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  <title>Openpolis - Argomento: demanio</title>
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  <updated>2012-04-23T00:00:00Z</updated>
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  <title>Annamaria Cancellieri: «Il mio piano per il Viminale: tagliare un dipendente su dieci» </title>
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  <updated>2012-04-23T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626862</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione:  Ministro  Interni&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Possibile anche concentrare le scuole della pubblica amministrazione.
&lt;p&gt;
«Ma se sto addirittura pensando a una riduzione del personale civile del Viminale...». 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Ministro, proprio sicura di non essere tra coloro che nel governo frenano sul piano di tagli alla spesa pubblica?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Impossibile che sia contraria proprio io, che del contenimento dei costi ho fatto, da subito, un tratto della mia azione. Non so se queste voci nascano da ignoranza o malafede. Ogni tanto mi tirano in mezzo, com'è accaduto anche sull'università... Leggo che mi sarei opposta persino sul piano carceri. Ma io che c'entro? È di competenza della Severino. C'è un mio prefetto, sì, ma è distaccato».
&lt;p&gt;

Anna Maria Cancellieri inforca gli occhiali e squaderna l'iPad ricontrollando la pagina di appunti stesi sul notebook. Il ministro è in partenza per Roma dopo un weekend trascorso a Milano: passeggiata al Salone del mobile («Ho visto una bella Italia forte, che produce...») e pranzo, sabato, con il presidente del Consiglio Mario Monti. Su chi, eventualmente, sia in malafede o «l'abbia tirata in mezzo», il titolare del Viminale non si pronuncia. «Non ne ho la più pallida idea».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il taglio dei dipendenti&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Certo è che per venerdì è atteso un chiarimento in Consiglio dei ministri. O almeno in quella sede Anna Maria Cancellieri intende mettere sul tavolo tutte le sue carte per contribuire alla spending review. Anche alzando l'asticella: «Vorrei ridurre del 10 per cento i dipendenti civili del ministero, grazie a uno scivolo, un pensionamento anticipato, senza traumi. Dopodiché, invece di riassumere una quota pari al 30 per cento del personale, come potremmo fare in astratto con la cifra risparmiata, ne riassumeremmo solo il 10 per cento. Il resto dei soldi verrebbe accantonato. Io sono pronta: se il governo mi dà l'ok, vado dai sindacati. Un'operazione che peraltro aiuterebbe il ministero a ringiovanirsi, e ne ha tanto bisogno. Per lo stesso motivo favoriamo anche la mobilità all'esterno: chi vuole andare a lavorare in altri settori dello Stato, può farlo».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Non potrebbe suonare stonato parlare di prepensionamenti dopo una riforma che manda la gente in pensione a 70 anni?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Non ci sono privilegi o penalizzazioni. Qui si tratta di sanare il bilancio dello Stato. È un fatto di priorità. Secondo i nostri tecnici questo taglio ci farebbe risparmiare 17 milioni di euro. È una battaglia epocale. O la facciamo adesso o mai più».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Un progetto piuttosto ambizioso e destinato, nel caso, a un cammino accidentato, come ammette la stessa Cancellieri. E per l'immediato, qualcosa che produca risultati subito?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Il piano più avanzato, già pronto per l'esame delle Camere, è quello per l'accorpamento dei dipartimenti del Viminale e la soppressione di alcune direzioni centrali». 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Risparmio?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Un milione di euro».
&lt;p&gt; Nel mirino di Cancellieri ci sono anche le scuole della pubblica amministrazione: quelle per i segretari comunali e degli enti locali dovrebbero confluire in una sola al Viminale.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Le prefetture&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
In agenda, e sempre tra le cose che saranno presentate venerdì in Consiglio dal ministro, c'è anche altro. Innanzitutto una riorganizzazione delle prefetture. Argomento, da tempo, tra i più dibattuti e che tocca il cuore del ministero dell'Interno: lo studio, realizzato con l'aiuto dell'Istat «per evitare di intaccare le esigenze della popolazione», è alle sue battute conclusive. Si tratta in sostanza di accorpare le sedi «minori» a quelle dei centri vicini più grandi. Potrebbe essere il caso di alcune delle città fresche di promozione a Provincia. «Comunque l'elenco arriverà presto». Verrebbe in questo modo eliminato, almeno nelle intenzioni, il 20, 25 per cento delle attuali prefetture.&lt;br /&gt;

