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  <title>Openpolis - Argomento: discriminazione</title>
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  <updated>2012-03-19T00:00:00Z</updated>
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  <title>Andrea Riccardi: Francia: Gesto folle e disumano e antireligioso</title>
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  <updated>2012-03-19T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>625831</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione:  Ministro  Cooperazione internazionale e integrazione&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
''Un gesto folle, disumano e antireligioso''. Cosi' il ministro della Cooperazione e dell'Integrazione, Andrea riccardi, ha definito, in apertura dei lavori della Conferenza Permanente ''Religioni, Cultura e Integrazione'' che si e' aperta a Roma, la strage alla scuola ebraica di Tolosa.
&lt;p&gt;

Il ministro Riccardi ha quindi chiesto, ai partecipanti e ai leader delle diverse religioni e confessioni presenti all'appuntamento, un minuto di silenzio per ricordare le vittime della strage.

Riccardi ha voluto, cosi', testimoniare ''tutto il nostro sdegno e la nostra condanna piu' netta - ha detto - per l'esecrabile attentato di Tolosa contro un asilo ebraico nella quale hanno perso la vita 4 persone, di cui tre bambine''.
&lt;p&gt;

Un gesto anche anti religioso, ha aggiunto, perche', ha spiegato, ''nessuna religione puo' chiedere all'uomo di armare la mano contro dei bambini innocenti''.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/news-Francia__Riccardi__gesto_folle_e_disumano_e_antireligioso-1135877-POL.html&quot;&gt;Agenzia ASCA&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>ANTONIO BASSOLINO: «Il Pd si ricordi degli operai»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2012-03-10T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>625584</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
L`ex ministro sfila ignorando il veto della segreteria: ho firmato io l`ultimo contratto delle tute blu.
&lt;p&gt;«Il Pd non dimentichi la questione operaia. Per vincere e cambiare il Paese non bastano le alleanze politiche. Servono anche quelle sociali. E non è immaginabile uno schieramento sociale nel quale non ci siano anche operai e lavoratori. Senza di loro è impensabile ogni progetto di trasformazione e cambiamento». 
&lt;p&gt;&lt;i&gt;Antonio Bassolino spiega anche così la sua presenza, ieri, al corteo della Fiom.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;L`ex sindaco di Napoli ha ritrovato la sua anima operaista?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Fanno parte della mia storia l`attenzione e la passione politica, sociale e civile per i problemi della classe operaia. Non dimentico che nel mio breve periodo al ministero del Lavoro firmammo l`ultimo contratto unitario dei metalmeccanici, e che la mia giunta regionale varò le integrazioni al reddito per gli operai in cassa integrazione. E poi qui sono in discussione i diritti essenziali dei lavoratori a Pomigliano: più di 2 mila sono rientrati in fabbrica, non uno degli iscritti alla Cgil. Fatto insostenibile. La Repubblica italiana è fondata sul lavoro, non sulla discriminazione sul lavoro».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Parla delle discriminazione per gli iscritti alla Fiom?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Evidente. Come è evidente che oggi esiste un caso Fiat, con la Fiom che non ha rappresentanza sindacale negli stabilimenti del gruppo. Auspico un`iniziativa parlamentare per una norma legislativa che, in caso di divergenza tra sindacati, in presenza di un referendum tra lavoratori, consenta al sindacato che non ottiene la maggioranza di poter comunque esercitare la propria rappresentanza sindacale».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il Pd aveva deciso di non partecipare alla manifestazione, ma lei ha forzato il veto.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«C`è reciproca autonomia tra sindacato e partito. Il Pd ha deciso che i suoi dirigenti non partecipassero alla manifestazione, per non confondere questioni sindacali ed altre questioni, come quella della Tav o delle polemiche con il governo. Ma io penso che il tema dei diritti dei lavoratori sia prevalente sulle altre valutazioni. D`altra parte io non ho incarichi di rilievo nel partito».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Dunque è libero di sfidarlo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Non è stata affatto una sfida. Penso che Bersani stia facendo un buon lavoro. In piazza c`erano migliaia di militanti ed elettori del Pd. Il rapporto con quel mondo che oggi era a Roma è un rapporto importante. Un`alleanza di governo deve comprendere anche queste forze, come quelle sane della borghesia italiana, quella produttiva e quella intellettuale. Come immaginare uno schieramento sociale senza operai e lavoratori?» 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Nessun imbarazzo per la presenza dei No Tav?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Io non sono contro la Tav. Su questo non seguo la Fiom. Ma ero in corteo perché sono dalla parte dei diritti dei lavoratori».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1BY4V7&quot;&gt;la Repubblica - Bianca De Fazio&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giorgio Montanari: Sul nuovo Regolamento dei Servizi Sociali del Comune di Imperia</title>
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  <updated>2011-12-21T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>622541</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Imperia (IM) (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;In merito all'approvazione del Regolamento sui servizi sociali, riteniamo sia doveroso sottolineare come il Partito Democratico, al pari degli altri partiti di opposizione, abbia condiviso con la maggioranza e i responsabili degli uffici il percorso che ha condotto all'elaborazione del testo giunto in Consiglio.
Posto che il criterio guida, poiché si parla di fruizione di servizi sociali, deve essere quello dell'urgenza dei bisogni, dispiace non aver potuto votare favorevolmente il testo finale del regolamento così come emendato dalla Lega Nord; la quale, per finalità sfacciatamente elettorali, ha ritenuto necessario apportare una modifica al criterio di assegnazione degli immobili comunali, ossia alle c.d. “case parcheggio”,.
Di fronte al blitz della Lega, avente l’unico palese intento di sottolineare la propria anacronistica ideologia razzista, il PdL, non senza qualche evidente imbarazzo, ha permesso anche con le proprie astensioni di approvare modifiche che segnano un passo indietro rispetto al perseguimento di reali politiche di integrazione, accoglienza e uguaglianza, come incredibilmente lo stesso Assessore Ranise aveva auspicato nella sua relazione.
E pensare che solo pochi giorni fa lo stesso gruppo del PdL bocciava la nostra proposta di imporre il limite dei 15 minuti di ritardo massimo perché &quot;sarebbe servito approfondire in commissione&quot;. Nel caso del regolamento dei servizi sociali, invece, nonostante le 6 sedute di commissione e i tentativi di Ranise di giungere a un testo unanimemente condiviso, la Lega Nord ha proposto, o meglio “imposto”, all’Amministrazione due emendamenti dell’ultimo minuto.
La sostanza è che il maggior partito cittadino, che da solo ha i numeri per amministrare la città, è caduto nel tranello dei suoi alleati licenziando un testo normativo che produce effetti del tutto aberranti.
Infatti il primo emendamento proposto dalla Lega Nord introduceva tra i criteri per l'assegnazione delle case parcheggio quello di essere “cittadini residenti”, con la palese intenzione di limitare l'accesso ai soli soggetti di nazionalità italiana.
E’ parso subito pacifico che tale modifica del testo lo rendeva incostituzionale, e per salvare le apparenze la consigliera Maria Teresa Parodi ha specificato che era da intendersi “abitanti residenti”, trovando così il voto favorevole di parte della maggioranza.
Non solo il testo approvato rimane ingiustamente discriminatorio, nonché inaccettabile per ogni persona di buon senso, ma grazie all’ulteriore modifica proposta dalla Lega è paradossalmente diventato addirittura contrario ai loro stessi intendimenti.
La Lega come spiegherà ai suoi elettori che una persona in stato di bisogno, per esempio nata e vissuta a Prelà e trasferita a Imperia cinque anni fa, adesso ha meno diritto di soddisfare le proprie esigenze abitative rispetto a chi invece risiede a Imperia da sei anni, fosse anche uno di quegli extracomunitari che tanto infastidiscono il partito di Bossi e Calderoli?
La responsabilità di amministrare impone anche il dovere di ben ponderare i testi normativi che si intende approvare, senza mai creare alcuna discriminazione. 
Il tutto è stato condito da un’insostenibile conduzione del Consiglio da parte della Presidenza, che ha dispensato ininterrottamente interpretazioni arbitrarie del regolamento spacciandole per prassi. Nell’ordine ha: impedito di illustrare gli emendamenti proposti da Indulgenza (RC); quasi negato a Gian Luca Lanteri (PdL) di dichiarare il proprio voto dissenziente rispetto al Gruppo; accolto un emendamento orale di un emendamento pochi istanti prima del voto.
Sia chiaro che l’Amministrazione non può continuare a pensare di avere collaborazione e condivisione da parte nostra se proseguirà ad utilizzare, sempre e su ogni aspetto, formale e non, due pesi e due misure.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.sanremonews.it/2011/12/20/leggi-notizia/argomenti/politica-1/articolo/imperia-regolamento-sui-servizi-sociali-lintervento-di-montanari-zagarella-e-olivieri-pd.html&quot;&gt;sanremonews&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Enrico MORANDO: Il nuovo decreto è un'imposta automatica?</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/12/enrico-morando/il-nuovo-decreto-%C3%A8-unimposta-automatica/560467"></link>
  <updated>2011-05-12T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>560467</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Una cosa, intanto, è certa: in questo Decreto non c'è correzione dei conti pubblici, come fissati nel Documento di Economia e Finanza. Per il 2011 e il 2012, dunque, il livello di indebitamento (e di debito) resta quello definito con la manovra triennale (Decreto n. 78 del 2010). Una buona notizia, se si guarda alle pressioni del partito della spesa per manovre espansive in deficit.
&lt;p&gt;

Ma le buone notizie si fermano qui. Il Decreto, infatti, è coerente col DEF (e il Programma Nazionale di Riforma che ne fa parte) anche nel senso che contiene una gran quantità di norme e normette, ma non intraprende alcuna riforma strutturale.

