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  <title>Openpolis - Argomento: malpensa</title>
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  <updated>2009-06-12T00:00:00Z</updated>
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  <title>LETIZIA MORATTI: Ballottaggi. «Milano non ha tradito. A Pdl e Lega il 48% dei voti»  -  INTERVISTA</title>
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  <updated>2009-06-12T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>391515</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Milano (MI) (Partito: CEN-DES(LS.CIVICHE)) - Consigliere  Consiglio Comunale Milano (MI)&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
L’appello ufficiale lo lascia al candidato del centro­destra Guido Podestà. Ma il sin­daco di Milano, Letizia Moratti, ha deciso di spendersi completa­mente in questo supplemento di campagna elettorale che vede Podestà sfidare il presidente uscente della Provincia di Mila­no, Filippo Penati. Tanto da indi­care agli alleati dell’Udc, in giun­ta e in Consiglio, un percorso ob­bligato: «Podestà è il candidato naturale per gli elettori del­­l’Udc ». E poi difende il voto mila­nese: nessun tradimento. «Anzi, il centrodestra è cresciuto. Rin­grazio i milanesi perché il voto ha premiato la nostra ammini­strazione ».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Sindaco Moratti, si aspettava il ballottaggio?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Mi dispiace moltissimo per Guido Podestà. Non ce l’ha fatta al primo turno per un soffio. È un dato politico di cui bisogna tenere conto. Conferma la fidu­cia nella persona e il gradimento del programma».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
È preoccupata per lo spareggio?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Adesso la cosa più importante è an­dare a votare. Lan­cio un appello ai mi­lanesi: il 21 e il 22 giugno andate alle urne e votate, per­ché è fondamentale che vinca Podestà, c’è grande coerenza tra il suo programma e quello del Comune. Possiamo lavorare insieme su temi fondamentali: la sicurezza, le infrastrutture, i servizi al cittadino, l’Expo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;L’ultimo ballottaggio alla Provincia, tra Ombretta Colli e Filippo Penati è stato deciso an­che dall’astensionismo. Oltre 200 mila elettori non si sono presentati allo spareggio.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Per questo motivo è fonda­mentale l’appello al voto. Con Podestà possiamo lavorare insie­me. Con Filippo Penati no».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Dove si troveranno i voti mancanti? Un ruolo fondamen­tale lo potrebbe giocare l’Udc.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Sicuramente sì».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Si sente di fare un appello al­l’Udc?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«L’appello lo lascio al candida­to e ai vertici del centrodestra, perché è una scelta che rientra in un quadro politico nazionale. Sarebbe improprio pronunciar­mi. Posso però dire una cosa. In Comune, il rapporto con l’Udc è estremamente proficuo. C’è grande collaborazione sia in giunta che in aula».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quindi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Mi sentirei di dire che gli elet­tori dell’Udc, dovrebbero trova­re in Guido Podestà il loro candi­dato naturale. Sono degli alleati solidi e leali».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Veniamo alle elezioni. C’è un caso Milano? Podestà ha preso una percentuale più alta di voti in provincia che in città.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Vorrei sfatare una leggenda metropolitana. Il dato più inte­ressante che emerge dal voto è che alle Comunali del 2006 (quando fu eletta sindaco la stes­sa Moratti, ndr) Forza Italia in­sieme ad An e alla Lega hanno preso 269.498 voti, pari al 44,6%. In questa tornata ammini­strativa il Pdl e la Lega hanno preso 242.524 voti, vale a dire il 48,4%, pur essendoci stati 60.000 elettori che questa volta non si sono presentati alle ur­ne».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Risultato?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Anche se i voti assoluti sono minori, la percentuale di voto è maggiore: Pdl e Lega hanno pre­so un 3,8% in più rispetto alle co­munali del 2006. Questo è il da­to di Milano».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il governatore Roberto For­migoni ha detto che il voto di Milano deve far riflette­re tutti. La Lega ribadi­sce che la città della Mo­ratti ha fatto peggio del­la provincia. Il Pd che il voto di Podestà a Mila­no è il segno della crisi della sua giunta.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Innanzi tutto ricor­diamoci che Penati è pas­sato dal 44,08% del 2004 al 41,54 del 2009, perden­do 41.000 voti. Per quan­to ci riguarda mi sembra il momento di pensare in positivo. Un’analisi del voto è normale e an­che sacrosanto, ma ri­spetto a singole interpre­tazioni a Milano il con­senso del centrodestra è aumentato del 3,8%».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Valutazione politica?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Una sola».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quale?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Ringrazio la città di Milano perché il voto dei cittadini ha premia­to il lavoro di questa am­ministrazione. Grazie milanesi».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Questo voto cambie­rà gli equilibri nella sua maggioranza? Ci sa­rà un rimpasto come chiede la Lega?.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Assolutamente no».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Si riferisce alla pri­ma o alla seconda do­manda?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«A entrambe. Il voto non ha cambiato gli equilibri e lo dimostrano i nume­ri che le ho dato. Per quanto ri­guarda il rimpasto, abbiamo provveduto a una revisione di giunta due mesi fa».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;I suoi rapporti con Penati?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Nei primissimi tempi non ci sono stati problemi particolari. Nell’ultimo anno e mezzo sì. È stato assente sulla sicurezza, non si è impegnato sulle infra­strutture che aveva bloccato ne­gli anni precedenti, è svanito su Malpensa».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
È la stessa accusa che le lancia Penati: aver tradito Malpensa.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Noi non abbiamo fatto nessu­na marcia indietro. Noi stiamo rafforzando Malpensa. Il prece­dente governo Prodi stava per svendere Alitalia a Air France senza garantire Malpensa e Lina­te. Noi lo stiamo facendo: raffor­zando Linate e firmando 39 ac­cordi bilaterali per Malpensa. Pe­nati, a queste riunioni, non l’ho mai visto».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=MKHER&quot;&gt;Corriere della Sera - Mautizio Giannattasio&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: «L'unico dissenso che Berlusconi accetta è con se stesso»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/06/02/dario-franceschini/%C2%ABlunico-dissenso-che-berlusconi-accetta-%C3%A8-con-se-stesso%C2%BB/391431"></link>
  <updated>2009-06-02T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>391431</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Franceschini, riferendosi alle accuse del premier alla stampa estera: «Secondo lui siamo noi che manipoliamo e insuffliamo sulla stampa straniera. Certo - ironizza Franceschini - da quando sono segretario ogni mattina chiamo i direttori della stampa estera per ordire il complotto». Franceschini ribadisce poi che il Pd «non si fermerà nella battaglia sui valori, anche a costo di non essere capiti nell'immediato e di perdere qualche voto».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;«Aspettiamo dal premier la prossima promessa roboante che non manterrà».&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
«Nelle prossime 48 ore - ha detto Franceschini - ci aspettiamo che Berlusconi faccia una nuova promessa roboante, che poi puntualmente non manterrà dopo le elezioni, come fu la promessa del 2008 di abolire il bollo auto, e il bollo auto c'è ancora».&lt;br /&gt;
 Franceschini ha sottolineato una serie di «promesse fatte da Berlusconi e poi tradite su cui è scesa una cappa di silenzio. &lt;br /&gt;
La più clamorosa di queste promesse riguarda Malpensa, che è diventato un aeroporto fantasma e dal quale si tengono ben lontani pur avendo annunciato di voler tenervi il primo Consiglio dei ministri. La seconda promessa tradita riguarda il Mezzogiorno: i fondi per il Sud sono stati tagliati per oltre 20 miliardi per finanziare qualsiasi cosa, dalle multe per le quote latte al tagli dell'Ici per i redditi alti. Stessa sorte per la preannunciata iniziativa di Berlusconi di voler dimezzare i parlamentari: qualcuno ha visto la raccolta delle firme?». &lt;br /&gt;
Franceschini ha attaccato il governo anche per come ha affrontato la crisi economica, evitando di prendere misure di emergenza in favore delle fasce più deboli che non ce la fanno da sole ad aspettare la ripresa, nel 2010 o nel 2011. &lt;br /&gt;
Quando le persone sentono che la crisi e solo un effetto psicologico, aumenta la loro indignazione, specie quando mancano loro le risorse necessarie per andare avanti».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;«Sembra di vendere un detersivo, non un partito»&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 ha commentato il leader del Pd secondo il quale «l'idea di Berlusconi di gonfiare e mostrare i muscoli, di fare promesse roboanti e poi di non mantenerle corrisponde per me ad una politica malata».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;«Personalmente non me ne frega niente della popolarità&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
  afferma Franceschini a Porta a Porta - lui invece oggi ha detto di essere al 45%, con i numeri ha una certa elasticità ma in politica bisogna tornare alla serietà e dire non quello che serve al consenso ma quello che fa bene all'Italia». &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=60655&amp;sez=ITALIA&quot;&gt;Il Mattino.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Antonio TAJANI: «Malpensa- Fiumicino? C`è posto per entrambi»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/05/25/antonio-tajani/%C2%ABmalpensa-fiumicino-c%C3%A8-posto-per-entrambi%C2%BB-intervista/391329"></link>
  <updated>2009-05-25T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>391329</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Vicepres. Commissione EU  (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt; &lt;br /&gt;
«Siamo in Europa, non nell`Italia degli anni `50».&lt;br /&gt;
 Antonio Tajani non si tira indietro.&lt;br /&gt;