Per ogni sede «compressa» un milione di euro che resta nelle casse dello Stato. Una riforma che procede di pari passo con la realizzazione degli Uffici territoriali del governo. L'obiettivo è quello di «ricomprendere in un'unica sede, almeno per i principali livelli, le rappresentanze di Interni, Pubblica istruzione, Beni culturali, Sanità statale e uffici finanziari». Per avere così «un unico centro di spesa e possibilità di scambio del personale».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Le forze dell'ordine&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Al ministero stanno studiando anche una diversa distribuzione delle forze dell'ordine sul territorio, «ma in questo caso, lo scriva, senza alcun ritocco del personale, sulla sicurezza non si risparmia». Un primo contatto c'è già stato con il capo della polizia e il comandante generale dei carabinieri, in attesa di un confronto politico con il ministro della Difesa. Si tratta «solo di razionalizzare». Si può pensare, «per dire, di trasformare alcune compagnie dei carabinieri in tenenze». O di «lasciare commissariati al posto delle questure, dove è possibile farlo». Anche in questo caso Cancellieri vorrebbe un'unica centrale per gli acquisti delle forze dell'ordine, polizia, carabinieri, guardia di finanza, polizia penitenziaria e guardia forestale, da concordare con tutti i ministri interessati.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;I beni demaniali&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Eppure ci sono tanti interventi che si possono, forse, mettere subito a segno. Perché sperperare danaro in costosissimi affitti quando esistono così tanti immobili pubblici sfitti? «Stiamo analizzando la lista dei beni demaniali disponibili così come di quelli confiscati alla mafia. Il Tesoro ci ha assicurato che ce li metterà a posto. E, allora, procederemo».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1DZMJM&quot;&gt;Corriere della Sera - Marco Ascione&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giuliano Pisapia: Le risposte per governare Milano: «Si può voltare pagina con ascolto e sviluppo»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2011-05-23T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>572724</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Milano (MI) (Lista di elezione: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Domande poste da Mario Bellini, Architetto, progettista della &quot;Grande Brera&quot; - Giulio Ballio, Rettore del Politecnico di Milano dal 2002 al 2010 - Annamaria Testa, Pubblicitaria, saggista e docente di marketing.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Grande Brera. &lt;br /&gt;
Un progetto finito o si può rilanciare?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Ogni grande città deve avere spazi pubblici destinati alla produzione culturale che generano anche ritorni economici e sviluppano la creatività, senza limitarsi alla politica degli eventi e dei tagli di nastri. Noi vogliano realizzare la Grande Brera, che richiede intesa tra governo locale e statale. Mi auguro che il governo – che con Rutelli ministro diede segnali favorevoli in questo senso, poi svaniti – potrà essere partecipe di un progetto di grande rilievo internazionale.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Case Aler.&lt;br /&gt;
 Il Comune pensa di intervenire sulle liste d’attesa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Sì, ritengo scandaloso che ci siano circa 5000 appartamenti Aler vuoti. Si devono sbloccare le tante richieste di cambio alloggio che spesso - inspiegabilmente - non vengono accettate. Penso, inoltre, che la gestione dei contratti, delle liste di attesa, dei programmi di manutenzione debba vedere maggiori competenze da parte dei consigli di zona, perché più vicini alle condizioni materiali dei quartieri.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Misure antismog.&lt;br /&gt;
 È per il centro chiuso o le targhe alterne? Nella cintura verde saranno più severi i vincoli al cemento?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Il 12 e il 13 giugno i milanesi dovranno esprimersi sui 5 referendum ambientali promossi da un comitato civico trasversale alle forze politiche. Sono state raccolte 25mila firme su ogni quesito. La nuova giunta dovrà rispettare l’esito di questi referendum di indirizzo. Questo significa che le misure per la diminuzione del traffico privato, per il miglioramento del trasporto pubblico e, di conseguenza, per il necessario cambio di passo per la riduzione dell’inquinamento saranno condivise con i cittadini milanesi. Sono a favore di una sempre più ampia pedonalizzazione del centro storico e della creazione di aree pedonali in ogni quartiere. Le targhe alterne hanno dimostrato di essere poco efficaci anche nei momenti di emergenza smog. Intorno alla città bisogna tutelare le grandi aree verdi esistenti come il Parco Sud, il Parco Nord, e l’area dei parchi di cintura che comprende il sistema del verde, del Forlanini e del Lambro, da una parte e dei parchi di Trenno, delle Cave e del Bosco in Città dall’altra. Quindi questi polmoni verdi devono essere tutelati e resi vivibili per i milanesi e per l’intera area metropolitana.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Expo.&lt;br /&gt;
Come renderlo qualcosa di sentito dai milanesi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Innanzitutto ricordandoci tutti che &quot;Nutrire il pianeta, energia per la vita&quot; non deve essere solo uno slogan, ma un impegno per Milano. Il motto di Wendell Berry, &quot;Mangiare è un atto agricolo&quot;, è il punto di riferimento per quanti hanno a cuore questi temi. Dobbiamo raccogliere intorno alla questione dell'alimentazione del pianeta saperi, energie, capacità scientifiche e tecnologiche, competenze industriali ed economiche. È l'occasione, da qui al 2015, per chiedere ai giovani di contribuire con idee, esperienze, progetti di cooperazione nazionale e internazionale a ricostruire il senso del legame con la terra e la catena alimentare. In primo luogo, questo vuol dire la conoscenza e la valorizzazione effettiva del patrimonio naturale, paesistico e produttivo della pianura milanese e lombarda, la sua storia agricola e ambientale, a partire dal Parco Agricolo Sud. E poi ho sempre fatto riferimento all'Expo diffusa, orientata cioè a valorizzare e far conoscere lo straordinario patrimonio storico e culturale della nostra città.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Case vuote.&lt;br /&gt;

Le tante abitazioni vuote possono essere gestite per i giovani?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

C’è da negoziare un “patto” tra sistema della proprietà edilizia e istituzioni pubbliche per un razionale piano di pieno utilizzo del patrimonio tale da realizzare un effettivo investimento sociale nel sistema casa. Vi sono esperienze nel mondo da studiare, anche forme di immobiliari pubbliche che qualcuno ha proposto. Per questo abbiamo immaginato la competenza sulla casa nel quadro di una complessiva politica sulle infrastrutture.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Università.&lt;br /&gt;

Cosa fare per rendere Milano città amica degli studenti Universitari?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Ho dedicato molto spazio nel programma a questo tema. Ricorderò, tra le altre cose, una carta dello studente per l'accesso a tutti i servizi di tipo culturale, ricreativo e sportivo e per gli studenti stranieri, che dobbiamo attrarre con specifiche azioni, anche l'assistenza sanitaria. Dato che la questione cruciale è l'abitazione assicureremo l'ampliamento dell’offerta di posti letto sia in residenze pubbliche sia in strutture private convenzionate con garanzia di trasparenza nel mercato e prezzi calmierati. Una città che attrae i migliori cervelli è una città che si arricchisce nel tempo. Dobbiamo fare in modo che gli studenti amino e apprezzino Milano perchè si fermino qui anche dopo l'università.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Personale in Comune.&lt;br /&gt;

