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  <title>Openpolis - Argomento: Friuli Venezia Giulia</title>
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  <updated>2012-01-05T00:00:00Z</updated>
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  <title>William TAMI: WELFARE PADANO è salvo in FVG, passa la linea della Lega Nord </title>
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  <updated>2012-01-05T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Pavia di Udine (UD) (Gruppo: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Attacchi, polemiche, addirittura insulti. 
Ma alla fine, il “welfare padano è salvo”. 
In Friuli Venezia Giulia, avranno accesso ai servizi della rete di protezione sociale (carta famiglia, bonus bebé, mutui agevolati e altre misure di sostegno) tutti i cittadini italiani e della Comunità Europea residenti in regione da almeno 2 anni. 
A questi, si aggiungeranno gli extracomunitari in possesso del permesso di lungo soggiorno: ovvero, quelli residenti sul suolo nazionale da 5 anni, e che abbiano raggiunto una condizione di autosufficienza. 
Anche loro, dovranno comunque risiedere in Fvg da almeno due anni. 
Per il Carroccio, si tratta di un “buon compromesso, anche se noi avremmo ulteriormente inasprito i criteri. Ma ci saremmo esposti al rischio di impugnazione”. 
Le altre forze della maggioranza, al netto di giudizi non sempre entusiastici, hanno votato a favore. Da Pd, Idv e Sinistra radicale sono, invece, volati gli stracci. E un voto contrario. 
La legge è stata percepita come una creatura leghista “razzista, triviale e barbara”. 
Denunciando il dilagare di un mercato degli schiavi degno dei più bassi istinti dell’imperialismo. Parlando di una sinistra imbevuta di retorica, che finge di tutelare gli immigrati, ma nasconde appetiti inconfessabili e vuole speculare sulla pelle di ogni singolo extracomunitario. E inchiodando “e sedicenti associazioni umanitarie, che lucrano sulla buonafede e alimentano un meschino mercimonio alle spalle di chi si affida alle loro cure. Secondo la Lega Nord del Friuli Venezia Giulia le accuse di razzismo che ci vengono rivolte sono ridicole. Noi cerchiamo di garantire una rete di protezione sociale che protegga la nostra società. La sinistra, posseduta da istinti vagamente nichilisti, vuole punire i nostri corregionali e cerca di creare canali preferenziali per gli immigrati. Dietro la filantropia di facciata, si nasconde un forte odore di banconote. Per qualcuno, ogni immigrato vale tanti euro quanto pesa. 

Oggi il Pd è al governo. Anziché mettersi di traverso, dovrebbe contribuire a far approvare la legge. 
Invece, alza le barricate. I cittadini sappiano cosa succede. 
Solo la Lega si sfila dai giochi di potere e si schiera con il popolo. &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://leganordpaviadiudine.blogspot.com/2012/01/welfare-padano-e-salvo-fvg-passa-la.html&quot;&gt;Privata&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>William TAMI: Il Friuli Venezia Giulia riduce i consiglieri. Prima Regione in Italia a Tagliare Poltrone </title>
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  <updated>2011-11-25T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>622071</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Pavia di Udine (UD) (Gruppo: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il consiglio regionale ce l’ha fatta.&lt;br /&gt;
 
Prima Regione in Italia, il Friuli Venezia Giulia ha approvato, nei tempi prefissati, la proposta di legge di riduzione dei consiglieri regionali. 
A maggioranza con 29 sì, 15 astenuti e 5 contrari la legge-voto è stata partorita dal Parlamentino di piazza Oberdan.
La norma di modifica allo Statuto di autonomia stabilisce che il numero dei consiglieri regionali sia di uno ogni 25 mila abitanti e non più di uno ogni 20 mila come auspicato dal presidente della Regione Renzo Tondo e, dunque, probabilmente, dal 2013 i seggi saranno 47 o 48 rispetto agli attuali 59.
&lt;p&gt; 
Soddisfatto il presidente Tondo. Ha dichiarato che «è stata una giornata di buona democrazia che in quest'aula ha fatto un passo in avanti. Per il Friuli Venezia Giulia, si tratta di un momento storico coerente e in linea con il percorso programmatico che ho indicato lo scorso 27 settembre». L'auspicio ora è che «il legislatore nazionale prenda atto della volontà del Consiglio regionale per dare seguito a quanto è stato ampiamente votato nel rispetto dell'autonomia della nostra regione», precisa il presidente.
&lt;p&gt;

La norma, di rango costituzionale, verrà adesso presentata al Parlamento e dovrà affrontare una doppia lettura, alla Camera e al Senato. «Abbiamo dato una risposta equilibrata e non demagogica - aggiunge Tondo, convinto che la legge avrà una corsia preferenziale in sede parlamentare -. La riduzione dei consiglieri è un anello della catena delle riforme. Continueremo su questa strada» ha concluso.

&lt;p&gt;

Durante l'intenso dibattito in aula non sono mancati i distinguo. I voti contrari sono stati quelli di Sinistra Arcobaleno e Italia dei Valori: «Si riduce la rappresentanza democratica anziché quella dei costi della politica, per i quali si poteva procedere subito dimezzando le indennità e togliendo i vitalizi», spiega Corazza (Idv). Ad astenersi dal voto sono stati Un'Altra Regione, Fli, Cittadini e il Partito democratico: quest'ultimo, pur sposando l'idea della riduzione, si è astenuto a causa della bocciatura dell'emendamento che suggeriva di istituire il numero fisso di 48 eletti. 
&lt;p&gt;
Per il presidente del Consiglio Franz «la legge-voto rappresenta il primo tassello di una serie di provvedimenti che toccano la riduzione dei costi della politica, un impegno che mi ero personalmente assunto».
Dopo l'approvazione in doppia lettura al Parlamento, il Consiglio regionale prenderà in esame anche una revisione della legge elettorale regionale, da armonizzare allo Statuto modificato.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://leganordpaviadiudine.blogspot.com/2011/11/il-friuli-venezia-giulia-riduce-i.html&quot;&gt;Privata&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>William TAMI: &quot;L'assessore Seganti a Pavia di Udine per presentare il &quot;Bignami&quot; per l'accesso al credito&quot;</title>
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  <updated>2011-10-10T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>609801</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Pavia di Udine (UD) (Gruppo: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Dopo il successo della “Gazebata” Leghista, svoltasi nello scorso mese di marzo, i giovani Leghisti della zona propongono un incontro, rivolto alle aziende e a tutta la Cittadinanza per affrontare assieme il tema dell’accesso al credito offerto dalla Regione Friuli Venezia Giulia per lo sviluppo del Territorio.&lt;br /&gt;

