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  <title>Openpolis - Argomento: Governo Berlusconi</title>
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  <updated>2012-05-11T00:00:00Z</updated>
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  <title>Cesare DAMIANO: Ma quanto vale una persona?</title>
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  <updated>2012-05-11T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>627315</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il caso del cadavere gettato in un torrente, probabilmente per occultare una morte sul lavoro: rigorosamente nero, precario, malpagato.
&lt;p&gt;Imperia, muore in un cantiere, trovato il corpo in un torrente. Cadavere occultato per coprire un lavoro nero? Questa notizia era sulla prima pagina de L`Unità di sabato 5 maggio. La notizia non ha ancora trovato conferma, ma dalle lesioni riscontrate sul corpo irriconoscibile si tratta sicuramente di una morte avvenuta per una caduta dall`alto, forse una impalcatura. 

&lt;p&gt;
L`età apparente della vittima è compresa tra i 25 ed i 35 anni. Questa notizia, nascosta tra le migliaia di informazioni che ci colpiscono quotidianamente, mi ha fatto riflettere in modo particolare perché é la dimostrazione di quanto sia urgente un cambio di mentalità sul tema del valore della persona umana. La domanda dalla quale partire è se tutto quello che è accaduto in questi anni, a proposito di lavoro, fosse inevitabile. Cominciamo finalmente a renderci conto che, in nome del &quot;dio mercato&quot;, si sono prodotte lacerazioni irreversibili nel tessuto sociale, nella coesione, nel rispetto più elementare delle regole e dei diritti. 
&lt;p&gt;Ad esempio, il dibattito che si è prodotto recentemente sul tema dell`articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori ha visto l`utilizzo di argomenti, soprattutto da parte del centrodestra, che non avevano niente a che fare con il diritto del lavoro e con la realtà delle aziende. Si dimentica troppo facilmente la disparità di forza esistente tra imprenditore e dipendente (non a caso ho scelto questa parola), che il diritto del lavoro ha il dovere di compensare a vantaggio del più debole, essendo stato definito giustamente diritto &quot;diseguale&quot;. Si è parlato di licenziamenti, come se qualcuno avesse la pretesa di reintegrare in azienda un lavoratore giustamente allontanato dall`azienda. Si fa riferimento ad un mercato del lavoro eccessivamente rigido, quando in realtà il fenomeno che si è verificato è quello di un surplus di precarietà che sta condannando le giovani generazioni ad una vita senza futuro. 
&lt;p&gt;

Occorre anche ricordare che le nuove assunzioni sono caratterizzate all`80% da lavoro a termine e non solo per effetto della crisi, ma a causa di una visione distorta del modello di competitività dell`impresa. In sostanza, è come se si fossero smarriti i &quot;fondamentali&quot; e vivessimo in un mondo capovolto. Dovremmo dunque ricominciare ad analizzare l`evoluzione del mercato del lavoro alla luce delle trasformazioni del modello produttivo. Nessuno mi toglie dalla testa che la svalorizzazione del lavoro sia da collegarsi alla vittoria dei &quot;Chicago boys&quot; ed al conseguente rovesciamento dei rapporti di forza tra lavoro ed impresa che si è manifestato all`inizio degli anni '80, a favore di quest`ultima. 

&lt;p&gt;
La riduzione della dimensione occupazionale delle fabbriche si è accompagnata alla delocalizzazione ed alla esternalizzazione dei cicli produttivi (altra cosa è l`internazionalizzazione dell`impresa); la lean production ed il just in time degli anni '90, quando era di moda discutere del modello giapponese, hanno imposto linee gerarchiche corte e la logica del &quot;produrre ciò che si è già venduto&quot;, eliminando costosi ed ingombranti magazzini. 
&lt;p&gt;In Italia si era soliti dire che le merci erano stoccate sui tir che partivano dalle autostrade del nord est: era anche il tempo del &quot;piccolo. è bello&quot;. Da questo nuovo modo di intendere la produzione si è sprigionata la spinta alla flessibilità che è diventata, con il tempo, precarizzazione del lavoro. 
&lt;p&gt;

Le prime avvisaglie di un cambiamento di rotta ci sono state nel 1984, con l`introduzione dei contratti di formazione lavoro e, successivamente, con il riconoscimento dei contributi previdenziali al lavoro coordinato e continuativo nel '96, con il governo Dini. Da quel momento esplode l`utilizzo del lavoro parasubordinato. Il pacchetto Treu, contrariamente a quanto si pensa, produce una sola novità, richiesta a gran voce dall`Europa: il lavoro interinale. È la successiva legge 30 ad introdurre una estensione significativa di nuove forme di lavoro flessibile, quelle che caratterizzano ancora oggi il mercato del lavoro giovanile.
&lt;p&gt;  

L`ispirazione di Marco Biagi, a mio avviso, pur animata da buone intenzioni, si é erroneamente basata sull`assunto secondo il quale la moltiplicazione delle forme di lavoro flessibile, occasionale ed intermittente, avrebbe automaticamente aumentato l`occupazione, in special modo quella dei giovani. E invece avvenuto esattamente il contrario: non solo la disoccupazione giovanile è a livelli record, anche a causa della crisi, ma il lavoro è diventato meno attento alle esigenze di formazione e di tutoraggio e sono aumentate le spinte all`uso opportunistico delle forme di lavoro fintamente autonome al solo scopo di avere manodopera sottopagata da espellere al momento opportuno. 
&lt;p&gt;

Le buone intenzioni di Biagi, del quale da ministro ho applicato una efficace direttiva sul lavoro a progetto che mi ha consentito di stabilizzare i lavoratori dei cali center, sono anche state tradite dalle cattive interpretazioni dei ministri del lavoro del governo Berlusconi, Sacconi in particolare, che hanno finito con l`esasperare gli aspetti della precarietà senza, contemporaneamente, progettare adeguati ammortizzatori sociali a tutela del periodo di disoccupazione tra un lavoro ed un altro. La riforma del mercato del lavoro in discussione in questi giorni al Senato deve proporsi di correggere il tiro per creare un mercato del lavoro amico dei giovani e delle loro esigenze di stabilità e di futuro. 
&lt;p&gt;

Intanto due buone notizie che ci avvicinano all`obiettivo: la vittoria dei laburisti alle elezioni amministrative in Inghilterra e dei socialisti in Francia che preparano il terreno per una inversione di rotta delle politiche economiche e sociali in Europa. Forse il vento sta davvero cambiando.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1ERY81&quot;&gt;Gli altri&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Stefano Boeri: IDEONA: IL PAREGGIO DI BILANCIO!</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/04/21/stefano-boeri/ideona-il-pareggio-di-bilancio/626854"></link>
  <updated>2012-04-21T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626854</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore  Comune Milano (MI) (Partito: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Parafrasando il Ministro Passera, crediamo possano venire maggiori benefici dall’attuazione di ideuzze concrete su come tagliare la spesa che dall’ideona del pareggio di bilancio in Costituzione.
&lt;p&gt;Il Senato ha approvato in seconda lettura e con la maggioranza dei due terzi dei parlamentari (dunque senza richiedere un referendum confermativo) la legge che introduce nella nostra Costituzione l'obbligo del bilancio in pareggio. A distanza di meno di 24 ore il governo ha varato il Documento di Economia e Finanza (Def) che sancisce che l'obiettivo del pareggio di bilancio non verrà raggiunto nel 2013, come il nostro Paese si era impegnato a livello europeo, ma, nella migliore delle ipotesi nel 2015. Secondo il Fondo Monetario dovremo attendere addirittura fino al 2017 per centrare questo obiettivo. Abbiamo perciò introdotto nella nostra Costituzione un principio per violarlo fin dall'inizio? Non si rischia in questo modo di ulteriormente indebolire la Costituzione che dovrebbe invece racchiudere norme non facilmente derogabili e modificabili dal Parlamento? In realtà, la tabella sugli obiettivi di finanza pubblica contiene una nota che sostiene che non solo &quot;l'obiettivo sarà raggiunto, ma anche ampiamente superato in termini strutturali (corsivo nostro)&quot;. In altre parole, ci sarà un deficit ma solo perché il livello del Pil sarà molto basso a causa del ciclo economico sfavorevole. Il bilancio aggiustato per il ciclo sarà in attivo già nel 2013.
&lt;p&gt;

