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  <title>Openpolis - Argomento: pace</title>
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  <updated>2011-12-07T00:00:00Z</updated>
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  <title>Rosella  Blumetti: Pace e giustizia per la Palestina</title>
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  <updated>2011-12-07T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore  Comune Corsico (MI) (Partito: FdS) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Martedì 13 dicembre, alle ore 18, al centro di via Foscolo 3/D si terrà l’inaugurazione della mostra fotografica “Acqua e terra - Pace e giustizia per la Palestina”

Corsico (7 dicembre 2011) – 
Verrà inaugurata martedì 13 dicembre, alle ore 18, al centro di via Foscolo 3/D, la mostra fotografica “Acqua e terra - Pace e giustizia per la Palestina”, al centro sociale via Foscolo 3/D. 

Interverranno la sindaca Maria Ferrucci, l’assessora alle Politiche ambientali Rosella Blumetti, l’assessora alla Cooperazione Nadia Landoni, Fathy Khdirat, agricoltore palestinese impegnato a far conoscere le difficoltà di vita nelle zone occupate, il quale fa parte del Coordinamento dei comitati per la lotta nonviolenta palestinese, e Luisa Morgantini di Assopace, già vicepresidente del Parlamento europeo.

Saranno presenti anche alcuni partecipanti alla Carovana per il diritto all’acqua in Palestina, che a settembre ha percorso i territori occupati palestinesi dalla Valle del Giordano a Tulkarem, da Jenin a Hebron per verificare le difficili condizioni di accesso all’acqua nella regione e le violazioni cui le diverse comunità sono sottoposte, assumendo l’impegno a farsene testimone.

“&lt;b&gt;Credo che occorra confermare il nostro impegno - spiega l’assessora alle Politiche ambientali Rosella Blumetti – perché l’acqua rimanga pubblica. L'Amministrazione deve essere artefice di momenti di incontro aggregativi e utili e deve essere in prima linea nel portare avanti temi come quelli della pace e dell'acqua, che sono strettamente connessi: le foto in mostra, infatti, spiegano quanto il conflitto sia incentrato sull'acqua&lt;/b&gt;”.

Ufficio stampa di Corsico&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.comune.corsico.mi.it/downloads/CS_07122011.pdf&quot;&gt;Comunicato stampa&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Libano: vicinanza del Gruppo PD ai militari feriti</title>
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  <updated>2011-05-27T00:00:00Z</updated>
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  <id>573028</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Esprimo a nome di tutti i deputati del Pd profonda vicinanza ai militari rimasti feriti nell'attentato in Libano e alle loro famiglie&quot;. Lo afferma il capogruppo dei Democratici alla Camera, Dario Franceschini. &quot;Come sempre le nostre forze armate svolgono nelle missioni, cui sono impegnate all'estero, il loro compito in modo straordinario ed ineccepibile. Tutti gli italiani devono loro una profonda gratitudine&quot;.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=5038&quot;&gt;dariofranceschini.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giorgio NAPOLITANO: «L'Autorità Nazionale Palestinese avrà un Ambasciatore a Roma»</title>
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  <updated>2011-05-16T00:00:00Z</updated>
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  <id>561705</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. della Repubblica&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Ho il mandato di annunciarvi la decisione del governo, accolta da me con grande compiacimento, di elevare la delegazione dell'Autorità Palestinese in Italia a missione diplomatica. Il capo missione viene di conseguenza accreditato presso il Quirinale con rango di Ambasciatore Palestinese a Roma». 
&lt;p&gt;Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a Betlemme nel corso delle dichiarazioni rese alla stampa al termine dei colloqui con il Presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese, Abu Mazen.

&lt;p&gt;
«Noi vogliamo - ha sottolineato il Presidente Napolitano - che l'Italia rimanga e diventi sempre di più ponte tra l'Italia e il mondo arabo che cambia».

&lt;p&gt;
«Siamo sempre fortemente impegnati - ha aggiunto il Capo dello Stato - per contribuire, come possiamo, alla costruzione della pace tra Israele e il popolo Palestinese con la creazione di uno Stato Palestinese indipendente accanto allo Stato d'Israele».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Notizia&amp;key=17083&quot;&gt;Il Quirinale.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>BEATRICE DRAGHETTI: Seminario &quot;I luoghi della violenza, oggi&quot;</title>
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  <updated>2011-04-27T00:00:00Z</updated>
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  <id>560196</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Provincia Bologna (Partito: Cen-sin) - Consigliere Provincia Bologna (Lista di elezione: Cen-sin) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La guerra prospera dove mancano i diritti elementari. Trova nutrimento, fan, istigatori. Trova ragioni per esistere.
&lt;br /&gt;

Tentare di salvaguardare la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e l’Onu significa rendere meno facile la vita a chi pensa alla guerra come a uno strumento utile per governare, fare soldi, passare alla storia.&lt;br /&gt;

&lt;a href=&quot;http://www.atlanteguerre.it/Atlante_guerre/Benvenuto.html&quot;&gt;Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


Il mondo è in guerra, tuttavia i conflitti di cui veniamo informati sono estremamente ridotti rispetto a quelli realmente in atto. Conoscere lo stato, il numero, i Paesi coinvolti in conflitti oggi è l’obiettivo lasciato a questo secondo seminario del Tavolo provinciale della Pace.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

Introduce&lt;br /&gt;

Beatrice Draghetti - Presidente della Provincia di Bologna&lt;br /&gt;

Intervengono&lt;br /&gt;


Raffaele Crocco - autore dell'Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo&lt;br /&gt;


Luca Jourdan - professore di antropologia culturale e antropologia politicha dell'Università di Bologna&lt;br /&gt;



Modera 

Elena Monicelli - Scuola di Pace di Monte Sole


L'incontro è aperto al pubblico.

