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  <title>Openpolis - Argomento: conflitto di interessi</title>
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  <updated>2012-04-17T00:00:00Z</updated>
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  <title>Giuseppe GIULIETTI: Lavoro. Perché non voterò la fiducia</title>
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  <updated>2012-04-17T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626807</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il governo metterà la fiducia sulla riforma del mercato del lavoro, queste almeno sembrano le intenzioni. Se ciò dovesse accadere, non voteremo mai quella fiducia, qualunque cosa sarà messa nel testo, compresa, ma non accadrà di certo, la integrale salvaguardia dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.

&lt;p&gt;
Non la voteremo, come articolo 21, perché una materia come questa non si può affrontare a colpi di voti di fiducia.

&lt;p&gt;
Perché se fosse accaduto con Berlusconi e Sacconi ci saremmo giustamente indignati, perché quel testo è stato discusso in vertici sempre più ristretti, perché, al di là delle apparenze e delle dichiarazioni pubbliche, non un solo euro si sposterà dall’alto verso il basso della scala sociale.

&lt;p&gt;
Al di là del merito, non certo rimuovibile, non voteremo la eventuale fiducia, anche per una ragione di metodo.
&lt;p&gt;

Perche mai si può mettere la fiducia sull’articolo 18 dello statuto dei lavoratori e non sull’articolo 21 della Costituzione?

&lt;p&gt;
Un governo che affronta l’ira dei cittadini su pensioni e salari, perché ha paura di affrontare l’ira di pochi, anzi di uno, in materia di conflitto di interessi?

&lt;p&gt;
Presenti il governo una norma per mettere fuori i partiti dal consiglio di amministrazione della Rai e delle Autorità  di garanzia, sospenda i rimborsi elettorali, annulli subito la legge mancia, presenti il tutto in Parlamento, anche con un decreto e chieda la fiducia, così per vedere l’effetto che fa…., tanto per parafrasare Enzo Iannacci.
&lt;p&gt;

Forse, in questo caso, anche a costo di scontentare “amici e compagni”, non faremmo mancare un voto favorevole, senza mal di pancia.
&lt;p&gt;

Abbiamo tuttavia la sensazione, anzi la quasi certezza che questo “atroce dilemma” ci sarà risparmiato dal governo medesimo, perché, in Italia, ancora oggi, è possibile mano-mettere l’articolo 18, ma non è ancora possibile “restaurare” l’articolo 21 della Costituzione.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;In questo caso l’Europa resta lontana, anzi lontanissima!&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2012/04/17/giuseppe-giulietti-lavoro-perche-non-votero-la-fiducia/&quot;&gt;micromega&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giuseppe GIULIETTI: Il governo Monti alla prova del conflitto di interessi</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/11/19/giuseppe-giulietti/il-governo-monti-alla-prova-del-conflitto-di-interessi/621555"></link>
  <updated>2011-11-19T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>621555</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Non conosco i poteri forti e mi disturba il solo sospetto che io possa fermarmi davanti al conflitto di interessi. Informatevi meglio sono stato proprio io, dieci anni fa, a contrastare Bill Gates, ad oppormi agli oligopoli, nella mia qualità di commissario europeo”.
&lt;p&gt;

Così si è espresso Mario Monti nella sua replica alla Camera dei deputati.
&lt;p&gt;

Parole chiave, eppure su questo punto non mi ha convinto del tutto.
&lt;p&gt;

Paradossalmente, anche per Mario Monti, sarà più difficile ripetere l’impresa in Italia, perché qui non avrà di fronte Bill Gates, ma Silvio Berlusconi e cioè il capo della forza politica più rappresentata nelle aule parlamentari.
&lt;p&gt;

Sarà una casualità, ma nelle pagine del programma non c’è riferimento alcuno né al conflitto di interessi, né alle norme anti trust, né alla necessità di liberare le autorità di garanzia e la Rai dal controllo diretto del governo e delle forze politiche.

&lt;p&gt;
Il presidente Monti ha usato se stesso, la sua vita, per rispondere alle critiche di chi ha segnalato questa carenza, queste omissioni, lo ha fatto con passione civile, persino con una punta di britannica irritazione.
&lt;p&gt;

Per valutare la natura di questa irritazione basterà attendete qualche giorno.
&lt;p&gt;

Il professor Catricalà, che ha preso il posto di Gianni Letta, ha lasciato la poltrona di presidente della autorità anti trust. In questi giorni la funzione di presidente sarà svolta da Antonio Pilati che fu una delle “menti” della Legge Gasparri.
&lt;p&gt;

Da quella postazione Catricalà ha fatto alcune cose, ha promesso alcune liberalizzazioni, ha colpito alcuni imbroglioni nel settore della pubblicità truffaldina, ma ha alzato bandiera bianca ogni qual volta avrebbe dovuto sfiorare il santuario del conflitto di interessi.

&lt;p&gt;
Persino nelle relazioni annuali presentate alla Camera dei deputati, il presidente Catricalà ha lamentato l’insufficienza della legge, la carenza di strumenti per colpire i conflitti di interesse, e così ha sempre giustificato la resa.

&lt;p&gt;
Colmerà Monti questo vuoto? Saranno predisposte le nuove norme, magari suggerite dal professor Catricalà?
&lt;p&gt;

Chi sarà il nuovo presidente della autorità anti trust, un uomo o una donna di assoluta indipendenza ed autonomia o un garante della conservazione e del conflitto di interessi?
&lt;p&gt;

Basterà aspettare per comprendere se, in questo settore, ci sarà davvero “discontinuità” o se prevarrà, a dispetto delle irritazione di Mario Monti, la più assoluta continuità.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2011/11/19/giuseppe-giulietti-il-governo-monti-alla-prova-del-conflitto-di-interessi/&quot;&gt;blog-micromega&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Patrizia TOIA: Il governo regala le frequenze Tv a scapito del bilancio pubblico e del pluralismo culturale</title>
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  <updated>2011-08-29T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>607993</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;«E’ veramente incomprensibile questo “regalo” che il Governo farebbe ai maggiori operatori televisivi, cedendo gratuitamente alcune nuove frequenze. Ci si domanda perché rinunciare a questo introito sicuro». Ad affermarlo è &lt;b&gt;Patrizia Toia&lt;/b&gt;, deputata europea del Partito Democratico.

&lt;p&gt;«C’è infatti da chiedersi se sono diventati matti coloro che vogliono buttare via l’opportunità di mettere all’asta le frequenze liberate dopo il passaggio alla TV digitale non facendo incassare allo Stato qualche miliardo di euro e non attuando una procedura di correttezza e di trasparenza che consenta a tutti di partecipare. Ma siamo alle solite, il conflitto di interessi pesa anche qui e allora, secondo il Governo, pazienza per il bilancio pubblico e il pluralismo culturale», prosegue &lt;b&gt;Toia&lt;/b&gt;.


&lt;p&gt;«Noi riteniamo economicamente e politicamente inaccettabile questa procedura che non fa gli interessi dello Stato e che non tratta tutte le emittenti televisive alla stessa maniera. L’anno scorso fu fatta un’asta per l’assegnazione delle frequenze agli operatori della telefonia e perché ora si sceglie un’altra strada quando si tratta di televisioni? Il Governo ha scelto la formula del beauty contest, cioè un concorso con assegnazione alle aziende che abbiano determinati criteri e la Commissione europea ha dato il via libera perché è competenza degli Stati scegliere il modo per gestire l’assegnazione delle frequenze».


&lt;p&gt;«Se uno Stato vuole danneggiare se stesso, la Commissione non interviene, quindi non ci vengano a dire che l’Europa l’ha approvato: l’Europa ha verificato la coerenza basilare con le direttive europee e lascia poi agli Stati la scelta sul modo di procedere.
Se avessimo approvato un emendamento da me proposto, insieme ai colleghi del gruppo S&amp;D, l’anno scorso al Parlamento Europeo, l’asta al rilancio sarebbe stata obbligatoria. È veramente una follia che lo Stato rinunci a questo introito, soprattutto in un momento così difficile, perché l’utilizzo delle frequenze farebbe aumentare il volume d’affari delle tv vincitrici, e quindi sarebbe giusto pagare», conclude &lt;b&gt;Patrizia Toia&lt;/b&gt;.
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.patriziatoia.it&quot;&gt;patriziatoia.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giuseppe GIULIETTI: “In piazza contro tutti i bavagli. Se non ora, quando?”</title>
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  <updated>2011-07-06T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>589844</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Alla Rai è davvero cambiato tutto, prima quelli sgraditi a Berlusconi venivano cacciati a colpi di pubblici editti, ora vengono accompagnati alla porta ed invitati ad andarsene. Non c’è bisogno di leggere le intercettazioni per capire che, sia pure con modi e toni diversi, è in piena attuazione il piano per dissolvere la Rai e stroncare qualsiasi anomalia editoriale, a partire da Raitre. Basta leggere la &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/spettacoli/11_luglio_05/dandini-nessuno-sa-dirmi-se-ce-la-faro-serena-dandini_a13b2cfa-a6cd-11e0-bbaa-d83a3b6f7958.shtml&quot;&gt;&lt;b&gt;lettera di Serena Dandini, pubblicata dal Corriere della Sera&lt;/b&gt;,&lt;/a&gt; per rendersi conto di quanto sta accadendo.
&lt;p&gt;

Dopo la sostanziale espulsione di Santoro e di Saviano, la scena si sta ora ripetendo con &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/11_giugno_21/conti-rai-conferma-i-programmi_d0fd29c2-9bc7-11e0-b47c-4c6664789138.shtml&quot;&gt;&lt;b&gt;Milena Gabanelli&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; e Serena Dandini, considerate persone non gradite, forse anche loro saranno nel lunghissimo elenco di quelle e quelli “che mi hanno fatto perdere le elezioni e i referendum”.
&lt;p&gt;
Nel frattempo Berlusconi e famiglia ringraziano due volte. La prima perchè la Rai esegue i comandi, la seconda perchè la medesima Rai si sta suicidando industrialmente allontanando da sé non solo alcuni tra i migliori talenti professionali, ma anche il pubblico che li seguiva e li seguirà.

