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  <title>Openpolis - Argomento: fisco</title>
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  <updated>2012-04-09T00:00:00Z</updated>
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  <title>GIUSEPPE TASSONE: “Questione morale ed evasione fiscale, emergenze nazionali, non debbono favorire l'astensionismo”</title>
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  <updated>2012-04-09T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626615</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres.  Consiglio Comunale Cuneo (CN) (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
A meno di un mese dalle elezioni amministrative di Cuneo la “questione morale” si pone in tutta evidenza come uno degli elementi di dibattito e di riflessione.
Anche se i comuni sono l’unico ente nel quale gli amministratori sono tutti eletti direttamente dai cittadini con le preferenze, il rischio è quello che si faccia d’ogni erba un fascio e che possa farsi largo un desiderio d’astensionismo che rischierebbe di rendere meno partecipate le elezioni. 
&lt;p&gt;
Il Comune é l’ente con il quale il cittadino ha i maggiori rapporti, è in prima linea nel rispondere ai suoi bisogni, soprattutto in tempi di crisi e la partecipazione collettiva alla scelta del Sindaco e all’elezione del Consiglio Comunale costituiscono un’occasione importante per ogni comunità, dalla più piccola a quella di maggiori dimensioni.
&lt;p&gt;
Mesi fa, sull’onda dell’altro grande scandalo italiano, quello dell’evasione fiscale, avevo chiesto che partiti e gruppi civici verificassero, al proprio interno, le candidature, assicurando ai cittadini di aver inserito nelle proprie liste persone con un rapporto cristallino con il fisco.
La stessa cosa deve avvenire in rapporto con la “questione morale”: gli scandali di queste ultime settimane diminuiscono la credibilità dei partiti ed allontanano, giustamente, le persone dal dibattito politico.
&lt;p&gt;
Scandali, quello dell’evasione fiscale e del finanziamento dei partiti, che devono trovare pronte e radicali risposte dal Parlamento e dal Governo, ma che non devono far venir meno la partecipazione al voto amministrativo che determinerà la vita e lo sviluppo di Cuneo nei prossimi cinque anni.
&lt;p&gt;
In un momento di forti difficoltà, la funzione che il comune svolge è di tale importanza ed incide in modo così sostanziale nella vita di ognuno di noi che la partecipazione al voto diviene determinante anche per indicare una strada di pulizia, correttezza ed eticità che deve tornare, con forza, a determinare i comportamenti di tutti coloro che sono chiamati a ricoprire ruoli pubblici. 
&lt;p&gt;
Beppe Tassone&lt;br /&gt;



&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.beppetassone.it&quot;&gt;propria&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Cesare DAMIANO: «Caro Monti, ora basta con le tasse»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2012-04-06T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626605</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«La riforma del lavoro c'è, gli ammortizzatori sociali cambieranno, ma a pagare il conto saranno ancora una volta gli italiani. Che per finanziare le misure messe in campo dal premier Mario Monti e dal ministro Elsa Fornero dovranno mettere mano al portafogli. Per sborsare, ad esempio, due euro di tassa aeroportuale di imbarco in più o, nel caso di proprietari di immobili che non abbiano scelto la cedolare secca del 20% sui redditi da affitto, per vedersi applicare una maggiorazione del 10% dell'imponibile. 
&lt;p&gt;Oppure per assistere alla riduzione della deducibilità delle polizze assicurative Rc auto. Tasse, insomma, e ancora tasse, come anche Cesare Damiano, responsabile lavoro dei Democratici e già ministro nell'ultimo governo guidato da Romano Prodi, ammette chiaramente. «Monti si è insediato e ha promesso rigore, sviluppo ed equità. Il primo si è visto anche troppo, ma per lo sviluppo e l'equità il ritardo comincia a essere sensibile», dice a ItaliaOggi. «Bisogna quindi fare rotta con decisione sulla crescita economica., altrimenti il cocktail di tagli alla spesa, di maggiori tasse, di riduzione della domanda di beni di consumo e di aumento della disoccupazione produrrà effetti micidiali».
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Teme che il governo Monti finirà, con le sue cure drastiche, per uccidere l'economia italiana?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Uccidere è una parola grossa, e comunque mi auguro che nessuno possa mai riuscirci. Aggiungo che il governo non vuole certo distruggere l'economia. Detto questo, non si può certo continuare all'infinito con l'aumento della pressione fiscale e con il rigore cieco dei tagli lineari.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;A proposito di fisco. Una delle misure di copertura del ddl lavoro firmato oggi (ieri per chi legge, ndr) dal presidente della repubblica Giorgio Napolitano prevede per i proprietari di immobili che non abbiano scelto la cedolare secca, un aumento del 10% dell'imponibile Irpef per i redditi da locazione. Che ne pensa?
&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
In linea di principio sono d'accordo sulla necessità di colpire chi non paga le tasse. Ma se il proprietario di una casa in affitto non è un evasore, e ha scelto di versare la sua imposta non la cedolare secca del 20% ma con la denuncia dei redditi, non si vede perché dovremmo obbligarlo a optare per la prima soluzione. Insomma, la cedolare secca conviene, ma costringere ad adottarla anche chi non ha convenienza mi sembra una forzatura impropria.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma da qualche parte comunque i soldi bisognerà pur trovarli per finanziare questa riforma. O no?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Certo, finanziare lo stato sociale è indispensabile e trovare le risorse per farlo funzionare è doveroso se si vuole rilanciare lo sviluppo dell'economia. Ma, ripeto, non si può pensare di farlo con continui aumenti di tasse o con i tagli lineari stile Giulio Tremonti. Ci vuole altro, e Monti deve mettere in campo tutto quello che può per rilanciare la crescita. Finora rimasta purtroppo in ombra nella sua azione di governo. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1D9IJO&quot;&gt;Italia Oggi - Giampiero Di Santo&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Patrizia TOIA: Se tutti pagassero le tasse in Italia come in Europa</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/02/29/patrizia-toia/se-tutti-pagassero-le-tasse-in-italia-come-in-europa/625254"></link>
  <updated>2012-02-29T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>625254</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Proprio nel giorno in cui l'Italia lancia una task force contro l'evasione fiscale, il nostro gruppo presenta uno studio sull'evasione fiscale in Europa. I dati sono allarmanti: un trilione di euro che viene perso ogni anno nei Paesi dell’Unione. E l'Italia ha purtroppo la maglia nera con 180,257 milioni di euro persi in mancati introiti. Una situazione a cui occorre assolutamente porre rimedio.” – afferma &lt;b&gt;Patrizia Toia&lt;/b&gt;, deputata europea del partito Democratico e vicepresidente del gruppo S&amp;D.  
&lt;p&gt;

“Il nostro gruppo in Europa, attraverso il Presidente Hannes Swoboda propone due battaglie per rilanciare a livello europeo la lotta contro l'evasione fiscale: un'azione congiunta, attraverso norme comuni a livello europeo con l'obiettivo di recuperare risorse preziose (si stima infatti che con un'azione incisiva l'Unione Europea potrebbe in 8-9 anni ripianare tutto il debito pubblico), un'azione congiunta per un accordo di tutta l'Unione Europea con la Svizzera al fine di superare le barriere dei &quot;segreti bancari&quot; relativamente a risorse esportate in Svizzera in modo illegale. Il  gruppo S&amp;D lancia questa proposta a tutti gli altri gruppi parlamentari presenti al Parlamento Europeo dicendo che noi siamo pronti e ci aspettiamo lotta comune. ” – prosegue &lt;b&gt;Patrizia Toia&lt;/b&gt;. 

