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  <title>Openpolis - Argomento: burocrazia</title>
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  <updated>2012-05-25T00:00:00Z</updated>
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  <title>LEONARDO RAITO: Squinzi ha capito che i grossi problemi vengono dal sistema bancario. </title>
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  <updated>2012-05-25T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>640453</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore Provincia Rovigo (Partito: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il discorso d’esordio di Giorgio Squinzi, neopresidente nazionale di Confindustria, pare aver generato molta soddisfazione dalla platea degli imprenditori italiani. Squinzi, cui autorevoli commentatori attribuiscono uno stile nuovo, sobrio, lontano dalla leadership carismatica di un Montezemolo o di una Marcegaglia, ha lanciato un vero atto d’accusa contro il sistema Italia, incapace di creare le condizioni per favorire lo sviluppo e la redditività dell’impresa. Tra le critiche pesanti al paese, il balzello fiscale inaccettabile per le imprese, una burocrazia latente e fastidiosa, il tragico dazio della corruzione, che va combattuta in profondità. 
&lt;p&gt;Il presidente, non ha mancato di rimarcare le critiche verso il DDL lavoro, poco concorde alle indicazioni degli industriali, ma risultato probabile di un pateracchio al ribasso, ha definito inaccettabile la tassazione reale sull’impresa, il 68,5% contro il 52,8 della Svezia il 46,7 della Germania e il 37,3 del Regno Unito, ha poi rimarcato lo scandalo dei pagamenti alle imprese da parte delle pubbliche amministrazioni, che si combatte solo alleggerendo il patto di stabilità o varando provvedimenti che permettano di sfruttare i sempre più larghi avanzi di amministrazione.
&lt;p&gt; Si tratta di provvedimenti che un governo tecnico potrebbe/dovrebbe fare, ma non pare ne abbia gran voglia. Ma c’è un passaggio, forse volutamente ignorato dai grandi organi di stampa, che mi sembra il più significativo. Squinzi ha attaccato le banche, che non hanno utilizzato i prestiti concessi dalla Bce per rilanciare l’economia supportando l’impresa, e limitandosi invece a sistemare i propri conti con l’acquisizione di titoli di stato più vantaggiosi dal punto di vista del tasso di interesse. 
&lt;p&gt;Quello dell’accesso al credito, come ho avuto modo di dire a più riprese, è il vero nocciolo del problema. L’impresa ha bisogno di ossigeno e solo le banche possono garantirlo, se intendono prestare fede a una funzione etica e di supporto allo sviluppo. Diversamente, a fronte di banche ingrassate, si apriranno tanti nuovi cimiteri. Sulle croci però non saranno incisi nomi di persone fisiche, ma di una miriade di spa, srl e snc.
&lt;p&gt;
Leonardo Raito
&lt;p&gt;
Assessore Provinciale&lt;br /&gt;


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.openpolis.it&quot;&gt;Nota stampa&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Franca RAME: CARO MONTI, BASTA CON LE PURGHE</title>
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  <updated>2012-04-04T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626575</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Gentile prof. Monti,presidente del Consiglio del nostro governo,
&lt;p&gt;

gli italiani, quelli cosiddetti visibili al fisco, hanno accettato i sacrifici imposti dal Suo governo, ma ora avrebbero diritto a qualche soddisfazione. Invece non ci arriva nulla di buono.
&lt;p&gt;

Vero che, appena si è accomodato sulla poltrona di comando, Lei, reincarnazione di Berlusconi con la faccia onesta (solo la faccia…), s’è trovato  a nuotare in un debito pubblico di tutto rispetto, quasi 2 mila miliardi di euro. Ma non sarebbe stato meglio, in clima di sacrifici, se avesse drasticamente ridotto i costi della politica, invece di tarellare sulla testa i pensionati lasciandoli tramortiti e senza respiro?

&lt;p&gt;
Tra Camera e Senato, il nostro Paese (60 milioni di abitanti) può vantare 945 parlamentari con uno stipendio intorno ai 20.000 euro mensili. Gli Stati Uniti (310 milioni di abitanti) invece devono accontentarsi di 535 parlamentari, con uno stipendio  intorno ai 17.000 euro. E che dire dei cosiddetti “rimborsi elettorali”, se non che sono un insulto per la gente per bene?
&lt;p&gt;

Le famiglie italiane vivono una crisi furiosa, tant’è che in quest’ultimo anno c’è stata una diminuzione del 10% di consumo di benzina. In compenso i carburanti sono aumentati del 20%. Per Pasqua, ci dicono gli albergatori, milioni di famiglie hanno rinunciato a godersi qualche giorno di vacanza, le strutture turistiche sono in forte crisi. Sono stracolmi soltanto i ristoranti frequentati dagli “intoccabili”. &lt;br /&gt;
La crisi per loro è solo un fastidioso problema altrui.
&lt;p&gt;

E la burocrazia? Un macigno che colpisce milioni di persone: migliaia d’imprese che non riescono a bloccare il pericolo di fallimento… progetti che non si  concretizzano… posti di lavoro che sfumano.
&lt;p&gt;

Suicidi: si sono tolti la vita solo nel Nord-Est 30 imprenditori finanziariamente rovinati.
&lt;p&gt;

Sull’evasione fiscale: 13 miliardi di euro recuperati (o, meglio, accertati: il recupero è un’altra cosa) dalla Finanza negli ultimi mesi sono un buon risultato. Ma ce ne sono almeno altri 120-130 all’anno sui quali mettere le mani. E, per farlo, non bastano i blitz tipo Cortina. Bisognerebbe avere il coraggio di instaurare il sistema fiscale americano: tanto guadagno, tanto spendo, tanto detraggo ed ecco l’utile su cui pago le tasse. Già, ma poi si scontenta la borghesia… la classe dominante… quindi…giù calci nelle genvive…
&lt;p&gt;

Le grandi industrie straniere non si sentono attratte dall’idea di investire nel nostro Paese per le difficoltà imposte dalla nostra burocrazia, dal pericolo della mafia e dalla corruzione.
&lt;p&gt;

Un imprenditore che avesse l’idea di importare merce o macchinari dall’estero è spesso costretto ad anticipare l’intero pagamento.&lt;br /&gt;


Agl’italiani non si fa credito anche perché, in caso di contestazione, i commercianti stranieri sono spaventati dall’idea di impelagarsi nella nostra rete giudiziaria, lentissima e colma di sorprese metafisiche.&lt;br /&gt;


Aggiunga poi, gentile presidente, che ogni uomo d’affari straniero è bene al corrente del fatto che il mercato e lo Stato italiano perdono 60 miliardi all’anno causa la corruzione. Come può dar fiducia un Paese del genere?
&lt;p&gt;

Capisco che Lei, tentando di presentare una legge che funzioni veramente contro i corrotti, si trovi un’opposizione violenta da parte di tutta la destra, Pdl in testa. Ma non si può accettare il ricatto di chi a ogni votazione ripete la solita minaccia: o fai come dico o ti stacco la spina. Anche perché in questo caso, il danno economico diretto è solo una parte del disastro: la corruzione non aumenta solo i costi, uccide le imprese oneste causando un degrado della loro qualità etica, e colpisce pure la professionalità del Sistema Italia: chi è bravo a corrompere difficilmente è anche capace di far bene il suo mestiere.
&lt;p&gt;