Anzi, in questa intervista al Sole 24 Ore, difende a spada tratta, cifre alla mano, non solo la decisione di congelare gli slot, ma anche il modello del doppio hub Malpensa-Fiumicino. &lt;br /&gt;
«C`è posto per tutti» dice il commissario Ue ai Trasporti.&lt;br /&gt;
 Che promette anche di usare «tutti i mezzi» a sua disposizione per liberalizzare il traffico passeggeri delle ferrovie.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Tra crisi finanziaria, calo degli investimenti, nazionalismi e protezionismi intra-europei in ascesa, è a rischio la liberalizzazíone nei trasporti, tradizionalmente un settore tra i più compartimentati dei mercato unico?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; In ogni crisi economica ci si muove con circospezione cercando di proteggere occupazione, lavoro e aziende. Non vedo però nessuna involuzione nel settore dei trasporti. Noi ci siamo mossi dimostrando l`esatto contrario.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;In che modo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; Facendo nascere, per esempio, due compagnie aeree completamente private come Cai e la nuova Olympic Airways, cioè un modello nuovo di campagnie aeree non di Stato ma tutte private. Nessun nazionalismo né protezionismo dunque.

Detto questo, liberalismo e liberalizzazioni non cancellano il mercato ma ne fissano le regole.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;A proposito di regole, la sua decisione di congelare per 6 mesi la redistribuzione degli slot non utilizzati, nonostante sia stata approvata a schiacciante maggioranza dall`europarlamento, ha indotto i concorrenti della Cai a presentare una denuncia alla sua collega Neelie Kroes per abuso di posizione dominante sul mercato italiano....&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Il provvedimento è temporaneo e mira a contenere i danni della crisi sulle compagnie.

Nell`80% degli aeroporti europei il traffico è calato tra l`8-10% per i passeggeri, tra il 25-30% per i cargo. Del resto una misura simile è già stata ai tempi della Sars e dopo l`11 settembre 2001.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Vero. Però c`è chi sospetta che la manovra sugli slot favorisca la Cai e Fiumicino, a scapito dei concorrenti e di Malpensa.

Non a caso si dice che a fare ricorso siano proprio Lufthansa, Easyjet e Ryanair. Lei cosa risponde?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; Rispondo con le cifre. Nel 2008 Lufthansa a Malpensa aveva 8.741 slot, il 24 marzo scorso ne aveva 19.520, più del doppio.

Nello stesso periodo Easyjet è passata, sempre a Malpensa, da 15.534 a 22.936 slot. Difficile quindi asserire che il congelamento degli slot abbia effetti negativi.

Meno che mai per l`aeroporto di Malpensa.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Sarà. Due hub, Malpensa e Fiumicino, troppi per l`Italia?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; No. C`è posto per entrambi perchè siamo in Europa non nell`Italia degli anni `50.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Si spieghi&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;Malpensa deve servire il traffico nel nord Italia e nel cuore dell`Europa alleggerendo Francoforte e Monaco. Tanto è vero che Lufthansa è sbarcata a Malpensa. Che ha un futuro promettente.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E Fiumicino?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; Sarà l`hub del Mediterraneo e dell`Africa centrale. L`Europa ha un grosso ruolo da giocare nello sviluppo delle infrastrutture di trasporto del continente nero.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Che fine farà Linate?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; Servirà essenzialmente le rotte Milano-Roma.
&lt;p&gt;


&lt;b&gt;Ferrovie: nel 2010 scatterà la liberalizzazione del traffico passeggeri. Le FS italiane premono per entrare sul mercato francese, sulla Parigi-Lione-Milano, visto che i francesi operano già sul percorso inverso.

Che cosa conta di fare la Commissione?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; Restare vigilante e fare di tutto per accelerare il processo perchè in certi paesi le resistenze ci sono, non conclamate ma nei fatti.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Come dire che presto non ci sarà più posto per asimmetrie tipo l`attuale tra Francia e Italia?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; Ho ricevuto una lettera delle Ferrovie italiane e tedesche in cui si invoca l`apertura effettiva del mercato. La richiesta mi sembra fondata. E comunque per verificarlo ho commissionato uno studio di impatto. Useremo comunque tutti gli strumenti giuridici e politici a nostra disposizione per liberalizzare il mercato dei passeggeri.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Per il traffico aereo è cosa fatta: aprirà anche il mercato del traffico ferroviaro locale alla concorrenza europea?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;Sono favorevole alla concorrenza.



Valuteremo come e quando presentare una proposta su questo fronte.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
La realizzazione delle reti Ten richiede finanziamenti sempre più sostanziosi, soprattutto in tempi di crisi degli investimenti....&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Spero di poter incrementare gli stanziamenti del bilancio Ue nel periodo 2013-20.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;In Val di Susa i sindaci tornano a lanciare segnali di guerra.

Teme per la Torino-Lione?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; Siamo alla vigilia di un voto amministrativo. La Torino-Lione è partita e non si fermerà nè in Italia nè in Francia.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Le sue prossime priorità per la nuova Commissione?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; Sviluppo delle reti transeuropee con l`interconnessione africana, Galileo entro il 2013, accordo &quot;open sky&quot; con gli americani.&lt;br /&gt;


Maggior tutela dei diritti dei passeggeri. Più sicurezza sulle strade: ci sono troppi morti.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=M6IC7&quot;&gt;Il Sole 24 Ore - Adriana Cerretelli &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: «Dovrebbero chiedere scusa al Nord»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/02/28/dario-franceschini/%C2%ABdovrebbero-chiedere-scusa-al-nord%C2%BB/388907"></link>
  <updated>2009-02-28T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>388907</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;
&lt;br /&gt;

Uno dei centri della crisi, ma soprattutto uno dei simboli del fallimento del governo Berlusconi. Dario Franceschini ha voluto incontrare i rappresentanti dei lavoratori dell’aeroporto di Malpensa e dell’indotto per farsi raccontare direttamente da loro le difficoltà che attraversano e i rischi ancora più gravi che minacciano il loro futuro. Un’occasione d’ascolto, a porte chiuse, fortemente voluta dal segretario lombardo e componente della segreteria nazionale del Pd Maurizio Martina che inaugura il ciclo di appuntamenti che Franceschini effettuerà in tutta Italia. Oggi, ad esempio, è a Bari, dove è già arrivato ieri il responsabile welfare del partito Enrico Letta. A Malpensa il neo segretario democratico ha trovato un «aeroporto drammaticamente deserto» e «da uomo del Nord» ha ricordato «la demagogia » fatta in campagna elettorale dal centrodestra e ha denunciato «il tradimento compiuto da Bossi e Berlusconi alla gente del Nord, alla quale dovrebbero chiedere scusa».&lt;br /&gt;

Con gli operatori dello scalo, che ospita «solo tre tratte intercontinentali, a differenza degli altri grandi aeroporti europei», Franceschini ha parlato degli interventi immediati che andrebbero compiuti per il rilancio di Malpensa, a partire dal «completamento delle opere infrastrutturali che la collegano a Milano». Ma ha anche preso di petto la difficile condizione dei lavoratori, chiedendo al governo di intervenire in maniera più robusta ed efficace sul piano degli ammortizzatori sociali: «Bisogna incrementare i fondi per l’indennità di disoccupazione – ha affermato il segretario del Pd di fronte ai lavoratori – per chi ha perso il lavoro. Ci sono centinaia di migliaia di persone in difficoltà, che non hanno i soldi per pagare l’affitto e per mantenere le loro famiglie».
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.europaquotidiano.it/site/guarda.asp?id=44130&quot;&gt;Europa - (r.f.c.)&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Antonio TAJANI: Ci salveranno gli investimenti nelle infrastrutture  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/20/antonio-tajani/ci-salveranno-gli-investimenti-nelle-infrastrutture-intervista/388303"></link>
  <updated>2009-01-20T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>388303</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Vicepres. Commissione EU  (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
L`Europa sta meglio degli Usa grazie alle sue regole più severe &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«La situazione economica è difficile, ma lo è meno in Europa di quanto non lo sia ragli Stati Uniti».A dirlo è il vicepresidente della Commissione europea e Commissario Ue ai Trasporti Antonio Tajani, ieri a Milano in visita alla sede di rappresentanza della Commissione e del Parlamento europeo a Palazzo delle Stelline. Appena tornato dalla missione a Tokyo dove ha partecipato alla conferenza ministeriale su ambiente ed energia nel settore dei trasporti, Tajani arriva in Italia proprio nel giorno in cui Eurostat diffonde dati economici da doccia fredda.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Dunque, la situazione è meno difficile da noi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Si, perché gli Stati Uniti sono figli di un modello economico che ha regole flebili, mentre noi abbiamo un sistema economico basato su regole più strette. Il nostro sistema bancario è più sicuro. Ma certo non si può nascondere il fatto che le difficoltà ci sono».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Come uscire dalla crisi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Voglio innanzitutto ricordare che l`Unione europea ha già messo a punto un pacchetto di misure anti-crisi che vale 200 miliardi di euro.

