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  <title>Openpolis - Argomento: nord est</title>
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  <updated>2012-04-26T00:00:00Z</updated>
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  <title>LUCA DE CARLO: Licenziata Equitalia. «A Calalzo di Cadore lo sceriffo di Nottingham non lo vogliamo»</title>
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  <updated>2012-04-26T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626920</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Calalzo di Cadore (BL) (Partito: LISTA CIVICA) - Consigliere  Consiglio Comunale Calalzo di Cadore (BL) (Lista di elezione: LISTA CIVICA) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;“Esodare” Equitalia. Da oggi in poi la riscossione dei tributi e dei debiti dei cittadini sarà “fatta in casa”.
&lt;p&gt;
«In un momento di crisi e difficoltà per le famiglie, abbiamo cercato di umanizzare il servizio disumano da sceriffo di Nottingham adottato da Equitalia, risparmiando per di più ben 13 mila euro all’anno».
&lt;p&gt;Ciò è stato possibile in base a una pratica basata sulla legge 166/2011, che il sindaco ha deciso di applicare. La scelta di soppiantare Equitalia è datata novembre 2011, e richiama la normativa che sancisce il diritto dei Comuni di non servirsi direttamente della società creata da Agenzia delle Entrate e Inps per riscuotere le imposte locali. L'opzione, finora, non era mai stata messa in pratica. Con questa disposizione, invece, il sindaco della cittadina bellunese ha stabilito di estromettere Equitalia non solo dalla riscossione delle tasse ordinarie, come l’imposta comunale sui rifiuti, ma anche da quella coattiva dei crediti insoluti.

&lt;p&gt;
«Equitalia non fa differenza alcuna tra un poveretto che non ce la fa a pagare le tasse ed i furbetti del quartierino. Ho affidato quindi la riscossione di tasse e crediti insoluti direttamente ai servizi comunali, per avere un rapporto più diretto, generoso ed umano con i cittadini (prendendo decisioni in base alle situazioni economiche effettive dei contribuenti), rispetto alla freddezza calcolatrice di Equitalia. Ed i soldi risparmiati dalla dismissione di Equitalia sono finiti in servizi sociali erogati a favore della popolazione!».&lt;br /&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.controlacrisi.org/notizia/Welfare/2012/4/26/21980-lo-sceriffo-di-nottingham-non-lo-vogliamo-a-calalzo-di/&quot;&gt;controlacrisi.org&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Carla Rey: &quot;Opportunità dal carcere&quot;</title>
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  <updated>2012-04-17T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626812</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore  Comune Venezia (VE) (Partito: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Le realtà produttive carcerarie, sono un valore aggiunto per il nostro territorio in quanto svolgono una funzione sociale importante per i detenuti, dando loro la dignità attraverso il lavoro e garantendo una professionalità e un'occupazione futura e, allo stesso tempo, rappresentano un'importante attività artigianale veneziana&quot;.
&lt;p&gt;&quot;Vengono realizzati borse con materiale riciclato, vestiti, prodotti di pelletteria, magliette di pregio, una  linea di cosmesi ricavata da coltivazioni naturali locali, ma anche una lavanderia industriale dotata di un impianto di riciclaggio, in grado di abbattere gli inquinanti che sversano in Laguna. Sono produzioni che ben si sposano con l'idea di urbanità sostenibile, qualità della vita e difesa dell'ambiente. Concetti forti che si stanno diffondendo in tutta Europa, soprattutto tra le pubbliche Amministrazioni, che oggi più che mai sono chiamate a dare servizi pubblici efficienti.&quot;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.comune.venezia.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/54542/UT/systemPrint&quot;&gt;Uff. Stampa - Comune di Venezia&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Renato BRUNETTA: «Il problema è l'abuso dei contratti a termine»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2012-03-29T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626374</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Renato Brunetta, la riforma del lavoro per il momento è solo sulla carta. Pensa che si arriverà fino in fondo, come sostiene il governo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Nel lessico dei governi &quot;salvo intese&quot; significa che nemmeno i ministri sono d`accordo. Non mi pare che il disegno di legge sia ilveicolo migliore per la riforma che il premier Mario Monti è stato chiamato a fare. Per capire quanto sia complessa la materia basta ricordare che il nostro collegato lavoro nel 2010 impiegò sette passaggi parlamentari compreso un rinvio del Presidente della Repubblica».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Cosa può fare la politica per l'occupazione?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Io sono abituato a fare analisi costi benefici. E per farlo bisogna partire dal perché il nostro mercato del lavoro non funziona o funziona male. Non è un problema di ammortizzatori, né di tasso di disoccupazione. Semmai di tasso di occupazione. Da noi mancano all`appello tre o quattro milioni di posti regolari. Se avessimo lo stesso tasso del Regno Unito, che ha più o meno il nostro pil, dovremmo avere 26 milioni di occupati, mentre ci fermiamo a 23 milioni».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Sono quelli che non cercano più lavoro?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «No, sono posti che esistono ma sono sommersi. Un bel risultato per un Paese che ha per primo articolo della costituzione un richiamo esplicito al lavoro. A me pare che l'Italia su questo tema sia fondata più sull`ipocrisia che sul lavoro. Marco Biagi ci ha provato, le sue leggi hanno aumentato comunque l'occupazione regolare, ma il suo progetto non è stato completato».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quindi la riduzione della flessibilità in entrata, che è uno dei pilastri della riforma, rischia di aggravare i problemi?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;«Il problema è culturale. La flessibilità non può essere il rinnovo perpetuo di contratti a termine. Nemmeno l'abuso dei contratti parasubordinati. Su questo hanno pesato comportamenti opportunistici che fanno parte della cultura di alcune imprese italiane. Alla presenza di sindacati ai quali non interessa nulla attrarre investimenti stranieri».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quindi la soluzione non è una legge...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«La legge può aiutare. Se il governo avesse voluto dare un segnale chiaro avrebbe dovuto varare un decreto sull`articolo 18 e sulla giustizia del lavoro, per dare all`Italia un regime sui licenziamenti individuali simile a quello europeo e una giustizia con tempi e con un equilibrio europei. Non c`era bisogno di altro».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;È vero che in Italia ci sono troppe tipologie contrattuali?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Chi dice che ce ne sono 46 non sa di cosa parla. È vero che formalmente ci sono, ma è altrettanto vero che i più usati sono tre o quattro. Se ci sono abusi non sono dovuti alla natura dei co.co.pro. o delle partite Iva, semmai alla carenza di controlli e alla propensione di certe imprese ad abusarne».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;I contratti interinali e più in generale le agenzie del lavoro, possono avere una funzione?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Esistono in tutto il mondo, sono regolate in modo simile e coprono un segmento di domanda preciso. Uno strumento la cui efficacia dipende dall`uso che se ne fa».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Lei viene dal Nord Est, dove c`è la massima concentrazione di agenzie. È un fatto positivo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Sì, credo sia uno strumento utilizzato bene. La cosa che conta per questo tipo di lavoro, ma anche per gli altri, sono specializzazione e competenza».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;In che senso?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Se un lavoratore interinale è competente e specializzato è più forte del committente, l'impresa ha bisogno di lui e per l`intermediario diventa un valore da ricercare. Se un lavoratore non è specializzato è lui la parte debole. Serve formazione, competenza, specializzazione. I lavoratori che non hanno specializzazioni vivono la fine di un lavoro come un dramma perché sanno che dopo il &quot;matrimonio&quot; rischiano di non trovare nulla. Quelli specializzati non hanno paura della disoccupazione».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Non tutti possono permettersi un Mba...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Mi riferisco anche a bravi pizzaioli, idraulici, operai specializzati».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Anche gli ingegneri in Italia hanno spesso problemi a trovare lavoro...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Quando escono dall`università, può darsi. Non se hanno una esperienza professionale alle spalle. Ripeto il problema è la formazione, le università e le scuole».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Tornando alle agenzie, lei ha parlato di estero. Anche quello può essere uno sbocco?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Praticamente tutti i lavoratori italiani specializzati impiegati nelle grandi opere in giro per l`Europa hanno contratti interinali. E nessuno, giustamente, si preoccupa di loro perché guadagnano bene, sono richiesti e si possono permettere di dettare le condizioni. Dobbiamo preoccuparci semmai delle migliaia di laureati in scienza della comunicazione. Il mercato non ne sente bisogno, le università li offrono come carne da macello per i lavori meno qualificati. Un altro problema, collegato a questo e che nessuno cita mai, è che abbiamo salari troppo bassi. Costo del lavoro per unità di prodotto alto, scarsa produttività quindi bassi salari».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Colpa delle imprese?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Anche, ma è anche colpa del capitale umano non adeguato, di una organizzazione del sistema non all'altezza, della carenza di infrastrutture».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quindi non c`è via di uscita?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Al contrario, c`è il genio italico. Le piccolissime imprese, i brambilla che lavorano nonostante la deficienze del sistema, dell`università. Sono i figli della cultura migliore dell`Italia, del fare e del bello, della responsabilità e della comunità. In alcune aree del Paese funziona: il vero ammortizzatore, la vera formazione e il collocamento più efficace si fanno nel tessuto comunitario, penso al Lombardo Veneto, all`Emilia Romagna, alla Toscana, all`Umbria e alle Marche».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Che consiglio darebbe a un giovane che deve scegliere la sua strada?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Fare quello che il cuore gli ispira. Studiare tanto, lavorare tanto e fare esperienze all'estero per poi tornare con il suo bagaglio in questo Paese stupendo».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1CV2K0&quot;&gt;Il Giornale - Antonio Signorini&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>ALESSANDRO MAGGIONI: Ciclabile sul Terraglio: soluzione condivisa con i comitati</title>
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  <updated>2012-03-28T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626338</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore  Comune Venezia (VE) (Partito: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Mestre. Raggiunto l'accordo con il comitato di cittadini &quot;Via Quarto&quot; e l'associazione &quot;Terraglio e dintorni&quot; sulla realizzazione in corso della pista ciclo-pedonale sul Terraglio: resteranno tutti gli alberi in via Quarto e ci sarà un doppio cordolo di separazione tra il percorso ciclo-pedonale e la strada, per garantire la sicurezza di chi viaggia in bici.
&lt;p&gt;&quot;Sono molto soddisfatto del clima collaborativo e costruttivo delle associazioni e dei cittadini. Questo è un intervento importante e molto atteso per la sicurezza dell'area, che permetterà un passaggio piacevole e completamente integrato con il paesaggio&quot;.
&lt;p&gt; &lt;i&gt;I ciclisti potranno infatti utilizzare un percorso parallelo, ma completamente separato dal Terraglio, che by-passa il cavalcaferrovia della Favorita, trovandosi al di la del canale.&lt;/i&gt; 
&lt;p&gt;&quot;Sono sempre felice quando si creano situazioni di confronto costruttivo sugli interventi perché permettono all'Amministrazione di fare sintesi tra le diverse istanze, nell'interesse collettivo&quot;. 
&lt;p&gt;I rappresentanti del comitato e dell'associazione, Andrea Tombacco e Angelo Pistilli: &quot;Siamo soddisfatti per l'interesse puntuale dimostrato dall'assessore - ha dichiarato Tombacco - e ci auguriamo che ci sia una generale manutenzione e cura per il verde così ben preservato da questo intervento e che ci sia in futuro una particolare attenzione all'igiene ed al decoro urbano dell'intera area. Aspettiamo fiduciosi altri interventi a completamento da realizzare che si riferiscono in particolare al mancato deflusso delle acque di precipitazione all'ingresso di via Quarto e che arrecano disagio e pericolo gli utenti anche pedonali&quot;. &quot;Ringrazio l'assessore per la sua disponibilità a venire nel territorio in questo modo - ha aggiunto Pistilli. Grazie al confronto e  alla risoluzione dei piccoli problemi ha permesso l'esecuzione nei tempi previsti di quest'opera. L'associazione si augura di continuare ad essere sempre interprete delle istanze dei cittadini con l'Amministrazione pubblica.&quot;
&lt;br /&gt;
 &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.comune.venezia.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/54043&quot;&gt;Comunicati stampa Comune di Venezia&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>ANDREA CAUSIN: Bilancio e Legge finanziaria, un'altra occasione persa </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/03/22/andrea-causin/bilancio-e-legge-finanziaria-unaltra-occasione-persa/626039"></link>
  <updated>2012-03-22T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626039</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Veneto (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Nei corridoi di Palazzo Ferro Fini&lt;/b&gt; da settimane si sente la litania dei Consiglieri e degli Assessori, che al telefono o ai questuanti di turno ripetono &lt;b&gt;“quest’anno va mal, no ghe xe più schei”&lt;/b&gt;.
&lt;p&gt;