Importanti economisti liberali avvertono che, se non si cambia programma a partire dalle tasse che ricadono quasi esclusivamente sul lavoro, rischiamo di suscitare gesti incontrollabili tra le categorie più vessate. E la recessione si avvita su se stessa. Invece voi siete sempre lì blaterare sull’articolo 18.  Ma, invece di trovare il modo di facilitare ancor di più i licenziamenti, perché non vi occupate di facilitare le assunzioni? Per esempio mettendo mano alla madre di tutti gli sprechi: quello energetico. L’ha detto persino Squinzi, prossimo presidente di Confindustria: “Non è l’articolo 18 a fermare lo sviluppo del Paese, ma la burocrazia, la mancanza di infrastrutture, il costo eccessivo dell’energia”. 
&lt;p&gt;E’ ridicolo che l’Italia abbia un decimo dei pannelli solari per l’acqua calda della Germania (che ha molto meno sole di noi). Se non si promuove una vera e propria cultura del risparmio energetico e delle energie alternative, a cominciare dalle scuole, dalle imprese e dalle famiglie, non si potrà mai realizzare il vantaggio che porterebbe una simile azione globale: cioè arrivare a risparmiare più di 100 miliardi l’anno.
&lt;p&gt;

L’assurdo poi è che già oggi siamo il quinto paese in Europa nell’uso di tecnologie alternative. Nel 2010 l’Italia abbiamo prodotto circa il 22% del fabbisogno nazionale lordo di elettricità da fonti rinnovabili. Quindi i presupposti per cambiare drasticamente il modo di organizzare la ripresa ci sono eccome. Bisogna solo convincere voi, pregiati tecnici, di incentivarla.

&lt;p&gt;
E che dire dei 90 cacciabombardieri Lockheed F-35, detti “distruttori immediati”, ordinati dal megalomane Berlusconi e da Lei lasciati sul collo dei contribuenti italiani? Ci costeranno 12 miliardi, più il doppio per la gestione e la manutenzione. Col denaro previsto per uno solo di questi sofisticati mostri volanti, risolveremmo i problemi di migliaia di cassintegrati, pensionati, precari, detenuti, laureandi in cerca di lavoro.
&lt;p&gt;

Ho ascoltato a Report la ministra Fornero, sempre elegante nei suoi completini (quella che piange, ma non sorride mai): “Non siamo stati chiamati per distribuire caramelle”. E m’è venuto voglia di risponderle: “Signora ministra, le sue caramelle non ci interessano… Lei ha già dato molto al popolo italiano: pasticche purgative in abbondanza… siamo tutti accomodati sulla tazza in bagno, con una dissenteria inarrestabile, pensando a lei! Grazie”.
&lt;p&gt;

Gentile prof. Monti, il Suo governo è arrivato al punto in cui o ha il coraggio di fare qualche cosa di concreto per rilanciare l’economia, facendo pagare la crisi a chi non paga mai anziché a chi paga sempre, oppure dovrà subire la giusta ira delle piazze.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1D59YX&quot;&gt;il Fatto Quotidiano &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Maurizio SAIA: Governo prigioniero dei burocrati - INTERVISTA</title>
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  <updated>2012-03-30T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626833</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: CN) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
I veri nemici di Monti sulle riforme non sono i partiti: sottosegretari e ministri in mano alla lobby dei grand commis.
&lt;p&gt;
Altro che beghe di partito. Monti rischia di rimanere vittima del suo stesso governo. O meglio «dei funzionari dei suoi ministri e sottosegretari, i registi delle retromarce che ci sono state in questi mesi sulle riforme all'esame del parlamento». 
&lt;p&gt;Non ha dubbi, Maurizio Saia, senatore ex missino, poi aennino, indi pidiellino, dunque futurista e oggi pilastro del fronte di Coesione nazionale. 
Esce dall'aula di Palazzo Madama, dove ha confermato l'ennesima fiducia al governo Monti sul decreto Semplificazioni (la tredicesima, quella di ieri, finita con 246 sì e 33 no), ed è una pentola in ebollizione.
&lt;p&gt; «L'ho detto durante le dichiarazioni di voto in aula, il gruppo Coesione nazionale vota la fiducia ma contesta il metodo utilizzato per l'esame del decreto legge sulle semplificazioni. Non solo non sono stati accolti gli emendamenti presentati dai parlamentari ma molto spesso ci si è scontrati con lo spirito lobbistico dei vari funzionari dei ministeri e con le lobby esterne che sono entrate a piedi uniti nell'esame del provvedimento».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ma le lobby non erano intervenute sulle Liberalizzazioni? Che c'entrano con un provvedimento come le Semplificazioni?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Guardi quello che è successo con l'emendamento sull'ultimo miglio delle telecomunicazioni, il testo uscito dalla camera, quello proposto come prima modifica dal governo al senato e poi, dopo l'alzata di scudi di tutti noi senatori della prima commissione, la mediazione che il ministro della funzione pubblica Patroni Griffi ha trovato. Il problema comunque è generale: le norme che escono dal governo vengono depotenziate in parlamento per colpa delle lobby, quella più potente di tutte è quella ministeriale che adduce ora una presunta lettera di richiamo dell'Unione europea, ora problemi di dubbia costituzionalità, per non parlare delle mancate coperture finanziarie.
&lt;p&gt; 
&lt;b&gt; É un'accusa grave.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Io dico quello che molti vociferano nei corridoi del parlamento, ma che nessuno ha il coraggio di dire apertamente ovvero che ci sono troppi interessi che si muovono intorno ai provvedimenti e che frenano il cambiamento.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Per esempio?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Io noto solo che l'emendamento sulla ricerca al dl semplificazioni è stato stoppato dal ministro dell'istruzione Profumo perché la commissione che avrebbe dovuto selezionare i progetti dei giovani ricercatori avrebbe creato problemi. Sarà verissimo. Intanto però che arriva, e chissà quando, un decreto organico che sistema tutto, come ha promesso Profumo, i fondi tornano nella gestione del ministero. 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Andiamo avanti.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Il senato aveva ultimato dopo anni di faticosa interlocuzione con il Viminale la legge sulla sicurezza urbana, andava solo messa ai voti. Ma sono sorti altri problemi e ora non se ne farà niente. E così la delocalizzazione dei poteri di polizia non c'è. E vogliamo parlare degli esodati? Il ministro Fornero si era impegnata a dicembre a risolvere il problema in pochi giorni. Al ministero però non sanno neanche quanti sono esattamente gli interessati.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;E però i ministri sono dei tecnici.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Sì, ma non sono avvezzi a trattare con i funzionari e a imporsi. O magari li conoscono troppo bene, perché provengono da quello stesso mondo. Per cui le direttive politiche partono forti, ma si perdono per strada. Le emergenze che trovano spazio in parlamento sono altre.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;A cosa si riferisce?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Abbiamo dato carattere d'urgenza al provvedimento che ripristina le commissioni bancarie sui conti che la gente è costretta dal governo ad aprire. Intanto però il governo non ha tempo per discutere al senato le mozioni presentate da tutti i partiti per chiedere la sospensione e la revisione dei criteri di Basilea 2 e dare così maggiore garanzia di sostegno al credito per le piccole e medie imprese. Ma si rendono conto che ci sono imprenditori che si uccidono e che nel frattempo le banche unilateralmente hanno aumentato di due, tre punti i tassi su scoperti e fidi, in media arrivati al 10,5- 14%? C'è qualcosa che non va per un governo che deve aiutare il Paese a rialzarsi.&lt;br /&gt;