&lt;p&gt;
In questo senso, è perfettamente vero che il Decreto è figlio legittimo del PNR: un documento di qualche pregio tecnico (al Ministero analisti di vaglia crescono), del tutto privo di &quot;visione&quot; (la rivoluzione liberale e la crescita sostenuta dalla liberazione degli &quot;spiriti animali&quot; sono mestamente sostituiti dal colbertismo e dalla difesa dell'italianissimo &quot;capitalismo relazionale&quot;), e con debole ambizione (in quasi tutti i campi, &quot;programmiamo&quot; di diventare, nel 2020, i peggiori tra i grandi dell'Euro).
&lt;p&gt;

Se prima della Grande Recessione crescevamo meno degli altri Paesi dell'Area Euro. Se durante la stessa, siamo caduti di più. Se dopo abbiamo ripreso a camminare, ma più lentamente degli altri. Se il livello della disuguaglianza - per reddito e patrimoni - continua a crescere (OCSE 2011), e la mobilità sociale è ferma da tempo (ISTAT 2010). Se il debito pubblico è tornato al 120% del Prodotto, ben sopra quel 90% che costituisce - secondo l'esperienza storica - la soglia oltre la quale esso costituisce un serio ostacolo alla crescita... Se tutto questo è vero e noto, cosa dovrebbe contenere un Decreto &quot;per lo sviluppo&quot;? Ovvio: norme che favoriscono la crescita della produttività (del lavoro e dei fattori); che rendano più efficace e &quot;universale&quot; il nostro welfare, ancora troppo discriminante tra categoria e categoria, tra debole e debole; che aprano mercati chiusi, specie quelli di impatto &quot;generale&quot; come le grandi Reti energetiche, i servizi professionali, i servizi pubblici locali; che mantengano inalterata la pressione fiscale (attomo al 42,5% del PIL fmo al 2015), ma redistribuiscano il carico tra lavoro e imprese da una parte e rendite e patrimoni dall'altra; che superino il tragico dualismo del mercato del lavoro italiano.... Ecco, di tutto questo, nel Decreto, non c'è traccia. Con due eccezioni: una, positiva, il ritorno ad un forte credito d'imposta (automatico?) per gli investimenti in ricerca effettuati dalle imprese, in cooperazione con le Università; l'altra, negativa, la norma per la concessione novantennale del diritto di superficie sulle spiagge.
&lt;p&gt;

La prima misura - introdotta a suo tempo dal Governo Prodi e prontamente &quot;azzoppata&quot;, previa eliminazione dell'automatismo, da Tremonti e Berlusconi - è una componente essenziale di una strategia di sviluppo: le piccole e medie imprese italiane spesso non sono in grado, ciascuna per sè, di fare investimenti in ricerca, sia per migliorare il processo produttivo, sia per innovazioni di prodotto. &lt;br /&gt;
Il credito d'imposta per quello che spendono - magari in unione con altre - per commesse di ricerca alle Università e ai centri pubblici può favorire il superamento del gap dimensionale. Ad una condizione: che l'imprenditore sia certo, assolutamente certo, che, fatto l'investimento, il credito arriva. Senza dover chiedere niente a nessuno, politico o funzionario pubblico che sia. Chiedo: quello previsto dal Decreto Sviluppo, è un credito d'imposta automatico? Se, come pare, la risposta è sì, è evidente che si pone un problema di corretta copertura finanziaria. Che può scontare l'esigenza di verifiche nel tempo. Ma non può essere rinviata a ... quando sarà necessario, per avvenuto esaurimento delle risorse appostate in Bilancio. Le quali a loro volta non possono costituire un &quot;tetto di spesa&quot;, se l'impresa ha un diritto soggettivo al credito. Se invece quest'ultimo non è automatico, beh, allora il tutto si esaurirà nei pochi secondi del click day. Alla faccia della semplificazione...

&lt;p&gt;
Sulle spiagge e le relative concessioni, invece, il Governo apre la fase della nuova governance economica europea con una scelta che si pone in aperta contraddizione con la prospettiva della costruzione di un vero e proprio mercato unico europeo. Molti hanno già detto e scritto dei seri rischi di danni e deturpazioni ambientali. Io voglio soffermarmi su altri due aspetti, relativi all'impatto economico della norma in questione.
&lt;p&gt;

Il primo. Il demanio marittimo è patrimonio pubblico. Il patrimonio pubblico sta a garanzia del debito. Può dunque essere in parte alienato (non è il caso delle spiagge), fermi i vincoli storici, ambientali e culturali; in parte valorizzato e concesso in gestione a privati, in un contesto di regole certe, capaci di tutelare l'interesse pubblico (è il caso delle spiagge, come dell'etere). In uno stato che ha un debito pubblico come il nostro, però, deve valere un vincolo per le risorse rivenienti da interventi sul patrimonio pubblico: destinarle tutte a riduzione del debito. Nulla di tutto ciò è previsto, nel caso di specie. Sono quindi autorizzato a concludere che queste risorse finiranno dove è previsto che finiscano i 2,4 miliardi di Euro attesi dalla gara per le frequenze del digitale: a finanziare spesa corrente.

&lt;p&gt;
Il secondo. Come si selezionano questi titolari del &quot;diritto di superficie&quot;? Sono i vecchi concessionari? In questo caso, consiglio a Tremonti di leggersi l'intervista a Flavio Briatore, gestore del Twiga di Marina di Pietrasanta: «Quattromila Euro di canone annuo versati allo Stato, tre milioni e 300 mila Euro di ricavi... un signore toscano a cui verso 210.182 Euro di subaffitto». Chiedo: le nuove disposizioni prevedono che i Briatore di turno paghino le future concessioni allo Stato, dopo essersi messi in gara tra loro per accedervi - fermo il diritto del vecchio gestore a vedersi riconoscere il corrispettivo per ammortamenti e avviamento - o consente agli equivalenti del &quot;titolare&quot; del bagno gestito da Briatore di lucrare rendite enormi, sfruttando il lavoro di altri e la sospetta generosità dello Stato?
&lt;p&gt;

Le risposte verranno dalla lettura del Decreto. Intanto, un documento votato da (quasi) tutta l'Aula del Senato fornisce un indizio, là dove chiede una &quot;norma transitoria di lungo periodo&quot; per i gestori degli stabilimenti balneari.&lt;br /&gt;
 Novant'anni saranno sufficienti? &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=106ZHP&quot;&gt;Il Riformista - Tommaso Labate&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>LAURA PUPPATO: In tribunale la lista &quot;Razza Piave&quot;: propaganda l'odio razziale</title>
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  <updated>2011-04-07T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>559665</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Veneto (Lista di elezione: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Presentato un esposto alla Procura contro la lista leghista e ha scritto al ministero delle Pari opportunità.
&lt;p&gt;«Il fatto di formare e propagandare una lista intitolata &quot;Razza Piave&quot; - scrive Puppato nell'esposto - può essere considerato come propaganda di idee fondate sulla superiorità se non sull'odio razziale o etnico». In particolare l'esponente democratica, che sulla vicenda ha intenzione di chiedere anche un parere al Ministero per le pari opportunità, fa appello all'articolo 1 della Convenzione di New York del 7 marzo 1966, (la discriminazione è un comportamento che direttamente o indirettamente comporta una distinzione, esclusione, restrizione o preferenza basata sulla razza, il colore, l'ascendenza) e all'articolo 3 della legge 654 del 13 ottobre 1975, con cui l'Italia ha ratificato la Convenzione medesima che prevede provvedimenti sanzionatori nei confronti di chi &quot;propaganda idee fondate sulla superiorita&quot; o sull'odio razziale o etnico».
&lt;p&gt;La lista civica &quot;Razza Piave&quot; che correrà alle prossime elezioni provinciali nella Marca con candidati della Lega Nord o comunque vicini al Carroccio.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.gazzettino.it/stampa_articolo.php?id=144726&quot;&gt;Il Gazzettino - Nord Est&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>ILEANA ARGENTIN: «Sul sito del Comune di Roma sono state pubblicate frasi contro i disabili»</title>
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  <updated>2010-12-04T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>548566</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;&quot;La Costituzione non si applica ai disabili&quot;&lt;br /&gt;

Lo strafalcione nei testi destinati alla formazione dei funzionari pubblici. Alemanno costretto a cancellarli dal sito
&lt;p&gt; «Sul sito del Comune di Roma sono state pubblicate frasi contro i disabili». A denunciare l´episodio di razzismo sono i deputati del Pd Ileana Argentin, Walter Verini e Maria Coscia, che hanno presentato un´interrogazione al governo. Secondo i tre parlamentari, sulle dispense messe online sul sito Formez Italia e destinate alla formazione dei funzionari pubblici del Comune di Roma sarebbero presenti «frase discriminatorie nei confronti dei portatori di handicap».
&lt;p&gt; 
A finire sotto accusa sono, in particolare, le dispense di diritto costituzionale presenti sul sito nella sezione &quot;Roma Capitale - Corso per funzionario amministrativo&quot;.
&lt;p&gt; «Chiunque può leggere le dispense di diritto costituzionale piene di strafalcioni giuridici - dicono Argentin, Verini e Coscia - e, cosa ancora più grave, di affermazioni discriminatorie come la seguente: &quot;L´articolo 3 della Costituzione nella prima parte enuncia il principio di uguaglianza, formale in quanto esseri umani (assenza di norme discriminatorie). 
&lt;p&gt;Non bisogna però considerare uguali a noi persone in condizioni inferiori alle nostre (handicappati)&quot;». Parole che i deputati del Pd considerano «di estrema gravità. È una indecenza senza pari - dicono - che queste cose siano scritte sul sito del Comune di Roma».
&lt;p&gt;
In serata, il Campidoglio è corso ai ripari.&lt;br /&gt;
 «Il dipartimento Risorse umane - si legge in una nota ufficiale - ha chiesto a Formez Italia di rettificare il passaggio assai sconcertante contenuto in una delle dispense e di riformularlo in termini aderenti a quelli che sono i principi ispiratori della nostra carta costituzionale. Il contenuto - conclude la nota - sarà immediatamente rimosso dalle pagine del portale». &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.controlacrisi.org/joomla/index.php?view=article&amp;catid=39&amp;id=9881&amp;tmpl=component&amp;print=1&amp;layout=default&amp;page=&amp;option=com_content&amp;Itemid=68&quot;&gt;la Repubblica | Roma - Laura Mari e Giovanna Vitale &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>DELIA MURER: «Immigrati senza diritti e discriminati»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/10/13/delia-murer/%C2%ABimmigrati-senza-diritti-e-discriminati%C2%BB/546975"></link>
  <updated>2010-10-13T00:00:00Z</updated>
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  <id>546975</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Mancanza del piano flussi, lungaggini e disservizi nelle procedure di rilascio e rinnovo dei permessi di soggiorno, discriminazioni e ritardi nella regolarizzazione delle badanti. Tutti questi argomenti sono oggetto di una interrogazione al ministro dell’Interno presentata da Delia Murer. Ecco il testo integrale dell’atto:

&lt;p&gt;
 

 

Interrogazione a risposta scritta
&lt;p&gt;

al ministro dell’Interno

&lt;p&gt;
dall’on. Delia Murer

 
&lt;p&gt;

Per sapere, premesso che:

&lt;p&gt;
 

