<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?>
<feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xml:lang="en">
  <title>Openpolis - Argomento: sinistra</title>
  <link rel="alternate" href="http://www.openpolis.it/"></link>
  <link rel="self" href="http://politici.openpolis.it/feed/tagDeclarations/120"></link>
  <id>http://www.openpolis.it/</id>
  <updated>2012-05-07T00:00:00Z</updated>
<entry>
  <title>Paolo FERRERO: Amministrative: &quot;Bene sinistra e Grillo. Disfatta Monti&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/05/07/paolo-ferrero/amministrative-bene-sinistra-e-grillo-disfatta-monti/627178"></link>
  <updated>2012-05-07T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>627178</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
«Se i primi dati dovessero esser confermati, quello di Orlando a Palermo sarebbe un risultato straordinario, al quale abbiamo collaborato dal primo momento come Federazione della Sinistra, dando vita alla lista «La sinistra e gli ecologisti» che insieme all'IdV appoggia Orlando. Ottimo il risultato di Doria, che abbiamo sostenuto a Genova e che può tranquillamente vincere le elezioni. È evidente che il centrosinistra moderato è in crisi mentre avanzano le liste della 'nuovà sinistra, inclusiva, nella quale noi crediamo, in linea anche coi risultati di Melenchon in Francia e di Syriza in Grecia». 
&lt;p&gt; «Quanto all'affermazione delle liste di Grillo noi la consideriamo un risultato positivo. Segnala una grande volontà di cambiamento che deve essere ascoltata e che ha raccolto molti voti anche a destra, destra che è miseramente crollata. Grillo pone il problema del cambiamento della politica e del superamento dei privilegi della casta. Noi poniamo il tema del cambiamento della politica ma anche quello della politica economica: lotta alla disoccupazione con un forte intervento pubblico in economia, patrimoniale, difesa dei diritti dei lavoratori. In ogni caso è evidente che le forze che sostengono il governo Monti hanno subito una pesante disfatta e che quindi se ne deve andare a casa alla velocità della luce prima di fare altri danni».&lt;br /&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.controlacrisi.org/notizia/Politica/2012/5/7/22284-ferrero-prc-bene-sinistra-e-grillo-disfatta-monti/&quot;&gt;controlacrisi.org&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Paolo FERRERO: Grecia, gioia immensa per il risultato di Syriza che compie lo storico sorpasso del Pasok </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/05/06/paolo-ferrero/grecia-gioia-immensa-per-il-risultato-di-syriza-che-compie-lo-storico-sorpasso-del-pasok/627170"></link>
  <updated>2012-05-06T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>627170</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Dopo l’11 per cento di Mélenchon – determinante per la vittoria di Hollande – adesso la Grecia ci regala un risultato formidabile di Syriza, che compie uno storico sorpasso del partito socialista PASOK. Dentro la crisi i partiti che fanno parte del Partito della Sinistra europea, che hanno saputo opporsi duramente alle politiche neoliberiste dei vari governi tecnici e di unità nazionale, vengono premiati e si apre una nuova possibilità di rovesciare le politiche di Merkel e Monti. Anche in Italia siamo impegnati a costruire un polo della sinistra che riapra l’alternativa contro le politiche del governo Monti gestite da ABC.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.controlacrisi.org/notizia/Politica/2012/5/6/22266-ferrero-prc-grecia-gioia-immensa-per-il-risultato-di-syriza/&quot;&gt;controlacrisi.org&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Patrizia TOIA: La vittoria di Hollande è un cambiamento che sentiremo positivamente in tutta Europa</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/05/06/patrizia-toia/la-vittoria-di-hollande-%C3%A8-un-cambiamento-che-sentiremo-positivamente-in-tutta-europa/627169"></link>
  <updated>2012-05-06T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>627169</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«La vittoria di Hollande non è solo il risultato di un cambiamento francese, ma è un cambiamento che sentiremo positivamente in tutti i Paesi dell’Europa». Questo il primo commento dell’On. Patrizia Toia, deputata europea del Partito Democratico e vicepresidente del gruppo S&amp;D al Parlamento Europeo, dopo la diffusione dei risultati delle presidenziali francesi. 
&lt;p&gt;

«Per la prima volta, il presidente di una nazione ha impostato tutta la sua campagna elettorale sul futuro delle scelte europee. Per la prima volta un presidente ha avuto il coraggio di dire che ci può essere un’altra Europa e, su questo coraggio, ha vinto. Siamo certi che Hollande cambierà la rotta delle politiche economiche europee e “costringerà” la leadershep conservatrice a lanciare un patto per l’occupazione e per la crescita». – prosegue Toia. 
&lt;p&gt;

«In un mondo di trasformisti quale è il nostro, domani tutti salteranno sul carro del vincitore ma sarà bene che ci ricordiamo che sono stati per primi i Socialisti &amp; Democratici in Europa, i Socialisti francesi, i Socialdemocratici tedeschi e austriaci e le forze di centrosinistra a denunciare i limiti delle politiche di austerità e a chiedere altro. Dopo la diffidenza e dopo il rifiuto che hanno circondato le nostre proposte, la vittoria di Hollande fa capire che questa prospettiva non solo è possibile, ma è la sola che ci può aiutare a uscire dal tunnel»&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.patriziatoia.info/home/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=283:la-vittoria-di-hollande-e-un-cambiamento-che-sentiremo-positivamente-in-tutti-i-paesi-delleuropa&amp;catid=8&amp;Itemid=204&quot;&gt;patriziatoia.info&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Mario MONTI: «Su Forza Italia confesso di aver nutrito molte attese»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/05/02/mario-monti/%C2%ABsu-forza-italia-confesso-di-aver-nutrito-molte-attese%C2%BB/626986"></link>
  <updated>2012-05-02T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>626986</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore a vita-  Pres. del Consiglio  -  Ministro  Economia ad interim&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;«Il paradosso è che molte liberalizzazioni le ha fatte la sinistra».
&lt;p&gt;
«Nel '94 con molta attesa, anche da parte mia, si è affermato un nuovo movimento politico, ma poi si è visto che il nuovo movimento era portatore di molte istanze e fremiti ma non di una ordinata cultura da schiacciasassi di liberalizzazioni e di rimozione dei vincoli corporativi». &lt;p&gt;«Non aspettiamoci troppo da riforme strutturali come quella del lavoro, come dimostra l'esperienza americana».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/economia/12_maggio_02/monti-stiglitz-crescita-economia-europa_097045a8-947b-11e1-ae3e-f83a8e51ff45_print.html&quot;&gt;Corriere.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Paolo FERRERO: «Invitiamo Di Pietro e Vendola a smettere di inseguire Bersani, bloccare il Fiscal Compact e unire la sinistra» </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/04/24/paolo-ferrero/%C2%ABinvitiamo-di-pietro-e-vendola-a-smettere-di-inseguire-bersani-bloccare-il-fiscal-compact-e-unire-la-sinistra%C2%BB/626897"></link>
  <updated>2012-04-24T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>626897</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Il primo turno delle elezioni presidenziali francesi ha aperto la strada alla sconfitta di Sarkozy ed alla vittoria di Hollande. Si tratta di un risultato positivo ma se si trattasse solo di questo non sarebbe un grande risultato. Quante volte in Europa la guida dei governi è passata dalla destra al centro sinistra e ai socialisti senza che cambiasse poi molto?
&lt;p&gt;

Il risultato francese è quindi reso importante dall’affermazione del Front de Gauche guidato da Melenchon, perché l’affermazione della sinistra, su una piattaforma totalmente alternativa alle politiche neoliberiste, è il vero dato qualificante. In Francia, non solo il cameriere della Merkel viene sconfitto, ma Hollande ha dovuto fare una campagna elettorale molto spostata sui temi della redistribuzione della ricchezza e della lotta alla speculazione finanziaria e in parlamento dovrà fare i conti con una nutrita pattuglia di parlamentari della sinistra che saranno in grado di condizionarne l’attività. A costo di scandalizzare i benpensanti, ritengo che paradossalmente anche una parte del voto al Front National spinge in questa direzione. Il Front è un partito barbarico e neonazista. Una parte del voto al Fn non è però un voto ideologico ma esprime un disagio sociale che chiede una profonda modifica della politica economica francese ed europea in senso sociale ed egualitario.
&lt;p&gt;

Il voto francese rappresenta quindi una rilevantissima battuta d’arresto del folle programma della Merkel basato su politiche recessive finalizzate a demolire lo stato sociale e a comprimere i salari al fine di aumentare la capacità competitiva del sistema produttivo tedesco. Il voto francese apre una possibilità che deve essere utilizzata per rovesciare la politica economica sin qui imposta all’Europa.
&lt;p&gt;

In questo contesto il primo passo consiste nel boicottare l’approvazione del Fiscal Compact. Com’è noto il Fiscal Compact è un accordo europeo – firmato dall’altro cameriere della Merkel che risponde al nome di Mario Monti – che prevede per l’Italia una riduzione del debito pubblico di oltre 40 miliardi all’anno per i prossimi vent’anni. Si tratta di una massacrata pazzesca che terrà l’Italia in recessione nei prossimi decenni. Una vera e propria follia. Hollande ha già detto che non intende firmare il Fiscal Compact perché lo vuole modificare.
&lt;p&gt;

Il prode Bersani, che inneggia alla vittoria di Hollande, non ha trovato di meglio che dare una mano a Sarkozy dicendo che il Fiscal Compact va approvato per poi modificarlo. E’ del tutto evidente che se l’Italia approva il Fiscal Compact questo rafforza le destre della Merkel e di Sarkozy e indebolisce Hollande che a questo punto si troverà solo. Già una volta il centro sinistra italiano ha lasciato solo il governo francese di Jospin sulla battaglia per le 35 ore ma questa ignavia opportunista del centro sinistra italiano è francamente rivoltante. Il minimo che possa fare il PD è di rifiutarsi di votare a favore del Fiscal Compact per porre l’obiettivo di una sua ricontrattazione dopo le elezioni francesi e Olandesi, che possono cambiare lo scenario europeo.
&lt;p&gt;

La posizione di Bersani è vergognosa e per questo invitiamo Di Pietro e Vendola a smettere di inseguire il Pd per ricomporre la foto di Vasto: per fare cosa , per approvare le politiche economiche della Merkel? Occorre al contrario aggregare la sinistra e fare anche in Italia un Front de Gauche che dica con chiarezza che per uscire dalla crisi serve la redistribuzione del reddito, la lotta alla speculazione e una forte politica economica pubblica finalizzata all’occupazione e basata sulla costruzione di un polo pubblico del credito.
&lt;p&gt;

