornerebbe al punto di partenza nel giro di poco tempo. Che cosa risponde?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Rispondo: non dite stronzate. L’amnistia è già una riforma di struttura. Se sul penale avessero 500mila procedimenti pendenti anziché 5 milioni, saremmo già un altro Paese, sarebbe tutta un’altra storia. Con l’amnistia si libererebbero enormi energie finanziarie, logistiche, organizzative, che consentirebbero all’Italia di stare meglio di ogni altro Paese in Europa quanto a potenziale rapidità dei processi».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Veniamo alla riforma della giustizia. Quali sono le priorità radicali?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Le nostre priorità sono quelle obbedienti alla storia radicale, ai nostri referendum: separazione delle carriere, abolizione dell’obbligatorietà dell’azione penale, riforma del Csm. Noi vogliamo riformare la giustizia attraverso la riattivazione del diritto. Guardi, nell’Italia fascista la legalità era abbastanza infame ma era rispettata. Qui non è rispettata nessuna legalità, né quella antifascista né quella fascista. Senza l’amnistia questo Paese finirà con le cose che aborro, i piazzale Loreto e la caccia alle streghe».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Il Dipartimento amministrazione penitenziaria ha reso noto che tra la fine di febbraio e la fine di marzo la popolazione carceraria è aumentata di 63 unità. Il decreto Severino non doveva «svuotare» le carceri?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Sa tutto come avvocato ma non capisce nulla di giustizia. La Severino è questo».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;C’è poi la questione spinosa degli abusi da parte della magistratura. Il simbolo negli anni Ottanta è stato Enzo Tortora che con voi Radicali ha condotto una campagna per la «giustizia giusta». Oggi rischiate anche voi di abbassare la guardia su questo?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«Non credo. Per noi non ha mai smesso di essere la priorità assoluta della nostra vita da trenta, quarant’anni».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Faccio un esempio. Il deputato del Pdl Alfonso Papa è finito in carcere preventivo, anche col voto favorevole dei radicali, salvo poi scoprire dal Tribunale del riesame che non c’erano gli estremi per l’arresto. Per non parlare poi delle intercettazioni illegali dichiarate inutilizzabili nel processo. I Radicali hanno mollato questo fronte «garantista»?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Certo che no. Quello che accade è il frutto di trent’anni di antidemocrazia dei “democratici” di destra e di sinistra».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;I parlamentari radicali sono stati eletti nelle liste del Pd. Bersani, vostro «alleato», è a favore dell’amnistia?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«Se lo chiede a lui, ancora non lo sa».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;A proposito di Berlusconi e del sexygate che lo ha travolto Piero Sansonetti, uomo di sinistra, ha parlato di un «golpe» dei magistrati per annientarlo.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Io dico che è perfino vero. Ho accusato pubblicamente una parte della magistratura lombarda con base a Milano di un disegno ignobilmente piccolo per accelerare i tempi del passaggio al potere da Berlusconi non tanto ad Alfano - che nessuno sapeva che c’era - quanto al vergine Formigoni. Per cui la magistratura ha dispiegato tutte le sue forze contro il puttaniere, passando magari giorno e notte con le puttane, mentre dinanzi al vergine Formigoni, dinanzi allo spergiuro e traditore della propria parola, si è limitata ad assegnare un solo magistrato. Così l’emersione della truffa elettorale da noi documentata è stata ostacolata in tutti i modi».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Pannella, lei si avvia a diventare il «padre nobile» dei radicali?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Io per ora continuo a essere il figlio discolo e di “una mignotta” della baracca, da quello non possono dimettermi. Non ho mai avuto poteri formali né statutari».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;È quello il segreto, o sbaglio?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Se è così però mi chiedo: perché non lo fanno anche gli altri? Perché non lo fa anche Bersani? E invece lui non lo fa, poveretto...»
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Pannella, voliamo con la fantasia. Se lei fosse eletto democraticamente “Presidente”, quale sarebbe il primo provvedimento che adotterebbe?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Come ho scritto, la prima cosa che farei sarebbe dimettermi perché, se il Paese mi eleggesse democraticamente, vorrebbe dire che non ha più bisogno di me».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1E511E&quot;&gt;Il Giornale - Annalisa Chirico&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Marco CAPPATO: L'amnistia necessaria</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/04/24/marco-cappato/lamnistia-necessaria/626893"></link>
  <updated>2012-04-24T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>626893</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Milano (MI) (Lista di elezione: Lista Bonino - Pannella) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Ci sono due crolli sotto i quali rischia di restare schiacciato il governo Monti, insieme a tutte le istituzioni. Il primo riguarda il sistema economico finanziario, ed è il rischio dalle conseguenze più immediate.&lt;br /&gt;