&lt;p&gt;
&quot;L'evasione è una grande perdita per i bilanci pubblici e significa meno risorse per i cittadini e per le imprese, meno crescita e meno lavoro&quot; - conclude &lt;b&gt;Toia&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.patriziatoia.it&quot;&gt;patriziatoia.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>MARINA STACCIOLI: Con Locci: “La credibilità si riconquista solo con i fatti”</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/02/13/marina-staccioli/con-locci-%E2%80%9Cla-credibilit%C3%A0-si-riconquista-solo-con-i-fatti%E2%80%9D/624303"></link>
  <updated>2012-02-13T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>624303</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Toscana (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Dichiarazione congiunta col consigliere Dario Locci:“Ecco perché ci siamo astenuti”.
&lt;p&gt;

“Finché non avremo ridotto il numero dei consiglieri, non avremo abolito la norma che impedisce ai consiglieri stessi di essere anche assessori, evitando duplicazioni di cariche e indennità, e non avremo preso di petto la questione della casta dei burocrati, non avremo diritto di indignarci nei confronti degli attacchi della stampa”. 
&lt;p&gt;&lt;i&gt;Così Dario Locci, presidente del Gruppo Misto, spiega la propria astensione, insieme alla collega Marina Staccioli, sulla proposta di risoluzione presentata oggi in Consiglio. Al centro della seduta odierna l’attacco della stampa locale ai costi della Regione Toscana.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt; “E’ inutile nascondersi dietro una difesa d’ufficio delle Istituzioni e dare la colpa ai giornali. Qui non sono le Istituzioni ad essere sotto attacco, ma un metodo sbagliato di fare politica, diretto a mantenere i propri privilegi. Un metodo che non ci sentiamo di condividere né tantomeno di difendere”. 
&lt;p&gt;“Non possiamo condividere un attestato di buon funzionamento della ‘macchina’nel momento stesso in cui l’apparato amministrativo-burocratico si gonfia e si ingolfa sempre di più. La politica non può più permettersi di chiedere sacrifici ai cittadini se non è in grado di dare il buon esempio”. 
&lt;p&gt;“La credibilità si acquista con i fatti, non con le promesse. Per questo – concludono i consiglieri – abbiamo deciso di non firmare”. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.consiglio.regione.toscana.it/politica/comunicati-stampa-dei-gruppi-politici/comunicato/testo_comunicato.asp?id=8957&amp;filtro=&quot;&gt;Consiglio Regionale della Toscana&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Lotta all'evasione fiscale: finalmente la svolta, solo così tutti pagheranno meno</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/01/08/dario-franceschini/lotta-allevasione-fiscale-finalmente-la-svolta-solo-cos%C3%AC-tutti-pagheranno-meno/622987"></link>
  <updated>2012-01-08T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>622987</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6790&quot;&gt;&lt;b&gt;Intervista a Dario Franceschini di Mario Ajello - Il Messaggero&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Lotta all'evasione fiscale: finalmente la svolta, solo così tutti pagheranno meno&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Onorevole Franceschini, le parole di Monti sugli evasori che effetto le fanno? &lt;/b&gt;&lt;br&gt;

«Mi piacciono moltissimo. La lotta all’evasione fiscale è da tempo una nostra battaglia e ora siamo finalmente a una svolta».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Si comincia a fare sul serio? &lt;/b&gt;&lt;br&gt;

«Ci sono due aspetti da considerare. Quello tecnico degli strumenti efficaci per battere l’evasione; e poi il discorso etico-culturale. L’evasione è sempre un reato, ma in tempi di crisi questo reato diventa anche delitto morale contro la comunità in cui vivi. Le parole di Monti sono anche un messaggio valoriale. C’è chi evade il fisco, mentre il vicino di casa non arriva alla fine del mese perchè guadagna poco o non ha lavoro. Questa doppia situazione, stridente e drammatica, fa ancora più impressione in momenti di crisi economica».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ma destra e sinistra continuano a dividersi pure sulle tasse. &lt;/b&gt;&lt;br&gt;

«Questo è assurdo. La lotta all’evasione dovrebbe essere un tema unificante e qui purtroppo non riesce ad esserlo. Sono rimasto stupefatto dalle reazioni aggressive, da parte di esponenti del Pdl, alle vicende di Cortina. Ho trovato quei controlli intelligenti, anche nelle modalità. Gli effetti non sono limitati soltanto alla località presa in considerazione. Hanno scosso in generale l’opinione pubblica italiana, abituata purtroppo a considerare l’evasione un pezzo inevitabile della vita del Paese. Ringrazio Befera per quello che sta facendo e Monti che sta dando copertura politica a questa azione».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Non sono troppo alte le tasse in Italia? &lt;/b&gt;&lt;br&gt;

«Questo è il problema. Si possono abbassare se le pagano tutti. Così sono troppo alte e pagate sempre dagli stessi: sostanzialmente, lavoratori dipendenti e pensionati».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Sbaglia chi parla di battaglia ideologica a proposito di ciò che sta accadendo? &lt;/b&gt;&lt;br&gt;

«E’ una battaglia di civiltà. C’è la fase di individuazione e di repressione degli evasori, ma poi c’è un’altra parte forse ancora più importante e sulla quale si può fare ancora di più. Mi riferisco alla prevenzione».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Come andrebbe fatta secondo lei? &lt;/b&gt;&lt;br&gt;

«Il Pd ha insistito perchè nella manovra venisse inserita una norma che indicasse una soglia più bassa di tracciabilità per i pagamenti. La norma approvata prevede che sopra i mille euro non si possa più pagare in contanti. Noi avevamo voluto che quella soglia fosse di duecento o di trecento euro. Non è stato così, ma ciò che si è fatto è comunque un primo passo».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Il troppo contante che circola è l’anomalia italiana da cancellare? &lt;/b&gt;&lt;br&gt;

«Ma certo. L’Italia è il Paese con la più alta circolazione di banconote e il contante è la condizione per creare il nero, e quindi l’evasione e la corruzione, e perfino per creare ancora le rapine di banconote come nel far west».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Il bancomat batterà l’evasione? &lt;/b&gt;&lt;br&gt;

«Il pagamento elettronico oggi è accessibile a tutti, con bancomat o carta di credito. Sarebbe uno strumento formidabile l’obbligo di queste modalità di pagamento, per far sparire il contante e quindi il nero e l’evasione. E contemporaneamente, sarebbe anche un modo per modernizzare l’Italia e portarla da questo punto di vista al pari delle altre nazioni europee».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Stavolta è la volta buona nella lotta agli evasori? &lt;/b&gt;&lt;br&gt;

«Ci sono condizioni che in passato non c’erano. L’opinione pubblica è talmente impaurita dalla crisi che forse, adesso più che in altri momenti, sta diventando particolarmente sensibile alla giustizia fiscale. Non siamo più al mors tua vita mea, all’individualismo, al tutti contro tutti. Gli italiani, nelle fasi di difficoltà, hanno sempre dimostrato di saper diventare più virtuosi e di saper riscoprire il senso di comunità. Questa crisi può portare alla consapevolezza che soltanto rispettando tutti le regole si può salvare l’Italia».

