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  <title>Openpolis - Argomento: fondi europei</title>
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  <updated>2012-03-27T00:00:00Z</updated>
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  <title>Patrizia TOIA: Impegno perché le PMI accedano ai Fondi Europei</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/03/27/patrizia-toia/impegno-perch%C3%A9-le-pmi-accedano-ai-fondi-europei/626293"></link>
  <updated>2012-03-27T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626293</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La Corte dei Conti Europea, nella sua Relazione Speciale, ha rilevato che l'efficacia e l'efficienza delle spese eseguite dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) per gli strumenti finanziari a favore delle PMI sono compromesse da ritardi nell’erogazione dei finanziamenti, dall’inadeguatezza del quadro normativo e da intermediari finanziari che hanno addebitato ad alcune PMI destinatarie costi di gestione.


&lt;p&gt;“Mi adopererò perché nella nuova programmazione 2014 - 2020 vengano inseriti i cambiamenti necessari affinché le PMI possano davvero accedere ai Fondi europei. Le PMI sono alla base di tutta l'economia europea. In Italia, in particolare, svolgono un ruolo determinante. Per questo è necessario assicurare loro la possibilità di compiere investimenti che le rendano efficienti, competitive e in grado di reggere sul mercato, andando a sostenere, quindi, con finanziamenti adeguati settori chiave, progetti innovativi e la ricerca”. – afferma Patrizia Toia, deputata europea del Partito Democratico.
&lt;p&gt;

“La programmazione messa in atto dall’UE negli ultimi anni ha cercato di semplificare la possibilità di accesso ai finanziamenti da parte delle PMI. Sicuramente molto è ancora da fare per dare sostegno alle nostre imprese e l’Europa non le lascerà sole ad affrontare questo momento così difficile per l’economia. Terremo conto della necessità di far sì che le proposte degli Stati membri siano giustificate da valutazioni del deficit di finanziamenti di qualità sufficiente, di cui tener conto al momento di approvare le misure; di creare un sistema di monitoraggio e valutazione affidabile e tecnicamente valido; e anche di valutare la possibilità di fornire agli Stati membri strutture e strumenti semplificati e collaudati, in modo da velocizzare l’attuazione e ridurre i costi di gestione, così come indicato dalla Corte. ” – conclude Toia.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.patriziatoia.it&quot;&gt;patriziatoia.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Luigi de MAGISTRIS: &quot;La superiorità morale del centrosinistra non esiste, men che meno quella del Pd&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/07/27/luigi-de-magistris/la-superiorit%C3%A0-morale-del-centrosinistra-non-esiste-men-che-meno-quella-del-pd/590416"></link>
  <updated>2011-07-27T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>590416</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Napoli (NA) (Partito: IdV) - Consigliere  Consiglio Comunale Napoli (NA) (Lista di elezione: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;La superiorità morale del centro-sinistra non esiste. Men che meno del Pd&quot;. &lt;br /&gt;
Lo ha detto il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ospite alla trasmissione &quot;24 Mattino&quot; di Radio 24. 
&lt;p&gt;&quot;In questo momento esiste una gran voglia di politica dalle mani pulite che viene dal basso, l'ho visto nella mia campagna elettorale&quot;, &lt;br /&gt;
ha aggiunto de Magistris.
&lt;p&gt; &quot;Anche in 15 anni di lavoro da magistrato, - ha proseguito il sindaco di Napoli - se uno mi chiedesse 'ti sei trovato di fronte a politici inquisiti piu' di centrodestra o di centrosinistra?' non saprei che rispondere. Non esiste in questo momento una superiorità morale, men che meno del Pd, né del centro-sinistra. Se parliamo da un punto di vista morale-penale, sostanzialmente non c'é una superiorità etica di un certo schieramento politico&quot;.
&lt;p&gt;
A proposito dei 500 milioni di fondi che Napoli chiede vengano sbloccati, il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, nel corso di una trasmissione andata in onda su Radio 24 ha chiarito che &quot;non sono soldi aggiuntivi: sono fondi europei già stanziati, non vengono consegnati perché la Regione ha il tetto del Piano di stabilità. 
&lt;p&gt;Per evitare l' assurdo che vengano restituiti a Bruxelles abbiamo chiesto di essere nominati organo intermedio, cioé che Napoli si impegni a spenderli e a rendicontarli. Rilanceremmo occupazione, lavoro e sviluppo della città&quot;. 
&lt;p&gt;Infine, sulla questione rifiuti, De Magistris ha ribadito il &quot;no&quot; del Comune a un possibile nuovo inceneritore: &quot;Lo vuole il presidente della Regione - ha sottolineato il sindaco di Napoli - noi abbiamo ribadito la fondatezza del nostro piano basato su differenziata, compostaggio e altre tecniche eco-compatibili. &lt;br /&gt;
La spazzatura che è ancora per strada lo porteremo provvisoriamente all'estero&quot;.
&lt;p&gt; Infine, dal sindaco di Napoli, un passaggio sulla contrapposizione della Lega ai rifiuti napoletani al Nord: &quot;Non la porteremo al nord perché non la vogliono. Noi in un momento di unità nazionale volevamo portare rifiuti a regola d'arte, chiesti da imprenditori, al nord. La Lega non vuole perché vuole una divisione del Paese. &lt;br /&gt;
Rispettiamo la loro posizione ma é spiacevole vedere alcune Regioni dire no per un pregiudizio politico&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://notizie.tiscali.it/articoli/politica/11/07/27/de-magistris-superiorita-morale-centrosinistra-no.html?print&quot;&gt;Redazione Tiscali &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giulio TREMONTI: &quot;Il Sud è troppo lontano Spreca risorse ma non cresce...&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/14/giulio-tremonti/il-sud-%C3%A8-troppo-lontano-spreca-risorse-ma-non-cresce/560877"></link>
  <updated>2011-05-14T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>560877</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Economia e Finanze (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Non ci si può sognare di fare lo sviluppo con la spesa pubblica&quot;. Poi parla del Sud: &quot;E' una realtà che va indietro e non avanza. Bisogna fare di più. Cominciando a spendere i soldi dell'Europa&quot;
&lt;p&gt;&quot;Non ci si può sognare di fare lo sviluppo con la spesa pubblica. L’unico sviluppo che si fa con la spesa pubblica è l’aumento della stessa spesa pubblica&quot;. Lo ha detto il ministro dell’Economia e delle Finanze Giulio Tremonti intervenendo al convegno Crescere tra le righe organizzato al Borgo La Bagnaia dall’Osservatorio permanente Giovani - Editori.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;La questione meridionale&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Il problema dell’Italia &quot;resta la grande questione meridionale&quot;. Il fatto che l’Italia sia un &quot;paese duale&quot; che cresce a due velocità ne frena lo sviluppo. Tremonti torna a sollevare il problema del Mezzogiorno e in particolare punta il dito contro lo spreco che viene fatto dei fondi europei. &quot;Quest’anno - ha ribadito - stiamo rischiando di perdere 6 miliardi&quot;. &quot;Il Nord - ha osservato il ministro - è la regione più ricca d’Europa, mentre il Sud è una realtà che arretra e non avanza&quot;.  