Ma almeno se ne parla, nel senso che è al centro del dibattito anche transnazionale.
Che le soluzioni non siano in vista, e che forse non lo saranno almeno fino a che non divengano esse stesse transnazionali, è un discorso che ci porterebbe lontano.
Il secondo crollo sarà forse meno immediato, o soltanto meno facilmente misurabile attraverso indici istantanei tipo “spread”, ma non è detto che sia meno devastante: il collasso del sistema giustizia, che poi significa collasso dello stato di diritto, sta distruggendo la possibilità stessa di governare il paese, di riformarlo o semplicemente gestirlo.
&lt;p&gt;
Non mancano gli esempi, alcuni dei quali rimandano direttamente all’impotenza del governo e di tutta la partitocrazia davanti alla crisi economica: quanto serve riformare l’articolo 18 se l’applicazione delle leggi sul lavoro è affidata a una magistratura agonizzante? Come rispondere al dilagare dei suicidi di imprenditori senza sciogliere il nodo di una giustizia civile che fa aspettare molti anni per riscuotere un banale credito? Gli stessi investitori internazionali fuggono di fronte a un mercato privo della possibilità stessa di far rispettare le regole, che poi rappresentano la condizione stessa per la vita di un mercato che non sia ridotto a riserva di caccia per affaristi e potentati. Bankitalia valuta in un punto del Pil la ricchezza che la malagiustizia manda in fumo. L’1 per cento è quanto basterebbe per evitare la recessione e innescare un circolo virtuoso, non solo civile, ma anche economico. Sono cifre che dovrebbero interessare anche chi rimane indifferente all’escalation di suicidi nelle carceri.
&lt;p&gt;
Il governo Monti e il suo grande ispiratore al Quirinale non dovrebbero, nel loro stesso interesse, continuare a girare la testa dall’altra parte. Che alternativa propongono all’amnistia di fatto e strisciante rappresentata dalle 180.000 prescrizioni l’anno? Come altro propongono di affrontare i 9 milioni di procedimenti pendenti, se non scegliendo, attraverso un’amnistia legale, i processi più gravi da portare a termine e abbandonando tutti gli altri?
&lt;p&gt;
Napolitano, Monti e tutti quanti esponenti e leader di questa partitocrazia e questa repubblica, non sono aiutati dalla disinformazione di stato, che finora ha negato a chiunque – dunque persino a loro, come loro hanno negato a se stessi – qualsiasi dibattito e confronto sulle soluzioni da dare per arginare la marea (montante) delle prescrizioni e per far ripartire la giustizia. Ma loro, almeno loro, non possono non sapere, perché sono stati raggiunti personalmente dal grido d’allarme della nonviolenza radicale.
&lt;p&gt;
Il collasso della giustizia non è certo responsabilità di Monti. È eredità pesante di decenni fallimentari come e peggio di quanto accaduto sul debito pubblico. Ma se non ci sarà una risposta, il degrado istituzionale e il dilagare dell’illegalità finirà per travolgere anche questo esecutivo. L’invito all’appuntamento del 25 aprile alle 10 davanti a Regina Coeli – per la marcia per l’amnistia, la giustizia e la libertà – è dunque rivolto anche a loro. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1E1KTU&quot;&gt;Europa&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Paola Severino: «Norme anti corruzione occasione per i partiti»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/04/19/paola-severino/%C2%ABnorme-anti-corruzione-occasione-per-i-partiti%C2%BB-intervista/626820"></link>
  <updated>2012-04-19T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>626820</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione:  Ministro  Giustizia&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Ministro Severino, l'emendamento da lei promesso al disegno di legge anti corruzione è arrivato nei tempi previsti, ma la discussione è slittata a maggio. Non sembra un buon segnale, come se per i partiti il contrasto al malaffare non fosse una priorità...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Non penso di poter condividere questa sensazione, almeno per il momento. Il rinvio a dopo le elezioni amministrative era prevedibile, e la fissazione dei tempi per gli emendamenti e l'inizio della discussione tra il 4 e l'8 maggio mi pare ragionevole. Se poi dovessi constatare un rallentamento, chiederò ai presidenti delle commissioni congiunte della Camera di fissare un calendario di sedute più fitto». 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Quindi non teme agguati o passi indietro dei partiti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Penso che in un momento difficile come questo i partiti debbano e vogliano dare una prova di maturità, promuovendo riforme volte a un recupero di moralità e legalità. Tutti mi sembrano consapevoli del diffuso disagio nei confronti della politica che percorre il Paese, della sua pericolosità e della necessità di riaffermare il principio di &quot;governo della politica&quot;, riconquistando la fiducia dei cittadini. Mi auguro che questa occasione non vada persa. Anche perché il contrasto alla corruzione è davvero una priorità, anche dal punto di vista socio-economico». 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Però nel Pdl hanno già storto il naso, parlando di «emendamento non condiviso». Si sono lasciati le mani libere per il dibattito parlamentare?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«A dire il vero, a conclusione dell'ultima riunione al ministero l'onorevole Ghedini del Pdl ha detto che si doveva considerare un &quot;quasi miracolo&quot; l'essersi seduti tutti allo stesso tavolo. Dopodiché considero del tutto fisiologico che in Parlamento si discuta e si propongano modifiche. Non vedo particolari problemi. Quello che riterrei patologico sarebbe uno stravolgimento delle linee strutturali della nostra proposta, che ne mettesse in discussione l'impianto».
&lt;p&gt; 
&lt;b&gt;Sta dicendo che sono possibili correzioni marginali ma non uno stravolgimento della sua iniziativa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Esattamente. Ovviamente tutto è migliorabile, ma non si può trasformare un progetto che ha un suo filo conduttore in un insieme disarmonico di norme che non combaciano più tra loro».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;In quel caso il governo si tirerebbe indietro, col rischio di bloccare tutto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«In quel caso vedremo, ma sinceramente spero di non doverci arrivare». 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Qual è il filo conduttore della sua proposta che considera intangibile?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Le nuove norme e i criteri distintivi dei comportamenti. Mi riferisco in particolare all'introduzione delle fattispecie di &quot;corruzione tra privati&quot; e di &quot;traffico di influenze illecite&quot;, al tentativo di graduare le varie forme di corruzione e di distinguerle più puntualmente, nonché di differenziare le ipotesi in cui il privato è costretto a pagare il pubblico ufficiale da quelle in cui è solo indotto».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Era proprio necessario separare la concussione dall'induzione, introducendo il nuovo reato di «induzione indebita a dare o promettere utilità», che va a incidere sul processo in corso a Milano contro Berlusconi, l'inchiesta a carico del democratico Penati e altri procedimenti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«L'intenzione è quella di distinguere meglio le situazioni in cui il privato è punibile da quelle in cui non dev'esserlo; se un soggetto usa la sua autorità per costringere un altro a sottostare alle proprie volontà è un conto, se lo induce lasciando all'altro soggetto un margine di scelta è un altro: in quest'ultimo caso chi accetta di sottostare al ricatto merita anche lui una punizione, seppure minore. Di qui la distinzione in due reati. Non si può bloccare la produzione di nuove norme solo perché vi sono dei processi in corso».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Questa era la scusa con cui si giustificavano le leggi ad personam che hanno contraddistinto le ultime legislature. Non teme anche lei questa accusa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Spero di no e credo di non meritarla. Fior di professori e giuristi hanno già valutato che, nel caso dei processi da lei citati, ci sia una continuità normativa che non li mette a rischio. Sarà un problema di chi deve interpretare la legge. Io credo che le leggi non vadano viste nel contingente, ma nella loro proiezione futura». 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Molti considerano insufficiente l'allungamento dei tempi entro cui si devono celebrare i processi derivante dall'aumento delle pene. Perché non intervenire direttamente sulla prescrizione?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Modificare l'intero meccanismo della prescrizione è estremamente complesso, e nell'attuale quadro politico molto difficile. Oltretutto, intervenire su una sola categoria di reati sarebbe tecnicamente sbagliato, mentre mi è sembrato corretto commisurare la graduazione delle pene all'entità degli interessi tutelati».
&lt;p&gt; 
&lt;b&gt;A proposito di quadro politico, c'è il problema della responsabilità civile dei magistrati, ai quali la soluzione da lei escogitata sembra non piacere per niente. Come pensa di uscirne?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Qui la situazione è ancora più complicata, perché c'è già un voto della Camera, a larga maggioranza, su un emendamento a cui il governo aveva dato parere contrario. E andiamo verso un voto al Senato che potrebbe essere anch'esso a scrutinio segreto. Dunque occorre procedere con prudenza, cercando soluzioni equilibrate rispettando la volontà del Parlamento. Io ascolto e comprendo le ragioni di tutti, ma dobbiamo trovare una via d'uscita rapida ed efficace, prendendo atto della situazione».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Cioè quella dell'emendamento Pini che se non passa la sua modifica sarà approvato così com'è?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Mi pare un dato di fatto». 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;E sulle intercettazioni, a che punto siete?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«C'è un testo distribuito ai partiti che è un punto di partenza per tentare di tenere insieme le esigenze dell'informazione con quelle della tutela della privacy e dell'efficienza delle indagini. Speriamo di arrivare a un buon risultato, naturalmente condiviso».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ma come pensa di realizzare in meno di un anno ciò che non si è fatto in quattro?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«Io devo comunque provarci. È difficile, ma non credo impossibile».
&lt;p&gt; 
&lt;b&gt;Anche se la giustizia è da diciotto anni terreno di scontri durissimi tra i due maggiori partiti che sostengono il governo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Certamente. Se esiste questo governo significa che la situazione lo richiedeva, e anche in materia di giustizia occorre tentare di ottenere risultati concreti e apprezzabili, nonostante sia difficile. Se non ci riuscissimo non sarebbe una sconfitta mia, ma di tutti». &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1DTCA0&quot;&gt;Corriere della Sera - Giovanni Bianconi&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Marco PANNELLA: «Amnistia negata: è l'Italia ad essere fuori legge»  - INTERVISTA </title>
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  <updated>2012-04-06T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Dopo decenni di onoratissima carriera Marco Pannella lo conosciamo bene: è uno che non si arrende mai, batte e ribatte fino a che non incrina anche il muro più spesso. I politicanti d'ogni risma continuano a fare spallucce di fronte alla sua proposta di amnistia, e lui organizza a Roma una seconda marcia dopo quella natalizia di sette anni fa. Doveva svolgersi per Pasqua, sarà invece per il 25 aprile e la simbologia è forse anche più azzeccata.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Mica male una marcia per l'amnistia il 25 aprile!&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Sette anni fa la prima marcia, quella a cui vennero Cossiga, Napolitano e persino D'Alema, registrò una adesione quantitativamente e qualitativamente senza precedenti. Nessuno mette in dubbio che da allora la situazione sia atrocemente peggiorata da tutti i punti di vista. Il questore di Roma ci aveva parzialmente vietato il percorso che avevamo comunicato per la marcia di Pasqua, in base al combinato disposto delle norme di Maroni e Alemanno. Così abbiamo scelto il 25 aprile, che va benissimo perché cos'è oggi la Liberazione se non liberazione del diritto umano, dei nuovi diritti, della democrazia, e dei carcerati, certo, ma anche dei funzionari che vogliono servire lo Stato e non essere complici di una patente violazione delle leggi? Non a caso la marcia è per una triade di obiettivi non disgiungibili: amnistia-diritto-libertà.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Perché parli di patente violazione della legge?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Da trent'anni noi veniamo condannati ogni anno dalla giurisdizione europea. Le ultime condanne sono anche più tassative di quelle precedenti, perché evocano la violazione dei diritti umani e non più solo di quelli civili e dello Stato diritto, cosa peraltro già gravissima. Quindi l'amnistia di cui parliamo noi non è quella che chiese Giovanni PaoloII, col quale pure eravamo in forte sintonia. La sua era la richiesta di un atto di clemenza. Noi facciamo un altro ragionamento: siamo o non siamo di fronte alla manifesta flagranza di un reato compiuto? Certamente sì. Ma di fronte a un reato in manifesta flagranza si interviene, lo si interrompe e poi si discute, Questo non solo per obbligo morale ma anche perché lo impone la legge. Se vedo uno che ammazza un altro e non intervengo incorro in una specifica e precisa fattispecie di reato. Bene, ciascuno di noi, nell'arco di un paio d'ore, assiste a quattro o cinque omicidi in una rissa senza poter intervenire, pur avendone l'obbligo, perché le leggi dello Stato ce lo impediscono. Peggio di quel che avveniva nel comunismo, nel fascismo e persino nel nazismo almeno fino al 1938-39.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Non sarà un po' forte come paragone?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Per niente. Oggi la distanza del nostro Stato dalla legalità internazionale è qualitativamente dello stesso tipo e quantitativamente maggiore di quanto non fosse fino al 1938 quella degli Stati totalitari rispetto alla giurisdizione internazionale di allora. Quando in un territorio gli abitanti e lo Stato vivono contro il diritto, la legalità e le stesse leggi violandole in modo massiccio, ci si trova di fronte a una metamorfosi dello stesso male che aveva assunto le forme del fascismo, del comunismo, del nazismo e dei vari modelli che ne sono poi discesi.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Prima parlavi di funzionari dello Stato che condividono questa sensibilità e questo punto di vista?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Sì, e sono moltissimi. Il segretario del Sidipe, il sindacato dei dirigenti penitenziari, Enrico Sbriglia, ha scritto delle pagine splendide in cui dice «Noi vogliamo e dobbiamo comportarci come servitori dello Stato, non come sicari o complici degli assassini e di chi viola le leggi». Identico ragionamento fanno sempre più spesso gli agenti della polizia penitenziaria, che tra l'altro lavorano per 14 ore al giorno con straordinari non pagati, non ce la fanno a stare dietro a tutto, vedono le loro famiglie saltare... Ormai anche tra loro i suicidi sono molti.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Andiamo all'obiezione che vi viene mossa più spesso: l'amnistia non risolve il problema, tra un anno ci si ritrova punto e a capo...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
E una stupidaggine. L'amnistia è invece una riforma strutturale. Il vero problema che ci pongono oggi la giurisdizione europea e il diritto internazionale è che il fatto carcerario, in Italia come in una parte consistente del mondo, è legato a un altro fatto che in sé non sembrerebbe clamoroso: la non ragionevole durata dei processi. Insisto su questa formula letterale, perché nel diritto romano come in quello canonico traspare con chiarezza ciò che è pacifico nella dottrina, e cioè che tra l'evento preso in considerazione, l'ipotetico reato, e il giudizio deve esserci almeno un minimo di compattezza cronologica. In caso contrario si tratta di un'ipoteca che grava fatalmente sulla sentenza.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Una riforma che accelerasse i tempi della giustizia sarebbe senza dubbio strutturale. Ma l'amnistia?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Oggi amnistia non significa più solo fare uscire la gente dalle carceri. Con l'amnistia si ritiene che verrebbe a cadere l'80% dei procedimenti e dei processi penali in corso. Quel 20% che rimarrebbe, costituirebbe o no una struttura completamente diversa? Un palazzo di due piani è o non è strutturalmente diverso da uno di 50? Inoltre si affronterebbe finalmente un problema sulla cui urgenza tutti, farisaicamente, dicono di essere d'accordo: la vergogna per cui il 42% dei detenuti è in attesa di giudizio, e la metà di quel 42% verrà alla fine giudicata innocente. Questo è il discorso, e in trent'anni non è stato possibile una sola volta andare a spiegarlo in una trasmissione televisiva che avesse una massa critica considerevole, con quattro o cinque milioni di spettatori.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Cosa ti aspetti sul fronte dell'oscuramento mediatico da questa marcia?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Un momento eccezionale di democrazia nel nostro Stato, che non è né democratico né di diritto. Sono trent'anni che chiedo un dibattito pubblico e non relegato in fasce e orari dove non se ne accorge nessuno, su questo tema: cosa si può fare quando uno Stato chiaramente viola non solo la giurisdizione e la legalità superiore ma direttamente la massima espressione della propria stessa legge, la Costituzione, e a scendere tutto il corpo delle leggi. Un dibattito così sarebbe sufficiente: i credenti, cioè i cattolici e i comunisti, plebisciterebbero questa richiesta come fecero con il divorzio, l'aborto e l'obiezione di coscienza.

