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  <title>Openpolis - Argomento: casta</title>
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  <updated>2012-04-19T00:00:00Z</updated>
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  <title>Rita BERNARDINI: I conti della Camera? Impenetrabili</title>
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  <updated>2012-04-19T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
In questo periodo tutti si affannano a parlare di trasparenza, ma ciò che è incredibile è il motivo per il quale nessuno - tranne noi radicali - si scandalizzi per la totale mancanza di trasparenza dei conti di un'istituzione importante come la Camera dei Deputati che ha un bilancio di oltre un miliardo di euro all'anno.
&lt;p&gt;
L'attività amministrativa della Camera dei deputati è, infatti, completamente sottratta, in virtù del principio di autonomia degli organi costituzionali, agli ordinari controlli esterni cui sono sottoposte le pubbliche amministrazioni e, con la riforma del R.A.C. (Regolamento di Amministrazione e contabilità), è definitivamente sparita la contabilità analitica, in contrasto con quanto previsto dalla legge 196 del 2009, che ha imposto uno schema contabile uniforme a tutte le pubbliche amministrazioni e a tutti i livelli di governo, e ha previsto l'obbligo di redigere una contabilità analitica come principio fondamentale del coordinamento della finanza pubblica e come strumento di tutela dell'unità economica della Repubblica, ai sensi degli articoli 117 e 120 della Costituzione. 
&lt;p&gt;
Una vera e propria &quot;controriforma&quot; che ha visto i soli deputati radicali impegnati in prima fila «contro». Con il sistema contabile così &quot;riformato&quot;, il bilancio della Camera continuerà ad essere del tutto opaco e privo di trasparenza, come lo è stato finora, salvo che ora lo è &quot;legittimamente&quot;. Inoltre, coerentemente con l'abolizione della contabilità analitica, è stato eliminato anche l'obbligo di utilizzare il sistema contabile per la programmazione e per il controllo dell'attività amministrativa. La programmazione ed il controllo - che è controllo comunque sempre interno all'apparato che vede al vertice il Segretario Generale della Camera - oramai devono fare a meno dell'essenziale strumento rappresentato dal sistema contabile.
&lt;p&gt;
Inoltre, con il nuovo R.A.C. è stato fortemente limitato il diritto di ciascun deputato di accedere alle delibere del Collegio dei Questori e ai contratti stipulati dall'Amministrazione, che costituiva l'unico strumento atto a garantire una certa trasparenza alla gestione. Al suo posto, viene ora pubblicata semestralmente sul sito internet una lista delle spese ordinate, priva però dell'essenziale informazione sulle modalità di scelta del contraente. Così di quante e quali gare faccia la Camera non si sa quasi nulla, anche perché gli stessi bandi non sono più pubblicati nel sito, come avveniva fino a qualche anno fa. Ci si guarda poi bene dal pubblicare le relazioni periodiche del Servizio del controllo amministrativo sui controlli di legittimità e sui controlli di risultato.
&lt;p&gt; Il colmo è costituito dal fatto che a capo del Servizio per il controllo amministrativo c'è... il Segretario Generale, cioè il soggetto da controllare! In queste condizioni il nuovo «controllo di gestione», attribuito al Collegio dei Questori, è acqua fresca, perché è l'Amministrazione che passa al Collegio le poche informazioni che ritiene. 
&lt;p&gt;In pratica, il miliardo lo gestisce il Segretario Generale, nominato praticamente a vita, senza alcun vero controllo, né interno né tantomeno esterno, con modalità tra le più opache nell'ambito dell'intero continente europeo.
&lt;p&gt;
La delegazione radicale ha proposto già dal luglio 2011 - nel corso di quel rito inutile e farsesco che si svolge ogni anno e che consiste nell'approvazione da parte dell'Assemblea del Bilancio interno - di prevedere un sistema di accertamento dei conti simile a quello adottato dall'Assemblea nazionale francese, che all'articolo 16 comma 2 del suo regolamento, prevede che in ciascun anno della legislatura l'Assemblea elegga una Commissione speciale di 15 membri, presieduta da un deputato d'opposizione, incaricata di «verificare ed appurare» i conti. Né i Questori né alcun altro membro dell'Ufficio di Presidenza possono farne parte. 
&lt;p&gt;Superfluo dire che l'ordine del giorno radicale, che chiedeva per la Camera controlli simili a quelli dell'Assemblea nazionale francese, è stato sonoramente bocciato. Ci riproveremo quest'anno cercando di abbattere quel muro impenetrabile di omertà che siamo riusciti solo parzialmente a scalfire con l'ottenimento due anni fa della lista dei fornitori e consulenti (e i contratti), messa immediatamente in internet sui siti radicali. Era la prima volta che accadeva nella storia di Montecitorio. Un successo che, come detto in precedenza, è stato prontamente ridimensionato e depotenziato. La casta più potente vuole continuare ad agire indisturbata senza rendere conto né ai deputati, né ai cittadini tutti. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dirittiglobali.it/home/categorie/21-politica-a-istituzioni/31617-i-conti-della-camera-impenetrabili.html&quot;&gt;il Manifesto / www.dirittiglobali.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Davide BONO: «Repressione spettacolarizzata contro il movimento No tav a uso e consumo dei media»</title>
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  <updated>2012-01-26T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>623659</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Piemonte (Lista di elezione: Movimento 5 stelle) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Questa mattina all’alba è partita l’ennesima operazione di repressione spettacolarizzata contro il movimento No tav a uso e consumo dei media». 
&lt;p&gt;
«Sono i classici arresti ad orologeria: arrivano a destinazione nel momento in cui le amministrazioni locali e i comitati No Tav stanno organizzando una manifestazione che sancisca l’unione di intenti che li accomuna contro lo sperpero di denaro pubblico e la distruzione del territorio che questa opera provocherebbe se fosse iniziata».
&lt;p&gt;
&lt;p&gt;«L’inchiesta della Procura di Torino ha mera valenza politica più che giudiziaria».
&lt;p&gt; «La casta, sempre attenta a reprimere il dissenso popolare, poche settimane fa abbia invece impedito l’arresto preventivo di Cosentino, sospettato di collusione camorrista».
&lt;p&gt;&lt;b&gt;N.B.&lt;/b&gt; Nota congiunta di Davide Bono e Fabrizio Biolè, consiglieri regionali in Piemonte; gruppo consiliare: Movimento Cinque Stelle.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/26/arresti-lironia-grillo-ispirata-alle-operazione-geometrica-potenza/186667/&quot;&gt;il Fatto Quotidiano.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Rosy BINDI: Bindi &quot;Pure&quot; Rosy difende gli stipendi della Casta &quot;Tagliandoli saremmo sotto la media europea&quot;</title>
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  <updated>2011-12-12T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>623520</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) - Vicepres. Camera  &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
...Secondo la Bindi l'articolo del decreto del governo Monti sui compensi dei parlamentari è &lt;b&gt;&quot;una scivolata&quot;,&lt;/b&gt; spiega in un'intervista a La Stampa, &lt;b&gt;&quot;un errore che da un governo di competenti non ci si aspettava. E che paghiamo caro&quot;....&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
...&quot;&lt;b&gt;Devo ricordare&lt;/b&gt; - premette - &lt;b&gt;che l’indennità dei deputati non è più indicizzata dal 2001, da quando era presidente Casini. Mentre in questa legislatura, dall’inizio del 2008, abbiamo tolto 500 euro dalla diaria, 500 dal rimborso del cosiddetto rapporto con gli elettori e altri 500 dall’indennità. Il totale fa 1500 euro al mese. Dovuti&quot;....&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.liberoquotidiano.it/news/889442/Bindi-Pure-Rosy-difende-gli-stipendi-della-Casta--Tagliandoli-saremmo-sotto-la-media-europea.html&quot;&gt;www.liberoquotidiano.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Massimo Fraschini: Comunicato del PDL di Lissone sul 10° asssessore</title>
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  <updated>2011-12-03T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>622226</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore  Comune Lissone (MB) (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Lissone, 3 Dicembre 

Ieri il Sindaco di Lissone Ambrogio Fossati, ha comunicato di aver nominato un decimo assessore nella sua giunta. 
Una scelta già ventilata in luoghi pubblici e sulla quale avevamo già espresso il nostro dissenso.
La delega oggi assegnata era stata, infatti, avocata a suo tempo dallo stesso sindaco per anticipare le nuove norme legate alla diminuzione dei costi della politica, prevista dalla prossima legislatura.
A sei mesi dal termine del mandato amministrativo non comprendiamo, dal punto di vista pratico, quale apporto o impulso possa dare un decimo assessore, del quale operativamente oggi non si sente proprio la necessità, aumentando di fatto i costi della politica e senza alcuna utilità in un momento cosi’ particolare di crisi economica.
Uscendo dalle logiche partitiche sempre meno comprese e condivise dalla gente, ancora meno comprendiamo la necessità di ricompensare soggetti politici nati attraverso processi e logiche che non condividiamo e solo basati su convenienza e interessi politici personali.
Un atto incomprensibile a noi ed ai cittadini, verso i quali ogni giorno siamo chiamati a rispondere del nostro operato.
Ancora una volta il Sindaco ha ascoltato solo una parte della sua maggioranza e non ha rappresentato in maniera piena e leale tutti i partiti che lo hanno sostenuto finora, mortificando una doverosa correttezza istituzionale e politica.
Noi, il Popolo della Libertà, come sempre non ci sottrarremo al nostro impegno ed al senso di responsabilità verso la città ed i lissonesi.
Vogliamo completare il nostro progetto politico ed amministrativo per il bene della città e rimandare ogni altra valutazione programmatica futura, prima di sottoporci al giudizio degli elettori.