Boicottare l’approvazione del Fiscal Compact e unire la sinistra: queste sono le vere urgenze che abbiamo in Italia.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.controlacrisi.org/notizia/Politica/2012/4/24/21951-ferrero-a-vendola-e-di-pietro-bloccare-il-fiscal-compact-e/&quot;&gt;controlacrisi.org&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Dario FRANCESCHINI: Pd: recuperare spazi a sinistra</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/03/12/dario-franceschini/pd-recuperare-spazi-a-sinistra/625636"></link>
  <updated>2012-03-12T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>625636</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il Pd da qui alle prossime politiche deve puntare a ''recuperare a sinistra, tenendo fermi i valori dell'uguaglianza, della giustizia sociale e affrontando le sfide della modernita''' e ''lasciando perdere polemiche ''inutili e stucchevoli'', come il grado di convincimento del sostegno al governo Monti, ''governo che noi abbiamo voluto: e' la destra che l'ha subito''. Lo afferma il capogruppo alla Camera &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt; in &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6956&quot;&gt;un'intervista a &lt;b&gt;l'Unita'&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;.
&lt;p&gt;

L'anno che separa dal voto, quando si tornera' alla ''fisiologia democratica'', per &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt; va impiegato ''per trasmettere agli italiani l'idea di Paese che abbiamo in mente per il futuro''. E se serve ''un'alleanza aperta a pezzi di centro'' questo e' ''complementare alla necessita' di non lasciare incustodita o nelle mani di altri una vera e propria prateria alla nostra sinistra'' che sommando Sel, Idv e altre sigle, piu' Grillo e l'astensionismo arriva ''attorno al 20-25%''.


&lt;p&gt; &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6956&quot;&gt;&lt;b&gt;Intervista a Dario Franceschini - L'Unità&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6956&quot;&gt;L'Unità&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Furio COLOMBO: &quot;Il popolo del Pd sta con la Fiom&quot;  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/03/08/furio-colombo/il-popolo-del-pd-sta-con-la-fiom-intervista/625582"></link>
  <updated>2012-03-08T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>625582</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Io so che la sinistra è il lavoro, dobbiamo stare al fianco dei sindacati”.
&lt;p&gt;
Si avvicina lo sciopero generale dei metalmeccanici (9 marzo), mobilitazione alla quale il Pd ha dichiarato di non aderire. Furio Colombo, ex direttore dell’Unità e deputato dei democratici, ha invece annunciato la sua partecipazione. Articolotre.com lo ha intervistato per conoscere le sue posizioni.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Furio Colombo, lei ha annunciato che scenderà in piazza con la Fiom. Sente di interpretare una posizione presente nell’elettorato del Pd?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Secondo me l’elettorato è in larga maggioranza sulle posizioni della Fiom, se no perché dovrebbe votare Pd? A maggior ragione in un momento come questo che vede i lavoratori sotto attacco, sia per la villania di Marchionne, sia per il rischio di chiusura degli stabilimenti. La maggioranza degli elettori del Pd sta dalla parte dei lavoratori, più che su quella di Marchionne. Nello scontro in atto certamente intendono stare dalla parte dei lavoratori e non da quella di chi  ha lanciato lo scontro. Per questo la posizione del partito non credo rappresenti l’elettorato.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Con queste posizioni non vede il rischio di perdere di vista l’elettorato progressista?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Certamente c’è il rischio di perderlo, il pericolo più grande che corriamo è a mio avviso quello dell’astensionismo, perché non vedo una gran corsa verso altri obiettivi che siano più attraenti.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il Pd dice che non sarà presente perché ci sono i No Tav. Lei che idea si è fatto della Torino-Lione?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

L’idea di fondo è  che la democrazia si debba fermare davanti alla grande opera. &lt;br /&gt;
Io non sono nella posizione di prendere quella decisione, ma a me risulta da giornalista e da torinese che l’approvazione della maggioranza della popolazione non ci sia mai stata, quindi sarebbe necessario trovare un accordo. Inoltre non farei della Tav un elemento di salvezza per l’Italia, l’idea che porti dei vantaggi è insensata. I favorevoli sostengono, in primis, che la Tav a quanto pare ci connetterà all’Europa, ma con la Francia ho rapporti da anni, siamo già connessi e non cambia le cose risparmiare un’ora. L’altra argomentazione è che se non facciamo l’alta velocità favoriremmo la moltiplicazione del trasporto su gomma. Ora, posso anche sostare di fronte a questa obiezione riguardo all’aumento di un certo tipo di inquinamento, ma c’è un grosso paradosso…
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Cioè?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Mi devono allora spiegare perchè nel frattempo vogliono costruire un’autostrada sopra l’Aurelia (Civitavecchia- Rosignano ndr), che per essere redditizia dovrà essere attraversata da migliaia di Tir. Perché lì invece bisogna moltiplicare la gomma? In questo modo avremo alta velocità della gomma da Roma a Torino, dove si dovrebbe poi passare su rotaie. Il filo conduttore è che la democrazia si ferma davanti alla grande opera, e questo non deve accadere. Io dico che penso prima alla democrazia e poi all’alta velocità: ma notando il fatto che da una parte si festeggiano i tir, dall’altra i treni, noto che la grande opera viene prima.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Bersani parla di democrazia proprio per difendere la decisione presa dalle istituzioni…&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Non c’è fondamento in questa posizione, le faccio un esempio: noi abbiamo un presidente della Lega Nord in Piemonte, che fa opposizione al governo, ma gli offre il sostegno per la grande opera. Sono inspiegabilmente a favore del governo in questo caso mentre ci troviamo di fronte a una Lega che si oppone a tutto. Ci deve essere una ragione perché vi sia un consenso così vasto e così esteso che spinge per controllo e decisione senza assenso.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;All’interno dello scontro tra componenti, il dibattito alleanze e leadership, che futuro vede per il Pd?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Il politichese io lo conosco meno, sono discorsi prevalentemente legati agli articoli dei notisti, che vi dedicano la loro vita. Io non credo a nulla di queste cose che stanno accadendo. Io auspicherei che non si perda la sinistra, so che la sinistra è il lavoro e so che quando i democratici americani hanno abbandonato il rapporto coi sindacati hanno perso la maggioranza dividendosi solo sulla politica estera. Quindi i sindacati vanno sostenuti, poiché osservano scrupolosamente le regole democratiche sul lavoro, e non vedo perché non dobbiamo stare dalla parte del lavoro, essendo il più grande partito della sinistra.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.articolotre.com/2012/03/intervista-a-furio-colombo-%E2%80%9Cil-popolo-del-pd-sta-con-la-fiom%E2%80%9D/67700/print/&quot;&gt;Articolotre.com - Lorenzo Mauro&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Dario FRANCESCHINI: Governo: nel 2013 si tornerà alla politica </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/02/26/dario-franceschini/governo-nel-2013-si-torner%C3%A0-alla-politica/625078"></link>
  <updated>2012-02-26T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>625078</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Questo governo è per sua natura di transizione, sostenuto da avversari che si presenteranno alle prossime elezioni come avversari. Il che non vuol dire tornare all'Unione da una parte e Berlusconi dall'altra. Ma un bipolarismo normale. Non si tornerà alla politica di prima, ma si tornerà alla politica&quot;. 
&lt;p&gt;Lo dice il capogruppo del Pd &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6925&quot;&gt;&lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, intervistato dal 'Corriere della Sera'&lt;/a&gt;. 
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6925&quot;&gt;&lt;b&gt;Intervista a Dario Franceschini - Corriere della Sera&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6925&quot;&gt;Corriere della Sera&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Nichi VENDOLA: Informazione precaria</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/02/24/nichi-vendola/informazione-precaria/625418"></link>
  <updated>2012-02-24T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>625418</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Puglia (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Consigliere Regione Puglia (Lista di elezione: SeL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La precarizzazione del lavoro è un delitto. Nel caso dell’informazione è un doppio delitto. Se nella parte che interessa tutti i giovani precari ci sono gli elementi comuni della paura, della solitudine, della ricattabilità, quel vivere il futuro non come promessa ma come minaccia, per chi lavora nel campo dell’informazione è un delitto supplementare perchè è  attentato alla libertà. Perché  nel lavoro di chi è nel sistema informativo si determina un prodotto che ha a che fare con la libertà di tutti.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://politici.openpolis.it/static/bookmarklet&quot;&gt;www.globalist.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Paolo FERRERO: “Sì a Di Pietro, noi insieme contro l’inciucio”  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/02/11/paolo-ferrero/%E2%80%9Cs%C3%AC-a-di-pietro-noi-insieme-contro-l%E2%80%99inciucio%E2%80%9D-intervista/624279"></link>
  <updated>2012-02-11T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>624279</id>
  <summary type="html">&lt;br&gt;&lt;b&gt;Ferrero, l’inciucio centrista avanza e agita la clava dello sbarramento elettorale contro le cosiddette “estreme”.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Monti non è una parentesi. È un governo costituente che prepara un’uscita da destra dopo il fallimento della Seconda Repubblica.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Un governo di destra appoggiato dal Pd.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Incomprensibile. E peggio di un governo di destra come quello di Berlusconi c’è solo un governo di destra senza opposizione.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Come questo.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Appunto. Perciò dico a Di Pietro che sono d’accordo con lui. Non possiamo solo lamentarci, è l’ora di costruire un polo di sinistra come la Linke in Germania. Dalla crisi della Seconda Repubblica possiamo uscire da sinistra.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;La proposta dell’Idv però è legata a un’eventuale soglia di sbarramento alta nella riforma elettorale, se mai il Porcellum sarà archiviato. Altrimenti c’è la foto di Vasto: Pd, Sel e Idv.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Non basta. Guardi che se si votasse oggi con il Porcellum, la foto di Vasto avrebbe bisogno dell’Udc per governare, che al Senato non ci sarebbe la maggioranza. Sarebbe un governo dal profilo moderato, sotto il ricatto di Casini. Non sarebbe una vera alternativa al liberismo.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ma Di Pietro vuol salvare il “soldato Bersani” dalle spinte centriste nel Pd.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Basta inseguire il Pd, che a sua volta insegue il Terzo polo. Certo, il Pd resta la cosa più vicina a noi, ma dobbiamo prendere atto del quadro sociale e politico. Il governo Monti sta facendo politiche inique e recessive e vuole demolire i diritti dei lavoratori, con una maggioranza ben determinata.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Cioè: Pd, Pdl e Terzo polo.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Sia in Grecia sia Italia si sta formando un blocco centrista destinato a fare politiche convergenti. Che vinca l’una o l’altra, queste forze sono chiamate ad applicare lo stesso programma.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Non c’è differenza.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Per questo è necessaria l’autonomia dal Pd. Dobbiamo costruire un percorso per un governo di cambiamento radicale. Il dibattito sulla legge elettorale sta portando fuori questa necessità, ma io sono a prescindere per questo nuovo polo, che chiamerei di sinistra e dei beni comuni.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Idv, Sel, Federazione della sinistra, nuovi sindaci.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
E comitati, associazioni, reti. Insieme su quattro punti: pace; riconversione ambientale dell’economia; allargamento dei beni comuni; difesa dei diritti dei lavoratori. In questi giorni stanno facendo passare sotto silenzio un’altra vicenda grave: la fine del contratto nazionale di lavoro nelle Ferrovie, come ha fatto Marchionne alla Fiat. Monti vuole demolire il sindacato. Non perdiamo altro tempo facciamo un’opposizione costituente.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;A prescindere dalla legge elettorale.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Esatto. Facciamo un blocco frontale e comune in difesa dell’articolo 18, che io vorrei esteso a tutti. Se vanno avanti togliendolo e non ci facciamo sentire poi non possiamo lamentarci.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Il leader?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Il dibattito non mi appassiona. Io penso a una forza partecipata, dal basso. Usciamo dal bipolarismo ma anche dal plebiscitarismo. Io sono per un sistema proporzionale che sia rappresentativo in Parlamento di tutto il popolo. Questo bipolarismo basato sul tifo calcistico ha dato tutto il potere ai mercati, ai banchieri, ai poteri forti.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Nei sondaggi la Federazione della Sinistra è intorno al 2 per cento.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Alle elezioni però raddoppiamo sempre, ma non è questo il punto.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Il punto è politico.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
I poteri forti adesso hanno anche un altro vantaggio: Berlusconi non c’è più e non possono essere attaccati per questo. Monti non ha opposizione e sta terremotando il quadro politico. È mai possibile che la gente quando sente parlare di riforme pensa ormai sempre al peggio?
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;La gente è incazzata.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Pensa che la politica non serva più a nulla. Non è vero. La politica non è la casta.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.controlacrisi.org/notizia/Politica/2012/2/11/19629-ferrero-prc-si-a-di-pietro-noi-insieme-contro-linciucio/&quot;&gt;controlacrisi.org&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Claudio GRASSI: Caro Vendola, fai più chiarezza </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/01/21/claudio-grassi/caro-vendola-fai-pi%C3%B9-chiarezza/623405"></link>
  <updated>2012-01-21T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>623405</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Se è vero che il pericolo di una svolta autoritaria è concreto, è sempre più urgente e necessario moltiplicare gli sforzi per costruire la più vasta unità della sinistra politica e sociale, affinché il disagio dilagante nella società trovi un riferimento, interlocutori credibili, interpreti efficaci. Rivolgiamo questo appello unitario a tutti: alle forze politiche e di movimento, al centro e sui territori.
&lt;p&gt;
Si ha l'impressione che, forse per l'inconsapevole timore di guardare in faccia una realtà inquietante, stentiamo spesso a mettere insieme i diversi pezzi di analisi di cui, pure, siamo in possesso. Dell'estrema gravità della situazione sociale causata dalla crisi siamo tutti ben consapevoli. Meno, forse, dei pericoli che essa comporta.