Tutto bene, dunque? Il problema è che, come scriveva Martin Wolf sul Financial Times, nessuno sa cosa precisamente sia il bilancio aggiustato per il ciclo o il disavanzo strutturale. Ad esempio, nel 2007 il Fondo Monetario Internazionale accreditava la Spagna di un surplus strutturale consistente e l'Irlanda di un bilancio strutturalmente in pareggio. A quattro anni di distanza, il Fondo aveva rivisto le stime del bilancio strutturale per questi stessi paesi concludendo che entrambi i paesi nel 2007 erano in deficit di bilancio e l'Irlanda addirittura di più dell'8 per cento. Come è possibile dare forza di legge a stime che sono, per la loro stessa natura, fortemente aleatorie? E chi farà tali stime? Sarà il governo stesso a stabilire l'entità dello scostamento ciclico? O dovremo chiedere alla Corte Costituzionale di imparare l'econometria? A inizio agosto 2011, nel commentare l'intenzione del Governo Berlusconi di introdurre il bilancio in pareggio in Costituzione, citavamo un proverbio turco &quot;Se stai annegando ti aggrappi anche a un serpente&quot;. Per fortuna, grazie al Governo Monti, ci siamo un po' allontanati dal rischio di annegamento. Proprio per questo pensiamo sarebbe meglio trovare modi più convincenti nel rendere credibile il nostro impegno di rientro del debito. Invece di imitare il Ministro Tremonti il quale, per stimolare la crescita, voleva cambiare l'articolo 41 della Costituzione, sarebbe meglio iniziare facendo sul serio la spending review, a partire dai capitoli di spesa che sono oggi sotto gli occhi di tutti gli italiani perché contornati di episodi di corruzione: la spesa sanitaria e i costi della politica, in primis rivedendo le norme sul finanziamento pubblico ai partiti. Parafrasando il Ministro Passera, crediamo possano venire maggiori benefici dall'attuazione di ideuzze concrete su come tagliare la spesa che dall'ideona del pareggio di bilancio in Costituzione.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.lavoce.info/articoli/-conti_pubblici/pagina1003023.html&quot;&gt;lavoce.info&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Massimo D'ALEMA: &quot;La cancelliera Merkel  rappresenta l'Europa più egoista&quot;  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2012-04-12T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>627173</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;




&lt;b&gt;L’Italia, alla fine del 2011, ha fatto tremare l’Eurozona. Da allora sta risalendo lentamente la china al prezzo però di pesanti sacrifici. Un piano di austerità, l’aumento delle tasse, la riforma delle pensioni e oggi una riforma del lavoro che prevede incentivi per le assunzioni ma anche licenziamenti più facili. Per un uomo di sinistra quale Lei è, sono misure valide?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;



“Devo dire che l’Italia ha fatto un passo in avanti molto importante: voglio dire che non abbiamo più il governo Berlusconi e sia per l’Italia sia per l’Eurozona si tratta di un’ottima notizia perché, a mio avviso, non era l’Italia era il governo Berlusconi ad esserne responsabile”.

&lt;p&gt;


&lt;b&gt;Ma su ciò che viene fatto oggi, soprattutto questa riforma del lavoro…secondo Lei, introducendo maggiore flessibilità senza necessariamente rafforzare la rete di sicurezza, in un Paese in cui non esiste il salario minimo o dove le indennità di disoccupazione sono molto limitate e gli ammortizzatori sociali funzionano male, non è un rischio enorme?&lt;/b&gt;


&lt;p&gt;

“Il problema era la drammatica frattura, nel mercato del lavoro, tra i lavoratori più protetti e i giovani precari, che non hanno alcun diritto, alcuna protezione. La riforma ha due facce: da un lato il lavoro diventa più flessibile per coloro che erano più protetti, ma dall’altro porterà maggiore protezione per i giovani e i precari. A mio avviso il problema drammatico delle divisioni all’interno del mercato del lavoro, non posso dire che verrà risolto, ma con questa riforma sarà possibile fare un passo avanti”.
&lt;p&gt;


&lt;b&gt;L’Italia in generale non è troppo maltrattata dai mercati ma di recente i tassi d’interesse stanno tornando a crescere. Inoltre l’Italia ha un debito al 120% del Pil ed è in recessione. Lei, malgrado tutto, è convinto che siete fuori dalla crisi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;



“No, io penso che occorra considerare che abbiamo un problema europeo e non soltanto italiano. Ed è questo che negli ultimi giorni si sta verificando sui mercati europei”.
&lt;p&gt;



&lt;b&gt;Ma l’Italia fa parte delle maglie più fragili.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;



“Certo, l’Italia è parte del problema. Ma occorre sottolineare due cose. Prima di tutto che l’Italia è un Paese ricco e che la ricchezza degli italiani è molto, molto più alta del debito. Ciò significa che abbiamo delle risorse interne al Paese. Secondo: nel passato abbiamo dimostrato, con i governi di Prodi e di Ciampi, con il centrosinistra, che è possibile ridurre la spesa pubblica. Noi abbiamo ridotto la spesa pubblica di cinque punti rispetto al governo di destra e senza toccare i diritti sociali fondamentali. E per il dopo occorre preparare un governo di centrosinistra”.
&lt;p&gt;



&lt;b&gt;Ci saranno delle elezioni nel Suo Paese l’anno prossimo. Esattamente come in Germania. A breve si terranno anche in Francia. Lei crede in un’alternanza in questi tre Paesi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;



“Certo che sì. So che i mercati non amano molto le elezioni, giusto? A volte sembra perfino che la democrazia sia un peso insostenibile per i mercati finanziari ma penso che non spetti ai mercati decidere dei destini dei popoli. Sì, penso che occorra
un cambiamento perché i tre grandi Paesi europei, Francia, Italia e Germania, rappresentano duecento milioni di cittadini europei sui trecentotrenta milioni
della zona euro. Tre Paesi, ma ‘di peso’ potremmo dire”.
&lt;p&gt;



&lt;b&gt;E ciò basterà in un’Europa che rimarrà dominata da governi di destra?.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;


“Questo non è vero. Secondo me le cose stanno cambiando. In Slovacchia, che è un piccolo Paese, la sinistra ha vinto. Anche in Slovenia la sinistra ha vinto. Voglio dire: sì l’Europa è dominata dalla destra e…vediamo tutti il risultato! Abbiamo bisogno di una strategia europea per la crescita, il che vuol dire investimenti europei, eurobond. Abbiamo bisogno di una garanzia europea sul debito. Il che non significa che ogni Paese debba pagare questo debito. Ma la forza dell’Europa può far abbassare i tassi d’interesse e liberare delle risorse per la crescita e senza regalare troppi soldi alla speculazione finanziaria”.
&lt;p&gt;



&lt;b&gt;Quindi qualcosa di irrealizzabile fin tanto che la Merkel rimarrà al suo posto…&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

“Sì. Penso che la signora Merkel abbia avuto un ruolo molto negativo per l’Europa. Devo dirlo con molta sincerità. Davanti alla crisi ha un po’ rappresentato questa Europa egoista”.
&lt;p&gt;



&lt;b&gt;“Una domanda su un tema completamente diverso. Un anno fa sessantatre persone in fuga dalla Libia sono morte di fame e di sete in un’imbarcazione alla deriva perché nessuno ha prestato loro soccorso. L’Italia ne era al corrente e non è intervenuta. Questo almeno è quel che dice un rapporto del Consiglio d’Europa che accusa anche la Nato. Com‘è che siamo arrivati a lasciar morire le persone pur di non doverle accogliere?”&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

“Penso, e lo dicevo già all’epoca, che la politica sull’immigrazione condotta dal governo Berlusconi sia stata davvero una pagina nera della nostra storia così come l’accordo (per il rimpatrio dei clandestini) tra l’Italia e il regime di Gheddafi. I clandestini possono essere rimpatriati. Ma il problema è che prima di rimpatriarli occorre controllare se ci sono dei rifugiati che hanno il diritto di essere accolti”.
&lt;p&gt;



&lt;b&gt;“Più in generale, non c‘è una divergenza sempre più evidente tra i discorsi che fa l’Europa, i valori che dice di portare avanti e il modo in cui tratta i migranti, i richiedenti asilo? L’Italia è in prima linea. Lei la vede questa contraddizione?”&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;