In Veneto, il dialetto è la lingua ufficiale, si usa nelle occasioni importanti, nei momenti ufficiali o per rimarcare la verità in una questione che si vuole sostenere.

&lt;p&gt;
Per fare gli affari, per litigare tra marito e moglie, per chiudere un accordo.

&lt;p&gt;
Ma per comprendere il clima a “palazzo” bisogna inquadrare bene la questione.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;La Regione del Veneto può contare su un bilancio di circa 14 miliardi di euro.&lt;/b&gt;

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Di questa cifra enorme la cifra destinata alla spesa corrente, ovvero quella destinata a finanziare le leggi regionali relative alle competenze che la Costituzione affida alle regioni, è poco più di 1 miliardo e 400 milioni di euro. Ciò accade perché circa 9 miliardi sono vincolati alla spesa sanitaria e 3 miliardi e qualcosa sono quella che si definisce spesa “vincolata”, ovvero spese per il personale, organi istituzionali, trasferimenti ad enti ed agenzie, ammortamenti, mutui, etcc….
&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
La disponibilità di spesa corrente si è progressivamente ridotta negli ultimi tre anni (quasi dimezzata) perché la Corte dei Conti ha, a più riprese, eccepito sul fatto che era stato raggiunto “il livello massimo di indebitamento consentito”.

&lt;p&gt;
Che significa questa frase?

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Significa, che negli anni scorsi, che ogni qual volta sono stati assunti degli impegni economici di spesa corrente si è acceso un mutuo…..come se una famiglia, per fare la spesa ricorresse al finanziamento.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

In questo meccanismo, consentito dalla legge, risiede la ragione della quota parte di indebitamento pubblico che ha contratto la nostra Regione.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Nella situazione delicata che sta attraversando il nostro paese si è persa una occasione importante per razionalizzare la spesa e per rompere un meccanismo consociativo “maggioranza – opposizione” che negli anni scorsi  ha cagionato un'aumento della spesa e del debito.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il bilancio che il Consiglio si accinge ad approvare può essere definito solo in un modo:&lt;/b&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt; &lt;b&gt;incivile&lt;/b&gt;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Perché azzera quasi tutti i capitoli a sostegno delle situazioni di povertà.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Coerentemente alla situazione che (semplificando molto) ho illustrato, &lt;b&gt;ho presentato alcuni emendamenti che non producono spesa, in modo particolare il fondo di garanzia per le famiglie in difficoltà, e lo sgravio IRAP per le imprese che assumono le persone over 50 in disoccupazione.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Serve&lt;/b&gt; però, in prospettiva, &lt;b&gt;un lavoro radicale che miri alla riduzione dei costi della pubblica amministrazione regionale, attraverso processi di semplificazione e liberalizzazione, che possano generare economie di 500 milioni di euro l’anno, per poter tornare a contare su un bilancio che contiene misure di sviluppo e di sostegno alle povertà.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.andreacausin.it/component/content/article/166-bilancio-e-legge-e-finanziaria-unaltra-occasione-persa?tmpl=component&amp;print=1&amp;page=http://www.andreacausin.it/component/content/article/166-bilancio-e-legge-e-finanziaria-unaltra-occasione-persa?tmp&quot;&gt;www.andreacausin.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIUSEPPE BORTOLUSSI: “Stop ai suicidi di piccoli imprenditori: 50 in tre anni sono troppi”</title>
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  <updated>2012-03-09T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626459</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Veneto (Gruppo: Altro) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Dopo l’ennesimo suicidio di un piccolo artigiano veneziano per mancanza di liquidità, è giunto il momento che le banche non lascino  più nessuno da solo. Dopo gli ingenti aiuti dati dalla BCE ai nostri istituti di credito è bene che questi soldi vengano prestati all’economia reale, ovvero alle famiglie e alle imprese”.