Giovedì 5 maggio dalle ore 17.00 alle ore 19.00

presso la sala del Consiglio provinciale

Via Zamboni 13 - Bologna

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.provincia.bologna.it/pace/Engine/RAServePG.php/P/394411150300&quot;&gt;Ufficio Stampa, Provincia di Bologna&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Angelo BONELLI: «Io mi schiero dalla parte delle popolazioni»  </title>
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  <updated>2011-03-30T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>559498</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Lazio (Lista di elezione: Verdi) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Caro Emanuele anch’io come te non sono d’accordo. In ogni manifestazione chiunque partecipa con la propria sensibilità e la straordinaria manifestazione di sabato scorso dimostra che la battaglia dei referendum si può vincere. Una vittoria che se raggiunta consentirebbe di fondare una nuova Italia rispetto a un governo e un parlamento che non governano in nome del popolo italiano ma in nome dell’interesse di uno. Anch’io sono d’accordo con te che la pace, l’acqua e l’energia pulita sono beni comuni e per questi dobbiamo batterci. Sabato scorso ho visto tanta gente manifestare per la pace ed è stato bello vedere le bandiere della pace.
&lt;p&gt;
 
I Verdi europei e quelli italiani, come saprai, hanno condiviso la risoluzione dell’Onu 1973 sulla “No-fly” zone. Una risoluzione che aveva lo scopo di salvare i civili dai bombardamenti di Gheddafi. Non possiamo dimenticare l’ordine dato da Gheddafi di bombardare le manifestazioni di protesta contro il regime e per la democrazia. Le diserzioni di alcuni piloti che si sono rifiutati di bombardare i dimostranti e, purtroppo, gli altri piloti che hanno eseguito gli ordini. E non possiamo dimenticare, infine, la minaccia del rais alla popolazione di Bengasi di rastrellamenti casa per casa. Quando Vendola dice «Né con Gheddafi né con le bombe», omette gravemente una cosa: la sorte della  popolazione di Bengasi, perché in quel caso nessuno avrebbe salvato dall’eccidio migliaia di persone.
&lt;p&gt;
 
Questo non è un particolare ma la sostanza di questa vicenda. Vicenda che ha anche un profondo squallore provocato dall’uso delle armi. Il vero squallore di tutta questa storia sta nel com’è stata applicata la risoluzione dell’Onu o, meglio, mal applicata. Ad esempio, la Francia, che fino a poco tempo fa voleva vendere i reattori nucleari EPR alla Libia, ha assunto un protagonismo sospetto o il ruolo indecente dell’Italia che fino qualche mese fa stringeva accordi commerciali e politici con Gheddafi. La scarsissima credibilità di queste nazioni ha messo in secondo piano, agli occhi dell’opinione pubblica, l’intervento a difesa delle popolazioni.
&lt;p&gt;
 
Il limite di tutto ciò sta nell’Onu. Il mondo ha bisogno di una polizia internazionale sotto il controllo dell’Onu che possa intervenire rapidamente per evitare conflitti e difendere le popolazioni civili quando stanno per essere massacrate. Quello che, ad esempio, non è stato fatto con il Ruanda dove oltre un milione di persone sono state uccise: uno dei più grandi genocidi nella storia dell’umanità, compiuto nel totale immobilismo della comunità internazionale. L’Onu deve creare un sistema di prevenzione dei conflitti e di mediazione politica perché quando si sganciano le bombe è troppo tardi. Tutto ciò non si fa e, di fronte ad un’Africa che esplode per la crisi economica e per la richiesta di democrazia, l’Europa dimostra ancora una volta di non esistere: è sempre più evidente che non esiste una politica estera europea.
&lt;p&gt;
 
