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  <title>Openpolis - Argomento: liberalizzazioni</title>
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  <updated>2012-05-02T00:00:00Z</updated>
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  <title>Mario MONTI: «Su Forza Italia confesso di aver nutrito molte attese»</title>
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  <updated>2012-05-02T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626986</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore a vita-  Pres. del Consiglio  -  Ministro  Economia ad interim&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;«Il paradosso è che molte liberalizzazioni le ha fatte la sinistra».
&lt;p&gt;
«Nel '94 con molta attesa, anche da parte mia, si è affermato un nuovo movimento politico, ma poi si è visto che il nuovo movimento era portatore di molte istanze e fremiti ma non di una ordinata cultura da schiacciasassi di liberalizzazioni e di rimozione dei vincoli corporativi». &lt;p&gt;«Non aspettiamoci troppo da riforme strutturali come quella del lavoro, come dimostra l'esperienza americana».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/economia/12_maggio_02/monti-stiglitz-crescita-economia-europa_097045a8-947b-11e1-ae3e-f83a8e51ff45_print.html&quot;&gt;Corriere.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Paolo FERRERO: MONTEZEMOLO ABBASSA I COSTI DEI SUOI TRENI COI SOLDI DEGLI ITALIANI </title>
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  <updated>2012-04-21T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>626843</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;Montezemolo si arricchisce coi soldi nostri. È stato riconosciuto concessionario senza gara e grazie a questo la sua società è lievitata di valore di cento volte. Inoltre l’affitto che paga per usare le rotaie - pagate col denaro pubblico - è ridicolo rispetto a quello che si paga negli altri paesi europei, come in Francia ad esempio. E per finire Monti gli ha fatto un bel regalo, con le liberalizzazioni, togliendo l’obbligo di applicare il contratto nazionale di lavoro, quindi la sua azienda potrà fare concorrenza sleale.

&lt;p&gt;
La vicenda delle ferrovie mi pare un buon esempio di cosa significa la parola liberalizzazioni. Un tempo sulle ferrovie circolavano solo i treni dello Stato. Adesso, con le liberalizzazioni, anche i privati possono far circolare i loro treni. Così tra poco Montezemolo farà circolare i suoi treni ad alta velocità tra Roma e Milano. Qui vi è la prima fregatura. Sappiamo infatti che non tutte le linee ferroviarie rendono nello stesso modo. Sull’alta velocità da Roma a Milano c’è da guadagnare mentre sulla linea tra Roma e Avezzano – per non fare che un esempio – probabilmente il servizio è in perdita. Mentre prima i ricavi di una linea potevano coprire la perdita di un’altra e dare luogo a quello che chiamiamo un “servizio pubblico”, adesso le tratte dove ci si guadagna vedranno i privati prendersi una fetta di guadagni, mentre le tratte in perdita rimarranno allo Stato e probabilmente nei prossimi anni ci diranno che non ci sono i soldi per farle funzionare. Montezemolo guadagna e lo Stato e i cittadini ci perdono.

&lt;p&gt;
A questo primo passo il governo Monti ne ha aggiunto un altro. Nel decreto sulle liberalizzazioni è previsto il superamento del contratto nazionale di lavoro per le ferrovie. In altre parole Montezemolo non sarà obbligato ad applicare il contratto delle ferrovie e potrà applicare un contratto peggiore per i suoi dipendenti. Monti ha fatto per legge quello che Marchionne ha fatto con i suoi diktat alla Fiat. In questo modo potrà fare concorrenza alle Fs a partire dallo sfruttamento dei lavoratori. Immagino che dopo qualche mese di concorrenza al ribasso, Moretti dirà che deve licenziare dei ferrovieri a meno che non accettino anche loro di lavorare ad un costo inferiore.

&lt;p&gt;
Non è finita qui, perché, se passa la porcheria che vuole fare la Fornero, i lavoratori assunti da Montezemolo oltre a non avere il contratto non avranno nemmeno l’articolo 18 e saranno quindi licenziabili in ogni momento. Immagino il livello di ricatto che si determinerà nei confronti di quei lavoratori e così l’azienda di Montezemolo diventerà ancora più competitiva. Alla fin della fiera avremo Montezemolo che guadagnerà molti soldi, lo Stato che perderà molti soldi, meno lavoratori con diritti, più lavoratori senza diritti e meno servizi per il cittadino.
&lt;p&gt;

Io sono comunista e penso che le ferrovie siano un monopolio naturale che deve essere gestito integralmente dal pubblico attraverso un controllo democratico sulle scelte dell’azienda da parte dei lavoratori e degli utenti, un controllo sui vertici dell’azienda, in modo da garantire che non si facciano gli “affari propri”. Ritengo che invece di un ibrido tra pubblico e privato sia auspicabile un servizio pubblico gestito con trasparenza. Penso anche che Moretti andrebbe licenziato, per come ha gestito in questi anni la compagnia ferroviaria.

&lt;p&gt;