PDL Lissone 
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://pdllissone.blogspot.com/2011/12/comunicato-pdl-sul-10-assessore.html&quot;&gt;blog pdl lissone&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Antonio DI PIETRO: «Questo governo fa ripianare i conti  ai lavoratori, ai precari e le fasce deboli»</title>
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  <updated>2011-10-26T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>617697</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Per questo governo ladro a ripianare i conti devono essere i lavoratori, i precari e le fasce deboli e non gli approfittatori e gli evasori della Casta. Ancora una volta, si dimostra che chi è al governo non vuole la pace ma lo scontro sociale. Ecco perchè è estremamente necessario che chi ha forza, responsabilità, senso delle istituzioni, anche all'interno di questo Parlamento, spenga la luce e faccia finire la legislatura prima che lo scontro aumenti».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/11_ottobre_26/reazioni-lettera_7f92b718-0004-11e1-9c44-5417ae399559.shtml&quot;&gt;corriere.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Paolo FERRERO: Lottare per non finire come la Grecia</title>
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  <updated>2011-09-05T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>608080</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Lo sciopero generale di oggi è molto importante. Per questo voglio innanzitutto voglio ringraziare tutti i lavoratori e le lavoratrici che lo stanno facendo in queste ore e ringraziare la CGIL e il sindacalismo di base che lo hanno proclamato.

&lt;p&gt;
Uno sciopero importante non solo perché la manovra del governo è una manovra ingiusta: difende i ricchi e i privilegi delle caste mentre attacca pesantemente i diritti sindacali e le condizioni di vita dei pensionati, delle lavoratrici e dei lavoratori - pubblici e privati – dei precari.

&lt;p&gt;
La manovra, oltre ad essere ingiusta è anche recessiva - cioè aggraverà la crisi economica - e favorirà la speculazione finanziaria, che continua tranquillamente a fare il suo sporco lavoro in tutta Europa.

&lt;p&gt;
Il punto fondamentale è quindi che la manovra del governo produrrà effetti opposti a quelli sbandierati: è un manovra che aggrava la crisi economica e pone le condizioni per un ulteriore attacco speculativo contro l’Italia. La ricetta che stanno applicando all’Italia – come al Portogallo, alla Spagna, all’Irlanda – è uguale a quella applicata alla Grecia: demolire i diritti dei lavoratori, privatizzare tutto e produrre quindi la recessione. Parallelamente permettere alle banche e alle finanziarie di speculare sul debito pubblico impossessandosi delle risorse sottratte ai lavoratori.

&lt;p&gt;
Al contrario di cosa dicono l’Unione Europea, la Banca Centrale Europea, il governo Italiano, il Presidente della Repubblica, i grandi mezzi di informazione, la speculazione finanziaria non nasce dai debiti degli stati ma dal fatto che la Banca Centrale Europea agisce come una banca privata e non come una banca centrale. I paesi più deboli dell’’Europa subiscono la speculazione sul debito pubblico unicamente perché la BCE non fa quello che fanno tutte le altre Banche centrali dell’Universo, cioè non compra direttamente, al tasso di sconto ufficiale, i titoli di stato dei paesi europei. Se la BCE facesse il suo mestiere non vi sarebbe in Europa alcuna speculazione. Ad esempio il Giappone ha un debito pubblico del 220 % eppure non è sottoposto a nessun attacco speculativo. Questo per la semplice ragione che la Banca Centrale giapponese – come tutte le banche centrali del mondo – compra direttamente i titoli di stato pubblici senza passare dal mercato. Ovviamente anche i paesi europei facevano così prima che i trattati di Maastricht dessero vita all’Euro e costruissero questa follia finanziaria che si chiama Banca Centrale Europea.

&lt;p&gt;
Siamo quindi nell’occhio del ciclone di una gigantesca truffa attuata dalle classi dominanti europee - dai banchieri ai padroni, dai popolari ai socialdemocratici ai liberali - a scapito dei popoli europei. Vi è un livello di falsificazione dei motivi della crisi e dei motivi della speculazione al cui confronto la propaganda nazista di Goebbels impallidisce. Il neoliberismo è in crisi ma il pensiero unico neoliberista funziona a pieno regime e manipola le coscienze raccontando balle clamorose che paiono vere solo perché sono ripetute quotidianamente a reti unificate da tutti coloro a cui viene concessa la parola. Questa è la ragione strutturale della vergognosa censura che subiamo. Anche per questo è così importante questo sciopero: rompe il coro dell’unanimismo e dell’Union Sacree in cui gli interessi dei ricchi vengono contrabbandati come gli interessi dei popoli.
&lt;p&gt;

In realtà la speculazione finanziaria viene consapevolmente utilizzata dalle classi dominanti europee per due motivi: innanzitutto obbligare i governi dei vari paesi con minore produttività del lavoro a tagliare brutalmente lo stato sociale, gli stipendi e i diritti dei lavoratori. Senza lo spauracchio della speculazione Berlusconi non sarebbe mai riuscito a varare due stangate come quelle contro cui stiamo lottando. Non ci sarebbero riusciti il governo Greco, quello Portoghese, Spagnolo e via dicendo.
&lt;p&gt;

In secondo luogo la speculazione finanziaria viene utilizzata per determinare un enorme spostamento di risorse dal basso verso l’alto, dai lavoratori alle banche. Stiamo vivendo nel mezzo del più gigantesco furto legalizzato che la storia dell’umanità abbia mai visto.

&lt;p&gt;
L’obiettivo delle classi dirigenti europee è semplice quanto brutale: determinare una pesante riduzione del tenore di vita del popolo e del potere dei lavoratori per aumentare la competitività dell’Europa a livello mondiale basata sulla drastica riduzione del costo del lavoro. Non stiamo parlando di qualche sacrificio ma di un vero e proprio salto indietro nella storia, del dimezzamento dei salari e delle tutele. La speculazione serve a costruire un “vincolo esterno” che permetta di fare questa vera e propria rivoluzione passiva contro i popoli europei. Per questo mettono attaccano sia i diritti civili che i diritti sociali, la Costituzione come il Contratto nazionale di lavoro e la sanità pubblica: vogliono cancellare il ‘45, quel gigantesco movimento di liberazione dal nazifascismo che ha cambiato la faccia all’Europa e al mondo.

&lt;p&gt;
Per questo noi comunisti dobbiamo lottare contro il governo Berlusconi e costruire le alleanze necessarie per mandarlo a casa. Parallelamente però dobbiamo costruire un fronte di lotta contro il capitale finanziario, le politiche europee e il neoliberismo. Solo sconfiggendo il neoliberismo è possibile uscire dalla crisi che il neoliberismo ha provocato. Per questo proponiamo una manovra alternativa a quella di Berlusconi ma proponiamo anche il rovesciamento delle politiche della BCE e la nazionalizzazione delle grandi banche, al fine di mettere la mordacchia al capitalismo finanziario e ricostruire un serio intervento pubblico in economia. Lo facciamo in piena sintonia con gli altri partiti della sinistra europea, che portano avanti nei loro paesi le nostre stesse parole d’ordine. Lo facciamo puntando a costruire – paese per paese – una rivolta contro le politiche europee.
&lt;p&gt;

Lo sciopero generale è quindi per noi il primo passo per costruire una consapevole rivolta contro questo enorme attacco delle classi dominanti contro il popolo italiano e contro i popoli europei.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.controlacrisi.org/joomla/index.php?view=article&amp;catid=36&amp;id=17325&amp;tmpl=component&amp;print=1&amp;layout=default&amp;page=&amp;option=com_content&amp;Itemid=68&quot;&gt;controlacrisi.org&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>William TAMI: Basta proclami, i giovani aspettano i fatti</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/08/17/william-tami/basta-proclami-i-giovani-aspettano-i-fatti/590974"></link>
  <updated>2011-08-17T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>590974</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Pavia di Udine (UD) (Gruppo: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Ogni giorno un giornale e vedo solo tante polemiche sui costi della politica e pochi fatti concreti.
Ad oggi i veri tagli li ha proposti solo la Lega Nord, ma a qualcuno a Roma e a Trieste non piacciono né a destra, né a sinistra.
Si possono fare Petizioni, si possono fare promesse, ma ciò che si aspettano i giovani, le famiglie, gli anziani, sono delle risposte, dei fatti che possano far ripartire quel meccanismo che ha portato il nostro paese ai vertici mondiali dell’economia.
&lt;p&gt;
Come pubblicato da diversi giornali basta fare una Legislatura in Regione FVG per percepire al mese 1676 euro di vitalizio; e che ad oggi un Consigliere semplice senza Commissioni, né Presidenze, né Assessorati, percepisce 7460 euro al mese per i 5 anni di legislatura.
&lt;p&gt;
Ora cosa dovrebbe dire un impiegato medio che prende 1200 euro mensili?
Ad oggi solo il ministro Roberto Calderoli ha  presentato una riforma Costituzionale concreta, per il dimezzamento dei parlamentari (portandoli a 500), l’eliminazione dei Senatori a Vita, l’eliminazione delle Circoscrizioni all’Estero, lo stipendio a cottimo per i Parlamentari ed esponenti di Regione e Province, accorpamento di 36 piccole province, eliminazione di assessori, consiglieri regionali e provinciali in esubero, accorpamento piccoli comuni e infine l’eliminazione dei vitalizi partendo da questa legislatura.
&lt;p&gt;
Ora vorrei chiedere al Sig. Massimo Blasoni (PDL dal 2003 Consigliere Regionale FVG) e al Sig. Carlo Giacomello (PD) quanti dei loro Rappresentanti Politici a settembre voteranno a favore di questa riforma con la Lega Nord?&lt;br /&gt;

