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  <title>Openpolis - Argomento: papa</title>
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  <updated>2012-05-23T00:00:00Z</updated>
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  <title>FRANCO MIRABELLI: Su MM5 sono fuori luogo le strumentalizzazioni politiche. La regione si assuma le sue responsabilità</title>
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  <updated>2012-05-23T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>640361</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Lombardia (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;La mancata certificazione di sicurezza da parte del Ministero che impedisce di poter utilizzare la linea MM5, per portare una parte dei fedeli al Parco Nord in occasione della visita del Papa, è una brutta notizia. Ma le strumentalizzazioni politiche di queste ore sembrano davvero fuori luogo. In particolare vorremmo ricordare a Formigoni che nel comitato per la sicurezza, che ha inviato al Ministero i documenti non ritenuti dallo stesso sufficienti, la Regione Lombardia ha un rappresentante esattamente come MM e quindi deve assumersi le proprie responsabilità anziché cercare di scaricarle su altri. 
&lt;p&gt;Ad oggi vorremmo sapere da Formigoni, visto che solo una piccolissima parte di fedeli avrebbe potuto usufruire della MM5, quanti soldi la Regione ha messo a disposizione per il trasporto dei 700.000 fedeli fino a Bresso visto che ci risulta che non è stato dato nulla per il trasporto se si esclude il contributo a Trenord. 
&lt;p&gt;Infine suggeriamo al consigliere Davide Boni, prima di compiacersi per figuracce internazionali che al momento attuale non ci sono e ne ci saranno, di preoccuparsi di ciò che farà la sua Giunta regionale per risolvere il problema&quot;.
&lt;p&gt; Lo afferma il consigliere regionale Pd della Lombardia &lt;b&gt;Franco Mirabelli&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://francomirabelli.it/html/comunicati-stampa/473-su-mm5-sono-fuori-luogo-le-strumentalizzazioni-politiche-la-regione-si-assuma-le-sue-responsabilita&quot;&gt;francomirabelli.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>MARINA STACCIOLI: CANNABIS, “DA ROSSI AFFERMAZIONI STUPEFACENTI”</title>
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  <updated>2012-05-08T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>627289</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Toscana (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;


“Un tentativo puerile diretto ad accattivarsi le simpatie dei giovani. L’unico risultato che si ottiene a suon di permissivismo è quello di far passare il messaggio sbagliato”. Con queste parole Dario Locci e Marina Staccioli, consiglieri regionali del Gruppo Misto, replicano al Presidente Enrico Rossi, che ieri ha “sdoganato” lo spinello. “Siamo stupefatti dalle affermazioni di Rossi – dichiarano – . Un conto è parlare di farmaci cannabinoidi per alleviare il dolore, un conto è legittimare il fumo a scopi ludici. Come può il Presidente della Regione incoraggiare i giovani a farsi le canne? Così si alimenta l’equazione divertimento uguale sballo, già piuttosto diffusa nell’universo giovanile”. “Continuiamo così, tutto è lecito, tutto va bene: per l’ennesima volta – commenta Locci – il Governatore mette in liquidazione la nostra società in nome di una buona uscita sulla stampa. Un po’ di coerenza non guasterebbe da parte di un Presidente che accoglie allo stesso modo il Gay Pride e la visita del Papa e ora sdogana anche lo spinello”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.consiglio.regione.toscana.it/politica/comunicati-stampa-dei-gruppi-politici/comunicato/testo_comunicato.asp?id=9334&amp;filtro=&quot;&gt;www.consiglio.regione.toscana.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>MARINA STACCIOLI: Non prendiamo lezioni di catechismo da Rossi</title>
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  <updated>2012-05-02T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Toscana (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
I due consiglieri del Gruppo Misto, “No a strumentalizzazioni politiche della visita del Papa”.
&lt;p&gt; 

“Non accettiamo lezioni di catechismo dal Presidente Rossi”. Con queste parole i consiglieri regionali Dario Locci e Marina Staccioli (Gruppo Misto) commentano la visita “a sorpresa” dell’Arcivescovo di Arezzo, Cortona e Sansepolcro, Mons. Riccardo Fontana, in Consiglio regionale. Su invito del Presidente della Giunta, infatti, è stata indetta per oggi una seduta solenne del Consiglio per permettere all’Arcivescovo di spiegare programma e contenuti della visita di Papa Benedetto XVI ad Arezzo, la Verna e Sansepolcro il prossimo 13 maggio. “Da cattolici praticanti, commossi dalla visita del Papa in Toscana, siamo profondamente addolorati – proseguono i consiglieri – da questo tentativo di strumentalizzazione politico-mediatica. E’ inaccettabile che il Governatore cerchi di mettere il cappello su un evento che non necessita nel modo più assoluto né del suo appoggio né di alcuna spiegazione”. 
&lt;p&gt;“Per questo – dichiarano - abbiamo deciso di non partecipare alla seduta del Consiglio che si è tenuta oggi pomeriggio. Teniamo a sottolineare, inoltre, che lo stesso Presidente del Consiglio ha ricevuto la comunicazione ufficiale della visita del Vescovo solo una settimana fa, quando in realtà il carteggio tra Rossi e Sua Eccellenza andava avanti da almeno un mese”. “Evitiamo queste commistioni – aggiungono Locci e Staccioli – e ognuno mantenga il proprio ruolo. Tanto più che a ben guardare in questo carteggio si pongono le premesse di un evento politico-mediatico, in cui l’aspetto pastorale viene messo del tutto in secondo piano”. “Si parla di una equipe di esperti – spiegano – selezionati per spiegare e comunicare la visita di Sua Santità, con particolare riferimento ai mass media, ma anche di un contributo economico da parte della Regione, definito in 120mila euro”. “In un momento di crisi come questo – concludono Locci e Staccioli – tutto ci saremmo aspettati tranne che anche la Diocesi di Arezzo andasse a battere cassa in Regione”. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.consiglio.regione.toscana.it/agenzia-stampa/Comunicati-stampa/&quot;&gt;Consiglio Regionale della Toscana&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>David-Maria SASSOLI: Chiesa interpreta le inquietudini di tutti</title>
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  <updated>2011-10-24T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>617807</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Ancor una volta la Chiesa dice a tutti che senza giustizia non si esce dalla crisi&quot;. Lo afferma da Strasburgo il capogruppo del Pd al Parlamento europeo, David Sassoli. &quot;Come è già accaduto in altri momenti cruciali della storia - il pensiero va a Papa Wojtyla e alla sua coraggiosa presa di posizione contro la guerra in Iraq - anche oggi la Chiesa si fa portavoce dell'inquietudine e delle preoccupazioni che stanno attraversando il nostro tempo, interpretando i sentimenti di tutti, credenti e non credenti&quot;. &quot;In particolare - aggiunge Sassoli - la proposta per una tassa sulle transazioni finanziarie, un tema su cui da mesi si battono i progressisti europei, è la dimostrazione che quando al centro c'è la reale volontà di contrastare le iniquità e di non lasciare indietro nessuno, non esistono steccati ma solo buon senso. Adesso, dopo l'ennesimo autorevole richiamo, il Consiglio europeo di mercoledì dica finalmente una parola chiara su una misura necessaria e urgente&quot;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.agenparl.it/articoli/news/politica/20111024-crisi-sassoli-pd-chiesa-interpreta-inquietudini-di-tutti&quot;&gt;AGENPARL&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Segretezza del voto su Papa: un tema che non esiste</title>
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  <updated>2011-07-21T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Il tema della segretezza del voto di ieri non esiste. Il singolo deputato può dichiarare il proprio voto, e il sistema garantisce la segretezza del suo voto. Chi vuole votare palesemente malgrado lo scrutinio segreto per non essere accusato all'esterno, può farlo, come noi abbiamo fatto ieri, senza che la legittimità della votazione risulti compromessa&quot;. Lo dice nell'Aula della Camera il capogruppo del Pd, &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, replicando alle accuse della maggioranza al suo gruppo di aver compromesso la segretezza del voto sull'arresto di Alfonso Papa. Secondo quanto affermato dal capogruppo PdL, Fabrizio Cicchitto, sarebbero ravvisabili gli estremi per l'invalidazione del voto di ieri e in asseanza di garanzie sulla segretezza del voto, il PdL potrebbe ritirare la propria adesione all'utilizzo del sistema di voto elettronico. &quot;Il sistema di segretezza del voto - ha puntualizzato &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt; - è a tutela dei singoli parlamentari, ma nulla osta che il singolo deputato possa rendere palese il suo voto&quot;.