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Spendere i soldi dell'Europa&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 &quot;La questione meridionale - ribadisce il responsabile dell'Economia - è un fatto politico. Il grande punto del Meridione è che deve spendere i soldi europei che ci sono&quot;. &quot;Al Sud vengono spesi solo il 10% delle risorse provenienti da Bruxelles -continua Tremonti- si vantano quando arrivano al 20%. Quei soldi non spesi vanno ad altri Paesi europei. Questa è una follia&quot;. Allora, conclude il ministro, &quot;la classe politica del Mezzogiorno è capace di spendere questa infinita quantità di capitali o no? Quest’anno stiamo rischiando di perdere 6 miliardi di euro&quot;.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Potremmo tornare avanti alla Germania&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 L’Italia potrebbe recuperare il terreno perso rispetto all’economia tedesca. &quot;Per cinque anni - ha detto Tremonti - siamo stati davanti alla Germania. Poi è avvenuto un cambiamento, la Germania ha fatto più e diversamente, e ha avuto la fortuna terribile di incrociare la domanda cinese&quot;. Tuttavia - ha aggiunto - &quot;non è detto che tra qualche anno ci troviamo posizione ribaltata&quot;. Tremonti ha anche salutato ironicamente con un &quot;welcome, Germania&quot; il fatto che l’economia tedesca si sia ritrovato con il terzo debito pubblico mondiale durante la crisi, facendo retrocedere l’Italia alla quarta posizione. 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Le spiagge&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 &quot;Per lo sviluppo - rivela il ministro - abbiamo fatto un decreto l’altro giorno ed è per certi aspetti pittoresco quanta attenzione sia stata data al tema delle spiagge. E ora posso dire che delle spiagge non me ne frega un tubo&quot;. Quello che è importante, ha spiegato il ministro, &quot;sono i distretti turistici, che sono fondamentali per il paese&quot;. Poi il ministro ha ricordato come nel recente decreto per lo sviluppo varato dal governo &quot;i distretti industriali sono in campo&quot;, lamentando come alcuni aspetti innovativi siano stati ignorati: &quot;voglio solo ricordare ad esempio che c’è il credito d’imposta per la ricerca e c’è credito d’imposta per chi assume nel Sud&quot;. Poi, il titolare del discatero di via XX Settembre bacchetta i media: &quot;Parlando tra l’altro di stampa alla stampa, ho fatto notare che mentre il decreto sviluppo si espandeva dal Mezzogiorno alle opere pubbliche, dalla ricerca scientifica alla semplificazione, ai distretti-alberghieri, l’attenzione si è curiosamente e freneticamente concentrata solo sulle spiagge&quot;. &lt;br /&gt;



&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilgiornale.it/economia/crisi_economica_ricetta_tremonti__non_si_fa_sviluppo_spesa_pubblica/tremonti-crisi_economica-ripresa-debito_pubblico/14-05-2011/articolo-id=523167-page=0-comments=1&quot;&gt;www.ilgiornale.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giulio TREMONTI: «I fattori scatenanti della crisi ci sono ancora tutti»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/14/giulio-tremonti/%C2%ABi-fattori-scatenanti-della-crisi-ci-sono-ancora-tutti%C2%BB-intervista/560869"></link>
  <updated>2011-05-14T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>560869</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Economia e Finanze (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Tutti i fattori che hanno causato la crisi globale «sono tutti ancora in essere». Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, al convegno sull'editoria &quot;Crescere tra le righe&quot; a Bagnaia (provincia di Siena), torna a invocare il primato dell'economia sulla finanza. «Un tempo erano gli stati a stampare moneta ora sono le banche a stampare una pseudo moneta» ha ricordato il ministro facendo riferimento all'eccesso di &lt;a href=&quot;http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-05-03/derivati-resistono-crisi-subprime-221437_PRN.shtml&quot;&gt;&lt;b&gt;finanza derivata&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; che permane a oltre due anni dal crollo della &lt;a href=&quot;http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-04-26/paramo-ristrutturazione-debito-greco-155521_PRN.shtml&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-04-26/paramo-ristrutturazione-debito-greco-155521_PRN.shtml&quot;&gt;&lt;b&gt;banca americana Lehman Brothers&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/a&gt;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;«La medicina dei debiti pubblici è finita»&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
il titolare del Tesoro, intervistato dal direttore del Sole 24 Ore Roberto Napoletano, ha definito una «illusione» la possibilità che qualcuno «fuori dalla politica» potesse risolvere il problema «inventando delle regole». E per il futuro, ha aggiunto: «La medicina dei debiti pubblici è finita, ammesso che fosse una medicina».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;I trattati europei non sono come un matrimonio&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Tremonti ha parlato della crisi dei debiti sovrani auspicando che «la via d'uscita passi da una intensificazione della architettura politica europea». L'Ue - ha spiegato Tremonti - ha una costruzione «positiva e progressiva». Se in un matrimonio i coniugi «sono uniti nella buona e nella cattiva sorte», i trattati europei contemplano «solo la buona sorte» ha sottolineato. Il ministro ha ricordato poi la sua proposta illustrata sul Financial Times, assieme al presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker, per «l'emissione di Eurobond».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il nodo della crescita&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
All'indomani della pubblicazione della &lt;a href=&quot;http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2011-05-13/primo-trimestre-italiano-sale-102352_PRN.shtml&quot;&gt;&lt;b&gt;stima preliminare Istat sul Pil italiano&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;, al palo rispetto a Francia e Germania, la domanda d'obbligo è: &lt;a href=&quot;http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2011-05-13/germania-traino-ripresa-corre-085702_PRN.shtml&quot;&gt;&lt;b&gt;perché l'Italia non cresce?&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;. Il ministro ha ricordato quanto fatto dal governo sul fronte dei conti pubblici. Uno sforzo che è stato riconosciuto a livello internazionale. Detto questo, ha indicato tre &quot;talloni d'Achille&quot; che frenano il Pil italiano. Il primo è il peso dell'economia illegale che resta ancora consistente nel nostro paese. L'evasione fiscale è imponente, nonostante la lotta al sommerso «abbia fatto recuperare 25 miliardi in due anni». Poi Tremonti ha ricordato il tema della dimensione delle imprese («il 95% del Pil è fatto da aziende con meno di 15 dipendenti). Infine il Meridione. «Il Nord Italia è la regione più ricca d'Europa» - ha detto Tremonti, mentre il Sud «è una realtà che va indietro e non avanza».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;La questione meridionale&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Su quest'ultimo punto in particolare ha insistito il ministro. «Da Milano a Roma in treno ci vogliono tre ore - ha ricordato - da Reggio Calabria a Roma è meglio che non vi dica quante ore ci vogliono. I treni che vengono da Nord hanno i moscerini schiacciati sui vetri per la velocità, quelli che vengono da Sud hanno i moscerini tranquilli. Non è impossibile cambiare le cose, ma ci vuole tempo». Il titolare del Tesoro ha definito quella del Mezzogiorno «la grande questione del paese». Come risolverla? In primo luogo il ministro ha sottolineato la situazione dei fondi europei. «Non vengono spesi - ha detto - e questo è un problema. Quest'anno stiamo rischiando di perdere 6 miliardi non spesi, ecco perché vorremmo usare quei soldi per il credito di imposta nel Mezzogiorno. La questione non è finanziaria, occorre sapere usare i fondi che ci sono già».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;«Delle spiagge non me ne frega un tubo»&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Il ministro ha parlato anche del recente decreto sviluppo respingendo le critiche rivolte al governo sulla questione delle spiagge (il governo ha rinnovato le concessioni prima per 90 e poi per 20 anni). «Adesso lo posso dire, non mi frega un tubo: le spiagge non c'entrano nulla, c'è stato un atteggiamento pittoresco» si sfoga Tremonti. Il ministro ha spiegato che la norma sul diritto di superficie dei litorali contenuta nel dl sviluppo «non c'entra nulla con le spiagge» ma ha come obiettivo il rilancio del turismo attraverso la creazione di «distretti a burocrazia zero».
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2011-05-14/tremonti-fattori-scatenanti-crisi-135824_PRN.shtml&quot;&gt;Il Sole 24 Ore - Roberto Napoletano&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Antonio CANCIAN: Recovery plan: fondi residui per l'energia europea</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/10/26/antonio-cancian/recovery-plan-fondi-residui-per-lenergia-europea/547585"></link>
  <updated>2010-10-26T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>547585</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo del Partito popolare europeo (Democratici-cristiani) e dei Democratici europei) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Secondo la relazione della commissione Itre, i fondi del progetto Recovery plan europeo sull'energia sono da destinarsi a progetti innovativi circa l'efficienza energetica e le fonti rinnovabili. Dotazione iniziale 150 milioni.
&lt;p&gt;Nuovi fondi a sostegno del settore energetico è questo l'obiettivo della commissione Industria, ricerca ed energia (Itre) che oggi ha approvato il rapporto sull'utilizzo dei fondi residui del Recovery plan europeo sull'energia.

