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  <title>Openpolis - Argomento: privilegi</title>
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  <updated>2012-02-06T00:00:00Z</updated>
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  <title>Mario MONTI: &quot;Non è una persecuzione chiedere sacrifici alle categorie&quot;</title>
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  <updated>2012-02-06T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>624093</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore a vita-  Pres. del Consiglio  -  Ministro  Economia ad interim&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Non è una persecuzione del governo, chiamare ogni categoria a rinunciare a una parte dei propri privilegi, sperando nella crescita&quot;. 
&lt;p&gt;&lt;i&gt;Lo dichiara il premier Mario Monti, parlando in conferenza stampa a Palazzo Chigi, al termine dell’incontro col segretario generale Ocse Angel Gurria.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilvelino.it/agv/news/articolo.php?idArticolo=1527336&amp;t=Monti__Non_e_persecuzione_chiedere_sacrifici_a_categorie&quot;&gt;ilVelino&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Elsa Fornero: Nuove pensioni di anzianità. La riforma secondo me.</title>
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  <updated>2011-11-26T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>622075</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione:  Ministro  Welfare&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;&quot;Sistema retributivo troppo generoso. Serve il contributo pro-rata per tutti&quot;.
&lt;p&gt;
La recente riapertura del dibattito sulla necessità o meno di un nuovo intervento in materia previdenziale offre al Paese l'occasione  -  che questa volta, data la situazione di grave crisi in cui versa, sarebbe davvero un peccato farsi sfuggire  -  per lasciarsi alle spalle la logica degli interventi &quot;spezzatino&quot; e adottare finalmente un approccio più ragionato, coerente e rigoroso alla ridefinizione delle regole del principale istituto del welfare State; un approccio che abbia se non le caratteristiche della &quot;definitività&quot;, almeno quelle dell'intervento strutturale.
&lt;p&gt;

E non dell'ennesimo aggiustamento di una transizione troppo lunga. Soprattutto quando si parla di pensioni è infatti necessario abbracciare un'ottica di lungo periodo. Le regole previdenziali influenzano direttamente o indirettamente molte delle decisioni fondamentali che gli individui prendono durante la loro vita, a partire dalla giovane età: quanto a lungo studiare, quale professione intraprendere, quale profilo di consumo e risparmio adottare, a che età ritirarsi dal mercato del lavoro.
&lt;p&gt;

Se le regole cambiano continuamente, diventa difficile fare piani ragionati per il futuro con chiare implicazioni sia sulla qualità della vita dei singoli cittadini, sia sulla crescita del sistema economico nel suo complesso. Inoltre, se si vuole che le regole vengano condivise - e non solo subite - queste devono essere eque: deve essere garantita parità di trattamento agli individui; devono essere aboliti i privilegi. Se si intende effettuare una redistribuzione delle risorse, questa deve essere trasparente e deve avvenire dai più ricchi ai più poveri e non viceversa.

&lt;p&gt;
Questi principi, che sembrano banali, sono stati spesso largamente disattesi, nel periodo preriforma, ma anche successivamente, sia con la riforma Amato (1992), sia con la riforma Dini (1995), in modo particolare con la scelta di tutelare i &quot;diritti acquisiti&quot; dei lavoratori meno giovani, scaricando invece sulle nuove generazioni l'onere dell'aggiustamento. E hanno continuato a essere disattesi nel periodo successivo, a ogni nuovo intervento sulla transizione.
&lt;p&gt;

Il metodo contributivo di calcolo delle pensioni, introdotto nel 1995 in sostituzione del precedente metodo retributivo, costituisce (a nostro avviso) il punto di partenza imprescindibile su cui basare le modifiche dell'attuale assetto. Considerando la transizione, e semplificando, i lavoratori possono essere suddivisi in tre tipologie: i &quot;salvati&quot; del 1995, esonerati dall'applicazione del contributivo grazie all'artificiosa demarcazione introdotta tra coloro che, al 31 dicembre 1995, avrebbero raggiunto almeno diciotto anni di anzianità e gli altri; i &quot;parzialmente protetti&quot; (anzianità inferiore a diciotto anni nel 1996), la cui pensione sarà calcolata secondo il pro-rata, ossia in base alla regola retributiva per l'anzianità maturata al 1995 e a quella contributiva per l'anzianità accumulata dal 1996; gli &quot;indifesi&quot;, ossia gli assunti dal 1996, la cui pensione sarà interamente contributiva.

&lt;p&gt;
Il metodo retributivo, applicato per intero ai &quot;salvati&quot; e in pro-rata ai &quot;parzialmente protetti&quot;, si caratterizza per uno scarso collegamento tra contributi versati e prestazioni ricevute. Ne risulta un &quot;rendimento&quot; (analogo a un tasso di interesse annuo applicato al monte contributivo) troppo generoso, e cioè superiore a quello finanziariamente sostenibile, con conseguente sistematica violazione del criterio della sostenibilità e del principio dell'equità tra generazioni. Un sistema a ripartizione è, infatti, finanziariamente sostenibile quando restituisce al lavoratore, sotto forma di pensione, i contributi versati, capitalizzati a un tasso pari a quello di crescita dell'economia. Se il sistema è troppo generoso verso le generazioni attuali, accumula un debito implicito che ricadrà sulle generazioni giovani e su quelle future...
&lt;p&gt;

Una stima del regalo può essere ottenuta per mezzo di un indicatore della generosità dei sistemi pensionistici, denominato in gergo tecnico Present Value Ratio (PVR).&lt;br /&gt;
 Questo indicatore misura, al momento del pensionamento, il &quot;valore attuale atteso&quot; dei benefici pensionistici ai quali l'individuo ha diritto - la somma oggi equivalente al valore complessivo dei trasferimenti previdenziali di cui l'individuo godrebbe data l'attuale aspettativa media di vita - a fronte del &quot;montante contributivo&quot; versato - ossia il saldo attuale disponibile di un ipotetico conto corrente in cui l'individuo abbia depositato, senza mai ritirarli, i contributi previdenziali versati lungo la vita lavorativa. Fatto pari a 100 euro il montante, nelle nostre simulazioni, un valore del PVR superiore a 100 indica che il sistema remunera i contributi corrisposti nella vita attiva a un tasso di rendimento superiore a quello che il sistema &quot;può permettersi&quot;. Ciò comporta una redistribuzione di risorse (ossia &quot;un regalo&quot;) alle generazioni anziane da parte delle generazioni giovani presenti e future.&lt;br /&gt;
 La Tabella 1 mostra per l'appunto la generosità del metodo retributivo...
&lt;p&gt;


Sulle basi &quot;oggettive&quot; appena illustrate, riteniamo che una proposta di riforma coerente possa pertanto essere la seguente. Si tratterebbe di applicare, a partire dal 2012, il metodo contributivo pro-rata per tutti i lavoratori, rendendo subito effettive un'età minima di pensionamento pari a sessantatré anni (con il requisito dei vent'anni di anzianità oggi richiesto per le pensioni di vecchiaia) e una &quot;fascia di flessibilità&quot; che incoraggi il lavoratore a ritardare l'uscita fino ai sessantotto (settanta) anni, con un incremento di pensione che - secondo calcoli matematici, e non in base ad arbitrari criteri politici - tenga conto dei maggiori contributi versati e della maggiore età. I requisiti minimi e massimi sarebbero successivamente indicizzati alla longevità, così come già previsto dalla normativa vigente. Dovrebbero inoltre scomparire le &quot;finestre&quot;, cioè quei periodi (un anno per i lavoratori dipendenti e un anno e mezzo per i lavoratori autonomi) che si sommano oggi ai requisiti minimi di età/anzianità, senza peraltro aggiungere incrementi di pensione.
&lt;p&gt;

Mentre l'estensione dell'età minima di accesso al pensionamento e l'abolizione della pensione di anzianità, riguardando tutti i lavoratori, avrebbero come effetto principale quello di determinare risparmi di spesa consistenti nel breve e medio periodo, permettendo, come auspicato, di allentare gli stringenti vincoli di bilancio; l'estensione pro-rata del contributivo avrebbe come effetto principale quello di avvicinare i trattamenti tra le categorie (cosa che fa anche l'innalzamento del requisito di età, ma in maniera meno rilevante), promuovendo una maggiore equità del sistema.
&lt;p&gt;

I lavoratori coinvolti nell'estensione del prorata non sarebbero molti. Infatti il provvedimento riguarderebbe unicamente i &quot;salvati&quot; oggi ancora attivi nel mercato del lavoro, ossia i lavoratori nati tra il 1950 e il 1962. A titolo esemplificativo, la Tabella 2 illustra il caso di un dipendente privato della categoria dei &quot;salvati&quot; nato nel 1958. Per ipotesi, egli aveva vent'anni di anzianità nel 1996, una dinamica retributiva del 2,5% l'anno e nel 2010 è arrivato a percepire una retribuzione di 30.000 euro. Supponendo che maturi quarant'anni di anzianità nel 2018, con le regole attuali potrebbe andare in pensione a sessantuno anni (inclusa la finestra).

