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  <title>Openpolis - Argomento: sprechi</title>
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  <updated>2012-04-15T00:00:00Z</updated>
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  <title>Corrado Passera: «La rotta del governo non va modificata»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2012-04-15T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626690</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione:  Ministro  Sviluppo e infrastrutture&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Ministro, il clima però è peggiorato. La sensazione crescente è che i veti incrociati possano bloccare l’azione del Governo. Quanto potrete andare avanti nella palude dei veti incrociati?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Io invece sono convinto che l'azione riformatrice del Governo Monti possa e debba andare avanti. Finora abbiamo portato a casa tutto ciò che abbiamo proposto e in più occasioni con dei miglioramenti da parte del Parlamento. Per rilanciare il nostro Paese le riforme devono continuare, la rotta impostata non deve essere modificata anche se il mare è molto mosso. Insieme al Parlamento e alle parti sociali abbiamo già superato scogli difficilissimi e varato riforme impensabili solo qualche mese fa. Questo lavoro continuerà, ne sono certo, soprattutto a favore della crescita. Dobbiamo creare le condizioni per cui si creino posti di lavoro: il lavoro è la prima delle preoccupazioni della gente e deve essere la prima preoccupazione della politica».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma se vi impedissero di lavorare non dovreste prenderne atto e andare a casa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Non vedo e non mi aspetto comportamenti di questo genere. Al di là degli interessi di questa o quella parte politica o sociale, vi è una diffusa convinzione che siamo già andati vicino al disastro una volta e che solo con grande determinazione e senso di responsabilità possiamo evitare di ritrovarci tutti nella stessa situazione».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;I dati sull'economia sono brutti e con conseguenze drammatiche, da gennaio 23 imprenditori si sono uccisi a causa della crisi...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Casi umani drammatici che dobbiamo comprendere fino in fondo, perché rappresentano le situazioni più diverse. I dati dell’economia sono quelli che ci aspettavamo e sulla base dei quali abbiamo costruito il piano di salvataggio e l’agenda della crescita. Stiamo avvicinandoci al momento più difficile perché oggi si sommano gli effetti della recessione, gli effetti psicologici e finanziari nelle tasche dei cittadini del riassetto dei conti pubblici, gli effetti di una gestione del tutto inadeguata della crisi a livello europeo, mentre in pochi mesi non si possono ancora avere gli effetti né della spending review, né del recupero dell’evasione, o di eventuali privatizzazioni. Dobbiamo accelerare tutte le riforme e tutti gli interventi per uscire dalla recessione partendo dalle priorità della gente e delle imprese. Possiamo uscire dalla recessione prima di quanto pensino i pessimisti valorizzando le indubbie forze del sistema Italia».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Finora sembrano emergere debolezze, quali forze intende?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Ci confermiamo uno dei Paesi più forti e in crescita in tema di esportazione e continuiamo ad avere migliaia di aziende che crescono in tutto il mondo, complessivamente famiglie e imprese non sono sovra indebitate e non dobbiamo smaltire bolle finanziarie e immobiliari. Abbiamo inoltre un sistema di protezione sociale che la gran parte dei cittadini del mondo si sognerebbero».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Perché allora in questi ultimi dieci anni siamo cresciuti meno di tutti gli altri e continuiamo ad avere la maglia nera della crescita? Cosa proporrà al vertice di martedì con i leader della maggioranza?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Quel vertice serve per fare il punto delle cose fatte, dei progetti in corso di realizzazione e di quelli che andremo a realizzare. I dati medi del Paese, come sa, nascondono opposti in tutti i campi. Abbiamo regioni e province - non solo al Nord - al top della classifica europea dell’attività economica, della ricerca, dell’internazionalizzazione, della sanità ed altre in fondo alla classifica. L'Agenda per la crescita, che è già parte integrante del Salva-Italia, Cresci-Italia e mercato del lavoro, intende incidere strutturalmente su tutti i fattori di forza e di debolezza del nostro Paese e su ogni capitolo le azioni concrete sono già in corso: dalle liberalizzazioni alle regole sul lavoro, dall’innovazione - dove stiamo ridisegnando gli incentivi - alla internazionalizzazione - dove si sta completando il rilancio dell'Ice - dai costi dell’energia alle semplificazioni. Ma oltre agli interventi strutturali che portano crescita sostenibile nel medio periodo vogliamo far affluire risorse nell’economia anche nel breve termine».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E come?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Innanzitutto accelerando infrastrutture grandi e piccole: dalle autostrade ai porti, dalle metropolitane alle reti di telecomunicazione di nuova generazione, dal piano casa al piano scuola. Aver sbloccato circa 25 miliardi di cantieri - chiaramente identificati e con la possibilità di seguirne l'evoluzione, uno a uno, su un sito dedicato del ministero on line tra pochi giorni - è stata una operazione non facile. I 25 miliardi - dei quali oltre dieci al Sud - diventano almeno 50 entro l’anno. In molti casi abbiamo dovuto risolvere problemi di risorse, in altri casi stiamo risolvendo problemi procedurali e di contenzioso infiniti. Prenda ad esempio il caso della nuova Pontina: i soldi ci sono, dobbiamo risolvere il contenzioso che li blocca da anni e far partire i lavori».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ci sono anche il gravissimo problema delle banche che non finanziano le imprese e quello della pubblica amministrazione che non paga le aziende fornitrici. Lei ha convocato i banchieri giovedì...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«E infatti un’altra macro operazione riguarda il credito e lo scaduto: 20 miliardi di garanzie di credito alle piccole e medie imprese sono state tra i primi interventi del Salva Italia insieme ai 13 miliardi di riduzioni fiscali per le aziende che aumentano le loro risorse patrimoniali e che crescono. Sul rientro dello scaduto - sia tra privati che tra Pubblica Amministrazione e privati - siamo già intervenuti normativamente su tutta la filiera dell’agroalimentare, adotteremo in anticipo sulle scadenze europee la direttiva che costringerà tutti a pagare entro 30-60 giorni, pubblico compreso, e abbiamo già messo a disposizione 6 miliardi per cominciare a pagare i debiti delle Amministrazioni centrali. Con il Tesoro e l’Abi puntiamo ad aiutare le piccole e medie imprese a rientrare dal debito forzoso dovuto allo scaduto per almeno qualche decina di miliardi».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;L'effetto delle liberalizzazioni quando si vedrà?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Certi interventi avranno effetti a breve, altri più a lungo. La separazione di Snam da Eni, che contribuirà all’apertura del mercato del gas, è questione di pochi mesi. L'obbiettivo è di ridurre in prospettiva la bolletta degli Italiani. La liberalizzazione del trasporto pubblico locale è destinato a rivoluzionare un intero settore che tocca la qualità della vita e del lavoro di decine di milioni di italiani ogni giorno e che oggi, per inefficienze e pigrizie politiche accumulate, costa più di 10 miliardi alle casse pubbliche, e quindi al contribuente. Alcune gare si svolgeranno già quest'anno nelle Regioni più virtuose. Mi aspetto la partecipazione dei migliori operatori europei. In campo ferroviario abbiamo in corso anche un rinnovamento del materiale rotabile circa 3 miliardi, ma siamo solo all’inizio».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma tutto questo come si finanzia? Nuove tasse? Siete il governo che ha già portato ai massimi la pressione fiscale...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Le tasse sono già molto alte, per chi le paga, e appena possibile - anche facendole pagare a tutti - l’obbiettivo sarà, se mai, di ridurle. L'agenda per la crescita deve finanziarsi soprattutto con recupero di evasione, riduzione di sprechi e di spese meno utili, valorizzazione di attivi pubblici, attrazione di fondi privati sui progetti infrastrutturali, miglior uso dei fondi europei».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Non si può utilizzare il tesoretto della lotta all’evasione fiscale per abbassare le tasse?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«L’uso del tesoretto - quando ci sarà - verrà deciso dal presidente Monti e dal Consiglio dei ministri. Ma è ovvio che uno dei modi più intelligenti di usare il ricavato della lotta all’evasione è quello di ridurre le tasse a chi ne paga già tante e ai redditi più bassi».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E’ possibile allentare la pressione fiscale con in Pil in picchiata che rende già arduo il pareggio di bilancio nel 2013?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«L’obiettivo degli obiettivi è garantire al mondo che noi manterremo il bilancio in pareggio. Questo è irrinunciabile, altrimenti finiamo in una situazione come la Grecia. Se perdiamo la credibilità di avere i conti sotto controllo, schizza in alto lo spread e con lui gli interessi che tutti paghiamo, famiglie, imprese e Stato, l’Italia non riceve più credito e qualsiasi agenda per la crescita diventa impossibile. Ma è chiaro che appena avremo le risorse punteremo anche ad abbassare le tasse».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Qual è il capitolo della sua agenda per la crescita al quale tiene di più?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Forse quello delle start up. Mettere in condizione giovani - e meno giovani - di creare nuove imprese, di realizzare loro sogni, di innovare sfruttando le enormi possibilità che la web economy crea in tutti i settori, significa tirar fuori il dinamismo latente che la nostra società ha sempre prodotto e continua a produrre. Abbiamo messo insieme alcune delle persone più in gamba e con più esperienza per individuare e introdurre in pochi mesi quei cambiamenti che servono per rendere più facile fare impresa».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Punta tanto sulla spending review. Proviamo a dare sostanza a questo intervento sui conti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Dalle grandi cose: oggi quasi ogni amministrazione ha suoi sistemi informativi con centuplicazione di spese che si potrebbero mettere in sinergia, oppure spendiamo oltre 10 miliardi di affitti mentre abbiamo migliaia di immobili di proprietà pubblica malamente utilizzati, ma sono solo esempi. Alle piccole cose che però moltiplicate per cento o per mille potrebbero fare la differenza. Nel ridisegnare le strutture di mia diretta pertinenza nei due ministeri che dirigo abbiamo ridotto del 30% gli addetti e del 50% le automobili».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Di valorizzazione di attivi pubblici hanno parlato in tanti in passato con pochi risultati.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Il lavoro in corso sta per dare risultati molto concreti e vede la Cassa depositi e prestiti svolgere ruoli importanti. Ma quando si parla di attivi pubblici si parla anche, per esempio, di frequenze».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il famoso addio al «beauty contest». Mediaset non l’ha presa bene.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Abbiamo messo a punto una soluzione equilibrata che evita di cedere gratuitamente beni pubblici di valore e ci permetterà di chiudere una infrazione europea che dura da troppi anni».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Basteranno 13 mesi per completare la riforma del Paese? Oppure servirà un vostro impegno anche dopo le elezioni?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«In oltre un anno di lavoro comune si possono impostare e realizzare tante riforme e mettere in moto un percorso virtuoso dell’economia. E’ chiaro che per ricostruire tutte le condizioni per la crescita in un Paese che da 10 anni non cresce, bisognerà impegnarsi per molti anni ancora. E questo sarà l’impegno di chiunque avrà le leve del governo nei prossimi anni».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Potreste essere ancora voi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«La politica non è sostituibile da nessuna forma di tecnocrazia».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;C’è chi sostiene che il montismo rappresenti la resa dei partiti, incapaci di riformare il Paese perché assillati dalla ricerca del consenso. E’ d’accordo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Questo governo composto da tecnici nasce su iniziativa del Presidente Napolitano per affrontare una grave emergenza, in un momento di forte difficoltà della politica. Il nostro Paese deve fare riforme da troppo tempo rimandate e bisogna farle con ottica di bene comune, senza guardare a scadenze elettorali».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il bipolarismo può avere aggravato la sindrome populista?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Da cittadino e non da ministro credo si possa dire che forzare il sistema politico a creare coalizioni di governo troppo disomogenee tra di loro non ha aiutato la governabilità».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Lei è un lombardo. La crisi del berlusconismo e della Lega lasciano senza rappresentanza la questione settentrionale?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«La politica deve sapere interpretare le energie del Nord e molti partiti non sono riusciti in questa missione. L'Italia è fatta di situazioni diversissime. E' una nostra forza per certi versi, certamente è fonte di complessità gestionali e di governo. Disegnare un federalismo efficace rientra, a mio parere, tra le priorità. Il caso di molte regioni, province e città del Nord, del Centro e del Sud dimostrano che l'Italia nel suo insieme ha un enorme spazio di miglioramento sia al Nord, che al Centro che al Sud. L'assetto politico certamente anomalo che ci siamo dati per questo periodo difficile va sfruttato fino in fondo». &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilmessaggero.it/stampa_articolo.php?idapp=47414&quot;&gt;Il Messaggero.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Roberto DELLA SETA: e Ferrante. Tav: Non è un atto di fede, legittimo dissentire. </title>
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  <updated>2012-03-03T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>625431</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
''La Tav Torino-Lione è un'opera pubblica e non un atto di fede: dissentire sulla sua proclamata utilità è totalmente legittimo anche nel Pd, che fino a prova contraria non è una chiesa''.
&lt;p&gt;