&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6790&quot;&gt;&lt;b&gt;Intervista a Dario Franceschini - Il Messaggero&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6790&quot;&gt;Il Messaggero&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giulio TREMONTI: «Il segreto bancario è finito e nessuno se n’è accorto»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2011-10-08T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>609756</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Economia e Finanze (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Non basta più reprimere, d’autorità, l’evasione fiscale. La vera scommessa, forse la vera sfida, è prevenirla, facendo leva sulla convenienza a non rischiare e soprattutto sulla coscienza del dovere di pagare». «Ciò che va fatto è chiudere l’asimmetria tra l’essere legale e il doverlo essere». 
&lt;p&gt;&lt;i&gt;Colloquio con Giulio Tremonti nella roccaforte dell’Economia, a via XX Settembre, con un ministro evidentemente attento al quadro italiano ed europeo, ma oggi deciso a concentrare la riflessione su un unico punto: il salto di efficienza nel contrasto all’evasione fiscale. O, meglio, i nuovi mezzi scelti per combatterla.&lt;/i&gt; 
&lt;p&gt;
&lt;i&gt;Giulio Tremonti riflette per qualche secondo. Poi comincia a spiegare la forza di un impegno destinato a crescere. «Se oggi le entrate derivanti dal contrasto all’evasione crescono via via, tuttavia è l’ethos fiscale a essere ancora troppo debole». È solo una frase sussurrata. Il ministro punta il dito su una serie di tabelle e avverte: «Guardi, nel 2010 sono stati recuperati 25 miliardi, in termini di cassa. È un dato oggettivo, ed è una cifra colossale».&lt;/i&gt;
&lt;p&gt;

&lt;i&gt;Tremonti parla per quasi due ore. Per spiegare una svolta in cui crede. Un’accelerazione inevitabile. Poi, sulla porta dell’ufficio, si affida all’ultimo ricordo storico per rimarcare le difficoltà legate alla lotta all’evasione e per dichiarare guerra all’idea di un nuovo super condono tombale su cui arriva anche la netta frenata di Palazzo Chigi. Tremonti parla di Ezio Vanoni, grande ministro delle Finanze del passato, professore a Pavia. Lui non abbassò le aliquote dei redditi più alti, non abolì l’imposta di successione, non legò la stabilità del bilancio al gettito illusorio di una sanatoria e allo smobilizzo del patrimonio immobiliare.
E soprattutto non premiò i &quot;furbi&quot; con condoni.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Sul condono fiscale il ministro fa un gesto netto con la mano. E lascia cadere le parole una a una:&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;«Vorrebbe dire frenare sul nascere il progetto di contrasto all’evasione fiscale, sarebbe un togliere forza al nostro vero obiettivo. Finora le entrate da lotta all’evasione fiscale e contributiva sono servite sistematicamente per finanziare la spesa pubblica: sanità, pensioni, assistenza... Il condono minaccia però l’afflusso di queste entrate negli anni a venire, che finirebbero per cancellarsi. E, così facendo, alla fine ci troveremmo con un maggior deficit».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Tremonti non vuole parlare di un possibile concordato con la Svizzera sui capitali italiani depositati nelle banche locali, non vuole spiegare il senso del tormentato decreto per lo sviluppo. E non vuole svelare le &quot;sue&quot; verità sullo stato dei rapporti con Silvio Berlusconi e soffermarsi sui ripetuti tagli al nostro rating. Preferisce conversare sull’Italia che sogna e su quella che c’è.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Un Paese, almeno in certe fasce, ancora ostaggio dell’evasione, dell’illegalità, della criminalità. Ma no taxation without representation».
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Il ministro dell’Economia arriva in fretta al punto:&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Uno Stato &quot;assente&quot; produce irresponsabilità, amoralità, evasione fiscale. Ed è il Sud che soffre di più per questo». 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Tremonti mostra consapevolezza sulla necessità di un cambio di passo. E la lotta all’evasione non può che essere un punto di partenza. «La gente capirà», torna a dire, spiegando che esiste anche una «logica premiale» dietro una mano sempre più ferma.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Più recuperiamo risorse dalla lotta all’evasione, più avremo spazi per ridurre le imposte».
&lt;p&gt;&lt;b&gt; Per spiegare il progetto il ministro ripete un concetto già scandito.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Non basta più reprimere, non basta più l’intenso ed efficace lavoro che viene fatto, tanto dall’Agenzia delle Entrate, quanto dalla Guardia di Finanza. Certo è necessario tutto questo, ma non è sufficiente, tenendo conto della nostra &quot;geografia&quot; economica e della nostra storia politica. E allora è arrivato il momento di cambiare registro e di scommettere con decisione sulla prevenzione».
&lt;p&gt;&lt;i&gt; Tremonti usa un’immagine che aiuta a capire la forza della svolta impressa dal governo, e dal suo ministero, all’impegno per allargare – «secondo giustizia» – la platea dei contribuenti: «I tavoli a due gambe traballano; bisognava aggiungerne altre due. Ecco quello che si è deciso di fare: un tavolo a quattro gambe».&lt;/i&gt; 
&lt;p&gt;«Accanto ad Entrate e Fiamme Gialle, dobbiamo usare di più le banche e i Comuni. Abbiamo, cioè, deciso di coinvolgere i Comuni nel controllo del territorio anche per questo aspetto vitale. E, soprattutto, di usare meglio i dati degli istituti di credito e di ridurre davvero il segreto bancario, come succede nel resto d’Europa».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;All’improvviso il linguaggio di Tremonti si fa semplice e diretto. Quasi insolito, nella concretezza del messaggio.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«L’accertamento non basta. Se si vuole ridurre l’evasione, dobbiamo trasmettere un messaggio non poliziesco; ma sociale, di deterrenza. Aggiungendo alla repressione la prevenzione sarà possibile intensificare significativamente il contrasto all’evasione fiscale». L’evasione fiscale, un male che piega il nostro Paese, è un male storico e radicato, un male mai davvero venuto meno, dai tempi dell’unità d’Italia».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;C’è un’idea del dovere fiscale ancora troppo &quot;lontana&quot;. Anche dal territorio.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Gli uffici fiscali e le caserme della Guardia di finanza, sono infatti troppo remoti, tutti naturalmente collocati nei centri medio-grandi. Per contro abbiamo 8mila Comuni e 4 milioni di partite Iva sparse sul territorio. Data questa geografia economica, quella del dovere fiscale è un’idea lontana dai portafogli degli italiani. E di riflesso è un’idea lontana dalle coscienze degli italiani». Evadere è oggi il migliore investimento possibile. Garantisce come minimo un rendimento immediato del 40 per cento. Un rendimento che non trovi da nessuna altra parte».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;E allora?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Allora rendiamoci conto che c’è anche un altro metodo da sviluppare. Che non è &quot;poliziesco&quot;, ma morale e culturale. Si tratta di lavorare sulle coscienze e sulle teste. Di capire tutti insieme che così non si può andare avanti. L’interesse generale non è la somma degli interessi particolari».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Tremonti mostra un fascicolo carico di pagine. Contiene dati storici e dati inediti sull’evasione.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Numeri, cifre, percentuali, statistiche che testimoniano la forza del «contrasto». Sul primo foglio leggiamo un titolo in corsivo: Ricostruire dalle rovine. Dentro c’è la relazione di Antonio Pesenti (professore di Pavia, incarcerato dal fascismo, ministro di sinistra nel secondo Governo Bonomi) a un Consiglio dei ministri nel marzo 1945. Tremonti legge quasi meccanicamente, come se conoscesse quel testo a memoria.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt; «Non è un mistero che il nostro sistema di accertamento è sempre stato difettoso. Per le deficienze degli uffici tributari e più ancora per la scarsa coscienza fiscale del contribuente italiano». 
&lt;p&gt;&lt;i&gt;Sono passati sessantasei anni e il macigno è ancora lì. Enorme, pesante. Contribuisce a bloccare lo sviluppo del Paese. Falsa e condiziona la ripresa dell’economia italiana. Un’«impressionante» ingiustizia, come ha annotato il presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco. Tremonti annuisce&lt;/i&gt;.
&lt;p&gt; «Il fenomeno dell’evasione fiscale ha dimensioni davvero impressionanti...».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Cento, centoventi o addirittura centosettanta miliardi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «È difficile persino dare cifre precise. Ma non è il momento dell’analisi statistica, è quello dell’azione. Ho riflettuto a lungo sulle parole del cardinale Bagnasco, ho pensato ai ripetuti inviti della Conferenza episcopale a debellare un &quot;male&quot; che finisce per avere ricadute durissime sui carichi fiscali delle famiglie e sui servizi loro offerti». 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Tremonti ragiona a voce alta.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Ha ragione il cardinale, le cifre sono enormi. Anche se è vero che negli ultimi anni l’azione di contrasto è stata più decisa».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Anche il ministro dell’Economia sa, però, che serve un nuovo sforzo, una nuova azione, magari anche più convinzione. E questa prende forma tornando sul concetto del segreto bancario.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Abbiamo stabilito che scompare sul serio e, in pratica, nessuno se n’è ancora accorto, nessuno l’ha notato, nessuno l’ha sottolineato con la giusta rilevanza... Ma legga il decreto legge del 13 agosto; lo legga, per favore...». 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;La nuova norma consente all’Agenzia delle Entrate di chiedere alle banche informazioni fondamentali: movimentazioni complessive annuali, saldi, eventuali garanzie.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Queste informazioni verranno incrociate con le dichiarazioni fiscali e se non sarà tutto chiaro, scatteranno i controlli propedeutici all’individuazione dell’eventuale evasione».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Il linguaggio è tecnico, ma il messaggio di Tremonti è netto.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Così, come nel resto d’Europa, superiamo il segreto bancario. Non per completare l’accertamento, ma per partire da qui, per fare l’accertamento, invertendo il processo, per vedere se i dati bancari da cui si parte coincidono a valle con le dichiarazioni presentate. Se no, c’è la rettifica automatica».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;È una svolta profonda.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 &lt;i&gt;Finora i dati relativi alle movimentazioni di qualsiasi rapporto finanziario potevano essere chiesti dal fisco alle banche, ma solo in forma eccezionale, dopo l’attivazione di un controllo fiscale innescato su dati non bancari. E per questo ciò è avvenuto solo in un numero limitato di casi: nel 2010 ci sono state appena 11mila richieste in banca, a fronte di 400mila accertamenti. E nessuno è venuto a saperlo. Tremonti alza gli occhi da quelle ventidue righe dattiloscritte:&lt;/i&gt;
&lt;p&gt; «Vede, di fatto sulla massa delle movimentazioni bancarie permaneva il segreto...».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ministro, ma non si corre il rischio di esagerare? In tanti parleranno di &quot;intrusione&quot; fiscale...Lui allarga le braccia e nega:&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «È stata una scelta difficile, complessa, impegnativa; ma anche una scelta profondamente morale e politica, una scelta non più rinviabile. In Europa funziona così, anzi molto di più. In Europa tutti i dati sono infatti online. Se hai soldi in banca, lo dichiari al fisco».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;E noi faremo come l’Europa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Abbiamo ancora molta opacità, diverse zone grigie: in Europa il fisco sa tutto di quello che hai. Lì in dichiarazione si pagano le tasse sugli interessi bancari. Qui da noi non siamo a questo». 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Un voltar pagina che sa di &quot;pugno di ferro&quot;, forse perfino tardivo.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «No, è soltanto un grado di rigore in più. Lo ripeto: nessuno ha in mente traumatiche azioni di polizia tributaria; la sfida è aprire una fase di presa di coscienza».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Crede che la gente capirà?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Lo spero proprio. Per questo bisogna muoversi con gradualità. Se il progetto verrà realizzato con prudenza ed equilibrio, e io spero che sia così, darà risultati importanti; se dovessimo fare l’errore di spingere troppo sull’acceleratore, rischieremmo di uccidere il progetto prima che parta. Di trasformarlo di fatto in un boomerang».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Non è una sfida facile e un sistema fiscale così &quot;complicato&quot; come quello italiano non aiuta.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Tutti dicono di voler &quot;semplificare&quot;, ma nessuno ha mai semplificato. Il nostro sistema è stato disegnato mezzo secolo fa e da allora il mondo è cambiato profondamente...». 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Tremonti però non anticipa ricette. Ammette solo che nessuna ipotesi di lavoro viene trascurata pregiudizialmente. Anche il modello americano? Anche l’idea di offrire &quot;premi&quot; a chi opera e fa operare fiscalmente alla luce del sole?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «È complicato confrontare sistemi troppo diversi, in America lo Stato sociale è corto ed è solo per questo che la lista delle deduzioni fiscali è lunga. Quello è un mondo diverso: non c’è l’Inps, non c’è la scuola pubblica, ti paghi la sanità ed è per questo, non per fare la lotta all’evasione, che deduci tutto».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Stiamo ragionando sul contrasto di interessi, ma una pausa leggera precede la nuova riflessione:&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «E poi vedo anche altri rischi. Chi ha soldi e reddito compra e detrae, ma la persona &quot;incapiente&quot;, che campa con settecento euro al mese? Le stesse cose, gli stessi servizi costerebbero meno ai capienti che a lei. Non è costituzionale».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;A Tremonti preme di modellare l’ultima delle quattro gambe. Per lui importantissima. Vuole riflettere sul ruolo «fondamentale» di controllo del territorio che si è deciso di affidare ai Comuni.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «C’è una sfasatura tra il luogo dove si produce il reddito e quello dove si accerta il reddito», &lt;i&gt;sottolinea il ministro, ammettendo subito che&lt;/i&gt; «l’efficacia dell’azione di controllo, finora, ne è stata compromessa».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;La svolta è rivitalizzare i Consigli tributari istituiti presso i Comuni. Insomma, là dove l’Agenzia delle Entrate non arriva ecco gli Enti locali.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 &lt;i&gt;Tremonti spinge. Spera che «si parta prestissimo».

