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  <title>Openpolis - Argomento: inquinamento</title>
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  <updated>2011-07-22T00:00:00Z</updated>
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  <title>Angelo BONELLI: «Presentato un esposto contro l'Aia per l'Ilva di Taranto»</title>
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  <updated>2011-07-22T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>590295</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Lazio (Lista di elezione: Verdi) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Ho presentato un esposto alla Procura di Roma affinchè si verifichi se sono stati commessi reati di omissione in atti d'ufficio e falso nel rilascio dell'Aia (Autorizzazione integrata ambientale) all'Ilva di Taranto».
&lt;p&gt;
Lo annuncia il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli, che ha deciso di rivolgersi alla magistratura dopo aver appreso che il giorno precedente alla riunione che ha dato il disco verde all'autorizzazione era giunta al ministero dell'ambiente una nota in cui i carabinieri del Noe segnalavano gravi irregolarità riscontrate nel corso dei 40 giorni di indagini e appostamenti riguardanti lo stabilimento dell'Ilva. La relazione dei carabinieri - secondo Bonelli - «non sarebbe stata presa in considerazione». 
&lt;p&gt;«Il non aver preso in considerazione i rilievi del Nucleo operativo ecologico dei carabinieri ci preoccupa fortemente perchè dimostra che si voleva concedere l'autorizzazione a prescindere da tutto, in questo caso anche dall'inquinamento e dalla salute dei cittadini di Taranto». 
&lt;p&gt;«Ci saremmo aspettati che la commissione Ipcc e la conferenza di servizi rinviassero la decisione in base alle gravi contestazioni e informazioni contenute nella nota dai carabinieri. Invece, si è preferito chiudere il procedimento con un parere 'espresso', come se nulla fosse accaduto».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.quotidianodipuglia.it/stampa_articolo.php?id=157129&quot;&gt;quotidianodipuglia.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Gianni VATTIMO: Intervento alla Milanesiana. Domandarsi chi urla e chi tace.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/07/12/gianni-vattimo/intervento-alla-milanesiana-domandarsi-chi-urla-e-chi-tace/590055"></link>
  <updated>2011-07-12T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>590055</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'  Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l' Europa) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Urlo e silenzio, anche questo, non sono fenomeni ”oggettivi”.Dunque, carica di soggettività può e deve essere la risposta al “tema”.

&lt;p&gt;
Io ho urlato molto domenica 3 luglio cercando di avvicinarmi al cosiddetto cantiere della Maddalena a Chiomonte, Val di Susa. Cosiddetto cantiere perché era, ed è ancora, semplicemente una piccola zona fortificata dove circa un migliaio di agenti di polizia sanno asserragliati e cercano di tener lontani i molti abitanti della Valle che da mesi avevano occupato la zona per impedire l’avvio di lavori per il famoso tunnel che dovrebbe servire al nuovo Treno ad Alta velocità (TAV) Torino -Lione.

&lt;p&gt;
I valsusini occupanti sono stati scacciati alla fine di giugno con una operazione militare che a detta del ministro dell’Interno doveva garantire l’inizio dei lavori di scavo del primo tunnel – condizione indispensabili perché non sia tolto il contributo europeo  di 672 milioni di euro, promesso per la realizzazione dell’opera.

&lt;p&gt;
I cittadini della Val Susa che si oppongono al TAV – quasi tutti,e cioè quelli che non hanno interessi economici diretti nella costruzione, e  invece sono minacciati dalle gravi conseguenze che ne deriverebbero, quali aumento dei tumori da respirazione di amianto e uranio, vent’anni circa di lavori in tutta la Valle con andirivieni di camion carichi  di materiali di scavo, distruzione di vigne e coltivi, demolizione di abitazioni e inquinamento di falde acquifere – hanno cercato in tutti i modi di fare ascoltare la loro voce alle autorità competenti (!), anche in ottemperanza a specifiche direttive contenute negli accordi stipulati dai governi  -italiano, francese, regione Piemonte, Unione Europea -  ma sono stati sistematicamente e illegalmente esclusi da tutti i vari tavoli di concertazione, dove era permesso sedere solo a sindaci e amministratori locali dichiaratamente e preventivamente  favorevoli all’opera.

&lt;p&gt;
In queste condizioni è maturato il loro urlo, risuonato fortissimo  soprattutto domenica 3 luglio, e ripetuto a Torino la sera dell’8 – sempre nel silenzio quasi completo dei media “indipendenti” di ogni specie.

&lt;p&gt;
Il silenzio in cui i  valsusini  sono stati tenuti per tutti questi anni di tenace resistenza, e quello a cui si sono ridotti domenica 3 luglio sotto la pioggia di lacrimogeni della polizia  – lacrimogeni contenenti gas CS, paradossalmente vietato in guerra perché cancerogeno  ma non esplicitamente vietato per usi di ordine pubblico – non ha niente di mistico e meditativo. È solo il risultato di  un atto di forza che ministri e politici italiani di tutti gli orientamenti, con a capo la cosiddetta opposizione dei Bersani, Chiamparino, Fassino – si ostinano a non chiamare violenza ma mantenimento dell’ordine pubblico – un po’ come le nostre “missioni” all’estero, dall’Afganistan alla Libia non si chiamano guerre, quali sono, ma interventi umanitari.

&lt;p&gt;
Dove mai possiamo aspettarci che buongiorno voglia dire veramente buongiorno?  La tentazione del silenzio – giacché di questo, in fondo, si tratta – diviene sempre più forte, quanto più si prende atto che tutto, nel sistema del consenso imposto, è falsificato.  Parlare civilmente non sembra avere più senso, e solo l’urlo, qualche volta, riesce a squarciare la cortina  fumogena, non sempre prodotta dai gas polizieschi, ma più costantemente e irrimediabilmente creata e mantenuta viva dai media addomesticati.

&lt;p&gt;
Il silenzio di cui facciamo esperienza nella nostra società attuale sembra sempre più inseparabile dalla violenza di chi esercita il potere di tacitare – come sapeva bene Walter Benjamin quando, nelle Tesi sulla filosofia della storia, parlava del silenzio dei vinti che non lasciano traccia nella vicenda del mondo. Parlare dell’essere, così più o meno Martin Heidegger, significa tacere autenticamente del silenzio.

&lt;p&gt;
Ma tacere ascoltando il silenzio dell’essere, forse anche per lui, non è altro che lasciar parlare i tanti vinti della storia – della storia passata o anche della cronaca recente di una valle alpina solo apparentemente marginale rispetto al tanto rumore del mondo.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.notav.info/news/intervento-delleurodeputato-gianni-vattimo-alla-milanesiana/&quot;&gt;notav.info&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Paolo Giacon: Lega Nord sprecona: &quot;Chiudere oppure rilanciare seriamente l'Agenzia Provinciale per l'Energia. Per ora è stato un ente inutile&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/11/paolo-giacon/lega-nord-sprecona-chiudere-oppure-rilanciare-seriamente-lagenzia-provinciale-per-lenergia-per-ora-%C3%A8-stato-un-ente-inutile/560426"></link>
  <updated>2011-05-11T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>560426</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Provincia Padova (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Presentato un dossier con i costi, le consulenze, le spese di pubblicita’ ed i progetti inutili.
&lt;p&gt;Il rapporto consiglieri di amministrazione/ dipendenti e’ di 3 a 1: ovvero i due unici dipendenti dell’Agenzia Provinciale per l’Energia sono guidati da un consiglio di amministrazione di ben 6 membri, presieduto dal vicepresidente della Provincia di Padova, Roberto Marcato, esponente di spicco della Lega Nord. Paradossi ed assurdita’ della politica e della piccola casta che governa la Provincia di Padova. Una situazione che farebbe gola per la nuova edizione del best seller di Stella o Rizzo o che potrebbe vedere presto un inviato di Striscia la Notizia fare il suo ingresso negli uffici di Palazzo Santo Stefano.

