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  <title>Openpolis - Argomento: chiesa</title>
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  <updated>2011-10-24T00:00:00Z</updated>
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  <title>David-Maria SASSOLI: Chiesa interpreta le inquietudini di tutti</title>
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  <updated>2011-10-24T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>617807</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Ancor una volta la Chiesa dice a tutti che senza giustizia non si esce dalla crisi&quot;. Lo afferma da Strasburgo il capogruppo del Pd al Parlamento europeo, David Sassoli. &quot;Come è già accaduto in altri momenti cruciali della storia - il pensiero va a Papa Wojtyla e alla sua coraggiosa presa di posizione contro la guerra in Iraq - anche oggi la Chiesa si fa portavoce dell'inquietudine e delle preoccupazioni che stanno attraversando il nostro tempo, interpretando i sentimenti di tutti, credenti e non credenti&quot;. &quot;In particolare - aggiunge Sassoli - la proposta per una tassa sulle transazioni finanziarie, un tema su cui da mesi si battono i progressisti europei, è la dimostrazione che quando al centro c'è la reale volontà di contrastare le iniquità e di non lasciare indietro nessuno, non esistono steccati ma solo buon senso. Adesso, dopo l'ennesimo autorevole richiamo, il Consiglio europeo di mercoledì dica finalmente una parola chiara su una misura necessaria e urgente&quot;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.agenparl.it/articoli/news/politica/20111024-crisi-sassoli-pd-chiesa-interpreta-inquietudini-di-tutti&quot;&gt;AGENPARL&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Maurizio TURCO: Grosseto: se non è simonia è carità pelosa (cioè retribuita). Se non ci credi chiedilo a loro!</title>
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  <updated>2011-06-17T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>584838</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Per quanto credibile mi auguro non sia vero che una donna di 23 anni incinta e il marito siano stati sfrattati dalla Curia proprietaria di un albergo (albergo? ma che ci fanno con gli alberghi le confessioni religiose?) per poi alloggiare in un auto e perdere il figlio. Lo sfratto sarebbe avvenuto perché alla Curia non sarebbe stato rinnovata la convenzione con i servizi sociali.
&lt;p&gt;

Insomma se non son simoniaci son caritatevoli ma di una carità pelosa, cioè retribuita. Come dice la pubblicità per l'8 per mille alla chiesa cattolica? Se non ci credi chiedilo a loro!&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/comunicati/20110617/grosseto-turco-se-non-simonia-carit-pelosa-cio-retribuita-se-non-ci-credi-chiedi&quot;&gt;Radicali Italiani&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Pd: chi lo critica ricordi che è nato solo da 3 anni </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/03/05/dario-franceschini/pd-chi-lo-critica-ricordi-che-%C3%A8-nato-solo-da-3-anni/558883"></link>
  <updated>2011-03-05T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>558883</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il Pd non è nato per essere un “contenitore in cui convivono culture diverse ma per dar vita a un pensiero nuovo e ci vuole del tempo. Chi critica il Pd dovrebbe rendersi conto che sono passati tre anni, un tempo breve e, tra l'altro, in un periodo di emergenza”.
&lt;p&gt; Lo ha detto &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, capogruppo del Pd alla Camera, chiudendo il convegno &lt;a href=&quot;http://www.adessonline.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=31&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;“La crisi della democrazia e la politica dei cristiani”&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/a&gt; organizzato dall'associazione &lt;a href=&quot;http://www.adessonline.it&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Adesso&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;, vicina ad &lt;a href=&quot;http://www.areadem.info&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Area Dem&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;.
&lt;p&gt;“Per molto tempo - ha aggiunto - dalla fine della Dc, abbiamo subito tutto e siamo arrivati quasi sempre ultimi. Abbiamo subito la fine della Dc; è nato il Ppi e abbiamo subito la scissione; abbiamo subito la nascita della Margherita, ma non è che eravamo tanto convinti”. 
&lt;p&gt;E invece “finalmente abbiamo voluto la nascita del Pd” che è “l'approdo a cui siamo arrivati, senza disperdere i nostri valori e i nostri legami” e in cui si è svolto un dialogo “positivo”. In questo contesto “non dobbiamo aver paura del mescolamento perché ci siamo dentro”. Bisogna quindi “accettare la sfida del cambiamento, incontrarsi con gli altri” essere “il sale della terra”.
&lt;p&gt;
Questa è “la sfida su cui è nato il Pd”, la sfida per cui serve “tenere viva Area democratica” che è il luogo in cui “si mescolano e dimenticano le differenze”, per “costruire insieme un nuovo riformismo”. Questo anche per scongiurare il “rischio che riemergano le vecchie identità costruite su terreni nuovi”, da parte di quella “identità di sinistra che c'è ancora” e di una destra che potrebbe essere tentata di dare vita a una “identità clericale” che sarebbe una “sciagura”.
&lt;p&gt;
Quindi &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt; ha invitato i cattolici a impegnarsi sui “temi nuovi”, a partire da quelli eticamente sensibili, che “sono i più difficili ma anche i più belli”: non sono temi che “dobbiamo sfuggire ma affrontare con più passione, buttarcisi dentro, accettare la sfida del dialogo. Se noi riusciamo a rompere i muri, questi cadranno anche nel Paese”. Su questi temi, poi, la “libertà di coscienza è un atto finale dopo un percorso comune non il punto di partenza”.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/news-PD__FRANCESCHINI__CHI_LO_CRITICA_RICORDI_CHE_E__NATO_SOLO_DA_3_ANNI-996321-POL-1.html&quot;&gt;Asca&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Il Pd apra un canale dialogo con la Chiesa, anche lei ne ha bisogno</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/03/05/dario-franceschini/il-pd-apra-un-canale-dialogo-con-la-chiesa-anche-lei-ne-ha-bisogno/558882"></link>
  <updated>2011-03-05T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>558882</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il Pd apra con la Chiesa e il mondo cattolico un “canale di confronto e di dialogo, di cui ha bisogno anche la Chiesa per non affidare tutto a rapporti personali, che pure è bene che ci siano”. Lo ha detto &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, capogruppo del Pd alla Camera, chiudendo il convegno &lt;a href=&quot;http://www.adessonline.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=31&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;“La crisi della democrazia e la politica dei cristiani”&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/a&gt; organizzato dall'associazione &lt;a href=&quot;http://www.adessonline.it&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Adesso&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;, vicina ad &lt;a href=&quot;http://www.areadem.info&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Area Dem&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;. 
&lt;p&gt;
A proposito del cattolicesimo democratico (che “dalle origine porta dentro il principio della laicità”), &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt; ha rilevato che “dopo più di cento anni di storia, fatta di pensiero e riflessione politica, è uno dei filoni del riformismo italiano talmente radicato e consolidato nel suo pensiero che potrebbe essere condiviso anche da chi non ha fatto una scelta di fede, è diventato un filone culturale”. 
&lt;p&gt;
I cattolici, nel contesto di oggi, pieno di “opportunità”, non devono “rinchiudersi in uno spazio di nicchia”, utilizzando invece i propri valori e la propria cultura “in un campo più vasto, nel campo progressista” per questo è stato “scelto convintamente il Pd”.
&lt;p&gt;
E del resto, con la destra che ha scelto la strada della “paura” di fronte alle grandi trasformazioni in atto, “tra paura ed egoismo e speranza e cambiamento da che parte devono stare la Chiesa e un cattolico?”.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/news-PD__FRANCESCHINI__APRA_CANALE_DIALOGO_CON_CHIESA_ANCHE_LEI_NE_HA_BISOGNO-996316-POL-1.html&quot;&gt;Asca&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Nichi VENDOLA: «Basta pulsioni anticlericali. E la sinistra torni a vincere unita e per cambiare l'Italia»</title>
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  <updated>2010-10-24T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>547358</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Puglia (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Consigliere Regione Puglia (Lista di elezione: SeL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Un governo tecnico solo per la riforma elettorale»
&lt;p&gt;Firenze - «Ci eravamo smarriti e ci siamo ritrovati. &lt;br /&gt;
Uno smarrimento che parla di una sinistra in stato confusionale e che deve cercare di ritrovarsi, ma non per tornare a un luogo antico». 
&lt;p&gt;Nichi Vendola traccia la rotta durante il suo intervento conclusivo al congresso fondativo di &quot;Sinistra ecologia e libertà&quot; di Firenze. «Sbaglieremmo molto - dichiara Vendola - a fare un'operazione di restaurazione o una sommatoria di frammenti pensando che la sommatoria possa dare una forza che è invece un fatto politico e non algebrico».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Governo Tecnico&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
Il leader di Sel si rivolge prima di tutto al Partito democratico, interlocutore privilegiato: «Spero di avere qualche risposta chiara da Bersani a cui mi rivolgo con stima e amicizia. Noi un governo di scopo per cambiare la legge elettorale lo consideriamo un fatto positivo, un governo che ci accompagni verso la liberazione dal berlusconismo, ma non ci può essere spazio per riforme economiche bipartisan». 
&lt;p&gt;Vendola conferma che il colloquio di qualche settimana fa con il segretario del Pd «è stato buono, ha aperto porte e finestre delle nostre case alla speranza» ma non si può seguire il tremontismo perché, ad esempio, «basta guardare cosa è successo con Padoa Schioppa, un suo «adepto»: «Quando uno cerca le ragioni delle nostre sconfitte eccole servite lì davanti...».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Pulsioni Anticlericali&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
Vendola, dopo aver dichiarato che «Aldo Moro avrebbe compreso le ragioni della piazza Fiom» e che «il patto tra produttori è un inganno, il conflitto è incancellabile» afferma anche che occorre dialogare con il mondo cattolico, rifuggendo l'anticlericalismo. Il governatore della Puglia ricorda che «la Dc è stata un garante della laicità dello Stato. Tuttavia, la fine dell'unità politica dei cattolici ha generato un'inseminazione di clericalismo in tutta la vita politica. Guai - avverte il leader di Sel - se a questo rispondessimo con pulsioni anticlericali, dobbiamo invece rilanciare dialoghi, aprire varchi. Penso a come Gramsci irrideva a un certo anticlericalismno risorgimentale», con «un rispetto profondo».
&lt;p&gt; «La cosa peggiore è chiudere la discussione prima che cominci. Io voglio parlare delle questioni eticamente sensibili, ne voglio parlare anche con la Chiesa - aggiunge il governatore pugliese -. Voglio parlare di un percorso giuridico per persone dello stesso sesso che si amano. Lo dico agli amici del Family Day. Cosa vi ha ferito e vi ferisce, due persone dello stesso sesso che si amano, o le politiche liberiste che hanno impoverito la famiglia?».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Sinistra Unita&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
Vendola, che sarà poi eletto presidente di &quot;Sinistra Ecologia Libertà&quot; all'unanimità, conclude il suo intervento con un invito: «Basta con la sinistra innamorata dell'estetica del naufragio», la sinistra deve tornare a vincere «unita e per cambiare l'Italia».«Il nostro popolo - aggiunge - vuole che stiamo insieme, ma l'unità deve avere come obiettivo il cambiamento del modello sociale e di sviluppo dell'Italia»&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/10_ottobre_24/vendola-sel-sinistra_d1fa03c8-df6a-11df-ae0f-00144f02aabc_print.html&quot;&gt;Corriere della Sera - Aldo Cazzullo&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Emma BONINO: La legge Tarzia banco di prova per la controriforma nazionale</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/10/15/emma-bonino/la-legge-tarzia-banco-di-prova-per-la-controriforma-nazionale/547020"></link>
  <updated>2010-10-15T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>547020</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) - Vicepres. Senato  &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La proposta di legge Tarzia è stata assunta come testo base per la riforma dei consultori dalla Commissione lavoro e politiche sociali della Regione Lazio. &lt;br /&gt;
La mossa è in contrasto con l'articolo 61 del regolamento del Consiglio regionale, secondo il quale il testo avrebbe dovuto essere preso in esame insieme a quello presentato da Giulia Rodano.&lt;br /&gt;