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?preview=false&amp;accessMode=FA&amp;id=1764658&amp;codiciTestate=1&amp;sez=giornali&amp;testo=maurizio+saia&amp;titolo=Governo%20prigioniero%20dei%20burocrati&quot;&gt;www.italiaoggi.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>MARINA STACCIOLI: Con Locci: “La credibilità si riconquista solo con i fatti”</title>
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  <updated>2012-02-13T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>624303</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Toscana (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Dichiarazione congiunta col consigliere Dario Locci:“Ecco perché ci siamo astenuti”.
&lt;p&gt;

“Finché non avremo ridotto il numero dei consiglieri, non avremo abolito la norma che impedisce ai consiglieri stessi di essere anche assessori, evitando duplicazioni di cariche e indennità, e non avremo preso di petto la questione della casta dei burocrati, non avremo diritto di indignarci nei confronti degli attacchi della stampa”. 
&lt;p&gt;&lt;i&gt;Così Dario Locci, presidente del Gruppo Misto, spiega la propria astensione, insieme alla collega Marina Staccioli, sulla proposta di risoluzione presentata oggi in Consiglio. Al centro della seduta odierna l’attacco della stampa locale ai costi della Regione Toscana.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt; “E’ inutile nascondersi dietro una difesa d’ufficio delle Istituzioni e dare la colpa ai giornali. Qui non sono le Istituzioni ad essere sotto attacco, ma un metodo sbagliato di fare politica, diretto a mantenere i propri privilegi. Un metodo che non ci sentiamo di condividere né tantomeno di difendere”. 
&lt;p&gt;“Non possiamo condividere un attestato di buon funzionamento della ‘macchina’nel momento stesso in cui l’apparato amministrativo-burocratico si gonfia e si ingolfa sempre di più. La politica non può più permettersi di chiedere sacrifici ai cittadini se non è in grado di dare il buon esempio”. 
&lt;p&gt;“La credibilità si acquista con i fatti, non con le promesse. Per questo – concludono i consiglieri – abbiamo deciso di non firmare”. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.consiglio.regione.toscana.it/politica/comunicati-stampa-dei-gruppi-politici/comunicato/testo_comunicato.asp?id=8957&amp;filtro=&quot;&gt;Consiglio Regionale della Toscana&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Andrea Ballarè: Ancora vandali in via San Bernardino. Ballarè: “La burocrazia è la colpevole”</title>
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  <updated>2012-01-13T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>623279</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Novara (NO) (Partito: PD) - Consigliere  Consiglio Comunale Novara (NO) (Lista di elezione: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Ancora una volta ci troviamo ad avere a che fare con veri e propri sciacalli, che non hanno remore a danneggiare un bene destinato ad alleviare i problemi di persone in difficoltà. Invito i cittadini che possono dare un aiuto alle forze dell’ordine con segnalazioni e indicazioni a farlo al più presto&quot;

&quot;Già da mesi abbiamo manifestato con documenti e lettere al Ministero della Difesa la nostra volontà di procedere arrivando anche ad utilizzare lo strumento dell’ordinanza per assegnare questi otto appartamenti a famiglie che si trovano in condizione di emergenza abitativa. Lo abbiamo ribadito anche dopo il precedente episodio di devastazione del mese di luglio. Solo grazie alla nostra pressione l’amministrazione della Difesa dopo anni ha accettato di sedersi ad un tavolo per discutere di questo problema. Siamo stati a Roma lo scorso 20 dicembre ed abbiamo spiegato con chiarezza la situazione. I funzionari del ministero ci hanno chiesto ancora tempo, ed abbiamo fissato un appuntamento per mercoledì prossimo, 18 gennaio. Ma le logiche della burocrazia spesso non camminano con il passo delle necessità reali. E nel vuoto di decisioni dell’amministrazione militare si sono insinuati ancora una volta i vandali&quot;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.andreaballare.com/2012/01/13/ancora-vandali-in-via-san-bernardino-ballare-la-burocrazia-e-la-colpevole/&quot;&gt;Sito ufficiale&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>MARINA STACCIOLI: Finanziaria, non passa il taglio agli stipendi dei burocrati</title>
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  <updated>2011-12-21T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Toscana (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Locci e Staccioli, “Così si evita di affrontare il vero problema dei costi della politica”

“Ancora una volta si evita di affrontare il vero problema e si procede mettendoci una pezza”. Lo ha dichiarato Dario Locci (Gruppo Misto) in seguito alla votazione in Aula su ordine del giorno ed emendamento alla Finanziaria 2012 che prevedevano la riduzione degli stipendi dei direttori generali in forze alla Regione Toscana. Respinti entrambi dalla maggioranza, i due atti hanno incontrato il voto favorevole del Pdl. “Il Presidente Enrico Rossi – continua Locci – ha dichiarato di aver accolto lo spirito dell’ordine del giorno. Ma l’emendamento che ha presentato lo stesso Governatore – continua il presidente del Gruppo Misto – è più riduttivo rispetto al nostro”. L’emendamento in questione, firmato dallo stesso Rossi questa mattina, stabilisce la riduzione del 5% delle indennità dei direttori generali, solo per la parte eccedente i 90mila euro e solo per il comparto sanitario. “In pratica si tagliano solo gli stipendi dei direttori delle Asl – precisa la consigliera Marina Staccioli, cofirmataria dell’emendamento respinto – mentre noi chiedevamo un provvedimento più ampio, che comprendesse Giunta, Consiglio ed Enti dipendenti dalla Regione. In questo modo il risparmio sarebbe stato di gran lunga superiore”. (f.p.) &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.consiglio.regione.toscana.it/politica/comunicati-stampa-dei-gruppi-politici/comunicato/testo_comunicato.asp?id=8730&amp;filtro=&quot;&gt;www.consiglio.regione.toscana.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Angelo BONELLI: Lazio. Piano Casa. «Un duro colpo per la governatrice»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2011-10-25T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Lazio (Lista di elezione: Verdi) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Angelo Bonelli, capogruppo dei Verdi, ex assessore regionale all'Ambiente, perché siete contrari al Piano Casa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Perché non è un Piano Casa, ma un servizio alla grande speculazione. Cosa c'entra la ristrutturazione di un'abitazione con l'abbattere diecimila faggi, costruire porti in aree a rischio idrogeologico, intervenire nei parchi? In questo modo si legalizza l'illegalità».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Secondo la Polverini, la pista da sci sul Terminillo servirebbe a rilanciare l'economia di quella zona...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «E quindi, visto che c'è la crisi, infliggiamo un colpo mortale alla montagna? Questa è un'economia del mordi e fuggi, ed è una brutta macchia per la Polverini. La bocciatura del governo è un duro colpo alla sua credibilità».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Altra replica della presidente: quegli interventi li ha trovati&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;«È vero, i progetti di speculazione non nascono oggi. Ma finora si è posto un argine: la Polverini, invece, vorrebbe scardinare tutti i vincoli. Faccio un esempio: il porto di Tarquinia sarebbe in un'area a forte rischio idrogeologico, lì il fiume è esondato tre volte nell'ultimo anno».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;E lo sci sul Terminillo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Anche quello viene da lontano. Ma non è vero che la pista sia l'unica forma di turismo: quella è una mentalità antica, basata sul mattone e sulla distruzione della natura. In Italia ci sono tanti esempi, Di fronte agli interventi che erano previsti, persino il gerarca fascista Bottai si rivolterebbe nella tomba diversi, specie in Trentino».
&lt;p&gt;&lt;b&gt; Ma è vero che qualcuno si è divertito a mettere, vicino agli articoli del Piano Casa, il nome dell'imprenditore che beneficerebbe di ogni singola norma?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;«Lo abbiamo fatto noi. Ci sono tutti i più grandi costruttori...».
&lt;p&gt;&lt;b&gt; Anche il Salaria Sport Village di Diego Anemone?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «L'abuso non è cancellabile, ma con questa legge anche quell'impianto potrebbe essere recuperato, attraverso una regolarizzazione amministrativa».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Ma è possibile, con una legge, far diventare lecito quello che non lo è?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Ce lo siamo chiesto anche noi. Con una riga la Regione voleva cancellare decenni di legislazione ambientale. Persino il gerarca fascista Bottai, il primo che si è occupato di certi temi, si rivolterebbe nella tomba...».
&lt;p&gt;&lt;b&gt; E chi dice che in Italia esistono troppi vincoli?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Anche noi siamo contrari a lacci e lacciuoli, e siamo i primi a volere la semplificazione, anche perché l'eccesso di burocrazia porta anche alla corruzione. Ma non si può cementificare, o distruggere le coste».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=15ZRM9&quot;&gt;Corriere della Sera ed. Roma&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Guido CROSETTO: «Patrimoniale una tantum per uscire subito dalla crisi»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/08/10/guido-crosetto/%C2%ABpatrimoniale-una-tantum-per-uscire-subito-dalla-crisi%C2%BB-intervista/590876"></link>
  <updated>2011-08-10T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>590876</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Sottosegretario  Difesa (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;p&gt;Servono scelte coraggiose, altrimenti è meglio che la maggioranza se ne torni a casa: ha le idee chiare il sottosegretario Guido Crosetto, che da tempo si occupa più di riservare bordate critiche nei confronti delle misure economiche allo studio del governo anziché della delega alla Difesa. E lui stesso se ne rammarica per primo:

«Finirò con il passare per una cassandra». Non a caso si presenta alla vigilia dell`appuntamento tra l`esecutivo e le parti sociali con la proposta di una «patrimoniale della solidarietà».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Onorevole, ma a questo governo non era inviso proprio il concetto di patrimoniale?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;«Certo, d`altronde anche io penso che introdotta adesso come tassa abbia un effetto depressivo sul mercato e sul prodotto».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E allora?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Allora io propongo di introdurre una patrimoniale non come tassa, ma come contributo percentuale attraverso la sottoscrizione forzosa di Bot e Cct per chi è più ricco: così aumenta la domanda di titoli di stato, diminuisce chiaramente il rendimento e quindi l`effetto indiretto è che lo Stato paga meno interessi sul debito».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Basterà? Qui si torna a parlare di tagli ancora su pensioni e pubblico impiego.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Una cosa è chiara: dobbiamo fare scelte coraggiose. Bisogna intervenire in modo direi &quot;epocale&quot; su debito e deficit».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Lei non ha risparmiato critiche alla manovra di Tremonti.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«...che però di fronte al deficit un assetto solido riesce a darlo, a mio avviso. Adesso è necessario uno sforzo sul fronte del debito, tenendo ben presente che a livello mondiale c`è bisogno di nuove regole, perché non è possibile che uno stato sovrano debba poi seguire quanto ordina la banca centrale, pietendo magari l`attenzione della Germania e della Merkel».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Torniamo all`Italia: quali sono le priorità?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Innanzitutto snellire la burocrazia che oggi frena chi fa impresa. Poi certo: c`è da tagliare i costi eccessivi della politica».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Se ne parla molto, ma poi...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Bisogna farlo: dimezziamo il numero dei parlamentari, eliminiamo le Province».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;...ma poi non si fa mai. E la Casta torna a tagliare sulle pensioni.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Mi rendo conto che dovremo ricorrere a delle misure impopolari.

Ma anche qui l`azione dovrebbe essere un po` più incisiva».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;In che senso?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;«Poniamoci il problema di chi riceve un assegno di 500 euro e un altro di varie migliaia di euro. Insomma, dobbiamo avere coraggio e consapevolezza. Mi rendo conto io stesso che da tempo sto facendo la cassandra, occupandomi più di economia che della mia delega alla Difesa. O, peggio, sto facendo il grillo parlante. E quello lì non fece una brutta fine».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;A proposito di fine, secondo lei questo governo è pronto a contrastare la crisi economica e arrivare a fine legislatura?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;«Se faremo scelte coraggiose ha senso andare avanti fino in fondo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Altrimenti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Altrimenti, se dobbiamo vivacchiare alla giornata non facciamo un buon servizio al Paese. E a quel punto è meglio tornare a casa. Ma le energie e le possibilità di fare bene ce le abbiamo».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=131NT3&quot;&gt;Il Mattino - Corrado Castiglione&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Renato BRUNETTA: “Taglio costi burocrazia resta priorità governo”</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/12/renato-brunetta/%E2%80%9Ctaglio-costi-burocrazia-resta-priorit%C3%A0-governo%E2%80%9D/560821"></link>
  <updated>2011-05-12T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>560821</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  PA e innovazione (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;


“Di fronte alla crisi, il peso degli oneri amministrativi è ancora più intollerabile per le imprese e l’intero sistema Paese. Per questa ragione, tagliare i costi della burocrazia per le imprese e disboscare la giungla delle procedure è divenuto un impegno prioritario di questo governo”. 
&lt;p&gt;E’ quanto afferma il ministro per la Pubblica amministrazione e l’Innovazione, Renato Brunetta, in un intervento su Anci Rivista. Brunetta ricorda che “le analisi condotte dalle principali organizzazioni internazionali individuano nella complicazione burocratica una delle prime cause dello svantaggio competitivo dell’Italia nel contesto europeo e nell’intera area Ocse”, passando poi a ribadire gli impegni del governo. 
&lt;p&gt;
Tra questi il “Piano per la semplificazione amministrativa per le imprese e le famiglie 2010-2012, che fornisce il quadro dei risultati raggiunti dal ‘taglia-oneri’ e definisce obiettivi, strumenti e piani operativi per intensificare e completare le attività in corso e conseguire entro il 2012 il traguardo di un taglio di oltre il 25% dei costi della burocrazia”. Tornando proprio al ‘taglia-oneri” ormai a regime, Brunetta spiega: “Si tratta di un’attività di misurazione e riduzione degli oneri amministrativi, che già ci ha portato a sottoporre a misurazione 71 procedure ad alto impatto sulle imprese, selezionate con le associazioni imprenditoriali: sono stati stimati costi burocratici per 21,5 miliardi di euro all’anno e definiti interventi che comportano un ‘taglio’ stimato di 6,4 miliardi di euro l’anno”. 
&lt;p&gt;
Nel ripercorrere gli interventi in materia del governo, il Ministro ricorda inoltre: “Con la manovra finanziaria è stata introdotta un’innovazione senza precedenti per l’Italia: il principio di proporzionalità per gli adempimenti amministrativi che vengono differenziati in relazione alla dimensione, al settore in cui l’impresa opera e all’effettiva esigenza di tutela degli interessi pubblici: presto avremo meno scartoffie per le imprese e maggiore tutela degli interessi pubblici”. 
“Approvati i primi regolamenti – aggiunge Brunetta - siamo già al lavoro per adottare un nuovo ‘pacchetto’ di interventi di semplificazione in materia di privacy, sicurezza sul lavoro e appalti. Non è tutto: il disegno di legge collegato alla finanziaria 2010, contiene numerose e importanti misure di semplificazione tra le quali ricordo la previsione della ‘Carta dei doveri delle amministrazioni pubbliche’ per contrastare le molestie amministrative e assicurare l’effettività ai diritti delle imprese e dei cittadini”. &lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ancupm.it/content/zoom.asp?id_news=6435&quot;&gt;www.ancupm.it | anci.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giovanni Lettieri: Prometto meno burocrazia per rilanciare il commercio </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/04/03/giovanni-lettieri/prometto-meno-burocrazia-per-rilanciare-il-commercio/559644"></link>
  <updated>2011-04-03T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>559644</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Napoli - &quot;Incentivare le attività commerciali e ricreative semplificando le procedure burocratiche e prolungando l'orario del trasporto pubblico sono alcune delle azioni necessarie per il rilancio dell'economia cittadina e per le quali m'impegneró da sindaco di Napoli&quot;. 
&lt;p&gt;Lo ha detto il candidato sindaco Gianni Lettieri incontrando i gestori dei locali del Vomero durante 'Napoli h24', giro nella movida promosso da 'Giovani in Corsa'. &quot;L'iniziativa imprenditoriale - ha proseguito Lettieri - volta a creare strutture ricettive e d'intrattenimento non va ostacolata, ma incentivata nel pieno rispetto delle regole e del decoro urbano&quot;. L'ex presidente degli industriali ha trascorso parte della serata di ieri passeggiando per il quartiere e confrontandosi con i giovani che affollavano i bar della zona.&lt;br /&gt;