&lt;i&gt;E' quanto dichiarano i senatori democratici Roberto Della Seta e Francesco Ferrante, che aggiungono:&lt;/i&gt;
&lt;p&gt; ''Di fronte ai linguaggi e alle pratiche inaccettabili del movimento no-Tav, per il quale l'opposizione all'opera ha assunto il valore di una guerra, non possono esservi né tolleranza né comprensione. Ma questo non significa che si debba accettare il pensiero unico sulla Tav: noi consideriamo, non da oggi, fondate molte obiezioni di merito sul progetto, prima fra tutte quella sull'evidente sproporzione tra i costi tuttora esorbitanti e le previsioni tecniche che danno in calo strutturale il traffico merci sulla direttrice italo-francese. Inoltre non è vero che la Tav di per sé servirà a spostare le merci dalla strada alla ferrovia: se le merci italiane oggi viaggiano quasi solo su strada non è per mancanza di binari ma perché tutti i governi italiani da decenni fanno politiche che privilegiano il trasporto su gomma''.
&lt;p&gt;

''A queste e ad altre contestazioni puntuali, rilanciate nei giorni scorsi da un gruppo di autorevoli docenti universitari e tecnici, nessuno mai ha risposto nel merito, nemmeno ieri il presidente Monti, e ciò aumenta il timore che la Tav Torino-Lione si traduca alla fine in uno spreco colossale di denaro pubblico tanto più grave visto l'impegno dell'Italia per azzerare un immenso debito che pesa sulle generazioni future''.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/news-Tav__Della_Seta_Ferrante(Pd)__non_e__atto_di_fede__legittimo_dissentire-1130785-POL.html&quot;&gt;Asca&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>ANDREA BUQUICCHIO: SANITA' </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/01/16/andrea-buquicchio/sanita/623417"></link>
  <updated>2012-01-16T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Piemonte (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;E' sottile il confine tra compromesso ed inciucio, talmente labile che a volte è facile confondersi. Tuttavia vige una regola universale per inquadrare un processo politico: il compromesso tutela l'interesse generale, l'inciucio quello di pochi. Leggendo la bozza del nuovo Piano sanitario non posso che catalogarla nella seconda definizione. Un inciucio della peggior specie. Da una parte c'è una maggioranza che aveva annunciato in pompa magna una lotta senza quartiere contro sprechi e spese inutili e adesso, non solo non procede a un'ulteriore riduzione delle aziende sanitarie, ma addirittura vuole istituire sei nuove poltrone ben remunerate con i soldi dei cittadini piemontesi. Dall'altra parte c'è il principale partito dell'opposizione che ha sempre contrastato il riordino avviato dalla Giunta Cota ed ora si trova &quot;inspiegabilmente&quot; disponibile a una tale soluzione, a braccetto con i promotori della fantastica ultima trovata, avallando così l'introduzione di sei improbabili “federazioni di Asl” i cui compiti e competenze sono tutt'ora ignoti, tranne una cosa, ben nota, il costo inutile di sei nuove poltrone.Sembra di capire che per mettere d'accordo due posizioni a prima vista inconciliabili si sia risolto il problema con il metodo più vecchio del mondo: istituendo nuove (ed inutili) poltrone. La cui spartizione potrebbe rappresentare il capitolo finale del più classico inciucio all'italiana. E poco conta se tale spartizione oggi non ci sarà, magari per &quot;pudore&quot;, in ongni caso si intende creare modelli funzionali al mantenimento dello status quo. La classica filosofia gattopardiana: si cambia tutto per non cambiare niente!E' evidente che si tutelerebbero con un siffatto modello gli interessi dei più forti che sarebbero messi nelle condizioni di piazzare gli amici degli amici in posizioni di vertice della sanità piemontese, ripeto se non oggi domani certamente. E l'interesse collettivo? Calpestato alla grande! L'istituzione di nuovi soggetti (le federazioni di Asl) di cui nessuno, fino a venerdì scorso, aveva mai avvertito la necessità e nemmeno ne aveva invocato l'istituzione, mi si dica o cos'altro servirebbe, se non alla pianificazione di modelli pro domo propria per i partiti grandi o piccoli che siano.Sullo sfondo di questa pessima operazione politica non va dimenticato il ruolo delle Aziende Ospedaliere, private della direzione e del portafoglio. Se da una parte c'è chi sostiene che si tratti di una vittoria dell'Università, dall'altra non va dimenticato che la stessa Corte dei Conti, nel suo recente parere fornito alla Giunta, sembra aver messo in luce la necessità di scorporare i presidi ospedalieri dalle Asl oltre ad una riduzione di queste ultime. Una soluzione auspicabile, puntualmente disattesa con la presentazione dell'ultima bozza del piano socio sanitario. A ciò vanno aggiunti i “buoni propositi” sulla riduzione delle spese contenuti nel piano di rientro siglato con il Ministero della salute, anche questi disattesi ulteriormente con l'introduzione delle federazioni sanitarie.Mi viene dunque da sorridere ripensando a quando qualcuno accusava il sottoscritto di essere eccessivamente ben disposto nei confronti della riforma della Giunta Cota. Ricordo che le premesse erano diverse e, fino a qualche settimana fa, si viaggiava spediti verso la riduzione delle poltrone. Adesso la direzione di marcia è contraria, e qualcuno sembra rallegrarsene. Tra questi non ci sono di certo io e nemmeno il mio partito. Convinti, oggi più che mai, che la riduzione delle direzioni generali rappresenti un vantaggio per le tasche di tutti i cittadini. E non una penalizzazione per i partiti come qualcuno sembra lasciar intendere.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.piemonte.italiadeivalori.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=373:sanita-buquicchio-qriforma-sanitaria-nuove-poltrone-e-vecchie-abitudini-della-politicaq&amp;catid=66:comunicati&quot;&gt;www.piemonte.italiadeivalori.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Luigi de MAGISTRIS: Benecomunismo per la rivoluzione  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2012-01-14T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>624068</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Napoli (NA) (Partito: IdV) - Consigliere  Consiglio Comunale Napoli (NA) (Lista di elezione: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Mentre Monti privatizza e liberalizza, a Napoli si va in direzione contraria e la sfida alla valorizzazione dei beni comuni è diventata il fiore all'occhiello della rivoluzione arancione. Ostinatamente Luigi De Magistris rivilitalizza le partecipate del comune: acqua, trasporto e rifiuti. Ieri, con una delibera, Palazzo San Giacomo ha perfino istituito il laboratorio Napoli che con le Assise del popolo è il primo esperimento in Europa di messa su carta della democrazia partecipata, mentre dopo aver aperto un registro per le coppie di fatto e quelle Gltb, ha visto la luce, sempre all'anagrafe del comune, anche quello dedicato al testamento biologico.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Sindaco, continuando cosi Napoli si candida a diventare la San Marino dei benecomunisti…&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;«Scherzi a parte, è un fatto che le nostre scelte avvicinando i cittadini alla politica fanno paura a molti. Noi siamo il contrario dell’antipolitica e lo stiamo dimostrando giorno per giorno. Quello che verrà deciso nelle assemblee del popolo dovrà essere preso in considerazione da questa amministrazione, in un confronto faticoso, ma necessario per gettare le basi della democrazia partecipata. E l’inizio di un esperimento unico, dove l’assemblearismo non sarà più uno sfogatoio, ma un momento di crescita e critica costruttiva, contribuendo alle scelte dell’amministrazione» 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Uno del suoi “beni comuni” preferiti pare sia l’acqua. Ma con il decreto Monti sulle liberalizzazioni e in particolare con il comma 20, che di fatto vieta agli enti locali di gestire i servizi idrici, che fine farà la sua Abc?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «L’azienda speciale Acqua Bene Comune non farà una brutta fine, noi non lo permetteremo. Siamo stati la prima amministrazione a dare concretezza al referendum con una rivoluzione che ha riportato il controllo delle risorse e della gestione in mano pubblica, non consentiremo nessun colpo di mano» 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Con il paravento della crisi economica però Monti ha praticamente commissariato l’Italia, è un dato di fatto che a suon di decreti stia cercando di cancellare le consultazioni popolari di giugno…&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «È giuridicamente illegittimo e politicamente inaccettabile. Confesso di essere preoccupato, ma anche deciso a contrastare ogni tentativo di privatizzare i beni comuni che sono fondamentali per i diritti universali. Su questo faremo una battaglia nazionale insieme a tutte le amministrazioni e naturalmente con il comune di Napoli in testa» 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Negli ultimi 15 anni tutti i governi che si sono succeduti hanno insistito per privatizzare. Secondo lei è possibile che questo accanimento possa essere legato ai futuri assetti globali che vedono nell’acqua una risorsa paragonabile al petrolio a livello di speculazioni sul mercato?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Ci sono interessi economico-affaristici locali e quelli di tipo predatorio delle grandi multinazionali che pure sono interessate alle reti idriche dei comuni, rappresentando queste, tanti mattoni di un’unica casa. Qui noi stiamo ponendo ostacoli decisivi alle mire neoliberiste, ed è chiaro che rappresentiamo un’anomalia in un processo politico molto interessante che non solo si oppone alle privatizzazioni, ma si impegna anche nella valorizzazione dei beni della comunità offrendo un modello amministrativo che coinvolge la cittadinanza» 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;E sulle altre liberalizzazioni? L’altro giorno si è schierato dalla parte del tassisti…&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Sì perché guardo la loro protesta da un punto di vista cittadino e in un momento di crisi economica così duro non credo che abbiamo bisogno di nuove tensioni sociali. A Napoli per esempio c’è una necessità di un dialogo con questa categoria per stabilizzare il nuovo modello di mobilità urbana. Il manifesto è uno dei pochi medium a sostenere la campagna sui beni comuni. Per molti, pubblico è sinonimo di inefficienza e fonte di sprechi. Stiamo cercando di ribaltare questo concetto e perciò abbiamo puntato sulla totale gestione pubblica del ciclo dei rifiuti, dei trasporti, nonché dell’acqua. Abbiamo ridotto gli sprechi, non abbiamo aumentato i biglietti dei bus, ma ampliato le corse di notte pur trovandoci con le casse vuote e i tagli del governo. Nonostante tutto siamo anche riusciti a rispettare il patto di stabilità e a conservare 70 milioni che presto saranno reinvestiti in opere pubbliche. Questo perché siamo convinti che la valorizzazione dei beni comuni e del welfare sia il cuore della politica nel terzo millennio. Ma attenzione a non demonizzare il privato, essenziale nel project financing nel rilancio dello sviluppo o nelle opere pubbliche»
&lt;p&gt;&lt;b&gt; Con la delibera sul testamento biologico e precedentemente con quella sul registro delle coppie di fatto etero o Glbt siete andati a mettere lo zampino in quei temi etici su cui il parlamento da anni si accapiglia senza riuscire a venirne a capo.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Il fine vita è un tema su cui è difficile mettersi d’accordo, ma è necessario dire cosa si pensa. Noi abbiamo fatto tutto nel rispetto dell’autonomia che ci è concessa dalle leggi nazionali. Si tratta a nostro parere di diritti inviolabili della persona e quindi di valori costituzionali su cui un paese laico plurale, contaminato da altre culture, ha il dovere di esprimersi. Non è un caso che ho tenuto per me la delega all’attuazione della costituzione repubblicana che come vedete non è un potere formale»
&lt;p&gt;&lt;b&gt; Il 28 ci sarà l’assemblea per lanciare la Rete dei beni comuni, qualcuno mormora che lei stia usando Napoli come trampolino di lancio per la scalata a Palazzo Chigi.&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;«Assolutamente no, sono il sindaco di Napoli e intendo finire il mio mandato.&lt;br /&gt;
 L’amministrazione di questa città è una grande sfida, e può diventare una testimonianza utile al paese per un modo differente di pensare la politica. In questa logica si iscrive anche il Forum del 28 che vedrà l’arrivo di tanti sindaci, Emiliano, Pisapia, Vendola, per un confronto aperto e per far crescere l’alternativa sociale. Da quest’assemblea usciranno infatti alcune proposte che poi presenteremo al governo e al presidente della Repubblica».&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=19DU4D&quot;&gt;il Manifesto - Francesca Pilla &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Sonia ALFANO: In Europa le ragioni dei No Tav</title>
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  <updated>2011-11-15T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'  Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l' Europa) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La “Legge di stabilità” è stata approvata e verrà ricordata dai più come l’ultimo atto del Governo Berlusconi IV (speriamo l’ultimo che l’Italia conosca nella sua storia). Scarsa attenzione è stata dedicata ai suoi contenuti. 
&lt;p&gt;All’art. 19 della Legge si realizza compiutamente il progetto politico di criminalizzazione del dissenso e di stupro della volontà popolare, con obiettivo la Val di Susa e i comitati pacifici (come dimostra la manifestazione del 23 ottobre scorso) che si oppongono alla costruzione del Tav Torino-Lione. 
&lt;p&gt;Le zone dove dovranno sorgere i cantieri, infatti, diventano “aree di interesse strategico nazionale” e chiunque vi si introduca abusivamente ovvero impedisca o ostacoli l’accesso autorizzato a tali aree, è punito con l’arresto da tre mesi a un anno e con un ammenda fino a 309 euro.
&lt;p&gt;