Questo è un mondo governato da forti e sporchi interessi economici come quello del petrolio e dell’uranio. Ma di fronte alla coerenza legittima di chi dice «né con Gheddafi né con le bombe» io mi schiero con le popolazioni civili per impedire che le bombe cancellino la loro vita. Sabato 2 aprile anch’io sarò a manifestare, per impegni già presi, a Taranto. Protesterò insieme a tanti cittadini contro la guerra dichiarata dalla diossina alla popolazione di quella città. In dieci anni sono morte 20mila persone a Taranto: la città più inquinata d’Europa. Ma i miei sentimenti e la mia sofferenza sarà anche lì a Roma con voi, a Bengasi e con gli immigrati e profughi che in queste ore fuggono in cerca di una vita migliore.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=YLYDF&quot;&gt;Terra&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIOCONDO TALAMONTI: Comune di Terni - Ordine del Giorno: situazione libica</title>
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  <updated>2011-03-13T00:00:00Z</updated>
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  <id>559013</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Terni (TR) (Gruppo: Federazione della Sinistra) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Al Sindaco del Comune di Terni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Premesso che&lt;/b&gt; al di là dei tentativi del governo italiano perché l’Unione Europea si faccia promotrice di una soluzione pacifica della situazione libica, la Federazione della Sinistra ritiene prioritario far cessare il regime di Gheddafi e le violenze che esso comporta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Considerato che&lt;/b&gt; l’attuale forma di stallo continua a produrre vittime sulla popolazione libica, costretta a difendersi e a morire dagli attacchi dei mercenari del Rais e/o a cercare la sicurezza in altri paesi. La FdS è preoccupata per le violenze nei confronti del popolo libico che lotta per la libertà e la democrazia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Visto che&lt;/b&gt; si sta configurando una grave emergenza umanitaria sia per coloro che resistono sia per la gran  massa dei profughi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Preso atto&lt;/b&gt; che la mancanza di farmaci e beni elementari di prima necessità richiede l’apertura immediata di un canale di aiuti umanitari. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Considerato che&lt;/b&gt;  non si intravedono facili soluzioni soprattutto  per la caratteristica della popolazione libica (costituita da una rete di tribù). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Valutato che&lt;/b&gt; la situazione di giorno in giorno si aggrava, per cui anche sotto il profilo del coordinamento umanitario e finanziario è meglio muoversi di concerto con l’Europa e con le Nazioni Unite. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;La Federazione della Sinistra chiede al Sindaco di far giungere al Governo nazionale&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
la voce dei ternani perché faccia: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
•	pressione per l’immediata rinuncia a governare da parte del colonnello Gheddafi, per la cessazione di ogni ostilità  e  per una soluzione pacifica dei conflitti in atto; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
•	presente la solidarietà della cittadinanza alla popolazione libica che sta subendo le conseguenze del grave stato di cose; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
•	conoscere la propensione agli aiuti umanitari, preferibilmente in  loco, evitando possibilmente  esodi dal suolo natio per il nostro interesse e soprattutto per la democrazia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Terni 7.03.2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Nannini Mauro, Talamonti Giocondo&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://talamontigiocondo.blogspot.com/2011/03/comune-di-terni-ordine-del-giorno.html&quot;&gt;Il Blog Personale di Giocondo Talamonti&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIOCONDO TALAMONTI: Comune di Terni - Mozione avente per Oggetto: “intervento a sostegno del riconoscimento dello Stato Palestinese”</title>
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  <updated>2011-02-25T00:00:00Z</updated>
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  <id>558598</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Terni (TR) (Gruppo: Federazione della Sinistra) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;Al Presidente del Consiglio &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Premesso  che&lt;br /&gt;
l’occupazione israeliana dei territori palestinesi dura da oltre 40 anni,  che continua l’espandersi degli insediamenti illegali nei territori occupati di Cisgiordania e Gerusalemme est, unitamente alla costruzione del muro di separazione, alla distruzione di case palestinesi, alla loro espulsione, al protrarsi dell’embargo sulla striscia di Gaza  che ha preceduto e seguito l’attacco militare (con 1400 vittime) compromettono qualsiasi sforzo per il processo di pace; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Viste&lt;br /&gt;
le risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell'ONU, in particolare le risoluzioni 242, 338; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Considerato&lt;br /&gt;
l'estremo deterioramento della situazione in Medio Oriente  e, in particolare, la continua violazione, da parte del governo israeliano, della Convenzione di Ginevra circa il diritto dei palestinesi ad avere uno Stato sovrano, sicuro e democratico; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Divenuto&lt;br /&gt;
urgente che la comunità internazionale adotti nuove iniziative per contribuire al rispetto del diritto internazionale e delle pertinenti risoluzioni delle Nazioni Unite; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Ritenuta non più dilazionabile&lt;br /&gt;
la  prerogativa di tale popolo medio-orientale di vivere in un Paese dove possa essere garantita a lungo termine una pace giusta e duratura basata su: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
- il rispetto del diritto internazionale e la piena e completa applicazione delle risoluzioni 242 e 338 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
- il ritiro delle forze di occupazione e lo smantellamento degli insediamenti; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
- il riconoscimento del diritto al rientro dei rifugiati in applicazione della risoluzione 194 delle Nazioni Unite e la liberazione dei prigionieri politici palestinesi; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Visto che&lt;br /&gt;
oltre 100 Paesi in tutto il mondo hanno già riconosciuto lo Stato di Palestina, con sua capitale Gerusalemme est; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Il Consiglio comunale Impegna la Giunta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
ad attivarsi per pressare  il Governo Italiano a riconoscere lo Stato Palestinese entro i confini precedenti l’occupazione del ‘67 e a sostenere  il suo riconoscimento presso le Nazioni Unite.
FdS (Talamonti Giocondo, Nannini Mauro, Luzzi Luzio) IDV (Campili Claudio) Socialisti (Boccolini Giuseppe). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Terni, 21 febbraio 2011
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://talamontigiocondo.blogspot.com/2011/02/comune-di-terni-mozione-avente-per.html&quot;&gt;Il Blog Personale di Giocondo Talamonti&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIOCONDO TALAMONTI: Comune di Terni - Interrogazione: presenza italiana in Afghanistan</title>
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  <updated>2011-01-11T00:00:00Z</updated>
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  <id>556877</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Terni (TR) (Gruppo: Federazione della Sinistra) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Al Sindaco del Comune di Terni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



&lt;b&gt; Premesso che&lt;/b&gt; il nostro contingente in missione in Afghanista  conta, con la morte dell’ultimo soldato, Matteo Miotto (caporal maggiore degli alpini), la trentaseisima vittima, appena preceduta dalla morte in settembre di un tenente del reggimento del col Moschin, deceduto in uno scontro a fuoco con insorti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Preso atto&lt;/b&gt; che  anche il giovane soldato, Miotto,  sarebbe stato ucciso &quot;da un gruppo di insorti&quot; in un &quot;vero e proprio scontro a fuoco, e non da un cecchino isolato&quot;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Tenuto conto&lt;/b&gt; che non si parla più di terroristi, ma di insorti  il che indica che siamo in presenza di atti di guerra e non più in “Missione di pace” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Considerato&lt;/b&gt; che, correttamente si dovrebbe ormai definire la nostra   missione come missione di “Peace Enforcing”, cioè IMPOSIZIONE della pace e come tale  nei fatti si tratterebbe di una vera e propria GUERRA, dalla quale dovremmo  ritirarci subito in base all’art.11 della costituzione italiana. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

&lt;b&gt; Il Gruppo della Federazione della Sinistra chiede al Sindaco&lt;/b&gt; se intende: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
1.	intraprendere iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica ternana sul tema;
2.	 far partecipe di eventuali azioni il Consiglio comunale; 
3.	far sapere al Governo italiano che: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
•	la città di Terni è contraria alla guerra, prima si va via dall’Afghanistan e meglio è per tutti; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
•	il terrorismo internazionale non lo si combatte partecipando all'occupazione dell'Afghanistan; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
•	la cittadinanza, in onore di tutti i caduti ( sia quelli che cadono compiendo il proprio dovere in missioni all’estero, sia quelli morti sul lavoro) condivide il senso di vicinanza alle famiglie e il proprio cordoglio, ma, alla commovente retorica nazional-militarista dell’eroe morto per la patria  che ci propina spesso la TV, chiede il rispetto della Costituzione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Federazione della Sinistra&lt;br /&gt;
Giocondo Talamonti, Luzio Luzzi, Mauro Nannini&lt;br /&gt;

