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  <title>Openpolis - Argomento: corruzione</title>
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  <updated>2012-04-19T00:00:00Z</updated>
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  <title>Paola Severino: «Norme anti corruzione occasione per i partiti»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2012-04-19T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626820</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione:  Ministro  Giustizia&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Ministro Severino, l'emendamento da lei promesso al disegno di legge anti corruzione è arrivato nei tempi previsti, ma la discussione è slittata a maggio. Non sembra un buon segnale, come se per i partiti il contrasto al malaffare non fosse una priorità...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Non penso di poter condividere questa sensazione, almeno per il momento. Il rinvio a dopo le elezioni amministrative era prevedibile, e la fissazione dei tempi per gli emendamenti e l'inizio della discussione tra il 4 e l'8 maggio mi pare ragionevole. Se poi dovessi constatare un rallentamento, chiederò ai presidenti delle commissioni congiunte della Camera di fissare un calendario di sedute più fitto». 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Quindi non teme agguati o passi indietro dei partiti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Penso che in un momento difficile come questo i partiti debbano e vogliano dare una prova di maturità, promuovendo riforme volte a un recupero di moralità e legalità. Tutti mi sembrano consapevoli del diffuso disagio nei confronti della politica che percorre il Paese, della sua pericolosità e della necessità di riaffermare il principio di &quot;governo della politica&quot;, riconquistando la fiducia dei cittadini. Mi auguro che questa occasione non vada persa. Anche perché il contrasto alla corruzione è davvero una priorità, anche dal punto di vista socio-economico». 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Però nel Pdl hanno già storto il naso, parlando di «emendamento non condiviso». Si sono lasciati le mani libere per il dibattito parlamentare?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«A dire il vero, a conclusione dell'ultima riunione al ministero l'onorevole Ghedini del Pdl ha detto che si doveva considerare un &quot;quasi miracolo&quot; l'essersi seduti tutti allo stesso tavolo. Dopodiché considero del tutto fisiologico che in Parlamento si discuta e si propongano modifiche. Non vedo particolari problemi. Quello che riterrei patologico sarebbe uno stravolgimento delle linee strutturali della nostra proposta, che ne mettesse in discussione l'impianto».
&lt;p&gt; 
&lt;b&gt;Sta dicendo che sono possibili correzioni marginali ma non uno stravolgimento della sua iniziativa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Esattamente. Ovviamente tutto è migliorabile, ma non si può trasformare un progetto che ha un suo filo conduttore in un insieme disarmonico di norme che non combaciano più tra loro».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;In quel caso il governo si tirerebbe indietro, col rischio di bloccare tutto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«In quel caso vedremo, ma sinceramente spero di non doverci arrivare». 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Qual è il filo conduttore della sua proposta che considera intangibile?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Le nuove norme e i criteri distintivi dei comportamenti. Mi riferisco in particolare all'introduzione delle fattispecie di &quot;corruzione tra privati&quot; e di &quot;traffico di influenze illecite&quot;, al tentativo di graduare le varie forme di corruzione e di distinguerle più puntualmente, nonché di differenziare le ipotesi in cui il privato è costretto a pagare il pubblico ufficiale da quelle in cui è solo indotto».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Era proprio necessario separare la concussione dall'induzione, introducendo il nuovo reato di «induzione indebita a dare o promettere utilità», che va a incidere sul processo in corso a Milano contro Berlusconi, l'inchiesta a carico del democratico Penati e altri procedimenti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«L'intenzione è quella di distinguere meglio le situazioni in cui il privato è punibile da quelle in cui non dev'esserlo; se un soggetto usa la sua autorità per costringere un altro a sottostare alle proprie volontà è un conto, se lo induce lasciando all'altro soggetto un margine di scelta è un altro: in quest'ultimo caso chi accetta di sottostare al ricatto merita anche lui una punizione, seppure minore. Di qui la distinzione in due reati. Non si può bloccare la produzione di nuove norme solo perché vi sono dei processi in corso».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Questa era la scusa con cui si giustificavano le leggi ad personam che hanno contraddistinto le ultime legislature. Non teme anche lei questa accusa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Spero di no e credo di non meritarla. Fior di professori e giuristi hanno già valutato che, nel caso dei processi da lei citati, ci sia una continuità normativa che non li mette a rischio. Sarà un problema di chi deve interpretare la legge. Io credo che le leggi non vadano viste nel contingente, ma nella loro proiezione futura». 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Molti considerano insufficiente l'allungamento dei tempi entro cui si devono celebrare i processi derivante dall'aumento delle pene. Perché non intervenire direttamente sulla prescrizione?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Modificare l'intero meccanismo della prescrizione è estremamente complesso, e nell'attuale quadro politico molto difficile. Oltretutto, intervenire su una sola categoria di reati sarebbe tecnicamente sbagliato, mentre mi è sembrato corretto commisurare la graduazione delle pene all'entità degli interessi tutelati».
&lt;p&gt; 
&lt;b&gt;A proposito di quadro politico, c'è il problema della responsabilità civile dei magistrati, ai quali la soluzione da lei escogitata sembra non piacere per niente. Come pensa di uscirne?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Qui la situazione è ancora più complicata, perché c'è già un voto della Camera, a larga maggioranza, su un emendamento a cui il governo aveva dato parere contrario. E andiamo verso un voto al Senato che potrebbe essere anch'esso a scrutinio segreto. Dunque occorre procedere con prudenza, cercando soluzioni equilibrate rispettando la volontà del Parlamento. Io ascolto e comprendo le ragioni di tutti, ma dobbiamo trovare una via d'uscita rapida ed efficace, prendendo atto della situazione».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Cioè quella dell'emendamento Pini che se non passa la sua modifica sarà approvato così com'è?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Mi pare un dato di fatto». 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;E sulle intercettazioni, a che punto siete?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«C'è un testo distribuito ai partiti che è un punto di partenza per tentare di tenere insieme le esigenze dell'informazione con quelle della tutela della privacy e dell'efficienza delle indagini. Speriamo di arrivare a un buon risultato, naturalmente condiviso».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ma come pensa di realizzare in meno di un anno ciò che non si è fatto in quattro?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«Io devo comunque provarci. È difficile, ma non credo impossibile».
&lt;p&gt; 
&lt;b&gt;Anche se la giustizia è da diciotto anni terreno di scontri durissimi tra i due maggiori partiti che sostengono il governo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Certamente. Se esiste questo governo significa che la situazione lo richiedeva, e anche in materia di giustizia occorre tentare di ottenere risultati concreti e apprezzabili, nonostante sia difficile. Se non ci riuscissimo non sarebbe una sconfitta mia, ma di tutti». &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1DTCA0&quot;&gt;Corriere della Sera - Giovanni Bianconi&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Antonio POLITO: Le nuove partecipazioni statali</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/04/17/antonio-polito/le-nuove-partecipazioni-statali/626794"></link>
  <updated>2012-04-17T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626794</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Roberto Formigoni e Nichi Vendola sono due star della politica regionale. Sono esperti, carismatici, dotati di un proprio seguito elettorale, animati da un progetto e ansiosi di proiettarlo sulla scena nazionale. Eppure sono finiti entrambi al centro del tornado di scandali abbattutosi sul sistema Sanità, una greppia di denaro pubblico che è ormai l'equivalente delle Partecipazioni statali di un tempo.
&lt;p&gt;

