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  <title>Openpolis - Argomento: co.co.co</title>
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  <updated>2012-03-27T00:00:00Z</updated>
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  <title>Giuliano CAZZOLA: «Ai professori chiedo: Ma per scrivere la riforma a quale film vi siete ispirati?»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2012-03-27T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626295</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Il testo sembra modellato su quello che si vede in tv, è scollegato dalla realtà. Per questo non funziona. Sulla flessibilità in entrata sbagliano tutto».
&lt;p&gt;La questione dell`articolo 18 è pasticciata, ma io sono soprattutto, veramente, più rattristato che inquieto per quello che hanno fatto sulla flessibilità in entrata. Nemmeno Damiano, ai tempi del governo Prodi, si era azzardato a fare tanto. Mí meraviglio che persone come queste - professori, intellettuali - abbiano una rappresentazione del mondo del lavoro come quella che si vede in tv». Giuliano Cazzola lo dice senza remore: «La riforma del mercato del lavoro così non va».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Cos`è, in particolare, che non va?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; Non va in generale, perché è totalmente scollegata dalla realtà. Faccio un esempio, noi abbiamo tra i 400mila e i 500mila associati in partecipazione, ora la proposta di riforma dice che se non si è familiari non si può più essere associati in partecipazione. C`è qualcuno, che vive in questo mondo, che si domanda se sia mai possibile che dalla sera alla mattina queste persone diventino tutte dipendenti a tempo indeterminato in base a una norma?
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Evidentemente c`è...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Sì, ma ha l`idea che si possa intervenire giacobinamente con una norma, che questo basti  a far cambiare all`improvviso lo stato delle persone. Nella realtà non succede. Nella realtà non succedono molte delle cose che loro presumono e il risultato è, per esempio, che per colpire la flessibilità cattiva si creano ostacoli a quella buona. Prendiamo i casi che vengono considerati più anomali: le partite Iva. Oggi c`è una presunzione di legge in base alla quale quelle che secondo me sono le partite Iva &quot;buone&quot; vengono presunte come irregolari. Se una partita Iva ha un committente principale che gli dà il 75% del reddito, gli fa un contratto più lungo di sei mesi e gli fa usare le sue strutture, si presume che abbia un rapporto di lavoro irregolare, che si tratti di un`assunzione camuffata.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Magari lo è... &lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
E magari no. Facciamo il caso di un consulente informatico, quindi non iscritto ad alcun ordine, che ha un buon cliente di cui segue il sito per un certo numero di ore al giorno. Questo consulente ha anche altri clienti, ma se li trova. Se li trova li segue altrimenti no. Però ha quel buon cliente che gli fornisce la gran parte del lavoro.  Ecco, secondo la riforma, se il suo committente principale gli fornisce il 75% del lavoro si mette nei guai, perché si presume che sia un`assunzione camuffata. E  quel consulente si trova sbattuto fuori all`improvviso.&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Diciamo che questo ha l`aria del caso di scuola...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Lo è, ma è anche un caso che esiste nella realtà. Nella realtà sa chi pagherà gli ammortizzatori sociali? I Co.Co.Co che da qui al 2018 passeranno dal 27% al 33% di aliquota, senza avere nulla in cambio. Significa che un consulente finanziario, che non ha un ordine ed è iscritto alla gestione separata, non potrà mai essere competitivo con un dottore commercialista o con un ragioniere.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;E invece sull`articolo 18 cos`è che non la convince, perché è  «pasticciato»? &lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Le faccio un caso di scuola anche su questo. Prenda due lavoratori uno in un'azienda e uno in un'altra. Il primo commette una mancanza e viene licenziato per motivi disciplinari, si rivolge al giudice e il giudice dice &quot;è vero, c`è stata una mancanza, ma non così grave da giustificare  il licenziamento, quindi devi essere reintegrato&quot;. Il secondo viene licenziato per motivi economici, si rivolge al giudice e il giudice dice  &quot;tu hai ragione, il tuo posto di lavoro non andava tagliato, però io condanno il tuo datore di lavoro solo a un indennizzo&quot;. Il risultato è che il primo, che ha sbagliato, rientra e il secondo, che aveva ragione, resta fuori anche se con l`indennizzo. E questo senza parlare del fatto che un giudice che decide su un dato economico è un mostro giuridico.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Sta difendendo l`articolo 18? &lt;/b&gt;&lt;p&gt;

No, sto dicendo che la modifica è formulata male. Ma noi non possiamo stare tutti lì a guardare l`articolo 18, certamente non deve farlo il Pdl, magari per mettere in difficoltà il Pd. Se lo facciamo ci illudiamo e intanto le imprese si prendono una botta in testa.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1CR4S9&quot;&gt;Secolo d'Italia - Annamaria Gravino&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Stefano SAGLIA: «Rischi sociali enormi, il governo deve intervenire»  -  INTERVISTA</title>
