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  <title>Openpolis - Argomento: basi militari</title>
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  <updated>2011-03-21T00:00:00Z</updated>
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  <title>Arturo Mario Luigi PARISI: «Mai più subalterni a Gheddafi ma neanche a Sarkozy» -  INTERVISTA</title>
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  <updated>2011-03-21T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>559180</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Si partecipi, ma alla pari. Berlusconi sembra trascinato in un'operazione fuori controllo. 
&lt;p&gt;«Partecipare alla pari per decidere alla pari». E' la linea che secondo Arturo Parisi, ex ministro della Difesa, deputato del Pd, deve seguire l'Italia nella crisi libica: «Condividere le decisioni, con la speranza che siano orientate ad una linea più equilibrata di quella imposta dalla Francia. L'opposto di quello che sembra l'orientamento di Berlusconi: strisciare i piedi in una operazione fuori controllo». &lt;br /&gt;
L'Italia «deve recuperare il tempo perduto, che in questo caso significa anche recuperare la dignità perduta» e non passare «dalla subalternità a Gheddafi a una subalternità a Sarkozy».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Sì all'intervento in Libia, no a quello in Iraq: perché oggi non c'è Bush ma Obama?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Anche se siamo pieni di problemi, la differenza, con tutta evidenza, è la risoluzione dell'Onu. La discussione è sul come darle esecuzione, non sul se. E, subito dopo, la definizione esatta dell'obiettivo perseguito dall'intervento».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Quale deve essere l'obiettivo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «La difesa dei civili. Comunque se partecipiamo, dobbiamo partecipare alla pari, non con semplici azioni di supporto.&lt;br /&gt;

Esserci alla pari per decidere alla pari e svolgere un ruolo di mediazione che tenga l'attuazione della risoluzione Onu in un solco compatibile con la Costituzione. In sintesi, partecipazione nazionale massima in una azione collettiva misurata. L'opposto di quello che sembra l'orientamento di Berlusconi: strisciare i piedi in una operazione fuori controllo».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;La Francia invece ha iniziato a bombardare.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «La Francia ha operato in modo unilaterale persino alla vigilia del vertice europeo, quasi a dire che sarebbe andata avanti da sola, comunque. Una cosa che, da europeo, considero grave. É sembrato a molti che col suo protagonismo di oggi Sarkozy voglia far dimenticare di essere stato ieri il riferimento privilegiato di troppi regimi autoritari dell'Africa. Spero che la nostra partecipazione sia guidata dalla determinazione a rivendicare la possibilità di far sentire la nostra voce. Non vorrei che alla subalternità a Gheddafi segua una subalternità a Sarkozy».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Non sarà facile: da migliori amici di Gheddafi a membri di una coalizione armata contro di lui, il cambio di passo di Berlusconi è repentino.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Ora parliamo dell'Italia, non di Berlusconi. Mi sento coinvolto da italiano, prima ancora che da esponente dell'opposizione: vedo tutte le nostre contraddizioni ma sento la responsabilità di superarle e in nome di questo ho condiviso la partecipazione. La cosa peggiore sarebbe stata continuare ad essere travolti in posizione subalterna, a livello di mero supporto tecnico o ausiliario. Per come si son messe le cose, per poter condividere la decisione non possiamo non condividere l'azione. Ma, purtroppo, tutte le preoccupazioni sono autorizzate: ci sono passate sulla testa troppe cose. Dobbiamo recuperare il tempo perduto».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Berlusconi invece sembra voler lasciare fare ad altri, sperando che basti mettere a disposizione le basi. Cosa teme?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Si rende finalmente conto della situazione nella quale ci ha cacciati... Se Gheddafi si è detto scioccato dal comportamento del nostro premier, anche lui avrà una qualche consapevolezza della portata del suo cambiamento. Ma subire passivamente l'iniziativa altrui è comunque ora l'atteggiamento più sbagliato».
&lt;p&gt;&lt;b&gt; L'Italia deve poter guidare le scelte?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Guidare mi sembra decisamente troppo. Usciremo da questo passaggio in posizione inevitabilmente più debole di come vi siamo arrivati. Ma c'è un problema di dignità da recuperare: non mi sembra la condizione immediatamente riconoscibile nel nostro comportamento».        
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=YD0Y3&quot;&gt; Il Mattino - Teresa Bartoli&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Renzo TONDO: Libia. Non sono preoccupato per l'eventuale uso della base militare di Aviano</title>
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  <updated>2011-03-19T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>559168</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Friuli Venezia Giulia (Partito: FI) - Consigliere Regione Friuli Venezia Giulia (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo, dice di non essere preoccupato per l'eventuale uso della base americana di Aviano da parte dei caccia Usa nelle operazioni di ''No fly zone'' in Libia.