&lt;p&gt;
La sua pensione ammonterebbe a 26.776 euro, con un &quot;regalo&quot; atteso nell'arco dell'intera vita pari al 43% dei contributi versati (162.000 euro). Applicando la nostra proposta, il pensionamento sarebbe posticipato al 2021, con una pensione superiore, pari a 28.999 euro, ma un &quot;regalo&quot; inferiore (il 33% dei contributi versati, ossia 146.000 euro), per effetto della più elevata età di pensionamento e del calcolo contributivo sugli ultimi anni.
&lt;p&gt;

Rispetto al mero innalzamento del requisito di età con regola retributiva invariata, la pensione erogata è solo lievemente più bassa: 28.999 euro verso i 29.523 euro. Gli anni in cui si applica il prorata, nell'esempio, sono infatti solo due. Si noti che, se venisse applicato il metodo contributivo all'intera vita lavorativa del soggetto - una misura davvero drastica, che peraltro nessuno propone - la sua pensione ammonterebbe a 21.869 euro e il &quot;regalo&quot; si annullerebbe.
&lt;p&gt;

La fissazione dell'età minima a sessantatré anni comporterebbe, tuttavia, la possibilità per gli uomini di anticipare di due anni il pensionamento rispetto all'età oggi prevista (65 anni) per la pensione di vecchiaia. Alcuni in effetti uscirebbero prima (con una pensione ridotta, ma con un regalo proporzionalmente maggiore); altri sfrutterebbero la fascia di flessibilità e continuerebbero oltre i 65 anni. La flessibilità nell'età di pensionamento è di fatto un'occasione per concedere, a quei lavoratori che si sentono ancora &quot;produttivi&quot;, di scegliere liberamente se e di quanto posticipare il momento del pensionamento.
&lt;p&gt;

Dal punto di vista aggregato, il nostro modello non consente una stima accurata dei risparmi. Ciononostante, i risparmi di spesa sarebbero tutt'altro che irrisori, potendo arrivare a qualche decina (3-4) di miliardi di euro nei primi 5-6 anni di effettiva applicazione del provvedimento. La caratteristica del contributivo di garantire un trattamento equo sia all'interno delle generazioni, sia tra generazioni diverse presenti e future ne costituisce un indubbio punto di forza aggiuntivo rispetto al fatto che si tratta di un metodo di calcolo che migliora la sostenibilità finanziaria del sistema.
&lt;p&gt;

Ovviamente, questo vale a condizione che la riforma in questione riguardi tutte le categorie di lavoratori alla stessa maniera, nessuna esclusa. In un momento in cui si è costretti a richiedere duri sacrifici alle famiglie con provvedimenti draconiani che colpiscono anche le fasce più deboli, non si può prescindere dall'abolizione delle ingiustificate posizioni di privilegio che perdurano per molte categorie difficilmente annoverabili tra i bisognosi, come i liberi professionisti con le loro casse e i politici con i loro vitalizi. È anche ovvio che una volta varato il provvedimento si potrebbero discutere, in modo trasparente e mirato, le uniche eccezioni ammissibili, ossia quelle nei confronti dei lavoratori sfortunati e non già di quelli privilegiati.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;N.B.&lt;/b&gt; PER LEGGERE LE TABELLE USARE IL LINK &quot;&lt;b&gt;vai alla pagina&lt;/b&gt;&quot;
&lt;p&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=17FN2U&quot;&gt;la Repubblica&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Gianfranco FINI: &quot;Stop ai vitalizi per gli ex parlamentari. Basta al calvario della precarietà&quot;</title>
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  <updated>2011-11-19T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>621551</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Camera   (Lista di elezione: PdL) - Deputato (Gruppo: FLI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Ok alla riforma delle pensioni ma basta ai contratti a termine.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Stop ai vitalizi degli ex parlamentari&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;
&quot;Non è la politica che costa sono gli apparati, gli enti e i parlamentari a incidere. In questi 18 mesi accanto alle riforme del Governo le Camere dovranno intervenire per dare l’esempio. Dovremo garantire nei mesi prossimi la tenuta del governo: si parte con la volontà di scalare una montagna ma c’è l’obiettivo di creare una società attraverso quelle riforme che dovranno essere all’insegna dell’equità e che dovranno riguardare tutti a partire dai più fortunati&quot;. 
&lt;p&gt;&quot;Tra qualche settimana l’ufficio di presidenza della Camera ha deliberato di disporre una riforma per le quale la Camera abolirà il vitalizio degli ex parlamentari. E' una piccola cosa ma è l’esempio che deve dare la politica&quot;.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Calvario precarietà&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&quot;E' necessario che venga meno per i ragazzi il calvario dei contratti a termine.&lt;br /&gt;
 Crescita ed equità vuol dire anche licenziare, ma il contratto di assunzione non può essere sempre di sei mesi, a tempo a progetto. Sia un contratto unico a tempo indeterminato&quot;. Quando si ipotizzano interventi di riforma sui licenziamenti credo che da parte del Terzo Polo si debba indicare chiaramente una politica che parta dal dovere di cambiare le procedure attraverso le quali si viene assunti&quot;.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Riforma pensioni&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Facciamola la riforma delle pensioni e diciamo ai padri ‘lavora qualche anno in più per garantire ai figli di poter lavorare a loro volta. Dobbiamo mettere assieme  quei ragazzi che sanno fare, che magari lavorano sin da giovanissimi e dobbiamo aiutarli con qualche finanziamento, ma cerchiamo ciò che unisce nell’interesse unico e supremo dei nostri ragazzi. E' con questo spirito che apriamo una nuova fase politica per una nuova Italia. Tutti abbiamo il dovere di ricordare che l’Italia deve salvarsi tutta assieme. Se c’è un pericolo che va combattuto è che si radichi l’idea che in questo momento storico di difficoltà ci possa essere per un’area geografica che abbia la possibilità di salvarsi prescindendo dall’unità nazionale che è la prerogativa del nostro popolo. Serve una coesione che consenta a tutti grandi e piccoli di marciare assieme, non si può immaginare che il Nord si defili da solo&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://qn.quotidiano.net/politica/2011/11/19/622632-fini_promette_stop_vitalizi_politici.shtml&quot;&gt;quotidiano.net&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Sonia ALFANO: Bertolaso abbia la decenza di tacere</title>
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  <updated>2011-11-11T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>618087</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'  Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l' Europa) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
E’ passato esattamente un anno dal giorno in cui Guido Bertolaso ufficializzò le sue dimissioni da capo del dipartimento di Protezione Civile e da sottosegretario, ma non si è ancora rassegnato: ama stare al centro dell’attenzione e sbagliare, per esempio utilizzando la stampa per difendersi dalle accuse che lo hanno letteralmente travolto per la sua gestione assolutistica, privatistica e personalistica di quel “carrozzone” che è diventata la Protezione Civile dopo il suo arrivo.
&lt;p&gt;
In data odierna Il Giornale ha pubblicato una sua lettera indirizzata a Vittorio Feltri: uno scritto intriso di un vittimismo urticante per qualunque cittadino informato e onesto. 
&lt;p&gt;L’ex sottosegretario dice che da un anno cerca di essere dimenticato, eppure è lui stesso a cercare le pagine dei giornali (prima il Corriere della Sera, ora il megafono berlusconiano). 
&lt;p&gt;Dice soprattutto che i “veleni” politici contro di lui hanno indebolito la Protezione Civile.
In verità le responsabilità del decadimento della Protezione civile “migliore del mondo” sono prima di tutto sue. Ed è opportuno chiarire che quando si dice Protezione civile “migliore del mondo” si intende l’attenta architettura legislativa e l’accurato know-how costruito negli anni antecedenti alla affaristica gestione bertolasiana.
&lt;p&gt; Molti ricorderanno i fringe-benefits del sistema Bertolaso: auto di lusso, arredamenti, ristrutturazioni immobiliari, prostitute. E molti ricorderanno altrettanto bene le stabilizzazioni dei suoi amici che da semplici cittadini furono nominati (e lo sono ancora purtroppo) dirigenti generali della Presidenza del Consiglio dei Ministri pur non avendo alcun requisito richiesto e quel che è peggio, senza aver superato alcuna prova, test, quiz e quant’altro. I famosi 4 amici che lui amava chiamare “squadra”. Uno dei quali è imputato a L’Aquila ma attuale presidente dell’Ispra, un altro messo a parcheggio presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri dopo aver fatto i danni come commissario a Pompei, un altro al Servizio Civile e l’ultimo attualmente nelle grazie di Catherine Ashton, “ministro”degli esteri della UE, che sbarcato a Bruxelles sta tentando di fare la stessa operazione, non riuscita in Italia: la protezione civile SpA europea. 
&lt;p&gt;Non a caso, aprendo i lavori della seconda giornata della conferenza internazionale su Protezione civile e interventi umanitari a Roma, l’attuale Capo Dipartimento ha testualmente detto: “è necessario aprire un dialogo che non schiacci o snaturi l’identita’ e il ruolo della protezione civile a vantaggio dell’intervento privato, e con esso il ruolo degli Stati“. 
&lt;p&gt;Il lupo perde il pelo ma non il vizio.&lt;br /&gt;