“Sì, sono d’accordo con Lei. E in più abbiamo bisogno degli immigrati. Perché se vogliamo mantenere un certo equilibrio tra i giovani e i pensionati, nei prossimi anni avremo sempre più bisogno di immigrati. La stessa Commissione europea ha dichiarato che nei prossimi quindici anni avremo bisogno all’incirca di una trentina di milioni d’immigrati. Io penso che sarebbe meglio avere una politica europea per l’immigrazione. Al momento non ce l’abbiamo. Lei parla dell’Italia ma io potrei dirle che la responsabilità è di Malta. Non hanno mai accolto nessuno. Quando intercettano un’imbarcazione, la sola cosa che fanno è indicarle la rotta per l’Italia”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://it.euronews.com/2012/04/12/d-alema-la-cancelliera-merkel-rappresenta-l-europa-piu-egoista/&quot;&gt;euronews - Audrey Tilve&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Mario MONTI: Olimpiadi 2020. «Non possiamo correre rischi»</title>
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  <updated>2012-02-14T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>624395</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore a vita-  Pres. del Consiglio  -  Ministro  Economia ad interim&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Rinuncia dolorosa ma i costi non sono chiari. 
&lt;p&gt;Pur elogiando il progetto Olimpiadi, ed in particolar modo i vertici del comitato promotore: «Gianni Letta, Mario Pescante, Gianni Alemanno e Gianni Petrucci», il presidente del Consiglio ha spiegato: 
&lt;p&gt;«Il Comitato olimpico internazionale richiede al governo del Paese ospitante i Giochi una lettera di garanzia finanziaria. Tra le altre cose il governo del Paese ospitante deve farsi carico di ogni eventuale deficit della manifestazione» sottolineando: «Non possiamo correre rischi». 
&lt;p&gt;«Tutti i ministri hanno partecipato alla discussione sul tema e siamo arrivati alla conclusione unanime che il governo non si sente - nelle attuali condizioni dell'Italia - di assumere questi impegni di garanzia». 
&lt;p&gt;«Dobbiamo responsabilmente guidare l'Italia. In questo senso, non ci sentiamo di prendere un impegno finanziario che potrebbe gravare sull'Italia in misura imprevedibile nei prossimi anni». 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Vent'anni per il rientro dal debito.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;E le Olimpiadi a Roma sarebbero: «un'operazione che potrebbe mettere a rischio i denari dei contribuenti, proprio mentre siamo sottoposti nei prossimi vent'anni ad un'operazione di rientro dal debito, operazione condivisa e accettata in sede europea dal precedente governo». &lt;br /&gt;


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/12_febbraio_14/monti-cdm-roma-alemanno-olimpiadi-2020-1903276387660_print.html&quot;&gt;Corriere.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Anna FINOCCHIARO: «Cancellare subito la vergogna delle dimissioni in bianco»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2012-01-21T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>623409</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Usano questo strumento per aggirare l'articolo 18. Noi in prima linea in una battaglia di civiltà. Il centrodestra dovrà cedere all`indignazione».
&lt;p&gt;Un appello alla ministra Elsa Fornero lanciato da 14 donne e subito sottoscritto da altre 188, proprio il numero di quella legge contro le dimissioni in bianco che il governo Berlusconi ha cancellato. E poi, un passaggio del discorso del segretario Pd, durante l`Assemblea di ieri, affinché sul tavolo di lavoro per la riforma del mercato entri in primo piano anche il ripristino di quelle norme di civiltà spazzate via proprio mentre la crisi, che il centrodestra ha negato fino alla scorsa estate, logora posti di lavoro e quelli delle donne un po' di più.

Anna Finocchiaro, capogruppo dei democratici al Senato dice che la questione &quot;non è tornata al centro dell`attenzione, perché per il Pd c`è sempre stata&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Presidente, tante dichiarazioni di intenti, ma la legge ancora non c`è. Adesso l'appello trasversale di moltissime donne al ministro. E il Parlamento?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; 
&quot;Questa è una battaglia che noi democratici non abbiamo mai abbandonato. La reintroduzione del divieto di dimissioni in bianco è stata oggetto di nostri interventi in Aula, di emendamenti, sempre bocciati dal centrodestra, e proposte di legge sia alla Camera sia al Senato. Sono state soprattutto le senatrici e le deputate a tenere sempre alta l`attenzione su questo tema e lo dico non per fare una rivendicazione fine a se stessa, ma per ribadire che questa battaglia, che ritorna oggi di attualità sui media, grazie anche a questo appello di tante donne impegnate in politica, nel sindacato, nel mondo dello spettacolo e della cultura, che io stessa ho sottoscritto, il Pd non ha mai smesso di combatterla&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Non ripristinare quella legge potrebbe essere ancora più drammatico per le donne, ma anche per gli uomini, con l`acuirsi della crisi e la recessione in atto. Perché aspettare?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Di fronte all`incalzare della crisi e all'ulteriore mortificazione dei diritti del lavoro, la questione è di assoluto rilievo. Per evitare la pratica delle dimissioni in bianco non ci vogliono meccanismi complicati né costi aggiuntivi. Lo strumento c'è, è quello sperimentato nel 2006 dal governo Prodi: le dimissioni vanno compilate in moduli con numeri progressivi e non possono avere una data che vada più indietro dei 15 giorni dal momento della presentazione. Non c'è motivo per rinviare, la discussione della norma va messa immediatamente all'ordine del giorno sia alla Camera che al Senato&quot;.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;La domanda è: perché il centrodestra dovrebbe dire sì oggi quando ha detto no fino a ieri?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Perché potrebbe cominciare a vergognarsi se non lo facesse e a far crescere il senso di vergogna sarebbe quel sentimento di indignazione che sta crescendo tra gli uomini e le donne di questo Paese. Quella norma, infatti, riguarda tutti e aggiungo che lo strumento delle dimissioni in bianco è un modo di aggirare l`articolo 18&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il governo dice che per ora l`articolo 18 non è all`ordine del giorno. Se dovesse tornarci, il Pd riuscirebbe a trovare una sua posizione?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Per quanto riguarda il Pd l'articolo 18 non è in discussione e non è discutibile. Io starei però attenta perché, mentre vedo che monta il dibattito su una presunta e ipotetica volontà del governo di modificarlo, non noto altrettanta attenzione alle decine e decine di posti di lavoro che saltano ogni giorno&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il Pd appoggia questo governo con lealtà senza rinunciare a dire la propria, ha spiegato Bersani. Insomma, ci siete ma non siete il governo.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Noi siamo leali e lo dimostriamo ogni giorno in Parlamento. Lo siamo soprattutto perché non rinunciamo, nelle sedi appropriate, a rappresentare le nostre posizioni, i nostri rilievi e la posizione del nostro partito sulle questioni che stiamo affrontando e che affronteremo in futuro. Né, d'altra parte, ci si può aspettare di meno dal più grande partito italiano e da una forza seria e responsabile che appoggia questo governo ma che si candida a guidare il prossimo&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Con chi lo guiderete? Bersani su questo non si è sbilanciato.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Noi lo guideremo, questo è sicuro perché nessuna alleanza si crea a prescindere da noi. Vediamo chi vorrà condividere il nostro progetto di Paese&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Però nel Pd c`è chi chiede un congresso anticipato per decidere la linea politica anche in vista delle elezioni.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Non vedo dove sta il problema. Un congresso del Pd non è come un congresso della Lega, siamo abituati a farli e se la maggioranza lo chiede non vedo perché non si dovrebbe fare. Mi fa aggiungere un`ultima cosa?&quot;
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Cosa vuole aggiungere?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Osservo che i congressi servono anche a consolidare le leadership che già ci sono, non soltanto a crearne di nuove&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=19P5PU&quot;&gt;l'Unità - Maria Zegarelli&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giuseppe GIULIETTI: Il centrosinistra e il dovere di criticare i diktat dell’Europa</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/10/28/giuseppe-giulietti/il-centrosinistra-e-il-dovere-di-criticare-i-diktat-dell%E2%80%99europa/617795"></link>
  <updated>2011-10-28T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>617795</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Comprendiamo le ragioni per le quali, in Italia, anche parte delle opposizioni, guardi sempre con grandi aspettative alle direttive dell’Europa e della Banca centrale.
&lt;p&gt;
Di fronte alla squallido quadro nazionale non resta che affidarsi a chiunque sembri possedere un pizzico di lucidità, di sobrietà, di rigore etico.
&lt;p&gt;
In Italia Berlusconi e Tremonti non sono neppure riusciti a concordare il testo della lettera da portare in Europa, figuriamoci in che mani siamo…
&lt;p&gt;

Guai, tuttavia, a cadere nella retorica dei “poteri neutri”, delle autorità “super partes”, la ragion critica non può certo fermarsi davanti a santuari che sono profondamente intrecciati con i poteri dominanti, con i vertici delle banche e della finanza.&lt;br /&gt;

Per questo non credo minimamente ad una coalizione di centro sinistra che si dovesse fondare sulla acritica accettazione delle disposizioni della Banca centrale europea.
&lt;p&gt;

Chiunque avesse voglia di saperne di più potrebbe utilmente leggersi il bel libro scritto dal professor Ugo Mattei:&lt;br /&gt;
 “Beni comuni, un manifesto”, edito da Laterza, nel quale delinea la tenaglia tra stato e proprietà privata che stringe l’idea del bene comune, che ne riduce quantità e qualità nei momenti di crisi. 
&lt;p&gt;In questi momenti, invece di colpire il superfluo, si vorrebbe colpire l’essenziale, riducendo l’area dei valori e dei beni universali.

