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  <title>Openpolis - Argomento: contraffazione</title>
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  <updated>2011-04-01T00:00:00Z</updated>
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  <title>MANES BERNARDINI: Combattere l'abusivismo commerciale</title>
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  <updated>2011-04-01T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>559617</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Porretta Terme (BO) (Lista di elezione: LISTA CIVICA) - Consigliere Regione Emilia Romagna (Lista di elezione: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Visitando i commercianti ambulanti della &quot;Piazzola&quot; di Bologna:“ Abbiamo esposto agli ambulanti gli emendamenti che noi abbiamo proposto al progetto di legge del Durc, che sono state recepite in Regione nella votazione per l’approvazione in aula – dichiara Bernardini -  Nel colloquio che abbiamo tenuto con gli operatori della Piazzola, abbiamo rilevato il timore per il continuo diminuire della presenza di commercianti italiani rispetto a quelli extracomunitari e la carenza di controlli sull’abusivismo nelle ore finali del mercato, che sono quelle dove si riscontra maggiormente il fenomeno – continua il Candidato a Sindaco – Chiediamo già da ora e sarà un punto della nostra azione di Governo della città, più controlli per la verifica del rispetto delle normative dettate dal Durc, più controlli per cercare di combattere l’abusivismo commerciale che si concentra nelle ore serali quando la presenza della polizia municipale è assente. – conclude Manes Bernardini - Chiediamo più controlli sugli ambulanti che espongono merce con marchi contraffatti, che risultano in continuo aumento provocando così grave danno all’attività commerciale regolare, con controlli in tutto l’arco temporale dello svolgimento del mercato”&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.gruppoleganorder.org/manes-bernardini/3858-viaggio-in-piazzola-a-bologna-del-candidato-a-sindaco-manes-bernardini-e-del-consigliere-regionale-mauro-manfredini.html&quot;&gt;Gruppo Lega Nord Emilia e Romagna&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Gabriele Delmonte: Fiera di S.Simone: troppi venditori abusivi!</title>
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  <updated>2010-10-29T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>547510</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Montecchio Emilia (RE) (Gruppo: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La Sezione Lega Montecchio Emilia ha appena protocollato presso il Comune di Montecchio Emilia un documento in cui interroga il Sindaco e gli assessori su alcuni irregolarità verificatesi nella giornata di domenica 24 Ottobre 2010 in concomitanza della fiera di S.Simone.

&lt;p&gt;
Gli interrogativi riguardano la presenza massiccia di venditori abusivi di merce contraffatta per le vie della città, ostacolando il normale flusso di persone e la normale operatività dei mezzi di soccorso e pronto intervento.

&lt;p&gt;
Agente scatenante di questa interrogazione è stato l’articolo della Gazzetta di Reggio del 24 Ottobre 2010, in cui il Comune e la Polizia Municipale della Val d’Enza, si facevano vanto delle operazioni di sequestro dei beni contraffatti eseguite nella giornata di Sabato 23 Ottobre e promettevano una battaglia forte e continua all’abusivismo e all’eventuale clandestinità dei venditori anche nelle giornate successive di fiera.

&lt;p&gt;
Niente di tutto questo è stato realmente fatto! Ad articolo pubblicato e pubblicità fatta il comune ed i vigili non hanno più mosso un dito per arginare il fenomeno dell’abusivismo commerciale. I venditori si sono adagiati sulle piste ciclopedonali delle principali vie di accesso alla fiera e da lì non si sono più mossi fino a sera.

&lt;p&gt;
Chiediamo quindi chi abbia inviato la dichiarazione ai giornali e perchè nessuna forza dell’ordine sia intervenuta pur notando il problema delle vendite abusive.

&lt;p&gt;
Non si può permettere che certe persone possano perseguire attività illecite con tutta tranquillità proprio a meno di 100 metri dalle forze di polizia! NON A MONTECCHIO EMILIA!!!
&lt;p&gt;

Gabriele Delmonte&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.centrodestramontecchio.com/wordpress/fiera-di-s-simone-troppi-venditori-abusivi.html&quot;&gt;www.centrodestramontecchio.com&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>LUCA ZAIA: Cfs e Icq scoprono un importante traffico di amarone contraffatto. Si applichi tolleranza zero.</title>
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  <updated>2009-09-12T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>417690</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione:  Ministro  Politiche Agricole e Forestali (Partito: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“L’operazione “Amarone ter” è un importante colpo messo a segno contro i falsificatori e i contraffattori di uno dei prodotti simbolo del made in Italy. Il Corpo Forestale dello Stato e l'Ispettorato centrale per il controllo della qualità dei prodotti agroalimentari (ICQ) dimostrano, ancora una volta, come il loro lavoro sia prezioso per tutelare i nostri prodotti dalle furberie di male intenzionati.”
&lt;p&gt;
Così il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Luca Zaia, commenta l’operazione “Amarone ter” con la quale nella giornata del 2 settembre 2009 nel Comune di Fara Novarese, Provincia di Novara, il Corpo forestale dello Stato dei comandi di Vicenza e Novara in collaborazione con l’ICQ Torino ha provveduto a effettuare dei sequestri di materiale attestante una vasta falsificazione a danno di uno dei più pregiati vini italiani: l’Amarone della Val Policella - Verona.

