<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?>
<feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xml:lang="en">
  <title>Openpolis - Argomento:  violenza</title>
  <link rel="alternate" href="http://www.openpolis.it/"></link>
  <link rel="self" href="http://politici.openpolis.it/feed/tagDeclarations/15"></link>
  <id>http://www.openpolis.it/</id>
  <updated>2012-03-22T00:00:00Z</updated>
<entry>
  <title>Andrea Riccardi: Giornata contro il razzismo: “C’è bisogno di pensieri, parole e linguaggi nuovi, perché le parole contano e talvolta possono diventare armi contundenti”.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/03/22/andrea-riccardi/giornata-contro-il-razzismo-%E2%80%9Cc%E2%80%99%C3%A8-bisogno-di-pensieri-parole-e-linguaggi-nuovi-perch%C3%A9-le-parole-contano-e-talvolta-possono-diventare-armi-contundenti%E2%80%9D/625965"></link>
  <updated>2012-03-22T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>625965</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione:  Ministro  Cooperazione internazionale e integrazione&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;“Il razzismo deriva dallo spaesamento: non siamo abituati a pensarci nel mondo. Occorre una nuova cultura condivisa”.
&lt;p&gt;
“La predicazione di disprezzo e odio nelle menti folli prepara atti inconsulti. Il razzismo non sia una parola vecchia ma una nostra preoccupazione, una lente con cui osserviamo la società&quot;.

&lt;p&gt;
“La lotta contro il razzismo – ha dichiarato – deve inquadrarsi in una visione generale di Italia e di Europa. Quello che è successo a Tolosa mostra che bisogna creare una nuova cultura condivisa. La Giornata contro il razzismo non è una ricorrenza vuota, c’è bisogno di pensieri, parole e linguaggi nuovi, perché le parole contano e talvolta possono diventare armi contundenti. La predicazione di disprezzo e odio nelle menti folli prepara atti inconsulti”.

&lt;p&gt;
“Il razzismo deriva dallo spaesamento – afferma Riccardi – non siamo abituati a pensarci nel mondo. Forse i pazzi ci sono, coloro cioè che reagiscono a questo spaesamento con gesti di violenza ma penso sia possibile cambiare il volto di questo Paese. Per farlo però c’è bisogno di tutti: Stato, istituzioni, sindacati e religioni”.
&lt;p&gt;
Riccardi ha sottolineato anche il ruolo dei mezzi di informazione “dobbiamo ripudiare il linguaggio violento, che sembra un teatrino ma poi diventa una violenza”.
&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://immigrazioneoggi.it/daily_news/notizia.php?id=004039&quot;&gt;Immigrazione Oggi&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>MARINA STACCIOLI: AGGUATO TORINO</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/03/21/marina-staccioli/agguato-torino/626437"></link>
  <updated>2012-03-21T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>626437</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Toscana (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La solidarietà della consigliera Marina Staccioli

“Esprimo la mia solidarietà e la più profonda vicinanza al consigliere comunale Alberto Musy e alla sua famiglia. Atti di questo tipo sono da condannare duramente da parte di tutte le forze politiche”. E’ quanto dichiara la consigliera regionale Marina Staccioli (Gruppo Misto) a proposito dell’aggressione subita questa mattina dal capogruppo dell’Udc del Comune di Torino. “Nessun sentimento di anti-politica – continua Staccioli - può giustificare un gesto simile. Auspico che venga fatta immediatamente chiarezza attorno a questo inquietante episodio. Nel frattempo auguro al consigliere Musy di tornare quanto prima a svolgere il proprio ruolo politico e istituzionale. Come donna e madre, oltre che come consigliera regionale, sono vicina alla moglie e ai figli in questo momento difficile”.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.consiglio.regione.toscana.it/politica/comunicati-stampa-dei-gruppi-politici/comunicato/testo_comunicato.asp?id=9157&amp;filtro=&quot;&gt;Consiglio Regionale della Toscana&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Andrea Riccardi: periferie a rischio</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/01/10/andrea-riccardi/periferie-a-rischio/622956"></link>
  <updated>2012-01-10T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>622956</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione:  Ministro  Cooperazione internazionale e integrazione&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;b&gt;Lei negli anni Settanta prese parte ad un convegno sui «mali di Roma» promosso dall`allora cardinale Poletti. A distanza di tanto tempo la situazione non è migliorata per niente?&lt;/b&gt;

«Allora si disse che Roma era malata e che c`era bisogno di una nuova visione. Oggi si insiste sullo sviluppo, come è stato fatto durante gli Stati Generali ma serve ancora una visione complessiva, e le periferie devono ritrovare gli spazi de] vivere insieme. In questo senso le comunità etniche possono sì trasformarsi in un problema ma possono anche diventare delle preziose risorse. Dipende se si ghettizzano oppure si integrano».

&lt;b&gt;Per impedire che i ghetti possano esplodere dipenderà dall`integrazione?&lt;/b&gt;

«Io sono romano e voglio bene alla mia città però vedo preoccupantiaspetti di debolezza. Esiste un grande problema di integrazione per quanto riguarda le comunità straniere, ma ravvedo anche grandi problemi tra gli stessi romani. Laddove la comunità è debole e l`anima è debole, le reti criminali conquistano cuori soli e giovani spaesati. La prevenzione si fa costruendo una coscienza civica e un sentire comunitario».
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.andreariccardi.it/it/rassegna-stampa/riccardi-la-citta-e-malata-periferie-a-rischio-ghetto&quot;&gt; Il messaggero del 10/01/2012 pag 3&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Mario BORGHEZIO: ''Idee di Breivik condivisibili''</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/07/26/mario-borghezio/idee-di-breivik-condivisibili/590375"></link>
  <updated>2011-07-26T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>590375</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo Europa della Libertà e della Democrazia) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;L'onorevole leghista durante la trasmissione 'La zanzara' di Radio24, a proposito dell'assassino terrorista norvegese: &quot;Molte sue idee sono buone, alcune ottime. E' per colpa dell'invasione degli immigrati se poi sono sfociate nella violenza.&quot;