Venerdì 14 ottobre alle ore 20.30 nella sala dell’ex scuola elementare di Pavia di Udine, l’Ass. Reg. alle attività Produttive Federica Seganti e il Cons. Reg. Ugo De Mattia illustreranno questo nuovo strumento atto a sburocratizzare e velocizzare il rapporto tra Regione e Privato.
&lt;p&gt;
Nelle appena quaranta pagine che compongono, questo “Bignami”, sono infatti descritte, in breve e con estrema chiarezza, tutte le modalità per ottenere contributi a fondo perduto, prestiti agevolati e finanziamenti per i settori dell'industria, dell'artigianato, del commercio, dei servizi e del turismo.
&lt;p&gt;
“Un evento importante - spiega il Consigliere Comunale e organizzatore dell’evento Tami William – che dimostra come la Regione sia vicina al Cittadino con atti che vanno a semplificare la vita delle piccole imprese e degli artigiani”.
“La nostra zona ricca di insediamenti industriali (ZIU, Zona San Mauro) e di numerose aziende artigiane ha bisogno di un rilancio per uscire da questa profonda crisi e solamente con la vicinanza delle istituzioni dal punto di vista economico, può trovare la via per presentare sul mercato prodotti che con il rapporto qualità-prezzo-innovazione possano competere con l’avanzata dell’onda Asiatica”. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://leganordpaviadiudine.blogspot.com/&quot;&gt;blog&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>William TAMI: Basta proclami, i giovani aspettano i fatti</title>
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  <updated>2011-08-17T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>590974</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Pavia di Udine (UD) (Gruppo: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Ogni giorno un giornale e vedo solo tante polemiche sui costi della politica e pochi fatti concreti.
Ad oggi i veri tagli li ha proposti solo la Lega Nord, ma a qualcuno a Roma e a Trieste non piacciono né a destra, né a sinistra.
Si possono fare Petizioni, si possono fare promesse, ma ciò che si aspettano i giovani, le famiglie, gli anziani, sono delle risposte, dei fatti che possano far ripartire quel meccanismo che ha portato il nostro paese ai vertici mondiali dell’economia.
&lt;p&gt;
Come pubblicato da diversi giornali basta fare una Legislatura in Regione FVG per percepire al mese 1676 euro di vitalizio; e che ad oggi un Consigliere semplice senza Commissioni, né Presidenze, né Assessorati, percepisce 7460 euro al mese per i 5 anni di legislatura.
&lt;p&gt;
Ora cosa dovrebbe dire un impiegato medio che prende 1200 euro mensili?
Ad oggi solo il ministro Roberto Calderoli ha  presentato una riforma Costituzionale concreta, per il dimezzamento dei parlamentari (portandoli a 500), l’eliminazione dei Senatori a Vita, l’eliminazione delle Circoscrizioni all’Estero, lo stipendio a cottimo per i Parlamentari ed esponenti di Regione e Province, accorpamento di 36 piccole province, eliminazione di assessori, consiglieri regionali e provinciali in esubero, accorpamento piccoli comuni e infine l’eliminazione dei vitalizi partendo da questa legislatura.
&lt;p&gt;
Ora vorrei chiedere al Sig. Massimo Blasoni (PDL dal 2003 Consigliere Regionale FVG) e al Sig. Carlo Giacomello (PD) quanti dei loro Rappresentanti Politici a settembre voteranno a favore di questa riforma con la Lega Nord?&lt;br /&gt;

La risposta credo di conoscerla ma mi auguro che non sia così.
Intanto continuo a rimanere dell’opinione che i Giovani d’oggi come me si aspettano FATTI dai nostri Politici, non Proclami Elettorali che tra un po’ di mesi come d’incanto rimarranno solamente tali.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://leganordpaviadiudine.blogspot.com/&quot;&gt;Blog personale&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>IGOR KOCIJANCIC: “Basta con la guerra delle braccia”: A Trieste porto bloccato</title>
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  <updated>2011-05-22T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>572632</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Friuli Venezia Giulia&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
I lavoratori bloccano il Porto di Trieste, da Genova rispondono “siamo solidali”.
&lt;p&gt;I lavoratori bloccano il Porto di Trieste e le Organizzazioni Sindacali si vedono costrette a proclamare lo sciopero generale dei portuali triestini.

&lt;p&gt;
In risposta alle agitazioni dello scalo triestino, arriva la solidarietà dei portuali genovesi con messaggi di sostegno alla lotta dei loro colleghi e compagni.

&lt;p&gt;
I Porti italiani tornano ad infiammarsi, ad accendere la miccia è la vicenda della messa in liquidazione della Cooperativa Primavera che opera nel Porto di Trieste nell’ambito di quello che in gergo portuale è “l’articolo 16”: cioè lavori di carico e scarico delle navi, trasbordo, deposito, movimento merci e altri servizi portuali.

&lt;p&gt;
Operazioni e servizi svolti a favore dei terminalisti: i nuovi padroni dei Porti post-privatizzazione che, operando in regimi di semi monopolio e senza essere soggetti ad alcun controllo pubblico, possono permettersi di dettare legge negli scali italiani. A partire, ovviamente, dal fronte del lavoro, da sempre nel mirino di chi intende spazzare via diritti e tutele per allargare a dismisura i propri profitti.

&lt;p&gt;
Se nel Porto di Genova il nemico principale dei padroni delle banchine è la storica Compagnia Unica, a Trieste, l’elevata frammentazione del lavoro ha già creato un terreno favorevole ad ulteriori giri di vite.

&lt;p&gt;
Nel Porto di Trieste, infatti, anche quel poco che era rimasto della Compagnia Portuale è stato spazzato via dall’offensiva dei terminalisti che ora dispongono del controllo più assoluto sul “lavoro temporaneo” (articolo 17) avendo essi stessi costituito la società Minerva che si occupa delle prestazioni da rendere nei “picchi di lavoro”.

&lt;p&gt;
E dove non arrivano direttamente, i terminalisti scelgono di strangolare gli altri soggetti che organizzano il lavoro nel Porto in modo da imporre le condizioni che loro stessi stabiliscono.

&lt;p&gt;
Si tratta principalmente delle cooperative, autorizzate ad operare nel Porto triestino da una legge risalente al 1931, e che, prive di qualsiasi sostegno da parte di chi (Autorità Portuale in primis) dovrebbe vigilare sulla corretta applicazione delle normative, si vedono costrette a sopravvivere quotidianamente in una selvaggia “guerra delle braccia”.

&lt;p&gt;
La concorrenza è spietata: nel Porto di Trieste sono autorizzate ad operare 34 imprese di operazioni e servizi portuali; essendo in sovrannumero i terminalisti possono metterle in concorrenza tra loro premendo per l’abbassamento delle tariffe. Cioè per abbassare il costo del lavoro e cancellare diritti e tutele.

&lt;p&gt;
E’ proprio questo l’elemento centrale su cui si gioca la quotidiana “guerra delle braccia”: nonostante esista una tariffa per le operazioni portuali deliberata dall’Autorità Portuale, i terminalisti cercano in ogni modo di abbassarla mettendo in concorrenza i lavoratori tra loro.

&lt;p&gt;
Chi accetta di subire gli abbassamenti tariffare imposti dai terminalisti lavora; gli altri no.