&lt;p&gt; &lt;a href=&quot;http://youtu.be/BXw06yNLvPA&quot;&gt;&lt;b&gt;Video dell'intervento di Dario Franceschini&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=5206&quot;&gt;dariofranceschini.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Papa: il Pd chiede il voto palese</title>
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  <updated>2011-07-20T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>590183</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;«Chiediamo di ritirare la richiesta di voto segreto. La Lega si associ alla nostra richiesta»: lo ha detto nell'Aula della Camera il capogruppo del Pd &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, riferendosi alla votazione sull'arresto di Alfonso Papa. Franceschini si è associato all'analoga richiesta avanzata dal leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini.
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://youtu.be/dNhEoP3sSGo&quot;&gt;&lt;b&gt;Video della dichiarazione di Dario Franceschini&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://youtu.be/dNhEoP3sSGo&quot;&gt;deputatipd.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Inchiesta P4: la Lega si fa scudo con il voto segreto</title>
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  <updated>2011-07-19T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Come per tutte le altre votazioni sulle autorizzazioni a procedere di questa Legislatura, il Pd non chiederà il voto segreto e sarebbe bene che facessero così anche gli altri gruppi. Se c'è un momento in cui serve la trasparenza e l'assunzione di responsabilità è questo&quot;. E' la richiesta che il capogruppo del Pd &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt; rivolge alla vigilia del voto sulla richiesta di arresto per il deputato PdL Alfonso Papa, domani in Aula. &quot;Il voto segreto si presta a trucchi e imbrogli e fa comodo a troppi, a cominciare dalla Lega, che dopo avere cambiato dieci posizioni ora non sa come uscirne&quot;.

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=5202&quot;&gt;dariofranceschini.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Inchiesta P4: il Pd voterà compatto per l'autorizzazione all'arresto di Papa</title>
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  <updated>2011-07-16T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Nessuno di noi ha chiesto e chiederà il voto segreto. Comunque, sia in caso di voto palese o di voto segreto, non c'è mezzo deputato del Pd che ha dubbi in proposito: voteremo compatti per l'autorizzazione all'arresto di Papa&quot;. Così il capogruppo alla Camera del Partito Democratico, &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, indicando la linea del partito quando il caso Papa sarà esaminato in Aula il 20 luglio prossimo.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=5197&quot;&gt;Adnkronos&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Patrizia TOIA: Tutta la comunità cristiana è orgogliosa della guida di Tettamanzi</title>
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  <updated>2011-06-11T00:00:00Z</updated>
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  <id>583874</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Siamo ancora una volta di fronte ad un attacco, anche particolarmente furioso, da parte della Padania verso una figura eminente e illuminata come il nostro Cardinale, Arcivescovo Tettamanzi”. È il commento di &lt;b&gt;Patrizia Toia&lt;/b&gt;, parlamentare europea del Partito Democratico, all’articolo apparso su La Padania nei confronti dell’Arcivescovo di Milano.



&lt;p&gt;“Si tratta ancora una volta di falsità miste a strumentali interpretazioni delle sue parole tese ad attribuirgli un profilo politico laddove, invece, ci sono solo le parole del Vangelo e la Verità - spesso molto scomoda per i cristiani più blandi - di un insegnamento fedele alla Parola. Il Cardinale, lo ha già detto lui stesso, parla con il Vangelo e, naturalmente, cerca di entrare in sintonia con la sua diocesi e la sua città, al di là di ogni miope lettura”; afferma &lt;b&gt;Patrizia Toia&lt;/b&gt;.
 

&lt;p&gt;“Sono certa che tutta la comunità cristiana sia orgogliosa e felice di un Pastore come il Cardinale Tettamanzi, che ci ha guidati in questi anni con grande lungimiranza. Spiace constatare tanta meschinità in chi dovrebbe invece, come tutti i cristiani, fermarsi ad ascoltare, riflettere e lasciarsi provocare. Tra l’altro dopo le recentissime parole del Papa cosa diranno queste reticenti lettori della Padania? Che anche le parole del Papa sono politica?. Per favore ci si fermi un attimo prima di cadere nel ridicolo o nella vergogna”; conclude &lt;b&gt;Toia&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.patriziatoia.it&quot;&gt;patriziatoia.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Marco BELTRANDI: Rai. Beltrandi: dopo Pio XII, fiction su Paolo III Farnese</title>
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  <updated>2010-04-10T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Vorrei dare un suggerimento ai responsabili delle fiction Rai: dal momento che ormai sta diventando sempre più difficile trovare altri illustri esponenti della Chiesa Cattolica a cui dedicare fiction, credo sia infine arrivato il momento per farne una su papa Paolo III Farnese, il cui esempio mi appare particolarmente significativo ed emblematico, dato il contesto odierno.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=155658&quot;&gt;www.radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Marco CAPPATO: Mai sminuire la Shoah! Ma il Papa parla degli Ebrei o degli embrioni? </title>
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  <updated>2009-05-12T00:00:00Z</updated>
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  <id>391212</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'  Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l' Europa) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
L'invito del Papa andrebbe raccolto. Dal Vaticano!! 
&lt;p&gt;
I nomi delle vittime della Shoah non devono mai «perire» e «le loro sofferenze» non devono «essere mai negate, sminuite o dimenticate». Queste le parole di Benedetto XVI ieri allo Yad Vashem, il memoriale dell'Olocausto. Molto bene. Era necessario un chiarimento, quantomeno dopo la riammissione dei negazionisti nella Chiesa Cattolica. Peccato non ci siano parole sul ruolo di Pio XII di fronte alla persecuzione nazifascista degli ebrei, ma non si può avere tutto.

&lt;p&gt;
Rimane però un problema. A parte i negazionisti alla Williamson, e a parte qualche neonazista, chi è che &quot;sminuisce&quot; l'Olocausto?

&lt;p&gt;
Giovanni Paolo II nel suo libro aveva definito l'aborto il &quot;Nuovo Olocausto&quot;, &quot;sterminio legale degli essere concepiti e non ancora nati&quot;, uno &quot;sterminio deciso addirittura da parlamenti eletti democraticamente&quot; (aggiungendo poi un passaggio sulle &quot;gravi forme di violazione della legge di Dio&quot;, tra cui le &quot;forti pressioni del Parlamento europeo&quot; sulle &quot;unioni omosessuali&quot; riconosciute &quot;come una forma alternativa di famiglia&quot;: &quot;è lecito e anzi doveroso - scriveva il papa - porsi la domanda se qui non operi ancora una nuova ideologia del male, forse la più subdola e celata, che tenta di sfruttare, contro l'uomo e contro la famiglia, perfino i diritti dell'uomo&quot;. Dall'Olocausto alle coppie di fatto il passo sembrerebbe breve. Anche perché dichiarazioni del genere si sono susseguite, ad esempio nel paragonare l'eugenetica nazista all'analisi preimpianto, oppure all'eutanasia legale e volontaria di adulti consenzienti e afflitti da malattie incurabili e da dolori lancinanti.

&lt;p&gt;
Non si vede la differenza tra un criminale nazista che porta gli ebrei nelle camere a gas e una donna che decide di abortire? O tra lo sterminio di milioni di persone e l'utilizzo di embrioni sovrannumerari (cioè comunque destinati a marcire nei congelatori) per la ricerca contro malattie mortali, definito da Benedetto XVI &quot;un attentato alla pace&quot;?