In sostanza: c'est la guerre! E dal fronte dell'opposizione Emma Bonino avverte dei rischi che la proposta del centrodestra rappresenta per le donne e gli uomini di tutto il paese.
&lt;p&gt; «Alla luce del convegno di luglio organizzato da Polverini, Formigoni e Gota, è chiaro che se passerà la proposta di legge Tarzia, la regione Lazio sarà il terreno di prova di ciò che avverrà a livello nazionale. La proposta ha infatti già un precedente nel progetto Nasko, che prevede per le donne residenti in Lombardia un compenso economico in cambio della rinuncia ad abortire».
&lt;p&gt;
Nel dettaglio il progetto Nasko, approvato dalla giunta regionale presieduta da Formigoni il 31 maggio scorso, parte dal presupposto che la crisi economica pesi su: &lt;br /&gt;
«Le donne e le famiglie che, in condizioni di incertezza e precarietà lavorativa ed economica, scelgono di procrastinare la maternità anche attraverso il ricorso all'interruzione di gravidanza, come risulta dai dati in possesso dell'Osservatorio regionale sull'esclusione sociale». 
&lt;p&gt;Anche per Formigoni, come per Olimpia Tarzia, non esistono donne che scelgono di non essere madri. &lt;br /&gt;
Il più che ci viene concesso è &quot;procrastinare&quot; la maternità. Il citato Osservatorio, istituito anche questo per delibera regionale, sembrerebbe schierato dalla parte della chiesa cattolica; conta infatti, tra gli enti membri del comitato scientifico, diverse Caritas, confraternite e società confessionali varie, accanto alla Lega coop Lombardia.
&lt;p&gt;
Poco più avanti, nel testo della delibera leggiamo che si ritiene «opportuno istituire un elenco regionale dei servizi, denominati Centri di Aiuto alla Vita, che abbiano i requisiti di cui all'allegato b» dove, tra le condizioni sine qua non per accedere all'elenco troviamo: &quot;Presenza nello statuto della finalità di tutela della vita fin dal concepimento&quot;. 
&lt;br /&gt;
E infatti in un altro documento della giunta lombarda leggiamo l'esclusione di un'associazione il cui statuto non prevede tale finalità.
&lt;p&gt;
Più avanti ancora, alla voce &quot;Criteri di erogazione&quot;, viene specificato: «Beneficiari del fondo Nasko sono le madri che, in presenza di una proposta di progetto personalizzato di aiuti economici e sociali, recedono dalla scelta di interrompere volontariamente la gravidanza». Giuro che non ci sono altri beneficiari.
&lt;p&gt; Questo vuol dire che a una donna in difficoltà economiche rimasta incinta, anche qualora non abbia alcuna intenzione di abortire, conviene iniziare la pratica di interruzione di gravidanza per poi ripensarci e tentare così di ottenere la miseria, perché di miseria si tratta, di 250 curo mensili. &lt;br /&gt;
I miei complimenti alla giunta lombarda
&lt;p&gt;

Accadeva in Lombardia nel lontano maggio 2010 . Oggi nel Lazio potrebbe passare una proposta ispirata ai principi di quel progetto. Questo vuol dire che l'attacco ai consultori e alla legge che nel 1978 depenalizzò l'aborto, cioè al principio di autodeterminazione delle donne, è stato affidato alle singole regioni di volta in volta amministrate dalla destra. 
&lt;p&gt;«La proposta Tarzia continua Emma Bonino introdurrebbe la tutela del figlio concepito che, oltre a essere in conflitto con la legge 194, è materia che non può rientrare nelle competenze legislative regionali. Si creerebbe inevitabilmente un conflitto tra istituzioni diverse».
&lt;p&gt;
Se la proposta Tarzia e il progetto Nasko sono in evidente contrasto con interi pezzi della Costituzione e delle leggi italiane, sembrano invece appoggiarsi a un'altra legge, la 40, sulla procreazione medicalmente assistita. &lt;br /&gt;
«E infatti - prosegue la senatrice - la legge 40 è già stata dichiarata incostituzionale dalla Corte italiana.
&lt;p&gt; A dimostrazione della sua incostituzionalità c'è inoltre una sentenza della Corte europea contro l'Austria proprio in materia di fecondazione eterologa. 
&lt;p&gt;Se, nonostante tutto, la legge passerà, non resterà che l'arma dei ricorsi, la quale però può essere impugnata solo dalle singole persone». 
&lt;p&gt;I criteri del ricorso prevedono infatti che qualsiasi giudice possa obiettare la costituzionalità di una legge solo nel momento in cui si trovi ad affrontare una causa che lo pone di fronte al problema di quella stessa legge.
&lt;p&gt;
E a proposito di ricorsi, di questi giorni è il secondo alla Corte Costituzionale italiana in merito alla legge 40. &lt;br /&gt;
Il primo portò all'abolizione delle norme che limitavano a tre la produzione di embrioni per ogni ciclo di fecondazione, che obbligavano a impiantarli tutti insieme e che vietavano il congelamento degli embrioni in soprannumero. 
&lt;p&gt;Questo secondo ricorso riguarda invece il divieto di eterologa, tecnica che, secondo gli esponenti del governo e della chiesa, solleva il problema del mercato degli ovociti. &lt;br /&gt;
Come dire: non possiamo emanare leggi che regolino il mercato (vizio diffuso nella destra di governo) quindi ne vietiamo i presupposti in terra nazionale per rimandarli all'estero.
&lt;p&gt;
In questa bagarre arriva la notizia del premio Nobel a Robert Edwards, il padre della fecondazione assistita. &lt;br /&gt;
E giù nuove polemiche e strali come in una vera guerra, con due nemici e due campi contrapposti: progresso e chiesa, laicità e religione, ragionevolezza e autoritarismo. &lt;br /&gt;
Forse l'unica risposta a tutti i dubbi e le domande che ci poniamo, e che continueremo a porci, si trova nel pensiero e nelle parole delle donne.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=UNH02&quot;&gt;Gli Altri /Monica Micheli&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>STEFANO BENEDETTI: Lettera al Vescovo sul BarCamp sulle diversità</title>
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  <updated>2010-09-03T00:00:00Z</updated>
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  <id>505937</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Massa (MS) (Lista di elezione: La Destra) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Sua Eminenza, Le scrivo queste poche righe per sensibilizzarla ad una questione che a mio avviso ha una portata enorme rispetto a quella che dovrebbe essere la dignità umana ed il rispetto verso la religione, la comunità cristiana e i cittadini tutti.
 
Mi riferisco alla già famosa &quot;festa del finocchio&quot; ( con iniziali volutamente minuscole), il cui solo nome dovrebbe far vergognare gli organizzatori, pederasti, lesbiche, atei e tutto ciò che di più schifoso esiste al mondo, basta pensare che tanti di questi individui, sono gli stessi che scaldano le serate notturne dei pervertiti che si svolgono in quel di Torre del Lago.
Ma ognuno é libero di fare quello che vuole, l' importante che rispetti la libertà altrui e che abbia la sensibilità di non offendere la religione e soprattutto i Santi amati e pregati da coloro che la professano, ma non solo, da tutti i credenti e forse anche da tanti non credenti.
Con questa festa tutta la comunità Cristiana Apuana sarà offesa nel proprio spirito e Piazza S. Francesco profanata da orde di maniaci, spavaldi contro natura che dovrebbero, invece, festeggiare da un' altra parte, lontano dalla città e dallo sguardo innocente dei bambini.
Per questo motivo, la invito a nome di tanti cittadini che la pensano come me, a farsi garante della nostra richiesta nei confronti del Sindaco affinché revochi l'autorizzazione agli organizzatori della festa in quella piazza, dedicata ad un Santo amato e venerato da tutti proprio per la Sua semplicità umana e religiosa.
Non é pensabile che la festa sia stata dislocata in Piazza S. Francesco, solamente per una questione logistica e che il Sindaco non abbia pensato all'impatto che avrebbe la presenza di pederasti e lesbiche senza pudore in una Piazza che, anche se non consacrata, rappresenta l'essenza della cristianità ed é dedicata ad una Santo che per propria indole non ha nulla a che fare con gli spogliarelli delle drag queen o con i temi della comunità gay, che se si sentono discriminati dalla società, significa che sono vittime di se stessi per il proprio modo di comportarsi: gente che si isola e che si ritrova nelle zone gay solo per fare sesso, casino e niente altro.
Mi auguro che questo appello venga accolto e che il Sindaco Zubbani comprenda la gravità della decisione di spostare la festa in Piazza S. Francesco.
Credo comunque che abbiamo il diritto di manifestare di svolgere la festa, ma sicuramente senza ostacolare la società e offendere la religione.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/comunicati/l-associazione-radicale-certi-diritti-parteciper-oggi-alla-sagra-del-finocchio-di-carrara&quot;&gt;Radicali Italiani&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giorgio NAPOLITANO: Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica  [youtube]</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/12/31/giorgio-napolitano/messaggio-di-fine-anno-del-presidente-della-repubblica-youtube/475068"></link>
  <updated>2009-12-31T00:00:00Z</updated>
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  <id>475068</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. della Repubblica&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Palazzo del Quirinale, 31/12/2009. 
&lt;p&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=wJjHZafYiOw&quot;&gt;Il Quirinale.it/youtube.com&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giorgio NAPOLITANO: Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica. </title>
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  <updated>2009-12-31T00:00:00Z</updated>
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  <id>475067</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. della Repubblica&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Palazzo del Quirinale, 31/12/2009.
&lt;p&gt;




Nel rivolgervi, mentre sta per concludersi il 2009, il più cordiale e affettuoso augurio, vorrei provarmi a condividere con voi qualche riflessione sul difficile periodo che abbiamo vissuto e su quel che ci attende. Un anno fa, molto forte era la nostra preoccupazione per la crisi finanziaria ed economica da cui tutto il mondo era stato investito. La questione non riguardava solo l'Italia, ma avevamo motivi particolari di inquietudine per il nostro paese.

&lt;p&gt;
Oggi, a un anno di distanza, possiamo dire che un grande sforzo è stato compiuto e che risultati importanti sono stati raggiunti al livello mondiale: non era mai accaduto nel passato, in situazioni simili, che i rappresentanti degli Stati più importanti, di tutti i continenti, si incontrassero così di frequente, discutessero e lavorassero insieme per cercare delle vie d'uscita nel comune interesse, e per concordare le decisioni necessarie. Proprio questo è invece accaduto nel corso dell'ultimo anno. L'Italia - sempre restando ancorata all'Europa - ha dato il suo apprezzato contributo, con il grande incontro del luglio scorso a L'Aquila, e ha per suo conto compiuto un serio sforzo.

&lt;p&gt;
Dico questo, vedete, guardando a quel che si è mosso nel profondo del nostro paese. Perché, lo so bene, abbiamo vissuto mesi molto agitati sul piano politico, ma ciò non deve impedirci di vedere come si sia operato in concreto da parte di tutte le istituzioni, realizzandosi, nonostante i forti contrasti, anche momenti di impegno comune e di positiva convergenza. Nello stesso tempo, nel tessuto più ampio e profondo della società si è reagito alla crisi con intelligenza, duttilità, senso di responsabilità, da parte delle imprese, delle famiglie, del mondo del lavoro.

Perciò guardiamo con fiducia, con più fiducia del 31 dicembre scorso, al nuovo anno.

&lt;p&gt;
Non posso tuttavia fare a meno di parlare del prezzo che da noi, in Italia, si è pagato alla crisi e di quello che ancora si rischia di pagare, specialmente in termini sociali e umani.C'è stata una pesante caduta della produzione e dei consumi ; ce ne stiamo sollevando; si è confermata la vocazione e intraprendenza industriale dell'Italia; ma ci sono state aziende, soprattutto piccole e medie imprese, che hanno subito colpi non lievi; e a rischio, nel 2010, è soprattutto l'occupazione. Si è fatto non poco per salvaguardare il capitale umano, per mantenere al lavoro forze preziose anche nelle aziende in difficoltà, e si è allargata la rete delle misure di protezione e di sostegno; ma hanno pagato, in centinaia di migliaia, i lavoratori a tempo determinato i cui contratti non sono stati rinnovati e le cui tutele sono rimaste deboli o inesistenti; e indubbia è oggi la tendenza a un aumento della disoccupazione, soprattutto di quella giovanile.

&lt;p&gt;
Vengono così in primo piano antiche contraddizioni, caratteristiche dell'economia e della società italiana. Dissi da questi schermi un anno fa: affrontiamo la crisi come grande prova e occasione per aprire al Paese nuove prospettive di sviluppo, facendo i conti con le insufficienze e i problemi che ci portiamo dietro da troppo tempo - dalla crisi deve e può uscire un'Italia più giusta. Ebbene, questo è il discorso che resta ancora interamente aperto, questo è l'impegno di fondo che dobbiamo assumere insieme noi italiani.

&lt;p&gt;
Ma come riuscirvi? Guardando con coraggio alla realtà nei suoi aspetti più critici, ponendo mano a quelle riforme e a quelle scelte che non possono più essere rinviate, e facendoci guidare da grandi valori: solidarietà umana, coesione sociale, unità nazionale.