Nel link alla fonte l'audio della trasmissione.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://tv.repubblica.it/politica/borghezio-idee-di-breivik-condivisibili/73350?video=&amp;ref=HRER1-1&quot;&gt;tv.repubblica.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Roberto MARONI: Non è stata solo una violenza eversiva quella messa in atto dai No Tav, ma un'azione di stampo terroristico</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/07/04/roberto-maroni/non-%C3%A8-stata-solo-una-violenza-eversiva-quella-messa-in-atto-dai-no-tav-ma-unazione-di-stampo-terroristico/589716"></link>
  <updated>2011-07-04T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>589716</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Lega) -  Ministro  Interni (Partito: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Mi auguro che la magistratura vada fino in fondo e colpisca duramente chi si è reso responsabile», degli incidenti in Val di Susa. «Sono d'accordo con chi sui giornali ipotizza il reato di tentato omicidio». È quanto affermato dal ministro dell'Interno Roberto Maroni, durante una conferenza stampa a Milano per la presentazione del numero unico per le emergenze in Lombardia.

&lt;p&gt;
«AZIONE DI STAMPO TERRORISTICO» - «Non è stata solo una violenza eversiva quella messa in atto dai No Tav, ma un'azione di stampo terroristico», ha commentato il ministro. Secondo Maroni, è successo che «un gruppo di delinquenti ha cercato la vittima, ha cercato di ammazzare poliziotti e carabinieri che altro non facevano che il loro dovere difendendo la legalità, il che significa attentare alla loro vita». Per questo il ministro dell'Interno ha ribadito, come ieri in Val di Susa si sia scritta una nuova «pagina molto, molto brutta». Il ministro ha rivolto il «ringraziamento più sincero» da parte del governo alle forze dell'ordine «a chi ha gestito la situazione della sicurezza». Maroni ha poi concluso che «la violenza non ha giustificazione, va condannata da tutti, e noi intendiamo contrastarla con ogni mezzo». &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/cronache/11_luglio_04/tav-maroni-tentato-omicidio_ee7cd38a-a62b-11e0-89e0-8d6a92cad76e.shtml&quot;&gt;www.corriere.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Nichi VENDOLA: No Tav: Le violenze vanno isolate, assolutamente sì. Oscurano proprio le ragioni della protesta.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/07/04/nichi-vendola/no-tav-le-violenze-vanno-isolate-assolutamente-s%C3%AC-oscurano-proprio-le-ragioni-della-protesta/589692"></link>
  <updated>2011-07-04T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>589692</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Puglia (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Consigliere Regione Puglia (Lista di elezione: SeL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Però è legittimo manifestare il dissenso, e anche da parte di un partito come Sel, che peraltro ha la nonviolenza nella sua genesi”. Nichi Vendola, il leader di Sinistra ecologia e libertà, non ci sta a essere messo sotto accusa come fiancheggiatore dei violenti. Vendola, ai violenti però non va offerta sponda.

&lt;p&gt;
“I violenti mortificano le stesse ragioni del dissenso. Oggi non stiamo discutendo della gente della vallata che manifesta e contesta l’alta velocità, ma parliamo infatti di ferite e lacrimogeni… L’operazione subdola in questo momento è quella di privare di legittimazione il diritto a manifestare. Siamo davanti a una gigantesca frustrazione inoltre, se non percepiamo quanto profonda sia la crisi di un vecchio paradigma dello sviluppo. Mentre le istanze dell’ambientalismo sono sempre più vissute e percepite come inalienabili codici di difesa della vita. Se non si capisce tutto questo, il rischio è, ripeto, di regalare all’estremismo e alla violenza le ragioni del dissenso”.

&lt;p&gt;
La Tav è un’opera che l´Europa ci chiede. Ci vuole o no?

&lt;p&gt;
“Abbiamo il dovere di aprire un dibattito sulle opere strategiche e un approfondimento vero. Le popolazioni della Val di Susa sono trattate alla stregua di un bimbo capriccioso e incompetente. In Puglia, nella mia terra, abbiamo ragionato di un progetto di alta velocità da Bari a Napoli e con i nostri interlocutori campani abbiamo costruito un processo di condivisione e di partecipazione. Si è determinato un vasto consenso sull’idea di abbattere il muro tra l’Adriatico e il Tirreno. Dove c’erano i problemi abbiamo corretto i progetti”.

&lt;p&gt;
In Val di Susa, secondo lei, questo non è stato fatto?

&lt;p&gt;
“L’impressione è stata di comunicazioni reticenti e di verità di comodo. Quando si devono scegliere le infrastrutture fondamentali per il futuro del Paese, qualcuno pensa davvero lo si possa fare costruendo in un territorio con il dissenso viscerale dell’intera comunità di quel territorio? Al netto dei violenti, non è possibile liquidare chi pone dubbi sulla retorica delle grandi opere sempre così gonfie di affarismo e corruzione”.

&lt;p&gt;
I no-Tav sono eroi, per Beppe Grillo; para-terroristi per il Pdl: e per lei?

&lt;p&gt;
“Farei un esercizio di pulizia del lessico. Mentre ancora le sirene delle ambulanze e quelle dei blindati della polizia si rincorrono, eviterei la cosa un po’ penosa dell’enfasi militaresca”.

&lt;p&gt;
Comunque, lei e il suo partito siete schierati con i no-Tav.

&lt;p&gt;
“Dico che dovremmo essere tutti molto attenti, perché se non offriamo luoghi politici ai fermenti culturali e alle onde di dissenso che stanno attraversando l’Italia, ma più in generale i paesi euro-mediterranei, rischiamo di non capire quanto radicale sia “l’indignazione” e la relativa domanda di cambiamento. Se la politica gira la testa dall’altra parte offre spazio alla violenza. E oggi le forze politiche non mi sembrano interessate a una discussione di merito, ci si affida ai confezionatori di informazioni addomesticate”.

&lt;p&gt;
In che senso?