Mi piacerebbe sapere, infine, dai liberali che cosa c’entrano queste liberalizzazioni con il benessere dei cittadini e con il progresso sociale.
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.controlacrisi.org/notizia/Economia/2012/4/20/21842-ferrero-svela-la-grande-truffa-di-montezemolo/&quot;&gt;La nota sul sito &lt;b&gt;controlacrisi.org&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/03/liberalizzazioni-governo-affari-montezemolo/188793/&quot;&gt;il Fatto Quotidiano&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Corrado Passera: «La rotta del governo non va modificata»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/04/15/corrado-passera/%C2%ABla-rotta-del-governo-non-va-modificata%C2%BB-intervista/626690"></link>
  <updated>2012-04-15T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>626690</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione:  Ministro  Sviluppo e infrastrutture&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Ministro, il clima però è peggiorato. La sensazione crescente è che i veti incrociati possano bloccare l’azione del Governo. Quanto potrete andare avanti nella palude dei veti incrociati?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Io invece sono convinto che l'azione riformatrice del Governo Monti possa e debba andare avanti. Finora abbiamo portato a casa tutto ciò che abbiamo proposto e in più occasioni con dei miglioramenti da parte del Parlamento. Per rilanciare il nostro Paese le riforme devono continuare, la rotta impostata non deve essere modificata anche se il mare è molto mosso. Insieme al Parlamento e alle parti sociali abbiamo già superato scogli difficilissimi e varato riforme impensabili solo qualche mese fa. Questo lavoro continuerà, ne sono certo, soprattutto a favore della crescita. Dobbiamo creare le condizioni per cui si creino posti di lavoro: il lavoro è la prima delle preoccupazioni della gente e deve essere la prima preoccupazione della politica».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma se vi impedissero di lavorare non dovreste prenderne atto e andare a casa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Non vedo e non mi aspetto comportamenti di questo genere. Al di là degli interessi di questa o quella parte politica o sociale, vi è una diffusa convinzione che siamo già andati vicino al disastro una volta e che solo con grande determinazione e senso di responsabilità possiamo evitare di ritrovarci tutti nella stessa situazione».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;I dati sull'economia sono brutti e con conseguenze drammatiche, da gennaio 23 imprenditori si sono uccisi a causa della crisi...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Casi umani drammatici che dobbiamo comprendere fino in fondo, perché rappresentano le situazioni più diverse. I dati dell’economia sono quelli che ci aspettavamo e sulla base dei quali abbiamo costruito il piano di salvataggio e l’agenda della crescita. Stiamo avvicinandoci al momento più difficile perché oggi si sommano gli effetti della recessione, gli effetti psicologici e finanziari nelle tasche dei cittadini del riassetto dei conti pubblici, gli effetti di una gestione del tutto inadeguata della crisi a livello europeo, mentre in pochi mesi non si possono ancora avere gli effetti né della spending review, né del recupero dell’evasione, o di eventuali privatizzazioni. Dobbiamo accelerare tutte le riforme e tutti gli interventi per uscire dalla recessione partendo dalle priorità della gente e delle imprese. Possiamo uscire dalla recessione prima di quanto pensino i pessimisti valorizzando le indubbie forze del sistema Italia».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Finora sembrano emergere debolezze, quali forze intende?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Ci confermiamo uno dei Paesi più forti e in crescita in tema di esportazione e continuiamo ad avere migliaia di aziende che crescono in tutto il mondo, complessivamente famiglie e imprese non sono sovra indebitate e non dobbiamo smaltire bolle finanziarie e immobiliari. Abbiamo inoltre un sistema di protezione sociale che la gran parte dei cittadini del mondo si sognerebbero».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Perché allora in questi ultimi dieci anni siamo cresciuti meno di tutti gli altri e continuiamo ad avere la maglia nera della crescita? Cosa proporrà al vertice di martedì con i leader della maggioranza?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Quel vertice serve per fare il punto delle cose fatte, dei progetti in corso di realizzazione e di quelli che andremo a realizzare. I dati medi del Paese, come sa, nascondono opposti in tutti i campi. Abbiamo regioni e province - non solo al Nord - al top della classifica europea dell’attività economica, della ricerca, dell’internazionalizzazione, della sanità ed altre in fondo alla classifica. L'Agenda per la crescita, che è già parte integrante del Salva-Italia, Cresci-Italia e mercato del lavoro, intende incidere strutturalmente su tutti i fattori di forza e di debolezza del nostro Paese e su ogni capitolo le azioni concrete sono già in corso: dalle liberalizzazioni alle regole sul lavoro, dall’innovazione - dove stiamo ridisegnando gli incentivi - alla internazionalizzazione - dove si sta completando il rilancio dell'Ice - dai costi dell’energia alle semplificazioni. Ma oltre agli interventi strutturali che portano crescita sostenibile nel medio periodo vogliamo far affluire risorse nell’economia anche nel breve termine».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E come?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Innanzitutto accelerando infrastrutture grandi e piccole: dalle autostrade ai porti, dalle metropolitane alle reti di telecomunicazione di nuova generazione, dal piano casa al piano scuola. Aver sbloccato circa 25 miliardi di cantieri - chiaramente identificati e con la possibilità di seguirne l'evoluzione, uno a uno, su un sito dedicato del ministero on line tra pochi giorni - è stata una operazione non facile. I 25 miliardi - dei quali oltre dieci al Sud - diventano almeno 50 entro l’anno. In molti casi abbiamo dovuto risolvere problemi di risorse, in altri casi stiamo risolvendo problemi procedurali e di contenzioso infiniti. Prenda ad esempio il caso della nuova Pontina: i soldi ci sono, dobbiamo risolvere il contenzioso che li blocca da anni e far partire i lavori».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ci sono anche il gravissimo problema delle banche che non finanziano le imprese e quello della pubblica amministrazione che non paga le aziende fornitrici. Lei ha convocato i banchieri giovedì...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«E infatti un’altra macro operazione riguarda il credito e lo scaduto: 20 miliardi di garanzie di credito alle piccole e medie imprese sono state tra i primi interventi del Salva Italia insieme ai 13 miliardi di riduzioni fiscali per le aziende che aumentano le loro risorse patrimoniali e che crescono. Sul rientro dello scaduto - sia tra privati che tra Pubblica Amministrazione e privati - siamo già intervenuti normativamente su tutta la filiera dell’agroalimentare, adotteremo in anticipo sulle scadenze europee la direttiva che costringerà tutti a pagare entro 30-60 giorni, pubblico compreso, e abbiamo già messo a disposizione 6 miliardi per cominciare a pagare i debiti delle Amministrazioni centrali. Con il Tesoro e l’Abi puntiamo ad aiutare le piccole e medie imprese a rientrare dal debito forzoso dovuto allo scaduto per almeno qualche decina di miliardi».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;L'effetto delle liberalizzazioni quando si vedrà?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Certi interventi avranno effetti a breve, altri più a lungo. La separazione di Snam da Eni, che contribuirà all’apertura del mercato del gas, è questione di pochi mesi. L'obbiettivo è di ridurre in prospettiva la bolletta degli Italiani. La liberalizzazione del trasporto pubblico locale è destinato a rivoluzionare un intero settore che tocca la qualità della vita e del lavoro di decine di milioni di italiani ogni giorno e che oggi, per inefficienze e pigrizie politiche accumulate, costa più di 10 miliardi alle casse pubbliche, e quindi al contribuente. Alcune gare si svolgeranno già quest'anno nelle Regioni più virtuose. Mi aspetto la partecipazione dei migliori operatori europei. In campo ferroviario abbiamo in corso anche un rinnovamento del materiale rotabile circa 3 miliardi, ma siamo solo all’inizio».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma tutto questo come si finanzia? Nuove tasse? Siete il governo che ha già portato ai massimi la pressione fiscale...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Le tasse sono già molto alte, per chi le paga, e appena possibile - anche facendole pagare a tutti - l’obbiettivo sarà, se mai, di ridurle. L'agenda per la crescita deve finanziarsi soprattutto con recupero di evasione, riduzione di sprechi e di spese meno utili, valorizzazione di attivi pubblici, attrazione di fondi privati sui progetti infrastrutturali, miglior uso dei fondi europei».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Non si può utilizzare il tesoretto della lotta all’evasione fiscale per abbassare le tasse?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«L’uso del tesoretto - quando ci sarà - verrà deciso dal presidente Monti e dal Consiglio dei ministri. Ma è ovvio che uno dei modi più intelligenti di usare il ricavato della lotta all’evasione è quello di ridurre le tasse a chi ne paga già tante e ai redditi più bassi».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E’ possibile allentare la pressione fiscale con in Pil in picchiata che rende già arduo il pareggio di bilancio nel 2013?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«L’obiettivo degli obiettivi è garantire al mondo che noi manterremo il bilancio in pareggio. Questo è irrinunciabile, altrimenti finiamo in una situazione come la Grecia. Se perdiamo la credibilità di avere i conti sotto controllo, schizza in alto lo spread e con lui gli interessi che tutti paghiamo, famiglie, imprese e Stato, l’Italia non riceve più credito e qualsiasi agenda per la crescita diventa impossibile. Ma è chiaro che appena avremo le risorse punteremo anche ad abbassare le tasse».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Qual è il capitolo della sua agenda per la crescita al quale tiene di più?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Forse quello delle start up. Mettere in condizione giovani - e meno giovani - di creare nuove imprese, di realizzare loro sogni, di innovare sfruttando le enormi possibilità che la web economy crea in tutti i settori, significa tirar fuori il dinamismo latente che la nostra società ha sempre prodotto e continua a produrre. Abbiamo messo insieme alcune delle persone più in gamba e con più esperienza per individuare e introdurre in pochi mesi quei cambiamenti che servono per rendere più facile fare impresa».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Punta tanto sulla spending review. Proviamo a dare sostanza a questo intervento sui conti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Dalle grandi cose: oggi quasi ogni amministrazione ha suoi sistemi informativi con centuplicazione di spese che si potrebbero mettere in sinergia, oppure spendiamo oltre 10 miliardi di affitti mentre abbiamo migliaia di immobili di proprietà pubblica malamente utilizzati, ma sono solo esempi. Alle piccole cose che però moltiplicate per cento o per mille potrebbero fare la differenza. Nel ridisegnare le strutture di mia diretta pertinenza nei due ministeri che dirigo abbiamo ridotto del 30% gli addetti e del 50% le automobili».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Di valorizzazione di attivi pubblici hanno parlato in tanti in passato con pochi risultati.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Il lavoro in corso sta per dare risultati molto concreti e vede la Cassa depositi e prestiti svolgere ruoli importanti. Ma quando si parla di attivi pubblici si parla anche, per esempio, di frequenze».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il famoso addio al «beauty contest». Mediaset non l’ha presa bene.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Abbiamo messo a punto una soluzione equilibrata che evita di cedere gratuitamente beni pubblici di valore e ci permetterà di chiudere una infrazione europea che dura da troppi anni».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Basteranno 13 mesi per completare la riforma del Paese? Oppure servirà un vostro impegno anche dopo le elezioni?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«In oltre un anno di lavoro comune si possono impostare e realizzare tante riforme e mettere in moto un percorso virtuoso dell’economia. E’ chiaro che per ricostruire tutte le condizioni per la crescita in un Paese che da 10 anni non cresce, bisognerà impegnarsi per molti anni ancora. E questo sarà l’impegno di chiunque avrà le leve del governo nei prossimi anni».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Potreste essere ancora voi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«La politica non è sostituibile da nessuna forma di tecnocrazia».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;C’è chi sostiene che il montismo rappresenti la resa dei partiti, incapaci di riformare il Paese perché assillati dalla ricerca del consenso. E’ d’accordo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Questo governo composto da tecnici nasce su iniziativa del Presidente Napolitano per affrontare una grave emergenza, in un momento di forte difficoltà della politica. Il nostro Paese deve fare riforme da troppo tempo rimandate e bisogna farle con ottica di bene comune, senza guardare a scadenze elettorali».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il bipolarismo può avere aggravato la sindrome populista?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Da cittadino e non da ministro credo si possa dire che forzare il sistema politico a creare coalizioni di governo troppo disomogenee tra di loro non ha aiutato la governabilità».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Lei è un lombardo. La crisi del berlusconismo e della Lega lasciano senza rappresentanza la questione settentrionale?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«La politica deve sapere interpretare le energie del Nord e molti partiti non sono riusciti in questa missione. L'Italia è fatta di situazioni diversissime. E' una nostra forza per certi versi, certamente è fonte di complessità gestionali e di governo. Disegnare un federalismo efficace rientra, a mio parere, tra le priorità. Il caso di molte regioni, province e città del Nord, del Centro e del Sud dimostrano che l'Italia nel suo insieme ha un enorme spazio di miglioramento sia al Nord, che al Centro che al Sud. L'assetto politico certamente anomalo che ci siamo dati per questo periodo difficile va sfruttato fino in fondo». &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilmessaggero.it/stampa_articolo.php?idapp=47414&quot;&gt;Il Messaggero.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIUSEPPE TASSONE: Turismo e rendite di posizione: &quot;Meglio tardi che mai&quot;</title>
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  <updated>2012-02-25T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>625057</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres.  Consiglio Comunale Cuneo (CN) (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Potius sero quam numquam”, ovvero “Meglio tardi che mai” come scrisse lo storico romano Livio nel suo “Ad urbe condita”.
&lt;p&gt;
L’ho pensato leggendo le intelligenti dichiarazioni rilasciate dal ministro del Turismo Piero Gnudi che, analizzando lo stato del turismo in Italia, ha messo il dito nella piaga affermando che: “L’azione promozionale del nostro Paese è al momento frammentata in molteplici iniziative locali che non riescono a realizzare utili sinergie. Solo facendo squadra, e concentrando le energie su azioni mirate, il turismo potrà contribuire da qui al 2020 al 18% del Pil, vale a dire al 5% in più rispetto alla cifra attuale, dando lavoro a circa 1,6 milioni di persone”.
Vero punto dolente le Regioni, cui è stata trasferita la competenza e che, anche in momenti più favorevoli, hanno trattato il settore con sufficienza, limitandosi a sfruttarlo come spot elettorale, mai incidendo realmente e gettando così al vento enormi potenzialità, economiche ed occupazionali.
Da quanto tempo lo sosteniamo? 
&lt;p&gt;Da quanto tempo quanti non hanno ceduto ai voli pindarici del “turismo da bere”, poggiato sul posticcio e sul virtuale indicavano la strada vera da percorrere, quella della ricerca d’elementi che lo caratterizzassero davvero, che sapessero proporlo come elemento trainante per l’economia di un Paese in fase di deindustrializzazione, ma in grado di offrire se stesso, trasformandosi veramente in un’unica, grande proposta turistica?
&lt;p&gt;
Non era difficile capire che il tentativo di sostituire il turismo delle realtà territoriali con quello delle proposte “mordi e fuggi” e del distacco dalla realtà locale a lungo avrebbe fallito.
Così come non era difficile comprendere che senza una vera, profonda liberalizzazione nel settore era impossibile proseguire sulla strada maestra della crescita, anzi si stava imboccando una strada in profonda controtendenza.
Stabilimenti balneari, immutati nel tempo, che passano di mano di padre in figlio ormai da cinque o più generazioni, campeggi che non si ammodernano, hotel incapaci di uscire dai propri confini per proporre iniziative esterne in sinergia col territorio, promozioni limitate ad aree troppo piccole: quante volte sono state sottolineate queste pericolose e nocive realtà?
&lt;p&gt;
Ora, nel mezzo di una crisi della quale non s’intravede ancora la via d’uscita, forse s’inizia a ragionare in termini di modernità e di capacità di rigenerazione.
Certo è difficile farlo, combattuti tra rendite di posizione che non vogliono cedere nemmeno un metro e difficoltà economiche che impediscono nuovi investimenti.
Ma il turismo costituisce la nostra vera, grande risorsa: lo strumento indispensabile per uscire dal tunnel e disegnare una nuova Italia.
Nuova anche nell’approccio ai problemi ed in grado di offrire ai giovani speranze di futuro e non solo qualche occupazione mal pagata e di problematica durata.
Le difficoltà ci sono, è inutile nasconderselo, ma non possiamo permetterci il lusso di abbandonare l’unica strada che veramente può farci uscire dai terreni paludosi: una strada fatta di sinergia col territorio, d’uscita dal localismo delle promozioni fine a se stesse, della realizzazione, vera e reale, di un sistema d’informazione in grado di offrire e rendere fruibile tutto il Paese.
Una proposta che coinvolga gli ottomila e passa comuni che formano l’Italia, esaltandone le peculiarità, ma in grado di “fare sistema” e di rendersi attuale con le esigenze di un mercato che è fatto di mobilità ed ormai fatica ad accettare le staticità sulle quale da anni è invece poggiata la nostra offerta.
Ci riusciremo?
&lt;p&gt;
E’ difficile dirlo perché se a parole tutti sono d’accordo, all’atto pratico, quando si va ad incidere sugli interessi specifici, iniziano a manifestarsi resistenze forti e lobbie agguerrite.
Occorre, comunque, imboccare questa strada con decisione, dandosi da fare, con impegno e passione: il futuro delle nuove generazioni poggia per tanta parte sul turismo e sulla sua capacità di fare sinergia con le realtà economiche del Paese, soprattutto con quelle d’eccellenza e sono tante!
Crederci vuol dire aver già vinto una grande battaglia!
&lt;p&gt;