Mi sono fatta promotrice, insieme a Gianni Vattimo, di una lettera ai presidenti delle tre principali istituzioni europee (Barroso, Van Rompuy e Buzek) che è stata sottoscritta da 24 eurodeputati, nella quale si esprime profonda preoccupazione per le conseguenze della militarizzazione di un’intera valle e si chiede di accogliere la richiesta dei cittadini di predisporre studi imparziali riguardo l’analisi costi-benefici dell’opera e di organizzare una delegazione del Parlamento Europeo in loco. Inoltre mercoledì al Parlamento Europeo, a Strasburgo, ho organizzato una conferenza-dibattito dal titolo “Prospettive del Progetto Prioritario TEN-T n.6 (Lione-Torino) tra opposizione popolare e crisi finanziaria ed economica dell’Europa” durante la quale interverranno il Prof. Marco Ponti, il Prof. Sergio Ulgiati e l’Ing. Ivan Cicconi per fornire il loro esperto punto di vista sulla reale utilità dell’opera (diretta streaming a partire dalle 15 su www.soniaalfano.it).
&lt;p&gt;

Nel programma dell’evento è previsto un dibattito, con gli interventi di eurodeputati a favore e contrari al Tav. Purtroppo, devo dirlo con estremo rammarico, i 10 parlamentari Pd-Pdl che a vario titolo si occupano o si sono occupati dell’argomento, hanno tutti declinato l’invito. Allo stesso modo si è comportato il commissario del Governo italiano Mario Virano, anch’egli invitato, anch’egli impegnato. Ovviamente non metto in dubbio l’esistenza degli impegni già presi, ritengo però che, come troppo spesso si è verificato nella lunga vicenda del progetto Lione-Torino, anche stavolta rischia di venir meno un serio confronto politico tra gli argomenti No Tav e quelli pro-Tav.

&lt;p&gt;
Il “senso di responsabilità”, da alcuni evocato come cortina dietro la quale celare tutti quei provvedimenti che nulla hanno a che fare con l’interesse collettivo, dovrebbe imporre proprio in questo delicato momento una riflessione sulla strada da imboccare per il futuro del nostro Paese: cemento, grandi opere, sperperi di denaro pubblico, regali alle mafie, criminalizzazione delle popolazioni locali? &lt;br /&gt;
No, grazie. E se i partiti e le coalizioni continueranno a scegliere questo approccio, nessun problema. Io continuerò a scegliere i cittadini. La “ragion di partito” non mi appassiona, è solo un modo per nascondere le proprie responsabilità politiche dietro un simbolo. Il confronto è democrazia, l’interesse da perseguire è quello dei cittadini (e non quello dei partiti).&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.soniaalfano.it/blog/2011/11/15/in-europa-le-ragioni-dei-no-tav/&quot;&gt;www.soniaalfano.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Sonia ALFANO: Bertolaso abbia la decenza di tacere</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/11/11/sonia-alfano/bertolaso-abbia-la-decenza-di-tacere/618087"></link>
  <updated>2011-11-11T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>618087</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'  Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l' Europa) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
E’ passato esattamente un anno dal giorno in cui Guido Bertolaso ufficializzò le sue dimissioni da capo del dipartimento di Protezione Civile e da sottosegretario, ma non si è ancora rassegnato: ama stare al centro dell’attenzione e sbagliare, per esempio utilizzando la stampa per difendersi dalle accuse che lo hanno letteralmente travolto per la sua gestione assolutistica, privatistica e personalistica di quel “carrozzone” che è diventata la Protezione Civile dopo il suo arrivo.
&lt;p&gt;
In data odierna Il Giornale ha pubblicato una sua lettera indirizzata a Vittorio Feltri: uno scritto intriso di un vittimismo urticante per qualunque cittadino informato e onesto. 
&lt;p&gt;L’ex sottosegretario dice che da un anno cerca di essere dimenticato, eppure è lui stesso a cercare le pagine dei giornali (prima il Corriere della Sera, ora il megafono berlusconiano). 
&lt;p&gt;Dice soprattutto che i “veleni” politici contro di lui hanno indebolito la Protezione Civile.
In verità le responsabilità del decadimento della Protezione civile “migliore del mondo” sono prima di tutto sue. Ed è opportuno chiarire che quando si dice Protezione civile “migliore del mondo” si intende l’attenta architettura legislativa e l’accurato know-how costruito negli anni antecedenti alla affaristica gestione bertolasiana.
&lt;p&gt; Molti ricorderanno i fringe-benefits del sistema Bertolaso: auto di lusso, arredamenti, ristrutturazioni immobiliari, prostitute. E molti ricorderanno altrettanto bene le stabilizzazioni dei suoi amici che da semplici cittadini furono nominati (e lo sono ancora purtroppo) dirigenti generali della Presidenza del Consiglio dei Ministri pur non avendo alcun requisito richiesto e quel che è peggio, senza aver superato alcuna prova, test, quiz e quant’altro. I famosi 4 amici che lui amava chiamare “squadra”. Uno dei quali è imputato a L’Aquila ma attuale presidente dell’Ispra, un altro messo a parcheggio presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri dopo aver fatto i danni come commissario a Pompei, un altro al Servizio Civile e l’ultimo attualmente nelle grazie di Catherine Ashton, “ministro”degli esteri della UE, che sbarcato a Bruxelles sta tentando di fare la stessa operazione, non riuscita in Italia: la protezione civile SpA europea. 
&lt;p&gt;Non a caso, aprendo i lavori della seconda giornata della conferenza internazionale su Protezione civile e interventi umanitari a Roma, l’attuale Capo Dipartimento ha testualmente detto: “è necessario aprire un dialogo che non schiacci o snaturi l’identita’ e il ruolo della protezione civile a vantaggio dell’intervento privato, e con esso il ruolo degli Stati“. 
&lt;p&gt;Il lupo perde il pelo ma non il vizio.&lt;br /&gt;

