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  <title>Openpolis - Argomento: alitalia</title>
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  <updated>2012-04-18T00:00:00Z</updated>
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  <title>Patrizia TOIA: Deplorevoli le immagini del cittadino tunisino rimpatriato</title>
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  <updated>2012-04-18T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626805</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Ma può succedere che nel corso di un rimpatrio un cittadino extracomunitario sia trattato come un animale?&quot; Si chiede e, sopratutto, chiede alla Commissione europea, l´onorevole Patrizia Toia, Vicepresidente del Gruppo S&amp;D. L´eurodeputata, alla luce dell´ultimo episodio di violazione dei diritti umani nelle procedure di rimpatriato avvenuta ieri sul volo di linea Alitalia Roma-Tunisi delle 9:20 e resa nota da un passeggero via Facebook, ha presentato, infatti, oggi un´interrogazione parlamentare affinché tutte le autorità degli Stati membri si impegnino a rispettare la Direttiva in materia.
&lt;p&gt;

&quot;Nastro da pacchi sulla bocca e fascette di plastica ai polsi - dichiara l´eurodeputata Patrizia Toia - questo il trattamento riservato a due extracomunitari durante le procedure di rimpatrio dalla polizia italiana. Si tratta di un comportamento incettabile che, non solo deve essere segnalato, ma é anche nostro preciso dovere batterci affinché trattamenti analoghi non vengano adottati in futuro&quot;.
&lt;p&gt;

Non é la prima volta, infatti, che si sente parlare di casi di maltrattamento a cittadini extra-comunitari durante le operazioni di rimpatrio. &quot;L`Europa non si caratterizza solo per diritti, ma anche per doveri. Non possiamo permettere che proprio le autorità, chiamate a vigilare sul rispetto delle norme civili e democratiche che regolano la nostra Europa, neghino, così platealmente, i nostri doveri di civiltà. Siamo certi che si tratti di casi rari e rarissimi, ma proprio per questo dobbiamo reagire con la massima forza, chiedendo all'autorità giudiziarie di accertare i fatti, anche per salvare l´onore dei tanti rappresentanti dell´ordine pubblico che quotidianamente, spesso senza i mezzi adeguati, fanno i loro doveri&quot; conclude l´eurodeputata. &lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.patriziatoia.info/home/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=219:deplorevoli-immagini-del-cittadino-tunisino-rimpatriato&amp;catid=8&amp;Itemid=204&quot;&gt;patriziatoia.info&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>DAVIDE GARIGLIO: L'aeroporto di Caselle torni a volare alto</title>
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  <updated>2012-01-17T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>623401</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Piemonte (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Continua la trattativa per portare la base low cost a Torino. I toni dell'&lt;a href=&quot;http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/439024/&quot;&gt;articolo de La Stampa&lt;/a&gt; mi sembrano un pò trionfalistici perchè la base low cost non c'è e viene ulteriormente rinviata nel tempo. Il potenziamento dell'aeroporto di Caselle è una condizione imprescindibile per lo sviluppo economico e turistico della città di Torino e del Piemonte. Spero che gli Assessori Bonino e Cirio agiscano in modo concreto (!!!) per arrivare a chiudere questo accordo, e che anche il Comune faccia la sua parte.
&lt;p&gt;

&lt;i&gt;La situazione al 17/01/2012:&lt;/i&gt;
&lt;p&gt;

La questione tra Sagat e Ryanair si sta procrastinando in maniera inaccettabile. Si parla da tempo di instaurare a Torino una base low cost della compagnia irlandese ma nel 2012, tra le quattro che saranno aperte, non figura lo scalo piemontese. Se, come si legge dal comunicato Sagat, il rallentamento della trattativa è dato dalla crisi economica come mai è stata penalizzata solo Torino?
&lt;p&gt;

Intanto sul sito della compagnia aerea dal 24 marzo non si può prenotare nessun volo che parta dall’aeroporto di Caselle. La data non è casuale, in quanto corrisponde al termine del contratto con la Regione. Il tempo stringe: cosa intende fare la Giunta Regionale per risolvere la situazione? Come saranno garantiti i collegamenti low cost con il Sud Italia, vista anche la cancellazione dei treni per la Puglia e la significativa riduzione dei voli Alitalia? Tra i maggiori soci privati di Sagat figura Sintonia della famiglia Benetton. Quest’ultimo è socio anche di CAI, la società che controlla Alitalia e che dunque presumibilmente è poco favorevole allo sviluppo del traffico low cost sulla base di Torino. In un momento come questo, il Piemonte non può permettersi di restare fuori dai collegamenti della compagnia irlandese, specie in un periodo significativo per il turismo come quello pasquale. Da cittadino e da politico ci tengo invece a ringraziare l'associazione Fly Torino per la costante e importante azione a sostegno dello sviluppo dell'aeroporto di Caselle.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.nuoveenergie.net/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=55:question-sagat-ryanair-cerchiamo-risposte&amp;catid=18&amp;Itemid=135&quot;&gt;www.nuoveenergie.net&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Cesare DAMIANO: Alitalia: Rilancio vero solo se c’è il rientro dei cassaintegrati</title>
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  <updated>2009-10-27T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>419131</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Alitalia: Rilancio vero solo se c’è il rientro dei cassaintegrati

Il vero rilancio di Alitalia potra’ dirsi compiuto quando rientreranno i lavoratori in cassa integrazione. Al di la’ di qualsiasi valutazione sulla scelta strategica relativa alla nuova compagnia bisogna cominciare a considerare vincenti le operazioni industriali che portano occupazione, a partire dalla cessazione dell’utilizzo della cassa integrazione.
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://cesaredamiano.wordpress.com/2009/10/27/alitalia-rilancio-vero-solo-se-ce-il-rientro-cassintegrati/&quot;&gt;http://cesaredamiano.wordpress.com&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Donatella PORETTI: Alitalia. Voli Roma-Cagliari, ritardi inauditi.   Interrogazione</title>
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  <updated>2009-07-08T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>391849</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;Interrogazione al ministro delle Infrastrutture e trasporti dei senatori Donatella Poretti e Marco Perduca


&lt;p&gt;
Premesso che:
&lt;p&gt;

- in data 5 luglio 2009, il volo Alitalia delle ore 17.30 Roma-Cagliari, e’ decollato con 45 minuti di ritardo su 65 minuti di viaggio;

&lt;p&gt;
- analoga situazione si e’ verificata il 6 luglio 2009, quando il medesimo volo e’ partito con circa 52 minuti di ritardo. L’80% in piu’ di tempo;
&lt;p&gt;

- le motivazioni sono riconducibili al ritardo della navetta aerostazione-velivolo sia la scaletta di accesso;

&lt;p&gt;
- l’Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori) ha pubblicamente denunciato tale situazione evidenziando come la struttura societaria attuale privata, rispetto a quella precedente pubblica, e’ stata piu’ volte elogiata e presentata come fattore di stabilita’ ed efficienza;

&lt;p&gt;
- l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (Enac), sottoposto all’indirizzo, vigilanza e controllo del Ministro dei trasporti, provvede secondo statuto (D. M. 3 Giugno 1999), tra gli altri, anche ai compiti di espletamento del trasporto aereo e a quelli connessi con le attivita’ lavorative del personale di terra e di volo;

&lt;p&gt;
- diversi, riguardo i ritardi accumulati da Alitalia, sono stati gli interventi da parte dell’Enac, per voce del suo presidente Vito Riggio. E’ intervenuta anche lo scorso 7 luglio rivelando come il grado di puntualità di Alitalia e’ al di sotto di una decina di punti rispetto all’obiettivo fissato dal proprio ente nel 90%, situazione su cui ha promesso che sara’ “inflessibile”, convocando per il prossimo 16 luglio una riunione ad hoc, si’ che’ il picco di richieste che si registrera’ a fine del mese di luglio non diventi drammatico.

&lt;p&gt;
Per sapere:
&lt;p&gt;
se il Ministro, nell’ambito dell’attivita’ di indirizzo, vigilanza e controllo sull’Enac, non intenda operare, e in quale modo, per garantire tutela ai passeggeri rispetto a episodi di ritardi nei voli come quello citato, che rappresentano un disservizio ormai cronico di alcuni voli Alitalia.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://blog.donatellaporetti.it/?p=696&quot;&gt;blog.donatellaporetti.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Stefano SAGLIA: «Class action? Il Governo cercherà di impedire l`entrata in vigore delle norme targate Prodi» </title>
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  <updated>2009-06-19T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>391624</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) - Pres. commissione Camera Lavoro -  Sottosegretario  Sviluppo economico (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;Con la dilazione verrà evitata l`entrata in funzione delle regole varate dal governo Prodi e mai divenute operative
&lt;p&gt;
Un nuovo rinvio per la class action. E' quello che si profila per effetto dell`allungamento dei tempi di approvazione del &quot;collegato&quot; alla manovra sul nucleare, il cosiddetto Ddl Sviluppo.

&lt;p&gt;
Il Governo sarebbe pronto a rendere operativo l`ulteriore slittamento facendo leva sul &lt;b&gt;decreto milleproroghe&lt;/b&gt; che dovrebbe essere varato la prossima settimana dal Consiglio dei ministri.