&lt;p&gt;
''Al momento ci sono - spiega ondo ai giornalisti, a margine di un'inaugurazione a Udine - le stesse situazioni che si sono verificate in altri momenti, in questa Regione, penso ad esempio alle vicende dell'Iraq negli anni passati. Non vedo oggi una situazione diversa da quel momento''.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/regioni-LIBIA__TONDO__NON_PREOCCUPATO_PER_EVENTUALE_USO_BASE_AVIANO-590774--7.html&quot;&gt;Asca&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>ACHILLE VARIATI: «Io, sindaco anti-Base, difendo la polizia»  -  INTERVISTA</title>
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  <updated>2009-07-06T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>391802</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Vicenza (VI) (Partito: PD) - Consigliere  Consiglio Comunale Vicenza (VI) (Lista di elezione: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;«Non ha certo picchiato cittadini inermi. Ma coltivo un’utopia: far cambiare idea a Obama»
&lt;p&gt;
Chi va con lo zoppo, impara a zoppicare. Tradotto in salsa vicentina: chi sta con i no global, non può sorprendersi se accade quel che è accaduto sabato al corteo contro la base Usa. Ma Achille Variati, sindaco berico che cerca di far cambiare idea ai governi italiano e americano, non è d’accordo con i proverbi. «Vuol dire che io sarei un no global? Ma dài, non scherziamo... Ho alle spalle una vita da democristiano, cattolico, basata sui valori della riflessione e del rispetto. Dirò di più: non sono neanche antimilitarista, e neanche pacifista di sinistra. E sono amico degli americani».
&lt;p&gt;
     &lt;b&gt; Ma non li vuole tra i piedi.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
      «Mai detto questo. Io difendo solo le ragioni della mia comunità, e ho una certezza: Obama non sa quello che il suo Paese sta facendo qui. Chissà cosa penserebbe se qualcuno gli dicesse che in una città europea patrimonio mondiale dell’Unesco gli Usa stanno per costruire la più grande base militare europea a tre chilometri dal centro storico, sopra una delle falde acquifere più importanti della pianura padana che serve milioni di abitanti. E che questa base si costruisce senza prima aver espletato alcun controllo di valutazione di impatto ambientale».
&lt;p&gt;
   &lt;b&gt;   Davvero pensa che il presidente degli Usa non sappia niente?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
      «Penso proprio di no, ha ben altri problemi. Non sa, perché nessuno gliel’ha detto, che di fronte all’attuale base ci sono centinaia e centinaia di metri quadrati di campagna dove potrebbero allargare senza problemi l’attuale base invece di spostare tutto invadendo un parco cittadino».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;      Ma il movimento No Dal Molin non propone un’alternativa: dice solo &quot;no alla base Usa&quot;.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
      «Nel movimento ci sono molte componenti. C’è anche l’ala radicale, ma garantisco che la stragrande maggioranza è consapevole di ciò che ho detto. Ed è a quella che mi riferisco, non agli altri. La domanda è semplice: perché fare violenza a una città quando si potrebbe raggiungere lo stesso obbiettivo in un’ottica di equilibrio?».
&lt;p&gt;
    &lt;b&gt;  E la violenza dei no base?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
      «Indecenti, inqualificabili. Ho però orgoglio: qui a Vicenza nessuno si è mai fatto del male. Ho sempre cercato di incanalare la protesta nel solco della democrazia. C’è stata qualche sbavatura ingiustificabile, ma insomma niente di drammatico».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;      È vero o no che la città è ostaggio di una minoranza? C’è stato anche un referendum sul no alla base, ed è fallito.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
      «Anche gli ultimi sondaggi, e cito quelli di Ilvo Diamanti non di un ricercatore qualunque, hanno dimostrato che i vicentini sono esattamente spaccati al 50%. Se invece si chiede: la base sarà costruita? Il 70-80% dice sì, c’è un’ampia e comprensibile rassegnazione. E la penso così anch’io».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;      Anche alcuni assessori hanno partecipato alla manifestazione e quello alla Pace, Giuliari, ha sostenuto che Vicenza diventerà terra di altre manifestazioni. Condivide?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
      «Non è un auspicio, è una preoccupazione legittima. Vicenza rischia di diventare il punto di riferimento, il simbolo dell’antiamericanismo. Cosa che noi non vogliamo».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;      La consigliere di maggioranza e leader del movimento No Dal Molin, Cinzia Bottene, si appresta a marciare su L’Aquila con centinaia di manifestanti. Condivide?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
      «Se l’obbiettivo è aggregarsi a manifestazioni generiche anti G8, io in quei pullman non ci sono».
&lt;p&gt;
      &lt;b&gt;Cosa pensa della richiesta di dimissioni del Questore?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
      «Cosa può fare un questore quando uno pretende di entrare in un’area militare? Ha fatto quello che doveva fare. Le forze dell’ordine non hanno certo picchiato cittadini inermi».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;      Paolo Costa, commissario straordinario del Governo per l’ampliamento della base, si aspetta che dopo la manifestazione «venga rispettato con eguale convinzione il diritto dell'Italia a realizzare l'insediamento nei modi e nelle forme previste».&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
      «Parla da uomo di Stato. Lavorerò con lui per controllare che vengano mantenuti tutti gli impegni. C’è chi li chiama &quot;compensazioni&quot;; in realtà sono opere complementari. Spero non ci siano imbrogli».
&lt;p&gt;
    &lt;b&gt;  Cosa teme?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
      «Al momento, nel bilancio dello Stato di queste compensazioni non c’è traccia. Non vorrei sorprese. Costa mi ha sempre detto che l’idea dell’area alternativa è bella, ma tardiva. In effetti io rispetto a Costa coltivo ancora un’utopia. Ma un sindaco deve anche essere pragmatico e realista. Se non si potrà, punto e capo».
&lt;p&gt;
    &lt;b&gt;  E quando sarà posato il primo mattone?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
      «Fino ad allora lotterò per la verità e per il buon senso. In solitudine, purtroppo. Il governatore del Veneto spesso è stato un orgoglioso difensore delle autonomie regionali: davvero non capisco perché invece qui non abbia voluto approfondire la situazione, limitandosi a farsi condizionare da chi ha assunto posizioni ideologiche antiamericane. Così non posso appoggiarmi a nessuna spalla, neanche a Roma dove sia il centrodestra che il centrosinistra sono presi dal teatrino della politica. Ci hanno lasciati soli».
&lt;p&gt;
     &lt;b&gt; Ma ormai non c’è più tempo.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
      «No, volendo c’è ancora tempo. Vicenza si prepara a consegnare il Piano attuativo territoriale, in tre mesi l’area dietro l’attuale base da agricola potrebbe diventare militare. Basterebbe un po’ di buon senso da parte di tutti. Se solo Obama sapesse che c’è un’alternativa...».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://carta.ilgazzettino.it/MostraOggetto.php?TokenOggetto=660897&amp;Data=20090706&amp;CodSigla=PG&quot;&gt;Il Gazzettino - Ario Gervasutti&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Elisabetta ZAMPARUTTI: Costi G8: presentata interrogazione sui costi del g8 e i rischi amianto</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/12/29/elisabetta-zamparutti/costi-g8-presentata-interrogazione-sui-costi-del-g8-e-i-rischi-amianto/383273"></link>
  <updated>2008-12-29T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>383273</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Elisabetta Zamparutti, deputata radicale  eletta nelle liste del PD, ha presentato, insieme ai colleghi Radicali e a partire dai dati riportati negli articoli di Fabrizio Gatti sull’ultimo numero de  “L’Espresso”, un’interrogazione parlamentare con cui si  chiede al Presidente del Consiglio, al Sottosegretario per la Protezione Civile, al Ministro dell’Ambiente, al Ministro della Giustizia e al Ministro dell’Interno se siano al corrente dei gravi dati riferiti nel reportage (in particolare relativamente alle denunce di lavoro nero nei cantieri della Maddalena, di spese gonfiate per la realizzazione delle opere del G8 e di smaltimento dell’amianto proveniente dalla demolizione delle strutture dell’Arsenale militare sull’isola della Maddalena), notizie che dovevano essere coperte da segreto di Stato e rispetto alle quali non si ravvisa più la ragione di mantenerlo per fatti che sono ormai di pubblico dominio.

 
&lt;p&gt;

A questo proposito, Elisabetta Zamparutti ha dichiarato:&lt;br /&gt;


 

“Dopo l’articolo di Fabrizio Gatti su “L’Espresso”, il segreto di Stato è diventato il segreto di Pulcinella. Un conto è il segreto per ragioni di sicurezza sulla svolgimento del G8, un altro è l’opacità sui criteri e le procedure di assegnazione degli appalti e sulla gestione delle risorse pubbliche su cui invece è necessaria la massima trasparenza.”
&lt;p&gt;

 

Testo interrogazione:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


Al Presidente del Consiglio&lt;br /&gt;


Al Sottosegretario per la Protezione Civile&lt;br /&gt;


Al Ministro dell’Ambiente&lt;br /&gt;


Al Ministro della Giustizia&lt;br /&gt;


Al Ministro dell’Interno&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



 

Premesso che da un articolo pubblicato su l’Espresso il 30 dicembre 2008 dal giornalista Fabrizio Gatti si evince che:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


 

i criteri di selezione delle cinque imprese - chiamate senza pubbliche gare d'appalto - per la realizzazione dei lavori per il G8 sull'isola della Maddalena, così come i progetti, sono coperti dal segreto di Stato secondo quanto disposto da Romano Prodi e confermato da Silvio Berlusconi;