Come selezionare il personale di comando nei posti chiave del Comune?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Alla base ci deve essere la valutazione del rapporto tra competenza e adeguatezza, tanto più con le innovazioni che abbiamo proposto nella struttura della Giunta. Penso ad esempio al tema dell'internazionalizzazione e attrazione delle risorse, ma anche a questioni cruciali come trasparenza, finanza pubblica, coesione, qualità dei servizi. Abbiamo bisogno di assessori selezionati sulla base del merito e non con criteri legati alle appartenenze partitiche e di dirigenti competenti: percorsi ed esperienze professionali chiari e verificabili sapendo che una volta la dirigenza pubblica doveva garantire solo controllo e procedure, mentre oggi è necessario assicurare anche risultati e sviluppo del territorio. La giunta Moratti ha sistematicamente umiliato il patrimonio di competenze e professionalità esistenti.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Demanio comunale.&lt;br /&gt;

Con quali strumenti intende perseguire il mai raggiunto obiettivo di una gestione politica efficace e imparziale del grande demanio comunale? Quali strumenti per la gestione più efficiente del demanio pubblico?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Innanzitutto un inventario qualitativo del patrimonio per rendere trasparente una situazione oggi opaca e per chiarire quali siano le risorse a disposizione per finanziare lo sviluppo. Non è una formuletta. Il tema è già nelle mie proposte di riorganizzazione come competenza chiara nell’area Bilancio e Finanza civica. Con il demanio pubblico non si devono alimentare privilegi o speculazioni, ma deve essere occasione per generare sviluppo. Dunque né beni morti né oggetto di rapina.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Welfare.&lt;br /&gt;

Attraverso quale politica tenterà di favorire l’insediamento in città di coppie giovani? E come giudica l’attuale politica del Comune verso gli anziani? Come giudica il welfare comunale? E quali aiuti nuovi saranno dati agli anziani? Tagli o no alla sussidiarietà?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Il ringiovanimento di Milano, città invecchiata, è argomento di fondo. Voglio occuparmi personalmente del tema delle nuove famiglie e di come dare maggiori prospettive ai giovani perchè questa è una mia priorità. Ci vogliono serie politiche sociali, infrastrutturali, educative, occupazionali. Con imprenditori e sindacati ci siamo interrogati per avvicinare i giovani alle imprese, al lavoro, al merito, alla libertà. Sì, anche libertà. Per i giovani una bandiera. Nella libertà da condizionamenti mafiosi, dall’inchinarsi a padrini e raccomandazioni per lavorare, il clima sociale e istituzionale di una città conta. L’allungamento dell’età media pone un problema degli anziani come risorsa. La tradizione riformista del Comune mette a disposizione strumenti e consenso sociale a questo fine e sarà fondamentale dotarsi di Centri di Quartiere per proporre “patti di collaborazione” tra giovani e anziani. Per quel che riguarda le persone non autosufficienti occorre potenziare i servizi di assistenza domiciliare.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;La creatività e l’integrazione.&lt;br /&gt;
 
Via Padova è un modello? La scuola di Paravia è un ghetto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Milano è stata una grande città aperta. Ha omologato nell’etica del lavoro gente diversa che non è stata né tollerata né ghettizzata (come è successo altrove). Ciò ha creato sviluppo e – come si dice giustamente – creatività (un’area che sfiora il 15% del Pil locale). Contro chi vuole Milano chiusa e barricata, noi non vogliamo né buonismi né razzismi. Ma sviluppare un’integrazione rispettosa di quella identità che è tradizione e vanto di Milano. E’ quello che pensa anche l’imprenditoria. Per cui lo strumento essenziale è: progetti condivisi, non proclami. Secondo me via Padova può essere un interessante modello. La scuola di via Paravia invece è una situazione gestita male e se diventa un ghetto è per responsabilità di chi ha rinunciato a governare i processi reali.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Donne e Milano.&lt;br /&gt;

Oggi Milano non è molto amica della donne. Che cosa nel suo programma aiuterà le donne che lavorano? Le donne che hanno figli piccoli? Le molte anziane sole? Le ragazze che vogliono inserirsi nel mondo del lavoro? E le donne che vogliono fare impresa? Quali aiuti per le donne che lavorano e che fanno impresa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Le donne milanesi fanno una fatica doppia rispetto agli uomini. Farsi carico dei problemi familiari, lavorare e vivere in una città convulsa e complessa come Milano è molto complicato. Le donne non hanno bisogno dell'aiuto degli uomini per affermarsi, ma di politiche corrette, di asili nido che funzionino, di servizi organizzati dal Comune per l'assistenza nelle faccende domestiche e nella cura delle persone anziane. Una vera rivoluzione poi è quella degli orari per conciliare il lavoro con la vita quotidiana.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Comunicazione.&lt;br /&gt;