&lt;p&gt;
“Le notizie della Val di Susa non rendono minimamente conto del carattere popolare della contestazione, si mente pure sulla cifra dei partecipanti alle manifestazioni. Inoltre evitiamo di usare la Val di Susa come argomento di resa dei conti dentro la coalizione di centrosinistra e tra centrodestra e centrosinistra”.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.sinistraecologialiberta.it/articoli/vendola-dissentire-non-e-un-crimine#more-28516&quot;&gt;www.sinistraecologialiberta.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Maurizio ACERBO: FRANGE VIOLENTE NEL PD </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/27/maurizio-acerbo/frange-violente-nel-pd/586779"></link>
  <updated>2011-06-27T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>586779</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Abruzzo (Gruppo: Rifondazione comunista - Sinistra europea) - Consigliere  Consiglio Comunale Pescara (PE) (Lista di elezione: PRC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;
&quot;C'è molta amarezza da parte nostra. nel centrosinistra ci sono anche frange violente che sostengono i bombardamenti della Libia e le manganellate in Val di Susa: negarlo significa assolverli e non siamo d'accordo&quot;

&lt;p&gt;
Maurizio Acerbo, profilo Facebook di oggi&lt;br /&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.controlacrisi.org/joomla/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=15776&amp;catid=34&amp;Itemid=68&quot;&gt;www.controlacrisi.org&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Pier Luigi BERSANI: Val di Susa: &quot;Non si puo' arrivare al blocco dei cantieri. Noi siamo contrari a che il processo di decisione venga bloccato da frange limitate&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/27/pier-luigi-bersani/val-di-susa-non-si-puo-arrivare-al-blocco-dei-cantieri-noi-siamo-contrari-a-che-il-processo-di-decisione-venga-bloccato-da-frange-limitate/586778"></link>
  <updated>2011-06-27T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>586778</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Nel movimento 'no Tav' ci sono &quot;anche frange violente e negare che ci siano significa assolverli. E non possiamo accettare l'idea che il processo di decisione venga bloccato da una frangia&quot;.
&lt;p&gt; Lo dice il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, commentando i disordini in Val di Susa.
  Secondo Bersani quello che e' accaduto stamattina in Val di Susa e' &quot;spiacevolissimo&quot;, serve &quot;il confronto e il dialogo&quot;.
&lt;p&gt;
  Tuttavia, ha continuato, &quot;non si puo' arrivare al blocco dei cantieri. Noi siamo contrari a che il processo di decisione venga bloccato da frange limitate&quot;. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201106271630-ipp-rt10160-tav_duri_scontri_in_val_di_susa_bersani_non_fermare_cantieri&quot;&gt;www.agi.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Pier Ferdinando CASINI: Val di Susa: &quot;Noi siamo con le forze dell'ordine. Sono inaccettabili gli attacchi dei manifestanti&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/27/pier-ferdinando-casini/val-di-susa-noi-siamo-con-le-forze-dellordine-sono-inaccettabili-gli-attacchi-dei-manifestanti/586773"></link>
  <updated>2011-06-27T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>586773</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: UDC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Bisogna andare avanti con la Tav. L'Italia non puo' perdere un'opera fondamentale per l'economia del Nord&quot;. E' l'opinione di Pier Ferdinando Casini che, a proposito degli scontri tra manifestanti No Tav e forze dell'ordine, aggiunge: &quot;Noi siamo con le forze dell'ordine. Sono inaccettabili gli attacchi dei manifestanti&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://torino.repubblica.it/dettaglio-news/12:46-12:46/3994293&quot;&gt;torino.repubblica.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Nichi VENDOLA: Val di Susa: ''E' inaccettabile l'idea che al dissenso legittimo delle popolazioni si debba rispondere con la violenza e la repressione''</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/27/nichi-vendola/val-di-susa-e-inaccettabile-lidea-che-al-dissenso-legittimo-delle-popolazioni-si-debba-rispondere-con-la-violenza-e-la-repressione/586772"></link>
  <updated>2011-06-27T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>586772</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Puglia (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Consigliere Regione Puglia (Lista di elezione: SeL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
''Chi ha la responsabilita'- aggiunge Vendola - di non aver saputo interloquire e ascoltare le ragioni di chi sta difendendo le proprie comunita' e il proprio territorio, oggi non puo' cavarsela con scene rapide di guerra in val di Susa''.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/news-TAV__VENDOLA__DISSENSO_E__LEGITTIMO__INACCETTABILE_VIOLENZA-1029626-ORA-.html&quot;&gt;www.asca.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Luigi D'Eramo: «Questi ragazzotti non devono essere preoccupati del fatto che siedo sulla mia poltrona, dovrebbero iniziare a preoccuparsi quando deciderò di alzarmi da essa»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/20/luigi-deramo/%C2%ABquesti-ragazzotti-non-devono-essere-preoccupati-del-fatto-che-siedo-sulla-mia-poltrona-dovrebbero-iniziare-a-preoccuparsi-quando-decider%C3%B2-di-alzarmi-da-essa%C2%BB/585375"></link>
  <updated>2011-06-20T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>585375</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale L'Aquila (AQ)- Assessore Provincia L'Aquila (Partito: La Destra) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;L'Aquila, 20 giu 2011 - Acceso botta e risposta tra il consigliere comunale Luigi D'Eramo, capogruppo La Destra, e i portavoce dell'ex asilo occupato a viale Duca degli Abruzzo.

Ieri D'Eramo, nell'ambito di un attacco a tutto campo al sindaco dell'Aquila Massimo Cialente,  ha ribadito la sua intenzione di chiedere lo sgombero immediato dell'ex asilo e oggi gli &quot;occupanti&quot; della struttura hanno risposto al consigliere. «Ci dispiace sinceramente di essere diventati l'incubo notturno del consigliere D'Eramo» hanno sottolineato attraverso una nota, spiegando che «il consigliere non perde occasione per invocare lo sgombero di un posto che in pochi mesi è diventato un punto di riferimento importante in città, sia dal punto di vista sociale che culturale».

