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  <title>Openpolis - Argomento: Clima</title>
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  <updated>2011-11-24T00:00:00Z</updated>
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  <title>Ermete REALACCI: Clima: a dicembre scade eco-bonus 55%. Intervenire per stabilizzarlo</title>
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  <updated>2011-11-24T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>621994</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Se il Governo non interverrà, l’eco-bonus del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici, terminerà alla fine di dicembre di quest’anno. Sarebbe un fatto grave perché si è trattata della misura anticiclica di gran lunga più importante che è stata attivata in questi anni. Ha contrastato gli effetti della crisi nel settore dell'edilizia, ha contribuito a ridurre le bollette energetiche degli italiani e le emissioni di CO2. 
&lt;p&gt;E’ stata utilizzata da 1 milione e 360 mila famiglie, con investimenti pari a 16,5 miliardi, ha attivato ogni anno oltre 50.000 mila posti di lavoro nei settori coinvolti, soprattutto nelle migliaia di piccole e medie imprese nell'edilizia e nell'indotto e si è anche favorita un'importante innovazione e una spinta di tutto il comparto verso la qualità. Parliamo dunque di una misura i cui benefici hanno pienamente ripagato le mancate entrate determinate dallo sgravio fiscale, tanto che sarebbe opportuno  estenderla anche agli interventi per la messa in sicurezza antisismica del patrimonio edilizio esistente”.

&lt;p&gt;
“Inoltre”, prosegue Realacci, “quando l’evidenza degli effetti dei mutamenti climatici diventa sempre più drammatica, sarebbe sbagliato mettere un freno ad una misura significativa per ridurre le emissioni di gas serra e i consumi energetici del patrimonio edilizio italiano, uno fra i più energivori di tutta Europa”. 
&lt;p&gt;&lt;i&gt;Lo afferma Ermete Realacci, responsabile green economy del PD.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://ermeterealacci.ilcannocchiale.it/2011/11/24/clima_a_dicembre_scade_ecobonu.html&quot;&gt;blog &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIOCONDO TALAMONTI: Dal Blog di  Giocondo Talamonti</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/11/09/giocondo-talamonti/dal-blog-di-giocondo-talamonti/618044"></link>
  <updated>2011-11-09T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>618044</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Terni (TR) (Gruppo: Federazione della Sinistra) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Al Sindaco del Comune di Terni.&lt;br /&gt;




Premesso che la prevenzione rappresenta una delle migliori strategie per ridurre i pericoli che i fenomeni naturali possono presentarci; 



&lt;p&gt;


Considerato che nel nostro bacino imbrifero numerosi sono i corsi d’acqua a carattere torrentizio vale a dire che si asciugano con la siccità ma si ingrossano facilmente con le piogge; 


&lt;p&gt;



Tenuto conto che le sei vittime delle esondazioni di alcuni torrenti di Genova, ci pongono inevitabilmente gli interrogativi: si potrebbero verificare simili eventualità nel nostro territorio? Si può fare di più per la sicurezza ? Che cosa fare per non chiederci poi “di chi sono le responsabilità?”; 



&lt;p&gt;


&lt;b&gt;Ritenuto&lt;/b&gt; opportuno considerare le terribili immagini di quell’evento come monito per tradurle, tutti, in un sollecito e costante impegno verso la tutela del territorio nazionale; 
&lt;p&gt;





&lt;b&gt;Valutato&lt;/b&gt; che indirizzarvi risorse favorirebbe la ripresa economica, il lavoro alle piccole e medie imprese che operano sul territorio, e darebbe a tutti i cittadini la convinzione di poter vivere nelle proprie case con maggiore sicurezza. 





&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Visto&lt;/b&gt; che in considerazione dei mutamenti non solo climatici (a detta degli scienziati il Mediterraneo è in fase di tropicalizzazione) ma anche in ogni altro campo, occorrerebbe investire sull’educazione permanente per essere pronti ad affrontare le avversità e per accrescere saperi e conoscenze; 








&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Preso atto&lt;/b&gt; che sarebbe bene assumere atteggiamenti preventivi che consentono di superare le difficoltà del momento; 




&lt;p&gt;



Si chiede al Sindaco di Terni, 








&lt;p&gt;

in primis, se è stata espressa solidarietà da parte della città di Terni alla città di Genova facendo sentire la vicinanza dei ternani e, poi, di conoscere quali: 






&lt;p&gt;



&lt;b&gt;1)&lt;/b&gt; indicazioni dare ai cittadini ternani per rassicurarli sull’efficienza del nostro territorio a contenere eventuali eventi prodotti da quelle piogge che per forza e abbondanza producono effetti dannosi alle cose e alle persone; 


&lt;p&gt;



&lt;b&gt;2)&lt;/b&gt; comportamenti ed iniziative sono state adottate per facilitare un’anomala defluizione delle acque; 

&lt;p&gt;




&lt;b&gt;3)&lt;/b&gt; strategie sono previste per educare alla sicurezza i giovani da parte del Comune di Terni; 

&lt;p&gt;




&lt;b&gt;4)&lt;/b&gt; riqualificazioni per gli addetti al soccorso sono da mettere in campo per fronteggiare tali eventi e se sono previste sinergie con altri enti e il volontariato; 



&lt;p&gt;


&lt;b&gt;5)&lt;/b&gt; finanziamenti sono contemplati per la prevenzione e per quella educazione permanente finalizzata a formare persone che siano in grado di assumere atteggiamenti idonei e precauzionali in caso di calamità naturali ed anche comportamenti volti a rispettare l’ambiente (ad es.: non gettando materiali plastici nei corsi d’acqua e nelle strade, evitando di abbandonare a terra residui che, con la pioggia, potrebbero intasare i raccoglitori dell’acqua piovana) ;
&lt;p&gt;





&lt;b&gt;6)&lt;/b&gt; controlli vengono eseguiti sui tombini e sui corsi d’acqua intubati perché non impediscano le vie di fuga dell’acqua in caso di pioggia;




&lt;p&gt;

&lt;b&gt;7)&lt;/b&gt; verifiche sistematiche e periodiche vengono effettuate sui corsi d’acqua, (torrenti e fiumi);



&lt;p&gt;


&lt;b&gt;8)&lt;/b&gt; sistemi sono previsti per allertare la popolazione su incombenti pericoli e quali simulazioni (evacuazione da zone a rischio, pronto intervento) possono essere organizzate ad hoc;

&lt;p&gt;




&lt;b&gt;9)&lt;/b&gt; organismi sono deputati a monitorare eventuali fenomeni franosi;



&lt;p&gt;


&lt;b&gt;10)&lt;/b&gt; controlli programmati vengono effettuati sugli abusi edilizi;


&lt;p&gt;



&lt;b&gt;11)&lt;/b&gt; controlli sugli indici di cementificazione vengono eseguiti;


&lt;p&gt;



&lt;b&gt;12)&lt;/b&gt; iniziative intende assumere per coinvolgere le scuole a far acquisire la cultura del rispetto dell’ambiente e della conoscenza del proprio territorio.




&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Si chiede&lt;/b&gt;, infine, se siano stati concessi condoni a case o a manufatti costruiti su basi non perfettamente idonee, sui margini del lago, dei fiumi e sui corsi d’acqua torrentizi.