&lt;p&gt;
Parto dalla realtà delle famiglie che hanno avuto maggiori problemi: le coppie con più figli minori, le famiglie con anziani, le famiglie in cui solo una persona è occupata ed è un operaio. Le indagini condotte anche in Parlamento ci dicono che nel confronto internazionale elevato è in Italia il livello della disuguaglianza e della povertà. Le retribuzioni dei lavoratori dipendenti hanno continuato ad essere penalizzate da un'alta pressione fiscale e contributiva; più basso è il reddito delle famiglie in cui ci sono occupati in impieghi &quot;atipici&quot;, comunque temporanei.

&lt;p&gt;
Le condizioni più critiche si riscontrano nel Mezzogiorno e tra i giovani. Sono queste le questioni che richiedono di essere poste al centro dell'attenzione politica e sociale, e quindi dell'azione pubblica. L'economia italiana deve crescere di più e meglio che negli ultimi quindici anni: ecco il nostro obbiettivo fondamentale. E perché cresca in modo più sostenuto l'Italia, deve crescere il Mezzogiorno, molto più fortemente il Mezzogiorno. Solo così, crescendo tutta insieme l'Italia, si può dare una risposta ai giovani che s'interrogano sul loro futuro.

&lt;p&gt;
C'è una cosa che non ci possiamo permettere: correre il rischio che i giovani si scoraggino, non vedano la possibilità di realizzarsi, di avere un'occupazione e una vita degna nel loro, nel nostro paese. Ci sono nelle nuove generazioni riserve magnifiche di energia, di talento, di volontà : ci credo non retoricamente, ma perché ho visto di persona come si manifestino in concreto quando se ne creino le condizioni.

&lt;p&gt;
Ho visto la motivazione, ho visto la passione di giovani, tra i quali molte donne, che quest'anno mi è accaduto di incontrare nei laboratori di ricerca; la motivazione e l'orgoglio dei giovani specializzati che sono il punto di forza di aziende di alta tecnologia ; la passione e l'impegno che si esprimono nelle giovani orchestre concepite e guidate da generosi maestri. E penso alla motivazione e alla qualità dei giovani che si preparano alle selezioni più difficili per entrare in carriere pubbliche come la magistratura. Certo, sono queste le energie giovanili che hanno potuto prendere le strade migliori ; e tante sono purtroppo quelle che ancora si dibattono in una ricerca vana. Ma ho fiducia nell'insieme delle nuove generazioni che stanno crescendo ; a tutti i giovani la società e i poteri pubblici debbono dare delle occasioni, e in primo luogo debbono garantire l'opportunità decisiva di formarsi grazie a un sistema di istruzione più moderno ed efficiente, capace di far emergere i talenti e di premiare il merito.

&lt;p&gt;
Più crescita, più sviluppo nel Mezzogiorno, più futuro per i giovani, più equità sociale. Sappiamo che a tal fine ci sono riforme e scelte da non rinviare : proprio negli scorsi giorni il governo ne ha annunciato due su temi molto impegnativi, la riforma degli ammortizzatori sociali e la riforma fiscale. La prima è chiamata in particolare a dare finalmente risposte di sicurezza e tutela a coloro che lavorano in condizioni di estrema flessibilità e precarietà. La riforma annunciata per il fisco, è poi assolutamente cruciale; in quel campo, è vero, non si può più procedere con &quot;rattoppi&quot;, vanno presentate e dibattute un'analisi e una proposta d'insieme. E in quel dibattito si misurerà anche una rinnovata presa di coscienza del problema durissimo del debito dello Stato. Intanto, il Parlamento si è impegnato a riordinare la finanza pubblica con la legge sul federalismo fiscale e a regolarla con un nuovo sistema di leggi e procedure di bilancio. Due riforme già votate, su cui il Parlamento è stato largamente unito.

&lt;p&gt;
E vengo alle riforme istituzionali, e alla riforma della giustizia, delle quali tanto si parla. Ho detto più volte quale sia il mio pensiero; sulla base di valutazioni ispirate solo all'interesse generale, ho sostenuto che anche queste riforme non possono essere ancora tenute in sospeso, perché da esse dipende un più efficace funzionamento dello Stato al servizio dei cittadini e dello sviluppo del paese. Esse dunque non sono seconde alle riforme economiche e sociali e non possono essere bloccate da un clima di sospetto tra le forze politiche, e da opposte pregiudiziali. La Costituzione può essere rivista - come d'altronde si propone da diverse sponde politiche - nella sua Seconda Parte. Può essere modificata, secondo le procedure che essa stessa prevede. L'essenziale è che - in un rinnovato ancoraggio a quei principi che sono la base del nostro stare insieme come nazione - siano sempre garantiti equilibri fondamentali tra governo e Parlamento, tra potere esecutivo, potere legislativo e istituzioni di garanzia, e che ci siano regole in cui debbano riconoscersi gli schieramenti sia di governo sia di opposizione.

&lt;p&gt;
Ho consigliato misura, realismo e ricerca dell'intesa, per giungere a una condivisione quanto più larga possibile, come ha di recente e concordemente suggerito anche il Senato. Voglio esprimere fiducia che in questo senso si andrà avanti, che non ci si bloccherà in sterili recriminazioni e contrapposizioni.

&lt;p&gt;
Il nuovo slancio di cui ha bisogno l'Italia, per andare oltre la crisi, verso un futuro più sicuro, richiede riforme, richiede convinzione e partecipazione diffuse in tutte le sfere sociali, richiede recupero di valori condivisi. Valori di solidarietà: e il paese, in effetti, se ne è mostrato ricco in quest'anno segnato da eventi tragici e dolorosi, da ultimo sconvolgenti alluvioni. Se ne è mostrato ricco stringendosi con animo fraterno alle popolazioni dell'Aquila e dell'Abruzzo colpite dal terremoto, o raccogliendosi commosso attorno alle famiglie dei caduti in Afganistan, e come sempre impegnandosi generosamente in molte buone cause, quelle del volontariato, della fattiva e affettuosa vicinanza ai portatori di handicap, ai più poveri, agli anziani soli, e del sostegno alla lotta contro le malattie più insidiose di cui soffrono anche tanti bambini.

&lt;p&gt;
E' necessario essere vicini a tutte le realtà in cui si soffre anche perché ci si sente privati di diritti elementari : penso ai detenuti in carceri terribilmente sovraffollate, nelle quali non si vive decentemente, si è esposti ad abusi e rischi, e di certo non ci si rieduca.

&lt;p&gt;
Solidarietà significa anche comprensione e accoglienza verso gli stranieri che vengono in Italia, nei modi e nei limiti stabiliti, per svolgere un onesto lavoro o per trovare rifugio da guerre e da persecuzioni: le politiche volte ad affermare la legalità, e a garantire la sicurezza, pur nella loro severità, non possono far abbassare la guardia contro razzismo e xenofobia, non possono essere fraintese e prese a pretesto da chi nega ogni spirito di accoglienza con odiose preclusioni. Anche su questo versante va tutelata la coesione, e la qualità civile, della società italiana.

&lt;p&gt;
Qualità civile, qualità della vita: aspetti, questi, da considerare essenziali per valutare la condizione di una società, il benessere e il progresso umano. Contano sempre di più fattori non solo di ordine materiale ma di ordine morale, che danno senso alla vita delle persone e della collettività e ne costituiscono il tessuto connettivo.

&lt;p&gt;
E' necessario che si riscoprano e si riaffermino valori troppo largamente ignorati e negati negli ultimi tempi. Più rispetto dei propri doveri verso la comunità, più sobrietà negli stili di vita, più attenzione e fraternità nei rapporti con gli altri, rifiuto intransigente della violenza e di ogni altra suggestione fatale che si insinua tra i giovani.

&lt;p&gt;
Considero importante il fatto che nel richiamo alla solidarietà e ai valori morali incontriamo la voce e l'impegno di religiosi e di laici, della Chiesa e del mondo cattolico. Così come nel discorso su una nuova concezione dello sviluppo - che tenga conto delle lezioni della crisi recente e dell'allarme per il clima e per l'ambiente - ritroviamo l'ispirazione e il pensiero del Pontefice. Vedo egualmente sentita da quel mondo l'esigenza dell'unità della nazione italiana.

&lt;p&gt;
In realtà, non è vero che il nostro paese sia diviso su tutto : esso è più unito di quanto appaia se si guarda solo alle tensioni della politica. Tensioni che è mio dovere sforzarmi di attenuare. E' uno sforzo che mi auguro possa dare dei frutti, come è sembrato dinanzi a un episodio grave, quello dell'aggressione al Presidente del Consiglio: si dovrebbero ormai, da parte di tutti, contenere anche nel linguaggio pericolose esasperazioni polemiche, si dovrebbe contribuire a un ritorno di lucidità e di misura nel confronto politico.
&lt;p&gt;

Io posso assicurarvi che sono deciso a perseverare nel mio impegno per una maggiore unità della nazione: un impegno che richiede ancora tempo e pazienza, ma da cui non desisterò.

&lt;p&gt;
Anche perché nulla è per me come Presidente di tutti gli italiani più confortante che contribuire alla serenità di tutti voi. Mi hanno toccato le parole del comandante di un contingente dei nostri cari militari impegnati in missioni all'estero. Mi ha detto - dieci giorni fa in videoconferenza per gli auguri di Natale - che lui e i suoi &quot;ragazzi&quot; traggono serenità dai miei messaggi quando gli giungono attraverso la televisione.

&lt;p&gt;
Sì, hanno bisogno di maggiore serenità tutti i cittadini in tempi difficili come quelli attuali, lavoratori, disoccupati, giovani alle prese con problemi assillanti, quanti sono all'opera per rilanciare la nostra economia, e quanti servono con scrupolo lo Stato, in particolare le forze armate chiamate a tutelare la pace e la stabilità internazionale, o le forze dell'ordine che combattono con crescente successo le organizzazioni criminali.

&lt;p&gt;
E a questo bisogno debbono corrispondere tutti coloro che hanno responsabilità elevate nella politica e nella società.

&lt;p&gt;
Serenità e speranza sento di potervi trasmettere oggi. Speranza guardando all'Italia che ha mostrato di volere e saper reagire alle difficoltà. Speranza guardando al mondo, per quanto turbato e sconvolto da conflitti e minacce, tra le quali si rinnova, sempre inquietante, quella del terrorismo. Speranza perché nuove luci per il nostro comune futuro sono venute dall'America e dal suo giovane Presidente, sono venute da tutti i paesi che si sono impegnati in un grande processo di cooperazione e riconciliazione, sono venute dalla nostra Europa, che ha scelto di rafforzare, con nuove istituzioni, la sua unità e rilanciare il suo ruolo, offrendo l'esempio della nostra pace nella libertà.

&lt;p&gt;
Questo è il mio messaggio e il mio augurio per il 2010, a voi italiane e italiani di ogni generazione e provenienza che salutate il nuovo anno con coloro che vi sono cari o lo salutate lontano dall'Italia ma con l'Italia nel cuore.

&lt;p&gt;
Ancora buon anno a tutti&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Discorso&amp;key=1758&quot;&gt;Il Quirinale.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>RICCARDO NASCIMBENI: Sentenza Crocifisso. </title>
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  <updated>2009-11-06T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>474404</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Campogalliano (MO) (Lista di elezione: Cen-sin) - Assessore  Comune Campogalliano (MO) (Partito: Cen-sin) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il crocifisso appeso nelle aule scolastiche è una violazione della libertà dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni e della libertà di religione degli alunni. Lo sostiene la sentenza emessa all’unanimità da sette giudici della Corte europea dei diritti umani di Strasburgo, presieduti dalla belga Francoise Tulkens, che hanno esaminato il ricorso di una cittadina italiana.
Sul piano teorico non posso che essere in accordo con la sentenza, sul piano pratico trovo la questione ai limiti dell'irrilevante.
&lt;p&gt;
Ritengo non corretta l'esposizione di simboli sacri all'interno di uffici pubblici e in una scuola di nuova costruzione riterrei sconveniente il loro inserimento.
Non mi sento però di condurre una battaglia per la rimozione di tali simboli ove essi siano già posti poiché penso che la laicità della scuola non sia messa in pericolo dalla presenza di un crocifisso che si connota come semplice tradizione culturale. Una tradizione radicata che nel concreto non penso abbia mai impedito a nessuno di maturare liberamente le proprie convinzioni.
&lt;p&gt; Il crocefisso è stato sempre presente in molte scuole e non ha impedito di avere il più grande partito comunista d'occidente nella nostra nazione, per fare un esempio.