&lt;p&gt;
Una soluzione che consentirebbe all`esecutivo di evitare il decollo il 10 luglio della class action congegnata dal governo Prodi, e che avrebbe dovuto debuttare giusto un anno fa, ma in una versione molto diversa da quella che sta prendendo forma in Parlamento. &lt;br /&gt;
E non solo per la mancata retroattività, che di fatto escluderebbe oggi dall`ambito dell`azione collettiva i crac Cirio e Parmalat, e pure il default della vecchia Alitalia, ma anche per la definizione dei tribunali competenti (in sedi regionali) e per la titolarità dell`azione, che riguarderebbe il singolo rappresentante della &quot;classe&quot;, oltre alla tipologia delle obbligazioni da far valere in giudizio.

&lt;p&gt;
E' il sottosegretario allo Sviluppo economico, Stefano Saglia ad affermare che il governo «cercherà di impedire» l`entrata in vigore delle norme targate Prodi anche se il nuovo meccanismo sull`azione collettiva inserito nel Ddl sviluppo non dovesse ottenere il via libera definitivo del Parlamento entro la fine di giugno. E che il disco verde del Parlamento al &quot;collegato&quot; possa arrivare dopo la fine di questo mese è ormai considerato un dato quasi certo.
&lt;p&gt;
II Ddl sviluppo, che ha ottenuto ieri l`ok in sede referente della commissione Attività produttive della Camera, sarà approvato la prossima settimana o, al più tardi, all`inizio di quella successiva da Montecitorio con diverse modifiche, e dovrà quindi tornare al Senato per il sigillo definitivo.
Il via libera è dunque destinato ad arrivare dopo il 1° luglio.

&lt;p&gt;
E non sono escluse ulteriori sorprese. Anche se la commissione Attività produttive ha approvato i 14 emendamenti presentati dal governo, restano da sciogliere in Aula diversi nodi:

dal trasporto locale (ferrovie) alla Robín tax e aí fondi per l`editoria.&lt;br /&gt;

In quest`ultimo caso, nonostante le perplessità del ministero dell`Economia, non è escluso che resti tutto com`è, senza pertanto l`introduzione di alcuna modifica. &lt;br /&gt;
Sul provvedimento, poi, continua ad aleggiare il fantasma di possibili vizi di copertura.&lt;br /&gt;






Anche perché dal Servizio Bilancio della Camera sono arrivate nuove richieste di chiarimento al Governo. 
&lt;p&gt;
In particolare, i tecnici di Montecitorio chiedono all`esecutivo di chiarire la portata dell`intervento sui contributi all`editoria rilevando che occorrono indicazioni sia sulla stima del costo dello proroga (70 milioni) sia sulla copertura, individuata aumentando di un punto l`aliquota della Robin tax, l`addizionale sull`Ires per le imprese petrolifere. 
&lt;p&gt;
Il servizio bilancio della Camera chiede lumi al Governo anche sugli oneri di altre misure contenute nel provvedimento, come gli interventi per le reti d'impresa, l'estensione del potere di vigilanza dell'Autorità dell'energia sulla traslazione della Robin tax sui prezzi e l'allargamento delle agevolazioni per il Gpl.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=MNUWO&quot;&gt;Il Sole 24 Ore - Alessandro Galimberti - Marco Rogari&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>LETIZIA MORATTI: Ballottaggi. «Milano non ha tradito. A Pdl e Lega il 48% dei voti»  -  INTERVISTA</title>
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  <updated>2009-06-12T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>391515</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Milano (MI) (Partito: CEN-DES(LS.CIVICHE)) - Consigliere  Consiglio Comunale Milano (MI)&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
L’appello ufficiale lo lascia al candidato del centro­destra Guido Podestà. Ma il sin­daco di Milano, Letizia Moratti, ha deciso di spendersi completa­mente in questo supplemento di campagna elettorale che vede Podestà sfidare il presidente uscente della Provincia di Mila­no, Filippo Penati. Tanto da indi­care agli alleati dell’Udc, in giun­ta e in Consiglio, un percorso ob­bligato: «Podestà è il candidato naturale per gli elettori del­­l’Udc ». E poi difende il voto mila­nese: nessun tradimento. «Anzi, il centrodestra è cresciuto. Rin­grazio i milanesi perché il voto ha premiato la nostra ammini­strazione ».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Sindaco Moratti, si aspettava il ballottaggio?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Mi dispiace moltissimo per Guido Podestà. Non ce l’ha fatta al primo turno per un soffio. È un dato politico di cui bisogna tenere conto. Conferma la fidu­cia nella persona e il gradimento del programma».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
È preoccupata per lo spareggio?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Adesso la cosa più importante è an­dare a votare. Lan­cio un appello ai mi­lanesi: il 21 e il 22 giugno andate alle urne e votate, per­ché è fondamentale che vinca Podestà, c’è grande coerenza tra il suo programma e quello del Comune. Possiamo lavorare insieme su temi fondamentali: la sicurezza, le infrastrutture, i servizi al cittadino, l’Expo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;L’ultimo ballottaggio alla Provincia, tra Ombretta Colli e Filippo Penati è stato deciso an­che dall’astensionismo. Oltre 200 mila elettori non si sono presentati allo spareggio.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Per questo motivo è fonda­mentale l’appello al voto. Con Podestà possiamo lavorare insie­me. Con Filippo Penati no».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Dove si troveranno i voti mancanti? Un ruolo fondamen­tale lo potrebbe giocare l’Udc.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Sicuramente sì».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Si sente di fare un appello al­l’Udc?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«L’appello lo lascio al candida­to e ai vertici del centrodestra, perché è una scelta che rientra in un quadro politico nazionale. Sarebbe improprio pronunciar­mi. Posso però dire una cosa. In Comune, il rapporto con l’Udc è estremamente proficuo. C’è grande collaborazione sia in giunta che in aula».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quindi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Mi sentirei di dire che gli elet­tori dell’Udc, dovrebbero trova­re in Guido Podestà il loro candi­dato naturale. Sono degli alleati solidi e leali».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Veniamo alle elezioni. C’è un caso Milano? Podestà ha preso una percentuale più alta di voti in provincia che in città.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Vorrei sfatare una leggenda metropolitana. Il dato più inte­ressante che emerge dal voto è che alle Comunali del 2006 (quando fu eletta sindaco la stes­sa Moratti, ndr) Forza Italia in­sieme ad An e alla Lega hanno preso 269.498 voti, pari al 44,6%. In questa tornata ammini­strativa il Pdl e la Lega hanno preso 242.524 voti, vale a dire il 48,4%, pur essendoci stati 60.000 elettori che questa volta non si sono presentati alle ur­ne».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Risultato?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Anche se i voti assoluti sono minori, la percentuale di voto è maggiore: Pdl e Lega hanno pre­so un 3,8% in più rispetto alle co­munali del 2006. Questo è il da­to di Milano».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il governatore Roberto For­migoni ha detto che il voto di Milano deve far riflette­re tutti. La Lega ribadi­sce che la città della Mo­ratti ha fatto peggio del­la provincia. Il Pd che il voto di Podestà a Mila­no è il segno della crisi della sua giunta.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Innanzi tutto ricor­diamoci che Penati è pas­sato dal 44,08% del 2004 al 41,54 del 2009, perden­do 41.000 voti. Per quan­to ci riguarda mi sembra il momento di pensare in positivo. Un’analisi del voto è normale e an­che sacrosanto, ma ri­spetto a singole interpre­tazioni a Milano il con­senso del centrodestra è aumentato del 3,8%».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Valutazione politica?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Una sola».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quale?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Ringrazio la città di Milano perché il voto dei cittadini ha premia­to il lavoro di questa am­ministrazione. Grazie milanesi».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Questo voto cambie­rà gli equilibri nella sua maggioranza? Ci sa­rà un rimpasto come chiede la Lega?.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Assolutamente no».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Si riferisce alla pri­ma o alla seconda do­manda?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«A entrambe. Il voto non ha cambiato gli equilibri e lo dimostrano i nume­ri che le ho dato. Per quanto ri­guarda il rimpasto, abbiamo provveduto a una revisione di giunta due mesi fa».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;I suoi rapporti con Penati?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Nei primissimi tempi non ci sono stati problemi particolari. Nell’ultimo anno e mezzo sì. È stato assente sulla sicurezza, non si è impegnato sulle infra­strutture che aveva bloccato ne­gli anni precedenti, è svanito su Malpensa».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
È la stessa accusa che le lancia Penati: aver tradito Malpensa.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Noi non abbiamo fatto nessu­na marcia indietro. Noi stiamo rafforzando Malpensa. Il prece­dente governo Prodi stava per svendere Alitalia a Air France senza garantire Malpensa e Lina­te. Noi lo stiamo facendo: raffor­zando Linate e firmando 39 ac­cordi bilaterali per Malpensa. Pe­nati, a queste riunioni, non l’ho mai visto».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=MKHER&quot;&gt;Corriere della Sera - Mautizio Giannattasio&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Pietro ICHINO: Quanto ci costa la difesa dell' &quot;italianità&quot;  di Alitalia</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/06/08/pietro-ichino/quanto-ci-costa-la-difesa-dell-italianit%C3%A0-di-alitalia/391491"></link>
  <updated>2009-06-08T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>391491</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Se non bastassero&lt;br /&gt;