&lt;p&gt;
 

per le modalità in cui sono condotti i lavori nei cantieri sull'isola della Maddalena, vi sarebbero lavoratori di varia nazionalità senza contratto, sottoposti a minacce del caporalato e operai pagati con fondi neri; in particolare, nel suddetto articolo, si parla di 800 manovali che in totale violazione delle norme della buona amministrazione pubblica e privata, con quattro ore di straordinari a turno, produrrebbero un nero di 128 mila euro al giorno che, in base ad un sistema di pagamento di 11 euro l’ora di straordinario, frutterebbe ai caporali 92.800 euro al giorno, 649.000 euro a settimana e almeno 2 milioni e 600 mila euro al mese;

&lt;p&gt;
 

inoltre, le spese di realizzazione delle opere sarebbero gonfiate poiché, da notizie uscite dagli uffici della Regione Sardegna, per i 57 mila metri cubi il costo d'opera per trasformare l’ex ospedale militare nell’hotel che ospiterà i capi di Stato e affidato alla Gia.Fi, sarebbe salito da 59 a 73 milioni di euro con un costo di costruzione al metro quadro di 3.842 euro - escluso il valore dell'area- assolutamente sproporzionato rispetto al valore di costruzione per le case di lusso che, secondo un capomastro della Maddalena, non supera i 1.200 euro al metro;

 
&lt;p&gt;

risulterebbero inoltre polverizzati anche i valori di vendita pubblicati dal sito dell'Agenzia del territorio che prevedono un massimo di 3.100 euro al metro quadro per le ville e di 2.000-2.300 per le attività commerciali con la conseguenza che un ente dello Stato, la Protezione civile, sta finanziando un'opera ignorando le quotazioni pubblicate da un altro ente statale, l'Agenzia del territorio;

 
&lt;p&gt;

esisterebbe un legame d'affari tra la famiglia del coordinatore della struttura di missione della Protezione civile, Angelo Balducci, e l'impresa appaltatrice del centro conferenze che a fine lavori guadagnerà di più, vale a dire l'Anemone Costruzioni di Grottaferrata, con sede legale in via 4 novembre 32 dove ha sede anche la casa di produzioni cinematografica Erretifilm srl di cui Rosanna Thau, moglie di Angelo Balducci, è amministratore unico e socia – per percentuali diverse - con Vanessa Pascucci che è anche amministratore unico e socia a metà di un'altra impresa edile legata alla famiglia Anemone, la Redim 2002 di Grottaferrata; inoltre, attraverso la Redim 2002, Vanessa Pascucci è anche socia dell'Arsenale scarl, società costituita apposta per il cantiere nell'ex Arsenale della Maddalena;

 
&lt;p&gt;

365 quintali di amianto o macerie contaminate da amianto provenienti dalla demolizione delle strutture dell’Arsenale militare sull’isola della Maddalena sarebbero finiti nella discarica di Bolotana, in provincia di Nuoro, in una zona umida e ricca d’acqua, a poche centinaia di metri da un fiume, dopo che, su pressioni dell’imprenditore Francesco Cancellu, gestore della discarica, lo scorso mese di giugno, grazie ad una delibera della Regione Sardegna, è stata disposta l’estensione del bacino di raccolta oltre i 50 chilometri di raggio originariamente previsti in modo che possa ricevere i rifiuti speciali contaminati da amianto in arrivo dalla demolizione delle strutture militari sull’isola;

&lt;p&gt;
 

si chiede di sapere:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


 

se quanto riferito nell’articolo corrisponda anche solo parzialmente alla realtà e quali provvedimenti gli interrogati intendano assumere per ricondurre la gestione dei lavori per il G8 ai criteri della buona amministrazione pubblica e privata e alla trasparenza pur nei limiti ragionevoli di segretezza;

 
&lt;p&gt;

come siano potute trapelare notizie che dovevano essere coperte da segreto di stato e che senso abbia ora continuare a mantenerlo per fatti che sono ormai di pubblico dominio;

 
&lt;p&gt;

se corrisponde al vero che 365 quintali di amianto o macerie contaminate da amianto provenienti dalla demolizione delle strutture dell’Arsenale militare sull’isola della Maddalena sarebbero finiti nella discarica di Bolotana e quali provvedimenti intendano assumere per arrestare possibili disastri ambientali.

 &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=134537&quot;&gt;Radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>ACHILLE VARIATI: Base Usa. «E adesso voglio anche la &quot;Via&quot;»</title>
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  <updated>2008-12-06T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>382757</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Vicenza (VI) (Partito: PD) - Consigliere  Consiglio Comunale Vicenza (VI) (Lista di elezione: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«A questo punto attendo una risposta dal Governo sulla valutazione di impatto ambientale, per me necessaria»&lt;br /&gt;Dopo che la conferenza dei servizi ha chiesto la relazione paesaggistica &quot;fermando&quot; il cantiere, il sindaco intende andare più in là 
&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Novanta giorni di tempo. La conferenza dei servizi, riunita ieri a Venezia per discutere la relazione paesaggistica che la ditta vincitrice dell'appalto per la base americana di Vicenza ha elaborato, si è data questo termine: tre mesi per approfondire la questione e per dare il proprio parere. La parola finale poi spetterà alla Regione e prima di quel momento dentro l'area destinata ad ospitare la base americana non potranno iniziare i lavori di demolizione, questo almeno quello che fu assicurato a suo tempo dai vertici del Geniodife al sindaco del capoluogo berico Achille Variati. Variati che ieri mattina, insieme al dirigente dell'Urbanistica Antonio Bortoli e all'avvocato del Comune Loretta Checchinato, ha voluto essere presente personalmente alla riunione della conferenza dei servizi che si è tenuta presso la direzione urbanistica della Regione: con lui si sono seduti al tavolo due rappresentanti della Regione, Ignazio Operti e Vicenzo Fabris che della conferenza è il presidente e il soprintendete ai Beni Architettonici e paesaggistici Sabina Ferrari. Presenti anche l'architetto Alberto Izzo, che si è occupato di confezionare la relazione paesaggistica, e il presidente del Magistrato delle acque Patrizio Cuccioletta in rappresentanza del commissario governativo Paolo Costa. Alla vigilia dell'incontro veneziano Variati ha messo le mani avanti, così: «È una questione complessa e delicata, serve tempo per analizzare tutti i documenti e spero che non si chiuda tutto con la riunione del 5 dicembre. Altrimenti la considererei una carnevalata». Non è andata così e sulla necessità di approfondire la questione ieri si sono ritrovati tutti d'accordo: da Regione, Comune e soprintendenza è partita infatti la richiesta di avere a disposizione della documentazione aggiuntiva. Parecchia, tanto che i progettisti hanno detto di aver bisogno di almeno trenta giorni di tempo per produrla. I membri della conferenza dei servizi, che in buona parte hanno raccolto l'invito di Variati di spostarsi a Vicenza forse già prima di Natale per un sopralluogo sul campo, vogliono altre informazioni e allora via con le richieste. Quali? La relazione del progetto esecutivo, la relazione storica di evoluzione del sito degli ultimi 50 anni e quella sull'incidenza della rototraslazione della pista di volo. Ma anche un rilievo da un punto di vista geomorfologico e paesaggistico sullo stato di fatto della fascia di rispetto di 150 metri del Bacchiglione, la previsione di tutto ciò che avverrà nel sottosuolo e il possibile impatto idrogeologico, uno studio adeguato sull'incidenza delle costruzioni sul livello della falda, una puntuale situazione idraulica rispetto al Bacchiglione e una valutazione dell'impatto della centrale di generazione dell'energia. E ancora: maggiori dettagli rispetto all'area di parcheggio prevista, la simulazione delle aree di mitigazione, un rapporto sull'illuminotecnica per edifici e spazi aperti e un'analisi su una possibile zona archeologica vicino al fiume. E quella di ieri per Variati è stata anche l'occasione per ribadire un punto: «Ho posto una questione pregiudiziale: ritengo che la relazione paesaggistica non possa ritenersi sufficiente per le verifiche di tutte le questioni ambientali di quell'area ed ho fatto quindi presente di aver inviato una lettera alla presidenza del Consiglio dei ministri, lo scorso 23 ottobre, con cui ho chiesto una Valutazione di impatto ambientale». Poi aggiunge: «Del resto se una persona in quell'area fa anche solo un gabinetto fuori casa, questo deve essere sottoposto ad una Via. Vi pare dunque che un insediamento da 550 mila metri quadrati su quell'area, con volumetrie che si aggirano sugli 800 mila metri cubi, non vada sottoposto ad una Via? È la risposta che attendo dal governo». Su questo, conclude il sindaco, «ho ricevuto garanzie da Cuccioletta: ha detto che riceverò una risposta da Costa».&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Vicenza&amp;Codice=4008431&amp;Data=2008-12-6&amp;Pagina=3&quot;&gt;Il Gazzettino - Vicenza-Bassano - Roberta Labruna&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Federica MOGHERINI REBESANI: Armi nucleari in basi italiane: «Il Governo garantisca maggior sicurezza»</title>
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  <updated>2008-09-23T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Il Governo non offre rassicurazioni adeguate, di fronte alle preoccupazioni - che emergono dal rapporto della U.S. Air Force - sulla sicurezza dei siti militari in Italia interessati dalla presenza di armi nucleari». È quanto ha dichiarato l’On. Federica Mogherini (PD), Segretario della Commissione Difesa della Camera dei Deputati, intervenendo oggi in Aula.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