Formigoni e Vendola sono anche due personalità che più diverse non si può: uno proviene dalla Dc e cerca la liberazione nella Comunione; l'altro viene dal Pci e l'ha sempre cercata nel Comunismo. Roberto ha spinto al massimo la presenza del «privato» nel welfare, Nichi si è fatto paladino del «pubblico» senza se e senza ma. Eppure entrambi hanno reagito agli scandali nello stesso modo: da vergini offese, alludendo a trame ordite ai danni della loro persona e del loro rivoluzionario disegno, rifiutando ogni responsabilità politica. Formigoni, non essendo indagato, ha sempre rigettato con sdegno il parallelo con gli scandali della Puglia; ma ora è un intellettuale barese, Alessandro Laterza, a dire con sdegno che la «primavera pugliese» sta finendo come la Lombardia.
&lt;p&gt;

E in effetti la situazione politica alla Regione lombarda sembra al collasso. Quando hai dieci consiglieri indagati, tra i quali quattro membri su cinque dell'ufficio di presidenza del Consiglio, due assessori arrestati, altri due dimessi, e una Nicole Minetti eletta nel tuo listino personale, è difficile cavarsela come fa Formigoni, dicendo che dei reati rispondono le persone e lui risponde solo del buon governo. Perché una tale diffusione del malaffare o è frutto di un'impressionante serie di errori giudiziari o chiama in causa un sistema politico al cui vertice c'è lui. Qui non si tratta di responsabilità penali: anche se, per gli standard del Nord Europa che a Milano dovrebbero valere, andare in vacanza insieme a chi fa affari con la Regione, in un settore che assomma il 75% della spesa totale e vale 17 miliardi di euro, basterebbe per una condanna politica. Qui si tratta piuttosto della responsabilità oggettiva di chi da 17 anni è il leader incontrastato di un esperimento di governo indicato come esempio al Paese. Le falle che vi si sono aperte, la sua vulnerabilità alla corruzione, meriterebbero ben altra umiltà autocritica. L'ostinazione a minimizzare autorizza invece il sospetto che il «Celeste» abbia esaurito la sua spinta propulsiva, e punti ormai solo a sopravvivere.

&lt;p&gt;
La sanità lombarda ha scelto un modello di forte sussidiarietà e di ampio intervento del «privato», sia profit che non profit. Bisogna dire che non è questa la causa dei suoi guai attuali. Anzi, ha garantito alta qualità del servizio, efficienza ed equilibrio finanziario, certo più che in tante altre regioni, Puglia compresa, dove la retorica del «pubblico» copre sperperi e clientele. Però è proprio in un sistema misto che la neutralità del regolatore assume un'importanza decisiva. E invece anche l'ultima inchiesta sta portando alla luce un sistema di potere che condivide troppo col Governatore, a partire dalla comune militanza in Comunione e Liberazione. Vuol dire che l'amministrazione non è abbastanza separata dagli affari. Questa è la responsabilità politica di Formigoni. E di questa non può evitare di rispondere.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1DP57Z&quot;&gt;Corriere della Sera&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Antonino Lusi: Caso Lusi: &quot;Se pure dovessero emergere in futuro delle responsabilità oggettive, si tratta di mio fratello e gli starò comunque vicino&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/02/01/antonino-lusi/caso-lusi-se-pure-dovessero-emergere-in-futuro-delle-responsabilit%C3%A0-oggettive-si-tratta-di-mio-fratello-e-gli-star%C3%B2-comunque-vicino/623867"></link>
  <updated>2012-02-01T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>623867</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Capistrello (AQ) (Partito: LISTA CIVICA) - Consigliere  Consiglio Comunale Capistrello (AQ) (Lista di elezione: LISTA CIVICA) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il fratello del senatore del Pd, Antonino Lusi, sindaco di Capistrello, ha confermato «massima fiducia nella magistratura», e si è detto convinto che «la vicenda sarà chiarita».

«Se pure dovessero emergere in futuro delle responsabilità oggettive», ha chiarito, «si tratta di mio fratello e gli starò comunque vicino».&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://ilcentro.gelocal.it/pescara/cronaca/2012/02/01/news/il-pd-di-lui-non-ci-siamo-mai-fidati-5587210&quot;&gt;ilcentro.gelocal.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIOVANNI CHIODI: ''GLI ARRESTI CONTINUI NON AIUTANO L'ABRUZZO'' Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.</title>
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  <updated>2012-01-18T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Abruzzo (Partito: PdL) - Consigliere Regione Abruzzo (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Gli arresti ordinati dalla procura della Repubblica dell’Aquila su tangenti e appalti sono “un fatto molto molto preoccupante per l’Abruzzo, che ci mette in grandissima difficoltà nei confronti dell’Unione europea, anche a livello di immagine”.

Lo afferma ad AbruzzoWeb il presidente della Regione, Gianni Chiodi, che commenta amareggiato la nuova bufera giudiziaria che ha travolto l’ente, in particolare con l’arresto dell’ormai ex dirigente del servizio Attività internazionali, Vanna Andreola.

Su quest’ultima e sulla sua sostituzione dopo le dimissioni, Chiodi spiega che “già domani mi sentirò con la mia struttura, ci sarà una nomina d’emergenza. Nei prossimi giorni, poi, avrò un colloquio con l’Unione”.

Quanto alla vicenda giudiziaria dell’Andreola, il governatore pensa che “sono convinto che avrà modo di chiarire”.

Al di là di questo, secondo Chiodi i danni saranno molti e seri. “Lei era autorità di gestione Ipa, Fesr - ricorda - I miei dirigenti si stanno incontrando con quelli del governo, del ministero per lo Sviluppo economico, ma quanto accaduto ci mette in grandissima difficoltà con la Ue. Dopo le vicende con della Fira (la Finanziaria regionale rovesciata dagli arresti nel 2006, ndr), dopo Abruzzo Engineering (l’arresto dell’ex assessore regionale Daniela Stati nel 2010, ndr), anche questa vicenda ci mette in grande difficoltà”.

“Stavamo per ottenere - svela infatti il presidente - anche la leadership per il programma futuro di cooperazione internazionale, ora invece temo che l’Unione possa avere da ridire, soprattutto per Ipa. Altri Paesi stranieri con cui abbiamo già avuto problemi credo proprio che ora riavanzeranno pretese”.

Chiodi preoccupato “anche per l'immagine che questa regione continua ad avere, nonostante tutto l'impegno che cerco di metterci non riusciamo ad acquisire autorevolezza. Abbiamo fatto un lavoro incredibili per quanto riguarda la finanza regionale - rivendica - tanto che anche il premier Mario Monti è rimasto sbigottito, per la sanità, per il risanamento senza aumentare le tasse. Ma questo susseguirsi di azioni giudiziarie, che non metto in discussione, ci ricaccia sempre indietro nella reputazione”.