Che sia questione «di mesi», non di anni.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt; «Il Tesoro è pronto a garantire ai Comuni ogni supporto tecnico per metterli nelle condizioni di muoversi ora»,&lt;i&gt; assicura il ministro che subito avverte:&lt;/i&gt; «Parte dei soldi della lotta all’evasione finiranno proprio nelle casse dei Comuni. Chi non si attiva, non prende nulla. Per contro, proprio i necessari tagli ai Comuni serviranno anche a questo: a spingerli ad attivarsi anche loro nel contrasto all’evasione fiscale».
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=15ACXW&quot;&gt;Avvenire - Arturo Celletti &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Antonio MARTINO: «I tagli alle tasse dimenticati. È da socialisti. Per me restare nel Pdl non ha più senso»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/07/15/antonio-martino/%C2%ABi-tagli-alle-tasse-dimenticati-%C3%A8-da-socialisti-per-me-restare-nel-pdl-non-ha-pi%C3%B9-senso%C2%BB-intervista/590118"></link>
  <updated>2011-07-15T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>590118</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;«Sono appena stato da Berlusconi e gli ho detto che per me restare nel Pdl non ha più senso».
&lt;p&gt;
«Anche le formiche nel loro piccolo si adirano».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Non faccia il modesto, onorevole Antonio Martino. Lei è un ex ministro... Cosa pensa di questa manovra, che ai parlamentari non toglie un euro?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Questa storia che io farei parte dei ricchi, l`uno per cento della popolazione, non mi convince. Ho la stessa automobile, la stessa casa e la stessa moglie da moltissimi anni. Però mi chiedo che senso abbia tassare l`altro 99 per cento perché io possa avere gratis le medicine dal servizio sanitario nazionale».
&lt;p&gt;