 
&lt;p&gt;

Sono queste le prime dichiarazioni rilasciate da Giuseppe Bortolussi, segretario della CGIA, dopo il caso di Ivano Polita, artigiano di Noventa di Piave, che ha deciso di togliersi la vita per mancanza di liquidità.

 
&lt;p&gt;

“Questo gesto estremo – prosegue Bortolussi – va ad aggiungersi alla cinquantina di casi che si sono verificati nel Veneto negli ultimi 3 anni di crisi economica. E’ giunto il momento che le parti sociali , la politica e tutti i soggetti attivi facciano quadrato e affrontino con determinazione questo dramma sociale”.

&lt;p&gt;
 

Sicuramente, sottolineano dalla CGIA, qualcosa si è rotto.&lt;br /&gt;

“Quando famiglia e impresa sono tutt’uno, come qui nel Veneto, – prosegue Bortolussi – non c’è più nessuna distinzione di ruoli. Piccoli imprenditori e i loro lavoratori dipendenti sono la stessa cosa: il dramma e le difficoltà degli uni è condiviso anche dagli altri. Per questo, di fronte al gesto estremo di molti piccoli imprenditori, mi balza agli occhi una cosa: Il lavoro è vissuto come un valore in grado di garantire il benessere proprio e quello dei collaboratori. Quando questa certezza viene a mancare, il rischio che l’impalcatura sociale su cui abbiamo costruito la nostra fortuna ci cada addosso, e questo  porta molte persone a compiere quel gesto estremo.”

&lt;p&gt;
Oltre all’analisi di questo triste fenomeno, la CGIA dà anche un consiglio a chi si trova in serie difficoltà economiche.&lt;br /&gt;

“Oltre a ridefinire il ruolo e le funzioni delle banche, mi permetto di consigliare a chi si trova in difficoltà – conclude Bortolussi – di rivolgersi anche presso le associazioni degli artigiani, degli industriali o dei commercianti. Con i loro sportelli sono presenti diffusamente su tutto il territorio e sono in grado di intercettare i problemi e trovare le soluzioni più adatte per risolverli. Con i loro organismi del credito sono nelle condizioni di dare una mano a chiunque si trovi in difficoltà. Sono un’ancora di salvataggio per tutti coloro che da imprenditori e padri di famiglia, si trovano ogni giorno a dover affrontare le difficoltà rese più aspre dalla crisi che interessa il nostro Paese”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.cgiamestre.com/2012/03/bortolussi-%E2%80%9Cstop-ai-suicidi-di-piccoli-imprenditori-50-in-tre-anni-sono-troppi%E2%80%9D/&quot;&gt;CGIA Mestre&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>ANDREA CAUSIN: Nasce Italia Futura Veneto</title>
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  <updated>2012-03-01T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
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  <id>625598</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Veneto (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Italia Futura parte in Veneto, e anche nella nostra regione porteremo avanti le istanze che caratterizzano l’associazione dalla sua fondazione. Italia Futura è nata per promuovere il dibattito civile e politico sul futuro del Paese, per andare oltre le patologie di una transizione politica infinita e ripetitiva, che ci consegna oggi un Paese più fragile e più povero.

&lt;p&gt;
È uno strumento di mobilitazione libero, agile e trasparente che vuole dar voce a chi non si rassegna a contribuire alla vita pubblica solo il giorno delle elezioni.

&lt;p&gt;
Il Veneto è una regione di straordinaria importanza: le sue 500 mila imprese (una ogni 10 abitanti) producono 150 miliardi di PIL annuo. Una quota di ricchezza molto più grande della quota di popolazione, rispetto all'intero territorio nazionale.
&lt;p&gt;

La cultura del lavoro e dell'impresa rappresentano, in Veneto, un fattore rilevante, dal punto di vista economico e sociale, ma anche di straordinaria complessità in un momento di crisi. E' necessario offrire subito una prospettiva nuova per continuare a crescere, valorizzando il patrimonio storico, artistico e ambientale, promuovendo la vocazione internazionale, la passione per il volontariato e la straordinaria cultura del lavoro manuale, che diventa capacità di produrre beni di qualità inimitabile.

&lt;p&gt;
Dal 2008 ad oggi la crisi economica ha cambiato profondamente le prospettive di crescita della nostra regione. Sono diminuiti i fatturati delle imprese, è aumentata la disoccupazione, è in discussione il rapporto tra aziende ed enti locali (che hanno tempi di pagamento medi di oltre 170 giorni) ed è sempre maggiore il numero dei giovani che non riescono a costruire il proprio progetto di vita.
&lt;p&gt;

In questo quadro è sempre più debole la capacità di intervento degli enti locali, che hanno visto negli ultimi dieci anni assottigliarsi la capacità di spesa corrente e ridotta all'osso la capacità di mettere in campo investimenti.
&lt;p&gt;

Da una parte il Veneto continua ad avere delle grandi potenzialità : la sua cultura, il posizionamento geografico strategico, la capacità di proiettarsi su sfide internazionali, un valido sistema di istruzione, un’organizzazione sanitaria e di assistenza  tra le migliori d'Europa, una rete di associazionismo e volontariato che fornisce, ben prima dello Stato, risposte ai bisogni sociali e delle comunità.
&lt;p&gt;

Dall'altra il Veneto, di fronte alle sfide della crisi, deve poter contare oggi, ancora di più, su una politica capace di compiere quelle scelte che consentano di crescere e di coniugare lo sviluppo al benessere.
&lt;p&gt;

Anche in Veneto è tempo di togliere i lacci che generano sfiducia e bloccano lo sviluppo.

&lt;p&gt;
Le istituzioni devono diventare più leggere, affidabili e meno costose. Gli enti locali devono ridurre i costi di funzionamento e migliorare i servizi, attraverso la semplificazione, l'eliminazione dei livelli intermedi, le aggregazioni dei piccoli comuni, la soppressione degli enti inutili e inefficienti, garantendo tempi di pagamento certi alle imprese che lavorano per la pubblica amministrazione.

&lt;p&gt;
I servizi pubblici locali devono esprimere maggiore qualità e proporsi ai cittadini con costi adeguati. Le aziende pubbliche offrono troppo spesso servizi di bassa qualità, per esempio nell'ambito del trasporto pubblico, anche quello su rotaia.

E' tempo di mettere in campo una nuova generazione di infrastrutture fisiche e dei saperi. Ma per vincere la sfida dello sviluppo, anche in chiave Europea, è necessario porsi subito il problema di come si muoveranno le merci e le persone tra 10 anni,  nell'area più  caratterizzata da insediamenti produttivi e abitativi.
&lt;p&gt;

Il Veneto deve diventare un luogo per giovani, un contesto affidabile e ideale per avviare imprese, una comunità coesa, in grado di offrire a tutti la possibilità di costruirsi un futuro.

La sfida dei prossimi anni infine sarà quella di cambiare volto alla regione. Nel mondo siamo conosciuti come la regione dove l'urbanizzazione ha fagocitato porzioni enormi di territorio. Dal Veneto dei capannoni e delle periferie anni '70 si deve passare al Veneto della qualità della vita attraverso la riqualificazione urbanistica e la &quot;restituzione&quot; di porzioni di territorio alla campagna.

&lt;p&gt;
Italia Futura Veneto sarà attiva con idee e proposte soprattutto sul fronte della tutela delle persone più deboli. Il nostro impegno sarà quello di contribuire a costruire una sanità migliore, senza sprechi e senza intrusioni della politica. Ogni cittadino deve poter contare su medici capaci e su strutture ospedaliere all'altezza delle più moderne aspettative. E' finito il tempo del medico mediocre nominato dal politico e dell'ospedale fatiscente sotto casa. Ogni cittadino deve poter scegliere e trovare il meglio.