&lt;p&gt;
Dal momento che l’obiettivo palese di questo assalto è quello di imbavagliare la pubblica opinione e di dissolvere quello che ancora resta della Rai chiederemo a tutte le associazioni del settore, a tutti i sindacati, a tutte le forze politiche di promuovere insieme una gigantesca class action, di raccogliere milioni di firme, e di presentarle nel corso di una grande manifestazione nazionale contro ogni forma di bavaglio: dalle intercettazioni alla rete, dalle censure al conflitto di interessi impugnato come una clava per abbattere avversari e competitori politici ed industriali.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;“Se non ora quando?”&lt;/b&gt;. Con queste parole un coraggioso gruppo di donne, innamorate della Costituzione, convocarono a Roma una straordinaria manifestazione, una di quelle che hanno segnato il risveglio nazionale, la fine di un lungo periodo segnato dalla acquiescenza, dal torpore, talvolta anche dalle complicità.
&lt;p&gt;
Mai come in queste ore sarà il caso di ripetere “Se non ora quando?” e di presidiare con inaudita passione civile l’articolo 21 della Costituzione dalle ultime raffiche di un regime morente, ma non per questo meno pericoloso, anzi.
&lt;p&gt;
Questo è il momento per mettere insieme partiti, movimenti, associazioni, sindacati, per concordare una azione quotidiana, pressante, incisiva, che non conosca pause, sino alla vittoria finale.
&lt;p&gt;

Chiunque abbia idee e proposte le tiri fuori: class action contro la Rai, esposti alla Corte dei conti, ricorso al tribunale ordinario, iniziative davanti alle sedi delle silenti autorità di garanzia, manifestazioni davanti alla sede del parlamento europeo, della corte internazionale dei diritti, delle istituzioni e delle assemblee elettive, a cominciare dalla Camera e dal Senato, utilizzo delle rete per far impazzire il censore, iniziative in tutte le piazze italiane dedicate alla libertà di informazione, sino ad arrivare ad un grande manifestazione nazionale, da indire quando riporteranno in aula la legge madre di ogni bavaglio: quella sulle intercettazioni.
&lt;p&gt;

Di fronte a quello che sta accadendo ci auguriamo davvero che ciascuno rimetta in un cassetto lo spirito di parte, di partito, di associazione, di organizzazione, per mettersi a disposizione di una grande battaglia per la legalità repubblicana e per la dignità costituzionale. Teniamoci pronti perchè questa “banda degli onesti” non esiterà neanche nel mese di agosto per mettere a segno l’ultimo sfregio. Se sarà il caso dovremo essere pronti a rispondere sempre e comunque, anche nella giornata di ferragosto!&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2011/07/06/giuseppe-giulietti-in-piazza-contro-tutti-i-bavagli-se-non-ora-quando/&quot;&gt;MicroMega&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Roberto ZACCARIA: Con le interviste di ieri Berlusconi straccia la par condicio</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/21/roberto-zaccaria/con-le-interviste-di-ieri-berlusconi-straccia-la-par-condicio/572590"></link>
  <updated>2011-05-21T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>572590</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt; &lt;br /&gt;
Le interviste videomessaggio a reti unificate di ieri hanno segnato una pagina nuova e inquietante. Berlusconi ha disapplicato, stracciato la legge sulla par condicio senza farsi neppure scrupolo di passare in Parlamento per l’abrogazione.
&lt;p&gt; Noi abbiamo fatto tre ricorsi insieme a tutte le opposizioni. Uno sullo squilibrio mostruoso tra i leader politici, nel pieno della campagna elettorale su cinque  tg, due pubblici (TG1 e TG2) e tre privati (TG4,TG5 e Studio aperto).
&lt;p&gt; Un secondo ricorso riguarda addirittura la legge sul conflitto di interessi per il sostegno privilegiato che i TG di Mediaset offrono al loro padrone. &lt;br /&gt;
E’ la seconda volta che ci rivolgiamo all’Agcom che ha il dovere di pronunciarsi; se non lo farà dovremo rivolgerci ad altre istanze di garanzia.
&lt;p&gt; Il terzo ricorso riguarda i ballottaggi di Milano e anche Napoli. Com’è possibile che nel pieno dei ballottaggi, il Presidente del Consiglio, con tanto di Logo elettorale dietro le spalle, critichi violentemente i candidati a lui avversi e non ci sia uno straccio di direttore che senta il dovere morale e professionale, prima che giuridico, di dare la parola ai candidati attaccati. 
&lt;p&gt;Quando saltano così clamorosamente le regole non restano che gli organi di garanzia che devono applicarle. L’Agcom forse non comprende che se salta la legge salta anche lei e sarebbe un peccato perché cose buone in altri campi le ha fatte. 
&lt;p&gt;C’è poi il Presidente della Rai che è stato indicato anche dalle opposizioni come soggetto di garanzia, che è anche un giornalista, vorrei proprio conoscere il suo giudizio, non solo privato sulle interviste di ieri sera che due suoi telegiornali hanno trasmesso con enfasi.  
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Con le regole elettorali non si gioca.&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;Oggi ho perfino poca voglia di dare i dati del nostro osservatorio. Sono raccapriccianti Berlusconi 768 sec di tempo di parola e 602 di notizia; Bersani 119 sec parola e 155 sec notizia; Fini 35 sec parola e 97notizia (riunione di partito); Casini 0 di parola e 17 di notizia; Vendola 49 parola e 52 notizia; Bossi 13 sec parola e 186 notizia. La maggioranza ha collezionato su tutte le emittenti televisive nazionali nella giornata di ieri il 70% contro il 30% per l’opposizione. Sempre così.
&lt;p&gt; Al proposito, quando ero in Rai sostenevo il criterio dei tre terzi nel periodo ordinario e non in campagna elettorale.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.robertozaccaria.it/&quot;&gt;robertozaccaria.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Nichi VENDOLA: «C'è un'Italia migliore»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2011-03-16T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Puglia (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Consigliere Regione Puglia (Lista di elezione: SeL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Presidente Vendola, Il drammatico terremoto in Giappone ha riportato all’attenzione dell’opinione pubblica italiana, per via della Centrale di Fukushima danneggiatea dal sisma, la questione nucleare. Qual è la sua posizione?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Credo che la tragedia giapponese debba suscitare in tutto il mondo una vera, e approfondita pausa di riflessione. L’impressione è che tutti i paesi più grandi, più industrializzati vivano il trauma della catastrofe nucleare nella centrale giapponese, davvero come un punto di cesura rispetto al passato. Noi abbiamo visto la lobby nuclearista affidarsi a dei  guru, diciamo così “scientifici”, che basavano la loro sicumera e la loro fede nuclearista sulla rievocazione del calcolo probabilistico; bene , in trentadue anni abbiamo avuto nel mondo tre incidenti rilevanti:  Three Mile Island nel 1979 negli Usa, nel 1986 a Chernobyl , in Ucraina e oggi a FukuShima in Giappone. &lt;br /&gt;
 Siamo dinanzi ad un avventurismo pseudo scientifico figlio delle grandi lobbies economiche che si sono arricchite con il nucleare civile e militare (perché ricordo che il nucleare civile è imparentato al nucleare militare entrambi vivono di segreti , di militarizzazione del territorio e di omertà istituzionali) allora io penso che, mentre il mondo riflette sull’avventura nucleare, non è possibile che l’unico governo che dica “andiamo avanti” sia quello italiano con le parole veramente  indecenti del Ministro, per così dire, dell’ambiente Stefania Prestigiacomo e con la  svagatezza dei vertici dell’Enel che ci raccomanda di non lasciarsi prendere dall’emotività. Francamente se ci lasciassimo prendere dall’emotività avremmo reazioni, diciamo, ben più robuste di quelle dichiarazioni di rottura radicale su questo fronte. L’Italia non potrà mai accettare un ritorno al nucleare. Noi ci batteremo con ogni mezzo contro questa follia voluta da quella che oggi rischia di apparire soltanto una cricca criminale.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ci sono altri avvenimenti importanti e drammatici: riguardano la sponda sud del Mediterraneo. Come giudica il comportamento dell’ Occidente nei confronti della  attuale situazione in Libia?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Noi abbiamo usato la Libia, diciamo, come il nostro docile servitore per i lavori sporchi. Abbiamo affidato alla Libia il compito di costruire dei campi di trattenimento, diciamo degli “universi “concentrazionari in cui tenere rinchiusi migranti, talvolta la sorte  di questi migranti la si giocava ai dadi nel deserto, abbiamo coccolato non solo il Rais di Tripoli  ma i dittatori di tutto il Nord  Africa perché ci faceva comodo questa modalità di esportazione della nostra economia e dei nostri commerci.  E’ qui è cascata un po’ l’ipocrisia dell’Occidente, come casca l’asino, perché altrove dovevamo esportare la libertà con i bombardieri e qui abbiamo preferito altro genere di esportazioni non occupandoci della soppressione delle libertà  fondamentali in tutti questi Paesi. Per fortuna una nuova generazione, quella che è cresciuta con Internet,  è diventata consapevole dei propri diritti ed ha aperto un percorso rivoluzionario in tutto il Mediterraneo, purtroppo questo percorso meriterebbe dall’altra parte del Mediterraneo interlocutori credibili e maturi e non un’Europa esitante tremebonda e un’Italia scopertamente compromessa con gli affari di alcuni di questi dittatori.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Parliamo delle vicende di casa nostra. Secondo lei l’Italia è ancora sotto l’ipnosi berlusconiana?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
L’Italia vive dentro un clima di censura insopportabile, ed è difficile far vivere la contesa politica quando c’è una specie di falsificazione delle cose che accadono, c’è  una manipolazione delle verità, c’è una disinformazione di regime. Se posso fare un esempio le carte della procura di Milano sulla ‘ndrangheta in Lombardia, sulla ‘ndrangheta pesante che controlla il territorio con modalità assai simili alle modalità con cui controlla la Calabria, la n’drangheta che agisce in ospedali importanti come se fosse in Aspromonte o nella Locride, l’a ‘ndrangheta che non viene minimamente contrastata da un apparato di potere che finge di non vedere ciò che tutti possono vedere già da anni, costituisce un grande scandalo nazionale. Se un boss mafioso in un qualunque ospedale pugliese avesse potuto fare le proprie riunioni e scandire i propri ordini, credo che tutta la classe dirigente pugliese sarebbe stata portata presso la “Corte di Cassazione” del Tg1, delle trasmissioni televisive, e invece nulla, un silenzio e un’omertà istituzionale che impressiona. Ecco in questo clima è difficile, diciamo così, costruire una  positiva interlocuzione con dei falsari. Siamo, quindi, dentro una fase in cui il berlusconismo che ha perso credibilità e consenso si muove come un animale ferito dando colpi di coda che stanno ferendo l’assetto democratico del Paese, speriamo che si possa riparare il danno, stanno uccidendo la cultura, la scuola pubblica, stanno uccidendo l’anima del Paese.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Cosa manca al Centrosinistra per diventare egemone nella società italiana?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Manca la volontà di fare una grande battaglia politico-culturale, di uscire fuori dai propri accampamenti, dalla gestione dei piccoli sistemi di potere. Il centrosinistra deve sentirsi sfidato dalla crisi che è soprattutto una crisi di prospettiva per le giovani generazioni.E piuttosto che inseguire l’alleato impossibile, quello che da un momento all’altro lascerà il campo berlusconiano e verrà a rafforzare il nostro campo, dovrebbe occuparsi dei soggetti sociali che hanno bisogno di essere rappresentati e che sono il blocco sociale del cambiamento: gli studenti, il lavoro dipendente, la piccola e media impresa, il mondo della cultura, il mondo delle donne. Sono questi i soggetti fondamentali della rivoluzione democratica di cui l’Italia ha bisogno.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Leggendo il suo Manifesto, “C’è un’Italia migliore”, onestamente  non trovo molta distanza tra Lei e i valori del PD. Perché non la convince quel partito?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Quel partito talvolta non colpisce i suoi militanti e i suoi dirigenti. Il dibattito sulla natura incerta del PD è aperto dentro al PD. Personalmente il problema non è, diciamo, una condivisione sui temi politico-emozionali, siamo tutti quanti per l’accoglienza degli esseri umani, siamo tutti quanti per il diritto al lavoro, ecc.&lt;br /&gt;
 Il problema è di capire quali sono le politiche di lotta contro leggi che hanno rappresentato un regresso civile, sociale, sono quelle che io vorrei che il centrosinistra avesse nel proprio cantiere. Se il PD avesse questa agenda di proposta e probabilmente saremmo nel PD, se siamo in Sinistra Ecologia e Libertà è perché vi è stata una deriva moderata del Partito Democratico.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;In una recente intervista ha affermato che, per lei, Rosy Bindi potrebbe essere la candidata  a premier per il Centrosinistra.  E’ ancora di quell’idea?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Io  dicevo, nella misura in cui il centrosinistra si riconosce nella denuncia di una crisi democratica, che è meritevole di essere affrontata da una coalizione democratica la più larga possibile, a quel punto io dico che non si discuta di una figura premiership legata alle virtù della tecnocrazia, perché se la crisi è democratica, non è tecnocratica, non c’è bisogno di un tecnocrate, ma c’è bisogno per una fase transitoria limitata ad alcune riforme come quella della legge elettorale, per il conflitto di interessi, di una figura fortemente caratterizzata in termini politici e democratici. Da quel punto di vista Rosy Bindi, in quella situazione, è stata la mia proposta. Non è incompatibile con il tema prioritario per dare un’anima al centrosinistra delle primarie.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ultima domanda: A 150 anni dall’Unità possiamo ancora emozionarci per quell’evento?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Devo dire che abbiamo rispolverato il Risorgimento, l’avevamo per decenni messo sotto naftalina e oggi il Risorgimento torna come una questione della nostra attualità, perché abbiamo il sentimento diffuso di un processo di fuoriuscita dall’Unità del Paese, sentiamo la minaccia della cultura leghista, sentiamo l’avanzata di un federalismo che non è solidale, ma è la fotografia dell’egoismo sociale di una parte del Paese e sappiamo che i fenomeni di disgregazione nazionale possono essere molto più rapidi di quanto non si immagini e sono sempre alimentati dalle sottoculture del localismo e delle identità etnoterritoriali.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://confini.blog.rainews24.it/2011/03/16/ce-unitalia-migliore-intervista-a-nichi-vendola/&quot;&gt;RaiNews24 | Confini - Pierluigi Mele&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Angelo BONELLI: Nucleare. Dimissioni della Prestigiacomo: E' irresponsabile.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/03/15/angelo-bonelli/nucleare-dimissioni-della-prestigiacomo-e-irresponsabile/559083"></link>
  <updated>2011-03-15T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>559083</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Lazio (Lista di elezione: Verdi) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;L'Italia unica a non fermare una follia. Non è mai stato smentito l'elenco nuovi siti.
&lt;p&gt;