&lt;p&gt;
“Una casta che questa volta ha un ben preciso colore, quello verde:  questi paradossi sono voluti e sostenuti dalla Lega Nord e costano al contribuente oltre 300.000 euro l’anno”, puntualizzano Stefano Peraro, capogruppo UDC in Consiglio Provinciale e Paolo Giacon, consigliere provinciale del Partito Democratico che, dopo aver studiato bilanci e relazioni annuali, hanno presentato un dossier contenente i costi, le spese, le consulenze ed i magri risultati realizzati fino ad oggi dall’Agenzia.
&lt;p&gt;

La Provincia di Padova ha istituito l’Agenzia nel gennaio 2007 per promuovere lo sviluppo dell’attivita’ di ricerca di base ed applicata, di formazione, informazione ed educazione in materia ambientale e sull’inquinamento, oltre che sul risparmio energetico e sulla produzione ed utilizzo di energie alternative. “Un nobile obiettivo – commentano i consiglieri di minoranza – l’Agenzia, tuttavia in quattro anni hanno ha prodotto ben poco: 3 convegni ed un piano energetico provinciale elaborato da consulenti esterni e privo di linee strategiche e priorita’. Si tratta di una scatola vuota che e’ opportuno chiudere, eliminando il consiglio di amministrazione ed assorbendo il personale nel Settore Ambiente della Provincia che potrebbe aprire uno sportello provinciale Energia con le stesse funzioni dell’Agenzia e minori costi”.
&lt;p&gt;

“Premettiamo che abbiamo grande stima del personale  che ha lavorato con grande passione e professionalita’, ma la gestione politica e strategica della presidenza e degli amministratori dell’agenzia in questi 4 anni lasciano molto a desiderare. 
&lt;p&gt;Prendiamo ad esempio il bilancio 2011. L’Agenzia spende 120.000 euro in pubblicità e convegnistica, 95.000 euro per il personale (il direttore ed un impiegata), 14.000 euro per consulenze contabili esterne e compenso amministratori. Sono oltre 230.000 euro in totale. Appena 35.000 euro vengono spesi per gli incentivi installazione impianti e 40.000 euro per la realizzazione di progetti europei. Gran parte delle risorse viene dunque assorbito da consulenze e comunicazione esterne. Tutto fumo e niente arrosto: per altro non possiamo ricordare come tutte le spese siano coperte dal contributo che ogni anno la Provincia di Padova eroga all’agenzia.”

&lt;p&gt;
Vediamo in dettaglio i costi sostenuti negli esercizi successivi e quelli programmati:

&lt;p&gt;
2008: 224.000 euro

&lt;p&gt;
2009: 319.000 euro

&lt;p&gt;
2010: 310.000 euro

&lt;p&gt;
2011: 320.000 euro (costi previsti)

&lt;p&gt;
2012: 333.000 euro (costi previsti)

&lt;p&gt;
2013: 333.000 (costi previsti)

&lt;p&gt;
Dall’elenco si evince come le spese nel corso degli anni siano aumentate ed aumenteranno: “ Una situazione in completa contro tendenza rispetto alle richieste dei ministri Brunetta e Tremonti che chiedono alle societa’ pubbliche di risparmiare e contenere i costi.” Affermano i consiglieri di minoranza.

&lt;p&gt;
“Non parliamo poi dei progetti messi in cantiere, alcuni dei quali inutili e lontani dalla realta’. - proseguono Giacon e Peraro -  Prendiamo ad esempio in considerazione il progetto per l’estrazione di ammoniaca dalle biomasse di origine animale ed in particolare di pollina. Non riusciamo a capire come mai il consigliere regionale Bozza (LN) e l’onorevole Goisis (LN) siano contrari agli impianti di pollina, mentre l’Agenzia Provinciale guidata da Marcato (LN) mette in campo proprio un progetto sulle biomasse di pollina.

&lt;p&gt;
Consideriamo il progetto di gruppo di acquisto fotovoltaico artigiano. Forse l’Agenzia non e’ a conoscenza che gli artigiani e le loro associazioni si sono ormai da lungo tempo auto organizzati e non hanno certo bisogno di un intervento esterno. O il progetto di sensibilizzazione degli amministratori di condominio sul risparmio energetico. Un progetto che forse sarebbe stato rilevante dieci o quindici anni fa, non certo nell’anno 2011 in cui non solo amministratori, ma anche condomini sono bene a conoscenza di vantaggi e potenzialita’ del fotovoltaico e dell’efficienza energetica.”
&lt;p&gt;

Spese eccessive, progetti inutili, una governance pletorica, inutile ed inefficace. Ecco dunque l’aut aut a Marcato e alla Lega Nord da parte di PD e UDC: “A questo punto o il nuovo CdA rilancia seriamente l’Agenzia con progetti concreti ed una gestione piu’ oculata delle risorse oppure venga chiusa immediatamente. I cittadini padovani non possono tollerare la presenza di enti inutili o di gestioni che portano magri risultati.”

&lt;p&gt;
Nota di chiusura: recentemente e’ stato rinnovato il CdA dell’Agenzia per l’Energia da parte del Presidente della Provincia: presidente dell’Agenzia e’ Roberto Marcato, consiglieri di amministrazione Gianfranco Vezzaro, consigliere provinciale, Sabrina di Napoli, consigliere provinciale e tre tecnici: Michele De Carli, Marco Ziron e Rino dal Pos.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticoveneto.org/dett_news.asp?ID=2231&quot;&gt;partitodemocraticoveneto.org&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Anna Maria De Togni: Mantova, perdite dai serbatoi. Intanto in giunta è il caos </title>
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  <updated>2011-05-07T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>560358</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore  Comune Mantova (MN) (Partito: Lista Civica - Cen-Des) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
I veleni del Petrolchimico di Mantova continuano a inquinare. E a contaminare i terreni, l’acqua, l’aria. Uno stillicidio ambientale accompagnato da tassi d’insorgenza di malattie strettamente legate al rilascio di sostanze cancerogene. 
&lt;p&gt;L’Asl locale da anni ha istituito un Osservatorio epidemiologico per valutare i rischi sulla salute e portare avanti studi promossi anche insieme a Istituti internazionali. Struttura con la quale l’amministrazione comunale aveva fattivamente collaborato, come conferma l’assessore comunale all’Urbanistica e alla riqualificazione ambientale &lt;b&gt;Anna Maria De Togni&lt;/b&gt;, rappresentante di una lista civica: «Il Comune nel 2010 ha contribuito a completare un’indagine coordinata dall’Osservatorio del dottor Ricci. Struttura che promuove iniziative necessarie, condotte con grande professionalità». Mantova, infatti, ha un Sito inquinato di Interesse nazionale, il polo chimico, riconosciuto nel 2003. Dove la vigilanza delle autorità sanitarie deve essere altissima. Ma ora la struttura di Ricci rischia di essere drasticamente ridimensionata. E ora si scopre che i serbatoi di petrolio hanno delle perdite.
 
&lt;p&gt;
All’atto del suo insediamento, all’inizio dell’anno, il nuovo direttore generale dell’Asl, l’ingegner Mauro Borelli, ha trasferito la responsabile della Banca dati dell’Osservatorio e annunciato un accorpamento con Cremona.&lt;br /&gt;
 Ed è lo stesso Borelli che, in un’audizione del 9 febbraio scorso con la Commissione parlamentare ecomafie, in missione a Mantova sui rischi per la salute in città causati dalla presenza del Polo chimico, aveva dichiarato: «Sono stati fatti degli esami, ma non è stato riscontrato nessun aumento dei tumori o cose di questo genere». 
&lt;p&gt;Eppure è proprio l’Asl da lui diretta che, in collaborazione con l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc), ha stabilito in uno studio pubblicato tempo fa che «per chi è stato residente nel raggio di 2 chilometri dal petrolchimico tra il 1960 ed il 1990 la probabilità di ammalarsi di sarcoma dei tessuti molli, che la letteratura scientifica associa all’esposizione a diossine, è oltre 30 volte più elevata di chi ha abitato nel centro città».
 
&lt;p&gt;
Inoltre, secondo ulteriori dati della stessa Asl, in città, specie nell’Alto mantovano, il tasso di tumori maligni è più alto del 6,4% rispetto alla media cittadina. Ancora: c’è uno studio sulle malformazioni congenite della provincia di Mantova che ha evidenziato una frequenza doppia rispetto a quella della confinante Emilia Romagna, con particolare riferimento ai quartieri del Comune raggiunti dall’impatto ambientale del Petrolchimico, dove i risultati preliminari evidenziano un rischio triplo di essere colpiti da malformazioni congenite rispetto ai comuni confinanti. Come se non bastasse, c’è pure uno studio di monitoraggio biologico condotto su di un campione di residenti, rappresentativo della distribuzione dei casi di sarcoma dei tessuti molli, che ha evidenziato come la concentrazione plasmatica di diossine cresca tra i residenti progressivamente con l’avvicinarsi della loro abitazione principale (per durata) al Petrolchimico.