&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.napolicentro.eu/home.asp?ultime_news_id=1671&quot;&gt;www.napolicentro.eu&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario ROMANO: Cinque idee cinque per far ripartire l'Italia</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/12/16/dario-romano/cinque-idee-cinque-per-far-ripartire-litalia/549593"></link>
  <updated>2010-12-16T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>549593</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Senigallia (AN) (Lista di elezione: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
E’ giunto il momento di pensare al futuro, seriamente. Servono semplicità e concretezza, allo stesso tempo.
5 idee per far ripartire il Paese:&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;1&lt;/b&gt; – Riduzione delle tasse e aumento degli introiti tributari. No, non sono pazzo: in quel famoso 43% di pressione fiscale è compreso un 8% di evasione fiscale che devono pagare i contribuenti onesti. Passiamo dal 43 al 38, però dopo i controlli e gli accertamenti devono essere molto più frequenti. E, se si evade, non ci devono essere condoni. Necessario tassare inoltre la rendita finanziaria, passando dal 12 al 27% come in altri Paesi. Infine, passare da una tassazione sul lavoro ad una sull’inquinamento (green taxes): con le green taxes si possono ridurre le tasse sul lavoro, creando di fatto occupazione. L’esempio della Germania, su questo è illuminante. Lo snodo principale, però, è sulla concreta lotta all’evasione fiscale.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;2&lt;/b&gt; - Riforma universitaria. Purtroppo i nobili intenti di Berlinguer (parlo del 3+2) non hanno ottenuto gli effetti sperati. Tornare alle lauree a ciclo unico, dove i primi 2 anni siano in comune per tutti: poi si sceglie il proprio indirizzo ideale. Inoltre, necessario un aumento delle tasse universitarie in modo da offrire un servizio migliore (aumentando ricerca, innovazione; regolarizzando i ricercatori e i precari, che sono quelli che mandano avanti davvero il sistema universitario) e, al contempo, disincentivare l’iscrizione per chi vuole fare l’università solo per non andare a lavorare. Se si finisce fuori corso, necessario raddoppiare o triplicare l’importo delle tasse.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;3&lt;/b&gt; – Nascita di un nuovo settore secondario. Abbiamo bisogno di giovani imprenditori che prendano per mano il Paese nei prossimi anni. Necessario, d’altro canto, la costituzione di una nuova classe operaia che venga trattata degnamente e non come schiavi. La Germania ha un florido settore industriale, le tasse sono elevate (mai quanto le nostre, chiaro), ma gli stipendi sono adeguati.  
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;4&lt;/b&gt; – Riaprire stagione degli investimenti. Per far ripartire l’economia, servono in primis le infrastrutture adeguate. Non si può pensare che, per ogni opera pubblica in cantiere, ci siano proteste legate all’ambiente (vedi il caso TAV). Se si passasse ad un sistema di tasse basato sull’inquinamento (principio del “chi inquina paga”), molte di queste proteste/sommosse si placherebbero. Inoltre, le grandi opere – appaltate a società serie ed efficienti, meglio se consorzi di piccole società locali – portano lavoro e aumentano la competitività del Paese all’estero. Chi viene da fuori è invogliato a investire in Italia, se sa come trasportare i propri prodotti in giro per lo Stivale.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;5&lt;/b&gt; – Sburocratizzare la pubblica amministrazione. Su questo ci si può aprire un dibattito di ore ed ore, basti sapere che l’obiettivo deve essere che ogni cittadino deve essere messo nelle possibilità di compilare e consegnare un modulo da Internet. Ovviamente Internet deve essere considerato un diritto costituzionale, al pari della libertà di espressione e di stampa.
 
&lt;p&gt;
Sono stato breve non per qualunquismo, ma perché spero che in molti leggano, e che si apra un dibattito concreto basato su proposte e non su polemiche sterili, correnti di partito e quant’altro fa continuamente male al nostro Paese. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.facebook.com/note.php?note_id=468950326572&quot;&gt;Facebook - Dario Romano&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Marco CAPPATO: Internet: Annuncio di disobbedienza civile e Web Tv contro regolamento Agcom e legge Romani</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/11/25/marco-cappato/internet-annuncio-di-disobbedienza-civile-e-web-tv-contro-regolamento-agcom-e-legge-romani/548301"></link>
  <updated>2010-11-25T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>548301</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.hackthegov.it&quot;&gt; www.hackthegov.it&lt;/a&gt; - Ci auguriamo che l'Autorità Garante per le Comunicazione non confermi la volontà di introdurre nuova burocrazia, autorizzazioni e  balzelli per chi, anche professionalmente e commercialmente, vuole fare informazione nuova in Italia tramite web tv o web radio. 
&lt;p&gt;Se invece l'ottusità burocratica dovesse prevalere, annunciamo fin da ora che martedi' 30 novembre presso la sede del Partito Radicale, e tramite il sito&lt;a href=&quot;http://www.hackthegov.it&quot;&gt; &lt;b&gt;www.hackthegov.it&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;, presenteremo la nostra piattaforma di Web TV che abbiamo intenzione di condurre in violazione del regolamento quando questo entrerà in vigore.
&lt;p&gt;
Con questa iniziativa ci rivolgiamo all'Autorità per le Garanzie delle Comunicazioni riunita oggi per discutere le nuove norme. Ad essa diciamo che non è sufficiente creare la riserva indiana delle web tv o web radio amatoriali, ma è necessario un regolamento che nella sostanza rigetti il principio dell'equiparazione delle regole dell'industria radiotelevisiva italiana ad Internet.
&lt;p&gt; La forza della rete è sempre stata quella di rappresentare innovazione, anche nel campo dell'informazione professionale, senza la necessità di chiedere autorizzazioni, pur nel rispetto delle leggi. Conosciamo purtroppo molto bene quale sarà la fine del web se esso verrà assoggettato alle stesse regole che hanno portato all'attuale disastro del sistema radiotelevisivo italiano.
&lt;p&gt;
&lt;i&gt;Dichiarazione di Luca Nicotra, segretario di Agorà Digitale e Marco Cappato, presidente di Agorà Digitale&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://radicali.it/print/comunicati/internet-radicali-annunciamo-disobbedienza-civile-web-tv-contro-regolamento-agcom-legge-r&quot;&gt;Agorà Digitale | Radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>DELIA MURER: «Immigrati senza diritti e discriminati»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/10/13/delia-murer/%C2%ABimmigrati-senza-diritti-e-discriminati%C2%BB/546975"></link>
  <updated>2010-10-13T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>546975</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Mancanza del piano flussi, lungaggini e disservizi nelle procedure di rilascio e rinnovo dei permessi di soggiorno, discriminazioni e ritardi nella regolarizzazione delle badanti. Tutti questi argomenti sono oggetto di una interrogazione al ministro dell’Interno presentata da Delia Murer. Ecco il testo integrale dell’atto:

&lt;p&gt;
 

 

Interrogazione a risposta scritta
&lt;p&gt;

al ministro dell’Interno

&lt;p&gt;
dall’on. Delia Murer

 
&lt;p&gt;

Per sapere, premesso che:

&lt;p&gt;
 

-         Manca il Piano triennale di programmazione dei flussi previsto dal testo unico sull’immigrazione; tale piano e' scaduto dal 2007 mentre l'ultimo decreto flussi risale al 2008 con 150.000 ingressi che si dovevano pescare dalle domande presentate l'anno precedente. Infatti nel 2007, a fronte di 170.000 ingressi autorizzati, erano arrivate 742.000 domande;

&lt;p&gt;
-         In mancanza di una programmazione dei flussi, ad oggi, nessun immigrato potrebbe entrare legalmente in Italia per motivi di lavoro e di conseguenza quelli che entrano lo fanno necessariamente in modo irregolare;

&lt;p&gt;
-         Al tempo stesso, permane una situazione di forte ritardo nella gestione di tutte le procedure burocratiche per il rilascio e rinnovo dei permessi di soggiorno e dei ricongiungimenti famigliari;

&lt;p&gt;
-         Gli sportelli unici che dovevano sovrintendere a tali procedure sono nel caos; la loro situazione si è ulteriormente aggravata in conseguenza della decisione contenuta nella manovra finanziaria di non rinnovare il contratto di lavoro interinale a 650 operatori; il contratto è scaduto il 31 luglio scorso mentre un altro contratto a tempo determinato per altri 650 operatori scadrà il 31 dicembre prossimo;

&lt;p&gt;
-         Questi operatori che lavorano agli sportelli unici sin dalla sanatoria del 2002 e rappresentano quasi l'80 per cento del personale civile in organico agli sportelli stessi; professionalmente sono coloro che hanno consentito i processi innovativi d'informatizzazione delle procedure. E’ quindi ragionevole pensare che senza di loro gli sportelli non possano funzionare e non siano in grado di garantire neanche il già intollerabilmente basso standard di servizio erogato sin qui;

&lt;p&gt;
-         Da alcuni mesi il portale dell'ufficio immigrazione del ministero dell'Interno registra continue interruzioni e a farne le spese sono i lavoratori stranieri per i quali si allungano i tempi di attesa per ottenere il rilascio e il rinnovo dei permessi di soggiorno, con i quali regolarizzano la loro presenza nel nostro Paese. Si tratta di migliaia di cittadini stranieri che proprio per il malfunzionamento del sistema informatico rischiano di presentare le domande oltre i termini previsti dalla legge;

&lt;p&gt;
-         La regolarizzazione di Colf e Badanti fatta a settembre dello scorso anno ha raccolto circa 300.000 domande e a distanza di 12 mesi, il 41 per cento (circa 130.000) di esse sono ancora inevase; delle circa 170.000 domande evase, circa 20.000 sono state rigettate con relativo decreto di espulsione;

&lt;p&gt;
-         La maggior parte delle domande respinte sono relative a quegli immigrati che erano già destinatarie di un decreto di espulsione e, quindi, dopo la legge 94 (Pacchetto sicurezza) erano scivolati nel reato di clandestinità;

&lt;p&gt;
-         Quando è iniziata la regolarizzazione, i patronati sindacali avanzarono un quesito al Ministero dell'Interno per sapere se questa fattispecie poteva aspirare alla regolarizzazione ed il Ministero aveva risposto affermativamente. Sono state fatte quindi le domande e sono stati versati anche i contributi forfettari di 500 euro;

&lt;p&gt;
-         Solo successivamente è stata diramata una circolare del Capo della Polizia che disponeva il rigetto di queste domande;

&lt;p&gt;
-         Ci sono numerosi casi di specie che sono stati impugnati dal sindacato e ci sono sentenze di vari Tar (Piemonte-Toscana) che hanno accolto la tesi sindacale. Il ministero, per suo conto, ha ricorso al Consiglio di Stato e c'e' una sentenza del 3 settembre scorso che conferma i pronunciamenti dei Tar e dichiara illegittimo il respingimento delle domande;

&lt;p&gt;
-         Ciò nonostante s'insiste su questa linea interpretativa e si continuano a respingere le domande con queste caratteristiche;

 

&lt;p&gt;


 

-         Dal ministro le ragioni per cui non si è proceduto all’elaborazione di un nuovo Piano triennale flussi previsto dal Testo unico sull’immigrazione, dal momento che l’ultimo è scaduto dal 2007; in che modo si stanno organizzando i flussi in mancanza di una programmazione; qual è la situazione di ritardo nelle procedure di rilascio e rinnovo dei permessi di soggiorno rispetto ai tempi stabiliti dalla legge e come si intende sopperire ad essi; come si intende far proseguire l’attività degli sportelli unici senza il rinnovo dei contratti al personale a tempo determinato; come si intendono risolvere i problemi dei portali internet a cui ci si collega per le procedure di rilascio e rinnovo dei permessi di soggiorno;  per quale ragione non si tiene conto delle sentente Tar e Consiglio di Stato sull’ammissione alla regolarizzazione di badanti e colf anche in presenza di un loro precedente decreto di espulsione.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.deliamurer.it/cms/it.html?view=article&amp;catid=6%3Ainterrogazioni-interpellanze-mozioni&amp;id=198%3Aimmigrati-senza-diritti&amp;tmpl=component&amp;print=1&amp;layout=default&amp;page=&quot;&gt;official web site&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Roberto COTA: Il Presidente Cota incontra organizzazioni datoriali</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/05/04/roberto-cota/il-presidente-cota-incontra-organizzazioni-datoriali/499709"></link>
  <updated>2010-05-04T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>499709</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Lega) - Pres. Giunta Regione Piemonte (Partito: Lega) - Consigliere Regione Piemonte (Gruppo: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
‘I prossimi cento giorni – ha spiegato Cota ai rappresentanti del mondo del commercio, degli artigiani, dell’industria e dell’agricoltura piemontesi -  saranno fondamentali per dare un’iniezione di energia all’economia del nostro territorio colpito dalla crisi. Per fare questo, piuttosto che presentare iniziative unilaterali, preferiamo coinvolgere fin da subito tutte le categorie produttive, ascoltando istanze e suggerimenti da ogni settore. Metteremo in campo nei prossimi cento giorni un piano straordinario dell’occupazione targato ‘squadra Piemonte’.
 &lt;br /&gt;

‘Da parte mia e degli assessori Giordano e Rosso – ha aggiunto Cota – ci sarà il massimo impegno per intervenire sull’economia reale della regione attraverso gli strumenti di cui dispone la Regione. Stiamo già lavorando sulle linee guida dei primi interventi, soprattutto per quanto concerne i contratti di localizzazione delle imprese, la rivisitazione dello strumento della formazione e l’ottimizzazione dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro, anche per coloro che il lavoro lo hanno perso in età critica. Colpendo sprechi e burocrazia, potremmo finalmente liberare nuove risorse e rilanciare la realizzazione di infrastrutture sul nostro territorio’. 
 &lt;br /&gt;