&lt;p&gt;
Mai sminuire la Shoah. Che il Papa ascolti il Papa.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://lnx.marcocappato.it/node/38911&quot;&gt;www.marcocappato.it &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Ignazio Roberto Maria MARINO: &quot;Un partito serio decide a maggioranza anche sull'etica&quot;  -  INTERVISTA</title>
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  <updated>2009-02-20T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Ignazio Marino, 54 anni, è tornato in Italia da tre anni. Viveva a Pittsburgh, poi a Philadeplhia. Dirigeva il centro trapianti di una delle più antiche università americane, il Jefferson medical college. Trapianti di fegato. «Ho scelto di occuparmi del fegato perché è l`intervento ancora oggi tecnicamente più difficile. Ero attratto, da ragazzo, dall`idea di poter fare qualcosa che non tutti sono in grado di fare». Opera ancora, la domenica e il lunedì, a Verona. E` nato a Genova, ha una figlia adolescente, ha studiato alla Cattolica. E` cattolico, cresciuto con gli scout. A chi entra nel suo ufficio - una mansarda a Sant`Ivo alla Sapienza - mostra una lettera indirizzata da Paolo VI ai medici cattolici nel 1970. «Legga, io non avrei saputo dire parole così». Scriveva il Papa: nella fase terminale di una malattia incurabile dovere del medico è «alleviare la sofferenza e non prolungare con qualunque mezzo una vita che non è più pienamente umana». Non pienamente umana. Parliamo della legge sul testamento biologico proprio oggi che in commissione il gruppo del Pd si è diviso: 6 senatori tra cui Marino hanno votato contro la proposta Calabrò, il ddl del governo, 3 si sono astenuti. Tra questi Dorina Bianchi,  teo-dem che da pochi giorni ha preso il suo posto alla guida del gruppo Pd in commissione Sanità. Tra ex Ds ed ex Margherita si è consumato ieri uno scontro aspro che a molti è parso il prologo di quel che potrebbe accadere da domani nel Partito democratico. Anche di questo, delle sorti del partito, parliamo con Marino: pensa che si debba arrivare al più presto a «delle primarie vere, non di  corrente». Di sé dice: «Non sono la persona più adatta, ma i candidati non si autocandidano. Quando c`è un`indicazione collettiva sono chiamati al confronto. Non è affatto una mia aspirazione ma se fosse utile ad un cammino comune, certo».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Senatore, lei ha detto che se passasse questa legge bisognerebbe sottoporla a referendum. Marini ha commentato che le sue sono `fantasie da scienziato`. Gasparri, dopo il voto di ieri, che `la linea Marino è stata sconfitta`. Si sente sconfitto?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


 «Siamo in un pasticcio, si dovrebbe ripartire dall`esame della realtà. Non c`è bisogno di essere scienziati per contare fino a dieci: se su 9 persone 6 esprimono un parere questa è la maggioranza. Ho osservato ieri che si dovrebbe tener conto dell`opinione della maggioranza, rappresentarla. Non vorrei che si arrivasse alla decisione di non decidere, tutto qui. Quel disegno di legge è incostituzionale e antiscientifico. Il centrodestra ha mostrato finora assoluta indisponibilità alle modifiche. Se così com`è avremmo migliaia di ricorsi alla Corte costituzionale».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Perché?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«All`articolo 2 dice che l`attività medica non può in nessun caso consentire la morte del paziente. Welby non potrebbe più decidere di sé, domani: nessuno potrebbe staccare il respiratore a chi lo voglia. L`articolo 5 parla di idratazione e alimentazione come forme finalizzate ad alleviare le sofferenze e le esclude dal testamento biologico: anche a voler banalizzare e parlare, come si fa, di pane e acqua ciascun medico sa che non è questo ad alleviare le sofferenze del paziente. Inoltre mi domando, per paradosso: e l`aria? Perché non è contemplata la respirazione forzata che, come in assenza di capacità di deglutire, è determinata da una lesione neurologica e muscolare? All`articolo 6 il testamento biologico è di fatto reso inapplicabile. Si dice che bisogna andare ogni tre anni a depositarlo dal notaio, che i notai devono accoglierlo a titolo gratuito (non sono stati sentiti! Lo farebbero?) che bisogna andarci col medico di base e col fiduciario. Immagini questo corteo di persone che ogni tre anni va dal notaio. Un medico di base, che ha in media 1500 assistiti, dovrebbe andarci 500 volte all`anno, escludendo i festivi anche 3 volte al giorno. Una ragazza di 18 anni che voglia fare oggi la dichiarazione dovrebbe tornarci col corteo circa 24 volte nella vita. Tutto questo senza che le disposizioni siano vincolanti. E allora per cosa tanta fatica? Bisognerebbe piuttosto ripartire dalla Costituzione».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Cosa intende?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


 «La salute è un diritto di tutti gli individui, c`è scritto. Individui, non cittadini. Pensi al dibattito di questi giorni sulle cure mediche agli immigrati. Nessuno può essere sottoposto a trattamento sanitario contro la sua volontà. Allora dov`è il problema se si fa una legge che lasci a ciascuno la scelta?»&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Lei, da cattolico, non sente il bisogno di fare proselitismo per le ragioni della vita?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


 «I principi morali non si impongono per legge. La catechizzazione, eventualmente, si fa con l`esempio».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Non hai mai avuto difficoltà a interrompere un trattamento?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


 «L`ho avuta, sì, a lasciar andare un paziente. In questi casi la soluzione si trova dentro l`ospedale. Non ho mai tolto un respiratore, come spesso i parenti chiedono negli ultimi momenti per avere intimità col malato. Togliere il respiratore mi riesce difficilissimo. Ho chiesto di farlo ai miei collaboratori, se quella era la volontà espressa. Ho avuto una donna di 27 anni con un figlio di 5 colpita da un`epatite fulminante, dopo il trapianto il decorso ha avuto un esito pessimo ed eravamo oltre i protocolli: non c`era da insistere. Nonostante il parere dei colleghi ho deciso di trapiantarla di nuovo. Era il 2002, mi chiama ancora ogni tanto. Ho avuto un veterano del Vietnam colpito da epatite b, aveva un testamento biologico precisissimo: dopo due settimane di terapia intensiva il trattamento doveva essere sospeso. Suo fratello ha fatto cinque ore di volo per assicurarsi che fosse rispettato. Pensavo che ci fossero ancora possibilità, ho convocato il comitato etico dell`ospedale che ha deciso di rispettare la libera scelta del malato. Il vero umanesimo è rispettare la volontà degli uomini anche quando è difficile. Il ricorso alla tecnica finisce per essere idolatria, è una rinuncia alla carità cristiana che è ascolto. Sono credente ma il compito del legislatore è laico».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Lei si è dimesso ad ottobre da capogruppo per presiedere la commissione d`inchiesta sull`efficienza del Servizio sanitario pubblico. Con che progetto?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


 «Vorrei studiare gli indicatori sulla qualità e l`efficienza delle nostre  Asi. Per esempio. Quante fratture di femore vengono operate entro 48 ore dal ricovero? Quanti giorni prima di un intervento programmato avviene il ricovero? Se avviene 5 giorni prima si stanno usando male i soldi. Si trovano le migliori Asl e le peggiori, si interviene non in base a un criterio clientelare o politico ma in base a dei parametri di qualità».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Bisognerebbe poterlo fare anche in politica con le candidature.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


 «Certo. Bisognerebbe entrare in una fase in cui si candida chi lo voglia, e su questo non ci sarà carenza. Tra chi lo voglia si dovrebbe scegliere chi sia più adatto a quel ruolo. Non equilibri alchemici tra correnti: il profilo. Bisognerebbe sottoporre le persone al giudizio degli elettori».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;E’ soddisfatto di aver lasciato l`America per fare politica?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Un giorno, due anni fa, ho parlato in aula a favore di un emendamento alla finanziaria che assegnava 180 milioni di euro all`anno per indennizzare i pazienti danneggiati negli ospedali col sangue infetto. Ho raccontato di quelli che avevo visto, entrati con una frattura e usciti con l`Aids. I loro occhi. Tutta l`aula ha votato. Ci sono altri modi di fare qualcosa per la salute oltre lo sala operatoria».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;La chiesa non è sulle sue posizioni.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


 «La chiesa sono le suore di Haiti che curano i lebbrosi, non è il clero. La chiesa universale ha una straordinaria capacità di esserci. Sono stato scout negli anni`70, si discuteva di campi estivi comuni: la coeducazione di maschi e femmine. Si immagina? Paolo VI non si oppose a quel processo. Controllo, certo, ma non ostacolo».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Si candiderebbe alle primarie del Pd?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