-         Manca il Piano triennale di programmazione dei flussi previsto dal testo unico sull’immigrazione; tale piano e' scaduto dal 2007 mentre l'ultimo decreto flussi risale al 2008 con 150.000 ingressi che si dovevano pescare dalle domande presentate l'anno precedente. Infatti nel 2007, a fronte di 170.000 ingressi autorizzati, erano arrivate 742.000 domande;

&lt;p&gt;
-         In mancanza di una programmazione dei flussi, ad oggi, nessun immigrato potrebbe entrare legalmente in Italia per motivi di lavoro e di conseguenza quelli che entrano lo fanno necessariamente in modo irregolare;

&lt;p&gt;
-         Al tempo stesso, permane una situazione di forte ritardo nella gestione di tutte le procedure burocratiche per il rilascio e rinnovo dei permessi di soggiorno e dei ricongiungimenti famigliari;

&lt;p&gt;
-         Gli sportelli unici che dovevano sovrintendere a tali procedure sono nel caos; la loro situazione si è ulteriormente aggravata in conseguenza della decisione contenuta nella manovra finanziaria di non rinnovare il contratto di lavoro interinale a 650 operatori; il contratto è scaduto il 31 luglio scorso mentre un altro contratto a tempo determinato per altri 650 operatori scadrà il 31 dicembre prossimo;

&lt;p&gt;
-         Questi operatori che lavorano agli sportelli unici sin dalla sanatoria del 2002 e rappresentano quasi l'80 per cento del personale civile in organico agli sportelli stessi; professionalmente sono coloro che hanno consentito i processi innovativi d'informatizzazione delle procedure. E’ quindi ragionevole pensare che senza di loro gli sportelli non possano funzionare e non siano in grado di garantire neanche il già intollerabilmente basso standard di servizio erogato sin qui;

&lt;p&gt;
-         Da alcuni mesi il portale dell'ufficio immigrazione del ministero dell'Interno registra continue interruzioni e a farne le spese sono i lavoratori stranieri per i quali si allungano i tempi di attesa per ottenere il rilascio e il rinnovo dei permessi di soggiorno, con i quali regolarizzano la loro presenza nel nostro Paese. Si tratta di migliaia di cittadini stranieri che proprio per il malfunzionamento del sistema informatico rischiano di presentare le domande oltre i termini previsti dalla legge;

&lt;p&gt;
-         La regolarizzazione di Colf e Badanti fatta a settembre dello scorso anno ha raccolto circa 300.000 domande e a distanza di 12 mesi, il 41 per cento (circa 130.000) di esse sono ancora inevase; delle circa 170.000 domande evase, circa 20.000 sono state rigettate con relativo decreto di espulsione;

&lt;p&gt;
-         La maggior parte delle domande respinte sono relative a quegli immigrati che erano già destinatarie di un decreto di espulsione e, quindi, dopo la legge 94 (Pacchetto sicurezza) erano scivolati nel reato di clandestinità;

&lt;p&gt;
-         Quando è iniziata la regolarizzazione, i patronati sindacali avanzarono un quesito al Ministero dell'Interno per sapere se questa fattispecie poteva aspirare alla regolarizzazione ed il Ministero aveva risposto affermativamente. Sono state fatte quindi le domande e sono stati versati anche i contributi forfettari di 500 euro;

&lt;p&gt;
-         Solo successivamente è stata diramata una circolare del Capo della Polizia che disponeva il rigetto di queste domande;

&lt;p&gt;
-         Ci sono numerosi casi di specie che sono stati impugnati dal sindacato e ci sono sentenze di vari Tar (Piemonte-Toscana) che hanno accolto la tesi sindacale. Il ministero, per suo conto, ha ricorso al Consiglio di Stato e c'e' una sentenza del 3 settembre scorso che conferma i pronunciamenti dei Tar e dichiara illegittimo il respingimento delle domande;

&lt;p&gt;
-         Ciò nonostante s'insiste su questa linea interpretativa e si continuano a respingere le domande con queste caratteristiche;

 

&lt;p&gt;


 

-         Dal ministro le ragioni per cui non si è proceduto all’elaborazione di un nuovo Piano triennale flussi previsto dal Testo unico sull’immigrazione, dal momento che l’ultimo è scaduto dal 2007; in che modo si stanno organizzando i flussi in mancanza di una programmazione; qual è la situazione di ritardo nelle procedure di rilascio e rinnovo dei permessi di soggiorno rispetto ai tempi stabiliti dalla legge e come si intende sopperire ad essi; come si intende far proseguire l’attività degli sportelli unici senza il rinnovo dei contratti al personale a tempo determinato; come si intendono risolvere i problemi dei portali internet a cui ci si collega per le procedure di rilascio e rinnovo dei permessi di soggiorno;  per quale ragione non si tiene conto delle sentente Tar e Consiglio di Stato sull’ammissione alla regolarizzazione di badanti e colf anche in presenza di un loro precedente decreto di espulsione.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.deliamurer.it/cms/it.html?view=article&amp;catid=6%3Ainterrogazioni-interpellanze-mozioni&amp;id=198%3Aimmigrati-senza-diritti&amp;tmpl=component&amp;print=1&amp;layout=default&amp;page=&quot;&gt;official web site&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Maria Antonietta FARINA COSCIONI: Il paese dei divieti</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/10/08/maria-antonietta-farina-coscioni/il-paese-dei-divieti/546691"></link>
  <updated>2010-10-08T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>546691</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Hanno voglia di giocare e di divertirsi, hanno bisogno di affetto e di comprensione, sono capaci di gesti di tenerezza come noi... Sapete cosa c'è? Sono proprio come noi: nelle loro vene scorre lo stesso sangue, ed è rosso come il nostro, ridono, piangono, soffrono, pensano, hanno fame, sete, sonno, come tutti. Eppure, ancora oggi, c'è chi li guarda con diffidenza e timore; sono &quot;strani&quot;, si sente dire. Sì, strani lo sono, come noi; e possono avere le stesse reazioni che abbiamo noi. Sono le persone con la sindrome di Down.
&lt;p&gt;
Il 10 ottobre ricorre la &quot;loro&quot; Giornata Nazionale, organizzata dal «Coordinamento Nazionale Associazioni delle persone con sindrome di Down». 
&lt;p&gt;Si cercherà di sensibilizzare l'opinione pubblica per superare e vincere pregiudizi e luoghi comuni che ancora accompagnano le persone con sindrome di Down. C'è ancora molto da lavorare verso una vera integrazione delle persone disabili nella società.
&lt;p&gt;
Un esempio: una persona con la sindrome di Down decide di trascorrere una giornata in un parco giochi? Spesso si scontra con gli atteggiamenti (e pregiudizi) discriminatori dei responsabili, che impediscono arbitrariamente e pretestuosamente l'accesso. Loro il diritto di divertirsi evidentemente non l'hanno... 
&lt;p&gt;Gardaland è il grande parco di divertimenti per eccellenza: esiste un regolamento che vieta l'accesso a numerose attrazioni alle persone con handicap intellettivo. Siccome nella maggior parte dei casi tale condizione non è facilmente verificabile dagli addetti alla sorveglianza, cosa accade?
&lt;p&gt;
Che le uniche persone che vengono fermate sono quelle con la sindrome di Down, penalizzate dai loro tratti somatici caratteristici. Mi sono stati segnalati decine di casi - molti poi hanno avuto anche una eco sulla stampa - che ho trasformato in altrettante interrogazioni. I ministri a cui mi sono rivolti, quello per la gioventù, per le pari opportunità, sono molto impegnati. Non ho mai avuto risposta. 
&lt;p&gt;In compenso le discriminazioni aumentano; oppure, ed è un dato confortante, genitori e amici di queste persone non sono più disposte a subire in silenzio questa discriminazione, questa violenza, e si ribellano, fanno scoppiare il &quot;caso&quot;.
&lt;p&gt;
Per questo ho presentato alla Camera dei deputati una mozione che impegna il Governo a far cessare questa situazione palesemente discriminatoria e a presiedere un tavolo di confronto tra le realtà interessate per addivenire alla stesura di regolamenti condivisi. 
&lt;p&gt;Con l'occasione, il Governo dovrà inoltre effettuare un monitoraggio sull'accessibilità dei parchi di divertimento nazionali da parte della clientela con disabilità. Le persone con sindrome di Down sono come noi.&lt;br /&gt;
 Anzi, posso dire? Siamo noi.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=UHO51&quot;&gt;l'Unità&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Enrico MORANDO: Dopo il berlusconismo</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/09/17/enrico-morando/dopo-il-berlusconismo/506303"></link>
  <updated>2010-09-17T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>506303</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Quella di Berlusconi ha i tratti di una crisi profonda, perché non nasce dall’incompatibilità di carattere dei due cofondatori del Pdl. 
&lt;p&gt;Nasce dall’incapacità della coalizione di governo Pdl-Lega di guidare quella modernizzazione di cui il paese ha bisogno, per affrontare i suoi tre problemi strutturali, che si vengono progressivamente aggravando: inefficienza economica, disuguaglianza, debito pubblico troppo grande e di nuovo crescente. 
&lt;p&gt;Qui è il fulcro della crisi del “berlusconismo”: una parte molto grande dell’elettorato del centro-destra ha investito su Berlusconi come attore di cambiamento.
&lt;p&gt;
È questo elettorato quello che sta oggi prendendo atto della impotenza riformatrice del PdL, allontanandosene progressivamente. &lt;br /&gt;
D’altra parte, la riarticolazione della maggioranza con la definitiva frattura del PdL e la nascita di nuovi, autonomi gruppi parlamentari sarà anche compatibile con il perdurare del governo, ma è fonte certa di nuove contraddizioni interne, a loro volta origine di paralisi della decisione politica.
&lt;p&gt;
Dal lato del centro-destra dunque, non verrà cambiamento, ma galleggiamento sull’onda lunga del declino del paese.&lt;br /&gt;