 

&lt;b&gt;La casta non paga dazio. La lobby degli avvocati parlamentari è riuscita a stoppare l`emendamento che aboliva esame di Stato e ordini professionali.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;


«I gruppi organizzati hanno sempre la meglio sull`interesse generale. È una cosa tristissima, il governo ha fatto marcia indietro perché vive di consenso. Ma le sembra giusto che chi ha lo yacht, la villa al mare e l`amante risulta più povero di me? Oppure che il meccanico, con le sue tasse, debba pagare l`università all`aspirante avvocato?».
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Ma dove sono i liberali del Pdl?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

 

«Sono appena stato da Berlusconi e gli ho detto che per me restare nel Pdl non ha più senso. Sul mio blog i liberali veri mi dicono &quot;lei che ci sta fare con un governo di pazzi socialisti?&quot;. I nostri elettori sono furibondi. Gli unici liberali rimasti sono Galan e Crosetto. Non sarà un caso se in questo governo i socialisti sono la maggioranza. Sacconi, Brunetta...».
&lt;p&gt;

 

&lt;b&gt;E Tremonti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

 

«Nega, ma è socialista pure lui. E dire che dal `94 Berlusconi ha combattuto tutte le campagne elettorali con coerenza, sulla base di un programma che prometteva di abbassare il carico fiscale. Invece non se ne è fatto nulla».
&lt;p&gt;

 

&lt;b&gt;Più tasse, pensioni più leggere e rispunta anche il ticket...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

 

«Questa manovra è l`ennesima porcheria, colpisce la povera gente e anche il popolo delle partite Iva. Avevamo promesso che gli avremmo abbassato le tasse e invece muoiono come le mosche. Tremonti crede che le spese discrezionali sono inutili, ma non è così. Se non si fa manutenzione agli elicotteri dell`esercito si rischia di uccidere qualche militare, come è successo in Francia». 
&lt;p&gt;

 

&lt;b&gt;Lei cosa avrebbe fatto, al posto di Tremonti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

 

«Il nostro problema è la normale fisiologia di un sistema sbagliato, non la patologia di un sistema sano da curare con la medicina annuale della manovra. Abbiamo un sistema fiscale assurdo. Ire, Ires e Irap fruttano il 14,6% del reddito nazionale, non sarebbe più sensata una sola aliquota del 20%? La colpa del mancato gettito non è tanto dell`evasione fiscale, ma di elusione ed erosione. Posso dire una cosa che mi provocherà molti nemici?».
&lt;p&gt;

 

&lt;b&gt;La dica.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

 

«Quando il genio di Sondrio aprì il suo studio di tributarista, solo nel primo anno fece erodere ai suoi clienti, in modo legale, base imponibile per 600 miliardi di lire. Il che, tradotto in parcelle, vuol dire qualcosa come tre miliardi».&lt;br /&gt;


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1247DD&quot;&gt;Corriere della Sera&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>FRANCO MIRABELLI: Alternativi alla Lega ma vicini alle domande di riforma che vengono dal Nord</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/21/franco-mirabelli/alternativi-alla-lega-ma-vicini-alle-domande-di-riforma-che-vengono-dal-nord/585366"></link>
  <updated>2011-06-21T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>585366</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Lombardia (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Siamo alternativi alla lega, non ci appartiene l'idea che ai problemi del Nord si risponda alimentando le paure, chiudendosi nella difesa delle identità, facendo dei più deboli e dei diversi i capri espiatori su cui si scaricano i problemi anziché risolverli. Gli elettori di Milano, Novara, Torino, Gallarate e tante altre realtà hanno abbandonato la lega, hanno finalmente preso atto che chi governa a Roma in un modo e qui teorizza il contrario non può essere credibile, che continuare a scagliarsi contro gli immigrati, i rom ecc. non serve a risolvere i problemi ma solo a minare la convivenza e a seminare odio. Pontida è stato l'ennesimo tentativo, con un po' di propaganda e un po' di proposte generiche, di tornare in sintonia con le domande di chi vive qui; ma dopo aver governato 8 degli ultimi 10 anni la credibilità della lega come forza riformatrice è ridotta al lumicino&quot;. E' il commento di &lt;b&gt;Franco Mirabelli&lt;/b&gt;, consigliere regionale Pd della Lombardia, dopo gli eventi di Pontida. 

&lt;p&gt;
&quot;Restano però le domande che dal Nord vengono con più forza: un fisco più giusto, uno stato più efficiente, la valorizzazione e il riconoscimento delle risorse umane ed economiche, la necessità di sostenere e promuovere sviluppo e innovazione, la sicurezza, la necessità di governare questioni difficili come l'immigrazione riconoscendo e promuovendo un sistema di diritti e doveri. Questi temi non scompaiono con la sconfitta leghista e per noi, il PD e l'intero centrosinistra descrivono la sfida che il risultato elettorale ci consegna: alle risposte sbagliate e difensive che la lega ha dato cogliendo questi bisogni profondi della società del Nord, dobbiamo saper rispondere con un progetto riformista che sia credibile e dimostri che c'è una strada per modernizzare la pubblica amministrazione, per investire su chi innova, sulla formazione e la ricerca, per ridurre il peso fiscale su lavoro e pensioni, per vivere più sicuri insieme agli altri e non lontano dagli altri. Pensare che il risultato negativo della Lega significhi che oggi le domande che ha saputo rappresentare si possano finalmente derubricare sarebbe per noi un errore decisivo. I milanesi e i lombardi hanno punito Lega e Pdl. - conclude &lt;b&gt;Mirabelli&lt;/b&gt; - Se vogliamo che da qui si parta per spostare una parte di quegli elettori verso il centrosinistra dobbiamo assumere i problemi, avanzare proposte innovative e mostrare dal governo delle città di saperli governare&quot;.
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://francomirabelli.it/html/partito-democratico/alternativi-alla-lega-ma-vicini-alle-domande-di-riforma-che-vengono-dal-nord&quot;&gt;francomirabelli.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Patrizia TOIA: Parlare di riforma fiscale è irrealistico nell’attuale scenario italiano</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/20/patrizia-toia/parlare-di-riforma-fiscale-%C3%A8-irrealistico-nell%E2%80%99attuale-scenario-italiano/585158"></link>
  <updated>2011-06-20T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>585158</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;«Chiunque abbia un briciolo di buon senso, o di senso della realtà, capisce quanto irrealistico sia parlare di riforma fiscale, che vuol dire comunque meno entrate, in un momento in cui l’Italia è così sotto osservazione da correre il rischio di subire un declassamento del suo rating  e, quindi, di diventare un campo aperto per le scorribande finanziarie degli speculatori. Ma a quanto pare questo buon senso manca a Bossi e a Berlusconi, a meno che non si tratti dell’ennesima illusione o dell’ennesimo imbroglio creato ad arte per gettare fumo negli occhi agli elettori, salvo poi trovare il “nemico Europa” cui dare la colpa». È quanto afferma Patrizia Toia, parlamentare europea del Partito Democratico.

&lt;p&gt;«A questi campioni di avventurismo in coscienza diciamo: Fermatevi e prendete a cuore per una volta i veri problemi dello sviluppo e dell’occupazione. E diciamo anche: mettete la vostra fantasia al lavoro per trovare qualche soluzione innovativa che dia un po’ di sollievo a imprese e lavoratori», aggiunge Toia.