&quot;Il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo a questo punto deve dimettersi. Le sue dichiarazioni sul nucleare sono dichiarazioni irresponsabili e sono state superate - ha denunciato il presidente dei Verdi Angelo Bonelli- persino dalle decisioni di Governi europei conservatori. 
&lt;p&gt;La Germania ha deciso di fermare alcune centrali. La Svizzera ha fermato il programma per l'ammodernamento delle centrali e avviato verifiche sulla sicurezza.&lt;br /&gt;
 In questo quadro il ministro dell'Ambiente italiano non ha di meglio da dire che bisogna continuare con la costruzione delle centrali?.L'unica cosa responsabile che il governo italiano può fare è fermare questa follia atomica che è un'ipoteca sul futuro dell'Italia. 
&lt;p&gt;Il governo, che ancora oggi con i suoi ministri e discutibili personaggi in conflitto d'interessi con la costruzione delle centrali parla di sicurezza, ha deciso di andare avanti con il programma atomico in un territorio, quello italiano, in gran parte sismico e dove ci sono oltre 500 mila frane&quot;.
&lt;p&gt;&quot;Invece di fare generiche e irreali dichiarazioni sulla prosecuzione del programma nucleare la Prestigiacomo dica dove vogliono costruire le centrali atomiche.
&lt;p&gt; Noi Verdi, con un'operazione di verità, - ha ricordato il leader del Sole che ride- abbiamo reso noto da mesi l'elenco dei possibili siti, che è nella cassaforte del governo e che fino ad oggi non è stato mai smentito e che oggi ribadiamo: Monfalcone (Friuli Venezia Giulia), Chioggia (Venezia), Caorso (Emilia Romagna), Fossano e Trino (Piemonte), Scarlino (Toscana), San Benedetto del Tronto (Marche), Montalto di Castro e Latina (Lazio), Termoli (Molise), Mola di Bari (Puglia) o sito tra Nardò e Manduria, Scanzano Ionico (Basilicata), Oristano(Sardegna), Palma di Montechiaro (Sicilia)&quot;.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.tmnews.it/web/sezioni/news/PN_20110314_00321.shtml&quot;&gt;TMNews&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>David-Maria SASSOLI: E' una farsa che le opposizioni usino i media</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/03/05/david-maria-sassoli/e-una-farsa-che-le-opposizioni-usino-i-media/558888"></link>
  <updated>2011-03-05T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>558888</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
''Solo un uomo disperato puo' dire tante bugie, come quella che le opposizioni usano i media. Fra pochi giorni ci aspettiamo che Berlusconi annunci che il nuovo programma di Giuliano Ferrara su Rai Uno e' un complotto contro il suo governo. Siamo alla farsa''. Cosi' &lt;b&gt;David Sassoli&lt;/b&gt; commentando le affermazioni di Silvio Berlusconi dal convegno dell'area cattolica del Pd che si e' svolto a Fiesole (Firenze).

&lt;p&gt;
''Berlusconi cerca di resistere in Parlamento -continua &lt;b&gt;Sassoli&lt;/b&gt;-, ma nel Paese e' finito. E' finita la favola del Paperon de' Paperoni che fa sognare che tutto e' possibile con i soldi e il successo. Il Paese si sta svegliando e scopre che la realta' invece e' durissima, che il lavoro non c'e', le imprese chiudono, le istituzioni sono fragili e il senso di giustizia viene offeso da chi usa il potere in modo violento per sottrarsi al giudizio della legge''.

&lt;p&gt;
''Ai cristiani nel Pd il compito, come hanno fatto in altre epoche, di aiutare la comunita' nazionale a tornare ad amare lo Stato, umanizzare i processi economici, rafforzare la partecipazione e i vincoli di solidarieta'. Spetta a noi -conclude &lt;b&gt;Sassoli&lt;/b&gt;- dare speranza al Paese e questo e' il tempo giusto per cominciare a riflettere su come ''rifare lo Stato', perche' sia piu' giusto e in grado di affrontare le sfide del tempo della globalizzazione''.&lt;br /&gt;


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/news-BERLUSCONI__SASSOLI(PD)__OPPOSIZIONI_USANO_MEDIA__SIAMO_ALLA_FARSA-996348-ORA-.html&quot;&gt;Asca&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>David-Maria SASSOLI: L'Europa difenda i media dalle ingerenze della politica</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/03/03/david-maria-sassoli/leuropa-difenda-i-media-dalle-ingerenze-della-politica/558811"></link>
  <updated>2011-03-03T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>558811</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;In un'Europa giustamente molto attenta ai problemi finanziari, diritti fondamentali come quello all'informazione non possono continuare ad essere trascurati''.
&lt;p&gt; David Sassoli, capo della delegazione del Partito Democratico al Parlamento Europeo, ha avanzato due proposte durante la conferenza sulle minacce alla liberta' dei media promossa dal gruppo dei Socialisti e Democratici che si e' tenuta oggi a Bruxelles.
&lt;p&gt; ''E' essenziale - ha detto &lt;b&gt;Sassoli&lt;/b&gt; - che vengano fissati standard europei di autonomia per i servizi radiotelevisivi pubblici, per difenderli da ingerenze della politica che ne stanno degradando sempre piu' la qualita'. Serve inoltre una legge europea sul conflitto di interessi, che stabilisca l'incompatibilita' tra la proprieta' dei media e l'esercizio dell'attivita' politica''. &lt;b&gt;Sassoli&lt;/b&gt; ha auspicato che su questi temi sia possibile svolgere un'iniziativa comune con gli altri gruppi del Parlamento Europeo.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/news-INFORMAZIONE__SASSOLI_(PD)__EUROPA_DIFENDA_MEDIA_DA_INGERENZE_POLITICA-995649-POL-1.html&quot;&gt;Asca&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>RICCARDO NENCINI: UN PAESE NORMALE NON SAREBBE ARRIVATO A QUESTO PUNTO</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/02/15/riccardo-nencini/un-paese-normale-non-sarebbe-arrivato-a-questo-punto/558220"></link>
  <updated>2011-02-15T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>558220</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore Regione Toscana&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;In un Paese normale non saremmo mai arrivati a questo punto e non avremmo mai avuto un presidente del consiglio in carica nonostante il suo enorme conflitto di interessi, a cominciare da quello nel settore dell’informazione, che ne condiziona ogni attoIn un Paese normale,come è accaduto nel resto dell’Europa e negli Stati Uniti, semplici parlamentari, ministri e premier si dimettono per questioni infinitamente meno gravi di quelle che hanno coinvolto fino a oggi Berlusconi. Ma noi non siamo più da un quindicennio un Paese normale e quindi non c’è da essere ottimisti. Possiamo solo sperareche almeno per una volta Berlusconi ascolti i buoni consigli delle persone più equilibrate, a cominciare da quelli del Capo dellhe almeno per una vel Capo dello Stato&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitosocialista.it/site/artId__3347/307/554-NENCINI-_UN_PAESE_NORMALE_NON_SAREBBE_ARRIVATO_A_QUESTO_PUNTO.aspx&quot;&gt;www.partitosocialista.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Nichi VENDOLA: «Ora tocca all’opposizione»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/02/08/nichi-vendola/%C2%ABora-tocca-all%E2%80%99opposizione%C2%BB-intervista/557801"></link>
  <updated>2011-02-08T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>557801</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Puglia (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Consigliere Regione Puglia (Lista di elezione: SeL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
È l’uomo della “narrazione”, delle “fabbriche”, del “cantiere” programmatico, Nichi Vendola, il leader   di “Sinistra, ecologia e libertà” (Sel). Con queste metafore ed immagini, Vendola disegna scenari politici suggestivi, affascina l’interlocutore, conquista le piazze. È un grande affabulatore che realmente è un competitore forte e credibile per Berlusconi sul piano mediatico e popolare.&lt;br /&gt;