Qui c’è la grande opportunità per il centro-sinistra: gli elettori delusi da Berlusconi potrebbero, nei prossimi mesi, volgere lo sguardo verso di noi. &lt;br /&gt;
Se vedessero il Pd capace di sfidare PdL e Lega sulle soluzioni di cambiamento del paese corrispondenti ai suoi tre problemi, allora potrebbero determinarsi le condizioni per uno sfondamento elettorale dal Pd nel campo del centro-destra, ciò che getterebbe le fondamenta per una lunga e proficua stagione di governo dei progressisti. 
&lt;p&gt;Se oggi accade che il PdL dia clamorosi segni di cedimento, anche elettorale (lasciamo stare i sondaggi, guardiamo ai voti veri: alle regionali, ogni 100 voti che aveva alle politiche di due anni prima, ne ha persi 40), mentre il Pd permane ben al di sotto del 30 per cento, ciò significa che, per ora, quando l’elettore deluso dal centro-destra volge lo sguardo verso di noi, non vede le promesse e le premesse del cambiamento desiderato.
&lt;p&gt; Ancora troppi colpi al cerchio compensati da altrettanti colpi alla botte, troppo timidezza nell’affrontare le resistenze conservatrici “di sinistra”, troppo nostalgia di ciò che eravamo e delle politiche – evidentemente allora adeguate alla realtà allora presente – con le quali i partiti di allora erano diventati grandi, ma la cui spinta propulsiva si era da tempo (almeno dalla prima metà degli anni ’90) esaurita.
&lt;p&gt;
È il tema della potenza riformatrice del Pd. Anche se la parola è caduta in disgrazia, io insisto: è il tema della sua debole “vocazione maggioritaria”. C’è chi ritiene – ho letto recentemente un documento in tal senso di un nutritissimo gruppo di responsabili dei principali settori di lavoro del Pd – che si tratti di un’astratta elucubrazione politologica. Quando non di una posizione che, al fine di realizzare improbabili incursioni nel campo avversario, fa pesanti concessioni alla visione liberista che ha caratterizzato i venticinque anni precedenti la grande recessione iniziata nel 2008.
&lt;p&gt;
Vorrei provare a prendere il problema non dal lato della funzione del partito riformista e delle alleanze politiche, ma dal lato delle soluzioni a questioni di grande impatto sulla vita di ogni cittadino italiano (e di qualche milione di stranieri residenti e lavoranti).
&lt;p&gt;
Prendiamo il tema sicurezza. Ad avere paura, a sentirsi minacciati, sono i più deboli, i più “diseguali”.&lt;br /&gt;

Per tentare di fornire loro una risposta, lo stato italiano spende più degli altri, in Europa. Ma ottiene molto di meno. Cosa aspettiamo a dire che sei diversi corpi di polizia sono troppi? Che proponiamo che diventino uno solo, per il controllo del territorio. Mentre il contrasto alla grande criminalità deve essere affidato ad uno specialissimo corpo di polizia “federale”? 
&lt;p&gt;Proseguiamo col fisco. Subito l’unificazione delle aliquote di prelievo sul capital gain (se non ora, con gli interessi sui titoli di stato vicini allo zero, quando?).

E una drastica riduzione delle aliquote di prelievo Irpef sui redditi da lavoro di tutte le donne.
&lt;p&gt;
In tema di scuola. Certo che ci vuole un ben organizzato intervento – in chiave di ammortizzatori sociali e di programmi straordinari di alfabetizzazione e apprendimento della lingua per gli stranieri – per affrontare il dramma dei precari. Ma la scuola che vogliamo non può disegnarsi sulle pur sacrosante esigenze di questi lavoratori. Dunque, subito, la sfida riformista: valutazione di tutto e di tutti, nuovo reclutamento meritocratico, salari differenziati in base ai risultati e al livello di disagio sociale dell’ambiente in cui la scuola è collocata, accentuata autonomia degli istituti e forte responsabilizzazione dei dirigenti. &lt;br /&gt;
O davvero pensiamo che sia molto “progressista” pagare un maestro che ottiene buoni risultati a Scampia con lo stesso stipendio di quello che ottiene pari risultati nel quartiere bene di una delle nostre città?
&lt;p&gt; La rivoluzione nella spesa pubblica e nella pubblica amministrazione: si rigiustifica tutta la spesa dal primo euro (perché se lo dice Cameron è “geniale”, se lo scrive il programma del Pd è “oscuro”?); si comparano le prestazioni di ogni segmento e di ogni dirigente con quelle degli altri nello stesso comparto; si “obbligano” i peggiori ad uniformarsi ai migliori in un tempo dato. Esaurito il quale, premio a chi riesce, penalizzazione a chi fallisce.
&lt;p&gt;
La giustizia. Perchè ciò che si ottiene – a legislazione vigente – a Torino, in termini di tempi e qualità del servizio, non si può ottenere altrove? Quindi, nel pieno rispetto della autonomia della magistratura, introduzione del manager dell’ufficio giudiziario (un magistrato, ovviamente, ma dotato della necessaria formazione) che ne riorganizzi radicalmente il lavoro, misurando le performances di tutti e di ciascuno, con conseguenze dirette sulla carriera e sul trattamento economico dei magistrati stessi.
&lt;p&gt;
Il nuovo modello contrattuale. Se in Italia il salario è basso, la produttività cade e il costo del lavoro è relativamente alto, vanno riformate le regole essenziali che presiedono al confronto/conflitto tra le parti. Chi rappresenta chi; chi è abilitato a firmare; a quali condizioni la firma è impegnativa per tutti; come ci si forniscono reciprocamente garanzie di tregua del conflitto in caso di rispetto dell’accordo; come si sposta significativamente verso il basso la contrattazione, oggi troppo concentrata sulla dimensione nazionale. Materie da riservare all’accordo tra le parti sociali? Si, se lo trovano, l’accordo. Se no, deve provvedere il parlamento.
&lt;p&gt;
Mi fermo qui, con gli esempi. Perché non proponiamo queste soluzioni, capaci di cambiare molto profondamente il volto del paese, esattamente in nome di quella nuova alleanza tra meriti e bisogni cui ci spingono i nostri valori eterni e gli interessi sociali che vogliamo tutelare? Se è perché le soluzioni giuste non sono queste, ma altre, più efficaci e altrettanto radicali, benissimo. Temo però che la ragione del nostro surplace stia nella debolezza del nostro riformismo. 
&lt;p&gt;Ognuna di quelle soluzioni, ci obbliga a fare i conti con attriti e resistenze nel nostro campo. Per non affrontarli, traccheggiamo. Rimandiamo. Aggiriamo l’ostacolo. E il cittadino che ci cerca, sulla frontiera dell’innovazione, non ci vede o ci vede sfocati. Eccolo, il tema della “forza” della decisione politica democratica, come vogliamo discuterlo ad Orvieto, tra oggi e domenica, all’Assemblea annuale di LibertàEguale, a partire dalla relazione di Claudio Petruccioli, preceduta – assai significativamente – da una discussione sulle energie delle giovani generazioni introdotta dall’intervento di Tommaso Nannicini. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=U0DJY&quot;&gt;Europa&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>MARIA GEMMA AZUNI: Pubblicità lesiva sulle donne</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/07/08/maria-gemma-azuni/pubblicit%C3%A0-lesiva-sulle-donne/502748"></link>
  <updated>2010-07-08T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>502748</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Roma (RM) (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;Chiedo con urgenza al Sindaco di far rimuovere i manifesti della bevanda “sharkenergia” affissi sui cartelloni pubblicitari SPQR, profondamente lesiva per la figura femminile. E’  un messaggio diseducativo e ingannevole che giunge ai nostri figli costretti a vederla per tutta Roma.&lt;br /&gt;


La pubblicità e la televisione che abusa con immagini e corpi di donne non fa che rafforzare stereotipi sessisti e discriminatori nei confronti della donna e l’identificazione dei più giovani, in questi messaggi, non fa che rafforzare la disparità tra uomo e donna.&lt;br /&gt;

Credo che anche noi donne dobbiamo rifiutare di entrare nel  mercato pubblicitario che usa la donna come oggetto sessuale  pretendendo uguaglianza di genere.&lt;br /&gt;

L’8 marzo 2010 il Comune di Roma, recependo la Risoluzione 2338  del 3 settembre 2008 del Parlamento Europeo relativa all’impatto del marketing e della pubblicità sulla parità tra uomo e donna,  ha approvato  all’unanimità la Deliberazione n.25 contro le pubblicità lesiva della dignità della donna e per questo chiedo al Sindaco di adoperarsi in prima persona affinchè la città di Roma  non dia spazio  a pubblicità  che riducendo un essere umano alla violenza e all’offesa che incitano al sessismo e alla violenza.&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;


Maria Gemma Azuni&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.gemmazuni.it/home/item/273-pubblicit%C3%A0-lesiva-sulle-donne&quot;&gt;www.gemmazuni.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Ignazio Roberto Maria MARINO: «Le linee guida sui trapianti del Veneto sono incivili e sbagliate sotto il profilo medico. Con quelle regole non avrei salvato molte giovani vite»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/06/08/ignazio-roberto-maria-marino/%C2%ABle-linee-guida-sui-trapianti-del-veneto-sono-incivili-e-sbagliate-sotto-il-profilo-medico-con-quelle-regole-non-avrei-salvato-molte-giovani-vite%C2%BB-intervista/501429"></link>
  <updated>2010-06-08T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>501429</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
È molto semplice: se negli Stati Uniti ci fosse stata
una direttiva come quella della Regione Veneto non
avrei potuto salvare la vita a molte persone». Va subito al sodo Ignazio Marino, senatore Pd e presidente della commissione Sanità del Senato ma soprattutto chirurgo di fama grazie a una vita passata oltreoceano nei migliori centri al mondo per il trapianto di fegato. «In quel documento ci sono passaggi allarmanti o, quanto meno bizzarri perché totalmente privi di senso».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ad esempio?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Il fatto che non si possa sottoporre a trapianto d’organo chi ha tentato di recente un suicidio: è il punto 6 delle
controindicazioni assolute. Proprio così: assolute. O una persona con quoziente intellettivo inferiore a 50: è il punto 3. Sa cosa vuol dire? Che pazienti del genere non dovrebbero nemmeno essere messi in lista, scartati a priori».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Perché lo hanno fatto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«La spiegazione più semplice è che hanno commesso un errore; la più inquietante, ma temo la più vera, è che in Italia siamo tornati a un clima di discriminazione, lo stesso che provai sulla mia pelle una decina di anni fa».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Si spieghi meglio.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Il 17 luglio 2001, prima volta in Italia, feci un trapianto di rene su di un paziente sieropositivo. Mi beccai una censura dal ministro della Sanità, Girolamo Sirchia, e venne proibito a tutti i centri di trapianto di effettuare simili interventi. Fu un atteggiamento grave due volte. Il primo perché non si tenne conto di uno studio in cui si
mostrava che, almeno in America, la stragrande maggioranza dei chirurghi era favorevole ai trapianti in pazienti sieropositivi. La seconda che si introduceva una discriminazione nei confronti di un gruppo di pazienti».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;E questo perché?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Alla base di questi atteggiamenti c’è sempre un elemento di razionalità. Un organo è un bene prezioso, impagabile: quindi si fa di tutto perché venga trapiantato in un paziente che abbia la possibilità di beneficiare al meglio di quel dono, di vivere bene e a lungo. Il punto è che questi criteri devono obbedire a valutazioni mediche non ideologiche».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Facciamo un esempio.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Se una persona ha un tumore primario al fegato è giusto intervenire con un trapianto perché così si rimuove
la causa del suo male. Se il tumore primario è invece nell’intestino e nel fegato sono comparse metastasi, il
trapianto epatico è inutile perché il fisico è compromesso e, soprattutto, non ho rimosso la causa del tumore».
&lt;p&gt;