&lt;p&gt;
Oggi non ci possiamo più permettere che la politica non sia all'altezza  di compiere le scelte di cui l'Italia e il Veneto hanno bisogno. L'indebitamento pubblico, la corruzione diffusa, l'enorme evasione fiscale di Stato, il costo abnorme della pubblica amministrazione, il sistema non concorrenziale degli appalti pubblici....sono nodi che vanno affrontati con decisone.

&lt;p&gt;
Da queste sfide dipende il futuro del Veneto e dell'Italia e proprio rispetto a queste sfide e ai grandi temi, sentiamo il diritto e dovere di esserci e di essere protagonisti.

&lt;p&gt;
Per questo ci impegneremo per trovare delle risposte e lo faremo con quanti avranno voglia di farlo insieme a noi.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.andreacausin.it/component/content/article/165-nasce-italia-futura-veneto?tmpl=component&amp;print=1&amp;page=&quot;&gt;andreacausin.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>ACHILLE VARIATI: «Coppie di fatto atto doveroso»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/02/24/achille-variati/%C2%ABcoppie-di-fatto-atto-doveroso%C2%BB/625067"></link>
  <updated>2012-02-24T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>625067</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Vicenza (VI) (Partito: PD) - Consigliere  Consiglio Comunale Vicenza (VI) (Lista di elezione: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Dopo lo stop imposto dal vescovo Beniamino Pizziol, il sindaco va avanti.
&lt;p&gt;«Il sindaco ha il dovere di applicare le leggi esistenti e di fare quanto possibile per estendere i diritti dei vicentini, offrendo loro più opportunità e più tutele. Ma guai a considerare questa mia apertura come un attacco alla famiglia».
&lt;p&gt; &lt;i&gt;È di sabato scorso la decisione del Comitato Dir. Vi di lanciare una raccolta firma per chiedere al Comune il rilascio da parte dell'anagrafe dell'“attestato di costituzione di famiglia anagrafica su vincoli affettivi”.&lt;/i&gt;

&lt;p&gt;«Lo Stato non discrimina tra coppie non sposate eterosessuali e omosessuali, ma tiene distinta l'idea della famiglia anagrafica da quella della famiglia basata sul matrimonio. Non si tratta di equiparare o sovvertire un bel niente: solo di garantire dei diritti elementari a persone che vivono una relazione stabile e che non vogliono o non possono sposarsi. E per la maggior parte sono eterosessuali. La famiglia tradizionale resta il cuore della nostra società. Anzi, dovremmo lavorare di più per trovare formule nuove per sostenerle». 
&lt;p&gt; «Estendere i diritti laddove non vengano lesi i diritti di altri o altre forme di diritto, credo sia sempre giusto e doveroso per un'amministrazione pubblica, tanto più in presenza di una legge esistente che chiede solo di essere concretizzata». 
&lt;p&gt; «La posizione della Diocesi? Da cattolico non posso che rispettarla. La Chiesa fa bene a sostenere l'idea di una famiglia basata sul matrimonio che per i credenti non è meramente funzionale all'ottenimento di vantaggi economici, ma è sacro e indissolubile. È giusto. Ma da sindaco ho il preciso dovere di applicare le leggi esistenti e di fare quanto è possibile per estendere i diritti dei miei concittadini, offrendo loro più opportunità e più tutele».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/dalla_home/336560_il_sindaco_variati_va_avanti_coppie_di_fatto_atto_doveroso/&quot;&gt;Il Giornale di Vicenza - Cristina Giacomuzzo &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Tiziana Agostini: 8 -11 marzo: DoVe. Donne a Venezia. Iniziative su creatività, economia, felicità</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/02/24/tiziana-agostini/8-11-marzo-dove-donne-a-venezia-iniziative-su-creativit%C3%A0-economia-felicit%C3%A0/625066"></link>
  <updated>2012-02-24T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>625066</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore  Comune Venezia (VE) (Partito: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt; &lt;br /&gt;
&quot;DoVe. Donne a Venezia. Creatività, Economia, Felicità&quot; è una rassegna che si svolgerà in città dall'8 all'11 marzo&quot;.
&lt;p&gt;&quot;Se il buongiorno si vede dal mattino, una tale presenza di donne è senza dubbio di buon augurio per la manifestazione.&quot; 
&lt;p&gt;Al lancio dell'iniziativa saranno presenti le esponenti del Comitato d'onore: la presidente e docente universitaria Ilaria Crotti, l'imprenditrice Francesca Cappelli, l'amministratore delegato di Sive Formazione, Paola Mainardi, la giornalista Maristella Tagliaferro e la dirigente dell'Assessorato alle Attività Culturali, Angela Fiorella in collaborazione con la Fondazione Musei Civici veneziani e Soprintendenza per i beni Architettonici e Paesaggistici, in accordo con 22 enti e associazioni della città.
&lt;p&gt;