E che dire poi del fatto che in soli sei anni di gestione Bertolaso il Dipartimento cosiddetto Nazionale (aggettivo che scimmiotta linguaggi militari) è passato senza che ce ne fosse effettiva necessità, da 300 dipendenti ai quasi mille attuali. Settecento persone, alcune assunte per effettivo titolo ma la maggior parte precari d’alto rango. Tra i “contatti” più prestigiosi: la moglie di un sottosegretario, i figli dei generali amici, dei giudici amici e dell’alta borghesia (amica!), alti burocrati dello Stato, capo del personale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, e addirittura figlio dell’ex Presidente della Consulta e sindacalisti autonomi, tutti funzionali a lui e al suo perverso disegno di piegare a fini privati una istituzione dello Stato. Un bel regalo a tutti i lavoratori. Un bel regalo perché adesso il Dipartimento è sovraffollato, con un organico tre volte superiore rispetto a quello necessario e quindi, con i tempi che corrono, nell’occhio del mirino per essere sottoposto ad una drastica cura dimagrante. 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Tutti assunti a tempo indeterminato, con i soldi sottratti ai terremotati abruzzesi (circa 8 milioni di euro)!&lt;/b&gt; Una vera e propria macchina del consenso. 
&lt;p&gt;E poi anche a Napoli (emergenza rifiuti: per la quale Bertolaso, commissario straordinario, è stato iscritto nel registro degli indagati per traffico illecito di rifiuti e truffa ai danni dello Stato) e alla Maddalena (il famigerato G8 degli appalti truccati: Bertolaso è stato rinviato a giudizio per il reato di corruzione) una pioggia di incarichi per parenti e amici. Ovviamente tutte assunzioni tramite ordinanza di protezione civile e mai per concorso.
&lt;p&gt;
Oggi, quindi, bisogna chiedersi e nello stesso tempo far sapere alcune cose: la prima, perchè nella lettera inviata al Giornale Bertolaso lamenta le modifiche intervenute con il decreto milleproroghe, se la responsabilità è unicamente della sua gestione fatta di sperperi (per esempio i Grandi Eventi festosi), di provvedimenti ad personam (vedi le assunzioni di amici e parenti tramite apposita ordinanza) e di privilegi acquisiti sulla pelle di terremotati e alluvionati? 
&lt;p&gt;Perché non dice per una volta una verità: per esempio che lui è andato via ma al Dipartimento tutti i dirigenti di prima e seconda fascia sono gli stessi che ha nominato lui con i metodi di cui sopra, amici suoi fedelissimi che stanno portando la protezione civile in un vicolo cieco anche sul piano operativo come abbiamo visto appunto in questi giorni. Dirigenti fideizzati e affiliati a lui?
&lt;p&gt; Anzi, a pensarci bene, qui si pone un problema d’ordine democratico: chi è questa gente che senza credenziali e senza concorso è stata messa a dirigere una struttura così delicata? Chi è? Cosa fa lì? A chi risponde? E può questa gente impostare linee guida che mettano sotto botta i sindaci legittimamente eletti dal popolo? Stia zitto Bertolaso e si vergogni: di danni ne ha fatti tanti, tantissimi, come il suo ex capo. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.soniaalfano.it/blog/2011/11/11/bertolaso-abbia-la-decenza-di-tacere/#more-4996&quot;&gt;www.soniaalfano.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Mario MONTI: «Togliere i privilegi alle categorie sociali»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/11/10/mario-monti/%C2%ABtogliere-i-privilegi-alle-categorie-sociali%C2%BB/618013"></link>
  <updated>2011-11-10T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>618013</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore a vita&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
''Non si può negare che l'Italia avrà un lavoro enorme da fare''. 
&lt;p&gt;&lt;i&gt;Cosi' Mario Monti in un convegno a Berlino, secondo quanto riferisce il Financial Times.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt;

''Non ci sono troppe divergenze intellettuali su quanto è necessario fare. Ci è stato infatti chiesto di fare ciò che qualsiasi Paese vorrebbe sentirsi chiedere: misure per una maggiore crescita''. Un obiettivo secondo l'ex commissario Ue e neo senatore a vita da raggiungere ''non con maggiori prestiti, ma rimuovendo gli impedimenti alla crescita''.
&lt;p&gt;

 ''La crescita richiede riforme strutturali che rimuovano i privilegi che praticamente tutte le categorie sociali hanno. Il punto è che ognuno tende a difendere la propria circoscrizione elettorale e questo rende politicamente più difficili le riforme&quot;.
&lt;p&gt;

L'ex commissario Ue difende l'euro e la comunità europea.&lt;br /&gt;
 ''Se l'Italia non avesse fatto parte dell'euro avremmo più inflazione, politiche meno disciplinate e meno rispetto per le generazioni future. Oggi saremmo irrilevanti. Il nostro Paese invece è politicamente e storicamente parte dell'Europa e non può ignorare le sue responsabilità di fondatore dell'Unione europea&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/news-CRISI__MONTI__ITALIA_HA_UN_LAVORO_ENORME__PER_CRESCERE_VIA_PRIVILEGI-1065813-POL-1.html&quot;&gt;Asca&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>MATTEO RENZI: Non sono un guastafeste del Pd. Ma voglio un partito vero</title>
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  <updated>2011-10-28T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Firenze (FI) (Partito: Cen-sin) - Consigliere  Consiglio Comunale Firenze (FI) (Lista di elezione: Cen-sin) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
''Non mi sento un guastafeste del Pd. Noi crediamo nel Pd, il Pd, per dirlo alla fiorentina, ci garba, quello vero però''. 
&lt;p&gt;&lt;i&gt;Così Matteo Renzi, sindaco di Firenze, commenta con i giornalisti la copertina de 'L'Espresso' oggi in edicola che vede insieme lui e Beppe Grillo con il titolo &quot;I guastafeste&quot;&lt;/i&gt;.
&lt;p&gt;

''Grillo - &lt;i&gt;afferma Renzi a pochi minuti dall'inizio della convention 'Big Bang'&lt;/i&gt; - prende il 5% in mezza Italia ma il problema è facilmente risolvibile. Se dimezzassimo il numero dei parlamentari, abolissimo i vitalizi ed eliminassimo i privilegi dei politici, il giorno dopo Grillo passerebbe dal 5 all'1% e noi avremmo qualche Regione in più''.
&lt;p&gt;

&quot;Il Pd vero è quello che doveva, deve e dovrà tenere insieme culture diverse, rilanciare su talento, innovazione, merito, che non ha paura del futuro, che non vive di schemi legati al Novecento''. 
&lt;p&gt;&quot;Bisogna quindi abbandonare l'idea che il programma del Pd nasca da un tizio che sta chiuso a Largo Nazzareno a dettare il programma, per esempio, di politica economica, un tizio che magari non ha mai preso voti nemmeno nel condominio''. &quot;Serve quindi un Pd vero, originario, sul modello dei grandi partiti democratici di tutto il mondo, dei Democratici americani, dei Laburisti inglesi, un partito serio''.
&lt;p&gt;