«Sappiamo bene - hanno sottolineato gli occupanti - che questi sono aspetti del tutto marginali del pensiero del consigliere, infatti non lo abbiamo mai incontrato nelle tante iniziative organizzate in città in questi due anni dal terremoto. Ci rammarica che un personaggio completamente al di fuori della vita culturale e sociale del capoluogo abruzzese possa sedere nel consiglio comunale di una città che ha fatto della cultura una delle ragioni fondanti della sua storia, prima e dopo il terremoto».

«Piuttosto che continuare nella sua risibile crociata contro l'asilo  occupato - hanno aggiunto -  venga il consigliere a vedere come decine di giovani, arrivati da tanti paesi diversi, stanno portando avanti un progetto per restituire alla città un pezzetto di verde attrezzato. Ma già, ne siamo più che certi, il consigliere non vorrà sporcarsi le mani proprio come non fece quando il popolo aquilano decise di rimuovere da se le macerie dalle piazze della città. Il consigliere preferisce starsene comodo nella sua poltrona a sputare sentenze contro chi fa qualcosa in questa città».


Immediata la contro - replica di D'Eramo: «Siedo tra i banchi del Consiglio Comunale perché oltre quattrocentocinquanta aquilani hanno deciso così. Non ho incubi, interpreto e condivido la volontà degli aquilani che non accettano l’occupazione di un immobile pubblico di proprietà del Comune in barba a tutte le leggi e tutte le norme» ha sottolineato il consigliere.

«Non prendo lezioni da chi dell’illegalità fa una bandiera in nome di una parte politica che tanto male ha fatto all’umanità», ha aggiunto, evidenziando che  «L’Aquila non ha bisogno di centri sociali sullo stile del Leoncavallo».

«Non mi sono sporcato le mani rimuovendo le macerie oggetto di lotta ideologica, ma non mi sono sporcato le mani neanche in affari poco chiari come sembrerebbe abbiano fatto molti loro beniamini - ha continuato -  Chi vive al di fuori dalla realtà sono loro che abusivamente si sono chiusi dentro un immobile nel quale non possono stare, commerciare, vivere e propagandare le loro iniziative, che la città non condivide e che la legge vieta».

«Questi ragazzotti - ha concluso D'Eramo - non devono essere preoccupati del fatto che siedo sulla mia poltrona, dovrebbero iniziare a preoccuparsi quando deciderò di alzarmi da essa».&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilcapoluogo.it/News/Attualita/Asilo-viale-Duca-degli-Abruzzi-scontro-tra-D-Eramo-e-gli-occupanti-55885&quot;&gt;www.ilcapoluogo.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>MARIA GEMMA AZUNI: Servizio H24 per le donne vittime di violenze</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/09/30/maria-gemma-azuni/servizio-h24-per-le-donne-vittime-di-violenze/507369"></link>
  <updated>2010-09-30T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>507369</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Roma (RM) (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Mi congratulo con la delegata delle pari opportunità  del Comune di Roma per la campagna di comunicazione finalizzata a far conoscere il meritevole servizio H24 gestito dalla valida professionalità della Coop. Sociale Bee Free.&lt;br /&gt;


&lt;p&gt;


Questo è un passo importante, purtroppo le donne che denunciano la violenza,  spesso  consumata tra le mura domestiche  (58%), perdono la casa e a volte anche il sostegno economico in quanto totalmente dipendenti dal compagno,il quale  usa questo punto di forza per sottomettere ulteriormente la sua vittima.
&lt;p&gt;

In una società in cui il valore a volte si misura con il denaro, il plagio psicologico e il ricatto economico possono essere devastanti e mortificare il “sé” annullando l’autodeterminazione della persona.

&lt;p&gt;

In un momento di particolare violenza che si riscontra quotidianamente in mille forme, quella fisica va a violare la difesa del proprio mondo interno, e il comportamento aggressivo diventa per la donna un’abitudine da dove non si può uscire.

&lt;p&gt;

Penso che sia importante aiutare le vittime di violenza a ricostruire un corredo per la propria identità per mezzo del quale poter rinnovare la propria facciata personale,  questo si ottiene con strumenti molto concreti come il lavoro, la casa , una nuova rete amicale.

&lt;p&gt;

La possibilità della ricostruzione di una nuova vita necessita quindi un maggiore supporto da parte delle Istituzioni che tutelino e accompagnino il coraggio di denunciare.


&lt;p&gt;

 