&lt;p&gt;
Limitiamoci a ricordare due sintomi della macelleria sociale in atto: la catena di suicidi di lavoratori rimasti senza lavoro e senza prospettive, e di piccoli imprenditori, strozzati dalla stretta del credito e dalla perdita di commesse; e la cacciata della Fiom dalle fabbriche - segnale di un'autentica regressione protofascista - mentre la ministra del Lavoro insiste (in continuità con il predecessore) sulla necessità di cancellare le garanzie contro i licenziamenti arbitrari.

&lt;p&gt;
Ma questa è solo una faccia della medaglia. L'altra - che consideriamo come se si trattasse di un altro pianeta e che è invece strettamente connessa alla prima - è il concreto rischio di una svolta autoritaria. Ci ricordiamo dei rigurgiti populisti e del ribollire di un sottosuolo imbevuto di ignoranza e di odio quando registriamo le sconcezze razziste della Lega di Bossi e Borghezio (e di quel consigliere comunale di Albenga che invoca il ripristino dei forni crematori) e quando le nostre città sono teatro di pogrom o di fatti di sangue, com'è accaduto da ultimo a Torino e a Firenze. Ma questa componente della scenario sociale è un dato strutturale, che minaccia di saldarsi, con effetti disastrosi, alle conseguenze sociali della crisi economica. L'Italia ha una storia inequivocabile, che dovrebbe allarmare, come debbono inquietare i fatti di Ungheria e i sondaggi francesi che documentano un'incalzante espansione del bacino elettorale del Front National.
&lt;p&gt;

Quali rischiano di essere le conseguenze politiche dei contraccolpi sociali della crisi? Davvero ci sarebbe da stupirsi se - dato il generale disorientamento politico di massa - emergesse anche da noi la diffusa invocazione di una guida forte, di un salvatore della patria? Quando si è perso tutto, come sta accadendo a tanta gente che resta senza reddito e senza speranze per sé e per la propria famiglia, la partecipazione e la democrazia sembrano inutili lussi. E davvero dovremmo meravigliarci se l'indicazione di colpevoli o nemici interni servisse a convogliare risentimenti diffusi nel sostegno a una svolta autoritaria?
&lt;p&gt;

Non solo grave, dunque, ma anche gravida di pericoli è la situazione che si è venuta producendo a seguito della crisi e delle sciagurate politiche praticate dai governi Berlusconi e Monti. Anche in relazione al governo in carica diciamo politica, poiché tale - e pessima - è la scelta di far pagare i costi del malgoverno (neoliberismo, declino industriale, iniquità ed evasione fiscale) e della speculazione finanziaria sempre e soltanto al lavoro, tagliando il welfare e i trasferimenti agli enti locali, e aumentando tariffe, accise e imposte indirette. A dirlo non siamo soltanto noi comunisti, da sempre persuasi che la politica economica sia cosa troppo seria e importante perché la sia abbandoni all'irrazionalità dei «mercati» e la si definisca in base agli interessi - necessariamente di breve - del capitale privato. Fermi atti di accusa contro le politiche rigoriste (leggi: recessive) sono pronunciate ogni giorno da autorevoli voci della cultura borghese democratica e da fior di economisti come Paul Krugman e Joseph Stiglitz. 
&lt;p&gt;

Proprio Stiglitz qualche giorno fa ha scritto parole inequivocabili in proposito. Se i governi abbandonassero l'ossessione distruttiva per l'«austerità» e affrontassero problemi a lungo termine (politiche ambientali ed equità fiscale) si porrebbero valide premesse per una dinamica espansiva capace di ridurre massicciamente la disoccupazione e di far crescere in misura rilevante la domanda aggregata. Al contrario, le politiche di «risanamento» e pareggio acuiscono la recessione perché ostacolano la crescita, senza la quale la crisi del debito è destinata a inasprirsi. Sono osservazioni di puro buon senso, che auspicheremmo suscitassero anche l'attenzione del nostro presidente della Repubblica, il cui messaggio augurale di fine d'anno ha colpito soprattutto per la sicurezza con cui Napolitano sposa - sino a presentarla come l'unica sensata, anzi come la sola possibile - una opinabile e discussa interpretazione delle cause della crisi e, soprattutto, dei rimedi per superarla.
&lt;p&gt;

Ma, a fronte delle responsabilità dei governi (e delle forze politiche che via via li sostengono), risaltano anche quelle della sinistra. Le persistenti divisioni tra le forze organizzate sono un problema che diviene, ogni giorno di più, una colpa grave. Se è vero che il pericolo di una svolta autoritaria è concreto, è sempre più urgente e necessario moltiplicare gli sforzi per costruire la più vasta unità della sinistra politica e sociale, affinché il disagio dilagante nella società trovi un riferimento, interlocutori credibili, interpreti efficaci: insomma, una rappresentanza che non sia quella delle forze che mirano a precipitare il Paese in nuove tragiche avventure! 
&lt;p&gt;
Rivolgiamo questo appello unitario a tutti i soggetti della sinistra politica e sociale, senza eccezione: alle forze politiche e di movimento, al centro e sui territori. Lo rivolgiamo anche a Sel e a Nichi Vendola, nella cui intervista apparsa su l'Unità di domenica 15 gennaio abbiamo colto un cambiamento di linea nel segno della consapevolezza che il necessario confronto col Pd debba svilupparsi su basi programmatiche avanzate. Ma proprio per questo confessiamo di non comprendere l'unilateralità del suo sguardo e dell'argomentazione. A questo punto l'ostentata omissione della Fds dal quadro degli interlocutori presi in considerazione rischia di apparire una conventio ad excludendum: una riproposizione dell'antico «fattore K», tanto più sconcertante alla luce della biografia politica del presidente della Puglia. 

&lt;p&gt;
Siamo convinti che non sia questa l'intenzione di Vendola, e che egli sia ben consapevole che oggi ogni sforzo debba mirare all'obiettivo di ricostruire il più ampio schieramento di forze di alternativa. Per questo ci auguriamo che trovi presto l'occasione di tornare sui temi della sua intervista (la necessità che la sinistra non si lasci attrarre nell'orbita di politiche destrorse e, al contrario, operi per un'agenda politica fondata su inderogabili priorità, a cominciare dalla giustizia sociale e dai diritti del lavoro) e di riformulare in termini più inclusivi la propria proposta politica. Le drammatiche conseguenze della crisi aprono profonde crepe nel rapporto di fiducia tra l'elettorato e i partiti che sostengono il governo (la somma degli indecisi e delle astensioni supera ormai la metà del corpo elettorale) e offrono alla sinistra una straordinaria opportunità. Ma è in gioco anche una grande responsabilità, alla quale ciascuno ha l'onere di far fronte. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.controlacrisi.org/notizia/Politica/2012/1/21/19103-caro-vendola-fai-piu-chiarezza/&quot;&gt;www.controlacrisi.org&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Nichi VENDOLA: «Altro che `quarto polo`. Non molliamo Pd e Idv»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/01/20/nichi-vendola/%C2%ABaltro-che-quarto-polo-non-molliamo-pd-e-idv%C2%BB-intervista/623402"></link>
  <updated>2012-01-20T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>623402</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Puglia (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Consigliere Regione Puglia (Lista di elezione: SeL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;«Legge elettorale? Queste camere non moralmente all`altezza».&lt;br /&gt;

«Bersani vigili bene. Se nei decreti si cancella il voto dei referendum, mandi sotto il Governo».
&lt;p&gt; «Innanzitutto: altro che &quot;quarto polo&quot;. Ambisco a costruire il &quot;primo polo&quot;, per vincere le elezioni e portare il paese a sinistra».
&lt;p&gt;

&lt;i&gt;Nichi Vendola risponde così alla domanda se vuole costruire un polo alternativo Sel-ldv, se i rapporti con il Pd dovessero precipitare.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma nel Pd in molti spingono per rompere con voi e allearsi con il centro.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«C`è da compiere l`opera immane della deberlusconizzazione del paese.