&lt;p&gt;






&lt;b&gt;&lt;i&gt;Giocando Talamonti&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;


&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://talamontigiocondo.blogspot.com/&quot;&gt;talamontigiocondo.blogspot.com&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Nichi VENDOLA: «Un segnale per il centrosinistra non si vince aprendo a Fli»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/11/16/nichi-vendola/%C2%ABun-segnale-per-il-centrosinistra-non-si-vince-aprendo-a-fli%C2%BB-intervista/547992"></link>
  <updated>2010-11-16T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>547992</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Puglia (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Consigliere Regione Puglia (Lista di elezione: SeL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Sono 15 anni che la sinistra perde perché rinuncia alla propria parte.&lt;br /&gt;

Milano ha ritrovato la coesione di un paesone. Pisapia ha riassunto quest'anima trasversale.&lt;br /&gt;

Nessuna cooptazione del campo avverso. Sarebbe ingeneroso nei confronti di Gianfranco Fini.
&lt;p&gt;

 Nichi Vendola guarda a Milano dalla California e già sogna di ricostruire l´Italia con in mente il modello Puglia. &lt;br /&gt;
«Io l´ho già fatto, ho già aperto all´alleanza al centro, a chi ci sta a lavorare sui contenuti. Ma nessuna cooptazione del campo avverso. Sarebbe ingeneroso per prima cosa nei confronti di Gianfranco Fini» dice il governatore della Puglia volato a Davis su invito del «collega» Arnold Schwarzenegger per partecipare a una conferenza sull´ambiente. Proprio mentre in Italia i finiani escono dal governo e Giuliano Pisapia vince le primarie di Milano.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Che cosa c´entra la svolta di Milano con l´atteggiamento verso Gianfranco Fini?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Fini cerca una fuoriuscita da Berlusconi ma per fondare una destra europea laica e moderna. Il segnale che ci arriva da Milano è opposto: è la richiesta di rimettere in campo finalmente la sinistra».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Dica la verità: non se l´aspettava.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«È stata una gara bellissima, tutte candidature importanti, sono contentissimo anche per Valerio Onida. Non conoscevo la città ma Milano è stata splendida, ha ritrovato la coesione di un paesone, sì, un bellissimo paesone. Giuliano Pisapia ha saputo riassumere quest´anima trasversale alle classi, l´avvocato di trincea che diventa avvocato di tutti, l´impegno privato che diventa pubblico, civile».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Un segnale per il paese?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Un segnale in primo luogo per il centrosinistra. &lt;br /&gt;
Le primarie si confermano un passo importante, guardiamo al dato quantitativo, la voglia di partecipazione malgrado i seggi limitati, quasi tutti all´aperto, in una giornata per giunta piovosa. Settantamila elettori che si mettono in fila sono una bellissima notizia in tempi di pieno rifiuto della politica, di rigetto di questo spettacolo».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Sarebbe questa la sorpresa? La voglia di sfida e confronto anche a sinistra?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Sicuramente non sono stato io a esibirmi nel gioco delle interdizioni. A Milano come nel resto d´Italia. Io dico: partiamo dalla crisi, partiamo dai problemi, partiamo dai ghetti, dalle periferie, dai centri sociali. Ripartiamo dai programmi. Lasciamo scegliere la gente».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;E che cosa dice Milano all´Italia?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Dice che il Nord è anche questo, anzi è proprio il Nord a chiedere a voce alta di allargare la platea degli attori fondamentali, mettere in campo risorse nuove, giocare la partita con candidati outsider».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ma allargare la platea non vuol dire allargare anche gli schieramenti? Perché chiudere preventivamente alle alleanze di centro e di destra?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Io non ci sto a ragionare seguendo schemi che sembrano furbi e sono soltanto politicisti. Come si fa a non distinguere ciò che è destra da ciò che è sinistra?».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Scusi, ma l´obiettivo principale non è mandare a casa Berlusconi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Ma un conto è discutere le regole del gioco, rifare l´architettura istituzionale, discutere il superamento della porcata: è bene che questo accada, è bene trovare punti di equilibrio tra gli schieramenti».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Anche se si dovesse votare ora?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Sono quindici anni che la sinistra perde perché ha rinunciato alla propria parte. Rimettiamo in campo la sinistra e poi alleiamoci sui contenuti. C´è una generazione da ricostruire, un paese dove bastano 12 ore di pioggia per affondare».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;È venuto fin qui in California per parlare proprio di clima: la sua Puglia ha vinto il Premio solare europeo 2010 e il governatore Schwarzenegger le ha regalato questa platea. Come farà a spiegargli quello che sta succedendo in Italia?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Ci vorrebbe un corso accelerato di psicopatologia della politica italiana. E non so se basterebbe. Ma è quello che stiamo pagando per congedarci finalmente dal berlusconismo».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ricambierà l´invito? Terminator in Puglia...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Questo sarebbe già più facile».
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=VE4FX&quot;&gt;la Repubblica - Angelo Aquaro&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Pier Paolo CENTO: A Copenaghen migliaia da tutto il mondo «è l’inizio di una nuova stagione dopo Seattle». </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/12/13/pier-paolo-cento/a-copenaghen-migliaia-da-tutto-il-mondo-%C2%AB%C3%A8-l%E2%80%99inizio-di-una-nuova-stagione-dopo-seattle%C2%BB/474430"></link>
  <updated>2009-12-13T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>474430</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
In decine di migliaia da tutto il mondo hanno sfilato a Copenaghen. Contro il global warming e a favore di regole certe. Tra canti, colori e balli si leva un’unica comune richiesta: «Il mondo ha bisogno di una vera intesa».
&lt;p&gt;
Per Paolo Cento «è l’inizio di una nuova stagione dopo Seattle. Il movimento ecologista ed altermondialista contrappone alla crisi una nuova moltitudine. Un grande segnale».
&lt;p&gt;
 Motore, colore, azione! A Copenaghen atterra il negoziatore più importante e sottovalutato: la piazza, a rappresentanza dei cittadini della Terra, che oggi hanno richiesto a gran voce un vero accordo sul clima. Cambiare il sistema non l’ambiente è il corollario delle proteste in tutto il mondo, in riferimento al capitalismo consumista e inquinante ma anche agli interessi economici che inevitabilmente comprometteranno un vero accordo a Copenaghen. «Il mondo vuole un vero accordo », hanno urlato le 80.000 persone, forse 100.000, che ieri hanno attraversato la capitale danese per porre assedio al Bella center, dove fino a venerdì si svolgeranno di negoziati sul clima. Un fiume di colori, canti costumi, slogan utopici e richieste concrete. Come 350: la soglia di ppm di CO2 massima che secondo il climatologo James Hansen la terra può sopportare (oggi sono 389). O 2015, data ultima per il picco massimo delle emissioni di carbonio. E 200, i miliardi necessari per supportare i paesi più poveri.
 