Beppe Tassone&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.beppetassone.it&quot;&gt;sito web personale&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIUSEPPE TASSONE: Il &quot;nuovo&quot; turismo alla prova del Carnevale</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/01/27/giuseppe-tassone/il-nuovo-turismo-alla-prova-del-carnevale/623666"></link>
  <updated>2012-01-27T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>623666</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres.  Consiglio Comunale Cuneo (CN) (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Viva i coriandoli di Carnevale,
bombe di carta che non fan male!
Van per le strade in gaia compagnia
i guerrieri dell'allegria”.
&lt;p&gt;
Così Gianni Rodari canta in poesia il “suo” carnevale, perché, sia pure tra crisi, preoccupazioni, difficoltà, paure, ansie siamo arrivati al mese più pazzo dell’anno ed è giusto scriverne.
&lt;p&gt;
Un carnevale diverso, quello che ci apprestiamo a vivere, ma anche molto più consapevole della realtà delle cose e della necessità di essere un tantino più seri anche nel momento delle burle e delle maschere.
&lt;p&gt;
Il turismo ha bisogno del carnevale, non solo per le tante manifestazioni che mette in campo, per i sapori e gli odori che offre, per la moltitudine di persone che sa muovere, ma anche, o forse soprattutto, perché questa è la festa della diversità del nostro Paese, della sua capacità di coinvolgere la gente ed anche di creare i presupposti per sinergie vere che fanno molto bene all’industria del tempo libero e quindi all’economia italiana.
&lt;p&gt;
E’ sufficiente recarsi nel borghi, anche nei più piccoli, per vedere una moltitudine di volontari all’opera, che si danno da fare per ricreare antiche tradizioni, ma anche per innovarsi e per proporle, con qualche novità, ai turisti ed alla popolazione.
&lt;p&gt;
Perché il carnevale rappresenta una “festa vera” nella quale usi, costumi, tradizioni, momenti di vita, di cultura si uniscono in una grande festa di popolo.
Rappresenta, questa festa, l’esaltazione della capacità di trasformarsi per offrire una realtà diversa, ma non posticcia delle nostre città.
&lt;p&gt;
Non mi riferisco solo ai “grandi carnevali” quelli che occupano pagine dei giornali e spazi in televisione, ma anche a quelli piccoli, egualmente interessanti, identicamente importanti per il loro intrinseco valore e per la capacità di saper creare sinergia con il mondo produttivo e con quello culturale d’ogni località, anche della più piccola.
&lt;p&gt;
Così enogastronomia, arte, ricordi, tradizioni si sposano e formano un insieme in grado di coinvolgere le persone, di appassionarle, di far rinascere quella voglia di “turismo genuino” che anni di posticcio e di virtuale avevano cercato, invano, di cancellare.
&lt;p&gt;
Certo, la crisi batte e le preoccupazioni sono forti: ma chi ha detto che il carnevale è solo allegria? E’ anche presa di coscienza, capacità di mettersi in discussione, elemento d’approfondimento sociologico e culturale per una comunità.
&lt;p&gt;
Il turismo all’aria aperta di questo è assolutamente conscio e é per questo che da sempre ha nel carnevale il proprio momento d’avvio e di ripresa dopo le feste di fine anno. Tra le mimose che fioriscono e le maschere che impazzano, i veicoli ricreazionali si muovono in spazi nuovi, alla ricerca delle novità, ma anche del riconoscimento pieno della funzione che svolgono: un valore aggiunto per l’economia nazionale in grado di aiutare il settore a riprendersi su basi nuove, più concrete, assolutamente meno posticce. Allora il carnevale non è solo il “carpe diem” d’Orazio che invita a godere “del giorno che passa, confidando meno che puoi nel domani”, ma diviene un elemento per costruire quel “nuovo turismo” che poi altro non è che il riconoscimento della funzione del territorio in tutte le sue stagioni, in tutti i suoi momenti reali di vita.
&lt;p&gt;
&lt;i&gt;Beppe Tassone&lt;/i&gt;
&lt;p&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.beppetassone.it&quot;&gt;Sito web personale&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Rosy BINDI: «Articolo 18? La priorità è il precariato. E il governo rafforzi le liberalizzazioni»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/01/23/rosy-bindi/%C2%ABarticolo-18-la-priorit%C3%A0-%C3%A8-il-precariato-e-il-governo-rafforzi-le-liberalizzazioni%C2%BB-intervista/623466"></link>
  <updated>2012-01-23T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) - Vicepres. Camera  &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La presidente Pd: «Sbaglia Fornero a insistere, neppure la Confindustria lo chiede. Continueremo a sostenere Monti, ma dobbiamo lavorare fin d`ora all`alternativa».
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Onorevole Rosy Bindi, da presidente del Pd, faccia un bilancio della prima assemblea del Pd nell'era deberlusconizzata. Una riunione che a qualcuno è sembrata un po' sottotono.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;«È stato un momento di riflessione seria, espressione di un partito che ha consapevolezza delle sue responsabilità e della sua forza. In tutti gli interventi si è affermato con chiarezza il sostegno leale al governo Monti senza rinunciare alle nostre idee. Lo abbiamo fatto sulla manovra, lo faremo su liberalizzazioni e mercato del lavoro». 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Discussione sulle primarie rimandata a dopo l`eventuale riforma elettorale. Un ordine del giorno alla fine non votato. Avete fatto melina?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;«Guardi, l`ordine del giorno che non abbiamo votato domenica era stato approvato nell`assemblea precedente. Non c`è nessuna indisponibilità a discutere di primarie: nella malaugurata ipotesi in cui si andasse a votare con il Porcellum le faremo. Troveremo strumenti che tolgano alle segreterie di partito la scelta dei candidati».
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Perché non cominciare subito a parlarne, allora?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;«Il messaggio politico dell`assemblea doveva essere più forte: bisogna a tutti i costi cambiare questa legge elettorale. Il problema non è come il Pd sceglie i candidati, ma come si forma il Parlamento italiano. Non c'è stata malizia né secondi fini, infatti i promotori si sono fidati. Adesso gli altri partiti capiranno che il Pd fa sul serio sulla riforma». 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Sia sincera: quanto pesa politicamente al Pd l'appoggio al governo Monti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;«Noi questa fase l`abbiamo voluta, non subita, e non ci pesa. È stata necessaria per mandare a casa Berlusconi e per fare scelte difficili, impossibili senza un sostegno ampio. Detto questo, noi stiamo lavorando per l`alternativa. Non ci identifichiamo con questa fase della vita democratica. Il progetto del Pd non è interamente contenuto in questo governo, che certo non lo esaurisce».
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Deadline 2013 o può essere anche prima?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;«La legislatura arriverà alla scadenza naturale. Per il Pd questa è una fase di preparazione. E la sta usando in modo che io reputo intelligente, con grande unità e senza delegare niente a nessuno».
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Liberalizzazioni. Arriva in aula il decreto Cresci Italia, la cosiddetta &quot;fase 2&quot;. Cosa vi proponete di cambiare in Parlamento, tenendo presente i paletti di Monti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;«Da noi il governo non riceverà emendamenti che stravolgano l`impianto del decreto. Piuttosto, proposte che lo rafforzano. Accanto alla soddisfazione per il lavoro c'è l'obiezione che si poteva osare di più. E' il Pdl ad essere preoccupato, il Pd invita a premere l`acceleratore».
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Su quali fronti, in particolare, c`è ancora da fare?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;«Dobbiamo capire la natura dei rinvii. Vigilare che non diventino sine die. Ci sono timidezza e poca determinazione sulle farmacie. Debolezze su banche, assicurazioni, trasporti. I grandi settori sono stati appena sfiorati. Il Pd, che sulle liberalizzazioni è stato pioniere, vuole che si vada avanti».
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Da pionieri, che ne pensate delle categorie in rivolta? Da Nord a Sud dilagano gli scontenti. È la crisi della quarta settimana o l`Italia dei Gattopardi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;«È ovvio che la richiesta di cambiamenti tocchi interessi consolidati, a volte privilegi, comunque abitudini. Apprezzo che Monti abbia confermato che le proteste non lo fermeranno e lo esorto ad andare avanti. Detto questo, alcuni hanno più ragioni di altri a protestare: capisco meno la serrata dei farmacisti o lo sciopero degli avvocati di quello dei tassisti».
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Articolo 18. Per il governo non è un tabù. E per il Pd?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Io ho capito che Monti invita i sindacati a sedersi senza il tabù dell`articolo 18 ma anche senza il totem dell`esecutivo di cambiarlo a tutti i costi. Se si blocca su questo argomento la possibilità di riformare il mercato del lavoro, allora deve essere il governo a fare il primo passo».
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Come?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Cominciando da altri temi. Precariato, flessibilità e sicurezza. Il mercato italiano è così sgangherato che non si può partire dal punto più complicato».
&lt;p&gt;&lt;b&gt;C`è chi, anche a sinistra, ritiene che la difficoltà italiana a licenziare abbia aggravato le difficoltà per i giovani di accedere al mercato del lavoro.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«In un Paese dove la grande maggioranza delle imprese è piccola e media, l`articolo 18 riguarda pochi. Parliamo piuttosto di come garantire la sicurezza economica insieme alla flessibilità».
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Ma se Stato e imprenditori hanno i conti in rosso, i soldi necessari chi ce li mette?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Non si trovano certo abrogando l`articolo 18. Personalmente credo che non si debba toccare, ma comunque l'errore è voler cominciare da lì. Non lo ha detto nemmeno Confindustria. Ha sbagliato il ministro Elsa Fornero a porre questo problema come centrale, subito dopo una dura riforma sulle pensioni. Ha indurito le posizioni in campo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Da dove si riparte per creare occupazione, allora?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Investimenti, abbassamento del costo del lavoro, semplificazione della normativa sui contratti di lavoro che ci allontani dalla giungla creata dalla legge Biagi, nuovi ammortizzatori sociali. Non si può introdurre nuova flessibilità senza prima metterla in sicurezza».
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Voi dite: la priorità è cambiare la legge elettorale. Ma il Pdl ha già detto che questo deve essere l`ultimo tassello della grande riforma istituzionale. Posizioni conciliabili?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Così non ci siamo. Prima bisogna toccare il bicameralismo perfetto, ridurre il numero dei parlamentari e abrogare il Porcellum. Se il Pdl pone come pregiudiziale il tema del presidenzialismo, significa che vuole far finire tutto nel nulla».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Oppure, che Berlusconi è disposto a sacrificare la Lega in cambio del Quirinale...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Sarebbe una proposta irricevibile. Non saremmo mai disposti ad accettare uno scambio. Non c'è niente sotto il tavolo o fuori dalla luce del sole».
&lt;p&gt;&lt;b&gt;In ogni caso, le posizioni sulla legge elettorale tra i partiti sono distanti. Vede possibile un`intesa sul sistema tedesco?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Non sono in grado oggi di individuare un punto di mediazione. Il Pd ha reso nota una proposta, gli altri avanzino la loro e si apra il tavolo. Subito. Senza perdere tempo».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=19R8AO&quot;&gt;l'Unità - Federica Fantozzi&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Antonio DI PIETRO: «Monti viva il suo giorno da leone. Presto un nuovo '92 porterà al voto»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/01/23/antonio-di-pietro/%C2%ABmonti-viva-il-suo-giorno-da-leone-presto-un-nuovo-92-porter%C3%A0-al-voto%C2%BB-intervista/623460"></link>
  <updated>2012-01-23T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>623460</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Onorevole Di Pietro, si è capito che lei critica il decreto, ma non se gli imputa un eccesso o una carenza di liberalizzazioni...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;La seconda che ha detto. Noi dell’Idv siamo dell’idea che la concorrenza consenta al cittadino di ottenere i prodotti migliori al minor prezzo. Non ci piacciono le liberalizzazioni finte&quot;.
&lt;p&gt;