Il berlusconismo non era una condizione di costume, un`idea di società. Ora, con il governo tecnico, c`è una messa in stand by della contesa fra programmi e valori alternativi. Ma quella di una grande sinistra di governo che rimescoli culture, radicale senza estremismi né tentazioni minoritarie, riformista e non genuflessa al mercato, non è esigenza di un ceto politico».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Si può deberlusconizzare insieme al Pd che oggi vota con Berlusconi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Il nostro riferimento è il popolo del centrosinistra e la sua ben orientata domanda di cambiamento, che si è espressa nelle amministrative e nei referendum che hanno colpito al cuore le culture liberiste ovunque collocate.

Mettevano al centro un`idea alternativa al modello berlusconiano: la pratica dei beni comuni. Il Pd ha subito queste vittorie. Ma io resto alle parole di Bersani, alla battaglia tentata per marcare con contenuti sociali il governo.

Generosa, ma con scarsi risultati. In queste ore c`è una seria compromissione della credibilità dei tecnici sul terreno della sostenibilità ambientale, nominata ma poi violata nel concreto».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il decreto liberalizzazioni dà il via libera alla trivellazione delle coste. Il ministro Clini smentisce, ma così c`era scritto sul testo, fino a ieri.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Per noi pugliesi il vero petrolio è il mare, la bellezza, i valori d`uso di un paesaggio incantato. Se servirà, daremo battaglia fino alle estreme conseguenze.

Non è la prima volta che il governo fa girare notizie e poi smentisce, per vedere l`effetto. Se è vero quello che dice il ministro, vuol dire che la mobilitazione immediata ha pagato».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il Pd è un fan delle liberalizzazioni.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Tutti i parlamentari pugliesi hanno aderito alla manifestazione di sabato contro le trivelle. Chiediamo coerenza».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Chiedereste di non votarlo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; Chiederemmo di mandare sotto il governo. E ugualmente sulle privatizzazioni, se ci fosse un aggiramento dei referendum sull`acqua. Torno alle trivelle: se fosse, sarebbe in sintonia con la liberalizzazione della trivellazione dei fondali dei mari per la ricerca di greggio che vuole la Commissione europea.

L`Europa che c`è oggi è schifosa, senz`anima, corrotta. E' la piccola meschina Europa di Merkel e Sarkozy».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
E ora anche di Monti.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Monti è una variante colta e illuminata.

Ma fa difficoltà a capire che non esiste crescita che non assuma l`ambiente come contenuto anziché limite.

È inadeguato, a prescindere dai meriti dei singoli, dentro un europeismo che salva l`euro e uccide l`Europa. Abbiamo chiamato l`assemblea di domenica a Roma `per la giustizia sociale, una nuova sinistra per salvare l`Italia e l`Europa`.

Oggi la sinistra deve prendere la bandiera degli Stati uniti d`Europa, rinnovando quel patto con i cittadini che ha fatto di noi dopo il nazi-fascismo il continente del progresso e dei diritti».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Sta pensando a portare Sel fra i socialisti europei, dov`è il Pd?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; Apro una riflessione esplicita e senza sotterfugi sulla necessità di rimescolare le famiglie europee di ispirazione progressista. Se potessi, prenderei tre tessere in Europa: quella della Sinistra, che ho contribuito a costruire, quella del socialismo che oggi gioca una partita rilevante - in Francia e in Germania - per cambiare il segno al continente, e dei Verdi che su alcune questioni hanno colto in anticipo i nodi di fondo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Napolitano chiede ai partiti la legge elettorale. Bocciato il referendum, voi quale sistema proponete?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Se devo essere sincero, penso che le camere che hanno salvato Cosentino non abbia la legittimazione morale per fare una nuova legge elettorale.

Meglio le elezioni anticipate».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma tutto il paese chiede di cambiare li Porcellum. E i partiti così vorrebbero dar un segno di `autoriforma`.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«A qualunque parlamento si può chiedere una buona legge elettorale.

Ma stiamo parlando di questo parlamento.

Di un percorso che deve passare per il consenso di Berlusconi e delle sue truppe. Per lui - l`ha detto - il Porcellum è il miglior sistema possibile. Chi può pensare che questo parlamento faccia una buona legge?» 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Nel caso, quale sistema preferisce?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;«Una buona legge deve salvaguardare il pluralismo e le coalizioni».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Domenica a Roma, insomma non nascerà il Quarto Polo. Allora perché alla vostra assemblea nazionale avete invitato Emiliano, Borsellino, De Magistris, Zedda e Landini?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Un`alternativa di governo non può che essere la costruzione di una rete di relazioni fra politica e società. Un`alternativa solo movimentista o solo politicista nascerebbe con la vocazione alla sconfitta. La sinistra non può rinascere per rese dei conti ideologiche ma come capacità di ricostruire un disegno per l`Italia e per l`Europa».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Per D`Alema le alleanze si fonderanno sul giudizio positivo su Monti.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Ma ne è sicuro? Persino gli apologeti di Monti cominciano a ridimensionarsi. Certo, non c`è paragone con Berlusconi che in Europa faceva cucù e le corna. Ma siamo sicuri che questo governo ci porterà fuori dalla crisi? &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=19N66A&quot;&gt;Il Manifesto - Daniela Preziosi&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Paolo FERRERO: «Sinistra, commentare non basta»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/12/02/paolo-ferrero/%C2%ABsinistra-commentare-non-basta%C2%BB-intervista/622209"></link>
  <updated>2011-12-02T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>622209</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
«Serve un'opposizione costituente, Vendola sa che ormai l'Ulivo è dietro le spalle. Il Pd sta facendo un errore drammatico. Monti sostiene la cancelliera Merkel, che lavora a solo vantaggio della Germania, sulla linea che ha portato i greci al crack».
&lt;p&gt;

&lt;p&gt;&lt;b&gt;Segretario Ferrero, oggi si apre il congresso del Prc a Napoli, una delle capitali della 'primavera dei sindaci'. A Milano Pisapia ha avuto un inciampo. Ma anche De Magistris a Napoli ha avuto scontri con i sindacati e con gli ambientalisti.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Napoli non è il regno dei cieli, ma se il punto è come si costruisce una sinistra antiliberista, Napoli è senz'altro la punta più avanzata.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Milano e Pisapia lo sono meno?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Noi l'Expo non l'abbiamo votata perché non c'è una discontinuità netta con la giunta Moratti. A Napoli, sull'acqua e sugli inceneritori, c'è.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Rivolgete l'ennesimo appello all'unità a Vendola. Fin qui vi ha risposto no. Perché insistete?
&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Perché nel paese c'è una domanda di unità a sinistra di cui non possiamo non farci interpreti. Una domanda che condividiamo: serve una sinistra che sappia cambiare il paese, non che faccia la commentatrice politica. Sel sa che ormai le primarie sono uscite di scena, che non siamo alla vigilia del voto ma in pieno governo di destra tecnocratica che ha come unica opposizione la destra populista della Lega. Serve un'opposizione di sinistra efficace.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Anche il Prc si sente inefficace?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Siamo ben al di sotto del necessario. Ma è un problema che riguarda anche il sindacato, i comitati, le associazioni. Per questo, accanto all'unità della sinistra, proponiamo la Costituente dei beni comuni e del lavoro, un'opposizione a Monti che parta dalle persone al di là della loro collocazione politica e che serva ad allargare i bene comuni. Una rete fra tutte le realtà che si muovono sull'acqua, sul No Tav, sul lavoro.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;La ministra del welfare Fornero alle sue prime uscite ha fatto una buona impressione ai sindacati.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Fornero usa parole felpate, ma lo stile è cambiato, la sostanza no. E la sostanza è l'abolizione delle pensioni di anzianità, il blocco del recupero dell'inflazione e il passaggio di tutti al contributivo: tre stangate.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Lei è contro la parola d'ordine 'accelerare'?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Sì, se si accelerano le politiche liberiste. No, se blocchiamo la speculazione finanziaria facendo acquistare i titoli di stato direttamente dalla Bce. Con Merkel, Monti appoggia la destra più liberista d'Europa. Quella che ha portato la Grecia al crack. Monti dovrebbe denunciare che le imprese tedesche hanno interesse ad arraffare nelle nostre privatizzazioni. E che abbassando il costo del lavoro italiano, rendiamo più competitive le aziende tedesche che usano le nostre nel subappalto. L'Argentina ha scelto un'altra strada e si è risollevata. La manovra aggrava la recessione, riduce i salari e i consumi. Il Pd avrà enormi contraddizioni. Ma ha fatto un errore drammatico a sostenere Monti.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Crede che il Pd avrà contraccolpi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Si vedono già. I sindacati stoppano. Da destra chiedono di più, e nella dialettica alla fine la manovra resterà quella di Monti. Questo non è un governo di unità nazionale: è un commissariamento da parte della Bce e della Germania, i partiti solo convocati a votare. E la destra vota con una mano e tiene l'altra libera.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Mai più con il Pd?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Ogni proposta si avanza dentro una fase. Oggi serve il massimo di dissenso da sinistra per evitare che demoliscano le pensioni. La sinistra deve entrare in campo, come la Linke in Germania.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Pensa a una sinistra piccola e non governante?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

La penso grande e capace di cambiare le carte in tavola. Noi abbiamo molte risposte alla crisi: una politica europea che metta la mordacchia alla speculazione, l'intervento pubblico per la riconversione ambientale e sociale, usare i soldi della Tav e del Ponte sullo Stretto per il riassetto idrogeologico, quelli delle spese militari per i precari della pubblica amministrazione. Tutte risposte mature nel buon senso sociale. Ripeto, non si può stare a guardare e fare i commentatori.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ce l'ha ancora con Vendola?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

No, anche con noi. Divisi siamo deboli. Se la crisi è costituente, e cioè cambierà tutto, il governo è costituente, cioè ha intenzione di cambiare tutto, anche l'opposizione deve essere costituente.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Monti e Berlusconi sono uguali?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