In una organizzazione complessa come una città, la comunicazione tra istituzioni e cittadini non è un fatto accessorio, propagandistico o decorativo. In che modo gruppi, associazioni, persone, potranno ottenere la sua attenzione? Più attenzione ai cittadini Ascolto e risposte dirette Con quali strumenti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Parliamo per primi di “dibattito pubblico”, cioè spazi di co-decisione che richiedono informazioni adeguate e controlli di autorità indipendenti. Pensiamo che la rete sia un ambito di interazione su cui investire. Abbiamo visto troppa propaganda fatta a spese del contribuente per non avere voglia di cambiare radicalmente pagina. E poi si prevede di costruire una competenza definita per la comunicazione sia verso l’area della partecipazione, sia verso l’area della promozione della città.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Moschea e campi rom. &lt;br /&gt;
Come gestirà le ansie sul centro islamico? O come risolverà i campi rom abusivi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Hanno piluccato frammenti, parole, da usare come clava propagandistica per generare paure. Una di queste storie è la moschea, fantasma inventato a tavolino a scopi denigratori. Invece ho sostenuto che vada riconosciuto un principio, un diritto umano fondamentale: quello di poter esercitare in libertà e dignità la propria fede, nel solco di Giovanni XXIII, del cardinale Martini e del cardinale Tettamanzi e della nostra Costituzione repubblicana. Oggi esistono diversi luoghi di preghiera irregolari e i cittadini milanesi chiedono che il problema venga risolto, non che si faccia finta che non esista. I campi abusivi sono indegni e sono il risultato delle pessime politiche dell'amministrazione Moratti. Noi dobbiamo contrastare la criminalità, lo sfruttamento dei minori e il racket dell'accattonaggio, cercando invece di costruire relazioni positive con le famiglie e con i bambini attraverso la frequenza della scuola e il lavoro degli assistenti sociali.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Vigili di quartiere. &lt;br /&gt;
Quanti Ne potrebbero essere impiegati?
&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Vogliamo che torni al centro il rapporto diretto, quotidiano, di confidenza con i cittadini, i negozianti, le attività economiche: i 500 vigili di quartiere promessi e mai entrati in servizio probabilmente sono una quantità sufficiente, ma noi li metteremo davvero. E vogliamo anche che le fondamentali funzioni di controllo delle attività commerciali, edilizie, e le delicate funzioni di polizia giudiziaria attribuite dalla magistratura vengano svolte con il pieno riconoscimento della competenza e delle alte capacità professionali di un Corpo e di tanti agenti impegnati e meritevoli che non possono essere ridotti a strumento di politiche tanto sgradevoli quanto poco efficaci come quelle volute dalla giunta Moratti.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Pulizia e buche nelle strade.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 &lt;b&gt;Con quali strumenti si interverrà?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Tenendo pulito e coprendo le buche: è un problema che riguarda l'efficienza e l'efficacia degli interventi delle aziende alcune pubbliche e altre private, i cui contratti di servizio verranno attentamente riesaminati. Ci sarà la ricognizione costante sulla situazione: questa volta lo faranno le zone e i cittadini, che sanno bene di che cosa abbiano bisogno i loro quartieri.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;La strategia delle partecipate.&lt;br /&gt;
Come sarà il futuro di A2A Ci saranno dismissioni in Sea?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Gli interventi di responsabilità istituzionali richiedono la verifica seria di contesti diversi. Ho letto le forti critiche che da molti autorevoli commentatori sono state rivolte alla gestione Moratti delle partecipate. Potrei in queste poche righe segnalare ciò e basta. A2A deve diventare sempre di più una protagonista dello sviluppo della green economy nel nostro territorio contribuendo anche alla riduzione dell'inquinamento attraverso interventi di efficienza nella produzione e nella distribuzione dell'energia e del calore, Sea avrà un ruolo sempre più strategico perchè abbiamo contribuito ad approvare in Consiglio Comunale la sua quotazione con un particolare riguardo alla partecipazione azionaria dei dipendenti e dei milanesi.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;In questa pagina lo&lt;/b&gt; &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/speciali/2011/elezioni-amministrative/sondaggio/voisietequi.shtml&quot;&gt;&lt;b&gt;speciale Amministrative 2011 dell'Associazione Openpolis: Voi Siete Qui&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; &lt;b&gt;- Come orientarsi tra le città al voto.&lt;/b&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/speciali/2011/elezioni-amministrative-ballottaggi/notizie/risposte_pisapia_a4812916-8510-11e0-80e3-cc32f5990b02.shtml&quot;&gt;Corriere della Sera - M.Bellini, G.Ballio, M.Vitale&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giulio TREMONTI: «Spiagge? Posso dirlo adesso, non me ne frega un tubo»</title>
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  <updated>2011-05-14T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Economia e Finanze (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il problema per la crescita italiana è il Sud. E pesa anche un'economia illegale che ha ancora una quota rilevante nel Paese. A dirlo è Giulio Tremonti, durante un convegno organizzato dall'Osservatorio Giovani-Editori nel quale il ministro dell'Economia avverte che la medicina del debito pubblico è finita e ironizza sulle polemiche relative al decreto sviluppo e all'allungamento del diritto di superficie sulle spiaggie al 90 anni, poi ridotti a 20. È «pittoresca» - dice - tutta «l'attenzione che è stata data alle spiagge, di cui, posso dirlo adesso, non me ne frega un tubo».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;WWF e FAI: Tremonti si occupi dell'evasione fiscale degli stabilimenti balneari.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;«Il ministro Tremonti dice che delle spiagge 'non me ne frega un tubò mentre invece dovrebbe, visto i pochi soldi che lo Stato incassa per le concessioni demaniali e vista l'altissima evasione fiscale degli stabilimenti balneari». &lt;br /&gt;
Lo affermano il Fai e il Wwf in una nota congiunta. «Gli incassi dell'erario per le concessioni demaniali relative alle spiagge nel 2009 sono stati di 103 milioni di euro, un'inezia se si considera che gli stessi gestori dichiarano incassi per circa 2 miliardi di euro e se si considera che alcune stime attendibili ritengono che gli introiti reali siano addirittura 5 volte superiori. Infatti non tutti sanno che gli stabilimenti balneari per i servizi in concessione (ombrelloni, lettini e cabine) non sono tenuti allo scontrino fiscale ma a una rendicontazione quotidiana che avviene a fine giornata rendendo praticamente impossibile ogni controllo». «La prova provata degli alti introiti - concludono Fai e Wwf - consiste anche nel fatto che molti stabilimenti subappaltano la gestione dei servizi ristoro il che significa che a guadagnare sono due distinti soggetti, il titolare della concessione e il gestore della ristorazione.
&lt;p&gt; Insomma, considerando 18 milioni di metri quadrati di spiagge in concessione lo Stato incassa 50 centesimi per metro quadro al mese. Introiti tutti a vantaggio dei privati e forse su questo il ministro Tremonti, che per la verità aveva tentato un aumento dei canoni di concessione, dovrebbe tornare ad occuparsene».   &lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.leggo.it/stampa_articolo.php?id=121362&quot;&gt;Leggo Italia&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario ROMANO: Concessioni balneari: 'Trovare soluzioni realmente attuabili e concrete'</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/12/dario-romano/concessioni-balneari-trovare-soluzioni-realmente-attuabili-e-concrete/566985"></link>
  <updated>2011-05-12T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>566985</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Senigallia (AN) (Lista di elezione: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge per lo Sviluppo che prevede la concessione delle spiagge ai privati per 90 anni. Il diritto di superficie, che sarà ovviamente a pagamento, ha suscitato molte preoccupazioni tra gli operatori balneari e polemiche.
&lt;p&gt;