&lt;p&gt;
La creatività e la dedizione di chi lotta per salvare l’ambiente con azioni semplici quotidiane hanno messo in penombra le azioni violente, figlie, giustifica qualcuno, del timore generato dalle scarse possibilità che i grandi della terra non arrivino a un vero compromesso. L’urgenza ha il sopravvento sulla rabbia, tendono a sottolineare molti dei partecipanti che non si sono fatti intimidire dai ligi celerini biancocrociati. «Non abbiamo un piano B per questo pianeta», recitano i cartelli, mentre un mondo con un salvagente fluttua sulle teste. Tanti quelli vestiti di blu a simboleggiare «un mondo sommerso per il riscaldamento globale», spiega un’attivista tedesca. Fanno capolino anche un manipolo di negazionisti del global warming. «L’ambiente ama il CO2», dice una ragazza norvegese ben vestita. Gli astanti sorridono e passano oltre. I partecipanti sono venuti da tutto il mondo come Mark, ugandese.
 «Anche nel mio Paese in questo momento si sta svolgendo una grande manifestazione. Qui rappresentiamo l’Africa, una delle vittime del global warming e uno degli interlocutori inascoltati. Tantissimi i big presenti, come Naomi Klein e Desmond Tutu che hanno officiato una vigilia al Bella center, mentre i manifestanti arrivavano ordinatamente per l’assedio simbolico. Innumerevoli le sigle delle organizzazioni, da Greenpeace a via Campesina, ai Verdi europei, e le sinistre di mezzo mondo. «Una manifestazione bellissima commenta Alberto Zoratti di Fair, mentre per Paolo Cento «è l’inizio di una nuova stagione dopo Seattle. Il movimento ecologista ed altermondialista contrappone alla crisi una nuova moltitudine. Un grande segnale».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.terranews.it/print/6065&quot;&gt;Terra - Emanuele Bompan&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Fabio RAMPELLI: Clima, Italia ed Europa mettano i cittadini nella condizione di risparmiare</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/12/01/fabio-rampelli/clima-italia-ed-europa-mettano-i-cittadini-nella-condizione-di-risparmiare/474545"></link>
  <updated>2009-12-01T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>474545</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“La Conferenza delle Parti di Copenahgen è importante se Usa, Cina e India entranno in partita con impegni concreti, altrimenti gli sforzi dell’Europa rischiano di produrre effetti limitati sul clima, penalizzeranno soprattutto l’economia italiana, perché maggiormente dipendente dall’estero per l’energia”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;




“Occorre comunque guadagnare un sano scetticismo rispetto alla mega-convention animate da tante chiacchiere e solenni firme. Si tratta troppo spesso di accordi virtuali calibrati su meri obiettivi mediatici, hanno più l’obiettivo di rassicurare che quello di risolvere”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


“L’Italia e l’Europa devono mettere i cittadini nelle condizioni di risparmiare e produrre la loro energia: è questa la vera rivoluzione perché, a parte i risultati tendenziali, si produrrebbe una svolta irreversibile nel rapporto tra persone ed energia. Questa trasformazione sarebbe possibile con costi relativi, ma la domanda sorge spontanea: conviene a Enel, Eni e alle multinazionali dell’energia? Perchè il sospetto è che l’inedia, cui fa il controcanto la politica dei super accordi internazionali,è legata alle difficoltà dell’economia di scala.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


“Il punto critico del risparmio e dell’autoproduzione di energia sembrerebbe dato dalla divergenza tra la grande convenienza per cittadino, l’ambiente e il clima, ma i8l minor vantaggio per le grandi multinazionali. Dunque, lavoriamo pure per ottimizzare il risultato di Copenahgen, ma il lavoro serio va fatto nel cortile di casa nostra e la politica deve capirlo&quot;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rampelli.it&quot;&gt;rampelli.it&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Fabio RAMPELLI: Clima, approvazione mozione unitaria è superamento barriere ideologiche</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/11/25/fabio-rampelli/clima-approvazione-mozione-unitaria-%C3%A8-superamento-barriere-ideologiche/474547"></link>
  <updated>2009-11-25T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>474547</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“L'approvazione da parte della Camera dei Deputati della mozione unitaria sui cambiamenti climatici in vista della Conferenza delle Parti di Copenhagen, prevista dal 7 al 18 dicembre, è un esempio di come si possano superare le barriere ideologiche per un superiore interesse nazionale. L'Italia arriverà quindi in Danimarca con tutto il supporto del Parlamento italiano”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;




“Nel merito ci auguriamo che Stati Uniti e Cina si assumano la quota parte di impegni che gli compete, senza la quale ogni azione di contrasto all'effetto serra rischia di essere parzialmente vanificato. Le tesi negazioniste – aggiunge Rampelli -  che cercano di scagionare l'uomo da ogni tipo di responsabilità sul clima sono definitivamente superata grazie a un approccio realistico e seguendo la strada solcata dalle destre europee, da Nicolas Sarkozy a David Cameron, da Angela Merkel a Frederik Reinfeldt”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


“Anche il presidente degli Stati Uniti Barack Obama sta modificando gradualmente la sua posizione e il mondo confida nella sua capacità di persuasione della Cina, principale produttore planetario di anidride carbonica. Se Usa e Cina assumeranno impegni concreti, Copenhagen non sarà un passaggio formale ma un punto di non ritorno sulla strada della lotta al surriscaldamento del pianeta”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


“L'Italia deve essere maggiormente sensibile rispetto ad altre regioni del mondo, a causa della sua maggiore esposizione ai rischi dell'aumento delle temperature, dell'innalzamento dei mari, dell'incremento degli eventi estremi, della desertificazione, della minaccia per le biodiversità. Bagnata da tre mari e minacciata dal dissesto idrogeologico, l'Italia deve essere alfiere di questa battaglia e sviluppare le energie alternative con vigore, ricchezza di cui abbondiamo, non per ragioni accademiche ma per motivi vitali”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rampelli.it&quot;&gt;rampelli.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Monica FRASSONI: «Insistiamo. Il negoziato di Copenaghen non si deve fermare a Singapore»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/11/17/monica-frassoni/%C2%ABinsistiamo-il-negoziato-di-copenaghen-non-si-deve-fermare-a-singapore%C2%BB/419083"></link>
  <updated>2009-11-17T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>419083</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
In Italia va rimossa l’insopportabile cappa di disattenzione sull’ambiente. Secondo la co-presidente degli European greens è essenziale che non si fermi la mobilitazione. Mancano 21 giorni e molto può ancora accadere.
&lt;p&gt;
Quando Obama fu eletto esattamente un anno fa, molti di noi, pur convinti che i tempi di Bush erano definitivamente chiusi, sapevano che il ruolo degli Usa nella battaglia del clima non sarebbe stato subito completamente “virtuoso”. Detto questo, le dichiarazioni americane e quelle cinesi, in occasione di una colazione di lavoro convocata per discutere dello stato dei negoziati sul clima in occasione della riunione periodica dell’Apec in presenza del co-presidente della Conferenza sul clima e primo ministro danese Rasmussen, sono sicuramente preoccupanti: niente accordo legalmente vincolante a Copenaghen («full international legally binding agreement», come ha detto il rappresentante americano Forman).
 
&lt;p&gt;
Ma non sono neppure tali da fare pensare che ormai per il clima tutto è perduto o che nessun accordo sarà possibile a Copenaghen, come la stampa italiana (in modo più drammatico che in altri Paesi) sembra anticipare. I fatti sono chiari. A Copenaghen si doveva arrivare a un nuovo Trattato per il periodo post Kyoto. Ma era già da mesi piuttosto evidente che questo obiettivo sarebbe stato difficile. Rimane invece completamente alla portata dei negoziatori definire un accordo vincolante sugli stessi temi da ratificare in seguito, checché ne dicano americani e cinesi.
&lt;p&gt; L’Ue, ma anche gli altri paesi emergenti e in via di sviluppo, le decine di movimenti di città, di cittadini e associazioni civili che sono molto attive non devono assolutamente abbassare le braccia. Anche perché molte sono le zone d’ombra rispetto a quale sarà davvero la posizione degli Usa.
 