E voglio ricordare i punti principali, cioè la creazione di un fondo di investimento per le infrastrutture, la possibilità di avere una partecipazione maggiore dei privati ai progetti e lo stanziamento di 500 milioni di euro per opere che dovranno partire quest`anno attraverso bandi di gara che si svolgeranno a marzo. La strategia e investire in infrastrutture, che si traducono anche in decine di migliaia di posti di lavoro».
&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Basterà questo pacchetto?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Un`altra misura concreta importante è stata la decisione di alzare il de minimis, cioè l`ammontare massimo di aiuti di Stato destinati alle Pmi, che è stato portato da 100mila a 500mila euro per singola impresa».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Di aiuto in aiuto, chissà dove andrà a finire il bilancio dello Stato e i parametri di Maastricht...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Ed è per questo che la Commissione sta studiando assieme alla Banca europea per gli investimenti la possibilità di emettere obbligazioni della Bei, garantite a livello europeo, che possano attrarre l`interesse di fondi pensionistici e fondi sovrani».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Una sorta di eurobond?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Ci assomigliano. E questo strumento eviterebbe ai Paesi di sforare ulteriormente il Patto di Stabilità.

Ma a livello europeo serve anche altro».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Che cosa?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Un maggiore coordinamento.

L`Europa deve essere più forte. Per dare ai suoi cittadini risposte che gli Stati non possono dare. Si guardi alla questione del gas, le istituzioni europee devono essere più forti. Ed è per questo che è fondamentale che entri in vigore il trattato di Lisbona. Con un presidente in carica per due anni 1`Ue potrà avere quella continuità di governo che serve per affrontare le crisi».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Lisbona o non Lisbona, la gente si chiede quando si uscirà dalla crisi...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Io credo che nel 2010 ci sarà la ripresa.

E l`Italia beneficerà di contributi europei molto alti per far partire le infrastrutture. E` stato deciso lo stanziamento di oltre un miliardo e mezzo di euro, da suddividere tra la Torino-Lione, la Berlino-Palermo e l`inizio dello studio della Genova-Rotterdam».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Dieci anni di euro. La moneta unica è una fortuna?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «A parte l`errore iniziale del cambio con la lira, la sua istituzione è stata un`ottima cosa e si è rivelata molto utile. Mi domando che cosa sarebbe successo se non ci fosse stata durante questa crisi. E se ne stanno accorgendo anche gli altri Paese che ne sono fuori, come il Regno Unito. La certezza della sterlina comincia a vacillare. Tornando al discorso del cambio, io sono d`accordo con il Parlamento europeo che vuole creare la banconota da un euro. Altrimenti è inevitabile che a livello psicologico si sia portati a pensare che un dollaro di carta vale di più di un euro in moneta».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Il tempo a disposizione sta per scadere, deve tornare a Bruxelles. Vola con Alitalia?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Si».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Lei è romano...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Sì, ma non penso che Fiumicino debba essere l`unico hub in Italia.

Ce ne possono essere due, con Malpensa, purché abbiamo ruoli diversi. Roma può diventare l`aeroporto dei voli destinati al Mediterraneo e all`Africa. Milano per quelli verso il Nord. In Europa ci sono tante compagnie e il traffico aereo aumenterà».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;E Linate?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Sopravviverà, non si può pensare che l`esistenza di un aeroporto sia legata soltanto a una compagnia.

Credo che ci siano prospettive sia per Malpensa sia per Linate».

&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=KI8V2&quot;&gt;Libero Mercato - Fausta Chiesa&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Antonio POLITO: Sindrome da europee pure a destra</title>
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  <updated>2009-01-15T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>388217</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Berlusconi dice che non c’è nessuna fibrillazione nella maggioranza. Forse ha ragione perché, a dire il vero, la maggioranza è più che altro in blocco cardiaco. Sembra incredibile, e lo è. Deve esserci infatti una sorta di dannazione italiana, se la maggioranza più forte nelle urne e in parlamento da una generazione a questa parte, pur godendo dell’opposizione più divisa e in rotta da una generazione a questa parte, si ritrova pari pari dove l’avevamo lasciata l’ultima volta che si è trovata al governo: alla guerra di tutti contro tutti, un giorno sì e l’altro pure.

 
&lt;p&gt;

Prendete Bossi. Ieri le ha dette tutte, le malattie del centrodestra. La riforma della giustizia per lui è ancora un Ufo, perché per lui l’accordo non c’è. Non c’è neanche il Pdl, perché i leader lo farebbero pure in una sera a cena ma le rispettive basi si odiano. L’accordo con Air France lo ha a malapena digerito, e solo in cambio di un’oscura promessa sulla liberalizzazione delle rotte. E infine c’è la rivolta dei sindaci leghisti, che minacciano di sfocare il patto di stabilità unilateralmente, per ritorsione nei confronti di un governo - a loro dire sempre più meridionalizzato - che l’ha consentito alla Roma di Alemanno.   Il premier, che sa farsi concavo, ha ieri rivolto un elegante &quot;chapeu&quot; a Fini, che il giorno prima aveva preso a picconate il Governo nella povera persona del ministro Vito, perché umilia il Parlamento con la fiducia al solo fine di coprire i contrasti nella maggioranza. Poi ha incontrato Bossi per placarlo su Malpensa, poi la Moratti per placarla su Malpensa e sull’Expo, e chissà quanti altri pezzi della sua maggioranza infuriati per qualcosa. Lui è bravo a fare questo, e ci metterà di certo una pezza.

 
&lt;p&gt;

Eppure l’aspetto che oggi presenta il centrodestra non é quello di una maggioranza politica coesa su una sua idea di interesse nazionale, ma quella della solita coalizione di interessi particolari da combinare nella stanza di compensazione del denaro pubblico. Cioè il contrario di ciò per cui avevano votato gli italiani, che uno spettacolo simile - anche se francamente peggiore - l’avevano già visto nei due anni del Governo Prodi.

 
&lt;p&gt;

Quello che va chiarito - e che questo giornale tenta di spiegare ormai da qualche settimana - è che questa mini-crisi apparentemente a sorpresa non è il frutto soltanto di un conflitto di personalità o di una gelosia tra leader. Dietro Berlusconi ci sono certamente troppi galli a cantare, e l’avvicinarsi della sentenza della Consulta sul Lodo Alfano, madre di tutte le battaglie per il premier, li eccita a cantare sempre più forte.

 
&lt;p&gt;

Ma la realtà è che il centrodestra è scosso da una divergenza più profonda sugli interessi da rappresentare, che è scritta nel suo Dna e che la crisi, la necessità dei tagli, l’imminente recessione, rischiano di portare alla luce più presto di quanto Berlusconi avrebbe sperato. In un Governo che non ha mai avuto tanti ministri del Nord, il Nord si sente trascurato e maltrattato, come la tensione con Bossi, Formigoni e Moratti dimostra. Ma, allo stesso tempo, il Sud si sente tradito, vede i «suoi» fondi spostati al Nord, e soffre direttamente dei tagli (in primis sulla sanità) che la situazione dei conti pubblici impone; prova ne sia il crescente nervosismo dell’Mpa di Lombardo, ma anche la tensione palpabile tra i peones del Pdl che pescano i loro voti al meridione.

 
&lt;p&gt;

Questo conflitto di interessi ha immediate ripercussioni sul consenso politico, ed è per questo che il voto delle amministrative prima e delle europee poi rischia di surriscaldare il centrodestra non meno di quanto infiamma il centrosinistra. Perché la Lega cresce, divora consensi, e prima o poi, quando incontrerà il nocciolo duro del Pd che non può scendere ancora molto sotto il 25% di cui viene oggi accreditato, comincerà a mordere l’elettorato del Pdl, specialmente nel Lombardo-Veneto. La più perfida frase di Bossi ieri è stata non a caso dedicata proprio a questo appuntamento, affossando le speranze residue di Silvio e Walter di risolvere i loro rispettivi problemi cambiando la legge elettorale perle europee a danno dei partiti minori. Bossi vede la fragilità territoriale del Pdl, che vive solo di Berlusconi, e punta al colpaccio: diventare il primo partito al Nord. 