Nel messaggio inviato a “Libertà e Giustizia” per la manifestazione al Palasharp di Milano, Vendola dice che “c’è tutta un’Italia che non ne può più. La Nazione è tramortita, il paese è in ginocchio. Ciò che condannerà Berlusconi non sarà la triste e squallida vicenda di Ruby e delle altre ragazze ai festini; chi lo condannerà saranno i coetanei di Ruby, quei ragazzi e ragazze che oggi non hanno un futuro. Ecco, pensare che un’intera generazione per immaginare il proprio futuro debba prostituirsi: questo è il vero scandalo del berlusconismo!”.
&lt;p&gt;

Vendola è nato a Bari il 26 agosto 1958, è stato deputato ed è governatore della Puglia dal 2005.  Scrittore e anche poeta. Mi dice: “Abbiamo visto a Milano migliaia di persone che hanno un sentimento sparpagliato, a volte caotico, alla ricerca di un orizzonte e di una bussola, che dovrebbe essere il compito della politica e del centrosinistra in particolare. Per liberarci di Berlusconi dobbiamo capire bene cosa è il berlusconismo: in questi anni c’è stata una mutazione culturale, evidenziata con la marginalizzazione del valore sociale della scuola, della conoscenza e del sapere. La Tv commerciale ha sostituito gli apparati della formazione ed ha diffuso l’idea che non esiste la società ma il mercato, non siamo cittadini ma clienti, utenti, pubblico. Anche il centrosinistra è stato complice di questa regressione culturale”.&lt;br /&gt;

L’attacco alla democrazia, secondo Vendola, si manifesta nella critica alla Costituzione, agli articoli 1 e 3 (uguali di fronte alla legge) e poi 21 (sulla libertà di stampa): “Il bavaglio sulla bocca di Santoro è grave quanto il bavaglio all’operaio di Pomigliano o Mirafiori. Oggi la modifica dell’articolo 41 è il momento di massima aggressione della destra (e di subalternità della sinistra). Se cambi quell’articolo, che prevede la responsabilità sociale e ambientale dell’impresa, vuol dire che vuoi ‘costituzionalizzare’ il metodo Marchionne, cioè l’irresponsabilità dell’industria verso la società.&lt;br /&gt;

“Ecco perchè dico che le forze di opposizione devono ora costruire una storia, una ‘narrazione’, un cantiere programmatico che abbia la capacità di legare insieme diritti sociali e civili, diritti umani e ambiente. Voglio voltare davvero pagina. Non trovarmi con il berlusconismo senza Berlusconi. Vorrei vivere in un paese non berlusconiano, con Berlusconi che fa il nonno”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma lei con la ‘narrazione’ e le ‘fabbriche’ può anche raccogliere tra gli elettori tanti consensi da portare alla vittoria il centrosinistra? D’altronde Giovanni Bachelet al  ‘Palasharp’ ci ha ricordato che “in democrazia non basta avere ragione, ma dobbiamo anche convincere il 51% ad essere d’accordo con noi”.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Nel passato, candidati del centrosinistra, icone del moderatismo, hanno preso schiaffi e sono stati sconfitti (un esempio, Rutelli). Io ho vinto due volte in una regione che è sempre stata percepita come una fucina politica per l’Italia (ricordo Moro e, sull’altro versante, Tatarella), e, in tempi recenti, come la cassaforte elettorale del centrodestra (Fitto). Secondo i campioni della tattica e della realpolitik del Pd per vincere bisogna trasferire tanti frammenti di idee e proposte dell’avversario nel proprio campo; poi fare un discorso che non turbi il perbenismo piccoloborghese che si suppone essere la cifra dell’opposizione: quindi non si deve essere comunisti, nè credenti alla mia maniera, ma essere neosagrestani. Ma i ceti medi di oggi sono diversi da quelli di una volta: perdono la fiducia nel futuro, sono angosciati dalla precarizzazione del lavoro, un giovane su due nel mezzogiorno non ha prospettive di impiego. Noi dobbiamo interpretare questa paura. L’Italia è finita nel pantano non perché qualcuno si è presentato come estremista, ma perché la politica è diventata una melassa informe. Se Marchionne vuole stracciare 100 anni di storia industriale e sindacale, dobbiamo reagire e non tacere”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quindi, Vendola candidato alle primarie del Pd – se ci saranno davvero- per quali obiettivi di governo immagina di battersi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
” Non sto giocando una partita per la mia carriera….intendo invece combattere per destrutturare il centrosinistra com’è adesso, per poter aprire il ‘cantiere’ di un nuovo centrosinistra. Finora esso si è sempre presentato come un compromesso precario e forzoso tra cosiddetti radicali e i riformisti. Ma così non si è mai entrati nel merito vero dei problemi. Finora una parte del centrosinistra ha pensato a come guadagnare la vittoria elettorale, certo importante, ma non ha lavorato per raggiungere il mutamento sociale e culturale. Per cui si può anche vincere alle elezioni, e insieme perdere la società. Al centrosinistra è accaduto più volte.&lt;br /&gt;
 Quindi le primarie per me sono il momento della discussione sulla coalizione e sul programma, compiuta….all’aria aperta. Discutere nel chiuso degli organi direttivi significa condannarsi ad un avvitamento continuo”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il segretario Pd Bersani, all’Assemblea nazionale, ha detto che siamo “in una emergenza democratica, economica, sociale, morale” e, per andare oltre Berlusconi, ha riproposto un’alleanza elettorale di “tutte le forze di opposizione responsabili” e poi un “governo costituente” per affrontare i problemi più urgenti e gravi. Le pare una via percorribile?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Francamente spero che nessuno insista ancora sulla proposta del governo costituente, perché sarebbe un contributo alla campagna elettorale di Berlusconi. Si pensa ad un accordo con Fini e senza Di Pietro. E perché? Casini poi non andrebbe mai insieme a quello o a quell’altro. È il gioco dei veti e delle interdizioni. Una coalizione così non si può fare. Io non ho pregiudizi verso gruppi o persone, ma chiedo: posso fare un accordo con chi ha considerato giusta la riforma Gelmini? Che è il cuore del berlusconismo. Ma di cosa stiamo parlando? Fini cosa vuole fare? Lo ha detto chiaramente: rifondare il centrodestra; mentre io voglio rifondare il centrosinistra. Come possiamo stare insieme? A meno che non si dica: alle elezioni andremo con un accordo perché vogliamo liberarci di Berlusconi e subito dopo il voto, modificheremo la legge elettorale, faremo una legge sul conflitto di
interessi e poi torneremo di nuovo alle urne”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Non è un obiettivo programmatico di poco conto fare un governo per cambiare la legge elettorale….&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Ma è credibile e serio chiedere ora il voto per indire altre elezioni dopo sei mesi? Tolta la possibile intesa sulle regole, non è pensabile, dopo, giocare la partita nel campo della destra; né posso pretendere che un uomo di rango come Fini venga a giocarla in compagnia del centrosinistra. È autolesionismo puro: ogni volta che si parla di alleanza da Vendola a Fini la pattuglia parlamentare di ‘Futuro e Libertà’ rischia di perdere pezzi… Mentre è tempo di aprire il ‘cantiere’ del centrosinistra senza vincoli: la questione morale, il modello sociale, la libertà delle donne, la questione dell’immigrazione. Discutiamo dell’Italia che vogliamo, c’è un’Italia migliore di quella volgare che abbiamo sulle spalle ancora adesso”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma lei ritiene che siamo alla vigilia di elezioni generali?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“I fatti politici e giudiziari si sviluppano in modo imprevedibile. Gli ingredienti decisivi variano di momento in momento. Oggi è Berlusconi che appare il più preoccupato per il ricorso alle urne. Sta vivendo queste settimane barricato nel Palazzo, come un qualunque ‘rais’  nordafricano. È attaccato alla poltrona. D’altronde la crisi del centrodestra è irreversibile, strutturale, non si capisce come si potrà ricomporre un quadro di stabilità. Anche la credibilità di quella classe dirigente è crollata. Adesso conterà molto la capacità che avrà il centrosinistra di mettere in campo una ipotesi di alternativa possibile e realizzabile”.

&lt;p&gt;
Vendola ci ha così portato a sognare un’Italia davvero diversa e migliore, con una politica pulita e carica di progetti. La sua ‘narrazione’ è importante: finchè Berlusconi e il berlusconismo non saranno sconfitti, saremo immersi nell’incubo. Dimissioni del premier, anzitutto. Arrivederci a domenica 13 febbraio, in piazza con le donne.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.libertaegiustizia.it/2011/02/08/vendola-ora-tocca-allopposizione/print/&quot;&gt;Libertà e Giustizia - Francesco Palladino&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Massimo D'ALEMA: «Al voto per salvare l'Italia. Un'alleanza costituente manderà a casa il governo»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/01/30/massimo-dalema/%C2%ABal-voto-per-salvare-litalia-unalleanza-costituente-mander%C3%A0-a-casa-il-governo%C2%BB-intervista/557430"></link>
  <updated>2011-01-30T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>557430</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;Poi, referendum sulle istituzioni. &quot;Una consultazione potrebbe chiedere agli italiani di scegliere tra parlamentarismo e presidenzialismo&quot;. &quot;La legittimazione maggioritaria usata contro il principio di legalità: questo il vero atto eversivo&quot;. &quot;Siamo in una crisi democratica gravissima. Le opposizioni mettano da parte politicismi e interessi personali&quot;
&lt;p&gt;
 &quot;Il Paese attraversa una crisi democratica gravissima. Se Berlusconi non si dimette, l'unico modo di evitare l'impasse e il caos politico-istituzionale è andare alle elezioni anticipate. Chiedendo agli elettori di promuovere quel governo di responsabilità nazionale che è necessario al Paese, per uscire da una crisi così profonda. Lancio un appello alle forze politiche di questo potenziale schieramento:
 uniamoci, tutti insieme, per superare il berlusconismo&quot;. &lt;br /&gt;
Massimo D'Alema rompe gli indugi. Di fronte alla &quot;notte della Repubblica&quot; in pieno corso, il presidente del Copasir apre per la prima volta al voto anticipato, e invita tutti, dal Terzo Polo all'Idv alla sinistra radicale, ad allearsi con il Pd in una sorta di &quot;Union sacrè&quot; elettorale.
&lt;p&gt; 