  &lt;b&gt; -&lt;/b&gt; i circa 3.000 posti di lavoro perduti in più, con la soluzione “italiana”, 
rispetto a quanto previsto nel progetto presentato da Air France-KLM nel marzo 2008,&lt;br /&gt;

  &lt;b&gt; -&lt;/b&gt; i 140 milioni di euro che Air France-KLM offriva per rilevare le azioni Alitalia (facendosi carico di tutti i suoi debiti) e che abbiamo sdegnosamente respinto,&lt;br /&gt;

  &lt;b&gt; -&lt;/b&gt; gli ulteriori 1.500 milioni di euro che Air France-KLM si era impegnata a investire in Alitalia per rilanciarla, se gliela avessimo venduta,&lt;br /&gt;

  &lt;b&gt; -&lt;/b&gt; i 300 milioni di euro del “prestito ponte” che nell’estate 2008 lo Stato ha erogato ad Alitalia (per mantenerla in vita con la respirazione bocca a bocca fino alla vendita a CAI degli asset positivi dell’azienda), prestito che ovviamente non verrà mai restituito,&lt;br /&gt;

  &lt;b&gt; -&lt;/b&gt; i 1.200 milioni di euro che i creditori di Alitalia - costituiti per la massima parte dall’Erario, quindi ancora una volta dai contribuenti italiani - perdono nel disastro della bad company,&lt;br /&gt;

 &lt;b&gt;  -&lt;/b&gt; il compenso tra un minimo di 5,7 milioni e un massimo di 33 che pagheremo al Commissario incaricato della liquidazione della bad company medesima, in aggiunta agli altri costi della procedura,&lt;br /&gt;

 &lt;b&gt;  -&lt;/b&gt; la fusione delle due maggiori compagnie aeree attive sulle nostre rotte interne (CAI ed Air One), quindi della concorrenza a beneficio dei viaggiatori,&lt;br /&gt;

   &lt;b&gt;-&lt;/b&gt; la drastica riduzione dei voli intercontinentali e dei voli internazionali continentali gestiti dalla nuova “compagnia di bandiera” nel corso dell’ultimo anno, a dispetto della motivazione principale addotta da Silvio Berlusconi a sostegno della soluzione CAI e contro la soluzione Air France-KLM (pretesa difesa del turismo straniero in Italia);
&lt;p&gt;

se non bastasse tutto questo per convincerci della follia commessa dai sindacati (tutti) di Alitalia e dal Governo Berlusconi col rifiutare l’offerta Air France-KLM del marzo 2008 in nome della difesa dell’ “italianità” della compagnia, basterebbe da solo quest’ultimo dato fornito dal libro di Andrea Giuricin (pag. 180): &lt;br /&gt;
il confronto tra il prezzo medio del volo Milano Linate-Roma Fiumicino offerto in regime sostanzialmente monopolistico dalla “nuova Alitalia” e il prezzo medio del volo Londra Heathrow-Glasgow, offerto dalla British Airways, nel periodo tra il 5 gennaio e il 18 gennaio 2009 (numero annuo di passeggeri A/R su entrambe le rotte: 2,4 milioni):&lt;br /&gt;

  &lt;b&gt; -&lt;/b&gt; prezzo medio della sola andata Milano-Roma: € 235&lt;br /&gt;

  &lt;b&gt; -&lt;/b&gt; prezzo medio della sola andata Londra-Glasgow: € 76.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;


Ci sono molte analogie tra la disastrosa strategia di politica industriale seguita dichiaratamente dal Governo nella vicenda della privatizzazione di Alitalia e quella sottesa alla sconcertante inerzia del Governo stesso nella vicenda Fiat-Opel delle settimane scorse: non un solo dito mosso nei confronti del Governo tedesco per appoggiare il piano Marchionne. &lt;br /&gt;
In entrambi i casi Silvio Berlusconi preferisce nettamente covare sotto la sua ala un “campioncino nazionale” debole, continuativamente bisognoso di sostegno statale  e pertanto permeabile alle intrusioni della politica, piuttosto che avere a che fare con un’impresa grande protagonista di livello mondiale, con solide radici in Italia ma capace di camminare da sola, senza dipendere in alcun modo dalla politica nazionale.&lt;br /&gt;

Poco importa che questo costi carissimo all’economia del Paese, come è costata e sta costando la vicenda Alitalia, come costerebbe il piano di Marchionne per la trasformazione della Fiat da “campione nazionale” in impresa intercontinentale collocata tra le prime sei del mondo.
&lt;p&gt;
Il commento prende spunto dai dati impietosamente riportati da Andrea Giuricin nel suo libro uscito in questi giorni: Alitalia: la privatizzazione infinita (IBL Libri, 2009, pp. 192, € 22).&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.pietroichino.it/?p=3814&quot;&gt;www.pietroichino.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Silvio BERLUSCONI: Il premier promette: «Alitalia puntuale».</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/05/07/silvio-berlusconi/il-premier-promette-%C2%ABalitalia-puntuale%C2%BB/391182"></link>
  <updated>2009-05-07T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>391182</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Pres. del Consiglio   (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Il servizio di Alitalia sarà preciso, confortevole e puntuale». Lo ha assicurato ieri il premier Silvio Berlusconi dopo aver ricevuto a palazzo Chigi il presidente della compagnia, Roberto Colaninno, l`amministratore, Rocco Sabelli, e, per la prima volta, il presidente di Air France-Klm (socio al 25%), Jean -Cyril Spinetta, reduci dal primo comitato esecutivo dell`azienda.
&lt;p&gt;
Le buone notizie sulla compagnia sono state annunciate proprio da quest`ultimo: «La situazione della tesoreria di Alitalia - ha detto Spinetta - è addirittura migliore del previsto».

Un risultato che l`azienda non ha voluto ancora tradurre in numeri e che sarebbe dovuto al minor prezzo del petrolio e all`efficientamento dei costi.
&lt;p&gt;

Con la liquidità a posto, Alitalia non avrebbe dunque problemi di ricorso al credito. «Sabelli - ha aggiunto Spinetta ha mostrato come Alitalia si trovi esattamente, sia da un punto di vista commerciale che economico, in linea con il business plan stabilito all`inizio della nostra collaborazione».&lt;br /&gt;

Si tratta, ha concluso, di una «gran bella notizia, vista la situazione dell`economia mondiale».&lt;br /&gt;

Circa le quotidiane denunce di ritardi e cancellazioni, Berlusconi ha voluto spendersi personalmente, quasi che il vettore fosse ancora di proprietà dello Stato: «Alitalia - ha affermato - ha incontrato un primo periodo di avviamento e, come per tutte le cose, la prima gestione ha presentato dei problemi. Ma ho constatato da parte di tutti di essere già sulle soluzioni e credo che in poco tempo il servizio sarà quello che tutti si aspettano da una compagnia di bandiera».&lt;br /&gt;

Il presidente è poi tornato sulle cause che spinsero Air France a abbandonare la trattativa con il precedente governo Prodi: quell`acquisto, ha spiegato, «non fu qualcosa di ostacolato e definitivamente negato dall`opposizione di allora, di cui il sottoscritto ne era a capo.&lt;br /&gt;

Furono i sindacati a dire &quot;no&quot; all`offerta di Air France su Alitalia».&lt;br /&gt;

Sul punto si è espresso anche Spinetta: «Dal 2001 al 2008 - ha chiarito - abbiamo cercato di ampliare la collaborazione con Alitalia, ma non è stato possibile per due motivi:
l`opposizione dei sindacati di Alitalia e poi il prezzo del petrolio».
&lt;p&gt;
Dall`opposizione è giunto il commento del responsabile Economia del Pd, Pierluigi Bersani: «Il governo - ha detto - risponda sulla truffa che ha fatto agli obbligazionisti».
&lt;p&gt;
Anche il leader dell`Idv, Antonio Di Pietro,è intervenuto:&lt;br /&gt;

«Berlusconi mente sapendo di mentire. Sa bene che ad imporsi sul caso Alitalia e a far saltare la trattativa furono la Lega e Forza Italia».
&lt;p&gt;
Oggi i vertici di Alitalia saranno a Venezia per sviluppare il progetto di fare del capoluogo veneto una delle sei basi della compagnia utilizzando anche i partner di Skyteam.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/LS7/LS74B.pdf&quot;&gt;Il Corriere della Sera - Antonella Baccaro&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Gianfranco CONTE: «Il pacchetto per gli ammortizzatori dei precari &quot;è allo stato inammissibile&quot;»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/03/17/gianfranco-conte/%C2%ABil-pacchetto-per-gli-ammortizzatori-dei-precari-%C3%A8-allo-stato-inammissibile%C2%BB/390676"></link>
  <updated>2009-03-17T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>390676</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) - Pres. commissione Camera Finanze &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il pacchetto per gli ammortizzatori dei precari finisce contro il muro dei regolamenti parlamentari. Per ora rimangono al palo l'accelerazione nel pagamento degli assegni, il raddoppio dell'indennità per i co.co.pro che restano senza lavoro e il voucher per pagare piccoli lavori occasionali. Le norme, che il governo avrebbe voluto inserire nel ”decreto incentivi”, sono risultate «inammissibili per materia» e sono finite, insieme ad un paio di centinaia di proposte di modifica, sotto la scure dei regolamenti parlamentari, che il presidente della Camera Gianfranco Fini aveva chiesto di applicare in modo rigoroso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