&lt;p&gt;
Non a caso l’Europa, rispondendo anche all’Italia, rilancia sulle pensioni, sulla licenziabilità, sulla dismissione delle aziende pubbliche, o meglio il governo italiano intende tradurre così il messaggio che arriva dall’Europa, per altro non privo di ambiguità.
&lt;p&gt;

Di fronte a questo quadro, non basta prendere atto, bisogna invece avere un atteggiamento critico verso la pretesa neutralità delle istituzioni internazionali, e soprattutto rifiutare la traduzione italiana di questo messaggio-ordine.

&lt;p&gt;
Il governo italiano, nella sua lettera, non ha inserito il contrasto alle mafie, non ha messo la patrimoniale, non ha inserito il taglio dei costi della politica, non ha voluto mettere la super tassa sui capitali rientrati con lo scudo fiscale tombale, dunque il governo italiano ha proposto misure classiste, punitive dell’interesse generale, ingiuste con i più deboli, a tutela degli interessi più forti, a partire da quelli del presidente del Consiglio che sarebbe particolarmente colpito dalla patrimoniale.
&lt;p&gt;

Non è vero, dunque, che non esistevano e non esistono alternative, più semplicemente sono state scartate perché non funzionali al blocco di destra che attualmente governa l’Europa e che, purtroppo, ha dato la peggiore prova proprio in Italia, dove la tragedia ha assunto spesso i toni della farsa.
&lt;p&gt;

In ogni caso semmai dovessero portare nelle aule della Camera misure di questa natura, compresa l’abolizione dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori e la truffa del risultato referendario, con la vendita dei beni comuni, non darò mai un voto favorevole, chiunque lo chieda, perché ci sono valori e beni comuni che non si possono svendere, chiunque lo chieda, sia essa l’Europa, sia esso chiunque altro.&lt;br /&gt;

Punto e basta!&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2011/10/28/giuseppe-giulietti-il-centrosinistra-e-il-dovere-di-criticare-i-diktat-delleuropa/&quot;&gt;blog-micromega&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>SERGIO GAETANO COFFERATI: Una risposta ideologica</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/10/28/sergio-gaetano-cofferati/una-risposta-ideologica/617790"></link>
  <updated>2011-10-28T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>617790</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
C'è da chiedersi, preoccupati, quale sia la ragione per la quale il vertice delle istituzioni europee ha apprezzato la lettera d'intenti che il governo italiano ha loro inviato nei giorni scorsi. 
&lt;p&gt;Credo che l'accettazione nasca da due motivi. Il primo è quasi banale, il governo italiano ha fissato quasi sotto dettatura delle scadenze alle azioni che annuncia. I vertici europei che gli hanno posto come dirimente la certezza dei tempi attuativi delle presunte riforme non potevano che apprezzare. Poco importa se alcuni dei tempi fissati appaiono di pura fantasia. Basterebbe leggere quelli scelti per risolvere il problema del divario nord-sud o quelli sulla riduzione dei costi e dei prezzi dei servizi. 
&lt;p&gt;Problemi complessi o addirittura storici, ignorati per l'intera legislatura, che dovrebbero essere risolti all'istante.
&lt;p&gt;
In pari tempo, ed è la seconda ragione a mio parere dell'apprezzamento della lettera, il governo italiano sposa appieno la linea del Consiglio europeo suggerita energicamente da Merkel e Sarkozy di agire «per la stabilità finanziaria senza crescita». 
&lt;p&gt;Dunque il nostro governo si conferma, purtroppo, condizionato pesantemente e privo della necessaria autonomia per agire positivamente anche nel contesto europeo.
&lt;p&gt;
Il documento/lettera del governo Berlusconi è la somma di intenzioni a volte roboanti a volte minimaliste, sempre mirate però a confermare quella che è diventata una vera e propria ideologia: l'idea che la crescita sia prodotta automaticamente dal mercato e che i governi si devono sostanzialmente occupare del debito e del suo controllo.
&lt;p&gt; I grandi avvenimenti di questi anni hanno dimostrato che il controllo del debito è fondamentale ma per nulla sufficiente a evitare crisi e a stimolare crescita (come bene sanno tutti i paesi del G8 che sono stati colpiti dal 2008 ad oggi dagli effetti dello tsunami finanziario partito dagli Stati uniti).
&lt;p&gt;
Ma nel documento c'è un'altra e più grave mistificazione:&lt;br /&gt;
 quella che attribuisce alla possibilità di licenziare da parte delle imprese lo stimolo alle stesse per assumere, prescindendo da qualsiasi relazione con le dinamiche economiche o organizzative. È così che si cerca di chiudere il cerchio. 
&lt;p&gt;Con l'articolo 8 si è introdotta la possibilità di derogare dall'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori assegnando la deroga vergognosamente alle parti sociali. 
&lt;p&gt;Ora si passa direttamente ai licenziamenti collettivi, cercando di nobilitarli senza ritegno come leve per la crescita economica. Mi auguro che le forze politiche, non solo quelle dell'opposizione, e i sindacati contrastino efficacemente questo tentativo e questa assurda ideologia.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=164YEW&quot;&gt;il manifesto&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Pier Ferdinando CASINI: La lettera di Berlusconi alla UE «È il libro dei sogni»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/10/26/pier-ferdinando-casini/la-lettera-di-berlusconi-alla-ue-%C2%AB%C3%A8-il-libro-dei-sogni%C2%BB/617694"></link>
  <updated>2011-10-26T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>617694</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: UDC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Tante buone intenzioni, il libro dei sogni. Ci sono tante cose ragionevoli che non si capisce perchè non siano state fatte negli ultimi quattro anni. È un decalogo delle buone intenzioni, molte delle quali condivisibili ma che, visto lo stato della maggioranza e della credibilità del governo restano delle buone intenzioni».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/11_ottobre_26/reazioni-lettera_7f92b718-0004-11e1-9c44-5417ae399559.shtml&quot;&gt;corriere.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Paolo FERRERO: 15 ottobre: Una Manifestazione Costituente</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/10/15/paolo-ferrero/15-ottobre-una-manifestazione-costituente/617314"></link>
  <updated>2011-10-15T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>617314</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Oggi saremo così tanti in piazza da non riuscire ad incontrarci. Per questo colgo l’occasione per salutarvi e augurarvi buona manifestazione a tutti e tutte.

&lt;p&gt;
Quella di oggi non è una manifestazione normale. Non solo perché ha una dimensione internazionale o perché cade in un momento assai particolare della vita politica del paese con lo spettacolo indecoroso del governo Berlusconi che ci proponiamo di cacciare il prima possibile per andare ad elezioni anticipate.

&lt;p&gt;
La manifestazione di oggi è l’occasione da cui partire per costruire un movimento di massa contro la gestione capitalistica della crisi. Contro il neoliberismo pornografico di Berlusconi come contro quello austero della Banca Centrale Europea. Questo e non altro è la posta in gioco oggi. Non si tratta ancora di una realtà, si tratta di una possibilità a cui allude il giusto slogan “i vostri debiti non li paghiamo”. Una possibilità necessaria per costruire l’alternativa alla barbarie che stanno costruendo le classi dirigenti.
&lt;p&gt;

La manifestazione di oggi è una manifestazione politica alla massima potenza: è una manifestazione costituente. Costituente di un movimento di massa contro la gestione capitalistica della crisi e questo capitalismo finanziario che distrugge i diritti dei popoli.