Operatori balneari già  in agitazione per le conseguenze della direttiva Europea Bolkestein secondo la quale le concessioni balneari e demaniali sarebbero dovute tornare all’asta nel giro di pochi anni. Con il timore poi, sottolineano gli operatori, che in questo modo venissero a dissiparsi gli investimenti economici fatti sulle strutture in ossequio di un principio della libera concorrenza che, secondo le associazioni di categoria, non terrebbe conto delle piccole ‘imprese’ familiari, proprietarie di stabilimenti balneari.

&lt;p&gt;
Al contrario il decreto Sviluppo prevede una concessione a vita per l’operatore balneare che potrebbe lavorare tranquillamente ed effettuare i lavori di miglioramento o sistemazione senza perdere, eventualmente, i propri investimenti. Opposizioni ed ambientalisti ma anche l’Unione Europea, nonostante le rassicurazioni del Ministro Tremonti restano contrari al Decreto Sviluppo. Un passaggio, dunque, che riguarda molto da vicino Senigallia e la sua miriade di concessioni balneari. Dario Romano, in qualità di delegato alle politiche per l’UnioneEuropea interviene sulla questione sottolineando: “Il turismo senigalliese si poggia sul mare e sui servizi collegati ad esso. E' chiaro che ciò che accadrà nel 2015 ci riguarda direttamente in prima persona. Condivido, di principio, le finalità della direttiva, che vorrebbe espresso ai massimi livelli il concetto di libera offerta di servizi in tutta Europa, dove ogni singola persona fisica o giuridica può liberamente investire, offrire servizi e lavorare in tutta Europa. Non mi trovo d’accordo quando si dice che questa direttiva è sbagliata, concepita male oppure superficiale”.

&lt;p&gt;
“Pertanto, oltre alla famosa soluzione relativa alla specificità del settore, ove si chiederebbe di non rientrare nell’ambito della direttiva, ritengo -continua - che sia necessario lavorare all’interno delle maglie di questa norma, trovando soluzioni realmente attuabili e concrete che proteggano questo settore strategico. Solo in questo modo infatti -conclude Romano- il Governo, le Regioni e i Comuni hanno la possibilità di aiutare un settore strategico come quello del turismo balneare”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.viveresenigallia.it/index.php?page=articolo&amp;articolo_id=294827&quot;&gt;Vivere Senigallia&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Enrico MORANDO: Il nuovo decreto è un'imposta automatica?</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/12/enrico-morando/il-nuovo-decreto-%C3%A8-unimposta-automatica/560467"></link>
  <updated>2011-05-12T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>560467</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Una cosa, intanto, è certa: in questo Decreto non c'è correzione dei conti pubblici, come fissati nel Documento di Economia e Finanza. Per il 2011 e il 2012, dunque, il livello di indebitamento (e di debito) resta quello definito con la manovra triennale (Decreto n. 78 del 2010). Una buona notizia, se si guarda alle pressioni del partito della spesa per manovre espansive in deficit.
&lt;p&gt;

Ma le buone notizie si fermano qui. Il Decreto, infatti, è coerente col DEF (e il Programma Nazionale di Riforma che ne fa parte) anche nel senso che contiene una gran quantità di norme e normette, ma non intraprende alcuna riforma strutturale.

&lt;p&gt;
In questo senso, è perfettamente vero che il Decreto è figlio legittimo del PNR: un documento di qualche pregio tecnico (al Ministero analisti di vaglia crescono), del tutto privo di &quot;visione&quot; (la rivoluzione liberale e la crescita sostenuta dalla liberazione degli &quot;spiriti animali&quot; sono mestamente sostituiti dal colbertismo e dalla difesa dell'italianissimo &quot;capitalismo relazionale&quot;), e con debole ambizione (in quasi tutti i campi, &quot;programmiamo&quot; di diventare, nel 2020, i peggiori tra i grandi dell'Euro).
&lt;p&gt;