No, stile a parte. Berlusconi è la destra populistica, e quando si è dimesso ho festeggiato. Monti è la destra della tecnocrazia europea. L'esponente delle neoliberismo più classico che ci ha portate alla crisi.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il ministro Passera con una telefonata ha sbloccato la vertenza di Termini Imerese. C'è una differenza rispetto a Sacconi.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Il risultato è che quell'azienda è chiusa e il nuovo proprietario non offre alcuna garanzia. Certo, meglio la telefonata di Passera che niente. Ma il dato drammatico non cambia.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=17P5M9&quot;&gt;il Manifesto - Daniela Preziosi&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Alberto BURGIO: Unità della sinistra e autonomia dal centrosinistra</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/11/30/alberto-burgio/unit%C3%A0-della-sinistra-e-autonomia-dal-centrosinistra/622175"></link>
  <updated>2011-11-30T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>622175</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Che a sinistra si pensi di ribaciare il rospo è un bel segno dei tempi. Dà in primo luogo la misura del disastro provocato dal berlusconismo. L'ossessione per l'immoralità e l'indecenza dei comportamenti è tale che la sostanza politica passa in second'ordine. Come se un governo non fosse un'impresa politica, e come se non si potesse essere galantuomini e reazionari, persone competenti fieramente impegnate nell'attacco ai diritti sociali. Ma non solo di Berlusconi si tratta.
&lt;p&gt;

È questione, più in generale, di cultura politica. Ci si è talmente disabituati a pensare in termini di classe, che non si riesce più a leggere nemmeno un quadro nitido, di per sé inequivocabile. 
&lt;p&gt;La cifra sociale di questo governo non è meno limpida di quella del precedente, lo è forse di più, se consideriamo il mandato che gli è stato affidato. Il governo Monti nasce per tradurre in realtà le indicazioni contenute nella lettera della Bce: occorre altro? 
&lt;p&gt;A scanso di equivoci, è bene tenere presente che Bruxelles non si limita a tuonare contro l'eccesso di deficit e debito, ma indica nel merito il modo di ridurli: gli Stati-azienda debbono finanziarsi privatizzando, licenziando e tagliando il welfare, non possono mica redistribuire ricchezza. Maastricht e Lisbona non sono carta straccia! Del resto, vorrà pur dire qualcosa la martellante invocazione di «scelte impopolari» da parte di leader della maggioranza vecchia e nuova, di industriali e grande stampa. Che cosa s'intenda lo sappiamo bene: dopo 35 anni di sacrifici imposti al lavoro dipendente (in Italia si è cominciato con la svolta dell'Eur nel nome delle compatibilità), la prospettiva è quella di altri sacrifici per il lavoro dipendente, nel nome del risanamento o del rigore o dell'interesse generale. Non bastasse, c'è un problema costituzionale, grosso come una montagna. 
&lt;p&gt;Il diktat della Bce rivoluziona la dinamica istituzionale, se è vero che la Costituzione riserva al Parlamento la prerogativa di esprimere maggioranze e governi, e al Presidente della Repubblica affida il compito di interpretare la volontà delle Camere e di favorirne la realizzazione. Se non vogliamo nasconderci dietro un dito, in questo frangente la sequenza è stata rovesciata. 
&lt;p&gt;Il governo Monti è nato da un'iniziativa del Quirinale, che il Parlamento - sottoposto a una formidabile pressione interna e internazionale - si è limitato ad avallare. Non siamo noi a dirlo, lo ha ammesso a chiare lettere chi ha parlato di «governo del Presidente» (formula ignota ai Padri costituenti) e di «governo dell'emergenza» (invocando lo stato di necessità o di eccezione). Detto questo (che non è poco), la sostanza politica sta in una domanda: perché i partiti accettano di buon grado l'esproprio delle loro funzioni? perché consegnano ai «tecnici» il governo del Paese, mentre affermano di condividere il programma del nuovo esecutivo? 
&lt;p&gt;Si dice: non c'erano le condizioni per un accordo tra Bersani e Alfano (né tra Casini e Di Pietro): Monti sarebbe lo snodo tecnico che permette una grande coalizione altrimenti impossibile. Ma è più verosimile un'altra spiegazione. Si tratta della classica astuzia tattica dei politici. 
&lt;p&gt;Quando il sollievo per la cacciata di Berlusconi cederà il passo alla rabbia, si potrà spergiurare che il governo sceglie in piena autonomia e mettere in scena qualche scaramuccia parlamentare. Un bel parafulmine della collera popolare, già messa nel conto. 
&lt;p&gt;Il fatto è che questa operazione non sarà per tutti a costo zero. Probabilmente per il Terzo polo e il Pdl si rivelerà un buon affare. L'elettorato di Fini e Casini gradirà privatizzazioni e «riforme» in stile gelminian-sacconiano. E la destra, a suo tempo, trarrà vantaggio dal denunciare le forzature quirinalizie. Il centrosinistra invece, a cominciare dal Pd, difficilmente ci guadagnerà. Gran parte della sua gente pagherà care le ricette di Monti. 
&lt;p&gt;Il lavoro dipendente sarà tartassato; gli operai faranno i conti col modello Marchionne, ammirato dal premier; e i giovani, che tutti a parole intendono proteggere, seguiteranno a pascolare nella precarietà. Con ogni probabilità le «scelte impopolari» del nuovo governo apriranno una grossa falla nei consensi del centrosinistra. Ma se questo è vero, un nuovo scenario si apre anche per il nostro partito, per la Federazione e per l'intera sinistra. 
&lt;p&gt;Alla domanda di reddito, di lavoro e di beni comuni questo governo e i partiti che lo sostengono non potrebbero dare risposta nemmeno se volessero. Dare visibilità e forza a tali rivendicazioni è compito dei comunisti e della sinistra di alternativa. Per far questo, due condizioni appaiono tuttavia ineludibili: l'unità della sinistra e la sua autonomia dal centrosinistra. Frammentata, la sinistra è ininfluente; interna al centrosinistra, sarebbe subalterna. I gruppi dirigenti ci riflettano e dimostrino di sapersi muovere con intelligenza e generosità. La nostra gente se lo aspetta, anzi, lo esige.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=17LCM9&quot;&gt;Liberazione&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Alfonso GIANNI: Liberismo trasversale  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/11/12/alfonso-gianni/liberismo-trasversale-intervista/618061"></link>
  <updated>2011-11-12T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>618061</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Cominciamo a parlare del Pd. Bersani rischia grosso sostenendo questo probabilissimo esecutivo, soprattutto se finalizzato a gestire la fine della legislatura. Che cosa ne pensi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Penso anch’io che questo governo sta nascendo con tutte le intenzioni di durare fino al 2013. Qui non siamo solamente di fronte ad un governo di emergenza. Stiamo assistendo invece ad una operazione politica ambiziosa finalizzata a rompere definitivamente l’alleanza di centro-sinistra e a creare un nuovo corpaccione moderato, quasi sul modello della Grosse Koalition tedesca, che si candidi a governare l’Italia per conto dell’Unione Europea e della Banca centrale europea.&lt;br /&gt;
 Quindi è qualche cosa che nelle sue ambizioni va ben al di là di qualche mese e addirittura pone le premesse per la prossima legislatura. Naturalmente non è detto che tutto ciò si realizzi. Questo governo può anche non farsi perché all’ultimo momento può succedere qualche cosa, anche se questa ipotesi è sempre più improbabile. E naturalmente può anche incontrare successivamente delle difficoltà. Ma l’intenzione è quella che ho detto e quindi le scelte politiche vanno misurate in rapporto a quelle intenzioni.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Che cosa rischia il Pd in tutto questo? Viene dato favorito nei sondaggi ma è evidente che se accettasse un governo Monti fino a fine legislatura perderebbe inevitabilmente dei consensi.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Il Pd rischia certamente di perdere voti e consensi alla sua sinistra, sia nei confronti di Sel che delle altre forze. E anche di perdere voti alla sua destra perché chi potrà avere vantaggio da questo tipo di progetto è invece lo schieramento terzopolista. Cioè quello di Casini e di Fini, più logicamente connaturato a questo tipo di progetto. Quindi Bersani rischia molto. D’altro canto comprendo anche che questo tipo di governo era nelle corde del Pd e quindi non mi stupisco della sua scelta.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Insomma non potevano comportarsi diversamente…&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Potrebbero fare diversamente. Per farlo però ci vuole una forte volontà politica che in questo momento Bersani pare non avere.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Sel, dal canto suo, ha preso una posizione intermedia. Sì al governo Monti ma purché faccia la patrimoniale e prepari il Paese alle elezioni.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Non direi. E’ vero che c’è stata un po’ di confusione. Ma, secondo me, &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=16QXT1&quot;&gt;l’intervista rilasciata a Repubblica da Nichi Vendola&lt;/a&gt; è molto chiara. Dice no a questo governo. Dopo di che pone delle condizioni la cui realizzabilità è piuttosto dubbia, perché il progetto Monti pare essere un altro. Intendiamoci. Noi abbiamo fatto della patrimoniale uno dei punti essenziali del programma dell’alternativa. Beh, la semplice reintroduzione dell’Ici non è la patrimoniale. E’ una misura ovvia che ripropone quello che esisteva prima. La patrimoniale è un’altra cosa, una tassazione sui beni immobiliari quanto su quelli finanziari. E quindi Monti non ci può ingannare semplicemente riproponendo la tassa sulla casa e ritornando così semplicemente allo scenario precedente a quello di Berlusconi.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il sì di Bersani a Monti mette in forse l’alleanza con l’Idv e Sel. Che cosa può succedere?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Questo è il punto delicato della questione. Io infatti insisto sul fatto che, parlando della mia formazione politica in primo luogo, questa debba produrre una opposizione tenace al governo. Però, nello stesso tempo, deve fare un’opposizione di qualità e qualificata in senso propositivo in modo tale da mantenere da un lato viva la interlocuzione con le altre forze del centro-sinistra e nello stesso tempo la relazione con i movimenti sociali in modo tale da puntare alla ricomposizione della coalizione una volta arrivata la scadenza elettorale. Altrimenti questo significa lasciare che vada in porto senza alcun ostacolo quel disegno che ho prima descritto.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;E la Cgil?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
La sua posizione è inequivocabilmente favorevole alla costruzione del governo Monti. Per dirla con un battuta di un operaio di Brescia con cui ho parlato oggi, il rischio è che i lavoratori si trovino a scioperare per le pensioni assieme alla Lega contro un governo in cui c’è dentro la sinistra.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Tornando a Sel, dopo le cose dette da Vendola non potrebbe e dovrebbe essere più facile ricucire con la Federazione?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Io sono da sempre fautore di un processo riunificatorio. Almeno nella sostanza sono perché esista una sinistra senza aggettivi in questo Paese. E quindi non posso che essere contento se c’è un punto d’incontro. E dovremmo cogliere l’occasione per approfondire la possibilità di un’intesa di programma e di contenuto. Questa è la sfida che dobbiamo rivolgere a noi stessi.
&lt;p&gt;
&lt;i&gt;Alfonso Gianni&lt;/i&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Esponente di Sel e già sottosegretario allo sviluppo economico nell’ultimo governo Prodi – fin dai tempi della scissione del 2008 ha cercato di fare da ponte tra il suo partito e la Fds. Ribadisce questo concetto anche adesso che la sinistra deve fronteggiare l’era Monti con tutto ciò che consegue&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;