 (ride) «Non sono adatto. Franceschini si assume il compito e la responsabilità. Dovrà dare un segnale forte di discontinuità nella scelta delle persone. Poi si procederà secondo le regole. Bisogna poi arrivare alle primarie, certo. Magari per aree geografiche, con una competizione nel paese».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;E a quel punto lo farebbe?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Non credo di avere il profilo giusto. Però i candidati li indicano gli elettori. Se mi toccasse fare una parte di cammino non mi tirerei indietro».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Beppino Englaro aderisce alla manifestazione di domani contro la «legge barbara». Lei sarà in piazza?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Difficile, c`è l`Assemblea nazionale».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=KU41M&quot;&gt;L’Unità - Concita De Gregorio&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Wladimiro Vladimir Luxuria GUADAGNO: «Non siamo schegge impazzite nel progetto divino»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/12/23/wladimiro-vladimir-luxuria-guadagno/%C2%ABnon-siamo-schegge-impazzite-nel-progetto-divino%C2%BB-intervista/383163"></link>
  <updated>2008-12-23T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>383163</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
«Ma perché la Chiesa, prima di giudicare chi coscientemente opera una trasformazione per adeguare l’anima al corpo non si interroga sulle proprie colpe? Ha dimenticato, per esempio, la pratica dei castrati, i ragazzini che venivano comprati alle famiglie povere e mutilati sessualmente per preservare le loro voci bianche nei cori»? «Noi - spiega Vladimir Luxuria, transgender per sua stessa definizione, un curriculum ricco di impegni civili (ex parlamentare di Rifondazione) e artistici (vincitore dell’ultima ”Isola dei famosi”) - non ci consideriamo affatto schegge impazzite al di fuori del progetto divino».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Secondo lei, perché il Papa ha parlato di queste cose proprio oggi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Perché voleva rovinarci il Natale. Continuo a credere che un certo egoismo spinga le persone che si riconoscono in un genere a continuare ad ignorare il percorso di sofferenza, psicologica e fisica, che attraversano trans e transgender».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Lei è cattolica Luxuria?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «No, per fortuna sono buddista. Ma lo sono molte trans che vivono con grande dissidio la loro condizione, si sentono trattate come peccatrici. Dolorosissima, per esempio, è la situazione delle trans che vorrebbero operarsi e di quelle già operate cui lo stato ha riconosciuto il cambio di sesso e che non possono sposarsi con rito religioso perché la Chiesa, invece, nega il cambio di identità».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; I trans cattolici si sentono feriti dalle parole del Papa?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
«Certamente si, molte di queste persone sono state già rifiutate dalla famiglia per la loro condizione».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Perché Benedetto XVI ha parlato di «gender» proprio con la Curia?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Intanto perché si è chiarito il no del Vaticano alla mozione francese sulla depenalizzazione dell’omosessualità che apriva anche all’identità di genere. E poi, perché forse è proprio un segnale alla Curia: è un monito alla non accoglienza di questa diversità, a continuare a negare il matrimonio omosessuale».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Forse anche una risposta a quell’articolo, apparso qualche tempo fa sulla rivista dei Gesuiti milanesi, in cui si intravedeva una apertura sulle unioni omosessuali?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Certamente si. Questo Papa è assolutamente minoseista, avversa ogni novità. Continua a voler una Chiesa sempre più chiusa. Ignora, o finge di ignorare, che ogni anno il 2 febbraio a Montevergine si svolge la festa della Candelora in cui i trans si recano al santuario a rendere omaggio alla Madonna Schiavona che considerano la loro protettrice. Questo Papa ossessionato dal sesso non considera la nostra spiritualità». 

 
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=KA15L&quot;&gt;Il Mattino - Gaty Sepe&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Maria Antonietta FARINA COSCIONI: Non siamo in una Repubblica pontificia: dal Ministro Sacconi regalo di Natale per il Vaticano?</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/12/16/maria-antonietta-farina-coscioni/non-siamo-in-una-repubblica-pontificia-dal-ministro-sacconi-regalo-di-natale-per-il-vaticano/382979"></link>
  <updated>2008-12-16T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>382979</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
E' evidente che al ministero del Lavoro, della salute e delle politiche sociali pensano di essere in una repubblica pontificia e non in uno stato laico rispettoso dei convincimenti religiosi, ma soprattutto del dettato costituzionale, e con questo provvedimento ha ritenuto di dover fare il regalo di Natale al Vaticano. Il prossimo passo, evidentemente, sarà il varo di una legge che non tiene in nessun conto la volontà del paziente&quot;. E' il commento di Maria Antonietta Farina Coscioni, parlamentare radicale e co-presidente dell'Associazione Luca Coscioni alla notizia che il ministero del Lavoro ha ritenuto non legale interrompere nutrizione e idratazione delle persone in stato vegetativo persistente in strutture pubbliche e private del servizio sanitario nazionale.

&lt;p&gt;
&quot;L'atto di indirizzo del ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali viene nelle stesse ore in cui si è diffusa la notizia di un possibile accordo con una clinica friulana per poter finalmente porre la parola fine al calvario di Eluana Englaro. Il partito della sofferenza, non tralascia mezzo per impedire che un atto di misericordia e di carità. Lo stesso atto di misericordia e di carità che non è stato negato a Giovanni Paolo II quando chiese di essere libero di poter &quot;raggiungere il padre&quot;.