&lt;p&gt;
Si parla di un «accordo politico» vincolante con «conseguenze operative», ma non è chiaro se numeri concreti di riduzione di emissioni e soldi per investimenti di mitigazione e adattamento saranno davvero esclusi. Infatti gli Usa non sono pronti per prendere impegni legalmente vincolanti a Copenaghen a causa di Camera e Senato che ancora non hanno definito un piano chiaro su come affrontare la crisi climatica, ma per Obama il fallimento di Copenaghen sarebbe di difficile gestione. è evidente che se gli Usa parlano di un accordo «con conseguenze operative» l’Ue deve rilanciare. E non rinunciare o nascondersi per fare emergere i dubbi e le divisioni purtroppo presenti al suo interno, a partire dal governo italiano caso unico di governo negazionista. Il negoziato di Copenaghen non si ferma a Singapore.
 
&lt;p&gt;
Ed è questo il messaggio che deve essere trasmesso forte e chiaro. Il luogo dove le decisioni saranno prese è il summit nella capitale danese. Non vorrei che un’eccessiva attenzione alle dichiarazioni fatte in una riunione a colazione da un paio di importanti signori possano creare una sorta di profezia che si autorealizza, smobilitare migliaia scienziati, di attivisti, di responsabili politici, di amministratori locali, di semplici cittadini che nel mondo lavorano da mesi, farci abituare all’idea che ormai è andata male. Anche perché sia chiaro che i dati davvero terribili sulle conseguenze dei cambiamenti climatici non cambiano. 
&lt;p&gt;Dal Partito verde europeo e dal gruppo parlamentare verde continuerà la capillare azione di informazione su cosa succede davvero nelle discussioni sul clima, ben 20 deputati greens europei e decine di amministratori locali, rappresentanti dei partiti verdi europei e numerosissimi responsabili di associazioni ambientaliste saranno a Copenaghen, sulla rete si moltiplicano appelli e iniziative, anche i media (a eccezione dell’Italia salvo pochi casi come Terra) da settimane riportano con precisione lo stato della discussione.
 
&lt;p&gt;
Mancano 21 giorni. Un risultato positivo è possibile. Ed è possibile anche cercare di rimuovere l’insopportabile cappa di disattenzione e disinformazione che circonda in Italia la discussione sulle sfide ambientali e i cambiamenti climatici. Il governo italiano non ha neppure elaborato una vera posizione negoziale su questo tema. Per i nostri rappresentanti questo è un non-tema. O un tema per pochi “aficionados”. Credo che questa debba essere la sfida anche per i Verdi italiani. 
&lt;p&gt;E ben venga anche il nuovo interesse che i radicali hanno manifestato al loro Congresso per un’azione strutturata e approfondita su questi temi che peraltro non sono nuovi per loro: esponenti radicali prestigiosi come Adelaide Aglietta hanno avuto un ruolo di primo piano nei Verdi italiani e io non me lo dimentico, nonostante le distanze di merito emerse in seguito con Radicali italiani. 
&lt;p&gt;Sarà molto interessante continuare con loro il confronto su temi come le infrastrutture, l’agricoltura sostenibile e gli Ogm, il consumo del territorio anche (ma non solo) in vista delle prossime scadenze elettorali.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.terranews.it/print/5420&quot;&gt;Terra&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Pier Paolo CENTO: «E' aria da mobilitazione. Le relazioni di potere tra i potenti del mondo non risolveranno i problemi né dell’economia né del clima. Sosteniamo la ripresa di una nuova stagione di mobilitazione dell’opinione pubblica e dei movimenti»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/09/27/pier-paolo-cento/%C2%ABe-aria-da-mobilitazione-le-relazioni-di-potere-tra-i-potenti-del-mondo-non-risolveranno-i-problemi-n%C3%A9-dell%E2%80%99economia-n%C3%A9-del-clima-sosteniamo-la-ripresa-di-una-nuova-stagione/417892"></link>
  <updated>2009-09-27T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>417892</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Le conclusioni del vertice di Pittsburgh contengono una novità nel metodo e pessime decisioni nel merito. Cala il sipario sul G8 e il timone dell’economia mondiale viene trasferito al G20, dove ai tradizionali Paesi più ricchi si aggiungono nuove potenze e Paesi emergenti, allargando il tavolo delle responsabilità con un peso maggiore a Cina, Brasile e India. Cambiano i fattori ma il risultato è sempre pessimo: nessuna scelta concreta nella lotta alla povertà, nessun tetto fissato ma solo limiti generici ai bonus dei super manager del sistema bancario, nessuna strategia di consolidamento del controllo pubblico sull’economia ma anzi la messa in campo di una politica di fuoriuscita dalle misure anticrisi per affidarsi nuovamente a un mercato liberista e senza regole.
&lt;p&gt;

Sul clima un vero e proprio stallo nonostante i buoni propositi alla conferenza dell’Onu e un sostanziale rinvio al summit di Copenaghen di dicembre. Fuori dal vertice del G20, intanto, le manifestazioni di protesta di un movimento che sta ridefinendo se stesso e le proprie strategie, di azione e di comunicazione, sono state represse a suon di manganellate e arresti. Ora gli occhi devono essere puntati su Copenaghen. Intanto l’Italia rimedia l’ennesima brutta figura: il commissario europeo Barroso respinge al mittente un nuovo tentativo di Berlusconi di ridiscutere i limiti di CO2 consentiti. Quella del governo è una scelta irresponsabile non solo dal punto di vista ambientale, ma economico.

&lt;p&gt;
L’Italia sta accumulando un debito finanziario ambientale per la mancata applicazione dell’accordo di Kyoto che alla fine del 2012 ammonterà a una cifra che va dai 4,8 ai 12 miliardi di euro. Questa multa salata di cui le imprese, il sistema dei trasporti, portano la principale responsabilità non può essere scaricata sulla fiscalità generale dei cittadini. Anche per questo è utile che in Italia si torni a parlare di una sorta di Carbon tax, misura fiscale che colpisce chi inquina, e che nella Francia di Sarkozy sta diventando realtà concreta. Il rischio che l’Italia si presenti a Copenaghen come uno dei Paesi leader del fronte che vuole far saltare un accoro per il clima è concreto. E sarebbe grave non aprire su questi temi un ampio confronto politico nell’opinione pubblica e nel Parlamento.

&lt;p&gt;
Noi siamo convinti che le relazioni di potere tra i potenti del mondo non risolveranno i problemi né dell’economia né del clima, per questo sosteniamo la ripresa di una nuova stagione di mobilitazione dell’opinione pubblica e dei movimenti. 
&lt;p&gt;Il vertice di Copenaghen deve essere accompagnato da un vero e proprio assedio ecologista per un accordo serio sul clima. In Italia bisogna utilizzare i prossimi due mesi per costringere il governo a cambiare rotta. Si comincia il 17 ottobre con una grande manifestazione contro il razzismo ma non c’è dubbio che entro novembre bisognerà mettere in cantiere un grande appuntamento sul clima capace di coinvolgere l’opinione pubblica per preparare bene l’Italia all’appuntamento di Copenaghen.