&lt;p&gt;

 
&lt;b&gt;Con chi lo vorresti questo dibattito pubblico?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
L'importante sarebbe far assistere di nuovo a un dibattito democratico e serio. Per il resto sono todos caballeros: con la stessa Severino, ma anche, al limite, con Rodotà o Zagrebelsky, se per una volta si decidessero a porre il problema.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Permettimi una digressione: come giudicate voi radicali questo governo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Come un incidente positivo del sistema partitocratico. Noi andavamo quasi con certezza verso il default e non solo dell'Italia perché avremmo contagiato l'intera Europa. Questa certezza derivava dal fatto che da un lato c'era Berlusconi a sputtanare tutto, ma dall'altro non c'era un solo Stato estero che facesse un'oncia di credito in più ai suol oppositori. Questo governo è costituito da estranei per formazione e cultura al regime partitocratico e questo rappresenta di per sé un grosso passo avanti. Il default italiano e di conseguenza europeo è ancora probabile ma non più quasi certo. In questa situazione noi ci troviamo a nostro agio, perché la nostra storia si potrebbe sintetizzare proprio così: far sempre giocare il possibile contro il probabile.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Sette anni fa l'attuale capo dello Stato marciò con voi. Una volta arrivato al Quirinale non si è fatto sentire molto...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Io lo ho detto apertamente al presidente della Repubblica: questo Stato e questa Repubblica sono ormai anti-democratici, direi nemmeno per cattiveria. Violano i diritti umani fondamentali senza nemmeno accorgersene e il tuo dramma è che sei costretto a essere il primo violatore. Con la tua grande esperienza politica, o politicante, hai contribuito a evitare il default, ma al prezzo di fare tu il premier e di intervenire quotidianamente, usando di fatto lo strumento della comunicazione ufficiale di Stato a reti unificate. Allo stesso modo il 27 luglio scorso Napolitano aveva posto l'urgenza del problema giustizia, ma dieci giorni dopo, con migliaia di detenuti in sciopero della fame e della sete, da Nisida, ha detto, dopo aver marciato il 27 dicembre del 2005 con noi, che il problema non era maturo. In fondo è una storia che si ripete, è come quando noi, con Silone, eravamo schierati con i dissidenti russi e i refusnik pagando anche il prezzo di qualche arresto e qualche assassinio: Lui riteneva invece, in polemica con Giolitti, che la prospettiva e la moralità della rivoluzione, comportassero il prezzo che si stava pagando a Budapest. La differenza è che oggi i refusnik sono da noi, ma lui non li vede allo stesso modo.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1D9HYN&quot;&gt;Gli Altri - Andrea Colombo&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Giustizia: vertice con il Guardasigilli. Restano le distanze fra PD e PdL</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/03/30/dario-franceschini/giustizia-vertice-con-il-guardasigilli-restano-le-distanze-fra-pd-e-pdl/626393"></link>
  <updated>2012-03-30T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626393</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Sui temi caldi del pacchetto giustizia si è tenuto al Senato un incontro tra il Guardasigilli Paola Severino e i capigruppo dei partiti di maggioranza. &quot;E' stato un incontro di metodo. Non siamo entrati assolutamente nel merito dei tre capitoli che riguardano la giustizia: intercettazioni, corruzione e responsabilità civile dei magistrati. Temi su cui ci sono state e ci sono le massime distanze tra PD e PdL&quot;. Lo ha detto il capogruppo del Pd alla Camera, &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, al termine del vertice. 
&lt;p&gt;
&quot;Le distanze sono ancora tutte in campo. Per questo, il percorso in Parlamento sarà trasparente [si inizierà il 2 aprile con una serie di incontri bilaterali, ndr], e su nessuno di questi tre argomenti che riguardano la giustizia e lo stato di diritto ci saranno cedimenti da parte del PD&quot;.
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=7050&quot;&gt;dariofranceschini.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>David-Maria SASSOLI: Giustizia: importante Caselli al Parlamento Europeo</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/03/14/david-maria-sassoli/giustizia-importante-caselli-al-parlamento-europeo/626403"></link>
  <updated>2012-03-14T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626403</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Il libro di Giancarlo Caselli sulla Giustizia in Italia ha suscitato in Italia dibattito, ma anche polemiche sgradevoli e allarmanti che hanno impedito al procuratore di presentarlo in molte città italiane, provocate da gruppi che strumentalizzano le vicende in Val di Susa. Per questo abbiamo deciso di invitarlo al Parlamento europeo, per consentirgli di esporre le sue idee di riforma della Giustizia, un malato grave che ha bisogno di cure speciali&quot;. Lo afferma il capogruppo del Pd al Parlamento europeo, &lt;b&gt;David Sassoli&lt;/b&gt;. 
&lt;p&gt;&quot;La visita del procuratore acquista un significato particolare e simbolico anche perchè avviene anche nel giorno in cui il Parlamento europeo ha votato la struttura della Commissione speciale per la lotta al crimine organizzato, a cui il Pd ha dato un contributo determinante&quot;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.agenparl.it/articoli/news/politica/20120314-giustizia-sassoli-pd-importante-caselli-al-parlamento-europeo&quot;&gt;Agenparl&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giuseppe GIULIETTI: Verità e Giustizia per Stefano, Federico, Giuseppe, Aldo.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/03/08/giuseppe-giulietti/verit%C3%A0-e-giustizia-per-stefano-federico-giuseppe-aldo/625588"></link>
  <updated>2012-03-08T00:00:00Z</updated>
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  <id>625588</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Ilaria Cucchi è una giovane donna che, da anni, lotta per chiedere verità e giustizia sulla morte del fratello Stefano, entrato vivo ed uscito morto dal carcere.