La risposta credo di conoscerla ma mi auguro che non sia così.
Intanto continuo a rimanere dell’opinione che i Giovani d’oggi come me si aspettano FATTI dai nostri Politici, non Proclami Elettorali che tra un po’ di mesi come d’incanto rimarranno solamente tali.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://leganordpaviadiudine.blogspot.com/&quot;&gt;Blog personale&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Andrea PASTORE: «Rinuncio alle ferie ma difendo la Casta»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/08/11/andrea-pastore/%C2%ABrinuncio-alle-ferie-ma-difendo-la-casta%C2%BB-intervista/590899"></link>
  <updated>2011-08-11T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>590899</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;«Basta antipolitica. Dobbiamo vivere con decoro e dignità. Non possiamo vivere sotto un ponte...».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Senatore Pastore, contento?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Non ce li vedo gli speculatori a mollare la presa perché noi siamo in aula l'11 agosto. Ma è un segnale al Paese, dai. Certo con qualche co­sto… ».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Tipo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«I commessi: andranno richiama­ti, e gli straordinari ad agosto sono più alti».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ok, è incarognito perché ha do­vuto rinviare le ferie.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Ah,no!Sono stato anni presiden­te d­ella commissione Affari Costitu­zionali, ferie ambiziose non ne pre­noto più».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Conosce i suoi polli?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Nel 2001 fui richiamato dopo il G8 di Genova. Nel 2003 ero fra i 4 sag­gi che passarono il Ferragosto in una baita di Lorenzago per scrivere la riforma costituzionale».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Fortunello.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Ormai vado solo a fare le cure: Ca­ramanico Terme, facciamo un po’ di pubblicità».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Così magari le fanno lo sconto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
 «Ho già il rimborso del servizio sa­nitario. Ho il certificato: l’anno scor­so le ho saltate e sapesse che bron­chite».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Anche la Casta si ammala.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Lo so dove vuole arrivare, ma guardi che è giusto».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Chiedere sacrifici agli italiani e mantenere i vostri privilegi è giu­sto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Se non vogliamo un Parlamento di notabili ma di tutti, dall’operaio al professionista, dobbiamo mette­re i parlamentari in condizione di vi­vere dignitosamente».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;A proposito. Lei fa il notaio, quan­to dichiara all’anno?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Pronto? Non sento più».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Con 2-3mila euro al mese e non 10mila si vive dignitosamente lo stesso, sa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Il nostro stipendio è agganciato a quello dei magistrati. Anzi, non avendolo più adeguato, ora prendia­mo meno di loro».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ohibò.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«E che? Valiamo meno? Allora ta­gliamo lo stipendio a tutti! Noi non siamo inferiori a nessuna catego­ria».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;I magistrati non hanno 3500 eu­ro per l’alloggio a Roma.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Ma sì, facciamo i parlamentari sotto un ponte».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Potrebbero darvi alloggi popola­ri per la durata della legislatura, le piace?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Insisto: sotto il ponte costa me­no».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E poi 1100 euro per i taxi, treni e trasporti gratis…&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Ma sì, andiamo a piedi dai».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Basterebbe il bus.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Ma le pare che in Aula si vota e io resto bloccato nel traffico di Roma
per gli scioperi dell’Atac?».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ci sta dicendo che voi parlamen­tari non guadagnate come tutti perché non siete come tutti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Certo! Intanto lo stipendio è alto per togliere a ognuno l’alibi di la­sciarsi corrompere».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Poi vi lasciate corrompere lo stes­so, ma andiamo avanti.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«C’è un problema di decoro. Abiti e cravatte costano».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma andateci in jeans!&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Magari coi capelli e la barba lun­ghi, no? Ma cosa dice?! La dignità e il prestigio della funzione parlamen­tare vanno difesi!».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Vista da fuori tutta questa digni­tà lascia un po’ a desiderare, se permette.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Guardi, glielo dico io dove biso­gna tagliare».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ce lo dica lei.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«I parlamentari vanno ridotti di un terzo. E il personale della Came­ra e del Senato è numerosissimo. C’è poi un problema di efficienza. Lavoriamo cinque giorni invece che tre, per cominciare».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
E se lo dice lei.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«E il bicameralismo va rivisto. La Germania va come un treno e noi co­me in carrozza perché loro per ap­provare una legge importante non impiegano mesi».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Le Province?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Da abolire».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Le Regioni?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Ai consigli regionali va tolta la fa­coltà di aumentarsi il numero dei consiglieri. Ma sono contrario alle macroregioni: ce la vede la Lombar­dia che si fonde col Veneto? Se mai bisogna evitare i carrozzoni come i due Garanti, per l’infanzia e per i di­ritti umani, che abbiamo approvato a luglio».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma avete votato tutti a favore!&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«È l’altro grande problema del­­l’Italia: le leggi bipartisan».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E cioè gli inciuci sui carrozzoni per sistemare i politici?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Lo ha detto lei».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=132WLL&quot;&gt;Il Giornale - Paola Setti&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Guido CROSETTO: «Patrimoniale una tantum per uscire subito dalla crisi»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/08/10/guido-crosetto/%C2%ABpatrimoniale-una-tantum-per-uscire-subito-dalla-crisi%C2%BB-intervista/590876"></link>
  <updated>2011-08-10T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>590876</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Sottosegretario  Difesa (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;p&gt;Servono scelte coraggiose, altrimenti è meglio che la maggioranza se ne torni a casa: ha le idee chiare il sottosegretario Guido Crosetto, che da tempo si occupa più di riservare bordate critiche nei confronti delle misure economiche allo studio del governo anziché della delega alla Difesa. E lui stesso se ne rammarica per primo:

«Finirò con il passare per una cassandra». Non a caso si presenta alla vigilia dell`appuntamento tra l`esecutivo e le parti sociali con la proposta di una «patrimoniale della solidarietà».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Onorevole, ma a questo governo non era inviso proprio il concetto di patrimoniale?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;«Certo, d`altronde anche io penso che introdotta adesso come tassa abbia un effetto depressivo sul mercato e sul prodotto».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E allora?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Allora io propongo di introdurre una patrimoniale non come tassa, ma come contributo percentuale attraverso la sottoscrizione forzosa di Bot e Cct per chi è più ricco: così aumenta la domanda di titoli di stato, diminuisce chiaramente il rendimento e quindi l`effetto indiretto è che lo Stato paga meno interessi sul debito».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Basterà? Qui si torna a parlare di tagli ancora su pensioni e pubblico impiego.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Una cosa è chiara: dobbiamo fare scelte coraggiose. Bisogna intervenire in modo direi &quot;epocale&quot; su debito e deficit».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Lei non ha risparmiato critiche alla manovra di Tremonti.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«...che però di fronte al deficit un assetto solido riesce a darlo, a mio avviso. Adesso è necessario uno sforzo sul fronte del debito, tenendo ben presente che a livello mondiale c`è bisogno di nuove regole, perché non è possibile che uno stato sovrano debba poi seguire quanto ordina la banca centrale, pietendo magari l`attenzione della Germania e della Merkel».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Torniamo all`Italia: quali sono le priorità?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Innanzitutto snellire la burocrazia che oggi frena chi fa impresa. Poi certo: c`è da tagliare i costi eccessivi della politica».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Se ne parla molto, ma poi...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Bisogna farlo: dimezziamo il numero dei parlamentari, eliminiamo le Province».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;...ma poi non si fa mai. E la Casta torna a tagliare sulle pensioni.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Mi rendo conto che dovremo ricorrere a delle misure impopolari.