«È dovere del Governo nazionale prendere in esame le condizioni di sicurezza di queste basi – continua l'on. Mogherini, nel giorno in cui il Governo ha risposto ad una sua interrogazione parlamentare sulla presenza di armi nucleari in basi militari italiane - e garantire un’adeguata valutazione del loro impatto sul territorio circostante, anche al di là della giurisdizione o competenza nell’amministrazione interna delle singole basi militari».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



L’adesione italiana ad organizzazioni internazionali – nello spirito integrale dell’art. 11 della nostra Costituzione – non fa venire meno il dovere di esercitare una piena sovranità sul proprio territorio nazionale, a tutela innanzitutto della sicurezza dei cittadini che vi risiedono.&lt;br /&gt;


La presenza di questi siti militari - e di arsenali nucleari al loro interno – non è neutra per i territori che li ospitano. Lo dimostra il fatto che i Sindaci delle due città italiane interessate, Ghedi ed Aviano, siano tra i primi firmatari della petizione che chiede che i loro territori siano liberati dalle armi nucleari ancora presenti sul suolo di stati europei non-nucleari. Anche per rispondere alle legittime preoccupazioni di chi amministra e risiede in quei territori è doveroso quindi assumere tutte le iniziative necessarie per garantire la piena soddisfazione degli standard di sicurezza di tutti i siti militari presenti in Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



Nel lungo periodo, riteniamo che la migliore risposta consista nel lavorare in tutte le sedi multilaterali per raggiungere l’obiettivo del disarmo nucleare completo e della non proliferazione nucleare, come indicato anche di recente dall’Assemblea parlamentare della Nato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



I cittadini chiedono sempre più di vivere in territori sicuri. Anche una gestione rigorosa e trasparente della difesa nazionale e dei suoi strumenti militari, fa parte delle risposte alla domanda di sicurezza degli italiani». 
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticoveneto.org/dett_news.asp?ID=415&quot;&gt;official web site Partito Democratico Veneto&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Marco PANNELLA: Vicenza, Berlusconi  dice no al referendum. Un assurdo atto di non democrazia.</title>
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  <updated>2008-09-09T00:00:00Z</updated>
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  <id>359152</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'  Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l' Europa) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«La consultazione popolare da lei indetta si manifesta ancora più gravemente inopportuna», queste le sibilline parole contenute nella lettera firmata &quot;Silvio Berlusconi&quot; e arrivata venerdì scorso nelle mani del sindaco di Vicenza, Achille Variati. &lt;br /&gt;
Secondo il premier il referendum del 5 ottobre sulle sorti del raddoppio della base americana sul territorio veneto «avrebbe una pesante ricaduta perché si porrebbe in diretto contrasto con l'azione del governo, e con le valutazioni della magistratura. Rischierebbe, infine, di fomentare ulteriori tensioni interne ed esterne non facilmente prevedibili». Una presa di posizione che ha lasciato in molti perplessi, anche perché scoccata alla vigilia di una manifestazione movimentata, quella del Comitato No Dal Molin di sabato, e poche ore dopo le cariche della polizia a dei pacifici ragazzi che cercavano di alzare una piccola torretta di controllo sull'area demaniale dell'aeroporto. Marco Pannella, storico esponente dei radicali, ieri ha commentato la vicenda: «Da una vita credo che nessun referendum possa essere ritenuto inopportuno o pericoloso. Al contempo so che le mie parole non sono un dogma. Che siamo nel mondo della politica, un mondo in cui si valuta di volta in volta. Scusate, ma con che frequenza la corte costituzionale ha operato veri e propri colpi di Stato? &lt;br /&gt;
Berlusconi ha dimostrato di essere solo l'ultimo di una serie. Uno dei tanti che hanno provato a ostacolare importanti momenti di democrazia».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;