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.terranews.it/opinioni/2009/09/e-aria-da-mobilitazione-di-paolo-cento&quot;&gt;Terranews.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Ermete REALACCI: “Cambiamenti climatici? Per il governo sono un'invenzione”</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/04/22/ermete-realacci/%E2%80%9Ccambiamenti-climatici-per-il-governo-sono-uninvenzione%E2%80%9D/391045"></link>
  <updated>2009-04-22T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>391045</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Servono invece scelte chiare e coraggiose per promuovere le green devolution. 
&lt;p&gt;“Per il governo ed il centrodestra italiano i cambiamenti climatici sono una invenzione”: sono questi i contenuti di una lettera aperta del Partito Democratico e degli Ecologisti Democratici pubblicata oggi, in italiano ed inglese, sul principale quotidiano di Siracusa e sul sito del Pd, e rivolta ai ministri dell’Ambiente riuniti in Sicilia per il vertice G8 sulle politiche ecologiche. 
&lt;br /&gt;

La denuncia parte da una mozione approvata alcuni giorni fa, al Senato, con i voti dalla maggioranza e con l’assenso del governo. I contenuti del documento sono paradossali ed agghiaccianti: secondo la mozione “il livello dell’acqua negli oceani non sta aumentando a ritmo preoccupante, i ghiacciai basati su terraferma nelle calotte polari non si stanno sciogliendo, il numero e l’intensità dei cicloni ed uragani tropicali non sta aumentando, negli ultimi dieci anni la temperatura media al suolo dell’atmosfera terrestre non risulta aumentata. Se pure vi fosse a seguito dell’aumento della concentrazione dell’anidride carbonica nell’atmosfera – continua la mozione – un aumento della temperatura terrestre al suolo, i conseguenti danni sarebbero molto inferiori a quelli previsti e addirittura al contrario maggiori potrebbero essere i benefici”. 
&lt;br /&gt;

&quot;Mentre nel mondo – riporta la lettera rivolta ai ministri del G8 – e soprattutto nei paesi più ricchi e industrializzati i governi, di qualunque orientamento politico, puntano sul risparmio energetico e sulle energie pulite per arrestare il ‘global warming’, consapevoli dei rischi dei mutamenti climatici e che questo impegno può anche rappresentare una preziosa opportunità per rilanciare l’economia rispetto alla crisi di questi mesi, il governo italiano e i partiti che lo sostengono trascurano del tutto l’importanza e la necessità di questa green revolution, e addirittura teorizzano che il problema non esiste&quot;.
&lt;br /&gt;

&quot;Il Partito Democratico – conclude la lettera aperta – si impegnerà perché l’Italia non rimanga fuori dallo sforzo mondiale rivolto a fermare i cambiamenti climatici, ed auspica che dalla riunione di Siracusa, come dal G8 del prossimo luglio e poi dalla Conferenza sul clima di Copenaghen, escano proposte chiare e decisioni coraggiose per accelerare sulla via della green revolution”.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=post&amp;pid=2227627&quot;&gt;Pd NetWork&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Roberto MUSACCHIO: Strasburgo - Sessione parlamentare febbraio 2009</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/02/05/roberto-musacchio/strasburgo-sessione-parlamentare-febbraio-2009/388631"></link>
  <updated>2009-02-05T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>388631</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo confederale della sinistra unitaria europea / Sinistra verde nordica) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Questa settimana a Straburgo abbiamo affrontato vari temi. 

La direttiva sulle sanzioni ai datori di lavoro che impiegano migranti in situazione irregoalre su cui abbiamo espresso un voto negativo. Infatti, pur con qualche miglioramento parlamentare relativio al riconoscimento dei diritti di questi lavoratori resta la filosofia del provvedimento che porta alla fine all'espulsione di questii lavoratori, cosa incredibile se pensiamo che stiamo parlando di milioni di casi. L'adozione finale è stata rinviata, ma oggi si è trovato l''accordo politico.
Sul caso Battisti abbiamo presentato una nostra risoluzione rispettosa delle prerogative giuridiche internazionali e degli stati nazionali.

 
&lt;p&gt;

Buona la risoluzione su Guantanamo che s'interfaccia con la decisione del Presidente Obama di chiuderla.

Seguono gli interventi in aula su cambiamento climatico e clima.

Gli interventi in Seduta plenaria saranno disponibili a breve sul sito www.robertomusacchio.eu 

Seguono le trascrizioni scritte e in allegato i file audio e video del mio intervento:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


Intervento su crisi automobile: 

Roberto Musacchio, a nome del gruppo GUE/NGL. – Signor Presidente, onorevoli colleghi, è ormai evidente che la crisi finanziaria è diventata economica e ora sociale, drammatica. 

&lt;p&gt;
Lo dimostra la situazione dell'auto, dove mi pare, concordo con il collega Sacconi, si possa presumere siano a rischio oltre due milioni di posti di lavoro. C'è il rischio che con la crisi vengano espulsi in particolare i soggetti più deboli: i lavoratori anziani e quelli precari. Occorre agire con rapidità e forza. Aiuti ci sono ma bisogna decidere – e questo lo dico al Commissario con chiarezza – se devono essere coordinati a livello europeo, oppure no, come sembra proporre qualche paese peraltro assai grande.

&lt;p&gt;
Io penso che occorra il coordinamento europeo e che occorra che ci siano coordinamenti che vadano in due direzioni: quello dell'innovazione in rapporto al pacchetto clima e, se lo posso citare ancora, al regolamento Sacconi sulle emissioni, e quello sociale. Io penso che nessun lavoratore, a partire da quelli anziani e da quelli precari, debba essere espulso. Non si può fare l'innovazione cacciando i lavoratori. 
&lt;p&gt;

Occorre in tal senso anche adeguare il Fondo sulla globalizzazione e riadeguare, perché no, quel Fondo sociale che ora parla di lavoro nuovo da creare ma in modo che risponda anche all'esigenza di non espellere un lavoratore. Ma poi serve che il lavoro in Europa torni ad essere centrale, ad avere quel ruolo che spetta ad esso come fondatore di democrazia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


Intervento su clima:&lt;br /&gt;


Roberto Musacchio (GUE/NGL). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio dare atto al collega Karl-Heinz Florenz di avere svolto un buon lavoro, frutto di una presenza, di un'attenzione, di una partecipazione costanti.

&lt;p&gt;
La sua relazione è frutto appunto del contributo che egli ha dato al lavoro della commissione, che è stata così ben presieduta dal collega Sacconi, e che ha svolto approfondimento, dibattito, ma soprattutto ha contribuito al ruolo che questo Parlamento ha avuto nell'approvazione del pacchetto clima. Presidente Pöttering, anch'io le consegno il tema di come questo nostro lavoro possa e debba continuare verso Copenaghen.