''Siccome l'ultima volta si è perso, se non si prende qualche voto agli altri si riperde. Noi vorremmo uscire dall'idea di un Pd decoubertiniano: a noi partecipare non piace. Diverso è il caso di chi saltella da una parte all'altra dello schieramento: vogliamo prendere i voti degli altri, ma non offrendo sottosegretariati a poco''.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Dalla Leopolda non uscirà una nuova corrente:&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;''Non siamo una corrente, non siamo neanche uno spiffero, siamo molto peggio''.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/regioni-PD__RENZI__NON_SONO_GUASTAFESTE_MA_VOGLIO_PARTITO_VERO-646364--17.html&quot;&gt;Asca&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Antonio DI PIETRO: Ho tre ideuzze per cambiare il Paese  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/10/08/antonio-di-pietro/ho-tre-ideuzze-per-cambiare-il-paese-intervista/609776"></link>
  <updated>2011-10-08T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>609776</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Il Parlamento è sempre più affollato da faccendieri, ci sono ministri inseguiti dai giudici, per non parlare dell'ex capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, rinviato a giudizio con i suoi tremendi amichetti della cricca…&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Sì, uno schifo: e allora?
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E allora non sarà che lei e i suoi colleghi magistrati del pool di Mani Pulite, all’epoca, vi fermaste un po' troppo in superficie?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
No. Noi affondammo il bisturi e destirpammo il male fin dove riuscimmo a scorgerlo. Poi avvertimmo: guardate che l'Italia è malata, ha bisogno di una cura seria, intensa. Purtroppo non siamo stati ascoltati e quelli, negli anni, si sono ingegnati a trovare altre forme di corruzione, ancora meglio congegnate.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quelli chi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Non faccia l'ingenuo. Lo sa bene a chi mi riferisco. Piuttosto, forse sarebbe il momento di dotare questo Paese di qualche anticorpo. E allora io avrei tre ideuzze da infilare in una nuova legge elettorale. Posso dirgliele?
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;L'ascolto...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Primo: i condannati non possono essere candidati. Secondo: chi è stato rinviato a giudizio non può assumere incarichi di governo centrale o locale…Per capirci: non può diventare né assessore né ministro. Terzo: chi viene eletto non può continuare a fare il proprio mestiere. Perché no, dico: qui i medici si fanno le leggi per i medici, gli avvocati si portano i clienti in aula…

&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=15A6WD&quot;&gt;Io Donna - Fabrizio Roncone&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Nichi VENDOLA: Colpo di stato sociale.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/09/09/nichi-vendola/colpo-di-stato-sociale/609269"></link>
  <updated>2011-09-09T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>609269</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Puglia (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Consigliere Regione Puglia (Lista di elezione: SeL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Hanno fatto e stanno facendo una manovra che è una violenza, un vero e proprio colpo di stato sociale.&lt;br /&gt;

Sarà l’ennesima manovra che non risolverà minimamente i problemi del debito pubblico, non intaccherà gli sprechi e i privilegi della politica, non terrà lontano l’artiglio degli speculatori, non riuscirà a rimettere in piedi il Paese.&lt;br /&gt;

Il senso vero di questa manovra è un vero e proprio odio di classe nei confronti di quei ceti sociali che devono pagare il prezzo di una crisi prodotta, se si puo’ usare un gioco di parole, da quel mondo berlusconiano mondiale che si è arricchito con la magia della speculazione, e che oggi chiede che gli altri si assumano gli oneri di pagare il conto.&lt;br /&gt;

Si dice, per giustificare tali azioni, che abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità.&lt;br /&gt;

Non è così: alcuni hanno vissuto molto al di sopra delle proprie possibilità. E ora il prezzo di questa vita “allegra” lo paga chi ha sempre vissuto nel recinto di una vita “magra”.&lt;br /&gt;

Questo è inaccettabile. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.nichivendola.it/sito/mcc/informazione/colpo-di-stato-sociale.html&quot;&gt;sito web personale&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giorgia MELONI: «Si tocchino le pensioni di anzianità»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/09/09/giorgia-meloni/%C2%ABsi-tocchino-le-pensioni-di-anzianit%C3%A0%C2%BB-intervista/609266"></link>
  <updated>2011-09-09T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>609266</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  della Gioventù (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;La manovra non ha ancora esaurito il suo travagliato cammino, ma il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, si porta avanti e per il futuro chiede che venga introdotto in Costituzione il principio in base al quale ogni provvedimento venga preventivamente verificato nel suo impatto sulle generazioni a venire.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ministro, di che si tratta?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Propongo un meccanismo che, d`ora in avanti, eviti che si prosegua nell`esercizio in cui si sono distinte le ultime generazioni: scaricare il peso di ogni provvedimento su quelle successive».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E come funzionerebbe?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Oggi (&lt;i&gt;ieri per chi legge, ndr&lt;/i&gt;) abbiamo licenziato in Consiglio dei ministri il provvedimento sull`introduzione del principio del pareggio di bilancio nella Costituzione. A mio parere bisognerebbe introdurre in Costituzione un altro principio di equità: quello della verifica dell`impatto dei provvedimenti a lungo termine».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;In Costituzione?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;«In Costituzione o tra gli strumenti fondamentali di verifica della manovra».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Come è stata presa la proposta in Consiglio dei ministri?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «I colleghi mi sono parsi interessati».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ministro dell`Economia compreso?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Tremonti mi ha detto di considerare il principio giusto e che bisognerà studiare la formula adeguata perché non si leghino troppo le mani».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Molto brutalmente: chi dovrebbe pagarne il conto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;«Il sistema finora ha scaricato i costi sulle nuove generazioni. Ci sono stati genitori che in qualche modo hanno tradito i figli e ipotecato il loro futuro. Eppure ci sono spese improduttive che andrebbero tagliate».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quali? Questa manovra dovrebbe aver raschiato il barile, o no?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Il nostro Paese ha bisogno di misure che favoriscano le famiglie, la natalità, la casa, gli strumenti per l`impiego. Ci sono diritti e privilegi che non possono considerarsi definitivamente acquisiti: vanno colpiti».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Un esempio?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Si parta dalle &quot;pensioni d`oro&quot; e si dica che, sopra un certo tetto, la pensione si calcola con il sistema contributivo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Non sono poi tantissime le «pensioni d`oro»...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Si prendano le pensioni d`anzianità, che i giovani con l`innalzamento dell`età pensionabile si possono sognare, direi che si potrebbe anche qui applicare il contributivo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Mi scusi, ma se c`è qualcosa che invocano in molti è la riduzione dei privilegi della politica che sono rimasti quasi intonsi. Si veda l`ultimo blitz sulle indennità.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«È una cosa di cui non abbiamo parlato collegialmente. Lo abbiamo scoperto a cose fatte. Certo che bisogna dare l`esempio:

anche i parlamentari rientrano tra le categorie che oggi non stanno nel contributivo.

E comunque voglio ricordare che la legge che tagliava il numero dei parlamentari non l`ha voluta l`opposizione».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Da ministro della Gioventù, come giudica la flessibilità introdotta dall`articolo 8 della manovra?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «È una norma che va incontro alla maggiore autonomia richiesta dalle parti sociali. E' stata contestata solo dalla Cgil che evidentemente non si fida di se stessa».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Veramente ci sono anche i dubbi del Quirinale...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Tutti quelli che ne sono coinvolti non hanno protestato. Tutti tranne la Cgil che continua a garantire solo i propri iscritti mentre la gente muore di fame...».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=142FZW&quot;&gt;Corriere della Sera - Antonella Baccaro&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Cesare DAMIANO: L'indennità parlamentare sia connessa alle presenze in Parlamento</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/09/08/cesare-damiano/lindennit%C3%A0-parlamentare-sia-connessa-alle-presenze-in-parlamento/609252"></link>
  <updated>2011-09-08T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>609252</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
''Leghiamo l'indennità parlamentare alla presenza in Parlamento ma anche in Commissione''. 
&lt;p&gt;''Occorre dimezzare i parlamentari e togliere di mezzo la possibilità di avere doppi incarichi: la politica è una professione seria: è una scelta e quando la fai studi, impari, ti applichi, sei al servizio del Paese''.

&lt;p&gt;''Questo Paese - ha aggiunto - si sta industrialmente desertificando''.
&lt;p&gt;&lt;i&gt;Dichiarazioni rilasciate questa mattina su Omnibus, trasmissione dell'emittente LA7&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/news-MANOVRA_BIS__DAMIANO_%28PD%29__INDENNITA__PARLAMENTARI_IN_BASE_A_PRESENZA-1047817-ORA-.html&quot;&gt;Asca&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Paolo FERRERO: Manovra. «Il governo aumenta l'Iva pur di non tassare i ricchi»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/09/07/paolo-ferrero/manovra-%C2%ABil-governo-aumenta-liva-pur-di-non-tassare-i-ricchi%C2%BB/609243"></link>
  <updated>2011-09-07T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>609243</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
«Con l'aumento dell'Iva il governo ha scelto di aumentare le tasse su tutto il popolo pur di non fare una tassa patrimoniale sui ricchi che non avrebbero nessuna difficoltà a pagarla. Si tratta di una vergogna, non solo ingiusta socialmente ma recessiva perchè l'aumento dei prezzi ridurrà ulteriormente il potere d'acquisto degli italiani e aggraverà la crisi. È sempre più evidente che il governo pur di salvaguardare i privilegi di pochi è disponibile a portare il paese al disastro». &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.controlacrisi.org/joomla/index.php?view=article&amp;catid=39&amp;id=17371&amp;tmpl=component&amp;print=1&amp;layout=default&amp;page=&amp;option=com_content&amp;Itemid=68&quot;&gt;controlacrisi.org&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Paolo FERRERO: Lottare per non finire come la Grecia</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/09/05/paolo-ferrero/lottare-per-non-finire-come-la-grecia/608080"></link>
  <updated>2011-09-05T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>608080</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Lo sciopero generale di oggi è molto importante. Per questo voglio innanzitutto voglio ringraziare tutti i lavoratori e le lavoratrici che lo stanno facendo in queste ore e ringraziare la CGIL e il sindacalismo di base che lo hanno proclamato.