    &quot;L'adesione entusiasta delle istituzioni cittadine fa ben sperare che tale maratona si possa ripetere anche i prossimi anni, l'obiettivo è quello che Venezia diventi una delle capitali al 'femminile' a livello internazionale. Mi auguro che la qualità degli appuntamenti possa essere motivo di grande presenza di pubblico&quot;.
&lt;p&gt; L'inaugurazione l'8 marzo a Ca' Pesaro con la mostra 'Donne di Venezia, l'agire femminile tra antiche subordinazioni e nuove autonomie nel medioevo';
&lt;p&gt; il convegno del 9 marzo a Palazzo Ducale con la direttrice della Banca d'Italia su 'Le donne fanno l'economia';
&lt;p&gt; l'incontro il 10 marzo all'Ateneo Veneto 'Immagini amiche, il ruolo svolto dai mass-media nella costruzione dell'estetica al femminile'; la conclusione l'11 marzo con la regata delle donne su caorline.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Il programma della manifestazione si trova al sito: &lt;a href=&quot;http://www.donneavenezia.it/&quot;&gt;http://www.donneavenezia.it/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.comune.venezia.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/53189&quot;&gt;Comune di Venezia - Ufficio Stampa&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>DELIA MURER: Aeroporto Marco Polo di Venezia: No alla terza pista </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/02/23/delia-murer/aeroporto-marco-polo-di-venezia-no-alla-terza-pista/624949"></link>
  <updated>2012-02-23T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>624949</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Interrogazione al Ministro dei trasporti sulla questione della terza pista dell’aeroporto Marco Polo di Venezia.
&lt;p&gt;“L'Ente nazionale per l'aviazione civile, nella relazione tecnica ai cosiddetti piani di vincolo, fa un esplicito riferimento alla realizzazione della terza pista aeroportuale a Venezia, dandone per effettiva l'entrata in servizio entro il 2030. La cosa appare del tutto inutile rispetto alle esigenze di sviluppo di un aeroporto proporzionato ai bisogni di una città come Venezia. Il tutto, poi, è stato fatto senza una vera consultazione dei livelli territoriali. Per questo chiedo al Governo di intervenire rapidamente”.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ecco il testo integrale dell’interrogazione.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;&lt;i&gt;Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Per sapere - premesso che&lt;/b&gt;:
&lt;p&gt;
l'Ente nazionale per l'aviazione civile, con riguardo all'aeroporto Marco Polo di Venezia, nella relazione tecnica ai cosiddetti piani di vincolo, fa un esplicito riferimento alla realizzazione della terza pista aeroportuale a Venezia, dandone per effettiva l'entrata in servizio entro il 2030 e prevedendo di conseguenza i vincoli ad essa assegnati nelle apposite mappe;
&lt;p&gt;
il 6 febbraio 2012, il consiglio comunale di Venezia, con un voto ad una mozione collegata al Pat (piano di assetto del territorio) si è opposto a tale ipotesi ritenendo «improponibile nel breve e medio termine ogni ipotesi di espansione del sedime aeroportuale a nord della statale 14 Triestina per la realizzazione di nuove piste aeroportuali»;
&lt;p&gt;
le mappe di vincolo sono state approvate dall'Enac il 6 dicembre 2011 e sono state trasmesse il 19 dicembre a 17 comuni per l'apposita pubblicazione; resteranno in visione fino al 3 aprile del 2012 ed entro questo termine si potranno inviare osservazioni oppure opposizioni ad esse;
&lt;p&gt;
per ammissione dello stesso Ente nazionale per l'aviazione civile, le mappe non sono state concertate con le amministrazioni comunali interessate ma sono state direttamente predisposte dal gestore aeroportuale, in qualità di soggetto titolare del certificato di aeroporto, la Save spa;
&lt;p&gt;
è allo studio dell'ufficio tecnico del comune di Venezia l'intero complesso delle mappe consegnate da Enac al fine di capire l'impatto sulle nuove costruzioni e le problematiche connesse alle fasce di rispetto, che potrebbero avere serie conseguenze su alcuni progetti di edilizia pubblica e privata già avviati;
&lt;p&gt;
la costruzione di una terza pista all'aeroporto Marco Polo di Venezia appare all'interrogante del tutto inutile rispetto alle esigenze di sviluppo di un aeroporto proporzionato alle esigenze di una città importante come Venezia;
&lt;p&gt;
molto più importante appare intervenire sullo sviluppo del sedime a disposizione della Save spa, utilizzando al meglio i 330 ettari, che, se ben configurati con terminal all'avanguardia, nuova aerostazione, radar, parcheggi aeromobili, possono portare il Marco Polo a 15 milioni di passeggeri e oltre, lasciando nel contempo inalterato il territorio e la vita civile:
&lt;p&gt;
se il Ministro interrogato sia a conoscenza di quanto sopra esposto e se non ritenga di intervenire, per quanto di propria competenza, al fine di bloccare una mappatura che prevede la terza pista senza alcuna consultazione con le amministrazioni locali interessate; se non ritenga di assumere iniziative, nell'ambito delle proprie competenze, per favorire una concertazione reale tra i comuni e l'ente titolare dell'aeroporto per le dinamiche di sviluppo dello scalo, che non possono essere programmate a dispetto della volontà delle comunità locali.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.deliamurer.it/cms/it.html?view=article&amp;catid=6%3Ainterrogazioni-interpellanze-mozioni&amp;id=383%3Amarco-polo-no-alla-terza-pista&amp;tmpl=component&amp;print=1&amp;layout=default&amp;page=&quot;&gt;www.deliamurer.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Elisabetta ZAMPARUTTI: Nord Adriatico. Approfondire le analisi sulle schiume nelle vicinanze del rigassificatore di Porto Viro. Interrogazione </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/02/20/elisabetta-zamparutti/nord-adriatico-approfondire-le-analisi-sulle-schiume-nelle-vicinanze-del-rigassificatore-di-porto-viro-interrogazione/625655"></link>
  <updated>2012-02-20T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>625655</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il fenomeno delle schiume, legato con molta probabilità all'attività del rigassificatore di Porto Viro, si ripete. Gli ultimi due episodi si sono verificati tra gennaio e febbraio di quest'anno in cui una coltre vischiosa ghiacciata ha raggiunto la spiaggia delle acque polesane e veneziane di Bocassette e dell'Isola Verde. Nella primavera del 2010 venne segnalata una imponente presenza di schiuma giallognola in mare attorno al terminal gasiero che arrivava anche a lambire la costa. Maria Grazia Lucchiari, della direzione di Veneto Radicale e del Comitato nazionale Radicali Italiani ha sollecitato l'intervento della deputata Radicale e membro della commissione Ambiente, Elisabetta Zamparutti che ha presentato un'interrogazione con la quale chiede al Ministro dello Sviluppo economico, dell'Ambiente e dell'Agricoltura e della pesca &quot;quali azioni urgenti si intendano assumere per chiarire la natura della schiuma per approfondire e documentare con maggior precisione il tipo di danni ambientali prodotti, in particolare per quanto riguarda i cloroderivati organici e gli alo-derivati in genere&quot;. Il rigassificatore di Porto Viro si configura &quot;a ciclo aperto&quot;, si preleva acqua di mare per sottrarle il calore che serve a riportare allo stato gassoso il Gnl, gas naturale arrivato via nave sotto forma liquida a 162°C. L'acqua viene restituita al mare più fredda e clorata. Questo comporta una sterilizzazione quasi totale della massa d'acqua adoperata a causa degli shock meccanico e termico e l'impiego di cloro implica il rilascio di sostanze tossiche.
&lt;p&gt; &quot;Il rischio è che venga seriamente danneggiato l'ecosistema marino con relativi danni all'economia costiera&quot;. L'esponente Radicale ricorda che dal 2000, con decreto del Ministero dell'Ambiente, la Regione Veneto ha ottenuto il divieto dell'utilizzo del cloro come &quot;agente antifouling&quot; nei circuiti industriali che scaricano in laguna di Venezia, in considerazione dei problemi che questa sostanza causa alle biocenosi di un habitat tanto delicato. &quot;L'Adriatico è un mare semi-chiuso, considerato sotto più aspetti quale zona ecologicamente sensibile – afferma ancora Zamparutti – ed è opportuno valutare di estendere la limitazione in vigore in laguna di Venezia a tutti gli impianti di questa voracità lungo l'Adriatico, attivandosi anche per creare una governance comune con gli altri Paesi che si affacciano su questo mare. Gli impianti proposti, che in questi tempi procedono nel loro iter autorizzativi – aggiunge la deputata - consumano notevoli quantità d'acqua di mare, &quot;senza che siano adeguatamente valutate le alternative tecnologiche percorribili, il cosiddetto &quot;ciclo chiuso&quot;. Il vecchio rigassificatore di Panigaglia, che è in funzione dal 1971, lavora unicamente in modalità a ciclo chiuso. Ecco quindi la richiesta di Zamparutti ai Ministri &quot;rafforzare nelle procedure autorizzative la presa in considerazione delle alternative tecnologiche percorribili a quanto proposto dal gestore, nel caso in questione il cosiddetto &quot;ciclo chiuso&quot;, anche se si dimostrano economicamente meno convenienti per il gestore dell'impianto, ed in particolare considerare la possibilità di riconvertire il rigassificatore di Porto Viro da ciclo aperto a &quot;ciclo chiuso&quot;. 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Il testo dell'interrogazione&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Al Ministro dello Sviluppo economico&lt;br /&gt;

Al Ministro dell'Ambiente&lt;br /&gt;

Al Ministro dell'Agricoltura e della pesca
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;
Premesso che:&lt;/b&gt;