&lt;p&gt;
Per quanto riguarda adesso la relazione di Florenz, troverei sbagliato alterarne l'equilibrio con emendamenti che a questo punto hanno un carattere ideologico sulla questione del nucleare. Non sono condivisibili, sono fuori contesto al di là del pensiero di chi li propone, alterano il lavoro comune. Mentre pregherei i colleghi di valutare l'inserimento di un emendamento che ho proposto sul rapporto tra il cambio climatico e l'acqua, che mi pare copra uno spazio utile anche alla luce del crescere dell'attenzione degli organismi internazionali, l'IPCC e l'UNEP, che indicano questo tema come decisivo per il futuro e anche in vista dell'appuntamento ad Istanbul del World Water Forum. &lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.robertomusacchio.eu&quot;&gt;web site - robertomusacchio&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Elisabetta ZAMPARUTTI: Clima. Sul rapporto Worldwatch confermano l'inadeguatezza della nostra politica energetica e ambientale</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/19/elisabetta-zamparutti/clima-sul-rapporto-worldwatch-confermano-linadeguatezza-della-nostra-politica-energetica-e-ambientale/388297"></link>
  <updated>2009-01-19T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>388297</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il quadro che emerge dal Rapporto curato dall’autorevole osservatorio dei trend ambientali del nostro pianeta, il “Worldwatch Institute”, evidenzia tutta l’inadeguatezza della nostra politica energetica, ambientale ed economica. Mentre noi tagliamo, col pretesto della crisi, le risorse per ricerca e sviluppo nel settore delle rinnovabili e confondiamo il quadro normativo sull’efficienza energetica (senza investire un centesimo in più in questo settore) l’istituto americano fotografa le  potenzialità produttive ed occupazionali legate all’economia verde – fatta di efficienza, in particolare nel settore dell’edilizia, e di rinnovabili - di cui si sono ampiamente accorte tanto la Cina quanto l’India.

&lt;p&gt;
I dati contenuti ne Rapporto confermano la necessità di una politica assolutamente alternativa alle scelte che le forze politiche stanno compiendo, una politica che sappia riconoscere, come il Rapporto chiede, che nel decalogo delle priorità per contrastare il caos climatico siano promosse  politiche e programmi volti a favorire il rallentamento e invertire la crescita demografica.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=135630&quot;&gt;Radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Paolo GIARETTA: Anticrisi. &quot;Il PD vince la battaglia sul risparmio energetico, è salva la norma del 55%&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/16/paolo-giaretta/anticrisi-il-pd-vince-la-battaglia-sul-risparmio-energetico-%C3%A8-salva-la-norma-del-55/388235"></link>
  <updated>2009-01-16T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>388235</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;La norma rimane invariata, come la volle l’esecutivo di Prodi - afferma Giaretta - È una delle poche misure positive contenute nel decreto anti-crisi, una battaglia importante vinta dal Partito Democratico&quot;.

&lt;p&gt;
«Non ci sarà dunque l’ingiusta retroattività sugli interventi già effettuati nel 2008, come Tremonti aveva previsto inizialmente, e l’ecoincentivo rimarrà in vigore per il 2009 e il 2010 senza alcun tetto di spesa&quot;.

&lt;p&gt;
&quot;Cambia invece il numero di anni in cui si può spalmare la detrazione, che passa da 3 a 10 anni a scelta, all’obbligatorietà dei 5 anni per tutti  – spiega Giaretta – La marcia indietro del governo evita di colpire un settore come quello termoidraulico già in difficoltà per la crisi dell’edilizia ed evita soprattutto che l’Italia rimanga indietro su obiettivi importanti condivisi a livello europeo con il recente accordo sul clima: 20% in emissioni di gas serra in meno, 20% di consumo energetico in meno, 20% di fonti rinnovabili in più entro il 2020&quot;.

&lt;p&gt;
&quot;L’economia verde è il futuro su cui l’Europa deve puntare nel processo di riconversione economica che ci attende – conclude il leader del PD veneto -  L’Italia non può rimanere indietro su un terreno così importante&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticoveneto.org/dett_news.asp?ID=632&quot;&gt;web site - Pd Veneto&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Jas GAWRONSKI: A Strasburgo l'euro-carovana degli sprechi</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/14/jas-gawronski/a-strasburgo-leuro-carovana-degli-sprechi/388198"></link>
  <updated>2009-01-14T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>388198</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo del Partito popolare europeo (Democratici-cristiani) e dei Democratici europei) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il mese scorso i deputati europei hanno votato a Strasburgo un ambizioso pacchetto di misure per lottare contro il cambiamento climatico. L’Unione europea vuole essere all’avanguardia in questo campo e spera così d’incoraggiare la nuova amministrazione Usa di Barack Obama a collaborare. Ma in parallelo alla lotta al riscaldamento globale, il Parlamento europeo si gioca la sua credibilità anche su un altro fronte, il mantenimento della sua doppia sede, a Bruxelles e a Strasburgo.

&lt;p&gt;
Per più di trecento giorni l’anno, l’enorme palazzo di vetro in Francia resta desolatamente vuoto e Strasburgo appare come una città sonnolenta, in attesa di una magia che la risvegli. Poi una volta al mese, per quattro giorni, tutto cambia: settecentocinquanta deputati europei e migliaia di assistenti, consulenti, diplomatici e giornalisti si riversano sulla città alsaziana per seguire le sessioni di voto e non si trova più un taxi o un posto in albergo o un tavolo al ristorante. Una grande carovana che infonde linfa vitale nell’economia di Strasburgo, ma che costa ai contribuenti europei oltre 200 milioni di euro l’anno. C’è poi un altro costo che comincia a suscitare altrettanto scandalo, ed è appunto il costo per l’ambiente, che si aggira secondo calcoli attendibili intorno alle 90 mila tonnellate di anidride carbonica (CO2) l’anno.

&lt;p&gt;
La doppia sede del Parlamento apre una falla nella credibilità dell’Europa sulla questione climatica e alimenta l’idea di istituzioni lontane dalle opinioni dei cittadini che le hanno elette. Abolire le sessioni di Strasburgo non è facile. La posizione geografica di questa piacevolissima città al confine tra la Francia e la Germania la rende un simbolo della riconciliazione del dopoguerra e la nostalgia per quello che Strasburgo ha rappresentato è ancora forte. L’ostacolo maggiore, tuttavia, è di natura legale: il trattato di Maastricht, firmato nel 1992 dai leader dell’allora Europa dei 12, ha stabilito che il Parlamento abbia la sua sede a Strasburgo. E oggi per fermare la carovana mensile verso questa città è necessario l’accordo di tutti i governi europei. Ma chi segue i contorti negoziati della politica europea sa che trovare un’intesa tra 27 Paesi non è cosa facile. E se poi anche la si trovasse, la Francia, come ha sempre dichiarato, porrebbe il veto per difendere il suo prestigio e l’economia della città alsaziana che vive delle sessioni del Parlamento europeo e, se ne fosse privata, entrerebbe in una crisi profonda.

&lt;p&gt;
Non sorprende quindi che la questione divida i deputati europei: il fronte anti-Strasburgo sta tuttavia rafforzandosi perché per i parlamentari è estremamente scomodo recarsi ogni mese nella città francese, isolata e mal servita dai collegamenti aerei internazionali. I deputati europei dovrebbero poter decidere dov’è la sede del loro Parlamento. Diverse iniziative sono state varate negli anni passati, per affermare questo diritto, ma senza successo. Ed è per questo che ho deciso di ricorrere a un rimedio estremo e forse controverso: chiedere ai deputati europei di boicottare una sessione del Parlamento Europeo a Strasburgo. Se un gruppo abbastanza folto di colleghi di diversi Paesi e formazioni politiche aderirà alla proposta di questo «sciopero», sarà un forte segnale al governo francese che non è più possibile perpetuare uno scandalo che lede il prestigio delle istituzioni europee.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=KG095&quot;&gt;La Stampa - Jas Gawronski&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giovanni Saverio Furio PITTELLA: I buoni risultati sul pacchetto clima ed energia servono per rilanciare l'Europa</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/09/giovanni-saverio-furio-pittella/i-buoni-risultati-sul-pacchetto-clima-ed-energia-servono-per-rilanciare-leuropa/387805"></link>
  <updated>2009-01-09T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>387805</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo socialista al Parlamento europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
L'Europa ha imboccato una strada coraggiosa e ambiziosa, divenendo leader mondiale nella lotta al cambiamento climatico e in una nuova e moderna politica energetica capace di suscitare sviluppo sostenibile, buona occupazione, crescita. E su questa strada, fino alla fine, il governo italiano ha posto intralci, non curante dei grandi vantaggi che le decisioni europee avranno anche per la società e l'economia italiana. Mi riferisco all'approvazione del pacchetto clima ed energia.&lt;br /&gt;