Non è comunque detta l'ultima parola. Il pacchetto - ha sottolineato il presidente della Commissione Finanze della Camera, Gianfranco Conte - è «allo stato inammissibile». Si tratta di una situazione temporanea e si sta lavorando con diplomazia al ripescaggio, una procedura possibile se tutti i parlamentari delle due commissioni chiamate al voto sono concordi. &lt;br /&gt;

Il nodo potrà essere sciolto oggi, quando le commissioni Finanze e Attività Produttive si riuniranno, e si potranno avere maggiori informazioni sulle ammissibilità. Di certo non sembra aver problemi la norma per l'istituzione del Fondo di garanzia per le Pmi, che favorirebbe l'accesso al credito per le piccole e medie imprese attraverso la Cassa Depositi e Prestiti.&lt;br /&gt;

Ma le novità che potrebbero trovare spazio nel provvedimento sono anche altre. L'incentivo di 500 euro per l'acquisto di moto meno inquinanti potrebbe essere esteso con un emendamento anche a chi rottama motocicli Euro2. Sul tappeto c'è poi la possibile applicazione degli incentivi auto ai veicoli diversi: dagli autocarri per il trasporto refrigerato a quelli per il soccorso stradale.&lt;br /&gt;

Tra le proposte potrebbe poi spuntare, se non incappa nelle maglie dell'ammissibilità, anche il possibile stanziamento di 100 milioni per il rimborso dei piccoli obbligazionisti di Alitalia, rimasti incagliati nel fallimento della vecchia società. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=L3H44&quot;&gt;Il Messaggero&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIOVANNI GALLO: Patto di stabilità. la deroga al Comune di Roma. &quot;La Lega prende voti al nord per dare soldi al sud&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/14/giovanni-gallo/patto-di-stabilit%C3%A0-la-deroga-al-comune-di-roma-la-lega-prende-voti-al-nord-per-dare-soldi-al-sud/388231"></link>
  <updated>2009-01-14T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>388231</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Veneto (Gruppo: L'  Ulivo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Finalmente il giochetto della Lega è stato svelato: prende i voti al nord per dare i soldi alla capitale e al sud. Altro che federalismo fiscale, questo è il peggior centralismo romano.&lt;br /&gt;


Verrebbe da dire: Lega ladrona e bugiarda”.

&lt;p&gt;
Il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, Giovanni Gallo, attacca duramente la decisione del governo di concedere al Comune di Roma la possibilità di derogare ai vincoli del patto di stabilità.

&lt;p&gt;
“Prima il governo concede 500 milioni a Roma e 140 a Catania. Poi  - prosegue il capogruppo del PD - svende Alitalia, penalizzando unicamente gli scali aeroportuali del nord, tra cui quello veneziano che, come denunciano le organizzazioni sindacali, subirà tagli drastici ai voli (quelli che erano garantiti dalla vecchia compagnia di bandiera passeranno da 23 a 3 con il generico impegno di portarli a 13) e ai posti di lavoro pattuiti (da 41 a 21).&lt;br /&gt;


Ed ora questo nuovo, inaccettabile tradimento”.&lt;br /&gt;


“Tutto questo con il silenzio-assenso di tre ministri veneti, del Carroccio e di Forza Italia, tutti determinati, a parole, nel voler risolvere i problemi del nord, ma in realtà sempre più passivi e arrendevoli nei confronti di questo governo centralista. E al di là di qualche flebile lamento - conclude Gallo - cosa ha fatto il presidente Galan per difendere davvero gli interessi del Veneto?”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticoveneto.org/dett_news.asp?ID=622&quot;&gt;Uff. Stampa - web site - Pd Veneto&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Silvio BERLUSCONI: «No alla tassa immigrati, Bossi è d`accordo»  -  Colloquio</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/14/silvio-berlusconi/%C2%ABno-alla-tassa-immigrati-bossi-%C3%A8-daccordo%C2%BB-colloquio/388194"></link>
  <updated>2009-01-14T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>388194</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Pres. del Consiglio   (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Ne abbiamo parlato a cena e lui non ha fatto obiezioni al riguardo. Tra noi rapporto straordinario».&lt;br /&gt;
 Botta e risposta con Fini, polemico sulla fiducia al decreto anticrisi: «Abbiamo giudicato che fosse indispensabile».&lt;br /&gt;
 
 Si tappa la bocca con le mani. Ed evita così di innescare una polemica a distanza con Gianfranco Fini, critico sulle motivazioni con cui il governo ha posto la fiducia sul decreto anticrisi.

Poi spiega in maniera sintetica le ragioni di palazzo Chigi:

«Abbiamo giudicato che fosse indispensabile».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



Archiviata la pratica parlamentare, Silvio Berlusconi torna sulla vicenda Alitalia, elogiando l`accordo firmato da Cai con Air France e negando contrasti con Letizia Moratti e Umberto Bossi, entrambi filo-Lufthansa.
&lt;br /&gt;

Senza perdere di vista il percorso politico che porta alla riforma della giustizia (nessun diktat, auspico il dialogo), la querelle tra Russia e Ucraina sul versante gas, il conflitto mediorientale, l`insediamento di Barack Obama alla Casa Bianca (non sarà presente alla cerimonia ufficiale).

&lt;p&gt;
&quot;Il dossier di Alitalia è assolutamente chiuso&quot;, attacca il premier, che considera &quot;molto positivo&quot; l`accordo siglato dalla nuova proprietà con il vettore transalpino.&lt;br /&gt;


Un`unione, pronostica, da cui nascerà «la compagnia più importante in Europa». Il contratto stipulato, rimarca, «prevede tutto ciò che noi avevamo richiesto, a partire dalla italianità, del vertice.&lt;br /&gt;


D`altro canto, riferisce, passeggiando per il centro capitolino, «Lufthansa non ha mai fatto passare sotto silenzio il fatto che voleva essere maggioranza».&lt;br /&gt;


Abbiamo tutti fatto la corte alla compagnia tedesca - prosegue il Cavaliere - e l`abbiamo fatto continuamente. Il dottor Letta è andato a pranzo per ben tre volte con il numero uno di Lufthansa, ma quest`ultima non si è mai determinata a fare un`offerta concreta.&lt;br /&gt;


Quindi, abbiamo scelto Air France». Una decisione che, assicura, non ha creato alcun contrasto con il sindaco di Milano. «La incontrerò lungamente domani (oggi, ndr) e metterà sul tavolo tutti i problemi, annuncia, per poi chiarire: `Ho visto qualche giornale che titola scontro. Ma quale scontro? lo non ne ho con nessuno'. &lt;br /&gt;
Quindi, fa capire, non ne ha neppure con il Senatùr, con cui ha cenato lunedì sera: `Il rapporto con il leader della Lega è veramente straordinario, c`è grande amicizia, affetto e buonsenso».

&lt;p&gt;
E nel corso del faccia a faccia serale, informa, si è discusso pure dell`emendamento del Carroccio, bocciato dal governo, che prevedeva l`introduzione di una tassa sul permesso di soggiorno degli immigrati: `Ne ho parlato e anche lui non ha fatto obiezioni particolari.. »&lt;br /&gt;
Non sono al corrente di novità al riguardo prosegue Berlusconi - e quando mi è stato presentato, ho subito detto che ero contrario». Quindi, non c'è stata alcuna marcia indietro».

&lt;p&gt;
Dai rapporti con gli alleati a quelli con gli avversari. E sul fronte giustizia ribadisce così la sua posizione: `Non c`è alcun diktat, ma l`auspicio di fare le riforme insieme.

Se purtroppo questo non si rivelasse possibile, noi andremo avanti secondo un dovere preciso che riteniamo di avere con gli italiani. Seguendo quindi gli interessi del Paese.

&lt;p&gt;
Sul fronte energetico, il presidente del Consiglio assicura che `in Italia non c`è alcuna preoccupazione per il gas', visto che `abbiamo riserve abbondanti'. Comunque, puntualizza, in merito alle tensioni tra Mosca e Kiev, `non posso che capire le ragioni di Gazprom', cioè dei russi. &lt;br /&gt;
Ciò che però `viene fuori da questa vicenda, evidenzia, 'è che dobbiamo andare avanti con la diversificazione delle fonti di approvvigionamento e iniziare in maniera seria con il nucleare, che è il futuro, mentre il combustibile fossile è qualcosa che va a finire'.

&lt;p&gt;
Il premier, intanto, plaude al prezzo del greggio in calo: Evviva, risparmiano anche tutte le famiglie e costa meno alle aziende.