Secondo il radicale il problema è alla radice: «Più volte la camera dei deputati legifera in direzione opposta alle richieste di consultazione popolare e lo fa all'unanimità. Destra e sinistra insieme. E' una caratteristica italiana. Nel caso specifico, la responsabilità è di tutti coloro che non hanno spostato la discussione a Roma. Si dice la propria solo quando mancano degli accordi, senza aver prima fatto delle vere battaglie in parlamento. I partiti di sinistra dove erano gli scorsi anni? Non ci chiedono nulla, poi come al solito ci troviamo costretti a dare una mano a tanti buoni a niente». Sul Dal Molin: «Sono contrario all'ampliamento della base, ma in questo caso non per pacifismo, per opportunità. Nel senso che la mia posizione personale non è dovuta a un antiamericanismo, ma alle esigenze della cittadinanza. Il discorso mi interessa perché è legato al territorio, alle persone, ma credo anche che oramai non ci sia più tempo. Gli accordi internazionali vanno stilati nelle sedi giuste, in quelle sedi le stesse persone che ora difendono i manifestanti non si sono fatte sentire. E' in questo modo che si mandano &quot;a culo&quot; dei risultati». Intanto a Vicenza il Comitato No Dal Molin denuncia: «C'è un filo logico tra la lettera di Berlusconi e le cariche della manifestazione», afferma Marco Palma del Comitato No Dal Molin. «Pressioni politiche e repressione sono tutte opere del governo centrale. Stanno tentando di far saltare tutto, costruendo dall'alto un clima di terrore diffuso. La nostra preoccupazione resta la stessa: che i lavori inizino in segreto. Perché caricare delle persone per una innocua torretta? Perché si temono occhi indiscreti». Le persone ferite ora stanno meglio: «E' andata bene da questo punto di vista, ma è stato pesante. Ognuno può vedere cosa è successo su Internet. Botte al volto, sulla schiena, sulle gambe. D'altra parte il governo otterrà solo degli effetti contrari: la gente sta continuando ad appoggiarci. Partecipa al nostro Festival e si è resa disponibile per le prossime iniziative di protesta. Mercoledì accoglieremo con rumore il ministro Bondi e per sabato prossimo abbiamo organizzato una grande mobilitazione che partirà dal centro della città fino a arrivare al Dal Molin. Abbiamo intenzione di fare un sopralluogo pacifico».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

 Sull'importanza del 5 ottobre: «I cittadini sono chiamati a rispondere se vogliono che il comune avvii la procedura di acquisto del terreno per un uso civile, oppure no. Variati è stato eletto per questo, per tutelare questa data. La vittoria del sì sarebbe l'affermazione della dignità della cittadinanza. Sarebbe la risposta ai diversi tentativi di negazione della libertà di espressione e della partecipazione sulle scelte che riguardano il territorio».&lt;br /&gt;
 Gli esponenti locali del Prc denunciano un rischio astensionismo: «Il sindaco ha parlato di un quorum a 35mila abitanti, quando per questo tipo di consultazioni non esiste un numero di votanti che renda valido il voto», afferma Ezio Lovato. «Vicenza ha sole 105mila anime e visti i dati delle ultime partecipazioni in materie referendarie... inoltre il comitato del Sì ha fatto il suo ennesimo ricorso al Tar. Ci vogliono cassare». Emilio Franzina, consigliere provinciale, si è detto pronto a chiedere le dimissioni dell'attuale questore per i fatti di sabato: «Nella sua documentazione ha giustificato la violenza con l'opposizione dei manifestanti. Dice che le forze dell'ordine sono intervenute perché si sarebbe calato del cemento. Non mi sembra che in Italia, un paese dove molti fanno le leggi per risolversi le loro magagne, siano già previste le bastonate per questo tipo di abusi edilizi. Attenzione: non vorrei che si stesse puntando il dito sull'ordine pubblico, per chiedere lo scioglimento del consiglio comunale».
 

 
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=128359&quot;&gt;Liberazione - Maurizio Mequio&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Silvio BERLUSCONI: Referendum sulla base Dal Molin inopportuno</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/09/07/silvio-berlusconi/referendum-sulla-base-dal-molin-inopportuno/359092"></link>
  <updated>2008-09-07T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>359092</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Pres. del Consiglio   (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il premier invita &lt;a href=&quot;http://www.openpolis.it/politico/4597&quot;&gt;Achille Variati&lt;/a&gt; a non procedere con la consultazione del 5 ottobre
che chiede ai cittadini di esprimersi sulla volontà comunale di acquistare la zona

&lt;p&gt;
&quot;Il sito sul quale sta per nascere Ederle 2 è demaniale e non è in vendita&quot;&lt;br /&gt;

Ancora polemiche dopo gli scontri di ieri. &quot;Costretti ad intervenire&quot;. &quot;Giornata cilena&quot;

&lt;p&gt;
&quot;La consultazione popolare da lei indetta si manifesta ancora più gravemente inopportuna&quot;. Così scrive Silvio Berlusconi al sindaco di Vicenza Achille Variati (Pd), per invitarlo a rinunciare al referendum sulla nuova base americana organizzato per il 5 ottobre. Nella città veneta, intanto, non si placano le polemiche dopo gli scontri di ieri tra i comitati No Dal Molin e la polizia. 

&lt;p&gt;
La lettera. A palazzo Trissino, sede del comune di Vicenza, la lettera del Cavaliere è giunta il 5 settembre, un giorno prima degli scontri di ieri tra manifestanti e polizia che hanno portato alla denuncia di sei attivisti del comitato del No. 

&lt;p&gt;
Berlusconi, come indica il Giornale di Vicenza, ricorda a Variati che il sito sul quale sta per nascere Ederle 2 &quot;è demaniale e non è in vendita&quot;. Il quesito referendario proposto dal sindaco infatti non chiede ai vicentini se sono favorevoli o meno alla struttura militare ma di esprimersi sulla volontà comunale di acquistare la zona demaniale. &quot;L'area - sottolinea Berlusconi a Variati - è stata consegnata agli Usa. La consultazione si porrebbe in netto contrasto con l'azione del governo e le valutazioni della magistratura&quot;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/cronaca/base-vicenza-tar/berlusconi-scrive/berlusconi-scrive.html&quot;&gt;repubblica.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Massimo CALEARO CIMAN: Per la base Dal Molin si vada comunque a referendum</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/07/29/massimo-calearo-ciman/per-la-base-dal-molin-si-vada-comunque-a-referendum/358533"></link>
  <updated>2008-07-29T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PT già IR) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;'Prendiamo atto della sentenza del Consiglio di Stato in merito alla sospensiva del Tar del Veneto sul Dal Molin. Mentre ribadiamo il pieno sostegno al sindaco Achille Variati, che in autunno chiedera' alla cittadinanza di esprimersi a favore o contro l'ampliamento della base, fin d'ora ci impegnamo dai banchi del Parlamento ad essere vigili sentinelle sulle compensazioni che spettano alla nostra citta'''. Cosi' i parlamentari vicentini del Pd Massimo Calearo e Daniela Sbrollini.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/moddettnews.php?idnews=769684&amp;canale=ORA&amp;articolo=VICENZA/BASE%20USA:%20CALEARO,%20COMUNQUE%20SI%20VADA%20A%20REFERENDUM&quot;&gt;asca&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Attilio SCHNECK: Per il Dal Molin la procedura nel rispetto delle norme</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/07/25/attilio-schneck/per-il-dal-molin-la-procedura-nel-rispetto-delle-norme/358532"></link>
  <updated>2008-07-25T00:00:00Z</updated>
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  <id>358532</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Provincia Vicenza (Partito: Lega) - Consigliere Provincia Vicenza (Lista di elezione: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;''La Provincia di Vicenza ha interesse a che la procedura si svolga nel pieno rispetto della vigente normativa, con particolare riferimento, tra l'altro, agli aspetti in materia ambientale, paesaggistica, urbanistica e della viabilita'''. E' cosi' che il Presidente Attilio Schneck riassume la posizione dell'Ente che amministra in merito alla vicenda ''Dal Molin''. Come e' noto, nell'ambito del procedimento giurisdizionale promosso per ottenere l'annullamento del nulla osta per la realizzazione del progetto ''Dal Molin'' di Vicenza, il Tar Veneto ha recentemente sospeso l'efficacia dei provvedimenti impugnati, inibendo l'inizio di ogni attivita' diretta a realizzare l'intervento.