&lt;p&gt;
Con questi fondi si intende finanziare progetti nel settore dell'efficienza energetica e delle energie rinnovabili tramite diversi strumenti finanziari per favorire la ripresa economica.

&lt;p&gt;
Il relatore ombra, l'onorevole Antonio Cancian, sottolinea la vera novità del testo il quale prevede che i singoli progetti, dopo aver raggiunto il livello di break even, siano in grado di garantire una redditività restituendo in tal modo le somme investite dal fondo.

&lt;p&gt;
Grazie all'accordo raggiunto in prima lettura, il fondo potrà essere operativo da gennaio 2011 con una dotazione iniziale di 150 milioni di euro, base che verrà incrementata nel tempo con altre risorse provenienti dalla Banca europea per gli investimenti, da altre banche pubbliche europee e anche da soggetti privati, fino ad arrivare ad un importo auspicabile di un miliardo di euro.

&lt;p&gt;
Al momento tale fondo è destinato al settore energetico tuttavia si spera che in futuro esso possa rappresentare l'avvio di un principio nuovo che potrà essere replicato anche in altri settori.

&lt;p&gt;
I destinatari del fondo sono amministrazioni locali quali regione, provincie e comuni ma anche enti privati per conto di enti pubblici.

&lt;p&gt;
I progetti dovranno interessare edifici pubblici e privati, la produzione combinata di calore ed elettricità, fonti energetiche rinnovabili decentralizzare e integrate nel contesto locale, trasporti urbani e infrastrutture locali.

&lt;p&gt;
Il testo prevede, inoltre, una clausola di revisione attraverso la quale si dimostrerà l'efficacia del rifinanziamento futuro.

&lt;p&gt;
La relazione passerà nelle mani del Parlamento europeo nella prima plenaria di novembre. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.europarlamento24.eu/recovery-plan-fondi-residui-per-l-energia-europea/0,1254,75_ART_957,00.html&quot;&gt;europarlamento24.eu&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>VASCO ERRANI: «Tremonti lancia accuse ingiuste. Il problema è più generale»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/07/03/vasco-errani/%C2%ABtremonti-lancia-accuse-ingiuste-il-problema-%C3%A8-pi%C3%B9-generale%C2%BB-intervista/502623"></link>
  <updated>2010-07-03T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>502623</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Emilia Romagna (Partito: Cen-sin) - Consigliere Regione Emilia Romagna&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«È inaccettabile che si passi il cerino acceso in mano alle Regioni per delegittimarle come istituzioni. Se si fanno attente verifiche si scoprirà che i problemi di soldi non spesi riguardano anche progetti che non sono
stati portati avanti dai ministeri e dagli enti collegati».
&lt;p&gt; Vasco Errani, il governatore dell'Emilia Romagna in prima fila contro i tagli della manovra come presidente della Conferenza delle Regioni,
rimanda al mittente le accuse del ministro Giulio Tremonti.&lt;br /&gt;
 E non accetta le
bacchettate del governo sul tema di risorse economiche da sfruttare.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Presidente Errani, le accuse di Tremonti secondo lei sono infondate? I dati diffusi sembrano parlare chiaro.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Prima di tutto non è accettabile
un'iniziativa che tende a delegittimare
le istituzioni, quindi consiglio subito a
Tremonti di cambiare i toni. Se si vuole
fare il federalismo ﬁscale c'è un problema di rispetto reciproco, non si puo fare una riforma simile contro le Regioni e i Comuni»
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;L'ha sorpresa l'attacco del ministro?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«No, già nella relazione sul federalismo fiscale erano contenuti giudizi a dir poco ingiusti e ingenerosi sugli enti
locali»
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Mentre le Regioni si lamentano per i tagli, Tremonti indica sprechi da tagliare e un 'tesoretto' su cui potreste
far leva. Come accoglie questi &quot;suggerimenti&quot;?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Non si tratta affatto di indicazioni
tecniche, si usa questo argomento impropriamente per nascondere i tagli insostenibili di una manovra come quella del governo che colpisce i servizi ai
cittadini, le imprese e le risorse dei territori. Qui non c'è nessuno che con il righello in mano può bacchettare gli altri».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Lei difende i governatori accusati di
&quot;cialtroneria&quot;?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Se si fanno le verifiche si scoprirà che i problemi dei fondi non spesi riguarda progetti che non sono stati
portati avanti da ministeri o enti collegati. E' inaccettabile passare il cerino in mano a istituzioni che
vanno invece rispettate»
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;L'Emilia Romagna è entrata nella &quot;lista nera&quot; del ministro?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«No, l'Emilia è ai primissimi posti per
la capacità di spendere le risorse europee e ha avuto anche dei &quot;premi&quot; per aver speso i soldi in modo completo e
investendoli bene. Ma questo non cambia la questione di fondo di rispetto reciproco tra istituzioni che devono
collaborare per il federalismo fiscale».
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=SMJIH&quot;&gt;la Repubblica - Eleonora Capelli&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giovanni Saverio Furio PITTELLA: «Tremonti ha torto. Non può scaricare sulle Regioni colpe del governo»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/07/03/giovanni-saverio-furio-pittella/%C2%ABtremonti-ha-torto-non-pu%C3%B2-scaricare-sulle-regioni-colpe-del-governo%C2%BB-intervista/502622"></link>
  <updated>2010-07-03T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>502622</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) - Vicepres. Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Tremonti ha torto. Non può scaricare sulle Regioni una inadempienza che è anche del govemo». 
&lt;p&gt;Così Gianni Pittella (Pd), vicepresidente del Parlamento europeo, risponde alle accuse lanciate dal ministro dell'Economia contro le amministrazioni meridionali.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Onorevole, resta il fatto che i
numeri gli danno ragione.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