Se prima della Grande Recessione crescevamo meno degli altri Paesi dell'Area Euro. Se durante la stessa, siamo caduti di più. Se dopo abbiamo ripreso a camminare, ma più lentamente degli altri. Se il livello della disuguaglianza - per reddito e patrimoni - continua a crescere (OCSE 2011), e la mobilità sociale è ferma da tempo (ISTAT 2010). Se il debito pubblico è tornato al 120% del Prodotto, ben sopra quel 90% che costituisce - secondo l'esperienza storica - la soglia oltre la quale esso costituisce un serio ostacolo alla crescita... Se tutto questo è vero e noto, cosa dovrebbe contenere un Decreto &quot;per lo sviluppo&quot;? Ovvio: norme che favoriscono la crescita della produttività (del lavoro e dei fattori); che rendano più efficace e &quot;universale&quot; il nostro welfare, ancora troppo discriminante tra categoria e categoria, tra debole e debole; che aprano mercati chiusi, specie quelli di impatto &quot;generale&quot; come le grandi Reti energetiche, i servizi professionali, i servizi pubblici locali; che mantengano inalterata la pressione fiscale (attomo al 42,5% del PIL fmo al 2015), ma redistribuiscano il carico tra lavoro e imprese da una parte e rendite e patrimoni dall'altra; che superino il tragico dualismo del mercato del lavoro italiano.... Ecco, di tutto questo, nel Decreto, non c'è traccia. Con due eccezioni: una, positiva, il ritorno ad un forte credito d'imposta (automatico?) per gli investimenti in ricerca effettuati dalle imprese, in cooperazione con le Università; l'altra, negativa, la norma per la concessione novantennale del diritto di superficie sulle spiagge.
&lt;p&gt;

La prima misura - introdotta a suo tempo dal Governo Prodi e prontamente &quot;azzoppata&quot;, previa eliminazione dell'automatismo, da Tremonti e Berlusconi - è una componente essenziale di una strategia di sviluppo: le piccole e medie imprese italiane spesso non sono in grado, ciascuna per sè, di fare investimenti in ricerca, sia per migliorare il processo produttivo, sia per innovazioni di prodotto. &lt;br /&gt;
Il credito d'imposta per quello che spendono - magari in unione con altre - per commesse di ricerca alle Università e ai centri pubblici può favorire il superamento del gap dimensionale. Ad una condizione: che l'imprenditore sia certo, assolutamente certo, che, fatto l'investimento, il credito arriva. Senza dover chiedere niente a nessuno, politico o funzionario pubblico che sia. Chiedo: quello previsto dal Decreto Sviluppo, è un credito d'imposta automatico? Se, come pare, la risposta è sì, è evidente che si pone un problema di corretta copertura finanziaria. Che può scontare l'esigenza di verifiche nel tempo. Ma non può essere rinviata a ... quando sarà necessario, per avvenuto esaurimento delle risorse appostate in Bilancio. Le quali a loro volta non possono costituire un &quot;tetto di spesa&quot;, se l'impresa ha un diritto soggettivo al credito. Se invece quest'ultimo non è automatico, beh, allora il tutto si esaurirà nei pochi secondi del click day. Alla faccia della semplificazione...

&lt;p&gt;
Sulle spiagge e le relative concessioni, invece, il Governo apre la fase della nuova governance economica europea con una scelta che si pone in aperta contraddizione con la prospettiva della costruzione di un vero e proprio mercato unico europeo. Molti hanno già detto e scritto dei seri rischi di danni e deturpazioni ambientali. Io voglio soffermarmi su altri due aspetti, relativi all'impatto economico della norma in questione.
&lt;p&gt;

Il primo. Il demanio marittimo è patrimonio pubblico. Il patrimonio pubblico sta a garanzia del debito. Può dunque essere in parte alienato (non è il caso delle spiagge), fermi i vincoli storici, ambientali e culturali; in parte valorizzato e concesso in gestione a privati, in un contesto di regole certe, capaci di tutelare l'interesse pubblico (è il caso delle spiagge, come dell'etere). In uno stato che ha un debito pubblico come il nostro, però, deve valere un vincolo per le risorse rivenienti da interventi sul patrimonio pubblico: destinarle tutte a riduzione del debito. Nulla di tutto ciò è previsto, nel caso di specie. Sono quindi autorizzato a concludere che queste risorse finiranno dove è previsto che finiscano i 2,4 miliardi di Euro attesi dalla gara per le frequenze del digitale: a finanziare spesa corrente.

&lt;p&gt;
Il secondo. Come si selezionano questi titolari del &quot;diritto di superficie&quot;? Sono i vecchi concessionari? In questo caso, consiglio a Tremonti di leggersi l'intervista a Flavio Briatore, gestore del Twiga di Marina di Pietrasanta: «Quattromila Euro di canone annuo versati allo Stato, tre milioni e 300 mila Euro di ricavi... un signore toscano a cui verso 210.182 Euro di subaffitto». Chiedo: le nuove disposizioni prevedono che i Briatore di turno paghino le future concessioni allo Stato, dopo essersi messi in gara tra loro per accedervi - fermo il diritto del vecchio gestore a vedersi riconoscere il corrispettivo per ammortamenti e avviamento - o consente agli equivalenti del &quot;titolare&quot; del bagno gestito da Briatore di lucrare rendite enormi, sfruttando il lavoro di altri e la sospetta generosità dello Stato?
&lt;p&gt;

Le risposte verranno dalla lettura del Decreto. Intanto, un documento votato da (quasi) tutta l'Aula del Senato fornisce un indizio, là dove chiede una &quot;norma transitoria di lungo periodo&quot; per i gestori degli stabilimenti balneari.&lt;br /&gt;
 Novant'anni saranno sufficienti? &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=106ZHP&quot;&gt;Il Riformista - Tommaso Labate&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Antonio DI PIETRO: Sul federalismo L'IdV voterà sì a quello demaniale </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/05/19/antonio-di-pietro/sul-federalismo-lidv-voter%C3%A0-s%C3%AC-a-quello-demaniale/500286"></link>
  <updated>2010-05-19T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>500286</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Conferenza stampa congiunta del presidente dell'Italia dei valori, Antonio Di Pietro, e del ministro per la Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, per l'annuncio ufficiale del sì dell'Idv alle nuove norme sul federalismo demaniale.
 