&lt;p&gt;

Ma allora perché si sta depotenziando la struttura di Ricci?&lt;br /&gt;

«Secondo me è una questione politica», rivela De Togni. «Non ne vedo altri, di motivi. I monitoraggi sono indispensabili sui parametri di acqua e terreni: la tutela della salute è una priorità. Se l’Asl non ha quella funzione non capisco che prevenzione possa fare. La verità è che sono sempre notizie scomode quelle che possono provenire da qui. Io ho lavorato negli ospedali negli anni 70 e 80 e ho visto che quando le strutture diventavano mega erano sempre meno efficienti. Con la provincia di Cremona, peraltro, non abbiamo legami particolari». 
&lt;p&gt;Anche &lt;b&gt;l’assessore Giampaolo Benedini tuona&lt;/b&gt;: altro che salute dei cittadini, l’attacco all’Osservatorio risente di «equilibri politici. In questo momento, dal Comune non è stato affrontato il problema. Noi lo porteremo in giunta, ma non so quale sarà l’esito. Ma è il sindaco che deve affrontare la questione e che dovrebbe tutelare la salute dei cittadini». 
&lt;p&gt;Il sindaco Nicola Sodano, Pdl, interpellato da Terra, innanzitutto esprime «stima personale per Borelli: sicuramente se ha fatto questo è perché ci sono delle esigenze di razionalizzazione. Non credo sia un fatto in grado di provocare ritorni negativi per il territorio». Intanto, la struttura è già stata depotenziata. E Ricci è sempre più isolato. Il primo cittadino, però, la vede diversamente dai suoi colleghi di giunta. Si dice sì «molto preoccupato per l’inquinamento e la salute», ma perché «alcune volte i dati contrastanti offerti dagli enti deputati al controllo creano imbarazzo anche nel primo cittadino mantovano».
&lt;p&gt;

 
Eppure gli studi appaiono omogenei tra loro, tanto è vero che la zona è stata dichiarata Sito inquinato di interesse nazionale, a rischio per la salute. Oltre alle emissioni, infatti, nel sottosuolo è stato trovato un lago di surnatante, un composto di oli e idrocarburi, vasto circa 150mila metri quadri (la stima è del presidente della Provincia di Mantova, Maurizio Fontanili). 
&lt;p&gt;Ma da dove proviene tutto questo veleno? Dalle produzioni di tanti anni fa, certo. Ma c’è il sospetto che i contaminanti vengano sversati ancora oggi. Che esistano, cioè, fonti attive d’inquinamento. Verificare la persistenza di  sversamenti ancora in corso rappresenta, infatti, uno snodo fondamentale per attribuire precisi obblighi e responsabilità giuridiche.
&lt;p&gt; “Chi inquina paga”, è il principio di legge vigente.&lt;br /&gt;
 Troppo spesso, però, il confronto con le aziende presunte inquinatrici è assai difficoltoso. E, di fatto, in punta di diritto diventa quasi impossibile individuare chi è stato a far cosa. E così nessuno si accolla gli oneri delle bonifiche. Che, infatti, a Mantova non sono mai partite. Sono state installate solo alcune pompe di aspirazione del surnatante. Ma in maniera ancora assolutamente insufficiente.
 
&lt;p&gt;
«Il Comune è molto preoccupato per lo stato di lentezza con cui vengono risolti i problemi del Petrolchimico», rivela l’assessore De Togni. Di altro avviso il sindaco Sodano: «Il Petrolchimico è collaborativo con il Comune. Io ho un riscontro positivo da parte dei corpi dirigenti. Solo con la collaborazione tra enti pubblici e i dirigenti delle fabbriche si può pensare di imboccare un percorso che vada verso la soluzione dei problemi. Tutte le altre strade rappresentano scorciatoie demagogiche che forse ingrossano il consenso elettorale di qualche lista o listarella ma che non portano beneficio alla collettività mantovana». Il riferimento, nemmeno troppo velato, è proprio alla lista civica (alleata) di Benedini e De Togni, nel cui programma elettorale c’è una linea assai critica nei confronti del Petrolchimico. &lt;br /&gt;
Sodano ricorda che «il Consiglio comunale, in maniera bipartisan, ha approvato un ordine del giorno che chiede al governo e al ministero competente di nominare il sindaco di Mantova quale commissario ad acta per i provvedimenti sul Polo chimico». Anche il dg Borelli sollecita azioni immediate e la nomina di un commissario straordinario. «Tutto quello che c’è sotto al Polo chimico - dice alla Commissione ecomafie - comincia veramente a scivolare, ossia ad entrare nelle falde, non solo in quelle superficiali ma anche in quelle profonde. E fra un po’ arriverà anche nel fiume Mincio». Moltiplicando i rischi per la salute dei mantovani. Che, però, verranno monitorati non più da un Osservatorio specifico, ma da una struttura indebolita numericamente e in comune con Cremona.
&lt;p&gt;
 
Intanto, i vertici della raffineria Ies, tra gli impianti piú grandi del Polo chimico e che di recente ha ulteriormente aumentato la produzione, hanno garantito a più riprese di stare facendo tutto il possibile per la riduzione dell’impatto ambientale e del lago venefico presente sotto i propri stabilimenti. L’ad Zsolt Szalay ha annunciato alla Gazzetta di Mantova anche l’installazione dei doppi fondi dei serbatoi. «Ma ci vorranno anni. In ogni caso, non siamo una fonte attiva di inquinamento». Ciò vorrebbe dire che i pericoli per l’ambiente e la salute sono legati solo alle sostanze sedimentate negli anni passati. Eppure è stato provato che la massa di surnatante continua a muoversi e ad allargarsi. 
&lt;p&gt;La stessa Commissione ecomafie, nel corso della sua audizione, ha incalzato molto su questo punto. Ecco come risponde Massimo Arvati, dirigente del dipartimento prevenzione medica dell’Asl: «Io mi sento di escludere categoricamente che, ad oggi, ci siano fonti di inquinamento attivo dai serbatoi della raffineria». Una sicurezza che, però, appare fragile. Carabinieri, Arpa, il presidente della Provincia Maurizio Fontanili e altri enti, osserva il parlamentare Giovanni Fava, componente della Commissione, riferiscono che la Ies è considerabile, insieme ad altre realtà, fonte attiva d’inquinamento. Sul caso, peraltro, è in arrivo un grappolo di interrogazioni parlamentari.
 
&lt;p&gt;
E ora, ad avvalorare la tesi della presenza di sversamenti tuttora attivi nel sottosuolo del polo chimico mantovano, arriva l’esito di un sopralluogo al serbatoio S9 della Ies, effettuato appena tre giorni fa da Arpa, Asl, tecnici, lavoratori e vertici della raffineria. 
&lt;p&gt;Secondo quanto Terra è stata in grado di apprendere, il serbatoio di circa 45mila metri cubi è stato del tutto svuotato e aperto: il fondo sarebbe stato trovato arrugginito e con perforazioni, attraverso le quali veniva rilasciato del greggio nel terreno e nelle falde. Per non parlare delle condutture interrate sotto gli impianti, che non sono ispezionabili con sistemi georadar (come l’azienda ha già fatto per monitorare lo stato delle altre condutture, su cui si sta intervenendo perché trovate in cattive condizioni, usurate e perforate in più punti). 
&lt;p&gt;In questo caso, è verosimile che le tubazioni “irraggiungibili” siano anch’esse soggette a perdite di idrocarburi che alimentano il lago di liquidi velenosi che galleggia sotto lo stabilimento. Questa rete di collegamenti sotterranei andrebbe chiusa e sostituita con linee aeree per avere la certezza di non avere più perdite e di fermare l’avanzata del surnatante. 
&lt;p&gt;Quanto ai serbatoi, un’analoga verifica, dell’ottobre scorso, aveva avuto esiti identici. In quell’occasione, la Ies aveva garantito interventi immediati e risolutivi delle criticità. Che evidentemente persistono, con annessi rischi per la salute, ancora oggi. Alla faccia della “collaborazione” sbandierata dal sindaco aspirante commissario ad acta.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.terranews.it/news/2011/05/mantova-perdite-dai-serbatoi-intanto-giunta-e-il-caos&quot;&gt;Terra - Valerio Ceva Grimaldi &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>DANIELE CORTICELLI: &quot;Fissare limiti di CO2 per andare oltre Sirio&quot;</title>
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  <updated>2011-03-24T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>559662</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Superare Sirio. E aprire il centro, 24 ore su 24, ai mezzi non inquinanti, o con emissioni sotto una data soglia di anidride carbonica (CO2). &quot;Basta con i divieti, e cominciamo a premiare chi davvero non inquina, con beneficio non solo del centro, ma di tutta la città&quot;, spiega Daniele Corticelli, candidato sindaco civico per ‘Bologna Capitale’. Via libera, dunque, non solo alle auto full electric e ibride (confermando gli attuali vantaggi: ingresso al centro senza limitazioni e sosta gratuita nelle strisce blu); ma anche «alle utilitarie di nuova tecnologia con motori in grado di emettere meno di 90-100 grammi di CO2 per chilometro», afferma Corticelli. Si tratta, insomma, di «fissare un parametro oggettivo, certificato, che premi le scelte vitruose dei cittadini». E di superare un divieto di accesso alla Ztl, sul cui rispetto vigila Sirio, «che non impedisce alle auto di inquinare — commenta Corticelli — ma solo di farlo... fuori porta». Secondo il candidato di ‘Bologna Capitale’, in questi anni Sirio «ha svolto solo una funzione ideologica». Dati alla mano, «la centralina di San Felice parla chiaro»: 68 giornate con le polveri sottili (Pm10) oltre i limiti nel 2008; cinquanta gli sforamenti nel 2009 e 63 l’anno scorso. «I limiti di legge — commenta Corticelli — fissano a 35 gli sforamenti all’anno consentiti». Dunque, «Sirio non serve».
&lt;p&gt;