&lt;b&gt;Ad esempio?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Sulle banche si tratta solo di belle parole. I costi dei servizi bancari restano tra i più cari d’Europa e in più il governo costringe tutti, anche i pensionati, ad aprire un conto corrente&quot;.
&lt;p&gt;


&lt;b&gt;Un favore alle banche?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;A me no di certo&quot;.
&lt;p&gt;


&lt;b&gt;Crede che il governo Monti abbia un conflitto di interessi rispetto al sistema bancario?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;No, lo escludo. Monti è una persona perbene che vuole governare, ma vorrei che si desse obiettivi più alti e dimostrasse maggior coraggio&quot;.
&lt;p&gt;


&lt;b&gt;Oltre alle banche, su cosa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Sui trasporti. Dovrebbe sciogliere subito Ferrovie Spa, affidarsi a Rfi e trasformare Trenitalia in una semplice società tra le altre. Stessa fine dovrebbe fare l’Anas&quot;.

&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Sull’energia?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Anche lì, benissimo intervenire su Snam e aprire il mercato, ma occorre aprirlo davvero&quot;.

&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Invece?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Invece, lasciando ad Eni il monopolio dei depositi di gas la si rende padrona del mercato, perché potrà sempre dire ai nuovi operatori: ‘Complimenti, avete prodotto tanta bella energia, ma purtroppo i depositi sono già pieni e non sappiamo dove metterla...&quot;.
&lt;p&gt;
 

&lt;b&gt;Sulle assicurazioni?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Quella della scatola nera è una cortina fumogena: il cittadino non ci guadagna nulla perché lo sconto che ottiene se la monta verrà conguagliato dalle compagnie con l’aumento delle tariffe&quot;.
&lt;p&gt;


&lt;b&gt;Insomma, il governo avrebbe dovuto fare di più.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Sì, Monti ha scelto una logica prudente: scontentare poco tutti per non far incazz... nessuno. Un vorrei ma non posso, un decreto equilibrista scritto con spirito democristiano&quot;.
&lt;p&gt;


&lt;b&gt;Meglio poco che niente, perché non votarlo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Prima di dire come voteremo vogliamo vedere come diventerà il testo dopo il passaggio in Parlamento&quot;.
&lt;p&gt;


&lt;b&gt;Bersani ha schierato il Pd col governo &quot;senza se e senza ma&quot;.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Rispetto la scelta, ma rischia di cozzare col programma di una forza riformista&quot;.


&lt;p&gt;
&lt;b&gt;La famosa foto di Vasto tra lei, Bersani e Vendola sembra ormai ingiallita...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Non credo, il Pd ha bisogno di noi e noi del Pd. Comunque, le coalizioni le fanno le leggi elettorali&quot;.

&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Dunque?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Dunque, io sono per il bipolarismo, cioè la possibilità che gli elettori scelgano coalizioni e premier. E se il Pd ha cambiato idea...&quot;.
&lt;p&gt;


&lt;b&gt;Crede che il governo Monti arriverà a fine legislatura?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Credo che Monti farebbe meglio a decidere di vivere un giorno da leone, perché non è detto che possa viverne cento da pecora&quot;.