&lt;b&gt;Torniamo alle linee guida della Regione Veneto.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Il principio di base, come ho detto, è condivisibile. Quello che va rifiutato, con nettezza, è quanto indicato nell’allegato A dove nell’elenco delle controindicazioni assolute compaiono delle situazioni in cui si interviene
normalmente».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Lei lo ha fatto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Certo. Quand’ero negli Stati Uniti ho salvato la vita a molti giovani che avevano tentato il suicidio ingerendo
grandi quantità di farmaci che provocano necrosi epatica, cioé la morte delle cellule del fegato. In questi casi
il paziente va in coma irreversibile e muore poco dopo: l’unica soluzione è il trapianto di fegato, proprio quello
che le linee guida della Regione Veneto vorrebbero negare con l’espressione “recenti tentativi di suicidio”. È un controsenso: un giovane viene in ospedale in quelle condizioni proprio perché ha tentato il suicidio. &lt;br /&gt;
E tu che fai: anziché salvargli la vita agiti il foglio della Regione Veneto davanti agli occhi dei suoi genitori? Non solo, ma tutti i pazienti che ho operato non
hanno più ritentato il suicidio: se la paura è quella di “sprecare” un organo, diciamo che i dati parlano chiaro.&lt;br /&gt;

Chi ha avuto un trapianto capisce in pieno il valore della vita».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Torniamo all’altra controindicazione, quella del quoziente intellettivo inferiore a 50.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Anche qui hanno confuso una controindicazione relativa con una controindicazione assoluta. Nei centri
che ho diretto il quoziente intellettivo era un fattore da prendere in considerazione ma solo per decidere come
intervenire, come operare. Ho ancora davanti agli occhi un paziente, maggiorenne, affetto da sindrome di
Down: aveva paura di tutto, quando vedeva la siringa per il prelievo del sangue andava nel panico. Con l’aiuto degli psicologi e della madre siamo riusciti a operarlo e a salvarlo. Certo, sarebbe stato più facile scartarlo, dire “no grazie, lei è nella lista vietata”. Ma è questo quello che deve fare un medico?».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;La Regione Veneto però ha fatto marcia indietro e ha emesso un circolare interpretativa che, di fatto, invita i medici a considerare questi casi, non più come vietati, ma come situazioni da valutare con attenzione.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«I medici sanno benissimo come interpretare le parole: la circolare interpretativa è un passo avanti ma
non basta. Bisogna che le linee guida vengano rifatte daccapo. Anche per un altro motivo».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Quale?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Le linee guida sono uscite nel marzo 2009 ma il caso è esploso solo dopo un articolo molto critico apparso sull’American Journal of Transplantation, la più importante rivista scientifica nel settore dei trapianti. Gli stranieri non vanno per il sottile: ciò che accade in Veneto accade in Italia. Quel documento ha gettato una brutta ombra su tutto il Paese. Prima ce ne liberiamo, meglio è».&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=S49ML&quot;&gt;l'Unità - Luca Landò&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>MARIA GEMMA AZUNI: Aggressione del 31 Maggio ed istituzione di un osservatorio contro l'omofobia</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/05/31/maria-gemma-azuni/aggressione-del-31-maggio-ed-istituzione-di-un-osservatorio-contro-lomofobia/500847"></link>
  <updated>2010-05-31T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>500847</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Roma (RM) (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;

Dopo l’ennesima aggressione  a un ragazzo omosessuale è necessario che le Istituzioni e la società civile promuovano azioni concrete contro il proliferare di una mentalità omofoba, obbiettivi sollecitati e raccomandati dal Consiglio dell’Unione Europea  e presenti nella “Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea” ( art. 21).&lt;br /&gt;

Cosa è  stato fatto in seguito alla firma del Protocollo D’Intesa tra Comune di Roma e Ministero delle Pari Opportunità (ottobre 2009) visto le incessanti aggressioni che puntualmente si verificano in questa città?&lt;br /&gt;


Il tavolo tecnico di coordinamento istituito nel suddetto atto che lavoro ha prodotto?&lt;br /&gt;

Chiedo che venga discussa la mozione  che avevo presentato il 20 novembre del 2009 al Consiglio Comunale, in cui sollecitavo l’urgenza  della costituzione dell’ Osservatorio per il superamento delle discriminazioni verso le persone omosessuali e transessuali, e si concretizzi l’atto amministrativo per l’istituzione di tale Osservatorio , citata nel art. 3 del Protocollo, che rappresenta un primo strumento utile per lo studio e l’attivazione di interventi  atti al superamento delle discriminazioni sessuali.&lt;br /&gt;

Sono convinta che il perpetrarsi degli episodi di violenza contro gli LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transessuali)  non possa più essere affrontato con slogan e che occorra invece modificare la tendenza di questa città all’intolleranza per chi è diverso da sé.&lt;br /&gt;

Mi rivolgo al Sindaco perché si impegni in sede istituzionale perché al più presto si legiferi in materia, come da troppo tempo si attende.&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;

Maria Gemma Azuni di Sinistra e Libertà (Gruppo Misto)&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;
&lt;p&gt;
&lt;p&gt;

 

 

 

Prot. n.306 del 20.11.09&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;



MOZIONE&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;

ex art.109&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;

Il Consiglio Comunale  di Roma&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;

PREMESSO&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;


Che il principio generale di non discriminazione ha valore universale, riguarda ogni persona e, come tale, nelle norme di diritto internazionale fin dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 Dicembre 1948, che all’art.2, comma 1 recita: “ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nelle presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di  altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione.”;&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;

che la Raccomandazione n. 1117/89 del Parlamento Europeo invita il Consiglio Europeo e gli Stati Membri  a tutelare i diritti delle persone transessuali e  a superare ogni forma di discriminazione;&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;

che il Parlamento Europeo nella Risoluzione dell’ 8 febbraio 1994 e in diversi atti successivi, invita gli stati membri a rimuovere ogni forma di discriminazione fondata sull’orientamento sessuale ed ad intraprendere campagne ed iniziative contro le forme di discriminazione menzionate;&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;

che il Parlamento Europeo, con la Risoluzione del 26 aprile del 2007, ha indetto il 17 maggio di ogni anno quale Giornata Internazionale contro l’omofobia nella ricorrenza della cancellazione dell’omosessualità dalla lista delle malattie mentali da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, avvenuta in tale giorno nell’anno 1990;&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;

che la Costituzione della Repubblica Italiana all’art.3, comma 2, annovera tra i propri compiti la rimozione di tutti quegli ostacoli che limitando, la libertà e l’uguaglianza, impediscono la partecipazione all’organizzazione politica, economica e sociale del paese;&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;

che lo Statuto del Comune di Roma, all’art. 1, sancisce che il Comune rappresenta “la Comunità di donne e uomini che vivono nel suo territorio, ne cura gli interessi, ne promuove il progresso e si impegna a tutelare i diritti individuali delle persone così come sanciti dalla Costituzione italiana”;&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;



CONSIDERATO&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;


che in Italia sopravvivono ostacoli che incidono sulle condizioni di esercizio dei diritti delle persone omosessuali e transessuali;&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;

che a Roma, in particolare, i casi di omofobia sono ancora troppi numerosi, sia per quel che concerne la violenza fisica che per le enormi difficoltà che a tutt’oggi molti omosessuali hanno nel vivere serenamente il proprio orientamento sessuale nelle diverse dimensioni della propria vita (scuola, lavoro, famiglia);&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;

che gli atti di violenza perpetrati ai danni  delle persone  per il loro orientamento sessuale o identità di genere è configurabile nella categoria dei cosiddetti “crimini d’odio” (hate crimes), azioni criminali intese a danneggiare o intimidire persone a causa della loro razza, appartenenza etnica, orientamento sessuale, identità di genere o di altra condizione di gruppo minoritario;&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;


RITENENDO&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;


necessario che le Istituzioni e la società civile promuovano azioni concrete contro il proliferare di una mentalità omofoba, come raccomandato dagli Organi del Parlamento Europeo;&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;


TENUTO CONTO&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;


che la costituzione di un Osservatorio per il superamento delle discriminazioni verso le persone omosessuali e transessuali rappresenta un primo strumento utile per lo studio e l’attivazione di interventi  atti al superamento delle discriminazioni sessuali;&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;

che tale servizio mira ad individuare bisogni e a progettare interventi sul piano sociale e su quello culturale, con l’obiettivo di combattere le idee omofobe e razziste e diffondere una cultura di tolleranza che rafforzi il messaggio universale di rispetto reciproco;&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;

che il suddetto Osservatorio assolverà la propria funzione agendo nei seguenti campi:&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;

    * Realizzare indagini conoscitive sulle condizioni di vita delle persone omosessuali e transessuali finalizzate a individuarne le problematiche e sulla percezione sociale dell’omosessualità e della transessualità da parte del resto della popolazione;&lt;br /&gt;


 

    * Costituire una banca dati sulle esperienze realizzate in Italia e all’estero per la tutela dei diritti delle persone omosessuali e transessuali;&lt;br /&gt;


    * Diffondere e mettere a disposizioni dei cittadini le informazioni raccolte anche attraverso la creazione di pagine web sul sito del Comune di Roma;&lt;br /&gt;


    * Valorizzare la funzione informativa e documentaria svolta sul territorio cittadino dalle biblioteche comunali proponendo l’acquisizione di testi relativi alle tematiche omosessuale e transessuale;&lt;br /&gt;


    * Promuovere campagne di sensibilizzazione contro l’omofobia, in particolare rivolte ai giovani al fine di combattere il bullismo giovanile, all’interno dei plessi scolastici, delle strutture comunali per le politiche giovanile e più in generale nei luoghi frequentati dalla popolazione più giovane, attraverso azioni mirate ad un’educazione permanente;&lt;br /&gt;