&lt;p&gt;
È stato proprio il meccanismo di compressione del costo del lavoro a segnare il destino della Cooperativa Primavera che occupa 98 dipendenti: il fatturato della Cooperativa nei primi due mesi del 2011 è stato di 640mila euro a fronte di costi pari a 670mila.

&lt;p&gt;
Questo perché la Cooperativa Primavera applica correttamente il Contratto Nazionale di Lavoro: a dimostrazione del fatto che le tariffe pagate dai terminalisti sono ampiamente insufficienti a garantire il pagamento del lavoro così come previsto dal Contratto Nazionale.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Sul tema era intervenuto con una interrogazione urgente il consigliere regionale di Rifondazione Igor Kocijancic.&lt;/b&gt;

&lt;p&gt;
Sono i quattro terminalisti principali (Maneschi, TMT – Gruppo Gavio; Samer e Pacorini) a decidere le condizioni di lavoro nel Porto di Trieste, senza che chi deve controllare la corretta applicazione della tariffa e delle condizioni di sicurezza muova un dito per garantire il rispetto di quanto stabilito.

&lt;p&gt;
Succede così che non tutti i soggetti operanti in Porto applichino il Contratto Nazionale di Lavoro dei Porti; che dilaghi il lavoro nero; che le condizioni di sicurezza siano quantomeno preoccupanti.

&lt;p&gt;
“Nel 2006 bloccammo il Porto per quattro giorni – spiegano i portuali - a seguito di un grave incidente: ottenemmo in Prefettura un documento sulla sicurezza: quelle carte sono state prontamente chiuse in un cassetto e rimaste largamente inapplicate”.

&lt;p&gt;
Per questo i portuali triestini non si fidano più di accordi e protocolli d’intesa destinati a rimanere soltanto sulla carta.

&lt;p&gt;
“Oggi siamo qui per la Cooperativa Primavera, ma domani potremmo ritrovarci a bloccare il Porto per uno qualsiasi degli altri soggetti che vi operano: per questo la battaglia di questi giorni è di tutti i lavoratori portuali, non solo quelli di una impresa”.