E anche oggi c’è stato un arresto eccellente, quello di Giancarlo Santariga, responsabile del provveditorato interregionale alle Opere pubbliche Lazio, Abruzzo, Sardegna. “Come per il caso dell’Andreola - prosegue Chiodi - non conosco le carte e quindi non sono in grado di esprimere giudizi. Mi auguro solo che queste operazioni si facciano con la prudenza che deve guidare tutti noi”.

“Devo capire - conclude Chiodi - se davvero da noi c’è un tasso così grosso, più che nelle altre regioni meridionali. Io sono contro le condanne a priori, la verità giudiziaria la fanno i processi, poi vedremo. L’importante è che ci sia prudenza, prudenza, prudenza. Se l’analisi inquirenti è vera, quello che succede ce lo meritiamo, altrimenti vorrà dire che avremo ricevuto danni per niente”. (alb.or.)

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.abruzzoweb.it/contenuti/le-preoccupazioni-di-chiodi--gli-arresti-continui--non-aiutano-labruzzo/44523-327/&quot;&gt;www.abruzzoweb.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Carlo Malinconico: Ha rassegnato le dimissioni dal suo incarico, per poter meglio difendere la propria immagine</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/01/10/carlo-malinconico/ha-rassegnato-le-dimissioni-dal-suo-incarico-per-poter-meglio-difendere-la-propria-immagine/622926"></link>
  <updated>2012-01-10T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione:  Sottosegretario  Editoria&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Rivendica la &quot;correttezza della propria condotta&quot; l'ormai ex sottosegretario Carlo Malinconico, che oggi si è dimesso dopo le polemiche sulle vacanze pagate dall'imprenditore Piscicelli. Parole affidate al comunicato stampa con cui Palazzo Chigi ne ha dato notizia dopo l'incontro con il presidente del Consiglio. &quot;Il Sottosegretario - spiega la nota - ha rassegnato le dimissioni dal suo incarico, per poter meglio difendere la propria immagine e onorabilità in tutte le sedi, nonché per salvaguardare la credibilità e l'efficacia dell'azione del Governo&quot;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.tmnews.it/web/sezioni/news/PN_20120110_00120.shtml&quot;&gt;www.tmnews.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Carlo Malinconico: Apprendo che Piscicelli avrebbe pagato di propria iniziativa e per ragioni a me del tutto ignote alcuni dei miei soggiorni presso la struttura alberghiera</title>
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  <updated>2012-01-09T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione:  Sottosegretario  Editoria&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Solo ora, a seguito delle indagini (di cui ho avuto conoscenza indirettamente) e alle dichiarazioni rese qualche giorno fa alla stampa apprendo che Piscicelli avrebbe pagato di propria iniziativa e per ragioni a me del tutto ignote alcuni dei miei soggiorni presso la struttura alberghiera. È mia ferma intenzione – annuncia così Malinconico – rimuovere tutti gli effetti di episodi da me non voluti né sollecitati. Ho già proceduto, quindi, a versare all'albergo l'intera somma dovuta con bonifico bancario, comunicando all'albergo stesso che ogni precedente pagamento disposto da altri deve considerarsi inaccettabile e privo di effetti». Non solo: «Per completa trasparenza e come deciso dall'attuale Governo, a breve presenterò la mia dichiarazione patrimoniale e reddituale dalla quale emergerà la piena rispondenza tra il reddito professionale dichiarato e la situazione patrimoniale&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-01-10/hotel-pagato-piscicelli-bufera-064107.shtml?uuid=AaMZwKcE&quot;&gt;www.ilsole24ore.com&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Santo Domenico VERSACE: Versace: “Me ne sono andato dal Pdl per le troppe mele marce” </title>
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  <updated>2011-11-29T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
 ''Quando nel 2008 Berlusconi mi invitò a fare il capolista in Calabria per il Pdl, ho detto di sì perche' mi sembrava giusto dare una mano e il mio primo obiettivo era la lotta alla corruzione. Il 29 settembre me ne sono andato perchè c'erano troppe mele marce nel partito, caricate e poi riprese, a getto continuo''. 
&lt;p&gt;Lo dice Santo Versace, ora nell'Alleanza per l'Italia di Francesco Rutelli, al settimanale Oggi, in edicola da domani. Versace non risparmia neanche il Pd e riferendosi al caso di Filippo Penati dice:
&lt;p&gt;
 ''Una persona del genere non solo la sbatto fuori dalla politica, ma la metto in cella e butto le chiavi''. E per i corrotti di tutti gli schieramenti auspica pene esemplari: ''chi si approfitta del bene pubblico deve essere trattato peggio dei mafiosi, anche a loro deve essere fatta la confisca dei beni''.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/versace-me-ne-sono-andato-per-le-troppe-mele-marce-1035299/&quot;&gt;www.blitzquotidiano.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Antonio DI PIETRO: «C'è stata anche corruzione di pubblici ufficiali»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2011-10-25T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Se qualche parlamentare, per il cambio della sua casacca, ha chiesto che diventasse direttore o primario di una clinica qualche suo amico, ci sarà pur stato un direttore
generale, cioè un pubblico ufficiale che lo ha nominato, o no?&quot;.
&lt;p&gt; &lt;i&gt;Di Pietro torna pm per un paio d'ore e in &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=15ZOFB&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;un'intervista al Fatto Quotidiano&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; spiega il perchè dei numerosi esposti alle procure sui 'cambi di casacca' di alcuni parlamentari negli ultimi mesi.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Se ci sono i corrotti ci sono i corruttori&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«A questo punto esiste una corruzione del pubblico ufficiale che ha venduto l'atto contrario ai propri doveri d'ufficio e il concorso nella stessa corruzione come collaboranti esterni sia del parlamentare che ha venduto il proprio voto sia
di chi gliel`ha chiesto». 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Fuori i nomi&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Di Pietro fa anche nomi eccellenti, rispondendo a una domanda diretta del giornale.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Potrebbe essere il caso - chiede il Fatto - dell`On. Razzi al quale, come raccontato dal suo ex portavoce Pillera a Il Fatto il 12 dicembre, il ministro degli Esteri Frattini avrebbe permesso di segnalare un nome come prossimo console onorario di Lucerna. E Alfano, allora ministro della Giustizia gli avrebbe garantito la rielezione?&quot;.
&lt;p&gt; «Sì - risponde Di Pietro - Il ministro della Giustizia Alfano e il ministro degli Esteri Frattini sono entrambi pubblici ufficiali. Per giunta, il ministro Frattini, allorché deve procedere alla nomina delle rappresentanze consolari, è anche nell'esercizio delle sue specifiche funzioni. Costoro, quindi, se fosse riscontrata la segnalazione di Pillera, potrebbero essersi macchiati del reato di corruzione in atti parlamentari, nella loro inedita veste di corruttori, visto che sono entrambi pubblici ufficiali».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Dov'è l'illecito&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«I fatti nella loro materialità sono pacifici e documentati nel senso che il mercato del voto c'è stato davvero. Il problema è l'interpretazione giuridica che il magistrato ne dà. Il principio di mandato è libero, uno può cambiare idea quante volte vuole e ne risponde solo alla sua coscienza, ma se il salto viene compiuto in maniera illecita è soggetto alla legge. Chi decide se tutto rientra nel diritto costituzionale di ogni parlamentare a cambiare idea e quindi voto, ovvero se, nel caso di specie, vi sia stato un abuso illecito dell'esercizio di questo diritto? Il magistrato. È una valutazione, ripeto, che spetta solo alla magistratura».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Ma quanto riferito al Fatto Quotidiano dai parlamentari di Futuro e Libertà con tanto di nomi e cognomi non costituisce un reato?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&lt;p&gt; «Dal mio punto di vista sì, ma questo debbono stabilirlo i magistrati. Io ho espressamente chiesto che venissero sentiti i diretti interessati. Il punto sta nell'accertare se la compravendita del parlamentare ha riguardato anche pubblici ufficiali». &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=15ZOFB&quot;&gt;il Fatto Quotidiano &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Aldo DI BIAGIO: “Mi offrirono 1 milione di Finmeccanica”</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/10/19/aldo-di-biagio/%E2%80%9Cmi-offrirono-1-milione-di-finmeccanica%E2%80%9D/617551"></link>
  <updated>2011-10-19T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>617551</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: FLI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Se Fini non fosse stato cacciato e non fosse nato Fli me ne sarei andato nel Gruppo misto, non ne potevo più di vedere ruberie di ogni tipo, nani e ballerine come figurine telecomandate, scene indecenti”. 
&lt;p&gt;&lt;i&gt;“Sai Aldo, da te ci aspettiamo un atteggiamento serio e coerente. Guarda al futuro, fatti una fondazione e noi ti diamo 1 milione e mezzo di euro di Finmeccanica”.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt; “Mi dispiace ma la mattina voglio continuare a guardarmi allo specchio per trovarci proprio quella persona coerente e seria che sono. 
&lt;br /&gt;
L'interposta persona non aveva fatto altro che eseguire il mandato ricevuto da Verdini, queste sono le loro regole vergognose o le accetti o sei fuori. Capisco che di questi tempi possa sembrare retorico, ma tornare a casa e sentirmi dire da mia figlia più grande che ha 18 anni: sono fiera di te, è stata una gioia enorme che questi qui non proveranno mai”.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;La compravendita, il punto più alto della bassezza della politica berlusconiana non è un reato a meno che, come nel caso di Di Biagio, la merce di scambio non sia Finmeccanica, società partecipata dallo Stato, dunque soldi pubblici. Perché non si è rivolto alla magistratura?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;“Non credo sia stato un caso che la proposta mi sia stata fatta nel corridoio! Comunque il peso della mia parola è sufficiente a provare il ‘reato’ politico”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/19/di-biagio-fli-denuncia-eccocome-verdini-tenta-di-comprarci/164797/&quot;&gt;Il Fatto Quotidiano - Sandra Amurri &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>ANDREA CAUSIN: La corruzione e la degenerazione nelle istituzioni non sono episodi incidentali</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/09/22/andrea-causin/la-corruzione-e-la-degenerazione-nelle-istituzioni-non-sono-episodi-incidentali/609825"></link>
  <updated>2011-09-22T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>609825</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Veneto (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Probabilmente una parola di verità su Silvio Berlusconi la disse l’ex moglie, che ebbe il coraggio di affermare pubblicamente “è malato.....” nel momento in cui stavano emergendo pubblicamente alcuni dettagli della vita privata del Premier.
Non entro nel merito dell’opportunità della pubblicazione di intercettazioni che sembrano, per lo meno a me, non avere grande rilevanza penale. Tuttavia, anche nelle ultime vicende che lo riguardano, emerge un quadro poco consono alla responsabilità che ricopre come Presidente del Consiglio, e credo incompatibile con la gravità della fase che il nostro paese sta vivendo.
&lt;p&gt;
Mai come in questo momento però le vicende di Berlusconi sono state lo specchio di un sistema, come si evince dalla cronaca, dove la corruzione, la raccomandazione, la prostituzione, il malaffare sono divenute pratiche diffuse e sostanzialmente accettate come normali all’interno del circuito istituzionale.&lt;br /&gt;