 &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.controlacrisi.org/notizia/Politica/2011/11/12/17334-liberismo-trasversale-intervista-ad-alfonso-gianni/&quot;&gt; Controlacrisi.org | Liberazione - Vittorio Bonanni&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Paolo FERRERO: Primarie ma di programma e poi subito alle urne. Per uscire a sinistra dalla crisi  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/11/09/paolo-ferrero/primarie-ma-di-programma-e-poi-subito-alle-urne-per-uscire-a-sinistra-dalla-crisi-intervista/618003"></link>
  <updated>2011-11-09T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>618003</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&quot;Il governo se ne andrà e per questo stasera brindiamo&quot;, esordisce Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista mentre i tg di prima serata danno conto di quanto avvenuto al Colle - l'ostinazione di Berlusconi ha demolito la credibilità non solo del governo ma più complessivamente della politica, della stessa democrazia. Sembra di assistere ad una Weimar al rallentatore, c'è una crisi palese del regime, della seconda repubblica.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;C'è anche un recentissimo sondaggio che conforta questa osservazione: due terzi degli intervistati ritiene che, per uscire dalla crisi economica la prima misura sia abbattere i costi della politica, solo un terzo crede che sia più utile una patrimoniale.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

L'antipolitica - intesa come sfiducia radicale nella politica - ha ormai una dimensione di massa. In realtà noi abbiamo dinnanzi due ipotesi, che si alimentano a vicenda, di uscita a destra dalla crisi del governo e della democrazia. Da un lato il governo tecnico che sarebbe un governo tecnocratico, cioè il governo della Bce e non del popolo italiano. Pensa alla Grecia che non ha nemmeno potuto decidere di fare un referendum sulle sue politiche. Dall'altra l'ipotesi populista che ancora non ha dato il peggio di sè. Pensa se Berlusconi potesse uscire da questa situazione gridando al ribaltone. E pensa alla Lega che, finora, è rimasta imbrigliata nel governo e ha dovuto stare al gioco. Se l'esito dovesse essere il governo tecnico la Lega già ha detto che ne resterà fuori, possiamo immaginarci che tipo di campagna di nazionalismo secessionista e razzista potrebbe fare. Esiste il rischio di un'uscita ancora più a destra dalla crisi.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E' addirittura un passo indietro rispetto al quadro angusto dato dal bipolarismo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Infatti, la dialettica rischia di essere tra tecnocrati e populismo di destra. Per questo siamo contrarissimi ad un governo tecnico e proponiamo la via maestra delle elezioni. Di fronte ad una crisi politica occorre ridare la parola al popolo.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;L'obiezione più gettonata è che questo sistema elettorale è improponibile.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Nessuna controindicazione, compreso il voto con il Porcellum è maggiore della controindicazione della ricostruzione di un governo di destra o del governo tecnocratico guidato da Monti o similari con il corollario di una opposizione razzista allo stesso. Occorre andare a votare il prima possibile per uscire dalla palude.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Viene molto utilizzata la suggestione della transizione di vent'anni fa tra prima e seconda repubblica. Si fa perfino il nome di Amato.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Beh, quella transizione è stata un disastro di cui ancora paghiamo le conseguenze e a cui Rifondazione comunista si è opposta con tutte le sue forze. Oggi sarebbe anche peggio perchè la crisi macina molto di più e perchè la crisi delle istituzioni è assai maggiore.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E come affrontare le urne in queste condizioni?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Noi proponiamo un fronte democratico per battere le destre che veda l'alleanza della sinistra con il centrosinistra, senza i centristi. Pur non vedendo le condizioni per governare insieme al Pd, siamo interessati alla maggiore discontinuità possibile sia sul piano democratico che sociale. Nella realtà e nella percezione della nostra gente c'è la necessità di cacciare Berlusconi. Visto che il sistema elettorale è maggioritario noi dobbiamo stare in sintonia con questa necessità e questo sentimento e contribuire alla cacciata di Berlusconi. Parallelamente poniamo al centrosinistra il tema della democrazia e della partecipazione: per questo proponiamo le primarie di programma, per far decidere al popolo dell'opposizione non solo chi dovrà governare ma per fare cosa. Al rischio di uscita a destra dalla crisi - nelle sue varianti tecnocratiche e populiste - noi dobbiamo proporre una uscita da sinistra. Nel popolo del centrosinistra non la pensano tutti come Renzi: dobbiamo costruire una sponda politica per quei contenuti e attivare delle forme di partecipazione diffusa.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma così come si declina un'altra necessità, quella dell'autonomia politica della sinistra dal quadro dato?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Allargando la sfera della democrazia. Ho detto delle primarie di programma. Dobbiamo costruire un referendum sui vincoli europei, anche in forma autogestita. Così come stiamo predisponendo con altre forze una campagna referendaria su cui raccogliere le firme a partire da gennaio. Esiste già un fronte ampio contro l'articolo 8. Stiamo discutendo anche sulla legge 30 e su quesiti che consentano di ripristinare il proporzionale. Se raccogliamo le firme a gennaio si voterebbe qui referendum un anno dopo le elezioni e questo sarebbe un modo assai efficace per intervenire dentro la politica da parte della società.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quindi con le elezioni determinare il quadro politico migliore possibile e poi nella società cambiare i rapporti di forza?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

E' chiaro che cacciare Berlusconi non risolverà il problema dell'alternativa, dunque le primarie, i referendum, l'azione dei movimenti determinerebbero la possibilità di interagire col quadro politico con una forza esterna. La dialettica parlamentare non può esaurire la ricerca della costruzione dell'alternativa, perciò dobbiamo costruire la forza nella società. Ma c'è anche una ragione di fondo nella ricerca di forme di democrazia diretta: dentro questa crisi economica c'è la crisi della democrazia rappresentativa. Nel neoliberismo, attraverso le politiche fatte dagli stati c'è stato un passaggio di poteri dagli stati alla finanza, dai parlamenti ai governi e da questi al direttorio Bce/Germania.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Anche da questo si percepisce come gli spazi per la politica siano strettissimi.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

La politica, applicando politiche neoliberiste, ha scelto di non contare lasciando fare ai potentati economici. Da un lato c'è una crisi fortissima di legittimità, dall'altro, però, c'è una fortissima domanda di democrazia spesso deviata dai mass media in termini &quot;anti-casta&quot;. Noi invece dobbiamo saper riconoscere la domanda sociale come domanda di potere: in Molise, alle recenti regionali ha votato meno gente che ai referendum di giugno che hanno incarnato questa domanda sociale di partecipazione. Della stessa cosa ci parlano le esperienze della Val di Susa, della Fiom, del 15 ottobre che, al di là di tutto è stata in Italia la più grande piazza di quel giorno. Ma tutto ciò non ha uno sbocco politico. Che siano su Vendola, o sulla variante più di destra Renzi, le primarie sono una sussunzione di quella voglia di partecipazione dentro un meccanismo di iperdelega al leader carismatico. Dalla delega al partito alla delega al leader. Pensa che solo la Fds e il Pd non hanno il nome del capo sul simbolo elettorale. Le primarie di programma sono utili a individuare dei nodi - no alla guerra e alle spese militari, no alla precarietà, sì ai beni comuni e alle ripubblicizzazioni - da indicare al centrosinistra perchè si scelga non solo chi ma che cosa fare.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma come è possibile ricostruire spazi di democrazia partecipata ed efficace? Esiste il problema di &quot;un nuovo che non nasce&quot;?.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