Terni, 10 gennaio 2011 
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://talamontigiocondo.blogspot.com/2011/01/comune-di-terni-interrogazione-presenza.html&quot;&gt;Il Blog personale di Giocondo Talamonti&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Francesco Pastore: Attentato ad Alessandria. Pastore: “Servono messaggi di pace” </title>
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  <updated>2011-01-07T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Puglia (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“Il vescovo dei copti ortodossi di Roma, monsignor Barnaba El Soryany, ha annunciato e ribadito di non volere musulmani alla manifestazione di domenica prossima, 9 gennaio, per la libertà di religione. Ha spiegato anche che non si tratta di un atto di risentimento, bensì della volontà di vivere il lutto per l’attentato del 31 dicembre nell’intimità della propria comunità religiosa. Ad Alessandria sono tornati nella chiesa dei Santi, dove 21 persone sono rimaste uccise, sia per superare la paura che per dare un messaggio a chi semina terrore: le bombe, gli attentati possono ammazzare corpi, abbattere pareti, atterrare edifici, ma quello che è nell’animo ne è immune.
I nostri fratelli cristiani d’Egitto e tutti gli altri cristiani nel mondo ci siano d’esempio. E’ sbagliato fare il gioco di chi vorrebbe far credere che il terrorismo sia un fatto di Dio, le crociate per la fede non sono mai state fatte. Serve coraggio, come quello dimostrato dai cristiani copti ritornati sul luogo dell’attentato, a rivendicare il diritto alla propria fede religiosa, e messaggi di pace”&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.consiglio.puglia.it/applicazioni/cadan/cms_AgenziaNotizie/dataview.aspx?id=164575&quot;&gt;www.consiglio.puglia.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giulio Ferrari: Castelnuovo Rangone e il pellegrinaggio dei «lennoniani»</title>
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  <updated>2010-12-08T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Castelnuovo Rangone (MO) (Lista di elezione: Cen-sin) - Assessore  Comune Castelnuovo Rangone (MO) (Partito: Cen-sin) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Pace, fratellanza e musica si uniscono nel giorno di festa dell’Immacolata Concezione, proprio quando volarono le cinque maledette pallottole di Mark Chapman. Da 25 anni il mito di John Lennon continua a vivere nel modenese, il tutto grazie ad un parco pubblico a Castelnuovo Rangone. Puntualmente infatti, a partire dall’ormai lontano 1985, ogni volta che il calendario segna l’8 dicembre, il Comune di 14mila abitanti diventa meta di pellegrinaggio da parte dei ‘beatlesiani’ di mezza Italia. Nel corso della storia, per rendere omaggio alla memoria del grande musicista assassinato nel 1980, sono arrivati artisti e personaggi del mondo della cultura: Michele Serra, Gaetano Curreri, Ricky Gianco, i Timoria, Alessandro Bergonzoni. Ma come nasce il mito di John Lennon a Castelnuovo Rangone, famosa in Italia, in Europa e nel mondo per il super zampone da quasi 10 quintali finito sul Guinnes dei primati? Il tutto ha inizio proprio nel 1985, ovvero cinque anni dopo l’omicidio di Lennon a Manhattan, quando viene inaugurato un parco che diviene il primo spazio pubblico in Europa dedicato al grande musicista. La decisione della giunta dell’epoca diede il via a polemiche politiche, che trovarono poi un’eco importante sulla stampa locale e nazionale. A far scalpore, oltre alla scelta del personaggio («Non erano meglio i Rolling Stones o Bob Dylan?»), fu anche il binomio tra la cultura beat ed la ‘piccola capitale dei maiali’, giudicato non troppo elegante. La scelta di rendere omaggio a John Lennon aveva motivazioni semplici: lui era un mito del XX secolo, una figura capace di parlare a milioni di persone degli ideali della pace e del valore dell'immaginazione («Imagine all the people sharing all the world», dice la sua canzone più nota, il cui testo è scritto in una targa all’interno del Parco). Da quella prima intitolazione è nato il percorso della «toponomastica degli affetti» castelnovese: i parchi dedicati al Giovane Holden, a Bruno Munari, a Baden Powell, a Sandro Pertini ed Andrea Pazienza, la ciclabile Kerouac, la Passeggiata della Costituzione, lo stradello Falcone e Borsellino e infine anche il largo Fernanda Pivano. Insomma un tentativo di urbanistica e toponomastica ragionata, di stampo culturale, con l’obiettivo di creare luoghi dell’identità e della memoria collettiva. Arrivando all’attualità, anche nel 2010 a Castelnuovo Rangone ci saranno ospiti e testimoni di quel lontano giorno di 25 anni fa: tra questi il sindaco dell’epoca, Massimo Simonini (che ebbe l’idea dell’intitolazione insieme a Roberto Alperoli, attuale assessore a Modena), e Roberto Freak Antoni degli Skiantos. «Il parco Lennon - dice l’assessore comunale alla Cultura Giulio Ferrari - con le caratteristiche panchine, la pista per pattinare e l'arena per i concerti, è ormai una parte fissa della nostra comunità. Nel nostro piccolo proviamo a portare avanti l’aggregazione pacifica delle persone, convinti tra l'erba e il cemento possano trovare spazio la musica, il cinema, lo sport e lo svago».&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://cerca.unita.it/data/PDF0115/PDF0115/text10/fork/ref/10342vfr.HTM?key=castelnuovo&amp;first=1&amp;orderby=1&quot;&gt;L'Unità&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIOCONDO TALAMONTI: Comune di Terni - Interrogazione: Giornata mondiale del bambino</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/11/16/giocondo-talamonti/comune-di-terni-interrogazione-giornata-mondiale-del-bambino/547994"></link>
  <updated>2010-11-16T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>547994</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Terni (TR) (Gruppo: Federazione della Sinistra) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Al Sindaco del Comune di Terni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Premesso che&lt;/b&gt; l’ONU ha proclamato, il 20 NOVEMBRE di ogni anno, 
&quot;GIORNATA INTERNAZIONALE PER I DIRITTI DEI FANCIULLI” per cui sabato 20 p.v., sono in programma, in ogni dove  diverse iniziative, per la sua celebrazione.   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Considerato che molti sono i paesi in cui la guerra, il terrorismo e la violenza, calpestano i più elementari diritti delle popolazioni i cui bambini rappresentano  le vittime più indifese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Preso atto che&lt;/b&gt; la tradizione pacifica, solidale e democratica di Terni, è orientata  a sviluppare una cultura di  pace, di solidarietà e cooperazione tra i popoli. 