&lt;p&gt;
C`è spazio pure per la politica internazionale nel lungo colloquio con i cronisti, a margine del consueto shopping nei pressi di palazzo Grazioli. In cui il premier spiega di essere in continuo contatto telefonico con gli altri leader del G8, anche per affrontare la crisi mediorientale.&lt;br /&gt;
Li vedrò prossimamente, stiamo discutendo di tante cose - rimarca e io credo che serva sempre buon senso.&lt;br /&gt;
 «Ora aspettiamo anche Obama», aggiunge, prima di ricordare che non sarà a Washington per l`insediamento del nuovo presidente americano. «Non sono andato a quello di Bush e quindi non andrò neanche a quello di Obama. E poi - afferma sorridendo - io sono un protagonista e non una comparsa.....
&lt;p&gt;

Il Cavaliere rivela comunque che sta scrivendo una lettera di auguri per il nuovo capo di Stato:&lt;br /&gt;


E importante che si insedi e lavori., osserva, sottolineando come fosse `sbagliato osannarlo prima', almeno quanto lo sia «essere preoccupati adesso». `Gli faccio veramente auguri di cuore - conclude - affinché possa veramente fare bene con la squadra che ha messo in campo, che mi sembra affidabile'.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/KFY/KFYS8.pdf&quot;&gt;Il Giornale - Vincenzo La Manna&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>MARCO STRADIOTTO: Nuova Alitalia? Una fregatura!</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/12/marco-stradiotto/nuova-alitalia-una-fregatura/388230"></link>
  <updated>2009-01-12T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>388230</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Quel dibattito, con le relative semplificazioni, contribuì a far fallire la trattativa fra la nostra compagnia di bandiera e Air France-Klm. Da un lato, le polemiche sollevate da Berlusconi con la sua ostilità nei confronti della soluzione franco-olandese; dall’altro, il gioco delle parti tra i sindacati, con aperture e dietrofront quasi all’ordine del giorno. Come risultato, peraltro forse a quel punto prevedibile, il ritiro dell'offerta da parte del presidente Spinetta.

&lt;p&gt;
Ai firmatari dell’accordo e al governo Prodi, il centrodestra allora all’opposizione imputava soprattutto due colpe: la perdita dell'italianità della compagnia di bandiera e il ridimensionamento dello scalo di Malpensa. Il tutto condito con un messaggio mediatico molto semplice, ma martellante: l’operazione rischiava di essere – si diceva – una “svendita” ai cugini d’oltralpe che, per pochi spiccioli, avrebbero messo le mani sul nostro vettore storico. Le notizie di queste ultime ore, che danno ormai come imminente l’accordo tra la nuova Alitalia (Cai) e Air France-Klm, dimostrano quanto quelle critiche fossero immotivate, oltreché strumentali.

&lt;p&gt;
La verità, sotto gli occhi di tutti, è che la nostra era una posizione oggettivamente legittima perché quella di marzo era una buona offerta. E non è un caso che, dopo oltre otto mesi di chiacchiere e tira e molla, si sia sostanzialmente tornati alla situazione di partenza. Con una differenza, purtroppo, fondamentale e dolorosa per le tasche dei contribuenti italiani: la gestione disastrosa dell’operazione Alitalia costa più di 4 miliardi di euro.

&lt;p&gt;
E, a distanza di pochi mesi, Air France è sul punto di mettere a segno un vero e proprio affare, comprando il 25% della “parte buona”di Alitalia e spendendo una cifra irrisoria: solo 300 milioni di euro. Ce n’è abbastanza per far brindare a champagne Spinetta e soci.

&lt;p&gt;
In primavera, infatti, si sarebbero accollati oneri e onori dell’operazione, acquistando il pacchetto completo, debiti compresi. Oggi si portano a casa un quarto di una compagnia di bandiera sana, depurata dai debiti e dal personale in eccedenza. Alitalia, nel frattempo, è stata infatti divisa in due società, una buona e l'altra cosiddetta “marcia”.
Nella prima c'è il business, le rotte, le autorizzazioni, le concessioni; nella seconda i debiti e il personale. In questi giorni il commissario Fantozzi ha peraltro ammesso che non riuscirà a onorare tutti i crediti maturati dai fornitori di Alitalia: un totale di oltre 3 miliardi di euro.

&lt;p&gt;
Se ad essi si aggiungono – oltre ai 400 milioni di prestito ponte che non sarà restituito – anche i maggiori oneri che lo Stato dovrà versare per finanziare gli ammortizzatori sociali necessari a sostenere i lavoratori licenziati da Alitalia non riassunti dalla nuova compagnia, si ha un quadro chiaro (o meglio scuro, scurissimo) dei costi che peseranno sulle tasche dei contribuenti.

&lt;p&gt;
Insomma, mi si passi l’espressione, tutto si è risolto in una vera e propria fregatura! Un pessimo affare non solo, in generale, per la collettività, ma anche, più nello specifico, per i viaggiatori, che presumibilmente dovranno, almeno nella prima fase, pagare tariffe più onerose a fronte di una qualità del servizio peggiore.

&lt;p&gt;
Con buona pace della concorrenza, infatti, la Cai è nata dalla fusione di Alitalia e Air One. Ciò ha dato vita a un nuovo monopolio, che – come può testimoniare chi in questi mesi di transizione sta utilizzando il vettore aereo – ha determinato uno sconsiderato aumento dei prezzi dei biglietti e un deterioramento del servizio.

&lt;p&gt;
Tanto per fare un esempio, la rotta Venezia-Roma ha subito un drastico taglio dei numero dei voli. C’è, inoltre, il problema del futuro dello scalo di Malpensa. Siamo di nuovo alla situazione di otto mesi fa. Le scelte aziendali della nuova Alitalia di fatto penalizzano lo scalo lombardo, perché essa chiede che le rotte disponibili non vengano messe a disposizione delle compagnie che ne facessero richiesta. Il monopolio nella rotta Milano-Roma è certamente una ghiotta opportunità di guadagno per la nuova Alitalia, ma non sempre gli interessi di un’azienda si sposano con quelli degli utenti.

&lt;p&gt;
E in questo caso garantire la concorrenza e la possibilità di scelta, evitando di consolidare l’ennesimo monopolio, sarebbe una precisa responsabilità delle istituzioni e delle autorità preposte alla gestione del settore e al controllo del rispetto delle regole.

&lt;p&gt;
Proviamo, in conclusione, a stilare una breve lista degli effetti dell’operazione Alitalia sul nostro sistema: - costi per la collettività pari a circa 4 miliardi di euro, 74 euro a testa per ogni italiano; - creazione di un nuovo monopolio per le rotte interne con la rottura della concorrenza tra Air One e Alitalia; - riduzione del numero dei voli; - aumento del prezzo dei biglietti; - ridimensionamento di Malpensa.

&lt;p&gt;
Infine, con l’ingresso di Air France-Klm, abbiamo perso anche l’ultimo baluardo, vale a dire l’italianità del gruppo tanto cara a Berlusconi in campagna elettorale. Cosa resta? Al termine di questa sciagurata vicenda c’è qualcuno che intende assumersene davvero la responsabilità?&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticoveneto.org/dett_news.asp?ID=615&quot;&gt;web site - Pd Veneto&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Andrea MARTELLA: Malpensa. «Escamotage per salvare Bossi»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/12/andrea-martella/malpensa-%C2%ABescamotage-per-salvare-bossi%C2%BB-intervista/388146"></link>
  <updated>2009-01-12T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>388146</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Alcune delle cose scritte dal ministro Brunetta sul Gazzettino sono anche condivisibili, ma dimostrano che nel centrodestra non è stata fatta nessuna &quot;battaglia&quot; per Malpensa; e di fatto è un’altra stoccata alle posizioni della Lega». Andrea Martella come &quot;ministro ombra&quot; per le Infrastrutture del Pd ha seguito la vicenda Alitalia e la successiva polemica sui destini di Malpensa e Fiumicino. E il suo giudizio è drastico: «È uno scandalo nazionale».&lt;br /&gt;

 &lt;b&gt;     Dov’è lo scandalo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

      «È la logica conseguenza della scelta di ritagliare per un gruppo di imprenditori condizioni su misura grazie alle quali dividersi un po’ di utili e poi vendere tra qualche anno Cai ad Air France. Fa un affare anche Air France che entra a condizioni molto più vantaggiose di dieci mesi fa; fa un affare Air One che era indebitata ed è stata pagata due terzi di Alitalia; e fa un affare Banca Intesa che aveva il ruolo di advisor ma deteneva anche gran parte dei debiti di Air One. Quindi non è un’operazione che fa gli interessi nazionali, ma gli italiani pagano conto salatissimo: tre miliardi di debiti pregressi, dieci mesi da incubo nei viaggi, un ridimensionamento del 30% dei voli e tariffe più alte».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;      Perché dà per scontato che Air France sarà la vera padrona della nuova Alitalia?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

      «Il governo ha fatto il &quot;lavoro sporco&quot; per Air France, che con 300 milioni anziché i 2 miliardi di 10 mesi fa diventa socio di riferimento, e poi al primo aumento di capitale gli italiani se ne andranno. A quel punto l’hub sarà solo Fiumicino. Nel frattempo il costo finale per gli italiani è di 4 miliardi di euro, due volte lo stanziamento per la social card e i bonus famiglia; avrebbero potuto lasciare il 10% dell’Irpef ai Comuni. Con il risultato che a Venezia i voli Alitalia e Air One da 11 sono diventati 4 con un dimezzamento dell’occupazione».&lt;br /&gt;

