<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?>
<feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xml:lang="en">
  <title>Openpolis - Argomento: incoerenza</title>
  <link rel="alternate" href="http://www.openpolis.it/"></link>
  <link rel="self" href="http://politici.openpolis.it/feed/tagDeclarations/105"></link>
  <id>http://www.openpolis.it/</id>
  <updated>2009-11-07T00:00:00Z</updated>
<entry>
  <title>Donatella PORETTI: Test Antidroga ai parlamentari. I documenti della buffonata.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/11/07/donatella-poretti/test-antidroga-ai-parlamentari-i-documenti-della-buffonata/418771"></link>
  <updated>2009-11-07T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>418771</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La settimana prossima prende il via la processione dei parlamentari che si sottoporranno al test volontario antidroga. Iniziativa che abbiamo definito come una buffonata e su cui suggeriamo la lettura di quest'articolo della senatrice Doantella Poretti.
&lt;p&gt;
A seguire i testi originali con cui l'iniziativa e' stata diffusa tra i parlamentari.
&lt;p&gt;

Roma 7 Novembre 2009.&lt;br /&gt;

A tutti i deputati e Senatori&lt;br /&gt;

Loro sedi
&lt;p&gt;
Trasmetto, in allegato alla presente, una nota tecnica del Dipartimento per le Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri, diretta ai Parlamentari che intendano sottoporsi agli accertamenti sull'uso di sostanze stupefacenti, che si svolgeranno da lunedi' 9 novembre a venerdi' 13 novembre p.v.
&lt;p&gt;

Cordiali Saluti
&lt;p&gt;

Carlo Giovanardi
&lt;p&gt;
___________________________

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;La lettera originale&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Segue, su carta intestata della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento Politiche Antidroga. Il capo Dipartimento
il seguente testo (qui la lettera originale):
&lt;p&gt;
 
INFORMAZIONI DI BASE SUL DRUG TEST ED AVVERTENZE
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;

Durante la settimana dal 9 al 13 novembre saranno resi disponibili gli accertamenti di assenza di consumo di sostanze stupefacenti per Senatori e Deputati che volontariamente scelgono di sottoporsi al test.
L’iniziativa è stata promossa dal Sottosegretario Carlo Giovanardi, Dipartimento Politiche Antidroga.
&lt;p&gt;
Sedi degli accertamenti&lt;br /&gt;

Gli accertamenti potranno essere eseguiti presso:&lt;br /&gt;

- il Presidio Sanitario della Presidenza del Consiglio dei Ministri dislocato in Via della Mercede con ingresso in via del Moretto 13.
&lt;p&gt;

L’intera procedura di prelievo, stoccaggio, l’esame rapido e trasferimento dei campioni ai laboratori di analisi di secondo livello verrà svolta da personale sanitario del Dipartimento sotto la direzione del Capo Dipartimento Politiche Antidroga (Dirigente Medico), coadiuvato da collaboratori sanitari specializzati.
&lt;p&gt;
Di che cosa si tratta&lt;br /&gt;

Si tratta di accertare se nella persona che volontariamente si sottopone al test sono evidenziabili tracce di sostanze stupefacenti quali cocaina, eroina, amfetamine e cannabis. La loro assunzione comporta una distribuzione nei fluidi e tessuti corporei e quindi la presenza per un certo periodo di tempo nelle urine e nei capelli. Questo periodo varia in relazione al tipo di sostanza, alla quantità assunta e alla frequenza di assunzione.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Il test è volontario&lt;/b&gt; e attuabile solo con il consenso informato, sottoscritto dall’interessato.
&lt;p&gt;
Modalità di esecuzione&lt;br /&gt;

Il test può essere eseguito utilizzando diversi materiali biologici. In tale circostanza si potranno utilizzare:
- urina: consente di rilevare la presenza di sostanze consumate fino a qualche giorno prima e assunte anche in modica quantità;
&lt;p&gt;

- capello: generalmente permette l’identificazione di consumi su periodi più lunghi in base alla lunghezza del capello (risalendo anche a parecchi mesi precedenti) e per assunzioni di discreta quantità;
&lt;p&gt;