&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Perché?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Ho le antenne lunghe, io&quot;.
&lt;p&gt;


&lt;b&gt;E cosa ha captato?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Ho sentito il discorso di Bossi a Milano e ho captato i rumors sulla regione Lombardia...&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;
Quali rumors?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Quelli che dicono che siamo solo all’inizio. Esattamente vent’anni fa, il 17 febbraio, Mario Chiesa veniva arrestato e Craxi lo definì un ‘mariuolo’ pensando di potersi salvare. Sappiamo come finì&quot;.
&lt;p&gt;


&lt;b&gt;Perché lo ricorda?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Perché lo stesso errore lo sta commettendo Formigoni: altro che ‘fatti singoli e personali’, qui siamo alla resa dei conti giudiziaria e politica. Molta gente sta parlando e si scoprirà presto che quello era un sistema, e il sistema lombardo vigeva e vige anche a Roma, a Palermo...&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;
E questo cosa c’entra con la durata di Monti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;C’entra, in Lombardia la situazione è compromessa e credo che si dovrà votare entro l’anno. In più tra poco ci saranno le amministrative. Se Bossi vuole vincere dovrà allearsi con Berlusconi che dovrà staccare la spina a Monti&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=19R4N0&quot;&gt;Quotidiano.net - Andrea Cangini &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Benedetto Fabio GRANATA: &quot;Monti dia un segnale sulle accise in Sicilia&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/01/23/benedetto-fabio-granata/monti-dia-un-segnale-sulle-accise-in-sicilia/623459"></link>
  <updated>2012-01-23T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>623459</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: FLI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
''Per Fli la battaglia per ottenere dal governo Monti almeno un parziale riconoscimento delle prerogative statutarie sulle accise e sui tributi, alla luce dell'enorme contributo dato alla raffinazione del greggio dagli stabilimenti e dell'Isola e dello spaventoso costo ambientale e umano, in termini di patologie, rappresenterà un impegno concreto di queste settimane''.
&lt;p&gt; &lt;i&gt;Lo dice Fabio Granata, vice-coordinatore nazionale di Futuro e libertà.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt; ''Se si liberalizzano la distribuzione e i costi è doveroso dare all'Isola una opportunità per determinare in Sicilia costi più bassi, sopratutto per gli agricoltori, gli autotrasportatori e i pescatori''.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/politica/2012/01/23/dirette/sciopero_tir_in_tutta_italia_cancellieri_siamo_molto_attenti-28604631/&quot;&gt;Repubblica.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Pier Luigi BERSANI: «Difendere le liberalizzazioni»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/01/22/pier-luigi-bersani/%C2%ABdifendere-le-liberalizzazioni%C2%BB/623461"></link>
  <updated>2012-01-22T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>623461</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Bisogna difendere, rafforzare e accelerare le misure approvate dal governo. Sono soddisfatto che con Monti si torni a lavorare dopo anni su questo&quot;. 
&lt;p&gt;&lt;i&gt;Così il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, spiega l'impegno del Pd nell'iter in Parlamento sul decreto liberalizzazioni.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt;

&quot;Sono molto soddisfatto che con il governo Monti si possa finalmente lavorare, dopo anni, su misure di liberalizzazione&quot;. &quot;Il titolo del nostro lavoro parlamentare sarà: difendere, rafforzare, accelerare. Difenderemo l'impianto del provvedimento da ulteriori tentativi di svilirlo. Proporremo puntualmente rafforzamenti delle norme laddove ci sono stati passi indietro e una accelerazione laddove si è ecceduto in pericolosi rinvii nell'attuazione. Non ci sfugge che la destra si è già mossa, e con qualche risultato, a sostegno di questa o di quella lobby. Ma non ci mancano i mezzi per rendere evidente agli italiani chi si mette sul freno del cambiamento. Lo faremo già dai prossimi giorni misura per misura&quot;.

&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/speciali/2012/01/09/visualizza_new.html_44081404.html&quot;&gt;Ansa&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Mario MONTI: «Ora riforma mercato lavoro per i giovani. L'art. 18 non sia un tabù»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/01/22/mario-monti/%C2%ABora-riforma-mercato-lavoro-per-i-giovani-lart-18-non-sia-un-tab%C3%B9%C2%BB/623440"></link>
  <updated>2012-01-22T00:00:00Z</updated>
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  <id>623440</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore a vita-  Pres. del Consiglio  -  Ministro  Economia ad interim&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;

&lt;/b&gt;L'intervista in video rilasciata dal presidente del Consiglio durante la trasmissione di Lucia Annunziata &quot;In mezz'ora&quot;, su RaiTre.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=tgdSLo4u_L0&quot;&gt;Rai 3 | youtube.com&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Antonio POLITO: Più che i partiti va convinto il Paese</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/01/21/antonio-polito/pi%C3%B9-che-i-partiti-va-convinto-il-paese/623407"></link>
  <updated>2012-01-21T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>623407</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Sarà pur vero che «si poteva fare di più e meglio», come dice Bersani, o che «il governo tecnico non sta dando frutti», come dice Berlusconi; ma vien da chiedere ad entrambi perché più e meglio non sia stato fatto in questi quindici anni, e quali frutti i governi dell’uno e dell’altro abbiano dato in materia di crescita economica. Il maxi-decreto contiene certamente prudenze e rinvii. Per esempio: in materia di professioni e mestieri non si è eliminato nessun monopolio, al massimo si è allargato il numero dei monopolisti. Ma certamente appare come il primo tentativo organico di trasformare l’Italia da Paese in cui dettano legge i fornitori dei servizi, organizzati e ben collegati alla classe politica, a Paese in cui contano anche gli interessi dei fruitori dei servizi, che non hanno né sindacati né associazioni a proteggerli.
&lt;p&gt;

Se questo tentativo riuscirà è tutto da vedere. A cominciare da ciò che accadrà in Parlamento quando queste misure, per avere il voto dei partiti, dovranno scendere a patti con i loro emendamenti. Ma a decidere davvero sarà l’atteggiamento del Paese: sosterrà il cambiamento? Si ribellerà? O starà alla finestra ad aspettare l’esito dello scontro tra il governo dei tecnici e le corporazioni? Dovunque in Europa cambiare è difficile. Il «buon professore» Monti, come lo chiama l’Economist, ha però un indubbio vantaggio. Un celebre aneddoto di Bruxelles racconta che, alla fine di un difficile vertice, il premier lussemburghese Juncker confessò ai giornalisti: «Il guaio è che tutti sappiamo quali riforme servono ai nostri Paesi, ma nessuno di noi sa come vincere le elezioni dopo averle fatte».

&lt;p&gt;
Monti questo problema non ce l’ha, e non solo perché alle prossime elezioni dice che non ci sarà. Ma anche perché, almeno finora, gli elettori sembrano concordare sulla necessità delle riforme che sta facendo, anche quando non le gradiscono. Le categorie protestano, praticamente tutte; l’opinione pubblica, che non è mai la somma delle categorie, approva. Pur nel pieno di decine di mini- rivolte sociali (quella dei tassisti è al limite del codice penale), i sondaggi dicono ancora sì a Monti; ma ancor più dicono sì alle liberalizzazioni. Anzi: il partito che più è apparso frenarle, il Pdl, cala nei consensi; mentre il partito che più le invoca, il Pd, cresce. Sembra essersi creata una bolla di riformismo, se così si può dire, nell’opinione pubblica. Un tedesco direbbe che questo è il bello della frusta dei mercati, perché solo sotto minaccia di fallimento un Paese come l’Italia si dà il coraggio di cambiare.
&lt;p&gt;

Un italiano potrebbe invece vederci la convenienza, la speranza cioè che le liberalizzazioni diano alle famiglie un risparmio se non equivalente quanto meno risarcitorio dell’aumento delle tasse e della riduzione delle pensioni. Anche perché in tempi di crisi come questi non ci sono molti altri modi di incrementare il reddito. Essendo una bolla, questo stato d’animo va però maneggiato con un’intelligenza che si dovrebbe definire «politica», se a praticarla non fosse un governo «tecnico». Innanzitutto perché l’esperimento non avviene in vitro, ma nella carne di un corpo sociale già sotto i ferri di una durissima recessione. Bisogna dunque ricordare sempre che se si mettono in crisi categorie, professioni e settori che già sono in crisi, senza produrre vantaggi economici evidenti, si commette un errore di arroganza intellettuale. Il secondo punto cruciale è l’equità.