&lt;p&gt;
Patrizia Aldrovandi Moretti è la mamma di quel Federico che fu pestato a morte da un gruppo di poliziotti a Ferrara. La storia fu oscurata e censurata, la famiglia oltraggiata, quasi messa all’indice per aver osato ribellarsi alle veline di regime.
Adesso Patrizia, insieme con i giornalisti della Nuova Ferrara, tornerà in tribunale, ma per essere processata per aver “Diffamato” chi avrebbe dovuto tutelare suo figlio Federico. Le hanno chiesto quasi due milioni di euro come risarcimento.

&lt;p&gt;
Lucia Uva è invece la sorella di Giuseppe, morto in carcere a Varese, probabilmente in seguito ad un pestaggio eseguito da alcuni ” Tutori dell’ordine”.
Non si è mai rassegnata, ha rotto il muro delle omertà e delle connivenze. Proprio in questi giorni Luigi Manconi ha avanzato l’ipotesi che, prima di morire, Uva sarebbe stato addirittura violentato dai suoi aguzzini.

&lt;p&gt;
Rudra Bianzino è invece un giovane ragazzo di Perugia che, una triste mattina, si è visto arrestare il papà, Aldo, accusato di coltivare canapa indiana e di possesso di altre droghe. Aldo è morto in carcere, il suo corpo portava segni di violenze, le inchieste hanno negato ogni responsabilità dei suoi custodi, poi li hanno rinviati a giudizio per omesso soccorso, intanto Rudra è restato solo, è morta anche la mamma travolta dal peso di una tragedia immane.
&lt;p&gt;

A questi “Fantasmi” ha dedicato una lettera Ilaria Cucchi. Ci sembra giusto pubblicarla anche qui, perché non è solo un grido di dolore per le ferite subite, ma anche un vero e proprio manifesto di chi, nonostante tutto, continua a credere nello stato di diritto e a reclamare legalità, verità, giustizia.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Noi siamo fantasmi…&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

di Ilaria Cucchi
&lt;p&gt;

Stefano, Federico, Giuseppe, Aldo. Tutti fantasmi. Non esistevano in vita e tanto più si vuole non esistano ora che sono morti in mano allo Stato. Fantasmi che avevano tutti una vita… una vita senza valore calpestata ed annientata in nome dello Stato supremo. Tutti morti le cui vite non valevano nulla.
&lt;p&gt;

Non valevano l’umana pietà, non valevano l’aiuto di coloro che avevano il dovere di aiutarli, non valevano la tutela di coloro che avevano il dovere di tutelarli, non valevano le cure di coloro che dovevano curarli, non valevano il rispetto di coloro che dovevano rispettarli.
&lt;p&gt;

Non degni di considerazione.&lt;br /&gt;

Però questi fantasmi, una volta vivi, ora hanno i loro processi….
Sono tutti processi storti, sì… storti perché mai aderenti ai fatti, con imputati sbagliati, pm sbagliati, accuse sbagliate.&lt;br /&gt;

Ma questi processi storti stanno regalando ai nostri cari… fantasmi la verità delle loro morti….

&lt;p&gt;
La Giustizia non se ne cura più di tanto… ma noi regaliamo loro la sensazione di valere ancora qualcosa, di esistere e di essere importanti.&lt;br /&gt;