I problemi sono tanti, occorre lavorarci in direzione della socializzazione della democrazia. Oggi i referendum non hanno più la sola valenza di fotografare lo scarto tra paese reale e paese formale. Oggi possono avere una valenza costituente di soggettività. Per questo seguiamo l'esperienza dei movimenti per l'acqua (parteciperemo alla manifestazione nazionale del 26 novembre e stiamo dentro a tutte le sperimentazioni di costruzione della soggettività della società civile con interessi antagonisti alla grande finanza. Ma per questo serve che si trovino forme persistenti di autorganizzazione, di contropotere dal basso. Penso che in tutta Italia si debba agire come si agisce in Val di Susa. E poi la politica va riconnessa al fare. &lt;br /&gt;
Ecco perchè siamo l'unico partito a spalare fango a Genova, l'unico a intervenire nel terremoto, a fare i Gap. Le condizioni per l'alternativa nascono nella densità sociale che si contribuisce a ricostruire.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma chi potrebbero essere gli interlocutori di questa ricerca?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Coloro che hanno fatto l'opposizione sociale in questi anni. A differenza di altre fasi storiche, l'elemento democratico è costituente. Nella sua crisi, il capitalismo cerca di restringere la partecipazione per restituire, come nell'Ottocento, il potere ai padroni e ai banchieri riducendo il conflitto sociale a problema di ordine pubblico. Noi, al contrario, dobbiamo favorire l'irruzione delle masse nello spazio pubblico. Noi vogliamo aggregare la sinistra di alternativa a partire dalla ricostruzione della soggettività, la sinistra che opera per rompere il senso di impotenza, che &quot;aiuta&quot; - come diceva Vittorio Foa - la gente a governarsi da sé. Per tutto questo la sinistra d'alternativa deve essere in grado di non subire, di non farsi sovradeterminare, dal falso movimento del bipolarismo che ci vorrebbe o marginali o allineati.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.controlacrisi.org/notizia/Politica/2011/11/9/17244-primarie-ma-di-programma-e-poi-subito-alle-urne-per-uscire/&quot;&gt;Liberazione - Checchino Antonini&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Oliviero DILIBERTO: Appello per una sinistra unita. Torneremo in Parlamento da vincenti.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/10/30/oliviero-diliberto/appello-per-una-sinistra-unita-torneremo-in-parlamento-da-vincenti/617831"></link>
  <updated>2011-10-30T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>617831</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
“Ritorneremo in Parlamento da vincenti, batteremo Berlusconi con una nuova coalizione di sinistra. Lanceremo nelle prossime settimane un sondaggio d’opinione che ci dirà quanto vale la Sinistra unita. 
&lt;p&gt;Vogliamo offrire un patto di legislatura al PD e alle forze della sinistra. Batteremo Berlusconi e poi intendiamo realizzare tre punti di programma chiari e definiti, e in cambio garantiamo governabilità per 5 anni”. 
&lt;p&gt;&lt;i&gt;Così Oliviero Diliberto ha concluso i lavori del VI Congresso nazionale del Pdci a Rimini.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt;
“Questa è per me una posizione coraggiosa che ci permetterà di non scomparire e ritornare in Parlamento. Noi proveniamo da un partito grande che era il Pci e vi ricordo che il ‘nanismo’ in politica non funziona, per questo vogliamo dialogare con quella maggioranza di ‘Sinistra Ecologia e Libertà che vuole l’unità di tutta la sinistra. &lt;br /&gt;
E’ questa la riflessione che sottoponiamo a Nichi Vendola.
&lt;p&gt; Noi lavoriamo per un soggetto unitario della sinistra, anche con il Partito della Rifondazione Comunista, che può andare in doppia cifra a eventuali elezioni politiche. A tale proposito abbiamo deciso di chiedere ad un autorevole istituto di ricerca di fare un sondaggio sull'unità della sinistra: vogliamo capire quanto vale questa unità per tutti gli italiani. Nelle prossime settimane avremo i risultati di questo sondaggio, cui teniamo moltissimo e dei cui risultati siamo estremamente curiosi, ritenendo di poter intercettare un bacino elettorale molto ampio”.
&lt;p&gt; 
“I nostri livelli di unità sono tre: unità del centrosinistra, unità della sinistra e unità dei comunisti. Sono i tre cerchi concentrici su cui si basa la nostra azione politica”.
&lt;p&gt;“La nostra vocazione è quella di governare, che è uno strumento per cambiare le cose. Oggi, però, non ci sono le condizioni. A noi non basta partecipare ad un’alleanza democratica solo per battere Berlusconi. Vogliamo negoziare alcuni punti programmatici su lavoro, scuola pubblica e fisco”.
&lt;p&gt;
“Bisogna contrastare l’antipolitica con gli argomenti. Per esempio Grillo e il Movimento 5 stelle dicono che chi è stato condannato non può stare in Parlamento. Qualora vigesse questa norma pochissimi comunisti avrebbero potuto essere in Parlamento per esempio negli anni ‘50. Il problema, rispondendo a Grillo, non è la condanna, ma quale tipo di condanna hai avuto. Bisogna piantarla con questo populismo, diffidate quindi dall’antipolitica, perchè Berlusconi ha vinto nel ‘94 proprio facendo leva su questo sentimento”.
&lt;p&gt;
&lt;i&gt;&lt;b&gt;Su Matteo Renzi:&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
 “Non partecipo a polemiche con il centrosinistra”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.elezioni-oggi.it/archives/00037173.html&quot;&gt;AGI&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>SERGIO CHIAMPARINO: Intervento al Big Bang 2011 alla Stazione Leopolda.   [Video]</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/10/29/sergio-chiamparino/intervento-al-big-bang-2011-alla-stazione-leopolda-video/617810"></link>
  <updated>2011-10-29T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>617810</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
&quot;Se mi permettete lo ringrazio (Matteo Renzi &lt;i&gt;ndr&lt;/i&gt;) perché mi ha invitato - come molti altri - senza chiedere giuramenti di fedeltà né ad una corrente né ad un capo-corrente...&quot;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=3iBLzSmM9ic&amp;feature=player_embedded#!&quot;&gt;youtube.com&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>FRANCESCO PIOBBICHI: Crisi e rivoluzione</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/09/07/francesco-piobbichi/crisi-e-rivoluzione/609244"></link>
  <updated>2011-09-07T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>609244</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Mi colpisce molto la rapidità con la quale le classi dominanti europee hanno manomesso la democrazia sociale del vecchio continente. Mi colpisce il fatto che decenni di conquiste sociali siano state portate via cosi facilmente attraverso l'espropriazione della sovranità economica dei singoli stati in nome degli indici di Bruxelles. 
&lt;p&gt;L'inserimento del vincolo di bilancio nella Costituzione, votato ‘bipartisan’ dalla Spagna, che verrà votato giovedì prossimo anche dal nostro Governo ne è l'ultimo esempio. Quando un anno e mezzo fa, facendo nascere controlacrisi.org parlavamo di colpo di stato monetario, della crisi come elemento costituente di nuove gerarchie sociali, la maggior parte della sinistra era impegnata a discutere di altro. 
&lt;p&gt;Mentre le classi dominanti chiudevano l'architettura istituzionale europea in maniera tale da rendere un “macellaio sociale” chiunque succederà a Berlusconi, noi eravamo rinchiusi in un dibattito provinciale che di fatto ha oscurato alla popolazione italiana cosa firmavano Tremonti e Napolitano in Europa. 
&lt;p&gt;Per carità, questo Governo è infame e classista e prima ce ne liberiamo meglio è per tutti, ma il rischio concreto è che il prossimo non sarà meno servo dei banchieri di quanto lo è l’attuale. Lo sarà per impossibilità materiale rispetto alla possibilità di mutare i rapporti di forza nel quadro dato a livello internazionale. &lt;br /&gt;
Primo, perchè è pressochè impossibile intervenire politicamente per modificare il patto di stabilità appena revisionato che ci costringe al rientro forzato del debito.
Secondo, perchè l'accresciuto potere del tutto politico ed arbitrario della BCE sta dimostrando come e quanto sia simbiotico l'intreccio tra speculazione, austerity e ristrutturazione capitalista. 
&lt;p&gt;Ieri sera Giorgio Napolitano ha proposto, dopo il diktat di Trichet/Draghi, una manovra TRIS, trovando la disponibilità di Casini e Letta e riuscendo ad ottenere in zona Cesarini ulteriori modifiche sulle pensioni e l'Iva. 
&lt;p&gt;Messa in questo quadro la situazione italiana sembra indirizzarsi velocemente verso quella greca: intervento della BCE in cambio di austerity, austerity che determina stagnazione. 
&lt;p&gt;La maionese impazzita delle ricette degli schieramenti politici per uscire da questa situazione, in cui tutti dicono tutto, è la conferma della profondità della crisi sia a livello nazionale che continentale. 
&lt;p&gt;
Si vuol bloccare la speculazione attaccando le pensioni, si parla di Eurobond oramai fuori tempo massimo, di patrimoniale senza applicarla, e il ‘più Europa’ che tutti invocano sembra essere più un mantra che un progetto vero e proprio. Primo perchè questa Europa non è neutra nella sua costituzione materiale fatta e cucita sulle richieste liberiste, secondo perchè questa Europa ha una guida franco prussiana che, pur essendo in competizione con i tecnocrati di Bruxelles, produce una gerarchia economica tra paesi centrali e periferici. 
&lt;p&gt;La crisi è pertanto costituente perchè produce un nuovo modello sociale in cui il lavoro ed i beni comuni sono variabili rispetto alla competizione liberista globale.
 Terzo perchè come ho detto prima la leva del debito e della speculazione è un ricatto dal quale non si esce facilmente con un impianto “riformista” sempre poi che questa parola abbia senso. Per questi motivi, ritengo che occorre predisporre un progetto politico per far saltare l'Europa al di fuori di ogni elemento di compromesso con le classi dominanti. 
&lt;p&gt;Hanno dichiarato guerra al nostro popolo, alle conquiste sociali, alla nostra sovranità economica, alla nostra democrazia costituzionale dopo aver causato una crisi per fame di profitto. E' necessario rispondere a questo con un salto di qualità nella nostra discussione politica. Con il peso che questa parola porta con sè, ritengo che occorre rimettere al centro il tema della rivoluzione legandola al tema della democrazia. La necessarietà di costruire un movimento antisistemico in grado di essere egemonico tra le classi popolari che vivono il morso pesante della ristrutturazione capitalista e vedono nell'Europa un avversario, impone la rimessa al centro della rottura con il sistema economico e politico dominante.
&lt;p&gt; Oggi noi dobbiamo riconoscere lo spazio politico euromediterraneo come luogo per la ricostruzione di un nuovo processo politico in cui ridefinire un progetto di lungo termine, ma al tempo stesso, qui ed ora, dobbiamo essere più antieuropeisti degli antieuropeisti e costruire, dentro la scissione tra democrazia e profitto maturatasi a Bruxelles, un nesso tra democrazia, diritti del lavoro, beni comuni.
&lt;p&gt; Oggi, non abbiamo né un progetto politico né una forma organizzativa per produrre questo scarto. Il tema della rivoluzione è di nuovo davanti a noi, ma noi non siamo adeguati per affrontarlo. Alle rivolte che accendono le notti del vecchio continente che a quelle della sponda sud del Mare Mediterraneo che non sono per nulla concluse occorre rispondere politicamente con un progetto comune. 
&lt;p&gt;Oggi noi abbiamo bisogno innanzitutto di costruire una risposta politica credibile sia alla idea malsana di ridurre il danno tramite il governo che finisce di fatto, per i rapporti di forza dati, per spingere a destra le classi popolari com'è successo fino ad ora. Sia rispetto alle esplosioni della collera del popolo, le quali, seppur positive perchè rompono l'ideologia del pensiero unico, rischiano senza un progetto alternativo di essere poi metabolizzate dal sistema dominante. La crisi non è semplicemente crisi economica. Come abbiamo detto essa è crisi democratica, della rappresentanza parlamentare espropriata del potere di incidere in campo economico. Il sentimento di massa contro la casta ne è l'esempio principale. 
&lt;p&gt;La politica è impotente rispetto all'economia e viene percepita come parassitaria. Il rischio che nella crisi emergano nuove forme di plebiscitarismo autoritario è reale e concreto, Mario Draghi di fatto conta più di Berlusconi. In questo quadro il modello del partito istituzionale va lasciato alla sua sconfitta storica, mentre occorre concepire il modello del partito sociale come proposta da mettere in campo alla fase che stiamo attraversando. 
&lt;p&gt;Per questa fase che si apre, con fortissime tensioni sociali imposte dalla ristrutturazione capitalista, non ci serve un partito leggero, né tantomeno il partito incentrato esclusivamente sulle cariche pubbliche che si rivede ogni 5 anni prima delle elezioni. Pur non abbandonando il principio della rappresentanza che sarebbe, questo sì, il regalo più grande che faremmo ai padroni che da sempre vogliono cancellarci con sbarramenti e bipolarismo maggioritario, quello che ci serve è un partito connettivo, utile, radicato, popolare e meticcio. &lt;br /&gt;
Parlo di partito connettivo perchè riconosciamo la nostra insufficienza, perchè non vogliamo rappresentare i movimenti rifacendo l'errore del dopo Genova, ma cooperare con le forze sociali in mobilitazione misurando la nostra capacità di egemonia in un processo aperto e plurale che favorisce elementi di autorganizzazione ed autonomia.
&lt;p&gt; In questo spazio, nei tempi e nei modi adeguati, andrebbe collocata la proposta della costituente dei beni comuni, come luogo principale di connessione fra realtà che funzionano come una grande forza di cooperazione politica antisistemica. &lt;br /&gt;
La costituente dei beni comuni come forza cooperante del nuovo intellettuale collettivo nato dalle realtà sociali in mobilitazione, è forse il terreno con il quale ricostruire un progetto di alternativa di società. Parlo di partito utile perchè la crisi sta dissolvendo progressivamente lo stato sociale, e sta indebolendo (se non cancellando) il potere di acquisto del nostro blocco sociale. 
&lt;p&gt;Il partito utile è il partito della quotidianità, partiamo dalle buone pratiche di mutualismo prodotte e allarghiamole. Le pratiche sociali dovranno essere il punto principale con il quale concepire la nostra militanza e ricostruire senso all'azione collettiva. Parlo di neomutualismo in una funzione rivoluzionaria così come lo è stato quello dei fasci siciliani sul finire dell'800 che concepirono la loro azione non per ritagliarsi una nicchia dentro il sistema dominante (come in parte fece invece il partito socialista) ma in un'azione solidale già immediatamente rivoluzionaria, che costruisce solidarietà tra pari con una chiara funzione antisistemica. 
&lt;p&gt;
Parlo di partito radicato, perchè dobbiamo essere nel posto giusto al momento giusto, nei territori e nelle zone dove la politica non c'è più. Parlo di partito popolare, perchè al populismo ed alla cancellazione dell'azione collettiva in nome del plebiscitarismo dobbiamo opporre un processo politico che dia voce e possibilità di organizzazione immediata al popolo della crisi. Un processo democratico che costruisce il partito sociale come strumento per l'emancipazione collettiva dentro e contro la crisi della politica. 
&lt;p&gt;
Parlo di partito meticcio perchè il nuovo soggetto rivoluzionario sarà tale solo se al piano inclinato della guerra tra poveri opponiamo attorno alla centralità del lavoro una battaglia comune tra i lavoratori mobili ed i residenti, tra i precari ed i garantiti. In questo senso il lavoro con gli altri partiti e movimenti della sinistra euromediterranea è fondamentale. Le prossime settimane saranno calde, lo spazio di contestazione che si apre alla crisi non sarà facilmente metabolizzato dai giochetti di chi scende in piazza oggi e già pensa che governerà domani su mandato della BCE. 
&lt;p&gt;Le manifestazioni di oggi anticipano la data del 15 ottobre che segna per la prima volta - al di la del ritardo dei grandi sindacati che non hanno ancora l'intelligenza di aderire come sigle - la prima risposta continentale contro l'austerity. La cacciata di Berlusconi dovrà coincidere con la permanente rottura verso le politiche europee e della BCE, e più in generale contro il sistema di dominio liberista. &lt;br /&gt;
In questo quadro ritengo che la partita per i comunisti del XXI secolo sia appena iniziata. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.controlacrisi.org/joomla/index.php?view=article&amp;catid=39&amp;id=17370&amp;tmpl=component&amp;print=1&amp;layout=default&amp;page=&amp;option=com_content&amp;Itemid=68&quot;&gt;controlacrisi.org&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Paolo FERRERO: Lottare per non finire come la Grecia</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/09/05/paolo-ferrero/lottare-per-non-finire-come-la-grecia/608080"></link>
  <updated>2011-09-05T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>608080</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Lo sciopero generale di oggi è molto importante. Per questo voglio innanzitutto voglio ringraziare tutti i lavoratori e le lavoratrici che lo stanno facendo in queste ore e ringraziare la CGIL e il sindacalismo di base che lo hanno proclamato.