&lt;p&gt;
Il ministro Sacconi spieghi in Parlamento perché SI a Giovanni Paolo II e NO, con tanta determinazione e pervicacia ieri a Luca Coscioni, Piergiorgio Welby, Giovanni Nuvoli, e oggi a Eluana Englaro.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=134023&quot;&gt;Radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Clemente MASTELLA: «Silvio? Se è al governo ringrazi le toghe. Il Pd non funziona»  -  Intervista</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/06/29/clemente-mastella/%C2%ABsilvio-se-%C3%A8-al-governo-ringrazi-le-toghe-il-pd-non-funziona%C2%BB-intervista/357441"></link>
  <updated>2008-06-29T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>357441</id>
  <summary type="html"> Mastella: «Ho provato a normalizzare i rapporti con la magistratura, mi hanno fatto fuori proprio per questo. Dopo il Cavaliere e Bossi nel Pdl e nella Lega sarà guerra di successione»&lt;br /&gt;
  &lt;b&gt;Riportiamo di seguito ampi stralci dell’intervista al segretario dei Popolari- Udeur, Clemente Mastella, pubblicata domenica dall’Unione Sarda.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
  Sbotta subito, distendendo un faccione di gomma che per gli italiani è diventato simbolo: «Non sono la madre di tutte le schifezze ».&lt;br /&gt;
 Prigioniero felice nel suo ufficio romano mentre fuori si crepa di caldo (ha tagliato la corda anche il ponentino), Clemente Mastella mostra un campionario di ferite da combattimento e la certezza di risorgere se non proprio in tre giorni in un tempo comunque politicamente utile. «Presenteremo liste alle prossime provinciali» (…) Ha all’attivo nove legislature (…) E’ stato ministro della Giustizia nell’ultimo governo Prodi (…) Da lì si è sollevato un tornado (…) il centro-destra (area di tentazione) ha fatto finta di non conoscerlo. Alla faccia di chi diceva che c’era un patto scellerato e un segreto tra lui e Berlusconi. Il suo vice si chiama, anzi si chiamava (nel senso di vice) Antonio Satta: è stato tra i primi a squagliarsela a gambe levate conquistando un ruolo di prestigio in una formazione new entry, i Cristiano Popolari. A ruota hanno seguito i tre consiglieri regionali che, travolti dal tormento ideologico, sono passati armi e bagagli all’Udc (Sergio Marracini, Renato Lai) e a Forza Italia ( Pietro Pittalis). (…) «Sono diventato un alibi: io, soltanto io, incarno la Casta ». Il che è sicuramente riduttivo ma lui – come un san Sebastiano trafitto – ritiene di aver pagato il prezzo più alto nella nevrotica legislatura appena trascorsa. Quelli erano giorni, si erano giorni e al mondo non potevi chiedere di più: (…) il suo collega di governo Antonio Di Pietro gli ha dato il tormento del cece, Marco Travaglio e Beppe Grillo l’hanno bombardato con appassionata intensità da americani in Vietnam. E lui? Duracell, sempre in piedi. Anche adesso che la tempesta è passata lasciando soltanto polvere e ricordi. Con l’aggiunta, va da sé, di qualche conto da regolare. Perché, anche se non lo dice a chiare lettere, non può finire così. Il Mastella rottamato sta riacquistando forma e vigore. Sotto le braci quasi spente, cova un’ira che – per ragioni di pragmatismo politico – ha messo a bagno nella moderazione. Avanti al centro, Mastella c’è. Eccolo di nuovo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
   &lt;b&gt;Del campanile Udeur non resta che qualche brandello di muro.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Non direi. Restano l’esperienza vissuta e tanti amici veri. E sottolineo veri. L’amicizia è un dono, amico è soprattutto chi ti sta accanto nei momenti difficili».&lt;br /&gt;
  &lt;b&gt;E invece: evasione in massa.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Strano, sono fuggiti quelli che avevano ottenuto di più. Non quelli di mezzo, non quelli in buona fede. Se ne sono andati gli altri. Pazienza: ricominciamo ».&lt;br /&gt;
  &lt;b&gt;Satta, suo ex vice, è stato un centometrista della fuga.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Gli faccio i migliori auguri. Spero abbia più fortuna di quella che gli ho garantito io. Ricordo solo, en passant, che non è stato eletto in Sardegna: non aveva i voti per farcela. L’ho nominato io sul campo».&lt;br /&gt;
 &lt;b&gt; In che modo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Gli ho detto, a lui come ad altri, tu farai il deputato, guadagnerai 15-16 mila euro al mese. Un sacco di soldi, no? Sono stati irriconoscenti».&lt;br /&gt;
  &lt;b&gt;Manco Giampaolo Nuvoli, direttore del ministero è un giglio&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
  «Ma almeno Nuvoli, pur passando ad altri schieramenti, ha conservato il rapporto umano».&lt;br /&gt;
  &lt;b&gt;Buon cuore.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «A ferirmi è stato l’allontanamento di quelli che mi erano più vicini. Avrebbero potuto lamentarsi se il capitano si fosse salvato abbandonandoli sulla nave che affondava. Ma il capitano (ovvero il sottoscritto) è stato il primo a colare a picco».&lt;br /&gt;
 &lt;b&gt; Anche i tre consiglieri regionali non hanno perso tempo.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
  «Neppure lo sapevo. Non ho più rapporti con loro. Non li sento, non li vedo, c’è stato black out. Solo adesso riesco a vedere una luce alla fine del tunnel».&lt;br /&gt;
 &lt;b&gt; Beh, per qualcuno che s’è levato dai piedi sarà contento&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
  «Sono felice di non avere più a che fare con quelli che avevo giudicato male. Quelli di cui, sbagliando, avevo deciso di fidarmi ». (…)&lt;br /&gt;
  &lt;b&gt;Incriminazioni. Quante volte?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Mai prima d’ora. Tengo a sottolineare che il gip di Catanzaro ha detto, nel prosciogliermi , che non andavo neppure iscritto nel registro degli indagati».&lt;br /&gt;
 &lt;b&gt; Allora la magistratura funziona, non è tutta comunista.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «E chi l’ha mai detto? Il problema è un altro: vorrei sapere, adesso, chi mi ripaga. Ero ministro e non lo sono più, ero parlamentare e non lo sono più».&lt;br /&gt;
 &lt;b&gt; Pensi a Berlusconi quando ritira il certificato penale.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
  «Silvio sbaglia a criticare la magistratura. Dovrebbe ringraziarla: la pioggia di comunicazioni giudiziarie che gli è caduta addosso è servita a farlo tornare a Palazzo Chigi. Tra me e lui c’è tuttavia una differenza».&lt;br /&gt;
 &lt;b&gt; Quale?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Io non ricuso i giudici. Quello che mi ha incriminato figurava tra i firmatari di un documento di solidarietà a favore del magistrato che mi aveva messo sotto accusa. Non ho la sindrome del complotto».&lt;br /&gt;
  &lt;b&gt;Che gliene pare dell’Italia senza Mastella?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Va avanti tranquillamente. Qualcuno aveva fatto credere che ero io il Male: cacciato me, tutto risolto. Sono quello dell’indulto, vero: nessuno ricorda però che l’hanno voluto deputati e senatori nella stragrande maggioranza. Morale: c’era proprio il desiderio di farmi fuori».&lt;br /&gt;
 &lt;b&gt; Quanto dura il governo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Dura perché ha una maggioranza ampia. E se il centro sinistra non si sveglia si prende anche la prossima legislatura. La scelta del bipartitismo è stato un errore strategico».&lt;br /&gt;
  &lt;b&gt;Il lodo Schifani invece?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Buona idea, ma a partire dal prossimo inquilino di palazzo Chigi».&lt;br /&gt;
  &lt;b&gt;E la proposta di prendere le impronte ai rom, bimbi compresi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «L’Italia sta perdendo il senso della carità. Ci stiamo avviando verso una pesante fase conflittuale con l’altro, col nostro prossimo ».&lt;br /&gt;
  &lt;b&gt;Di fatti il ministro dell’Interno metterebbe in galera anche i giornalisti.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Quella della pubblicazione delle intercettazioni è una vicenda seria, non si può ignorarla. Io avevo previsto sanzioni e non l’arresto per i giornalisti che trasgredivano. C’è una differenza, no?».&lt;br /&gt;
 &lt;b&gt; Nel trio Berlusconi-Fini-Bossi chi è più inaffidabile?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Non do pagelle ma il futuro è incerto. Il Pdl è instabile. Berlusconi ha grande capacità politica ma ne vedremo di belle al momento della successione. Stesso discorso per Bossi: quando non ci sarà più, ci sarà faida tra i suoi colonnelli».&lt;br /&gt;
 &lt;b&gt;Romano Prodi&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Ho affetto per lui, nonostante tutto».&lt;br /&gt;
  &lt;b&gt;Vuol dire che l’ha fatto cadere con affetto?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
  «Come facevo a votarlo quando un terzo della sua, della nostra maggioranza era contro di me? Io non l’ho fatto cadere, ho solo preso atto».&lt;br /&gt;
  &lt;b&gt;Walter Veltroni le sarà eternamente grato&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Parliamoci chiaro: il governo non resisteva più dal giorno in cui Veltroni ha dichiarato che il Pd sarebbe andato da solo alle elezioni. In quello stesso momento la maggioranza si è dissolta. Non c’entro, davvero».&lt;br /&gt;
  &lt;b&gt;Provi a chiederlo a Prodi.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Scusate: non è strano che Romano abbia rifiutato qualunque incarico all’interno del Pd? Nessuno si chiede perchè non voglia fare il presidente del partito democratico. Mastella è solo un alibi».&lt;br /&gt;
  &lt;b&gt;Si sussurra che con Berlusconi...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Non ho congiurato con Silvio Berlusconi. Pensateci un attimo: con Prodi avevo conquistato il ministero della Giustizia. Berlusconi non avrebbe potuto darmi di più».&lt;br /&gt;
 &lt;b&gt; Pd.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Non funziona, non può funzionare questo prendi-e-incolla tra Ds e Margherita. E’ innaturale ».&lt;br /&gt;
 &lt;b&gt; Un ruolo-spugna lo ha avuto Casini.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Si, certo».&lt;br /&gt;
  &lt;b&gt;Lei ha portato via molti voti&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
  «Probabile».&lt;br /&gt;
  &lt;b&gt;Quando parla di Casini diventa telegrafico.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Non c’è altro da dire, tutto qui».&lt;br /&gt;
  &lt;b&gt;Berlusconi è stato aiutato dal Vaticano a vincere le elezioni?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Non credo. I cattolici ormai sono diventati adulti e decidono in assoluta libertà. La Dc non esiste più».&lt;br /&gt;
  &lt;b&gt;Però c’è Papa Ratzinger.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
  «Benedetto XVI tratta tutti i peccatori allo stesso modo».&lt;br /&gt;
 &lt;b&gt; Se sono di centro destra però è meglio&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Non ho colto un atteggiamento del genere da parte del Santo Padre».&lt;br /&gt;
  &lt;b&gt;Saremo mai un Paese normale?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Io ci ho provato a normalizzare i rapporti con la magistratura. Mi hanno fatto fuori proprio per questo».&lt;br /&gt;
  &lt;b&gt;A quando la rentrèe?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Sto attraversando l’Italia con umiltà e pazienza. Sono come uno di quei cantanti che dopo aver vinto Sanremo gira per paesini e feste patronali».&lt;br /&gt;
  &lt;b&gt;Pensando alla vendetta.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
  «Tendenzialmente sono portato al perdono. Ma non con quelli che, con premeditazione, hanno voluto togliermi di mezzo».&lt;br /&gt;
  &lt;b&gt;E quindi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Tornerò parlamentare, mi riprendo il mio. Poi, magari, il giorno dopo deciderò se andarmene definitivamente».&lt;br /&gt;
  &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=ILAQQ&quot;&gt;Unione Sarda - riportato su Campanile lo 03/07/08&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Francesco RUTELLI: La rottura non ci sara' ma serve una svolta. - Intervista</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/06/10/francesco-rutelli/la-rottura-non-ci-sara-ma-serve-una-svolta-intervista/356739"></link>
  <updated>2008-06-10T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>356739</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: ApI-FLI) - Consigliere  Consiglio Comunale Roma (RM) (Lista di elezione: API) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
I rischi di una scissione nel Pd «non esistono», ma Francesco Rutelli si dice «preoccupato dalla necessità di definire il profilo del partito», e ritiene che «si debba dar vita a una rivoluzione culturale, progettuale e di radicamento sociale»: «Il Pd deve fare oggi quel che fu fatto negli anni Novanta negli Usa da Bill Clinton, e in Inghilterra da Tony Blair. Ovvero, prendere atto che c’è uno spostamento della società verso il centrodestra e che non c’è un’autosufficienza della sinistra. Anzi, in Italia c’è una componente di sinistra che preferisce stare all’opposizione anziché governare, e c’è una componente di anti-politica di centrosinistra che è altrettanto contenta di stare all’opposizione».
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