E che dire poi del fatto che in soli sei anni di gestione Bertolaso il Dipartimento cosiddetto Nazionale (aggettivo che scimmiotta linguaggi militari) è passato senza che ce ne fosse effettiva necessità, da 300 dipendenti ai quasi mille attuali. Settecento persone, alcune assunte per effettivo titolo ma la maggior parte precari d’alto rango. Tra i “contatti” più prestigiosi: la moglie di un sottosegretario, i figli dei generali amici, dei giudici amici e dell’alta borghesia (amica!), alti burocrati dello Stato, capo del personale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, e addirittura figlio dell’ex Presidente della Consulta e sindacalisti autonomi, tutti funzionali a lui e al suo perverso disegno di piegare a fini privati una istituzione dello Stato. Un bel regalo a tutti i lavoratori. Un bel regalo perché adesso il Dipartimento è sovraffollato, con un organico tre volte superiore rispetto a quello necessario e quindi, con i tempi che corrono, nell’occhio del mirino per essere sottoposto ad una drastica cura dimagrante. 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Tutti assunti a tempo indeterminato, con i soldi sottratti ai terremotati abruzzesi (circa 8 milioni di euro)!&lt;/b&gt; Una vera e propria macchina del consenso. 
&lt;p&gt;E poi anche a Napoli (emergenza rifiuti: per la quale Bertolaso, commissario straordinario, è stato iscritto nel registro degli indagati per traffico illecito di rifiuti e truffa ai danni dello Stato) e alla Maddalena (il famigerato G8 degli appalti truccati: Bertolaso è stato rinviato a giudizio per il reato di corruzione) una pioggia di incarichi per parenti e amici. Ovviamente tutte assunzioni tramite ordinanza di protezione civile e mai per concorso.
&lt;p&gt;
Oggi, quindi, bisogna chiedersi e nello stesso tempo far sapere alcune cose: la prima, perchè nella lettera inviata al Giornale Bertolaso lamenta le modifiche intervenute con il decreto milleproroghe, se la responsabilità è unicamente della sua gestione fatta di sperperi (per esempio i Grandi Eventi festosi), di provvedimenti ad personam (vedi le assunzioni di amici e parenti tramite apposita ordinanza) e di privilegi acquisiti sulla pelle di terremotati e alluvionati? 
&lt;p&gt;Perché non dice per una volta una verità: per esempio che lui è andato via ma al Dipartimento tutti i dirigenti di prima e seconda fascia sono gli stessi che ha nominato lui con i metodi di cui sopra, amici suoi fedelissimi che stanno portando la protezione civile in un vicolo cieco anche sul piano operativo come abbiamo visto appunto in questi giorni. Dirigenti fideizzati e affiliati a lui?
&lt;p&gt; Anzi, a pensarci bene, qui si pone un problema d’ordine democratico: chi è questa gente che senza credenziali e senza concorso è stata messa a dirigere una struttura così delicata? Chi è? Cosa fa lì? A chi risponde? E può questa gente impostare linee guida che mettano sotto botta i sindaci legittimamente eletti dal popolo? Stia zitto Bertolaso e si vergogni: di danni ne ha fatti tanti, tantissimi, come il suo ex capo. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.soniaalfano.it/blog/2011/11/11/bertolaso-abbia-la-decenza-di-tacere/#more-4996&quot;&gt;www.soniaalfano.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>ENRICO ROSSI: «Alla Leopolda ho visto la sinistra conservatrice»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/11/02/enrico-rossi/%C2%ABalla-leopolda-ho-visto-la-sinistra-conservatrice%C2%BB-intervista/617905"></link>
  <updated>2011-11-02T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>617905</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Toscana (Partito: PD) - Consigliere Regione Toscana (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Presidente Rossi che ne pensa della Leopolda post-ideologica del sindaco Renzi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Chi ha detto che non c’era ideologia? La sinistra conservatrice, le pensioni che tolgono risorse ai giovani, più dinamismo economico, più mercato per avere più giustizia sociale: questo è il Blair del ’99».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
E perciò lei la stronca.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«La Caritas ha detto che i poveri in Italia sono 8.3 milioni, con un aumento del 7% rispetto al 2010 e soprattutto tra i giovani. Ecco il risultato del liberismo. Il Collegio pontificio della giustizia e della pace sostiene che è responsabilità di quel liberismo senza regole e controlli se le diseguaglianze sociali sono cresciute. Alla Leopolda si è riproposto quello che è all’origine della crisi, in un mondo profondamente cambiato. Sul banco degli imputati non può finire la sinistra ma i cedimenti che ha avuto verso quel liberismo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Non negherà che alla Leopolda c’era del fermento.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Facebook, Twitter, 5 minuti per parlare di Europa, il WikiPd, il frigo sul palco, la libreria finta. Per carità, va tutto bene, ho visto molto impegno. Però c’era un’estetica del potere iniziata in forme diverse con il Panseca di Craxi e proseguita con Berlusconi. Il potere ha bisogno di sobrietà e semplicità».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Però oltre 500mila utenti hanno seguito la diretta streaming.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«In questo Matteo è bravissimo, sa interpretare il bisogno di partecipazione a cui il Pd non ha saputo dare risposte. Ma in politica non può bastare un post, non si può sostituire un partito: servono organizzazione e approfondimento».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Eppure ne sono uscite 100 idee che dovrebbero diventare un programma.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Ma si elude il nodo fondamentale di questo momento. Il Paese affonda: lo spread è al 4,59, gli interessi sui Btp al 6,20, non siano così lontani dal default. &lt;br /&gt;
Lì c’era un clima inconsapevole del dramma. I conti col berlusconismo vanno fatti fino in fondo e oggi può vincere chi riesce a indicare il modo più giusto per aggredire il debito pubblico ricreando prospettive di sviluppo e chiedendo sacrifici equamente distribuiti. Bisogna bonificare gli sprechi, introdurre una patrimoniale e tasse progressive se vogliamo tutelare i più deboli. E in questo contesto si può anche parlare di pensioni. Populismo e riformismo sono inconciliabili, e qui si vuol piacere a troppi».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Cosa l’ha convinta di meno del Big Bang?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«L’amnistia condizionata per i politici accusati di corruzione. Somiglia a un colpo di spugna per salvare i corrotti».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma qualcosa che l’ha convinta ci sarà pure?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Si è parlato molto di precariato. Anche se non ho visto proposte adeguate».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Presidente, il Pd non ha niente da rimproverarsi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Il Pd deve avere una posizione più critica verso lo sviluppo che si è avuto in questi anni».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E non sarebbe utile una nuova classe dirigente?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Sì, purché venga fuori dal dibattito politico: Renzi sta perdendo un’occasione».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Farà così per accattivarsi elettori. Secondo lei dove pesca?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Tra i moderati di centrodestra. Invece bisogna saper parlare anche a sinistra e fare proposte per uscire dalla crisi che siano chiare a tutto il Paese».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Lei è favorevole alle primarie?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Vanno fatte quanto prima, anche per i parlamentari. Devono essere aperte, magari in due turni. Ma il Pd deve avere il diritto di indicare un “suo” candidato. E chi lo sfida deve sapere che rischia di indebolire quella candidatura. Renzi abbia il coraggio di decidere se candidarsi o no».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=16C20F&quot;&gt;la Repubblica - Sandro Bertuccelli &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Mario BALDASSARRI: «Alla Bce letterina di Natale. Vanno eliminati gli sprechi»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/11/02/mario-baldassarri/%C2%ABalla-bce-letterina-di-natale-vanno-eliminati-gli-sprechi%C2%BB-intervista/617904"></link>
  <updated>2011-11-02T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>617904</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: ApI-FLI) - Pres. commissione Senato Finanze  (Gruppo: FLI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Non c`è più tempo. Il Paese è al capolinea. O si volta pagina alla svelta o si affonda. Ma come si fa a restare alla finestra spettatori di un`agonia». 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Davvero si rischia il requiem per l`Italia?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Siamo all`atto finale: quello che ormai sto dicendo da dieci anni a questa parte si è verificato. Ora è arrivato il conto. Gli ultimi verdetti sono chiarissimi. Manovra di luglio: bocciata; manovra di agosto: bocciata. Letterina di Natale: bocciata. È da folli pensare di far rialzare il Paese aumentando le tasse e deprimendo gli investimenti: così l`economia reale e produttiva va in fumo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Bruxelles però ha dato il suo ok alla lettera del governo Berlusconi...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«L`Unione Europea ha detto sì a una sfilza di titoli generici. Ma poi vuole che si passi dalle parole ai fatti. Ci sta chiedendo più rigore strutturale e finanziario.
Quel pezzo di carta che hanno tirato fuori non è altro che il programma elettorale del 2008 del centro destra, io la definirei la letterina di Babbo Natale: proprio così. Di fronte alle turbolenze dei mercati non si può rispondere con un &quot;io farò&quot; si deve subito fare un decreto legge e portarlo in aula. Poi chi ci sta ci sta».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Dove è l`errore?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Intanto nel non comprendere che la prima cosa da fare senza perdere tempo è mettere mano ad un drastico taglio degli sprechi nella spesa corrente. E poi nel non rendersi conto del fatto che ci vogliono riforme strutturali serie. Invece l`Esecutivo che fa? Un colpo di ascia su 15 miliardi di euro di investimenti. E addio ripresa. E poi... Sul fronte previdenziale l`allungamento dell'età pensionabile non può prescindere dal dare speranza anche ai giovani e alle donne, le due categorie più a rischio. Va ricucito lo strappo che c`è nel mercato del lavoro: va rattoppato quello squarcio profondo che separa giovani e donne che forse non avranno mai la pensione dai cosidetti ipergarantiti. Va insomma riunificato il Paese».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Voi dell`opposizione proponete un governo tecnico. Avete le ricette per uscire dall`impasse?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Non si tratta di fare un governo tecnico. Quel che ci vuole in questa fase è un governo politico. Poi, se saranno chiamati esperti e tecnici preparati tanto meglio. Adesso occorre un governo di larghe intese che faccia scelte politiche: è inutile fare gli ipocriti. Poi i governi vanno votati in aula... Le analisi tecniche le abbiamo fatte e rifatte cento volte. E sappiamo bene quali sono i capitoli-chiave sui quali intervenire. Il punto è trovare la forza politica in grado di farlo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E secondo lei c`è?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Mi auguro di sì. E non sono certo gli avvocati tributaristi o gli azzeccagarbugli. Di dittatori della politica ce ne sono già stati. Basta vedere la fine che hanno fatto...Non ne abbiamo più bisogno. La colpa di questo esecutivo è stata quella di galleggiare sulle crisi. Ci vuole una seria politica economica per il Paese. Noi come Terzo Polo le nostre proposte le abbiamo già consegnate al Senato: era la nostra manovra alternativa. Ci vuole uno scatto di orgoglio della maggioranza. L`ho detto e ripetuto più di una volta: non si arriverà alla fine di ottobre. Ed eccoci al capolinea. L`Italia è troppo grande per fallire, ma lo è anche per essere messa a balia a succhiare latte della Bce...».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=16C4TC&quot;&gt;Il Mattino - Alessandra Chello&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>ANDREA CAUSIN: Veneto. Una gara d’appalto indetta dalla Regione per verificare i bilanci di tutte le Ulss</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/09/24/andrea-causin/veneto-una-gara-d%E2%80%99appalto-indetta-dalla-regione-per-verificare-i-bilanci-di-tutte-le-ulss/609827"></link>
  <updated>2011-09-24T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>609827</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Veneto (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Sanità, 3 milioni per ricontrollare i conti.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;&quot;Paghiamo già i revisori, Zaia spieghi le ragioni di questa ulteriore spesa&quot;&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Il bando è uscito sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea. Oggetto: &quot;Gara d’appalto a mezzo procedura ristretta accelerata per l’affidamento, per un periodo di due anni, del servizio di revisione legale di bilancio delle Aziende Ulss e Ospedaliere del Veneto, dell’Irccs Istituto oncologico Veneto e dell’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie&quot;. &lt;br /&gt;
Importo complessivo posto a base d'asta per il biennio: 2.900.000 euro, Iva esclusa.
&lt;p&gt;
   &lt;b&gt;Domanda.&lt;/b&gt; Se le Ulss venete hanno già i revisori dei conti e se sulla sanità veneta l’assessore regionale Luca Coletto ha già presentato il &quot;libro bianco&quot;, che bisogno c’era di stanziare quasi 3 milioni di euro per verificare la contabilità, i conti e i libri contabili delle predette Ulss?
&lt;p&gt;
      Se lo è chiesto Andrea Causin, consigliere regionale ex Pd, ora nel Gruppo misto, che ieri ha indirizzato al governatore Luca Zaia un’interrogazione chiedendo di avere una risposta scritta. Causin ha fatto due conti ed è giunto alla conclusione che nei prossimi due anni la Regione Veneto spenderà 3,6 milioni di euro per pagare i revisori dei conti che già operano nelle Ulss venete. Dunque, perché, spendere altri 2,9 milioni, senza contare l’Iva?
&lt;p&gt;
      Va detto che il bando è già chiuso. Il termine per presentare le offerte scadeva infatti alle ore 12 del 12 settembre. Lo stesso bando, oltre a specificare che l’appalto non è connesso a progetti finanziati dall’Unione europea, spiegava il motivo della procedura ristretta: «Il ricorso alla procedura accelerata è dovuto alla necessità di affidare l’appalto in tempi utili per svolgere le operazioni prodromiche alla revisione del bilancio dell’esercizio in chiusura al 31.12.2011, che vanno necessariamente svolte prima della chiusura dell’esercizio stesso ed, indicativamente, a partire dal seconda metà del mese di novembre 2011. La necessità della revisione del bilancio dell’esercizio in chiusura al 31.12.2011 è emersa a seguito della conclusione degli adempimenti svolti dalla Regione, in applicazione del decreto ministeriale 18.1.2011 ad oggetto &quot;valutazione straordinaria dello stato delle procedure amministrativo-contabili necessarie ai fini della certificazione dei bilanci delle aziende sanitarie locali, delle aziende ospedaliere, degli IRCCS pubblici, anche trasformati in fondazioni, degli IZS e delle aziende ospedaliero-universitarie, ivi compresi i policlinici universitari&quot;, e conclusi il 30 giugno scorso».
&lt;p&gt;
       «In Veneto operano 22 Ulss, oltre alle Aziende Ospedaliere di Padova e di Verona e due istituti (Oncologico e Zooprofilattico). I bilanci di ogni singola Ulss sono già sottoposti alla verifica di ben 5 revisori contabili, che percepiscono ciascuno un compenso annuo di circa 12 mila euro. In tutto 1,8 milioni all’anno. Cioè 3,6 milioni nel biennio 2011 e 2012, lo stesso periodo oggetto di appalto al costo di 2,9 milioni. Può permettersi la Regione una simile spesa? Era necessario?»&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.andreacausin.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=146:veneto-una-gara-dappalto-indetta-dalla-regione-per-verificare-i-bilanci-di-tutte-le-ulss&amp;catid=13:varie&quot;&gt;Il Gazzettino&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Flavio TOSI: «Bisogna prendere da chi ha di più»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/08/10/flavio-tosi/%C2%ABbisogna-prendere-da-chi-ha-di-pi%C3%B9%C2%BB-intervista/590877"></link>
  <updated>2011-08-10T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>590877</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Verona (VR) (Partito: Lega) - Consigliere  Consiglio Comunale Verona (VR)- Consigliere  Consiglio Comunale Verona (VR) (Lista di elezione: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
L`ha detto in tv, l`altra sera: «Patrimoniale». Ed è suonata come una bestemmia in chiesa, perché a rompere il tabù è stato un leghista: Flavio Tosi, primo cittadino di Verona.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Un bel salto...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Non è che la patrimoniale mi piaccia, come non mi piace tutto ciò che riguarda gli aumenti delle tasse. Da sindaco mi sembra di averlo dimostrato, anche se ho dovuto fare i salti mortali».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Però il tabù l`ha rotto.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«C`è un piccolo particolare: la manovra ora anticipata di un anno prevede tagli per 15 miliardi agli enti locali. Uno dice: quei tagli garantiscono che non ci saranno nuove tasse. Niente di più falso: sono soldi che mancheranno ai cittadini e alle famiglie. E questa non è una forma di tassazione, sia pure indiretta? E per di più ai danni dei più deboli, che devono sopportare il drastico ridimensionamento dei servizi?».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Dunque?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Ovviamente bisogna colpire gli sprechi, andare avanti con il federalismo fiscale. Ma in una situazione drammatica come questa, dove rischiamo tutti di morire di debito pubblico, è impensabile procedere solo con i tagli e la lotta agli sprechi. I soldi da qualche parte bisogna pure prenderli. Salvaguardando il principio di equità».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E quindi bisogna mettere le mani in tasca ai ricchi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Diciamo che bisogna chiedere un sacrificio straordinario, aggiuntivo e una tantum ai titolari di grandi patrimoni e di rendite, anche quelle finanziarie».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Patrimoniale, appunto.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Non l`unico, ma questo è dei fronti su cui bisogna agire».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Sicuro che nella Lega la pensino tutti così?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Non so, certo ci sono posizioni diverse. Ma questa è la mia idea.