&lt;p&gt;
Dopo oltre tre anni di crisi del capitalismo neoliberista le classi dominanti – in particolare quelle europee – hanno scelto di agire estremizzando a dismisura le politiche che ci hanno portato alla crisi. Come un’autista ubriaco che rischiando di andare a schiantarsi contro un muro, invece di frenare o girare lo sterzo acceleri con determinazione. Le classi dominanti non si pongono il problema di uscire dalla crisi ma semplicemente di salvaguardare i loro privilegi scaricando i costi della crisi sulla classe lavoratrici e popolazioni, distruggendo diritti e democrazia. Questa scelta non solo aggrava la crisi economica ma produce una vera e propria crisi di civiltà. La Grecia, su cui si stanno facendo le prove generali - come in un immenso laboratorio a cielo aperto gestito da scienziati irresponsabili - sta vivendo una vera e propria regressione sociale, in cui la rapidità del peggioramento delle condizioni di vita assume i caratteri della barbarie.
&lt;p&gt;

Di fronte a questa scelta di fondo delle classi dominanti, la politica istituzionale e è afasica o consenziente. Se la destra gestisce direttamente, il centro sinistra subisce l’offensiva e non è in grado di prospettare alcuna alternativa. Balbetta stretta tra l’adesione alla vulgata costruita in trent’anni di neoliberismo imperante e alcuni lodevoli tentativi di percorrere sentieri diversi. Non è dal livello istituzionale così com’è oggi configurato che può venire una risposta, come dimostra l’approvazione in sede di parlamento europeo delle draconiane direttive contenute nel cosiddetto “Six Pack” (votate anche dall’Italia dei Valori) o dalla disponibilità del PD ad inserire il pareggio di bilancio in Costituzione.

&lt;p&gt;
Occorre quindi costruire un movimento di massa che sia in grado di contrastare il carattere eversivo – sul piano sociale quando sul piano democratico e istituzionale - della risposta alla crisi delle classi dominanti. La costruzione del movimento coincide con la prospettazione di una alternativa di società, con la costruzione di un senso comune capace di produrre lotte ma anche risposte concrete, qui ed ora.

&lt;p&gt;
Affinché sia possibile aprire questa fase costituente sono a mio parere necessari alcune scelte di fondo:&lt;br /&gt;


In primo luogo la scelta di dare carattere permanente al movimento stesso. &lt;a href=&quot;http://www.liberazione.it/news-file/Il-discorso-di-Naomi-Klein-a-WallStreet---Vi-amo-.htm&quot;&gt;&lt;b&gt;Naomi Klein, in uno splendido intervento&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;, individua giustamente nel carattere stabile, non episodico del movimento la sua caratteristica fondante. Occorre lavorare a fondo su questa prospettiva. Occorre quindi porsi l’obiettivo di strutturare il movimento in forme democratiche, a partire dai territori. Affinché questo sia possibile è opportuno fare chiarezza sul rapporto tra il movimento e la politica. Oggi il movimento è sospeso tra il rifiuto dei partiti e il rischio di essere utilizzato – una volta ancora – come bacino elettorale per questa o quella operazione politica. 
&lt;p&gt;Io penso che occorra proporre una modifica radicale di questa situazione. Il punto è la scelta consapevole che il movimento si costruisca in piena autonomia dal quadro politico, che sia in grado di fare politica proprio perché non è piegabile a secondi fini non dichiarati. Faccio queste affermazioni auto criticamente – perché anche noi abbiamo contribuito alla disgregazione del movimento di Genova - e le faccio a positivo guardando alla migliore stagione del sindacato italiano. 
&lt;p&gt;Il sindacato dei consigli ha saputo essere unitario e soggetto politico a pieno titolo proprio quando ha affermato la sua piena autonomia. Questo non significa che i partiti non devono stare nel movimento come qualsiasi altra associazione ma che il movimento deve avere una sua dimensione propria, non una sommatoria ma una costituente per l’appunto. Noi abbiamo parlato di Costituente dei beni comuni e del lavoro. Il problema non è il nome ma la sostanza del processo a cui dobbiamo lavorare.

&lt;p&gt;
Questo è tanto più importante perché oggi – nelle condizioni date - non esiste uno sbocco politico immediato che possa rispondere a pieno alle istanze che il movimento pone. La costruzione di una cultura, di un progetto, di una pratica rivendicativa, di forme di mutualismo e di solidarietà sono quindi dati necessari per durare e costruire una prospettiva storica. 
&lt;p&gt;Il movimento operaio che abbiamo conosciuto nel dopoguerra si è costruito nello sviluppo capitalistico in una sintonia tra il trascorrere del tempo e la possibilità di migliorare le condizioni di vita. 
&lt;p&gt;Il movimento che dobbiamo costruire oggi, questo nuovo movimento operaio, si deve costruire nella crisi, in un contesto in cui non esiste una possibilità di affidarsi al corso delle cose per determinare un miglioramento. Quello della crisi non è l’età del progressismo ma dell’alternativa tra socialismo o barbarie. Per questo è così rilevante la messa ala centro della democrazia dal basso e della generalizzazione di pratiche di partecipazione e di democrazia. In una fase in cui gli interessi delle classi dominanti cozzano platealmente con gli interessi della larga maggioranza della popolazione, la democrazia non è solo procedura ma forma in cui vive il conflitto e la costruzione del blocco sociale dell’alternativa.
&lt;p&gt;