Sono processi storti per una giustizia miope. Ma ci sono, anche per tutti gli altri, tanti, troppi, fantasmi che non hanno mai avuto un processo, sia pure storto.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2012/03/08/giuseppe-giulietti-verita-e-giustizia-per-stefano-federico-giuseppe-aldo/&quot;&gt;micromega&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Antonio DI PIETRO: Berlusconi è l’opposto della Giustizia</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/02/26/antonio-di-pietro/berlusconi-%C3%A8-l%E2%80%99opposto-della-giustizia/625080"></link>
  <updated>2012-02-26T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>625080</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Tutte le volte che qualcuno la fa franca non perché dimostra nel processo la sua innocenza ma perché, grazie ai soldi o al potere, riesce ad allungare il brodo fino ad arrivare alla prescrizione, è una sconfitta per lo Stato di diritto. Se poi la prescrizione arriva grazie a una legge che l’accusato, approfittando indebitamente della propria posizione, si è fatto apposta per raggiungere quel risultato, si tratta di un’offesa anche alla decenza e alla democrazia.
&lt;p&gt;
Questo è quello che ha fatto Silvio Berlusconi in tutti questi anni: una serie di leggi per non essere condannato.
&lt;p&gt;
Così adesso c’è un signore che è sicuramente stato corrotto da Berlusconi perché questo afferma una sentenza passata in giudicato. Il corruttore, però, si è scritto una legge che riduceva i tempi della prescrizione, poi si è attaccato al legittimo impedimento e, infine, ogni volta che c’era udienza, trovava qualche problema e qualche scusa.  Così è riuscito a far scadere il tempo disponibile ed è stato prescritto.
&lt;p&gt;
Ma per favore, non ci venisse a raccontare che è innocente! Se se lo fosse rinuncerebbe alla prescrizione per farsi processare. Volete scommettere che non lo farà? E se non lo farà significa una cosa sola, che è un colpevole impunito. 
A questo punto una cosa sola tutti noi dobbiamo chiedere e ottenere a tutti i costi: che non si verifichi più lo sconcio di un collegio di difesa del presidente del consiglio che siede in Parlamento e che la mattina scrive le leggi e il pomeriggio le impugna per salvare il proprio assistito.
&lt;p&gt;
Questo è l’opposto esatto della Giustizia e questo in Italia non deve succedere mai più.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.antoniodipietro.it/2012/02/berlusconi-e-lopposto-della-giustizia/print/&quot;&gt;sito web&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Responsabilità civile dei magistrati: il PdL aveva garantito al Governo il voto contrario</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/02/02/dario-franceschini/responsabilit%C3%A0-civile-dei-magistrati-il-pdl-aveva-garantito-al-governo-il-voto-contrario/624072"></link>
  <updated>2012-02-02T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>624072</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il voto con il quale la Camera ha approvato la norma che introduce la responsabilità civile dei magistrati (emendamento alla legge Comunitaria presentato da Pini, Lega Nord) &quot;avrà conseguenze&quot;. 
&lt;p&gt;
&quot;Il Governo non ha chiesto il rinvio - ha dichiarato il capogruppo del PD alla Camera, &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt; - perchè aveva avuto l'impegno da parte del PdL a votare per la soppressione dell'articolo. Con il voto segreto è successo esattamente il contrario. Evidentemente su alcuni argomenti PdL e Lega si ricompattano&quot;.
&lt;p&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6858&quot;&gt;&lt;b&gt;Testo e video della dichiarazione di voto di Dario Franceschini&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6858&quot;&gt;dariofranceschini.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIOVANNI CHIODI: ''Bertolaso imputato? Rischiamo ancora una volta di passare per ingrati...''  Le inchieste giudiziarie L'Aquila </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/01/29/giovanni-chiodi/bertolaso-imputato-rischiamo-ancora-una-volta-di-passare-per-ingrati-le-inchieste-giudiziarie-laquila/623696"></link>
  <updated>2012-01-29T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>623696</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Abruzzo (Partito: PdL) - Consigliere Regione Abruzzo (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
''Non è possibile che Bertolaso dopo tutto quello che ha fatto per L’Aquila e io ho visto il suo impegno, la sua passione e il suo coinvolgimento anche emotivo ora debba essere indicato davanti a tutta Italia come responsabile di omicidio colposo. La giustizia farà il suo corso ma noi oggi rischiamo ancora una volta di passare per ingrati''&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.abruzzo24ore.tv/news/Chiodi-Bertolaso-imputato-Rischiamo-ancora-una-volta-di-passare-per-ingrati/68589.htm&quot;&gt;www.abruzzo24ore.tv&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Sergio BERLATO:  RIFORMARE LA GIUSTIZIA CIVILE PER RILANCIARE L’ECONOMIA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/01/24/sergio-berlato/riformare-la-giustizia-civile-per-rilanciare-l%E2%80%99economia/623536"></link>
  <updated>2012-01-24T00:00:00Z</updated>
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  <id>623536</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo del Partito popolare europeo (Democratici-cristiani) e dei Democratici europei) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;La lentezza e la scarsa affidabilità della giustizia civile sono ragioni non marginali del freno alla crescita economica delle nostre imprese&quot;.
Ad affermarlo è il Vice Capo Vicario della delegazione italiana del Partito Popolare europeo, On. Sergio Berlato.
&quot;In Italia la giustizia civile non solo è lenta ma i suoi tempi si stanno dilatando sempre più. Secondo i dati Istat negli anni Ottanta una procedura fallimentare durava, mediamente, poco più di 4 anni, ora ne dura più di 9. Questo è solo uno tra i tanti esempi che si possono fare e che comportano alle aziende sempre maggiori ostacoli alla crescita&quot;.
&quot;Si pensi inoltre a qualsiasi finanziatore estero. Perché mai dovrebbe investire nel nostro Paese se poi far valere i suoi diritti dinanzi ad un giudice deve attendere una sentenza equa in tempi tutt'altro che ragionevoli?&quot;, osserva l'On. Berlato.
Che chiosa: &quot;Serve ridare efficienza alla giustizia civile per recuperare competitività e creare opportunità di sviluppo e di crescita economica, andando oltre i semplici, seppur necessari, limiti di spesa&quot;.

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.sergioberlato.it&quot;&gt;sito&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>William TAMI: Lo “Svuota - Carceri”: Vergognoso e Inutile, questo è il Governo delle tasse e dell'indulto </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/12/19/william-tami/lo-%E2%80%9Csvuota-carceri%E2%80%9D-vergognoso-e-inutile-questo-%C3%A8-il-governo-delle-tasse-e-dellindulto/622508"></link>
  <updated>2011-12-19T00:00:00Z</updated>
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  <id>622508</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Pavia di Udine (UD) (Gruppo: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto &quot;svuota carceri&quot; con misure per scontare ai domiciliari gli ultimi 18 mesi della pena e per evitare la reclusione breve di chi deve essere processato per direttissima ricorrendo all'uso delle camere di sicurezza dei commissariati a determinate condizioni di idoneità delle strutture. La manovra convince il Partito democratico, positivo il giudizio del Pdl e del Terzo Polo, perplessità da parte dell'Idv.
La Lega Nord invece si dichiara completamente contraria a qualunque provvedimento di clemenza generalizzata, perché ritiene che ciò contrasti con i sacrosanti principi dello Stato di diritto. 
Nel caso di questo “indulto mascherato” chiamato svuota - carceri viene violato il principio della certezza della pena, senza contare, che la liberazione di certi criminali mette a repentaglio la sicurezza dei cittadini. E' un colpo di spugna che offende le vittime dei reati per la seconda volta. 
Questo governo e questa maggioranza sostengono che lo svuota - carceri serve ad abbattere il sovraffollamento carcerario, ma non si può scaricare tale problema sui cittadini onesti e sulle vittime dei reati. 
Il sovraffollamento si affronta con l'edilizia carceraria, &quot;come attuata all'epoca dal ministro Castelli e proseguita da Alfano&quot;, in secondo luogo, facendo in modo che i detenuti extracomunitari scontino la pena nei propri Paesi di origine. Considerato che lo straniero senza fissa dimora ben difficilmente potrà utilizzare gli arresti domiciliari presso una dimora. 
La norma poi che consente ai detenuti con sentenza di condanna definitiva di scontare gli ultimi diciotto mesi di carcere agli arresti domiciliari, rappresenta una vergogna e un danno per le vittime dei reati che lede il principio della certezza della pena e il valore della sicurezza dei cittadini onesti.
Ciò che servirebbe è la certezza della pena e un ripensamento del sistema carcerario sia da un punto di vista strutturale, sia come mezzo per rieducare effettivamente i detenuti e non liberarli perché le prigioni sono affollate.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://leganordpaviadiudine.blogspot.com/2011/12/lo-svuota-carceri-vergognoso-e-inutile.html&quot;&gt;Privata&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Nitto Francesco PALMA: Oggi in vigore il codice anti mafia. Risultato importante.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/10/13/nitto-francesco-palma/oggi-in-vigore-il-codice-anti-mafia-risultato-importante/617283"></link>
  <updated>2011-10-13T00:00:00Z</updated>
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  <id>617283</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PdL) -  Ministro  Giustizia (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
''In data odierna entra in vigore il codice anti mafia, varato con decreto legislativo n. 159 del 2011''. 
&lt;p&gt;&lt;i&gt;Lo ricorda in una nota il ministro della giustizia, Nitto Francesco Palma che ringrazia il suo predecessore, Angelino Alfano&lt;/i&gt; &lt;br /&gt;
''per aver consentito, con la sua azione da Ministro e con il suo continuo ed attento impegno, il raggiungimento di un risultato così importante''&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/news-GIUSTIZIA__PALMA__OGGI_IN_VIGORE_CODICE_ANTIMAFIA__RISULTATO_IMPORTANTE-1057744-POL-1.html&quot;&gt;www.asca.it/&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Fabrizio CICCHITTO: RAGIONAMENTI E PREGIUDIZIALI</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/09/12/fabrizio-cicchitto/ragionamenti-e-pregiudiziali/609318"></link>
  <updated>2011-09-12T00:00:00Z</updated>
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  <id>609318</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;b&gt;''Il ragionamento di Casini contiene una pregiudiziale, il cosiddetto ritiro di Berlusconi, che non accettiamo. Pero' il tono era quello giusto, molto diverso da quello di Cesa, contraddittorio rispetto alla linea di equilibrio che l'Udc e lo stesso Cesa hanno sempre tenuto''.&lt;/b&gt; Il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto, intervistato dal Corriere della Sera, respinge la proposta di Pier Ferdinando Casini: un patto di fine legislatura a condizione che il premier si faccia da parte indicando il successore.
Sul passo indietro di Berlusconi, &lt;b&gt;''non credo che le posizioni di Pisanu siano simili a quelle della Polverini e di Alemanno. Pisanu invita Berlusconi a farsi da parte, auspicando la nascita di un governo di larghe intese.
Le critiche di Alemanno e della Polverini mi auguro derivino, invece, dal contenzioso in corso tra governo, Regioni e Comuni''.&lt;/b&gt;
Il capogruppo del Pdl alla Camera interviene sulle inchieste che hanno coinvolto il premier e torna a denunciare &lt;b&gt;''l'uso politico della giustizia''&lt;/b&gt;. &lt;b&gt;''La procura di Napoli, non competente, - spiega - si occupa di cose avvenute a Bari e a Roma, e prima di sentire la presunta vittima di un ricatto, cioe' Berlusconi, ha arrestato i presunti autori del reato e la conseguenza di tutto cio' e' la pubblicazione delle intercettazioni''.&lt;/b&gt;
''L'enfatizzazione delle intercettazioni riguardanti la vita privata di Berlusconi - sottolinea Cicchitto - serve anche a fare dimenticare il caso Penati, che con tutta evidenza costituisce la rappresentazione di un sistema di potere a suo tempo espresso dal Pci e mai scalfito dalle inchieste di Mani pulite''.