I numeri non bastano a chiarire la
questione, che e molto più profonda. Tremonti dice il vero quando afferma che i fondi non sono stati
spesi in molti casi nella giusta direzione ma omette di dire che la causa e anche parte della sua responsabilità.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Perche?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Per tre motivi. Togliendo una parte
dei fondi Fas alle Regioni dopo aver
scardinato l'impianto programmatico messo in piedi dal governo Prodi (che prevedeva l'abbinamento dei
fondi europei a quelli nazionali
ndr) le amministrazioni sono state
messe in grave difficoltà. Gli si è tolto un mattone di un ediﬁcio programmatico che era stato pensato 
insieme alle Regioni, poi è stato tolto l'ordinario e questo le ha costrette a trasformare i fondi europei da addizionali a sostitutivi dell'ordinario
(per costruire strade piazze, pubbliche illuminazioni).&lt;br /&gt;
 Inﬁne, da anni chiediamo di costruire una cabina
di regia a livello di Regioni meridionali per puntare a progetti di sistema che consentano di finanziare le grandi infrastrutture ﬁsiche e la logistica, l'alta velocità, i porti, le infrastrutture immateriali. Ma questa cabina di
regia, che andava costituita a palazzo Chigi o presso il ministero gestito da Tremonti, purtroppo non si è mai insediata.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Lei, dunque, assolve le Regioni.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

No, ma sostanzialmente non sono
state messe nelle condizioni di fare
un determinato tipo di spesa. Che poi ci siano limiti, inadempienze, responsabilità anche di livello regionale è indubbio. L'autocritica va fatta, ma non può essere il governo a ergersi a giudice delle Regioni. Perchè, ripeto, l'esecutivo sul Mezzogiorno ha pesanti colpe.
&lt;p&gt; 
&lt;b&gt;Cosa c'è dietro quest'ultimo attacco di Tremonti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
A me pare che il ministro voglia buttarsi avanti per non cadere indietro. Mentre sta preparando la polpetta avvelenata di un federalismo senza solidarietà e quindi penalizzante per le regioni del Sud, si lancia in una polemica senza quartiere contro enti locali in modo da poter giustificare in anticipo il vulnus che sta preparando con il federalismo fiscale.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ha però detto che i soldi per il Sud saranno di più e non di meno.Lei ci crede?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
 No. Ma quello che mi spaventa di
più è che continua a mancare una
politica per il Mezzogiorno.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=SMLXN&quot;&gt;La Discussione - Fabiana Cusimano&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Nichi VENDOLA: Il Ministro Tremonti usi più prudenza nelle sue dichiarazioni contro il Mezzogiorno, soprattutto in tema di fondi europei.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/07/02/nichi-vendola/il-ministro-tremonti-usi-pi%C3%B9-prudenza-nelle-sue-dichiarazioni-contro-il-mezzogiorno-soprattutto-in-tema-di-fondi-europei/502595"></link>
  <updated>2010-07-02T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>502595</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Puglia (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Consigliere Regione Puglia (Lista di elezione: SeL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Vorrei chiedere al Ministro Tremonti di usare più prudenza nelle sue diuturne dichiarazioni contro il Mezzogiorno, soprattutto in tema di fondi europei. Vorrei evitare di ricordargli quali siano i dati ancora più “scandalosi” (metto tra virgolette, perché la citazione è fedele) che vengono fuori dalla gestione dei fondi comunitari gestiti dai Ministeri.
&lt;p&gt;
Basta scorrere le Tabelle del Rapporto Strategico 2009 redatto dal Dipartimento Politiche di Sviluppo del Ministero degli Affari Regionali per verificare che sul totale dei Fondi comunitari gestiti dai Ministeri (PON), che ammonta a circa 11 miliardi di euro, i Ministeri interessati (Sviluppo Economico, Ricerca, Ambiente, Interni, Infrastrutture) hanno speso poco più di 732 milioni di euro, pari al 6,7 % della dotazione disponibile. 
&lt;p&gt;È evidente che la “cialtroneria” delle Regioni del Mezzogiorno ha prodotto comunque performance migliori, in termini di capacità di spesa, rispetto ai responsabili delle misure gestite direttamente dai Ministeri. Non credo che un Ministro così scrupoloso e attento come Tremonti possa aver incautamente ignorato questi dati incontrovertibili. 
&lt;p&gt;Se l’intento è quello di avvelenare i rapporti tra Governo centrale e Regioni, voglio tranquillizzare il Ministro che da parte nostra continueremo a ricercare un dialogo proficuo nel merito delle questioni, incoraggiando un confronto realmente ispirato al principio costituzionale di leale collaborazione tra Stato e Regioni. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.nichivendola.it/sito/mcc/informazione/contro-il-mezzogiorno.html&quot;&gt;nichivendola.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giulio TREMONTI: «La cialtroneria al Sud non è di destra o sinistra ma di una classe politica che non sa fare gli interessi dei cittadini»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/07/02/giulio-tremonti/%C2%ABla-cialtroneria-al-sud-non-%C3%A8-di-destra-o-sinistra-ma-di-una-classe-politica-che-non-sa-fare-gli-interessi-dei-cittadini%C2%BB/502587"></link>
  <updated>2010-07-02T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>502587</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Economia e Finanze (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il ministro dell'Economia attacca le istituzioni che hanno diritto ai fondi Ue ma poi non li spendono.
&lt;p&gt;Basta con la «cialtroneria» di chi protesta solamente. Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, intervenendo all’assemblea della Coldiretti si scaglia contro chi, al Sud, non fa gli interessi dei cittadini e non spende i fondi messi a disposizione dall’Ue.

&lt;p&gt;
I FONDI MAI UTILIZZATI &lt;br /&gt;
«L’agricoltura italiana - ha detto - ha tenuto nella crisi, anche nel Sud. Anche se i problemi ci sono». Il ministro ha ricordato che ieri ha incontrato il commissario Ue ai fondi europei con il quale si è sottolineato il fatto che per il Sud c’è stato uno stanziamento nell’ambito del programma comunitario 2007-2013 pari a 44 miliardi di euro dei quali ne sono stati usati solo 3,5. 
&lt;p&gt;Uno «scandaloso percorso» secondo il titolare del dicastero di via XX Settembre. «Mentre cresceva la protesta contro i tagli subiti, aumentavano i capitali non usati - ha evidenziato il ministro -.
&lt;p&gt; Più il Sud declinava, più i fondi salivano. Questa cosa è di una gravità inaccettabile». E la colpa - ha aggiunto - «non è dell’Europa, dei governi di destra o di sinistra, ma è colpa della cialtroneria di chi prende i soldi e non li spende. &lt;br /&gt;
E siccome i soldi per il Sud saranno di più e non di meno nei prossimi anni allora non si può continuare con questa gente che sa solo protestare ma non sa fare gli interessi dei cittadini». &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/10_luglio_02/tremonti-cialtroneria-regioni-sud_0de5d24e-85cb-11df-adfd-00144f02aabe_print.html&quot;&gt;Corriere.it - Redazione online&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Roberto ROSSO: Ecco cosa faremo</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/04/17/roberto-rosso/ecco-cosa-faremo/498840"></link>
  <updated>2010-04-17T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>498840</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) - Vicepres. Regione Piemonte (Partito: PdL) - Assessore Regione Piemonte (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Quale sara' il punto forte del suo programma? «Importare in Piemonte le politiche avviate in altre regioni. I Centri per l'impiego non funzionano: appena il 5 per cento dei contratti di lavoro seguono quel canale. Serve una Banca del Lavoro telematica, in cui domanda e offerta possano incontrarsi». Sara' sufficiente? «Voglio anche rivedere la formazione professionale insieme con le categorie produttive. Bisogna sfruttare i fondi europei, fare in modo che le persone si formino sui luoghi di lavoro. E includere settori finora tagliati fuori, come commercio e artigianato». La sua prima azione? «Trattare con il governo per favorire al massimo l'anticipazione degli ammortizzatori sociali, visto che siamo la Regione con il piu' alto tasso di ricorso alla cassa integrazione».&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://archivio.lastampa.it/LaStampaArchivio/main/History/tmpl_viewObj.jsp?objid=10343817&quot;&gt;La Stampa&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giorgio NAPOLITANO: Sud. Preoccupa la &quot;caduta di attenzione&quot;  della politica nazionale sul Mezzogiorno</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/05/22/giorgio-napolitano/sud-preoccupa-la-caduta-di-attenzione-della-politica-nazionale-sul-mezzogiorno/391310"></link>
  <updated>2009-05-22T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>391310</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. della Repubblica&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
  Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha espresso oggi preoccupazione per la &quot;caduta di attenzione&quot; nei confronti del Mezzogiorno, sottolineando la necessità di una politica nazionale per il Sud del Paese.