 &lt;b&gt;     Ma l’emendamento salva-Malpensa che liberalizzerà i voli sullo scalo lombardo non aprirà il mercato?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

      «Ma già adesso nelle competenze del Governo c’è la possibilità di rinegoziare con Paesi stranieri l’arrivo di nuove compagnie aeree su Malpensa. Il fatto è che difficilmente nuove compagnie scenderanno su Malpensa finché opera Linate.»&lt;br /&gt;

      &lt;b&gt;La Lega però si dichiara soddisfatta.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

      «La Lega apparentemente si accontenta di un emendamento fumoso che è solo un escamotage per consentire a Bossi di salvare la faccia. Si accontenta di poco, e credo che nella Lega il mal di pancia sia grande».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;      Però la &quot;battaglia per Malpensa&quot; è stata una battaglia sulla quale la Lega ha impresso il marchio degli &quot;interessi del Nord&quot;.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

      «Ho letto quel che ha detto il ministro Zaia al Gazzettino. E mi ha confermato l’impressione che ci sia una battaglia tutta interna al centrodestra per ridimensionare il ruolo della Lega, e limitarne il peso nell’azione di governo. Lo deduco dalla vicenda Malpensa, dalla fine che hanno fatto gli emendamenti leghisti sui balzelli agli immigrati, e dalla fine che farà il federalismo che non sarà certo quello ipotizzato dalla Lega. La sparano grossa ma alla fine ottengono ben poco».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;      Ma la &quot;politica degli annunci&quot; in ogni caso sembra pagare ugualmente, almeno stando ai sondaggi.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

      «Fino a quando? Se alla prova dei fatti la Lega è sempre costretta a fare marcia indietro, quando gli elettori si accorgeranno che non risolve nulla è una politica che si trasformerà in un boomerang».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://carta.ilgazzettino.it/MostraOggetto.php?TokenOggetto=258927&amp;Data=20090112&amp;CodSigla=PG&quot;&gt;Il Gazzettino - Ario Gervasutti&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>ISIDORO GOTTARDO: Malpensa. «Dalla Lega operazione ideologica»  -  INTERVISTA</title>
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  <updated>2009-01-12T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>388145</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Sacile (PN) (Lista di elezione: FI) - Deputato (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«L’intervento di Luca Zaia mi ha rafforzato nell’idea che dietro la battaglia per Malpensa c’è solo una motivazione &quot;ideologica&quot; leghista. Ma l’ideologia non risolve i problemi». Il deputato e coordinatore del Pdl in Friuli-Venezia Giulia Isidoro Gottardo vede nel caso Alitalia-Malpensa la conferma di una strategia politica dell’alleato.&lt;br /&gt;

      &lt;b&gt;Quale strategia?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

      «Quella tesa a suscitare paure e a rendere lo scenario il più conflittuale possibile, per portare la situazione su un terreno dove nessun altro può seguirli e quindi appagare una parte di elettorato».&lt;br /&gt;

   &lt;b&gt;   Ma per Malpensa la soluzione è stata trovata.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

      «E quale sarebbe, rispetto a quella che si conosceva già da anni? Il problema della Lega è che cerca di radicalizzare tutto non per risolvere i problemi ma per rassicurare gli elettori. Prendiamo ad esempio la questione dell’integrazione, una questione inevitabile che va dunque gestita: la Lega non accetta il concetto stesso di integrazione, perché comporta il riconoscimento che l’&quot;opzione zero&quot; è un’utopia. La Lega cerca le paure, il Pdl le soluzioni: ma è anche per questo siamo alleati».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;      A proposito di alleanza, Zaia ha anche detto che su Malpensa si giocava una partita politica per tutto il Nord.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

      «Zaia ha reso evidente ciò che avevamo compreso da tempo: la necessità leghista di fare identificare i suoi attorno a una battaglia. Ma mi pare un’impresa ardua, che potrà avere dei risultati dentro la Lega ma è difficile immaginare che un cittadino friulano o veneto possa innamorarsi di un lotta sbagliata».&lt;br /&gt;

     &lt;b&gt; Perché sbagliata?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

      «Per due ragioni. Voler far credere che il futuro del Nord dipenderà da Malpensa è ridicolo: è un aeroporto brutto, sorpassato, non funzionale, e soprattutto è stato ubicato pensando alla Lombardia, non al Nord Italia. Il secondo motivo, è che si tratta di una battaglia fondamentale per la Lombardia e parte del Nordovest, ma non fa gli interessi del Nordest. Che ruolo avranno Venezia e Trieste?».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;      Ma Malpensa non è un elemento dell’intero &quot;sistema Nord&quot; e come tale dovrebbe essere difeso?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

      «La Lega fa la battaglia per Malpensa, noi del Pdl riteniamo invece prioritario sbloccare i 112 miliardi di fondi disponibili ma fermi per infrastrutture vitali come l’alta velocità: è pensabile che si fermi a Venezia e non prosegua verso Est? L’interesse del Nordest è avere un buon aeroporto a Venezia che fornisca adeguati voli internazionali, e altri aeroporti come Trieste e Verona che forniscano voli verso scali fondamentali. E poi avere la terza corsia della Venezia-Trieste, la Pedemontana e soprattutto l’alta velocità verso Est. Altro che Malpensa, che poi è uno scalo da buttare».&lt;br /&gt;

   &lt;b&gt;   Addirittura?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

      «Bisognerebbe avere il coraggio di dire che Malpensa andrebbe completamente rifatto. I lombardi comincino a pensare che qualche errore lo hanno fatto, quando hanno pensato che la Lombardia era l’universo mondo e il resto era deserto».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;      Coraggio per coraggio, si poteva far fallire Alitalia...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

      «Sono d’accordo. E far nascere al suo posto una nuova società italiana libera da tutte le zavorre. Quand’era il momento, avrebbero dovuto farlo sia il precedente governo Berlusconi sia il successivo governo Prodi. Oggi invece non si poteva fare diversamente».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://carta.ilgazzettino.it/MostraOggetto.php?TokenOggetto=258926&amp;Data=20090112&amp;CodSigla=PG&quot;&gt;Il Gazzettino - Ario Gervasutti&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Antonio DE POLI: Alitalia. «Hanno creato solo un grande spot»  -  INTERVISTA</title>
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  <updated>2009-01-12T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Carmignano di Brenta (PD) (Lista di elezione: CENTRO) - Deputato (Gruppo: UDC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Se gli italiani sapessero come funziona il sistema aeroportuale, capirebbero che su Alitalia e Malpensa si è solo creato un grande spot. Altro che battaglia per il Nord». Secondo il deputato Udc Antonio De Poli la sfida &quot;tecnica&quot; sui trasporti aerei italiani nasconde in realtà una sfida esclusivamente politica, perché in realtà Malpensa non è mai stata &quot;a rischio&quot;.&lt;br /&gt;

 &lt;b&gt;Come funziona allora questo &quot;sistema&quot;?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

      «Gli &quot;slot&quot; di cui tanto si parla sono i diritti ad atterrare e decollare in un aeroporto, e questi diritti vengono definiti sulla base di accordi bilaterali tra i governi in tutto il mondo, tranne nell’Ue e in Usa che li hanno liberalizzati cioè assegnati al miglior offerente. Perciò il famoso emendamento &quot;salva Malpensa&quot; in realtà è inutile, perché ribadisce qualcosa che c’è già e riguarda tutti gli aeroporti».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;
      Ma se la nuova Alitalia decide di non effettuare voli e non cedere ugualmente i suoi &quot;slot&quot;?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

      «Interviene Assoclearance, che li riassegna ad un’altra compagnia».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;      Anche quelli nazionali? Ad esempio, i voli tra Trieste, Venezia e Roma che la Cai non farà più?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

      «Andranno in gara al miglior offerente. È chiaro che nella scelta del destinatario una forte incidenza ce l’ha la volontà politica del Governo; insomma se Lufthansa o chi per essa vuole subentrare nei voli liberi a Malpensa, non incontrerà particolari difficoltà».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;      Allora perché tanto battagliare?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

      «Per un trofeo politico, che di tecnico non ha nulla».&lt;br /&gt;

 &lt;b&gt;     E l’interesse del Nord?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

      «La lobby lombarda ha tutto l’interesse a far rimanere a Malpensa collegamenti internazionali che potrebbero ad esempio finire a Venezia; il Nordest non ha alcun interesse a sostenere Malpensa. Ancora una volta è palese la lombardocentricità della Lega. È in corso una battaglia a colpi di annunci per il predominio tra Lega e Pdl. Ma sono solo annunci, gli esempi sono decine».&lt;br /&gt;

    &lt;b&gt;  Ne faccia uno.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

      «L’emendamento che autorizzerebbe il prelievo di gas in Alto Adriatico. C’è una legge che dice ciaramente che le competenze in materia energetica e ambientale sono delle Regioni, e c’è un’altra legge che vieta queste attività: eppure si annuncia un emendamento che non cambia assolutamente nulla, ma che fa effetto a fini elettorali. Poi quando si tratta di fare sul serio la Lega boccia ad esempio la revisione degli studi di settore attesa da migliaia di piccole e medie imprese del Veneto».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;      Ma il decreto non è &quot;blindato&quot;?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