&lt;p&gt;
''Alla fine di giugno e' pervenuto alla Provincia il ricorso in appello al Consiglio di Stato, promosso, tra l'altro, dalla Regione Veneto e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, per l'annullamento di tale ordinanza - spiega il Presidente - Va innanzitutto considerato che nella vicenda non sussistono provvedimenti della Provincia fatti oggetto di impugnativa, e che la Provincia non ha alcuna competenza nella decisione circa la realizzazione o meno del progetto ''Dal Molin''.

&lt;p&gt;
''Tuttavia - sottolinea il Presidente Schneck - appare comunque opportuno considerare che, se detto progetto avra' un seguito, l'ente ha interesse a che siano tutelati gli interessi collettivi all'equilibrio ecologico, sociale, economico del territorio e alla salubrita' dell'ambiente, oltre che la corretta gestione della pianificazione urbanistica e della viabilita'. Stiamo attentamente valutando - afferma infine Schneck - la possibilita' di intervenire mediante costituzione nel merito della vicenda giudiziaria, appoggiando la posizione della Regione Veneto, che appare corretta dal punto di vista procedimentale ed e' volta proprio a garantire il rispetto delle regole e delle problematiche della comunita' e del territorio''.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.adnkronos.com/IGN/Regioni/Veneto.php?id=1.0.2366562570&quot;&gt;Adn Kronos&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Silvio BERLUSCONI: Sulla base Usa di Vicenza rispetteremo gli impegni presi</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/07/06/silvio-berlusconi/sulla-base-usa-di-vicenza-rispetteremo-gli-impegni-presi/357539"></link>
  <updated>2008-07-06T00:00:00Z</updated>
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  <id>357539</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Pres. del Consiglio   (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;In merito alle polemiche sull'ampliamento della base 'Dal Molin' a Vicenza - scrive Berlusconi nel comunicato - ritengo utile ed opportuno ricordare a tutti il dovere di rispettare gli impegni internazionali liberamente assunti dall'Italia e ribaditi nel corso degli anni da Governi di diversa maggioranza politica&quot;.

&lt;p&gt;
&quot;Tanto più è necessario questo richiamo - sottolinea il premier - di fronte ai tentativi di alimentare false aspettative sulla possibilità di rimettere in discussione una decisione già presa e pertanto irreversibile&quot;.
&quot;Il Governo - ribadisce Berlusconi - è quindi deciso ad adempiere agli impegni assunti nei confronti degli Stati Uniti. Lo farà ovviamente nel rispetto delle regole dell'ordinamento interno ed osservando tutte le procedure necessarie. A nessuno - conclude - può essere consentito di mettere in gioco il prestigio e la stessa credibilità dell'Italia sul piano internazionale&quot;.
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/cronaca/base-vicenza-tar/berlusconi-impegni/berlusconi-impegni.html&quot;&gt;repubblica.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Ignazio LA RUSSA: Base di Vicenza: l'ampliamento si farà, il governo ricorrerà contro la sospensiva del Tar</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/06/21/ignazio-la-russa/base-di-vicenza-lampliamento-si-far%C3%A0-il-governo-ricorrer%C3%A0-contro-la-sospensiva-del-tar/357117"></link>
  <updated>2008-06-21T00:00:00Z</updated>
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  <id>357117</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Difesa (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il governo farà ricorso. Lo stop di ieri del Tar del Veneto all'ampliamento della base militare americana di Vicenza non spaventa il ministro della Difesa Ignazio La Russa che oggi dalle pagine dei quotidiani fa sapere che il governo farà ricorso al Consiglio di Stato contro la sospensiva. La Russa assicura che «l'Italia rispetterà l'impegno per l'ampliamento preso con gli Usa» e aggiunge che «in Italia una sospensiva non si nega a nessuno. Neppure ai ragazzi bocciati a scuola. Noi pensiamo che non ci siano i presupposti che la sentenza di merito ci dia torto». Secondo il ministro la decisione del Tar non complicherà i rapporti con gli americani: «Loro sanno come la pensiamo». Scetticismo infine sul referendum: ho letto il quesito è come chiedere a Pinocchio se vuole la scuola o i balocchi «fatto così ha zero valore, i cittadini non ci andranno». Quindi un attacco al sindaco: «Un &lt;a href=&quot;http://www.openpolis.it/politico/4597&quot;&gt;primo cittadino&lt;/a&gt; serio non avrebbe atteso la sospensiva del Tar per organizzarlo, l'avrebbe fatto prima se ci credeva».&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=26306&amp;sez=HOME_INITALIA&quot;&gt;Il messaggero&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>ACHILLE VARIATI: Avevo sempre detto che serviva ritrovare un equilibrio tra la ragione di stato e le ragioni della comunità. Non si poteva continuare con la logica tipica dei segreti militari, ignorando la voce del territorio</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/06/20/achille-variati/avevo-sempre-detto-che-serviva-ritrovare-un-equilibrio-tra-la-ragione-di-stato-e-le-ragioni-della-comunit%C3%A0-non-si-poteva-continuare-con-la-logica-tipica-dei-segreti-militari-ignorando-la-voce-d/357112"></link>
  <updated>2008-06-20T00:00:00Z</updated>
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  <id>357112</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Vicenza (VI) (Partito: PD) - Consigliere  Consiglio Comunale Vicenza (VI) (Lista di elezione: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il sindaco di Vicenza Achille Variati commenta la sentenza con la quale il Tar del Veneto sospende il via ai lavori della nuova base americana al Dal Molin

&lt;p&gt;
“Una vittoria delle ragioni della comunità e del territorio”. Così il sindaco di Vicenza Achille Variati definisce la sentenza resa nota questa mattina dal Tar del Veneto, che ordina la sospensione dell’iter per la realizzazione della nuova base americana dal Dal Molin.