&lt;p&gt;
&quot;Sono preoccupato per la caduta di attenzione verso il Mezzogiorno. All'attenzione deve seguire una serie di scelte, abbiamo bisogno di una visione nazionale, di una politica nazionale per il Mezzogiorno&quot;, ha detto in serata Napolitano a Palermo, ai microfoni del Tg1.

&lt;p&gt;
Il capo dello Stato ha aggiunto poi di non aver mai in passato &quot;dissimulato né dissimulo oggi una critica per il modo in cui sono stati impiegati i fondi europei&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://it.reuters.com/articlePrint?articleId=ITMIE54L0TM20090522&quot;&gt;Reuters&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Silvio BERLUSCONI: Ricostruzione in Abruzzo. «Non tasso i ricchi. Per trovare i fondi ho altre 16 strade»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/04/17/silvio-berlusconi/ricostruzione-in-abruzzo-%C2%ABnon-tasso-i-ricchi-per-trovare-i-fondi-ho-altre-16-strade%C2%BB/390977"></link>
  <updated>2009-04-17T00:00:00Z</updated>
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  <id>390977</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Pres. del Consiglio   (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Boccio la stangatina fiscale sui redditi alti. Tra le ipotesi alternative lo scudo fiscale e una lotteria ad hoc. Probabile un rincaro della benzina e delle sigarette.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 «Questa tassa qualcuno l`ha evocata come ipotesi. Io assolutamente ho detto che non c`è stata nessuna decisione». Silvio Berlusconi mette probabilmente la parola fine sulla paventata stangatina fiscale sui presunti ricchi. Il prelievo extra sui redditi sopra i 120mila euro, dunque, non sarà una delle strade che il governo percorrerà per mettere insieme le risorse necessarie a ricostruire le zone colpite dal terremoto in Abruzzo.

&lt;p&gt;
Da Poggio Picenze (in provincia dell`Aquila) durante l`inaugurazione della scuola nel campo terremotati, il premier ieri ha dunque chiarito che il governo si muoverà in altre direzioni. A cominciare dalla pista del cinque per mille che, in ogni caso, «non deve togliere agli altri, come ad esempio le Onlus».&lt;br /&gt;
 Il ventaglio di opzioni è assai ampio. «Di ipotesi per reperirei fondi ce ne sono tante, 17» ha detto il Cavaliere, con un pizzico di scaramanzia. E ancora:&lt;br /&gt;


oggi «17 alle ore 17 si farà la riunione per decidere» e una delle ipotesi «la casso subito - ha aggiunto scherzando - così ne restano 16».

&lt;p&gt;
Non è ancora chiaro se serviranno addirittura quei 12 miliardi di euro calcolati per analogia con altri eventi sismici del passato - dal ministro dell`Interno, Roberto Maroni. Fatto sta che a stretto giro l`esecutivo dovrà sciogliere le riserve sull`intervento complessivo:&lt;br /&gt;


si tratterà, a tutti gli effetti, di una manovrina sui conti pubblici.

&lt;p&gt;
La regia, ovviamente, è affidata al responsabile dell`Economia, Giulio Tremonti. E in queste ore, a via Venti Settembre i tecnici stanno passando al setaccio i vari scenari.&lt;br /&gt;


Il quadro finale dipenderà dalle effettive richieste di finanziamento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


La gamma delle possibili fonti di approvigionamento, come accennato, prevede opzioni in più campi: a partire da una generica sforbiciata alla spesa pubblica e a quella farmaceutica che potrebbe servire per coprire il contributo di 800 euro agli artigiani e ai commercianti rimasti senza lavoro.

&lt;p&gt;
Sembra prendere corpo, poi, un aumento delle accise su benzina e gasolio: circa 5 centesimi in più al litro dovrebbero fruttare 250 milioni di euro l`anno. Cifra analoga potrebbe arrivare da una maggiorazione della tassa sulle sigarette.

&lt;p&gt;
Il progetto di un nuovo scudo fiscale - destinato a portare denaro direttamente nelle casse dell`Erario e a immettere nuovi capitali in circolazione nell`economia italiana - è invece in alto mare. Mentre appare un po' più concreto il ricorso al salvadanaio del Lotto e del Superenalotto. Tra le ipotesi: una lotteria e un &quot;Gratta e vinci&quot; ad hoc per il terremoto, un aumento dei tributi sulle new slote un prelievo straordinario sui giochi - in particolare quelli online - da circa 200 milioni.

&lt;p&gt;
Fermo restando, poi, l`assegno di circa 500 milioni di euro che dovrebbe staccare Bruxelles attingendo al fondo catastrofi, il governo starebbe studiando pure la possibilità di particolare la suddivisione dei finanziamenti europei destinati alle regioni in ritardo di sviluppo: l`idea su cui si sta ragionando, in pratica, è quella di creare una corsia preferenziale proprio per l`Abruzzo.