Gemma Azuni&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.gemmazuni.it/home/item/360-servizio-h24-per-le-donne-vittime-di-violenze&quot;&gt;www.gemmazuni.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>LEONARDO RAITO: Stop alle violenze sugli animali</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/09/03/leonardo-raito/stop-alle-violenze-sugli-animali/505546"></link>
  <updated>2010-09-03T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>505546</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore Provincia Rovigo (Partito: PD) - Consigliere  Consiglio Comunale Polesella (RO) (Lista di elezione: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Lo sporco malvezzo delle violenze sugli animali sta vedendo, nelle ultime settimane, delle allucinanti manifestazioni di stupidità e cattiveria gratuita che meriterebbe una repressione severa. Se il caso della donna inglese che ha letteralmente “pattumato” una splendida micina ha fatto scalpori, anche nella civile Padova si registrano i casi di un micio e di quattro cuccioli di cane gettati nei cassonetti con l’intento di vederli uccisi da un macchinario di recupero rifiuti. Si tratta di una vergogna senza fine cui spero la nostra politica possa mettere fine con delle pene sempre più severe. Si tratta di una battaglia di civiltà che non deve avere colore politico. Gli animali domestici rappresentano oggi degli autentici amici a quattro zampe capaci di svolgere una funzione sociale importante, nelle famiglie, con le persone anziane, con i bambini, di aiutare molte persone a superare la solitudine, a vincere patologie moderne come la depressione, a svolgere ruoli insostituibili in strutture socio assistenziali come ospedali, case di riposo, comunità di recupero. Anche in campo medico, le applicazioni sempre più sensibili di pet therapy, stanno restituendo una pari dignità agli animali, considerati come elementi preziosi e perfettamente integrati nella società. Bisogna lavorare coerentemente per costruire una cultura civile di rispetto tale da restituire la giusta dimensione a queste creature indifese, spesso in balia dell’ incoscienza umana. So che il governo ha già attuato delle misure più severe in termini di pene, ma evidentemente non è sufficiente.  
&lt;p&gt;
Non possiamo accettare, come uomini, prima che come amministratori, che si perpetrino situazioni vergognose e indecenti, che non solo penalizzano degli esseri indifesi, ma offendono la dignità di tutte le persone che amano gli animali e li considerano alla stregua degli esseri umani. Invito pertanto tutte le persone che, per un motivo o per l’altro, decidono di assicurarsi la compagnia di un animale domestico, a riflettere sulla serietà delle proprie intenzioni. Un animale diventa un membro della famiglia a tutti gli effetti, non può essere abbandonato, non può essere trattato in malo modo o picchiato. Da parte nostra cercheremo di sensibilizzare, specie le giovani generazioni, verso una cultura del rispetto reciproco, superando quei vuoti civili che rendono ancora oggi problematica, quella che dovrebbe essere una naturale e positiva convivenza.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.lavoce-nuova.it&quot;&gt;la Voce di Rovigo.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>GIOCONDO TALAMONTI: “A PROPOSITO DEL COMPORTAMENTO  NEGLI STADI ”</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/08/23/giocondo-talamonti/%E2%80%9Ca-proposito-del-comportamento-negli-stadi-%E2%80%9D/504705"></link>
  <updated>2010-08-23T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>504705</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Terni (TR) (Gruppo: Federazione della Sinistra) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Stanno per iniziare i campionati di calcio ed i problemi che si presentano sono sempre gli stessi: “la violenza negli stadi” e il “doping”, nonché il comportamento degli Ultras delle varie squadre, che si cerca di combattere con i tornelli e con altri mezzi tecnologici che non ci convincono perché non poggiano sull’educazione e sulla formazione dei singoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
A proposito del comportamento degli ultras, in occasione dei derby o di partite di calcio, va detto, a scanso di equivoci, che le condanne inflitte ai violenti trovano concordi, con l’opinione pubblica, anche la nostra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
I fenomeni di intemperanza sportiva nei vari Stadi della penisola stanno diventando un costume e investono squadre che vanno dai dilettanti ai professionisti.
Porre un freno all’escalation è un dovere delle Istituzioni ed un diritto della comunità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
La legge tutela il rispetto per la proprietà altrui e la salvaguardia dei cittadini nei confronti di episodi di violenza e punisce severamente chi sbaglia.
Non deve trarre in inganno, né servire da giustificazione il fatto che quasi sempre i giudici, nei confronti di scontri “sportivi”, abbiano tenuto un atteggiamento “comprensivo” nei riguardi dei trasgressori.
Per quanto riprovevoli, le violenze consumate nei contesti calcistici, hanno goduto sempre di una certa “accondiscendenza”, anche da una larga parte della pubblica opinione, considerando gli “sfoghi”, come esuberanze giovanili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Nel caso dei danni arrecati qualche anno fa alla stazione ferroviaria di Terni, prima del derby Perugia-Ternana del 2005, 14 giovani, erano stati rinviati a giudizio, il sospetto che essi siano stati capri espiatori delle colpe delle tifoserie nazionali, appare, tuttavia, lecito.
C’è da chiedersi che cosa abbiano fatto le Istituzioni per prevenire le intolleranze; perché non bastano le leggi e le forze dell’ordine per evitare che le violenze si ripetano; leggi e militari si incaricano di reprimerle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Il compito di educare i cittadini e l’analisi di prevenzione del rischio appartengono ad altre realtà istituzionali: la scuola, la famiglia, la società tutta.
Le giustificazioni date allora dai fermati ultras circa l’esiguità dei biglietti concessi ai ternani, appaiono deboli.
Eppure, nessuno potrà mai dire se, disponendo di un numero doppio di ingressi, gli atti violenti si sarebbero manifestati.
Le punizioni comminate, alla luce di queste considerazioni, sembrano eccessive e rischiano di oltrepassare il livello di gravità delle colpe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Sarà il caso che quanti hanno come dovere sociale la responsabilità di crescere cittadini rispettosi delle leggi, si attivino per evitare che il cattivo comportamento di pochi si identifichi con quello di tutti.
E’ inutile dire che sono contrario a non far giocare il derby (Perugia – Ternana) per motivi di ordine pubblico (oggi per motivi oggettivi non è possibile, ma quando lo sarà dobbiamo far sentire la voce di tutti gli umbri ). Al di la di intemperanze di pochi il popolo sportivo di Terni e Perugia non lo è.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
 Gli ultras ternani e perugini, per restare nella nostra regione, così come i tanti sportivi ternani e perugini meritano rispetto in considerazione dell’attenzione che entrambe le città pongono nei confronti dello sport. Farne uno spot per episodi isolati e mandarlo in onda su tutte le televisioni nazionali è un’immagine di città che non ci appartiene. La voce di Terni si faccia sentire forte e chiara.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Certo il problema della violenza in Italia c’è e le partite di calcio sono ricche di episodi incresciosi che non risparmiano anche sodalizi che vantano una solida tradizione sportiva. Bisogna puntare sui giovani, sulla prevenzione, sulla formazione chiamando la scuola tutta, la famiglia a dare il proprio contributo e le istituzioni e le organizzazioni sportive a favorire gli incontri con gli studenti ed i campioni siano a disposizione per trasmettere valori. Lavorando in sinergia sarà possibile educare allo sport e creare una vera cultura sportiva. Proviamoci…insieme si può.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Giocondo Talamonti
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.comune.terni.it/comunicato_stampa.php?id=35759&amp;pagina=1&quot;&gt;Sito Comune di Terni&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>MARIA GEMMA AZUNI: La violenza sulle donne</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/07/07/maria-gemma-azuni/la-violenza-sulle-donne/502734"></link>
  <updated>2010-07-07T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>502734</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Roma (RM) (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Sono molto contenta che gli uomini della sicurezza si accorgano del moltiplicarsi dei casi di violenza sulle donne.
Non è certo con lo spiegamento di forze, com’è palese, che si risolve la violenza e gli  abusi perpetrati contro le donne.
E’ evidentemente un problema che necessita  una strategia politica complessiva che rimuova a monte le cause che espongono le donne a maltrattamenti  e violenza e che non si limiti ad individuare aiuti  ed interventi solo a valle dopo che la violenza è stata subita dalle vittime.
Le donne sono sempre di più soggette ad una marginalità ed ad una fragilità sociale visibile: donne che non riescono a conciliare il lavoro con la cura dei figli, donne con lavoro precario e sottopagato, casalinghe  dipendenti economicamente dal marito che subiscono in silenzio violenze e maltrattamenti per non esporre se stesse e i figli alla miseria, donne soggette a vessazioni sul lavoro, donne che si privano dei diritti fondamentali della  persona perché per una gravidanza o una malattia rischiano di perdere casa e lavoro.
Sono troppo pochi i servizi che il Comune offre, troppo pochi i centri di ascolto e gli sportelli famiglie, troppo pochi i centri antiviolenza attivi e troppo poche le case per donne sole che escono da un percorso riabilitativo dopo aver subito violenza.
Manca una riflessione seria sui diritti negati  e sulla complessità del fenomeno della violenza all’interno delle mura domestiche: occorrono nuove tipologie di servizi e occorre implementare ed arricchire quelli che ci sono primi fra tutti i consultori familiari.
Credo fermamente  che  le istituzioni con cui le donne vengono a contatto debbano ampliare  e offrire   servizi attrezzati  in grado di fronteggiare  la normale fragilità e dare   risposte concrete a bisogni  conclamati. E’ urgente correre ai ripari, investire   risorse finanziarie per prevenire ed educare al rispetto del genere femminile.
La violenza contro le donne è un’emergenza sociale che si riflette negativamente non solo sulla condizione psicologica e fisica delle vittime, ma anche sulle persone che vivono a contatto con loro e sulla società nel suo complesso.