Peraltro condivisa in ambienti bancari. Le banche sono le prime a sapere che non si possono ammazzare le famiglie, altrimenti arriva la recessione e siamo tutti morti».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ammazzare le famiglie?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Ma sì. Solo se non si tartassano ulteriormente i più deboli si può pensare a qualcosa che assomigli a una ripresa, se non altro in termini di consumi. E come fai a non tartassarli se le risorse non sono sufficienti? Ci vuole un combinato disposto: tagliare gli sprechi, non strozzare i Comuni, prendere da chi ha di più».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Sembra che il governo un pensierino alla patrimoniale lo stia facendo, ma intende anche procedere con una stretta sulle pensioni.

Lei è d`accordo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;Può anche darsi che un intervento sulla previdenza si renda necessario. Ma anche qui: bisogna stabilire delle priorità, fare delle scelte. Insomma, è meglio chiedere sacrifici a chi sta meglio».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Dunque no all`innalzamento dell`età pensionabile per le donne?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Argomento delicatissimo, prima di tutto ci vuole equità. Ci si può anche allineare a ciò che dice l`Unione europea, ma bisogna fare molta attenzione a mettere le mani sulle pensioni piccole e medie. Cominciamo da quelle d`oro».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Sulla patrimoniale il pidiellino Napoli la bacchetta, dice che ci vogliono i tagli, ma non nuove tasse. E parla di prestito forzoso che le famiglie dovrebbero fare allo Stato con obbligazioni...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Non so quanto questa proposta possa piacere alle famiglie: meglio la patrimoniale, meglio togliere qualcosa a chi può permetterselo che immobilizzare in modo indiscriminato una parte dei risparmi degli italiani».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Lei insiste...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Guardi, se c`è una cosa buona in questo disastro in cui stiamo sprofondando è che per la prima volta siamo costretti davvero a rimettere in sesto i conti pubblici. È una battaglia che dobbiamo fare tutti in modo trasversale, al di là degli schieramenti politici. Per vincerla c`è un unico modo: i tagli, i sacrifici sono necessari, ma devono essere equi».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=131LC1&quot;&gt;la Repubblica - Rodolfo Sala&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Antonio MARTINO: «Gravissimo l’acquisto dei titoli. Non dovevamo chiedere aiuto»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/08/09/antonio-martino/%C2%ABgravissimo-l%E2%80%99acquisto-dei-titoli-non-dovevamo-chiedere-aiuto%C2%BB-intervista/590849"></link>
  <updated>2011-08-09T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>590849</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Tutti i nostri problemi nascono dalla insensata, incontrollata, ingiustificata, ingiustificabile espansione della spesa pubblica. Perchè nessun paese al mondo è mai cresciuto quando le spese del settore pubblico superavano il 40% del reddito nazionale...».
&lt;p&gt; Antonio Martino, parlamentare Pdl, economista ed ex ministro di Esteri e Difesa, è un liberista a tutto tondo. E anche in questa intervista non smentisce la sua fama.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;La soluzione alla tempesta che sta travolgendo le economie mondiali è meno Stato e più efficiente?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«In Italia e non solo, sicuramente. Ai tempi di mio nonno, agli inizi del ’900, la spesa pubblica assorbiva il 10% del reddito nazionale. Ai tempi di mio padre, negli anni ’50, assorbiva il 30%. Oggi la spesa pubblica assorbe il 51,1% del reddito nazionale. Va drasticamente tagliata».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;È per questo che lei dice che la proposta bipartisan, accolta dal governo, di introdurre in Costituzione l’obbligo del pareggio di bilancio è positiva ma non risolutiva?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«È lodevole, ma non basta. Io preferisco avere una spesa pubblica del 30% con un un disavanzo notevole a una spesa pubblica del 50% con il bilancio in pareggio».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Per ridurre le spese di così tanto, tocca tagliare gli sprechi ma anche i servizi ai cittadini...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Infatti bisogna cambiare il welfare all’italiana. È diventato costosissimo e inefficiente e non ce lo possiamo più permettere».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;E lei dove taglierebbe?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Nella voragine spaventosa di spesa sanitaria, che tra l’altro è iniqua, perchè noi tassiamo tutti, anche i meno abbienti, per dare sanità gratis a tutti, anche ai più agiati».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Qual è la sua alternativa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Un’assicurazione sanitaria obbligatoria. Chi se la può permettere se la comprerebbe, chi non se la può permettere riceverebbe un buono che gli consentirebbe di fornirsi della copertura. E il costo sarebbe infinitamente minore di adesso. E poi bisognerebbe incidere sulle pensioni di anzianità aumentando significativamente l’età di pensionamento per gli uomini e per le donne. Servono tagli veri...».
&lt;p&gt; 
&lt;b&gt;L’ha sorpresa che anche ieri le Borse siano crollate nonostante la Bce abbia investito in titoli pubblici italiani e spagnoli?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Per nulla. Più che all’azione della sola speculazione siamo di fronte a una crisi di fiducia. Ecco perchè l’acquisto dei titoli di Stato non basta. E poi, il fatto che la Bce abbia acquistato titoli di stati membri è gravissimo...».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Gravissimo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Si perchè viola il trattato di Maastricht. Se la Banca centrale europea compra titoli di Stato nazionali lo fa stampando moneta, quindi con il rischio di generare inflazione a livello continentale».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ma se l’abbiamo chiesto noi che ci facesse la cortesia...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«E secondo me hanno fatto male a chiederlo. Per ridare credibilità ai nostri titoli di Stato e ridurre così lo spread servono invece riforme. E i paesi che non rispettano i vincoli vanno non multati ma semplicemente espulsi dall’area dell’euro. Sennò, come sta accadendo ora, rischia di saltare l’euro stesso».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=13090P&quot;&gt;Giorno/Resto/Nazione - Alessandro Farruggia&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Ignazio Roberto Maria MARINO: «Troppi soldi per la guerra. La politica deve scegliere»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/07/27/ignazio-roberto-maria-marino/%C2%ABtroppi-soldi-per-la-guerra-la-politica-deve-scegliere%C2%BB-intervista/590413"></link>
  <updated>2011-07-27T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>590413</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Il senatore Ignazio Marino del Pd dice no al rifinanziamento delle missioni militari all'estero. Invece il suo partito dice sì. Semplici differenze di sensibilità?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Ci sono almeno una decina di senatori democratici ad aver espresso grandi perplessità sul rifinanziamento. Non sono il solo a pensarla così. Dobbiamo tutti esprimere cordoglio per un'altra vita persa in Afghanistan. Al tempo stesso va anche ricordata la necessità sempre più urgente di una discussione serena e rigorosa, che non si fa in un pomeriggio a palazzo Madama. Personalmente non voterò un decreto da 700milioni di euro, che fa riferimento ad una serie di missioni militari all'estero.&lt;br /&gt;
 A mio avviso questo tema meriterebbe una più approfondita riflessione, così da capire almeno finalità e regole di ingaggio delle singole &quot;avventure militari&quot;.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;L'Afghanistan è sotto i riflettori: una guerra che dura ormai da dieci anni e che ha visto quarantuno morti solo fra i soldati italiani.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
L'Afghanistan: pensi che c'è un unico comandante per Enduring freedom - gestita dalle forze armate degli Stati uniti, che nelle loro comunicazioni chiamano senza troppi giri di parole &quot;war&quot;, guerra - e Isaf - gestita dalla Nato. Una situazione quanto meno singolare. Anche perché un ex comandante come McChrystal ha recentemente affermato che per aver successo in Afghanistan non servono più armi. Invece continuiamo a spendere in armamenti.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Però alla fine, anche grazie agli 8milioni che il governo ha concesso per la cooperazione, un accordo bipartisan è stato trovato. Come sempre.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Il nostro paese negli ultimi dodici mesi ha mobilizzato 8500 persone, di cui 6880 militari attualmente impegnati in zone a rischio, 4200 in Afghanistan. Perché faccio tutti questi numeri? Perché sono ormai quasi dieci anni che abbiamo truppe in Afghanistan e il costo medio delle persone attive - cui va certamente il rispetto di tutto il paese e il mio personale - è di circa un miliardo e mezzo di euro. Adesso aggiungiamo altri 700 milioni di euro. Cifre enormi senza risvolti positivi.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Marino è stato candidato alla segreteria del partito. Se avesse vinto le primarie, il Pd avrebbe tolto l'elmetto e votato no?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Certamente la mia posizione, o di altri, in questo momento è minoritaria. Ciò non toglie che dovremmo discutere. Anzi, penso che sia necessario, opportuno ed urgente aprire una riflessione. Perché se da un lato è importante garantire la lealtà internazionale, dall'altro bisognerebbe riflettere prima di investire somme così ingenti e perdite di vite umane in contesti in cui finalità e regole d'ingaggio sono tutt'altro che chiare.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Lei non è una mosca bianca dentro il partito, basta leggere le dichiarazioni del presidente toscano Enrico Rossi, del deputato Enrico Gasbarra, ecc.. Prima o poi il partito ne dovrà parlare...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Il Paese si è impegnato a spendere ben 29 miliardi per acquistare oltre 300 tra elicotteri e aerei militari, mentre per il 2011, 2012 e 2013 è stato azzerato il fondo per la non autosufficienza, ridotto a 36 milioni quello per le politiche per la famiglia e azzerato quello per l'infanzia. Con il costo di un solo F35 si potrebbero acquistare ben cinque Canadair per l'antincendio, in questo momento quanto mai utili. Di più, il costo di un elicottero da combattimento potrebbe essere impiegato per venti nuovi treni per trasportare pendolari, stiamo parlando di un servizio per 20mila persone. E sono solo due esempi. La politica può e deve fare delle scelte adeguate e strategiche in questo momento. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=12JJW0&quot;&gt;Liberazione - Frida Nacinovich&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Maurizio ACERBO: APPENNINO SOTTO ATTACCO. SMASCHERIAMO IL &quot;PROTOCOLLO DI GIANNI LETTA&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/07/22/maurizio-acerbo/appennino-sotto-attacco-smascheriamo-il-protocollo-di-gianni-letta/590237"></link>
  <updated>2011-07-22T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>590237</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Abruzzo (Gruppo: Rifondazione comunista - Sinistra europea) - Consigliere  Consiglio Comunale Pescara (PE) (Lista di elezione: PRC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Oggi a Pescara conferenza stampa per smascherare il &quot;Protocollo Letta&quot;. Il “Protocollo Letta” attacca la natura del Parco Nazionale del Gran Sasso e Parco Regionale Sirente Velino. 
&lt;p&gt;L’altolà del Ministero dell’Ambiente, i vincoli ambientali e legali, lo scenario alternativo.