&lt;p&gt;
“Queste contraffazioni sono gravi perché, se non contrastate con il dovuto rigore, rischiano di minare la qualità del nostro export agroalimentare. La seconda fase della nostra politica della tolleranza zero – ha concluso Zaia - anche grazie all’impegno di Icq e Cfs, continua a dare i suoi frutti. Non permetteremo che pochi furbi squalifichino i nostri vini per i loro interessi con i loro piccoli imbrogli.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.agricolturaitalianaonline.gov.it/contenuti/attivita_ministro/italia/tolleranza_zero_zaia_cfs_e_icq_scoprono_un_importante_traffico_di_amarone_contraffatto&quot;&gt;Agricoltura italiana Online&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>MICHELE VIANELLO: Venezia. «I venditori abusivi dobbiamo poterli arrestare ed espellere, ma non serve l'esercito»  -  INTERVISTA</title>
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  <updated>2009-05-07T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>391173</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Vicesindaco  Comune Venezia (VE) (Partito: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;Cacciari non è disponibile per l’incontro con i venditori abusivi.
&lt;p&gt;

      Soltanto la linea dura può preservare Venezia dall’assalto quotidiano della nuova generazione dei venditori abusivi, quasi tutti clandestini, che hanno trasformato in una kasba a cielo aperto alcune zone della città, quelle a più alta densità turistica. A dirlo non è un amministratore leghista, ma il vicesindaco Michele Vianello, l’esponente della giunta Cacciari che più si è esposto nella quasi impossibile impresa di arginare una marea inarrestabile. Al punto che in centro storico gli hanno affibbiato l’etichetta di &quot;sceriffo&quot;. Chiede armi giuridiche e personale in più, ma non l’esercito per combattere l’abusivismo. «Dobbiamo poterli arrestare ed espellere» dichiara in questa intervista, nel giorno in cui la Questura ha negato l’autorizzazione agli extracomunitari di manifestare oggi con un corteo programmato per raggiungere Ca’ Farsetti.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;      Vicesindaco Vianello, lo spettacolo in certi punti della città è desolante...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
      «Ha detto bene, in certi punti. Non nego che in Riva degli Schiavoni il bubbone esista. Ma nessuno può negare che il sottoscritto e l’amministrazione comunale, da un anno a questa parte, si siano dedicati in modo scientifico a limitare il problema».
&lt;p&gt;
     &lt;b&gt; Senza però risolverlo.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
      «Con gli strumenti che abbiamo non si risolve, si limita. Le stesse categorie produttive ci hanno dato atto che stiamo lavorando, che l’amministrazione comunale c’è».
&lt;p&gt;
      &lt;b&gt;Però ci sono anche i problemi.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
      «Il primo riflette questioni di carattere nazionale, ovvero l’impossibilità di procedere con le espulsioni. A volte identifichiamo i clandestini, o chi, pur regolare, ha reiterato il reato di vendita di merce contraffatta. Ma non può scattare l’espulsione».
&lt;p&gt;
     &lt;b&gt; Di chi è la colpa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
      «Bisognerebbe chiederlo a Maroni, il ministro dell’Interno. Se si potesse procedere all’espulsione il problema sarebbe già risolto. Noi abbiamo chiesto al Ministero che ci venissero dati questi strumenti, visto che si sta discutendo un decreto per la sicurezza».
&lt;p&gt;
     &lt;b&gt; Lo ha chiesto il Comune di Venezia?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
      «Certo. Abbiamo suggerito, ad esempio, che si prevedesse la possibilità di espulsione nel caso in cui non venga pagata una sanzione amministrativa. Abbiamo chiesto norme precise al Ministero dell’Interno, visto che le sanzioni che comminiamo sono numerose e pesanti».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;      È stato calcolato che per le multe i vucumprà avrebbero dovuto pagare nel 2008 quasi tre milioni di euro. Ma nessun centesimo è stato riscosso. E sul versante penale?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
      «Serve un inasprimento delle pene. E bisognerebbe poter arrestare chi si ribella a un agente o travolge apposta la gente, quando fugge, per creare confusione e diversivi. Altro che soldati, basterebbe tenere in carcere chi invece esce dopo due giorni. Ci sono i numeri che lo dimostrano. Se non si imbocca questa strada, il problema è destinato a ripresentarsi periodicamente. Non ci sono alternative. Ma non è il Comune che può muoversi, è il Viminale».