Buona manifestazione quindi a tutti e tutte, il lavoro comincia domani.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.controlacrisi.org/notizia/Politica/2011/10/15/16480-paolo-ferrero-una-manifestazione-costituente-editoriale-di/&quot;&gt;controlacrisi.org&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Flavio TOSI: Un ciclo si è chiuso basta con il Cavaliere</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/09/11/flavio-tosi/un-ciclo-si-%C3%A8-chiuso-basta-con-il-cavaliere/609297"></link>
  <updated>2011-09-11T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>609297</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Verona (VR) (Partito: Lega) - Consigliere  Consiglio Comunale Verona (VR)- Consigliere  Consiglio Comunale Verona (VR) (Lista di elezione: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Un ciclo è concluso. La cosa migliore sarebbe che Silvio Berlusconi decidesse di farsi da parte. Ma non nel 2013: il prima possibile». Flavio Tosi, sindaco di Verona e leghista che non teme di dire quel che pensa, non è soddisfatto della manovra ma, soprattutto, si dice preoccupato per «la crisi di fiducia». Quali le colpe del premier? «La gestione della Finanziaria è stata piuttosto ondivaga. Se come sindaco io avessi un problema serio di bilancio mi assumerei tutte le responsabilità del caso. Senza pregiudizi: no alla patrimoniale, no al contributo di solidarietà in quanto &quot;roba da comunisti&quot; è un modo di pensare datato e che soprattutto non tiene conto della gravità del momento. Tra l' altro, credo che un' impostazione del genere, oltre che la più efficace, sarebbe anche la più comprensibile per i più abbienti. E prima ancora, ci sono stati diversi errori». Per esempio? «Il referendum. Il suo appello al non voto ha spinto molti, soprattutto nel centrodestra, a correre alle urne. Le elezioni di Milano... La realtà è che un tempo Berlusconi vinceva da solo le campagne elettorali con lampi di genio e un' inventiva straordinaria. Oggi, quel ciclo pare concluso. E la crisi di fiducia gravissima che la politica sta attraversando richiede una svolta vera. E rapida. Non possiamo consentirci il lusso di aspettare il 2013». Elezioni? Governo tecnico? «Ma no. Le elezioni adesso sarebbero una cosa da pazzi. Mentre i governi degli unti del signore che volano tre metri sopra il cielo e ci spiegano come si governa senza averlo mai fatto, non mi hanno mai convinto. No, ci vorrebbe una svolta dentro la stessa maggioranza». Il famoso passo indietro del Cavaliere? «Sarebbe, credo, la cosa migliore. Che tra l' altro penso potrebbe portare alla maggioranza nuovi consensi». Pensa a Casini? «Penso sia il momento di scelte coraggiose. Per esempio sulla spesa pubblica dello Stato centrale, Berlusconi questo coraggio non l' ha avuto. Qui è necessario un piano di riforme e di dismissioni senza precedenti. Se no, tra due mesi arriverà la manovra tris. Ma questo sforzo straordinario di credibilità deve coinvolgere tutto il Paese, tutte le forze politiche. Riforme di questa portata non possono essere fatte a colpi di maggioranza. Soltanto che, per come Berlusconi ha impostato i rapporti, mi pare difficile che con lui questo possa avvenire». Insomma, anche lei è tra coloro che ritengono probabile un' altra manovra ancora? «Ma sì. Perché prevede poche misure strutturali. Senza misure che tagliano la spesa, copri semplicemente il buco. Se invece la spesa la tagli, avrai anche le risorse per far ripartire il Paese. Una cosa è certa: non si può tirare a vivacchiare per un anno e mezzo»&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://archiviostorico.corriere.it/2011/settembre/11/Tosi_ciclo_chiuso_basta_con_co_8_110911019.shtml&quot;&gt;archiviostorico.corriere.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Anna FINOCCHIARO: «Ottimisti sul quorum. E questa volta il governo dovrà dimettersi»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/06/anna-finocchiaro/%C2%ABottimisti-sul-quorum-e-questa-volta-il-governo-dovr%C3%A0-dimettersi%C2%BB-intervista/582732"></link>
  <updated>2011-06-06T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>582732</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Si vota su temi vicini alla vita delle persone e che allo stesso tempo definiscono pienamente il profilo politico dell'esecutivo. Ma il referendum resti fuori dalla contesa politica, giusto evitare simboli di partito&quot;.
&lt;p&gt;Né simboli di partito né leader politici sul palco della manifestazione che venerdì a Roma chiude la campagna contro nucleare, privatizzazione dell`acqua e legittimo impedimento? &quot;Va benissimo&quot;, dice Anna Finocchiaro. «È giusto che il referendum sia lasciato fuori dalla contesa partitica». Però, dice anche la capogruppo del Pd al Senato ridendosela di chi (leggi Berlusconi) sostiene che il voto amministrativo non ha valore politico, che la consultazione di domenica e lunedì è inutile e che comunque per il governo nulla cambia, &quot;se al referendum gli elettori si esprimeranno in maniera netta contro tre capisaldi dell`azione del governo Berlusconi, ci saranno inevitabilmente delle conseguenze politiche&quot;. 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Cioè, il governo si dovrà dimettere?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«Per noi si sarebbe già dovuto presentare dimissionario. È chiaro che se dopo le amministrative arriverà dagli elettori un altro segnale di richiesta di cambiamento, non potranno continuare a fare finta di niente». 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Però il rischio di non raggiungere il quorum è molto alto, non crede?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«È vero che non viene raggiunto da 16 anni, ma stavolta sono ottimista».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Per quale motivo?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«Intanto, perché si vota su argomenti molto vicini alla vita quotidiana delle persone. E poi perché nucleare, acqua pubblica e legittimo impedimento rappresentano tre caratteristiche che definiscono pienamente il profilo politico del governo Berlusconi. E se tanto mi dà tanto, l`impegno dimostrato alle elezioni amministrative e l`orientamento di voto che ne è emerso dovrebbero confermarsi».
&lt;p&gt; 
&lt;b&gt;Questo per la vittoria dei Sì, ma che c`entra con la questione se andranno o meno a votare il 50% più uno degli elettori?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«Nel voto amministrativo gli italiani hanno riscoperto la vocazione autentica legata all`elezione diretta di sindaci e presidenti di Provincia. L`ho visto anche facendo campagna elettorale, è come se gli elettori, che hanno subito una legge per le politiche che ha tolto loro la possibilità di chiedere conto degli eletti, ora abbiano più voglia di partecipare attivamente alle scelte che li riguardano. E questo si è visto in modo ancora più accentuato ai ballottaggi. Quando Bersani dice che il rimescolamento tra l`elettorato del centrosinistra e quello delle forze moderate c`è già stato allude anche a questo. Gli elettori hanno dimostrato di essere spesso più avanti dei partiti, meno politicisti e più politici. E questo insieme di fattori potrebbe essere determinante per far raggiungere il quorum».
&lt;p&gt; 
&lt;b&gt;Potrebbe essere determinante anche la presenza o meno dei quesito sul nucleare, visto che il governo ha presentato un nuovo ricorso alla Corte costituzionale.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«La Consulta deciderà in totale autonomia e l`accanimento del governo nel tentare di evitare il giudizio popolare sul nucleare la dice lunga sul timore che hanno delle urne. Le furbate comunque non saranno sufficienti a salvare una maggioranza che non c`è più». 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;I comitati referendari chiedono di non politicizzare questa battaglia e anche di evitare simboli e leader di partito sul palco della manifestazione che venerdì chiude la campagna.&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«È giusto che il referendum sia lasciato fuori dalla contesa partitica e va benissimo se alla manifestazione si va senza simboli di partito. Dopodiché, se un partito vuole mobilitare i suoi dirigenti, i suoi militanti, i suoi simpatizzanti, direi che non solo è normale ma è un bene per tutti. Soprattutto di fronte a un`informazione che spesso è carente, se non mistificante». 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Giusto non politicizzare, dice, però ha detto anche che se il referendum passa ci saranno conseguenze politiche.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Non si tratta di una contraddizione. Se viene bocciata la politica energetica del governo, se viene respinta l`idea che si possano approvare leggi che vanno contro il principio costituzionale che la legge è uguale per tutti, che è il cuore del berlusconismo, non possono non esserci conseguenze politiche».
&lt;p&gt; 
&lt;b&gt;Dovesse dimettersi questo governo, quale scenario definisce auspicabile?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«Se si verificheranno le condizioni per un nuovo governo che cambi la legge elettorale bene, anche se non credo che il Pdl sia nelle condizioni di volerlo e poterlo fare, altrimenti si vada subito al voto. Aggiungo, pensando alla percentuale di parlamentari elette, che noi non dovremmo neanche prendere in considerazione un disegno di riforma elettorale che non abbia al proprio interno un meccanismo chiaro ed efficace di ríequilibrio della rappresentanza». 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Tra le ipotesi post-dimissioni non mette un diverso governo di centrodestra che faccia anche &quot;una manovra economica equa&quot;, col Pd che si prenda anche &quot;una quota di responsabilità&quot;, per dirla con D`Alema?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; 
«Prima Berlusconi si dovrebbe togliere di mezzo, è impossibile per il Pdl. Non è nella loro natura farlo».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Neanche con Alfano segretario?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«Ma di cosa stiamo parlando? Quello è solo un balletto. Io ancora non ho capito se è già stato nominato, se l`incarico gli verrà ratificato da un organismo democratico, se Berlusconi lo investirà poggiandogli lo spadone sulla spalla. Così come mi fanno ridere ora che parlano di primarie». 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;E voi? Dice che siete più credibili ora come alternativa di governo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; 
«Non lo dico io, lo dicono i voti e i sondaggi. Il Pd è il più grande partito di opposizione, senza di noi non si va da nessuna parte. Presenteremo un programma di governo e ragioneremo con chi ci sta, cercando con le altre forze consonanze che non lascino angoli bui. Dobbiamo assolutamente evitare di rifare l`Unione. Dobbiamo definire 10 punti programmatici e assumere un impegno di responsabilità».
&lt;p&gt; 
&lt;b&gt;E le primarie per scegliere la leadership? Secondo Vendola vanno fatte subito.&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«Le primarie le abbiamo inventate noi, non siamo mai stati contrari, e il nostro candidato ce l`abbiamo. Ma prima dobbiamo lavorare al programma. Nella nostra Repubblica il candidato premier rappresenta un programma, non è il programma che rappresenta il candidato premier».
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=10X6DC&quot;&gt;l'Unità - Simone Collini&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Andrea AUGELLO: «Pdl, è l'ora delle primarie»  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/03/andrea-augello/%C2%ABpdl-%C3%A8-lora-delle-primarie%C2%BB-intervista/582451"></link>
  <updated>2011-06-03T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>582451</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PdL) -  Sottosegretario  Pubblica amministrazione e innovazione (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;«Pdl, è l'ora delle primarie» 
03 Giugno 2011 - 08.44 
La ricetta di Andrea Augello per rilanciare il partito del Cav.
di Alessio Garofoli
Era indicato come finiano. Eppure nel momento difficile del divorzio è rimasto nel Pdl, come l’amico storico Gianni Alemanno, sindaco di Roma. Ma il sottosegretario alla Funzione pubblica Andrea Augello, ex missino dalla spiccata propensione politica, non ha mai rinunciato a dire la sua, spesso in controtendenza. E ora che il suo partito è andato a sbattere contro il cemento ai ballottaggi, rilancia: servono un congresso, primarie, radicamento sul territorio e una nuova legge elettorale. 
 