    * Promuovere iniziative culturali (dibattiti, presentazione di libri e di video, mostre) finalizzate a favorire il dialogo fra le differenze;&lt;br /&gt;


    * Promuovere azioni formative rivolte ad operatori comunali e ad operatori in campo educativo, assistenziale e sociosanitario;&lt;br /&gt;


    * Collaborare con le associazioni presenti sul territorio per sviluppare iniziative comuni;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;



che il Comune di Roma, forte della propria cultura della tolleranza e del rispetto della diversità,  dia l’adesione alla “Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni per il superamento delle discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere” partecipando alle attività messe in campo;&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;


Tutto ciò  premesso&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;

Il Consiglio Comunale&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;

impegna il Sindaco e la Giunta Comunale&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;


ad istituire un “Osservatorio Comunale per il superamento delle discriminazioni delle persone omosessuali e transessuali” per svolgere le seguenti funzioni:&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;

    * Realizzare indagini conoscitive sulle condizioni di vita delle persone omosessuali e transessuali finalizzate a individuarne le problematiche  e sulla percezione sociale dell’omosessualità e della transessualità da parte del resto della popolazione;&lt;br /&gt;


    * Costituire una banca dati sulle esperienze realizzate in Italia e all’estero per la tutela dei diritti delle persone omosessuali e transessuali;&lt;br /&gt;


    * Diffondere e mettere a disposizioni dei cittadini le informazioni raccolte anche attraverso la creazione di pagine web sul sito del Comune di Roma;&lt;br /&gt;


    * Valorizzare la funzione informativa e documentaria svolta sul territorio cittadino dalle biblioteche comunali proponendo l’acquisizione di testi relativi alle tematiche omosessuale e transessuale;&lt;br /&gt;


    * Promuovere campagne di sensibilizzazione contro l’omofobia, in particolare rivolte ai giovani al fine di combattere il bullismo giovanile, all’interno dei plessi scolastici, delle strutture comunali per le politiche giovanile e più in generale nei luoghi frequentati dalla popolazione più giovane, attraverso azioni mirate ad un’educazione permanente;&lt;br /&gt;


    * Promuovere iniziative culturali (dibattiti, presentazione di libri e di video, mostre) finalizzate a favorire il dialogo fra le differenze;&lt;br /&gt;


    * Promuovere azioni formative rivolte ad operatori comunali e ad operatori in campo educativo, assistenziale e sociosanitario;&lt;br /&gt;


    * Collaborare con le associazioni presenti sul territorio per sviluppare iniziative comuni;&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;


ad assumere i provvedimenti necessari all'attuazione operativa del progetto mediante l’inserimento nel PEG 2009/2011 di idonee risorse  finanziarie e di individuare tra il personale dipendente quello più idoneo e qualificato per lo svolgimento del servizio;&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;

ad aderire all’iniziativa internazionale per l’istituzione della Giornata Internazionale contro l’Omofobia da celebrarsi il 17 maggio di ogni anno impegnandosi a promuovere, fin dal prossimo anno, una settimana di iniziative atte a sensibilizzare sul tema della omofobia la cittadinanza romana;&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;

a dare l’adesione del Comune di Roma alla “Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni per il superamento delle discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere” partecipando alle attività messe in campo;&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;

a farsi portavoce presso il Parlamento italiano dell’ estensione anche all’orientamento sessuale e all’identità di genere delle tutele previste dalla legge 205 del 1993, detta “Legge Mancino”, nei confronti di atti di “discriminazione, odio o violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi”.&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;


Roma 20.11.2009&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;


On.le Maria Gemma Azuni
(Gruppo Misto S.D.)
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.gemmazuni.it/home/item/229-aggressione-31-maggio-ed-istituzione-dell%5C%27osservatorio-contro-omofobia&quot;&gt;www.gemmazuni.it&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Pietro ICHINO: «Una fabbrica con 390 dipendenti, nessuno a tempo indeterminato».  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/11/03/pietro-ichino/%C2%ABuna-fabbrica-con-390-dipendenti-nessuno-a-tempo-indeterminato%C2%BB-intervista/418797"></link>
  <updated>2009-11-03T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>418797</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;Non è un caso isolato. Occorre un nuovo diritto del lavoro per voltar pagina rispetto al regime di &lt;i&gt;apartheid&lt;/i&gt; che divide i lavoratori protetti dai non protetti.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Mtm è un caso unico, oppure ci sono molte aziende che hanno un tasso molto alto – anche se non a questi livelli - di lavoro precario?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Non è affatto un caso unico: basti pensare a numerosi call center i cui dipendenti sono ancora qualificati e trattati in grande maggioranza come “lavoratori a progetto” o false “partite iva”. Ma ci sono anche molte grandi case editrici che hanno centinaia di redattori e correttori di bozze inquadrati in quel modo.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Dobbiamo considerare questi casi come anomalie, oppure è giusto lasciare una valvola di sfogo per casi particolari?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Non sono casi particolari. L’intero nostro tessuto produttivo, e anche il nostro settore pubblico, sono caratterizzati da un feroce regime di apartheid tra protetti e non protetti. I bad jobs sono l’altra faccia dell’inamovibilità garantita ai dipendenti stabili: il sistema scarica sulla metà non protetta della forza-lavoro tutta la flessibilità di cui ha bisogno.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Non dovrebbero essere introdotte comunque delle soglie minime nel rapporto lavoratori stabili/precari, che magari si innalzano gradualmente nel tempo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Non mi sembra questa la soluzione migliore.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ma le imprese chiedono flessibilità almeno su di una parte della forza-lavoro, per poter far fronte all’incertezza: altrimenti non assumono.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Sì; e l’incertezza, in questa fase di crisi è ancor maggiore che negli anni passati. Ma il problema non si risolve dividendo i lavoratori in serie A, serie B e serie C.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Qual è invece la soluzione che lei propone?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Ridisegnare il diritto del lavoro del futuro, quello che deve applicarsi a tutti coloro che verranno assunti d’ora in poi, senza toccare la posizione di chi ha già un lavoro stabile; e combinando il massimo possibile di flessibilità per le strutture produttive con il massimo possibile di sicurezza per i lavoratori nel mercato.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Come?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
I nuovi contratti di lavoro, tranne i pochi casi classici di contratto a termine, tutti a tempo indeterminato, con una stabilità crescente col crescere dell’anzianità di servizio. Nessuno sarà inamovibile, ma tutti coloro che perderanno il posto saranno robustamente sostenuti nel mercato del lavoro. Per chi vuole maggiori dettagli rinvio al disegno di legge “per la transizione a un regime di flexsecurity”, che ho presentato con altri 35 senatori nel marzo scorso, n. 1481/2009: lo si può scaricare anche dal mio sito.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Troppe volte, però, flessibilità diventa precarietà, ricattabilità, rischio di discriminazione.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Nei regimi di flexsecurity in vigore nel nord-Europa, a cui questo progetto si ispira, i lavoratori godono di una protezione molto forte contro le discriminazioni vietate. Non è certo questa che deve essere indebolita. Quello che è sbagliato, nel nostro sistema attuale, è che si affidi al giudice il controllo sui motivi economici od organizzativi del licenziamento, che è cosa molto diversa dal controllo antidiscriminatorio, dalla protezione contro le vessazioni.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;L’eccessiva precarizzazione permette di “spremere” gli operai, ma non ne incentiva la crescita professionale. Non è una formula vecchia che non ha futuro, in quanto buona solo per lavorazioni poco qualificate?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
È proprio così. Dove il lavoro è precario nessuno investe sul “capitale umano”, sulla professionalità: né l’impresa, né lo stesso lavoratore. Per questo dico che l’attuale regime di apartheid non è soltanto iniquo: è anche inefficiente.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.pietroichino.it/?p=5923&quot;&gt;Pietro Ichino su Il Tirreno - Carlo Bartoli&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Emma BONINO: Regolarizzazioni. «Perchè le badanti sì e gli edili no?»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/08/08/emma-bonino/regolarizzazioni-%C2%ABperch%C3%A8-le-badanti-s%C3%AC-e-gli-edili-no%C2%BB/401995"></link>
  <updated>2009-08-08T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>401995</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) - Vicepres. Senato  &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La regolarizzazione di colf e badanti è una discriminazione rispetto a tutti i lavoratori extracomunitari impiegati in altri settori (industria, edilizia, agricoltura, ecc.) che, in quanto irregolari, diventano penalmente perseguibili in base al &quot;reato di clandestinità&quot;. 
&lt;p&gt;A spiegare gli effetti di una discriminazione sulla base del tipo di lavoro basta un esempio. I coniugi Rossi gestiscono un ristorante. Hanno alle loro dipendenze i coniugi Ibrahim, egiziani, in &quot;nero&quot; perché non riescono a legalizzarli: la signora Fatima fa la colf e la badante, e pertanto sarà regolarizzabile; il marito Isham, che fa il cuoco nel ristorante, non è invece legalizzabile.&lt;br /&gt;
 Il signor Rossi, cioè, sarà per metà legale e per metà fuorilegge (favoreggiamento) mentre i coniugi Ibrahim saranno costretti a separarsi. E una pazzia giuridica, logica e morale. 
&lt;p&gt;Immagino che questo paradosso imporrà un'altra ondata di regolarizzazioni, magari a ottobre. In questo senso abbiamo da tempo presentato una proposta di legge bipartisan per regolarizzare coloro che ne hanno fatto richiesta e sono in possesso di tutti i requisiti. 
&lt;p&gt;Selezionare i lavoratori in base al criterio dell'utilità sociale - accogliere le badanti e buttar via gli edili - è incoltituzionale prima che ingiusto.
&lt;p&gt; È un altro tassello di quella Peste Italiana di violazione dello Stato di Diritto che noi Radicali denunciamo da sempre. 
&lt;p&gt;Tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge senza distinzione alcuna. &lt;br /&gt;
Idraulici, pizzaioli e raccoglitori stagionali di pomodori sono forse meno uguali degli altri?
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=N3OKQ&quot;&gt;L'Unità - Emma Bonino&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Emma BONINO: «Un affronto alla Costituzione sanare solo badanti e colf»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/07/08/emma-bonino/%C2%ABun-affronto-alla-costituzione-sanare-solo-badanti-e-colf%C2%BB-intervista/391848"></link>
  <updated>2009-07-08T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>391848</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) - Vicepres. Senato  &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Che cosa ha detto La Russa?». Ha avanzato, onorevole Bonino, una mediazione per affrontare gli effetti del reato di clandestinità. Visto che Giovanardi vuole regolarizzare colf e badanti che già lavorano in Italia, e la Lega no, propone di &quot;restringere il campo alle sole badanti che si occupano di anziani ultrasettantenni&quot;.&lt;br /&gt;
 «In pratica occuparsi del suocero mai, magari del figlio sì?».&lt;br /&gt;
 In pratica. &lt;br /&gt;
«Siamo già alle sottospecie di discriminazione, eh? Ma bene».&lt;br /&gt;
 Emma Bonino, radicale, vicepresidente del Senato, è persona seria che non difetta d’ironia. Così, pur avendo già pronta una serissima proposta di legge per regolarizzare quanti hanno già fatto domanda per un permesso di soggiorno - in modo non incorrano nel reato di clandestinità contenuto nel ddl sicurezza non le sfugge il lato irresistibilmente comico del governativo dibattito su chi regolarizzare e chi no tra tutti gli immigrati clandestini che pure da noi vivono e lavorano.