&lt;p&gt;«È pur vero che sulle agenzie di rating bisogna fare una verifica anche critica per capirne l’autentica indipendenza e svelarne eventuali conflitti di interesse. A volte, infatti, si ha l’impressione che queste agenzie che operano tra finanza pubblica, bilanci degli Stati e speculatori di professione, non sappiano bene come muoversi. Noi del gruppo S&amp;D, al Parlamento Europeo, chiederemo alla Commissione quali garanzie e quali certezze abbiamo dell’indipendenza delle agenzie di rating e se non sia il caso di accelerare i tempi per creare un’agenzia europea assolutamente terza e al di sopra di tutti gli interessi», conclude Patrizia Toia.
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.patriziatoia.it&quot;&gt;patriziatoia.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Patrizia TOIA: Tremonti farebbe bene a chiarire per chi intende diminuire il carico fiscale</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/15/patrizia-toia/tremonti-farebbe-bene-a-chiarire-per-chi-intende-diminuire-il-carico-fiscale/584535"></link>
  <updated>2011-06-15T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>584535</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Il Ministro Tremonti, che ha annunciato di voler diminuire la pressione fiscale, se non vuole che il suo annuncio sia solo uno slogan tanto generico quanto oscuro negli effetti pratici, dica subito e con chiarezza quali spalle vuole alleggerire e quali spalle vuole appesantire perché una riforma fiscale così è: alleggerisce qualcuno e appesantisce altri». Lo ha dichiarato &lt;b&gt;Patrizia Toia&lt;/b&gt;, parlamentare europea del Partito Democratico.
&lt;p&gt;
 
«Infatti l’idea che per diminuire il carico fiscale ci debba “essere la più larga la base imponibile, senza i regimi di favore, perché le aliquote le più basse possibili sono il miglior investimento per ridurre l'evasione fiscale”, di per sé non rappresenta affatto un meccanismo automatico, inoltre non è neanche vera perché se aumenti anche di poco la base imponibile quel poco per certi base sociali  potrebbe essere molto, soprattutto per le fasce più deboli della popolazione che già faticano a causa della crisi economica». 
&lt;p&gt;
 
«Infine noi proponiamo che le spalle da appesantire per una volta siano quelle dell’evasore fiscale, figura molto diffusa nel nostro Paese, come ci mostrano i dati forniti dalla Banca d'Italia e dal dipartimento per le politiche fiscali del Tesoro». È il commento di &lt;b&gt;Patrizia Toia&lt;/b&gt;. &lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.patriziatoia.it&quot;&gt;patriziatoia.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Renato BRUNETTA: &quot;Sì alle richieste del governatore faremo subito la riforma fiscale&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/01/renato-brunetta/s%C3%AC-alle-richieste-del-governatore-faremo-subito-la-riforma-fiscale/582366"></link>
  <updated>2011-06-01T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  PA e innovazione (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;mercoledì 1 giugno 2011
Intervista a Renato Brunetta - &quot;Sì alle richieste del governatore faremo subito la riforma fiscale&quot;
L'intervista Il ministro della Funzione Pubblica, Brunetta: intervento insieme all'anticipo della manovra &quot;Si alle richieste del governatore faremo subito la riforma fiscale&quot; ROMA — Sì alla riforma fiscale, da fare subito e, se sarà il caso, assieme «all'eventuale anticipo della manovra». SI anche ai tagli «non indiscriminati» alla spesa corrente, senza sacrificare la spesa in conto capitale.ARenato Brunetta, ministro perla Pubblica amministrazione e l'innovazione, la relazione di Mario Draghi è piaciuta. Eppure il governatore non è stato tenero con Palazzo Chigi. Ha detto che la spesa corrente va ridotta di 5 punti, che serve una manovra tempestiva e che i tagli non devono essere indiscriminati. Come se ne esce? «Continuando e accelerando quello che abbiamo già avviato. E' vero: la spesa primaria corrente in rapporto al Pil deve essere riportata ai livelli dello scorso decennio e l'obiettivo va realizzato attraverso interventi mirati, basandosi su indicatori di efficienza. Ma la riforma della pubblica amministra-zione avviatadalgovemo, einparticolare dal mio ministero, va già in questo senso»
http://rassegnastampa.mef.gov.it/mefnazionale/View.aspx?ID=2011060118823263-1&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegnastampa.mef.gov.it/mefnazionale/View.aspx?ID=2011060118823263-1&quot;&gt;rassegnastampa.mef.gov.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giulio TREMONTI: Fisco, la promessa alle imprese: &quot;Troppi lacci, basta oppressione&quot; </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/04/20/giulio-tremonti/fisco-la-promessa-alle-imprese-troppi-lacci-basta-oppressione/559994"></link>
  <updated>2011-04-20T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>559994</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Economia e Finanze (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Deve esistere il diritto a dire 'non mi rompete più di tanto&quot;.
&lt;p&gt;Sui controlli fiscali, gli accessi e le visite alle imprese: &quot;è eccessivo con costi come tempo perso, stress, e occasioni di corruzione. Un'oppressione fiscale che dobbiamo interrompere&quot;. Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti risponde così alle continue richieste che arrivano dal mondo dell'impresa. Sintetizzando così la sua proposta: &quot;Deve esistere il diritto a dire 'non mi rompete più di tanto'&quot;. Parole che arrivano lo stesso giorno in cui Bankitalia definisce &quot;ambiziosi&quot; gli obiettivi del Def 2011, prevedendo un taglio della spesa per raggiungere gli obiettivi fissati. E fissando tempi stretti: &quot;Il costo di rinviare può essere molto alto. Si vede drammaticamente di questi tempi, anche negli stati uniti: prima si aggiusta meno si deve correggere&quot; dice Il vice direttore Ignazio Visco.

&lt;p&gt;
Imprese. &lt;br /&gt;
&quot;La proposta deve essere equilibrata, - aggiunge Tremonti durante una audizione in Commissione finanze alla Camera.- Non può essere del tipo della 626 (legge sulla sicurezza sul lavoro), ma potremmo immaginare una qualche tipo di concentrazione, salve esigenze di controllo erariale e ridurre il continuo controllo sulle imprese. Ne va via uno, e dopo un po' arriva il vigile urbano. Ci abbiamo già iniziato a lavorare. Fermo discorso sicurezza lavoro. Serve o un coordinamento dall'alto o un diritto dal basso: il diritto di dire 'non mi rompere piu' di tanto&quot;

&lt;p&gt;
Dl antiscalate. &lt;br /&gt;
&quot;Non abbiamo ragioni per
fare delle modifiche e credo che neanche l'opposizione ne abbia&quot; afferma Tremonti, ribadendo che il provvedimento all'esame di Montecitorio contiente una norma &quot;generale e astratta&quot;.

&lt;p&gt;
Riforme.&lt;br /&gt;
 Poi il titolare del Tesoro annuncia che nel piano nazionale sulle riforme &quot;contiene ipotesi che saranno presto oggetto di un decreto legge che saranno relative a opere pubbliche, edilizia abitativa, turismo e ricerche scientifica&quot;.

&lt;p&gt;
Borsa. &lt;br /&gt;
&quot;Per quotare una società di 80 milioni i costi quotazione sono 8 milioni: è una follia&quot; dice il ministro dell'Economia. &quot;Le possibilità di riportare capitali sono molto alte ma - continua Tremonti - bisogna offrire livelli di burocrazia competitivi. Quando si dice le barriere nell'economia, ma mica le fa solo lo stato. L'8% per la quotazione è pazzesco. Ci sono tanti fattori, anche di scelta. Il nostro capitalismo è molto familiare. Se si va in assemblea e si chiede chi di voi è posseduto da una holding italiana? Nessuno. Da una holding del Lussemburgo? Tutti&quot;.