DOMANDA. Lei è visto come l’artefice delle vittorie di Alemanno e Polverini: stavolta che vi è successo?
RISPOSTA. &lt;b&gt;La sconfitta dipende da diversi motivi che hanno fatto massa critica. In primo luogo finora il governo, unico in Europa, non aveva pagato la crisi. Poi c’è stata la campagna giudiziaria contro Berlusconi, che ha pesato&lt;/b&gt;.
D. Tutto qui?
R. &lt;b&gt;No. A Milano e Napoli i due candidati, pur degni di stima, andavano bene in una situazione normale: ma in un momento negativo non sono stati in grado di ribaltare il trend.&lt;/b&gt;
http://www.lettera43.it/politica/17762/pdl-e-ora-delle-primarie.htm&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.lettera43.it/politica/17762/pdl-e-ora-delle-primarie.htm&quot;&gt;www.lettera43.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Daniela Melchiorre: «Io sono incompatibile con questo governo. Volo alto, altri strisciano»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/30/daniela-melchiorre/%C2%ABio-sono-incompatibile-con-questo-governo-volo-alto-altri-strisciano%C2%BB-intervista/582564"></link>
  <updated>2011-05-30T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>582564</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Chi non è abituato ad avere a che fare con una donna con le palle, gioca a massacrarmi».
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Onorevole Daniela Melchiorre, davvero si è dimessa perché voleva fare il viceministro?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Assolutamente no. Mi sono dimessa perché ho fatto il mestiere di magistrato con orgoglio e con onore. Pensavo di poter dare al governo il mio piccolo contributo, invece ho capito di essere incompatibile».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;I suoi ex colleghi di maggioranza dicono che la nomina a sottosegretario le stava stretta.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«In un Paese in cui l'istituto delle dimissioni non è contemplato ho fatto un gesto forte, un gesto di dignità. E chi non è abituato ad avere a che fare con una donna con le palle, gioca a massacrarmi».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Perché non ha mai preso possesso del suo incarico?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Ho assunto una posizione molto cauta perché volevo aspettare il primo Consiglio dei ministri».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Per vedere se arrivavano le deleghe a viceministro?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Questo non sta né in cielo né in terra. Ho aspettato perché volevo vedere se Berlusconi avrebbe posto l'economia al centro dell'agenda. Invece ha cominciato a parlare dei magistrati come di un cancro da estirpare e dentro di me c'è stato un black out. Mi sono presa un sabbatico per riflettere, mai avrei potuto immaginare questo scatenamento...».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Da sempre Berlusconi attacca le toghe, non se n'era accorta?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Un conto è pianificare una riforma della giustizia, altro è insultare i magistrati e delegittimarli davanti al mondo. Come potevo immaginare che Berlusconi sarebbe arrivato a tanto? Quel che ha fatto davanti a Obama e ai grandi della Terra è inaccettabile, incredibile. Che tristezza, che desolazione».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il centrodestra rischia di esplodere. State maturando un altro cambio di casacca?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Questi sei passaggi di cui si parla non ci sono mai stati. Io sono sempre stata liberaldemocratica e sono orgogliosa della nostra piccola forza, piena di dignità. Non accettiamo analisi del sangue, la nostra posizione non è mai cambiata».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Cosa farete dopo i ballottaggi, tornerete con Casini e Fini?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Non ho parlato con nessuno, Italo Tanoni e io rimarremo nel gruppo misto. Sui ballottaggi non mi pronuncio, ma nessuno può dire cosa succederà dopo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Nello staff del premier sperano di farla restare promuovendola viceministro.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Berlusconi non mi ha mai chiamata, neanche mezza telefonata».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;C'è chi dice che abbiate già deciso di votare con il centrosinistra...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Io ho preso questa decisione da sola e me ne assumo la responsabilità, anche di fronte alla direzione dei Liberaldemocratici. Se non saranno d'accordo, lascerò la presidenza. L'esito di questa vicenda non è scontato».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;I Responsabili vi danno dei «ricattatori»...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Nella mia vita ho sempre volato alto. Queste cose riguardano gente abituata a strisciare».
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/11_maggio_29/melchiorre-intervista-guerzoni_809077fc-89c3-11e0-876c-02d907656fb0_print.html&quot;&gt;Corriere.it - Monica Guerzoni&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Istat: situazione drammatica</title>
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  <updated>2011-05-23T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>572797</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La situazione dell'Italia fotografata dall'Istat è ''drammatica'' e gli italiani lo devono tenere ''presente'' anche nei ballottaggi per le amministrative. Lo afferma &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, capogruppo del Pd alla Camera, parlando con i giornalisti a margine della presentazione del suo libro 'Daccapo' alla Feltrinelli di Firenze.
&lt;p&gt;

''Se queste cose - sottolinea &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt;, commentando i dati diffusi oggi dall'Istat su disoccupazione e povertà - le diciamo noi esponenti dell'opposizione, ci può essere il sospetto che siano materia di polemica politica. Quando sono numeri e istituti di studi imparziali che descrivono con la freddezza delle cifre come sia drammatica la situazione nel nostro Paese, c'è di che preoccuparsi. Spero che gli italiani tengano presente anche nel voto di domenica dove ci hanno portato questi tre anni di governo Berlusconi''.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/news-ISTAT__FRANCESCHINI__SITUAZIONE_DRAMMATICA_ITALIANI_LO_TENGANO_PRESENTE-1019924-POL-1.html&quot;&gt;Asca&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Paolo FERRERO: Fincantieri, 2551 esuberi: «Governo irresponsabile, ora intervenga»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/23/paolo-ferrero/fincantieri-2551-esuberi-%C2%ABgoverno-irresponsabile-ora-intervenga%C2%BB/572796"></link>
  <updated>2011-05-23T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>572796</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
«Il piano industriale di Fincantieri, con la previsione di 2551 esuberi e la chiusura di stabilimenti strategici, è inaccettabile. Il Governo, che ha la responsabilità gravissima di non aver messo in campo alcuna politica industriale, intervenga immediatamente. Siamo al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori e sosterremo ogni iniziativa di mobilitazione». 
&lt;p&gt;Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.controlacrisi.org/joomla/index.php?view=article&amp;catid=36&amp;id=14744&amp;tmpl=component&amp;print=1&amp;layout=default&amp;page=&amp;option=com_content&amp;Itemid=68&quot;&gt;controlacrisi.org&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Antonio BORGHESI: DLgs. Omnibus: &quot;Con fiducia schiaffo al Parlamento e ai cittadini''.</title>
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  <updated>2011-05-19T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>572707</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
''Se sara' confermata, come previsto, la fiducia al Dl Omnibus il governo e questa maggioranza saranno responsabili dell'ennesimo schiaffo al Parlamento e ai cittadini''. 
&lt;p&gt;Lo afferma Antonio Borghesi, vice capogruppo Idv alla Camera.
&lt;p&gt;

''Blindare questo provvedimento - spiega Borghesi - e' la prova che l'esecutivo ha paura di affrontare il voto dell'aula su un decreto che, di fatto, mette le mani in tasca ai cittadini, aumentando il prezzo benzina, porta a termine la truffa del governo per aggirare il referendum sul nucleare e favorisce l'azienda del presidente del consiglio a danno delle piccole emittenti locali. 
&lt;p&gt;Per fortuna i cittadini italiani hanno capito l'inganno che il premier e la maggioranza hanno messo in atto e il 12 e 13 giugno daranno la spallata definitiva a questo governo''.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/news-DL_OMNIBUS__BORGHESI%28IDV%29__CON_FIDUCIA_SCHIAFFO_A_CITTADINI_E_PARLAMENTO-1019034-ORA-.html&quot;&gt;Asca&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>DELIA MURER: “Il Governo cancella migliaia di posti di lavoro”</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/19/delia-murer/%E2%80%9Cil-governo-cancella-migliaia-di-posti-di-lavoro%E2%80%9D/572518"></link>
  <updated>2011-05-19T00:00:00Z</updated>
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  <id>572518</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“E’ paradossale che il Governo, in un momento di così dura crisi economica, provochi la perdita di migliaia di posti di lavoro”. Lo dichiara Delia Murer, deputata del Pd, che oggi alla Camera ha presentato una interrogazione urgente al Ministro dell’istruzione Gelmini sulla vertenza dei lavoratori degli appalti nelle pulizie delle scuole.
&lt;p&gt;
“La protesta si sta inasprendo –continua la deputata veneziana -; la scelta del Ministero di rimodulare gli appalti storici, tagliando buona parte dei finanziamenti, sta provocando uno stato di grave crisi in molte imprese che, ovviamente, tagliano posti di lavoro. Molte di esse sono cooperative sociali, che hanno avviato al lavoro soggetti svantaggiati. Dal Governo, fino ad oggi, sono arrivate risposte insufficienti. Mancano i soldi, i tagli sono drammatici. Mi chiedo come sia possibile che per una chiara scelta del Governo vengano tagliati migliaia di posti di lavoro, in un momento in cui la crisi economica incide moltissimo sulle famiglie e in cui ci si aspetterebbero dal Governo interventi per contenere la perdita del lavoro invece che produrne a sua volta”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticovenezia.org/newsite/?p=750&quot;&gt;partitodemocraticovenezia.org&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Antonio BORGHESI: Così Berlusconi prende in giro le Forze dell’Ordine: 25 euro una tantum non pensionabili! </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/04/antonio-borghesi/cos%C3%AC-berlusconi-prende-in-giro-le-forze-dell%E2%80%99ordine-25-euro-una-tantum-non-pensionabili/572708"></link>
  <updated>2011-05-04T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>572708</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Le Forze dell’Ordine e della Sicurezza da tempo attendono alcuni provvedimenti di natura retributiva e contrattuale.
&lt;p&gt;

Il ritardo inusitato del governo ha scatenato da tempo le proteste dei Sindacati di Polizia (tutti) che alla fine si sono presentati ad Arcore accerchiando la villa del premier.