&lt;b&gt;Presidente D'Alema, siamo al punto di non ritorno: il Quirinale lancia un serio altolà contro la degenerazione politica, tanto da far ipotizzare ad alcuni ministri un ricorso all'articolo 88 della Costituzione, e quindi lo scioglimento delle Camere. Lei che ne pensa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Mi lasci essere prudente su iniziative che vengono attribuite al Capo dello Stato.&lt;br /&gt;
 Ma il solo fatto che circolino ipotesi di questo tipo dimostra quanto sia drammatica la situazione in cui ci troviamo. Ormai siamo in piena emergenza democratica. Non voglio parlare dello scenario morale, che pure è uno dei lasciti più devastanti del berlusconismo come disgregazione dei valori condivisi. Mi riferisco alla crisi politica e istituzionale, al conflitto tra i poteri dello Stato innescati da un premier che rifiuta la legge. Questo è il vero fatto eversivo: la legittimazione maggioritaria che si erge contro il principio di legalità. Una situazione insostenibile, che ci ha portato alla paralisi totale delle istituzioni, e persino all'idea pericolosa di fare appello alla piazza contro i magistrati, di cui stavolta tutto si può dire fuorché non abbiano agito sulla base di un'ipotesi accusatoria fondata. La vera anomalia è nel fatto che in tutti i paesi del mondo un leader nelle condizioni di Berlusconi si sarebbe dimesso già da tempo, o sarebbe stato già &quot;dimesso&quot; dal suo partito&quot;. 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Qui non succede. Il premier si dichiara innocente, e dice che ad andarsene deve essere Fini, invischiato nella vicenda della casa di Montecarlo. Chi ha ragione?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
&quot;Trovo paradossale questa campagna contro Fini. Ciò che gli si imputa non ha alcuna rilevanza pubblica e non c'entra nulla con il modo con cui presiede la Camera dei deputati. In realtà le istituzioni sono state trasformate in un campo di battaglia e davvero non vedo, nella maggioranza, senso dello Stato&quot;. 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma è con questa realtà che dovete fare i conti. Come se ne esce?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; 
&quot;Noi abbiamo dato la nostra disponibilità a lanciare una fase costituente con le forze che ci stanno, per aprire una crisi e proporre un governo alternativo. Ma a questo punto, se Berlusconi non prende atto dell'insostenibilità della sua posizione di premier, l'unica soluzione è quella delle elezioni anticipate&quot;. 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Non avete più paura del voto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Non abbiamo mai avuto paura. Era doveroso esperire tutti i tentativi per impedire una fine traumatica della legislatura. Ma ora anche questa fase si sta consumando. Quando Bossi ripete che è ancora possibile fare il federalismo - al di là del merito assai discutibile dei decreti in esame, definiti con sconcertante solennità &quot;federalismo&quot; - esprime una pia illusione: non si accorge che proprio la paralisi creata da Berlusconi è il principale ostacolo per raggiungere lo scopo? Ora vedo che Casini parla di larghe intese come in Germania. E' bello questo riferimento, salvo che al posto della signora Merkel noi abbiamo il presidente Berlusconi, che non è esattamente la stessa cosa. In ogni caso, Casini aggiunge che se le larghe intese non fossero possibili, bisognerebbe andare alle elezioni anticipate. Lo giudico un fatto positivo, che rafforza il mio appello sul voto e sul governo di responsabilità nazionale. Non c'è altra strada. L'idea di ricomporre un centrodestra &quot;europeo&quot;, rispettoso dei magistrati e dell'etica pubblica, non è più all'ordine del giorno. In quella metà campo c'è solo un blocco di potere, creato da Berlusconi, e una minoranza fanatica che lo segue sempre e comunque&quot;. 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;&quot;Minoranza&quot;, dice lei? L'hanno votato milioni di italiani.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Le confermo: minoranza. Oggi Pdl e Lega, insieme, sono al 40%. Le forze dell'opposizione rappresentano il restante 60%, cioè la maggioranza degli italiani&quot;. 

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ma non rappresentano un'alternativa credibile, e dunque votabile. Lo dicono tutti i sondaggi.&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
&quot;Questo è il punto. L'opposizione appare debole perché finora non ha saputo delineare un progetto alternativo, né contrastare il ricatto del premier che afferra il Paese per la gola e gli dice: o me o il nulla, non esiste alternativa possibile. Per questo propongo di rompere lo schema. Di fronte al conflitto istituzionale permanente e alla paralisi politica, le opposizioni sono chiamate a una forte assunzione di responsabilità. Qui c'è una vera e propria emergenza democratica. Se ne esce solo con un progetto di tipo costituente, che fa coincidere la conclusione del ciclo berlusconiano con la fine di una certa fase del bipolarismo e raduna il vasto schieramento di forze che si oppongono a Berlusconi: presentiamoci agli elettori e chiediamogli di sostenere un governo costituente che abbia tre obiettivi di fondo&quot;.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ce li riassuma. Primo obiettivo?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
&quot;Primo obiettivo. Sciogliere il nodo della forma politico-istituzionale del bipolarismo italiano. Siamo in un sistema plebiscitario e populista, costruito intorno a Berlusconi. Dobbiamo finalmente costruire un bipolarismo democratico. Occorre stabilire un nuovo equilibrio. Quale forma di governo vogliamo? Non demonizzo l'ipotesi presidenzialista, sul modello francese. L'importante è ridefinire in un quadro organico il sistema delle garanzie, dei contrappesi, dei conflitti di interesse, dell'informazione. E a tutto questo occorre collegare un modello di legge elettorale coerente, che ci consenta di salvare il bipolarismo, ma rifondandolo su basi nuove. La scelta del modello istituzionale si potrebbe persino affidare ai cittadini. Si potrebbe pensare ad un referendum popolare di indirizzo, per far cominciare davvero la Seconda Repubblica, chiedendo agli italiani di esprimersi: repubblica presidenziale o repubblica parlamentare?&quot;. 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Gli altri due obiettivi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; 
&quot;Il secondo è un grande patto sociale per la crescita. Lo sperimentammo sull'euro, e fu il vero successo degli Anni Novanta. Oggi ce n'è altrettanto bisogno. Ma non può essere affidato solo alle parti sociali, nè può essere pagato solo da una delle parti. E questo mi sembra il vero limite dell'accordo Fiat: la modernizzazione solo sulle spalle degli operai. Il nuovo patto deve contenere un'impronta liberale, ma temperata da una forte carica di giustizia sociale e di lotta alle disuguaglianze. Il terzo obiettivo è il funzionamento dello Stato. Lo stesso federalismo, se non è collegato a una vera riforma della Pubblica Amministrazione (e quella di Brunetta non lo è) si riduce a semplice redistribuzione del potere tra le elite&quot;. 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma perché questa idea del governo dell'emergenza dovrebbe funzionare ora, visto che se ne discutete inutilmente da mesi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; 
&quot;Perché la situazione precipita. La crisi politico-istituzionale, l'accavallarsi delle vicende giudiziarie, la guerra tra i poteri dello Stato. Cos'altro deve succedere, per convincerci della necessità di una svolta?&quot;. 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Chi è il candidato premier di questo Cln che si presenta alle elezioni anticipate? È vero che lei punta su Casini, per chiudere l'accordo con il Terzo Polo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; 
&quot;Non punto su nessuno e non spetta a me questa indicazione. Se questa riflessione sarà condivisa, sarà il mio partito con il suo segretario e i suoi organismi dirigenti a compiere le scelte necessarie&quot;. 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;La scelta può cadere anche su un &quot;papa straniero&quot;, tipo Draghi o Monti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Mi creda, questa è una partita troppo importante per essere giocata nel solito toto-nomi. L'importante è avere chiara la portata della posta in gioco&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il Pdl è in pieno disfacimento, ma anche il Pd non sta messo bene. Che mi dice del disastro delle primarie a Napoli?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Intanto a Napoli spero che venga accolto l'appello di Bersani a trovare una soluzione unitaria. Più in generale, mi auguro che questa vicenda ci aiuti a fare una discussione serena e non ideologica. L'ho detto un migliaio di volte, guadagnandomi sul campo l'accusa di &quot;nemico del popolo&quot;: ci sarà pure un motivo se gli americani, che le primarie le hanno inventate, hanno un sistema che assicura il voto solo agli iscritti al partito, e non al primo che passa. Se avessimo adottato questo sistema anche noi, oggi sapremmo chi ha votato a Napoli, e non ci troveremmo in questo caos. La democrazia è fatta di regole, altrimenti è pura demagogia. Io non sono contro le primarie. Anzi, le voglio salvare. Ma per salvarle, so che dobbiamo regolarle in un altro modo&quot;.
 &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=X3K9F&quot;&gt;la Repubblica - Massimo Giannini&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giuseppe GIULIETTI: Il 29 gennaio tutti in piazza contro il regime Berlusconi-Marchionne</title>
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  <updated>2011-01-13T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>556980</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Se fossi un operaio della Fiat voterei sì al referendum&quot;, più o meno così hanno dichiarato non pochi esponenti del Pd, peccato o per fortuna che non sono operai della Fiat e che non spetti nè a loro nè a noi a noi dare indicazioni di voto a chi, per altro, si vedrà consegnare una scheda dove, lo diciamo in modo paradossale, forse campeggerà solo un grande sì.
&lt;p&gt;
Forse molti operai raccoglieranno questo suggerimento, non perchè gli è arrivato da loro, ma perchè sono stati messi con le spalle al muro, perchè gli è stato spiegato che altrimenti la fabbrica chiuderà e resteranno tutti i a casa, perchè il medesimo presidente del Consiglio ha voluto farci sapere che bene farebbe la Fiat a lasciare l’Italia in caso di vittoria dei no.
&lt;p&gt;
Persino in queste ore molte assembleee sono state promosse dall’azienda, perchè, nonostante tutto, è preoccupata perchè a spiegare nel dettaglio punto per punto &quot;il buon accordo&quot; sono stati soprattutto i delegati della Fiom.
&lt;p&gt;
Eppure quasi tutti hanno invitato a votare sì, editorialisti, consulenti aziendali, ex sinistri, tutti insieme si sono impegnati allo spasimo per convincere gli operai sostituendosi anche ai sindacati che hanno firmato il testo dell’intesa, quasi fossero bisognosi di un gigantesco soccorso giallo per strappare il consenso delle tute blu. Possibile mai che un simile esercito abbia paura di un sindacato &quot;vecchio e obsoleto&quot;.&lt;br /&gt;
 Evidentemente le loro ragioni non debbono essere tanto banali ed infondate.
&lt;p&gt;
Non contento Marchionne ha continuato a provocare la Cgil e la Fiom, a spargere sale sulle ferite, svelando in modo inequivocabile il progetto di emarginare chi non vuole accettare non solo il suo fumoso piano industriale, ma anche il suo progetto politico ed ideologico.
&lt;p&gt;
Quelli che ancor vedono in lui un modernizzatore, dovrebbero ascoltare le voci di quei lavoratori di Torino che, pur dichiarando il loro si, lo motivano solo con la disperazione, con la paura, con la sfiducia più radicale verso le istituzioni e verso la politica.
&lt;p&gt;
Non pochi di loro voteranno sì e poi si ritireranno ulteriormente dalla vita politica e sindacale.
&lt;p&gt;
Sappiamo bene che Marchionne e Berlusconi non sono simili e non hanno neppure gli stessi progetti per il futuro, l’uno è più legato al capitalismo transnazionale e l’altro tristemente ripiegato su di sè e sulla difesa del suo conflitto di interessi.
Ci fa, tuttavia, impressione sentire usare da entrambi le stesse parole e le stesse minacce, l’uno per contrastare i no al referendum e l’altro per minacciare i giudici della Corte Costituzionale.
&lt;p&gt;
&quot;O votate si o me ne vado&quot;, dichiara Marchionne: &quot;Dopo la sentenza della corte andrò in tv ad attaccare i giudici&quot;, annuncia l’altro.
&lt;p&gt;
E la Costituzione? E la divisione dei poteri? E la sobrietà sempre invocata ogni qual volta uno studente, un operaio, un giornalista, un comico osa criticare il piccolo Cesare e la sua corte?
&lt;p&gt;
Non sappiamo cosa sbraiterà in tv Silvio Berlusconi, e ancora meno conosciamo i risultati del referendum di Mirafiori, ma siamo ancora più convinti che il prossimo 28 gennaio bisognerà essere in piazza con la Fiom e con la Cgil e se a qualche amico e compagno non piacerà, sarà il caso di farsene reciprocamente una ragione.
&lt;p&gt;
Votare sì o no al referendum è una scelta che spetterà alle lavoratrici e ai lavoratori di Mirafiori. Esserci o meno alla manifestazione per la libertà sindacale e, a questo punto, per la tutela dei valori costituzionali è invece una scelta che spetta a ciascuno di noi e Articolo 21 ha deciso di esserci.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://temi.repubblica.it/micromega-online/il-29-gennaio-tutti-in-piazza-contro-il-regime-berlusconi-marchionne/?printpage=undefined&quot;&gt;micromega - online&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>VINCENZO MARIA VITA: Attaccano le voci scomode </title>
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  <updated>2010-12-23T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>548971</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Sono solo voci? Forse, ma allora si smentisca. Tuttavia, più di una fonte ha fatto sapere che nel decreto Milleproroghe il governo avrebbe apportato un taglio secco al già risicato fondo per l'editoria e a quello per le Tv locali.
&lt;p&gt; Con cortesia ci è stato anche fatto sapere che si perderebbero solo i 30 milioni di euro appostati per il credito di imposta. Effettivamente sarebbe meno grave. Ma c'è qualcosa che non funziona. 
&lt;p&gt;Non possiamo dimenticare una recente intervista del ministro Tremonti che dichiarava di voler risolvere l'inaudito taglio al 5 x mille ricorrendo alle risorse per i giornali. 
&lt;p&gt;Come si fa a sottoporre novantasei testate interessate (non profit, cooperative, politiche, locali) e circa quattromila persone che lavorano attorno al settore a queste continue docce scozzesi? 
&lt;p&gt;Nella magica stagione del mercato si trattano così delle imprese che devono chiudere i bilanci? Si possono lasciare alla mercè degli eventi quotidiani e periodici che rappresentano un pezzo d'Italia che spesso non ha altre opportunità di darsi voce? 
&lt;p&gt;'Non si uccidono così anche i cavalli?' recitava un film impresso nel nostro immaginario negli anni del '68. E si possono uccidere così impunemente delle testate? 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Non ci stiamo.&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;Se non sarà smentita la diceria daremo luogo ad un'altra dura battaglia parlamentare, disvelando l'assurdità di un decreto il cui testo richiede più di due giorni per essere conosciuto. 
&lt;p&gt;La libertà di informazione è un bene sacro e indisponibile. Nella stagione del conflitto di interessi e della poltiglia televisiva leggere qualcosa di non omologato è come una boccata d'ossigeno. 
&lt;p&gt;Del resto, le tracce dell'omicidio si coglievano negli attacchi reiterati del Presidente del Consiglio ai giornali scomodi, nonché di diversi esponenti del Pdl all'Avvenire o al 'Secolo d'Italia'. &lt;br /&gt;
Anzi, viene il sospetto che anche in questa storia ci sia un pezzo del regolamento dei conti tra berlusconiani e Futuro e libertà. 
&lt;p&gt;Quando fu introdotto l'emendamento sull'editoria nella manovra finanziaria alla Camera dei Deputati fu decisivo proprio il ruolo degli esponenti di Fli. Ovviamente, insieme alla tenacia dell'opposizione. 
&lt;p&gt;Iniziamo un tormentone, fino a che verrà scritta nero su bianco la cifra già decisa per l'editoria e le televisioni.&lt;br /&gt;
 Noi non ci arrendiamo. &lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=WAFA6&quot;&gt;Il Manifesto&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giuseppe GIULIETTI: Bondi, licenza di uccidere il cinema italiano</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/10/25/giuseppe-giulietti/bondi-licenza-di-uccidere-il-cinema-italiano/547423"></link>
  <updated>2010-10-25T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>547423</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Ci sono tanti modi per mettere i bavagli ed ammanettare le forme espressive sgradite:quella più classica, almeno da noi, è rappresentata dagli editti, più o meno bulgari, del signore e padrone del conflitto di interessi. Quando un autore o un programma non gli garbano, il piccolo Cesare provvede a richiedere la testa, per ora solo simbolica, dei reprobi. Così è stato per Enzo Biagi, per Michele Santoro, per Marco Travaglio, per Carlo Freccero, per Daniele Luttazzi, per Sabina Guzzanti, per ricordare solo alcuni nomi.
&lt;p&gt;