Considerato che il gruppo RC/CI, riconoscendosi  pienamente nell’articolo 11 della Costituzione, intende promuovere e favorire anche a livello locale una rinnovata cultura della legalità internazionale che assicuri la pace e la giustizia tra le nazioni. 
Ritenuto opportuno  che le amministrazioni locali si facciano  interpreti  di quella &quot;diplomazia dal basso&quot; che, grazie all'impegno di tante associazioni, di singoli cittadini e degli stessi enti locali, può contribuire  alla crescita di una cultura di pace, d’incontro fra identità diverse, di sviluppo della cooperazione internazionale, in modo  di prefigurare un nuovo modello di globalizzazione, che affermi i valori dell’equità sociale, della promozione dei diritti umani fondamentali, della pari dignità fra popoli e culture, del rispetto del diritto internazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
si chiede al Sindaco e alla Giunta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
• se non ritengono utile convocare, per quella o altra data, una riunione del  Consiglio Comunale, con invito specifico  ai ragazzi delle scuole, agli insegnanti e genitori,  per sottolineare la giusta condanna della comunità verso la violazione dei diritti dei bambini, sottoposti ad abusi, sfruttamenti, maltrattamenti, violenze sessuali, emarginazioni, solidarietà,  pace, equità sociale e promozione dei diritti umani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
• Se non considerano fondamentale, affrontando il problema in forma sistematica e con l’ausilio delle strutture addette per una formazione alla cittadinanza, coinvolgere nella questione i residenti stranieri ai fini di una coesa integrazione multiculturale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Terni, 15 novembre 2010&lt;br /&gt; 
Il Capogruppo RC/CI&lt;br /&gt;
Talamonti Giocondo
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://talamontigiocondo.blogspot.com/2010/11/comune-di-terni-interrogazione-giornata.html&quot;&gt;Il Blog Personale di Giocondo Talamonti&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Emma BONINO: Sakineh. «La sua vita resta in pericolo Non fermiamo la protesta»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/11/04/emma-bonino/sakineh-%C2%ABla-sua-vita-resta-in-pericolo-non-fermiamo-la-protesta%C2%BB-intervista/547646"></link>
  <updated>2010-11-04T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
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  <id>547646</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) - Vicepres. Senato  &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
In un mondo globale non c’è nessuno che possa chiudere i &quot;confini&quot;: anche regimi autoritari, come quello iraniano, devono tener conto della pressione e delle proteste internazionali. Occorre non mollare la presa. Non solo perché la vita di Sakineh è ancora in pericolo, ma anche perché non bisogna dimenticare le migliaia di &quot;Sakineh&quot; che rischiano la pena capitale nel mondo. Per loro, per Sakinek come per Tareq Aziz, la via da battere, la battaglia da portare avanti con la massima determinazione è quella dell’estensione della moratoria sulla pena di morte». &lt;br /&gt;
A sostenerlo è Emma Bonino, vice presidente del Senato e leader radicale.
 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt; La condanna a morte di Sakineh Mohammadi Ashtiani non è stata eseguita. Le pressioni internazionali hanno dunque sortito effetto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Direi di sì. E questo è una indicazione importante che va oltre il caso specifico: significa che in un mondo globale è possibile influenzare anche i regimi più chiusi, autoritari. Le nostre azioni possono incidere. La mobilitazione deve proseguire perché la vita di Sakineh è ancora in pericolo...».
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Cosa dovrebbero fare le grandi democrazie per supportare questa pressione?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Partiamo da ciò che non dovrebbero fare. Non dovrebbero offrire pretesti alle dittature...».
 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;A cosa si riferisce in particolare?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
 «Penso al discorso di Ahmadinejad all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, quando, rivolto agli Stati Uniti, ha affermato che non poteva dare lezioni chi aveva condannato a morte ed eseguito la pena una minorata mentale, Teresa Lewis. Certo, Ahmadinejad ha usato strumentalmente questa tragica vicenda, ma è indubbio che questo vulnus esiste e riconoscerlo ci porta ad una considerazione generale...».
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt; Quale?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
 «Rilanciare con forza la battaglia di civiltà per la moratoria totale della pena di morte. Ogni caso ha una sua storia, ciò vale per Sakineh come per Tareq Aziz, ma è altrettanto vero che essi ci rimandano ad una questione più generale che come tale va affrontata, anche in nome e per conto delle migliaia di &quot;Sakineh&quot; o di &quot;Aziz&quot; condannati nel mondo alla pena capitale. Sappiamo bene che la strada della moratoria è difficile, piena di ostacoli, ma è quella giusta. C’è da lavorare e tanto perché siano sempre di più i Paesi che dichiarino la moratoria, perché la loro adesione alla moratoria può condizionarne altri. Infine, penso che per questa battaglia di civiltà potrebbe dare un grande contributo il Segretario generale delle Nazioni Unite...».
 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt; Quale sarebbe questo contributo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
 «la nomina di un inviato speciale, di alto rango, per la promozione della moratoria sulla pena di morte».
 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Vorrei tornare sull’Iran. Il modo per contrastare il regime di Teheran - afferma la scrittrice iraniana Azar Natisi - sarebbe quello di impedire ad Ahmadinejad di parlare nei consessi internazionali, legare le sanzioni ai diritti umani più che al nucleare e continuare ad essere vicini agli iraniani…&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Sono assolutamente d’accordo a focalizzare l’attenzione della comunità internazionale sui diritti umani e civili più ancora che sul nucleare, come peraltro ci chiede da tempo, inascoltata, Shirin Ebadi. Non credo invece che sia praticabile la strada dell’impedire ad Ahmadinejad di parlare in consessi internazionali. Non credo che sia possibile al capo di uno Stato di parlare, a meno che non si decida di espellere quello Stato dalle Nazioni Unite.&lt;br /&gt;
 Quanti Stati dovrebbero essere espulsi? Fonderemo allora la &quot;Comunità delle democrazie&quot;, cosa alquanto affascinante ma di scarsa praticabilità...».