&lt;p&gt;
Aldilà dei simboli sono altri i campi che ritengo problematici e che mi preoccupano maggiormente. Il fatto che gli insegnanti di religione siano formati e indicati dall'autorità religiosa ma retribuiti da quella statale è oggetto di molte critiche e ritengo che sia incompatibile con il principio della separazione tra Chiesa e Stato. Inoltre la nomina da parte dell'autorità religiosa favorisce gli insegnanti di fede cattolica violando i principi di uguaglianza e antidiscriminazione sul lavoro in funzione della fede dell'individuo.
&lt;p&gt;
La programmazione non prevede l'insegnamento delle religioni, ma di una religione; le esperienze di storia delle religioni, di confronto tra le diverse culture sono sempre state lasciate alla lungimiranza di qualche insegnate.

&lt;p&gt;
Ancora più preoccupanti le reazioni di molti rappresentanti istituzionali che si limitano a sterili affermazioni e suscitano il mio profondo dissenso.
&lt;p&gt;
La definizione del crocefisso come simbolo dei nostri valori, sostenuta dal Ministro Gelmini, è sintomo della mancanza di laicità di molti nostri politici che per ignoranza o per comodità non riconoscono come valori fondanti della nostra nazione quelli del Risorgimento e della Costituzione che se conosciuti e compresi risolverebbero già da loro la questione dei rapporti tra Stato e Chiesa.
&lt;p&gt;
Indegne le dichiarazione del Ministro La Russa che ci ricorda che i giudici della Corte europea &quot;possono anche morire&quot;, ennesima dichiarazione volgare e violenta ma senza conseguenze , senza obbligo di rendere conto, senza il pestaggio mediatico che invece è stato riservato alla sciocchezza, se pur gravissima, di un ragazzino di vent'anni.

&lt;p&gt;
La discussione sul crocifisso ha poi suscitato le reazioni più inutili e futili anche a livello locale, che non portano nessun contributo a un serio ragionamento sulla questione. Sono affermazioni da consegnare alla categoria &quot;spot pubblicitari&quot;; il Sindaco Soragni che minaccia ordinanze a doc per imporre il crocefisso e l'acquisto, provocatorio ed elettoralistico, di 50 crocefissi da parte del Sindaco Caselli di Sassuolo da mettere in tutti gli uffici pubblici.

&lt;p&gt;
In conclusione, con amarezza, tocca constatare come una sentenza che potrebbe contribuire ad aprire un serio ragionamento sulle reali problematiche legate al rapporto tra Stato e Chiesa, sulle ingerenze ecclesiastiche, sulla laicità venga utilizzata per parlare della cosa probabilmente più futile, contribuendo a distogliere il nostro sguardo dalle problematiche molto più concrete e reali come nell'esempio degli insegnanti di religione.

&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://nascimbeni.blogs.it/&quot;&gt;Blog assessore&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Renato BRUNETTA: &quot;La sinistra vada a morire ammazzata. Prepara un colpo di Stato. La sinistra perbene si liberi dalle elite di merda&quot;.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/09/19/renato-brunetta/la-sinistra-vada-a-morire-ammazzata-prepara-un-colpo-di-stato-la-sinistra-perbene-si-liberi-dalle-elite-di-merda/417773"></link>
  <updated>2009-09-19T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>417773</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  PA e innovazione (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;No all' ideologia politica con la tonaca&quot;
&lt;p&gt;Il ministro della Pubblica amministrazione e Innovazione Renato Brunetta, al convegno del Pdl a Cortina d'Ampezzo, attacca ancora la sinistra &quot;elitaria e parassitaria&quot;, accusandola di preparare un colpo di stato. Alla &quot;sinistra per male&quot; manda a dire: &quot;Vada a morire ammazzata&quot;. E alla sinistra &quot;perbene&quot; chiede: &quot;Recuperi gli ideali di una volta&quot;. 

&lt;p&gt;
La sinistra si liberi dalle elite. &lt;br /&gt;
&quot;Mentre gestivamo la crisi non abbiamo visto l'opposizione&quot; ha tuonato Brunetta dal palco &quot;e questo per la democrazia è un problema. Abbiamo visto le elite, o sedicenti tali, impegnate a buttare giù il governo. Sono sempre le solite: quelle delle rendite editoriali, finanziarie, burocratiche, cinematografiche e culturali, che hanno combattuto il governo reo di aver cominciato a colpire le case matte della rendita&quot;. Alla &quot;sinistra perbene&quot; Brunetta rivolge l'invito a liberarsi dall'oppressione di questa &quot;elite di merda&quot;. Una &quot;povera sinistra che si fa usare&quot;, ma Brunetta ha la soluzione: &quot;A questi compagni propongo una lotta di liberazione da questo abbraccio mortale&quot;. 

&lt;p&gt;
I temi economici.&lt;br /&gt;
 Brunetta continua il suo discorso toccando i problemi economici italiani. &quot;Il governo è pronto alla &quot;fase due&quot;, dopo la &quot;fase uno&quot; che ha riguardato la gestione della crisi&quot;. E spiega: &quot;Adesso bisogna passare all'espansione, al rilancio, con investimenti per aiutare i consumi e il lavoro&quot;. E proprio a questo proposito aggiunge: &quot;Detassare le tredicesime? No, meglio incentivare i consumi in beni durevoli&quot;. 

&lt;p&gt;
Fini e la Chiesa.&lt;br /&gt;
 Brunetta non esita a toccare anche temi scottanti per il Pdl, come i disaccordi tra Silvio Berlusconi e il presidente della Camera Gianfranco Fini: &quot;Le riflessioni di Fini sono una ricchezza per il Pdl. Il partito dovrà essere capace di trovare una straordinaria soluzione di compromesso alto su temi difficili come quelli che dividono, ad esempio la bioetica&quot;. Mentre sui contrasti con la Chiesa, non usa mezzi termini: &quot;Parlo da laico mangiapreti, dobbiamo collaborare con la Chiesa nei settori in cui la Chiesa fa meglio dello Stato. Ma non collaboreremo a chi gioca al massacro, facendo ideologia politica con la tonaca&quot;. 

&lt;p&gt;
La risposta del Pd.&lt;br /&gt;
 &quot;Brunetta evidentemente dimentica di essere un ministro della Repubblica. I suoi insulti sguaiati rivolti all'opposizione accusata di non fare quello che vuole lui, l'uso a vanvera di parole come colpo di stato sono assolutamente non degni di un rappresentante istituzionale&quot;. Questa la risposta di Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Partito Democratico, alle parole del ministro per la Pubblica amministrazione e l'innovazione. &quot;Brunetta non esageri e soprattutto non si illuda che questi strepiti e questi insulti riescano davvero a nascondere la difficoltà di un governo diviso su tutto, anche su un argomento delicato come le missioni internazionali&quot;.
&lt;p&gt; 

Il commento dell'Idv. &lt;br /&gt;
Risponde alle parole di Renato Brunetta anche Massimo Donadi, capogruppo dell'Italia dei Valori alla Camera. &quot;Al ministro Brunetta, che si lancia in lugubri anatemi, rispondiamo con una battuta: una risata lo seppellirà&quot;. E commenta: &quot;Mentre noi siamo qui a discutere di economia e proposte per rilanciare il sistema Paese, è sconfortante leggere le dichiarazioni di così basso livello da parte di un ministro della Repubblica&quot;. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-29/brunetta-sinistra/brunetta-sinistra.html&quot;&gt;Repubblica.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>MATTEO RENZI: «Chiuso in sé e arroccato in difesa: il Pd così non va»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/08/20/matteo-renzi/%C2%ABchiuso-in-s%C3%A9-e-arroccato-in-difesa-il-pd-cos%C3%AC-non-va%C2%BB-intervista/402507"></link>
  <updated>2009-08-20T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>402507</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Firenze (FI) (Partito: Cen-sin) - Consigliere  Consiglio Comunale Firenze (FI) (Lista di elezione: Cen-sin) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Nel nostro Parlamento ci sono persone che farebbero fatica ad essere
elette persino in una bocciofila.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt;

No, no, non mi chieda
nulla del congresso
del Pd perché non dico nulla». Matteo
Renzi ci accoglie così, in jeans e camicia a righe, nella
sua stanza da sindaco a Palazzo
Vecchio. «Vede – dice sedendosi –
questa è la sedia che ha sostituito
quella che era costata duemila euro e che ho rimandato indietro.
Certo, su questa a dir la verità si
suda un po’…». Sulla sfida Bersani-Franceschini-Marino non vuole dire una parola ma sul Pd alla fine si lascia andare. Ed è uno sfogo. Quasi un atto di accusa. «Siamo sempre in difesa, siamo vittime della malattia devastante dell’autoreferenzialità». E sul futuro di Firenze fa un annuncio importante: «La tramvia del Duomo? Meglio la pedonalizzazione…»
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Allora, sindaco, questo Pd sta messo male?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Guardi sono appena stato a Cortina a un dibattito con Alemanno. Il pubblico era un po’ mondo leghista e un po’mondo dei vip. Ho detto loro con nettezza che occorre
capire le ragioni degli immigrati che vengono in Italia. Sa che è successo? Mi hanno fischiato. Segno che ho colpito giusto. Ecco, se giochi in contropiede loro vanno in
difficoltà».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;E il Pd non gioca in contropiede?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Ma per carità. Faccio un altro
esempio. Se sulla sicurezza dici
che, invece di privatizzare il controllo, bisogna dare i soldi alla polizia metti a nudo una debolezza del governo. Pensi che la polizia
scientifica di Firenze ha 1500 euro di budget l’anno. Millecinquecento euro. E negli uffici hanno ancora la stampante a aghi… Ma noi queste cose non le diciamo».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ma perché secondo lei il Pd è così rauco?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Ma perché sono tutti impegnati
nel dibattito congressuale, in cui
se Bersani dice A Franceschini di-
ce B e viceversa. È una dialettica
surreale».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Insomma un bel disastro?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Sì le cose non vanno. Però me lo
lasci dire: è sempre meglio il nostro modo di fare che quello della
destra. Ad Alemanno l’ho detto: meglio da noi che da voi dove andate avanti a forza di acclamazione».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ma il centrosinistra che cosa deve
fare per reagire?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Abbiamo bisogno di prendere in
mano i temi veri del paese. O ci
apriamo all’esterno e ci rimettiamo in gioco oppure andremo male e vinceranno sempre i cooptati, quelli che sono succubi del leaderino di turno. Basta con il mondo autoreferenziale. L’autoreferenzialità
è una malattia devastante. Vede, Berlusconi riesce a mascherare i
suoi problemi, lui è il campione della sopravvivenza politica. Lui parla
all’esterno. Noi siamo professionisti della discussione interna».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Un quadro fosco. Sembra quasi non ci siano speranze…&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«No, affatto. Sta maturando invece nel Paese un gruppo nuovo, che
non è fatto solo di giovani, che alla
fine manderà a casa Berlusconi.
Dobbiamo ricordarci che dopo le
primarie del 25 ottobre la finale la
giochiamo con la destra e non tra di
noi.Però smettiamola di stare sempre in difesa, schiacciati nell’area di
rigore…»
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Vediamo le cose che non vanno. La
sicurezza, per esempio. Che ne dice
delle scelte del governo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Io dico che se mi mandano i militari e mi liberano un po’ di poliziotti
va anche bene. Ma la sicurezza non
la garantisci con le camionette nelle
strade, non possiamo permettere
che si restringa la libertà. Dovremmo avere il coraggio di dire: siamo
noi il vero popolo della libertà».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Le ronde…&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Una boiata pazzesca come direbbe
Fantozzi. È un tentativo demagogico di fomentare la paura senza risolvere nulla. Non possiamo accettare il proliferare di questo rambismo in miniatura. Sostenere per legge che
il clandestino è un criminale è inaccettabile. Allora: possiamo dire che la responsabilità di questo dramma della sicurezza che non va e della giustizia che fa acqua da tutte le parti non è nostra?»
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;In qualche modo sono cose che dicono i vescovi…&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Ecco appunto, in Italia sembra ci
sia solo la Chiesa a fare opposizione. E intanto noi del Pd non riusciamo a parlare al mondo cattolico che avrebbe tutti gli argomenti per stare con noi».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Sindaco, lei che è il campione delle primarie pensa che per favorire il ricambio bastino o serve una nuova legge elettorale?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Le primarie vanno bene. Ma io dico che chiunque sarà il segretario
del Pd deve battersi per fare una nuova legge al posto della
“porcata”. Quale? Decidano liberamente, l’importante è che si garantisca il rapporto tra elettore e eletto.
Nel nostro Parlamento ci sono persone che farebbero fatica ad essere
elette persino in una bocciofila».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Che ne dice del lavoro di sindaco dopo due mesi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Un bel lavoro. Vedremo i frutti in
seguito. Abbiamo lanciato una sfida
ambiziosa: quella di declinare Firenze al futuro e non più al passato. Su questo mi gioco la carriera e credo ne valga la pena».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;E quel brutto progetto del tram che
sfiora il Duomo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Vedrà che finirà tutto con il buonsenso. Sono stati fatti degli errori e
oggi serve la trasparenza assoluta.
Io le dico che tra Piazza del Duomo
così com’è adesso, con 1850 auto al
giorno, e la tramvia senza fili io scelgo la tramvia. Se invece l’alternativa è tra la tramvia e la pedonalizzazione…»
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Sceglie la pedonalizzazione?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Sicuramente. Anzi diciamo meglio: se devo scommettere un euro
lo scommetto sulla pedonalizzazione. Alla fine sono sicuro che arriveremo lì».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=N6D95&quot;&gt;l'Unità - Pietro Spataro&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Enzo BIANCO: «Con il nostro voto vogliamo fermare questa idea della sicurezza» </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/07/02/enzo-bianco/%C2%ABcon-il-nostro-voto-vogliamo-fermare-questa-idea-della-sicurezza%C2%BB/391810"></link>
  <updated>2009-07-02T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>391810</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«L'introduzione del reato di ingresso e soggiorno illegale è inefficace e in contrasto con il principio di eguaglianza previsto dalla nostra Costituzione»
&lt;p&gt;Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo, colleghi, i senatori del Gruppo del Partito Democratico voteranno convintamente a favore delle questioni pregiudiziali presentate da tutti i Gruppi delle opposizioni al disegno di legge che stiamo esaminando. I colleghi intervenuti hanno motivato con ricchezza di elementi e fondatezza di analisi le ragioni per cui occorre non procedere all'esame ulteriore del testo.