&lt;p&gt;
il rigassificazione offshore di Porto Viro, entrato in regime di esercizio provvisorio da settembre 2009, ha registrato le prime due ricadute ambientali: nella primavera del 2010 quando venne segnalata una imponente presenza di schiuma giallognola in mare attorno al terminal gasiero che arrivava anche a lambire la costa, e la seconda, segnalata nel gennaio 2012, in cui sulla spiaggia di Boccassette di Porto Tolle (RO) si poteva osservare uno spesso strato di piccoli cristalli di ghiaccio per una profondità verso mare di 10, 20 metri che accompagnava tutta la lunghezza della battigia;
&lt;p&gt;
tra la notte di venerdì 17 e sabato 18 febbraio, dopo la spiaggia di Boccasette, la schiuma è arrivata anche a Isola Verde, completamente ghiacciata dalle rigide temperature della notte;
&lt;p&gt;
a seguito del primo episodio la Procura della Repubblica di Rovigo ha indagato per danneggiamento aggravato due dirigenti di Adriatic Lng, la società che gestisce il rigassificatore. Una perizia della Procura dimostra che a produrre queste schiume sono le lavorazioni sul rigassificatore per trasformare il metano da liquido a gas, che poi viene immesso nelle condotte e convogliato nella rete nazionale di distributore. Le conseguenze sull'ecosistema sono di alterazione della clorofilla e del fitoplancton marino;
&lt;p&gt;
il fenomeno della &quot;schiuma&quot; è stato analizzato dall'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) il quale ha concluso che: &quot;E' una matrice di origine naturale (…) in quanto miscela polifasica principalmente caratterizzata da un elevato contenuto organico (…). La formazione di schiume pertanto non sembra dovuta ad immissione nell'impianto di sostanze esogene all'ambiente marino quanto piuttosto all'azione meccanica dello stesso&quot;. &quot;..la presenza di composti cloro organici è, con molta probabilità, dovuta all'impiego di cloro attivo, utilizzato come biocida nelle acque di scambio termico dell'impianto (…)&quot;. &quot;…La particolare composizione di tutti i componenti costituenti la miscela (fino ad ora individuati) è tale da indurre effetti biologici avversi riscontrabili anche ad elevate diluizioni riproducibili in laboratorio&quot;;
&lt;p&gt;
il rigassificatore di Porto Viro si configura &quot;a ciclo aperto&quot;: si preleva acqua di mare per sottrarle il calore che serve a riportare allo stato gassoso il Gnl (arrivato via nave sotto forma liquida, a -162°C) restituendola poi al mare più fredda e clorata. Questo comporta una sterilizzazione quasi totale della massa d'acqua adoperata a causa degli shock meccanico e termico (a questi sono da imputare il fenomeno delle schiume); a causa dell'impiego di cloro che implica il rilascio di sostanze tossiche (i cloro-derivati organici), ed infine per la perdita dei servizi ecosistemici forniti dall'habitat marino (autodepurazione, assorbimento di CO2, habitat di specie ittiche);
&lt;p&gt;
secondo quanto riferito da Carlo Franzosini, biologo dell'Area Marina Protetta di Miramare,a seguito della reazione della Sostanza Organica Disciolta in acqua di mare (&quot;DOM&quot;) ed il cloro attivo immesso nel circuito si formano dei composti: i cloro-derivati organici che sono tossici, persistenti e mutageni (trialometani, clorammine, ecc.). Una prima quantificazione di questi prodotti parte dal tenore di DOM in acque costiere non eutrofiche, che in Adriatico è indicativamente di 2 mg/litro. Il funzionamento di un rigassificatore comporterebbe l'immissione di quantità dell'ordine di 32,8 chili per ora di cloro-derivati, qualcosa più di 280 tonnellate all'anno. Gli effetti del cloro e dei cloro-derivati (ad esempio: a seguito di disinfezione) sono studiati da oltre 40 anni, tanto che già nel 1972 in USA (US Federal Water Pollution Control Act) era obbligatorio l'abbattimento del tenore di cloro nelle acque di scarico e la riduzione chimica dei sottoprodotti alogenati. Questi composti, stabili e non facilmente degradabili, si accumulano nelle acque, da qui entrano nella catena alimentare, si depositano nei tessuti grassi degli organismi marini e possono finire sulle nostre tavole. Nell'uomo, alcuni effetti tossici noti sono la possibile azione mutagenica e /o cancerogenica. L'esposizione cronica comporta una possibile relazione con cancro del retto e del colon e della prostata (IARC International Agency for Research on Cancer);
&lt;p&gt;
nei documenti di VIA questo aspetto non è considerato perché ci si limita a valutare i soli effetti del cloro attivo in uscita dall'impianto: questo viene limitato a non più di 0,2 mg/litro, paragonabile a quello dell'acqua di acquedotto conforme a norma di legge. Quindi questo procedimento è apparentemente innocuo &quot;come bere un bicchier d'acqua&quot;. Ma il cloro, utilizzato in quantità massiccia (all'interno dell'impianto si hanno tenori di 2 mg/litro), viene abbattuto prima di restituire l'acqua al mare, neutralizzandolo con bisolfito (reazione: si forma solfato), al fine di rientrare nei parametri di legge (max 0,2 mg/litro);
&lt;p&gt;
inoltre, poiché è il proponente dell'opera a redigere gli studi di impatto ambientale, non sempre vi è l'interesse ad illustrare alternative di progetto in fase di VIA migliori dal punto di vista ambientale anche se meno convenienti economicamente e non sempre i funzionari che devono valutare questi studi sono adeguatamente attrezzati e tecnicamente supportati dagli enti preposti
l'acqua di mare è ricca di sostanza organica da neutralizzare, contrariamente all'acqua di acquedotto che possiamo bere a volontà ed in cui il cloro è aggiunto solo per un'azione preventiva antibatterica. La differenza tra le 2 acque – pur con lo stesso tenore di cloro attivo – è che l'acqua in uscita dall'impianto è carica di sostanza organica degradata combinata chimicamente al cloro;
&lt;p&gt;
questo vale in particolare per quanto riguarda l'acqua di mare di Porto Viro in considerazione della produttività primaria dell'Adriatico (parametro collegato alla concentrazione di cellule fitoplanctoniche per unita' di volume dell'acqua di mare) e della posizione collocata di fronte alla foce di uno dei maggiori fiumi del Mediterraneo;
&lt;p&gt;
Adriatic Lng prima che iniziassero i lavori di realizzazione del terminal aveva valutato il tenore del disturbo ambientale che l'impianto andava a causare al territorio circostante, arrivando nel febbraio 2008 ad un accordo con gli Enti locali &quot;per la compensazione territoriale destinata al Polesine e legata all'insediamento del terminal&quot;. Si tratta in tutto di 12,1 milioni di euro di cui 2,45 per il comparto della pesca professionale, che si è visto imporre una nuova zona di interdizione dell'attività;
già alcuni mesi dopo l'avvio dell'attività del rigassificatore di Porto Viro le associazioni dei pescatori avevano osservato con preoccupazione la presenza di schiume attorno all'impianto e la morìa di fasolari e vongole di mare nelle acque veneziane e polesane. Fenomeni insoliti e inspiegabili alla luce della loro esperienza;
&lt;p&gt;

l'area dell'alto Adriatico è attualmente interessata da 3 progetti di rigassificatori: uno in Slovenia, uno on-shore (Zaule), uno off-shore (al largo di Grado). Per il rigassificatore proposto da &quot;Gas Natural&quot;, l'intero volume d'acqua della Baia di Muggia (circa 100 milioni di m3) verrebbe fatto fluire attraverso l'impianto per oltre due volte all'anno. In un anno circa il 4-5% dell'acqua dell'intero bacino del golfo di Trieste (8.800 milioni di m3) verrebbe a circolare attraverso l'impianto, una quantità di gran lunga superiore a quella utilizzata da tutti gli stabilimenti industriali attualmente in esercizio sulle sponde del golfo.
E stiamo parlando di 1 dei 3 rigassificatori proposti;
&lt;p&gt;
il rigassificatore di Capodistria è l'unico, della decina di progetti che interessano tutto l'Adriatico, che funzionerebbe &quot;a ciclo chiuso&quot;: i progettisti, consci dei problemi ambientali di questo litorale, non ricorrerebbero all'impiego di acqua di mare ma ricaverebbero il calore utile alla rigassificazione da altre fonti. Ad esempio la combustione di un'aliquota marginale del gas conferito in impianto (ne basta l' 1,3%) è sufficiente per riportare il metano dalla fase liquida a quella gassosa. L'aliquota che andrebbe bruciata corrisponde a quanto viene spontaneamente perso durante il trasporto (per via del cosiddetto &quot;boil-off&quot;) ed immesso in atmosfera (il metano è tra i più potenti gas-serra, 25 volte più della CO2). Gli impianti sono inoltre dotati di &quot;torce&quot; che, per questioni di sicurezza, bruciano o immettono direttamente in atmosfera il gas in sovrapressione che si sviluppa nel processo di rigassificazione;
&lt;p&gt;
dal 2000, con decreto del Ministero dell'Ambiente, la Regione Veneto ha ottenuto il divieto dell'utilizzo del cloro come &quot;agente antifouling&quot; nei circuiti industriali che scaricano in laguna di Venezia, in considerazione dei problemi che questa sostanza causa alle biocenosi di un habitat tanto delicato;
&lt;p&gt;
l'Adriatico è un mare semi-chiuso, considerato sotto più aspetti quale &quot;zona ecologicamente sensibile&quot; e gli impianti proposti, che in questi tempi procedono nel loro iter autorizzativo, consumano notevoli quantità d'acqua di mare, senza che, a giudizio degli interroganti, siano adeguatamente valutate le  alternative tecnologiche percorribili (il cosiddetto &quot;ciclo chiuso&quot;), anche se si dimostrano economicamente meno convenienti per il gestore dell'impianto;
&lt;p&gt;
al Veneto e al Polesine non sono state riconosciute quelle royalties sui ricavi previste dalla legge nel caso della presenza di impianti come il rigassificatore, circostanza per cui è pendente un ricorso della Regione verso il governo&quot;;
se per eccesso di offerta i rigassificatori rimanessero fermi, ai gestori è comunque sempre assicurato l'introito del 71% delle royalties calcolate sulla capacità nominale di rigassificazione, per tutta la durata di vita dell'impianto. Sono gli effetti delle delibere dell'Autorità per Energia Elettrica e Gas n. 178 del 2005 e n. 92 del 2008, che andranno a prelevare gli importi da girare ai gestori dalle nostre bollette del gas;
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;si chiede di sapere:&lt;/b&gt;