      «È &quot;cosa loro&quot;. Ma lo sanno i veneti che la Lega ha accettato di far passare l’emendamento che autorizza Roma e solo Roma a uscire dal patto di stabilità per costruire la sua metropolitana? Significa che tutti i comuni e le province e le regioni virtuose non potranno fare nemmeno un investimento per tappare i buchi delle loro strade pur avendo le risorse, mentre Roma che ha voragini di bilancio spaventose può fare ciò che vuole».&lt;br /&gt;

   &lt;b&gt;   E chi è responsabile di questo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

      «È frutto del &quot;dare e avere&quot; tra Lega e Pdl. Giocato tutto su merci di scambio inutili o superflue come l’emendamento Malpensa, se non dannose come quello sul patto di stabilità. In compenso hanno dimenticato le famiglie, e poiché metteranno la fiducia sul decreto, non accetteranno nemmeno emendamenti migliorativi. Per fortuna l’Udc è riuscita a far passare almeno il pagamento dell’Iva da parte delle aziende solo al momento in cui incassano il dovuto...».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://carta.ilgazzettino.it/MostraOggetto.php?TokenOggetto=258928&amp;Data=20090112&amp;CodSigla=PG&quot;&gt;Il Gazzettino - Ario Gervasutti&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Pier Ferdinando CASINI: «Finti partiti come Pd e Pdl non servono è necessario creare una nuova forza»  -  INTERVISTA</title>
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  <updated>2009-01-12T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>388141</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: UDC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Noi siamo impegnati non solo a superare l’Udc, ma a creare contenitori nuovi che cancellino lo schema bipartitico, una forzatura sia a destra sia a sinistra». Pier Ferdinando Casini è appena tornato da una vacanza a Miami. Dice di aver letto solo sui giornali l’invito di Lorenzo Cesa, il segretario del suo partito, rivolto a Rutelli e Letta per un’adesione alla Costituente di centro. Un intervento a gamba tesa nei travagli del Partito democratico che Veltroni ha giudicato «ineducato». «Le battute possono essere più o meno felici, ma il ragionamento resta. Le case attuali rispondono alla crisi del sistema? Secondo noi no e mi sembra che tanti altri la pensino allo stesso modo».

 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Cominciamo dall’Alitalia. Anche lei vede l’operazione Air France come una svendita?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Direi di più, è uno spot elettorale che agli italiani costerà un sacco di soldi. Sgombrato il campo da pregiudiziali antiberlusconiane siamo di fronte a una vicenda nata male e finita peggio. Con i debiti caricati sulle spalle dei cittadini e capitani coraggiosi che tutto meritano tranne il pubblico elogio. Hanno messo su una legittima manovra imprenditoriale ma non pretendano un grazie dal Paese».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Dietro la lotta tra Fiumicino e Malpensa, tra Lega e Berlusconi, c’è qualcosa di più di un problema di hub?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 

«Ma certo. Quando si diceva che senza l’Udc il centrodestra sarebbe stato più compatto, si individuava un bersaglio di comodo. Nel Pdl non c’è omogeneità politica e il tempo renderà ancora più evidente questa situazione. Non me ne rallegro, ma è così».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Condivide la posizione di Fini sulla giustizia?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«E una posizione equilibrata, come equilibrate sono le parole di Alfano. Serve una convergenza ampia per fare una riforma. Riforma necessaria, aggiungo, se è vero che il presidente della Repubblica deve intervenire sul rapporto tra procure, se un democratico come Mancino lancia il suo grido di allarme, se interviene un giurista come Vassalli o un politico capace come Violante. Usciamo dalle polemichette su Berlusconi che potevano andare bene in passato ma non oggi. E non rimaniamo intrappolati nelle logiche giustizialiste di Di Pietro che condannano l’opposizione a una minorità permanente».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Sullo sfondo però c’è anche il contrasto tra il presidente della Camera e il premier.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Un film già visto, che conosco molto bene. Berlusconi si deve rassegnare: un presidente della Camera esprime posizioni che hanno valenza diversa da quelle del governo. Chi rappresenta un ruolo istituzionale deve farsi carico delle ragioni dell’opposizione altrimenti cade nel ridicolo. Il problema non era Casini ieri come non lo è Fini oggi».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Ma le opposizioni tutte danno l’impressione di essere irrilevanti in questa fase.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Dipende prima di tutto dai numeri del Pdl in Parlamento. Eppoi dalle nostre storie. Il centro si è candidato in alternativa a Berlusconi ma anche a Veltroni. E l’Italia dei valori preferisce contrastare l’alleato Pd piuttosto che Berlusconi. Bisogna essere onesti: oggi non c’è un’alternativa all’attuale maggioranza e questo rende più fiacca la qualità del dibattito tra centrodestra e opposizione».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;E’ ufficiale l’offerta a Rutelli, Letta e altri moderati di aderire alla Costituente di centro?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Ho letto anch’io sui giornali la dichiarazione di Cesa, non ne ero informato. Ma al netto delle battute, il ragionamento mi sembra chiaro: gli assetti politici attuali, questo bipartitismo forzoso rispondono a una scelta definitiva o no? Io penso di no, non è uno schema utile all’Italia e su questo siamo convinti serva una riflessione serena e seria. Non significa io vengo da te e tu vieni da me, la battuta può essere equivocata, ma la sostanza politica rimane lì come un macigno».&lt;br /&gt;


 
&lt;b&gt;
Avete offerto a Letta la leadership di questo centro?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


 

«Noi non offriamo niente perché rispettiamo tutti. Lavoriamo al superamento dell’Udc e alla creazione di una novità politica. Se questa proposta viene interpretata come un invito a uscire dai partiti d’origine è giusto respingerla al mittente. Ma la domanda è: queste case sono adeguate a rispondere ai problemi del Paese? Se tanti dicono di no qualche ragione ci sarà».&lt;br /&gt;


 
&lt;b&gt;
Quindi superare l’Udc, ma superare anche il Pd.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Questo assetto, per stare in piedi, per puntellarsi ha bisogno di abolire le preferenze, celebrare finti congressi, organizzare finti partiti che o si riducono alla firma dal notaio o a registrare riunioni interne e riservate come nel caso Iervolino.&lt;br /&gt;


 Beh, noi crediamo che questo non serva al futuro del Paese. Dobbiamo ricostruire un rapporto diverso tra i cittadini e la politica, che non sia autoreferenziale com’è ora. Altrimenti non ci meravigliamo se, basta guardare all’Abruzzo, va a votare il 50 per cento degli aventi diritto».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Questo chimerico Centro con chi si allea, destra o sinistra?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Il punto è un altro. Siamo impegnati a smantellare quello che c’è, a far emergere le contraddizioni che esplodono a destra come a sinistra. L’Udc è stato eroico alle elezioni ma oggi sopravvive perché ha una prospettiva politica. Non lavoriamo con lo spirito egoistico di chi cerca di allargare il proprio partito ma con l’idea di andare avanti per fare una cosa nuova che serva all’Italia».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Prima o dopo le Europee?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Non è un problema di orologi. L’operazione che abbiamo in testa non ha niente di tattico, nessuno ci corre dietro. Chi ha fretta vada con Berlusconi o si accomodi dove vuole. Con Rutelli e Letta, non è un segreto, registriamo maggiori affinità. Però fanno benissimo a lavorare nel Pd, di cui sono fondatori, perché prevalgano le loro posizioni».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Veltroni considera «ineducata» l’ingerenza nelle vicende interne di un altro partito. Effettivamente maramaldeggiare con il Pd in difficoltà non è carino.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Non era intenzione di nessuno, tantomeno di Cesa, essere poco educato. Veltroni sa quanto rispetto e collaborazione, pur avendo storie e percorsi diversi, ha avuto da noi. Le battute possono essere più o meno riuscite, ma consiglio a Walter di non drammatizzare. Se i tre quarti del suo partito, sulla vicenda Rai, avesse avuto la correttezza dell’Udc oggi forse non rischieremmo di essere nel grottesco». &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=KF588&quot;&gt;La Repubblica - Goffredo De Marchis&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Silvio BERLUSCONI: Non credo che ci siano più i tempi per l’inserimento di Lufthansa in una trattativa che è molto avanzata fra Alitalia e Air France</title>
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  <updated>2009-01-11T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>387831</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Pres. del Consiglio   (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;«Air France - sostiene il Cavaliere - ha approvato un accordo che è molto vantaggioso per Alitalia, mentre Lufthansa non ha mai avanzato proposte concrete». Anche l’ultima lettera inviata al presidente di Cai-Alitalia, Roberto Colaninno, ha sottolineato, «parlava di un generico interesse al mercato italiano, ma non c’era nessuna proposta concreta che potesse essere messa sul tavolo».