&lt;p&gt;
Voglio ricordare brevemente alcune delle ragioni poste a sostegno delle nostre pregiudiziali. In primo luogo, l'introduzione del reato di ingresso e soggiorno illegale nel territorio nazionale, con la procedura particolare ed eccezionale prevista, è da un canto inefficace e dall'altro in contrasto con il principio di eguaglianza previsto dalla nostra Costituzione. Ciò, inoltre, può incidere gravemente sull'esercizio di diritti fondamentali, come il diritto alla salute. Le considerazioni svolte dai colleghi della maggioranza non ci portano a modificare la nostra idea.

&lt;p&gt;
In secondo luogo, il prolungamento oltre ogni ragionevole durata della procedura di identificazione e di espulsione nei centri appositamente realizzati trasforma l'esigenza di limitare la libertà di un cittadino per il tempo strettamente necessario alla identificazione in una vera e propria lunga detenzione amministrativa, non dipendente dal comportamento di cui il soggetto interessato è responsabile.

&lt;p&gt;
In terzo luogo, l'istituzione delle cosiddette ronde è in palese e insuperabile contrasto con il principio che assegna solo ed esclusivamente allo Stato l'uso della forza a tutela dell'incolumità e della sicurezza delle persone e sempre nel rispetto della dignità delle persone stesse. Prima ancora che norma costituzionale e principio generale dell'ordinamento, tale monopolio è tratto distintivo degli stessi fondamenti della nostra civiltà giuridica.

&lt;p&gt;
Il complesso delle norme che così sinteticamente ho richiamato, signor Presidente, è riuscito in un piccolo straordinario miracolo.

&lt;p&gt;
Contro tali norme si è levata la voce unanime di tutte le opposizioni parlamentari. Dubbi e contrarietà sono state espresse anche da parte di colleghi dei Gruppi di maggioranza, che nell'altra Camera e nelle votazioni a scrutinio segreto hanno più volte manifestato evidente contrarietà e solo con il voto di fiducia sono stati ricondotti alla disciplina. Ancora, nei giornali di stamani, il Presidente della Camera dei deputati è tornato a manifestare seri dubbi sulle procedure di identificazione nel corso dei cosiddetti respingimenti.

&lt;p&gt;
Contro tali norme si è levata la voce unanime di tutte le organizzazioni degli appartenenti alle forze di polizia. In più occasioni, in convegni, in incontri e persino, onorevoli colleghi, in manifestazioni di piazza, i sindacati degli appartenenti alle forze di polizia, da Torino a Catania, hanno manifestato preoccupazione, sconcerto e indignazione. Questo Governo e questa maggioranza da un lato operano un taglio senza precedenti alle risorse destinate al comparto della pubblica sicurezza e dall'altro fanno regali pericolosi alla demagogia, consentendo che si contagi l'idea di una giustizia fai da te, tanto cara a quell'ideologia predemocratica, da far west, che riecheggia in alcune forze politiche.

&lt;p&gt;
Contro tali norme si è levata la voce unanime di tutte le organizzazioni internazionali, dall'Unione europea alle Agenzie dell'ONU, che spesso, non con il linguaggio felpato della diplomazia, hanno cercato di far ragionare questo Governo che ha pervicacemente deciso di imboccare una strada disumana ed inefficace insieme.

&lt;p&gt;
Contro queste norme, onorevoli colleghi, si è levata la voce di tutte le organizzazioni umanitarie e di tutte le fedi religiose, da quella degli appartenenti alle chiese protestanti, una per tutte la tavola valdese, a quella della chiesa cattolica che, a più riprese e con interventi anche della massima autorevolezza, ha richiamato al rispetto della persona umana. Un bel capolavoro, onorevoli colleghi, non c'è che dire.

&lt;p&gt;
Per tali ragioni, noi voteremo a favore delle questioni pregiudiziali che sono state presentate, per dare fiato anche in quest'Aula alla stragrande maggioranza del Paese che ragiona; ad un Paese che vuole e richiama più attenzione sulla domanda di sicurezza; che chiede e reclama dal Governo e dal Parlamento comportamenti coerenti, severità e rigore, sempre e contro chiunque, ma chiede di agire nel rispetto della dignità umana e dei valori fondamentali della nostra democrazia. Noi voteremo a favore delle questioni pregiudiziali perché l'impianto complessivo della vostra politica di sicurezza si sta rivelando clamorosamente sbagliato ed in contrasto con quella diffusa domanda di sicurezza sulla quale avete chiesto il voto agli italiani e che oggi state tradendo.

&lt;p&gt;
Sull'immigrazione scegliete la strada del reato, il cui solo effetto annuncio avrebbe dovuto avere ripercussioni mirabolanti e vi trovate con un numero di ingressi clandestini che non si registrava in Italia da molti anni. Quando finalmente scegliete la strada degli accordi e della cooperazione i risultati, al contrario, arrivano.

&lt;p&gt;
Anziché avviare una seria riforma dell'ordinamento della pubblica sicurezza che organizzi in modo più moderno ed efficace le forze di polizia e che, a parità di risorse, migliori la distribuzione sul territorio, innalzi la capacità preventiva e renda più professionali e meglio equipaggiati ed addestrati le donne e gli uomini dei nostri corpi di polizia, scegliete lo slogan e lo spot delle ronde e dei muscoli.

&lt;p&gt;
Questo disegno di legge, questa idea della sicurezza noi oggi la vogliamo fermare anche con il nostro voto.
&lt;p&gt;&lt;i&gt;Intervento al Senato di Enzo Bianco sul disegno di legge del Governo&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ildito.it/a_3140&quot;&gt;Il Dito.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Emma BONINO: A Chianciano per la rivoluzione liberale  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/06/24/emma-bonino/a-chianciano-per-la-rivoluzione-liberale-intervista/391726"></link>
  <updated>2009-06-24T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>391726</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) - Vicepres. Senato  &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La leader radicale lancia la sfida per l’“assemblea dei mille”, in programma il 26, 27 e 28 giugno. &lt;br /&gt;
Laicità, riforma economica e della giustizia i punti cardine attorno ai quali costruire nuove convergenze politiche. 
&lt;br /&gt;


Emma Bonino, vicepresidente del Senato, parla dei temi dell’assemblea di fine mese e del futuro dei Radicali. &lt;br /&gt;
E della politica italiana. 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Che differenza c’è tra questa Chianciano e i due appuntamenti che l’hanno preceduta?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Ci troviamo in una situazione nuova, all’indomani delle europee dove le altre tre liste che hanno mancato come noi il 4% erano tutte di coalizioni nate con l’obiettivo di superarlo e nulla più. Mentre la nostra costituiva il tentativo, certo arduo, di cogliere l’occasione &quot;elettorale&quot; non solo e non tanto per ottenere degli eletti quanto per irrobustire e incardinare la lotta, che Pannella chiama &quot;partigiana&quot;, volta ad aiutare gli italiani a liberarsi dall’ormai letale sessantennio partitocratico, promuovendo una vera alternativa democratica in Italia. Il nostro è un tentativo estremo, armati di non violenza, condotto facendo appello a tutta la nostra capacità politica di dare corpo, voce, speranza, attualità a quella &quot;rivoluzione liberale&quot; che ancora manca al nostro Paese.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Può dirmi quali sono le altre questioni che affronterete?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Tre questioni saranno centrali: riforma della giustizia, riforme economiche e la laicità come elemento cardine delle nostre istituzioni repubblicane, in un contesto in cui lo &quot;Stato di diritto;’ è sempre più, per molti, un elemento marginale del convivere civile.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Nelle scorse settimane avete rivolto diversi inviti ad altre forze, affinché trovino in questo appuntamento un momento di raccordo con la vostra iniziativa politica. Cosa vi aspettate e da chi lo aspettate?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Noi ci aspettiamo che tutti coloro che condividono con noi almeno alcune delle battaglie per una grande riforma all’americana delle istituzioni, perla libertà di scelta e di ricerca, per la giustizia giusta, per l’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti e la creazione di un’anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati, per le riforme economiche e un nuovo welfare, si uniscano a noi, a cominciare dalle quasi 750mila persone - per noi letteralmente fonte di nuova vita - che ci hanno votato alle ultime europee sulla base di precise proposte per mettere fine al regime partitocratico.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;L’idea di coagulare un fronte laico, riformista, liberale, libertario e socialista era già all’origine della Rosa nel Pugno. Cosa ha fatto fallire quel progetto? E perché credete che oggi la stessa prospettiva e le stesse istanze possano trovare maggiore fortuna?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Il progetto è fallito per la scarsa determinazione della componente socialista, che poi si è fatta attrarre da altre sirene. Abbiamo visto com’è andata a finire. Noi Radicali alle europee abbiamo ottenuto il 2,4%, un risultato insufficiente per tornare a Strasburgo ma che, politicamente, dimostra che continuiamo a esistere. Noi non vogliamo fare di Chianciano 3 una riunione di reduci ma piuttosto rilanciare un progetto che rimane valido in un sistema che stenta a diventare genuinamente bipartitico, e nel quale l’idea stessa - per non parlare della pratica - dello Stato di diritto diventa ogni giorno più evanescente.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Parliamo del Pd. C’è chi dice che avete fatto di tutto per essere &quot;trascurati&quot;; insomma, che alle elezioni volevate andare da soli e siete stati ben felici del mancato incontro con Franceschini. È così? Al di là di questo, cosa resta di un rapporto che, poco più di anno fa, vi ha visti correre nelle loro liste? E quali sono le prospettive?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Nessuno ama essere &quot;trascurato&quot;, soprattutto se dimostra costantemente di essere portatore d’idee e di proposte. Noi abbiamo avuto un rapporto leale e proficuo con i gruppi parlamentari del Pd, anche se su molti temi abbiamo avuto posizioni diverse. E con il partito che il rapporto è stato inesistente sin dall’inizio e lo è diventato in maniera esplicita con Franceschini, che ha chiuso la porta in faccia alle europee facendo marcia indietro rispetto a un accordo sulla candidatura Pannella, sconfessando se stesso visto che all’epoca era vice di Veltroni e anzi annunciandoci di aver operato - da solo - un divorzio &quot;consensuale&quot;. Il fatto è che il Pd non si è ancora capito cosa sia e non lo sapremo ancora per un pezzo. È difficile parlare di prospettive in un contesto di tale opacità e incertezza.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il berlusconismo è al tramonto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Più che di tramonto del berlusconismo parlerei di erosione dell’immagine pubblica di Silvio Berlusconi e della sua capacità di &quot;governo&quot;, della famosa cultura del fare...
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quali sono le altre forze da battere? Non parlo di sigle e partiti, quanto di culture, aree, tendenze, percezioni e credenze diffuse..&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Complessivamente penso che siamo passati, quasi inavvertitamente per i più, dallo status di cittadini, con i relativi diritti e doveri, a quello più informe di popolo; poi da popolo a pubblico o audience che dir si voglia. Da qui a &quot;plebe&quot; il passo è breve anche perché, come alcuni cominciano a far notare, l’audience altro non è che la versione moderna e mediatizzata della plebe. Poi vedo dosi massicce di opportunismo, dove le convenienze tattiche del momento hanno il sopravvento sulle convinzioni di sempre. Lo abbiamo visto al referendum dove ha stravinto l’astensionismo, che non può essere un fronte credibile di &quot;resistenza&quot; democratica né uno strumento educativo dal punto di vista del &quot;conoscere per deliberare&quot;. Ho visto che molti cosiddetti liberali si sono rifugiati nell’astensionismo, anche al costo di sacrificare sull’altare il quesito sull’abolizione della candidature multiple da loro stessi definito come sacrosanto. Insomma, a coltivare convinzioni e legalità si è sempre più sparuti in questo Paese. Questo lascia grande spazio a coloro che, dopo quasi 150 anni, ritengono che nel nostro Paese sia ancora prematura una rigorosa divisione tra Stato e Chiesa. Di tutta evidenza, quello della difesa della laicità è un altro fronte dove continuare a stare in trincea. Anzi dobbiamo chiamare a raccolta tutte le forze e le energie disponibili per rilanciare queste battaglie in campo aperto. Per non parlare di un populismo sempre più evidente, con colorazioni razziste preoccupanti in particolare nell’adozione dell’assioma immigrati = criminalità = insicurezza, buono forse per vincere qualche punto alle elezioni, ma pessimo punto di partenza per una necessaria e rigorosa politica di integrazione.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Pensa che ì Radicali continueranno nella loro battaglia così come la conosciamo - nonostante la loro forza elettorale sia esigua e rischino di veder compromessa la loro capacità di influenzare il dibattito pubblico - o, presto o tardi, si fonderanno con altre forze e altre tradizioni?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