E mai come in questo momento è stata evidente la trasversalità del malaffare che permea le istituzioni italiane.
&lt;p&gt;
Fiumi di denaro, favori, appalti truccati, e quanto altro sta emergendo giorno dopo giorno dalle inchieste di quelle procure che sfuggono alle pressioni del bavaglio di questo o di quel partito, allo scopo di difendere l’uno o l’altro leader, o le cordate economiche di riferimento.
&lt;p&gt;
Ne emerge un quadro inquietante dove appare abbastanza evidente che merito, professionalità, competenza, onestà, passione civile, non soltanto non contano nulla ma addirittura diventano un ostacolo.
&lt;p&gt;

Non si tratta di episodi incidentali, di cose piccole. Basta pensare la vicenda di Penati a Milano, dove la Provincia ha fatto a realizzare al privato 179 milioni di euro di plusvalenza, ricomprando ad un prezzo astronomico le azioni che solo poco tempo prima aveva venduto al gruppo Gavio. 179 milioni di euro non sono poca cosa.
&lt;p&gt;
Per non parlare dell’on. Papa, o della sfrontatezza con cui un altro parlamentare con una richiesta d’arresto in corso, ha svuotato con tutta calma le cassette di sicurezza di cui era intestatario.
&lt;p&gt;
Pochi lo ricordano, ma nei primi anni novanta, morirono delle persone perché si utilizzò il carcere duro soltanto per il sospetto che fosse stato commesso un reato. Penso a  Moroni, Cagliari e a tanti altri. persone a cui venne forse troppo facilmente tolta la libertà e la dignità.
&lt;p&gt;
Se c’è una cosa di cui mi pento, nel percorso politico che ho fatto, è quella di avere tratto in quegli anni un giudizio sprezzate, approssimativo e sommario su persone che oggi sembrano dei giganti, se confrontati ai protagonisti della vita politica attuale.
&lt;p&gt;
E’ proprio perché riconosco un mio errore che oggi sono profondamente garantista.
Tuttavia oggi, sull’altare del garantismo, si celebra l’impunità, l’indecenza, l’omertà, il silenzio di chi sfrontatamente si fa beffa della cosa pubblica e usa il denaro dei cittadini per favorire se stesso, e gli amici e anche gli amici degli amici, nel momento in cui il nostro Paese si trova in difficoltà e avrebbe bisogno di rigore, dedizione e passione civile.
&lt;p&gt;
E’ chiaramente tempo di avviare un percorso di ricostruzione civile che passa necessariamente per una presa di distanza da chi si è reso protagonista di quello che appare sempre più un vero e proprio sistema che rischia di appesantire e compromettere la qualità della vita democratica del Paese.
 &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.andreacausin.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=142&quot;&gt;andreacausin.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: PD: Episodi isolati, non questione morale. Siamo su un altro piano.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/07/25/dario-franceschini/pd-episodi-isolati-non-questione-morale-siamo-su-un-altro-piano/590322"></link>
  <updated>2011-07-25T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>590322</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt; Il Pd e' stato riguardato da ''alcuni episodi'' ma e' ''ingiusto e insopportabile mettere politicamente e umanamente sullo stesso piano'' il centrosinistra e il centrodestra. Ne e' convinto &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, capogruppo del Pd alla Camera, rispondendo a una domanda sulla 'questione morale' del Pd dopo i casi di Tedesco e di Penati. Sentir parlare di questione morale per il Pd, ha detto &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt; oggi alla festa del Pd toscano a San Miniano (Pi), ''mi indigna personalmente e politicamente. In un grande partito con migliaia di amministratori e di quadri ci sono stati degli episodi ma l'atteggiamento del partito e' stato chiaro sia nelle scelte di Penati, sia nel voto sull'arresto di Tedesco. Un atteggiamento esattamente opposto alla destra''. A proposito del campo avversario, Franceschini ipotizza che solo quando cadra' Berlusconi ''si vedra' quale e' stato il livello di collusione e corruzione'' raggiunto, pero' ''quando succede qualcosa a uno di loro, rispondono come un sol uomo. Anche la spaccatura della Lega su Papa e' stata fatta a scrutinio segreto ed e' chiaro che e' stata per uno scontro politico nella Lega e non sul merito. Altrimenti i guerrieri padani che fanno la voce grossa in Padania e a Roma calano le braghe avrebbero votato come sempre''.