 
&lt;p&gt;

E’ per questo che nel centrodestra si vivono giornate inimmaginabili ancora fino a qualche settimana fa. E non sono destinate a finire presto. La dannazione italiana è forse questa: che pur essendoci illusi di aver ormai fondato un bipartitismo quasi perfetto, abbiamo in realtà due super-partiti che partiti non sono e non si sentono, più due minipartiti (la Lega e l’Idv) che lavorano solo per scavare la fossa ai due presunti super-partiti.  &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/KGE/KGE3N.pdf&quot;&gt;Il Riformista - Antonio Polito&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>MARCO STRADIOTTO: Nuova Alitalia? Una fregatura!</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/12/marco-stradiotto/nuova-alitalia-una-fregatura/388230"></link>
  <updated>2009-01-12T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>388230</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Quel dibattito, con le relative semplificazioni, contribuì a far fallire la trattativa fra la nostra compagnia di bandiera e Air France-Klm. Da un lato, le polemiche sollevate da Berlusconi con la sua ostilità nei confronti della soluzione franco-olandese; dall’altro, il gioco delle parti tra i sindacati, con aperture e dietrofront quasi all’ordine del giorno. Come risultato, peraltro forse a quel punto prevedibile, il ritiro dell'offerta da parte del presidente Spinetta.

&lt;p&gt;
Ai firmatari dell’accordo e al governo Prodi, il centrodestra allora all’opposizione imputava soprattutto due colpe: la perdita dell'italianità della compagnia di bandiera e il ridimensionamento dello scalo di Malpensa. Il tutto condito con un messaggio mediatico molto semplice, ma martellante: l’operazione rischiava di essere – si diceva – una “svendita” ai cugini d’oltralpe che, per pochi spiccioli, avrebbero messo le mani sul nostro vettore storico. Le notizie di queste ultime ore, che danno ormai come imminente l’accordo tra la nuova Alitalia (Cai) e Air France-Klm, dimostrano quanto quelle critiche fossero immotivate, oltreché strumentali.

&lt;p&gt;
La verità, sotto gli occhi di tutti, è che la nostra era una posizione oggettivamente legittima perché quella di marzo era una buona offerta. E non è un caso che, dopo oltre otto mesi di chiacchiere e tira e molla, si sia sostanzialmente tornati alla situazione di partenza. Con una differenza, purtroppo, fondamentale e dolorosa per le tasche dei contribuenti italiani: la gestione disastrosa dell’operazione Alitalia costa più di 4 miliardi di euro.

&lt;p&gt;
E, a distanza di pochi mesi, Air France è sul punto di mettere a segno un vero e proprio affare, comprando il 25% della “parte buona”di Alitalia e spendendo una cifra irrisoria: solo 300 milioni di euro. Ce n’è abbastanza per far brindare a champagne Spinetta e soci.

&lt;p&gt;
In primavera, infatti, si sarebbero accollati oneri e onori dell’operazione, acquistando il pacchetto completo, debiti compresi. Oggi si portano a casa un quarto di una compagnia di bandiera sana, depurata dai debiti e dal personale in eccedenza. Alitalia, nel frattempo, è stata infatti divisa in due società, una buona e l'altra cosiddetta “marcia”.
Nella prima c'è il business, le rotte, le autorizzazioni, le concessioni; nella seconda i debiti e il personale. In questi giorni il commissario Fantozzi ha peraltro ammesso che non riuscirà a onorare tutti i crediti maturati dai fornitori di Alitalia: un totale di oltre 3 miliardi di euro.

&lt;p&gt;
Se ad essi si aggiungono – oltre ai 400 milioni di prestito ponte che non sarà restituito – anche i maggiori oneri che lo Stato dovrà versare per finanziare gli ammortizzatori sociali necessari a sostenere i lavoratori licenziati da Alitalia non riassunti dalla nuova compagnia, si ha un quadro chiaro (o meglio scuro, scurissimo) dei costi che peseranno sulle tasche dei contribuenti.

&lt;p&gt;
Insomma, mi si passi l’espressione, tutto si è risolto in una vera e propria fregatura! Un pessimo affare non solo, in generale, per la collettività, ma anche, più nello specifico, per i viaggiatori, che presumibilmente dovranno, almeno nella prima fase, pagare tariffe più onerose a fronte di una qualità del servizio peggiore.

&lt;p&gt;
Con buona pace della concorrenza, infatti, la Cai è nata dalla fusione di Alitalia e Air One. Ciò ha dato vita a un nuovo monopolio, che – come può testimoniare chi in questi mesi di transizione sta utilizzando il vettore aereo – ha determinato uno sconsiderato aumento dei prezzi dei biglietti e un deterioramento del servizio.

&lt;p&gt;
Tanto per fare un esempio, la rotta Venezia-Roma ha subito un drastico taglio dei numero dei voli. C’è, inoltre, il problema del futuro dello scalo di Malpensa. Siamo di nuovo alla situazione di otto mesi fa. Le scelte aziendali della nuova Alitalia di fatto penalizzano lo scalo lombardo, perché essa chiede che le rotte disponibili non vengano messe a disposizione delle compagnie che ne facessero richiesta. Il monopolio nella rotta Milano-Roma è certamente una ghiotta opportunità di guadagno per la nuova Alitalia, ma non sempre gli interessi di un’azienda si sposano con quelli degli utenti.

&lt;p&gt;
E in questo caso garantire la concorrenza e la possibilità di scelta, evitando di consolidare l’ennesimo monopolio, sarebbe una precisa responsabilità delle istituzioni e delle autorità preposte alla gestione del settore e al controllo del rispetto delle regole.

&lt;p&gt;
Proviamo, in conclusione, a stilare una breve lista degli effetti dell’operazione Alitalia sul nostro sistema: - costi per la collettività pari a circa 4 miliardi di euro, 74 euro a testa per ogni italiano; - creazione di un nuovo monopolio per le rotte interne con la rottura della concorrenza tra Air One e Alitalia; - riduzione del numero dei voli; - aumento del prezzo dei biglietti; - ridimensionamento di Malpensa.

&lt;p&gt;
Infine, con l’ingresso di Air France-Klm, abbiamo perso anche l’ultimo baluardo, vale a dire l’italianità del gruppo tanto cara a Berlusconi in campagna elettorale. Cosa resta? Al termine di questa sciagurata vicenda c’è qualcuno che intende assumersene davvero la responsabilità?&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticoveneto.org/dett_news.asp?ID=615&quot;&gt;web site - Pd Veneto&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Andrea MARTELLA: Malpensa. «Escamotage per salvare Bossi»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/12/andrea-martella/malpensa-%C2%ABescamotage-per-salvare-bossi%C2%BB-intervista/388146"></link>
  <updated>2009-01-12T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>388146</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Alcune delle cose scritte dal ministro Brunetta sul Gazzettino sono anche condivisibili, ma dimostrano che nel centrodestra non è stata fatta nessuna &quot;battaglia&quot; per Malpensa; e di fatto è un’altra stoccata alle posizioni della Lega». Andrea Martella come &quot;ministro ombra&quot; per le Infrastrutture del Pd ha seguito la vicenda Alitalia e la successiva polemica sui destini di Malpensa e Fiumicino. E il suo giudizio è drastico: «È uno scandalo nazionale».&lt;br /&gt;

 &lt;b&gt;     Dov’è lo scandalo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

      «È la logica conseguenza della scelta di ritagliare per un gruppo di imprenditori condizioni su misura grazie alle quali dividersi un po’ di utili e poi vendere tra qualche anno Cai ad Air France. Fa un affare anche Air France che entra a condizioni molto più vantaggiose di dieci mesi fa; fa un affare Air One che era indebitata ed è stata pagata due terzi di Alitalia; e fa un affare Banca Intesa che aveva il ruolo di advisor ma deteneva anche gran parte dei debiti di Air One. Quindi non è un’operazione che fa gli interessi nazionali, ma gli italiani pagano conto salatissimo: tre miliardi di debiti pregressi, dieci mesi da incubo nei viaggi, un ridimensionamento del 30% dei voli e tariffe più alte».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;      Perché dà per scontato che Air France sarà la vera padrona della nuova Alitalia?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

      «Il governo ha fatto il &quot;lavoro sporco&quot; per Air France, che con 300 milioni anziché i 2 miliardi di 10 mesi fa diventa socio di riferimento, e poi al primo aumento di capitale gli italiani se ne andranno. A quel punto l’hub sarà solo Fiumicino. Nel frattempo il costo finale per gli italiani è di 4 miliardi di euro, due volte lo stanziamento per la social card e i bonus famiglia; avrebbero potuto lasciare il 10% dell’Irpef ai Comuni. Con il risultato che a Venezia i voli Alitalia e Air One da 11 sono diventati 4 con un dimezzamento dell’occupazione».&lt;br /&gt;