 

È chiaro a chi si riferisce Rutelli: al Prc e a quell’area di «grilliamo» che trova sponde anche in Parlamento. Il teorico delle «alleanze di nuovo conio» non intende restar stretto in questa morsa, e pensa ad altro per il Pd. In Italia come in Europa: «Penso a una nuova alleanza di centrosinistra». Non si espone sui possibili alleati, ma spiega che «non si può non guardare a una competizione nell’area di centro, cioè anche nell’elettorato che ha scelto Berlusconi», a livello nazionale così come a livello europeo. Rutelli riconosce le «notevoli difficoltà contingenti del Pd, dovute anche alla luna di miele di Silvio Berlusconi con il Paese. Luna di miele che però non durerà moltissimo, per le difficoltà dettate dalla crisi economica».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Parla di «rivoluzione», ma il Pd non doveva averla già fatta?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Abbiamo avuto pochi mesi prima del voto. Ora dobbiamo dotarci di una visione e di un modello paragonabili a quelli proposti in Inghilterra da Blair, che superò i tradizionali e difettosi meccanismi della vecchia sinistra e del vecchio sindacalismo. Il fatto è che le condizioni attuali sono più difficili, visto il blocco di centrodestra che si è creato, scavando nelle paure del mondo globale. Eppure per tempo, con il &quot;manifesto dei coraggiosi&quot;, anticipammo le linee critiche di tendenza della società e quali sarebbero stati i nostri problemi se non li avessimo affrontati allora».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Ma rimase lettera morta.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Su alcuni punti, come il mandato pieno a Veltroni, riuscimmo a spuntarla. Certo, sul resto, dalla sicurezza ai temi economici... Anch’io decisi, visto il mio ruolo, di privilegiare la lealtà verso il governo Prodi».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;E dato che aveva ragione...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Sia chiaro, non ho nessunissimo proposito personale. Presiedo il Comitato per la Sicurezza e intendo svolgere il mio lavoro in modo rigorosamente istituzionale».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Dunque non si candida a nulla?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Come dice Al Gore, &quot;l’unica vera energia rinnovabile è la politica&quot;. Parlo del Pd perché ne sono dirigente. E se rilancio l’idea delle alleanze di &quot;nuovo conio&quot;, è perché ritengo che il nostro partito dev’essere la forza cardine attorno a cui raccogliere quanti condividono il nostro progetto. Le alleanze le misureremo sui contenuti. E su questo esprimerò le mie idee: penso alle grandi idealità legate all’ambiente; al tema della crisi educativa verso le giovani generazioni; al nodo irrisolto della crescita, da affrontare con più libertà economica e servizi migliori, su cui il Pd non deve riproporre le ricette di Welfare del passato».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Finora il Pd si è fatto dettare l’agenda da Berlusconi.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«E’ fisiologico che la nuova legislatura dia un potere di proposta e di formazione dell’agenda al governo. La forza del Pd si giocherà sulla capacità, in tempi non lunghi, di saper dettare a sua volta l’agenda su alcuni grandi temi. Non dimentico che nella passata legislatura l’Unione subì spesso l’agenda proposta e imposta da Berlusconi dall’opposizione». &lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Ora sembra le vogliano «proporre e imporre» di entrare nella casa socialista europea con il Pd.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Noi dobbiamo governare l’ultimo passaggio della nascita del partito. E l’approdo dev’essere adeguato alla sfida lanciata in Italia. È impensabile che si traduca nella confluenza in una delle famiglie del XX secolo. L’ambizione del Pd deve trovate una sua traduzione anche in Europa. Non è un caso se, giusto per esser chiari, i rappresentanti del Pse in Italia avevano il 17% e il Pd ha il 33%».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;E allora qual è la soluzione?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Un’alleanza di centrosinistra in Europa. Il Pd è lo snodo che può aiutare a far nascere un’alleanza europea ed europeista di centrosinistra. In questo siamo aiutati dal trattato di Lisbona. Il trattato prevede che gli incarichi a livello europeo siano espressione di una convergenza politica. Finora si è consolidata una linea perdente per i socialisti, che vedono assottigliarsi i consensi, ma anziché costruire una aggregazione di centrosinistra anzitutto con i liberaldemocratici, scelgono accordi consociativi con il Ppe. Penso alla scelta del presidente dell’Europarlamento. Bisogna cambiare linea, o il rischio è che si allarghi la situazione che si è determinata per esempio in Germania, dove l’Spd rischia di essere raggiunta nei consensi dai postcomunisti della Pds. L’alternativa è tra un centrosinistra nuovo e un accordo al ribasso con i conservatori».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Nel Pd sembra avanzare un’ipotesi di mediazione che...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 

«L’unica soluzione possibile è che il Pd diventi promotore e punto di coagulo di una nuova alleanza di centrosinistra. Con formule innovative che andranno certamente discusse insieme. Di sicuro il Pd non potrà entrare nell’eurogruppo socialista e tantomeno nel Pse e nell’Internazionale socialista. Noi vogliamo costruire in Europa un’alleanza con i socialisti e siamo interessati a sedere nello stesso consesso internazionale in cui siedano tra gli altri i Democratici americani e il Partito del Congresso indiano. Lo considero pregiudiziale, come il fatto che il Pd in Europa usi la sua forza, ripeto una forza del 33%».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Veltroni concorda?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Trovo Veltroni sensibile e disponibile. Ci saranno incontri con i socialisti domani a Napoli ma anche con i vertici del gruppo liberaldemocratico e dell’Alleanza dei democratici. Il segretario del Pd è sensibilissimo al fatto che non si risolve il problema con una tranquilla navigazione di minoranza di quella che è stata l’esperienza socialista e socialdemocratica, ma che la forza del Pd andrà spesa per soluzioni nuove. Altrimenti regrediremmo anche noi. D’altronde vorrei ricordare ad alcuni cattolici di sinistra del Pd che la vicenda del Pd non è la storia dell’incontro tra gli ex comunisti e gli ex diccì di sinistra, ma il frutto innovativo dell’accordo tra Ds e Margherita».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Si riferisce alla Bindi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«La Margherita è stata un’esperienza ben più larga dell’ex Ppi. Perché il Ppi navigava intorno al 4%, mentre non a caso la Margherita ha raccolto tra l’11%o e il 13% dei voti».&lt;br /&gt;


 
&lt;b&gt;
A proposito della questione cattolica. Famiglia Cristiana sottolinea la crisi di quest’area nel Pd, incrociandola al rapporto del vostro partito con i Radicali. Insomma: o gli uni o gli altri. Lei che ne pensa?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Penso che noi non dobbiamo sottovalutare il consolidamento della preferenza dei cattolici praticanti per il centrodestra. E dobbiamo riaffermare la natura del Pd come partito nazionale e pluralista. Non mi preoccupa tanto il rapporto con i Radicali. Mi preoccuperebbe invece, e molto, se i cattolici non si sentissero pienamente a casa loro nel Pd».&lt;br /&gt;


 
&lt;b&gt;
Certamente si sentono a casa loro nel Pdl, specie dopo l’incontro tra il Papa e Berlusconi.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 