&lt;p&gt;
Secondo &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt;, ''e' ingiusto e insopportabile mettere politicamente e umanamente sullo stesso piano'' i due schieramenti. ''Ci sono delle cose - ha ammesso - che vanno cambiate nella politica, abbiamo bisogno di piu' anticorpi ma non si puo' mettere un deputato del Pd che fa il suo lavoro sul piano di Milanese, di Caliendo, sono due mondi completamente diversi''.

&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.youdem.tv/doc/213995/dario-franceschini-alla-festa-regionale-del-pd-della-toscana.htm&quot;&gt;&lt;b&gt;Video dell'intervento di Dario Franceschini&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/news-PD__FRANCESCHINI__EPISODI_MA_NO_QUESTIONE_MORALE__SIAMO_SU_ALTRO_PIANO-1037429-POL-1.html&quot;&gt;Asca&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giuseppe GIULIETTI: Papa non è un prigioniero politico</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/07/22/giuseppe-giulietti/papa-non-%C3%A8-un-prigioniero-politico/590243"></link>
  <updated>2011-07-22T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>590243</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
No, Alfredo Papa non è un prigioniero politico, e sarebbe stato meglio per lui, non usare quella espressione che ha segnato la stagione del terrorismo politico in Italia. “Sono un prigioniero politico, non riconosco i tribunali borghesi…”, questa era la frase standard usata dai brigatisti rossi quando venivano finalmente catturati e portati davanti ai magistrati. Speravamo di non dover più sentire espressioni simili, ma purtroppo Berlusconi ha fatto scuola e i suoi discepoli non si vergognano di imitarlo, nei comportamenti e nel linguaggio.
&lt;p&gt;

Papa non è un prigioniero politico, perchè le accuse formulate a suo carico non hanno nulla a che vedere con la sua attività di parlamentare, con il sacrosanto diritto ad esprimere le sue opinioni, con la libera circolazioni delle opinioni, anche le più eterodosse.

&lt;p&gt;
I magistrati di Napoli non gli hanno contestato reati di opinione, ma concretissimi reati relativi alla corruzione, alla associazione a delinquere, all’interesse privato in atti d’ufficio, e cosa c’entrano i reati politici? Non vedo nessi possibili tra Cosentino, Dell’Utri, Papa, e gli esuli antifascisti durante il ventennio.

&lt;p&gt;
Ho votato sì all’arresto di Papa, senza gioia alcuna, perchè qualsiasi altro cittadino, per le stesse contestazioni, sarebbe stato arrestato da mesi, perchè l’immunità non può essere impunità, perchè i reati contestati sono tutto meno che “reati politici” legati alla libertà di critica, perchè esiste ancora un principio di uguaglianza ancora garantito dalla Costituzione.
&lt;p&gt;

Ho votato sì perchè gli stessi che ieri invocavano il rispetto delle garanzie, avevano appena votato un provvedimento per sospendere i diritti costituzionali agli immigrati tunisini detenuti nei centri di identificazione, lo avevano fatto senza remora alcuna, perchè tanto quelli non votano in Italia e non hanno immunità e privilegi di tipo alcuno.
&lt;p&gt;

Ho votato sì perchè i medesimi che fingevano di commuoversi per Papa, non avevano voluto affrontare il tema della carcerazione preventiva per tutti, a conferma che non di una battaglia garantista si trattava, ma di una autodifesa di ceto e di corporazione.

&lt;p&gt;
Ho votato sì perchè non sopporto quelli che sono garantisti con i propri simili e forcaioli con gli inermi.

&lt;p&gt;
Naturalmente auguro ad Alfredo Papa, come a tutti gli altri cittadini che si trovano nella sua situazione, di stare pochissimo in carcere, di essere sottoposto ad un processo equo e rapido e di essere assolto per aver dimostrato la sua innocenza, ma, per carità di patria, lasciamo stare i “prigionieri politici”, perchè questi al massimo sono stati e sono ” prigionieri della malapolitica”!&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2011/07/22/giuseppe-giulietti-papa-non-e-un-prigioniero-politico/&quot;&gt;micromega-online&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>FILIPPO  PENATI: Tangenti per l'area Falck: &quot;Mi autosospendo&quot;  Milano </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/07/21/filippo-penati/tangenti-per-larea-falck-mi-autosospendo-milano/590213"></link>
  <updated>2011-07-21T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>590213</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Lombardia (Gruppo: PD) - Vicepres. Consiglio Regione Lombardia (Lista di elezione: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;A seguito del  mio coinvolgimento nella vicenda giudiziaria relativa all'area Falck di Sesto San Giovanni- scrive ancora Penati nella lettera - desidero ribadire la mia totale estraneità ai fatti. In merito anche alle notizie apparse sulla stampa  voglio precisare che non ho mai chiesto e ricevuto denaro da imprenditori. Voglio altresì ribadire la mia assoluta fiducia nell'operato della magistratura&quot;. &quot;Per profondo rispetto dell'istituzione nella quale sono stato eletto e per evitare ogni imbarazzo al Consiglio mi autosospendo dall'esercizio e dalle prerogative di vicepresidente, certo che tutto  verrà completamente chiarito e confido a breve&quot;.