 &lt;b&gt;     Ma l’emendamento salva-Malpensa che liberalizzerà i voli sullo scalo lombardo non aprirà il mercato?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

      «Ma già adesso nelle competenze del Governo c’è la possibilità di rinegoziare con Paesi stranieri l’arrivo di nuove compagnie aeree su Malpensa. Il fatto è che difficilmente nuove compagnie scenderanno su Malpensa finché opera Linate.»&lt;br /&gt;

      &lt;b&gt;La Lega però si dichiara soddisfatta.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

      «La Lega apparentemente si accontenta di un emendamento fumoso che è solo un escamotage per consentire a Bossi di salvare la faccia. Si accontenta di poco, e credo che nella Lega il mal di pancia sia grande».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;      Però la &quot;battaglia per Malpensa&quot; è stata una battaglia sulla quale la Lega ha impresso il marchio degli &quot;interessi del Nord&quot;.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

      «Ho letto quel che ha detto il ministro Zaia al Gazzettino. E mi ha confermato l’impressione che ci sia una battaglia tutta interna al centrodestra per ridimensionare il ruolo della Lega, e limitarne il peso nell’azione di governo. Lo deduco dalla vicenda Malpensa, dalla fine che hanno fatto gli emendamenti leghisti sui balzelli agli immigrati, e dalla fine che farà il federalismo che non sarà certo quello ipotizzato dalla Lega. La sparano grossa ma alla fine ottengono ben poco».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;      Ma la &quot;politica degli annunci&quot; in ogni caso sembra pagare ugualmente, almeno stando ai sondaggi.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

      «Fino a quando? Se alla prova dei fatti la Lega è sempre costretta a fare marcia indietro, quando gli elettori si accorgeranno che non risolve nulla è una politica che si trasformerà in un boomerang».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://carta.ilgazzettino.it/MostraOggetto.php?TokenOggetto=258927&amp;Data=20090112&amp;CodSigla=PG&quot;&gt;Il Gazzettino - Ario Gervasutti&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>ISIDORO GOTTARDO: Malpensa. «Dalla Lega operazione ideologica»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/12/isidoro-gottardo/malpensa-%C2%ABdalla-lega-operazione-ideologica%C2%BB-intervista/388145"></link>
  <updated>2009-01-12T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>388145</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Sacile (PN) (Lista di elezione: FI) - Deputato (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«L’intervento di Luca Zaia mi ha rafforzato nell’idea che dietro la battaglia per Malpensa c’è solo una motivazione &quot;ideologica&quot; leghista. Ma l’ideologia non risolve i problemi». Il deputato e coordinatore del Pdl in Friuli-Venezia Giulia Isidoro Gottardo vede nel caso Alitalia-Malpensa la conferma di una strategia politica dell’alleato.&lt;br /&gt;

      &lt;b&gt;Quale strategia?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

      «Quella tesa a suscitare paure e a rendere lo scenario il più conflittuale possibile, per portare la situazione su un terreno dove nessun altro può seguirli e quindi appagare una parte di elettorato».&lt;br /&gt;

   &lt;b&gt;   Ma per Malpensa la soluzione è stata trovata.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

      «E quale sarebbe, rispetto a quella che si conosceva già da anni? Il problema della Lega è che cerca di radicalizzare tutto non per risolvere i problemi ma per rassicurare gli elettori. Prendiamo ad esempio la questione dell’integrazione, una questione inevitabile che va dunque gestita: la Lega non accetta il concetto stesso di integrazione, perché comporta il riconoscimento che l’&quot;opzione zero&quot; è un’utopia. La Lega cerca le paure, il Pdl le soluzioni: ma è anche per questo siamo alleati».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;      A proposito di alleanza, Zaia ha anche detto che su Malpensa si giocava una partita politica per tutto il Nord.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

      «Zaia ha reso evidente ciò che avevamo compreso da tempo: la necessità leghista di fare identificare i suoi attorno a una battaglia. Ma mi pare un’impresa ardua, che potrà avere dei risultati dentro la Lega ma è difficile immaginare che un cittadino friulano o veneto possa innamorarsi di un lotta sbagliata».&lt;br /&gt;

     &lt;b&gt; Perché sbagliata?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

      «Per due ragioni. Voler far credere che il futuro del Nord dipenderà da Malpensa è ridicolo: è un aeroporto brutto, sorpassato, non funzionale, e soprattutto è stato ubicato pensando alla Lombardia, non al Nord Italia. Il secondo motivo, è che si tratta di una battaglia fondamentale per la Lombardia e parte del Nordovest, ma non fa gli interessi del Nordest. Che ruolo avranno Venezia e Trieste?».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;      Ma Malpensa non è un elemento dell’intero &quot;sistema Nord&quot; e come tale dovrebbe essere difeso?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

      «La Lega fa la battaglia per Malpensa, noi del Pdl riteniamo invece prioritario sbloccare i 112 miliardi di fondi disponibili ma fermi per infrastrutture vitali come l’alta velocità: è pensabile che si fermi a Venezia e non prosegua verso Est? L’interesse del Nordest è avere un buon aeroporto a Venezia che fornisca adeguati voli internazionali, e altri aeroporti come Trieste e Verona che forniscano voli verso scali fondamentali. E poi avere la terza corsia della Venezia-Trieste, la Pedemontana e soprattutto l’alta velocità verso Est. Altro che Malpensa, che poi è uno scalo da buttare».&lt;br /&gt;

   &lt;b&gt;   Addirittura?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

      «Bisognerebbe avere il coraggio di dire che Malpensa andrebbe completamente rifatto. I lombardi comincino a pensare che qualche errore lo hanno fatto, quando hanno pensato che la Lombardia era l’universo mondo e il resto era deserto».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;      Coraggio per coraggio, si poteva far fallire Alitalia...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

      «Sono d’accordo. E far nascere al suo posto una nuova società italiana libera da tutte le zavorre. Quand’era il momento, avrebbero dovuto farlo sia il precedente governo Berlusconi sia il successivo governo Prodi. Oggi invece non si poteva fare diversamente».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://carta.ilgazzettino.it/MostraOggetto.php?TokenOggetto=258926&amp;Data=20090112&amp;CodSigla=PG&quot;&gt;Il Gazzettino - Ario Gervasutti&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Antonio DE POLI: Alitalia. «Hanno creato solo un grande spot»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/12/antonio-de-poli/alitalia-%C2%ABhanno-creato-solo-un-grande-spot%C2%BB-intervista/388144"></link>
  <updated>2009-01-12T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>388144</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Carmignano di Brenta (PD) (Lista di elezione: CENTRO) - Deputato (Gruppo: UDC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Se gli italiani sapessero come funziona il sistema aeroportuale, capirebbero che su Alitalia e Malpensa si è solo creato un grande spot. Altro che battaglia per il Nord». Secondo il deputato Udc Antonio De Poli la sfida &quot;tecnica&quot; sui trasporti aerei italiani nasconde in realtà una sfida esclusivamente politica, perché in realtà Malpensa non è mai stata &quot;a rischio&quot;.&lt;br /&gt;

 &lt;b&gt;Come funziona allora questo &quot;sistema&quot;?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

      «Gli &quot;slot&quot; di cui tanto si parla sono i diritti ad atterrare e decollare in un aeroporto, e questi diritti vengono definiti sulla base di accordi bilaterali tra i governi in tutto il mondo, tranne nell’Ue e in Usa che li hanno liberalizzati cioè assegnati al miglior offerente. Perciò il famoso emendamento &quot;salva Malpensa&quot; in realtà è inutile, perché ribadisce qualcosa che c’è già e riguarda tutti gli aeroporti».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;
      Ma se la nuova Alitalia decide di non effettuare voli e non cedere ugualmente i suoi &quot;slot&quot;?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

      «Interviene Assoclearance, che li riassegna ad un’altra compagnia».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;      Anche quelli nazionali? Ad esempio, i voli tra Trieste, Venezia e Roma che la Cai non farà più?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

      «Andranno in gara al miglior offerente. È chiaro che nella scelta del destinatario una forte incidenza ce l’ha la volontà politica del Governo; insomma se Lufthansa o chi per essa vuole subentrare nei voli liberi a Malpensa, non incontrerà particolari difficoltà».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;      Allora perché tanto battagliare?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

      «Per un trofeo politico, che di tecnico non ha nulla».&lt;br /&gt;

 &lt;b&gt;     E l’interesse del Nord?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