«Quell’incontro riafferma che il governo e le istituzioni repubblicane italiane vogliono mantenere rapporti eccellenti con la Santa Sede».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Sembrano più eccellenti i rapporti con Berlusconi rispetto a quelli con Prodi, specie alla luce della «gioia» espressa dal Pontefice dopo il voto in Italia.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«La Chiesa ha una storia di duemila anni e non si è mai legata a due o a cinque anni di governo. E la gioia del Papa era riferita al clima di maggior rispetto tra i due schieramenti. Soddisfazione condivisibile, perché dopo molti anni c’è la possibilità di avere in Italia un bipolarismo temperato».&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=ID2T5&quot;&gt;Corriere della Sera - Francesco Verderami&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Paola BINETTI: «Nel Pd cattolici a rischio scissione. Per ora restiamo».</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/06/10/paola-binetti/%C2%ABnel-pd-cattolici-a-rischio-scissione-per-ora-restiamo%C2%BB/356716"></link>
  <updated>2008-06-10T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>356716</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: UDC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;L'affondo di Famiglia Cristiana:traditi da un partito fantasma».&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
ROMA — Era da giorni che il fantasma della scissione aveva preso ad aleggiare dietro le quinte del Pd, rinvigorito dalle tensioni interne e dal susseguirsi incessante di riunioni correntizie.&lt;br /&gt;
 Finché &lt;b&gt;ieri un editoriale di Famiglia cristiana è piombato a mo' di bomba sul tetto del «loft» democratico&lt;/b&gt; — ironia della sorte, &lt;b&gt;proprio nelle ore in cui il leader trasloca nella sede dell'ex Margherita&lt;/b&gt;  dando fiato ai timori di una rottura imminente tra laici e cattolici. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



&lt;b&gt;L'attacco della rivista più diffusa nelle parrocchie italiane è violentissimo&lt;/b&gt; e mira al cuore della leadership veltroniana.&lt;br /&gt;
 Tre colonne, dal titolo «Il &quot;peccato originale&quot; di un partito fantasma», per invitare il leader democratico a &lt;b&gt;mettere alla porta i Radicali di Bonino e Pannella&lt;/b&gt; e pronosticare ai cattolici la via della fuga, dalle braccia di Veltroni a quelle di Berlusconi.&lt;br /&gt;
 E oggi il segretario vedrà Francesco Rutelli, per la prima volta da quando la sconfitta di Roma ha raggelato i rapporti tra i due ex sindaci della Città eterna.&lt;br /&gt;
 &lt;b&gt;Ma ecco il passaggio chiave&lt;/b&gt; dell'editoriale (non firmato) di Antonio Sciortino, direttore di Famiglia cristiana: «Una parte consistente dei deputati della ex Margherita si sta interrogando sul perché della loro permanenza nel Pd, col rischio che possano prendere la stessa decisione degli elettori.&lt;br /&gt;
 Perché dovrebbero fare la &quot;riserva indiana&quot; nel Pd?».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

 

Il Cavaliere, è la tesi del settimanale, ha abbracciato Veltroni «sino a stritolarlo» ed ora per il segretario è troppo tardi, l'opposizione fatica e il vero problema del Pd è «la sua identità».&lt;br /&gt;
 Nel pezzo si parla di «omertà sugli schieramenti, camuffata da fondazioni e correnti di ogni tipo», si denuncia «l'anarchia dei valori» che, teorizzata da Berlusconi, sarebbe «strasmigrata » anche nel Pd, si rinfaccia a Veltroni di non aver «neppure balbettato una critica alla Bonino che ha dato del &quot;patetico&quot; al Papa».&lt;br /&gt;
 E infine si chiede al leader democratico di sciogliere l'«ambiguità» generata dall'ingresso dei Radicali: &lt;b&gt;solo se Pannella e soci si accomodassero fuori il «peccato originale» di Veltroni sarebbe sanato.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;


L'editoriale è stato accolto con «sgomento» e «dolore» dai vertici del Pd e ha sollevato una tempesta.&lt;br /&gt;
 I Radicali criticano il «pensiero debole» del Vaticano e i cattolici, almeno ufficialmente, smentiscono tentazioni scissioniste.&lt;br /&gt;
 Eppure le &lt;b&gt;dichiarazioni dei Teodem confermano che il malessere è profondo e una rottura non è esclusa.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

 &lt;b&gt;«Il rischio di diventare una riserva indiana, minoritaria e insignificante, c'è sempre. Però in questo momento — assicura Paola Binetti — non è in programma nessuna uscita». In questo momento. Ma un domani?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

 Enzo Carra infatti non nega il rischio di un «esodo singolo», lo &lt;b&gt;strappo individuale di qualche ultrà cattolico alla Binetti.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
«Famiglia cristiana raccoglie il disagio, i sospetti e le attese dei cattolici — riconosce Carra —. Ma per adesso non mi pare che Fioroni e Marini stiano organizzando un esodo di massa». 
&lt;br /&gt;

Il clima però è tale che Dario Franceschini deve prodursi in una pubblica smentita: «I cattolici fuori dal Pd? Fantasie». &lt;br /&gt;
E Beppe Fioroni definisce l'editoriale «uno stimolo», per quanto «ingiusto e radicale». &lt;br /&gt;
Se Rosy Bindi non apprezza la posizione «arretrata» della rivista, Pierluigi Castagnetti non nasconde la preoccupazione profonda per «la sottovalutazione dei problemi che i cattolici pongono». &lt;br /&gt;
E la teodem Emanuela Baio Dossi ringrazia Famiglia cristiana per aver messo il dito nella piaga: «Non si possono tenere insieme il diavolo e l'acqua santa».&lt;br /&gt;
 Per parte loro, i laici sospettano che l'editoriale sia stato «pilotato» e attaccano. &lt;br /&gt;
Anna Finocchiaro respinge gli «anatemi» della rivista cattolica e auspica la «sintesi virtuosa » fra le diverse anime del Pd. &lt;br /&gt;
&lt;b&gt;La resa dei conti è dietro l'angolo: tra due settimane, all'Assemblea costituente.&lt;/b&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/08_giugno_10/famiglia_cristiana_rischio_scissione_cattolici_pd_a04e42e6-36af-11dd-97b9-00144f02aabc_print.html&quot;&gt;Corriere della Sera.it - Monica Guerzoni&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Silvio BERLUSCONI: Soldi alle scuole cattoliche</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/06/06/silvio-berlusconi/soldi-alle-scuole-cattoliche/356621"></link>
  <updated>2008-06-06T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Pres. del Consiglio   (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Non abbiamo più bisogno di legittimazioni. Sanno cosa possiamo dare. Siamo come la vecchia Dc, che non doveva spiegare da che parte stava&quot;. Quando è tornato a Palazzo Grazioli dopo il colloquio con Benedetto XVI, Silvio Berlusconi sprizzava felicità da tutti i pori. Allo staff riunito a Via del Plebiscito per preparare l'intervento di oggi al convegno dei giovani industriali, ha raccontato come in una &quot;differita televisiva&quot; ogni singolo passaggio dell'incontro in Santa Sede. Si è detto sicuro di aver &quot;convinto&quot; le gerarchie ecclesiastiche. E soprattutto ha paragonato il Pdl alla &quot;Balena bianca&quot; che per quasi 50 anni ha rappresentato il punto di riferimento del Vaticano.

Così, prima con il Pontefice e poi con il segretario di Stato Tarcisio Bertone, si è speso in prima persona per fornire le massime &quot;garanzie&quot; sulle decisioni del governo su alcuni temi &quot;sensibili&quot;: come la scuola cattolica, la tutela della famiglia, la legge sulla procreazione assistita e anche quella sull'aborto. Ad ogni argomento sollevato dai suoi interlocutori, ha risposto con un &quot;possiamo farlo&quot;. Tanto da mettere sul tavolo dei due colloqui questioni delicate come il &quot;quoziente familiare&quot; e i fondi (buoni-libri) per parificare l'istruzione cattolica e renderla - come già stabiliva la riforma Berlinguer - &quot;scuola pubblica non statale&quot;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/esteri/benedettoxvi-21/promesse-cavaliere/promesse-cavaliere.html&quot;&gt;repubblica.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Silvio BERLUSCONI: «Siamo con la Chiesa. Forte comunanza vedute tra Italia e Santa Sede».</title>
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  <updated>2008-06-06T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Pres. del Consiglio   (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Clima cordiale, 40 minuti di colloquio. All'udienza anche Letta&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
ROMA - Ampia identità e comunanza di vedute, e speciale sintonia tra Italia e Santa Sede.&lt;br /&gt;
 Lo sottolinea il
comunicato diffuso da palazzo Chigi dopo l'udienza di 40 minuti concessa questa mattina al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi da Benedetto XVI e il successivo colloquio tra il premier, che era accompagnato dal sottosegretario Gianni Letta, e il segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone. &lt;br /&gt;
La nota definisce gli incontri «lunghi e cordialissimi».&lt;br /&gt;
 