- urina e capello: combina le caratteristiche dei due tipi di indagine aumentando la certezza del risultato.
Test su urina: per garantire l’affidabilità del test la raccolta delle urine sarà eseguita “a vista” e cioè sotto il controllo diretto di un sanitario. Tutto questo al fine di garantire che non vi possa essere una sostituzione indebita o una alterazione del campione di urina consegnato. Pertanto chi vorrà sottoporsi a questo esame deve essere consapevole della necessità che sarà controllato a vista dal personale sanitario (dello stesso sesso) durante la minzione. Questa operazione purtroppo è necessaria e non evitabile al fine di garantire la correttezza e l’incontrovertibilità delle procedure di raccolta dei campioni biologici.
&lt;p&gt;

Successivamente, su richiesta dell’interessato, sarà possibile effettuare un primo e preliminare test rapido (5 min.) sul campione di urina per valutare in prima battuta la presenza delle sostanze. Questo primo test, pur essendo abbastanza affidabile, può presentare un margine di errore (falsa positività o negatività), pertanto un campione della stessa urina verrà mandato in laboratorio per un secondo test ad alta specificità in modo da confermare il primo risultato (sia esso negativo che positivo).
&lt;p&gt;
Se si vorrà evitare l’esame urine, per proprie difficoltà personali, si potrà eseguire solo il test su capello.
 
&lt;p&gt;
Test su capello: verranno tagliate alcune piccole ciocche di capelli (almeno 100 mg.) nella zona occipitale (nuca) su cui verranno espletate le successive analisi di laboratorio ad alta specificità. Le sostanze ricercate saranno quelle riportate precedentemente. In questo caso però i tempi di consegna dei risultati saranno più lunghi e non immediati.
&lt;p&gt;
Trasmissione dei campioni al laboratorio analisi: tutte le procedure di raccolta, stoccaggio, trasmissione e conservazione dei campioni seguiranno le norme e le linee guida internazionali e nazionali in materia al fine di garantire la massima sicurezza ed affidabilità.
&lt;p&gt;
Avvertenze e raccomandazioni&lt;br /&gt;

È vietato far assistere all’interno degli ambulatori sanitari alle operazioni mediche, anche preliminari, compresa la consegna dei risultati persone a qualsiasi titolo estranee, salvo personale medico di fiducia, assistenti personali in caso di invalidità o condizioni psicofisiche che necessitino di sopporto di personale sanitario o di accompagnamento.&lt;br /&gt;

Sarà necessario avvertire il medico al momento dell’esame dell’assunzione pregressa di farmaci che potrebbero interferire con gli esami.
&lt;p&gt;
Costi&lt;br /&gt;

Il costo totale previsto per gli accertamenti è di 70 euro omnicomprensivo, che dovrà essere versato al momento dell’accertamento con l’ottenimento di ricevuta.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Anonimato&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

La procedura di accertamento è stata studiata affinchè non vi sia la raccolta di dati anagrafici che possa identificare in alcun modo la persona sottoposta agli esami.
&lt;p&gt; Al richiedente il test verrà da subito affidato un codice numerico univoco di identificazione (un PIN personale) che conoscerà solo il diretto interessato e che sarà applicato su tutti i campioni di materiali biologici e l’eventuale documentazione di accompagnamento. 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Pertanto tutti i campioni in laboratorio, anche durante le lavorazioni, non avranno alcun nominativo identificabile ma solo numeri di codice anonimi.&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;Il numero di codice sarà quindi in possesso solo dell’interessato che si è sottoposto al test e che dovrà esibirlo al momento del ritiro delle analisi. In caso di smarrimento di tale codice, non sarà possibile recuperare i risultati delle proprie analisi non esistendo alcun modo di poter collegare i risultati alla identità della persona se non tramite questo codice, in possesso solo dell’interessato.
Non sarà conservata alcuna documentazione riportante in nominativo della persona che esegue gli accertamenti ne alcuna associazione tra nominativo del soggetto e codice identificativo anonimo e personale.
&lt;p&gt;
Verrà eseguita una campionatura dei materiali biologici in modo da poter permettere anche in seguito, su richiesta dell’interessato, eventuali controanalisi o ulteriori approfondimenti. 
&lt;p&gt;In caso di positività alla prima analisi gli esami verranno eseguiti anche in un secondo laboratorio ad alta specializzazione. I campioni saranno conservati per 30 giorni dopo la consegna dei risultati ed in seguito totalmente smaltiti.
&lt;p&gt;
Solo i risultati generali e comprensivi di tutte le analisi eseguite (cioè le elaborazioni statistiche sui dati aggregati e non singoli come il numero di risultati positivi su tutti i campioni) potranno essere oggetto di pubblicazione.
&lt;p&gt;
Modalità di accesso all’esecuzione dell’esame e ritiro referti
&lt;p&gt;
Come prenotare: gli esami possono essere fatti solo su prenotazione telefonando al n. 06.67796350.
&lt;p&gt;
Consegna dei referti&lt;br /&gt;