 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Continuare ad essere vicini agli iraniani, chiede Azar Nafisi...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«È una richiesta che va accolta e praticata con continuità e determinazione. Come sta cercando di fare &quot;Non c’è pace senza giustizia&quot;. È importante rafforzare gli scambi culturali, tra Università, anche su temi che non superino la &quot;linea rossa&quot;, non lasciando le relazioni solo fra Stati o potentati economici, allargandole invece alla società civile. Un dialogo dal basso che può portare a concrete aperture».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=V3WOP&quot;&gt;L’Unità - Umberto De Giovannangeli&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIOCONDO TALAMONTI: Comune di Terni - Ordine del Giorno: L’Onu proibisce le bombe a grappolo. Ma l’Italia continuerà a venderle</title>
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  <updated>2010-08-11T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>504516</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Terni (TR) (Gruppo: Federazione della Sinistra) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;Al Sindaco del Comune di Terni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Premesso che&lt;/b&gt; il primo agosto 2010 la convenzione Onu ha proibito fabbricare, esportare e conservare in depositi più o meno segreti le bombe a grappolo, cluster munition. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Tenuto conto che&lt;/b&gt; le bombe a grappolo polverizzano come le altre, ma non è tutto: disperdono 150, 170 frammenti che non sono schegge qualsiasi, bensì trappole micidiali, colorate per incuriosire chi fruga fra le macerie o le ritrova fra l’erba dei campi. Appena sfiorate scoppiano “più efficaci delle mine-uomo”. Cambiano la vita e ogni anno a migliaia di bambini: chi muore e chi resta per sempre diverso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Considerato che&lt;/b&gt; Gino Strada e la sua Emergency sono testimoni del disastro dell’Afghanistan. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Visto che&lt;/b&gt; il documento siglato da 30 paesi per rendere obbligatoria la convenzione internazionale proposta dal segretario Onu, Ban Ki-moon. Visto che l’Italia se ne è dimenticata. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Si impegna il Sindaco a far conoscere al Governo la posizione di Terni,&lt;/b&gt; città laboriosa che ha scelto di vivere in pace per non conoscere più gli orrori della guerra, bandita dall'articolo 11 della nostra Carta Costituzionale e di farlo in occasione della commemorazione dell’11 agosto 2010 (giornata in cui si scaricarono su Terni oltre 500 Bombe per quattro lunghissimi, interminabili minuti che hanno messo in ginocchio la città) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Giocondo Talamonti
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://talamontigiocondo.blogspot.com/2010/08/comune-di-terni-ordine-del-giorno-lonu.html&quot;&gt;Il Blog Personale di Giocondo Talamonti&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIOCONDO TALAMONTI: Comune di Terni - Ordine del giorno: condanna ferma verso Israele</title>
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  <updated>2010-06-07T00:00:00Z</updated>
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  <id>502123</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Terni (TR) (Gruppo: Federazione della Sinistra) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Al Sindaco del Comune di Terni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Premesso che&lt;/b&gt; l'aggressione israeliana contro la nave di pacifisti diretta a Gaza rappresenta un atto criminale verso il quale è necessaria l'immediata condanna delle istituzioni e delle forze democratiche del nostro Paese. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Tenuto conto che&lt;/b&gt; l’atto, rischia di innescare una spirale di guerra;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Ritenuto doveroso&lt;/b&gt; far sentire  la voce di protesta contro tale stato di cose e farsi promotori in Umbria, in Italia ed in Europa di un'azione di ferma condanna verso Israele, riaffermando il diritto di Gaza, e di tutta la Palestina, di vivere senza embargo in uno Stato libero e democratico;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; 
&lt;b&gt;Giudicato opportuno&lt;/b&gt; assumere iniziative perché  Terni e l’Umbria,  operando in sintonia, sollecitino  il governo italiano ad uscire dal guscio dell’attendismo e chiedere all'Ue di intraprendere un atto forte e determinato nei confronti del governo di Israele. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Il gruppo consiliare di Rifondazione Comunista- Comunisti Italiani chiede al Sindaco e alla Giunta comunale:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
• di mobilitarsi perché la Regione, da sempre terra di pace, svolga un utile ruolo, nell'ambito della Conferenza delle Regioni, ove coordina la commissione speciale “Attività di cooperazione e iniziative per il dialogo e la pace in Medio Oriente'”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
• di esprimere il cordoglio per le vittime del “brutale massacro”;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
• di far sentire il pieno sostegno e appoggio alle azioni del movimento pacifista e di solidarietà internazionale, come il “free gaza movement”, che attraverso l'invio di navi aveva ed ha l'obiettivo di denunciare al mondo l'immorale e infame assedio a cui è sottoposta la popolazione civile di Gaza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Terni,7.06.2010&lt;br /&gt;
RC/CI Talamonti Giocondo, Luzzi Luzio, Nannini Mauro
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://talamontigiocondo.blogspot.com/2010/06/comune-di-terni-ordine-del-giorno.html&quot;&gt;Il Blog Personale di Giocondo Talamonti&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Nichi VENDOLA: Strage navi pacifisti: Il governo di Israele si macchia di sangue innocente. E’ il momento di costruire una mobilitazione internazionale.</title>
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  <updated>2010-05-31T00:00:00Z</updated>
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  <id>500846</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Puglia (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Consigliere Regione Puglia (Lista di elezione: SeL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Una dichiarazione del presidente Nichi Vendola a poche ore dalla strage, compiuta nella notte, da parte di Israele ai danni della flotta di navi dei pacifisti.