&lt;p&gt;
La lista è lunga. Quella definitiva si conoscerà nel dettaglio probabilmente solo il 24 aprile nel consiglio dei ministri in programma nel capoluogo abruzzese.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/LES/LESTR.pdf&quot;&gt;Libero - Francesco De Dominicis&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIOVANNI CHIODI: Regional innovation change</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/02/18/giovanni-chiodi/regional-innovation-change/388806"></link>
  <updated>2009-02-18T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>388806</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Abruzzo (Partito: PdL) - Consigliere Regione Abruzzo (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Credo che bisogna allacciare sempre nuove e più strette relazioni a Bruxelles e cercare di cogliere tutte le opportunità, che non sono solo quelle offerte dai fondi strutturali assegnati alle regioni, ma anche tante altre linee possibili di intervento e programmi comunitari che dovranno essere esplorati e ai quali dovrà partecipare la nostra Regione&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.primadanoi.it/modules/bdnews/article.php?storyid=19264&quot;&gt;primadanoi&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIOVANNI CHIODI: Fondi europei: oltre 300milioni per l’Abruzzo</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/02/06/giovanni-chiodi/fondi-europei-oltre-300milioni-per-l%E2%80%99abruzzo/388651"></link>
  <updated>2009-02-06T00:00:00Z</updated>
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  <id>388651</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Abruzzo (Partito: PdL) - Consigliere Regione Abruzzo (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Dobbiamo perseguire, innanzitutto, obiettivi qualitativi. Servono progetti affidabili, proposte credibili di nuove iniziative di sviluppo perché ci troviamo di fronte una sfida troppo importante.
La macchina amministrativa della Regione è a disposizione degli enti e delle forze imprenditoriali che intendono attingere alle risorse europee.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.primadanoi.it/modules/bdnews/article.php?storyid=19024&quot;&gt;primadanoi.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giorgio NAPOLITANO: «Rinnovare la politica, essenziale il ricambio generazionale».</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/17/giorgio-napolitano/%C2%ABrinnovare-la-politica-essenziale-il-ricambio-generazionale%C2%BB/388264"></link>
  <updated>2009-01-17T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>388264</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. della Repubblica&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;	&lt;br /&gt;
«Temo un vuoto di strategia per il Mezzogiorno, crollo degli investimenti»
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E’ venuto qui in terra di Calabria non per una visita - per così dire - convenzionale ma per una missione concreta, volta a verificare lo stato di salute di due atenei di eccellenza (Cosenza e Reggio) in una regione tormentata da mille problemi di legalità, per ascoltare le ragioni di chi lamenta il gap con il Nord, ma anche per esortare al rinnovamento della politica, per richiamare il governo nazionale e gli uomini del Sud ai rispettivi doveri. &lt;br /&gt;
Giorgio Napolitano prima di parlare dalla tribuna del convegno ”Mezzogiorno euro-mediterraneo”, incontra una delegazione di studenti che gli consegnano una lettera in cui denunciano tra l’altro «l’assenza in Calabria di uomini politici capaci». Napolitano risponde pronto: «Allora, preparatevi a sostituirli». E soggiunge: «E’ essenziale un rinnovamento generazionale nella politica e nell’amministrazione. Ma questo non si decide per decreto. Solo attraverso uno sforzo, un’apertura che bisogna a tutti i costi provocare in un sistema ancora molto chiuso». Un richiamo al ricambio generazionale, ma anche un invito ai giovani perché si diano da fare contro la gerontocrazia inamovibile, ovviamente valido non solo per la Calabria.&lt;br /&gt;
 Dal palco del convegno, poi, il Presidente sviluppa il tema degli squilibri che penalizzano il Sud. Torna con vigore sui concetti espressi poco più di un mese fa a Napoli. Denuncia: «Verso il Sud c’è una drammatica caduta di attenzione da parte di tutte le forze rappresentative del Paese». E spiega: da diversi anni sono diminuiti anche gli investimenti ordinari dello Stato nelle regioni meridionali; quanto ai Fondi europei, essi dovrebbero avere un «carattere addizionale non sostitutivo». Ancora: c’è un bilancio critico della nuova programmazione portata avanti in Italia nei confronti del Sud, nel decennio 1998-2008, al punto che non si sa nemmeno se il quadro strategico nazionale 2007-2013 sia tuttora «valido e impegnativo». &lt;br /&gt;
Il timore è che ad esso sia destinato a seguire «un puro e semplice vuoto di strategia». Ma questo - sottolinea Napolitano - è solo uno dei corni del problema. L’altro tira in ballo ancora una volta gli amministratori locali. Osserva: «Si pone la questione di un impiego oculato e produttivo delle risorse pubbliche». E richiamandosi alle posizioni del meridionalismo storico sempre franco mai autocommiserativo, Napolitano sottolinea i modesti risultati raggiunti dalle amministrazioni del Sud per ridurre il divario con il Nord. Di qui, da una parte, «il dovere di solidarietà tra Nord e Sud», ma dall’altra «un impegno all’autocorrezione e all’innovazione» da portare avanti nel Sud; anzitutto (ma non solo) nel contrasto alla criminalità organizzata: problema «enorme e grave» che pesa sullo sviluppo del Mezzogiorno.&lt;br /&gt;
 Napolitano ha partecipato anche all’inaugurazione di un centro per disabili di un’associazione fondata da don Italo Calabrò, sacerdote anti-mafia morto nel ’90, fratello di Corrado, Garante delle comunicazioni.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=KHA2U&quot;&gt;Il Messaggero - Paolo  Cacace&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Stefano SAGLIA: «Rischi sociali enormi, il governo deve intervenire»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/12/15/stefano-saglia/%C2%ABrischi-sociali-enormi-il-governo-deve-intervenire%C2%BB-intervista/382932"></link>
  <updated>2008-12-15T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>382932</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) - Pres. commissione Camera Lavoro &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Il governo sino ad oggi, e credo abbia fatto bene, ha cercato di concertare tutte le politiche anti-crisi con l’Ue. Oggi però si pone un problema in più: Francia, Germania e ora si dice anche la Gran Bretagna, si stanno muovendo per sostenere il settore dell’auto. E questo crea una asimmetria a svantaggio dei nostri produttori». Stefano Saglia, presidente della commissione Lavoro della Camera e leghista doc, ritiene ineludibile un intervento a sostegno del settore auto: «In più occasioni ho sollecitato il governo a trovare misure adeguate».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; È una posizione nuova per la Lega che tante volte ha criticato provvedimenti come la rottamazione.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «È vero. Ma ci dobbiamo rendere conto che ci sono 83.000 persone che lavorano in Fiat e 375.00 nell’indotto automobilistico. Una crisi del sistema automobile in Italia provocherebbe una problematica sociale enorme. È una situazione che non possiamo ignorare».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Si andrà quindi verso una proroga della rottamazione?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
«Credo che bisognerà adottare provvedimenti improntati all’ambiente e all’innovazione, poi li possiamo definire rottamazione o incentivi ecologici o quant’altro, l’importante è che siano indirizzati soprattutto verso le auto meno inquinanti, quelle di piccola cilindrata in cui, tra l’altro, la nostra produzione è specializzata».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Quale può essere lo strumento legislativo più adatto?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Il decreto anti-crisi. Domani (oggi, ndr) scadono i termini per gli emendamenti in commissione, però poi il decreto rimarrà all’esame della Camera fino alla seconda settimana di gennaio. Credo che al ministero dell’Economia attenderanno le mosse nell’ambito europeo, ma so che sono assolutamente consapevoli del problema e quindi con il passaggio in Aula del provvedimento ci potrebbero essere novità. Altro strumento è il decreto mille proroghe che di solito viene approvato nell’ultima seduta dell’anno del Consiglio dei Ministri».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Da oggi, e per circa un mese, la Fiat chiuderà le sue fabbriche: 50.000 lavoratori andranno in cig. Il decreto anti-crisi aumenta il fondo per gli ammortizzatori e prevede l’una tantum per i precari. È sufficiente di fronte ad una crisi così ampia?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Su questo terreno mai nulla è sufficiente. È chiaro che farebbe piacere a tutti trovare un sistema, come quello ipotizzato dagli economisti Tito Boeri e Pietro Garibaldi, di ammortizzatori sociali universali. Ma penso sia stato fatto il massimo consentito dal bilancio italiano: un miliardo e 200 milione di euro sono una dotazione davvero consistente per gli ammortizzatori. Ed è la prima volta, neanche i governi di sinistra erano mai riusciti a fare una cosa del genere, che si interviene con l’”una tantum” sui co.co.pro, ma molto più significativamente sugli apprendisti e sui lavoratori interinali. Su questi ultimi credo che bisognerebbe fare qualcosa di più perché sono i primi ad essere lasciati a casa». &lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Come?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Presenterò un emendamento per utilizzare le risorse europee, legate alla formazione, a disposizione dal 2007 al 2013. Si tratta di circa sei miliardi in sei anni. Con l’accordo dell’Europa, una parte di questi soldi si possono utilizzare come sostegno al reddito o come voucher che il lavoratore può spendere per trovare un altro lavoro o per essere accompagnato nel periodo in cui rimane disoccupato».  