I risultati potranno essere ritirati esclusivamente dall’interessato esibendo il codice personale presso il Dipartimento in via della Vite 13. In caso di impossibilità al ritiro personale è possibile dare delega formale a persona di fiducia ma comunicando prima dell’esame questa necessità che dovrà necessariamente essere riportata dal medico sul codice personale consegnato all’interessato prima dell’esecuzione dell’esame.
&lt;p&gt;
I risultati di laboratorio completi potranno essere ritirati dopo circa 10 giorni dalla esecuzione del test.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Si rammenta che la perdita del codice personale renderà impossibile il ritiro del referto e l’identificazione futura di qualsiasi risultato.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=148934&quot;&gt;Radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Paolo GIARETTA: Federalismo. «Un passo avanti nel metodo, ancora carenti i contenuti»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/22/paolo-giaretta/federalismo-%C2%ABun-passo-avanti-nel-metodo-ancora-carenti-i-contenuti%C2%BB/388397"></link>
  <updated>2009-01-22T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>388397</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Paolo Giaretta, senatore e segretario regionale del Partito Democratico veneto, esprime soddisfazione per gli esiti del dibattito sul federalismo in Senato che, per il gruppo del PD, si concluderà con un voto di astensione, come già annunciato anche da Walter Veltroni.

&lt;p&gt;
«Riconosciamo che è stato fatto un passo in avanti sulla strada della condivisione della necessità di fare un federalismo serio in questo Paese e il lavoro svolto in Senato è stato utile soprattutto per allargare questa consapevolezza a tutta la nazione – commenta il leader democratico – È importante che il governo abbia finalmente accettato di aprire un confronto con il Parlamento con l’idea che possano uscire proposte migliorative».

&lt;p&gt;
Se il segretario veneto del PD approva il metodo, non può che bocciare i contenuti del disegno di legge, gravemente carenti in alcuni aspetti importanti, non da ultimo le indicazioni di costo, del tutto assenti. «Il disegno di legge non prevede la semplificazione del sistema fiscale che rimane molto complesso - spiega - inoltre, è completamente assente la riforma istituzionale, non c’è neanche l’ombra del Senato delle Regioni e della nuova Carta delle Autonomie per il ridisegno delle competenze tra i vari livelli di governo».

&lt;p&gt;
Ma l’aspetto più insoddisfacente rimane comunque l’incoerenza delle politiche di governo, che predicano federalismo ma praticano centralismo, atteggiamento che rischia di compromettere la credibilità delle intenzioni del governo in tema di federalismo, come più volte denunciato dal PD veneto.
&lt;p&gt;

«A fronte di un disegno di legge sul federalismo vago e a lunghissimo termine – rileva Giaretta - il governo ha finora  messo in campo misure, queste sì molto concrete e di immediata applicazione, che privano le Autonomie locali virtuose di spazi di manovra e di risorse».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticoveneto.org/dett_news.asp?ID=649&quot;&gt;web site - Pd Veneto&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Linda LANZILLOTTA: Stipendi da dirigente e pluriconsulente. «Brunetta incoerente».</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/10/22/linda-lanzillotta/stipendi-da-dirigente-e-pluriconsulente-%C2%ABbrunetta-incoerente%C2%BB/381665"></link>
  <updated>2008-10-22T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>381665</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Il caso alla Camera. La vicenda di Francesco Verbaro, direttore di Brunetta a Roma e consulente stipendiato in mezza Italia, oggetto di una interrogazione.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
ROMA - Dirigente al ministero, ma anche consulente una, due, tre, quattro volte in giro per l'Italia. La denuncia di Repubblica.it finisce in Parlamento. E diventa oggetto di una interrogazione parlamentare al ministro Brunetta. 