La nostra forza elettorale sarà esigua ma è anche vero che non è una novità. Siamo abituati a fare i conti con poche truppe e ristrettezze economiche. Dall’altra parte non scommetterei troppo sulla nostra dipartita, in fondo siamo il partito più longevo sulla scena politica italiana. Facciamo ormai parte del vissuto italiano, da almeno tre generazioni, come nessuna altra forza politica e sociale. E da sempre siamo per un sistema bipartitico, quello vero, &quot;americano&quot; per intenderci, quindi siamo più che attrezzati, non è questo il problema. Il problema è come giocare una partita dove le regole non vengono rispettate e dove il n loco - in particolare quello dell’informazione è spesso truccato.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il vostro prossimo immediato obiettivo/traguardo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

L’obiettivo è oggi quello di portare finalmente alla luce la democrazia da promuovere e affermare come nuovo ordine e forma del nostro tempo. Ampio programma? E probabile, ma è nei momenti difficili che occorre rimanere punto di riferimento per il presente e il futuro, continuando a lavorare per un cambio di cultura politica. Amiamo dire che noi siamo gente d’altri tempi, quelli futuri. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.terranews.it/news/2009/06/chianciano-la-rivoluzione-liberale&quot;&gt;Terra  -  Andrea Boraschi &lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Rocco BUTTIGLIONE: «Bossi attacca l’Udc? Teme il voto dei moderati»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/06/01/rocco-buttiglione/%C2%ABbossi-attacca-l%E2%80%99udc-teme-il-voto-dei-moderati%C2%BB-intervista/391404"></link>
  <updated>2009-06-01T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>391404</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: UDC) - Vicepres. Camera  &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt; Il Senatùr prima di parlare degli ex dc rilegga la storia, il centrodestra è appiattito sulla Lega
&lt;p&gt;


Basta con l’ostentazione della ricchezza e del potere, basta con i troppi soldi e le troppe belle donne, basta con il machismo: «Berlusconi ha esagerato. La politica ha bisogno di maggiore sobrietà. Mi riferisco al premier e anche a chi lo consiglia». È quanto osserva Rocco Buttiglione, presidente dell’Udc e vice-presidente a Montecitorio, commentando la vicenda-Noemi. Mentre ancora pesano le parole scagliate dalla Lega Nord contro gli ex democristiani.
&lt;p&gt;&lt;b&gt; Bossi dice che gli ex dc meritano solo legnate. Che ne dice?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Sono espressioni che stanno a metà tra l’arterosclerosi galoppante e la paura del Carroccio di dover competere con l’unica grande forza di opposizione nella contesa del voto dell’area moderata: escludo il Pdl, che è chiaramente succube della Lega. Piuttosto Bossi farebbe bene a studiare la storia e a rispettare quella grande forza politica che seppe fare in tante occasioni il bene dell’Italia».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Bossi dice anche che gli ex dc sono stati ladri nel creare le quote latte in cambio di un po’ di finanziamenti per il Sud.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Senza le quote il latte padano non avrebbe mai invaso l’Europa. Cancellare le quote significa la scomparsa di tantissime aziende. La verità è che Bossi ha perso completamente il senso della realtà».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Anche la vicenda-Noemi è figlia del clima rovente di questa campagna elettorale?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «C’è stata una speculazione indegna da parte della sinistra contro Berlusconi, soprattutto quando Franceschini ha detto quelle cose finendo per suscitare la reazione dei figli: ognuno è padre come gli riesce».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Dunque, Franceschini ha sbagliato. E il premier?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Berlusconi ha esagerato». 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;In che senso?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Non voglio credere alla storia della minorenne. Piuttosto è vero che l’immagine della politica fatta con i troppi soldi, le troppe belle donne, la gioia di vivere fasulla da carta patinata, non è rispettosa della realtà di un paese dove la gente soffre al punto tale per cui la Chiesa promuove raccolte di fondi nelle parrocchie: per tante famiglie quelle pur piccole somme saranno una benedizione. Quindi: in un’Italia così è esagerata l’ostentazione della ricchezza e del potere. Questo vale non solo per Berlusconi, ma anche per tanti esponenti della sua maggioranza».
&lt;p&gt;
 &lt;b&gt;Anche la Chiesa ha richiamato i politici a comportamenti più corretti.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Non vogliamo fare i moralisti, ma c’è bisogno di maggiore sobrietà». Tra i suoi colleghi c’è chi chiede che Berlusconi riferisca in aula. È questo quanto deve fare? «Certo, un’immagine del tutto distorta è già passata e a questo non si può rimediare. Però credo che la vicenda-Noemi abbia introdotto il sospetto gravissimo e inaccettabile che il premier abbia avuto rapporti con una minorenne. Ebbene, quel sospetto è da codice penale e il premier ha il dovere di fugarlo con chiarezza in Parlamento».
&lt;p&gt;&lt;b&gt; Basterebbe?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Di sicuro poi ci sarebbe bisogno di un cambio di registro e di una maggiore sobrietà nella gestione delle vicende personali. Mi riferisco anche agli attacchi fra i coniugi, laddove si arriva perfino alla diffamazione della donna che è sua moglie».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;A cosa si riferisce?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;«Penso al caso-Lario e a quel titolo di Libero: ”E chi se ne frega?”. Credo che dietro certe espressioni ci siano le responsabilità di chi lavora nell’entourage del presidente del Consiglio. Attorno a lui c’è un giro che non mi piace e aiuta a diffondere un’immagine della politica in cui c’è troppa disinvoltura morale».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;E invece?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;«Invece bisogna cominciare a costruire una classe politica nuova, facendo crescere le persone che credono in qualcosa. È assurda l’idea secondo la quale si possa fare politica senza fede. Bisogna saper stare in mezzo alla gente, pensare alla sostanza delle cose e non all’immagine».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Di contrasto, queste vicende sembrano rilanciare il ruolo dei politici cattolici. Non crede?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Noi andiamo ripetendo che bisogna fare e rifare l’Udc, per ricostruire quel rapporto diretto con il popolo cristiano, che costituisce un prezioso serbatoio di quei valori tanto necessari per riscattare questa politica che è caduta così in basso».

&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=MC4BR&quot;&gt;Il Mattino - Corrado Castiglione&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Gaetano Quagliariello: «L'opposizione? Non esiste. Pure Pannella fa il moralista»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/05/25/gaetano-quagliariello/%C2%ABlopposizione-non-esiste-pure-pannella-fa-il-moralista%C2%BB-intervista/391324"></link>
  <updated>2009-05-25T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>391324</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Sono stanco», mormora Gaetano Quagliariello accogliendomi nel suo ufficio di presidente vicario dei senatori del Pdl.&lt;br /&gt;


«Per forza», verrebbe da dirgli guardando il suo viso smunto con un che di adolescente nonostante i 49 anni. Ti sei scaraventato dal letto e hai fatto scaraventare me per vederci presto di mattina e cominciare con una lunga intervista una giornata che per te si annuncia campale. &lt;br /&gt;
In Aula si discuteranno gli aiuti ai terremotati, l’opposizione non farà sconti e finirai per litigarci, ti dovrai poi spremere le meningi per ripetere con formule diverse - tre volte al giorno e su sei Tg - la tua campana: il centrodestra lavora, il centrosinistra chiacchiera. È più che certo che da Magna Carta, la fondazione che presiedi, ti chiedano un’intervista per l’Occidentale il giornale telematico. &lt;br /&gt;
Tutt’altro che escluso l’arrivo all’ora pranzo - che perciò salterai - di un collaboratore con le bozze di uno dei libretti che la Fondazione sforna a ripetizione su legge elettorale, immigrazione, federalismo fiscale, ecc. &lt;br /&gt;
Neanche potrai impedire a te stesso - nonostante ti sia sospeso dall’attività di docente alla Luiss di Storia contemporanea finché dura il mandato - di pensare alla tua gloria di studioso. Quindi ti attaccherai al telefono con l'editrice «il Mulino» per sapere come stanno andando la tua biografia su De Gaulle e quella più recente su Gaetano Salvemini. &lt;br /&gt;
Vero è - come si desume dal tuo cognome - che i tuoi avi erano vigorosi bracconieri (quagliara è una tecnica di uccellagione della prelibata quaglia), ma tu già da generazioni appartieni a una famiglia di intellettuali (sfibrati per definizione) originari di Napoli e trapiantati a Bari. &lt;br /&gt;
Dovresti perciò soppesare le tue forze e non menare il torrone della stanchezza con un intervistatore che ora esige il meglio da te.

&lt;p&gt;
«Da docente a politico. Cambio di vocazione?», dico adesso a voce alta.&lt;br /&gt;


«Ho la politica nel sangue. Da bambino, invece che al dottore, giocavo alle elezioni. Da prof insegnavo Storia della politica. Siamo lì».&lt;br /&gt;


«Differenze tra i due mestieri?».&lt;br /&gt;


«I tempi dello studioso sono lunghi. Il politico coglie l’attimo fuggente. È stato l'adattamento più difficile».&lt;br /&gt;


«Eri radicale, oggi berlusconiano. Tendi alla metamorfosi?».&lt;br /&gt;


«Sono stato radicale dai 15 ai 22 anni. Significava non sprangare né essere sprangato. Ero liberale, garantista, anticomunista».&lt;br /&gt;


«Da radicale ti sei battuto per l’aborto».&lt;br /&gt;


«C’era la piaga dell’aborto clandestino. La legge 194 era un freno. Oggi, sono contro l’aborto. Non sono però per l’abrogazione della legge, ma per la sua esatta applicazione. La politica è il regno del possibile, non dei principi astratti».&lt;br /&gt;


«Sei passato da laico a laico devoto».&lt;br /&gt;


«Non mi sento ateo e neanche devoto. Ho avuto un’evoluzione personale per problemi privati».&lt;br /&gt;


«Cioè?».&lt;br /&gt;


«Ho sperimentato la sofferenza. Ti senti impotente e ti poni delle domande. Se la libertà non ha una dimensione oltre la terra diventa totalitaria e si trasforma in oppressione».&lt;br /&gt;


«Sei credente e praticante?».&lt;br /&gt;


«Odio fare il neofita (è imbarazzato). Ma se devo proprio definirmi, sono un credente con una pratica riluttante», e si appoggia esausto allo schienale come un Amleto in giacca nera e cravatta rosa.&lt;br /&gt;


«I tuoi erano dc. Tornato all'ovile?».&lt;br /&gt;


«Papà era nella Fuci (universitari cattolici, ndr), cattolico di sinistra, amico di Aldo Moro. Mi ha però lasciato libero di cercarmi la strada. Anche se soffriva vedendo che si allontanava dalla sua».&lt;br /&gt;