&lt;p&gt;
“Dall’approvazione della manovra finanziaria, nell’agosto del 2010 – spiegano gli organizzatori della manifestazione in una nota congiunta – il Governo ha assunto, in svariate occasioni e in modo ufficiale e ufficioso, l’impegno ad adottare provvedimenti di tutela della specificità del comparto sicurezza e del soccorso pubblico del nostro Paese, ma ognuno di questi impegni è stato puntualmente disatteso&quot;.

&lt;p&gt;
Berlusconi non ha potuto fare a meno di uscire e, da piazzista quale è, ha fatto precise promesse ai manifestanti, come potete sentire direttamente dalla sua viva voce.

&lt;p&gt;
“Vi prometto gli aumenti. Avete il mio impegno, questa cosa la faccio, ma la voglio fare non in modo traumatico, ma con il consenso e quindi al prossimo Consiglio dei ministri presenterò questo progetto che sia io, sia il ministro Maroni, sia il ministro La Russa, siamo assolutamente intenzionati a far passare”. 
&lt;p&gt;Ed ha poi aggiunto “So tutto. Lasciatemi qualche giorno di tempo e lo facciamo ormai ho un’età avanzata e non ho mai mancato ad una parola. Non volete mica che manchi la parola con le forze dell’ordine che sono quelle che ci devono sostenere più di tutti e che devono collaborare di più con l’esecutivo in questo momento con tutti questi sbarchi”.

&lt;p&gt;
Era il 14 marzo scorso. “Detto e fatto”. “Ghe pensi mi!”. &lt;br /&gt;
La Camera dei Deputati ha approvato ieri il provvedimento seguito alla promesse di Berlusconi. Risultato: in media 25 euro una tantum e neppure pensionabili. Per farlo hanno anche azzerato un Fondo presente in bilancio e che era destinato “al riordino delle carriere del comparto sicurezza”.

&lt;p&gt;
Come dire che questo schifo di mancia una tantum se la sono pure pagata i destinatari del provvedimento.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.antonioborghesi.it/index2.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=388&amp;pop=1&amp;page=0&amp;Itemid=1&quot;&gt;antonioborghesi.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: La responsabilità di non votare oggi è della presidenza</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/04/07/dario-franceschini/la-responsabilit%C3%A0-di-non-votare-oggi-%C3%A8-della-presidenza/559664"></link>
  <updated>2011-04-07T00:00:00Z</updated>
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  <id>559664</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;La responsabilita' di non votare oggi e di rinviare alla settimana prossima e' tutta della presidenza, evidentemente su richiesta di altri gruppi&quot;. &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, prendendo la parola in aula, ha criticato la scelta di far slittare il voto finale alla Camera sul processo breve. Il capogruppo del Pd ha sottolineato la formula usata dal presidente della Camera annunciando la decisione: &quot;Sentiti i gruppi parlamentari&quot;. Una formula &quot;comprensibilmente ambigua&quot;, ha detto &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt; evidenziando il dissenso del Pd. &quot;E' la seconda settimana che non si vota, proveremo a fare in modo che la prossima sia la terza&quot;, ha detto l'esponente del Pd.

&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://youtu.be/Y9RunQUitPc&quot;&gt;&lt;b&gt;Video dell'intervento di Dario Franceschini&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://youtu.be/Y9RunQUitPc&quot;&gt;Adnkronos&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Emma BONINO: Né vittimismi né allarmismi  per affrontare l'emergenza</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/04/06/emma-bonino/n%C3%A9-vittimismi-n%C3%A9-allarmismi-per-affrontare-lemergenza/559653"></link>
  <updated>2011-04-06T00:00:00Z</updated>
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  <id>559653</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) - Vicepres. Senato  &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Caro direttore,&lt;br /&gt;


affermo in tutta tranquillità che, per ignoranza o per calcolo, il governo ha creato il «dramma» Lampedusa invece di governare il problema in piena legalità (e umanità). Oscillando tra allarmismo e vittimismo, minacce di crisi di governo e dichiarazioni tanto sguaiate quanto irresponsabili di autorevoli ministri, il governo ha ignorato e violato due strumenti che aveva a disposizione per fronteggiare in maniera incisiva la crisi degli sfollati nel Mediterraneo.
&lt;p&gt;

Il primo è la direttiva 55/2001 emanata dall’Europa dopo la crisi umanitaria del Kosovo nel 1999. E’ intitolata: «Norme minime per la concessione della protezione temporanea in caso di afflusso massiccio di sfollati e sulla promozione dell’equilibrio degli sforzi tra gli Stati membri che ricevono gli sfollati e subiscono le conseguenze dell’accoglienza degli stessi». Un titolo più calzante alla situazione di oggi è davvero difficile trovarlo. Ma lo è anche nei contenuti perché, con questa direttiva, sono regolate le norme minime per la concessione della protezione temporanea, che vale per un anno e può essere prorogata di un altro, massimo due. La condizione cessa quando è accertata la possibilità di un rimpatrio sicuro. La direttiva - di grande civiltà e buon senso, come si vede - è stata recepita nell’ordinamento nazionale nell’aprile 2003 e, tardivamente e obtorto collo, il governo si sta finalmente muovendo per la sua attivazione.

&lt;p&gt;
Il secondo risale addirittura al 1998. In base all’art. 20 del Testo unico delle leggi sull’immigrazione, analoghe misure di carattere eccezionale possono essere attivate a livello nazionale con decreto del presidente del Consiglio dei Ministri, anche senza una preliminare concertazione europea, per «rilevanti esigenze umanitarie, in occasione di conflitti, disastri naturali o altri eventi di particolare gravità in Paesi non appartenenti all'Unione europea».

&lt;p&gt;
Di che parliamo, dunque? Parliamo di un governo che ha volutamente ignorato gli strumenti normativi esistenti scegliendo, invece, di fare di Lampedusa un’orrenda vetrina mediatica da strumentalizzare per fini politico-elettorali. Così si è cinicamente scelto di bloccare a Lampedusa migliaia di persone lasciate per giorni senza la minima assistenza, a cominciare da adeguate strutture igieniche e sanitarie, con la palese volontà di esasperare la situazione, costringendoli a una pesantissima coabitazione forzata con gli abitanti dell’isola. A questo si è poi aggiunto l’inspiegabile ritardo di un controverso piano-regioni, con la previsione di tendopoli, senza i dovuti controlli come il caso Manduria ha ampiamente dimostrato. Il tutto, poi, accompagnato da un’assurda e immotivata polemica con i Paesi europei e con l’Ue. Da non tralasciare neppure il capitolo, anche questo poco edificante, della direttiva sui rimpatri del 2008 che non è stata attuata nell’ordinamento italiano entro il termine del 24 dicembre scorso. La principale responsabilità è del ministro Maroni che ha affermato che l’Italia non poteva trasporre la direttiva a causa del reato d’ingresso o permanenza irregolare di stranieri previsto dalla legge n. 94/2009 che, appunto, viola le disposizioni della direttiva, come confermano le numerose pronunce giurisdizionali e le questioni pregiudiziali inviate alla Corte di Giustizia dell’Ue. Sia quindi chiaro a tutti il vero motivo della mancata trasposizione finora. Ma c’è la possibilità di porvi rimedio poiché la legge comunitaria 2010 è tuttora all’esame della Camera dove è stata modificata con l’introduzione della norma sulla responsabilità civile dei magistrati: non ci vorrebbe nulla ad inserire anche il recepimento della direttiva sui rimpatri quando tornerà al Senato.
&lt;p&gt;

Se questo è il quadro della situazione ad oggi, occorre capire cosa intende fare il governo a partire da domani. Ed è opportuno fin d’ora avvertire che allontanamenti coercitivi e collettivi sono illegittimi, come stabilito dal Protocollo IV della Convenzione europea sui diritti dell’uomo, e che il blocco navale previsto dalla risoluzione 1973 dell’Onu ha lo scopo di far rispettare l’embargo su forniture al regime di Gheddafi e non di far da barriera a chi cerca di fuggire dalle zone di guerra. Insomma con tanto ritardo e tanti drammi evitabili, il governo deve «scoprire» che non c’è altra strada se non quella della protezione temporanea. Che non c’è altra strada, cioè, se non quella della legalità e dell’applicazione delle norme.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=YSR3M&quot;&gt;La Stampa&lt;/a&gt;</summary>
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