Ma anche qui l`azione dovrebbe essere un po` più incisiva».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;In che senso?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;«Poniamoci il problema di chi riceve un assegno di 500 euro e un altro di varie migliaia di euro. Insomma, dobbiamo avere coraggio e consapevolezza. Mi rendo conto io stesso che da tempo sto facendo la cassandra, occupandomi più di economia che della mia delega alla Difesa. O, peggio, sto facendo il grillo parlante. E quello lì non fece una brutta fine».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;A proposito di fine, secondo lei questo governo è pronto a contrastare la crisi economica e arrivare a fine legislatura?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;«Se faremo scelte coraggiose ha senso andare avanti fino in fondo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Altrimenti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Altrimenti, se dobbiamo vivacchiare alla giornata non facciamo un buon servizio al Paese. E a quel punto è meglio tornare a casa. Ma le energie e le possibilità di fare bene ce le abbiamo».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=131NT3&quot;&gt;Il Mattino - Corrado Castiglione&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Ignazio Roberto Maria MARINO: «Va cambiata la classe dirigente»  - INTERVISTA    </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/07/26/ignazio-roberto-maria-marino/%C2%ABva-cambiata-la-classe-dirigente%C2%BB-intervista/590364"></link>
  <updated>2011-07-26T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>590364</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Non va ricandidato chi ha già tre legislature. Serve più trasparenza».
&lt;p&gt;Pronzato e Tedesco. Poi il caso Penati. Dall’ex responsabile dei trasporti all’ex capo della segreteria. Il Partito Democratico è entrato in una spirale d’inchieste giudiziarie. 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Senatore Marino, Alfonso Papa è in carcere e Alberto Tedesco in Parlamento. Perché?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Perché molti hanno dichiarato di votare in un modo e poi hanno fatto il contrario, a partire dai leghisti. Noi del Pd al Senato abbiamo fatto un’assemblea, tutti hanno espresso il loro parere, e alla fine anche chi, come il senatore Procacci, era convinto di votare contro, si era deciso a votare per l’arresto. Lo stesso Tedesco l’aveva chiesto. 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Lo ha fatto anche in Aula, in un appello accorato, ma poi, quando è stato salvato, non si è dimesso.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Non c’è nessuna continuità logica tra il suo discorso e il suo comportamento. E comunque ritengo sbagliata la legge che ci permette di votare su un nostro collega e a lui stesso di esprimersi.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Quindi secondo lei il Parlamento non dovrebbe occuparsi dei guai giudiziari degli eletti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
No, sto lavorando ad una proposta di legge che affidi queste decisioni ad un organo terzo.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Intanto il Pd si è spaccato.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
E’ stata gestita male e il voto opposto di Camera e Senato ha dato un’immagine opaca del risultato. Ci tengo però a marcare la differenza etica tra il Pdl, che ha votato no, e il Pd, dove solo qualcuno per posizione personale ha votato sì.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Regalando l’immunità a Tedesco.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Non si può fare di tutta l’erba un fascio. Molti di noi lavorano tutto il giorno per temi fondamentali al bene del Paese, mentre altri si fanno regalare macchine e orologi. Certo è che su 60 milioni di italiani, non dovrebbe essere difficile per i partiti trovare 945 persone senza problemi con la giustizia.
&lt;p&gt; 
&lt;b&gt;E di Penati, braccio destro di Pierluigi Bersani fino a qualche mese fa, che ne pensa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Sono rimasto sbigottito e affranto da questa notizia. Spero che riesca a dimostrare la sua totale estraneità ai fatti, ma non si può non notare la correttezza del suo passo indietro che lo porterà ad affrontare il processo senza immunità.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Al contrario di Tedesco.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
E a quelli del Pdl. Tra l’altro io Tedesco non lo capisco. Le sue dimissioni, se le avesse annunciate, sarebbero poi state votate dal Senato. Quindi magari venivano pure respinte. Invece ha fatto il contrario di ciò che chiedeva.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Le inchieste percorrono tutta l’Italia, dalla Lombardia alla Puglia: nel Pd c’è una questione morale?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
C’è nel Pd come in tutto il Paese. Negli ospedali, nelle aziende pubbliche, nella Rai, nelle Università. Vanno ridefinite le modalità di selezione della classe dirigente, di chi ricopre delle responsabilità.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Come?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Con criteri di merito e trasparenza, ponendo obiettivi verificabili da rispettare. Lo Stato non dev’essere occupato da chi ha interessi personali.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;O dalla “partitocrazia imperante” come diceva Berlinguer?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Assolutamente sì. Con la legge elettorale a liste bloccate si è interrotto ogni rapporto tra il parlamento e il territorio. In questo modo io rispondo più alla mia segreteria che ai miei elettori. 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Il segretario del suo partito avrebbe dovuto esporsi di più?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
In questo momento non è nelle possibilità di Bersani poter fare una nuova legge elettorale o una legge contro la casta. Però una cosa che può fare c’è, ed io continuerò a chiedergliela.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Cioè?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Deve dire domattina, o più realisticamente alla prossima assemblea nazionale: 'Io rispetterò in pieno lo Statuto del Pd e non firmerò nessuna deroga ai parlamentari che quindi dopo 3 legislature, dovranno lasciare la poltrona'.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Se prendesse questa decisione non verrebbe rieletto neanche lui.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Naturalmente non può valere per il segretario in carica. Gli altri, a casa.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Sono tanti.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Circa un terzo degli attuali eletti. E un centinaio di facce nuove non possono che giovare alla politica.&lt;br /&gt;



&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=12HXTA&quot;&gt;Il Fatto Quotidiano - Caterina Perniconi&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Antonio MARTINO: «I tagli alle tasse dimenticati. È da socialisti. Per me restare nel Pdl non ha più senso»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/07/15/antonio-martino/%C2%ABi-tagli-alle-tasse-dimenticati-%C3%A8-da-socialisti-per-me-restare-nel-pdl-non-ha-pi%C3%B9-senso%C2%BB-intervista/590118"></link>
  <updated>2011-07-15T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>590118</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;«Sono appena stato da Berlusconi e gli ho detto che per me restare nel Pdl non ha più senso».
&lt;p&gt;
«Anche le formiche nel loro piccolo si adirano».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Non faccia il modesto, onorevole Antonio Martino. Lei è un ex ministro... Cosa pensa di questa manovra, che ai parlamentari non toglie un euro?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Questa storia che io farei parte dei ricchi, l`uno per cento della popolazione, non mi convince. Ho la stessa automobile, la stessa casa e la stessa moglie da moltissimi anni. Però mi chiedo che senso abbia tassare l`altro 99 per cento perché io possa avere gratis le medicine dal servizio sanitario nazionale».
&lt;p&gt;

 

&lt;b&gt;La casta non paga dazio. La lobby degli avvocati parlamentari è riuscita a stoppare l`emendamento che aboliva esame di Stato e ordini professionali.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;


«I gruppi organizzati hanno sempre la meglio sull`interesse generale. È una cosa tristissima, il governo ha fatto marcia indietro perché vive di consenso. Ma le sembra giusto che chi ha lo yacht, la villa al mare e l`amante risulta più povero di me? Oppure che il meccanico, con le sue tasse, debba pagare l`università all`aspirante avvocato?».
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Ma dove sono i liberali del Pdl?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

 

«Sono appena stato da Berlusconi e gli ho detto che per me restare nel Pdl non ha più senso. Sul mio blog i liberali veri mi dicono &quot;lei che ci sta fare con un governo di pazzi socialisti?&quot;. I nostri elettori sono furibondi. Gli unici liberali rimasti sono Galan e Crosetto. Non sarà un caso se in questo governo i socialisti sono la maggioranza. Sacconi, Brunetta...».
&lt;p&gt;

 

&lt;b&gt;E Tremonti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

 

«Nega, ma è socialista pure lui. E dire che dal `94 Berlusconi ha combattuto tutte le campagne elettorali con coerenza, sulla base di un programma che prometteva di abbassare il carico fiscale. Invece non se ne è fatto nulla».
&lt;p&gt;

 

&lt;b&gt;Più tasse, pensioni più leggere e rispunta anche il ticket...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

 

«Questa manovra è l`ennesima porcheria, colpisce la povera gente e anche il popolo delle partite Iva. Avevamo promesso che gli avremmo abbassato le tasse e invece muoiono come le mosche. Tremonti crede che le spese discrezionali sono inutili, ma non è così. Se non si fa manutenzione agli elicotteri dell`esercito si rischia di uccidere qualche militare, come è successo in Francia». 
&lt;p&gt;

 

&lt;b&gt;Lei cosa avrebbe fatto, al posto di Tremonti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

 

«Il nostro problema è la normale fisiologia di un sistema sbagliato, non la patologia di un sistema sano da curare con la medicina annuale della manovra. Abbiamo un sistema fiscale assurdo. Ire, Ires e Irap fruttano il 14,6% del reddito nazionale, non sarebbe più sensata una sola aliquota del 20%? La colpa del mancato gettito non è tanto dell`evasione fiscale, ma di elusione ed erosione. Posso dire una cosa che mi provocherà molti nemici?».
&lt;p&gt;

 

&lt;b&gt;La dica.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

 

«Quando il genio di Sondrio aprì il suo studio di tributarista, solo nel primo anno fece erodere ai suoi clienti, in modo legale, base imponibile per 600 miliardi di lire. Il che, tradotto in parcelle, vuol dire qualcosa come tre miliardi».&lt;br /&gt;


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1247DD&quot;&gt;Corriere della Sera&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>MANES BERNARDINI: Per finanziare la sistemazione delle strade, vendere una parte delle quote di Hera</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/03/23/manes-bernardini/per-finanziare-la-sistemazione-delle-strade-vendere-una-parte-delle-quote-di-hera/559634"></link>
  <updated>2011-03-23T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>559634</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Porretta Terme (BO) (Lista di elezione: LISTA CIVICA) - Consigliere Regione Emilia Romagna (Lista di elezione: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il candidato sindaco leghista Manes Bernardini, lancia l’allarme buche in molte strade del centro storico di Bologna e in periferia.

&lt;p&gt;
“Un problema questo che si traduce in mancanza di sicurezza per motorini, ciclisti e pedoni; occorre – prosegue l’esponente del carroccio – un piano urgente da fare subito, una task force che tamponi urgentemente questo pericolo prima che qualcuno si faccia male”.

&lt;p&gt;
“La Lega Nord – continua il candidato sindaco – lancia poi l’esigenza di prevedere una fase due, ossia un piano straordinario a lungo termine per il rifacimento di strade e marciapiedi, i quali versano in pessime condizioni, e della illuminazione pubblica, per garantire più illuminazione, applicando tecniche di risparmio energetico, e quindi più sicurezza.
&lt;p&gt;

Anche i pedoni, in specie le persone anziane, e i portatori di handicapp spesso si trovano a percorre marcapiedi pieni di buche ed ostacoli, che creano situazioni di pericolo oggettive. Questo piano d’investimento strutturale servirebbe per migliorare la quotidianità di tutti i cittadini bolognesi e per portare sicurezza a pedoni, a ciclisti e cicloamatori”.