 

&quot;Basta un po’ di vento e l’inquinamento della tangenziale arriva sotto le Due Torri. I danni prodotti dalla chiusura del centro — afferma Corticelli — sono stati evidenti». Elenca: meno commercio, caduta delle attività economiche, maggiore degrado, valori immobiliari in discesa. «Dal centro tutti fuggono». L’attuale limitazione, insomma, «crea solo danni economici e non benefici».
 

&lt;p&gt;
La soluzione ideale, per Corticelli, resta «un metrò moderno». Intanto, però, bisognerebbe eliminare i grandi bus, «che sono spesso obsoleti e inquinano molto più delle automobili».&lt;br /&gt;

 &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/03/24/479109-corticelli_fissare_limiti.shtml&quot;&gt;ilrestodelcarlino.it/bologna&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Angelo BONELLI: Sardegna: dopo la marea nera di Porto Torres, arrivano container di rifiuti tossici</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/02/07/angelo-bonelli/sardegna-dopo-la-marea-nera-di-porto-torres-arrivano-container-di-rifiuti-tossici/557786"></link>
  <updated>2011-02-07T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>557786</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Lazio (Lista di elezione: Verdi) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Una piccola Louisiana dimenticata”, come ha commentato il presidente dei Verdi Angelo Bonelli, che chiede un intervento immediato per impedire la navigazione nelle Bocche di Bonifacio a tutte le navi cisterna e le petroliere.
&lt;p&gt;In questo caso, sull’incidente (ufficialmente sempre sminuito) della marea nera ha fatto piena luce il satellite, che ha mostrato un’incredibile realtà di omertà e mancanze.
&lt;p&gt;&quot;E’ evidente che il livello dei controlli sulla filiera dei rifiuti speciali è assolutamente inadeguato soprattutto per quelli più pericolosi come i radioattivi. - ha commentato Vincenzo Tiana, presidente di Legambiente Sardegna - Si tratta di un episodio molto grave dal momento che per l’utilizzo dei fumi di acciaieria, nel ciclo produttivo della Portovesme S.r.l., era stata disposta a suo tempo una specifica deroga alla legge regionale, a patto di un rispetto rigoroso della normativa sui rifiuti speciali”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.greenme.it/informarsi/ambiente/4083-sardegna-dopo-la-marea-nera-di-porto-torres-arrivano-container-di-rifiuti-tossici-&quot;&gt;greenMe.it - Verdiana Amorosi&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Roberto DELLA SETA: Niente Sistri fino a giugno. Intanto, libertà di inquinare?</title>
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  <updated>2011-02-04T00:00:00Z</updated>
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  <id>557700</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Il sistema informatico del Sistri, lo strumento fondamentale per la tracciabilità dei rifiuti, ancora non funziona, ma le vecchie sanzioni sono già state cancellate. Quindi non ci sono più gli strumenti di difesa per combattere i reati sul traffico dei rifiuti e nei prossimi mesi potrebbe esserci una sorta di far west in un ambito delicato e ad alta infiltrazione criminale qual'è quello dello smaltimento dei rifiuti.”

&lt;p&gt;
Lo dichiarano i senatori del Pd Francesco Ferrante e Roberto Della Seta.

&lt;p&gt;
 “Il Sistri – continuano i senatori del Pd -  è stato ideato e introdotto perché attraverso le nuove tecnologie applicate sui mezzi che trasportano rifiuti industriali, speciali e pericolosi si potesse arginare il fenomeno delle ecomafie, che ha nello smaltimento e nello sversamento di rifiuti e liquami un business formidabile. Ma incredibilmente le sanzioni per chi circola senza i documenti previsti dalla vecchia normativa sono state eliminate, perché con l’ennesima proroga dell’entrata in vigore del sistema, spostato dal 31 dicembre 2010 al 31maggio 2011, nulla è stato previsto in termini sanzionatori per le violazioni o i reati eventualmente commessi nel frattempo da tutti coloro i quali dovranno comunque continuare a tenere registri e formulari.”

&lt;p&gt;
 “Occorre dunque procedere a un riallineamento tra l’entrata in vigore della modifica dell’art. 258 del &lt;a href=&quot;http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/06152dl1.htm#53&quot;&gt;&lt;b&gt;Dlgs 152/2006&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; e l’applicazione delle nuove sanzioni in materia di SISTRI, perché in caso contrario ci sarebbe una pericolosa situazione di  vuoto sanzionatorio, un’inammissibile favore alle ecomafie.
&lt;p&gt;

Avevamo già presentato un’interrogazione chiedendo al Governo di risolvere il problema ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta.
&lt;p&gt;

Ci auguriamo – concludono i senatori del Pd -  che l’emendamento che presenteremo al milleproroghe quando arriverà finalmente in Aula al Senato, che mantiene attivo il vecchio impianto delle sanzioni finché non entrerà in vigore il nuovo sistema di tracciabilità, sia approvato, perché in caso contrario si lascerebbe agire indisturbata la criminalità organizzata, mettendo a rischio l’ambiente e la salute pubblica.”&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://robertodellaseta.ilcannocchiale.it/2011/02/04/niente_sistri_fino_a_giugnoint.html&quot;&gt;Blog Personale - Il Cannocchiale.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>DAVIDE GARIGLIO: Torino. Inquinamento: la mia ricetta</title>
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  <updated>2011-01-31T00:00:00Z</updated>
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  <id>557483</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Piemonte (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Dobbiamo seguire Obama. Il futuro è nei mezzi elettrici»


&lt;p&gt;

Due cose devono essere chiare. La prima: il blocco del traffico è una misura emergenziale, non può costituire la risposta principale all’inquinamento. Servono soluzioni di lungo periodo, condivise con i Comuni dell’area metropolitana, non solo interventi tampone. La seconda: la qualità dell’ambiente comporta investimenti, sociali ed economici, a cui tutti siamo chiamati a contribuire. 
&lt;p&gt;
Se le polveri sottili rendono l’aria così cattiva, non è solo colpa del traffico. In attesa di disporre di veicoli non più inquinanti, sarebbe bene aggredire l’altra fonte di inquinamento: il riscaldamento. 
&lt;p&gt;Vantiamo il primato di città più teleriscaldata d’Italia e con l’entrata in funzione della centrale di Torino Nord si arriverà a circa 550.000 torinesi collegati alla rete.
&lt;p&gt; Tuttavia, oltre l’80% degli edifici sono stati costruiti prima degli Anni 70 e presentano problemi di dispersione di calore. 
&lt;p&gt;Il Comune deve incentivare la riqualificazione energetica, per esempio attraverso lo sconto sugli oneri di concessione, oltre che impegnarsi a che le nuove case rispettino i parametri ambientali, senza dimenticarsi degli interventi sugli edifici pubblici ancora antiquati sotto il profilo energetico. 
&lt;p&gt;
Sul versante del traffico, non c’è alternativa all’incentivazione dell’uso del mezzo pubblico. Il cittadino deve ritenerlo conveniente in termini di tempo, costo e qualità. Quindi potenziare e rinnovare il parco mezzi: autobus nuovi, comodi, frequenti, con corsie preferenziali e senza intoppi alla viabilità.
&lt;p&gt; Fondamentale per cambiare il nostro modo di muoverci sarà la seconda linea della metropolitana e, una volta completato il passante, l’attivazione del servizio ferroviario metropolitano: due sfide strategiche. 
&lt;p&gt;
Infine, l’auto elettrica. Un sogno? Obama ha fissato l’obiettivo di un milione di auto elettriche su strada nel 2015. Noi abbiamo la più grande casa automobilistica italiana e un importante Politecnico. Pertanto, quel sogno Torino è in grado di realizzarlo.&lt;br /&gt;
 