&lt;p&gt;
“Avevo sempre detto – ribadisce Variati – che serviva ritrovare un equilibrio tra la ragione di stato e le ragioni della comunità. Non si poteva continuare con la logica tipica dei segreti militari, ignorando la voce del territorio. Rilevo che la sentenza parte dalla documentazione (scarsa e ottenuta dai ricorrenti con grande difficoltà) che era stata impugnata, evidenziando una notevole serie di incongruenze e lacune: non c’è traccia del consenso dato dal Governo italiano a quello americano, ad eccezione di un consenso forse verbale, sicuramente formulato in modo improprio; il bando di gara non avrebbe rispettato le normative italiane ed europee; il progetto alternativo promosso da Costa non risulta agli atti; non è chiaro su cosa si sarebbe espressa la Regione; notevole appare l’impatto ambientale, sul traffico, sull’inquinamento e sulle falde acquifere, rispetto al quale si esprime preoccupazione, mancando del tutto la documentazione necessaria; non c’è stata, infine, una consultazione della popolazione. Per tutti questi motivi il Tar accoglie la richiesta di sospensione dell’iter per la realizzazione della nuova base, anche contro il Comune, che all’epoca dell’amministrazione Hüllweck non si era costituito in giudizio. Al contrario del mio predecessore, io accolgo con soddisfazione questa sentenza, che ci dà ora il tempo e lo spazio per proseguire nelle tappe che ci siamo prefissati: il 26 giugno il consiglio comunale si pronuncerà sulla mia proposta di chiedere finalmente ai cittadini di esprimersi attraverso una consultazione popolare. Quanto agli americani, sono certo che sapranno riflettere sulla richiesta di confronto e discussione che arriva da Vicenza”.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.comune.vicenza.it/albo/notizie.php/53480&quot;&gt;Comune di Vicenza&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>WALTER VELTRONI: Sul Dal Molin rispettare gli impegni presi con gli Stati Uniti</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/04/13/walter-veltroni/sul-dal-molin-rispettare-gli-impegni-presi-con-gli-stati-uniti/359093"></link>
  <updated>2008-04-13T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">«Gli impegni presi non possono essere disattesi». Così Walter Veltroni, intervenendo alla trasmissione Radio anch'io, ha risposto alla domanda di un radioascoltatore che gli chiedeva cosa pensasse della vicenda della base aerea Usa a Vicenza. «Naturalmente - ha proseguito Veltroni - ci saranno delle necessarie consultazioni tra le autorità Usa e le autorità amministrative della città di Vicenza, per poter trovare le compatibilità che sono necessarie».&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.zonapiave.org/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=334&amp;Itemid=1&quot;&gt;ansa&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Paolo FERRERO: VICENZA: &quot;CONTINUEREMO A LOTTARE CONTRO LA COSTRUZIONE DELLA BASE&quot;</title>
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  <updated>2008-04-05T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione:  Ministro  Solidarietà Sociale (Partito: PRC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“La Sinistra l’Arcobaleno si impegna a proseguire la lotta non violenta ma decisa contro la costruzione della base americana. E sono tutte fandonie, balle, le voci fatte circolare ad arte, secondo le quali tutto l’attuale Governo sarebbe d’accordo con la costruzione della base”. Il ministro del Welfare Paolo Ferrero - ieri a Vicenza per presentare i progetti alternativi studiati dagli studenti della città di Camerino, come valorizzazione sia sociale che economica dell’area che dovrebbe essere occupata dal raddoppio della Dal Molin – conferma l’impegno della Sinistra Arcobaleno contro l’ampliamento della base. “Abbiamo assunto l’impegno di continuare la lotta non violenta e decisa contro la base americana – spiega il ministro e capolista nella circoscrizione Veneto 1 -. E, per quanto riguarda tutti i ministri della Sinistra Arcobaleno, hanno sempre espresso totale dissenso nei confronti della conferma data da Prodi alla realizzazione della base”. Un dissenso e una contrarietà “che proseguono con forza e risolutezza”&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.paoloferrero.it&quot;&gt;blog&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>MICHELE DALLA NEGRA: Abbattimento del presidio NO Dal Molin: &quot;Il mio è un regalo a tutti i cittadini&quot;</title>
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  <updated>2008-02-25T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore  Comune Vicenza (VI) (Partito: FI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Il mio è un regalo a tutti i cittadini che credono nella legalità e nel confronto pacifico&quot;. Il presidio &quot;No Dal Molin&quot; dovrà essere abbattuto. A decretarlo è stata l'Amministrazione comunale appena decaduta, la quale, ieri pomeriggio, ha firmato l'ordinanza di sgombero dei capannoni allestiti dai comitati &quot;No Dal Molin&quot; in un terreno privato a Ponte del Marchese, alle porte di Vicenza.&lt;br /&gt;

Il provvedimento porta la firma dell'assessore all'Edilizia privata Michele Dalla Negra che, poche ore prima della scadenza del proprio mandato, scattata dalla mezzanotte scorsa, ha deciso di emettere il documento più volte annunciato, ma sempre rinviato per la difficoltà di provare il possibile abuso delle strutture di Ponte del Marchese.&lt;br /&gt;
Abuso che, spiega Dalla Negra, non si può più mettere in discussione, come confermano gli ultimi rilievi della Polizia locale. &quot;L'ordinanza è già stata notificata - osserva ancora - Ci eravamo impegnati nei confronti della cittadinanza e abbiamo voluto mantenere le promesse&quot;.

&lt;p&gt;
La dura presa di posizione dell'Amministrazione è destinata a sollevare parecchie polemiche, anche perché i comitati hanno sempre respinto le tesi del Comune di Vicenza. Lo sgombero, tuttavia, potrebbe non essere così imminente. Gli interessati, infatti, dovrebbero avere sessanta giorni di tempo per fare ricorso al Tar, per chiedere almeno la sospensiva. L'iter, quindi, potrebbe essere solo alla fase iniziale. Il provvedimento di Palazzo Trissino non è che l'ennesimo atto di un braccio di ferro scattato diversi mesi fa. Tra i più eclatanti, c'è la fattura, recapitata al presidio, con la lista dei danni provocati in occasione dei due cortei dello scorso anno. Una fattura da diecimila euro che il Comune di Vicenza intende farsi rimborsare per sostenere le spese di manutenzione.&lt;/b&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilgazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Vicenza&amp;Codice=3696768&amp;Data=2008-2-26&amp;Pagina=1&quot;&gt;Il Gazzettino ed. Vicenza - Roberto Cervellin&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Luana ZANELLA: In casi simili deve intervenire il governo</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/02/22/luana-zanella/in-casi-simili-deve-intervenire-il-governo/329155"></link>
  <updated>2008-02-22T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Verdi) - Assessore  Comune Venezia (VE) (Partito: Verdi) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;b&gt;Sulla vicenda è intervenuta anche vicepresidente dei deputati Verdi. «Non è vero che le basi militari portano benessere economico ai territori che le ospitano ma solo inquinamento e subalternità politica e culturale». Così Luana Zanella, ha commentato la notizia dell'esclusione degli italiani dalla selezione di nuovo personale civile per la base di Aviano. «Si tratta di un vero e proprio scandalo: speriamo - aggiunge Zanella - che se ne rendano conto anche i paladini della costruzione della nuova base di Vicenza».&lt;/b&gt;
 