In questi giorni l’attenzione del capo e dei suoi bravi si è invece concentrata su Roberto Saviano, su Roberto Benigni, su Milena Gabanelli, su Fabio Fazio, su Rai Tre, con il dichiarato intento di tenere, sempre e comunque, sotto tiro quei programmi che l’ossessionano e che, per altro, sono indicati con assoluta precisione nelle telefonate intercettate tra Berlusconi, il commissario della autorità Giancarlo Innocenti, il direttore Masi, il direttore Minzolini.

&lt;p&gt;
In qualsiasi altro paese, dopo quelle intercettazioni, si sarebbe dimesso spontaneamente, quanto meno, il direttore generale del servizio pubblico, il quale, al contrario, invece di sospendere se stesso a vita, sta cercando di sospendere Michele Santoro.
&lt;p&gt;
Questa, come scrivevamo all’inizio, è la censura classica, quella di tipo esplicitamente politico, quella che discende dal conflitto di interessi, brutale, ma immediatamente percepibile.
&lt;p&gt;

In questi giorni, invece, si sta manifestando un altro tipo di censura, quella economica, non meno invasiva e pericolosa. Ci riferiamo, per esempio, alla clamorosa protesta messa in atto da tante associazioni del cinema italiano che hanno deciso di occupare la Casa del Cinema a Roma.

&lt;p&gt;
Tante le ragioni della clamorosa protesta, ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’ultima stesura della legge finanziaria. Il ministro Bondi, sì proprio lui, aveva promesso che, almeno in questo provvedimento, sarebbero state assunte le misure urgenti per impedire un tracollo del sistema industriale del settore. Qualche credulone aveva abboccato, invitando tutti ad aspettare con fiducia il regalo di Babbo Bondi.
&lt;p&gt;

Invece non è accaduto nulla. La finanziaria di Tremonti non contiene nulla, nulla sul tax credit, nulla su Cinecittà, nulla sul reintegro del Fus nulla sulla futura legge di sistema. Non parliamo poi della cosiddetta tassa di scopo, quella che dovrebbe essere pagata dai grandi gruppi televisivi per dare linfa vitale alla industria del cinema e dello spettacolo, che tanto ha contribuito e contribuisce alla vita e ai palinsesti dei media tradizionali.
Figuratevi se il governo delle tv può chiedere un euro alle medesime tv, sarebbe come parlare di corda a casa dell’impiccato!
&lt;p&gt;

Questa è la censura economica, quella che è già stata praticata nei confronti delle case editrici, degli istituti di cultura e delle fondazioni, degli enti lirici e dell’editoria, per non parlare del settore della formazione, dove il ministro Gelmini non essendo riuscita a trovare i soldi per le riforme, ha pensato bene di redigere una circolare bavaglio per impedire ai presidi di esprimere critiche nei confronti di sé medesima e delle sue proposte, per altro pessime.
&lt;p&gt;

Questo governo, al di là delle parole, continua ad essere il governo che ha in testa e nel cuore il bavaglio e le manette per tutte le forme di espressione che rivendichino libertà ed autonomia e non siano comunque riconducibili alla logica del conflitto di interessi.

&lt;p&gt;
Nei prossimi giorni si svolgeranno iniziative, già annunciate, dei sindacati dei giornalisti, delle associazioni di impresa, dei lavoratori e delle lavoratrici del cinema e dello spettacolo, della scuola e dell’università, degli istituti e delle fondazioni culturali. Iniziative sacrosante, ma non sarebbe il caso di coordinarle e di promuovere, anche e non solo, una grande manifestazione contro tutte le forme di censura, contro ogni oscurantismo, contro la demolizione del sistema formativo ed informativo?
&lt;p&gt;

Non si potrebbe pensare ad una tenda delle libertà costituzionali da piantare davanti ai palazzi delle istituzioni, durante la discussione della legge finanziaria, per richiamare l’attenzione collettiva sui rischi individuali e collettivi che potrebbero derivare dal progressivo oscuramento del diritto della pubblica opinione ad essere informata e formata attraverso una molteplicità di fonti e di segni?

&lt;p&gt;
A chi dice e pensa, anche nel centro sinistra e magari anche in qualche settore del mondo del cinema, che non ci sia nulla di voluto, ma solo sciatteria e dilettantismo, vorremmo ricordare che il ministro Bondi, ben assistito dai colleghi Tremonti e Brunetta, ha spesso lanciato i suoi strali contro il cinema, a suo dire, in mano ai bolscevichi, contro i film “disfattisti”, che poi sarebbero quelli che osano criticare l’Italia di Berlusconi; non contento, ha provato anche a scomunicare Sabina Guzzanti ed Elio Germano e, a tempo perso, è riuscito a polemizzare con Saviano, con Scalfari, con Santoro, e con tutti quegli intellettuali che non adorano il piccolo Cesare, cioè quasi tutti, senza più neanche distinzione di appartenenza politica.

&lt;p&gt;
Negli ultimi giorni il medesimo ministro ha più volte annunciato che non esiterà a dimettersi qualora nella finanziaria non ci saranno alcune delle misure reclamate dall’industria della cultura e dello spettacolo. Per ora, tali misure non ci sono, ma la lettera di dimissioni non è ancora pervenuta.
&lt;p&gt;

Del ministro si sono perse le tracce, le sue ultime dichiarazioni riguardano tutte la necessità di regalare uno scudo giudiziario all’amico Silvio. Se avesse dedicato un centesimo delle sue energie alla necessità di regalare uno scudo legislativo anche al mondo della cultura e delle arti, ogni problema sarebbe stato risolto per l’oggi e per i secoli a venire…&lt;br /&gt;

Confidiamo che, almeno questa volta, Bondi voglia mantenere il punto e rassegnare le dimissioni!