E in merito al partito Cicchitto parla di ''nuova fase politica del centrodestra''. ''Berlusconi non sta arroccato.

Se, come ha affermato, non correra' lui nel 2013, la scelta dovra' essere fatta con il sistema delle primarie''.
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/news-GOVERNO__CICCHITTO__APPREZZO_TONI_CASINI_MA_NO_PASSO_INDIETRO_BERLUSCONI-1048744-POL-1.html&quot;&gt;www.asca.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>MICHELE MAZZARANO: Tangenti di Giampi al Pd MAZZARANO , i pm chiedono l'archiviazione</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/09/09/michele-mazzarano/tangenti-di-giampi-al-pd-mazzarano-i-pm-chiedono-larchiviazione/609277"></link>
  <updated>2011-09-09T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>609277</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Puglia (Lista di elezione: PD) - Consigliere  Consiglio Comunale Massafra (TA) (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Va verso l'archiviazione l'inchiesta nei confronti di Michele Mazzarano ex vicepresidente del Pd Puglia , il cui nome era stato tirato in ballo da Gianpaolo Tarantini in uno dei suoi interrogatori fatto a Bari nell' ambito delle numerose indagini sulla gestione della sanità pugliese.
Giampi aveva riferito di avere pagato una tangente di diecimila euro all' esponente politico del Partito Democratico anche se non era ben chiaro in cambio di cosa.Dai riscontri degli investigatori ,in sostanza , non sarebbe emerso alcun comportamento penalmente rilevante di Mazzarano , nei cui confronti , dunque , la Procura sarebbe pronta a chiedere lo'archiviazione al gip.
Il nome dell'esponente politico del Pd era coperto da ''omissis'' nell' ordinanza con cui il gip , nel marzo 2010 , su richiesta del pm Ciro Angelillis , Eugenia Pontassuglia e Giuseppe Scelsi (oggi alla procura generale), dispose l'arresto nei confronti dell' ex vicepresidente della giunta pugliese Sandro Frisullo.
Secondo il racconto di Giampi , Mazzarano , ma soprattutto Frisullo , in cambio di denaro ,lo avrebbero aiutato ad avere ''copertura politica'' finalizzata alla vincita di appalti nelle Asl. Il nome di Mazzarano quindi era stato iscritto nel registro degli indagati , secondo alcune fonti solo per illecito finanziamento pubblico ai partiti ; secondo altri , invece , le accuse sarebbero state ben più pesante .
Ma conferme e riscontri a quanto pare , non ci sono stati . Nel frattempo Mazzarano aveva ritirato la sua candidatura alle elezioni regionali pugliesi e si era dimesso dalla segreteria regionale del Pd , pur continuando a negare di aver mai ricevuto tangenti da Tarantini le cui accuse sono state respinte da Mazzarano attraverso gli organi di informazione .