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  <updated>2008-12-15T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>382932</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) - Pres. commissione Camera Lavoro &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Il governo sino ad oggi, e credo abbia fatto bene, ha cercato di concertare tutte le politiche anti-crisi con l’Ue. Oggi però si pone un problema in più: Francia, Germania e ora si dice anche la Gran Bretagna, si stanno muovendo per sostenere il settore dell’auto. E questo crea una asimmetria a svantaggio dei nostri produttori». Stefano Saglia, presidente della commissione Lavoro della Camera e leghista doc, ritiene ineludibile un intervento a sostegno del settore auto: «In più occasioni ho sollecitato il governo a trovare misure adeguate».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; È una posizione nuova per la Lega che tante volte ha criticato provvedimenti come la rottamazione.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «È vero. Ma ci dobbiamo rendere conto che ci sono 83.000 persone che lavorano in Fiat e 375.00 nell’indotto automobilistico. Una crisi del sistema automobile in Italia provocherebbe una problematica sociale enorme. È una situazione che non possiamo ignorare».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Si andrà quindi verso una proroga della rottamazione?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
«Credo che bisognerà adottare provvedimenti improntati all’ambiente e all’innovazione, poi li possiamo definire rottamazione o incentivi ecologici o quant’altro, l’importante è che siano indirizzati soprattutto verso le auto meno inquinanti, quelle di piccola cilindrata in cui, tra l’altro, la nostra produzione è specializzata».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Quale può essere lo strumento legislativo più adatto?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Il decreto anti-crisi. Domani (oggi, ndr) scadono i termini per gli emendamenti in commissione, però poi il decreto rimarrà all’esame della Camera fino alla seconda settimana di gennaio. Credo che al ministero dell’Economia attenderanno le mosse nell’ambito europeo, ma so che sono assolutamente consapevoli del problema e quindi con il passaggio in Aula del provvedimento ci potrebbero essere novità. Altro strumento è il decreto mille proroghe che di solito viene approvato nell’ultima seduta dell’anno del Consiglio dei Ministri».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Da oggi, e per circa un mese, la Fiat chiuderà le sue fabbriche: 50.000 lavoratori andranno in cig. Il decreto anti-crisi aumenta il fondo per gli ammortizzatori e prevede l’una tantum per i precari. È sufficiente di fronte ad una crisi così ampia?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Su questo terreno mai nulla è sufficiente. È chiaro che farebbe piacere a tutti trovare un sistema, come quello ipotizzato dagli economisti Tito Boeri e Pietro Garibaldi, di ammortizzatori sociali universali. Ma penso sia stato fatto il massimo consentito dal bilancio italiano: un miliardo e 200 milione di euro sono una dotazione davvero consistente per gli ammortizzatori. Ed è la prima volta, neanche i governi di sinistra erano mai riusciti a fare una cosa del genere, che si interviene con l’”una tantum” sui co.co.pro, ma molto più significativamente sugli apprendisti e sui lavoratori interinali. Su questi ultimi credo che bisognerebbe fare qualcosa di più perché sono i primi ad essere lasciati a casa». &lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Come?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Presenterò un emendamento per utilizzare le risorse europee, legate alla formazione, a disposizione dal 2007 al 2013. Si tratta di circa sei miliardi in sei anni. Con l’accordo dell’Europa, una parte di questi soldi si possono utilizzare come sostegno al reddito o come voucher che il lavoratore può spendere per trovare un altro lavoro o per essere accompagnato nel periodo in cui rimane disoccupato».  

 
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=K6XU8&quot;&gt;Il Mattino - Giusy Franzese&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Paolo FERRERO: Paolo Ferrero ha inviato al Presidente del Consiglio Romano Prodi una lettera nella quale chiede un provvedimento per la equiparazione tra interinali, tempi determinati e Co.Co.Co.</title>
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  <updated>2008-04-10T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>331678</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione:  Ministro  Solidarietà Sociale (Partito: PRC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Paolo Ferrero ha inviato oggi al Presidente del Consiglio Romano Prodi una lettera nella quale chiede un DPCM per la equiparazione tra interinali,  tempi determinati” e “Co.Co.Co. Ha portato all’attenzione del Presidente Prodi il caso di lavoratori con contratto di lavoro interinale in servizio al Comune di Roma. Si tratta di lavoratori altamente qualificati che svolgono da oltre sette anni un ruolo insostituibile nel garantire ai cittadini l’accesso ai servizi sociali, ma che non possiedono i requisiti per rientrare nel processo di stabilizzazione dei precari della P.A., previsto dalla legge finanziaria 2008. Ferrero ha chiesto, per superare questa situazione iniqua, di adottare uno strumento previsto dalla Finanziaria, che demanda al Presidente del Consiglio la definizione di lavori flessibili assimilabili. In questo modo molti lavoratori in situazione analoga a quella del caso del Comune di Roma, potrebbero superare la condizione di “precari non riconosciuti”.  
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.paoloferrero.it&quot;&gt;blog&lt;/a&gt;</summary>
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