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/386775/&quot;&gt;http://www3.lastampa.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIANFRANCO LIBRANDI: Smog a Milano: &quot;ecologia del weekend&quot; </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/01/25/gianfranco-librandi/smog-a-milano-ecologia-del-weekend/557693"></link>
  <updated>2011-01-25T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>557693</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
«E’ evidente che l’ecopass non abbia funzionato e non basta certo l’ecologia ‘usa e getta’» ha dichiarato &lt;a href=&quot;http://www.librandixmilano.it&quot;&gt;Gianfranco Librandi&lt;/a&gt;, segretario nazionale di &lt;a href=&quot;http://www.unioneitaliana.org/&quot;&gt;Unione Italiana&lt;/a&gt; e candidato sindaco a Milano, commentando la notizia di un eventuale prossimo blocco del traffico nel fine settimana.
&lt;p&gt;


«Bisogna guardare a soluzioni integrate e non ad intermittenza: più mezzi pubblici, puntare sulla mobilità ciclo-pedonale, lanciare una seria campagna di risparmio energetico per limitare le emissioni in inverno. La svolta energetica andava fatta in tempo, altrimenti si rischia di inseguire i processi e di non influenzarli. Più che la guerra di competenze tra Regione e Comune, ci interessa far vivere in pace e in salute i milanesi».
&lt;p&gt;

Milano, 25 gennaio 2010&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.librandixmilano.it/comunicati-stampa/smog-a-milano-librandi-non-basta-lecologia-usa-e-getta/&quot;&gt;www.librandixmilano.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>LUIGI BENIAMINO SCARPA: Dallo scalo industriale di Porto Torres un altro incidente con nuovo versamento di carburante in mare</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/01/20/luigi-beniamino-scarpa/dallo-scalo-industriale-di-porto-torres-un-altro-incidente-con-nuovo-versamento-di-carburante-in-mare/557785"></link>
  <updated>2011-01-20T00:00:00Z</updated>
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  <id>557785</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Porto Torres (SS) (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Consigliere  Consiglio Comunale Porto Torres (SS) (Lista di elezione: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Non ci voleva proprio – ha detto il sindaco di Porto Torres, Beniamino Scarpa - Non è una buona notizia anche se sembra che l’incidente, stavolta, sia contenuto. Ma questo ci sprona a non abbassare la guardia sul fronte della tutela ambientale. Per quanto riguarda lo sversamento di Fiume Santo, domani (oggi per chi legge) una squadra di sommozzatori effettuerà una serie di controlli per escludere la presenza di olio combustibile sui fondali, e per verificare - dal mare - la situazione lungo la scogliera”.

&lt;p&gt;
Al momento, resta da verificare la reale situazione a largo delle coste, dove i pescatori tirano su le loro reti, ma se i primi esiti verranno confermati anche le reti dei pescatori sono imbrattate di olio.  &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.greenme.it/informarsi/ambiente/3936-marea-nera-di-porto-torres-e-un-disastro-ambientale-ma-pochi-lo-dicono-&quot;&gt;greenMe.it -  Verdiana Amorosi&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>ALESSANDRA GIUDICI: Marea nera di Porto Torres: è un disastro ambientale ma pochi lo dicono</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/01/20/alessandra-giudici/marea-nera-di-porto-torres-%C3%A8-un-disastro-ambientale-ma-pochi-lo-dicono/557783"></link>
  <updated>2011-01-20T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Provincia Sassari (Partito: Cen-sin) - Consigliere Provincia Sassari (Lista di elezione: Cen-sin) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt; &lt;br /&gt;
“Basta minimizzare, il disastro prodotto dalla fuoriuscita di olio combustibile nell’impianto portuale di E.On ha assunto proporzioni devastanti, chiediamo al presidente del Consiglio dei Ministri di riconoscere lo stato di calamità naturale. Chiediamo l´intervento del governo: come se non bastasse, nello scalo industriale di Porto Torres l´altro ieri c´è stato un altro incidente con nuovi versamenti di carburante in mare”.
&lt;p&gt;In questi giorni infatti, sul tratto di spiaggia compreso tra fra Santa Reparata e Capo Testa sono stati raccolti oltre 300 chili di catrame in poco tempo, ma le operazioni di bonifica – per quanto possano essere veloci – devono fare i conti con un combustibile che si espande velocemente e con la nuove perdita avvenuta, sempre a Porto Torres, due giorni fa.
&lt;p&gt; La Procura della Repubblica di Sassari ha aperto un’inchiesta con l’ipotesi di reato di danno ambientale e gli addetti alla Capitaneria di Porto hanno avvisato dell’accaduto il sostituto procuratore, Giovanni Porcheddu, che ha ordinato accertamenti a terra e in mare per chiarire le cause ed eventuali responsabilità della nuova perdita.&lt;br /&gt;



&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.greenme.it/informarsi/ambiente/3936-marea-nera-di-porto-torres-e-un-disastro-ambientale-ma-pochi-lo-dicono-&quot;&gt;greenMe.it - Verdiana Amorosi&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Alfiero Grandi: L'unione farà la forza  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/01/19/alfiero-grandi/lunione-far%C3%A0-la-forza-intervista/557155"></link>
  <updated>2011-01-19T00:00:00Z</updated>
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  <id>557155</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Deputato ed ex Sottosegretario al Ministero dell'Economia: «L'obiettivo è ripristinare la decisione dell'87 sul nucleare convincendo gli italiani a tornare a votare»
&lt;p&gt;La Corte costituzionale ha approvato il quesito referendario contro il nucleare proposto dall'Idv.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt; Quali sono gli ostacoli che si frappongono tra il si della Consulta e il raggiungimento del quorum?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; È necessario fare una campagna di informazione sul valore di questa scelta. Ventitre anni fa gli italiani hanno detto &quot;no&quot; all'atomo, ma con un colpo di mano il governo ha rimesso in campo l'ipotesi del nucleare. È così che in maniera anti-democratica è stato rovesciato l'esito di un referendum popolare. Tornando alle urne si può ripristinare una condizione di parità reale, i cittadini avranno nuovamente la possibilità di scegliere. La difficoltà è rappresentata però dal raggiungimento del quorum, c'è grande disaffezione, negli ultimi anni le chiamate alle urne sono state fallimentari.
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Come bisogna prepararsi al giorno della consultazione popolare?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; L'obiettivo è quello di ripristinare la decisione dell'87 convincendo gli italiani a tornare a votare. Dal punto di vista della scelta politica di fondo, è importante che ci sia un atteggiamento unitario, la scelta non è tra un pezzo e l'altro ma riguarda il futuro dell'Italia e in particolare dei giovani. Il nucleare ha conseguenze sulla vita delle generazioni future, scegliere l'atomo significherebbe lasciare ai posteri un mondo di scorie radiottive e aree inquinate: un'ipotesi assolutamente inaccettabile. Per raggiungere il quorum e portare tanta gente a votare c'è bisogno di costruire un'unità. Anche per quanto riguarda il referendum sull'acqua, passare da un milione e 400mila firme a oltre 24 milioni di votanti è una cosa molto impegnativa, è un salto di qualità. Dobbiamo quindi lavorare insieme, invogliando in questa causa tutte le energie possibili.
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Nell'87 gli italiani dissero no al nucleare, oggi valgono le stesse ragioni di ieri per opporsi a questa scelta o se ne sono aggiunte delle altre?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; Questi venti anni non sono passati invano. Oggi abbiamo la certezza che l'uranio è destinato a finire, sappiamo che una tecnologia che ha cercato di fare dimenticare Chernobyl, non c'è riuscita. La presenza di una centrale nucleare incide sull'aumento di leucemie soprattutto tra i bambini che abitano nelle vicinanze e tra i lavoratori. Un impianto che funziona è quindi un impianto che crea dei danni prima di produrre energia, incide negativamente sulla salute di chi abita nei pressi di un impianto e anche su quella di chi è lontano in caso di incidente. Oggi si dice in maniera assiomatica che il nucleare è sicuro ma non è vero: gli incidenti non hanno mai smesso di accadere, le notizie al riguardo però non vengono diffuse. La lobby nucleare è potentissima e ha una forte propaggine nel mondo dell'informazione, è così che riesce a fare in modo che queste notizie non escano. Che in Niger, per esempio,  a metà di dicembre, si siano prodotti importanti ricadute sull'ambiente in seguito alla fuoriuscita di alcuni liquidi dalle vasche di contenimento, in Europa e in Italia non è giunta notizia.
&lt;p&gt; &lt;b&gt;In campo c'è anche una legge di iniziativa popolare, di che cosa si tratta?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; È una legge che vuole dimostrare che non solo è sbagliato il nucleare ma che ci sono anche un pacchetto di proposte e iniziative per consentire al nostro Paese di rispondere alla domanda di energia senza ricorrere a questa follia. &lt;br /&gt;
 &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=WTN0N&quot;&gt;Terra - Rossella Anitori &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Angelo BONELLI: Ilva: è l'ora della class action</title>
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  <updated>2010-12-06T00:00:00Z</updated>
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  <id>548725</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Lazio (Lista di elezione: Verdi) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Una class action per chiedere 3 miliardi di euro come risarcimento dei danni provocati dall'inquinamento.
&lt;p&gt; L'iniziativa legale è stata presentata ieri a Taranto dal presidente dei Verdi, Angelo Bonelli che ha chiesto «giustizia per i cittadini di Taranto che da anni sono vittime di un inquinamento spaventoso. 
&lt;p&gt;Oggi abbiamo presentato i moduli di sottoscrizione che verranno diffusi nei quartieri della città per la più grande azione collettiva italiana contro i danni da inquinamento».
&lt;p&gt;
Nell'occhio del ciclone c'è l'Ilva, l'acciaieria più grande d'Europa, da decenni oggetto di denunce da parte di cittadini, comitati e associazioni ambientaliste per i fumi e gli sversamenti nelle acque e nei terreni di sostanze chimiche. 
&lt;p&gt;«Ormai a Taranto la diossina è nel terreno – ha denunciato Bonelli - è entrata nella catena alimentare, nel latte materno e continua a mietere vittime. Le misurazioni sui livelli di inquinamento non vengono effettuate in continuo, ossia 24 ore su 24, ma concordate con i proprietari degli stabilimenti». 
&lt;p&gt;Il leader degli ecologisti non ha nemmeno risparmiato il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola: «Chiediamo spiegazioni al Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola sul perché non abbia mai risposto alla nostra richiesta di un'indagine epidemiologica che spetta, per competenza alla Regione e che potrebbe mettere in relazioni le morti e le malattie con l'inquinamento - spiega l'esponente ecologista&lt;br /&gt;
Una volta realizzato questo screening ci sarebbe la prova del reato e finalmente si potrebbe fare giustizia nella città dove viene prodotto il 98 per cento della diossina italiana e dove ai bambini, per un'ordinanza del sindaco, è sconsigliato giocare con la terra».
&lt;p&gt; Ad occuparsi dell'azione legale sarà un pool di avvocati coordinato da Valentina Stefutti, già legale di parte civile nel processo Eternit di Torino, mentre i comitati ambientalisti di Taranto fra cui Alta Marea e Peacelink si sono resi disponibili a portare i moduli per l'azione risarcitoria nei quartieri della città.
&lt;p&gt; «E' ormai evidente che c'è una volontà di mettere il bavaglio ad una popolazione che chiede solo giustizia - prosegue Bonelli.
&lt;p&gt;