Tutto nasce da &lt;b&gt;*&lt;/b&gt;Piccola Italia, la rubrica di Antonello Caporale, nella quale si segnala che Francesco Verbaro, direttore generale per il personale del Ministero della P.A risulta anche componente del Comitato Direttivo dell'Aran Sicilia nonché consulente del Comune di Milazzo e, infine, consulente della Provincia di Messina. Il tutto, ovviamente, con i relativi stipendi. 
&lt;p&gt;

Passano poche ore, e il caso arriva alla Camera. per &lt;b&gt;iniziativa&lt;/b&gt; di Linda Lanzillotta (Pd). &lt;br /&gt;
Che in una &lt;b&gt;interrogazione&lt;/b&gt;, premettendo tra l'altro che &lt;b&gt;&quot;il ministro ha più volte dichiarato di avere realizzato una operazione di totale trasparenza pubblicando gli emolumenti dei dirigenti dello Stato&quot;&lt;/b&gt;, chiede allo stesso Brunetta &lt;b&gt;&quot;se i dati relativi agli incarichi e ai compensi del dottor Francesco Verbaro e ad oggi non smentiti rispondono a verità&quot;.&lt;/b&gt;
 E, in tal caso &lt;b&gt;&quot;come sia ciò compatibile con l'assolvimento dei compiti e degli obiettivi oggetto del contratto&quot;&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;&quot;come ciò sia coerente con la battaglia che il ministro conduce contro i fanulloni e contro le consulenze esterne&quot;.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


------------------ &lt;br /&gt;


&lt;p&gt;
Da&lt;b&gt;*&lt;/b&gt;Piccola Italia - Repubblica.it - A.Caporale
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Dirigente? Non solo, ma anche&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

IL diavoletto si nasconde nei dettagli. E questa storia insegnerà qualcosa al professor Renato Brunetta, ministro plenipotenziario e oramai sole nascente, stella polare di milioni di italiani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

 

Adesso che persino a palazzo Chigi sono stati installati i tornelli, che di fannulloni in giro non c'è ombra, che i baristi - l'ha detto Berlusconi! - sono disperati e confusi. Adesso che l'operazione trasparenza si può ritenere non soltanto avviata ma anche apprezzata, adesso, proprio adesso, il ministro della Funzione pubblica dovrebbe, secondo noi, riavvolgere la pellicola e rivedersi il film della guerra dichiarata, combattuta e in qualche modo anche vinta contro l'indolenza di Stato, la bugia da certificato, la piccola quotidiana malversazione.&lt;br /&gt;
 

Noi gli consiglieremmo, per esempio, di convocare attorno a un tavolo tutti i suoi direttore generali. Ottimi manager della pubblica amministrazione che sono stati i primi a dare il via alla operazione trasparenza. Hanno scelto di obbedire ed esibire: ecco quanto guadagnamo, ecco come e dove. Perfetto. E così sappiamo, per esempio, a quanto ammonta la paga del dottor Francesco Verbaro, giovane dirigente a cui è affidata l'interpretazione delle norme, i dubbi e le ansie di chi deve applicare il contratto di lavoro. Centoquarantunomila lorde annue. Né troppo né poco. Giusto per un livello così elevato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

 

Però un dottor Verbaro, anch'egli Francesco, sicuramente un omonimo, è membro anche del comitato direttivo dell'Aran Sicilia, l'agenzia nazionale che gestisce e fa applicare i contratti di lavoro. Incarico che in Sicilia, ha comunicato l'efficiente e preziosa segreteria generale, è retribuito con una decurtazione del trenta per cento, volontariamente decisa tempo fa. Da 113mila lordi annui a 80mila annui, sempre lordi. Il dottor Verbaro, sicuramente omonimo di quell'altro, collaboratore del ministro, si è associato alla cura dimagrante. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