&lt;p&gt;
I «grandi» e i «pubblici» non devono ricevere un trattamento di favore rispetto ai «piccoli» e ai «privati». Anche per spuntare questa critica il governo ha deciso di avviare finalmente quella separazione proprietaria tra Eni e Snam rete gas che nessun governo politico ha mai avuto il fegato di fare. Ma è anche vero che la stessa cosa non è stata fatta per le Fs e la rete ferroviaria, rinviando ogni decisione a una mega-Authority che assomiglia sempre più a un ministero. C’è poi un’altra prova di equità da dare. Comincia lunedì la trattativa per la liberalizzazione del mercato del lavoro, che vale almeno quanto l’aumento del numero delle farmacie. In quella sede il governo deve dimostrare che i poteri forti non hanno diritti di precedenza nemmeno se si chiamano sindacati e Confindustria.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=19OYWM&quot;&gt;Corriere della Sera&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Enrico MORANDO: «Riforme senza precedenti»</title>
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  <updated>2012-01-21T00:00:00Z</updated>
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  </author>
  <id>623406</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«C’è da essere veramente soddisfatti. Se il governo riuscirà anche a ridurre il dualismo del mercato del lavoro, avrà fatto in soli 4 mesi una cosa senza precedenti». 
&lt;p&gt;Enrico Morando, uno degli esponenti di punta dell’ala più riformista del Pd, parla con Europa senza negare che qualche «timore» l’aveva. Timore che l’esecutivo ritraesse la mano. E invece «non ha lasciato indisturbati i poteri forti». Tutto ciò pone al Pd il tema di «ridefinire la propria offerta politica» prima del voto del 2013. Il che «in un partito democratico si fa con un congresso».
&lt;p&gt;
«La storia delle liberalizzazioni è molto lunga. Anche noi avevamo cominciato a fare qualcosa. Ma per esempio sul gas posso testimoniare che – era il 2007 – Rifondazione da una parte, An e Lega dall’altra, boicottarono il progetto di separare Snam da Eni. Ora siamo nel 2012, il governo Monti questa separazione la fa, vincendo una resistenza accanitissima del monopolista. Mi ero preoccupato quando Catricalà aveva detto che il problema non era prioritario. Evidentemente Monti ha fatto in modo che prevalesse la sua linea». A un riformista come Morando questo “metodo” non può non piacere, «il riformismo decide, non si limita a mediare». E ieri è stato inviato un «segnale molto importante a tutti»: che, appunto, c’è un soggetto che a differenza del passato è pronto a misurarsi con i nodi veri «e a non cedere alle pretese dei poteri forti» e, per converso, che «una frenata sarebbe stata gravissima anche nei confronti delle altre categorie».
&lt;p&gt;
Comincia ad essere chiaro non solo alla stretta cerchia degli economisti che «liberalizzare i mercati aiuta la crescita», oltre che a costituire la premessa per intervenire sui prezzi: «È molto rilevante per la vita della gente che il governo metta le mani nel capitolo delle Rc auto, una voce che riguarda i bilanci veri delle famiglie». Certo, c’è sempre qualcosa che si poteva fare di più: «Una cosa voglio dire: sulle banche mi aspettavo qualcosa».
&lt;p&gt;
Presto, ovviamente, per fare bilanci mentre la traversata è in atto. E però siamo ad un primo tornante. Il ragionamento di Morando è questo: «Finora il governo ha fatto tre cose importantissime. Ha cominciato con la patrimoniale...». La patrimoniale? «La patrimoniale. Perché con il primo decreto si è aggravato il peso sui patrimoni» e, sempre nel decreto salva-Italia, «si è mandato a regime quanto previsto dalla riforma Dini sulle pensioni». E due. E poi, ieri, il primo dei due decreti del pacchetto cresci-Italia, le liberalizzazioni vere «in settori non marginali».
&lt;p&gt;
Poi ci sarà il quarto step. «Se Monti riesce ad introdurre regole che riducono il dualismo del mercato del lavoro introducendo un sistema universale di ammortizzatori, beh, in quattro mesi avrà fatto qualcosa che non si è mai visto, qualcosa che non si è mai fatto in questo paese. Con nessun governo». Nulla si può dire sul futuro, nessuno giurerebbe che il tentativo di questo governo andrà a buon fine. Variabili, incognite, errori: tutto è possibile.
Ma se la cosa va bene, e si vota dunque nel 2013, è chiaro che il Pd, che è parte di questo slancio riformatore, non potrebbe far altro che ridefinire la sua «offerta politica al paese». 
&lt;p&gt;«Noi saremmo stati protagonisti di questa esperienza straordinariamente positiva e questo significa che prima del voto dovremmo ridefinire la nostra proposta: sui contenuti e sulle alleanze». Un’impostazione tutta politica, («non ce l’ho con nessuno») che «in un partito democratico si può svolgere solo in un modo: con un congresso». &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=19P2J7&quot;&gt;Europa - Mario Lavia &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Nichi VENDOLA: «Altro che `quarto polo`. Non molliamo Pd e Idv»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/01/20/nichi-vendola/%C2%ABaltro-che-quarto-polo-non-molliamo-pd-e-idv%C2%BB-intervista/623402"></link>
  <updated>2012-01-20T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>623402</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Puglia (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Consigliere Regione Puglia (Lista di elezione: SeL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;«Legge elettorale? Queste camere non moralmente all`altezza».&lt;br /&gt;

«Bersani vigili bene. Se nei decreti si cancella il voto dei referendum, mandi sotto il Governo».
&lt;p&gt; «Innanzitutto: altro che &quot;quarto polo&quot;. Ambisco a costruire il &quot;primo polo&quot;, per vincere le elezioni e portare il paese a sinistra».
&lt;p&gt;

&lt;i&gt;Nichi Vendola risponde così alla domanda se vuole costruire un polo alternativo Sel-ldv, se i rapporti con il Pd dovessero precipitare.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma nel Pd in molti spingono per rompere con voi e allearsi con il centro.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«C`è da compiere l`opera immane della deberlusconizzazione del paese.

Il berlusconismo non era una condizione di costume, un`idea di società. Ora, con il governo tecnico, c`è una messa in stand by della contesa fra programmi e valori alternativi. Ma quella di una grande sinistra di governo che rimescoli culture, radicale senza estremismi né tentazioni minoritarie, riformista e non genuflessa al mercato, non è esigenza di un ceto politico».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Si può deberlusconizzare insieme al Pd che oggi vota con Berlusconi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Il nostro riferimento è il popolo del centrosinistra e la sua ben orientata domanda di cambiamento, che si è espressa nelle amministrative e nei referendum che hanno colpito al cuore le culture liberiste ovunque collocate.

Mettevano al centro un`idea alternativa al modello berlusconiano: la pratica dei beni comuni. Il Pd ha subito queste vittorie. Ma io resto alle parole di Bersani, alla battaglia tentata per marcare con contenuti sociali il governo.

Generosa, ma con scarsi risultati. In queste ore c`è una seria compromissione della credibilità dei tecnici sul terreno della sostenibilità ambientale, nominata ma poi violata nel concreto».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il decreto liberalizzazioni dà il via libera alla trivellazione delle coste. Il ministro Clini smentisce, ma così c`era scritto sul testo, fino a ieri.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Per noi pugliesi il vero petrolio è il mare, la bellezza, i valori d`uso di un paesaggio incantato. Se servirà, daremo battaglia fino alle estreme conseguenze.

Non è la prima volta che il governo fa girare notizie e poi smentisce, per vedere l`effetto. Se è vero quello che dice il ministro, vuol dire che la mobilitazione immediata ha pagato».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il Pd è un fan delle liberalizzazioni.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Tutti i parlamentari pugliesi hanno aderito alla manifestazione di sabato contro le trivelle. Chiediamo coerenza».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Chiedereste di non votarlo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; Chiederemmo di mandare sotto il governo. E ugualmente sulle privatizzazioni, se ci fosse un aggiramento dei referendum sull`acqua. Torno alle trivelle: se fosse, sarebbe in sintonia con la liberalizzazione della trivellazione dei fondali dei mari per la ricerca di greggio che vuole la Commissione europea.

L`Europa che c`è oggi è schifosa, senz`anima, corrotta. E' la piccola meschina Europa di Merkel e Sarkozy».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
E ora anche di Monti.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Monti è una variante colta e illuminata.

Ma fa difficoltà a capire che non esiste crescita che non assuma l`ambiente come contenuto anziché limite.

È inadeguato, a prescindere dai meriti dei singoli, dentro un europeismo che salva l`euro e uccide l`Europa. Abbiamo chiamato l`assemblea di domenica a Roma `per la giustizia sociale, una nuova sinistra per salvare l`Italia e l`Europa`.

Oggi la sinistra deve prendere la bandiera degli Stati uniti d`Europa, rinnovando quel patto con i cittadini che ha fatto di noi dopo il nazi-fascismo il continente del progresso e dei diritti».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Sta pensando a portare Sel fra i socialisti europei, dov`è il Pd?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; Apro una riflessione esplicita e senza sotterfugi sulla necessità di rimescolare le famiglie europee di ispirazione progressista. Se potessi, prenderei tre tessere in Europa: quella della Sinistra, che ho contribuito a costruire, quella del socialismo che oggi gioca una partita rilevante - in Francia e in Germania - per cambiare il segno al continente, e dei Verdi che su alcune questioni hanno colto in anticipo i nodi di fondo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Napolitano chiede ai partiti la legge elettorale. Bocciato il referendum, voi quale sistema proponete?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Se devo essere sincero, penso che le camere che hanno salvato Cosentino non abbia la legittimazione morale per fare una nuova legge elettorale.

Meglio le elezioni anticipate».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma tutto il paese chiede di cambiare li Porcellum. E i partiti così vorrebbero dar un segno di `autoriforma`.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«A qualunque parlamento si può chiedere una buona legge elettorale.

Ma stiamo parlando di questo parlamento.