&lt;b&gt;Il colloquio.&lt;/b&gt; Nell'incontro sono stati affrontati i principali temi dell'attualità internazionale, la situazione in Libano, l'andamento del processo di pace in Medio Oriente ed i rapporti con la Russia e con la Cina, registrando ampie identità di vedute.&lt;br /&gt;
 Un'attenzione particolare è stata dedicata al tema dell'emergenza alimentare.&lt;br /&gt;

L'esame dei principali temi internazionali - continua il comuinicato - ha confermato la speciale sintonia tra gli indirizzi dell'Italia e gli obiettivi morali e religiosi della Chiesa cattolica nel mondo.&lt;br /&gt;
 Anche sulle varie questioni bilaterali tra Italia e Santa Sede è stata constatata con soddisfazione una forte comunanza di vedute. &lt;br /&gt;
Il presidente Berlusconi - conclude il comunicato - ha confermato al Santo Padre la priorità attribuita dal governo italiano, nella sua azione sul piano interno ed internazionale, ai valori di libertà e tolleranza ed alla sacralità della persona umana e della famiglia. &lt;br /&gt;


&lt;b&gt;«L'attività del governo non può che compiacere il Papa e la sua Chiesa»&lt;/b&gt;, aveva detto Berlusconi un'ora prima dell'udienza dal Papa, intervenendo telefonicamente su Canale 5. &lt;br /&gt;
Il premier ha ringraziato «l'apprezzamento che il Papa ha voluto dare al nuovo clima politico creatosi dopo l'avvento della nostra parte politica al governo». Del resto - ha aggiunto - rappresentiamo il partito dei popoli europei».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;«Siamo dalla parte della chiesa».&lt;/b&gt; «Noi siamo dalla parte della Chiesa, crediamo nei valori della tradizione cristiana, nel valore irrinunciabile della vita, nel ruolo e nel valore della famiglia e nella difesa dei diritti umani.&lt;br /&gt;
 Crediamo sopratututto nel rispetto e nell'amore verso i più deboli, come i malati, i bambini, gli anziani e gli emarginati. Riteniamo che la nostra visione del rapporto tra Stato e Chiesa - ha dichiarato ancora Berlusconi - sia rispettosa dei principi liberali contenuti nella nostra Costituzione, nel senso che riteniamo che tra Stato e Chiesa sia possibile ogni dialogo e su ogni argomento». &lt;br /&gt;
Il premier ha continuato dicendo «siamo sullo stesso piano in cui opera la Chiesa» difendendo comunque il concetto di «Stato laico». &lt;br /&gt;
«Credo che il Vaticano - ha concluso il premier - apprezzi molto il fatto che in Italia governo una forza che si richiama in Europa ai Partiti popolari». &lt;br /&gt;


&lt;b&gt;L'udienza in Vaticano&lt;/b&gt; è durata circa 40 minuti, dalle 11.07 circa alle 11.40. &lt;br /&gt;
Si è svolta nella biblioteca privata del Papa ed è durata dieci minuti più del previsto. &lt;br /&gt;
Il premier in doppiopetto blu scuro, è arrivato in anticipo nell'appartamento pontificio, tempo trascorso tra chiacchiere e risate, insieme al prefetto della Casa Pontificia, mons. James Harvey. &lt;br /&gt;
Il saluto del Papa («Signor presidente, buongiorno»), inchino e baciamano del premier a Ratzinger. &lt;br /&gt;
Il pontefice si è rivolto a Letta in maniera più informale, dicendogli: «Saluto un vecchio amico, giovane ma vecchio...».&lt;br /&gt;
 Il tutto in un clima di grande cordialità, tra sorrisi e battute.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

 

All'inizio dell'udienza, a porte ancora aperte, il Papa e Berlusconi hanno ricordato la mamma del premier recentemente scomparsa. &lt;br /&gt;
Nell'agenda dell'incontro c'erano anche i finanziamenti pubblici alle scuole cattoliche, l'immigrazione, il sostegno alle famiglie e gli sgravi fiscali per chi ha figli, l'attenzione ai temi etici.&lt;br /&gt;
 Affrontati anche argomenti internazionali, come la crisi mediorientale e l'emergenza alimentare discussa nel recente vertice della Fao.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Poi lo scambio di doni.&lt;/b&gt; Il Cavaliere ha regalato al Pontefice una croce da pettorale, in oro tempestato di diamanti e topazi, raffigurante episodi della storia della Chiesa.&lt;br /&gt;
 Benedetto XVI ha ricambiato con una penna commemorativa dei 500 anni della Basilica Vaticana. &lt;br /&gt;


&lt;b&gt;L'incontro con Bertone.&lt;/b&gt; La delegazione di Palazzo Chigi è poi passata a colloquio con il segretario di Stato vaticano, card. Tarcisio Bertone, durato altri 40 minuti. Berlusconi ha quindi lasciato il Vaticano alle 12.35 circa. &lt;br /&gt;


&lt;b&gt;La battuta.&lt;/b&gt; Presentando al Papa il suo capo di cerimoniale, Eugenio Ficorilli, il Cavaliere non ha rinunciato alla battuta: «Non ha ancora imparato ad allacciarsi 
i bottoni».&lt;br /&gt;
 

&lt;b&gt;«E adesso lavorate di più, con più passione e più entusiasmo»,&lt;/b&gt; ha detto Berlusconi rivolgendosi alla sua delegazione davanti al Pontefice al termine del colloquio in Vaticano. 
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilmessaggero.it/stampa_articolo.php?id=25483&quot;&gt;Il Messaggero.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Donatella PORETTI: Giovanardi sottosegretario del Vaticano? Da cosa dice sull'otto per mille sembrerebbe di sì.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/06/06/donatella-poretti/giovanardi-sottosegretario-del-vaticano-da-cosa-dice-sullotto-per-mille-sembrerebbe-di-s%C3%AC/356610"></link>
  <updated>2008-06-06T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>356610</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Intervento della Senatrice Donatella Poretti, parlamentare Radicale-Partito Democratico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



&lt;b&gt;Il Sottosegretario Carlo Giovanardi&lt;/b&gt; a proposito dell'otto per mille: &quot;la gente dà più fiducia alla Chiesa cattolica che allo Stato, che pure può barrare per lo Stato, e io potrei polemizzare dicendo che barrando per lo Stato i soldi vanno ai fannulloni che lavorano e fanno gli statali&quot;.&lt;br /&gt;
 Questa è stata parte della replica, stamattina, durante una conversazione radiofonica tra la sottoscritta e il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio su Radio Città Futura, mentre si parlava dell'incontro di oggi tra il Presidente Berlusconi e Papa Ratzinger.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



 

A parte la sua innegabile caduta di stile sul riferimento ai dipendenti pubblici, viene proprio da chiedersi se il Sottosegretario Giovanardi sia membro dell'esecutivo della Repubblica italiana o di quello dello Stato Vaticano.&lt;br /&gt;
 Non si spiega altrimenti per quale motivo, contro lo stesso Stato che rappresenta, smetta le vesti istituzionali  per improvvisarsi testimonial di un così brutale e inappropriato spot pubblicitario a favore delle casse vaticane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

 

 

Vorrei ricordare, invece, che, in quel 40,86% di italiani che nel 2007 ha dato indicazione su chi devolvere il proprio otto per mille, solo il 36,69% di chi presenta la dichiarazione dei redditi ha indicato la Chiesa cattolica; percentuale che, grazie al perverso meccanismo della legge, diventa 89,91: l'otto per mille del restante 60 per cento degli italiani che non da' indicazione viene distribuito percentualmente cosi' come indicato da chi ha invece deciso.&lt;br /&gt;
 Quasi il 90% dell'otto per mille (quasi un miliardo di euro per il 2007) va alla Chiesa cattolica che ci paga anche gli stipendi del clero.&lt;br /&gt;
 A differenza della Chiesa romana, lo Stato -checche' ne dica il sottosegretario Giovanardi- col suo 3,16% (7,74% grazie al perverso meccanismo), almeno ufficialmente usa questi soldi per finanziare progetti straordinari su fame nel mondo, calamita' naturali, assistenza ai rifugiati, conservazione beni culturali.
 

 
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=123803&quot;&gt;Radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
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