&lt;p&gt;
Vi alleghiamo i punti del documento votato all’unanimità da tutte le associazioni che hanno partecipato all’occupazione della Casa del Cinema.


&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Per il Cinema:&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

• immediato e certo rinnovo del tax credit e del tax shelter;&lt;br /&gt;

• approvazione di una legge di sistema che crei un Centro nazionale della cinematografia sganciato da qualsiasi controllo della politica;&lt;br /&gt;

• un prelievo di scopo con il quale chi utilizza il cinema e l’audiovisivo italiani (televisioni generaliste e satellitari, provider e Telecom) reinvesta un a parte dei profitti nella produzione nazionale e un prelievo sul costo del biglietto delle sale che inciderebbe per il 70%
sui profitti delle major straniere.&lt;br /&gt;

• Reintegro del FUS, che può avvenire immediatamente e senza oneri per lo Stato semplicemente mettendo all’asta, come accade in tutta Europa, le frequenze del digitale terrestre che oggi vengono regalate a Mediaset;&lt;br /&gt;

• Sostegno e difesa delle sale di città, spazio privilegiato del cinema italiano;&lt;br /&gt;

• Promozione del cinema italiano all’estero;&lt;br /&gt;

• Divieto per i network televisivi di mantenere posizioni dominanti sul mercato con il controllo di produzione, distribuzione e sale;&lt;br /&gt;

• Salvaguardia e valorizzazione di un patrimonio storico come Cinecittà.
&lt;p&gt;


&lt;b&gt;Per la televisione:&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

• Nascita di un mercato liberato dal monopolio di Rai e Mediaset; Riappropriazione dei diritti sulla fiction da parte di autori e produttori, in grado di creare un mercato internazionale per le opere televisive italiane;&lt;br /&gt;

• Utilizzazione dei canali del digitale terrestre e dei canali satellitari - molti dei quali sfruttano gratuitamente e illegalmente le nostre opere - come nuove opportunità di una pluralità narrativa;&lt;br /&gt;

• Obbligo di realizzare sul territorio nazionale la fiction finanziata con i l soldi del servizio pubblico;&lt;br /&gt;

• Attenzione alla produzione e diffusione del documentario in tutte le sue forme.
&lt;p&gt;


Per la Casa del cinema chiediamo al Comune di Roma:

&lt;p&gt;
• La revoca della memoria di Giunta che affida di fatto la gestione a una sorta di &quot;comitato d’affari&quot;;&lt;br /&gt;

• La convocazione delle associazioni del mondo del cinema che si propongono come protagoniste della gestione della Casa e del suo indirizzo culturale.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://temi.repubblica.it/micromega-online/bondi-licenza-di-uccidere-il-cinema-italiano/?printpage=undefined&quot;&gt;micromega-online&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Felice BELISARIO: Il Pd scelga, ma con casini incompatibilità programmatiche, come sul nucleare</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/10/11/felice-belisario/il-pd-scelga-ma-con-casini-incompatibilit%C3%A0-programmatiche-come-sul-nucleare/546955"></link>
  <updated>2010-10-11T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>546955</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il nostro partito non é contrario ad un’alleanza con Casini per partito preso. Più semplicemente, crediamo che la distanza dall’Udc dipenda da divergenze sostanziali nei punti programmatici. La nostra diffidenza non è ideologica, ma di contenuti. Quale posizione intenderebbe assumere Casini riguardo, ad esempio, ai tre referendum proposti dall’IdV (acqua, nucleare, non candidabilità dei condannati)? &lt;br /&gt;
Al grave problema rappresentato dal conflitto di interessi o alla lotta all’evasione fiscale? E su bioetica, giustizia, questione morale, come la pensa il partito di centro? E inoltre, con quale credibilità lavorerebbe al nostro fianco per una nuova legge elettorale che faccia dimenticare le brutture causate dal porcellum che l’Udc non solo votò a suo tempo ma addirittura contribuì’ a scrivere? E come la mettiamo con Fini che, quasi certamente, cercherà proprio in Casini (e Rutelli) il suo alleato più sicuro?

&lt;p&gt;
Ora, se il Pd punta a un’alleanza con Casini faccia pure, ma sappia che un nuovo Ulivo con dentro Pd, Udc e Italia dei Valori non è in questo momento proponibile considerando anche le alleanze che l’Udc ha in corso, un pò a destra e un pò a sinistra. Bisogna sconfiggere Berlusconi e quello che rappresenta, certo, ma sulla base di programmi chiari, una leadership forte e metodi di governo alternativi a quelli del centrodestra. Per riuscirci il centrosinistra deve sì provare ad allargare il fronte delle alleanze, ma attraverso una coalizione credibile.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.felicebelisario.it/?p=1129&quot;&gt;www.felicebelisario.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
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  <title>Gianfranco FINI: ad AnnoZero: «È arrivato il momento di privatizzare la Rai» </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/10/08/gianfranco-fini/ad-annozero-%C2%AB%C3%A8-arrivato-il-momento-di-privatizzare-la-rai%C2%BB/546689"></link>
  <updated>2010-10-08T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>546689</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Camera   (Lista di elezione: PdL) - Deputato (Gruppo: FLI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Fuori i partiti dalla Rai, è arrivato il momento di privatizzare l'azienda e credo che gli amici di Futuro e libertà stiano già mettendo a punto una proposta da presentare in Parlamento». 
&lt;p&gt;A parlare è il presidente della Camera Gianfranco Fini che però precisa: «bisogna verificare chi eventualmente acquista, perché altrimenti si rischierebbe di rendere ancora più manifesto un conflitto di interessi». 
&lt;p&gt;Pronta la replica di Antonio Di Pietro - «Dovrebbe cominciare a mettere fuori dalla Rai tutti coloro che sono di nomina politica, anche quelli a lui vicini» - mentre Storace come al solito si distingue per l'eleganza: &lt;br /&gt;
«Mettiamo fuori anche i cognati».
&lt;p&gt;
Dura anche la reazione di Giorgio Merlo, vice presidente della Commissione Vigilanza Rai: «Stupisce che il presidente della Camera si faccia promotore di una iniziativa tesa a liquidare il servizio pubblico radiotelevisivo nel nostro Paese. 
&lt;p&gt;Privatizzare la Rai è una vecchia proposta.&lt;br /&gt;

Ma le storture e le degenerazioni dei servizio pubblico, a cominciare dall'invadenza insopportabile dei partiti, non si affrontano attraverso la sua abolizione ma con una seria riforma, a cominciare dal suo assetto di governo».
&lt;p&gt;
Boccia la proposta anche Paolo Ferrero, segretario nazionale di Prc-Sinistra europea: «Una soluzione che aggraverebbe il problema anziché risolverlo. Oggi la Rai sta sempre più dequalificando il palinsesto e si è trasformata in un megafono del governo». Solo i radicali esultano: «L'auspicio di Fini è la lotta radicale di alcuni decenni. In questi anni, mentre tutti i partiti praticavano la lottizzazione, noi Radicali abbiamo scelto altro, di difendere il diritto degli italiani a conoscere per deliberare. E siamo stati fatti fuori dal video».&lt;br /&gt;
 Lo sottolinea il segretario dei radicali italiani Mario Staderini.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/print/rassegna-stampa/gianfranco-fini-ad-annozero-arrivato-momento-di-privatizzare&quot;&gt;Il manifesto &lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Giuseppe GIULIETTI: Annozero e la resistenza allo squadrismo catodico</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/09/27/giuseppe-giulietti/annozero-e-la-resistenza-allo-squadrismo-catodico/507309"></link>
  <updated>2010-09-27T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>507309</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La prima puntata del programma Annozero, condotto da Michele Santoro, ha raggiunto il 20% degli ascolti in prima serata, stravincendo la concorrenza con gli altri programmi della Rai.&lt;br /&gt;
 Questo risultato è stato strappato contro tutto e tutti. Gli spot della trasmissione sono stati bloccati per settimane. I contratti dei collaboratori e delle collaboratrici non sono stati firmati, a cominciare da quelli di Travaglio e di Vauro che il direttore generale vorrebbe stracciare. Ogni giorno sono stati inventati ostacoli per costringere Santoro a salutare e a lasciare la Rai.
&lt;p&gt;

Adesso dovrebbero essere chiare a tutti le ragioni per le quali Michele aveva pensato di chiudere. Provino quelli che sanno sempre tutto a realizzare un programma avendo contro il gruppo dirigente della azienda, che dovrebbe sostenerti, aiutarti, promuovere un progetto che gli ha regalato ascoltatori e pubblicità e invece costoro, su ordine del Presidente del Consiglio padrone, lavorano per farti cadere, vorrebbero chiuderti la bocca, affinchè ai cittadini sia negato anche uno degli ultimi spazi liberi restati aperti. Non a caso la stessa campagna di mobbing è in atto contro Rai Tre, contro Serena Dandini, che, a pochi giorni dalla messa in onda ancora non sa se potrà farlo e con quali compagne e compagni di strada.

&lt;p&gt;
Sarà una casualità, ma questi programmi e questi autori sono tra quelli &quot;sgraditi&quot; al presidente padrone e più volte indicati come quelli da chiudere, da imbavagliare, affinchè nell’etere resti una sola voce: la sua.&lt;br /&gt;

Berlusconi deve lanciare l’assalto finale per espellere Fini, cancellare le opposizioni, sfigurare la Costituzione e può farlo nell’unico modo che gli è consono: lo squadrismo mediatico, il dossieraggio, l’aggressione condotta a reti unificate, la bugia e la calunnia ripetute milioni di volte, senza contraddittorio, senza domande, senza giornalisti che ci raccontino le vere storie di Dell’Utri, di Mangano, di Cosentino, delle logge P2 e P3. Che bella sarebbe la sua vita se si parlasse solo e soltanto del tinello di Montecarlo e nessuno mettesse il naso nelle patacche dei servizi segreti, da quelle di Telecom Serbia a quelle del signor Lavitola.

&lt;p&gt;
Per queste ragioni odiano i Santoro, le Dandini, i Travaglio e tanti altri, perchè odiano la ricerca della verità, la satira, tutto quello che può illuminare e rivelare le oscenità di un regime che si fonda sulla omissione, sulla omertà, sulla oscurità e sullo oscurantismo, per raggiungere i loro turpi obiettivi hanno bisogno del buio e questo deve provvedere il servizio d’ordine che ha occupato il polo Raiset.
&lt;p&gt;

Se e quando si dovesse andare al voto anticipato, sarà il caso di affrontare con eccezionale energia questo tema, evitando di ripetere i drammatici errori del passato. Questo vale per le opposizioni di oggi, ma vale anche per Fini che, purtroppo per lui, ha scoperto con pauroso ritardo l’anomalia italiana e la dura realtà del conflitto di interessi, un manganello che ha colpito, colpisce e colpirà chiunque abbia provato a disobbedire, per usare le parole del medesimo presidente della Camera, all’uomo &quot;che non sapeva governare, ma voleva solo comandare&quot;.