Maria Gemma Azuni&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.gemmazuni.it/home/item/271-la-violenza-sulle-donne&quot;&gt;www.gemmazuni.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Fabio RAMPELLI: Violenza politica, catturare assassini è un dovere per tutti''</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/02/25/fabio-rampelli/violenza-politica-catturare-assassini-%C3%A8-un-dovere-per-tutti/496152"></link>
  <updated>2010-02-25T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>496152</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“Negli anni dello scontro generazionale e del terrorismo tanti ragazzi pieni di cuore e di ideali puri, a destra e a sinistra, sono stati usati come carne da macello da un potere che aveva bisogno degli opposti estremismi per conservarsi”.

&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


“Quei ragazzi sono stati degli eroi, si sono battuti contro un nemico subdolo e granitico spesso sapendo che mettevano in gioco la loro vita.  A loro, alle rispettive famiglie, ai compagni d’avventura che hanno portato a casa la pelle abbiamo il dovere di consegnare la verità storica e la giustizia”.
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

 

“Il gesto di Alemanno e Veltroni e l’impegno del Ministro Alfano sono una bella pagina della storia del nostro popolo e delle sue istituzioni. Catturare gli assassini e riscattare memorie spesso ingiustamente infangate è un dovere per tutti”. &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.rampelli.it/articolo1371.html&quot;&gt;Rampelli.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Renato Giuseppe SCHIFANI: Facebook più pericoloso dei gruppi anni '70</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/12/17/renato-giuseppe-schifani/facebook-pi%C3%B9-pericoloso-dei-gruppi-anni-70/474497"></link>
  <updated>2009-12-17T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>474497</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Senato   (Lista di elezione: PdL) - Senatore (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Si leggono dei veri e propri inni all'istigazione alla violenza. Negli anni 70, che pure furono pericolosi, non c'erano questi momenti aggregativi, che ci sono su questi siti. Così si rischia di autoalimentare l'odio che alligna in alcune frange&quot;. Durante la cerimonia di auguri a Palazzo Giustiniani, Schifani ha espresso sintonia con il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, di voler usare una legge e non un decreto per mettere ordine nel web. &quot;Una cosa è certa - ha sottolineato - qualcosa va fatto perchè non si può accettare che si pubblichino istigazioni all'odio violento&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/2009/12/sezioni/politica/giustizia-22/governo-internet/governo-internet.html&quot;&gt;La Repubblica.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Carlo GIOVANARDI: &quot;Stefano Cucchi era in carcere perché era uno spacciatore abituale. Poveretto, è morto - e la verità verrà fuori - soprattutto perché pesava 42 chili&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/11/09/carlo-giovanardi/stefano-cucchi-era-in-carcere-perch%C3%A9-era-uno-spacciatore-abituale-poveretto-%C3%A8-morto-e-la-verit%C3%A0-verr%C3%A0-fuori-soprattutto-perch%C3%A9-pesava-42-chili/418804"></link>
  <updated>2009-11-09T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>418804</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PdL) -  Sottosegretario  Presidenza del Consiglio deleghe Famiglia, droga e Servizio civile (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Stefano Cucchi era in carcere perche' era uno spacciatore abituale. Poveretto e' morto, e la verita' verra' fuori come, soprattutto perche' era 42 chili&quot;. 
&lt;p&gt;Lo ha detto il sottosegretario Carlo Giovanardi, intervenuto a '24 Mattino' su Radio 24 per parlare di droga.
&lt;p&gt; Parlando di Cucchi, Giovanardi ha continuato: &quot;La droga ha devastato la sua vita, era anoressico, tossicodipendente, poi il fatto che in cinque giorni sia peggiorato, certo bisogna vedere come i medici l'hanno curato. Ma sono migliaia le persone che si riducono in situazioni drammatiche per la droga, diventano larve, diventano zombie: e' la droga che li riduce cosi'&quot;.
&lt;p&gt; Giovanardi poi ha parlato dei test volontari antidroga che partono oggi per i parlamentari: &quot;Non c'e' alcuna demagogia - ha detto - Ho dato un'opportunita' ai parlamentari di fare il test e dire ai cittadini 'io faccio il legislatore, devo essere una persona equilibrata'. Negli Stati Uniti lo stato di salute del candidato presidente e' un affare nazionale. Per la dignita' di un parlamentare, davanti alle generalizzazioni come quelle che tentarono 'le Iene' che hanno voluto far credere che il Parlamento sia una grande fumeria d'oppio, e' giusto potersi sottoporre a un test, se lo vuole fare&quot;.
&lt;p&gt; Immediata la replica di Ilaria Cucchi, sorella di Stefano: &quot;A Giovanardi che fa queste dichiarazioni a titolo gratuito, rispondo semplicemente che il fatto che Stefano avesse problemi di droga, noi non l'abbiamo mai negato, ma questo non giustifica il modo in cui e' morto&quot;.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.agi.it/cronaca/notizie/200911091323-cro-rt11099-giovanardi_cucchi_era_uno_spacciatore_abituale?op=makePrintable&quot;&gt;AGI&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Ignazio LA RUSSA: Ammazzato Stefano Cucchi. «Occorre un’inchiesta anche sul comportamento dell’Arma».</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/10/30/ignazio-la-russa/ammazzato-stefano-cucchi-%C2%ABoccorre-un%E2%80%99inchiesta-anche-sul-comportamento-dell%E2%80%99arma%C2%BB/418619"></link>
  <updated>2009-10-30T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>418619</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Difesa (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Magrissimo, segni rossi sulle spalle, una costola fuori posto, un volto che fa impressione. Non soltanto per il rigor mortis, ma per quei segni inequivocabili di violenza.
&lt;p&gt; Le immagini del corpo di Stefano Cucchi non lasciano dubbi sui traumi che ha dovuto subire. Per mano di chi, quando e come è ancora tutto da capire. Ieri i famigliari del ragazzo, morto il 22 ottobre nella struttura penitenziaria dell’ospedale Sandro Pertini, hanno deciso di rendere pubbliche le foto scattate dalle pompe funebri. Non ne hanno altre, d’altronde.
&lt;p&gt; Al momento dell’autopsia al consulente della famiglia non è stato consentito di scattare fotografie. «Una decisione sofferta quella di mostrare queste foto, che è arrivata alla fine di una lunga riflessione», ha detto Luigi Manconi, presidente dell’associazione «A buon diritto», che ieri ha organizzato una conferenza stampa sul caso al senato, ottenendo l’appoggio e la presenza di diversi parlamentari di tutti gli schieramenti politici. &lt;br /&gt;
«Alla fine hanno acconsentito - ha continuato Manconi -
Perché sono una rappresentazione efficace di quanto accaduto».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;