      «La lobby lombarda ha tutto l’interesse a far rimanere a Malpensa collegamenti internazionali che potrebbero ad esempio finire a Venezia; il Nordest non ha alcun interesse a sostenere Malpensa. Ancora una volta è palese la lombardocentricità della Lega. È in corso una battaglia a colpi di annunci per il predominio tra Lega e Pdl. Ma sono solo annunci, gli esempi sono decine».&lt;br /&gt;

    &lt;b&gt;  Ne faccia uno.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

      «L’emendamento che autorizzerebbe il prelievo di gas in Alto Adriatico. C’è una legge che dice ciaramente che le competenze in materia energetica e ambientale sono delle Regioni, e c’è un’altra legge che vieta queste attività: eppure si annuncia un emendamento che non cambia assolutamente nulla, ma che fa effetto a fini elettorali. Poi quando si tratta di fare sul serio la Lega boccia ad esempio la revisione degli studi di settore attesa da migliaia di piccole e medie imprese del Veneto».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;      Ma il decreto non è &quot;blindato&quot;?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

      «È &quot;cosa loro&quot;. Ma lo sanno i veneti che la Lega ha accettato di far passare l’emendamento che autorizza Roma e solo Roma a uscire dal patto di stabilità per costruire la sua metropolitana? Significa che tutti i comuni e le province e le regioni virtuose non potranno fare nemmeno un investimento per tappare i buchi delle loro strade pur avendo le risorse, mentre Roma che ha voragini di bilancio spaventose può fare ciò che vuole».&lt;br /&gt;

   &lt;b&gt;   E chi è responsabile di questo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

      «È frutto del &quot;dare e avere&quot; tra Lega e Pdl. Giocato tutto su merci di scambio inutili o superflue come l’emendamento Malpensa, se non dannose come quello sul patto di stabilità. In compenso hanno dimenticato le famiglie, e poiché metteranno la fiducia sul decreto, non accetteranno nemmeno emendamenti migliorativi. Per fortuna l’Udc è riuscita a far passare almeno il pagamento dell’Iva da parte delle aziende solo al momento in cui incassano il dovuto...».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://carta.ilgazzettino.it/MostraOggetto.php?TokenOggetto=258928&amp;Data=20090112&amp;CodSigla=PG&quot;&gt;Il Gazzettino - Ario Gervasutti&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Pier Ferdinando CASINI: «Finti partiti come Pd e Pdl non servono è necessario creare una nuova forza»  -  INTERVISTA</title>
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  <updated>2009-01-12T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>388141</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: UDC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Noi siamo impegnati non solo a superare l’Udc, ma a creare contenitori nuovi che cancellino lo schema bipartitico, una forzatura sia a destra sia a sinistra». Pier Ferdinando Casini è appena tornato da una vacanza a Miami. Dice di aver letto solo sui giornali l’invito di Lorenzo Cesa, il segretario del suo partito, rivolto a Rutelli e Letta per un’adesione alla Costituente di centro. Un intervento a gamba tesa nei travagli del Partito democratico che Veltroni ha giudicato «ineducato». «Le battute possono essere più o meno felici, ma il ragionamento resta. Le case attuali rispondono alla crisi del sistema? Secondo noi no e mi sembra che tanti altri la pensino allo stesso modo».

 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Cominciamo dall’Alitalia. Anche lei vede l’operazione Air France come una svendita?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Direi di più, è uno spot elettorale che agli italiani costerà un sacco di soldi. Sgombrato il campo da pregiudiziali antiberlusconiane siamo di fronte a una vicenda nata male e finita peggio. Con i debiti caricati sulle spalle dei cittadini e capitani coraggiosi che tutto meritano tranne il pubblico elogio. Hanno messo su una legittima manovra imprenditoriale ma non pretendano un grazie dal Paese».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Dietro la lotta tra Fiumicino e Malpensa, tra Lega e Berlusconi, c’è qualcosa di più di un problema di hub?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 

«Ma certo. Quando si diceva che senza l’Udc il centrodestra sarebbe stato più compatto, si individuava un bersaglio di comodo. Nel Pdl non c’è omogeneità politica e il tempo renderà ancora più evidente questa situazione. Non me ne rallegro, ma è così».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Condivide la posizione di Fini sulla giustizia?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«E una posizione equilibrata, come equilibrate sono le parole di Alfano. Serve una convergenza ampia per fare una riforma. Riforma necessaria, aggiungo, se è vero che il presidente della Repubblica deve intervenire sul rapporto tra procure, se un democratico come Mancino lancia il suo grido di allarme, se interviene un giurista come Vassalli o un politico capace come Violante. Usciamo dalle polemichette su Berlusconi che potevano andare bene in passato ma non oggi. E non rimaniamo intrappolati nelle logiche giustizialiste di Di Pietro che condannano l’opposizione a una minorità permanente».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Sullo sfondo però c’è anche il contrasto tra il presidente della Camera e il premier.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Un film già visto, che conosco molto bene. Berlusconi si deve rassegnare: un presidente della Camera esprime posizioni che hanno valenza diversa da quelle del governo. Chi rappresenta un ruolo istituzionale deve farsi carico delle ragioni dell’opposizione altrimenti cade nel ridicolo. Il problema non era Casini ieri come non lo è Fini oggi».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Ma le opposizioni tutte danno l’impressione di essere irrilevanti in questa fase.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Dipende prima di tutto dai numeri del Pdl in Parlamento. Eppoi dalle nostre storie. Il centro si è candidato in alternativa a Berlusconi ma anche a Veltroni. E l’Italia dei valori preferisce contrastare l’alleato Pd piuttosto che Berlusconi. Bisogna essere onesti: oggi non c’è un’alternativa all’attuale maggioranza e questo rende più fiacca la qualità del dibattito tra centrodestra e opposizione».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;E’ ufficiale l’offerta a Rutelli, Letta e altri moderati di aderire alla Costituente di centro?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Ho letto anch’io sui giornali la dichiarazione di Cesa, non ne ero informato. Ma al netto delle battute, il ragionamento mi sembra chiaro: gli assetti politici attuali, questo bipartitismo forzoso rispondono a una scelta definitiva o no? Io penso di no, non è uno schema utile all’Italia e su questo siamo convinti serva una riflessione serena e seria. Non significa io vengo da te e tu vieni da me, la battuta può essere equivocata, ma la sostanza politica rimane lì come un macigno».&lt;br /&gt;


 
&lt;b&gt;
Avete offerto a Letta la leadership di questo centro?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


 

«Noi non offriamo niente perché rispettiamo tutti. Lavoriamo al superamento dell’Udc e alla creazione di una novità politica. Se questa proposta viene interpretata come un invito a uscire dai partiti d’origine è giusto respingerla al mittente. Ma la domanda è: queste case sono adeguate a rispondere ai problemi del Paese? Se tanti dicono di no qualche ragione ci sarà».&lt;br /&gt;


 
&lt;b&gt;
Quindi superare l’Udc, ma superare anche il Pd.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Questo assetto, per stare in piedi, per puntellarsi ha bisogno di abolire le preferenze, celebrare finti congressi, organizzare finti partiti che o si riducono alla firma dal notaio o a registrare riunioni interne e riservate come nel caso Iervolino.&lt;br /&gt;


 Beh, noi crediamo che questo non serva al futuro del Paese. Dobbiamo ricostruire un rapporto diverso tra i cittadini e la politica, che non sia autoreferenziale com’è ora. Altrimenti non ci meravigliamo se, basta guardare all’Abruzzo, va a votare il 50 per cento degli aventi diritto».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Questo chimerico Centro con chi si allea, destra o sinistra?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Il punto è un altro. Siamo impegnati a smantellare quello che c’è, a far emergere le contraddizioni che esplodono a destra come a sinistra. L’Udc è stato eroico alle elezioni ma oggi sopravvive perché ha una prospettiva politica. Non lavoriamo con lo spirito egoistico di chi cerca di allargare il proprio partito ma con l’idea di andare avanti per fare una cosa nuova che serva all’Italia».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Prima o dopo le Europee?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Non è un problema di orologi. L’operazione che abbiamo in testa non ha niente di tattico, nessuno ci corre dietro. Chi ha fretta vada con Berlusconi o si accomodi dove vuole. Con Rutelli e Letta, non è un segreto, registriamo maggiori affinità. Però fanno benissimo a lavorare nel Pd, di cui sono fondatori, perché prevalgano le loro posizioni».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Veltroni considera «ineducata» l’ingerenza nelle vicende interne di un altro partito. Effettivamente maramaldeggiare con il Pd in difficoltà non è carino.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Non era intenzione di nessuno, tantomeno di Cesa, essere poco educato. Veltroni sa quanto rispetto e collaborazione, pur avendo storie e percorsi diversi, ha avuto da noi. Le battute possono essere più o meno riuscite, ma consiglio a Walter di non drammatizzare. Se i tre quarti del suo partito, sulla vicenda Rai, avesse avuto la correttezza dell’Udc oggi forse non rischieremmo di essere nel grottesco». &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=KF588&quot;&gt;La Repubblica - Goffredo De Marchis&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Silvio BERLUSCONI: Non credo che ci siano più i tempi per l’inserimento di Lufthansa in una trattativa che è molto avanzata fra Alitalia e Air France</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/11/silvio-berlusconi/non-credo-che-ci-siano-pi%C3%B9-i-tempi-per-l%E2%80%99inserimento-di-lufthansa-in-una-trattativa-che-%C3%A8-molto-avanzata-fra-alitalia-e-air-france/387831"></link>
  <updated>2009-01-11T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>387831</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Pres. del Consiglio   (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;«Air France - sostiene il Cavaliere - ha approvato un accordo che è molto vantaggioso per Alitalia, mentre Lufthansa non ha mai avanzato proposte concrete». Anche l’ultima lettera inviata al presidente di Cai-Alitalia, Roberto Colaninno, ha sottolineato, «parlava di un generico interesse al mercato italiano, ma non c’era nessuna proposta concreta che potesse essere messa sul tavolo».