&lt;p&gt;
 &lt;b&gt;     Sono molti i clandestini nel popolo dei venditori abusivi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
      «Il lavoro che abbiamo fatto durante il 2008 ha indotto le persone più conosciute, i vecchi del mestiere ad andarsene. Hanno cambiato città. Ma adesso dobbiamo fronteggiare una nuova generazione, composta quasi integralmente da clandestini».
&lt;p&gt;
      &lt;b&gt;Che caratteristiche hanno?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
      «Arrivano puntualmente il sabato e la domenica, quando siamo più in difficoltà come numero di personale. E si dedicano alla vendita di merce contraffatta. Sono violenti. Minacciano. Gettano a terra la gente».
&lt;p&gt;
    &lt;b&gt;  Riva degli Schiavoni è il punto più caldo, l’altro giorno i vigili urbani in borghese hanno attuato un blitz con l’abilità di una squadra speciale.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
      «Il vero bubbone è lì. Io lo dico da tempo. Lo si può risolvere solo con un intervento molto duro da parte di tutte le forze dell’ordine. E con la certezza della pena. Su questo punto la penso come il sindaco di Padova, Flavio Zanonato. È anche per questo che i venditori abusivi non vogliono parlare con me, ma con il sindaco».
&lt;p&gt;
     &lt;b&gt; Le forze bastano?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
      «Ripeto: non serve l’esercito. E mi pare che la Polizia Municipale stia dimostrando quotidianamente con i suoi interventi la propria determinazione. Ma occorrerebbero cinque carabinieri, tre poliziotti e tre finanzieri in più in più, da utilizzare in borghese. La città è grande, ma con dieci persone in più potremmo farcela».
&lt;p&gt;
     &lt;b&gt; Non riuscite a intercettare le centrali di approvvigionamento della merce contraffatta?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
      «Assieme alla Finanza e ai carabinieri abbiamo chiuso a Mestre tanti negozi o magazzini di cinesi, dove vanno ad acquistare la merce. Ma non dimentichiamo che possiamo chiuderli solo se c’è contraffazione. Se la merce non imita un marchio non lo possiamo fare. E anche i senegalesi potrebbero vendere i loro oggetti, se non ci fosse la legge regionale che vieta il commercio nelle strade dei centri storici».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://carta.ilgazzettino.it/MostraOggetto.php?TokenOggetto=531903&amp;Data=20090507&amp;CodSigla=PG&quot;&gt;Il Gazzettino - Venezia - Giuseppe Pietrobelli&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>LUCA ZAIA: GOVERNO BERLUSCONI: “SUBITO DIALOGO CON L’EUROPA PER DIFENDERE L’AGRICOLTURA ITALIANA”. LO SPIEGA LUCA ZAIA, UNO DEI NOMI PIU’ PAPABILI PER LA POLTRONA DEL MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE</title>
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  <updated>2008-04-21T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Vicepres. Regione Veneto (Partito: Lega) - Assessore Regione Veneto (Partito: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“Se davvero il presidente del Consiglio mi vorrà Ministro dell’Agricoltura e se il presidente della Repubblica mi confermerà in questo incarico, mi dedicherò immediatamente a dialogare con l’Europa per difendere la nostra agricoltura, perché non possiamo assistere ad un funerale dietro l’altro”. Così all’Agenzia Asca, Luca Zaia, vicepresidente della Regione Veneto, proposto dal leader della Lega Umberto Bossi come ministro dell’Agricoltura e “ben accettato” da Berlusconi.
“Mi sentirei onorato della nomina e già la designazione mi emoziona”, ammette Zaia, 40 anni appena compiuti, trevigiano, sposato con Raffaela, una laurea in scienze della produzione alimentare, da 18 anni impegnato in politica e nell’amministrazione (da consigliere comunale a presidente della Provincia di Treviso ad assessore e vicepresidente della Regione).
“Sul tappeto, in Europa, abbiamo anche - prosegue Zaia - il problema della nuova organizzazione mercato del vino, dell’ortofrutta e del latte, settori in cui primeggiamo. C’è poi la partita della sicurezza alimentare e specificatamente della lotta contro la contraffazione e le frodi”. Zaia aggiunge che “resterò leghista” per cui “mi battero” ancora per la sicurezza, come sto facendo in questo tempo”, ma - aggiunge - “come ministro mi sentirò servitore, anzitutto del Veneto e del Nord, poi di tutto il Paese”.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.winenews.it/index.php?c=detail&amp;id=12660&amp;dc=58&amp;bn=2&quot;&gt;Asca via WineNews&lt;/a&gt;</summary>
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