Si vuole far credere che tutto va bene e che la situazione è migliorata. Lo dimostra il Rapporto Ambiente- Salute presentato proprio all'Ilva di Taranto, dove si vedono le immagini di fenicotteri rosa e colombe che volano. Ma la verità - conclude Bonelli- è un'altra ». 
&lt;p&gt;Una battaglia che dunque arriverà in tribunale, e sulla quale i Verdi sembrano non voler fare sconti: &lt;br /&gt;
«Non smetterò mai di chiedere al presidente Vendola – ha dichiarato Bonelli - che venga effettuata l'indagine epidemiologica che potrebbe far giustizia per le vite rubate e le malattie procurate da un inquinamento che non ha eguali in Europa».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.verdi.it/aria/29885-ilvae-lora-della-class-action.html?tmpl=component&amp;print=1&amp;layout=default&amp;page=&quot;&gt;verdi.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Gianfranco BETTIN: Venezia. Fanghi in laguna scattano i controlli.</title>
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  <updated>2010-11-23T00:00:00Z</updated>
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  <id>548278</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore  Comune Venezia (VE) (Partito: Lista Civica - Cen-Sin) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Ho dato mandato agli uffici di verificare la situazione dal punto di vista ambientale. Abbiamo ricevuto anche noi segnalazioni e il Comune ha il dovere di sapere cosa sta succedendo in quella parte del suo territorio». 
&lt;p&gt;Gianfranco Bettin, assessore all'Ambiente della giunta Orsoni, annuncia sopralluoghi e analisi sui «fanghi neri» che da qualche tempo vengono lanciati da un'idrovora nel tratto di bassi fondali tra Murano, le Vignole e l'Arsenale.
&lt;p&gt; Mezzi del Consorzio Venezia Nuova scavano materiali dalla bocca di porto di Lido, dove sono in corso i lavori per la posa dei cassoni del Mose, trasportano i fanghi a bordo di grandi chiatte e poi li versano misti ad acqua nella secca per costruire le nuove «barene artificiali».
&lt;p&gt; Intervento approvato a maggioranza due anni fa dala commissione di Salvaguardia. Contestato da molti ingegneri idraulici ed esperti di laguna. «Lì le barene non ci sono mai state, il nuovo interramento è contrario alla legge e ha già provocato la modifica delle correnti», accusano i due consiglieri pd della Municipalità Franco Vianello e Giorgio Tommasi, «chiediamo che i controlli in laguna siano più serrati dal parte del Comune».
&lt;p&gt; Ma si sono perse le tracce anche degli organismi «terzi» che dovrebbero controllare l'andamento dei lavori, promessi al Comitatone di due anni fa.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://nuovavenezia.gelocal.it/cronaca/2010/11/23/news/fanghi-in-laguna-scattano-i-controlli-2812766&quot;&gt;La Nuova di Venezia e Mestre&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>SALVATORE SORBELLO: Appello alla mobilitazione dei cattolici: &quot;Cominciamo dall'ambiente&quot; </title>
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  <updated>2010-08-14T00:00:00Z</updated>
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  <id>506008</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Siracusa (SR) (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il consigliere comunale del Pdl sprona i laici cristiani di Siracusa.
Appello alla mobilitazione dei cattolici


&lt;p&gt;

Siracusa - “Una nuova stagione politica dei laici cristiani siracusani deve partire dal territorio perché, con responsabilità e dedizione verso la politica come importante dimensione della carità sociale, siano promosse la giustizia, l'onestà e la difesa dei veri e autentici valori, come la salvaguardia della vita umana, del matrimonio e della famiglia”.

&lt;p&gt;
Salvo Sorbello prende spunto dall’appello lanciato dal presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Angelo Bagnasco, a quanti hanno responsabilità politiche e istituzionali nei confronti del “bene comune”, per riflettere sull’impegno dei credenti nell’attuale realtà sociale siracusana e per invitare i cattolici siracusani ad alzare la testa.

&lt;p&gt;
“Proprio nel momento in cui anche autorevoli dirigenti finiani di Futuro e Libertà sostengono tesi assolutamente non condivisibili su temi etici di fondamentale importanza, come l’eutanasia e le coppie gay, è essenziale evitare che i cattolici siano emargina­ti – afferma il consigliere comunale del Pdl - quindi, anche a Siracusa, serve una testimonianza di cattolici tosti e generosi, una presenza stimolante che metta in campo, con coraggio e coerenza, pro­poste, azioni e movimenti. Penso ad esempio all’attuazione del quoziente familiare, che consentirebbe alle famiglie siracusane di pagare meno tasse ed avere migliori servizi dagli enti locali”.

&lt;p&gt;
Da presidente della commissione urbanistica, Sorbello non sfugge ai temi che stanno caratterizzando lo scontro politico in questi ultimi mesi e ammette che particolare impegno dovrà essere profuso per la salvaguardia dell’ambiente, “pensando soprattutto alle generazioni future, che non devono ricevere in eredità territori saccheggiati”.

&lt;p&gt;
“L’ambiente è un bene collettivo –aggiunge - e anche nella nostra realtà locale è purtroppo esposto a seri rischi da scelte che possono ulteriormente degradarlo, dopo le gravissime deturpazioni del passato”.