‘Attraverso un rapporto franco e sinergico con le organizzazioni datoriali ed un loro coinvolgimento nella ‘squadra Piemonte’ – ha concluso il Presidente della Regione Piemonte – possiamo concretamente dare quel ‘colpo d’ala’ necessario a rilanciare il nostro territorio ’.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.robertocota.it/news.php?id=428&quot;&gt;robertocota.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Roberto COTA: Industriali e sindacati nella squadra Piemonte</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/05/04/roberto-cota/industriali-e-sindacati-nella-squadra-piemonte/499705"></link>
  <updated>2010-05-04T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>499705</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Lega) - Pres. Giunta Regione Piemonte (Partito: Lega) - Consigliere Regione Piemonte (Gruppo: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Cota ha ribadito che “i prossimi cento giorni saranno fondamentali per dare un’iniezione di energia all’economia del nostro territorio colpito dalla crisi. Per fare questo, piuttosto che presentare iniziative unilaterali, preferiamo coinvolgere fin da subito tutte le categorie, ascoltando istanze e suggerimenti e sollecitandone la partecipazione attiva. Come governo regionale non vogliamo presentare a sindacati e associazioni di categoria progetti già fatti e finiti, ma vogliamo al contrario la loro collaborazione e i loro suggerimenti per costruire una politica che faccia prima di tutto gli interessi del nostro territorio. Metteremo così in campo un piano straordinario dell’occupazione targato squadra Piemonte”.

“Una delle nostre priorità - ha sottolineato Cota - sarà il lavoro. Gli assessori stanno iniziando a delineare le linee guida degli interventi per un piano straordinario per l’occupazione. Stiamo già delineando le linee guida dei primi interventi, soprattutto per quanto concerne i contratti di localizzazione delle imprese, la rivisitazione dello strumento della formazione e l’ottimizzazione dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro, anche per coloro che l’occupazione l’hanno persa in età critica. Colpendo sprechi e burocrazia, potremmo finalmente liberare nuove risorse e rilanciare la realizzazione di infrastrutture”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.regione.piemonte.it/notizie/piemonteinforma/diario/industriali-e-sindacati-nella-squadra-piemonte.html&quot;&gt;PiemonteInforma&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Elio LANNUTTI: Interrogazioni sui fondi destinati all'editoria per ipovedenti e non vedenti</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/01/14/elio-lannutti/interrogazioni-sui-fondi-destinati-alleditoria-per-ipovedenti-e-non-vedenti/499832"></link>
  <updated>2010-01-14T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>499832</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
 Signora Presidente, ringrazio anch'io il Sottosegretario, onorevole Giro, e mi dispiace di non poter essere soddisfatto della sua risposta. È nota a tutti la grave questione degli ipovedenti e dei non vedenti. Voglio ricordare alcune cifre in quest'Aula e sottolineare che nella XIII legislatura sono stati presentati alcuni disegni di legge per cercare di dare un aiuto a queste persone sfortunate. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, le persone non vedenti sono aumentate in Italia del 30 per cento in 20 anni. Quindi, da 4,3 ogni 1.000 abitanti si è passati al 6,2 per mille attuale (e purtroppo vi sono anche molti bambini).
&lt;p&gt;
Orbene, in presenza di finanziamenti (voglio ricordare i 2.750.000 euro), di progetti e di nuove tecnologie per aiutare le persone più sfortunate ad essere meno sole, la burocrazia ministeriale, come ci ha detto il Sottosegretario, si è riunita dopo due anni ed è stato necessario integrarla perché vi sono state alcune dimissioni. Non ci è stato detto però quanti di questi 13 progetti sono stati finanziati ed a che punto sono. Soprattutto mi sarei aspettato dalla sensibilità del Sottosegretario anche una previsione sul futuro, per porre in essere un aiuto tangibile a queste persone sfortunate. 
&lt;p&gt;Tra l'altro, è stato anche ricordato che la legge sul diritto di autore consente ai non vedenti di sottoporre a scansione un libro per ottenerne il file, ma non permette loro di scambiare quel file con altri disabili.
&lt;p&gt;
Non la faccio lunga e, se il Governo mi permette, chiudo con un appello: ognuno di noi deve sforzarsi di più per cercare di lenire le sofferenze di queste persone, che già sono sfortunate; per cercare di aiutarle, insieme alle loro famiglie, a superare situazioni di grave disagio.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.senato.it&quot;&gt;Senato della repubblica&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Renato BRUNETTA: Brunetta: &quot;Gentilezza obbligatoria&quot;</title>
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  <updated>2009-11-11T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>452547</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  PA e innovazione (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Domani normerò l’obbligo della gentilezza e della cortesia nei confronti dei cittadini&quot;, ha detto il ministro per la Pubblica amministrazione e l’innovazione intervenendo a un convegno organizzato dal Cup sulla posta elettronica certificata. &quot;In Consiglio dei ministri approveremo un collegato alla Finanziaria che prevede, oltre alla trasparenza, anche una carta dei doveri della pubblica amministrazione nei confronti dei cittadini e delle imprese&quot;.
&lt;p&gt;
&quot;In questi giorni - ha annunciato il ministro  - sta partendo un portale per l’ascolto dei cittadini sul tema della cattiva burocrazia. Una iniziativa per avviare un processo di segnalazione di casi da parte di singoli cittadini e professionisti che ci permetta di mettere insieme storie diverse e soluzioni in modo da creare una banca delle soluzioni per risolvere i problemi della cattiva burocrazia&quot;. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilgiornale.it/interni/brunetta_gentilezza_obbligatoria/politica-pubblica_amministrazione-brunetta-uffici_pubblici-gentilezza/11-11-2009/articolo-id=398292-page=0-comments=1&quot;&gt;Il Giornale.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>LEO VENTURI: Linee programmatiche: &quot;Occorre coraggio nelle scelte&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/09/08/leo-venturi/linee-programmatiche-occorre-coraggio-nelle-scelte/417558"></link>
  <updated>2009-09-08T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>417558</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Terni (TR) (Lista di elezione: LISTA CIVICA) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Occorre coraggio nel compiere le scelte e nell'individuare le priorità. L'obiettivo è quello di liberare risorse per lo sviluppo e lo stato sociale. Le priorità sono evidenti:&lt;br /&gt;
 riorganizzare la macchina comunale, valorizzando le professionalità e superando burocrazie e duplicazioni che producono costi sempre più insostenibili per la finanza pubblica;&lt;br /&gt;
 intervenire sulle aziende municipalizzate che non possono continuare a chiudere con bilanci negativi nonostante il monopolio di servizi peraltro essenziali;&lt;br /&gt;
 sviluppare l'università nella nostra città con pari dignità con Perugia, con meno facoltà inutili e con più autonomia e strutture di qualità; per la sanità meno ospedali e più eccellenze intervenendo sul Santa Maria che è l'unico di dimensioni notevoli a non aver avuto significativi investimenti regionali;&lt;br /&gt;
 risanamento dell'ambiente con interventi strutturali; &lt;br /&gt;
riequilibrio delle due province, con pari dignità tra Terni e Perugia in termini di finanziamenti e infrastrutture&quot;. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.comune.terni.it/comunicato_stampa.php?id=34522&amp;pagina=1&quot;&gt;Uff. stampa- Comune di Terni&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Simonetta RUBINATO: Sicurezza sul lavoro. «Rischio sanzioni per 32.000 imprese venete a causa della circolare INAIL»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/03/28/simonetta-rubinato/sicurezza-sul-lavoro-%C2%ABrischio-sanzioni-per-32-000-imprese-venete-a-causa-della-circolare-inail%C2%BB/390812"></link>
  <updated>2009-03-28T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>390812</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Roncade (TV) (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La deputata del Pd Simonetta Rubinato, assieme ai colleghi Fogliardi, Benamati e Viola, ha presentato oggi una interrogazione urgente per chiedere al Ministro Sacconi di porre rimedio alla recente circolare dell'INAIL che di fatto smantella il sistema dei rappresentanti territoriali per la sicurezza dei lavoratori, operante da anni nella nostra regione,  mettendo a rischio di sanzioni economiche le oltre 32.000 micro e piccole imprese sotto i 15 dipendenti del Veneto. 