C'è però un altro omonimo, un altro Verbaro, un terzo Francesco, che è consulente al comune di Milazzo e fa l'esperto del sindaco del luogo per le materie giuridice. Due anni da esperto, 22mila euro più altri 22mila euro. Lordi però. Da un foglio a un altro, da un terzo a un quarto Verbaro. Un omonimo, l'ennesimo, del primo, del secondo e del terzo. Perché la Corte dei Conti, scrive il settimanale messinese Centonove, ha aperto un procedimento contro la Provincia di Messina colpevole negli anni scorsi di aver affidato con mano troppo leggera delle consulenze. Tra queste una di 127mila euro a un certo Francesco Verbaro per l'aiuto alla redazione della nuova pianta organica. Aiuto che si stima fu prestato per poche settimane e non per molti mesi, come esigeva il contratto. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


Ecco, fossimo il ministro Renato Brunetta, convocheremmo attorno a un tavolo i principali dirigenti, i più fidati collaboratori e avanzeremmo il dubbio: &quot;C'è gente che fa il consulente e ha il vostro stesso nome e cognome. Sono omonimie, questo è sicuro...&quot;. E se si volesse valutare la questione da un altro punto di vista, si potrebbe dire: al ministero della Funzione pubblica ci sono, forse, superconsulenti, ma, di sicuro, nessun fannullone! 
&lt;br /&gt;

 &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/politica/dirigente-brunetta/dirigente-brunetta/dirigente-brunetta.html&quot;&gt;Repubblica.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>SERGIO GAETANO COFFERATI: «Non mi ricandiderò alle elezioni del 2009. Il problema non è Bruxelles e nemmeno Roma: se andassi, potreste dire che sono un ciarlatano»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/10/10/sergio-gaetano-cofferati/%C2%ABnon-mi-ricandider%C3%B2-alle-elezioni-del-2009-il-problema-non-%C3%A8-bruxelles-e-nemmeno-roma-se-andassi-potreste-dire-che-sono-un-ciarlatano%C2%BB/417771"></link>
  <updated>2008-10-10T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>417771</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Bologna (BO) (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E' un colpo di teatro ad annunciare la fine della carriera amministrativa di Cofferati, quella che l'ex segretario della Cgil chiama «la mia seconda vita». Una sorpresa che per il politologo Paolo Pombeni «crea un problema al Pd e alla città» visto che a fine maggio, dopo lunghe meditazioni familiari, il sindaco aveva deciso di ripresentarsi. Colpa dei sondaggi degli ultimi giorni che lo danno in lievissimo vantaggio sul predecessore del centrodestra, come ipotizza la Lega Nord? &lt;br /&gt;
«Effetto Giorgio Guazzaloca» come sostiene Pier Ferdinando Casini? Fine di un progetto politico, quello dell' «autoritarismo di sinistra» come esultano i Verdi e i nemici giurati di Rifondazione? Niente di tutto questo, risponde Cofferati davanti a cento cronisti, «liberi di credermi o di fare qualunque dietrologia», ma la verità è un' altra. Se ho cambiato idea rispetto a maggio, dice, è perché «ho verificato che i sacrifici per mia moglie e per il bambino sarebbero stati insopportabili per sei anni».&lt;br /&gt;
 Eccola la verità di Cofferati raccontata al termine di una normale conferenza stampa sull' inaugurazione della nuova sede del Comune. «Quando ho deciso? Lunedì. A chi l' ho detto per primo? A Walter Veltroni, martedì, e poi ai dirigenti del mio partito per dare loro il tempo di trovare subito un altro candidato». Veltroni conferma. «In un lungo e affettuosissimo colloquio - rivela il segretario del Pd - Sergio mi ha spiegato le sue ragioni personali con parole di affetto verso la famiglia e il suo bambino». 
&lt;p&gt;E i sondaggi poco brillanti? «Chi mi conosce - risponde il sindaco - sa che ho un carattere particolare. Vi pare che di fronte alle difficoltà mi tiro in disparte? Quelle sono una ragione in più semmai per restare». E' che «non si può stare accanto alla famiglia con i sensi di colpa perché ci sarebbe bisogno di lavorare da sindaco». 
&lt;p&gt;Quanto a Guazzaloca, «non è candidato: non può perché dovrebbe dimettersi dall' Antitrust». E adesso? Farà l' eurodeputato e invierà cartoline da Bruxelles? «Il problema non è Bruxelles e nemmeno Roma: se andassi, potreste dire che sono un ciarlatano». Cofferati naturalmente finirà il suo mandato e si mette «a disposizione del partito per qualunque attività compatibile con quella di padre». 
&lt;p&gt;Solo una volta il sindaco di Bologna perde l'aplomb, quando gli chiedono se non sente il dovere di chiedere scusa ai bolognesi. «E di che cosa? - ribatte ad una cronista - io ho onorato gli impegni con gli elettori. Resterò fino alla fine la mia non è una resa, né una fuga. E' lei piuttosto che dovrebbe chiedere scusa a me»&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/10/10/non-mi-ricandido-sto-con-mio-figlio.html&quot;&gt;Repubblica.it - Luciano Nigro&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Maria Antonietta FARINA COSCIONI: Legge 40 tra coscienza e incoerenza.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/06/17/maria-antonietta-farina-coscioni/legge-40-tra-coscienza-e-incoerenza/356991"></link>
  <updated>2008-06-17T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>356991</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Non ho alcuna intenzione di polemizzare con la mia collega Paola Binetti:&lt;/b&gt; non ha firmato, dice, la mozione di centotrenta parlamentari della maggioranza e dell’UDC per chiedere di ritirare le linee guida alla legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita emanate dall’ex ministro della Salute Livia Turco; però si dice “disposta a sostenerla in aula”.&lt;br /&gt;
 E’ un suo diritto di parlamentare, ed esercita secondo la sua coscienza le sue prerogative costituzionalmente garantite. &lt;br /&gt;
Però posso incidentalmente annotare un filo di incoerenza?&lt;br /&gt;
 Da una parte Paola Binetti rivendica ogni volta che crede il primato del suo “sentire” e della sua coscienza sulle posizioni del gruppo politico cui ha aderito; dall’altra come ha fatto l’altro giorno – rimprovera a noi radicali eletti nel PD di aver presentato progetti di legge e di cercare di rappresentare posizioni note che fanno parte della nostra storia, del nostro DNA.&lt;br /&gt;
 L’indipendenza e la libertà di coscienza vale se ci si chiama Binetti, vale meno se, per esempio, ci si chiama Farina Coscioni? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