&quot;Da subito - spiega Penati - rinuncio alle prerogative connesse alla vicepresidenza, non parteciperò più all'ufficio di presidenza e già dal prossimo consiglio siederò tra i banchi dei consiglieri di minoranza. Sono certo di interpretare anche i sentimenti di chi mi ha eletto nel voler garantire  in queste circostanze il massimo rispetto delle istituzioni&quot;. &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://milano.repubblica.it/cronaca/2011/07/21/news/tangenti_per_l_area_falck_penati_mi_autosospendo-19421262/&quot;&gt;milano.repubblica.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>PASQUALINO DI LEVA: A seguito dell'inchiesta mi dimetto</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/07/20/pasqualino-di-leva/a-seguito-dellinchiesta-mi-dimetto/590190"></link>
  <updated>2011-07-20T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>590190</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore  Comune Sesto San Giovanni (MI)&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“A seguito degli ultimi accadimenti – si legge nella lettera – ho maturato la convinzione che le mie dimissioni siano un atto opportuno per evitare ogni sorta di strumentalizzazione. Sono certo che il tempo ed il corso dell’inchiesta mi renderanno giustizia e dimostreranno la mia assoluta estraneità ai fatti”.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.sestosg.net/pls/portal30/COMUNICATI.DYN_VISUALIZZA_COMUNICATI_CMS.show?p_arg_names=id&amp;p_arg_values=1831&quot;&gt;Comune sesto San giovanni&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>PIETRO VIGNALI: Lettera del sindaco alla città &quot;Non mi ricandiderò nel 2012&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/27/pietro-vignali/lettera-del-sindaco-alla-citt%C3%A0-non-mi-ricandider%C3%B2-nel-2012/589399"></link>
  <updated>2011-06-27T00:00:00Z</updated>
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  <id>589399</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Parma (PR) (Partito: LISTA CIVICA) - Sindaco  Comune Parma (PR) (Partito: Lista Civica - Cen-Sin) - Consigliere  Consiglio Comunale Parma (PR) (Lista di elezione: LISTA CIVICA) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Sento il dovere in queste ore, dopo i fatti che hanno scosso e sbigottito tutti noi, di rivolgermi ai parmigiani per dire che considero in dirittura d’arrivo la mia vicenda di amministratore di questa città: nel 2012 non mi ricandiderò alla carica di sindaco. Ne sono profondamente addolorato. Essere sindaco, però non è soltanto un onore, ma anche una grande responsabilità a cui non intendo sottrarmi e lasciare oggi senza guida questa città avrebbe conseguenze gravissime.
&lt;p&gt;
Se rimango ancora in carica, non è per l’attaccamento alla poltrona o per la mia carriera politica, ma soltanto per ottenere i finanziamenti e approvare i piani industriali che sono necessari per pagare le imprese, per non lasciare a metà i cantieri di opere fondamentali su cui sono stati già spesi milioni di euro, per mettere definitivamente in sicurezza il sistema delle società partecipate.
Diversamente tutto questo sarebbe a rischio. Sto parlando di pochi passaggi amministrativi che sono il frutto di un lunghissimo lavoro con le banche, con il territorio, con il Governo, che sarebbe irresponsabile abbandonare ora. Lasciare oggi sarebbe la soluzione più facile, almeno personalmente. Ma la peggiore per la città.

&lt;p&gt;
Spero che tutti, la città, il Consiglio Comunale, la maggioranza e l’opposizione, lo comprendano. La mia maggioranza ha dato indicazioni precise e responsabili in questo senso, sottolineando la necessità di un percorso condiviso con le forze sociali ed economiche e con la stessa opposizione consiliare. Esiste la loro disponibilità a condividere un’agenda di fondamentali priorità? Certo, non avrei mai pensato di dover dire queste parole per parlare della mia esperienza di amministratore. Un’esperienza che ha assorbito completamente più di dieci anni della mia vita. Ci ho messo anima e corpo, tutto il mio impegno, tutte le mie capacità prima come assessore e poi come sindaco. Lo voglio dire: non mi sono risparmiato, e sono convinto di aver anche lavorato bene.

&lt;p&gt;
Ci siamo trovati in mezzo al fiume mentre arrivava la piena di una crisi economia pesantissima, con le finanze pubbliche svuotate, in uno scenario politico sempre più deteriorato. Ma con le famiglie e le imprese che guardavano a noi per essere aiutate e sostenute. Allora mi sono reso conto che era necessario invertire la rotta, che quell’idea di città che avevamo tutti perseguita, non era più sostenibile in un mondo completamente cambiato. Innanzitutto mi sono reso conto che era impossibile realizzare la metropolitana, e che era molto difficile, ma ormai imprescindibile, riprendere il controllo di una mole di investimenti che il Comune aveva già programmato negli anni precedenti la crisi, ma che rischiavano, in questo nuovo contesto, di trascinare come una zavorra il Comune a fondo. Nonostante quello che si continua a dire la situazione finanziaria del Comune, di Stt, Parma Infrastrutture sono sotto controllo. Manca solo l’ultimo passo.

&lt;p&gt;
Ci sono stati errori? Certamente sì. I fatti di questi giorni lo dimostrano. Non ne sapevo nulla e ho provato a dirlo alla città.&lt;br /&gt;