&lt;p&gt;
Per l’esponente del Pdl occorre, anche a Siracusa, “liberare energie nuove, impegnate nel sociale, in grado di rinnovare un sistema politico bloccato dalla partito­crazia, che ci porta sì a vo­tare democraticamente, ma, to­gliendoci la possibilità di espri­mere la preferenza, ci obbliga a vedere in Parlamento (e non solo) persone scelte dalle segreterie dei partiti”.

&lt;p&gt;
Poi, l’appello finale con cui Salvo Sorbello invita i cristiani a non smobilitare: “anche la provincia di Siracusa, che tanti consensi attribuiva alla Democrazia Cristiana, ha bisogno, forse più di ieri, dalla loro presenza”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.giornaledisiracusa.it/politica/16403-appello-alla-mobilitazione-dei-cattolici-sorbello-qcominciamo-dallambienteq.html?tmpl=component&amp;print=1&amp;layout=default&amp;page=&quot;&gt;www.giornaledisiracusa.it - Damiano Chiaramonte&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Gaetano PECORELLA: Denuncia: «Sono mancati i controlli innanzitutto da parte dell’Arpa. E' la ‘ndrangheta padrona del movimento terra al Nord»  - INTERVISTA </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/07/22/gaetano-pecorella/denuncia-%C2%ABsono-mancati-i-controlli-innanzitutto-da-parte-dell%E2%80%99arpa-e-la-%E2%80%98ndrangheta-padrona-del-movimento-terra-al-nord%C2%BB-intervista/503512"></link>
  <updated>2010-07-22T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>503512</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Lombardia fuori controllo. E'la ‘ndrangheta padrona del movimento terra al Nord. Gaetano Pecorella, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle ecomafie commenta così le recenti inchieste giudiziarie sulla ‘ndrangheta al Nord e le &lt;a href=&quot;http://www.openpolis.it/dichiarazione/503486&quot;&gt;&lt;b&gt;false bonifiche&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; delle aree industriali a Milano e provincia. Dopo Santa Giulia, spiega l’onorevole, il prossimo caso che potrebbe scoppiare è quello di Pioltello, dove sono presenti «tonnellate di nerofumo e grosse quantità di mercurio ». &lt;br /&gt;
«Sono mancati i controlli innanzitutto da parte dell’Arpa», spiega Pecorella.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Quali sono le conseguenze del sequestro dell’area Santa Giulia?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Bisognerà fare innanzitutto qualcosa per le falde acquifere che risultano contaminate in modo estremamente preoccupante. Ma dalla vicenda potrebbero nascere dei problemi anche di natura sociale. Quell’area in questo momento è completamente bloccata. Ci doveva essere una bonifica, che non potrà partire fino a quando ci sarà il sequestro. E poi non dimentichiamo che a Santa Giulia doveva sorgere un nuovo quartiere della città.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;In Lombardia quella di Santa Giulia non è l’unico fronte aperto sul piano delle bonifiche. Anche a Pioltello da molto tempo le cose non vanno.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
A Pioltello la cosa era diversa rispetto a Santa Giulia. In quel caso era stato un privato ad affidare a un altro privato i lavori. Ora però, al di là di come siano andate le cose, incombe la possibilità di una multa da parte della comunità europea. Bisogna bonificare l’area entro marzo prossimo. Stavolta però tutto avverrà attraverso una gara pubblica. La situazione infatti è estremamente delicata e se non si interviene in tempo rischia di scoppiare. Sono infatti presenti nell’area tonnellate di nerofumo a cui si aggiunge una fortissima presenza di mercurio. Questo rende complicato lo smaltimento. Per il fatto che c’è il mercurio, il nerofumo non si può bruciare.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;C’è stata connivenza da parte dell’amministrazione pubblica rispetto a casi come quello di Santa Giulia e Pioltello?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Connivenza è una parola grossa. Quello che posso dire è che sono mancati una serie di controlli che andavano fatti e che molti si sono dimenticati di fare. La serie di subappalti, che ruotavano intorno ai lavori, e la presenza di personaggi sospetti è qualcosa che andava monitorata seriamente. Credo che se si fosse svolta con maggiore attenzione l’attività di controllo, cose importanti come le bonifiche non sarebbero avvenute in quel modo. Sullo sfondo c’è l’operazione antimafia di una settimana fa che ha portato all’aresto di 300 ‘ndranghetisti anche in Lombardia.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Quale è il livello di infiltrazione mafiosa negli appalti pubblici?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
La maggior parte delle aziende del movimento terra è sotto il controllo di famiglie collegate alla ‘ndrangheta. Esistono anche aziende sane, ovviamente. Ma le cosche attraverso la falsificazione degli assetti proprietari, riescono a gestire anche in Lombardia importanti commesse.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt; 
Che sta succedendo alla Lombardia?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
La Lombardia è stata fuori controllo. In questi anni la supervisione sul rispetto delle regole non è stata adeguata. Le recenti inchieste dimostrano che andava fatto di più dal punto di vista del monitoraggio. La questione delle bonifiche dimostra ad esempio che sono mancati una serie di verifiche da parte dell’Arpa. Va anche detto però che fare tutto questo è difficile, perché spesso mancano gli strumenti.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=SYE17&quot;&gt;Terra - Giorgio Mottola&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>ALESSANDRO BRATTI: «Il cuore malato del Nord»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/07/21/alessandro-bratti/%C2%ABil-cuore-malato-del-nord%C2%BB-intervista/503486"></link>
  <updated>2010-07-21T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>503486</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Sul ciclo del riﬁuti ci
sono tante responsabilità»
&lt;p&gt;
Nel giorno del sequestro dell'ex area industriale Santa Giulia la Commissione parlamentare sulle ecomaﬁe presieduta da Gaetano Pecorella si è riunita ieri mattina a
Milano &lt;br /&gt;
«E' preoccupante che tutti quel lavori fossero affidati a Grossi senza gare d'appalto. Bisogna ora accertare le responsabilita degli amministratori pubblici»
accusa Alessandro Bratti, Pd, membro della Commissione bicamerale.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Era imprevedibile quello che è successo a Santa Giulia?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Il fatto che abbiano scoperto la contaminazione della falda acquifera e del valori così spaventosamente fuori norma non deve sorprendere. ln quella area le boniﬁche o non sono state fatte o sono state fatte male. Come se non bastasse è stata portata altra terra proveniente da zone contaminate. E la cosa più grave è che queste operazioni all'interno delle aree industrlall della città sono avvenute tramite accordi privati.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ci sono quindi delle forti responsabilità anche da parte
delle amministrazioni pubbliche che avrebbero dovuto sovrintendere?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
Bisogna capire chi e a che livello non ha visto o ha fatto ﬁnta di non vedere. Ora è indubbio che la prima cosa da fare sia accertare come siano andate le cose dal ministero dell'ambiente in giù.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;C'erano già prima gli elementi per sapere cosa stesse succedendo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
In tutte le aree industriali da bonificare c'è questo imprenditore (Giuseppe Grossi &lt;i&gt;ndr&lt;/i&gt;). Se tutte le boniﬁche vengono date senza gare di appalto e se a lavorare sono sempre gli stessi soggetti credo che i dubbi dovrebbero venir fuori spontaneamente.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Anche Formigoni ha responsabilità?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Dalla stampa risulta che fosse uno dei maggiori interlocutori di Grossi. Sul caso specifico, sarà la magistratura a chiarire il ruolo di ciascuno.&lt;br /&gt;

 Il dato che possiamo trarre oggi è che nessuno nelle istituzioni ha fatto qualcosa per fermarlo. Anzi sembra che sia stato agevolato.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Il sequestro dell'area di Santa Giulia segue ai 300 arresti per n'drangheta della settimana scorsa. Che sta succedendo in Lombardia?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Vedo tutto questo abbastanza collegato. L'arresto di Perego, la scoperta che la sua azienda fosse direttamente gestita dalle cosche. Le ditte di movimento terra coinvolte
nell'inchiesta, le mancate boniﬁche e le contaminazioni dei terreni. Tutto questo racconta un'economia dell'Italia settentrionale che si scopre sempre più malata, che presenta forti degenerazioni che vanno al più presto contrastate.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ora va ripensato anche il modello di recupero delle aree industriali che fanno gola a speculatori e criminalità?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;



Per recuperare aree importanti oggi non ci sono più soldi pubblici. Per cui è giusto che ci sia l'intervento dei privati. Ma il procedimento deve essere accettabile. Nel caso di Grossi si parla di fatture gonfiate, fondi neri. Il problema non è quindi se farlo fare ai privati o meno. La questione è imporre in modo rigoroso il rispetto delle regole.