&lt;p&gt;
Uno sciopero importante non solo perché la manovra del governo è una manovra ingiusta: difende i ricchi e i privilegi delle caste mentre attacca pesantemente i diritti sindacali e le condizioni di vita dei pensionati, delle lavoratrici e dei lavoratori - pubblici e privati – dei precari.

&lt;p&gt;
La manovra, oltre ad essere ingiusta è anche recessiva - cioè aggraverà la crisi economica - e favorirà la speculazione finanziaria, che continua tranquillamente a fare il suo sporco lavoro in tutta Europa.

&lt;p&gt;
Il punto fondamentale è quindi che la manovra del governo produrrà effetti opposti a quelli sbandierati: è un manovra che aggrava la crisi economica e pone le condizioni per un ulteriore attacco speculativo contro l’Italia. La ricetta che stanno applicando all’Italia – come al Portogallo, alla Spagna, all’Irlanda – è uguale a quella applicata alla Grecia: demolire i diritti dei lavoratori, privatizzare tutto e produrre quindi la recessione. Parallelamente permettere alle banche e alle finanziarie di speculare sul debito pubblico impossessandosi delle risorse sottratte ai lavoratori.

&lt;p&gt;
Al contrario di cosa dicono l’Unione Europea, la Banca Centrale Europea, il governo Italiano, il Presidente della Repubblica, i grandi mezzi di informazione, la speculazione finanziaria non nasce dai debiti degli stati ma dal fatto che la Banca Centrale Europea agisce come una banca privata e non come una banca centrale. I paesi più deboli dell’’Europa subiscono la speculazione sul debito pubblico unicamente perché la BCE non fa quello che fanno tutte le altre Banche centrali dell’Universo, cioè non compra direttamente, al tasso di sconto ufficiale, i titoli di stato dei paesi europei. Se la BCE facesse il suo mestiere non vi sarebbe in Europa alcuna speculazione. Ad esempio il Giappone ha un debito pubblico del 220 % eppure non è sottoposto a nessun attacco speculativo. Questo per la semplice ragione che la Banca Centrale giapponese – come tutte le banche centrali del mondo – compra direttamente i titoli di stato pubblici senza passare dal mercato. Ovviamente anche i paesi europei facevano così prima che i trattati di Maastricht dessero vita all’Euro e costruissero questa follia finanziaria che si chiama Banca Centrale Europea.

&lt;p&gt;
Siamo quindi nell’occhio del ciclone di una gigantesca truffa attuata dalle classi dominanti europee - dai banchieri ai padroni, dai popolari ai socialdemocratici ai liberali - a scapito dei popoli europei. Vi è un livello di falsificazione dei motivi della crisi e dei motivi della speculazione al cui confronto la propaganda nazista di Goebbels impallidisce. Il neoliberismo è in crisi ma il pensiero unico neoliberista funziona a pieno regime e manipola le coscienze raccontando balle clamorose che paiono vere solo perché sono ripetute quotidianamente a reti unificate da tutti coloro a cui viene concessa la parola. Questa è la ragione strutturale della vergognosa censura che subiamo. Anche per questo è così importante questo sciopero: rompe il coro dell’unanimismo e dell’Union Sacree in cui gli interessi dei ricchi vengono contrabbandati come gli interessi dei popoli.
&lt;p&gt;

In realtà la speculazione finanziaria viene consapevolmente utilizzata dalle classi dominanti europee per due motivi: innanzitutto obbligare i governi dei vari paesi con minore produttività del lavoro a tagliare brutalmente lo stato sociale, gli stipendi e i diritti dei lavoratori. Senza lo spauracchio della speculazione Berlusconi non sarebbe mai riuscito a varare due stangate come quelle contro cui stiamo lottando. Non ci sarebbero riusciti il governo Greco, quello Portoghese, Spagnolo e via dicendo.
&lt;p&gt;

In secondo luogo la speculazione finanziaria viene utilizzata per determinare un enorme spostamento di risorse dal basso verso l’alto, dai lavoratori alle banche. Stiamo vivendo nel mezzo del più gigantesco furto legalizzato che la storia dell’umanità abbia mai visto.

&lt;p&gt;
L’obiettivo delle classi dirigenti europee è semplice quanto brutale: determinare una pesante riduzione del tenore di vita del popolo e del potere dei lavoratori per aumentare la competitività dell’Europa a livello mondiale basata sulla drastica riduzione del costo del lavoro. Non stiamo parlando di qualche sacrificio ma di un vero e proprio salto indietro nella storia, del dimezzamento dei salari e delle tutele. La speculazione serve a costruire un “vincolo esterno” che permetta di fare questa vera e propria rivoluzione passiva contro i popoli europei. Per questo mettono attaccano sia i diritti civili che i diritti sociali, la Costituzione come il Contratto nazionale di lavoro e la sanità pubblica: vogliono cancellare il ‘45, quel gigantesco movimento di liberazione dal nazifascismo che ha cambiato la faccia all’Europa e al mondo.

&lt;p&gt;
Per questo noi comunisti dobbiamo lottare contro il governo Berlusconi e costruire le alleanze necessarie per mandarlo a casa. Parallelamente però dobbiamo costruire un fronte di lotta contro il capitale finanziario, le politiche europee e il neoliberismo. Solo sconfiggendo il neoliberismo è possibile uscire dalla crisi che il neoliberismo ha provocato. Per questo proponiamo una manovra alternativa a quella di Berlusconi ma proponiamo anche il rovesciamento delle politiche della BCE e la nazionalizzazione delle grandi banche, al fine di mettere la mordacchia al capitalismo finanziario e ricostruire un serio intervento pubblico in economia. Lo facciamo in piena sintonia con gli altri partiti della sinistra europea, che portano avanti nei loro paesi le nostre stesse parole d’ordine. Lo facciamo puntando a costruire – paese per paese – una rivolta contro le politiche europee.
&lt;p&gt;

Lo sciopero generale è quindi per noi il primo passo per costruire una consapevole rivolta contro questo enorme attacco delle classi dominanti contro il popolo italiano e contro i popoli europei.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.controlacrisi.org/joomla/index.php?view=article&amp;catid=36&amp;id=17325&amp;tmpl=component&amp;print=1&amp;layout=default&amp;page=&amp;option=com_content&amp;Itemid=68&quot;&gt;controlacrisi.org&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>FRANCO MANZATO: Gela diventa provincia? Allora la Sicilia diventi indipendente</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/08/17/franco-manzato/gela-diventa-provincia-allora-la-sicilia-diventi-indipendente/590976"></link>
  <updated>2011-08-17T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>590976</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore Regione Veneto (Partito: Lega) - Consigliere Regione Veneto (Lista di elezione: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
''Padania? Se intanto la Sicilia diventasse indipendente subito, ci costerebbe meno''. 
&lt;p&gt;La frase è dell'assessore della Regione del Veneto Franco Manzato, dopo aver letto sul quotidiano ''Il Tempo'' che ''il parlamento regionale siciliano sta esaminando un disegno di legge per istituire la decima Provincia dell'isola. &lt;br /&gt;
E questo nonostante la manovra del governo che punta ad accorpare i territori per diminuire il numero di questi enti locali intermedi''.
&lt;p&gt;

''Io sono da sempre schierato per le autonomie perche' sono la fonte dei servizi al territorio e ai cittadini a fronte di uno Stato sprecone. Ma qui andiamo oltre il cattivo gusto: parliamo di una ipotetica nuova provincia, la decima, quella di Gela, in una Regione che contribuisce alla spesa pubblica nazionale con lo 0 per cento degli introiti fiscali del suo territorio, dove lo Stato in compenso paga in aggiunta tutte le sue strutture, i suoi apparati e le sue aziende. In un momento in cui ai cittadini si chiede di tirare la cinghia di tre o quattro buchi, mi pare che qualcuno voglia prendere in giro tutti slacciandosi i pantaloni.
&lt;p&gt; Con quello che il Veneto lascia nelle mani dello Stato, e che finisce al sud e a coprire i relativi buchi, una nuova provincia ce la potremmo pagare restando ancora a credito di alcuni miliardi l'anno rispetto a quello che lo Stato prende qui e non restituisce al nostro territorio''.
&lt;p&gt;