&lt;p&gt;
“Si tratta di un’aggressione inedita. E’ la più grave strage compiuta contro chi, da volontario, ha il compito di essere operatore di pace. È un atto di barbarie senza precedenti che dovrebbe determinare indignazione e condanna unanime da parte di tutto il mondo civile. E’ in atto una vera e propria guerra.

&lt;p&gt;
Il governo di Israele si macchia di sangue innocente e determina l’insopportabilità della permanenza dell’azione di occupazione militare di Gaza, della negazione al popolo palestinese della propria terra e del proprio destino. E’ giunto il momento di costruire una mobilitazione internazionale che rappresenti, a fronte delle mille codardie e delle ipocrisie diplomatiche della comunità degli Stati, la leva per produrre cambiamento laddove imperversa invece la logica del muro, la provocazione delle colonie e la violenza di un vero e proprio apartheid etnico.

&lt;p&gt;
Spero che siano i giovani i protagonisti principali di una scossa della coscienza dell’intero mappamondo”. &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.sudnews.it/notizia/35868.html&quot;&gt;www.sudnews.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIOCONDO TALAMONTI: Comune di Terni - Ordine del Giorno:ritiro delle forze militari dall’Afghanistan</title>
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  <updated>2010-03-02T00:00:00Z</updated>
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  <id>480483</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Terni (TR) (Gruppo: Federazione della Sinistra) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Al Sindaco del Comune di Terni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Ordine del Giorno:ritiro delle forze militari dall’Afghanistan&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Premesso che&lt;/b&gt; le notizie che arrivano dall’Afghanistan suggeriscono l’immediato ritiro del nostro contingente e ci convincono sempre di più dell’insensatezza della presenza dei militari Nato su quella terra;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;tenuto conto che&lt;/b&gt;, per quanto riguarda l’Italia, la presenza del contingente stride con i dettami della Costituzione, che parla chiaramente di una Repubblica che rifiuta l’idea di guerra come strumento per la risoluzione di qualsivoglia questione; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;preso atto che&lt;/b&gt; la maggioranza del popolo italiano è contro il proseguimento dell’intervento militare in Afghanistan, che colpisce solo le popolazioni civili senza prospettare alcuna via di uscita pacifica dal conflitto, &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;visto che&lt;/b&gt; nessuno in parlamento ha il coraggio di alzarsi per affermarlo con forza&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Il Gruppo di Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani&lt;/b&gt; ritenendo il proseguimento della guerra in Afghanistan non più accettabile e che bisogna uscire dall’Afghanistan senza se e senza ma, in favore di una soluzione di pace condivisa da tutti i soggetti in campo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;impegna il Sindaco e la Giunta&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
ad intervenire, nelle sedi opportune, perché termini l’intervento militare e per chiedere il ritiro dell’Italia da quello che è, e rimane, un conflitto bellico, non più una missione di pace. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Gruppo RC/CI
Giocondo Talamonti&lt;br /&gt;
Luzio Luzzi&lt;br /&gt;
Mauro Nannini.
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://talamontigiocondo.blogspot.com/2010/03/comune-di-terni-ordine-del-giornoritiro.html&quot;&gt;Il Blog Personale di Giocondo Talamonti&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GUGLIELMO ALLODI: Immigrazione. La cittadinanza onoraria a Quaddorah giunge in un momento preoccupante</title>
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  <updated>2009-05-13T00:00:00Z</updated>
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  <id>391238</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore Provincia Napoli (Partito: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Il riconoscimento attribuito a Jamal Quaddorah dal sindaco di Napoli è un segno particolarmente positivo. Non soltanto perché valorizza il tenace lavoro che Jamal conduce da anni per favorire l'integrazione multirazziale sul nostro territorio, ma anche perché giunge in un momento di forte preoccupazione per quello che sta accadendo nei confronti dei migranti&quot;. 
&lt;p&gt;E' il commento dell' assessore provinciale Guglielmo Allodi in merito al conferimento della cittadinanza onoraria al responsabile immigrazione della Cgil Campania.&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;&quot;Le posizioni assunte dal governo e dal presidente del consiglio in questi giorni sono state vergognose. 
&lt;p&gt;Penso - sostiene Allodi - che occorra mettere insieme le energie di tutti coloro che da anni sono attivi sul tema della costruzione della pace e della convivenza multiculturale, per costruire una nuova iniziativa che serva a impedire una simile barbarie. E personalità come Jamal - conclude Allodi - o soggetti come la Tavola per la pace e gli altri movimenti con i quali abbiamo lavorato a lungo quando si è trattato di mettere in campo iniziative rivolte al popolo palestinese potranno essere determinanti per riuscire ad affermare la cultura della solidarietà e dell'integrazione&quot;.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.guglielmoallodi.wordpress.com&quot;&gt;http://guglielmoallodi.wordpress.com/&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Piero FASSINO: «Basta mosse inutili. Il governo si impegni per la tregua subito»  -  INTERVISTA</title>
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  <updated>2009-01-05T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Al governo italiano chiediamo di non limitarsi a dichiarazioni formali o a generici quanto inutili auspici, ma di agire in sede europea e in ogni altra sede internazionale perché, come si fece due anni fa per il Libano, si assumano concrete iniziative utili a spegnere l'incendio che sta infiammando il Medio Oriente». A chiederlo è Piero Fassino, ministro degli Esteri del governo-ombra del Pd.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
A Gaza è guerra totale. E la comunità internazionale sta a guardare.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Serve immediatamente una iniziativa internazionale analoga a quella che, su spinta italiana, fu messa in campo per porre fine, nell'estate del 2006, alla guerra in Libano. E cioè convincere le parti a sospendere le ostilità, inviare osservatori internazionali e se necessario una forza di pace, per garantire il mantenimento e il rispetto della tregua. Ed è una iniziativa che deve essere portata avanti sin dalle prossime ore, sollecitando l’Unione europea ad assumerla».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Quale ruolo può avere in questo senso il governo italiano?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Al governo chiediamo di non limitarsi a dichiarazioni formali o a generici quanto inutili auspici. Occorre invece che si agisca in sede europea e in ogni altra sede internazionale perché vengano assunte concrete iniziative utili a spegnere l'incendio che sta infiammando il Medio Oriente. Insisto su questo: serve ottenere subito una tregua per spezzare una spirale di violenza che sta scavando, tra palestinesi e israeliani, un solco sempre più profondo di incomunicabilità, di odio e di negazione reciproca. Il passato dovrebbe servire a tutti da lezione».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Quale lezione?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Le tante drammatiche vicende che ormai da sessant'anni sconvolgono il Medio Oriente ci dicono che il tempo non lavora per la pace. Bisogna agire adesso e con determinazione per evitare che sia compromessa definitivamente ogni possibilità di negoziato. E questo significa che, ottenuta la tregua, occorre avviare da subito la preparazione di una Conferenza internazionale di pace che metta attorno al tavolo tutti i protagonisti della Regione, e consenta di giungere a quella pace negoziata che è l'unica via per garantire i diritti sia di Israele che dei palestinesi. Naturalmente la possibilità di arrivare alla pace richiede che tutti i protagonisti di questa crisi non rivendichino solo il proprio diritto ma riconoscano anche il diritto dell'avversario. Il che significa che occorre una forte azione della comunità internazionale per dire chiaramente ad Hamas che se vuole essere parte del processo di pace deve riconoscere a sua volta il diritto d'Israele ad esistere. Questo è un passaggio essenziale».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Essenziale perché?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Perché in Medio Oriente sono in conflitto non già un torto e una ragione, ma due ragioni, ed è solo riconoscendole entrambe che quel conflitto potrà trovare soluzione. Peraltro, un passaggio analogo la comunità internazionale l'ha già vissuto».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;A cosa si riferisce?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Penso agli anni '70 e '80. quando si disse all'Olp di Yasser Arafat che solo riconoscendo il diritto d'Israele ad esistere, anche i palestinesi avrebbero potuto veder realizzati i propri diritti. E fu proprio la soppressione dell'articolo della Carta costitutiva dell'Olp, che parlava di distruzione d'Israele, ad avviare la stagione del dialogo e della ricerca di una pace negoziata».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Per tornare all'Italia. La destra accusa il Pd di sottovalutare le ragioni di difesa d'Israele.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Di fronte a un dramma così enorme, non è davvero il tempo di polemiche meschine. Il Pd ha sempre riconosciuto i diritti di Israele e anche il suo diritto all'autodifesa. Ma tutti devono essere consapevoli che la pace non sarà figlia di una soluzione militare. Per questo è urgente far tacere le armi e restituire parola alla politica e al negoziato. E l'Italia deve fare la sua parte come abbiamo fatto in Libano due anni fa».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=KCX42&quot;&gt;l'Unità - Umberto De Giovannangeli&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Paolo GIARETTA: Bandiera della pace vietata: «Cose da Ventennio»</title>
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  <updated>2008-09-27T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>374830</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Solidarietà ai missionari comboniani anche dal Partito Democratico del Veneto, che condanna gli «insopprimibili istinti censori dell’amministrazione Tosi», giunta persino a vietare a dei religiosi l’esposizione della bandiera della pace.
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