«Per Eluana Englaro hai urlato in Aula: “L’hanno ammazzata!”».&lt;br /&gt;


«Volevo fosse il Parlamento ad assumersi la responsabilità, non lasciare tutto a una sentenza. Il fatto che mentre ci stavamo riuscendo, arrivasse la notizia della morte, mi ha fatto scattare. Mi è sembrata una combinazione diabolica. Non casuale».&lt;br /&gt;


«Sul testamento biologico ti sei battuto contro l’autodeterminazione».&lt;br /&gt;


«No. Libero l’individuo di rifiutare le cure anche se questo ne determina la morte. Sono però contrario che si decida ora per allora».&lt;br /&gt;


«Il testamento è sempre a futura memoria».&lt;br /&gt;


«Quando lo fai non puoi prevedere i progressi della scienza. La malattia di mio padre è durata dieci anni. Una cosa sono state le cure iniziali. Completamente diverse alla fine. Se avesse preso decisioni all’inizio, avrebbe perso anni di vita. Il futuro deve restare aperto».&lt;br /&gt;


«Avrebbe sofferto meno».&lt;br /&gt;


«I giovani che hanno incidenti e sono intubati, al 99 per cento tornano a vita normale. Ma - vedi nei blog - sono migliaia i testamenti biologici di ragazzi che chiedono di non essere intubati e lasciati morire. Sono decisioni a priori basate su inconsapevolezza».&lt;br /&gt;


«C’è altro da dire?».&lt;br /&gt;


«Su queste cose sarebbe meglio non legiferare. Ci sono i medici e le famiglie per decidere. Ma nel caso Englaro si sono voluti i bollini, la magistratura si è intromessa e ci ha costretti a intervenire».&lt;br /&gt;


«Da radicale ti sei opposto al nucleare».&lt;br /&gt;


«Me ne pento amaramente».&lt;br /&gt;


«Che resta delle tue convinzioni passate?».&lt;br /&gt;


«Ero liberale e lo sono. Anticomunista e lo sono. Garantista e lo sono. Non è poco», dice e si rianima. L’adrenalina scorre copiosa e l’intervista prosegue al galoppo.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Voterai il referendum elettorale del 21 giugno?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«L’ho sottoscritto e andrò per coerenza. La situazione è però cambiata. Allora non c’erano Pd e Pdl, ma una grande frantumazione di partiti che faceva pensare a una vera competizione. Oggi è scontato che vinca il Pdl».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Meglio per te.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«In politica è bene vincere, mai stravincere».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Capitolo immigrati. O migranti, tu come li chiami?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Immigrati. Migranti è come colf: politicamente corretto».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Per il riaccompagnamento Onu e Chiesa ci danno addosso.
&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Dobbiamo proseguire su questa strada e riaffermare la legalità. Mancando di una sua politica, l’Ue ha scaricato su di noi il fenomeno».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;L’Onu ci accusa di razzismo e la sinistra tifa per una società multietnica.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Se multietnico significa molte culture che si ibridano è ciò che accade in una società moderna. Se invece ogni cultura si chiude in sé è quello che succede in Olanda. Da un lato droga e prostituzione, dieci metri più in là donne col burka e chiese che diventano moschee. Invivibile. Il solo appiglio è la legalità».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Critico e non solo sugli immigrati è anche Fini.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Ha un approccio spensierato ai problemi. Pensa che la libertà non corra pericoli lasciando che le cose vadano per il loro verso. Su questo ci sono differenze essenziali tra destra e sinistra. Poiché non voglio che il centrodestra annacqui le proprie convinzioni, cerco di ribattere colpo su colpo le posizioni di Fini».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;La piazza si riscatena. Che succede?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Si fa sentire la mancanza di un’opposizione con posizioni vere e forti. I toni della sinistra sono alti, ma vuoti. Solo antiberlusconismo. I militanti sono delusi e rischiano la libera uscita».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Franceschini?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«È fuori dal tempo. A parte la simpatia umana per il numero 13 che d’incanto diventa il numero uno e si gioca la partita della vita, è l'icona giovane di una cosa vecchia: l’alleanza tra post comunisti e cattolicesimo sociale. Una formula morta».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Di Pietro, il noto immobiliarista?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«A preoccupare non sono tanto le sue contraddizioni, quanto l’infinita ignoranza».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Dà voce a un certo elettorato.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Penso non sappia quel che dice. Il fatto però che tutti dobbiamo farci i conti imbarbarisce la lotta politica. Rispondergli è tempo perso e impedisce alla sinistra di andare oltre l’antiberlusconismo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;D’Alema?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Fa un’analisi vecchia. Pensa che ci debba essere un sistema frammentato con più partiti in cui la sinistra si accorda col centro e metta Berlusconi in un angolo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;È una tecnica.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Non capisce che Berlusconi è il centro. Comunque, è un’analisi. Altre a sinistra non ne vedo salvo quella di Veltroni, verso il quale ho nutrito speranze, ma che alla prova dei fatti si è squagliato. D’Alema invece non si squaglia».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Pannella digiuna per le cose più futili.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Ormai è intriso di conformismo, moralismo e perfino di giustizialismo. I radicali sono sempre in tribunale per denunciare questo e quello».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Sei il vice di Gasparri. Lui esuberante. Tu gelido. Come ve la passate?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Abbiamo in comune buon senso meridionale, attaccamento al lavoro, un tipo di lealtà simile. Di lui sono amico, un termine che non uso con facilità. Confermo però che siamo antropologicamente diversi».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Tu intellettuale come giudichi il «cuménda» Berlusconi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Ha una straordinaria capacità di impossessarsi di analisi raffinate e trasformarle in senso comune. È stata l’essenza del suo rapporto con Baget Bozzo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Se ti comportassi come il Cav, galante, allusivo, «papi» e compagnia, tua moglie come reagirebbe?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Mia moglie è sarda».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Capisci quindi le ire di donna Veronica?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Sono conservatore: non capisco come si possano portare in pubblico certi aspetti della vita matrimoniale. Già la lotta politica in Italia si fa dal buco della serratura. Se anche le vittime incoraggiano, è la fine».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Invidi però la vita esagerata del Casanova di Arcore?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Non ho lo stesso temperamento».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Dai, è l'ultima domanda, sii spiritoso.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Sarò invece serissimo. Comprendo le difficoltà di trovare un equilibrio esistenziale per una persona che è sulla breccia da 15 anni, sempre sotto attacco».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=M6FZH&quot;&gt;Il Giornale - Giancarlo Perna&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Silvio BERLUSCONI: «Non faremo come la sinistra che vuole un'Italia multietnica». </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/05/09/silvio-berlusconi/%C2%ABnon-faremo-come-la-sinistra-che-vuole-unitalia-multietnica%C2%BB/391191"></link>
  <updated>2009-05-09T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>391191</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Pres. del Consiglio   (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Sì ai rimpatri,
non apriremo le porte a tutti»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

«Nessuno scandalo» per il caso degli immigrati respinti e ricondotti in Libia. Silvio Berlusconi appoggia la linea dura di Roberto Maroni. E rilancia: «Si deve fare chiarezza sulle due visioni - afferma il presidente del Consiglio. - La sinistra con i suoi precedenti governi aveva aperto le porte ai clandestini provenienti da tutti i Paesi.&lt;br /&gt;
 Quindi l'idea della sinistra era ed è quella di un'Italia multietnica. La nostra idea non è così». Per questo, dice Berlusconi, «non apriremo le porte a tutti come la sinistra».&lt;br /&gt;
 La linea del governo in maniera d'immigrazione è quella dell'«accoglimento solo per chi» ha diritto «all'asilo politico», e cioè «coloro che mettono piede sul nostro suolo, intendendo anche le acque territoriali». Per il resto, prosegue il premier, «vale il nostro diritto di respingere», non si violano «gli accordi internazionali», fermo restando che in mare verranno forniti «tutti i tipi di assistenza». 

&lt;p&gt;
MARONI - In precedenza, era stato lo stesso Maroni a confermare che la linea dei respingimenti degli immigrati clandestini «continuerà finché gli sbarchi non cesseranno». Le polemiche scoppiate sulla vicenda (con le dure critiche dell'opposizione e anche della Chiesa),«sono infondate». Secondo il ministro dell'Interno, quella dei respingimenti è una linea che «si è rivelata molto efficace e che è largamente condivisa dai cittadini italiani che vedono finalmente una reazione forte e decisa del Governo». Non solo: la linea è «assolutamente conforme a tutte le normative europee e ai Trattati internazionali». 

&lt;p&gt;
FRATTINI - Franco Frattini è della stessa opinione. Il respingimento dei clandestini, afferma il ministro degli Esteri, risponde alla «doverosa applicazione del patto che i leader europei hanno siglato nel dicembre scorso, a conclusione della presidenza francese» dell'Ue. «Si è chiamato patto europeo - ha spiegato il titolare della Farnesina - perché si è detto per la prima volta che il problema dell'immigrazione non è dell'Italia o di Malta. Se respingiamo lo facciamo anche in nome della Germania, della Francia o dell'Olanda». 

&lt;p&gt;
REAZIONI - Le parole di Berlusconi provocano però la dura reazione dei partiti di opposizione. Critiche arrivano dal Pd. «Sì, noi abbiamo un'idea diversa del'Italia, signor presidente del consiglio: multietnica, pluralista, libera, un paese fondato sul lavoro e sul rispetto - afferma Giovanna Melandri. - Un Paese di persone oneste e sincere che si impegnano in quello che fanno con passione e fatica. Un Paese in cui non conta il colore della pelle, la razza o la religione, ma piuttosto l'onestà e la sincerità del cuore». Federica Morgherini, sempre del Pd, cita qualche esempio: «È il mondo che è diventato multietnico. New York, Londra, Parigi, sono città multietniche. Anche Roma e Milano lo sono. È multietnico il presidente degli Stati Uniti, che avrà senz'altro apprezzato la battuta con cui la sua elezione è stata accolta dal capo del governo italiano, ma guarda caso non ha ancora trovato il tempo per incontrarlo. Ed è multietnica la squadra del Milan, che negli ultimi vent'anni ha schierato giocatori di colore provenienti dall'Olanda, dalla Francia, dal Brasile, dall'Africa». Duro Leoluca Orlando, dell'Italia dei Valori: «Ronde e deportazione ricacciano l'Italia al tempo del nazifascismo. Le ronde sono state nella storia delle dittature il grimaldello per scardinare lo Stato di diritto e per mortificare le forze dell'ordine. Confondere, inoltre, la doverosa difesa dei confini nazionali e l'espulsione dal territorio nel rigoroso rispetto di regole prestabilite con la deportazione è inaccettabile». Secondo Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione, le parole di Berlusconi sono «manifestamente xenofobe e discriminatorie».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/09_maggio_09/maroni_immigrati_respinti_da84e542-3ca2-11de-a760-00144f02aabc_print.html&quot;&gt;Corriere.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: «Laicità dello Stato e libertà della Chiesa»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/03/23/dario-franceschini/%C2%ABlaicit%C3%A0-dello-stato-e-libert%C3%A0-della-chiesa%C2%BB/390759"></link>
  <updated>2009-03-23T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>390759</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Lo stop a governatori e parlamentari per Strasburgo, Dario Franceschini lo mette oggi nero su bianco, nella direzione del Pd convocata appunto per stabilire i criteri delle candidature. Non si annunciano barricate, alla fine i deputati in campo saranno pochissimi (si parla di Fassino e D´Antoni) e previo impegno a lasciare il seggio in Italia. Lo scontro piuttosto è tutto all´esterno. Botta e risposta con il centrodestra, cui pure il leader del Pd riconosce come «positiva» l´operazione partito unico («anche se restano molto indietro rispetto a noi»).

&lt;p&gt;
Dunque, Franceschini da Amelia, dove si riuniscono i liberal pd guidati da Enzo Bianco, rassicurati dal segretario che difende insieme «la laicità dello Stato e la libertà della Chiesa», rilancia l´affondo a Berlusconi: è un imbroglione, prende in giro gli italiani mettendosi in lista, lui e i suoi ministri, per le elezioni europee. E se non si fosse capito bene, spiega che non si tratta di una questione di opportunità politica, di stile, ma proprio di presa per i fondelli, visto che le norme sull´incompatibilità «vietano al premier di mettere piede anche a Strasburgo, e dunque le preferenze a lui sono buttate via». E si rassegni, il Cavaliere, perché Franceschini ne farà un tormentone, «glielo ripeterò ogni giorno, per i prossimi 76, da qui alla fine della campagna elettorale».