''Provocazione per provocazione se facciamo quattro conti ci conviene una Sicilia indipendente. Oppure si dia anche al Veneto lo stesso grado di autonomia finanziaria, legislativa e costituzionale della Sicilia: sapremmo certo utilizzare meglio questi privilegi''.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/regioni-MANOVRA_BIS__ASSESSORE_VENETO__GELA_PROVINCIA__SICILIA_SIA_INDIPENDENTE-628177--21.html&quot;&gt;Asca&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Renato Giuseppe SCHIFANI: Ristorazione al Parlamento: meglio della caritas</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/08/12/renato-giuseppe-schifani/ristorazione-al-parlamento-meglio-della-caritas/590916"></link>
  <updated>2011-08-12T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>590916</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Senato   (Lista di elezione: PdL) - Senatore (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
I privilegi della politica: il pranzo degli onorevoli costa meno di 10 euro. Schifani annuncia: ora si cambia, aumenti da settembre.
&lt;p&gt;
Pasta al pomodoro 1 euro e 60 centesimi, bistecca di manzo 2 euro e 68, frutta 76 centesimi, dessert del giorno 1 euro e 74.
&lt;p&gt; Non è la Caritas ma il ristorante del Senato. Mentre si discute la manovra lampo che chiederà nuovi sacrifici agli italiani e che, probabilmente, il Consiglio dei ministri varerà già oggi, va in giro per il Web il menù di Palazzo Madama. 
&lt;p&gt;Un'inchiesta de L'Espresso l'ha pubblicato. Semplice fare i conti: pochi spiccioli per pranzi luculliani.
&lt;p&gt; Prosciutto e melone 2 euro e 33, risotto con rombo e fiori di zucca 3 euro e 38 centesimi, pesce spada alla griglia 3 euro e 55 o petto di pollo 2 euro e 68. &lt;br /&gt;
Le insalate a 1 euro e 43, i formaggi a 1,74. Ma la pacchia finirà presto perché dopo le proteste su internet il presidente del Senato, Renato Schifani, ha annunciato che da settembre i prezzi saranno adeguati a quelli che pagano i comuni mortali al ristorante. Merito di un ordine del giorno approvato a Palazzo Madama poche settimane fa.
&lt;p&gt;
Fin dalla mattinata di ieri l'ironia e lo sconcerto del popolo di internet hanno martellato: il pranzo alla buvette a 1,50 euro? «Poverini. Hanno troppe spese, almeno su questo possono risparmiare, su». Il popolo di Facebook ha scherzato sul menù offerto al Senato, svelato sul settimanale dal deputato dell'Idv Carlo Monai. Ma c'è anche chi si è indignato: «Facciamo sentire il nostro disgusto contro l'ultima &quot;vergogna&quot; messa a segno dalla &quot;casta&quot; di Palazzo Madama: il pranzo alla buvette dei senatori costa 1 euro e 50».&lt;br /&gt;
 E c'è anche chi ha commentanto: «Semplicemente disgustoso.....Ma quanto rimborsa poi lo Stato per ogni pranzo alla società che gestisce la buvette per ogni pranzo?». Difficile saperlo. Non manca chi, ormai sfiduciato, è semplicemente «senza parole».
&lt;p&gt;
Altri navigatori hanno ripercorso l'elenco dei prezzi: pasta al ragù 1 euro e 50; roast beef 2 euro; birra 1,60; caffè 42 centesimi; pasticcino 0,46; aperitivo o ammazzacaffè 0,93». E poi ancora: spremuta 92 centesimi; panino col prosciutto 1,17; tramezzino 96 centesimi; cappuccino 58 centesimi; tè con fette biscottate 84 centesimi. Un pasto medio costa intorno ai dieci euro. L'iva non viene applicata perché, come in tutti gli esercizi interni alle aziende private o alla pubblica amministrazione, non è previsto dalla legge. Si tratta infatti di un servizio che non ha scopo di lucro: viene fornito per agevolare la vita dei lavoratori, anche se di alto rango, come si presume che siano i parlamentari.
&lt;p&gt; La gestione del ristorante del Senato è affidata ad una ditta privata, la Gemeaz Cusin, con sede a Milano. Il Senato fornisce il locale al piano terra in stile liberty: quasi 200 metri quadrati coperti, su una superficie di circa 400 metri quadrati, cucine a parte. E anche le attrezzature per la cottura, le tovaglie, i bicchieri e le posate. Queste ultime debbono essere periodicamente rinnovate perché recano lo stemma senatoriale e sono spesso «predate» come souvenir. Soltanto quelle costano 40 mila euro ogni anno. Ovviamente il prezzo pagato dagli avventori per il pasto non basta a pagare le spese. Così per ogni coperto del ristorante la «Camera alta» deve raddoppiare la cifra corrisposta dai commensali. L'operazione costa circa 1.200.000 euro l'anno. 
&lt;p&gt;Le cose cambieranno presto. L'ufficio stampa del Senato ricorda che «in sede di approvazione del bilancio interno è stato approvato un ordine del giorno specifico (G100) che intende porre a carico degli utenti del ristorante del Senato il costo effettivo dei pasti consumati». Ed è ancora l'ufficio stampa a rendere noto che &lt;b&gt;«il presidente del Senato, Renato Schifani, ha già invitato i senatori questori ad assumere nel più breve tempo possibile tutte le necessarie iniziative e decisioni».&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

http://www.iltempo.it/politica/2011/08/12/1278499-senato_meglio_della_caritas.shtml
12/08/2011, 05:30&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.iltempo.it/politica/2011/08/12/1278499-senato_meglio_della_caritas.shtml&quot;&gt;www.iltempo.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Raffaele LAURO: Parlamentari paghino ristorante a prezzi di mercato</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/08/12/raffaele-lauro/parlamentari-paghino-ristorante-a-prezzi-di-mercato/590915"></link>
  <updated>2011-08-12T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>590915</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Dall'inizio della legislatura mi batto per l'abolizione di tutti i privilegi dei parlamentari e degli ex-parlamentari, inascoltato. Rinnovo la mia proposta al collegio dei questori del Senato di rinunziare agli alloggi di servizio e di trasformare tutti gli attuali centri di spesa del Senato (ristorante, buvette, barberia, spaccio, banca, infermeria) relativi ai servizi resi ai senatori e agli ex-senatori, a prezzi politici, in centri di utili, affidando, con regolare gara, a societa' esterne qualificate, i servizi stessi, da pagare, da parte dei parlamentari, ai prezzi correnti di mercato&quot;.
&lt;p&gt; &lt;i&gt;E' quanto propone il senatore del Pdl Raffaele Lauro&lt;/i&gt;.
&lt;p&gt;