 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Allora, Bonino, riassumo. C’è Giovanardi che si batte per colf e badanti. C’è Calderoli che di sanatoria non vuoi sentir parlare. Poi Maroni...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

 

Il problema è che la legalità da noi è un optional. Il senso de &quot;la legge è uguale per tutti&quot; sembra aver perso l’orientamento. Io credo invece che l’elemento di fondo di qualunque politica sia la legalità, lo stato di diritto, la Costituzione...»

&lt;p&gt;
 

&lt;b&gt;In pratica?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

 

«In pratica, c’è la Bossi-Fini che regola gli ingressi degli extracomunitari - e, ricordo, i rumeni sono cittadini europei. In base a quella legge, nel 2007 740mila persone hanno fatto la fila e depositato la loro richiesta di permesso di soggiorno, peraltro in violazione alla legge medesima visto che in teoria la fila avrebbero dovuto farla i loro datori di lavoro, e loro stare invece a Manila, Lima eccetera».
&lt;p&gt;

 

&lt;b&gt;Bene.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

 

«Di questi 740 mila presunti fantasmi, presenze che tutti abbiamo fatto finta di non vedere, 170 mila hanno ottenuto il nulla osta - dopo una trafila in totale violazione della legge - 80 mila no. Gli altri sono rimasti nel limbo».
&lt;p&gt;

 

&lt;b&gt;Quanti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

 

«Considerando il decreto flussi del 2008, 360 mila persone».

&lt;p&gt;
 

&lt;b&gt;Nel limbo. Né dentro, né fuori.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

 

«Beh, con l’entrata in vigore del ddl sicurezza, questa grida manzoniana che tra le altre delizie contiene il reato di clandestinità, passeranno in fretta all’inferno».
&lt;p&gt;

 

&lt;b&gt;Dice Maroni che non c’è problema: la legge non è retroattiva.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

 

«E ci mancherebbe altro! Il problema però è che il reato, secondo questo ddl, si applica non solo a chi entra ma anche a chi ha già i piedi sul territorio italiano».
&lt;p&gt;

 

&lt;b&gt;Dunque?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

 

«Quei 360 mila diventano criminali, e con loro anche i 360 mila italiani che gli danno lavoro».
&lt;p&gt;

 

&lt;b&gt;Bel risultato.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

 

«Per nostra maggior sicurezza, si crea una massa di fuorilegge».
&lt;p&gt;

 

&lt;b&gt;Calderoli dice che si tratta in gran parte di prostitute.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

 

«Ma, scusi, lui che ne sa?».
&lt;p&gt;

 

&lt;b&gt;Giovanardi...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

 

«Dice che la nostra utilità sociale riguarda colf e badanti. Perché edili e pizzaioli sono meno utili».

 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ironizza?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

 

«Dico che non si può discriminare qualcuno per il mestiere che si fa, lo dice pure Onida. È incostituzionale, oltreché ingiusto».

&lt;p&gt;
 

&lt;b&gt;Beh, certo, siamo alla scoperta dell’acqua calda...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

 

«No, scusi, siamo alla frutta. Ci sono una valanga di clandestine che, pur di non rischiare l’espulsione, non escono più di casa, lo sa?».
&lt;p&gt;

 

&lt;b&gt;La Russa dice che nessuno «si metterà a dare la caccia alle colf».&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

 

«Dire che la legge non si applicherà non è una consolazione».
&lt;p&gt;

 

&lt;b&gt;Soluzione?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

 

«Ragionarci insieme. Chiamiamola regolarizzazione, se non sanatoria, ma troviamo una soluzione. Un decreto flussi, un emendamento al decretone omnibus, una legge».
&lt;p&gt;

 

&lt;b&gt;Preferenze?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

 

«Che non si faccia un rimedio peggiore del male, una ulteriore discriminazione. Anche perché la impugnerà la Consulta».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=MTXP0&quot;&gt;l'Unità - Susanna Turco&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Matteo SALVINI: Posti a sedere ai milanesi doc</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/05/07/matteo-salvini/posti-a-sedere-ai-milanesi-doc/391179"></link>
  <updated>2009-05-07T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>391179</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Milano (MI) (Gruppo: Lega) - Deputato (Gruppo: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Due vagoni per le donne e un posto di riguardo ai milanesi doc. Matteo Salvini, deputato della Lega Nord e leader milanese del partito di Umberto Bossi, la butta lì: a metà - specifica poi, quando monta la polemica - tra il serio e la provocazione. «Chiederemo formalmente al presidente della Metropolitana Milanese che i primi due vagoni dei convogli siano riservati alle donne, giovani o anziane, italiane o straniere. Questo perchè ci sono state centinaia di denuncia per molestie e per disturbo». «C’è poi - aggiunge - una minoranza che si comporta bene e che paga il biglietto, quella minoranza è rappresentata dai milanesi. È evidente che dobbiamo avere un occhio di riguardo per loro. La mia è una provocazione, ma è chiaro che questa minoranza di persone che si comportano bene deve essere tutelata».
&lt;p&gt;
Era il 1955 quando Rosa Parks, sarta in un grande magazzino di Montgomery in Alabama, non cedendo il suo posto ad un bianco fece fare un balzo da gigante alla lotta dei neri d’America contro le discriminazioni razziali. A distanza di oltre 50 anni l’apartheid rispunta alle nostre latitudini dietro il pretesto della sicurezza o dell’equità: lasciare il posto alla gente per bene, quella che paga il biglietto.
&lt;p&gt;
«Questa proposta va oltre la fantasia» ha detto Franceschini, ribadendo la giustezza delle sue critiche al ddl sicurezza, da lui paragonato alle leggi razziali del 1938.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.unita.it/news/84545/posti_a_sedere_ai_milanesi_doc&quot;&gt;l'Unità.it&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Franco Frattini: «L' UE non sa parlare con una sola voce»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/04/20/franco-frattini/%C2%ABl-ue-non-sa-parlare-con-una-sola-voce%C2%BB-intervista/390996"></link>
  <updated>2009-04-20T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>390996</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Affari Esteri (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Presentarsi alla conferenza Onu di Ginevra sulla lotta alle discriminazioni senza un testo comune è un errore gravissimo. Come pure sono inaccettabili le frasi che equiparano Israele a un Paese razzista»&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Una delle più grandi delusioni delle mie esperienze internazionali...».&lt;br /&gt;


Non usa troppi giri di parole Franco Frattini nel commentare il fallimento della ricerca di una posizione comune della Ue sulla conferenza dell`Onu sul razzismo. «Un errore gravissimo continua il ministro degli Esteri perché denota l`incapacità, nonostante le tante parole spese a riguardo, dì trovare almeno un minimo comun denominatore su un problema di base: quello della lotta alle discriminazioni di cui ci facciamo spesso portavoce a Bruxelles. E il bello è che, in sede dì consiglio, tra tutti e 27, eravamo riusciti a trovare una posizione comune su un testo elaborato dagli olandesi. Si era detto: o i documenti preparatori cambiano, o la Ue presenterà il suo testo».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;E invece...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«E invece alla fine in qualcuno è prevalsa la linea dei compromesso, del lasciar lavorare il mediatore russo, dell`indifferenza su un tema che dorrebbe pur sempre restare un pilastro della Ue, quello cioè dei diritti della persona».&lt;br /&gt;
 &lt;b&gt;Lezione amara, quella che si ricava dal dietrofront di`altri Paesi europei, rispetto alla coerenza italiana e olandese, no?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
«Di fatto si dimostra una volta di più che l`Europa, nonostante le intenzioni dichiarate, non è capace di parlare a una sola voce. Il che lascia liberi i Paesi membri di decidere singolarmente in base a quelli che ritiene i propri principi fondamentali».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Ministro Frattini, ma perché secondo lei alcuni Paesi come la Gran Bretagna hanno deciso che a Ginevra ci saranno, nonostante avessero detto, con l`Italia e il resto della compagnia, che equiparare Israele a un Paese razzista non era assolutamente condivisibile? Affari a che altro?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Non lo so. Immagino si sia preferito un compromesso a tutti i costi. E ciò nonostante il fatto che nei testi predisposti per l`appuntamento di Ginevra, a parte qualche piccolo miglioramento, si mantenga un`impostazione di base che equipara Israele a un Paese razzista anziché a una democrazia.

Ci sono tuttora frasi inaccettabili che un pizzico di coerenza con quanto affermato nella riunione dei ministri degli Esteri Ue, avrebbe dovuto indurre a rinunciare a prender parte alla conferenza.

Come abbiamo deciso noi e come hanno scelto di fare anche Stati Uniti, Canada, Australia, Nuova Zelanda e Olanda. Senza contare che sono curioso di vedere poi in quanti saranno a Ginevra...»&lt;br /&gt;
 &lt;b&gt;Che vuole dire?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Le rivelo una cosa: a tutt`oggi (domenica, ndr) sono solo 50 i Paesi ad aver confermato la loro partecipazione su 160 invitati.

Certo, alla fine risulteranno più dell`esiguo numero delle attuali conferme, ma le pare che quanto emergerà da Ginevra a firma Onu, possa avere quella credibilità che avremmo voluto per un discorso nobile quale la necessaria lotta al razzismo se verranno a mancare tanti e importanti Paesi?».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Beh, diciamo la verità: che se nella Ue si stenta ancora troppo per trovare un`intesa financo sui principi, a livello mondiale non è che le Nazioni Unite siano viste più come una entità credibile, no?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Io credo chel`Onu possa ancora avere una grande importanza se riesce a coagulare consensi su problemi veri e concreti. Quando invece si deve constatare che un Consiglio di sicurezza resta impantanato nei veti reciproci o che interventi in aree di crisi importanti - e penso all`Africa - non si possono mettere in piedi per i contrasti esistenti che, ancora, in conferenze come quella sul razzismo passano non regole valide e condivisibili, ma testi di parte, è chiaro che non ci siamo. Non è del resto un caso che proprio l`Italia, da tempo, va reclamando una profonda riforma dell`organizzazione delle Nazioni Unite».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Predichiamo però in una terra di sordi, non è vero?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Siamo testardi e continuiamo a tendere a una riforma che privilegi principi e valori di fondo: più rappresentatività, più partecipazione.