Ma mi rendo conto che oggi c’è il rischio che si faccia di tutta l’erba un fascio, e che quindi sia lesa la credibilità dell’intera Amministrazione, e compromesso il lavoro della mia giunta e dei dipendenti di questo Comune che in questi anni hanno lavorato tanto e bene. Meritano la gratitudine mia e della città. Ritengo pertanto che sia giusto fare un passo indietro, ma non scappare davanti alle responsabilità. La città era in mezzo a un guado pericoloso, ora siamo a un passo dalla riva. Voglio portarla su quella riva, poi lascerò&quot;. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://parma.repubblica.it/cronaca/2011/06/28/news/lettera_del_sindaco_alla_cit-18337366/&quot;&gt;parma.repubblica.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Paolo CIRINO POMICINO: «B. muore e il veleno è Santanchè»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/25/paolo-cirino-pomicino/%C2%ABb-muore-e-il-veleno-%C3%A8-santanch%C3%A8%C2%BB-intervista/573035"></link>
  <updated>2011-05-25T00:00:00Z</updated>
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  <id>573035</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
«Non ha mai capito niente di politica. E' ambiziosa, ma è pura plastica senza contenuto. Ha plagiato il Cavaliere, stanco e invecchiato: quasi una circonvenzione di incapace. E presto lo tradirà». Parla  Paolo Cirino Pomicino: uno che la conosce molto bene.
&lt;p&gt;Onorevole Paolo Cirino Pomicino, lo ammetta: tutta colpa sua? «Sì, lo confesso. Sono io il colpevole dell'ascesa di Daniela Garnero Santanchè. Fui io a presentarla a Silvio Berlusconi nel Duemila. Attraccammo alla Certosa, Silvio indossava un kaftano bianco, Daniela era emozionata». Attraverso la carriera della Crudelia del Pdl, l'ex ministro, uno dei potenti della Prima Repubblica, ripercorre vent'anni di berlusconismo. Miseria senza nobiltà.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quando conobbe la Santanchè?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Nel 1988, ero ministro della Funzione pubblica. Lei era fascista fino all'inverosimile, non lo nascondeva».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E lei invece aveva fama di tombeur de femmes...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Una fama usurpata, ma quella volta respinsi ogni provocazione. Anche perché non era rivolta a me, ma a un ministro».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;D'accordo: ma allora perché era così amico della Santanchè?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Ho sempre avuto attenzione per le pecorelle smarrite...».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;A quale ovile voleva portarla?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«La mia megalomania mi spingeva a pensare che le avrei insegnato cos'è la politica vera. E invece scoprii quasi subito che Daniela era puro marketing, il prodotto non c'era. Una volta la chiamai ladra di cognomi perché usava quello dell'ex marito. Mi rispose: &quot;Santanchè non è un cognome, è un brand&quot;».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Aveva già le idee chiare. Altri segnali di ambizione?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Nel '95 mi assillò perché partecipassi alla giuria di una gara culinaria da lei presieduta. Mi fecero assaggiare pietanze immangiabili, finché me ne portarono una disgustosa ed esclamai: &quot;Fa schifo!&quot;. Mi arrivò un pugno, era lei: &quot;Zitto, è il mio piatto, devi farmi vincere&quot;. Vinse, infatti. E poiché presiedeva la giuria fece consegnare il premio al compagno Canio Mazzaro. Lui, il mio più caro amico, commentò: &quot;La tua amica non conosce vergogna...&quot;».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Girare con Pomicino in quegli anni, però, era un atto di coraggio...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Daniela diceva che i suoi referenti politici erano Andreotti e Cirino Pomicino, uno sotto processo per mafia, l'altro per corruzione. Ma lo faceva per acquistare credito. Stare con me le consentiva di entrare in politica. Nel '99 fu eletta consigliera provinciale a Milano. E poi la presentai a Berlusconi. Con Silvio magnificai le sue qualità: la tenacia, l'ambizione che in quel momento non era ancora sfrenata, la rapidità di intelligenza che può diventare una circostanza aggravante...».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Un anno dopo, infatti, diventò deputato, in quota An.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«E lì cominciarono scene indimenticabili. Un giorno mi si presentò la seguente visione: Daniela scosciata intenta a farsi fare una pedicure, dietro di lei un professore di storia con un libro in mano che le raccontava le guerre di indipendenza. Il poveretto era stato assunto per farle ripetizioni di storia, nonostante la Santanchè vantasse una laurea in scienze politiche».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E lei, invece, su quale materie doveva esibirsi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Ero il ghost writer, scrivevo i discorsi. Una fatica allucinante! Le avevo suggerito di entrare in commissione Bilancio».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Voleva continuare a dettare legge tramite la sua amica?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Io dettavo una sola cosa, i suoi discorsi. Lei li scriveva e poi li rileggeva ad alta voce in casa, costringendo la mia compagna a cronometrarla per restare nei tempi della Camera. Una volta Publio Fiori in aula la elogiò sarcasticamente: &lt;br /&gt;
&quot;Ottimo intervento, onorevole Pomicino&quot;».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Lei invece era fuori dal Parlamento. Chissà la frustrazione!&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Assolutamente no perché intanto ero diventato Geronimo. I rapporti si guastarono quando tornai in Parlamento. Frequentando uomini di potere si era convinta di essere una delle donne più influenti d'Italia. Mi disse che avrebbe potuto scatenarmi contro i poteri dello Stato. Il 9 aprile 2007, mentre entravo in sala operatoria per il trapianto di cuore, rivelò a una persona vicina di sperare che io non mi risvegliassi più. Mai sentito un politico augurare la morte a un collega».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Come si spiegò questo odio?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Nascondeva una preoccupazione: morto io non avrei più potuto rivelare le cose che sapevo della sua vita privata».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;A cosa si riferisce?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Non dico nulla. Sono un gentiluomo napoletano: della sua vita privata non parlerei e non parlerò».
&lt;p&gt;

&lt;p&gt;&lt;b&gt;Senza di lei, però, la Santanchè ha spiccato il volo.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«E' il segno della decadenza della politica. E' riuscita a plagiare un Berlusconi sempre più stanco e invecchiato, quasi una circonvenzione di incapace. Daniela, più di tutti, è al servizio del Cavaliere. E servendolo lo indirizza».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Eppure fu lei a dire: Berlusconi è ossessionato da me, ma io non gliela dò.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Quando la ascoltai scoppiai a ridere. Mi venne in mente la scena di &quot;Natale a casa Cupiello&quot; quando Eduardo chiede al figlio Lucariello se ha visto le scarpe di zio Pasquale. &quot;E che mi vendevo le scarpe di zì Pasquale?&quot;, risponde Lucariello. E Eduardo, sconsolato: &quot;Pascà, Lucariello si è venduto e' scarpe&quot;. La vecchia excusatio non petita».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Le manovre più evidenti di Daniela?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«E' lei che organizza il Consiglio di guerra di cui fanno parte Verdini, La Russa e qualche giornalista. E' lei che ha consigliato a Berlusconi la rottura con Fini che odia perché le tolse la guida delle donne di An. Ed è sempre lei la causa dei problemi di Moratti: la linea aggressiva e insultante del Pdl porta il suo nome».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Fino a che punto può arrivare?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Fino all'implosione del Pdl. Questo Pdl santanchizzato, plasticato e aggressivo, finirà per scoppiare. E' il veleno con cui sta morendo Berlusconi».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il berlusconismo può finire a Milano?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Non c'è un automatismo tra un'eventuale sconfitta e la caduta, la coda del berlusconismo può essere molto lunga. Il Pdl è dilaniato tra gli ex socialisti come Tremonti che non si riconosce più in Berlusconi, ex dc a disagio come Scajola e Formigoni. E poi ci sono persone serie come Quagliariello: ma non basta essere seri se non si ha il coraggio della serietà».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Cosa dovrebbero fare i dissidenti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«I moderati del Pdl possono evitare l'implosione se qualcuno riesce a convincere Berlusconi a passare la mano al governo. Altrimenti faremo tutti la fine di Sansone e i filistei, in un Paese con un debito del 120 per cento del Pil e sempre più marginale sul piano internazionale».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E la sua ex amica che fine farà?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«A tempo debito sarà la prima a condannare Berlusconi e le sue scorribande con Lele Mora e Emilio Fede».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Se la Seconda Repubblica è da buttare non sarà colpa vostra? Non si sente un cattivo maestro?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Al contrario. Ottimi maestri e pessimi allievi. Nel caso di Daniela, però, riconosco il mio fallimento».&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://espresso.repubblica.it/dettaglio/b-muore-e-il-veleno-e-santanche/2152079#commenti&quot;&gt;l'Espresso - Marco Damilano&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Corruzione: il Pd sosterrà la campagna di Libera</title>
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  <updated>2011-04-15T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
''Il Pd appoggera' la campagna di Libera 'Fuori i corrotti', e' una cosa giusta, moralmente e politicamente''. Lo ha detto &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, capogruppo del Pd alla Camera, dalla bottega di Libera a Palermo, dove ha incontrato i ragazzi che lavorano nelle cooperative che gestiscono i beni confiscati e i giovani del Pd. La campagna &lt;i&gt;'Fuori i corrotti'&lt;/i&gt;, lanciata dall'associazione Libera, ha raccolto un milione di firme e chiede il riutilizzo sociale dei beni sottratti ai corrotti.
&lt;p&gt; ''Appoggiare questa campagna e' una cosa giusta'', ha detto Franceschini. A margine dell'incontro i giovani democratici di Palermo hanno concordato con il capogruppo del Pd un seminario per confrontarsi con associazioni, cooperative, centri studi e operatori del settore, sulle iniziative legislative finalizzate ad accelerare gli iter di assegnazione dei beni confiscati e a individuare strumenti di sostegno fiscale per incentivare le denunce delle estorsioni.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ansa.it/legalita/rubriche/cronaca/2011/04/15/visualizza_new.html_901455208.html&quot;&gt;Ansa&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Michele VENTURA: «Dal Pdl vergognose difese di Berlusconi» </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/01/17/michele-ventura/%C2%ABdal-pdl-vergognose-difese-di-berlusconi%C2%BB/557102"></link>
  <updated>2011-01-17T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt; ''Stiamo leggendo o ascoltando, com'e' prassi in casa Pdl, dichiarazioni vergognose in difesa di Silvio Berlusconi. Passiamo da chi ci vuol spiegare che il reato di corruzione di minorenne va valutato a seconda di quanti mesi manchino alla maggiore eta' della vittima o da che mestiere faccia, a chi, come Cicchitto, parla di blitz militare, chi di stato di polizia, a chi, infine, invita il premier a sporgere denuncia, Lui? Non voglio esprimermi su carte che non ho letto e che sono alla valutazione del Parlamento. Ma il discredito e' alto e sta umiliando l'Italia intera. Se corrisponde a verita' soltanto la meta' delle indiscrezioni che stiamo leggendo, sarebbe il caso che Berlusconi si dimettesse e che chiedesse immediatamente ai suoi un decoroso silenzio''.
&lt;p&gt;