&lt;p&gt;
quali azioni urgenti si intendano assumere per chiarire la natura della schiuma;
quali analisi abbia fatto finora Ispra e se non si ritenga debbano essere approfondite per documentare con maggior precisione eventuali danni ambientali prodotti, in particolare per quanto riguarda i cloroderivati organici e gli alo-derivati in genere;
&lt;p&gt;
se non si ritenga di valutare l'estensione della limitazione in vigore in laguna di Venezia a tutti i gli impianti di questa voracità lungo l'Adriatico, attivandosi anche per creare una governace comune con gli altri Paesi che si affacciano su questo mare anche attraverso una ratifica più stringente dei protocolli &quot;Dumping&quot; o &quot;Land-Based Sources of pollution&quot;,
se e come si intenda rafforzare nelle procedure autorizzative la presa in considerazione delle alternative tecnologiche percorribili a quanto proposto dal gestore, (nel caso in questione il cosiddetto &quot;ciclo chiuso&quot;), anche se si dimostrano economicamente meno convenienti per il gestore dell'impianto, ed in particolare se non si ritenga di considerare la possibilità di riconvertire il rigassificatore di Porto Viro da ciclo aperto a &quot;ciclo chiuso&quot;;
in alternativa, se in vista della predisposizione di un piano energetico nazionale, si intenda rivedere la soglia del 71% comunque garantita ai gestori dei rigassificatori in modo che la remuneratività sia legata all'adozione da parte dei gestori di tecnologie che tutelino maggiormente l'ambientale.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://venetoradicale.blogspot.com/2012/02/approfondire-le-analisi-sulle-schiume.html&quot;&gt;venetoradicale.blogspot.com&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>LUCA ZAIA: La sfida: Marghera e off shore. Convincere i player a puntare su Venezia</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/02/14/luca-zaia/la-sfida-marghera-e-off-shore-convincere-i-player-a-puntare-su-venezia/624411"></link>
  <updated>2012-02-14T00:00:00Z</updated>
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  <id>624411</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Veneto (Partito: Lega) - Consigliere Regione Veneto (Lista di elezione: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Inaugurazione dell’anno portuale: «Non c’è nessuna terna, il nome è uno solo: dobbiamo pensare all’interesse della comunità, il porto deve essere gestito bene, non dobbiamo mettere culi su poltrone».
&lt;p&gt;&lt;i&gt;L’unico modo per intercettare il traffico diretto in nord Europa infatti è fare squadra. Il principio è semplice: far scaricare le merci in Adriatico e distribuirle in treno, andando a superare quella tassa occulta che di fatto è data dal trasporto invece da nord a sud.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt; «La Regione coglie questa sfida che passa per il rilancio di queste aree, puntando sull’intermodalità, con la connessione con interporti e traffico portuale. Stiamo portando avanti la partita con la prospettiva della macroregione perché credo che il corridoio Adriatico-Baltico, Helsinki-La Valletta e il corridoio 5 siano tutti elementi su cui dobbiamo lavorare insieme».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/economia/2012/14-febbraio-2012/porto-zaia-lancia-costa-bis-sfida-marghera-off-shore-1903273647295.shtml&quot;&gt;Corrieredelveneto.it - Francesco Bottazzo&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>FRANCESCA ZACCARIOTTO: Inaugurazione dell’anno portuale</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/02/14/francesca-zaccariotto/inaugurazione-dell%E2%80%99anno-portuale/624410"></link>
  <updated>2012-02-14T00:00:00Z</updated>
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  <id>624410</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune San Donà di Piave (VE) (Partito: Lega) - Pres. Giunta Provincia Venezia (Partito: Lega) - Consigliere Provincia Venezia (Lista di elezione: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt; &lt;br /&gt;
«Il Porto di Venezia è nodo cruciale dell'economia turistica, prima economia del Veneto, in grado di favorire un’occupazione qualificata».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/economia/2012/14-febbraio-2012/porto-zaia-lancia-costa-bis-sfida-marghera-off-shore-1903273647295.shtml&quot;&gt;Corrieredelveneto.it - Francesco Bottazzo&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giorgio ORSONI: «Marghera rimarrà luogo dell’industria. Costa per me già riconfermato»</title>
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  <updated>2012-02-14T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Venezia (VE) (Partito: Lista Civica - Cen-Sin) - Consigliere  Consiglio Comunale Venezia (VE) (Lista di elezione: Lista Civica - Cen-Sin) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Marghera rimarrà luogo dell’industria, recuperando con la logistica e il traffico commerciale l’occupazione persa con l’industria». 
&lt;p&gt;Zaia lancia il Costa bis, il sindaco Giorgio Orsoni dice: «È già riconfermato per me».&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/economia/2012/14-febbraio-2012/porto-zaia-lancia-costa-bis-sfida-marghera-off-shore-1903273647295.shtml&quot;&gt;Corrieredelveneto.it - Francesco Bottazzo&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>FLAVIO ZANONATO: «Variati? Sa quello che fa. Bisogna fidarsi. Esponenti del Pd si rendano conto che il mondo è cambiato»</title>
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  <updated>2012-02-11T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Padova (PD) (Partito: Cen-sin) - Consigliere  Consiglio Comunale Padova (PD) (Lista di elezione: Cen-sin) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Variati? Sa quello che fa. Bisogna fidarsi». Parola di Flavio Zanonato. Sindaco di Padova.
&lt;p&gt;
«L'obiettivo è vincere. E Variati sa come si fa, visto che è riuscito a fare il miracolo qualche anno fa. Per questo mi fiderei di lui. Ha lavorato bene ed è un amministratore capace».
&lt;p&gt;«Premesso che non conosco bene i termini della polemica, posso dire che se tutta questa bufera si è scatenata per un puro senso di appartenenza allora è bene che questi esponenti del Pd si rendano conto che il mondo è cambiato».
&lt;p&gt;
&lt;a href=&quot;http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/02/24/achille-variati/%C2%ABcoppie-di-fatto-atto-doveroso%C2%BB/625067&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;I termini della polemica&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Cronaca/332443_zanonato_difende_variati_e_zittisce_il_pd/&quot;&gt;Il Giornale di Vicenza - Nicola Negrin &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Gianfranco BETTIN: Reddito di cittadinanza e riconversione ecologica come risposta alternativa alla crisi</title>
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  <updated>2012-02-09T00:00:00Z</updated>
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  <id>624415</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore  Comune Venezia (VE) (Partito: Lista Civica - Cen-Sin) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Il reddito di cittadinanza è uno strumento nuovo che può offrire sicurezza alle persone e alle comunità, abbandonate all’angoscia di fronte alla crisi. &lt;br /&gt;
Allo stesso modo è necessaria la governance politico-istituzionale della trasformazione di aree e distretti industriali in direzione di un vero risanamento ambientale, con strumenti e risorse che devono essere estremamente concreti. E urgenti».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://selvenezia.wordpress.com/2012/02/10/veneto-reddito-di-cittadinanza-e-riconversione-ecologica/&quot;&gt;http://selvenezia.wordpress.com&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>FRANCESCO MIAZZI: Reddito di cittadinanza e riconversione ecologica come risposta alternativa alla crisi</title>
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  <updated>2012-02-09T00:00:00Z</updated>
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  <id>624414</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Monselice (PD) (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«La proposta crea per la prima volta un percorso istituzionale che, coinvolgendo imprese e sindacato, associazioni ambientaliste ed enti locali, incentivi nella pratica la riconversione di industrie e cicli produttivi obsoleti, pericolosi e nocivi, in nuove attività ecologicamente sostenibili. Un vero stimolo alla green economy di cui tutti si riempiono la bocca, garantendo occupazione pulita per tutti».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://selvenezia.wordpress.com/2012/02/10/veneto-reddito-di-cittadinanza-e-riconversione-ecologica/&quot;&gt;http://selvenezia.wordpress.com&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>ALESSANDRO SABIUCCIU: Reddito di cittadinanza e riconversione ecologica come risposta alternativa alla crisi</title>
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  <updated>2012-02-09T00:00:00Z</updated>
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  <id>624413</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
«La proposta dell’istituzione su base regionale di un reddito di cittadinanza rappresenta una misura universale di welfare, un nuovo welfare adeguato ai bisogni di migliaia di donne e uomini privi di qualsiasi tutele di fronte alla precarietà e alla disoccupazione. Immaginiamo almeno settecentocinquanta euro al mese per persona, con risorse direttamente recuperate dal bilancio di alcuni carrozzoni regionali».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://selvenezia.wordpress.com/2012/02/10/veneto-reddito-di-cittadinanza-e-riconversione-ecologica/&quot;&gt;http://selvenezia.wordpress.com&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giuseppe CACCIA: Reddito di cittadinanza e riconversione ecologica come risposta alternativa alla crisi</title>
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  <updated>2012-02-09T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Venezia (VE) (Lista di elezione: Lista Civica - Cen-Sin) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;Due progetti di legge d’iniziativa popolare a livello regionale: «Si tratta di due proposte innovative che insieme offrono una risposta alternativa ad una crisi dai pesantissimi effetti sociali anche qui in Veneto, una crisi che è innanzitutto crisi irreversibile di un modello di sviluppo che si è mangiato territorio e ambiente, ed ha schiacciato la vita delle persone».
&lt;p&gt;
&lt;i&gt;I due progetti sono stati presentato alla stampa al Municipio di Mestre.&lt;/i&gt; &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://selvenezia.wordpress.com/2012/02/10/veneto-reddito-di-cittadinanza-e-riconversione-ecologica/&quot;&gt;http://selvenezia.wordpress.com&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Michele BOATO: Cronaca delle prime due votazioni del PAT. Incredibilmente bocciati i No ai cambi d'uso turistici.</title>
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  <updated>2012-01-23T00:00:00Z</updated>
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  <id>625538</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Finalmente con quattro ore di ritardo, con centinaia di persone in sala sempre più arrabbiate, inizia il consiglio comunale di Venezia sul Pat – Piano di Assetto (o Assassinio, o Allagamento ?) del Territorio.
&lt;p&gt;
Si inizia dagli emendamenti presentati dai 4 consiglieri della Lega.  
Il primo, ben scritto e condivisibile, inserisce nel Pat il divieto di autorizzare in Venezia insulare, ulteriori cambi d’uso degli immobili, da residenza ad alberghi o B&amp;B; questo per impedire ulteriore spopolamento della città.
&lt;p&gt;
Intervengono a favore  i consiglieri Gavagnin (5stelle), Boraso (ex PdL), Zuin (PdL); parlano contro altri, tra cui Caccia (In Comune, ex Verdi) e Pagan del PD.
&lt;p&gt;
Viene incredibilmente bocciato; 13 votano a favore: Bazzaro, Giusto, Sottana e Vianello della Lega, Centenaro, Costalonga, Lavini, Locatelli e Zuin del PdL, Funari del Gruppo Misto, Gavagnin di 5 Stelle e A.Scarpa di Impegno per Venezia e Mestre). Ma sono battuti dai 21 No di Baratello, Belcaro, Borghello, Capogrosso, Conte, Lazzaro, Mognato, Molina, Pagan, Rosteghin, Scaramuzza, Tagliapietra, Ticozzi , Trabucco e Turetta, tutti del PD, Caccia In Comune, Giordani PSI, Lastrucci e Renesto IDV, Venturini e Zuanich UDC. Si astengono Bonzio Fed.Sinistra e Camilla Seibezzi di In Comune.  
&lt;p&gt;   
I veneziani debbono sapere chi ha bocciato e chi ha sostenuto il blocco dei cambi d’uso, da noi sempre richiesto per cercare di frenare la trasformazione della loro città in un unico albergo.
&lt;p&gt;
 