G.Longo
La Gazzetta del Mezzogiorno o9/09/2011&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://pdmassafra.blogspot.com/2011/09/tangenti-di-giampi-al-pd-mazzarano-i-pm.html&quot;&gt;La Gazzetta del Mezzogiorno o9/09/2011&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Marco PANNELLA: «Sulla giustizia la gente tornerà a mobilitarsi»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/08/14/marco-pannella/%C2%ABsulla-giustizia-la-gente-torner%C3%A0-a-mobilitarsi%C2%BB-intervista/590926"></link>
  <updated>2011-08-14T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>590926</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Aveva già prolungato lo sciopero della fame a 90 giorni, sospendendolo soltanto dopo le parole di comprensione venute dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a fine luglio. Oggi Marco Pannella guida un’altra mobilitazione non violenta, che ha raggiunto la quota delle mille adesioni. Un’astensione da acqua e cibo di 24 ore che lui stesso definisce «straordinaria» e che, alla vigilia di Ferragosto, punta a richiamare nuovamente l’attenzione sulle disumane condizioni di vita nei penitenziari italiani. Fino a chiedere che il Parlamento si riunisca in seduta straordinaria per affrontare il tema della giustizia e delle carceri.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Ferragosto rappresenta per molti politici l’occasione di visitare le carceri. Come spiega l’ampia adesione a questo sciopero della fame e della sete, ben più impegnativo della periodica passerella?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Proprio oggi (venerdì, ndr) si sono uniti anche molti parlamentari, sia di maggioranza che di opposizione. Se su questo, però, avessimo avuto l’attenzione dei media audiovisivi che avesse fatto sapere di questa manifestazione di lotta, decine di migliaia di persone si sarebbero associate e questo sciopero sarebbe stato un evento storico. È stato dimostrato già nei mesi precedenti, durante i quali in 30mila hanno partecipato alla manifestazione non violenta. In nessun altro Paese accadrebbe una cosa simile. Ma si è persa un’opportunità, non abbiamo avuto il meritato spazio nel mondo dell’informazione, che preferisce essere necrofila e disanimata. Una stampa antidemocratica e di bassissimo livello.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Lei dunque è convinto che l’opinione pubblica sia capace di una grande partecipazione attorno al tema carcere e giustizia?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
La gente è interessata molto di più a questo che a tutte le affermazioni che possono venire dal governo. Il problema della giustizia, come anche la Gran Bretagna sta dimostrando, è il più sentito in tutta l’area euro-mediterranea. Quello che ha mosso i popoli nordafricani oppressi dai totalitarismi avveniva in nome della democrazia, della libertà e della giustizia, appunto. Questo è scritto nel Dna della gente comune. In più in Italia, dopo cinquant’anni di lotte radicali, non violente, fatte di pratica delle istituzioni, abbiamo spinto e animato affinché non si debba aspettare molto ormai perché avvenga anche qui la transizione anti-regime.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Ha parlato anche di questo nel suo recente incontro con il neo Guardasigilli Nitto Palma?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Abbiamo potuto constatare che il nuovo ministro nutre la consapevolezza di volerci conoscere meglio. Non c’era una trattativa in ballo, è stato un incontro interlocutorio in cui si sono approfonditi i punti di vista con la calma necessaria. I nostri, evidentemente, sono ben più conosciuti e il ministro fa parte di una coalizione di governo che sui temi della giustizia ha una sua posizione. Ricordo che il suo predecessore all’inizio utilizzava un linguaggio audace, anche concorrente alle indicazioni dominanti, dopodiché onestamente non ha saputo fare nulla.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Lei anche in quella sede ha rilanciato l’ipotesi di un’amnistia. Perché i Radicali insistono su questo provvedimento?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Per una semplicissima verità: nove milioni di processi arretrati, la metà soltanto sul penale, sono uno spreco di risorse. Noto che in dottrina e nella recente giurisdizione europea si chiarisce che se tra l’evento eventualmente individuato come illecito penale e il giudizio di un tribunale intercorre troppo tempo è impossibile che quel giudizio sia serio e ragionevole. Il principio di compattezza tra evento giudiziario ed evento storico impone un provvedimento come l’amnistia che produce immediatamente effetti strutturali sul sistema. Avremmo così un milione e mezzo di processi in corso. E liberando le risorse finanziarie umane e scientifiche si potrebbe garantire un salto di qualità. Negli ultimi dieci anni, invece, abbiamo assistito a una poderosa amnistia di fatto, rappresentata dalle innumerevoli prescrizioni.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Per migliorare la vivibilità delle carceri basterebbero anche piccole ma incisive misure. Da dove partire?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Lo ripetiamo da trent’anni che bisogna depenalizzare e rimuovere quelle tristi parodie che sono state le leggi della Seconda Repubblica. La Bossi-Fini, la Fini-Giovanardi sulle droghe, la ex Cirielli sono responsabili della maggioranza degli ingressi in carcere. L’abuso della carcerazione preventiva è uno strumento perverso per cui, alla scadenza del periodo, metà dei detenuti vengono proclamati innocenti. A peggiorare la vita in prigione incide il sovraffollamento, il disporre di due metri di spazio a testa invece che sette, l’assenza di luoghi per la socialità, lo studio, le attività lavorative. Il 40 per cento dei detenuti si trova in un carcere che è lontano dal territorio di appartenenza, complicando la possibilità di ricevere visite. L’attuazione di leggi, come la Gozzini sulle misure alternative, è impedita dalla mancanza di risorse umane e finanziarie. Tutto questo fa del carcere un luogo invivibile e rafforza la mia convinzione che, ormai da decenni, in questo Paese la democrazia non sia in pericolo, ma sia stata sepolta.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.terranews.it/news/2011/08/«sulla-giustizia-la-gente-tornera-mobilitarsi»&quot;&gt;Terra - Dina Galano &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Emma BONINO: «L'Euro non basta serve la federazione politica»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/08/09/emma-bonino/%C2%ABleuro-non-basta-serve-la-federazione-politica%C2%BB-intervista/590848"></link>
  <updated>2011-08-09T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>590848</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) - Vicepres. Senato  &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il problema è che in assenza di quello che Altiero Spinelli nel Manifesto di Ventotene chiamava, &quot;Gli Stati Uniti d'Europa&quot;, cioè il governo di quei grandi settori che sono l'Economia, la Politica estera e la moneta, di fronte a questa crisi stanno cadendo tutti i tabù. Il no-bail-out degli Stati membri, il ruolo della Bce, l'emissione di eurobond per rimpiazzare titoli nazionali: avviene tutto sotto la pressione degli eventi, senza una meta finale».&lt;br /&gt;
 Emma Bonino, da federalista radicale, quale è, canta fuori dal coro.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;La crisi mette tutti di fronte alle proprie responsabilità, Europa compresa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«È evidente: quello che manca è l'assunzione di responsabilità di un ministero delle Finanze europeo. La meta a cui bisogna tendere è l'unione politica, una federazione europea. Non basta l'unione monetaria, c'è bisogno di un'unione politica e per far questo ogni Stato-deve essere disposto a cedere un po' della propria sovranità in maniera egualitaria, perché se i governi non trasferiscono all'Ue alcune loro funzioni non possono esserci né Tesoro né finanza europei. Dobbiamo recuperare questo ritardo di 50 anni».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Lei non solo non è tra coloro che denuncia il commissariamento dell'Italia, ma denuncia la mancanza di un &quot;sovragoverno&quot;.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Invece di piangere per la sovranità nazionale persa - vorrei ricordare che per il &quot;commissariamento&quot; sono passati già Grecia e Spagna -, a me viene da dire &quot;meno male&quot;. Meno male che c'è qualcuno che corregge le nostre cantonate e i nostri endemici ritardi. Invece di avere un governo &quot;tecnico&quot; con sedi sparse, sintetizzando al massimo quello che ha detto Mario Monti in un suo editoriale, tanto vale averne uno politico a livello federale a Bruxelles con un mandato e dei poteri circoscritti per legge. Bisognerebbe fare di questa debolezza che oggi è sotto gli occhi di tutti una forza creando un'unione politica».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma nell'immediato urgono interventi a livello europeo e nazionale.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Urgono interventi che qui in Italia si sarebbero dovuti fare da tempo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il governo intende anticipare la manovra. Basterà questo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Iniziamo con il dire che quella manovra - che fissava per ragioni elettorali il pareggio al 2014 e che oggi dietro la spinta dell'Europa ha anticipato al 2013 - non contiene un solo elemento per la crescita, nessuno spiraglio per le liberalizzazioni delle corporazioni. Tutto è fermo a quello che fece Bersani. La riforma forense presentata al Senato è addirittura più corporativa di quella esistente».
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Si parla di un decreto che dovrebbe contenere misure aggiuntive.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Aspettiamo di vedere di cosa si tratta. Dopo il discorso privo di contenuti fatto da Berlusconi alle Camere, la successiva riunione con le parti sociali in cui non ha concluso nulla e la conferenza stampa di venerdì sera, è meglio non fare previsioni. Non voglio speculare su quello che dirà il governo giovedì, ma è chiaro che dovrà venire con proposte articolate perché finora ha dato i &quot;titoli&quot;. Adesso vorremmo conoscere i sottotitoli».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Nei &quot;titoli&quot; e &quot;sottotitoli&quot; dovrebbero esserci le pensioni...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«In nome di un patto generazionale di cui ha parlato anche Monti - non sono contraria, e l'ho sostenuto anche a livello femminile, ad aumentare l'età pensionabile. Ma così, in questo modo e ora, non serve a nulla: né ai giovani, né alle donne né all'accesso al mercato del lavoro. Servirà soltanto a tappare qualche mega buco come è successo con i 4 miliardi di risparmio di adeguamento delle pensioni sul pubblico: dovevano essere destinati all'occupazione femminile e invece con la manovra sono spariti».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Bonino, lei è contraria ai governi tecnici e a quelli di emergenza nazionale. Va bene questo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Questo è un governo debole ma la gravità delle crisi politica in cui versa questo Paese non si risolve con i cosiddetti governi tecnici, che non so bene come siano perché comunque devono essere sostenuti da una maggioranza parlamentare. Penso che non ci siano scorciatoie, noi abbiamo un problema di fondo, sarà anche un'analisi tutta radicale, ma la mancanza di uno Stato di diritto e di legalità fa sì che si creano leggi per poi violarle. Qui dobbiamo tentare di spegnere l'incendio ma non serve l'artiglieria di Palazzo usata finora».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E come si spegne l'incendio?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Non ho la ricetta magica. Credo, come ho già detto che sia necessario affrontare la questione europea da una parte, e dall'altra che sia necessario un intervento a livello nazionale. Vorrei usare un termine, &quot;rivoluzione&quot;, perché non è più tempo di aggiustamenti in un Paese dove non tiene più niente. Non tiene la la legge elettorale, non c'è giustizia, non c'è legalità. Questo è il nostro dramma».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=130A5D&quot;&gt;l'Unità - Maria Zegarelli&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Nitto Francesco PALMA: Nitto Palma: intervista</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/08/06/nitto-francesco-palma/nitto-palma-intervista/590802"></link>
  <updated>2011-08-06T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>590802</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PdL) -  Ministro  Giustizia (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;b&gt;&quot;Ho sfidato Br e mafia, adesso non temo nulla&quot;&lt;/b&gt;
Intervista al neo ministro della Giustizia, Francesco Nitto Palma. &quot;La riforma è possibile, convincerò Pd e Udc&quot;. Vacanze: &quot;Un mese di ferie? Soltanto 16 giorni, coi buoni MilleMiglia&quot;. Vita morigerata: auto usata, una casa di proprietà, niente salotti. Sfera privata: &quot;Ho per amici il diavolo, l'acqua santa e Maroni...&quot;
«Scusi ma chi le ha dato il mio numero?». 
È stato un giro immenso... 
«L’ho cambiato da un giorno!». 
Che fa, Nitto Palma, cerca di se¬minare i giornalisti? 
«Ho cambiato numero perché, passando al ministero della Giusti¬zia, trovavo scorretto mantenere un numero del Viminale». 
Da sottosegretario a Guardasi¬gilli, sarà un’estate calda... Ma¬gari in Polinesia il cellulare non prende. 
«Ancora con questa storia!». 
Si dice che starà via un mese, in barba alla crisi ... «La destinazione delle mie vacan¬ze non la dico, perché ove mai si do¬ves¬se conoscere sarei costretto a por¬tare con me la scorta, con aggravio per le casse dello Stato, cosa che non permetterò mai». 