Cosi' Michele Ventura, vicepresidente dei deputati del Partito Democratico.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/news-CASO_RUBY__VENTURA_(PD)__DA_PDL_VERGOGNOSE_DIFESE_BERLUSCONI-982322-ora-.html&quot;&gt;Asca&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giuseppe GIULIETTI: Una firma per far restituire ai corrotti ciò che hanno rubato</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/12/11/giuseppe-giulietti/una-firma-per-far-restituire-ai-corrotti-ci%C3%B2-che-hanno-rubato/548809"></link>
  <updated>2010-12-11T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>548809</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Corrotti per il bene comune, i corrotti restituiscano ciò che hanno rubato&quot;, questo il motivo conduttore della grande campagna di &lt;a href=&quot;http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/3915&quot;&gt;&lt;b&gt;raccolta di firme&lt;/b&gt; &lt;/a&gt;avviata da &lt;b&gt;Libera&lt;/b&gt;, l’associazione contro le mafie presieduta da Don Luigi Ciotti, e da Avviso pubblico.
&lt;p&gt; L’iniziativa è dedicata alle ragazze e ai ragazzi morti nel crollo della casa dello studente dell’Aquila, simbolo della corruzione più nera, degli affari realizzati nel modo più cinico e spregiudicato.

&lt;p&gt;
L’obiettivo è quello di raccogliere oltre un milione di firme sotto le cartoline che saranno spedite al presidente Napolitano per chiedere che l’Italia recepisca integralmente le norme della convenzione di Strasburgo in materia di confisca e di riutilizzo dei beni confiscati ai corrotti e che il governo si decida ad applicare le medesime norme già votate nella finanziaria del 2007.

&lt;p&gt;
Utopia? Lo stesso giudizio sprezzante fu usato da molti commentatori quando 15 anni fa Don Ciotti e Libera decisero di promuovere una raccolta di firme per chiedere il riutilizzo dei beni sequestrati ai mafiosi. Certo le difficoltà non sono mancate e non mancano, ma oggi non pochi edifici e beni sequestrati sono gestiti da associazioni e da cooperative che hanno fatto rifiorire la legalità, laddove trionfava l’illecito, la violenza, il disprezzo più assoluto per la legge.

&lt;p&gt;
Adesso Libera e Avviso pubblico hanno deciso di chiedere che lo stesso principio sia applicato anche ai corrotti, a colore che usano il bene pubblico a fini personali, a quelli che raccattano mazzette, a quelli che depredano il patrimonio pubblico e truffano il prossimo.

&lt;p&gt;
Perché non riutilizzare il maltolto? Perché non restituire alla comunità i beni truffati? Pensate quante attività di pubblico interesse sarebbe stato possibile promuovere con i beni del signor Callisto Tanzi che ha ridotto alla fame migliaia di piccoli risparmiatori.

Le cifre della corruzione e della concussione sono spaventose. Per ogni euro recuperato dallo stato, si calcola che ce ne siano 5 sottratti alla comunità. Il 17% degli italiani, secondo una recente statistica, si sarebbe sentita chiedere una qualche forma di tangente o di mazzetta. Come se non bastasse l’Italia berlusconiana e dell’indifferentismo etico ha ormai abbassato la guardia.
&lt;p&gt; Negli anno 1992-93, nel solo distretto giudiziario di Milano, vi furono 2000 denunce per corruzione e concussione, l’anno scorso siamo scesi sino a quota 120. E’ del tutto evidente che il cittadino non se la sente più di denunciare gli estorsori e i corrotti, preferisce tacere, avverte un clima di impunità e di omertà incoraggiati e protetti dall’alto, respira consenso ai comportamenti illeciti, al disprezzo delle norme.

&lt;p&gt;
Per queste ragioni ci sembra giusto appoggiare l’iniziativa promossa da Libera e da Avviso pubblico e sostenuto da decine di associazioni che raccoglieranno le firme in 3000 punti in tutta Italia. Chi avesse problemi a rintracciare i banchetti potrà dare la sua adesione anche on line sul sito di Libera.

&lt;p&gt;
Mercoledì prossimo alle ore 18, nelle sale della provincia di Roma, a Palazzo Valentini, sarà consegnato anche a Libera e a Don Ciotti, il tradizionale riconoscimento che articolo 21 dedica a coloro che si battono per la libertà di informazione in Italia e nel mondo. Ci è sembrato giusto consegnare un riconoscimento a chi da anni si batte per la libertà, per la legalità e per la dignità individuale e collettiva, valori senza i quali non può esistere neppure una libera informazione.
&lt;p&gt;

Giuseppe Giulietti&lt;br /&gt;



&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://temi.repubblica.it/micromega-online/una-firma-per-far-restituire-ai-corrotti-cio-che-hanno-rubato/?printpage=undefined&quot;&gt;micromega-online&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Silvio BERLUSCONI: E' suicida che il Paese proceda contro chi costituisce la forza del Paese</title>
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  <updated>2010-11-26T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>548334</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Pres. del Consiglio   (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
... Finmeccanica è un'asset straordinario ha firmato un contratto con la Russia, mi auguro queste indagini portino a nulla come sono convinto. Considero suicida che il Paese proceda contro chi costituisce con la propria capacità operativa la forza del Paese.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/cronaca/2010/11/26/news/perquisizioni_enav_finmeccanica-9520002/?ref=HREA-1&quot;&gt;www.repubblica.it&lt;/a&gt;</summary>
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