&lt;p&gt;
I portuali triestini chiedono che si superi la frammentazione del lavoro in tante imprese, tutte in spietata concorrenza tra loro, che venga costituito un unico soggetto del lavoro portuale, che venga applicato a tutti i Contratto Nazionale e che le tariffe pagate dai terminalisti consentano di coprire l’intero costo del lavoro, così come stabilito dalla norme. &lt;br /&gt;
 &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.controlacrisi.org/joomla/index.php?view=article&amp;catid=36&amp;id=14701&amp;tmpl=component&amp;print=1&amp;layout=default&amp;page=&amp;option=com_content&amp;Itemid=68&quot;&gt;controlacrisi.org - Matteo Gaddi &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Debora Serracchiani: FVG\Benzina. Da UE altro nulla osta a sconti</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/03/04/debora-serracchiani/fvgbenzina-da-ue-altro-nulla-osta-a-sconti/558858"></link>
  <updated>2011-03-04T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>558858</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire, ma la Giunta Tondo è come le tre scimmiette: non sente, non vede e soprattutto non vuole parlare. Era legittimo attendersi che, con la comunicazione dell'Unione europea in tasca, la Regione non avrebbe aspettato un giorno per applicare una legge attesa dai cittadini e dalle categorie, e che in più porta risorse nelle casse regionali. Invece dopo quasi un mese è ancora silenzio tombale.
&lt;p&gt; Sacrosante perciò le proteste dei benzinai. Se servono altre notizie dall'Europa forse alla Giunta potrà essere utile la lettera che ho ricevuto il 2 marzo scorso dalla DG &quot;Taxation and customs union&quot; della Commissione europea, in cui si conferma quanto già detto dalla DG Concorrenza e cioè che &quot;l'Italia non ha notificato alla Commissione la legge in questione&quot; e in cui si aggiunge che, riguardo la questione se lo sconto introdotto dalla nuova legge regionale comporti una riduzione del tasso di accisa, &quot;la Commissione non ha preso alcuna posizione definitiva a questo riguardo&quot;. Spero che stavolta, mentre infuria il caro-benzina la Giunta si muova&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/regioni-FVG_BENZINA__SERRACCHIANI_(PD)__DA_UE_ALTRO_NULLA_OSTA_A_SCONTI-586721--.html&quot;&gt;Agenzia ASCA&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Debora Serracchiani: Intermodalità, affonda il progetto del mega porto di Trieste?</title>
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  <updated>2011-03-04T00:00:00Z</updated>
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  <id>558824</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Alla fine il centrodestra è riuscito ad affondare anche la più grande occasione per Trieste e la portualità regionale. Avevamo davanti a noi  l’investimento che poteva rilanciare la vocazione logistica di tutto il Friuli Venezia Giulia e invece ora varca il confine e se ne va a Capodistria, nella migliore delle ipotesi. 
&lt;p&gt;C’era Maersk pronta a spostare i traffici dal nord Europa all’Adriatico, con le ricadute immaginabili, e ora per vedere quei TEU si dovrà andare da Luka Koper. 
&lt;p&gt;Frattini, Tondo e gli altri dovranno spiegare ai cittadini di questa regione come hanno potuto permettere che qui a Unicredit fosse letteralmente impedito di investire. 
&lt;p&gt;I veti incrociati e l’immobilismo sono il cancro del nostro Paese, e si sono avvinghiati anche alla nostra Regione: finiranno per asfissiarci se non ci decidiamo a cambiare in fretta. In questo caso, larga parte della responsabilità se la devono prendere i vertici nazionali e regionali del Pdl: c’è chi non ha saputo fare sistema e chi ha decisamente remato contro. Ma non pensi di sottrarsi nemmeno la Lega, regionale e triestina, che in questa partita si è rinchiusa nel più rigoroso silenzio, ubbidiente agli ordini del quartier generale veneto. 
&lt;p&gt;Il Governo per non dispiacere a interessi territoriali o personali, ha rinunciato a prendere decisioni strategiche, ma può ancora tener aperti spazi all’investimento privato a Monfalcone: ci pensi prima di fare il deserto.&quot;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://stradafacendo.tgcom.it/wpmu/2011/03/04/intermodalita-affonda-il-progetto-del-mega-porto-di-trieste/&quot;&gt;http://stradafacendo.tgcom.it/&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>ENRICO GHERGHETTA: Popolarità, Romoli scende e Gherghetta sale</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/01/11/enrico-gherghetta/popolarit%C3%A0-romoli-scende-e-gherghetta-sale/556883"></link>
  <updated>2011-01-11T00:00:00Z</updated>
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  <id>556883</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Provincia Gorizia (Partito: PD) - Pres. Giunta Provincia Gorizia (Partito: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Se Atene piange, Sparta ride. Sì, Gherghetta esce tutto sommato bene dal sondaggio. Si piazza, sì, all’82ma posizione (su 104 province italiane) ma è anche vero che rispetto allo scorso anno guadagna due punti percentuali in più di consenso. Era al 50%, oggi è al 52. 
&lt;p&gt;
«”Il Sole 24 Ore&quot; dice che ho perso il 6,9% dei consensi rispetto alle elezioni di cinque anni fa. Non è così, perché si prende in considerazione il risultato del ballottaggio. Al primo turno ottenni il 48,5% e oggi sono accreditato del 52 per cento: quindi, la variazione è all’insù».
Gherghetta, al di là di questa precisazione, sottolinea che «i sondaggi lasciano il tempo che trovano». Salvo, poi, aggiungere: «è importante che la percentuale sia sopra il 50%. Credo che per le elezioni provinciali abbiamo buone possibilità di vittoria».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://ricerca.gelocal.it/ilpiccolo/archivio/ilpiccolo/2011/01/11/GO_13_APER.html&quot;&gt;Il Piccolo&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>ENRICO GHERGHETTA: Nella città dei clandestini gli stranieri sono una rarità</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/01/10/enrico-gherghetta/nella-citt%C3%A0-dei-clandestini-gli-stranieri-sono-una-rarit%C3%A0/556873"></link>
  <updated>2011-01-10T00:00:00Z</updated>
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  <id>556873</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Provincia Gorizia (Partito: PD) - Pres. Giunta Provincia Gorizia (Partito: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il contesto geopolitico della provincia di Gorizia - si legge nell’approfondito report dell’ente guidato da Enrico Gherghetta - a seguito dell’entrata dell’Unione europea della vicina Slovenia ha visto mutare il ruolo di ponte fra l’Europa comunitaria e l’Est europeo, da cortina di ferro a porta d’entrata. I dati evidenziano che la popolazione straniera è composta principalmente da maschi, che i residenti hanno un’età relativamente bassa e che la presenza su tutto il territorio provinciale è dovuta principalmente al lavoro. Si osserva (sempre a carattere provinciale, ndr) un numero cospicuo di permessi di soggiorno concessi per motivi familiari (ricongiungimenti).&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://ricerca.gelocal.it/ilpiccolo/archivio/ilpiccolo/2011/01/10/GO_14_APRE.html&quot;&gt;Il Piccolo&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>ENRICO GHERGHETTA: Appello all’unità: «L’importante è fare sistema»</title>
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  <updated>2011-01-10T00:00:00Z</updated>
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  <id>556872</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Provincia Gorizia (Partito: PD) - Pres. Giunta Provincia Gorizia (Partito: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il presidente della Provincia, Enrico Gherghetta, richiama all’unità dell’Isontino, per affrontare e vincere la crisi economica. «Uno dei fattori fondamentali per garantire l’equilibrio territoriale, ma anche per superare le attuali difficoltà legate alla crisi economica - osserva - è l’unità della provincia di Gorizia, intesa nella rappresentatività di tutti i 22 Comuni che la compongono. Questa costituisce la nostra forza, è elemento imprescindibile per evitare di soccombere a logiche e decisioni prodotte altrove». In questo senso, Gherghetta ricorda il Patto territoriale provinciale per lo sviluppo, una sorta di ”osservatorio permanente” utile ad analizzare e affrontare i problemi e le emergenze. Il presidente cita anche la modalità scelta in relazione alle riunioni di Giunta itineranti, programmate nei diversi Comuni dell’Isontino, «nei luoghi istituzionali - spiega -, ma anche nei luoghi di lavoro o di svago. È un segnale di attenzione e di presenza dell’istituzione provinciale nel territorio, un modo per essere vicini al cittadino».
Gherghetta supera i confini geografici parlando di «comunità provinciale»: «È necessario - dice infatti - far crescere e rafforzare l’idea di comunità provinciale. La collocazione fisica dei servizi rappresenta solo un elemento di comodità, ma non pregiudica lo sforzo e la sensibilità rivolta all’intero territorio. Siamo di fronte ad una realtà che, da un alto, impone la razionalizzazione per offrire servizi efficienti e a basso costo e, dall’altro, deve tener conto del contatto con il territorio. Ma se il decentramento significa maggiori spese, meglio la centralizzazione a favore dell’efficacia e dell’economia dei servizi».
«Va comunque ricordato - aggiunge Gherghetta - che Gorizia è capoluogo, impoverirlo dei servizi significherebbe rompere l’equilibrio esistente. Che l’imprenditoria rivendichi un proprio ruolo è condivisibile. Tuttavia, è necessario parlare di città-provincia: l’Isontino è un piccolo territorio, non trovo pertanto ragioni per rispolverare rivalità, figlie di una vecchia logica che non mi appartiene. Il vero problema oggi, infatti, è fare sistema e tutti devono sentirsi parte attiva in questo processo unitario, nessuno si deve sentire escluso». &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://ricerca.gelocal.it/ilpiccolo/archivio/ilpiccolo/2011/01/10/GO_10_PIED.html&quot;&gt;Il Piccolo&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>ROBERTO DIPIAZZA: «Trieste città immobile? Falso, ma ora se non c’è più la maggioranza si va a casa»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/10/31/roberto-dipiazza/%C2%ABtrieste-citt%C3%A0-immobile-falso-ma-ora-se-non-c%E2%80%99%C3%A8-pi%C3%B9-la-maggioranza-si-va-a-casa%C2%BB-intervista/547558"></link>