&lt;p&gt;
Il presidente del Consiglio, però, ha rassicurato il fronte del Nord: «Questo non significa che venga abbandonata Malpensa come hub, perchè c’è tutta la convenienza di usare lo scalo per la nuova Alitalia con tutti i voli possibili». Inoltre, ha proseguito Berlusconi, «c’è l’emendamento approvato che prevede che gli slot che Alitalia non dovesse utilizzare saranno oggetto di trattative bilaterali».&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/200901articoli/39946girata.asp&quot;&gt;la stampa&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Umberto BOSSI: Alitalia: E' una stupidaggine fare l'accordo con i francesi che chiudono Malpensa e portano i turisti a Parigi</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/07/umberto-bossi/alitalia-e-una-stupidaggine-fare-laccordo-con-i-francesi-che-chiudono-malpensa-e-portano-i-turisti-a-parigi/386864"></link>
  <updated>2009-01-07T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>386864</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Lega) -  Ministro  Riforme per il Federalismo (Partito: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Da una parte i vertici Cai che, dopo il faccia a faccia con Silvio Berlusconi fanno sapere di &quot;aver spiegato le ragioni della preferenza di un'alleanza con Air France e dal governo non vi sono state controindicazioni&quot;. Dall'altra Umberto Bossi che, incurante dell'irritazione con cui Berlusconi ha commentato il fuoco di sbarramento leghista, tuona: &quot;Il discorso è ancora aperto. E' una stupidaggine fare l'accordo con i francesi che chiudono Malpensa e portano i turisti a Parigi&quot;. Il premier incassa e annuncia: &quot;Lufthansa non ha mai presentato un'offerta, con Bossi la situazione è chiara&quot;. Ma il Senatur insiste: &quot;Non c'è Lufthansa? Ci sono le rotte&quot;.

&lt;p&gt;
Ad una settimana dal via della nuova compagnia, sono momenti decisivi per la scelta del partner straniero della Cai. Con la Lega che insiste per Lufthansa e la società che, con il sostanziale via libera del governo, sembra aver imboccato la strada francese.

&lt;p&gt;
Oggi a palazzo Grazioli Berlusconi ha visto sia il presidente di Cai Roberto Colaninno che l'amministratore delegato Rocco Sabelli. Una riunione che si sarebbe svolta in un clima di &quot;piena sintonia&quot;. Domani, invece, è previsto un pranzo con gli stessi vertici Cai, Berlusconi, Bossi e il sindaco di Milano, Letizia Moratti. E non è difficile prevedere che i nodi verranno al pettine.

&lt;p&gt;
Un appuntamento che il Senatur fa precedere da un secco monito: &quot;Noi chiederemo con forza gli slot. Non possiamo mica chiudere Malpensa per fare un favore alla Cai. Il governo ha in mano gli slot, li puo' lasciare a Malpensa&quot;. Ed è proprio la liberalizzazione degli slot del grande aeroporto lombardo la via che potrebbe portare all'accordo in seno alla maggioranza. Non a caso Berlusconi annuncia: &quot;L'Enac ha sempre concesso slot a tutti&quot;. Ma Bossi non molla: &quot;'La partita e' ancora aperta. Bisogna sempre smantellare le balle che raccontano gli altri&quot;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/economia/alitalia-38/nulla-osta/nulla-osta.html&quot;&gt;repubblica.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>SERGIO CHIAMPARINO: Alitalia. «Una porcheria: il rimedio viene dal mercato»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/07/sergio-chiamparino/alitalia-%C2%ABuna-porcheria-il-rimedio-viene-dal-mercato%C2%BB-intervista/384933"></link>
  <updated>2009-01-07T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>384933</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Torino (TO) (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
L’unica soluzione dopo «questa porcheria fatta fin dall’inizio», è reimmettere «un po’ di mercato laddove è stato tolto». Ovvero: liberalizzare le rotte. «Farebbe bene a tutti i cittadini italiani, e anche alla rete degli aeroporti del Nord». La pensa così Sergio Chiamparino, sindaco di Torino e esponente del governo ombra del Pd. Lui a via Bellerio non c’era (altri esponenti di enti locali sì).&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Avrebbe voluto esserci?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Non mi hanno invitato. Anche lo avessero fatto, non mi sarei presentato. Vado solo nei luoghi istituzionali, cioè a Palazzo Chigi.


Palazzo Grazioni?

Lì men che meno.&lt;br /&gt;



&lt;b&gt;La Lega torna a vestire i panni del partito di lotta.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Alla Lega andrebbe ricordato che è stata lei ad appoggiare una delle peggiori operazioni di politica industriale che la storia ricordi. I cittadini costretti ad accollarsi i debiti non solo di Alitalia, ma anche di Air One. In più, una ventina di imprenditori che sicuramente non usciranno a mani vuote: se Air France subentrerà si faranno pagare bene. E alla fine si è tornati ai francesi, proprio quelli che il premier indicava come i nostri peggiori competitori. Diceva: ci porteranno via i turisti. Ora verrebbe da chiedere: e i turisti?.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Lei ci crede alla storia dei turisti sottratti dalla linea aerea?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Ma vogliamo scherzare? I turisti non vengono in Italia perché l’offerta è scadente, non certo per via degli aerei.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Lei dunque chiede che decida il mercato?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

La politica deve certamente intervenire in questioni come queste. Ma un conto è farlo per accompagnare o influenzare tendenze del mercato, altro conto è assumere atteggiamenti così campanilistici, senza una visione d’insieme, come quelli che si stanno vedendo.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Oggi si chiede la liberalizzazione, ma è stato appena introdotto un monopolio, quello tra Roma e Milano.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Sì, e questo la dice lunga anche sul coraggio degli imprenditori. Con la situazione attuale i cittadini italiani pagheranno di più il servizio. Tutti: quelli del nord, del centro e del sud. Ecco perché serve liberalizzare.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Al nord vogliono Malpensa.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