&lt;p&gt;
Progetti megalomani e milionari con grandi sprechi di risorse, Italia a rischio procedura di infrazione europea. 
&lt;p&gt;
Mentre gli amministratori regionali, alcuni sindaci del cratere, sostenuti dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Gianni Letta, hanno annunciano progetti che, ignorando i vincoli ambientali incidono irreparabilmente sulle ricchezze ecologiche delle aree di maggior pregio ambientale della Regione, Associazioni Ambientaliste, movimenti politici, sindacati e comitati di cittadini lanciano una serie di azioni coordinate per contrastare i progetti programmati e delineare uno scenario alternativo di sviluppo duraturo e valorizzazione delle risorse naturali.
&lt;p&gt;
Forti e concrete sono le alternative possibili per un territorio già colpito dal terremoto e che ha bisogno di proposte serie e non di visionari e faraonici progetti di sperpero di fondi pubblici, che ne compromettano irrimediabilmente le risorse ambientali.
&lt;p&gt;
Lo stesso Ministero dell’Ambiente, in una recente ed esaustiva nota di risposta alle richieste di alcune Associazioni Ambientaliste, ammonisce la Regione Abruzzo e agli Enti Parco interessati, allertando nel contempo la Commissione Europea: secondo il Ministero, nessuna nuova opera può essere autorizzata in deroga alle norme in vigore su Valutazione di Impatto Ambientale, VAS e Valutazione d’Incidenza, giacchè i territori coinvolti sono tutti compresi nella Rete UE Natura 2000.
&lt;p&gt;
Sono in corso di predisposizione, a cura di esperti del mondo scientifico ed accademico, dettagliate e concrete linee guida per la tutela e valorizzazione delle risorse ecologiche dell’area aquilana. Una proposta per il turismo e l’economia montana basata sulle migliori conoscenze scientifiche disponibili, che permetta di conservare la qualità delle risorse naturali all’interno di un’offerta turistica, senza sprechi di risorse economiche ed ambientali e senza sottrarre risorse alla ricostruzione.
&lt;p&gt;
Molti i progetti, devastanti e anacronistici, presentati lo scorso febbraio con il Protocollo d’Intesa sottoscritto a Roma, a Palazzo Chigi, il 17 febbraio 2011, con grande enfasi. Si tratta di progetti già visti, tirati fuori da vecchi cassetti, a scapito della biodiversità e del paesaggio di zone di particolare pregio del territorio aquilano.
&lt;p&gt;
Devastanti perché prevedono prioritariamente la modifica permanente del territorio con infrastrutture sciistiche, funiviarie, campi da golf, lottizzazioni nel cuore del sistema delle aree protette dell’Appennino, in aree ricchissime di biodiversità e risorse ecologiche e per questo ricadenti in zone SIC e ZPS, ai sensi di Direttive Comunitarie, e pertanto sottoposte a rigorosa tutela da parte dell’Unione Europea. Nessuna considerazione, neanche un accenno alla tutela delle specie animali e vegetali, nonché degli habitat di importanza comunitaria.
&lt;p&gt;
Anacronistici perché in tali progetti non vi è alcuna novità o analisi delle reali condizioni ed esigenze del territorio, ma solo vecchi progetti più volte bloccati e che oggi si vuole far approvare con procedure di urgenza.
&lt;p&gt;
Il Protocollo, pur delineando in premessa, una serie di azioni per la valorizzazione ambientale e agrosilvopastorale, di fatto, poi, nella declinazione programmatico-finanziaria del documento, non fa altro che proporre solo lottizzazioni residenziali, ampliamenti della rete viaria, infrastrutture sciistiche e campi da golf.
&lt;p&gt;
Il cemento ed il movimento terra sono, di fatto, l’unico motore dell’intesa: essa sembra unicamente rivolta a sottrarre risorse programmatiche, alla più urgente necessità di ricostruzione dei Centri storici. Interventi devastanti, a forte impatto ambientale e paesaggistico, sono ancora una volta riproposti come volano di ripresa dell’economia delle aree interne.&lt;br /&gt;

Le proposte non sembrano neanche rispondere alle reali necessità di lavoro del territorio.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;LE CRITICITÀ RILEVATE&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Le ipotesi di “sviluppo” delineate nel Protocollo appaiono in palese contrasto con il quadro programmatico e pianificatorio vigente a tutti i livelli istituzionali: dalla Legge 394/91 (Legge quadro sui Parchi) ai Decreti istitutivi delle aree protette, dalla Regione alle Provincie ed agli stessi strumenti urbanistici comunali. Tutti gli interventi, ancorché appena delineati, sono in palese contrasto con gli strumenti vigenti; per il loro devastante impatto abbisognano, inoltre, di una Valutazione Ambientale Strategica (VAS) preliminare.
&lt;p&gt;
Molti sono gli interventi dati per “cantierabili” che non sono stati sottoposti a nessuna verifica tecnico-ambientale specifica, come ad esempio il collegamento sciistico tra le stazioni invernali di Ovindoli e Campo Felice, nel Parco Regionele Sirente Velino o la “Cittadella della Montagna” che si vuole far nascere in pieno Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
&lt;p&gt;
A rischio sarebbero ambienti di importanza prioritaria, specie di fauna e di flora particolarmente protette a livello nazionale e comunitario nonchè i corridoi ecologici di grande importanza per alcune specie di animali particolarmente protetti, tra cui, prima di tutto, l’orso bruno marsicano, a causa di interventi in evidente contrasto anche con le raccomandazioni del PATOM (Piano di Azione per la Tutela dell’Orso Marsicano) approvato e reso esecutivo dalla Regione con DGR n.469 del 14.6.2010.
&lt;p&gt;
Alcuni interventi, come i campi da golf in quota, sono stati più volte bocciati perché incompatibili con la vocazione ambientale dei luoghi e palesemente distruttivi delle unicità floristiche e faunistiche presenti sugli altopiani delle Rocche e di Piani di Pezza.
&lt;p&gt;
Il Protocollo delinea uno sviluppo che privilegia pochi comuni, senza prendere in considerazione una piattaforma diffusa di interventi ordinari, più moderati e rispondenti al rilancio ed all’incentivazione di quelle poche “resistenze produttive” sopravvissute e alla ripartenza di iniziative autoctone.
&lt;p&gt;
I progetti, se realizzati, comporterebbero la cancellazione dei valori ambientali e paesistici grazie ai quali l’Abruzzo è stato definito la Regione dei Parchi e che costituiscono, se correttamente gestiti, la principale risorsa economica di questi territori, come testimoniano i dati del IX Rapporto sul turismo natura, elaborato dall’Osservatorio Ecotur (Chieti, maggio 2011), che vede i parchi e le aree protette come il segmento più rappresentativo del turismo natura in Italia. Intercettare segmenti di domanda turistica in espansione (turismo verde), abbandonando il miraggio della “monocoltura” dello sci è l’unica alternativa praticabile.

&lt;p&gt;
Non sono considerati gli studi sui cambiamenti climatici e i loro effetti, per i prossimi anni, sul manto nevoso (sempre più scarso nella prima parte della stagione invernale), né sulle già scarse riserve idriche. L’acqua, in montagna, è bene indispensabile alla sopravvivenza delle attività agro-silvo-pastorali, nonché dei fragili e delicati ecosistemi montani, e non può essere dirottata su campi da golf e impianti di innevamento artificiale.
&lt;p&gt;
Inoltre, a fronte dell’enorme costo energetico e ambientale dell’innevamento artificiale, non è comunque garantito che l’ampliamento del demanio sciabile produca effetti benefici al turismo dell’area. In Italia, il numero degli sciatori ha subito un netto calo tra il 1997 ed il 2004 con una diminuzione del 24%.
Il Protocollo appare perciò non rispondente alle sue stesse premesse, velleitario per i contenuti e le proposte avanzate e illegittimo per le forme e le procedure ipotizzate.
&lt;p&gt;
Mentre è fin troppo chiaro che i costi degli interventi ricadrebbero sugli Enti pubblici, con fondi sottratti al rilancio economico di tutto il cratere, non è stata fatta nessuna considerazione sulla praticabilità economico-ambientale degli interventi. Il Protocollo è privo di qualsiasi analisi economica a favore del modello di sviluppo individuato, mentre ve ne sono decine che dimostrano, al contrario, che si tratta di un’impresa fallimentare.