&lt;p&gt;
Polemica con il Pd. &lt;br /&gt;
Infine una polemica con il Pd a proposito del &quot;contro piano economico&quot; presentato dai democratici: &quot;Conosco quel documento, e per usare una parafrasi diplomatico - eufemistica credo che il suo 'lifetime' all'Eurostat non superi i 10 minuti&quot;. Tra le proposte che il Pd mette in campo sui temi economici nazionali vi sono una serie di filoni come riforma del fisco, lotta a precarietà, liberalizzazioni.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/economia/2011/04/20/news/fisco_la_promessa_di_tremonti_basta_oppressione_sulle_imprese-15166029/&quot;&gt;la Repubblica.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Pier Luigi BERSANI: «Tremonti racconta favole, in arrivo una manovra da 39 miliardi»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/04/19/pier-luigi-bersani/%C2%ABtremonti-racconta-favole-in-arrivo-una-manovra-da-39-miliardi%C2%BB/559957"></link>
  <updated>2011-04-19T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>559957</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://it.notizie.yahoo.com/4/20110419/tts-oittp-def-manovra-confindustria-ca02f96.html?printer=1&quot;&gt;&lt;b&gt;Anche Confindustria boccia il Dpef del governo&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Il Piano nazionale per le riforme (Pnr) è deludente per quanto attiene alle azioni concrete per crescita e competitività. Serve uno scatto di orgoglio per affrontare le urgenze del Paese”. Questa volta non è solo l’opposizione a bocciare la programmazione economica del governo ma la Confindustria per bocca del dg Giampaolo Galli, in audizione difronte alle Commissioni Bilancio e Finanze di Camera e Senato in seduta congiunta.

&lt;p&gt;
Pier Luigi Bersani rilancia e denuncia la stangata che sta per arrivare: &quot;Adesso ci stanno raccontando un'altra favola  nelle quattro paginette che ha presentato Tremonti ci sono due o tre tabelle che dicono che da qui al 2014 serviranno manovre per 39 miliardi di euro. Dove li andiamo a prendere questi soldi? E' ora di fare una riforma fiscale seria. Non è possibile che l'80% dell'Irpef lo paghino lavoratori e pensionati. Allora chiamamola tassa sui lavoratori e pensionati che facciamo prima&quot;.

&lt;p&gt;
Fin qui, ha insistito, il governo ha avuto &quot;una politica disastrosa, tagliando dove sarebbe stata possibile una reazione: comuni, servizi e scuole&quot;.

&lt;p&gt;
Certo, ha aggiunto Bersani, &quot;miracoli non ne fa nessuno, anche se c'e' qualcuno che racconta che li fa... ma questa è la differenza tra destra e sinistra: se noi abbiamo un euro lo diamo a chi ha bisogno e invece la destra dice che destra e sinistra non esistono, perché quando non sanno che pesci pigliare sostengono che sono tutti uguali ma non è così&quot;.
&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.bersanisegretario.it/dettaglio/112651/tremonti_racconta_favole_in_arrivo_una_manovra_da_39_miliardi&quot;&gt;bersanisegretario.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIUSEPPE BORTOLUSSI: Le famiglie italiane piu’ tartassate di quelle francesi (che hanno il “quoziente familiare”)</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/03/07/giuseppe-bortolussi/le-famiglie-italiane-piu%E2%80%99-tartassate-di-quelle-francesi-che-hanno-il-%E2%80%9Cquoziente-familiare%E2%80%9D/625475"></link>
  <updated>2011-03-07T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>625475</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Veneto (Gruppo: Altro) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il peso delle tasse sulle famiglie italiane è tra i più alti d’Europa: se, poi, il confronto lo facciamo con la Francia, la situazione è a dir poco sconsolante. Per i redditi medio bassi (30.000 € annui) una famiglia italiana composta da una coppia con 2 figli paga dalle 2.530 alle 4.700 € circa di tasse in più all’anno delle famiglie francesi. Queste ultime, come tutti ben sanno, “godono” del cosiddetto “quoziente familiare”, uno sgravio fiscale che prevede l’applicazione di una imposta sulle persone fisiche che decresce all’aumentare del numero dei componenti.
&lt;p&gt;

Per rendere omogeneo il confronto, la CGIA di Mestre, che ha curato l’elaborazione, ha preso come riferimento una famiglia italiana e una francese, composte entrambe da marito e moglie e 2 figli a carico, con redditi da lavoro dipendente. Dalla CGIA ricordano che la comparazione riguarda solo la tassazione derivante dall’imposta personale, senza tener conto delle addizionali IRPEF.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;I livelli di reddito presi in esame sono tre:&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;1)&lt;/b&gt;    30.000 euro di imponibile IRPEF;
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;2)&lt;/b&gt;    55.000 euro di imponibile IRPEF;
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;3)&lt;/b&gt;    150.000 euro di imponibile IRPEF.
&lt;p&gt;

Solo per la famiglia italiana, visto che ai fini fiscali in Francia non cambia nulla, si sono fatte due ipotesi:
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;a)&lt;/b&gt;    reddito percepito solo dal capo famiglia;
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;b)&lt;/b&gt;    reddito percepito da entrambi i coniugi.
&lt;p&gt;

Vediamo i risultati riferiti al primo caso.

&lt;p&gt;
Con un reddito (imponibile Irpef) di 30.000 €, in Francia il carico fiscale annuo (indipendentemente se la famiglia è mono o bireddito) è di 313 €. In Italia, invece, se il nucleo è mono reddito il peso fiscale raggiunge i 5.010 € (+ 4.698 € rispetto alla francese). Se bireddito, il peso delle tasse raggiunge i 2.842 € (differenza pari a + 2.530 € ).
&lt;p&gt;

Con un reddito di 55.000 €, invece, la nostra famiglia francese è sottoposta ad una tassazione di quasi 3.000 € (precisamente 2.913 €). In Italia il nucleo mono reddito paga 15.989 € (+ 13.076 € dei quella francese), quello bireddito versa all’Erario 10.530 (+ 7.618 € della francese).
&lt;p&gt;

Infine, con un reddito di 150.000 € i cugini transalpini pagano un’imposta di 24.948 €: sulla famiglia italiana mono reddito grava, invece, un peso di 57.670 € (differenza pari a + 32.722 €) e su quella bireddito 50.331 € (differenza pari a + 25.383 €).
&lt;p&gt;

“Nonostante gli sgravi fiscali dati in questi ultimi decenni dai vari Governi che si sono succeduti – commenta Giuseppe Bortolussi segretario della CGIA di Mestre – il peso delle imposte sulle famiglie italiane è ancora troppo elevato. Soprattutto per quelle mono reddito, che costituiscono quasi la metà dei nuclei familiari italiani. Una tipologia, quest’ultima, concentrata prevalentemente al Sud e tra le più colpite dalla crisi economica di questi ultimi anni.”
&lt;p&gt;

Ma secondo gli artigiani mestrini c’è un ulteriore aspetto da mettere in evidenza.