&lt;p&gt;
“I soldi? – conclude Bernardini – bisogna ragionare sulle quote di Hera, ossia i proventi derivanti da cessioni di quote in partecipate che devono essere investiti per esigenze tangibili sul territorio e non destinati a colmare ammanchi di bilancio.”

Quello che serve a Bologna è una politica del fare e di investimenti sul territorio per migliorare la vita quotidiana di noi bolognesi.&lt;br /&gt;


 &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.gruppoleganorder.org/manes-bernardini/3828-bernardini-lega-nordse-fosse-sindaco-buche-sicurezza-illuminazione.html&quot;&gt;Gruppo Lega Nord Emilia e Romagna&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Massimo CALEARO CIMAN: «Tremonti ha tagliato troppo poco, altro che tagli»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/05/28/massimo-calearo-ciman/%C2%ABtremonti-ha-tagliato-troppo-poco-altro-che-tagli%C2%BB-intervista/500790"></link>
  <updated>2010-05-28T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>500790</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PT già IR) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Tremonti ha tagliato troppo poco, altro che tagli. E poi è sempre più facile contestare che proporre».
&lt;p&gt;

Incontriamo Massimo Calearo in Transatlantico, mentre dal Pd fino all`Idv, è un solo coro contro la manovra del governo. L`ex presidente di Federmeccanica, ora deputato di Alleanza per l`Italia, non si associa. Poi lancia un`occhiata ai colleghi che vanno su e giù per il lungo corridoio e lancia una proposta: «Io un`idea ce l`avrei: in Parlamento dovrebbe andare solo chi ha un mestiere. E dopo tre mandati, tutti a casa. A la-vo-ra-re».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Da capo: Calearo promuove Tremonti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Devo ancora leggere attentamente il testo, ma la situazione è drammatica. Non si può criticare per criticare. In questo momento bisogna consigliare il governo, non protestare e basta».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il suo vecchio partito, il Pd, ha dato un giudizio molto negativo...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Non è che possiamo lamentarci per una manovra di 24 miliardi, quando altri governi la fanno di 70.&lt;br /&gt;


Certo, va migliorata in tanti punti. Ma ci sono misure corrette».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Per esempio?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «L`inizio dell'eliminazione degli enti inutili o l`abolizione di alcune province. Tremonti, però, deve andare avanti, questa è solo la punta dell`iceberg.

Di enti inutili ce ne sono una valanga. E per le province, alzerei a 500mila abitanti la soglia sotto la quale vanno cancellate».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Cos'altro le è piaciuto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «La lotta all`evasione, la tracciabilità dei pagamenti.

Io, però, aumenterei anche l`aliquota per chi ha utilizzato lo scudo fiscale. Il blocco degli stipendi degli statali, invece, è sbagliato, ma è giusto tassare quelli che superano un certo tetto di reddito. Insomma, bisogna guardare misura per misura e consigliare il governo per il meglio, perché la situazione è gravissima».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Passiamo alla «casta». Qual è la sua idea?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Fare i parlamentari a tempo, come per il servizio militare. E mettere come regola che puoi essere eletto solo se hai un mestiere. Berlusconi, per esempio, va bene perché è uno che il lavoro ce l`ha».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Non le sembra un po' demagogico?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «La politica è o no un servizio?Allora va fatto a tempo.

Come il militare. Non più di tre mandati. E chi è eletto, deve avere una professione. C`è gente che sta qui dentro da trent`anni. E sa perché? Perché fuori di qui non hanno un lavoro. E allora bisogna dire basta. Questo è l`unico modo per rimuovere questa classe politica, per fare un vero ricambio.

Aiuterebbe a moralizzare un po'la casta».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ed è d`accordo con il taglio agli stipendi dei parlamentari?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Perfettamente d`accordo. Anche perché lo stipendio è legato allo stile di vita che hai. E se ti becco che hai rubato anche solo uno spillo, vai in galera».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Se fossero in vigore le sue regole, sarebbero fuori Massimo D`Alema, Gianfranco Fini e persino il leader del suo partito, Francesco Rutelli...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Si può prevedere un 5% di &quot;casta&quot;, di politici che non hanno un lavoro. Ma poi basta. Chi è eletto, deve avere un mestiere fuori di qui, così vive davvero questa esperienza come un servizio. E così finalmente si cambia. Basta con le carte di identità che hanno su scritto &quot;funzionari di partito&quot;. Oppure ci mettono &quot;giornalista&quot;, quando hanno fatto dieci articoli in croce».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Lo sa che con questo criterio non sarebbero entrati in Parlamento Andreotti o Togliatti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Ma era un'altra epoca. E c'era un`altra legge elettorale.

Ora siamo tutti nominati. E poi lo fa pure la Chiesa che è saggia: a 75 anni anche i cardinali vanno in pensione. Ed è così in Confindustria:

puoi fare il presidente per un solo mandato».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
A proposito di Confindustria: ha sentito il discorso di Emma Marcegaglia all`assemblea annuale? Nei giorni scorsi lei l`ha criticata. Come le è sembrata questa volta?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Non c'ero, ma mi hanno raccontato. Mi è sembrato un discorso corretto, bello aggressivo».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=RWIFW&quot;&gt;Libero - Elisa Calessi&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Massimo DONADI: MANOVRA: TAGLIARE IMMEDIATAMENTE NUMERO AUTO BLU</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/05/27/massimo-donadi/manovra-tagliare-immediatamente-numero-auto-blu/500908"></link>
  <updated>2010-05-27T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>500908</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;(IRIS) - ROMA, 27 MAG - &quot;Il numero delle auto blu in Italia è scandaloso. Mentre i cittadini pagheranno i costi di una manovra di tagli e sacrifici la Casta aumenta gli sprechi. E’ un’offesa alla dignità delle persone, delle famiglie e dei lavoratori&quot;.
Lo afferma il capogruppo Idv alla Camera Massimo Donadi commentando le anticipazioni del settimanale l’Espresso. 
 