I cittadini vogliono un servizio che funzioni. Che sia a Malpensa o altrove. D’altronde Milano non può pretendere di avere tre aeroporti internazionali. Inoltre leggo che Lufthansa sta già sviluppando molto Vienna per il traffico verso est. Non credo che abbia ancora risorse per sviluppare un altro hub vicino. Che si aprano gli slot, e ognuno competa per quel che sa fare. Questo consente a ognuno di giocare le proprie carte, al di fuori di schemi localistici. Non ripetiamo gli errori del passato, che ci hanno portato alla situazione attuale, così dispersiva, proprio perché si è seguita una logica di politica localistica.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Come prevede finirà l’incontro Berlusconi-Bossi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Con un comunicato-camomilla. Se vuole le anticipo il testo: non permetteremo ai francesi di abbandonare il nord, faremo di tutto per salvare Malpensa, e bla, bla, bla...&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Alla fine di questa partita, si arriverà alla liberalizzazione?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Prevedo di no, sono pessimista. Il fatto è che questo governo non ha mai lavorato per il mercato. Non comincerà a farlo ora.
&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=KDKII&quot;&gt;l'Unità - Bianca Di Giovanni&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>LETIZIA MORATTI: Alitalia: Fronte del Nord piu' combattivo che mai</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/06/letizia-moratti/alitalia-fronte-del-nord-piu-combattivo-che-mai/383836"></link>
  <updated>2009-01-06T00:00:00Z</updated>
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  <id>383836</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Milano (MI) (Partito: CEN-DES(LS.CIVICHE)) - Consigliere  Consiglio Comunale Milano (MI)&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La Parnership Cai-Lufthansa è ancora possibile, ed è la soluzione migliore &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il fronte del Nord non si è rassegnato e anzi è &quot;più combattivo che mai&quot;. Parola del sindaco di Milano, Letizia Moratti, che in un'intervista a 'La Padania' sposa a pieno la linea leghista in difesa di Malpensa. &quot;Personalmente - aggiunge - credo che sia possibile la partnership Lufthansa-Cai. Anzi, ritengo che sia la soluzione più realistica&quot; perché la compagnia tedesca &quot;è l'unica in grado di garantire lo sviluppo e la competitività del Paese&quot;. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.apcom.net/newspolitica/20090106_101701_59a07e1_53633.html&quot;&gt;Apcom&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giovanni ALEMANNO: Alitalia: Gli amici lombardi stanno commettendo grave errore</title>
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  <updated>2009-01-06T00:00:00Z</updated>
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  <id>383834</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Roma (RM) (Partito: PdL) - Consigliere  Consiglio Comunale Roma (RM) (Lista di elezione: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Sbagliato fare pressioni politiche su Cai per la scelta partner&quot; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nuova puntata dello scontro trasversale Roma-Milano per Malpensa e la scelta del partner internazionale. &quot;Credo che gli amici della Lombardia stiano commettendo un grave errore. È sbagliato cercare di fare queste pressioni politiche sulla Cai per la scelta del partner internazionale&quot;. Lo afferma il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, sottolineando che &quot;non c'è nessun automatismo tra la scelta del partner internazionale e la valorizzazione degli hub della compagnia&quot; e che &quot;minacciare la liberalizzazione della rotta Roma-Milano può valere in un senso come nell'altro e, quindi, è un'arma che, anche noi da Roma, se costretti, possiamo facilmente brandire&quot;. Terzo - aggiunge il sindaco - perché si può puntare su una complementarietà fra Fiumicino e Malpensa evitando questo inutile braccio di ferro. Tutto ciò premesso, deve essere chiaro che da Roma non ci faremo spaventare da nessuna intimidazione politica - garantisce Alemanno - e faremo valere tutte le naturali priorità che valorizzano lo scalo di Fiumicino. Ho già detto e ripetuto una cosa evidente: in nessuna parte d'Europa, la Capitale nazionale non è anche l'hub principale della compagnia di bandiera&quot;. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.apcom.net/newspolitica/20090106_202600_5b18395_53661.html&quot;&gt;Apcom&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Roberto FORMIGONI: Cai sbaglierebbe a scegliere Air France</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/06/roberto-formigoni/cai-sbaglierebbe-a-scegliere-air-france/383823"></link>
  <updated>2009-01-06T00:00:00Z</updated>
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  <id>383823</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Lombardia (Partito: PdL) - Consigliere Regione Lombardia (Lista di elezione: FI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;«Difenderemo i nostri aeroporti, perché sono un elemento essenziale di lavoro e di sviluppo. Cai sbaglierebbe a scegliere Air France che la costringe ad abbandonare l’area più importante e produttiva del Paese e quindi e ridursi ad una piccola compagnia».&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=318821&quot;&gt;il Giornale&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Sergio Michele Piffari: Il governo Berlusconi ha anteposto gli interessi di pochi a quelli della collettività, 'regalando' Alitalia ad un gruppo di imprenditori,</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/05/sergio-michele-piffari/il-governo-berlusconi-ha-anteposto-gli-interessi-di-pochi-a-quelli-della-collettivit%C3%A0-regalando-alitalia-ad-un-gruppo-di-imprenditori/383828"></link>
  <updated>2009-01-05T00:00:00Z</updated>
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  <id>383828</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) - Consigliere Provincia Bergamo (Lista di elezione: DL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Giovedì 8 gennaio è prevista anche la mobilitazione dell'Italia dei Valori della Lombardia. &quot;Noi di Italia dei Valori - scrive il coordinatore lombardo, Sergio Piffari - abbiamo sempre fatto la nostra parte per difendere gli interessi dei lavoratori di Malpensa e, più in generale, per favorire la piena liberalizzazione del mercato del settore. Di contro, ancora una volta, il governo Berlusconi ha anteposto gli interessi di pochi a quelli della collettività, 'regalando' Alitalia ad un gruppo di imprenditori, accollando però i debiti della compagnia di bandiera ai cittadini&quot;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://notizie.alice.it/notizie/cronaca/2009/01_gennaio/05/malpensa_mercoledi_manifestazione_di_cassintegrati_e_sindacati,17449904.html&quot;&gt;alice&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Roberto CALDEROLI: O la scelta di Cai cade su Lufthansa oppure occorre liberalizzare gli slot di Malpensa</title>
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  <updated>2009-01-05T00:00:00Z</updated>
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  <id>383824</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: Lega) -  Ministro  Semplificazione Normativa (Partito: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Questa in sintesi la proposta che e' uscita oggi dal vertice di via Bellerio della Lega, al quale ha preso parte anche il sindaco di Milano Letizia Moratti e il presidente della Sea Giuseppe Bonomi per salvare Malpensa. Al termine e' lo stesso Ministro per la semplificazione Roberto Calderoli che ha spiegato come la &quot;Lega abbia sempre avuto idee molto chiare sostenendo che in questo momento il partner ideale per Cai sia Lufthansa&quot;. Secondo Calderoli la compagnia di bandiera tedesca &quot;e' in grado di garantire da una parte servizi di livello e dall'altra l'occupazione ma soprattutto i due hub Malpensa e Fiumicino. Riteniamo questa sia la soluzione ideale, diversamente - ha sottolineato Calderoli - la risposta del governo non puo' che essere la liberalizzazione del traffico con esito immediato&quot;. Calderoli ha poi spiegato come questa posizione sia gia' stata rappresentata prima di Natale al premier Berlusconi, posizione che &quot;e' stata ampiamente condivisa anche pubblicamente dallo stesso Presidente del consiglio&quot;. Calderoli ha poi spiegato come la trattativa &quot;probabilmente sia ancora in corso&quot; e come forse &quot;ci sia stato un intervento correttivo di Air France di avvicinarsi alla proposta di Lufthansa. A questo punto credo che le offerte siano libere ma soprattutto che siano libere anche le scelte ma e' chiaro- ha concluso - che il governo rispetto a Cai puo' dare un indirizzo ma non assumere decisioni&quot;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://iltempo.ilsole24ore.com/adnkronos/?q=YToxOntzOjEyOiJ4bWxfZmlsZW5hbWUiO3M6MjE6IkFETjIwMDkwMTA1MjAwODE4LnhtbCI7fQ==&quot;&gt;Il Tempo&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>LETIZIA MORATTI: Il Governo scelga Lufthansa come partner di Alitalia</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/04/letizia-moratti/il-governo-scelga-lufthansa-come-partner-di-alitalia/383822"></link>
  <updated>2009-01-04T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Milano (MI) (Partito: CEN-DES(LS.CIVICHE)) - Consigliere  Consiglio Comunale Milano (MI)&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Lufthansa sarebbe la scelta migliore per garantire lo sviluppo del sistema trasporti italiano&quot;. Non ha dubbi il sindaco di Milano Letizia Moratti che, in un'intervista al Corriere della Sera, lancia un appello al governo affinche' &quot;le scelte strategiche per il Paese&quot; non siano &quot;lasciate nelle mani degli imprenditori&quot;. Lufthansa meglio di Air France, dunque, essenzialmente per due motivi. Intanto la compagnia tedesca &quot;ha un modello di business basato sul multi-hub&quot;, che garantirebbe lo sviluppo sia di Fiumicino che di Malpensa, &quot;due hub complementari, entrambi importanti per l'economia del paese&quot;. Air France, invece, &quot;ha un modello mono-hub che centralizzerebbe tutto su Parigi&quot;. E poi perche' &quot;la nuova Alitalia e' piu' piccola della vecchia Alitalia e quindi ha bisogno di un partner internazionale forte, per poter avere un numero importante di collegamenti internazionali diretti, consentendo costi inferiori di trasporto per i passeggeri e maggiore competitivita' per le merci e le imprese. Con Lufthansa c'e' Star Alliance che ha 17 vettori, mentre Sky Team ne ha 7&quot;. &quot;Faccio un appello al governo perche' qui si tratta di scelte strategiche per tutta Italia - prosegue la Moratti - &lt;b&gt;Il governo deve intervenire perche' la strategia del trasporto italiano non puo' essere lasciata al mondo imprenditoriale&lt;/b&gt; pur con tutte le decisioni legittime che il mondo imprenditoriale deve prendere&quot;. E non c'e' da perder tempo perche' &quot;dal 13 gennaio si blocchera' il traffico merci di Malpensa dove passa il 50 per cento delle merci italiane. Con relativa messa in mobilita' del personale. Sara' una crisi piu' grave dell'Alfa di Arese&quot;.
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://finanza.repubblica.it/News_Dettaglio.aspx?del=20090104&amp;fonte=AGI&amp;codnews=278631&quot;&gt;repubblica.it&lt;/a&gt;</summary>
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