http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/Senato-Lauro-Pdl-parlamentari-paghino-ristorante-a-prezzi-di-mercato_312345399618.html&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/Senato-Lauro-Pdl-parlamentari-paghino-ristorante-a-prezzi-di-mercato_312345399618.html&quot;&gt;www.adnkronos.com&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Andrea PASTORE: «Rinuncio alle ferie ma difendo la Casta»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/08/11/andrea-pastore/%C2%ABrinuncio-alle-ferie-ma-difendo-la-casta%C2%BB-intervista/590899"></link>
  <updated>2011-08-11T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>590899</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;«Basta antipolitica. Dobbiamo vivere con decoro e dignità. Non possiamo vivere sotto un ponte...».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Senatore Pastore, contento?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Non ce li vedo gli speculatori a mollare la presa perché noi siamo in aula l'11 agosto. Ma è un segnale al Paese, dai. Certo con qualche co­sto… ».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Tipo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«I commessi: andranno richiama­ti, e gli straordinari ad agosto sono più alti».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ok, è incarognito perché ha do­vuto rinviare le ferie.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Ah,no!Sono stato anni presiden­te d­ella commissione Affari Costitu­zionali, ferie ambiziose non ne pre­noto più».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Conosce i suoi polli?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Nel 2001 fui richiamato dopo il G8 di Genova. Nel 2003 ero fra i 4 sag­gi che passarono il Ferragosto in una baita di Lorenzago per scrivere la riforma costituzionale».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Fortunello.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Ormai vado solo a fare le cure: Ca­ramanico Terme, facciamo un po’ di pubblicità».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Così magari le fanno lo sconto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
 «Ho già il rimborso del servizio sa­nitario. Ho il certificato: l’anno scor­so le ho saltate e sapesse che bron­chite».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Anche la Casta si ammala.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Lo so dove vuole arrivare, ma guardi che è giusto».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Chiedere sacrifici agli italiani e mantenere i vostri privilegi è giu­sto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Se non vogliamo un Parlamento di notabili ma di tutti, dall’operaio al professionista, dobbiamo mette­re i parlamentari in condizione di vi­vere dignitosamente».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;A proposito. Lei fa il notaio, quan­to dichiara all’anno?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Pronto? Non sento più».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Con 2-3mila euro al mese e non 10mila si vive dignitosamente lo stesso, sa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Il nostro stipendio è agganciato a quello dei magistrati. Anzi, non avendolo più adeguato, ora prendia­mo meno di loro».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ohibò.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«E che? Valiamo meno? Allora ta­gliamo lo stipendio a tutti! Noi non siamo inferiori a nessuna catego­ria».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;I magistrati non hanno 3500 eu­ro per l’alloggio a Roma.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Ma sì, facciamo i parlamentari sotto un ponte».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Potrebbero darvi alloggi popola­ri per la durata della legislatura, le piace?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Insisto: sotto il ponte costa me­no».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E poi 1100 euro per i taxi, treni e trasporti gratis…&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Ma sì, andiamo a piedi dai».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Basterebbe il bus.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Ma le pare che in Aula si vota e io resto bloccato nel traffico di Roma
per gli scioperi dell’Atac?».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ci sta dicendo che voi parlamen­tari non guadagnate come tutti perché non siete come tutti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Certo! Intanto lo stipendio è alto per togliere a ognuno l’alibi di la­sciarsi corrompere».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Poi vi lasciate corrompere lo stes­so, ma andiamo avanti.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«C’è un problema di decoro. Abiti e cravatte costano».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma andateci in jeans!&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Magari coi capelli e la barba lun­ghi, no? Ma cosa dice?! La dignità e il prestigio della funzione parlamen­tare vanno difesi!».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Vista da fuori tutta questa digni­tà lascia un po’ a desiderare, se permette.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Guardi, glielo dico io dove biso­gna tagliare».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ce lo dica lei.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«I parlamentari vanno ridotti di un terzo. E il personale della Came­ra e del Senato è numerosissimo. C’è poi un problema di efficienza. Lavoriamo cinque giorni invece che tre, per cominciare».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
E se lo dice lei.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«E il bicameralismo va rivisto. La Germania va come un treno e noi co­me in carrozza perché loro per ap­provare una legge importante non impiegano mesi».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Le Province?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Da abolire».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Le Regioni?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Ai consigli regionali va tolta la fa­coltà di aumentarsi il numero dei consiglieri. Ma sono contrario alle macroregioni: ce la vede la Lombar­dia che si fonde col Veneto? Se mai bisogna evitare i carrozzoni come i due Garanti, per l’infanzia e per i di­ritti umani, che abbiamo approvato a luglio».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma avete votato tutti a favore!&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«È l’altro grande problema del­­l’Italia: le leggi bipartisan».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E cioè gli inciuci sui carrozzoni per sistemare i politici?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Lo ha detto lei».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=132WLL&quot;&gt;Il Giornale - Paola Setti&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Giuseppe GIULIETTI: Papa non è un prigioniero politico</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/07/22/giuseppe-giulietti/papa-non-%C3%A8-un-prigioniero-politico/590243"></link>
  <updated>2011-07-22T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>590243</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
No, Alfredo Papa non è un prigioniero politico, e sarebbe stato meglio per lui, non usare quella espressione che ha segnato la stagione del terrorismo politico in Italia. “Sono un prigioniero politico, non riconosco i tribunali borghesi…”, questa era la frase standard usata dai brigatisti rossi quando venivano finalmente catturati e portati davanti ai magistrati. Speravamo di non dover più sentire espressioni simili, ma purtroppo Berlusconi ha fatto scuola e i suoi discepoli non si vergognano di imitarlo, nei comportamenti e nel linguaggio.
&lt;p&gt;

Papa non è un prigioniero politico, perchè le accuse formulate a suo carico non hanno nulla a che vedere con la sua attività di parlamentare, con il sacrosanto diritto ad esprimere le sue opinioni, con la libera circolazioni delle opinioni, anche le più eterodosse.

&lt;p&gt;
I magistrati di Napoli non gli hanno contestato reati di opinione, ma concretissimi reati relativi alla corruzione, alla associazione a delinquere, all’interesse privato in atti d’ufficio, e cosa c’entrano i reati politici? Non vedo nessi possibili tra Cosentino, Dell’Utri, Papa, e gli esuli antifascisti durante il ventennio.

&lt;p&gt;
Ho votato sì all’arresto di Papa, senza gioia alcuna, perchè qualsiasi altro cittadino, per le stesse contestazioni, sarebbe stato arrestato da mesi, perchè l’immunità non può essere impunità, perchè i reati contestati sono tutto meno che “reati politici” legati alla libertà di critica, perchè esiste ancora un principio di uguaglianza ancora garantito dalla Costituzione.
&lt;p&gt;

Ho votato sì perchè gli stessi che ieri invocavano il rispetto delle garanzie, avevano appena votato un provvedimento per sospendere i diritti costituzionali agli immigrati tunisini detenuti nei centri di identificazione, lo avevano fatto senza remora alcuna, perchè tanto quelli non votano in Italia e non hanno immunità e privilegi di tipo alcuno.
&lt;p&gt;

Ho votato sì perchè i medesimi che fingevano di commuoversi per Papa, non avevano voluto affrontare il tema della carcerazione preventiva per tutti, a conferma che non di una battaglia garantista si trattava, ma di una autodifesa di ceto e di corporazione.

&lt;p&gt;
Ho votato sì perchè non sopporto quelli che sono garantisti con i propri simili e forcaioli con gli inermi.

&lt;p&gt;
Naturalmente auguro ad Alfredo Papa, come a tutti gli altri cittadini che si trovano nella sua situazione, di stare pochissimo in carcere, di essere sottoposto ad un processo equo e rapido e di essere assolto per aver dimostrato la sua innocenza, ma, per carità di patria, lasciamo stare i “prigionieri politici”, perchè questi al massimo sono stati e sono ” prigionieri della malapolitica”!&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2011/07/22/giuseppe-giulietti-papa-non-e-un-prigioniero-politico/&quot;&gt;micromega-online&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Antonio POLITO: Quella nota stonata in Parlamento</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/07/14/antonio-polito/quella-nota-stonata-in-parlamento/590075"></link>
  <updated>2011-07-14T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>590075</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;La prova di arroganza fornita ieri resterà negli annali della Repubblica.
&lt;p&gt;
Fin dai tempi di Azzeccagarbugli, c`è un tipo di avvocato che sta sul gozzo agli italiani. Ma ci vorrebbe un nuovo Manzoni per descrivere la specie professionale che ha proliferato in questi anni, anche a danno dei tanti colleghi che fanno solo e bene il loro mestiere: l`avvocato-parlamentare. 
&lt;p&gt;Arruolati in gran numero in aule legislative che si occupano troppo di processi e di imputati, non paghi di poter scrivere leggi sulle cause che difendono e di essere perciò beneficiati da parcelle di sogno, i principi del foro che militano nel Pdl si sono a poco a poco trasformati in un vero e proprio partito nel partito. Al punto che ieri, mentre tutta Europa, i mercati internazionali, il Quirinale, Palazzo Chigi e il Parlamento senza distinzioni di schieramento chiedevano all`unisono una prova di serietà nazionale con l`approvazione rapida e senza giochetti della manovra finanziaria, eccoli balzare su a minacciare di far cadere il loro governo - e con esso il loro Paese - se dal decreto non saltano le norme di liberalizzazione che minacciano di abolire l`Ordine. Ottenendone ovviamente la «riscrittura».
&lt;p&gt;

Naturalmente tutti hanno diritto a difendere i propri interessi: gli avvocati come i notai, i pensionati come gli operai.

&lt;p&gt;
Solo che mentre queste due ultime categorie non sono rappresentate in Parlamento, le prime due sì, e anche abbondantemente. E dunque usano il proprio mandato elettorale per proteggere il loro interesse di categoria.