Accanto a lui ci sono i genitori di Stefano e la sorella Ilaria. Il loro dolore traspare dagli sguardi, dalle parole che raccontano un incubo. Un incubo italiano, in cui è incappata una famiglia come tante. C’è anche il legale della famiglia, Fabio Anselmo, lo stesso che ha seguito il caso di Federico Aldrovandi, il ragazzo morto a Ferrara per mano di quattro poliziotti.
&lt;p&gt; Quello di Stefano è un caso simile. Il ragazzo, aveva solo 31 anni, è stato fermato la notte tra il 15 e il 16 ottobre nella periferia est di Roma. Addosso gli hanno trovato 20 grammi di hashish. E’ finito in una cella di sicurezza dei carabinieri, e già il giorno
seguente nell’aula giudiziaria dove si è svolta la convalida dell’arresto il padre
lo ha visto con il viso pesto. &lt;br /&gt;
Anche per questo Manconi ha chiesto espressamente che sulla vicenda intervenga anche il ministro della Difesa La Russa:&lt;br /&gt;
 &lt;b&gt;«Occorre un’inchiesta anche sul comportamento dell’Arma».&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;Ma la famiglia Cucchi e i legali sono molto cauti al momento: «Non accusiamo
nessuno - ha detto Fabio Anselmo - ma osserviamo alcune cose. A partire
dal fatto che a Stefano è stato negato il diritto più elementare: poter vedere i propri famigliari mentre stava morendo». &lt;br /&gt;
E’ questo uno dei punti su cui la famiglia Cucchi non si dà pace. «Vorrei che capiste il lato umano di questa vicenda - ha detto Ilaria - mio fratello è stato fatto morire lentamente e in solitudine. &lt;br /&gt;
Ci hanno detto che aveva chiesto una Bibbia, perché sapeva che stava morendo».&lt;br /&gt;