E poi non siamo soli: a febbraio scorso, su invito della Farnesina per un discorso dì riforma dell`Onu, sono stati 70 i Paesi che hanno inviato i loro rappresentanti a Roma».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Ma anche in questo caso un pezzo d`Europa non fa quadrato con l`altro pezzo...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


Questo è un punto vero e dolente. Torno a ripetere:

non è possibile che la Ue, che ha preso impegni precisi col trattato di Lisbona, parli tanto di unità ma poi si ostini a non voler creare una politica comune. E mica penso solo a Durban 2! Pensate al problema dell`immigrazione: proprio stamane (ieri per chi legge, ndr) ho parlato con Maroni cui ho assicurato che al prossimo consiglio a 27 solleverò il problema, riaperto dal caso del mercantile Pinar.

Perché non si può pretendere che tutti seguano le stesse regole e poi su un problema di questo tipo si scarichi ogni responsabilità solo su chi se lo trova in casa.

Non abbiamo sempre parlato di diritti civili come vero e proprio pilastro della Ue? O, quando conviene agli altri, divengono ammennicoli o optional?».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;E intanto a Ginevra l`Italia non ci sarà.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«In linea con quanto sempre detto da noi e dalla Ue. E perché andar là e fare i testimoni silenziosi alla fine non paga: si rischia solo la complicità».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=LFOYC&quot;&gt;Il Giornale - Alessandro M. Caprettini &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Guido CALVI: Extracomunitari. «Scelte da medioevo: fanno dell’Italia un paese forcaiolo»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/03/18/guido-calvi/extracomunitari-%C2%ABscelte-da-medioevo-fanno-dell%E2%80%99italia-un-paese-forcaiolo%C2%BB-intervista/390691"></link>
  <updated>2009-03-18T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>390691</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
«La castrazione chimica è uno strumento già in uso in altri paesi. Ma si tratta di uno strumento demenziale». Guido Calvi, avvocato penalista ed ex parlamentare diessino, è esterrefatto per le ultime proposte della Lega su castrazione chimica e foto segnaletiche dei ricercati per reati sessuali. «Quella del pedofilo - prosegue - è una malattia mentale, non una pulsione fisica. Con la castrazione chimica si elimina l’impulso erotico a livello fisico, non certo dal cervello. E il rischio a quel punto è che la pulsione si trasformi in aggressione violenta».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;E che dire delle foto segnaletiche?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Siamo tornati al far west? Queste sono scelte dissennate che non hanno alcun fondamento se non in una politica controproducente fatta di puro esibizionismo. Una politica degna del clima da medioevo in cui è precipitato il paese».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Un paese dove due cittadini rumeni vengono tenuti in carcere da un mese per stupro nonostante l’esame del Dna li scagioni.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Davvero non si capisce in nessun modo l’ostinazione con cui procura e gip mantengano in stato di detenzione i due cittadini rumeni arrestati per la violenza della Caffarella. Tutto questo nonostante la sentenze del Riesame che ne dispone la scarcerazione. Non vorrei che si fosse deciso di utilizzare la detenzione in maniera strumentale, nel convincimento che i due siano a conoscenza di elementi relativi al reato. Roba da medioevo del diritto».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Eppure l’opinione pubblica non sembra molto colpita. Meravigliato?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Ma l’opinione pubblica preferisce gridare “galera! galera!” a prescindere. Questo stato di cose è il frutto dei messaggi subliminali che vengono da una cultura primitiva e forcaiola che si nutre della discriminazione sociale propagandata dai media».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;E vittime ne sono soprattutto gli extracomunitari.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Il razzismo è parte integrante di questa cultura primitiva. La responsabilità dei mass media in tutto questo è enorme: pensiamo ai continui messaggi di paura del diverso propagandati soprattutto in tv».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Del resto, e torniamo all’inizio, non è proprio la maggioranza di governo a soffiare sul fuoco dell'intolleranza?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Ovviamente alla radice di questo fenomeno c’è un messaggio politico preciso che passa attraverso le leggi repressive e le discriminazioni nei confronti dei migranti. Vogliamo parlare del ministro dell’Interno che dice che bisogna essere cattivi con gli extracomunitari?».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=L3WY7&quot;&gt;l'Unità - Massimo Solani&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Renato BRUNETTA: A Galan. «Caro presidente, è una discriminazione da evitare»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/17/renato-brunetta/a-galan-%C2%ABcaro-presidente-%C3%A8-una-discriminazione-da-evitare%C2%BB/388276"></link>
  <updated>2009-01-17T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>388276</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  PA e innovazione (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Caro Presidente,&lt;br /&gt;

      ho appreso dalla stampa che, a seguito di una circolare interpretativa emanata dalla tua amministrazione, agli alti dirigenti della Regione Veneto non vengono applicate le decurtazioni sulla retribuzione per le assenze per malattie fino a 10 giorni previste dal decreto legge 112/2008 convertito in legge n. 133/2008. Al riguardo vorrei segnalarti che l’intendimento della legge e della successiva circolare interpretativa che ho emanato il 17 luglio 2008, registrata dalla Corte dei conti, è quello di operare in caso di malattia fino a 10 giorni le decurtazioni sugli emolumenti accessori a tutti i dipendenti, dirigenti e non.&lt;br /&gt;

      Anche se i dirigenti provengono dall’esterno, cioè non dai ruoli dell’amministrazione, nel momento in cui viene firmato un contratto di lavoro diventano dipendenti pubblici a tutti gli effetti. Mi sembra, quindi, difficile sostenere una tesi che escluda l’alta dirigenza dall’applicazione di una norma che ha come obiettivo quello di evitare un abuso sull’utilizzo dell’istituto delle assenze per malattia.&lt;br /&gt;
 Nella mia amministrazione anche il più alto dirigente, il capo dipartimento, in caso di malattia ha una decurtazione sulla retribuzione, sempre sulla parte accessoria della stessa, cioè quella legata alla produttività e ai risultati.&lt;br /&gt;

      Sono sicuro che tu interverrai per evitare una discriminazione, difficile da giustificare, che si creerebbe nella tua amministrazione nel caso in cui si applicasse la circolare emanata dalla giunta regionale. Questa mia nello spirito di leale collaborazione tra Governo e Regioni.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=KHBPX&quot;&gt;Il Gazzettino - Renato Brunetta&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giovanni Saverio Furio PITTELLA: La Rai non si faccia veicolo di diffusione di razzismo omofobico</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/16/giovanni-saverio-furio-pittella/la-rai-non-si-faccia-veicolo-di-diffusione-di-razzismo-omofobico/388257"></link>
  <updated>2009-01-16T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>388257</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo socialista al Parlamento europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
In una lettera aperta inviata ieri al presidente della Rai Claudio Petruccioli, il presidente della Delegazione italiana nel Gruppo socialista al Parlamento europeo, Gianni Pittella, ha chiesto che venga riconsiderata l'opportunità di ammettere tra le canzoni in gara all'imminente Festival di Sanremo anche quella in cui si racconta la storia di una persona &quot;guarita dall'omosessualità&quot;.&lt;br /&gt;

&quot;Ovviamente non è mia intenzione interferire in alcun modo con la libertà d'espressione e tanto meno con quella artistica, che sono fondamentali&quot; - scrive Pittella - ma sono preoccupato dal fatto che si utilizzi una grande occasione di cultura e di musica, tanto più per il tramite del servizio pubblico radiotelevisivo, per diffondere l'idea che l'omosessualità sia una malattia, una visione di stampo razzista e omofobo&quot;.&lt;br /&gt;

Pittella ricorda a Petruccioli che tanto la Costituzione della Repubblica italiana quanto la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea stabiliscono che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e che è vietata qualsiasi forma di discriminazione, compresa quella basata sulle tendenze sessuali.&lt;br /&gt;

&quot;Non si può restare in silenzio di fronte alla preoccupante diffusione di messaggi discriminatori e razzisti che negli ultimi tempi sfrutta mezzi come internet, facebook e youtube&quot; - ha affermato ancora Pittella &quot;e la televisione pubblica non può non tenerne conto&quot;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
IL TESTO DELLA LETTERA&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

Claudio Petruccioli&lt;br /&gt;

Presidente della Rai&lt;br /&gt;

Viale Mazzini&lt;br /&gt;

ROMA&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


e p.c. agli organi di informazione&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Signor Presidente,&lt;br /&gt;



 

anche a nome dei colleghi della Delegazione che presiedo, le scrivo in merito alla prossima edizione del Festival di San Remo perché è stato annunciato che una delle canzoni in gara racconterà la storia di una persona &quot;guarita dall'omosessualità&quot;.&lt;br /&gt;

Ovviamente non è mia intenzione interferire in alcun modo con la libertà d'espressione e tanto meno con quella artistica, che sono fondamentali e infatti tutelate sia dalla nostra Costituzione sia dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea.&lt;br /&gt;

Sono tuttavia preoccupato dal fatto che si utilizzi una grande occasione di cultura e di musica, tanto più per il tramite del servizio pubblico radiotelevisivo, per diffondere l'idea che l'omosessualità sia una malattia, una visione di stampo razzista e omofobo che la comunità scientifica ha smesso, dal secondo dopoguerra, di accreditare e che non trova posto nel dibattito culturale e politico di nessun paese civile. Voglio ricordare che l'orientamento sessuale non è una malattia né una scelta.
La Costituzione della Repubblica italiana e la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, con rigore, stabiliscono che &quot;Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali&quot; (art. 3, Costituzione) e che &quot;È vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l'origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l'appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l'età o le tendenze sessuali&quot; (art. 21, Carta UE).&lt;br /&gt;

In attesa di conoscere le sue decisioni circa l'opportunità di trasmettere un messaggio del genere, la saluto cordialmente,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gianni Pittella&lt;br /&gt;

Presidente Delegazione italiana Gruppo&lt;br /&gt;

socialista al Parlamento europeo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.delegazionepse.it/canali.asp?id=11544&quot;&gt;web site - delegazione italiana - PSE&lt;/a&gt;</summary>
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