&quot;624.000 auto blu - aggiunge Donadi - sono uno sproposito da eliminare immediatamente. L’Italia dei Valori presenterà, tra gli altri, un emendamento alla manovra per ridurre drasticamente il numero delle vetture. Contestualmente presenteremo un’interrogazione per chiedere conto del loro aumento ingiustificato e per sapere con quali criteri vengono gestite ed assegnate&quot;.
&quot;Auspichiamo - conclude il capogruppo Idv - che anche le altre forze politiche si uniscano a noi e non facciano muro per difendere ignobili privilegi di Casta&quot;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.irispress.it/Iris/page.asp?VisImg=S&amp;Art=84686&amp;Cat=1&amp;I=null&amp;IdTipo=0&amp;TitoloBlocco=Economia&amp;Codi_Cate_Arti=23&quot;&gt;IRIS PRESS&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>ROCCO GIRLANDA: «Noi deputati prendiamo 5mila euro al mese»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2010-05-27T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>500791</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Ci sono altre voci, ma vanno via in spese e nemmeno bastano».
&lt;p&gt;
Umbro di Gubbio, origini siciliane, Rocco Girlanda è deputato del Pdl. Al Riformista - come ha fatto il collega Stefano Esposito, del Pd - dice che farà “outing” sui suoi conti.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Girlanda, anche lei renderà pubblico il suo stipendio?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
In questi giorni sto raccogliendo tutti i documenti per pubblicare le mie entrate sul mio sito Internet. Oggi sulla rete si leggono falsità che fanno rabbrividire: 30mila euro al mese, teatri gratuiti, servizi gratuiti. Penso che sia giusto descrivere in modo trasparente la realtà economica di un deputato. Con un'avvertenza: la democrazia ha un costo.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ci vuole dire quanto guadagna?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
La risposta più ovvia a questa domanda è: 5mila euro al mese netti. Quello è lo stipendio. Poi ci sono altre voci, che riguardano il sostentamento e il rapporto tra eletti e elettori. Anche i dipendenti di un’azienda hanno le spese pagate se vanno in trasferta. Certo, il Parlamento rimborsa in modo forfettario, ma se uno fa quattro conti si accorge che i rimborsi coprono ciò che il deputato spende per la segreteria e per il soggiorno.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
A proposito, lei quando è a Roma sta in albergo.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Sì. E quando è possibile rientro a casa: c’è un treno molto comodo alle 19.30. Ho cinque figli che mi aspettano.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Può stare tranquillo: deputati e senatori continueranno a viaggiare gratis. È contrario ai tagli?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
In un momento di difficoltà come questo è giusto che anche noi diamo il nostro contributo. Se c’è da tagliare, si tagli. Sono contrario a questa rincorsa all’antipolitica. Quando sento dire che i parlamentari sono una casta mi viene da sorridere. Non mi sembra che vantiamo chissà quale situazione economica: ho sempre vissuto di un lavoro precedente.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
E infatti è amministratore delegato della società che pubblica il Corriere dell’Umbria, nonché presidente della fondazione Italia-Usa. Questi incarichi le fruttano di più?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Per l'azienda lo stipendio è simile a quello della Camera, mentre per la Fondazione l'incarico è a titolo gratuito. Sottolineo che occorre sempre valutare come vogliamo considerare un parlamentare: dipende dalla serietà e dall’impegno che uno mette nel proprio lavoro, dalla produttività. Che nel caso dei deputati riguarda soprattutto la qualità del lavoro legislativo. E quanto si dedica al proprio territorio.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;L’attività nel collegio, appunto. Cui la Camera destina 4.190 euro, comprese le spese per i collaboratori. Quanti ne spende lei?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Tutti, e non bastano. Ho due assistenti. E per il collegio, pensiamo solo agli incontri con gli amici, per cui quando si va a cena, si mangia una pizza, si tende sempre a dire “paga il deputato”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilriformista.it/stories/Prima%20pagina/232980/&quot;&gt;Il Riformista - Jacopo Matano&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Anna FINOCCHIARO: Il Pd aiuta i giovani, il governo la casta</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/04/29/anna-finocchiaro/il-pd-aiuta-i-giovani-il-governo-la-casta/499062"></link>
  <updated>2010-04-29T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>499062</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il Pd ha chiesto ieri il ritorno in commissione del testo di riforma della professione forense. «Si stanno scontrando due visioni opposte dell’ordinamento – ha spiegato in aula Anna Finocchiaro – da una parte c’è l’idea che occorra conservare e presidiare l’esistente, spostando solo i poteri di organizzazione pubblica al consiglio nazionale forense, cioè alla casta.
&lt;p&gt;
Dall’altra chi pensa che la regolazione delle professioni, la libera concorrenza, la promozione delle nuove generazioni possano essere quegli elementi di modernizzazione che possono consentire anche sotto questo profilo al nostro paese di competere». A conferma delle difficoltà della maggioranza nell’esame del provvedimento, ieri a palazzo Madama è stato approvato un emendamento proposto dal Pd, con parere contrario del governo.
&lt;p&gt;
Presentando le modifiche richieste dai dem sul testo approdato in aula, Finocchiaro ha ribadito l’attenzione del Pd verso i giovani: «Per chi non ha una tradizione familiare nell’avvocatura e non possiede mezzi propri – ha spiegato – è difficilissimo entrare nella professione». 
&lt;p&gt;Da qui gli emendamenti volti a dare la possibilità a chi ancora non è professionista di svolgere attività di consulenza e stragiudiziale, a mantenere l’abolizione dei minimi tariffari, a eliminare la prova d’ingresso per l’accesso all’attività permettendo ai praticanti di svolgere attività fin dall’inizio del tirocinio con il riconoscimento di rimborso spese e compenso adeguati, all’istituzione di borse di studio e a consentire l’inizio del tirocinio professionale anche prima della laurea. 
&lt;p&gt;«È un pacchetto di norme – ha spiegato la presidente dei senatori del Pd – per migliorare la formazione e la selezione degli avvocati, ma garantendo l’autonomia dei laureati e la loro dignità professionale», a fronte di un centrodestra che invece «vuole tenere il recinto chiuso e dare la possibilità di fare l’avvocato solo a chi ha alle spalle uno studio già affermato». &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=RAO1P&quot;&gt;Europa - Rudy Francesco Calvo &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Pier Ferdinando CASINI: «Cosentino abbia dignità: si dimetta da sottosegretario»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/11/29/pier-ferdinando-casini/%C2%ABcosentino-abbia-dignit%C3%A0-si-dimetta-da-sottosegretario%C2%BB/452463"></link>
  <updated>2009-11-29T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>452463</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: UDC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Cosentino è stato recentemente raggiunto da una richiesta d'arresto per presunte collusioni con la camorra.
&lt;p&gt;
Il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini ha invitato a dimettersi dalla carica di sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino, recentemente raggiunto da una richiesta d'arresto per presunte collusioni con la camorra.
&lt;p&gt; «Io non so se Cosentino sia innocente o colpevole - ha affermato Casini ad un incontro a Milano - sono propenso ad applicare anche a lui il garantismo che vale per tutti, ma nel momento in cui c'è una richiesta d'arresto e la Camera si appresta a dire di no, abbia la dignità di dimettersi da sottosegretario perchè chi è investito da accuse di questo tipo non può rimanere a governare l'Economia». 
&lt;p&gt;Le dimissioni di Cosentino, per Casini, sarebbero un gesto di autotutela a favore di tutta quanta la classe politica. «Se c'è un modo di difendere la buona politica - ha attaccato Casini - questa non è la difesa corporativa, perchè se non sappiamo distinguere la zizzania dall'erba buona, tutta l'opinione pubblica ci sommergerà».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/09_novembre_28/casini-cosentino-dimissioni_492ef30c-dc49-11de-abb8-00144f02aabc_print.html&quot;&gt;Corriere.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Mario VALDUCCI:  «Quasi 45mila poltrone da tagliare nella pubblica amministrazione».  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/11/16/mario-valducci/%C2%ABquasi-45mila-poltrone-da-tagliare-nella-pubblica-amministrazione%C2%BB-intervista/419034"></link>
  <updated>2009-11-16T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>419034</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) - Pres. commissione Camera Trasporti &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Onorevole Mario Valducci, viceresponsabile nazionale Pdl degli enti locali, siete sicuri di quello che state facendo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Se si riferisce al progetto di riforma delle autonomie siamo convinti di aver ragione».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quasi 45mila poltrone da «tagliare» nella pubblica amministrazione.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Esatto. Per quanto riguarda i Comuni, in quelli con meno di 10mila abitanti scenderemo a 8 consiglieri; in quelli con meno di tremila si arriverà a 6. In città grandi come Napoli e Palermo, invece, si passa dai rispettivi 60 e 50 consiglieri attuali ai 40 indicati dalla proposta di legge. E per formare un giunta basteranno 10 assessori, non più 12 come accade oggi».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Avete inventato i «super-sindaci»?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Nei borghi al di sotto dei mille abitanti la giunta sarà eliminata del tutto. Poi scatteranno meccanismi di delega ai (pochi) consiglieri».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Poi c’è l’affare quartieri.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«La legge attuale sui consigli di zona o municipi consente paradossi inaccettabili. Di fatto li manteniamo esclusivamente nei centri con più di 250mila abitanti».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma servono davvero a qualcosa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«In metropoli come Milano e Roma, così come sono, rivestono un ruolo praticamente nullo. Perciò non soltanto li riduciamo in numero e consistenza, la loro attività si trasforma da puramente consultiva a pratica e gestionale..».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Parla al presente, ma quando tutto questo sarà realtà?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Il nuovo codice deve essere approvato dal Parlamento. Realisticamente, non credo possa avvenire prima di un anno-un anno e mezzo».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
La maggioranza ci crede?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«La bozza può essere migliorata, ma di certo il raggiungere l’efficienza è un obiettivo comune a Pdl e Lega. E va di pari passo con la riforma della Costituzione».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
E l’opposizione come la pensa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«La lotta agli sprechi è un tema scottante. Non credo che dall’altra parte siano interessati a ingaggiare una battaglia così impopolare. Staremo a vedere, non si sa mai».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Intanto qualcuno leva già gli scudi...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Andiamo a toccare lobby potentissime. Come per gli enti intermedi, del resto. Mettiamo “fuori legge” comunità montane, consorzi di bonifica ed enti parco; ridistribuiamo i compiti agli enti locali. Risultato: altri 20mila privilegiati in meno. La competenza resterà delle Regioni, ma almeno i cittadini sapranno chiaramente qual è la posizione del governo sulla sopravvivenza di questi apparati». &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=O7P88&quot;&gt;Il Giornale - Giacomo Susca&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Fausto BERTINOTTI: «Alle Europee? Tanto peggio, tanto meglio»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/05/07/fausto-bertinotti/%C2%ABalle-europee-tanto-peggio-tanto-meglio%C2%BB-intervista/391180"></link>
  <updated>2009-05-07T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>391180</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Abbiamo avuto due sinistre. Non ne abbiamo
più nessuna. Dobbiamo provare a ricostruirne una». Fausto Bertinotti chiude con questa frase “Devi augurarti che la strada sia lunga” (Ponte alle Grazie, 229 pagine), che sta per arrivare nelle librerie.&lt;br /&gt;

«Non ero molto convinto di farlo», spiega nel suo studio al quarto piano di Palazzo Theodoli, sede della Fondazione della Camera di cui è presidente. A sollecitarlo sono state Ritanna Armeni e Rina Gagliardi, insieme alle quali poi lo ha scritto. Attraverso «il cannocchiale di un’educazione sentimentale», stila un bilancio e analizza «le ragioni di una
sconfitta». Si parte dall’infanzia nella «Milano operaia» e si finisce, appunto, sul fatto che oggi in Italia
non esiste più la sinistra. &lt;br /&gt;
Per l’ex segretario di Rifondazione comunista è necessario un «big bang» per chiudere con gli esperimenti fin qui falliti (dal Pd al Prc) e riportarla in vita.&lt;br /&gt;