Di un percorso che deve passare per il consenso di Berlusconi e delle sue truppe. Per lui - l`ha detto - il Porcellum è il miglior sistema possibile. Chi può pensare che questo parlamento faccia una buona legge?» 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Nel caso, quale sistema preferisce?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;«Una buona legge deve salvaguardare il pluralismo e le coalizioni».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Domenica a Roma, insomma non nascerà il Quarto Polo. Allora perché alla vostra assemblea nazionale avete invitato Emiliano, Borsellino, De Magistris, Zedda e Landini?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Un`alternativa di governo non può che essere la costruzione di una rete di relazioni fra politica e società. Un`alternativa solo movimentista o solo politicista nascerebbe con la vocazione alla sconfitta. La sinistra non può rinascere per rese dei conti ideologiche ma come capacità di ricostruire un disegno per l`Italia e per l`Europa».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Per D`Alema le alleanze si fonderanno sul giudizio positivo su Monti.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Ma ne è sicuro? Persino gli apologeti di Monti cominciano a ridimensionarsi. Certo, non c`è paragone con Berlusconi che in Europa faceva cucù e le corna. Ma siamo sicuri che questo governo ci porterà fuori dalla crisi? &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=19N66A&quot;&gt;Il Manifesto - Daniela Preziosi&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Andrea RONCHI: «Serve la riforma dell’acqua. E Monti lo sa»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/01/20/andrea-ronchi/%C2%ABserve-la-riforma-dell%E2%80%99acqua-e-monti-lo-sa%C2%BB-intervista/623400"></link>
  <updated>2012-01-20T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>623400</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Onorevole Andrea Ronchi, il governo annuncia che è scoccata l’ora delle liberalizzazioni. Lei ci crede?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Parleranno i fatti. Per ora la grande offensiva rischia di assumere la forma di una semplice una deregolamentazione ai danni di categorie di operatori che non godono di particolari coperture sindacali. Davvero vogliamo credere che per migliorare le condizioni generali del mercato e stimolare la ripresa economica bisogna colpire tassisti, edicolanti e farmacisti?».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Teme che tutto si risolva in un grande bluff?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Il timore c’è. Monti e Passera si trovano di fronte a un test di credibilità. Possono rompere i monopoli oppure fare il compitino sulle orme di Bersani che a suo tempo non sfiorò neppure i grandi centri di potere ma si concentrò su panificatori e parrucchieri. Ebbene questa seconda ipotesi per il centrodestra sarebbe inaccettabile».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Lei da cosa inizierebbe?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«È fin troppo facile rispondere. Il governo sa perfettamente quali sono i settori davvero chiusi, quelli in mano ai soliti noti. Bisogna colpire i potentati dei servizi pubblici locali, trasporti, energia, rifiuti. E anche i servizi idrici. Una miriade di società che opera con affidamenti tutt’altro che trasparenti sotto la guida di manager diretta emanazione della politica locale».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ha nostalgia della «sua» legge?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Per la prima volta dopo anni di tentativi falliti io e il ministro Fitto eravamo riusciti a fare approvare in via definitiva una legge che avrebbe colpito una casta di intoccabili, introducendo un banale principio di trasparenza: l’obbligatorietà delle gare. Un provvedimento affossato dalla grande balla referendaria della privatizzazione dell’acqua».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Non teme che l’accusino di voler tradire la volontà popolare?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Io credo sia necessaria una operazione serietà. Scriviamo a caratteri cubitali: l’acqua è pubblica. Ma non ci nascondiamo dietro un assurdo giuridico. I risultati del referendum sono già stati smentiti da Vendola che ha detto testualmente che il sistema tariffario non può essere cambiato “altrimenti si rischia di precipitare nei burroni della demagogia”. Inoltre in questi mesi in quasi tutta Italia le tariffe dell’acqua pubblica sono aumentate. Senza contare una rete di distribuzione ormai obsoleta. Un intervento non è più rinviabile».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
È sicuro che su una riforma di questo tipo si possa formare una maggioranza in Parlamento?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Bersani ha cavalcato il referendum in chiave antiberlusconiana ma sa perfettamente che l’acqua è un bene inalienabile e lui stesso ha invocato - prima che fossimo noi a occuparcene - il ricorso alle gare e l’apertura di questo settore. Non dimentichiamoci che il primo organico tentativo di dare alle public utilities una regolamentazione moderna è del ’99 e porta la firma di Giorgio Napolitano e Adriana Vigneri. Insomma questi grandi riformatori, se davvero ci sono, è arrivato il momento che battano un colpo».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=19MXHD&quot;&gt;Il Giornale - Fabrizio De Feo&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Francesco BOCCIA: «Può essere una svolta ma temiamo brutte sorprese sul gas»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/01/20/francesco-boccia/%C2%ABpu%C3%B2-essere-una-svolta-ma-temiamo-brutte-sorprese-sul-gas%C2%BB-intervista/623399"></link>
  <updated>2012-01-20T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Questo è il primo vero tentativo di big bang sugli oligopoli e sui mercati chiusi. La media europea dei profitti, nei servizi che in Italia sono controllati da pochi, è del 30 per cento. Da noi, invece, è oltre il 60 e quella differenza la pagano i consumatori. Dobbiamo recuperare quel 30».
&lt;p&gt;&lt;i&gt; Alla vigilia del decreto liberalizzazioni, parla il democrat Francesco Boccia.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt; 

&lt;b&gt;Punti critici?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;

«Il diavolo sta sempre nei dettagli. Temo brutte sorprese sul gas, in termini di tempi dilatati per lo scorporo di Snam da Eni. Temo poi l'incredibile capacità delle compagnie d'assicurazione di tenersi per mano, difendendo un cartello indifendibile».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Francesco Boccia in quale ambito si aspetta invece grandi cose?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«In quello della semplificazione degli atti. In molti Paesi europei, per esempio, vendere casa non è un rito borbonico che costa anche denaro. Si può fare via fax. Aprire i mercati è anche questo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Che linea avrete in Parlamento?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;

«L'obiettivo è quello di abbassare i costi dei servizi e di rendere più competitivo il mercato in tutti i settori. Anche per quanto riguarda il costo dei servizi bancari».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Le piace l'authority dei trasporti?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;

«Va bene. Deve coincidere con la fine della stagione dell'Anas, che è il simbolo della Salerno-Reggio Calabria e di tutto quello che non ha funzionato nelle infrastrutture».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Catricalà avrebbe incontrato Pdl e Terzo Polo per gli ultimi aggiustamenti. Perché no il Pd?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;

«Se fosse vero sarebbe grave, dal momento che l'unico abilitato a fare trattative con i partiti è il presidente del Consiglio».
&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=19N4LN&quot;&gt;Il Messaggero&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>FRANCO MIRABELLI: Un’alleanza nell’interesse del Paese</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/01/15/franco-mirabelli/un%E2%80%99alleanza-nell%E2%80%99interesse-del-paese/623391"></link>
  <updated>2012-01-15T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>623391</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Lombardia (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;«È necessario riflettere sul ruolo del governo Monti perché si è diffusa l’idea che rappresenti il fallimento della politica e, invece, occorre utilizzare questa situazione per recuperare il rapporto con i cittadini e ridare credibilità alle istituzioni. Per anni, infatti, si è avuta l’idea che i partiti guardassero esclusivamente ad interessi di parte, mentre oggi serve far comprendere che si devono dare risposte ai cittadini e che al centro delle azioni politiche c’è l’interesse del Paese». Lo ha affermato &lt;b&gt;Franco Mirabelli&lt;/b&gt;, consigliere regionale della Lombardia del Partito Democratico, intervenendo agli &lt;i&gt;Incontri Riformisti a Rocca Brivio&lt;/i&gt; a San Giuliano Milanese.  
&lt;p&gt;

Secondo &lt;b&gt;Mirabelli&lt;/b&gt;, inoltre, non bisogna dimenticare di osservare l’opinione pubblica: «il governo Monti ha varato una manovra che prende soldi veri da dove ci sono ed è molto pesante per tante famiglie; l’equità non è ancora percepibile dall’opinione pubblica. Inoltre, si è diffusa l’idea che fosse l’Unione Europea a chiedere sacrifici e che avesse provocato la crisi e questo ha avuto ripercussioni negative sui cittadini italiani che sono quelli che all’Europa ci avevano creduto maggiormente e, ora, si erano allontanati. Il governo Monti sta cambiando questa prospettiva».
&lt;p&gt;
 
«Anche il blitz di Cortina ha dato l’idea che il clima stia cambiando e che qualcosa si sta facendo davvero per contrastare l’evasione fiscale. In questa direzione va anche la norma, contenuta nella manovra, sull’abolizione del segreto bancario e, questa va valorizzata maggiormente da parte nostra. Non dimentichiamo, poi che, nel Paese, si sta tornando a discutere di contenuti (liberalizzazioni, pensioni, lavoro)».
&lt;p&gt;

Nei prossimi mesi, il tema da approfondire, secondo &lt;b&gt;Mirabelli&lt;/b&gt;, è di come il governo Monti intenderà affrontare la questione sociale perché, inevitabilmente, «tenderà a farsi pesante e potrebbe crescere la tensione».
&lt;p&gt;

«Il governo Monti – ha concluso &lt;b&gt;Mirabelli&lt;/b&gt; – deve essere il punto di partenza per aprire una stagione di riforme, avviare una fase costituente che dovrà andare avanti anche nella prossima legislatura e questo, inevitabilmente, si rifletterà sulla questione delle alleanze: il discrimine nella scelta degli alleati è che quella che si andrà a costruire dovrà essere un’alleanza per fare l’interesse del Paese».