&lt;p&gt;
«Le imprese devono comunicare all'INAIL per via telematica i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza - spiega la Rubinato. Questi possono essere per legge di due tipi: eletti o nominati in azienda (per le imprese che hanno più di 15 lavoratori) oppure, territoriali, cioè designati dagli enti bilaterali per le imprese che hanno meno di 15 lavoratori. Le nuove procedure non tengono letteralmente conto dell'esistenza dei secondi, rendendo di fatto le piccole imprese inadempienti (ma non per loro volontà!) e quindi passibili di una sanzione di 500 euro. Tutto questo per colpa di un &quot;inghippo&quot; burocratico». 
&lt;p&gt;

«Secondo la circolare - prosegue la Rubinato - ogni impresa, anche sotto i 15 dipendenti, dovrebbe quindi dotarsi di un rappresentante per la sicurezza e poi comunicarlo all'INAIL. Un meccanismo elefantiaco che comporterebbe, solo in Veneto, 32.000 singole comunicazioni all INAIL da parte di imprese che chiaramente non hanno le dimensioni adeguate ad avere un proprio rappresentante aziendale per la sicurezza. Il danno a carico delle piccole imprese è doppio: oltre all’appesantimento burocratico, corrono il rischio di una sanzione di 500 euro se non sono in grado di trasmettere il nominativo, senza contare il contributo obbligatorio che dovranno versare ad un apposito fondo se non provvedono alla designazione. Sarebbe molto più semplice se l'Ente Bilaterale, dietro apposita delega, potesse, con una unica operazione informatica, fornire la prevista comunicazione del rappresentante territoriale per tutte le aziende aderenti».

&lt;p&gt;
«In un momento di crisi economica - conclude la deputata -  lo stato dovrebbe sostenere le micro e piccole imprese e non certo vessarle con ingiustificati oneri burocratici o, peggio ancora, fare cassa sulle loro spalle. Il Ministro metta dunque in condizione i nostri piccoli imprenditori e artigiani di poter lavorare nel rispetto delle regole». 

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;In calce il testo integrale dell'interrogazione&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

 
INTERROGAZIONE

&lt;p&gt;
RUBINATO – Al Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali -  Per sapere - premesso che:
Con circolare n.11 del 12 marzo 2009 l’INAIL, in ottemperanza al Decreto legislativo 9 aprile 2008 n. 81,  in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, ha fornito chiarimenti in ordine agli adempimenti posti a carico dei datori dei lavoro e dei dirigenti ai fini della comunicazione dei nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;

&lt;p&gt;
l'art. 18, comma 1, lettera aa) del Decreto legislativo n. 81/2008 stabilisce che il datore di lavoro e i dirigenti, che organizzano e dirigono le stesse attività secondo le attribuzioni e competenze ad essi conferite, devono comunicare annualmente all'INAIL i nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza; 
&lt;p&gt;

l'art. 47 stabilisce i criteri e le modalità di elezione e designazione di tali  Rappresentanti nelle aziende e/o nelle unità produttive; lo stesso articolo, al comma 3, dispone che nelle aziende o unità produttive che occupano fino a 15 lavoratori il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è di norma eletto direttamente dai lavoratori al loro interno oppure è individuato per più aziende nell'ambito territoriale o del comparto produttivo secondo quanto previsto dall'articolo 48 del medesimo decreto;

&lt;p&gt;
tale articolo 48 prevede che il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale di cui all'articolo 47, comma 3, esercita le competenze del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza di cui all'articolo 50 con riferimento a tutte le aziende o unità produttive del territorio o del comparto di competenza nelle quali non sia stato eletto o designato il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza;

&lt;p&gt;
lo stesso articolo 48 al comma 6 prevede che l’organismo paritetico comunichi alle aziende e ai lavoratori interessati il nominativo del rappresentante della sicurezza territoriale; 
l’articolo 55 del D.Lgs 81 prevede per la violazione dell' articolo 18 comma 1, lettera aa) (mancata comunicazione all’INAIL del nominativo del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza)  la sanzione amministrativa pecuniaria di euro 500 a carico della singola azienda; 
la circolare 11 del 12 marzo 2009 prevede che la comunicazione da inviare all’INAIL vada riferita esclusivamente ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza aziendali e non anche a quelli territoriali; 
&lt;p&gt;

tale erronea interpretazione dell’art.18 del T.U. della circolare, oltre a determinare un ulteriore appesantimento burocratico a carico delle piccole aziende, verrebbe ad eliminare il sistema dei rappresentanti territoriali attualmente operante da molti anni in alcune regioni, che di fatto costituisce l’unico modo per garantire l’applicazione della normativa in questione nellemicroimprese che non sono adeguate ad avere un proprio rappresentante aziendale;   

&lt;p&gt;
il mancato riconoscimento degli R.L.S.T. renderebbe automaticamente inadempienti all’obbligo di comunicazione previsto dall’articolo 18 le imprese aderenti agli enti bilaterali, e quindi soggette alla citata sanzione pecuniaria, oltre che assoggettarle, ai sensi del comma 3 del citato articolo 48, al versamento di un contributo obbligatorio al Fondo nazionale di Sostegno di cui all’articolo 52 del predetto T.U. per la mancata designazione del Rappresentante per la sicurezza, e ciò in un momento di crisi che non legittima ulteriori, ingiustificati oneri a carico delle aziende;

&lt;p&gt;
se non ritenga di adottare ogni urgente iniziativa atta a sollecitare l’INAIL a provvedere immediatamente alla modifica ed integrazione della citata circolare, al fine di mettere in condizione le aziende sotto i 15 dipendenti e gli enti bilaterali di adempiere nei termini previsti al predetto obbligo della comunicazione, in via semplificata, al fine di non incorrere in modo ingiustificato nella sanzione e negli oneri previsti per la mancata designazione e comunicazione. 

&lt;p&gt;
Rubinato, Fogliardi, Benamati, Viola.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticoveneto.org/dett_news.asp?ID=764&quot;&gt;official web site - Partito Democratico Veneto&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Renato BRUNETTA: Brunetta: terminali in luoghi lavoro per svolgere pratiche</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/03/25/renato-brunetta/brunetta-terminali-in-luoghi-lavoro-per-svolgere-pratiche/390799"></link>
  <updated>2009-03-25T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>390799</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  PA e innovazione (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Sarà la Ferrari, azienda simbolo italiana, il primo luogo di lavoro in cui verranno installati terminali per svolgere tutte le pratiche burocratiche. Lo ha annunciato oggi a Radio Montecarlo il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta. &quot;Con questo sistema non avremo più bisogno di prenderci due ore di permesso per andare a rinnovare la carta d'identità o la patente; lo faremo direttamente dal posto di lavoro&quot; [...]&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.la7.it/news/dettaglio_news.asp?id_news=90185&amp;cat=economia&quot;&gt;LA7.it&lt;/a&gt;</summary>
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