 

&lt;b&gt;Per entrare nel merito della questione:&lt;/b&gt; la mozione del centro-destra chiede che il governo intervenga su un provvedimento che viene definito “contestabile nel merito e nel metodo”, e che rischierebbe di promuovere “una inaccettabile cultura eugenetica”, in quanto scardinerebbe i principi della legge 40 travisando l’intento terapeutico che essa tentava faticosamente di conservare”.&lt;br /&gt;


 

E’ bene, visto che si usano certe espressioni “forti” (e infondate) cercare di fare un po’ di chiarezza.&lt;br /&gt;
 Cominciamo allora col dire che l’emanazione delle linee guida ha posto la parola fine a una situazione di mancato rispetto della legge; si tratta di un provvedimento che costituisce un passo in avanti verso la scelta autonoma e responsabile della donna, pur nei margini – angusti – previsti dalla legge 40. &lt;br /&gt;
L’aver eliminato per esempio il divieto di analisi reimpianto che non sia limitata all’analisi osservazionale, altro non fa che recepire le sentenze della magistratura da una parte; dall’altra fornisce un quadro di maggiori garanzie per i portatori di malattie genetiche trasmissibili. &lt;br /&gt;
Come si fa a definire tutto questo “cultura eugenetica”?&lt;br /&gt;


 

Più che intervenire per peggiorare una situazione già difficile per le coppie che intendono accedere alla fecondazione assistita, come di fatto suggerisce la mozione del centro-destra, penso che si debba operare perché le possibilità aperte con le linee-guida siano aperte anche a pazienti non sterili e non solo chi è infetto da HIV o epatite.&lt;br /&gt;
 

 