Tanto che quando l’intervista è finita e si avvia verso l’uscita che dà su piazza del Parlamento, Bertinotti si
lascia andare a una battuta: «Io non l’ho mai detto, ma per il risultato delle europee è proprio il caso di dirlo: tanto peggio tanto meglio». Una battuta, appunto, perché questa «destra populista» va contrastata e perché il suo voto alla sinistra (e libertà) non lo farà mancare. Ma che non è poi così estranea al ragionamento che fa l’ex presidente della
Camera.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Perché sostiene che la sinistra non esiste?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Una sinistra diffusa esiste. Anzi, è visibilissima la contraddizione tra quella che esiste nel paese e il vuoto
di sinistra politica, l’assenza di un discorso e di una forza organizzata di questo tipo. Basti pensare che
per la prima volta nella storia repubblicana c’è stato uno sciopero generale organizzato dalla Cgil senza che il
maggiore partito di opposizione vi abbia aderito. Una manifestazione come quella della Cgil al Circo Massimo
mette sulla scena un popolo laburista come non c’è in nessun altro paese europeo. A cui non corrisponde però un
partito.E questo vuoto lascia sul campo solo il populismo, rappresentato da Berlusconi, dalla Lega e da Di Pietro. Siamo di fronte a una solitudine degli operai. Che non a caso, come ha mostrato un recente sondaggio, votano più il Pdl che non il Pd».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Gli operai, stando al risultato delle politiche, non votano troppo neanche la sinistra radicale. Che in quest’anno non è riuscita a risalire la china.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Dalla sconfitta elettorale si è ricavato il peggio a sinistra. Ci sono state conseguenze più disastrose del risultato medesimo, sia nell’accentuazione che nel Pd si è presa come partito senza radice sociale, sia nella regressione neoidentitaria che ha colpito Rifondazione comunista».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Partito che lei ha guidato per 12 anni: avrà delle responsabilità per come si è conclusa la vicenda, o no?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Io ho tentato un revisionismo di sinistra, ho provato a produrre una rinascita partendo dall’incontro tra il movimento operaio e il movimento altermondista. Noi siamo stati, lo dico anche con orgoglio, l’unico partito al mondo che è stato ammesso alla firma del Social forum di Porto Alegre.&lt;br /&gt;

E poi su Genova abbiamo investito tutta la nostra forza. Il dubbio che oggi ho è di non aver osato troppo in
quell’occasione».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Cioè?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Forse lì, dopo Genova, Rifondazione comunista avrebbe dovuto tentare di fare l’operazione dell’araba fenice, risorgere dalle sue ceneri, proporre la costruzione di un nuovo soggetto politico. Non, come giustamente
abbiamo fatto e come secondo me bisognerebbe continuare a fare, a fine corsa. Ma lì, nel pieno di un movimento allo stato nascente».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Nel libro parla del fallimento del governo dell’Unione e di Prodi come
“spregiudicato uomo di potere”: perché?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Il fallimento del governo Prodi è derivato dalla sua impermeabilità alla
società italiana e al movimento. Era fortissima la domanda di cambiamento, erano tante le attese, tutte
fondate sulla discontinuità rispetto al governo Berlusconi. &lt;br /&gt;
Questa discontinuità non c’è stata. Basti pensare alla prima Finanziaria, all’aspettativa di un minimo di redistribuzione, quando noi invece abbiamo fatto l’operazione del cuneo fiscale».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Voi non avete commesso errori?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Per un verso abbiamo sopravvalutato la permeabilità del governo alla sinistra. E forse abbiamo sopravvalutato noi stessi. Cioè abbiamo pensato che anche qualora il movimento avesse una fase di stanca, la sinistra radicale avrebbe potuto alimentare questa permeabilità. Ma non abbiamo fatto i conti con la nostra esiguità di peso, nella società».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Esclude che un tipo diverso di centrosinistra possa riuscire dove voi avete fallito?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Il centrosinistra italiano può essere idoneo ad accompagnare la modernizzazione, si veda ad esempio
l’introduzione dell’Euro, ed è invece totalmente inidoneo ad operare la trasformazione, cioè la riforma
economica e sociale del paese. Per quanto riguarda lo specifico del governo Prodi, dietro il programma di
180 pagine, avanzato, c’era come nascosto un programma reale di cui erano depositarie le forze moderate del centrosinistra, la tolda di comando di quell’esecutivo. Ed era un’idea di sostegno delle ragioni
della globalizzazione capitalistica, intesa come modernizzazione da sostenere e non come restaurazione
capitalistica».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;E lei in tutto questo? Sicuro che abbandonare la guida del Prc ed assumere il ruolo di presidente della Camera sia stata la scelta giusta?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Riconosco che è stata una scelta problematica, perché era stata pensata in continuità con la storia della
sinistra italiana, che aveva occupato quel posto come valorizzazione del Parlamento quale luogo di accrescimento della democrazia nel paese.Questo punto conteneva un errore analitico. Cioè non ha visto quanto la tendenza a far prevalere l’esecutivo sulle assemblee avesse logorato gli istituti parlamentari nella realtà. Tanto che quando ci venne addosso l’offensiva della casta ha potuto far breccia perché agli occhi del paese il Parlamento non è più il luogo della decisione ma è quasi un lusso.&lt;br /&gt;
 Me ne sono accorto poco dopo che ho assunto quel ruolo, di fronte alla decretazione sempre maggiore, al fastidio crescente da parte dell’esecutivo per il dibattito parlamentare, per le sue lungaggini».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Parla della scorsa legislatura?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Sì. Figuriamoci adesso». &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=LS8RA&quot;&gt;l'Unità - Simone Collini&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Pietro ICHINO:  «Brunetta? Bene ma ha le mani legate»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/04/30/pietro-ichino/%C2%ABbrunetta-bene-ma-ha-le-mani-legate%C2%BB-intervista/391108"></link>
  <updated>2009-04-30T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>391108</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;«L’apparato sta frenando la sua riforma. Certamente ha avuto l'intuizione di cogliere l'insofferenza dei cittadini sull'inefficienza pubblica. E comunque ha accolto le nostre linee guida»&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

Pietro Ichino, 60 anni, gli ultimi sette vissuti sotto scorta, è il giuslavorista del Pd meno amato dal sinistrismo italiano. Abolizionista sull`articolo 18 dello Statuto dei lavoratori e gran cerimoniere dei Welfare danese, nella primavera scorsa è stato pure oggetto di un corteggiamento berlusconiano. Dopo aver dato buca al Cavaliere è rimasto comunque nei cuori dei pidiellini, che ogni tanto provano a tirarlo per la giacca per dimostrare che le loro riforme sono apprezzate anche dal Pd («Ichino dice cose simili, quindi...»). Lo incontro nello studio legale che fu dei nonno e del padre. Tre piani tappezzati di volumoni. Ne apro uno a caso e mi trovo di fronte a una poesia di Bertolt Brecht che più operaista non si può (Tebe dalle sette porte, chi la costruì?). Essendo Ichino, con i suoi articoli sul Corriere, il capofila della lotta al fannullonismo, gli chiedo di cominciare da qui. Alla vigilia della festa dei lavoratori - il 1° maggio - partiamo con la guerra ai finti lavoratori. 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Come se la sta cavando il ministro Brunetta?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


 «L’apparato ministeriale sta frenando la riforma».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;E Brunetta lascia fare?&lt;/b&gt;

«Girano bozze di decreti molto difettosi. Ma Brunetta ha avuto la grande intuizione di cogliere l`insofferenza dei cittadini nei confronti delle inefficienze pubbliche. E poi ha capito l`importanza del nostro contributo».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Il Pd sta aiutando Brunetta?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«È lui che ha accolto le nostre linee guida: trasparenza totale, valutazione e il benchmarking».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;L`amministrazione pubblica come una casa di vetro?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;


«Questo dovrebbe essere l`obiettivo».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Brunetta ha introdotto gli emoticon: i simboletti con cui i cittadini possono valutare i servizi.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«È una cosa buona. Ma bisogna fare di più. Si devono rendere visibili in rete gli indici sui quali va valutato ogni ufficio: quanto ci mette a pagare un debito dello Stato, il tempo medio che intercorre tra una chiamata urgente e l`arrivo di una pattuglia e così via. Così i cittadini poi possono confrontare le diverse amministrazioni e chiedere conto alla politica del perché delle differenze».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;E votare di conseguenza?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Abbandonando il voto ideologico. Da milanese vorrei sapere tutto sulla vigilanza urbana meneghina. A Stoccolma basta un clic su un sito, qui è difficile sapere persino quanti agenti sono in strada e quanti in ufficio».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Brunetta però ha introdotto i tornelli nei ministeri.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;


«È più una misura di facciata che di sostanza».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Ai cittadini non dispiace che gli impiegati pubblici abbiano difficoltà a svignarsela dal lavoro.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Certo. Ma dovrebbe essere il dirigente di ciascun ufficio ad adottare le misure di controllo opportune, caso per caso, rispondendo del tasso di assenze».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Dirigenti. Il governo Berlusconi ha tolto il tetto di 289.000 euro agli stipendi dei manager pubblici.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Se un manager raggiunge un obiettivo difficile da cento milioni, può guadagnare anche un milione l`anno».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;In Italia si viene liquidati con milioni di euro anche dopo aver fatto fallire le aziende di Stato.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


 «Questo è il vero scandalo». &lt;br /&gt;