&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=SXP70&quot;&gt;Terra - Giorgio Mottola&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Franco BRUNO:  Api, su elettriche bene norme Authority Energia, governo dorme  </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/05/21/franco-bruno/api-su-elettriche-bene-norme-authority-energia-governo-dorme/500574"></link>
  <updated>2010-05-21T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>500574</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: ApI-FLI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Sulle auto elettriche ha agito &quot;bene l'Authority per l'energia, mentre il governo sembra dormire''. Lo dichiara Franco Bruno di Alleanza per l'Italia, a proposito della delibera dell'Autorita' che consente la ricarica delle vetture elettriche anche attraverso le prese di corrente delle abitazioni, dei condomini o delle aziende. ''La misura della Authority pone finalmente condizioni normative favorevoli per l'utilizzo e la diffusione dell'elettrico in Italia - sottolinea - Ora, e' necessario che il governo spinga sui comuni perche' predispongano nelle diverse citta' una rete di punti di ricarica, incentivando il trasporto eco-compatibile''.''Sull'elettrico - prosegue il senatore - e' indispensabile il gioco di squadra tra l'esecutivo e le citta' perche' i cittadini siano finalmente messi in condizione di utilizzare le vetture elettriche, con un grande giovamento sul piano dell'efficienza energetica e dell'inquinamento''.''La delibera dell'Authority potrebbe innescare un virtuoso federalismo elettrico, con le citta' a fare a gara per costruire una rete accessibile, conveniente e diffusa di approvvigionamento energetico per le auto elettriche- conclude Bruno - ma spetta al governo, adesso, fare subito la propria parte''.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.libero-news.it/regioneespanso.jsp?id=417157&quot;&gt;www.libero-news.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>ENRICO ROSSI: Regione Toscana: Green economy toscana: polo energetico, boschi e agricoltura</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/05/07/enrico-rossi/regione-toscana-green-economy-toscana-polo-energetico-boschi-e-agricoltura/499912"></link>
  <updated>2010-05-07T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>499912</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Toscana (Partito: PD) - Consigliere Regione Toscana (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Poggia su tre pilastri la green economy che ha in mente Enrico Rossi: il polo energetico della costa, la cura dei boschi e lo sviluppo della filiera corta. Il presidente della Regione Toscana lo ha spiegato intervenendo al convegno “Dalla old alla green economy - Globalizzazione, competitività e energia”, organizzato dall'associazione Amerigo, che si è tenuto stamani presso l'Istituto Geografico Militare a Firenze.
«Sui cambiamenti climatici e sull'inquinamento si misurerà la nostra capacità di reagire e sarà poi la storia a giudicarci». E' stato partendo da una frase del discorso che Barack Obama ha tenuto all'Onu lo scorso settembre, che Rossi ha tratteggiato le linee del programma “green” toscano, «un programma – ha detto – che, tenendo presenti i parametri comunitari di riduzione d i CO2, investa in energia pulita e candidi la nostra regione a occupare una posizione pilota in campo nazionale».
Un ruolo fondamentale lo giocherà, secondo il presidente, il polo energetico della costa. «Storicamente – ha spiegato il presidente - la nostra regione è una terra che produce energia. Oggi questa realtà è ancora forte ma ha bisogno di un programma strategico complessivo e di un polo altrettanto strategico di energia pulita che risponda all’obiettivo di produrre energia riducendo le emissioni nell’aria, risanando gli ambienti più compromessi e sviluppando le rinnovabili. Dovrà essere valida un'equazione: se si aumenta l'energia prodotta dai fossili, si deve diminuire l'emissione di CO2. Ovvero, per ogni chilowatt in più prodotto con fossili si dovrà sviluppare qualcosa di più da energie rinnovabili. Allo stesso tempo dovremo perseguire l’autosufficienza regionale tramite fonti energetiche locali proponendosi anche come “green provider” di energie e tecnologie pulite per altre regioni italiane».
Secondo pilastro, il settore agroforestale, a cui si legano le biomasse. «Pur in un territorio che ha alle spalle una grande politica e una grande tradizione di tenuta e attenzione – ha spiegato Rossi - i cambiamenti climatici travolgono anche noi. E la tenuta del bosco è la prima garanzia dell'assetto idrogeologico. Gli allagamenti e le frane del Natale 2009 hanno prodotto oltre 500 milioni di danni. Per questo la giunta regionale stanzierà 30 milioni di euro per mettere in sicurezza il territorio e ridurre il rischio di frane e allagamenti. Ciò consentirà di aumentare 1000 posti di lavoro in un anno e anche di realizzare in montagna impianti di cogenerazione alimentati a biomasse: «Sarà un passo importante per la società toscana e un modello».
Terzo pilastro, la filiera corta. «Non possiamo venire travolti dai cambiamenti del mercato – ha proseguito il presidente - ma dobbiamo rispondere con una politica che valorizzi la filiera corta. Colmare il rapporto tra produzione trasformazione e commercializzazione ci permetterà di avere un assetto più ordinato e pulito».
Fino ad ora la Toscana ha marciato a passi lunghi e già raggiunto vari obiettivi. A metà del 2008 ha elaborato un Piano energetico in linea con gli obiettivi comunitari al 2020. Ha stanziato 678 milioni di euro nel Piano Regionale di Azione Ambientale 2007-2010, creando (fonte Irpet) 10mila unità occupazionali entro il 2010. Si è lavorato molto anche sul fronte fonti rinnovabili. Nell'ultimo anno e mezzo l'idroelettrico è cresciuto di un + 1,8 %, la geotermia di un + 10 %, le biomasse di un + 132 %, il fotovoltaico di un + 1.428,5% e l'eolico di + 378,6 %. Non solo, l a Toscana, su 66 indicatori di sostenibilità, è al secondo posto dopo il Trentino Alto Adige. Tra i dati migliori spiccano l'alta percentuale di auto euro 4 e euro 5, il basso livello di occupazione irregolare e la altrettanto bassa quota di permessi a costruire concessi, con una media regionale inferiore di un terzo rispetto a quella nazionale.
Si può fare ancora meglio? Sì. Risponde il presidente Rossi, che ricordando il pensiero del filosofo Cesare Luporini ha concluso: «La ferita inferta dall'uomo alla natura può essere risolta solo con l'uso consapevole della scienza e della tecnica».&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.regione.toscana.it/regione/export/RT/sito-RT/Contenuti/sezioni/economia_finanza/qualita_economica/visualizza_asset.html_927194256.html&quot;&gt;www.regione.toscana.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Domenico LOMELO: Nicastro, Non abbassare la guardia</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/05/07/domenico-lomelo/nicastro-non-abbassare-la-guardia/499909"></link>
  <updated>2010-05-07T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Polignano a Mare (BA) (Lista di elezione: Verdi) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“I disastri ambientali mondiali non insegnano cautela e attenzione al ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo.” È quanto afferma il consigliere regionale, Mimmo Lomelo. “La tragedia dell’inquinamento del mare nella Louisiana – dichiara – non frena la ricerca di petrolio nei nostri mari, Adriatico e Jonio”.
“La fantasia dei governanti non ha limiti – spiega il consigliere dei Verdi – se si tratta di mettere a rischio paradisi naturali o tratti di costa eccezionali come il nostro litorale dalle Tremiti fino a Taranto passando per Barletta, Monopoli, Polignano, Ostuni fino al Salento. Prima il tentativo di individuare aree per le scorie radioattive, poi una centrale nucleare e infine tanti sondaggi nei nostri mari per distruggere pesca e turismo e ricavarne petrolio ‘amaro’, di scarsissima qualità e poco valore”.
“Nei prossimi giorni – continua – chiederemo al nuovo assessore regionale, Lorenzo Nicastro, un incontro con una nostra delegazione dei ‘Verdi pugliesi’ per discutere di alcune scelte ambientali che il governo nazionale vuole attuare in Puglia contro le scelte dei pugliesi. Nel frattempo rivolgiamo un pressante appello all’assessore di non abbassare la guardia e di opporsi alle scellerate operazioni a danno delle bellezze della nostra regione”.
“Chissà – conclude Lomelo – chi ha interessi nelle tante trivellazioni autorizzate in Puglia nei nostri mari”&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.consiglio.puglia.it/applicazioni/cadan/cms_AGENZIANOTIZIE/dataview.aspx?id=158500&quot;&gt;www.consiglio.puglia.it&lt;/a&gt;</summary>
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