&quot;L'Idv - ha detto Di Pietro - si assume la responsabilità delle proprie decisioni e dice sì al termine di un lavoro condotto senza contrapposizioni preconcette. Chi, invece, si astiene - ha sottolineato con una puntura di spillo nei confronti del Partito democratico - dimostra di non essere nè carne nè pesce&quot;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/politica/2010/05/19/news/di_pietro-calderoli_assieme_sul_federalismo_l_idv_voter_s_a_quello_demaniale-4182099/?ref=HRER1-1&quot;&gt;www.repubblica.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIANCARLO GALAN: Valli da pesca: «I privati sono la salvezza»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/06/13/giancarlo-galan/valli-da-pesca-%C2%ABi-privati-sono-la-salvezza%C2%BB/356795"></link>
  <updated>2008-06-13T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>356795</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Veneto (Partito: FI) - Consigliere Regione Veneto (Lista di elezione: LISTA CIVICA) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Proprietari condannati a risarcire lo Stato. Galan e il vicesindaco di Jesolo, Valerio Zoggia: «I privati sono la salvezza»&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;«Le valli, con i loro casoni, i colori ed i lavorieri, con la loro cultura plurisecolare, peculiare ed autarchica non possono scomparire di colpo solo perché un organo della magistratura lo ritiene».&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
Non si è fatta attendere la netta presa di posizione del presidente della Regione, Giancarlo Galan, in merito alla sentenza della Corte d'Appello che definisce demaniali queste aree della laguna.&lt;br /&gt;
 E alla luce anche di altre affermazioni di queste ultime ore pare proprio che la sentenza sia sicuramente destinata a far discutere.&lt;br /&gt;
 Anche perchè in ballo ci sono risarcimenti molto consistenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



«Le valli da pesca vanno conosciute e fatte conoscere e devono essere salvate - aggiunge il presidente del Veneto - nello spirito e nella forma in cui sono nate e per il ruolo che attualmente assolvono, se è vero, come è vero, che sono le attuali depositarie della maggior parte della biodiversità della nostra Laguna, biodiversità che si è conservata proprio grazie alla particolare forma di gestione. &lt;br /&gt;
Penso con orrore al fatto che senza i &quot;privati&quot; le nostre valli da pesca scomparirebbero del tutto senza tener conto di questo: dove troverebbe lo Stato i soldi necessari alla gestione di un simile patrimonio dell'umanità?»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



Galan non è l'unico ad essere perplesso. Anche Valerio Zoggia, vicesindaco di Jesolo e zio dell'attuale presidente della Provincia, è rimasto sorpreso dalla sentenza della Corte d'Appello. &lt;br /&gt;
La valle da pesca della famiglia Zoggia, a Jesolo, al momento non fa parte del primo gruppo indicato dalla Corte d'Appello, ma è chiaro che ora molti proprietari sono più che preoccupati.&lt;br /&gt;


«Il rischio è che ora la valle da pesca perda valore - dice Valerio Zoggia - perchè in questo momento chi acquista potrebbe avere delle perplessità. &lt;br /&gt;
Voglio ricordare che noi proprietari siamo impegnati quasi quotidianamente per la salvaguardia di queste zone della laguna. &lt;br /&gt;
Siamo impegnati sia fisicamente che finanziariamente viste le spese costanti che sosteniamo.&lt;br /&gt;
 Oltre a questo dobbiamo pagare gli avvocati, e non sono cifre da poco, visto che il contenzioso dura da tanti, tanti anni. &lt;br /&gt;
I nostri difensori per sostenere le loro tesi devono fare perizie, ricerche storiche che vanno indietro nei secoli.&lt;br /&gt;
 E poi non dimentichiamo che negli ultimi tempo lo Stato ha incassato tanti soldi. &lt;br /&gt;
In molti casi i canoni demaniali sono simili a quelli delle spiagge ma li c'è un'attività vera e propria che non produce gli stessi introiti delle valli».&lt;br /&gt;


Pur coinvolto nella vicenda per la proprietà della sua famiglia, il presidente di Ca'Corner, Davide Zoggia, ha invece deciso di non rilasciare dichiarazioni su una materia così delicata.&lt;br /&gt;


Nel lungo elenco degli imprenditori che hanno proprietà nella laguna di Venezia figura anche Gloria Beggiato, nota albergatrice in città.&lt;br /&gt;
 Nel caso della famiglia Beggiato, ad esempio, non si tratta di vera e propria valle da pesca ma di una proprietà in laguna.&lt;br /&gt;


«La nostra famiglia - ha spiegato Gloria Beggiato - una quarantina di anni fa ha acquistato un terreno, vicino ad una canale dalle parti di Saccagnana. Successivamente è stata realizzata un'abitazione con annesso terreno agricolo, ma non si tratta di una valle da pesca come quelle situate nelle immediate vicinanze.&lt;br /&gt;
 Su tutta questa vicenda abbiamo la documentazione, ma nel nostro caso non si tratta di una valle da pesca, non c'è alcuna attività sul nostro terreno».&lt;br /&gt;


In ogni caso molti proprietari della valli da pesca non nascondono una certa apprensione e sperano che la Cassazione arrivi ad un pronunciamento che sia in qualche modo favorevole alla loro posizione. &lt;br /&gt;
In ballo ci sono cifre consistenti che lo Stato potrebbe chiedere. &lt;br /&gt;
Ma c'è anche il rischio che più qualche proprietario si trovi anche costretto ad abbandonare le valli da pesca della laguna.