&lt;p&gt;
Forse sarà il caso che persino Fini e i suoi abbandonino tatticismi e incertezze e si decidano a firmare una mozione unica di sfiducia, firmata da quanti, comunque collocati, credono ancora nella Costituzione e nella legalità repubblicana. Dopo quello che è successo in queste ore non c’è davvero più tempo da perdere, un Presidente del Consiglio che cerca di colpire e ammazzare politicamente il presidente della Camera può tentare davvero qualsiasi avventura, sarà il caso di sbarrargli la strada e di farlo tutti insieme, lasciandoci alle spalle settarismi, gelosie, anacronistici spiriti di parte, di fazione e di frazione.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://temi.repubblica.it/micromega-online/annozero-e-la-resistenza-allo-squadrismo-catodico/?printpage=undefined&quot;&gt;micromega-online&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Massimo DONADI: «Eviteranno i processi a Berlusconi, magari insieme all’Udc»  - INTERVISTA </title>
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  <updated>2010-09-11T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>505924</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Donadi, dice che Bossi non farà scherzi a Berlusconi, non lo sfiducerà. C’è da credergli?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Oramai siamo al ventesimo patto in quattro mesi, c’è ancora qualcuno che si fida di qualcun altro? Questa maggioranza è una barzelletta che non fa più ridere nessuno. Se qualcuno poteva avere ancora dei dubbi credo che l’intervista del ministro Tremonti in cui candidamente ammette che non c’è crescita economica per l’Italia da 15 anni abbia tolto ogni residuo di dubbio. Delle due l’una: o è un cialtrone o ci prende in giro»

&lt;p&gt;
Questa volta però il patto sembra forte e a pietanza unica la giustizia. Nel deserto di Montecitorio s’intravedono contatti tra la finiana Bongiorno e l’onorevole Ghedini, tra quest’ultimo e l’Udc. Il patto santificato ieri dalle parole del presidente Schifani («Fini non è sfiduciabile»), prevede un accordo Pdl Fli e Udc su un nuovo legittimo impedimento che protegga il premier in quanto tale dai processi. Una nuova norma ma dal contenuto identico a quella vecchia che se approvata dal Parlamento entro il 14 dicembre avrà come primo effetto quello di evitare che la Consulta si pronunci sul legittimo impedimento “vecchio” e già in vigore in modo da congelare sentenze e processi per altri sette otto mesi e avere più tempo per le modifiche costituzionali auspicate anche da Fini per garantire le funzioni del premier mentre è il Presidente del Consiglio.&lt;br /&gt;
 In tutto questo il processo breve perderebbe la norma transitoria. Requiem per le intercettazioni. Massimo Donadi capogruppo dell’Italia dei valori alla Camera storce la bocca e rotea gli occhi.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Le sembra un patto possibile?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«E’ chiaro che stanno lavorando in questa direzione e che l'Udc potrebbe seguirli. Ancora una volta al centro di tutto ci sono sempre e solo le pendenze giudiziarie di Berlusconi.
Questo governo è imbozzolato dalla testa ai piedi in un enorme conflitto di interessi. L’idea di fare un nuovo legittimo impedimento per impedire alla Consulta di pronunciarsi è come minimo golpista. Il nostro problema devono essere l’economia e il lavoro. Il fatto che un giovane su quattro è senza lavoro e che l’ Italia e l’unico paese fermo tra i venti lo dice l’Ocse»
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Andiamo nell’altra metà campo, il centrosinistra. Quale politica delle alleanze per Idv?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Noi cerhiamo idee e progetti condivisi. Questa è la priorità»
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;In caso di crisi di governo esistono due opzioni, governo tecnico o elezioni. Che fate?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Per noi è auspicabile un governo tecnico a tempo e con obiettivi precisi: tre quattro mesi per fare una nuova legge elettorale e una per il pluralismo dell’informazione tv. Dato questo schema di contenuti non escludiamo alleanze con nessuno»
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Neppure l’Udc o Fini?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Si tratta di scrivere nuove regole e a questo è giusto che partecipino tutti. Poi, dopo, ognuno torna a fare il suo mestiere. Nel centrodestra e nel centrosinistra»
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Crisi e elezioni subito in questo caso?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Non sarebbe la nostra prima scelta. E comunque l’Idv punta a una nuova coalizione di centrosinistra moderna, coesa e innovativa disposta a condividere un progetto chiaro e responsabilità di governo» 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Anche con Rifondazione?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Dipende da loro. Al centro di tutto resta il Pd,  poi l’Idv, Sel, Verdi e tutti coloro che ci stanno. Il problema ma anche la priorità è avere chiaro il campo, il progetto, le idee. E qui nasce la critica al Pd…» 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Il segretario Bersani ha fatto le sue proposte, il doppio cerchio, il Nuovo Ulivo.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Bersani parla ma il problema è che non si sta lavorando per costruire questa coalizione. Oggi siamo a zero. E domani temo sarà ancora peggio. Di questo si assumeranno la responsabilità davanti agli elettori. Il fatto è che il Pd fa fatica a trovare una sintesi, è una somma di sigle senza idee. E’sfinito»
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Le contestazioni alla Festa del Pd: l’Idv ha difeso i fischi a Schifani. E questo ha provocato nuove tensioni con il principale partito di opposizione.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«L’attacco a Bonanni è inaccettabile, squadrista e indecente. Cosa diversa sono i fischi a Schifani strumentalizzati da un ceto politico abituato a parlare solo in tv e intollerante ai fischi che pure sono, sia chiaro, il modo più sbagliato per affermare le proprie idee»
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ai dibattiti in genere, prima si ascolta, poi semmai si critica.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«E’ vero. Ma che razza di dibattito sulle riforme poteva immaginare il Pd invitando il più azzerbinato degli uomini di Berlusconi? Bersani dice che la politica del premier è una fogna e poi ne va a discutere con uno dei protagonisti della fogna…&lt;br /&gt;
Il confronto è il sale della democrazia ma non credo che da Schifani possa arrivare un grande contributo»
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=TVSW5&quot;&gt;l’Unità – Claudia Fusani&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giuseppe GIULIETTI: Rai, le comiche finali di Minzolini e Masi</title>
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  <updated>2010-09-10T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Alla Rai vanno in onda le comiche, speriamo finali. Non ci riferiamo a quelle belle trasmissioni di un tempo quando ai ragazzi venivano offerti i numero di Stanlio e Ollio, quanto ai duetti, meno divertenti per la verità, proposti a giorni alterni dal duo Minzolini Masi.

&lt;p&gt;
Il presidente della Rai di fronte al centesimo editoriale pro Berlusconi del direttore di riferimento, quello nel quale tentava di impartire una improvvisata lezione di diritto costituzionale al presidente Napolitano, ha preso carta e penna e ha invitato il direttore del Tg1 a moderare i toni e a far finta di essere ancora alla testa di una testata che un tempo veniva definita &quot;ammiraglia della Rai&quot;. Per altro si trattava di una lettera garbata, arrivata dopo mesi e mesi di rettifiche non date, di notizie cancellate, di proteste sociali nascoste, e persino il presidente Fini ed il suo ministro Ronchi si erano visti costretti ad alzare la voce, esasperati dall’eccesso di zelo berlusconiano.

Di fronte a questa civile contestazione del presidente, il direttore Masi ha ritrovato coraggio e voce e, con raro sprezzo del pericolo, ha voluto far senire la sua voce a difesa di… Minzolini e di Berlusconi. Finalmente qualcuno che si oppone al padrone senza tanti peli sulla lingua e senza riguardi per la poltrona.

&lt;p&gt;
Immediatamente dopo le &quot;dure parole di Masi&quot;, si sono sentite le urla di Capezzone che ha denunciato il tentativo di imbavagliare il direttore, di colpire l’articolo 21 della Costituzione, di intimidire i dissidenti, proprio così, alla faccia del comune senso del pudore, con lo stile delle squadre d’azione Berlusconi, quelle che odiano ogni pensiero critico.

&lt;p&gt;
Ci sarebbe da rotolarsi dalla risate, invece no! Questi signori che fingono di indignarsi e si travestono da agnelli sono gli stessi che stanno tentando di chiudere Anno Zero, di cacciare i Santoro, i Vauro, i Travaglio, i Floris, le Gabanelli, per fare solo qualche esempio. Nei prossimi giorni ci riproveranno e tenteranno anche di cacciare Corradino Mineo, il direttore di Rai News, per mettere al suo posto il candidato della Lega, pagando così con momenta sonante l’alleato in camicia verde. Altro che Roma ladrona, ormai imperversa Varese ladrona.

&lt;p&gt;
Ridiamo pure per le comiche del duo Minzolini Masi, ma prepariamoci a contrastarli, prima che le prossime elezioni si svolgano in un clima truffaldino, tale da alterare il libero esercizio del voto.

&lt;p&gt;
Per queste ragioni l’associazione articolo 21 ha lanciato una grande petizione per neutralizzare il conflitto di interessi prima del voto, per chiedere finalmente la nomina di un direttore generale di garanzia alla Rai, per sollecitare le autorità di garanzia del settore a vigilare, altrimenti se ne vadano e lascino il compito alle autorità internazionali.
&lt;p&gt;

Questa petizione la porteremo come contributo alla grande giornata del 2 ottobre che per quanto ci riguarda non sarà solo la riedizione del &quot; no b day&quot;, ma una grande giornata nazionale per la Costituzione, una sorta di &quot;Si C. day&quot;, di sì alla Costituzione sostenuto da milioni di donne e di uomini.

&lt;p&gt;
Mai come in questa occasione la giornata riuscirà se nelle strade di Roma si ritroveranno non solo quelli dell’altra volta, ma tanti di più e possibilmente persino quei cittadini che, dopo aver scelto la destra, non vogliono più accettare di vivere &quot;sotto un padrone&quot;.

&lt;p&gt;
Il 2 ottobre dovrà essere anche la loro giornata, insieme a quanti, viola, rossi, bianchi, verdi che siano, credenti o non credenti, moderati o radicali, del nord o del sud, vogliono ritrovarsi attorno ai valori della Costituzione e della legalità repubblicana.

&lt;p&gt;
E se poi vorranno tentare l’avventura del voto, con questa legge elettorale e con questo conflitto di interessi, la manifestazione sarà anche il modo migliore per avviare una campagna elettorale che dovrà fondarsi sulla partecipazione diretta e sulla azione democratica di ciascuno di noi.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://temi.repubblica.it/micromega-online/rai-le-comiche-finali-di-minzolini-e-masi/?printpage=undefined&quot;&gt;micromega-online&lt;/a&gt;</summary>
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