  <updated>2010-10-31T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>547558</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Trieste (TS) (Partito: FI) - Consigliere  Consiglio Comunale Trieste (TS)&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Ormai il problema del terzo mandato abortito, è già roba da antiquariato. Ma il sindaco già adesso, in mezzo alla bagarre che si sta scatenando sulla candidatura e in seguito alle lacerazioni che stanno avvenendo nel centrodestra, sostiene che «qualcuno non ha fatto bene i suoi calcoli».
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Sindaco, l’opposizione ma anche Assindustria e costruttori dicono che in città non si muove foglia.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Trieste sembra una bella addormentata. La macchina comunale sembra colta da una paralisi e intanto l’economia non gira...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Tutte storie. Per quanto riguarda il Piano regolatore è bloccata dai ricorsi dei geologi e di un cittadino. La verità è che siamo andati contro le lobby togliendo un milione e 600mila cubi di cemento. Gli ambientalisti, invece, hanno apprezzato il nostro intervento. Il piano traffico vedrà presto la luce. E ricordo che siamo sempre primi per qualità della vita.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma da più parti si dice che Dipiazza è andato in pensione prima della scadenza del mandato. In giunta non decidete più nulla...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Cazzate. Lavoro quattordici ore al giorno e ripeto, secondo i sondaggi, la mia popolarità è al top. Ma bisogna tenere conto che è cominciata la battaglia politica per le elezioni e quindi per ottenere più visibilità. Ogni tema è buono per farsi pubblicità: il Burlo, i poveri, gli spedizionieri.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma senza una vera maggioranza non si va più da nessuna parte. Ormai litigate su tutto, anche sulla cittadinanza onoraria a Muti e sulla benemerenza alla Hack....&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Problemi di maggioranza? Sono accadute alcune cose in questo ultimo anno, come la scissione dei bandelliani. Ma io non sono mai stato attaccato alla poltrona. Se non ci saranno più i numeri vuol dire che andremo a casa. In quattordici anni e mezzo di politica ho cercato di migliorare una cittadina come Muggia e una grande città come Trieste ma il sistema non spetta a me cambiarlo. Ma a chi fa le leggi.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quante volte negli ultimi tempi ha pensato di dimettersi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Mai. Non è mia natura mollare, né arrendermi. Mi vedete angosciato o preoccupato? Talvolta sono solo un po’ incazzato. Neanche il futuro mi spaventa. A parte che ho qui il mio lavoro, ma troverò sempre cosa fare. Per la politica sono un valore aggiunto perché ho voglia di fare.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma potrebbe mollare prima per fare il presidente del porto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Neanche questo è un problema, stiamo a vedere. Potrei mettere al servizio la mia esperienza.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Al porto però tiene particolarmente se al suo curriculum ha fatto allegare due pareri legali che attestano che ha i titoli per fare il presidente....&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Qualche denigratore diceva che non ho i titoli sufficienti perché non sono laureato. Ho ricoperto vari ruoli in consigli di amministrazione di autoporto, dell’aeroporto, del porto stesso. E poi ho fatto il sindaco con successo per quattordici anni e mezzo. Ho anche una laurea che in politica non tutti ce l’hanno, quella dell’onestà. &lt;br /&gt;
Mai condannato, solo un avviso di garanzia per le mense scolastiche. Una questione di cui non mi sono mai occupato direttamente. Quindi passi lunghi e ben distesi... &lt;br /&gt;
Quando ho telefonato al ministero per verificare se era indispensabile la laurea si sono messi a ridere per il mio zelo.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Già, ma potrebbe essere una preoccupazione inutile se a dicembre viene nominato il commissario per il superporto.&lt;/b&gt; 
&lt;b&gt;Possono convivere questi due ruoli?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Perché parlare di un problema se il problema non c’è? Bisognerebbe appena cambiare la legge. Figurarsi.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
A proposito del superporto, inizialmente lei era scettico. Ora ha cambiato idea...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Non cambio idea finchè una cosa non me la spiegano. Adesso ne so un po’ di più e quindi dico che potrebbe essere un ottimo investimento per la città, soprattutto in previsione del raddoppio del canale di Suez e del conseguente aumento del volume dei traffici. Ma attenzione, queste supernavi possono attraccare solo in Porto Nuovo che è adeguatamente attrezzato. Non voglio più polemiche sul Porto Vecchio.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Restiamo pure in porto. Per arrivare alla presidenza dovrà sgomitare con Marina Monassi. Con la famiglia Camber sembra aver un rapporto strano: da una parte sostiene che Piero potrebbe essere un suo degno successore e dall’altra sbarra la strada al senatore Giulio andando contro la Monassi: come si spiega tutto ciò?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Di Piero Camber ho detto che si avvicina all’identikit di quello che secondo me potrebbe essere il prossimo sindaco, tutto lì.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;E va bene, ma le sue strategie per la città non sono certo le stesse di Giulio Camber...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Non vedo il problema. Siamo sotto lo stesso tetto, trovo positivo che siano in corsa due componenti della stessa coalizione. Vinceremo in ogni caso... E poi cosa avrebbe bloccato Giulio Camber? Abbiamo fatto il piano regolatore per il porto, la gara per il Porto Vecchio, le concessioni. Non mi pare abbia messo i bastoni tra le ruote.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Diciamo, allora, che i rapporti si sono raffreddati. O no?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
No, il rapporto è buono, ci vediamo ogni sei mesi o a casa sua o a casa mia. E operativamente risolviamo tante cose. Funziona.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;E Antonione? Cos’ha, il colera che nessuno lo vuole come candidato all’interno del centrodestra?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Forse lo vedono troppo distante, a Roma ha avuto tanti incarichi importanti e ha un carattere complicato. Per il resto tanto di cappello perché è uno che lavora sodo: mi ricordo che quando era presidente della Regione, al mattino veniva ancora qui sopra in via Combi a fare il dentista. Per una persona così ho il massimo rispetto.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Sollevato di non dover fare campagna elettorale?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Il senatore Pittoni della Lega, una persona squisita che sta a Udine, recentemente mi ha detto: ma siamo sicuri che non candidarla sia stata una buona idea?
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E le ha fatto venire un dubbio...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Penso che chi ha deciso di non optare per il terzo mandato ha sbagliato. Non ha fatto una buona scelta per la coalizione solo per il timore di favorire Bolzonello a Pordenone.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Non teme che queste elezioni per un centrodestra così spaccato potrebbero tradursi in un bagno di sangue? &lt;br /&gt;
Se il centrosinistra sta solo fermo e non fa scemenze può vincere...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Il candidato del centrodestra, con il mio appoggio, avrà partita facile contro Cosolini. Ne sono convinto.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma a quali candidati garantirà il suo sostegno e a quali no?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Fare nomi ora è inopportuno, li brucerei...
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Presenterà comunque una sua Lista?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Sì, è un valore aggiunto per la città. Spazzerà via tutte quelle listine da prefisso telefonico...
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Con Menia è nato un nuovo asse politico?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
In questi anni è nata un’amicizia forte, fatta a volte anche di scontri. Ma è un rapporto solido che va oltre all’appartenenza politica. Io sono uomo di coalizione, vorrei tirare dentro tutte le anime del centrodestra.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Anche Bandelli?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Bandelli chi?
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Centri monomarca, un’occasione persa per la città.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
La mia idea era quella di dire sì per l’area Gaslini, per Dino Conti dove c’è Carnelutti e ancora per una terza che ora non ricordo. Ma non tutte sette. Non posso calare sulla città 55mila metri quadrati di nuovi centri, ammazzerei il commercio cittadino. Se vale la regola tutti o nessuno allora dico nessuno.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Trieste ha un mare incantevole, un Carso splendido ma i giovani che escono dall’università hanno poche prospettive di lavoro. Devono emigrare altrove.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Non la penso così, certo il posto fisso, quello a vita, possono scordarselo. Ma siamo sempre la città della scienza che dà lavoro a 7500 persone. Prendete il mio caso, sono venuto da Aiello a lavorare a Trieste e mi è andata bene.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://ilpiccolo.gelocal.it/stampa-articolo/2641510&quot;&gt;Piccolo di Trieste - Maurizio Cattaruzza&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>William TAMI: Friulani si nasce, non si diventa. “Minoranza vicina a chi in questo momento ne ha bisogno”</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/08/04/william-tami/friulani-si-nasce-non-si-diventa-%E2%80%9Cminoranza-vicina-a-chi-in-questo-momento-ne-ha-bisogno%E2%80%9D/503939"></link>
  <updated>2010-08-04T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>503939</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Pavia di Udine (UD) (Gruppo: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Ad un paio di settimane dalla tromba d’aria che ha colpito in maniera violenta il Comune di Pavia di Udine, è ora di fare la conta dei danni e di prendere gli opportuni provvedimenti per il loro ripristino.&lt;br /&gt;