&lt;b&gt;È vero che il ministro dei Welfare, Sacconi, è pronto a valutare le sue proposte sulla flexsecurity (il sistema danese che coniuga sicurezza e flessibilità)?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Non lo so. Per ora, sul lavoro, il governo è in pieno immobilismo legislativo».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Perché, secondo lei?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Dopo la sconfitta del 2002 il Pdl ha interiorizzato il tabù: l`intoccabilità dell`art. 18 e dello Statuto dei lavoratori».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Lei rivedrebbe entrambi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Sì».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;In Italia si vede molta flex e molta poca security.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Oggi da noi ci sono gli ultra-garantiti e gli zero-garantiti. I secondi portano il peso di tutta la flessibilità di cui il mercato ha bisogno».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Lei propone un contratto unico a tempo indeterminato, da barattare con l`abolizione dell`articolo 18, e cioè con la possibilità di licenziare.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Parlerei piuttosto di uno standard universale di sicurezza che si applichi a tutti i diversi rapporti di lavoro dipendente. Alle imprese si chiede di garantire a chi perde il posto una sicurezza &quot;alla danese&quot;, dando loro in cambio una disciplina dei licenziamenti di tipo danese».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt; Come dovrebbe funzionare?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Le imprese possono licenziare, se garantiscono un forte sostegno del reddito e servizi di riqualificazione efficienti: meno è lunga la disoccupazione, minori sono i costi».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Detto così sembra tutto molto semplice, ma costoso.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«In realtà si risparmia. Pensi al musicista norvegese che perde la mano».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;A chi, scusi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Invece di dargli un vitalizio per invalidità permanente, come succederebbe in Italia, lo spediscono in Canada per un master. E diventa insegnante di storia della musica».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Chi si oppone a questa flexsecurity?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Molti dirigenti di Cisl e Uil sono d`accordo. A livello locale anche molti della Cgil. A Bergamo stanno contrattando progetti di flexsecurity. Emma Marcegaglia, presidentessa di Confindustria ha preso posizione a favore».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;E Guglielmo Epifani?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Diciamo che la dirigenza nazionale della Cgil è più legata ai vecchi schemi».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Come si deve comportare il Pd con la Cgil?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«II Pd è nato anche per recidere le cinghie di trasmissione con il sindacato».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Il segretario Dario Franceschini però era al Circo Massimo per la grande manifestazione cigiellina.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Il principio di autonomia dovrebbe suggerire a tutti i dirigenti politici di non interferire nel lavoro dei sindacalisti. E viceversa».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;La sinistra e la flexsecurity.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«La linea di demarcazione tra riformisti e conservatori attraversa trasversalmente l`intero arco politico». &lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Chi sono i conservatori del Pdl?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«In materia di lavoro, ci metterei senz`altro Tremonti».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Nel Pd, Cesare Damiano...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«È il più contrario al progetto flexsecurity. Non dispero di convincerlo».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Altri contrari?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;


«La vecchia sinistra-sinistra».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Veltroni? D`Alema?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Veltroni mi ha voluto in Parlamento per le mie idee. D`Alema è dal 1997 che le ha fatte sue. E non lo nasconde».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Lei piace anche a destra. Come le è arrivata la proposta di fare il ministro per il governo Berlusconi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«La mattina all`alba mi chiamò Gianni Letta e poi nel pomeriggio il Cavaliere. Mi disse che saremmo andati d`accordo e che la pensava come me su tutto. Mi spiegò che avrei dovuto fare da garante di una politica del lavoro bipartisan. Replicai che avrei voluto capire di quali riforme parlava. Oggi sono evidenti le differenze tra quel che avrei fatto io e quel che sta facendo Sacconi».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Un esempio?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;


«Io avrei proposto subito una forte detassazione sperimentale del lavoro femminile. E la flexsecurity, ovviamente».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Lei è anche favorevole all`innalzamento dell`età pensionabile delle lavoratrici.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Graduale. È una scelta obbligata. E ogni curo risparmiato andrebbe reinvestito in asili nido».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt; Lo dice anche il ministro Brunetta.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Ma lui non è il ministro competente in questa materia. Sacconi, che è competente, è contrario».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Anche il Pd non vuole toccare le pensioni.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Quando ho accettato la candidatura nel Pd, ho fatto un patto con Veltroni e con Martina, il segretario lombardo».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Quale patto?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


 «Il rispetto della disciplina di partito nel voto in Senato, ma continuando a dire e scrivere tutto quel che penso».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Lei era già stato in Parlamento.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


 «Tra il 1979 e il 1983. Per entrare alla Camera interruppi la mia esperienza nella Cgil».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt; Quando era entrato nel sindacato?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Nel 1969. Dopo essere stato cacciato dal Movimento studentesco».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Cacciato?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Il collettivo di Giurisprudenza considerava inaccettabili le mie idee. Una scaramuccia, con esiti stalinisti».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Ad Andrea Marcenaro, di Panorama, ha raccontato di venire da una famiglia cattolica.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Ho sempre fatto parte del mondo cattolico, seppur con qualche venatura protestante».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Perché non aderì alla Cisl, allora?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Ero iscritto allo Psiup, poi al Pci. Un Pci che ambiva a rappresentare tutto il riformismo. Era la Cgil a rappresentare quei partiti nel mondo del lavoro».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Col Pci entrò a Montecitorio.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Una sola legislatura. Non venni riconfermato».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Perché?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Nel 1982 uscì il mio libro Il collocamento impossibile. E nel Pci le critiche al monopolio statale dei collocamento non erano gradite: il deputato-capo operaio Fiat, Emilio Pugno, mi diede del &quot;borghese di destra&quot;».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;C`era qualcuno nel partito che apprezzava le sue tesi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Giorgio Napolitano, allora capogruppo alla Camera. Mi incoraggiava. E lo fa anche oggi sulla mia proposta di flexsecurity». &lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Lei che cosa votò al referendum sulla scala mobile, nel 1984?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Votai come la Cisl. È stato quello il momento in cui si è  aperta la faglia tra la sinistra riformista e quella conservatrice, incapace di superare i tabù e guardare lontano».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Piero Fassino nel libro Per passione dice che in quel momento Craxi vinse la partita a scacchi con Berlinguer sulla modernizzazione.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«È vero. Berlinguer non aveva capito quel che avevano capito sia Lama sia Craxi».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Ha mai pensato di iscriversi al Psi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Allora no. II Psi galleggiava troppo tra salottismo e affarismo».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Lei ha ricevuto minacce dalle Nuove Br e vive sotto scorta. Nel 1978, durante il rapimento Moro, era a favore o contro la linea della fermezza?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Con la linea della fermezza abbiamo sconfitto le Br».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Ma Moro è stato trucidato.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Se lo Stato avesse trattato, le Br si sarebbero accreditate nel sistema politico. Come Hezbollah in Libano. Un tempo ci chiedevano di rischiare la vita sul Carso, ora la trincea è questa: la lotta al terrorismo».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Chi le disse che le Br la puntavano?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«La Digos, nel 1999, dopo l`omicidio D`Antona. All`inizio non lo comunicai a mia moglie, per non aumentare l`ansia. Per un po` uscendo di casa ho pensato: è qui che mi troveranno morto, tra un giorno o un mese. La scorta mi fu assegnata solo nel 2002».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Ha scritto che uno dei dispiaceri della vita sotto scorta è la rinuncia alla bicicletta. Ha ripreso a pedalare?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Ogni tanto, in montagna. I ragazzi della Guardia di Finanza mi seguono finché ce la fanno. Ma su certe salite mi lasciano proseguire da solo».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Che rapporto ha con chi la contesta in politica o nelle aule universitarie?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Ho sempre discusso anche con i più estremisti. All`università pure i più duri finivano col chiedersi se non fossero più incisivi i miei progetti dei loro».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;E’ riuscito a confrontarsi con Beppe Grillo? Lui l`ha criticata più volte.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Ci ho provato, senza riuscirci».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Perché lo voleva incontrare?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Grillo ha pubblicato un libro per denunciare la legge Biagi come la causa del lavoro precario. Ho studiato i casi che cita nel volume: nemmeno in uno, su trecento, la colpa della precarietà è attribuibile alla legge Biagi».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;La vulgata è questa: legge Biagi uguale precarietà.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«La legge Biagi semmai ha posto degli argini al lavoro precario. Il pacchetto Treu del 1997, durante il primo governo Prodi, ha liberalizzato il mercato molto di più. Io ho sfidato Grillo a un confronto pubblico sulla legge Biagi, ma si è ben guardato dall`accogliere la sfida».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Grillo è un simbolo anti-Casta. Lei si sente di far parte di una casta?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Come professore o come deputato?».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Scelga lei.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Ero un professore molto presente, mai implicato in baronie. E i dati del mio reddito sono on line: da senatore guadagno la metà di quel che guadagnavo da professore/avvocato/autore».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;I parlamentari sono dei privilegiati?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Alcune assurdità ci sono. Il trattamento pensionistico andrebbe riformato. E poi qualche benefit è di troppo. Ma una buona metà dei dirigenti di azienda è pagata di più».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Molti onorevoli pagano in nero i loro assistenti.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«La mia ha un contratto regolare da dipendente».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Metterebbe la mano sul fuoco sul fatto che anche i suoi colleghi...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Nemmeno un`unghia».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;A cena col nemico?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


 «Con l`avversario. Sacconi».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Lei ha un clan di amici?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Ne cito uno: Franco Debenedetti. Appena uscito il mio libro Il lavoro e il mercato, senza conoscermi, mi chiese di tradurlo in tre disegni di legge».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;L`errore più grande che ha fatto?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Ne ho fatti?».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;La canzone?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Yellow, Submarine. Il pezzo più bello mai scritto».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Il libro?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Il Diario di Etty Hillesum, un modello esistenziale»&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Il film?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Gran Torino. l'umanità che si impone sugli schemi».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;I confini dell`Iran?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Turchia, Afghanistan, Iraq, Russia...».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;La Russia no.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«La Russia sì».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Le dico di no: Armenia, Azerbaijan...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Scusi. Intendevo l`ex Unione sovietica».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;L`articolo 7 della Costituzione?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Rapporti tra Stato e Chiesa. Da cristiano sarei per abolirlo. Da politico so che con le potenze del mondo occorre fare i conti realisticamente».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=LMP2M&quot;&gt;Corriere della Sera Magazine - Vittorio Zincone&lt;/a&gt;</summary>
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