Si passa al secondo emendamento della Lega, che viene motivato dal presentatore Giusto “per impedire la Sub-lagunare”. L’emendamento dice:” Il collegamento tra Tessera, Murano e Venezia-Fondamente Nuove va attuato con mezzi acquei veloci di superficie, rispettosi dell’ambiente”, e cita come esempio gli overkraft (imbarcazioni piatte con grande elica a vento, che viaggiano su un cuscinetto d’aria – ndr).  Gli viene chiesto di togliere il termine “veloci” e il riferimento agli overkraft. Il presentatore accetta. Resta in votazione la dizione “con mezzi acquei di superficie”.
&lt;p&gt;
Dal pubblico si grida a tutti i consiglieri contrari alla Sublagunare (in teoria, la maggioranza) di votarlo: avremmo messo una pesantissima pietra tombale sopra questo incredibile progetto.
Invece ecco che si esprimono a favore dell’emendamento solo Gavagnin di 5 Stelle e Costalonga del PdL.
Bonzio di Rifondazione dice che andrebbe bene, ma sarebbe meglio il collegamento via terra, con la Metropolitana SFMR, e annuncia “mi asterrò”,  Caccia di In Comune, dice che il Piano della Mobilità ha praticamente bocciato la Sublagunare, ma non dice se voterà l’emendamento; Franco Conte PD dice che il Consiglio non ha mai discusso di Sublagunare, lui è contrario, ma dichiara che “si astiene”.
&lt;p&gt; L’assessore alla mobilità, Ugo Bergamo, smentendo una precedente apertura del collega di urbanistica Micelli, sostiene che la Sub Lagunare è un progetto da valutare con molta attenzione, che potrebbe arrivare anche fino al Lido, che dovrà essere discusso in tutta la città; e perciò dichiara che la Giunta è contraria all’emendamento.  L’assessore all’ambiente Bettin non dice nulla.
&lt;p&gt;
Si vota; solo 11 sono a favore dell’emendamento: i 4 della Lega, Bonzio FdS (che nell’intervallo si era confrontato col pubblico e giustamente ha cambiato voto), Caccia e Seibezzi di In Comune, Costalonga e Marta Locatelli del PdL, Gavagnin 5 Stelle e Giordani PSI.
In 4 si astengono: (non Bonzio, ma neppure Franco Conte), sono Molina del PD (pubblicamente contrarissimo alla Sublagunare), Toso e Trabucco del PD e Lastrucci di IDV.
In 16 bocciano l’emendamento anti Sub Lagunare: Baratello, Belcaro, Borghello, Capogrosso, Lazzaro, Mognato, Pagan, Rosteghin, Scaramuzza, Tagliapietra, Turetta e F.Conte (non doveva astenersi, come mai addirittura contro?); inoltre Venturini e Zuanich dell’UDC di Ugo Bergamo e Giacomo Guzzo e Andrea Renesto di IdV (nonostante che il presidente del Comitato del Referendum comunale sulla Sub Lagunare sia Davide Livieri, del loro stesso partito).
&lt;p&gt;
Risultano “assenti” 16 consiglieri, alcuni mai arrivati in aula, altri andati via da un po’ di tempo (tra cui Fortuna UDC, Funari e Renzo Scarpa del Gruppo Misto);  ma ben 4 risultano presenti subito dopo, nella terza votazione, avvenuta dopo solo 4 minuti: sono usciti proprio al momento del voto: Boraso ex PdL, Nico Ticozzi PD, Lavini e Zuin PdL.
&lt;p&gt;
Così vanno le cose in Consiglio Comunale; così è stata sprecata una preziosa occasione di togliere dal Pat, cioè dal futuro di Venezia il tubo per pantegane sub lagunari.
Cosa diceva Manzoni di don Abbondio? Amen.
&lt;p&gt;

Michele Boato&lt;br /&gt;

(allibito e indignato, nonostante tutto)&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ecoistituto-italia.org/cms-4/index.php?q=node/693&quot;&gt;ecoistituto-italia.org&lt;/a&gt;</summary>
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