Il Consigliere della Lista Indipendente Pavia e Lega Nord Tami William, interessatasi in prima persona assieme ad alcuni Consiglieri dei danni subiti a seguito del nefasto evento atmosferico, si interroga sul seguito che avrà questa vicenda.&lt;br /&gt;

“Innanzitutto, ci riferisce il Consigliere, è doveroso complimentarsi con la gente dei paesi colpiti.
Alle 19.30 circa dopo l’accaduto, prima dell’arrivo della Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco, la popolazione degli abitati di Risano, Chiasottis, Lauzacco, Selvuzzis, Persereano e Percoto era già in strada, con in mano motosega e attrezzi vari, per sgomberare e ripulire quanto era possibile.&lt;br /&gt;

Pertanto, prima ancora di stilare qualsiasi bilancio, occorre evidenziare come, ancora una volta, in situazioni di estrema difficoltà, i Friulani rimangano fedeli alla propria reputazione di gente attiva ed operosa.”
“In secondo luogo, continua Tami, si rende ora necessario valutare l’entità dei danni occorsi e sostenere tutti coloro che hanno visto gravemente danneggiate le proprie attività e le proprie abitazioni.&lt;br /&gt;

La stima fatta dall’Assessore Riccardi, sembra oltremodo bassa: 500mila euro sarebbero in grado di coprire solo parte dei danni. Ecco perché sarà nostra premura chiedere al Sindaco Di Bert di poter consentire una copertura totale delle spese che dovranno sostenere i Cittadini.”
“Ultima nota, forse tra le più dolenti, conclude il Consigliere, riguarda la nuova palestra di Lauzacco voluta da questa Amministrazione, il cui tetto è stato completamente divelto dalla tromba d’aria del 23 luglio scorso.&lt;br /&gt;

Ci si chiede come sia stato possibile il verificarsi di un simile scoperchiamento, a distanza di appena un anno dal termine dei lavori: da una rapida disamina dell’accaduto, pare che la copertura non sia stata realizzata a regola d’arte e secondo le normative vigenti. Indagheremo.”
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://blog.libero.it/LegaNordPaviaUd/&quot;&gt;blog.libero.it/LegaNordPaviaUd&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>ROBERTO MOLINARO: Il Ducato dei vini friulani lancia l'iniziativa sul bere responsabile.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/01/15/roberto-molinaro/il-ducato-dei-vini-friulani-lancia-liniziativa-sul-bere-responsabile/477449"></link>
  <updated>2010-01-15T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>477449</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore Regione Friuli Venezia Giulia (Partito: UDC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il Ducato dei vini friulani lancia l'iniziativa sul bere responsabile, ciclo di incontri rivolto ai giovani per educarli ad assaporare e degustare consapevolmente cibi e vini della tradizione.



&lt;p&gt;


INTERVENTO AUDIO: &lt;a href=&quot;http://www.vivaradio.it/euroregionenews/web/scheda_news.php?id=1364&quot;&gt;LINK&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.vivaradio.it/euroregionenews/web/scheda_news.php?id=1364&quot;&gt;Euroregionenews Agenzia&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Furio HONSELL: «Siamo tutti clandestini, siamo tutti cittadini»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/06/28/furio-honsell/%C2%ABsiamo-tutti-clandestini-siamo-tutti-cittadini%C2%BB/391735"></link>
  <updated>2009-06-28T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>391735</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Udine (UD) (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Consigliere  Consiglio Comunale Udine (UD) (Lista di elezione: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Honsell:«Leggi ingiuste e stupide»&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
«Basta discriminazioni»
&lt;p&gt;

«Siamo tutti clandestini, siamo tutti cittadini»&lt;br /&gt;
 Questi gli slogan scanditi, ieri, dal corteo di protesta contro il pacchetto sicurezza del Governo e la proposta di legge regionale che non garantisce l’accesso alle prestazione sociali a chi non risiede in Friuli da 15 anni.
&lt;p&gt; Secondo gli organizzatori della manifestazione, lungo le vie del centro, hanno partecipato 2 mila persone, 800 per la questura. 
&lt;p&gt;In prima fila il sindaco Furio Honsell, che, dopo lo scontro con il centro-destra, ha ribadito: &lt;br /&gt;
«A Udine siamo per la legalità e contro le leggi stupide».

&lt;p&gt;
Una protesta pacifica quella organizzata dalla Rete diritti di cittadinanza e dal Centro Balducci alla quale hanno aderito oltre 50 associazioni. In piazza Matteotti c’erano immigrati provenienti da Gorizia, Pordenone e Trieste, politici, lavoratori e gente comune.
&lt;p&gt; «È giusto esserci per testimoniare una netta contrarietà al Ddl in corso di approvazione al Parlamento che mortifica la comunità solidale» ha spiegato il senatore del Pd, Carlo Pegorer, mentre il referente dell’immigrazione della Cgil, Abdou Faye, ribadiva: «Proprio perché siamo cittadini che fanno il loro dovere diciamo “no” alle politiche regionali sull’immigrazione».

&lt;p&gt;
In piazza Matteotti i manifestanti sono arrivati alla spicciolata. Ai giovani extracomunitari con le bandiere rosse della Cgil, si alternavano le Donne in nero, con il loro striscione, piuttosto che le Rsu Zanussi o i lavoratori Safilo.

&lt;p&gt;
Dal cuore di Udine è partita anche la risposta al segretario regionale della Lega nord, Pietro Fontanini, che, nello scontro politico con il sindaco di centro-sinistra, aveva parlato di questione razziale inesistente. &lt;br /&gt;
«Non è così – hanno tuonato i manifestanti – il razzismo c’è, la proposta di legge regionale è razzista e xenofoba».

&lt;p&gt;
Tra slogan e striscioni che recitavano «Fermeremo il virus del razzismo», alle 16 il corteo ha lasciato il cuore della città per attraversare le vie del centro.
&lt;p&gt; Lungo il tragitto le diverse anime della protesta rappresentate, tanto per citare qualche esempio, dalla suora e dalla signora con il velo, camminavano fianco a fianco creando un bel colpo d’occhio e davanti alla stazione c’era chi cantava a gran voce «odio la Lega».

&lt;p&gt;
Da qui il lungo serpentone di bandiere rosse ha imboccato via Percoto per arrivare qualche minuto più tardi in piazza Venerio e osservare un minuto di silenzio per le sofferenze del popolo iraniano. &lt;br /&gt;
Da quel palco il coordinatore di Rete diritti di cittadinanza, Michele Negro, ha spiegato che «l’obiettivo dell’iniziativa è dare un segnale forte di civiltà alla maggioranza regionale che, su proposta della Lega, sta cancellando i diritti delle persone, escludendo dai benefici assistenziali coloro che non risiedono in regione da almeno 15 anni».