&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Venezia&amp;Codice=3820468&amp;Data=2008-6-13&amp;Pagina=2&quot;&gt;Il Gazzettino - Venezia-Mestre&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Laura BIANCONI: DEMANIO: &quot;CHIEDO AL SOTTOSEGRETARIO BRAMBILLA RIDUZIONE IVA SUL CANONE DELLE AREE DEMANIALI</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/05/13/laura-bianconi/demanio-chiedo-al-sottosegretario-brambilla-riduzione-iva-sul-canone-delle-aree-demaniali/355582"></link>
  <updated>2008-05-13T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>355582</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;La legge Finanziaria 2007 ha modificato l'intero impianto normativo sul tema dell'utilizzo del demanio marittimo per finalità artistico ricreative andando a modificare sotto diversi aspetti anche le normative in materia delle diverse Amministrazioni competenti, in più il Ministro dei Trasporti, unitamente ad Agenzia del Demanio e Agenzia del Territorio, ha emesso in data 4 marzo 2008 una Circolare che, esplicitando le modalità operative per la generazione dei dati di aggiornamento/allineamento dei sistemi informativi dell'Agenzia del Territorio (Prot.n.M_TRA/DINFR 2592), definisce i criteri per l'incameramento delle opere realizzate sul demanio marittimo che risultino di difficile rimozione, attraverso testimoniali di stato - e conseguenti volture catastali - stabilite automaticamente d'ufficio&quot; - 

Questo è quanto denuncia in una nota la senatrice cesenate Laura Bianconi del PDL, che annuncia di aver presentato un'interrogazione al sottosegretario Vittoria Michela Brambilla proprio in merito alle nuove norme in ambito demaniale.

 &quot;Con tale normativa del Governo Prodi le Amministrazioni locali hanno dovuto rivedere non solo la durata delle concessioni, ma anche la regolarizzazione dell'accesso al mare in base alla definizione di nuovi canoni innovando completamente rispetto al ricorso che si faceva di canoni meramente tabellari, che permettevano di diversificare i sistemi di calcolo in relazione all'oggetto della concessione - sia per la parte occupata da manufatti che per quella libera -così da poterne differenziare il trattamento economico. 

Con la legge Finanziaria 2007, viene permesso,infatti, di utilizzare la tipologia dei canoni tabellari solo in parte perché - sottolinea la senatrice - si è introdotto un unico tipo di canone commisurato al valore di mercato che si applica alle concessioni demaniali marittime destinate ad attività commerciali, terziario-direzionali e di produzione di beni e servizi. 

Tutto questo - precisa  ancora- ha comportato un enorme problema non solo alle Amministrazioni locali che hanno dovuto far fronte ad una nuova e più farraginosa riscossione dei canoni, periodicamente aggravata dall'adeguamento agli indici ISTAT, ma soprattutto in molti casi, un aumento superiore al 1000%, di questi canoni demaniali che ha messo in seria crisi gli operatori del settore in modo particolare  quelli di tutto il litorale Adriatico. 

Nel formulare all'amica Michela Vittoria Brambilla le mie più vive felicitazioni per l'importante incarico assegnatole sono sicura che come abbiamo promesso in campagna elettorale s'impegnerà con me per rispondere al meglio alle esigenze dell'Ente Nazionale del Turismo, partendo, mi auguro dall'abbattimento dell'aliquota IVA al 4%sul canone delle aree demaniali&quot; così da non gravare ulteriormente sulle sull'affitto dei servizi che verrà fatto dalle famiglie per la prossima stagione balneare&quot;.
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.cesenalibera.it/com005.htm&quot;&gt;CesenaLibera&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Daniele POLATO: Nuova proposta per le caserme cittadine</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/03/28/daniele-polato/nuova-proposta-per-le-caserme-cittadine/331086"></link>
  <updated>2008-03-28T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>331086</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore  Comune Verona (VR) (Partito: FI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il ministero, come mi ha confermato il generale comandante Resce, con il quale ho avuto diversi incontri in questi mesi, punta a razionalizzare le sue risorse in zone decentrate. Se il Comune mettesse a disposizione i nuovi siti in cui allocare le risorse delle Forze armate, automaticamente diventerebbe proprietario - per permuta - degli immobili dismessi. Operazioni del genere sono state compiute in altre città.&lt;br /&gt;
Il Comune quali spazi metterebbe eventualmente a disposizione del ministero della Difesa? «La novità prevista dall’ultima Finanziaria», spiega l’assessore Polato, «è che gli spazi possono essere ricavati anche all’interno delle aree già di proprietà delle Forze armate. Pensiamo al comprensorio di Montorio, in questo senso, ma anche al nuovo arsenale di Cadidavid, che può essere ampliato. Altro discorso va fatto invece per gli alloggi destinati al personale militare: in questo senso potremmo ipotizzare una permuta. Speriamo di avere notizie ufficiali entro la primavera e poter cominciare quindi a affrontare la partita in termini più concreti».&lt;br /&gt;

[Sulla caserma Martini] L’ultimo ammainabandiera risale a parecchi anni fa. Da allora tante idee, ma nulla di concreto. «La difficoltà nasce dalle regole sulle dismissioni», illustra l’assessore Polato, «che prevedono gli oneri di ristrutturazione a totale di chi acquisisca la concessione, della durata massima di 50 anni. Una formula che ha scoraggiato sia gli investitori pubblici sia quelli privati. Per questo motivo non è praticabile l’ipotesi di trasformarlo in parcheggio, come aveva ventilato l’Azienda ospedaliera qualche anno fa».
La caserma rischia così di crollare per incuria? «All’orizzonte si profila una soluzione», anticipa Polato, «stiamo ragionando con il comando provinciale della Guardia di Finanza sull’eventuale trasloco lì. La procedura si è messa in movimento, assieme al comandante della fiamme gialle siamo andati all’Agenzia regionale del Demanio, ma si prospettano tempi biblici».
L’operazione, sulla carta, è semplice: «Il Comune approva le varianti urbanistiche propedeutiche al trasloco e in permuta ottiene l’attuale sede della Finanza, in via Mazza, dove potremmo ricavare alloggi per gli universitari. L’operazione è fattibile. Speriamo di non dover attendere anni».&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.larena.it&quot;&gt;L'Arena&lt;/a&gt;</summary>
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