&lt;p&gt;
Pescara, 22.07.2011

&lt;p&gt;
Firmato&lt;br /&gt;

ALTURA Abruzzo - CGIL Abruzzo - Circolo Valorizzazione Terre Pubbliche – Comitato acqua pubblica - Comitatus Aquilanus - Fare Verde onlus - Forum Ambiente e Territorio Sinistra Ecologia e Libertà - Gruppo Naturalisti Rosciolo - Italia Nostra Abruzzo - LIPU Abruzzo - Mountain Wilderness Abruzzo - ProNatura Abruzzo - Rifondazione Comunista - WWF Abruzzo &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.controlacrisi.org/joomla/index.php?view=article&amp;catid=34&amp;id=16411&amp;tmpl=component&amp;print=1&amp;layout=default&amp;page=&amp;option=com_content&amp;Itemid=68&quot;&gt;controlacrisi.org&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>VASCO ERRANI: Manovra: &quot;Squilibrio dei tagli proposti&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/07/14/vasco-errani/manovra-squilibrio-dei-tagli-proposti/590078"></link>
  <updated>2011-07-14T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>590078</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Emilia Romagna (Partito: Cen-sin) - Consigliere Regione Emilia Romagna&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Il Governo ha riconosciuto nel corso dell’incontro di ieri l’atteggiamento responsabile delle Regioni. Ma la responsabilità è una medaglia che ha due facce. &lt;br /&gt;
La manovra è necessaria e urgente e serve per rispondere alla crisi in atto: è questo il primo atto di responsabilità. La manovra proposta dal Governo però avrà delle ricadute pesanti su servizi fondamentali come sanità, trasporto pubblico locale, politiche per le imprese. E il Governo deve dire chiaramente ai cittadini quali saranno le ricadute nella vita quotidiana di tale scelta: è questo il secondo indispensabile atto di responsabilità che il Governo per primo non può e non deve eludere”, lo ha dichiarato il Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani.
&lt;p&gt; “Lo squilibrio dei tagli proposti dalla manovra che gravano in modo insopportabile su Regioni ed Enti locali, basti pensare che poco meno del 50% dell’intervento finanziario grava sui bilanci delle Regioni rappresenta un’ingiustizia e necessita di un serio riequilibro. L’idea di dar luogo ad un vergognoso scaricabarile istituzionale non è certo praticabile”. 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Il federalismo fiscale è sparito&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Quanto poi al federalismo fiscale – ha proseguito Errani - è chiaro che non sarebbe stato un parto semplice, ma oggi, con questa manovra, il Governo ha fatto sparire questo progetto. Se le risorse finanziarie necessarie per garantire servizi pubblici fondamentali subiscono una riduzione di tale portata, come sarà possibile domani fiscalizzarle? Su quale base finanziaria potranno vivere le autonomie? La crisi delle relazioni istituzionali La manovra, secondo quanto stabilito da una Legge dello Stato, avrebbe dovuto essere concertata preventivamente con le Regioni e con gli Enti locali. Così non è stato. Inoltre ieri nel confronto con il Governo, Regioni ed Enti locali non sono stati preavvertiti della possibile reintroduzione del ticket, mentre in serata il relatore di maggioranza ha invece presentato uno specifico emendamento in tale direzione. Sono gli ultimi due esempi di una crisi delle relazioni determinata unilateralmente dal Governo. 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Ticket: scelta grave&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
E’ una scelta gravissima che tocca il portafoglio degli italiani e che peraltro non contribuisce in alcun modo al finanziamento del Servizio sanitario nazionale e che semmai può dirottare la fornitura di determinati servizi verso il privato che proprio a causa del ticket guadagnerebbe una posizione di privilegio sul mercato.
 Mi auguro che il Parlamento cancelli questa prospettiva che è fortemente iniqua. Le controproposte delle Regioni Abbiamo proposto al Governo un riequilibrio della manovra che, a saldi invariati, consenta di renderla gestibile sui territori salvaguardando servizi essenziali per i cittadini e abbiamo suggerito di non limitare la manovra ai tagli, c’è urgente bisogno anche di una spinta per la crescita: strumenti che incentivino gli investimenti e l’occupazione (le proposte delle Regioni sono state pubblicate sul sito &lt;i&gt;www.regioni.it&lt;/i&gt;). Anche su questo fronte continuiamo a ricercare il cambiamento. 
&lt;p&gt;Siamo disponibili, da subito, a sederci attorno ad un tavolo che costruttivamente ricerchi un diverso equilibrio nei tagli, che verifichi fino in fondo la sostenibilità della manovra e abbiamo anche dichiarato la disponibilità ad istituire, da domani, una ‘Commissione interistituzionale anti sprechi’ (formata da pochi rappresentanti di Governo, Regioni ed Enti locali) che entro sessanta giorni individui linee operative e proposte per contenere la spesa pubblica. L’avevamo già chiesta un anno fa – ha concluso Errani - e avevamo ricevuto assicurazioni in tal senso dal Presidente del Consiglio. Poi, sulla Commissione anti sprechi è caduto il silenzio”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.agenparl.it/articoli/news/economia/20110714-manovra-errani-squilibrio-dei-tagli-proposti&quot;&gt;agenparl.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Gianfranco ROTONDI: «La gente ci detesta. Ci rimane la casta»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/28/gianfranco-rotondi/%C2%ABla-gente-ci-detesta-ci-rimane-la-casta%C2%BB-intervista/589461"></link>
  <updated>2011-06-28T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>589461</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Attuazione del programma (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Se vogliamo restare in sella dobbiamo coccolare i parlamentari. Tanto, più impopolari di così...».
&lt;p&gt;«Diciamolo chiaramente: siamo impopolari». Non usa giri di parole il ministro per l'Attuazione del programma. «È inutile puntare sul gradimento, ormai non possiamo più ottenerlo». La situazione della maggioranza di governo è quella che è, ma invece di edulcorarla, Gianfranco Rotondi decide di prenderla di petto. E piuttosto che pensare agli elettori, suggerisce al premier di puntare sugli eletti. «Forte del fatto che nessuno, neanche all'opposizione, vuole andare al voto, Berlusconi deve avere un'unica preoccupazione: coltivare i rapporti con Camera e Senato».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Come?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Teniamoci buoni i mille parlamentari. Non possiamo dargli l'aumento, ma almeno coccoliamoli, rassicuriamoli, non rompiamogli le palle se vogliamo arrivare al termine della legislatura. E nel frattempo cerchiamo di farci dimenticare. Perché, inutile negarlo, la gente ormai ci detesta». 
&lt;p&gt;Solo così, secondo Rotondi, il governo può sperare di durare altri due anni.
&lt;p&gt; «Se invece uno un giorno dice a deputati e senatori che vanno dimezzati, il giorno dopo che taglia loro gli stipendi, quello successivo che gli toglie l'auto blu, allora è un kamikaze, significa che vuole proprio farlo cadere questo governo».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;E così anche Rotondi è entrato ufficialmente nella squadra antitremontiana del sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Ma no... Tremonti è quello al quale dobbiamo che il Paese stia ancora in piedi, quindi ce lo teniamo caro caro».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Eppure risuona sempre più forte il &lt;i&gt;De Profundis&lt;/i&gt; del Superministro. Secondo lei, lo ammazzano oggi a Palazzo Grazioli o giovedì in Consiglio dei ministri?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Tremonti salverà la pelle sino alla fine del governo e della legislatura». 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Che non è detto coincidano. Ma a lei il ministro Tremonti non ha mai fatto girare le scatole?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Una volta in cui mi trattò con sufficienza gli dissi: &quot;Che, te la pigli con me che sono l'unico che parla bene di te?&quot;. Lui mi rispose: &quot;Vuol dire che sbagli qualcosa&quot;». 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Il solito simpaticone. Lei condivide le ultime misure anti-casta annunciate dal Super-ministro?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Le considero un insulto alla sua intelligenza. Nemmeno lui rinuncia alla pillola di demagogia L'anticasta è un sentiero che deve calcare chi lo sa fare».
&lt;p&gt;&lt;b&gt; Occhio che il Divo Giulio potrebbe offendersi.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Ma è così. La prosopopea anti-casta fa grande Grillo ma travolge i grilli parlanti».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Non crede che sia decisamente impopolare oggi difendere la casta dei parlamentari?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Tanto, più impopolari di così... Il deputato oggi è uno sputtanato che va per la pagnotta, questo è il giudizio che ci siamo cuciti addosso, per merito dei comici, delle trasmissioni tv...».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Anche per &quot;merito&quot; vostro, però...&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;«Può darsi. Ma intanto io segnalo un passo avanti. Un tempo si accusava i politici di rubare, oggi gli si rimprovera solo di avere dei privilegi previsti dalla legge. Ma attenzione. Questa furia antipolitica finisce per essere antiparlamentare. E il Parlamento è come la salute: ti rendi conto che è importante solo quando non ce l'hai più».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Quindi, che consiglio dà al presidente del Consiglio Berlusconi per non perdere definitivamente la salute politica?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Si concentri sul giudizio del popolo sei mesi prima delle elezioni e lì cacci fuori il Silvio che ci piace di più: rilasci interviste, affitti i sei-per-tre, faccia dieci comizi, per mari, monti e città d'arte».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Sì ma adesso?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Deve rassegnarsi al fatto che in diciotto mesi non può fare le riforme istituzionali, né la riforma della giustizia e neppure quella fiscale. Al massimo si può far approdare qualche legge in Parlamento».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Sta dichiarando lo stato di fallimento del governo. Nessun ministro finora l'aveva fatto.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Ma a realtà è questa. E per arrivare al termine della legislatura noi abbiamo bisogno del voto dei deputati, non della casalinga di Voghera, né degli spettatori di Santoro. Se ogni giorno, invece, condividiamo l'idea dei giornali qualunquisti che dipingono il Parlamento come una casta e i deputati come mangiasoldi, alla fine io non escludo che la dignità di queste persone possa giocarci qualche giusto scherzo. Perciò, cerchiamo di non essere l'unico consiglio d'amministrazione che non prende a sberle i suoi azionisti».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=11K7F7&quot;&gt;Libero - Barbara Romano&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Guido CROSETTO: Tremonti: 'Vuole far saltare il governo'</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/26/guido-crosetto/tremonti-vuole-far-saltare-il-governo/586697"></link>
  <updated>2011-06-26T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>586697</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Sottosegretario  Difesa (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
'Manovra da psichiatra. Predica bene, razzola male'.
&lt;p&gt;Le bozze della manovra di Giulio Tremonti ''andrebbero analizzate da uno psichiatra'' e dimostrano che il ministro dell'Economia vuole solo ''trovare il modo di far saltare banco e governo''.
&lt;p&gt;al telefono con l'ANSA - si dice ''stufo'' di ''sentire pontificare una persona che predica benissimo e razzola malissimo'' visto che ''l'unico ministero che non ha subito tagli alla spesa corrente, ma anzi l'ha aumentata, è il suo!''.
&lt;p&gt;''Le bozze che sono filtrate sulla manovra - dice il sottosegretario che, fino a tre anni, era responsabile economico di Forza Italia -, più che connotate dal punto di vista economico, finanziario e di bilancio andrebbero analizzate da uno psichiatra. E evidente che il ministro dell'Economia vuole trovare esclusivamente il modo di far saltare banco e governo. In questi tre anni ha fatto di tutto per tenere in vita il malato Paese, ma l'ha fatto tenendolo in coma farmacologico. Ha dimostrato di non volere andare nel dettaglio della spesa pubblica, ma di preferire tagli senza razionalità. Non ha capito che l'economia reale andava aiutata ed anzi l'ha bloccata con regole di oppressione fiscale uniche al mondo che hanno distrutto lo statuto del contribuente''.
&lt;p&gt;Tremonti:''Ha promesso un aiuto alla piccola e media impresa - sottolinea il deputato del Pdl, ma in realtà ha flirtato con le grandi banche ed i grandi gruppi. &lt;br /&gt;
Visto che è una persona di cultura ed intelligenza non comune, lo dimostri proponendo un progetto serio per il Paese al consiglio dei ministri ed alle Camere''. Ma, avverte il sottosegretario, nel farlo ''sia aperto ai miglioramenti'' perche' ''lui non è il depositario del verbo e della verità; e non sono più i tempi nei quali il governo potrà permettersi di approvare in Consiglio una cartellina vuota che verrà riempita in seguito a via XX settembre, da un uomo solo e dai suoi pretoriani''. 
&lt;p&gt;Insomma, aggiunge, ''non è più il momento di tacere per rispetto anche perché mi sono stufato di sentire pontificare una persona che predica benissimo e razzola malissimo: l'unico ministero che non ha subito tagli alla spesa corrente, ma anzi l'ha aumentata, è il suo! Il ministero nei quali i dirigenti sono più pagati è il suo!''. 
&lt;p&gt;Infine, un'ultima stoccata sui tagli alla politica: ''Se adesso l'ultima crociata di Tremonti, sullo stile di De Magistris, e' quella di lanciarsi contro i privilegi, gli ricordo che ci sono privilegi ben maggiori delle auto blu e degli aerei di Stato che, tra l'altro, se vengono utilizzati nell'interesse del Paese non sono privilegi.&lt;br /&gt;
 Parlo, ad esempio, dei privilegi di poter disporre di migliaia di nomine all'interno dello stato o altre cose meno evidenti sulle quali il Tesoro non ha mai coinvolti nessuno''&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2011/06/25/visualizza_new.html_812860497.html&quot;&gt;Ansa&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Il no all'election day costa 300 milioni di Euro</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/03/03/dario-franceschini/il-no-allelection-day-costa-300-milioni-di-euro/558805"></link>
  <updated>2011-03-03T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>558805</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Dire no all'election day significa buttare dalla finestra 300 milioni di euro in un momento di crisi economica per le famiglie e i lavoratori&quot;. &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, capogruppo Pd alla Camera, attacca il governo che si sta orientando a fissare in due date diverse le elezioni amministrative e i referendum su legittimo impedimento e acqua pubblica. 
&lt;p&gt;&quot;Il governo - accusa &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt; - ha anticipato il no alla nostra richiesta di election day unicamente per impedire che il referendum sul legittimo impedimento raggiunga il quorum&quot;. 
&lt;p&gt;Il capogruppo Pd ha ricordato che tra due settimane in aula alla Camera si votera' la mozione da lui presentata per impegnare l'esecutivo all'indizione dell'election day: &quot;li' vedremo chi ha a cuore i processi del premier e chi invece le tasche dei cittadini italiani&quot;.