Ciò detto. 
«A gennaio ho programmato una vacanza che ho pagato a maggio, fra l’altro coi punti MilleMiglia, perché io appartengo alla classe medio bor¬ghese e come tale mi muovo». 
I punti li ha accumulati con viaggi pagati da altri, magari? 
«Eh no! Li ho accumulati con le mie spese sulla mia carta di credito: per la tracciabilità delle mie spese, io uso solo quella». 
Un uomo probo. 
«Vuole che le dica che auto ho? Ma che ridete voi! Scusi, i miei colla¬boratori... Ho una Mercedes». 
Non proprio borghese. 
«Ha 12 anni. L’ho comprata usata nel 2006, pagandola credo 9mila eu¬ro. Poi non frequento i salotti, non va¬do al ristorante... ». 
E a case come sta messo? Qual¬cuno le paga l’affitto? 
«Ho una casa di proprietà che ho comprato vendendo due proprietà dei miei genitori. Ora il problema è la mia permanenza lì. Mi parlano di misure di sicurezza, ma non voglio che si spendano soldi: fossero 5 an¬ni, ma sono solo 18 mesi da qui a fine legislatura». 
Diceva del mese di vacanza. 
«A gennaio prenoto, a maggio pa¬go. A luglio mi capita di diventare mi¬nistro». 
Cose che succedono. 
«Però, purtroppo per me e con buona pace di voi giornalisti, si tratta solo di 16 giorni, da Ferragosto al 31, durante i quali sarò rintracciabile con telefoni e tecnologia varia, e dai quali mi sono messo in grado di tor¬nare a Roma in qualsiasi momento, a mie spese». 
Il premier è tornato a ribadire che la riforma della Giustizia è una priorità. Ma non è la crisi, la priorità? 
«Non è che perché uno si applica su una cosa non può applicarsi su un’altra! Il problema giustizia tocca anche l’economia. Lo stesso Matteo Renzi, sindaco Pd di Firenze, spesso lamenta come la lentezza del proces¬so civile sia un grave ostacolo per gli investitori stranieri». 
Vabbè, ma la riforma è quella sulla separazione delle carrie¬re, sul doppio Csm... 
«Vedo ampi spazi di condivisio¬ne, sia col Pd sia con l’Udc». 
E perché, se tanti ministri dei governi Berlusconi ci provano dal ’94, a varare la riforma do¬vrebbe riuscirci proprio lei? «Non è scontato, ma ci proverò. Moltodipenderàdalcontributodel¬l’opposizione». 

Lei ha detto: sono aperto al dia¬logo, ma chi non concorda con me dovrà dimostrarmi che sba¬glio. Un po’ dispotico, no? 
«Mi riferivo all’iniziativa legislati¬va che spetta al governo, non volevo fare come il marchese del Grillo, “io so io...”». 
Tanto lei dovrà fare quello che dice Berlusconi. 
«Ognuno pensi ciò che vuole. Io so che prima della nomina ho avuto un lungo colloquio col premier, che non mi ha dato binari. Il capitolo giu¬stizia, come quello intercettazioni, stanno a cuore a tutti». 
Sulle intercettazioni di solito il dialogo va in vacca. 
«Per me vale ciò che ha detto il ca¬po dello Stato, che ha annotato co¬me spesso i giudici si siano discosta¬ti dal concetto di assoluta indispen¬sabilità. Le intercettazioni sono uno strumento fondamentale, oggi più che in passato. Ma tutto va ricondot¬to a ragione». 
Alla ragione di chi? 
«Alla ragione del bilanciamento dei valori costituzionali». 
Si dice che lei è stato nominato Guardasigilli perché al Vimina¬le litigava con Maroni, e quindi come segnale alla Lega e allo stesso Maroni, speranza dei ri¬baltonisti . 
«Allora devo ringraziarlo! ConMa¬roni c’è simpatia e stima, abbiamo la¬vorato in pieno accordo con grande lealtà, e da lui ho imparato molto». 
Si dice poi che lei sia garanzia di dialogo visto che fu testimo¬ne di nozze di Luca Palamara, presidente dell’Anm. Ma an¬che garanzia per il Cav, in quan¬to amico di Previti.
«Quindi sono ministro perché so¬no amico sia del diavolo sia dell’ac¬qua santa!». 
Scelga lei. 
«Trovo offensivo che si possa im¬maginare che il nostro rapporto pos¬sa deviare Palamara o me dalle no¬stre responsabilità....
E le mie amicizie sono fatto privato». 
Vabbè. 
«Ho giurato sulla Costituzione nel 1977 da magistrato, poi da sotto¬segretario e ora daministro. Sono uo¬mo del Sud, per me i giuramenti so¬no cosa seria». 
Il Fatto la chiama Zitto Calma. 
«Gentile signora. Da magistrato sono stato 25 anni sotto scorta per processi di terrorismo e criminalità organizzata. Mi insultassero pure, sono strutturato». 
Un ex magistrato Guardasigilli in un’epoca difficile per i rap¬porti giustizia-politica. 
«A riprova del fatto che le critiche del premier sono rivolte solo a una certa parte delle toghe». 
Ha annunciato una legge sul lo¬ro accesso alla politica. 
«Il problema dell’ingresso in poli¬tica e del ritorno alla toga è serissi¬mo. E poiché oltre a dirlo posso fare qualcosa di concreto, ho già chiesto i conteggi per il mio collocamento a ri¬poso». 
Si dimetterà dall’ordine giudi¬ziario? 
«Certamente».


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilgiornale.it/interni/ho_sfidato_br_e_mafia_adesso_non_temo_nulla/francesco_nitto_palma-ministro_giustizia/06-08-2011/articolo-id=538906-page=0-comments=1&quot;&gt;www.ilgiornale.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Giustizia: fiducia su processo lungo forzatura inqualificabile</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/07/28/dario-franceschini/giustizia-fiducia-su-processo-lungo-forzatura-inqualificabile/590482"></link>
  <updated>2011-07-28T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Una forzatura inqualificabile&quot;. Cosi' &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt; parla della fiducia, posta dal governo, sul processo lungo. Il capogruppo del Pd, parlando con i cronisti ad una iniziativa di &lt;i&gt;Areadem&lt;/i&gt; ad Amalfi, sottolinea come sia &quot;davvero una vergogna&quot; che il governo si occupi di una nuova legge ad personam mentre &quot;la crisi aggredisce il nostro Paese. Ci sono le forze sociali che chiedono interventi urgenti al governo ed invece Berlusconi che cosa fa? Mette la fiducia sul processo lungo&quot;. &quot;Anche per questo -prosegue &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt;- oggi le opposizioni hanno chiesto che Berlusconi venga in Parlamento e dica che cosa intende fare per il Paese e non per se stesso. Quello lo sappiamo gia'&quot;. &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://napoli.repubblica.it/dettaglio-news/17:59/4010768&quot;&gt;Adnkronos&lt;/a&gt;</summary>
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