 
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=K6XU8&quot;&gt;Il Mattino - Giusy Franzese&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Silvio BERLUSCONI: «L'addio alle Province è nei patti, quei soldi servono». «La Lega mi ha stufato»</title>
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  <updated>2008-12-12T00:00:00Z</updated>
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  <id>382905</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Pres. del Consiglio   (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Lo scontro sulla giustizia è servito a Berlusconi per regolare i conti nella maggioranza, ristabilire i rapporti di forza e porre un paletto alla tattica movimentista della Lega, che stava stringendo accordi con il Pd sul federalismo. Ecco il motivo per cui Berlusconi ha brandito il tema della magistratura come un'arma.

&lt;br /&gt;


E non c'è dubbio che intenda riformarla, ma non è questa oggi la priorità: in cima ai suoi pensieri c'era e c'è la crisi. La giustizia è stata usata come un diversivo. Perché il Cavaliere è consapevole che la partita della legislatura si gioca sull'economia, ruota attorno a quella che Confalonieri ha definito la «sana dialettica» con Tremonti, e riguarda la linea da adottare per affrontare l'emergenza. Sostenendo che «non si può dialogare con l'opposizione», il premier ha voluto spostare l'attenzione dei media dalla crisi, e soprattutto mettere sull'avviso Bossi. Quando l'ha fatto, nel pomeriggio di mercoledì, si era già assicurato tre obiettivi: aveva appena sbloccato — dopo un braccio di ferro durato oltre un mese — i primi 16 miliardi da investire nelle infrastrutture; aveva ottenuto l'aumento «fino a un miliardo almeno» dei fondi per i lavoratori che dovranno ricorrere alla cassa integrazione; e — cosa importante — aveva garantito alla Gelmini il via libera per chiudere l'intesa con i sindacati sulla scuola, alla vigilia dello sciopero generale della Cgil.

&lt;p&gt;
Non è la giustizia, è la crisi economica che lo assilla, con i danni che rischia di produrre al Paese e in prospettiva anche alla stabilità del governo. Una stabilità che Berlusconi misura quotidianamente attraverso il termometro del consenso. E non è un caso se due giorni fa — annunciando una ripresa negli indici di gradimento — aveva spiegato il precedente calo nei sondaggi: «Colpa delle polemiche sull'Iva a Sky, e delle vicende legate alla scuola». La scuola prometteva di rimanere una minaccia, perciò ha impegnato Gianni Letta per arrivare al patto con i sindacati, mettendo nel conto che l'opposizione l'avrebbe criticato e si sarebbe attribuita il successo della vertenza. Ma il sentiero andava bonificato da quella mina. E l'intesa porta la sua firma. Come raccontava ieri il leader della Cisl Bonanni, «fino all'ultimo il Tesoro ha resistito, prima che Berlusconi si imponesse». Si era imposto la mattina precedente, durante un incontro a tratti molto teso con Tremonti e il titolare dell'Istruzione. A quell'incontro era seguito un vertice che il premier ha rivelato durante la presentazione del libro di Vespa: «Ci siamo appena visti con Tremonti, Scajola e Fitto...». Non ha detto in pubblico quel che ha spiegato ai suoi collaboratori, e cioè che «la riunione è stata accesa ma indispensabile».
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

È stato dopo quel vertice che è andato allo scontro sulla giustizia con il Pd. Berlusconi ha parlato a Veltroni perché Bossi intendesse. Lo spiega senza mezzi termini il fedelissimo Valducci: «È tutta una partita interna. Sembrerà un paradosso ma c'è un motivo se Berlusconi cita i sondaggi, perché con quelli è costretto a governare. Nel senso che, appena ha avuto un momento di flessione, hanno cercato di metterlo in difficoltà. Sulla scuola è stata la Lega, sull'Iva per Sky è stata An. Così, appena si è rilanciato nel rapporto con l'opinione pubblica, ha voluto farsi sentire». A Bossi che ieri gli rammentava l'accordo sul federalismo, il premier ha ribattuto ricordandogli che &lt;b&gt;«l'abolizione delle province è parte del mio programma».&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Da tempo preme perché si intraprenda il percorso, «con i soldi risparmiati potremmo fare molte cose, invece...».&lt;br /&gt;
 Invece la Lega ha sempre risposto picche, «e io mi sono stufato». Si è stufato di sentirsi dire che non ci sono fondi: ha dovuto ingoiare il rospo della mancata detassazione delle tredicesime e ha ottenuto in cambio solo la social card, che non lo entusiasma. È a caccia di soldi Berlusconi, in vista di un 2009 che si preannuncia economicamente duro e politicamente importante, perché incrocerà il test delle Amministrative e il voto per Strasburgo. Certo, l'economia italiana non è minacciata dai mutui che negli Usa hanno avuto l'effetto di un ordigno sul sistema, ma può esser minata dal credito al consumo, che agisce come un cecchino sui singoli cittadini e rischia di spezzare il meccanismo. Il vertice di mercoledì con Tremonti, Scajola e Fitto è servito al premier per vederci chiaro: sul piatto ci sono infatti 110 miliardi, tra fondi europei e fondi per le aree sottoutilizzate. Come verrà spesa questa montagna di soldi? Ecco la partita della legislatura, non la giustizia. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/08_dicembre_12/silvio_conti_Lega_Verderami_b5dbc234-c816-11dd-a869-00144f02aabc_print.html&quot;&gt;Corriere della Sera - Francesco Verderami&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Andrea RONCHI: Maggiore progettualità per utilizzare le risorse che l'Europa ci mette a disposizione: lotta contro le frodi e tavolo con le Regioni.</title>
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  <updated>2008-12-04T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) -  Ministro  Politiche comunitarie (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;L'Italia deve saper fare di più, produrre maggiore progettualità perché in un periodo così pesante sarebbe un delitto non utilizzare le risorse che l'Europa ci mette a disposizione (28 miliardi nel prossimo futuro).&lt;br /&gt;

Da parte del ministero è già stata intrapresa una lotta contro le frodi che possono sorgere nell'uso dei fondi comunitari; sarà poi istituito un tavolo con le Regioni per essere sinergici rispetto alle possibilità che ci vengono offerte e per le quali dobbiamo produrre progettualità: dobbiamo lavorare per essere vicini al privato che vuole investire e ai cittadini in difficoltà. Se ci sono prospettive, anche i giovani rimangono in montagna.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/moddettnews.php?idnews=795272&amp;canale=ECO&amp;comunicati=1&amp;articolo=UE:%20RONCHI,%20SU%20FONDI%20EUROPEI%20NECESSARIA%20MAGGIORE%20PROGETTUALITA%27&quot;&gt;ASCA&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Pier Luigi BERSANI: «Confronto possibile ma serve una svolta su stipendi e pensioni»  -  INTERVISTA</title>
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  <updated>2008-12-01T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Pierluigi Bersani non vuole parlare di &quot;intese fuori dai contenuti&quot;, espressione che nel gergo politico significa &quot;niente inciuci&quot;, ma un dialogo. sul merito delle cose non lo demonizza. «Non abbiamo pregiudizi», spiega rispondendo al pressing del governo che, per bocca di Sacconi. chiede una «vera coesione nazionale» per far fronte alla crisi. I «ma» avanzati dal ministro ombra dell’Economia del Pd sono comunque tanti.&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Lei dice che un dialogo sulle cose sarebbe possibile. A che condizione?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;