Questa vicenda conferma che il centrodestra italiano si muove nei confronti delle istituzioni europee in modo difensivo, presentando Bruxelles come dispensatrice di danni e se stesso come capace di ridurre gli stessi. È miopia.
Con la traduzione in misure legislative del pacchetto energia clima su cui ha lavorato in modo coerente il Parlamento europeo (che è codecisore con pari dignità del Consiglio), avvalendosi della competenza di deputati come Guido Sacconi, verrà un impulso determinante perché altri ci seguano, concorrendo con noi - penso agli USA di Obama - ad un mondo più sicuro, più vivibile, più ricco di opportunità anche occupazionali e produttive legate alla innovazione e ai settori verdi.&lt;br /&gt;

Ritengo invece mediocri le decisioni adottate in merito alla crisi economico finanziaria. Riguardo ai rischi di recessione che gravano sull'Europa, la via per rilanciare la nostra competitività sul piano mondiale è quella di aumentare la spesa pubblica. Ma va fatto con risorse europee. Dei circa 200 miliardi di euro previsti da piano di rilancio appena approvato solamente 30 provengono dal bilancio comunitario. I restanti 170 miliardi dovranno, infatti, essere sborsati dagli Stati membri. L'Unione continua ad essere ostaggio di un bilancio legato ai trasferimenti nazionali che non offre alcuna autonomia finanziaria in situazioni di crisi come quella attuale. È paradossale che continuino a restare inascoltati gli autorevoli richiami - il più recente quello del Presidente Delors di alcune settimana fa dalle colonne di &quot;Le Monde&quot; - a considerare l'opportunità di utilizzare lo strumento degli EuroBond per finanziare gli investimenti strategici europei.
All'Europa servono i mezzi per sostenere i fini ed oggi il fine primario è ridare fiato alla crescita e alla coesione attraverso un grande programma di produzione di beni pubblici comuni: energia rinnovabile, ricerca e istruzione, grandi reti infrastrutturali, mobilità dei giovani, sicurezza interna ed esterna.&lt;br /&gt;

Ma se non risolviamo il problema politico delle risorse, tutto questo sarà una pia illusione e l'Europa avrà smarrito una grande chance.&lt;br /&gt;

Farà bene dunque il Partito Democratico a farne tema centrale della prossima campagna elettorale e punto essenziale del suo raccordo con le forze riformiste e socialiste europee.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.giannipittella.org/news.asp?id=345&quot;&gt;web site - Gianni Pittella&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Andrea RONCHI: Pacchetto clima: accordo raggiunto, tutelato l'interesse nazionale; posti di lavoro e industria manifatturiera tutelati.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/12/12/andrea-ronchi/pacchetto-clima-accordo-raggiunto-tutelato-linteresse-nazionale-posti-di-lavoro-e-industria-manifatturiera-tutelati/382993"></link>
  <updated>2008-12-12T00:00:00Z</updated>
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  <id>382993</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) -  Ministro  Politiche comunitarie (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;L'accordo che i leader dei Ventisette hanno trovato oggi sul pacchetto clima-energia è motivo di grande soddisfazione per tutti noi.&lt;br /&gt;

Si tratta di un grande successo per l'Europa e per il governo italiano che, fin dall'inizio, si è battuto puntando sul gioco di squadra e su un'azione compatta e coordinata dei suoi ministri. C'è un punto molto importante che oggi tengo a sottolineare: grazie all'accordo raggiunto a Bruxelles nessun posto di lavoro italiano verrà messo a repentaglio e l'industria manifatturiera verrà pienamente tutelata.&lt;br /&gt;


Quando a settembre iniziammo a occuparci del pacchetto clima-energia ci eravamo dati il compito di proteggere l'ambiente, riducendo al contempo gli oneri, decisamente sproporzionati, a carico delle imprese italiane. Le pressioni per farci recedere dalle nostre convinzioni sono state forti ma ci siamo rifiutati di accettare la logica di coloro che avrebbero voluto farci pagare di più, a fronte di emissioni inferiori rispetto agli altri. Alla fine la nostra volontà di tutelare l'interesse nazionale si è rivelata vincente e oggi riteniamo che gli obiettivi che ci eravamo prefissati siano stati pienamente raggiunti e che sia stato trovato il giusto equilibrio tra una politica ambiziosa a tutela dell'ambiente e la salvaguardia della competitività dell'industria, soprattutto in un momento difficilissimo per l'economia internazionale.&lt;br /&gt;


In questo senso un risultato particolarmente importante è l'inserimento della clausola di revisione al marzo 2010 che consentirà di valutare se i partner internazionali prenderanno alla Conferenza di Copenaghen di fine 2009 impegni comparabili a quelli dell’Europa. In questa giornata desidero ringraziare di cuore il presidente Berlusconi per lo straordinario impegno che ha profuso in queste ore e l'intero governo che in questi mesi ha lavorato con grande intensità e coerenza. Ringrazio, infine, la presidenza francese per il ruolo equilibrato e dinamico che ha consentito di concludere una trattativa complessa con un risultato soddisfacente.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.politichecomunitarie.it/comunicazione/16306/clima-ronchi-grazie-allaccordo-tutelati-posti-di-lavoro-italiani&quot;&gt;Sito del Dipartimento delle Politiche Comunitarie&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Elisabetta ZAMPARUTTI: Clima: servono proposte in vista della Conferenza Onu sul Clima a Copenhagen</title>
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  <updated>2008-12-12T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
In seguito all’accordo raggiunto oggi sul pacchetto clima ed energia dai 27 paesi dell'Unione Europea riguardo a  come affrontare la lotta ai cambiamenti climatici e riconvertire il sistema energetico del Vecchio Continente, Elisabetta Zamparutti, deputato Radicali/Pd e membro della Commissione Ambiente, ha dichiarato:

&lt;p&gt;
 “Se non si è rotta la coesione dell’UE su pacchetto clima ed energia, occorrono però proposte concrete  in vista della quindicesima Conferenza ONU sul Clima che nel 2009 si terrà a Copenhagen, a partire proprio da politiche che incidano sul lato della domanda ponendo al centro l’efficienza energetica così come chiesto da Radicali Italiani e Amici della Terra con un appello a cui hanno aderito, tra gli altri, Emma Bonino, Rosa Filippini, Pierluigi Bersani, Alessandro Ovi, Ermete Realacci, Chicco Testa, Pasquale Pistorio. Riguardo l’ impegno vincolante del 20% di efficienza energetica al 2020, occorre  puntare ad una riduzione del consumi del 20% rispetto al tendenziale 2020, ottenendo così in pochi anni benefici netti per i cittadini e le imprese, e un risparmio di importazioni di combustibili fossili pari a circa 9,5 miliardi di euro nel 2020, ed equivalente a circa 50 miliardi nel periodo 2008-2020. &lt;br /&gt;