&lt;p&gt;
Il presidente del Consiglio, però, ha rassicurato il fronte del Nord: «Questo non significa che venga abbandonata Malpensa come hub, perchè c’è tutta la convenienza di usare lo scalo per la nuova Alitalia con tutti i voli possibili». Inoltre, ha proseguito Berlusconi, «c’è l’emendamento approvato che prevede che gli slot che Alitalia non dovesse utilizzare saranno oggetto di trattative bilaterali».&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/200901articoli/39946girata.asp&quot;&gt;la stampa&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>LETIZIA MORATTI: Alitalia : Il sindaco di Milano attacca il presidente del Consiglio.</title>
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  <updated>2009-01-11T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>387825</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Milano (MI) (Partito: CEN-DES(LS.CIVICHE)) - Consigliere  Consiglio Comunale Milano (MI)&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;« Se Cai ha interesse pubblico, il governo sia garante. Se è privata, perché i debiti sono finiti ai cittadini? »&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;ROMA -&lt;/b&gt; Il sindaco di Milano attacca il presidente del Consiglio sul caso Alitalia. Berlusconi aveva appena chiarito che «non ci sono più i tempi di inserimento di Lufthansa nella trattativa su Alitalia e Air France», ma al premier ha replicato il sindaco di Milano, Letizia Moratti: «Occorre dare tempo a Cai per valutare un'offerta seria che Lufthansa è intenzionata a fare. Inoltre, se la compagnia è privata, perché i debiti sono finiti ai cittadini?». &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;CHIAREZZA -&lt;/b&gt; Lunedì il consiglio di amministrazione di Cai formalizzerà l'alleanza con Air France, Moratti invita invece il governo a «chiedere a Cai una pausa di approfondimento per valutare altre offerte» in modo «che si scelga la proposta migliore per il Paese». Secondo il sindaco di Milano, le trattative per la scelta del partner internazionale di Alitalia non possono considerarsi chiuse: «Se Cai ha interesse pubblico, quindi è una compagnia di bandiera, il governo non può sottrarsi a un ruolo di garanzia: cioè deve essere sicuro che la scelta di Cai (Air France, ndr) è la migliore per il Paese. Se Cai è invece privata, non si capisce perché a questa compagnia è stato consentito di avere ciò che non ha avuto in precedenza Alitalia: i debiti sono finiti a carico dei cittadini e c'è stata data una moratoria di tre anni sull'esclusiva della rotta più redditizia cioè Milano-Roma. Se gli interessi degli imprenditori non sono quelli dell'Italia, allora il governo deve intervenire», ha spiegato il sindaco, intervenuto a In mezz'ora su Rai3.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;DIFFERENZE -&lt;/b&gt; Moratti ha reso noto di aver chiesto al premier «di concedere a Cai di valutare più offerte perché c'è in gioco la competitività del Paese. Lufthansa ha un progetto industriale di partnership a lungo periodo per sviluppare il mercato italiano. L'interesse di Air France è invece di comprarsi il mercato italiano a poco prezzo: 300 milioni di euro. Questo non è accettabile».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/economia/09_gennaio_11/alitalia_moratti_lufthansa_5c474f88-dff2-11dd-a8a3-00144f02aabc.shtml&quot;&gt;Corriere della Sera&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Umberto BOSSI: Alitalia: E' una stupidaggine fare l'accordo con i francesi che chiudono Malpensa e portano i turisti a Parigi</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/07/umberto-bossi/alitalia-e-una-stupidaggine-fare-laccordo-con-i-francesi-che-chiudono-malpensa-e-portano-i-turisti-a-parigi/386864"></link>
  <updated>2009-01-07T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>386864</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Lega) -  Ministro  Riforme per il Federalismo (Partito: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Da una parte i vertici Cai che, dopo il faccia a faccia con Silvio Berlusconi fanno sapere di &quot;aver spiegato le ragioni della preferenza di un'alleanza con Air France e dal governo non vi sono state controindicazioni&quot;. Dall'altra Umberto Bossi che, incurante dell'irritazione con cui Berlusconi ha commentato il fuoco di sbarramento leghista, tuona: &quot;Il discorso è ancora aperto. E' una stupidaggine fare l'accordo con i francesi che chiudono Malpensa e portano i turisti a Parigi&quot;. Il premier incassa e annuncia: &quot;Lufthansa non ha mai presentato un'offerta, con Bossi la situazione è chiara&quot;. Ma il Senatur insiste: &quot;Non c'è Lufthansa? Ci sono le rotte&quot;.

&lt;p&gt;
Ad una settimana dal via della nuova compagnia, sono momenti decisivi per la scelta del partner straniero della Cai. Con la Lega che insiste per Lufthansa e la società che, con il sostanziale via libera del governo, sembra aver imboccato la strada francese.

&lt;p&gt;
Oggi a palazzo Grazioli Berlusconi ha visto sia il presidente di Cai Roberto Colaninno che l'amministratore delegato Rocco Sabelli. Una riunione che si sarebbe svolta in un clima di &quot;piena sintonia&quot;. Domani, invece, è previsto un pranzo con gli stessi vertici Cai, Berlusconi, Bossi e il sindaco di Milano, Letizia Moratti. E non è difficile prevedere che i nodi verranno al pettine.

&lt;p&gt;
Un appuntamento che il Senatur fa precedere da un secco monito: &quot;Noi chiederemo con forza gli slot. Non possiamo mica chiudere Malpensa per fare un favore alla Cai. Il governo ha in mano gli slot, li puo' lasciare a Malpensa&quot;. Ed è proprio la liberalizzazione degli slot del grande aeroporto lombardo la via che potrebbe portare all'accordo in seno alla maggioranza. Non a caso Berlusconi annuncia: &quot;L'Enac ha sempre concesso slot a tutti&quot;. Ma Bossi non molla: &quot;'La partita e' ancora aperta. Bisogna sempre smantellare le balle che raccontano gli altri&quot;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/economia/alitalia-38/nulla-osta/nulla-osta.html&quot;&gt;repubblica.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>SERGIO CHIAMPARINO: Alitalia. «Una porcheria: il rimedio viene dal mercato»  -  INTERVISTA</title>
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  <updated>2009-01-07T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>384933</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Torino (TO) (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
L’unica soluzione dopo «questa porcheria fatta fin dall’inizio», è reimmettere «un po’ di mercato laddove è stato tolto». Ovvero: liberalizzare le rotte. «Farebbe bene a tutti i cittadini italiani, e anche alla rete degli aeroporti del Nord». La pensa così Sergio Chiamparino, sindaco di Torino e esponente del governo ombra del Pd. Lui a via Bellerio non c’era (altri esponenti di enti locali sì).&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Avrebbe voluto esserci?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Non mi hanno invitato. Anche lo avessero fatto, non mi sarei presentato. Vado solo nei luoghi istituzionali, cioè a Palazzo Chigi.


Palazzo Grazioni?

Lì men che meno.&lt;br /&gt;



&lt;b&gt;La Lega torna a vestire i panni del partito di lotta.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Alla Lega andrebbe ricordato che è stata lei ad appoggiare una delle peggiori operazioni di politica industriale che la storia ricordi. I cittadini costretti ad accollarsi i debiti non solo di Alitalia, ma anche di Air One. In più, una ventina di imprenditori che sicuramente non usciranno a mani vuote: se Air France subentrerà si faranno pagare bene. E alla fine si è tornati ai francesi, proprio quelli che il premier indicava come i nostri peggiori competitori. Diceva: ci porteranno via i turisti. Ora verrebbe da chiedere: e i turisti?.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Lei ci crede alla storia dei turisti sottratti dalla linea aerea?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Ma vogliamo scherzare? I turisti non vengono in Italia perché l’offerta è scadente, non certo per via degli aerei.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Lei dunque chiede che decida il mercato?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

La politica deve certamente intervenire in questioni come queste. Ma un conto è farlo per accompagnare o influenzare tendenze del mercato, altro conto è assumere atteggiamenti così campanilistici, senza una visione d’insieme, come quelli che si stanno vedendo.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Oggi si chiede la liberalizzazione, ma è stato appena introdotto un monopolio, quello tra Roma e Milano.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Sì, e questo la dice lunga anche sul coraggio degli imprenditori. Con la situazione attuale i cittadini italiani pagheranno di più il servizio. Tutti: quelli del nord, del centro e del sud. Ecco perché serve liberalizzare.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Al nord vogliono Malpensa.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

I cittadini vogliono un servizio che funzioni. Che sia a Malpensa o altrove. D’altronde Milano non può pretendere di avere tre aeroporti internazionali. Inoltre leggo che Lufthansa sta già sviluppando molto Vienna per il traffico verso est. Non credo che abbia ancora risorse per sviluppare un altro hub vicino. Che si aprano gli slot, e ognuno competa per quel che sa fare. Questo consente a ognuno di giocare le proprie carte, al di fuori di schemi localistici. Non ripetiamo gli errori del passato, che ci hanno portato alla situazione attuale, così dispersiva, proprio perché si è seguita una logica di politica localistica.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Come prevede finirà l’incontro Berlusconi-Bossi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Con un comunicato-camomilla. Se vuole le anticipo il testo: non permetteremo ai francesi di abbandonare il nord, faremo di tutto per salvare Malpensa, e bla, bla, bla...&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Alla fine di questa partita, si arriverà alla liberalizzazione?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Prevedo di no, sono pessimista. Il fatto è che questo governo non ha mai lavorato per il mercato. Non comincerà a farlo ora.
&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=KDKII&quot;&gt;l'Unità - Bianca Di Giovanni&lt;/a&gt;</summary>
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