&lt;p&gt;
Uno sciopero importante non solo perché la manovra del governo è una manovra ingiusta: difende i ricchi e i privilegi delle caste mentre attacca pesantemente i diritti sindacali e le condizioni di vita dei pensionati, delle lavoratrici e dei lavoratori - pubblici e privati – dei precari.

&lt;p&gt;
La manovra, oltre ad essere ingiusta è anche recessiva - cioè aggraverà la crisi economica - e favorirà la speculazione finanziaria, che continua tranquillamente a fare il suo sporco lavoro in tutta Europa.

&lt;p&gt;
Il punto fondamentale è quindi che la manovra del governo produrrà effetti opposti a quelli sbandierati: è un manovra che aggrava la crisi economica e pone le condizioni per un ulteriore attacco speculativo contro l’Italia. La ricetta che stanno applicando all’Italia – come al Portogallo, alla Spagna, all’Irlanda – è uguale a quella applicata alla Grecia: demolire i diritti dei lavoratori, privatizzare tutto e produrre quindi la recessione. Parallelamente permettere alle banche e alle finanziarie di speculare sul debito pubblico impossessandosi delle risorse sottratte ai lavoratori.

&lt;p&gt;
Al contrario di cosa dicono l’Unione Europea, la Banca Centrale Europea, il governo Italiano, il Presidente della Repubblica, i grandi mezzi di informazione, la speculazione finanziaria non nasce dai debiti degli stati ma dal fatto che la Banca Centrale Europea agisce come una banca privata e non come una banca centrale. I paesi più deboli dell’’Europa subiscono la speculazione sul debito pubblico unicamente perché la BCE non fa quello che fanno tutte le altre Banche centrali dell’Universo, cioè non compra direttamente, al tasso di sconto ufficiale, i titoli di stato dei paesi europei. Se la BCE facesse il suo mestiere non vi sarebbe in Europa alcuna speculazione. Ad esempio il Giappone ha un debito pubblico del 220 % eppure non è sottoposto a nessun attacco speculativo. Questo per la semplice ragione che la Banca Centrale giapponese – come tutte le banche centrali del mondo – compra direttamente i titoli di stato pubblici senza passare dal mercato. Ovviamente anche i paesi europei facevano così prima che i trattati di Maastricht dessero vita all’Euro e costruissero questa follia finanziaria che si chiama Banca Centrale Europea.

&lt;p&gt;
Siamo quindi nell’occhio del ciclone di una gigantesca truffa attuata dalle classi dominanti europee - dai banchieri ai padroni, dai popolari ai socialdemocratici ai liberali - a scapito dei popoli europei. Vi è un livello di falsificazione dei motivi della crisi e dei motivi della speculazione al cui confronto la propaganda nazista di Goebbels impallidisce. Il neoliberismo è in crisi ma il pensiero unico neoliberista funziona a pieno regime e manipola le coscienze raccontando balle clamorose che paiono vere solo perché sono ripetute quotidianamente a reti unificate da tutti coloro a cui viene concessa la parola. Questa è la ragione strutturale della vergognosa censura che subiamo. Anche per questo è così importante questo sciopero: rompe il coro dell’unanimismo e dell’Union Sacree in cui gli interessi dei ricchi vengono contrabbandati come gli interessi dei popoli.
&lt;p&gt;

In realtà la speculazione finanziaria viene consapevolmente utilizzata dalle classi dominanti europee per due motivi: innanzitutto obbligare i governi dei vari paesi con minore produttività del lavoro a tagliare brutalmente lo stato sociale, gli stipendi e i diritti dei lavoratori. Senza lo spauracchio della speculazione Berlusconi non sarebbe mai riuscito a varare due stangate come quelle contro cui stiamo lottando. Non ci sarebbero riusciti il governo Greco, quello Portoghese, Spagnolo e via dicendo.
&lt;p&gt;

In secondo luogo la speculazione finanziaria viene utilizzata per determinare un enorme spostamento di risorse dal basso verso l’alto, dai lavoratori alle banche. Stiamo vivendo nel mezzo del più gigantesco furto legalizzato che la storia dell’umanità abbia mai visto.

&lt;p&gt;
L’obiettivo delle classi dirigenti europee è semplice quanto brutale: determinare una pesante riduzione del tenore di vita del popolo e del potere dei lavoratori per aumentare la competitività dell’Europa a livello mondiale basata sulla drastica riduzione del costo del lavoro. Non stiamo parlando di qualche sacrificio ma di un vero e proprio salto indietro nella storia, del dimezzamento dei salari e delle tutele. La speculazione serve a costruire un “vincolo esterno” che permetta di fare questa vera e propria rivoluzione passiva contro i popoli europei. Per questo mettono attaccano sia i diritti civili che i diritti sociali, la Costituzione come il Contratto nazionale di lavoro e la sanità pubblica: vogliono cancellare il ‘45, quel gigantesco movimento di liberazione dal nazifascismo che ha cambiato la faccia all’Europa e al mondo.

&lt;p&gt;
Per questo noi comunisti dobbiamo lottare contro il governo Berlusconi e costruire le alleanze necessarie per mandarlo a casa. Parallelamente però dobbiamo costruire un fronte di lotta contro il capitale finanziario, le politiche europee e il neoliberismo. Solo sconfiggendo il neoliberismo è possibile uscire dalla crisi che il neoliberismo ha provocato. Per questo proponiamo una manovra alternativa a quella di Berlusconi ma proponiamo anche il rovesciamento delle politiche della BCE e la nazionalizzazione delle grandi banche, al fine di mettere la mordacchia al capitalismo finanziario e ricostruire un serio intervento pubblico in economia. Lo facciamo in piena sintonia con gli altri partiti della sinistra europea, che portano avanti nei loro paesi le nostre stesse parole d’ordine. Lo facciamo puntando a costruire – paese per paese – una rivolta contro le politiche europee.
&lt;p&gt;

Lo sciopero generale è quindi per noi il primo passo per costruire una consapevole rivolta contro questo enorme attacco delle classi dominanti contro il popolo italiano e contro i popoli europei.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.controlacrisi.org/joomla/index.php?view=article&amp;catid=36&amp;id=17325&amp;tmpl=component&amp;print=1&amp;layout=default&amp;page=&amp;option=com_content&amp;Itemid=68&quot;&gt;controlacrisi.org&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
</feed>