E’ inoltre sempre più urgente porre la questione demografica al centro di modelli di sviluppo energetico e ambientale che portino effettivi benefici alla collettività e che minimizzino l'impatto sulle risorse naturali, paesaggistiche ed ambientali. L’Italia sappia farsi forte di queste proposte in vista della Conferenza di Copenhagen tenendo anche conto del cambiamento della presidenza americana”. 
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=133836&quot;&gt;Radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Andrea RONCHI: Escludere l'industria manifatturiera dal pacchetto UE sul clima</title>
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  <updated>2008-12-05T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) -  Ministro  Politiche comunitarie (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Questa mattina alla presidenza francese di turno dell’Ue abbiamo ribadito tutte le nostre preoccupazioni per le pesanti ricadute che il Pacchetto Clima per la riduzione delle emissioni di gas-serra puo’ avere sul sistema industriale italiano e sui consumatori. Abbiamo chiesto con forza che dal pacchetto sia escluso il sistema manifatturiero per salvaguardare le imprese e il potere d’acquisto dei cittadini. Stiamo lavorando. Ci sono le condizioni per un accordo, ma noi abbiamo ribadito con forza la nostra posizione, la posizione del governo italiano&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.industriale-oggi.it/archives/00018793.html&quot;&gt;AGI&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Elisabetta ZAMPARUTTI: Clima: fare dell'efficienza energetica la priorità</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/12/04/elisabetta-zamparutti/clima-fare-dellefficienza-energetica-la-priorit%C3%A0/382698"></link>
  <updated>2008-12-04T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La crisi economica, energetica, l'emergenza clima, impongono una politica che renda prioritario l' obiettivo dell'efficienza energetica, in Italia, in Europa e nel contesto globale, iniziando dalla cooperazione con i Paesi a noi più vicini. Non basta quindi togliere la retroattività alle norme che ostacolano la detrazione delle spese per efficienza energetica. Occorre una iniziativa in sede europea per integrare il pacchetto energia con  misure utili a conseguire effettivamente l'obiettivo del 20% di efficienza al 2020. Solo così *la strategia europea su energia e clima può portare ad un saldo costi benefici positivo per l'Europa intera e più equo per l'Italia *ottenendo in pochi anni benefici netti per i cittadini e le imprese, con un risparmio di importazioni di combustibili fossili pari a circa 9,5 miliardi di euro nel 2020, ed equivalente a circa 50 miliardi nel periodo 2008-2012.

 

&lt;p&gt;
L'assenza di iniziativa di questa maggioranza sull'efficienza e la contestuale richiesta in sede europea di dilazionare e attenuare le misure del pacchetto energia stanno portando il nostro paese su posizioni di retroguardia e a stringere alleanze con paesi dell'est che non eccellono per efficienza. Un impegno stringente per l'efficienza energetica significa promuovere un settore caratterizzato da piccole e medie imprese, sempre più attente alle prospettive di internazionalizzazione sui mercati esteri, in particolare su quel grande mercato di prossimità che è il Mediterraneo, e costituisce uno strumento  essenziale per superare la crisi.

 
&lt;p&gt;
Quanto all'alleggerimento delle bollette, il Governo farebbe bene a dire ai cittadini qual è l'impatto della sua proposta contenuta nel DL sull'emergenza rifiuti in Campania che estende la possibilità di riconoscere gli incentivi del CIP6 - pagati direttamente dai cittadini in bolletta - ad impianti di smaltimento dei rifiuti che nulla hanno a che fare con il finanziamento a fonti rinnovabili a cui il CIP6 dovrebbe essere invece destinato.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=133265&quot;&gt;Radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Andrea RONCHI: No all'attuale pacchetto energia, Confindustrie europee d'accordo con noi; sì a Kyoto, ma Italia non deve pagare più degli altri.</title>
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  <updated>2008-12-03T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) -  Ministro  Politiche comunitarie (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;[Il pacchetto Ue ‘Clima-Energia’] e’ motivo di grande preoccupazione per il mondo delle imprese, delle industrie e della produzione. Basti ascoltare le parole del presidente di Confindustria. Parole che io condivido totalmente. &lt;br /&gt;
Noi vogliamo tutelare da una parte l’ambiente, dall’altra il sistema produttivo e i cittadini. Ma se accordo non ci sara’ noi siamo determinati a mettere il veto. Non ci puo’ essere alcun pregiudizio nei confronti delle richieste dell’Italia. Tutte le Confindustrie europee sono su questa stessa linea. &lt;br /&gt;
Mi hanno accusato, quando siamo partiti a settembre con questa riflessione, di essere isolati, oggi sono molto orgoglioso di vedere che sulle nostre posizioni ci sono anche il sistema della produzione e della piccola e media impresa eurpeo e italiano. &lt;br /&gt;

[...] Se il pacchetto clima dovesse passare ci sarebbero pesanti ripercussioni anche nelle bollette dei singoli cittadini, una forte penalizzazione del sistema industriale, soprattutto manifatturiero. [...] In un momento di crisi come questo, il sistema delle imprese non puo’ avere ulteriori aggravi, dobbiamo pensare alla ricerca, allo sviluppo. Non vogliamo abbandonare Kyoto, perche’ l’ambiente e’ una risorsa e un dovere. Vogliamo solo chiedere all’Unione europea un accordo equo, anche perche’ non si vede per quale motivo l’Italia debba pagare piu’ degli altri. L’Europa deve dare un segnale di attenzione verso l’ambiente, senza discriminazioni, senza avvantaggiare nessuno.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.industriale-oggi.it/archives/00018729.html&quot;&gt;AGI&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Elisabetta ZAMPARUTTI: Clima: Confindustria e Governo sostengano l'impegno sull' efficienza energetica</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/12/02/elisabetta-zamparutti/clima-confindustria-e-governo-sostengano-limpegno-sull-efficienza-energetica/382661"></link>
  <updated>2008-12-02T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Confindustria, anche in vista dell’incontro con il presidente francese e di turno

dell'Unione europea Francois Sarkozy, e il Governo in sede europea sostengano un impegno vincolante sul 20% di efficienza energetica essendo l’efficienza un elemento concorrente alla riduzione del 20% di gas serra e all’aumento del 20% di produzione di energia da fonti rinnovabili. Sostenere misure utili a conseguire effettivamente l'obiettivo del 20% di efficienza al 2020 significa voler raggiungere gli altri due obiettivi con maggior flessibilità e minor costi per il sistema Paese, senza dover tutelare esclusivamente un comparto produttivo – il manifatturiero- ma puntando invece su un settore –quello dell’efficienza energetica - che presenta una delle migliori performance al mondo. 

&lt;p&gt;
E’ dimostrato che la riduzione delle importazioni di energia rispetto ai livelli del 2005 che  conseguirebbe dal risparmio energetico sarebbe tale da portare ad un saldo costi benefici positivo per l'Europa e più equo per l'Italia.

&lt;p&gt;
Confidustria si pronunci pubblicamente su questa proposta dei Radicali per un impegno stringente sull’efficienza energetica in ambito europeo e nazionale a fronte di un Governo che manifesta una inadeguatezza della politica ambientale ed energetica e  continua a proporre misure, comprese quelle nel decreto anticrisi, che ostacolano le famiglie nel risparmio sulle bollette per interventi di efficienza energetica.
 

 
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=133162&quot;&gt;Radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
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