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.areadem.info/adon.pl?act=doc&amp;doc=11941&quot;&gt;AreaDem&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Luigi de MAGISTRIS: Benecomunismo per la rivoluzione  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/01/14/luigi-de-magistris/benecomunismo-per-la-rivoluzione-intervista/624068"></link>
  <updated>2012-01-14T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>624068</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Napoli (NA) (Partito: IdV) - Consigliere  Consiglio Comunale Napoli (NA) (Lista di elezione: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Mentre Monti privatizza e liberalizza, a Napoli si va in direzione contraria e la sfida alla valorizzazione dei beni comuni è diventata il fiore all'occhiello della rivoluzione arancione. Ostinatamente Luigi De Magistris rivilitalizza le partecipate del comune: acqua, trasporto e rifiuti. Ieri, con una delibera, Palazzo San Giacomo ha perfino istituito il laboratorio Napoli che con le Assise del popolo è il primo esperimento in Europa di messa su carta della democrazia partecipata, mentre dopo aver aperto un registro per le coppie di fatto e quelle Gltb, ha visto la luce, sempre all'anagrafe del comune, anche quello dedicato al testamento biologico.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Sindaco, continuando cosi Napoli si candida a diventare la San Marino dei benecomunisti…&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;«Scherzi a parte, è un fatto che le nostre scelte avvicinando i cittadini alla politica fanno paura a molti. Noi siamo il contrario dell’antipolitica e lo stiamo dimostrando giorno per giorno. Quello che verrà deciso nelle assemblee del popolo dovrà essere preso in considerazione da questa amministrazione, in un confronto faticoso, ma necessario per gettare le basi della democrazia partecipata. E l’inizio di un esperimento unico, dove l’assemblearismo non sarà più uno sfogatoio, ma un momento di crescita e critica costruttiva, contribuendo alle scelte dell’amministrazione» 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Uno del suoi “beni comuni” preferiti pare sia l’acqua. Ma con il decreto Monti sulle liberalizzazioni e in particolare con il comma 20, che di fatto vieta agli enti locali di gestire i servizi idrici, che fine farà la sua Abc?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «L’azienda speciale Acqua Bene Comune non farà una brutta fine, noi non lo permetteremo. Siamo stati la prima amministrazione a dare concretezza al referendum con una rivoluzione che ha riportato il controllo delle risorse e della gestione in mano pubblica, non consentiremo nessun colpo di mano» 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Con il paravento della crisi economica però Monti ha praticamente commissariato l’Italia, è un dato di fatto che a suon di decreti stia cercando di cancellare le consultazioni popolari di giugno…&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «È giuridicamente illegittimo e politicamente inaccettabile. Confesso di essere preoccupato, ma anche deciso a contrastare ogni tentativo di privatizzare i beni comuni che sono fondamentali per i diritti universali. Su questo faremo una battaglia nazionale insieme a tutte le amministrazioni e naturalmente con il comune di Napoli in testa» 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Negli ultimi 15 anni tutti i governi che si sono succeduti hanno insistito per privatizzare. Secondo lei è possibile che questo accanimento possa essere legato ai futuri assetti globali che vedono nell’acqua una risorsa paragonabile al petrolio a livello di speculazioni sul mercato?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Ci sono interessi economico-affaristici locali e quelli di tipo predatorio delle grandi multinazionali che pure sono interessate alle reti idriche dei comuni, rappresentando queste, tanti mattoni di un’unica casa. Qui noi stiamo ponendo ostacoli decisivi alle mire neoliberiste, ed è chiaro che rappresentiamo un’anomalia in un processo politico molto interessante che non solo si oppone alle privatizzazioni, ma si impegna anche nella valorizzazione dei beni della comunità offrendo un modello amministrativo che coinvolge la cittadinanza» 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;E sulle altre liberalizzazioni? L’altro giorno si è schierato dalla parte del tassisti…&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Sì perché guardo la loro protesta da un punto di vista cittadino e in un momento di crisi economica così duro non credo che abbiamo bisogno di nuove tensioni sociali. A Napoli per esempio c’è una necessità di un dialogo con questa categoria per stabilizzare il nuovo modello di mobilità urbana. Il manifesto è uno dei pochi medium a sostenere la campagna sui beni comuni. Per molti, pubblico è sinonimo di inefficienza e fonte di sprechi. Stiamo cercando di ribaltare questo concetto e perciò abbiamo puntato sulla totale gestione pubblica del ciclo dei rifiuti, dei trasporti, nonché dell’acqua. Abbiamo ridotto gli sprechi, non abbiamo aumentato i biglietti dei bus, ma ampliato le corse di notte pur trovandoci con le casse vuote e i tagli del governo. Nonostante tutto siamo anche riusciti a rispettare il patto di stabilità e a conservare 70 milioni che presto saranno reinvestiti in opere pubbliche. Questo perché siamo convinti che la valorizzazione dei beni comuni e del welfare sia il cuore della politica nel terzo millennio. Ma attenzione a non demonizzare il privato, essenziale nel project financing nel rilancio dello sviluppo o nelle opere pubbliche»
&lt;p&gt;&lt;b&gt; Con la delibera sul testamento biologico e precedentemente con quella sul registro delle coppie di fatto etero o Glbt siete andati a mettere lo zampino in quei temi etici su cui il parlamento da anni si accapiglia senza riuscire a venirne a capo.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Il fine vita è un tema su cui è difficile mettersi d’accordo, ma è necessario dire cosa si pensa. Noi abbiamo fatto tutto nel rispetto dell’autonomia che ci è concessa dalle leggi nazionali. Si tratta a nostro parere di diritti inviolabili della persona e quindi di valori costituzionali su cui un paese laico plurale, contaminato da altre culture, ha il dovere di esprimersi. Non è un caso che ho tenuto per me la delega all’attuazione della costituzione repubblicana che come vedete non è un potere formale»
&lt;p&gt;&lt;b&gt; Il 28 ci sarà l’assemblea per lanciare la Rete dei beni comuni, qualcuno mormora che lei stia usando Napoli come trampolino di lancio per la scalata a Palazzo Chigi.&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;«Assolutamente no, sono il sindaco di Napoli e intendo finire il mio mandato.&lt;br /&gt;
 L’amministrazione di questa città è una grande sfida, e può diventare una testimonianza utile al paese per un modo differente di pensare la politica. In questa logica si iscrive anche il Forum del 28 che vedrà l’arrivo di tanti sindaci, Emiliano, Pisapia, Vendola, per un confronto aperto e per far crescere l’alternativa sociale. Da quest’assemblea usciranno infatti alcune proposte che poi presenteremo al governo e al presidente della Repubblica».&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=19DU4D&quot;&gt;il Manifesto - Francesca Pilla &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Roberto COTA: Sulle liberalizzazioni non si butti fumo negli occhi </title>
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  <updated>2012-01-09T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Piemonte (Partito: Lega) - Consigliere Regione Piemonte (Gruppo: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“Quando si parla di riforme bisogna evitare di buttare fumo negli occhi della gente. Se non ci sono soldi, non è che li si danno alle famiglie estendendo l’orario di apertura dei negozi”.&lt;br /&gt;

“occorre operare su due fronti: garantire alle imprese di operare in un regime di maggiore competitività e alle famiglie di arrivare più soldi e non faticare di più per arrivare a fine mese”.&lt;br /&gt;

“c’é stata un’invasione di competenze del Governo e la Regione potrebbe ricorrere alla Corte Costituzionale. Il commercio è materia di competenza delle Regioni, spetta al territorio valutare le iniziative in campo commerciale”&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.regione.piemonte.it/notizie/piemonteinforma/diario/sulle-liberalizzazioni-non-si-butti-fumo-negli-occhi.html&quot;&gt;www.regione.piemonte.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>MARINA STACCIOLI: LIBERALIZZAZIONI, “OK AL RICORSO CONTRO LO SHOPPING NO STOP” </title>
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  <updated>2012-01-03T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Toscana (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Locci e Staccioli, “Sugli orari dei negozi siamo d’accordo con Enrico Rossi”

“La Regione Toscana esprima un no compatto alle liberalizzazioni selvagge messe in atto dal Governo Monti”. Sullo shopping no stop i consiglieri regionali Dario Locci e Marina Staccioli (Gruppo Misto) si schierano a favore del ricorso promosso dal Presidente Enrico Rossi presso la Corte costituzionale. “Nonostante le nostre posizioni spesso differiscano – spiega il capogruppo Locci – in questa battaglia non possiamo che essere dalla parte di Rossi. Non possiamo permettere che il consumismo si mangi anche la nostra identità collettiva, le nostre abitudini e le tradizioni”. “Oltretutto – aggiunge – quello al riposo è un diritto costituzionale come il diritto al lavoro”. “Tenere aperti i negozi aperti 24 ore su 24 – fa eco Staccioli – è controproducente, va a danno esclusivamente delle attività a conduzione familiare, mentre favorisce inopinatamente la grande distribuzione. Sono felice che Rossi finalmente si sia accorto dell’importanza di tutelare le piccole e medie imprese”. “La deregolamentazione – concludono i consiglieri – non è la strada giusta per crescere. Anzi, la via maestra in un momento come questo è proprio quella di chiarire le regole del gioco e farle rispettare a tutti gli attori del sistema economico, grandi o piccoli che siano”. (f.p.) &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.consiglio.regione.toscana.it/politica/comunicati-stampa-dei-gruppi-politici/comunicato/testo_comunicato.asp?id=8761&amp;filtro=&quot;&gt;www.consiglio.regione.toscana.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Governo: più coraggio contro le resistenze alle liberalizzazioni</title>
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  <updated>2011-12-15T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Se ci sono state pressioni contro le liberalizzazioni, come ha detto Corrado Passera, il governo avrebbe dovuto avere il coraggio di resistere. Così &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt; ha commentato, incrociato in Transatlantico, le dichiarazioni del ministro dello Sviluppo economico. &quot;Quando ci sono resistenze basta un po' di coraggio per affrontarle&quot;, ha spiegato il capogruppo del Pd alla Camera, &quot;e nemmeno tantissimo&quot;. &quot;E' stato il governo - ha ricordato - a presentare gli emendamenti che hanno annullato le liberalizzazioni su taxi, farmacie e autostrade. Contro il nostro parere&quot;.
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6638&quot;&gt;dariofranceschini.it&lt;/a&gt;</summary>
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