Il che invece è del tutto illegittimo. Secondo la nostra Costituzione, infatti, gli eletti in Parlamento rappresentano la nazione, non l`Ordine cui sono iscritti. E il ministro La Russa, che prima che ministro della Repubblica si sente avvocato e dunque li difende, su quella Costituzione ha addirittura giurato.
&lt;p&gt;

Già l`avvocato-parlamentare gode di un privilegio che - ha di recente ricordato Franzo Grande Stevens - andrebbe eliminato come in altri Paesi: e cioè può continuare a esercitare anche durante il mandato, cumulando reddito a indennità, e anzi incrementando clientela e affari grazie al fatto di essere «onorevole», mentre accademici e magistrati almeno devono andare in aspettativa. Ma la prova di arroganza fornita ieri nel mezzo di una tempesta che minaccia i ben più miseri stipendi e risparmi di milioni di italiani resterà negli annali della Repubblica, anche perché suona la carica di tutti i corporativismi che hanno fin qui ricattato le maggioranze parlamentari di turno per impedire i processi di liberalizzazione delle professioni.
&lt;p&gt;

Eppure, nonostante tutto, c`è stato ieri qualcuno che ha dato una prova peggiore degli avvocati-parlamentari: e sono i sindaci e i presidenti di Provincia-parlamentari, una quindicina a Montecitorio, che hanno minacciato analogo disastro nazionale pur di non perdere il diritto al cumulo delle cariche e degli emolumenti. Il giorno che ci verrà restituito il diritto di sceglierci i nostri parlamentari, dovremo ricordarci di questo 13 luglio del 2011.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=122IUJ&quot;&gt;Corriere della Sera&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>ANDREA CAUSIN: Proposta eliminazione vitalizio dei Consiglieri Regionali</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/07/07/andrea-causin/proposta-eliminazione-vitalizio-dei-consiglieri-regionali/590291"></link>
  <updated>2011-07-07T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>590291</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Veneto (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Personalmente ho trovato che la sollecitazione di Jacopo Silva - Presidente giovani imprenditori Confindustria Padova circa la necessità di eliminare il vitalizio dei Consiglieri Regionali puntuale e opportuna.
&lt;p&gt;
Da prima che nascessi io, e non è un modo di dire, la legge regionale prevede che un consigliere regionale percepisce un vitalizio, ovvero una pensione aggiuntiva.&lt;br /&gt;

Attualmente, in seguito a diverse modifiche di legge apportate dal Consiglio Regionale negli ultimi anni, un consigliere regionale in quiescenza, cioè non in carica, percepisce a 65 anni un vitalizio aggiuntivo alla pensione personale che varia da circa 2000 euro fino a circa 4000 euro in base alle legislature che ha svolto.
&lt;p&gt;
Sul fatto che questo trattamento sia iniquo, concordo con Jacopo Silva e concordo anche sul fatto che in una congiuntura economica così delicata, si deve cogliere l'occasione per correggere questa stortura italiana.&lt;br /&gt;

C'é un modo semplice per farlo in fretta e in modo equo.
&lt;p&gt;
Dal 1 gennaio 1996 è entrato in vigore in Italia il sistema contributivo.&lt;br /&gt;

La pensione si calcola sulla base di quanti contributi sono stati versati.&lt;br /&gt;

Ciascuno dei consiglieri è titolare di una posizione INPS, o nelle casse degli ordini o delle professioni di cui fa parte.
&lt;p&gt;
Per tale ragione è possibile eliminare il vitalizio e versare la parte previdenziale presente nella nostra busta paga al proprio ente di riferimento, ottenendo così un beneficio o un mantenimento della prestazione previdenziale per chi si trova in aspettativa non retribuita o riduce l'attività professionale per dedicare il tempo che necessita all'attività politica.
&lt;p&gt;
Personalmente ho rilevato che verso mensilmente circa 1500 euro per l'ottenimento del vitalizio a 65 anni. Troverei più ragionevole che il vitalizio non ci fosse e che la stessa cifra potesse alimentare la mia posizione previdenziale INPS.&lt;br /&gt;

In questo modo verrebbe eliminata una &quot;seconda&quot; lesione che oggi suona molto da privilegio feudale.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.andreacausin.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=131&quot;&gt;andreacausin.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Gianfranco ROTONDI: «La gente ci detesta. Ci rimane la casta»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/28/gianfranco-rotondi/%C2%ABla-gente-ci-detesta-ci-rimane-la-casta%C2%BB-intervista/589461"></link>
  <updated>2011-06-28T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>589461</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Attuazione del programma (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Se vogliamo restare in sella dobbiamo coccolare i parlamentari. Tanto, più impopolari di così...».
&lt;p&gt;«Diciamolo chiaramente: siamo impopolari». Non usa giri di parole il ministro per l'Attuazione del programma. «È inutile puntare sul gradimento, ormai non possiamo più ottenerlo». La situazione della maggioranza di governo è quella che è, ma invece di edulcorarla, Gianfranco Rotondi decide di prenderla di petto. E piuttosto che pensare agli elettori, suggerisce al premier di puntare sugli eletti. «Forte del fatto che nessuno, neanche all'opposizione, vuole andare al voto, Berlusconi deve avere un'unica preoccupazione: coltivare i rapporti con Camera e Senato».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Come?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Teniamoci buoni i mille parlamentari. Non possiamo dargli l'aumento, ma almeno coccoliamoli, rassicuriamoli, non rompiamogli le palle se vogliamo arrivare al termine della legislatura. E nel frattempo cerchiamo di farci dimenticare. Perché, inutile negarlo, la gente ormai ci detesta». 
&lt;p&gt;Solo così, secondo Rotondi, il governo può sperare di durare altri due anni.
&lt;p&gt; «Se invece uno un giorno dice a deputati e senatori che vanno dimezzati, il giorno dopo che taglia loro gli stipendi, quello successivo che gli toglie l'auto blu, allora è un kamikaze, significa che vuole proprio farlo cadere questo governo».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;E così anche Rotondi è entrato ufficialmente nella squadra antitremontiana del sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Ma no... Tremonti è quello al quale dobbiamo che il Paese stia ancora in piedi, quindi ce lo teniamo caro caro».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Eppure risuona sempre più forte il &lt;i&gt;De Profundis&lt;/i&gt; del Superministro. Secondo lei, lo ammazzano oggi a Palazzo Grazioli o giovedì in Consiglio dei ministri?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Tremonti salverà la pelle sino alla fine del governo e della legislatura». 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Che non è detto coincidano. Ma a lei il ministro Tremonti non ha mai fatto girare le scatole?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Una volta in cui mi trattò con sufficienza gli dissi: &quot;Che, te la pigli con me che sono l'unico che parla bene di te?&quot;. Lui mi rispose: &quot;Vuol dire che sbagli qualcosa&quot;». 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Il solito simpaticone. Lei condivide le ultime misure anti-casta annunciate dal Super-ministro?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Le considero un insulto alla sua intelligenza. Nemmeno lui rinuncia alla pillola di demagogia L'anticasta è un sentiero che deve calcare chi lo sa fare».
&lt;p&gt;&lt;b&gt; Occhio che il Divo Giulio potrebbe offendersi.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Ma è così. La prosopopea anti-casta fa grande Grillo ma travolge i grilli parlanti».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Non crede che sia decisamente impopolare oggi difendere la casta dei parlamentari?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Tanto, più impopolari di così... Il deputato oggi è uno sputtanato che va per la pagnotta, questo è il giudizio che ci siamo cuciti addosso, per merito dei comici, delle trasmissioni tv...».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Anche per &quot;merito&quot; vostro, però...&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;«Può darsi. Ma intanto io segnalo un passo avanti. Un tempo si accusava i politici di rubare, oggi gli si rimprovera solo di avere dei privilegi previsti dalla legge. Ma attenzione. Questa furia antipolitica finisce per essere antiparlamentare. E il Parlamento è come la salute: ti rendi conto che è importante solo quando non ce l'hai più».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Quindi, che consiglio dà al presidente del Consiglio Berlusconi per non perdere definitivamente la salute politica?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Si concentri sul giudizio del popolo sei mesi prima delle elezioni e lì cacci fuori il Silvio che ci piace di più: rilasci interviste, affitti i sei-per-tre, faccia dieci comizi, per mari, monti e città d'arte».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Sì ma adesso?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Deve rassegnarsi al fatto che in diciotto mesi non può fare le riforme istituzionali, né la riforma della giustizia e neppure quella fiscale. Al massimo si può far approdare qualche legge in Parlamento».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Sta dichiarando lo stato di fallimento del governo. Nessun ministro finora l'aveva fatto.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Ma a realtà è questa. E per arrivare al termine della legislatura noi abbiamo bisogno del voto dei deputati, non della casalinga di Voghera, né degli spettatori di Santoro. Se ogni giorno, invece, condividiamo l'idea dei giornali qualunquisti che dipingono il Parlamento come una casta e i deputati come mangiasoldi, alla fine io non escludo che la dignità di queste persone possa giocarci qualche giusto scherzo. Perciò, cerchiamo di non essere l'unico consiglio d'amministrazione che non prende a sberle i suoi azionisti».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=11K7F7&quot;&gt;Libero - Barbara Romano&lt;/a&gt;</summary>
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