&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=JYpMjoevYJg&quot;&gt;&lt;b&gt;video dell'intervento di Dario Franceschini&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=4790&quot;&gt;dariofranceschini.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Paolo Giacon: &quot;Su calendari già stampati la Provincia di Padova 'dimentica' il 25 aprile ed il 1°maggio&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/01/04/paolo-giacon/su-calendari-gi%C3%A0-stampati-la-provincia-di-padova-dimentica-il-25-aprile-ed-il-1%C2%B0maggio/549524"></link>
  <updated>2011-01-04T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>549524</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Provincia Padova (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Chiediamo immediato stop alla distribuzione e pubbliche scuse”. Questo calendario per bambini è una spesa inutile.
Sull'ennesima iniziativa propagandistica della Provincia di Padova, l'ira del Pd.
&lt;p&gt;“Cancellare il 25 aprile ed il 1° maggio è un insulto verso tutti i martiri veneti caduti per la libertà e per la democrazia e un'offesa verso tutti i veneti che lavorano.&lt;br /&gt;
 Non possiamo davvero credere che si tratti di una doppia svista o di un doppio errore di stampa o di un doppio mancato controllo da parte dei politici o dei tecnici. E guarda caso l’assessore alle iniziative culturali è nella Provincia di Padova un esponente di spicco della Lega Nord.” 
&lt;p&gt;
Lo afferma Paolo Giacon, consigliere provinciale del Partito Democratico. 
&lt;p&gt;Nelle migliaia di calendari per bambini fatti stampare dalla Provincia di Padova sono assenti sia il riferimento al 25 aprile come Festa Nazionale della Liberazione, sia il 1° maggio, universalmente riconosciuta come Festa del Lavoro. 
&lt;p&gt;Non si fa attendere la reazione del Partito Democratico alla notizia che l’amministrazione comunale di Solesino ha deciso di rispedire alla Provincia di Padova i calendari stampati e destinati ai bambini dei comuni del territorio provinciale.

&lt;p&gt;
“Ha fatto bene il sindaco di Solesino a rispedire al mittente questo tentativo maldestro di riscrivere la storia e di distorcere le feste e le tradizioni del nostro Paese. – prosegue il dirigente democratico e aggiunge - La Provincia interrompa subito la distribuzione. 
&lt;p&gt;&quot;Invitiamo tutti i sindaci dei 104 comuni, le associazioni e le parrocchie della Provincia a fare lo stesso e a sommergere la sede della Provincia con i pacchi di restituzione. Ovviamente con il costo di spedizione a carico del destinatario (la Provincia di Padova).&quot; 
&lt;p&gt;E' l’appello che il democratico ha lanciato ai sindaci padovani. Siamo davvero molto preoccupati per la linea politica di questa Provincia,  i cui amministratori sono gia’ stati nell’occhio del ciclone per saluti fascisti e dichiarazioni revisioniste”, puntualizza Giacon.

&lt;p&gt;
 “Mi domando infine, se ci sia davvero bisogno, in questo tempo di ristrettezze e di alluvioni, di stampare calendari per bambini. E’ risaputo infatti che i piu’ piccoli  usano notoriamente i diari scolastici o possono tranquillamente imparare ad usare i calendari dei “grandi”. 
&lt;p&gt;L’ennesima spesa inutile dell’Amministrazione Provinciale e per altro gestita in modo approssimativo e superficiale. Un altro modo per sperperare i denari dei cittadini. &lt;br /&gt;
Questa volta umiliando anche due feste nazionali che sono nel cuore di tutti i veneti e di tutti gli italiani.”, conclude il consigliere democratico.&lt;br /&gt;


 &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticoveneto.org/dett_news.asp?ID=1875&quot;&gt;www.partitodemocraticoveneto.org&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Sandro BONDI: «Nessuna spesa pagata»    (Il ministro bulgaro lo smentisce)</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/11/30/sandro-bondi/%C2%ABnessuna-spesa-pagata%C2%BB-il-ministro-bulgaro-lo-smentisce/548500"></link>
  <updated>2010-11-30T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>548500</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PdL) -  Ministro  Beni e Attività Culturali (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
L'attrice bulgara Bonev a Venezia.Bondi paga le spese: 400mila euro. Due lettere del ministro di Sofia per autorizzare il viaggio. In Italia per ritirare un premio con una delegazione di 40 connazionali. Tutto a carico dell'erario.
&lt;p&gt;Bondi, l'altro giorno ha smentito: &quot;Nessun viaggio pagato&quot;.&lt;br /&gt;
 Ma ora a metterlo in fuori gioco è la versione del collega bulgaro. &quot;Pagò l'Italia, certo, ma non ho chiesto lo scontrino&quot;, dice Rashidov, ministro della Cultura bulgaro.
&lt;p&gt; &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/politica/2010/11/27/news/bondi_bonev-9557701/index.html?ref=search&quot;&gt;la Repubblica.it - Paolo Berizzi&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>FRANCO BONFANTE: Sanità ULSS 22 Bussolengo (VR): «Per non voler fare un polo unico, Lega e PDL hanno sprecato oltre 150 milioni di euro»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/10/15/franco-bonfante/sanit%C3%A0-ulss-22-bussolengo-vr-%C2%ABper-non-voler-fare-un-polo-unico-lega-e-pdl-hanno-sprecato-oltre-150-milioni-di-euro%C2%BB/547012"></link>
  <updated>2010-10-15T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>547012</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Veneto (Lista di elezione: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Stando alle dichiarazioni in aula fatte dal presidente Zaia (‘Chiuderemo ospedali’) e da Leonardo Padrin (‘Tra Bussolengo e Villafranca uno dei due ospedali chiuderà’), che presiede la commissione regionale per la sanità, in poco tempo l’area ovest veronese si ridurrà ad avere un solo ospedale. Se la strategia era questa perché fino ad oggi sono state sprecate montagne di soldi da parte dal governo regionale di centrodestra e non si è voluto investire subito in un polo unico ad alta tecnologia?”.

&lt;p&gt;
La provocazione viene dal vice presidente del Consiglio regionale ed esponente del PD, Franco Bonfante, in riferimento a quanto è emerso nel corso della seduta straordinaria dedicata al deficit in cui versa la sanità del Veneto.
&lt;p&gt;

“Per quanto riguarda l’area dell’Ulss 22 la situazione è a dir poco caotica: oltre a quello esistente di Bussolengo, siamo in fase di costruzione dell’ospedale di Villafranca, con un appalto di 40 milioni di euro per il quale sono state appena aperte le buste, soldi cui si aggiungono altre spese già effettuate. C’è inoltre l’ospedale di Isola della Scala che verrà chiuso una volta completato il nosocomio di Villafranca”.
&lt;p&gt;

“Il problema vero è che per colpa dei localismi della Lega e dei piccoli interessi di bottega del PdL non si è mai proceduto sulla strada del polo unico, da collocare in una zona di facile raggiungibilità da parte dell’utenza dell’Ulss 22, di alta qualità e dotato di almeno 300 posti letto. Caratteristiche queste che lo avrebbero reso assolutamente competitivo anche rispetto agli ospedali privati. Se pensiamo - sottolinea l’esponente veronese del PD -  che per le strutture di Bussolengo e Villafranca sono stati spesi oltre 150 milioni di euro e che ad oggi nessuno di questi ospedali, compreso Isola della Scala, garantisce un servizio qualitativamente di eccellenza, siamo di fronte ad uno sperpero inaudito”.
&lt;p&gt;

E Bonfante fa la sua previsione: “E’ evidente quale sarà esito di questa operazione: appena finito Villafranca chiuderà Isola della Scala e sarà fatta morire in qualche anno Bussolengo. Col risultato che rimarrà un solo ospedale, ovvero Villafranca, con circa 200 posti letto e con servizi di serie C. Un polo unico, invece, avrebbe evitato questi sprechi e offerto ai cittadini una sanità all’avanguardia. Ora si capisce come mai si è arrivati nel Veneto ad un buco di un miliardo di euro&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticoveneto.org/dett_news.asp?ID=1702&quot;&gt;Pd Veneto&lt;/a&gt;</summary>
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