&lt;p&gt;
“In questa analisi – &lt;b&gt;conclude Bortolussi&lt;/b&gt; – noi calcoliamo il peso fiscale. Ma rispetto ai principali paesi europei, le famiglie italiane sono oggetto di ulteriori costi, dovuti all’inefficienza del nostro sistema pubblico, che gli altri non subiscono. Mi riferisco ai lunghissimi tempi di attesa per effettuare le visite specialistiche presso i nostri ospedali che costringono molte persone a rivolgersi alle strutture private. Oppure, all’inadeguatezza del nostro sistema di trasporto pubblico che spesso obbliga molti italiani, ad esempio per recarsi al lavoro, ad usare l’automobile privata”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.cgiamestre.com/2011/03/le-famiglie-italiane-piu-tartassate-di-quelle-francesi/&quot;&gt;CGIA Mestre&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>RICCARDO NENCINI: FISCO: OTTIMO RISULTATO DELLA GDF NEL 2010</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/02/14/riccardo-nencini/fisco-ottimo-risultato-della-gdf-nel-2010/558217"></link>
  <updated>2011-02-14T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>558217</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore Regione Toscana&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Tre miliardi e 800 milioni di euro non dichiarati al fisco nella sola Toscana sono tanti. E' la riprova di un fenomeno da non prendere sotto gamba, anche perche' i 3 miliardi e 800 milioni sono solo i redditi, evasi, scoperti. Ma il fatto che la cifra sia il doppio di quella del 2009 ci rincuora: non penso che l'evasione fiscale sia raddoppiata, sono aumentati i risultati.
E per questo non c'e' che da ringraziare la Guardia di Finanza.
Nel 2010 abbiamo recuperato 160 milioni sui tributi regionali evasi, 60 milioni in piu' rispetto alle previsioni fatti all'inizio dell'anno. Ma possiamo fare di piu' e meglio, facendo squadra e condividendo le informazioni che ogni singolo ente o branca della pubblica amministrazione ha&quot;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.agi.it/firenze/notizie/201102141829-cro-rfi1016-fisco_nencini_toscana_ottimo_risultato_della_gdf_nel_2010&quot;&gt;www.agi.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Federalismo fiscale: le proposte del Pd</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/10/28/dario-franceschini/federalismo-fiscale-le-proposte-del-pd/549473"></link>
  <updated>2010-10-28T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>549473</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Il governo cerca di coprire la sua inattività con annunci ad effetto, come quello della grandiosa riforma del fisco che doveva essere approvato all'ultimo consiglio dei ministri&quot;. Lo ha detto &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt; durante la conferenza stampa per presentare le proposte del partito che, contenute in una mozione, verranno discusse dall'Aula di Montecitorio il 22 e 23 novembre. &quot;Il Pd in questi mesi, attraverso le assemblee programmatiche ha formulato una serie di proposte il fisco, un disegno complessivo di riforma con il quale vogliamo far emergere il bluff del governo - ha aggiunto &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt; - La mozione parlamentare sarà discussa il 22 novembre con voto il 23 e si voterà per parti separate affinché anche i gruppi della maggioranza si possano esprimere. Il messaggio è molto chiaro: 20-20-20, una riduzione del 20% dello scaglione di aliquote per i redditi più bassi, portare al 20% le aliquote delle rendite, escluso il piccolo risparmio; il 20% di riduzione delle tasse sul reddito di piccole imprese e autonomi&quot;.

&lt;p&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.youdem.tv/VideoDetails.aspx?id_video=73a5e957-392a-4bf2-83c2-12843a7f7e38&quot;&gt;Video delle dichiarazioni di Dario Franceschini&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocratico.it/dettaglio/110776/il_governo_vada_a_casa&quot;&gt;PartitoDemocratico.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Cesare DAMIANO: FISCO: NEANCHE IL GOVERNO CREDE A SE STESSO</title>
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  <updated>2010-10-25T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>547820</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Neanche loro ci credono. Questa e’ la verita’, neppure gli esponenti del governo credono alla riforma del fisco che si preannuncia essere un epocale ballon d’essai. Mentre il sottosegretario Baldassarri dice di avere l’orticaria per provvedimenti quale quello sul fisco, vuoto di contenuti ma pieno di annunci, la Germania rivede al rialzo il suo pil dall’1,4 al 3,4%. Per fortuna si trattava di un paese che aveva avvertito la crisi piu’ del nostro, un paese dove il welfare non e’ stato distrutto e dove i salari sono molto piu’ alti dei nostri. Il problema e’ che non ci sono misure per far ripartire la crescita, non ci sono soprattutto idee da  parte del governo
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://cesaredamiano.wordpress.com/2010/10/25/fisco-neanche-il-governo-crede-a-se-stesso/&quot;&gt;http://cesaredamiano.wordpress.com&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Cesare DAMIANO: FISCO: IL GOVERNO NON FACCIA PROMESSE IRREALIZZABILI</title>
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  <updated>2010-10-21T00:00:00Z</updated>
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  <id>547999</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;L’incontro con le parti sociali sul fisco non sia una passerella o una semplice elencazione di promesse che non troveranno attuazione. Il Pd ha avanzato un pacchetto organico di proposte concrete per diminuire la pressione fiscale su lavoratori, famiglie ed imprese.Non ci sono scuse il governo deve dare prova di avere un progetto per il futuro del paese, un progetto concreto e realmente attuabile, non la solita riproposizione di promesse iperboliche che poi restano puntualmente lettera morta. Le famiglie fanno fatica ad arrivare a fine mese e la diminuzione del peso fiscale e’ la strada per aiutare consumi e ripresa.
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://cesaredamiano.wordpress.com/2010/10/21/fisco-il-governo-non-faccia-promesse-irrealizzabili/&quot;&gt;http://cesaredamiano.wordpress.com&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Rosanna FILIPPIN: «Dopo i dati sulla Cig in Veneto, l’appello per difendere imprese e lavoratori: serve un nuovo patto fiscale»</title>
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  <updated>2010-10-15T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore  Comune Bassano del Grappa (VI) (Partito: PD) - Assessore  Comune Bassano del Grappa (VI) (Partito: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Rosanna Filippin, segretario regionale del Pd, commenta i dati sulla CIG diffusi oggi dal segretario regionale della Cisl Franca Porto.
&lt;p&gt; “Condivido le preoccupazioni espresse dal segretario regionale della Cisl Franca Porto. I dati della Cassa Integrazione, che raddoppiano quelli del 2009, sono un segnale allarmante. Il rischio di una ripresa senza rientro della disoccupazione è reale. Occorre, accanto ad un impegno di Governo e Regione per la continuità degli ammortizzatori sociali, anche una riflessione più generale.
&lt;p&gt; Al primo posto, in un’agenda delle riforme, deve andare un nuovo patto fiscale, per sostenere la produttività delle aziende e ridurre il costo del lavoro. 
&lt;p&gt;Va superata l’anomalia tutta italiana di un fisco che, in tempi di crisi, scoraggia le imprese e il lavoro dipendente, mentre premia le rendite finanziarie”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticoveneto.org/dett_news.asp?ID=1701&quot;&gt;partitodemocraticoveneto.org&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Cesare DAMIANO: FISCO:CI BATTEREMO PER IL CAMBIO DI ROTTA SUI TEMI DELLA CRISI ECONOMICA</title>
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  <updated>2010-10-12T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La spinta che viene dalla manifestazione di Cisl e Uil e dal sindacato in generale va nella giusta direzione di chiedere al governo la convocazione di un tavolo di confronto sui temi del fisco, come premessa per la costruzione di un nuovo patto sociale. Il tavolo di concertazione aperto autonomamente dalle associazioni che rappresentano il lavoro e l’impresa, la manifestazione di Cisl e Uil sul fisco, le richieste avanzate dalla Cgil sullo stesso tema, la definizione di una piattaforma economica e sociale da parte del Pd nell’Assemblea nazionale di Busto Arsizio e l’autorevole richiesta del Presidente della Repubblica di aprire un confronto parlamentare sui temi della crisi economica, sottolineano l’urgenza di un cambio di rotta per il quale il Pd si battera’ nel Parlamento e nel Paese.
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://cesaredamiano.wordpress.com/2010/10/12/fiscoci-batteremo-per-il-cambio-di-rotta-sui-temi-della-crisi-economica/&quot;&gt;http://cesaredamiano.wordpress.comnull&lt;/a&gt;</summary>
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