&lt;p&gt;
Bocciato pure il pacchetto sicurezza del Governo che obbliga gli stranieri a esibire il permesso di soggiorno per registrare all’anagrafe un neonato. &lt;br /&gt;
Da quel palco, gli organizzatori della protesta hanno annunciato di aver raccolto 1.500 firme per chiedere alla Regione di ritirare la proposta di legge 39 e di convocare la Conferenza regionale sull’immigrazione. &lt;br /&gt;
La petizione sarà consegnata ai capigruppo, che hanno già ricevuto le ragioni del dissenso, a settembre.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://messaggeroveneto.gelocal.it/stampa-articolo/1662517&quot;&gt;Messaggero Veneto - Giacomina Pellizzari&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Federico Calzavara: I vent'anni del coro Allegra Primavera</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/05/15/federico-calzavara/i-ventanni-del-coro-allegra-primavera/391258"></link>
  <updated>2009-05-15T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>391258</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Pianiga (VE) (Lista di elezione: CEN-DES(LS.CIVICHE)) - Assessore  Comune Pianiga (VE) (Partito: CEN-DES(LS.CIVICHE)) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
 Pianiga. Tutto pronto per domani alle 21 al Teatro di Piazza Mercato per la manifestazione corale «Vocinsieme», organizzata dal Coro femminile «Allegra Primavera» di Pianiga nella speciale occasione del 20 anniversario della fondazione del coro diretto e fondato dal maestro Roberto Artusi. Saranno presenti alla serata il Coro «Vos de Mont» di Tricesimo (Ud) ed una rappresentanza dell’Orchestra giovanile di Ochsenfurt (Germania). «Con questo concerto - spiega l’assessore alla Cultura Federico Calzavara - si vuol rendere omaggio a tutti coloro che in venti anni di vita del Coro si sono resi disponibili in varie forme». A tutte le coriste andrà un riconoscimento del Comune.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://ricerca.quotidianiespresso.it/nuovavenezia/archivio/nuovavenezia/2009/05/15/VP1PO_VP105.html&quot;&gt;La Nuova Venezia&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Gianfranco FINI: Abruzzo. «Ricostruire anche l`economia». </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/05/07/gianfranco-fini/abruzzo-%C2%ABricostruire-anche-leconomia%C2%BB/391183"></link>
  <updated>2009-05-07T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
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  <id>391183</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Camera   (Lista di elezione: PdL) - Deputato (Gruppo: FLI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
 «È necessario che gli sforzi vadano indirizzati non solo per la ricostruzione edilizia, ma anche per la rinascita economica e civile delle aree colpite», avverte Gianfranco Fini. Il presidente della Camera ieri era all`Aquila; &lt;br /&gt;
la rinascita economica - ha ricordato - passa attraverso un aiuto concreto fatto di agevolazioni fiscali e altre misure dirette a favorire la ripresa di molte attività produttive. Fini ha anche incoraggiato i magistrati aquilani a non cedere nelle loro indagini per individuare i responsabili di alcuni dei crolli più disastrosi.
&lt;p&gt;
Ma dietro l`ufficialità - posa di una targa nella sala del Consiglio regionale; una visita alle rovine della Casa dello studente - un incontro con la famiglia della neonata Alice Gea Fontanazza, prima aquilana nata dopo il terremoto.
&lt;p&gt; Fini ha parlato del carattere forte degli abruzzesi, così come da Gemona (Udine) il presidente del Senato, Renato Schifani  ha parlato del carattere indistruttibile dei friulani.&lt;br /&gt;

Il terremoto del Friuli fu il 6 maggio di 33 anni fa. Anche in Abruzzo, ricorda Schifani, «va adottato il modello Friuli», e tutte le parti politiche devono vigilare insieme per evitare che nei lavori di ricostruzione possa infilarsi la malavita.
Se il Friuli con Schifani ha fatto un bilancio a 33 anni da quell`esperienza tragica, si fanno i bilanci all`Aquila per quanto è accaduto in un mese dal terremoto.
&lt;p&gt;
Titti Postiglione, responsabile della sala operativa della Protezione civile, che è partita verso l`Abruzzo alle 3,32 del 6 aprile, può dare un primo bilancio di un mese dal terribile terremoto abruzzese. «Un mese difficile da raccontare in poche parole.&lt;br /&gt;

Comincia con le prime ore, con l`assistenza alla popolazione e con il Primo intervento di ricerca e soccorso di chi era rimasto sotto le macerie».
La sera del tragico lunedì, neanche 24 ore dopo gli scossoni assassini della terra, erano già state montate 5mila brande nelle tende e 15mila persone erano state accomodate negli alberghi.
&lt;p&gt;
Oggi i campi di sfollati sono quasi 170, con 5.594 tende per accogliere 32.281 persone (altri 32.218 abruzzesi sono ora ospitati in alberghi e case). In tutto, ora 65mila persone sono assistite non solamente come alloggio. La punta massima di soccorritori è stata nei primi due giorni dal terremoto, con 12mila persone (non solamente pompieri e forze armate, ma anche volontari, vigili urbani di tutt'Italia, addetti alle utility come elettricità, telefoni e strade);&lt;br /&gt;

ora i soccorritori cominciano a ridursi di numero. Incalcolabile il numero di persone che in quattro settimane si sono date i turni. Questa immensa &quot;macchina&quot; costa tre milioni di euro al giorno.&lt;br /&gt;

In un mese sono state condotte - con turni forzati durissimi - 29mila verifiche di agibilità e il 52,8% delle case possono essere abitate subito: ma molti aquilani da un mese hanno il terrore di sentire cemento e mattoni sopra di loro e non rientrano a casa.
&lt;p&gt;
Un altro 15% di edifici può essere abitato con interventi semplici.&lt;br /&gt;

Peggiore la situazione dei monumenti storici e artistici, che per loro natura sono antichi e hanno subito in modo pesante le scosse: non è agibile il 44% degli 800 edifici storici già controllati. «Fondamentali anche quelle attività meno appariscenti, come la riapertura dei negozi e il riavvio dell`economia, far tornare a scuola i piccoli, riavviare sotto le tende l`università.&lt;br /&gt;