«Le condizioni minime sono: una misura strutturale su salari, pensioni e stipendi intermini di detrazione fiscale, fuori dalle una tantum; un rafforzamento e chiarimento sul tema degli ammortizzatori sociali; e il ripristino di investimenti pubblici e privati con carattere di automatismo».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Questo basterebbe?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Però vorrei ricordare che questi tagli sul 55% e sul credito d’imposta sulla ricerca vengono dopo la sospensione del credito d’imposta per gli investimenti nel Sud. E’ proprio una linea: distruggere le novità del governo Prodi, non ci può essere altra spiegazione. In epoca di recessione queste sono scelte irrazionali, spiegabili solo da pregiudizio ideologico».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Il taglio del 55% è quello sul risparmio energetico?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Chi ha fatto ristrutturazioni nel 2008 per risparmio energetico in casa, dagli infissi ai pannelli alle caldaie, se prenderà i soldi sappia che potranno essere decurtati fino a 15 mila giuro. Una bella botta, ed è un taglio retroattivo».&lt;br /&gt;


 
&lt;b&gt;
Torniamo al governo: il dialogo istituzionale auspicato riguarda anche le Regioni sui fondi europei e i sindacati sui contratti.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Vorrei dire una cosa molto semplice: da luglio a oggi, dopo tre decreti e una Finanziaria, abbiamo presentato proposte sotto forma di emendamenti. Solo un bugiardo può affermare che abbiamo detto solo dei no. Non abbiamo mai trovato accoglienza, ora c’è un vago cenno...».&lt;br /&gt;


 
&lt;b&gt;
La crisi s’è aggravata e la recessione incombe, se ne esce solo tutti insieme.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«E’ incredibile, dopo quanto è successo, che ci si dica &quot;collaboriamo&quot;. Comunque faremo un nostro pacchetto di proposte per costruire il confronto. Di fronte a soluzioni potabili non ci tireremmo indietro».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Che giudizio dà del piano anti crisi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«E’ totalmente prociclico, non sposta nulla. Come è stato a luglio: la manovra era sbagliata, troppi soldi sull’Ici, sull’Alitalia, la detassazione degli straordinari...tutto questo fa almeno 8-9 miliardi. Ora le norme sull’energia si occupano di elettricità invece che di gas; in una fase di tariffe decrescenti bloccano le tariffe di distribuzione e trasporto d’energia con la conseguenza di stasi degli investimenti; la riduzione dell’anticipo fiscale non riguarda gli autonomi; sugli ammortizzatori ci sono pochissimi soldi e una miriade di norme limitanti».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Il dialogo sui Fondi comunitari?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Se accettassero un consiglio, il centrodestra dovrebbe dire a Regioni e Comuni: non voglio portarvi via i soldi per gli investimenti previsti nel Fas o nei piani europei, ma casomai accelerarli. Quindi portatemi qui un pacchetto di interventi già cantierati e fermi e partiamo con quelli, pro quota per Regione».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Invece il governo che fa?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Continuare a rastrellare soldi per metterli su ipotetiche grandi opere nazionali propone due strade: o le opere sono già in corso, come la Salerno-Reggio Calabria, e il cavallo beve quel che beve; o sono nuove, come il Ponte sullo Stretto, ma ne parleremo tra ics anni. Allora meglio mandare avanti i cantieri locali, no?».&lt;br /&gt;
 

 

&lt;b&gt;Sugli ammortizzatori che dice?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Sacconi vuole fare un fondo per il lavoro, ricavato dal Fas o dai fondi europei. L’idea di usare risorse del fondo sociale europeo per gli ammortizzatori viola un vincolo. Non dico che non si possa essere flessibili, ma spostarlo sic et simpliciter dalla formazione all’ammortizzatore ci porta su un vicolo cieco. Cerchiamo soluzioni intermedie. Ma avverto Tremonti e Sacconi che le Regioni, anche se non hanno ancora speso i soldi, hanno procedure aperte in corso: non si può andare con l’accetta e portar via loro i soldi. Solo con un dialogo ragionevole se ne esce».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;E il confronto con il sindacato?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Consiglierei di venir via da posizioni ideologiche. A luglio c’era l’onda per lo sviluppo della contrattazione decentrata e della produttività e si sono imbarcati in un privilegio degli straordinari, totalmente sbagliato. Ora si sono fermati, e spero facciano autocritica, e hanno spostato il tiro sui premi di produzione. Bene, lo dice anche Bonanni, lo si fa per lo sviluppo delle forme decentrate di contrattazione. Ma attenzione, il tema sarà pure interessante, ma non c’è coerenza con quanto sta avvenendo: è una pista non sbagliata ma scollegata, troppo ideologica. Rispetto al fatto che i problemi di oggi si chiamano &quot;produzione&quot; e &quot;occupazione&quot;».
&lt;br /&gt;

 

&lt;b&gt;Ma lei è favorevole all’intesa sui contratti o no?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Certo che sì, auspico che si arrivi all’intesa sul secondo livello a firme congiunte. Ma aggiungo: non possiamo in questi due mesi occuparci di metodo, cioè di come sarà la nuova contrattazione, mentre di fatto è in corso una crisi epocale. I lavoratori potrebbero anche non capire di cosa discutiamo. La priorità e le preoccupazioni oggi sono tutt’altre».
&lt;br /&gt;

 

&lt;b&gt;La carta acquisti?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Dico sempre che c’è chi ha bisogno anche di 40 euro. Male non fanno, ma bisogna darli in modo più dignitoso. Meglio darli sulla pensione, che loro sanno come fare, se no c’è sempre l’idea che ci sia lo sguardo del miliardario compassionevole sul povero. Non abbiano bisogno di questo ma di redditi sicuri e di libertà dei consumatori». &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=K1QLT&quot;&gt;Il Messaggero - Claudio Rizza&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>DANIELA SBROLLINI: Caso SITAL. Dal prefetto Mattei. Presentata anche un'interrogazione.</title>
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  <updated>2008-09-24T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>360352</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La deputata vicentina del PD, come preannunciato nei giorni scorsi, ha depositato in Parlamento l'interrogazione sul drammatico caso della SILTAL e ha accompagnato ieri la delegazione dei lavoratori all'incontro con il prefetto Mattei, mettendolo al corrente delle iniziative intraprese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



«Si spera vivamente – ha auspicato l'on. Sbrollini – che possa essere di stimolo e di aiuto per il delicato incontro previsto tra le parti nei prossimi giorni presso il ministrero per lo Sviluppo Economico».   Nell'interrogazione indirizzata al Ministro per lo Sviluppo Economico Claudio Scajola e al Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi la deputata vicentina chiede che il ministro dello Sviluppo economico si attivi con urgenza per convocare l’azienda al fine di ottenere il rispetto dell’accordo del 31 luglio 2008.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



Chiede inoltre di sapere attraverso quali altre forme il ministero dello Sviluppo economico intenda intervenire a favore dei lavoratori e del lavoro, oltre che per la verifica delle eventuali risorse pubbliche impegnate e se la SITAL ed altre aziende abbiano usufruito di fondi pubblici, in particolare regionali, dell’Unione Europea o entrambi, in rispondenza ai bandi finalizzati alla riconversione, al potenziamento tecnologico, alla riqualificazione della forza lavoro.

&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticoveneto.org/dett_news.asp?ID=417&quot;&gt;official web site Partito Democratico Veneto&lt;/a&gt;</summary>
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