Le precedenti linee-guida erano scadute nell’agosto 2007.&lt;br /&gt;
 Con Marco Cappato e numerosi militanti e dirigenti dell’Associazione Luca Coscioni, abbiamo fatto un paio di sciopero della fame di “dialogo” chiedendo che venisse presa una decisione, quale essa fosse, per uscire dall’illegalità in cui si era precipitati. &lt;br /&gt;
Alla fine, anche a costo di ruvidezze e incomprensioni con Livia Turco – ministro del governo Prodi di cui eravamo gli “ultimi giapponesi” – l’obiettivo è stato conseguito.&lt;br /&gt;


 

Immediatamente, e sapientemente alimentate da oltretevere, l’essere usciti da questo stato di illegalità è stato “salutato” da una quantità di polemiche, attacchi e condanne; attacchi culminati con l’iniziativa parlamentare del centro-destra.&lt;br /&gt;
 Non solo cercheremo di contrastare questa posizione, ma opereremo perché siano ulteriormente ampliati i margini, strettissimi, lasciati dalla legge 40, convinti come siamo che la modifica profonda e radicale della legge costituisca la condizione indispensabile: aperti al confronto e al dialogo con tutti, senza scomuniche, condanne, anatemi.&lt;br /&gt;


 

In questo siamo confortati dall’importante, significativa, presa di posizione del professor Giuseppe Testa, dell’istituto europeo di oncologia, su “Tuttoscienze”, che invita a evitare “interventi legislativi che ostacolino l’intero ambito della ricerca.&lt;br /&gt;
 I divieti ad ampio spettro svuotano di senso lo stesso strumento giuridico. Altra cosa è invece un attento regime di regolazione, che indirizzi l’evoluzione sia della scienza sia della società, oltre alle nostre concezioni dell’esser genitori”.&lt;br /&gt;
 Meglio non si potrebbe dire.

 

 

&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=IFME1&quot;&gt;L'Unità - Maria Antonietta Farina Coscioni&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Anna FINOCCHIARO: Dichiarazione al convegno &quot;Liberalizzazioni, semplificazioni amministrative e class action&quot; - Roma</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2007/03/16/anna-finocchiaro/dichiarazione-al-convegno-liberalizzazioni-semplificazioni-amministrative-e-class-action-roma/327263"></link>
  <updated>2007-03-16T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>327263</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: L'  Ulivo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Anna Finocchiaro ha votato il decreto sulle liberalizzazioni. Ha sottolineato che le novità rappresentate dalle liberalizzazioni &quot;contano su quello che nel Paese c'è di vitale e fanno un investimento sulle nuove generazioni&quot;. Tuttavia la senatrice è firmataria di un &lt;a href=&quot;http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Ddlpres&amp;leg=15&amp;id=220392&quot;&gt;disegno di legge per la riforma della professione di avvocato&lt;/a&gt; che limita fortemente l'accesso alla professione di avvocato. Per esempio prevede l'impossibilità di esercizio della professione a chi ha superato i quarant'anni d'età (art. 16). L'intento è addirittura dichiarato nella relazione illustrativa:
&quot;l’iscrizione deve essere preclusa dopo il compimento del quarantesimo anno di età; ciò allo scopo che non accedano alla professione persone che provengono da altre esperienze di lavoro&quot;. Cioè esattamente il contrario della ratio dei processi di liberalizzazione e di quanto chiede l'Europa in materia di professioni (apertura, mobilità professionale, mercato, deregolamentazione). Se passerà il disegno di legge grazie ad Anna Finocchiaro e ai suoi colleghi una donna avvocato che si dedichi alla cura dei figli fino a quarant'anni non potrà più esercitare la professione nonostante abbia conquistato il titolo con un esame di stato. Il disegno di legge è stato firmato da 46 senatori. Il 90% di questi è avvocato o docente in materie giuridiche o magistrato, cioè antrambe categorie che possono svolgere ex lege la professione di avvocato. Tra i firmatari il senatore Ghedini (legale di berlusconi) e altri avvocati di centro destra. E' infatti una proposta bipartizan, ma molto partizan, parteggia infatti per la lobby degli avvocati in parlamento. Altro che liberalizzazioni!&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.businessonline.it/news/3565/liberalizzazioni-successo-panettieri-parafarmacie.html&quot;&gt;businessonline.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
</feed>