È stata per me un`esperienza sconvolgente - conclude Titti Postiglione - e la popolazione è stata il primo soggetto attivo della rinascita».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/LS7/LS7JG.pdf&quot;&gt;Il Sole 24 Ore - Jacopo Giliberto&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Ignazio Roberto Maria MARINO: L’ospedale nuovo crollato. Chiesto e ottenuto all’unanimità l'apertura di un'inchiesta</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/04/09/ignazio-roberto-maria-marino/l%E2%80%99ospedale-nuovo-crollato-chiesto-e-ottenuto-all%E2%80%99unanimit%C3%A0-lapertura-di-uninchiesta/390941"></link>
  <updated>2009-04-09T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>390941</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
E a desso chi me la ripaga la casa? La domanda serpeggia
tra i cinquantamila sfollati
parcheggiati nelle tendopoli e in coda al Coc, la centrale operativa del
Comune, per la perizia di stabilità
della propria casa. Già, adesso chi
ripaga tutto questo visto che, come
dice Franco Barberi, n˚1 della Commissione Grandi Rischi, «molti di
questi morti potevano essere evitati
se la case fossero state costruite sulla base delle previste norme antisismiche»?
&lt;p&gt;
Il procuratore Alfredo Rossini,
sfollato pure lui nel carcere di massima sicurezza a sua volta liberato
dai detenuti (ieri è stato all’Aquila il
ministro Guardasigilli Alfano per
decidere il trasloco di procura e tribunale e l’evacuazione del carcere
dimassima sicurezza) ha comincia-
to a raccogliere le carte. Che sono la
lista dei palazzi pubblici costruiti o
ristrutturati di recente e tirati giù
dal sisma come lo stesso palazzo di
Giustizia e l’ospedale S.Salvatore. O
come la Casa dello Studente, simbolo di questo terremoto. Rossini ha
aperto un fascicolo per disastro colposo, inchiesta difficile che dovrà combattere contro carte scomparse, capitolati d’appalto riveduti e corretti e trascinati nel tempo. È il caso dell’ospedale iniziato nel ‘72, terminato nel ‘99, doveva costare 11 miliardi alla fine ne sono serviti 260. Con una scossa del 5.3 è andato fuori uso. Anche il Parlamento ci vuole vedere chiaro. Il senatore IgnazioMarino (Pd) presidente della Commissione Parlamentare sul
servizio sanitario nazionale, ha chiesto e ottenuto all’unanimità
l’apertura dell’inchiesta. Poi la lista riguarderà i privati che faranno una
denuncia e chiederanno di sapere
perché la loro casa appena costruita
è andata giù come polvere nonostante il cemento armato. Un lavoro lunghissimo, forse mai fatto prima in Italia. Ma dopo il Friuli mai
un terremoto aveva distrutto una
città intera come l’Aquila. Che da lunedì ha anche un nuovo prefetto,
Franco Gabrielli, investigatore puro prestato alla gestione del territorio. Di certo uno che vorrà vederci
chiaro, fino in fondo.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=LC9Z2&quot;&gt;l'Unità - Claudia Fusani&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Debora Serracchiani: &quot;In lista a furore di web. Nella base altri come me&quot;  -  INTERVISTA</title>
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  <updated>2009-04-04T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>390906</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Provincia Udine (Lista di elezione: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Franceschini mi ha chiamato stamattina. Una telefonata breve. Voleva soprattutto parlare del voto che gli ho dato in un'intervista&quot;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Che era?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&quot;6&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Politico?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&quot;No, reale. Ma gli ho detto che per me è già diventato 6 e mezzo. Sta guidando bene il partito. A lui però non basta&quot;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Quanto vuole?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Almeno 7&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Debora Serracchiani, 38 anni, consigliere provinciale del Pd, avvocato del lavoro a Udine è alle prese &quot;con un atto importante, ma il telefono non smette mai di squillare&quot;. Il segretario...[segue con Vai alla pagina]&lt;br /&gt;





&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=LAIQG&quot;&gt;La Repubblica - Goffredo De Marchis&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Maria Antonietta FARINA COSCIONI: Englaro: a Paluzza (UD) il ricordo di Eluana</title>
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  <updated>2009-02-22T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>388843</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
A conclusione dei lavori del Congresso della Cellula Coscioni del Friuli Venezia Giulia, una delegazione composta tra gli altri da Maria Antonietta Farina Coscioni, Parlamentare Radicale e Co-Presidente dell'Associazione Luca Coscioni, da Luca Osso, Valter Beltramini, Gianfranco Leonarduzzi, dirigenti locali dell’Associazione Luca Coscioni, si è recata a Paluzza, in provincia di Udine, dove è sepolta Eluana Englaro.

&lt;p&gt;
“In questi giorni c'è chi vorrebbe che Beppino Englaro tacesse, gli rimprovera di ricordare e ricordarci il calvario di Eluana, che è il dramma di migliaia di malati e delle loro famiglie. Al contrario, noi vogliamo – hanno dichiarato Valter Beltramini e Maria Antonietta Farina Coscioni - che Beppino Englaro parli e continui a farlo. E' il silenzio, la censura, la disinformazione l'arma di chi vuole imporre al paese una pessima legge sul testamento biologico che non tiene in nessun conto la volontà del malato, una legge che presenta molti aspetti di incostituzionalità e contro la quale non lasceremo nulla di intentato perché non diventi legge dello Stato. Una legge che, in piena sintonia con la filosofia clerical-autoritaria che anima il centro destra, impone a tutti una quantità di odiosi divieti invece di prevedere, come nel resto d'Europa, diritti e facoltà. La nostra tradizione radicale è e vuole essere, laica, liberale, libertaria, tollerante e civile, collegandosi a Loris Fortuna, Parlamentare radicale e socialista, cui dobbiamo leggi fondamentali come quelle sul divorzio e l'aborto, presentatore della prima legge sull'eutanasia e non a caso citato come riferimento dallo stesso Beppino Englaro”. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=137831&quot;&gt;web site - Radicali Italiani&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Maria Antonietta FARINA COSCIONI:  Grazie ai dieci sacerdoti friulani, che con la loro lettera sulla vicenda Englaro mostrano misericordia e pietà autenticamente cristiana</title>
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  <updated>2008-12-19T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>383116</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Sono grata ai dieci sacerdoti friulani che hanno sottoscritto una lettera nella quale con misericordia e pietà autenticamente cristiana prendono posizione sulla vicenda di Eluana Englaro, definendola una scelta drammatica, ma non un omicidio. I dieci sacerdoti sostengono di essere attraversati da una &quot;riflessione sofferta e rispettosa della storia delle persone e da interrogativi etici laceranti&quot;, non hanno certezze, non scagliano anatemi, e vanno al cuore del problema che la gerarchia vaticana pervicacemente nega: &quot;Come è vero che nessuno dovrebbe obbligare qualcuno ad anticipare la propria morte biologica, ci chiediamo se altrettanto è possibile che nessuno sia obbligato a vivere anche in quelle condizioni estreme che inducono a desiderare la morte come una liberazione da una vita considerata impossibile&quot;.
&lt;p&gt;

I dieci sacerdoti sono – loro – in sintonia con il &quot;sentire&quot; della stragrande maggioranza degli italiani, che, come certificano tutti i sondaggi demoscopici si pronuncia favorevolmente all'interruzione di cure, quando si presentano casi come quello di Eluana Englaro.
E' il sentire cristiano che nei fatti si contrappone al volto arcigno delle gerarchie, come quello delle &quot;piccole&quot; suore che due anni fa parteciparono ai funerali del nostro compagno Piergiorgio Welby, nonostante il divieto della Curia che negò i funerali religiosi. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=134354&quot;&gt;Radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
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