«Costringere i missionari della Carovana della Pace a ritirarsi in un luogo appartato, invece che poter testimoniare liberamente e apertamente il loro impegno per la pace in piazza Brà, vuol dire vietare ai cittadini veronesi di vivere un momento di riflessione sui temi della pace e della solidarietà tra i popoli – afferma il sen. Paolo Giaretta, segretario regionale del PD veneto – In Italia queste cose accadevano nel Ventennio fascista. Abbiamo capito che esponenti politici della destra veronese e veneta e della Lega Nord hanno nostalgie malsane e non fanno nulla per nasconderle, ma è inaccettabile che atteggiamenti censori ingiustificati vengano avallati da un’istituzione pubblica, quale è il Comune di Verona, che dovrebbe essere depositario dei valori di tolleranza e libertà su cui si basa la convivenza civile nel nostro Paese».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


«Mi auguro che la città di Verona, che ha una grande tradizione nel volontariato, nella solidarietà e nel pacifismo, sappia difendersi dall’intolleranza che stanno dimostrando alcuni suoi amministratori locali» conclude il segretario del PD veneto.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticoveneto.org/dett_news.asp?ID=428&quot;&gt;partitodemocraticoveneto.org&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giampaolo FOGLIARDI: Bandiera della pace vietata a Verona: solidarietà alla Carovana della pace.</title>
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  <updated>2008-09-25T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>374827</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Sono allibito di fonte alla pretesa dell'assessore Di Dio di vietare la bandiera arcobaleno alla Carovana della pace. E' una offesa a tutta la città di Verona - afferma l'on. Giampaolo Fogliardi - e rivela una Amministrazione comunale priva degli alti valori che il governo di una città come Verona richiederebbe».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


«Siamo caduti nel grottesco - prosegue il deputato - se definiamo, come fa l'assessore, la bandiera della pace un simbolo dell'estrema sinistra, senza ricordare il richiamo all'arcobaleno biblico, ponte di pace fra Dio e l'umanità o la bellissima stagione della &quot;pace da tutti i balconi&quot; nei tragici momenti dell'avvio della guerra in Iraq».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


Verona ha una grande tradizione nel volontariato, nella solidarietà e nel pacifismo, basti pensare ai Comboniani. «I missionari ben fanno a rifiutare le condizioni imposte da una amministrazione che loro stessi giudicano &quot;dispotica&quot; - conclude Fogliardi - perché, come giustamente affermano, &quot;La dignità non è merce di scambio&quot;».&lt;br /&gt;




&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticoveneto.org/dett_news.asp?ID=425&quot;&gt;Segreteria on. Fogliardi&lt;/a&gt;</summary>
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