Una volta tanto l’arco costituzionale è unito nel chiedere verità e giustizia sul caso. «È in gioco lo Stato, faremo tutto il possibile», ha detto Flavia Perina, direttora del Secolo d’Italia e deputata Pdl. Interviene anche Renato Farina (il famoso «agente Betulla», ora in parlamento) che ha parlato delle pessime condizioni del reparto penitenziario del Pertini, in cui recentemente ha svolto un’ispezione. 
&lt;p&gt;Stessa richiesta di chiarezza da parte dei Radicali, del Pd, degli esponenti di Rifondazione, dell’assessore al bilancio della Regione Lazio Luigi Nieri di Sinistra e Libertà. 
&lt;p&gt;L’onorevole Perduca ha ipotizzato la possibilità di un’indagine da parte della Commissione parlamentare sui diritti umani.
«Non si faccia passare troppo tempo, come è stato fatto in altri casi.
In
circostanze come queste la celerità delle indagini è fondamentale», ha detto Patrizio Gonnella, dell’associazione Antigone. La procura è al lavoro per cercare di fare luce sulle cause della morte. Il titolare dell’inchiesta, il pm Vincenzo Barba, avrebbe già ascoltato alcune persone informate dei fatti. Mentre ieri il capo dell'Amministrazione penitenziaria Franco Ionta ha annunciato l'apertura di un’inchiesta amministrativa.
&lt;p&gt; «Speriamo di poter collaborare con la Procura - ha detto l’avvocato Anselmo - non vorremmo avere notizie solo dai giornali. Mentre ai responsabili istituzionali chiediamo di risparmiare alla famiglia il valzer delle giustificazioni frettolose». &lt;br /&gt;
Il riferimento è quanto detto in un question time dal Guardasigilli Alfano, e cioè che secondo i referti medici Stefano avrebbe giustificato le costole rotte con una caduta dalle scale. Ma quando è uscito di casa quel giovedì sera il ragazzo stava benissimo.
&lt;p&gt;
«L’ho consegnato sano allo Stato - ha detto Rita Cucchi - me lo hanno riconsegnato cadavere. Voglio verità».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/anno/2009/mese/10/articolo/1750/&quot;&gt;Il Manifesto&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Rita BERNARDINI: Pestaggi nel carcere di Castrogno. «Alfano apra subito un'indagine su Teramo» </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/10/30/rita-bernardini/pestaggi-nel-carcere-di-castrogno-%C2%ABalfano-apra-subito-unindagine-su-teramo%C2%BB/418618"></link>
  <updated>2009-10-30T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>418618</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt; &lt;br /&gt;
Aperta un'inchiesta sulla registrazione, recapitata al quotidiano teramano, del diaologo tra due agenti, in cui si fa riferimento a pestaggi nel carcere di Castrogno. Il caso sbarca in Parlamento con un'interrogazione della radicale Rita Bernardini
&lt;p&gt;
Sollecitata dal radicale teramano Renato Ciminà, la parlamentare della rosa Rita Bernardini, da sempre impegnata nelle battaglie civili in difesa della popolazione carceraria, sia che si tratti dei detenuti sia delle condizioni di difficoltà degli agenti di custodia, è stata ieri tra i primissimi ad interessarsi al “caso” teramano.
&lt;p&gt; Nel pomeriggio, poi, all’interessamento del mattino ha fatto eco la presentazione di un’interrogazione a risposta scritta al Ministro della Giustizia Angelino Alfano.
&lt;p&gt; Nel testo dell’atto parlamentare, l’onorevole Bernardini, riprendendo il nostro articolo di ieri, premette che &lt;br /&gt;
«...la registrazione di cui si parla è giunta al quotidiano in un plico contenente un CD e una lettera indirizzata al Direttore; nella lettera, non firmata e forse volutamente sgrammaticata, ma sedicente voce dei detenuti del carcere, si legge:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

 “Qui qualsiasi cosa succede è colpa nostra ma questa volta non finirà così, e da troppo che sopportiamo, qui quelli maltrattati siamo noi ed anche in questa occasione abbiamo subito un pestaggio da parte di una guardia”. &lt;br /&gt;
E ancora: “Il fatto e che noi siamo detenuti e non siamo mai creduti invece la guardia è la legge e credono di poter fare tutto quello che vogliono. Ci sono state volte che alcuni di noi hanno aggredito loro ma non sempre e cosi”...» spiegando poi però che, correttamente, il nostro giornale «giunge alla plausibile considerazione che la lettera che accompagnava il CD, non sia stata scritta da un detenuto, ma forse da un agente, visto che per un carcerato sarebbe stato difficile far uscire dall’istituto un plico contenete un CD, tanto più se indirizzato al direttore di un giornale ».
&lt;p&gt; L’oggetto dell’interrogazione ad Alfano, ovviamente, è il contenuto del CD, quella registrazione di un dialogo tra agenti nel quale le fonti del nostro giornale hanno riconosciuto distintamente la voce del capo reparto Luzi.
&lt;p&gt; «Quanto alla registrazione, La Città scrive: “La voce è nitida. Quanto la collera che ritma la conversazione tra due persone, una delle quali sicuramente titolato a rimproverare l’interlocutore per aver disatteso un incarico - riporta l’onorevole Bernardini - «Abbiamo rischiato una rivolta eccezionale, una rivolta… », si sente ripetere al primo. &lt;br /&gt;
I tentativi del secondo di fornire una giustificazione dicendosi ignaro dell’accaduto. E ancora, il primo continua:&lt;br /&gt;
 «Ma perché, scusa, non lo sai che ha menato al detenuto in sezione? ». E l’altro: «Io non c’ero, non so nulla». &lt;br /&gt;
Il tono di voce cresce: «Ma se lo sanno tutti?» Pochissimi secondi e poi: «In sezione un detenuto non si massacra, si massacra sotto». Lapidario. Sotto. Non in sezione. Un detenuto non si massacra. Anzi si, si può massacrare ma non in pubblico.&lt;br /&gt;
 «Abbiamo rischiato una rivolta perché il negro ha visto tutto…», conclude lasciando aperte decine di interrogativi. Specie se si riesce ad avere la conferma, come ottenuto da La Città attraverso due fonti attendibili vicinissime alla vita del carcere, che la voce registrata sul CD apparterrebbe al Comandante di reparto degli agenti di Polizia Penitenziaria di Castrogno, Giovanni Luzi.
&lt;p&gt; L’interlocutore? Un sovrintendente che il giorno della presunta aggressione “al contrario”, da agente a detenuto, sarebbe stato di turno come capo-posto ossia come coordinatore delle quattro sezioni in cui sono ospitati i circa 400 detenuti”» 
&lt;p&gt;La stessa onorevole Bernardini, ricordando al Ministro come «l’articolo 13, comma 4, della Costituzione stabilisce che è punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà mentre l’art. 27 sancisce che le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato» 
&lt;p&gt;In conclusione, la parlamentare radicale chiede al ministro Alfano se sia a conoscenza del fatto riportato da La Città, e «se ritenga di dover accertare se corrispondano al vero le documentate e a quanto pare verificate notizie riportate dal quotidiano La Città di Teramo e provincia;&lt;br /&gt;
 se ritenga di promuovere un’indagine nel carcere di Castrogno di Teramo per verificare le responsabilità non solo del pestaggio di cui si parla nella conversazione registrata nel CD, ma anche se la brutalità dei maltrattamenti e delle percosse sia prassi usata dalla Polizia Penitenziaria nell’istituto».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.lacittaquotidiano.it/quotidiano/quotidiano.pdf&quot;&gt;La Città di Teramo&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
</feed>