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Main&amp;Codice=3691385&amp;Data=2008-2-22&amp;Pagina=5&quot;&gt;Il Gazzettino ed.Naz.le&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Elettra DEIANA: Deiana (commissione Difesa): in casi simili deve intervenire il governo.</title>
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  <updated>2008-02-22T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Rifondazione comunista - Sinistra europea) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;b&gt;«È una questione di cui le autorità italiane si devono occupare»: l'on. Elettra Deiana (Rifondazione) vicepresidente della commissione Difesa della Camera ritiene che il «no Italy» ad Aviano non sia da lasciar passare senza reazioni: «È la conferma di quanto sostengo da tempo: fra le regole per le basi Usa in Italia c'è un deficit di sovranità. Loro fanno quello che vogliono». Poi, la Deiana aggiunge: «L'eventuale ragione di non pagare il personale italiano in euro non esiste: loro stanno in un Paese con l'euro e quindi si adattino». La vicepresidente della commissione Difesa, decisa ad approfondire il caso, avanza una diversa ipotesi: «Credo - dice infatti l'esponente Prc - che si tratti di un modo per tener fuori i sindacati. Anche ammesso che i tedeschi vengano a lavorare come cuochi in Italia, in ogni caso è difficile che si portino sindacalisti. Invece, gli italiani hanno la possibilità di tutela sindacale. Tra l'altro uno degli argomenti che abbiamo più volte sollevato è appunto quello della presenza sindacale nelle basi Usa.
La conclusione è severa: «In ogni caso quali che siano le ragioni, di quanto accaduto sono tutte ragioni che rimandano al fatto &quot;chi decide?&quot;. Insomma, qual è la sovrabnità che si esercita nelle basi, fattualmente e non formalmente? Il governo si deve assolutamente occupare della questione».&lt;/b&gt;

Intanto dal Friuli rimbalza la notizia di un incontro - previsto per questa mattina - tra il sindaco avianese Stefano Del Cont Bernard e un delegazione della Fisascat-Cisl, il sindacato dei dipendenti civili della struttura militare. &lt;i&gt;&lt;b&gt;«Voglio avere la visione - ha detto il primo cittadino - chiara e completa di quello che può essere accaduto. E in particolare della situazione che prosegue da qualche tempo in merito all'assegnazione di posti di lavoro a persone con cittadinanza americana che andrebbero invece ricoperti da civili italiani».&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;
Il sindaco ha inoltre confermato la richiesta di un incontro con il comandante della Base, il brigadier generale Craig Frannklin. «Non credo - ha aggiunto Del Cont Bernard - ci siano disegni discriminatori ma semplicemente una valutazione di tipo economico che contiamo si possa rimuovere al più presto. Penso inoltre che la decisione, proprioo perché grossolana, non sia stata partorita dai vertici militari, ma potrebbe essere da ascrivere all'ufficio personale che ha voluto dare un'interpretazione restrittiva al solo scopo, molto probabilmente, di contenere i costi». Ma per chiarire ogni aspetto della vicenda il primo cittadino attende l'incontro con il vertice della base.

&lt;b&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Main&amp;Codice=3691385&amp;Data=2008-2-22&amp;Pagina=5&quot;&gt;Il Gazzettino Ed. Naz.le -&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Paolo COSTA: «Al Dal Molin il problema non ci sarà»  - Intervista</title>
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  <updated>2008-02-22T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'  Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l' Europa) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;b&gt;Il commissario governativo: «Nessuna preclusione per i nostri lavoratori, Stati Uniti già disponibili a fare la loro parte»&lt;/b&gt;&lt;b&gt;È abbastanza perplesso Paolo Costa, il commissario governativo che segue l'iter per la realizzazione della nuova base americana all'aeroporto Dal Molin di Vicenza. La notizia secondo cui gli italiani sarebbero esclusi dai bandi per assunzioni di civili ad Aviano lo raggiunge a Strasburgo dove è impegnato come parlamentare europeo.&lt;/b&gt;«Devo dire che la notizia, così come è stata riferita, mi appare abbastanza singolare. Ma non ho ricevuto comunicazioni ufficiali».

&lt;b&gt;Un suo giudizio?&lt;/b&gt;

«Credo che sia necessario capire se e quali siano i motivi che hanno portato a una simile prospettazione. Ma personalmente non riesco a ipotizzare possibili ragioni di esclusione».

&lt;b&gt;Questa vicenda può avere una ricaduta negativa sul suo lavoro a Vicenza, visto che coloro che sono favorevoli alla realizzaizone della base Usa hanno sempre sottolineato la ricaduta positiva con creazione di nuovi posti di lavoro in zona?&lt;/b&gt;

«Guardi, proprio la settimana scorsa con il comandante militare americano abbiamo convenuto che si debba affrontare il problema del personale civile italiano già presente che era collegato alla presenza di militari italiani a Vicenza».

&lt;b&gt;Questa presenza verrà meno?&lt;/b&gt;

«I militari italiani verranno destinati altrove e vi è una parte del personale civile che intende invece restare a Vicenza. Con il comandante statunitense dovremo prendere in considerazione anche questo problema».

&lt;b&gt;E quale è l'atteggiamento degli americani su un eventuale assorbimento degli italiani all'interno della Dal Molin?&lt;/b&gt;

«Hanno dichiarato che sono disponibili a fare la loro parte. Ma si sta occupando del problema anche il prefetto di Vicenza per ottenere l'impegno del governo italiano. Insomma, mi pare che ci si stia movendo sia sul lato civile e militare italiano, che su quello Usa».
&lt;b&gt;
Il segnale di Aviano non può prefigurare problemi futuri anche a Vicenza?&lt;/b&gt;

«Mi sembra difficile sostenere eventuali discriminazioni. Ma non posso dare giudizi sulla base di notizie di stampa. Io al momento mi attengo ai problemi concreti per consentire che si arrivi alla definizione del progetto della base a Vicenza. E ricordo che eventuali problemi di assunzioni di civili si porranno solo a partire dal 2011 o 2012 quando la nuova base sarà costruita».

&lt;b&gt;Certo che sarà difficile intervenire se gli americani hanno la sovranità sulla loro base.&lt;/b&gt;

«Ma non dimentichiamo che oltre al comandante militare americano c'è sempre anche un comandante italiano. Sarebbe singolare escludere solo gli italiani e ammettere cittadini di altre nazioni della Nato».

&lt;b&gt;A che punto è l'iter attuativo del Dal Molin?&lt;/b&gt;

«Stiamo procedendo alla bonifica dei terreni e devo dire che troviamo sempre qualche bomba».

&lt;b&gt;Sono molte finora?&lt;/b&gt;

«Mi pare siano sette. Ma tutto rientra nella norma. Questa è l'operazione che ci sta impegnando praticamente in questo periodo».

&lt;b&gt;La gara d'appalto?&lt;/b&gt;

«È in corso la procedura per l'assegnazione dell'appalto. Al momento abbiamo un piano di localizzazione. Serve il progetto vero e proprio, quindi il soggetto che debba realizzarlo con l'apertura dei cantieri».

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Main&amp;Codice=3691386&amp;Data=2008-2-22&amp;Pagina=5&quot;&gt;Il Gazzettino ed. naz.le - Giuseppe Pietrobelli&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Stefano Montanari: Sono molto contrario a consentire la costruzione di nuove basi militari USA nel nostro territorio, come la base di Vicenza (Dal Molin)</title>
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  <updated>2008-02-18T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Risposta ufficiale al questionario inviato per voisietequi&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://elezioni2008.voisietequi.it/risposte_partito/14&quot;&gt;Voi Siete Qui&lt;/a&gt;</summary>
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