&lt;p&gt;
Due giorni fa aveva cominciato a Cinecittà, davanti ai circoli pd. Ieri in Umbria, di fronte ai liberal del partito che si preparano a raccogliere le firme per un referendum se passa il testo attuale sul testamento biologico («una vergogna, non c´è autoderminazione»). Oggi, ancora, nella direzione che il segretario dedica alla battaglia elettorale contro Berlusconi, aggiungendo che il Pd presenterà per le europee «un programma di qualità».

&lt;p&gt;
Di là, dal centrodestra, non stanno a guardare ed è scattata la risposta contro «il maestrino della sinistra» affidata a Paolo Bonaiuti (ma scendono in campo anche la Mussolini, Rotondi, Capezzone). Controffensiva articolata in due passaggi. Primo: il Pd in realtà non ha big disposti a rischiare l´osso del collo a giugno. Secondo: Franceschini insulta Berlusconi solo per far vedere che esiste, «non ha uno straccio di idea o di proposta nuova da presentare» polemizza il sottosegretario alla presidenza del Consiglio.

&lt;p&gt;
Al Nazareno, liquidano la prima obiezione («sciocchezze») e si concentrano sulla seconda, per smentire d´essere soltanto dei signor no. «Ci definiscono uccelli del malaugurio perché diciamo la verità sulla crisi, e poi bocciano tutte le nostre proposte». E dal convegno umbro dedicato all´ &quot;Italia 2030, il paese che vogliamo&quot;, Franceschini mette in pista un suo piano per gli affitti, proprio mentre sta per abbattersi una nuova ondata di sfratti. Progetto in quattro punti: case popolari, detrazione dell´affitto per gli inquilini e 20 per cento di tasse per i proprietari, incentivi per rimettere sul mercato le case sfitte.
&lt;p&gt;

Si aspettano risposte, senza molte illusioni. «Berlusconi nasconde la crisi per impedire che la percezione individuale diventi collettiva, sociale». E al leader pd non è andata giù nemmeno quella sorta di monopolio rivendicato dal premier da paladino della libertà della Chiesa. «Nessuno la mette in discussione. La voce della Chiesa non è mai interferenza in una società civile, sia quando dice cose scomode sia quando si condividono».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=L5NXS&quot;&gt;La Repubblica - Umberto Rosso&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Gaetano Quagliariello: «Diversità sulla funzione della Chiesa»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/03/23/gaetano-quagliariello/%C2%ABdiversit%C3%A0-sulla-funzione-della-chiesa%C2%BB-intervista/390755"></link>
  <updated>2009-03-23T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>390755</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Fini ha suonato molto bene lo spartito nel ripercorrere e integrare la storia della destra e le vicende italiane. Ha suonato a orecchio, invece, quando ha delineato l’agenda del nuovo partito». Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo del Pdl al Senato, ricorre a una terminologia musicale per esprimere il suo giudizio sull’intervento di Gianfranco Fini.&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Sembra di capire che giudica questa seconda parte meno riuscita?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Sì, c’è stata qualche stonatura ma certamente ha prevalso la maestria di chi conosce la musica».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Considera stonato quel no chiaro e netto al pensiero unico nel Pdl?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Se vogliamo costruire un partito che vada oltre l’attuale 40%, non possiamo pensarlo culturalmente omogeneo. È evidente che dovranno convivere sensibilità politico-culturali differenti e sarebbe un errore cercare una sintesi sul terreno della cultura. La sintesi va cercata nella capacità e nell’esperienza di governare i problemi». &lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Bene il presidenzialismo ma non si pretenda di mettere all’angolo il Parlamento: una stoccata a Berlusconi, tanto più dopo le divergenze sui decreti.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Non credo, perché il presidenzialismo oggi non c’è. Se vogliamo analizzare la situazione a livello istituzionale, dal mero punto di vista formale il potere sacrificato è proprio l’esecutivo: fu una scelta determinata da ragioni storiche comprensibili. Detto questo, delle parole di Fini si può dare una lettura polemica, di corto respiro, o storica. Vale a dire, è necessario ristabilire la corrispondenza tra evoluzione materiale del sistema politico e le regole: potenziare l’esecutivo e dare maggiore potere di controllo al Parlamento. Su questo terreno non c’è alcuna polemica».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Che effetto le fa, da cattolico, sentire da Fini che la religione va collocata all’interno delle scelte personali e non collettive? È una direzione molto diversa da quella intrapresa dal Pdl in più occasioni.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
«Preferisco risponderle da laico. È una delle dissonanze che evidenzio nell’intervento di Fini, perché la separazione tra Stato e Chiesa, che il presidente della Camera rivendica, va intesa come distinzione: ci sono ambiti propri dello Stato e ambiti propri delle Chiese e delle religioni, ma nell’ambito pubblico non è possibile che le scelte di chi crede possano essere relegate nel ghetto della coscienza individuale. Da laico liberale non solo non condivido affatto questa impostazione di tipo illuministico che fa della religione un fatto privato, ma la ritengo non adatta ai tempi. Proprio laddove si va verso una società multietnica non possiamo pensare di governare il cambiamento facendo a meno del contributo delle Chiese».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Quali saranno i rapporti con la Lega, visto che Fini prende le distanze da certi estremismi dell’alleato del nord?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Condivido che il Pdl non possa essere di destra e che An non debba diventarne una corrente. Se costruiamo un grande partito di tipo nazionale che ha l’ambizione di essere protagonista della scena politica nei prossimi anni, è ovvio che ci poniamo in una situazione concorrenziale rispetto alla Lega. Una concorrenza di tipo strategico non solo tattico, che tuttavia non deve indurci a differenziarci a ogni costo».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=L5QH2&quot;&gt;Il Mattino - m.p.m.&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>CARLO DE MARCHI: Un'alleanza di buone idee</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/03/17/carlo-de-marchi/unalleanza-di-buone-idee/390744"></link>
  <updated>2009-03-17T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>390744</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Fano (PU) (Lista di elezione: LISTA CIVICA) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt; 
&lt;p&gt;Interventi recenti hanno criticato Bene Comune per l’alleanza stretta con la lista civica “Fano  5 stelle”. Come si concilia - si è detto - la volontà di BC di essere un partito cattolico rappresentante delle parrocchie e l’alleanza con i grillini che hanno talvolta criticato la gerarchia cattolica?
E’ allora opportuno fare chiarezza. Anzitutto, Bene Comune non è e non vuole essere né un “partito cattolico” né “rappresentante delle parrocchie”. Certamente molti responsabili di Bene Comune sono cattolici. Ma  siamo consapevoli che la politica, a partire da motivazioni cristiane, resta comunque -ed anzi forse a maggior ragione proprio in virtù di queste motivazioni- un ambito assolutamente laico. Lo è infatti proprio per fedeltà all’Evangelo: a partire dalla distinzione fra Dio e Cesare alla quale l’Evangelo invita. Del resto, tutta la tradizione del cristianesimo (dai primi secoli sino al Vaticano II) va in questo senso, connotando in modo specifico la cultura occidentale di radice cristiana rispetto ad altre culture. Gli stessi fondatori sia del Partito Popolare del 1919 sia della successiva Democrazia Cristiana ne erano ben consapevoli al punto da definire alcuni “paletti” fondamentali che restano importanti ancor oggi per noi: la natura aconfessionale e laica dei loro partiti (che non hanno mai voluto come partiti “cattolici” ma come partiti  “di ispirazione cristiana”, che traggono molti valori dalla dottrina sociale della Chiesa solo però nella misura in cui sono valori universali condivisibili o meno alla luce non della fede ma della coscienza e della ragione ed in cui possono quindi ritrovarsi anche non cattolici); l’assunzione di responsabilità in proprio e la rinuncia ad ogni pretesa di avere mandati ecclesiali e di rappresentare la Chiesa o tutti i cattolici; la ricerca di consenso da parte dei cittadni elettori non per i convincimenti confessionali ma per la bontà delle proposte politiche; la volontà di agire in politica non per difendere gli interessi della Chiesa, delle sue istituzioni o dei suoi uomini, ma nell’interesse generale del “bene comune”.&lt;br /&gt;

Ai suoi tempi Sturzo aveva una posizione molto laica e aperta. Egli, lungi dal difendere gli interessi della Chiesa, voleva essere intransigente sui valori, guardava al   bene comune e per questo dalla Chiesa ebbe anche qualche ostacolo. Altri invece preferirono concordare sotto banco con la Chiesa leggi e provvedimenti di mutuo interesse, magari transigendo sui valori. Quante analogie con l’oggi!

&lt;p&gt;
Dunque, i valori in cui crediamo e le proposte che facciamo per molti di noi nascono certamente dalla condivisione del patrimonio della dottrina sociale cristiana, ma  (seguendo l’intuizione sturziana sulla assoluta laicità e aconfessionalità dell’agire politico dei cattolici) li poniano all’attenzione politica in quanto elementi del tutto laici (condivisibili o meno alla luce della ragione e della coscienza, non della fede), assolutamente trasversali.&lt;br /&gt;

Tra di essi: la difesa della vita (con l’impegno per la prevenzione dell’aborto, secondo quanto la stessa legge 194 prevede a livello locale, e il riconoscimento del nascituro come facente parte del nucleo familiare in tutte le politiche sociali e fiscali del Comune); la valorizzazione della famiglia e della genitorialità (con un sistema di tassazione comunale e tutele su base non individuale ma del nucleo familiare); il valore della sussidiarietà (con la promozione delle realtà associative culturali, sociali, sportive); la solidarietà e la difesa dei cittadini a partire dai più deboli (cominciando con la totale eliminazione delle barriere architettoniche); l’applicazione in sede locale dei valori della pace e della cooperazione internazionale; la tutela dell’ambiente di vita (con la chiara fissazione di priorità della salute rispetto ad ogni investimento infrastrutturale aeroportuale, elettromagnetico, telefonico); la lotta ai potentati poitico-economici ed ai loro interessi di casta.

&lt;p&gt;
In quale polo politico avrebbero potuto trovare spazio adeguato oggi a Fano questi valori nella loro interezza e trasversalità? Crediamo in nessuno dei due. Si potrebbe obiettare che la politica non è mera affermazione dei valori ma ricerca concreta della loro praticabilità attraverso la mediazione. Questo è vero. Tanto che abbiamo anche incontrato le forze politiche cittadine per cercare assieme termini possibili di questa mediazione. Ma l’esito è stato troppo deludente e al ribasso. Alla fine abbiamo pensato che, nell’attuale situazione fanese, l’alternativa tra incidenza di governo e testimonianza di valori fosse un’alternativa ingannevole e che confluire all’interno di una realtà costituita avrebbe comportato probabilmente il guadagno di uno spazio di governo per noi, ma con il grosso sacrificio di venire fortemente ridotti negli ingranaggi di una troppo discutibile coalizione. Abbiamo preferito allora offrire un percorso autentico e libero di partecipazione politica a partire da valori e programmi (politici, non confessionali), per non far morire idealità e magari per costruire altre prospettive per il futuro, rifuggendo un’alternativa avvilente per dei cattolici democratici: capaci di parlare di vita e sussidiarietà, ma indotti a tacere su accoglienza e iniqui squilibri internazionali se stanno a “destra”; capaci di parlare di solidarietà sociale, ma spinti a tacere su vita e famiglia se stanno a “sinistra”.

&lt;p&gt;
Invece, con gli amici “grillini” abbiano ritrovato una significativa e bella convergenza sul programma che hanno predisposto per le prossime amministrative vicino ai valori che abbiamo accennato sopra. Il fatto poi che Grillo abbia potuto criticare iniziative di questo o quell’esponente della gerarchia vaticana non ci scandalizza. Non ci scandalizza perché la stessa maturità cristiana ci chiede di distinguere tra l’essenziale del cristianesimo e le diverse forme concrete della sua esperienza nella storia (che sono sempre criticabili). Non ci scandalizza perché sono le politiche locali quelle che andremo a decidere con le prossime elezioni. I comuni decidono la vita quotidiana di ognuno di noi. Cos’è più giusto: fare parchi per bambini o porti per speculatori, privatizzare l’acqua o mantenerla sotto il controllo comunale, avvelenare i cittadini con un inceneritore od avviare una raccolta differenziata, impostare la tassazione comunali sul quoziente familiare o sul singolo reddito individuale, ecc…? Questo ci siano chiesti e questo chiediamo agli elettori.


Speculare su questi temi a puro scopo elettorale è basso e meschino. Si limiti Neuman a dire che non è d’accordo sul nostro programma e lasci ad altri giudicare la nostra coerenza.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.benecomune.it/2009/03/17/unalleanza-di-buone-idee/&quot;&gt;benecomune.it&lt;/a&gt;</summary>
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