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  <title>Openpolis - Argomento: Comunità Europea</title>
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  <updated>2008-11-21T00:00:00Z</updated>
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  <title>Rodolfo Giuliano VIOLA: Proposte di fronte alla crisi economica</title>
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  <updated>2008-11-21T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>382198</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Ceggia (VE) (Lista di elezione: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Assessore  Comune Ceggia (VE) (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Lo spirito con il quale è stata fatta questa proposta è quello che tutti debbono concorrere a dare un contributo per affrontare questo difficilissimo momento e far prevalere l’interesse generale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


Gli obiettivi che si è posto il PD sono i seguenti:&lt;br /&gt;

• dare sollievo alle famiglie che oggi sono i soggetti maggiormente in difficoltà;&lt;br /&gt;

• favorire il ricorso al credito delle piccole e medie imprese, le più esposte alla crisi del momento;&lt;br /&gt;

• permettere quindi alle famiglie da un lato, e alle imprese dall’altro, di aver più risorse per far ripartire i consumi e per sviluppare progetti di investimento e di innovazione per reggere alla sfida globale&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Come nel concreto?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


Coordinando le politiche economiche per fronteggiare la crisi a livello comunitario, per sostenere il potere d'acquisto delle famiglie e la crescita, come è già stato fatto al Consiglio Ecofin del 7 ottobre che ha stabilito l'applicazione del patto di stabilità in modo più flessibile rispetto alle attuali circostanze.

&lt;p&gt;
Coordinando le politiche di bilancio di riduzione delle imposte, che darebbe un immediato sostegno alla domanda interna e alla crescita con effetti significativi, considerato l’elevato livello di interscambi commerciali tra i paesi della comunità.

&lt;p&gt;
Riducendo la pressione fiscale nel nostro paese soprattutto sui redditi da lavoro e da pensione medio-bassi, cioè quelli che più subiscono il peso della recessione, mediante l’innalzamento delle detrazioni fiscali per un importo medio di 400 euro annui; qualora la detrazione sia superiore all'imposta dovuta, verrà riconosciuto un credito d’imposta per la parte eccedente nell’anno successivo.

&lt;p&gt;
Riconoscendo la detrazione già nel 2008, attraverso la corresponsione dello sgravio in un'unica soluzione in corrispondenza del pagamento della 13a mensilità.

&lt;p&gt;
Estendendo i sistemi di protezione sociale, anche soltanto in forma transitoria e straordinaria, a sostegno delle persone che perdono il lavoro.

&lt;p&gt;
Il Governo ha bocciato la nostra proposta respingendo l’idea di una politica condivisa di fronte alla crisi e proponendo in alternativa un ipotetico piano da 80 miliardi di euro dei quali non vi è traccia nel bilancio appena approvato.

&lt;p&gt;
Le proposte del Governo, ancora da verificare nel dettaglio, non inciderebbero comunque in maniera strutturale sulle cause della crisi: si pensi ad esempio al rinvio del pagamento dell’acconto IRPEF di novembre, che darebbe solo un sollievo temporaneo alle difficoltà delle famiglie, che dovrebbero comunque pagare l’intero importo in una fase successiva.

&lt;p&gt;
Siamo di fronte ad un impegno straordinario rispetto al quale nessuno può rinchiudersi negli ambiti ristretti del suo tornaconto politico: noi lo facciamo con proposte concrete e verificabili sapendo che solo un grande sforzo comune può farci uscire da questo difficile momento.

&lt;p&gt;
Il Governo faccia le sue proposte: se saranno dalla parte di tutti i cittadini e non di pochi, noi non mancheremo di far avere il nostro sostegno.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticoveneto.org/dett_news.asp?ID=522&quot;&gt;official web site - Partito Democratico Veneto&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Romano PRODI: Europa: non c'è solo un passato.</title>
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  <updated>2008-06-19T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>357536</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Lezione inaugurale all'Università Internazionale Menendéz Pelayo di Santander&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Giovedì 19 Giugno 2008&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mi fa molto piacere essere qui con voi oggi per l’inaugurazione dell’anno accademico 2008 di questa prestigiosa Università internazionale che raccoglie nel corpo accademico eccellenti accademici e professionisti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vorrei poi portare un saluto e un ringraziamento particolare al Ministro Cristina Garmendia Mendizabal, vero e proprio pilastro prima di scienza e imprenditorialità e ora in prima linea per vincere la sfida della conoscenza in Spagna e in Europa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Abbiamo ancora tutti in testa quello che è successo esattamente una settimana fa, in Irlanda. La reazione immediata, quasi spontanea, è quella di dire che l’Europa delle istituzioni sembra non riuscire a venire fuori dalla crisi, che le risposte istituzionali non interessano i cittadini, non sono comprese dagli elettori, sono lontane dalle vere preoccupazioni degli europei. Che occorre quindi concentrarsi ........ - continua - &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.romanoprodi.it/cgi-bin/adon.cgi?act=doc&amp;sid=74&amp;doc=2196&quot;&gt;Sito web - Romano Prodi&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Romano PRODI: L'Europa deve andare avanti.</title>
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  <updated>2008-06-17T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>357535</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Non può l'1% dei cittadini bloccare il restante 99.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


«Il discorso dell'unanimità non può reggere l'Europa. Non è possibile pensare che l'1% dei cittadini possa bloccare il progresso dell'altro 99%».&lt;br /&gt;

E’ ancora una volta Bologna, la sua città a fare da sfondo ad un intervento del Professore. Di ritorno da alcuni viaggi all’estero il Presidente parla in occasione della presentazione del libro “La mia visione dei fatti” , incentrato sulla sua esperienza come presidente della Commissione Europea che vide lo storico allargamento a est dell’Unione e la firma della Costituzione poi diventata Trattato di Lisbona nel 2007.&lt;br /&gt;

E proprio dopo il nuovo stop al processo di costruzione dell’Europa comune all’indomani della vittoria dei No al referendum irlandese che Prodi si sofferma a scandire il suo pensiero sul prossimo, incerto, futuro del vecchio continente.&lt;br /&gt;

«Bisogna che tutti gli altri Paesi ratifichino in fretta per dimostrare che l'Europa va avanti. &lt;br /&gt;

Bisogna ripensare complessivamente al rilancio della politica europea. E' un vero peccato che questo trattato che correggeva solo pochi aspetti dell'unanimità non possa andare avanti, perché era un passo nella direzione giusta».
E allora senza lottare contro i mulini a vento secondo il Presidente ora, «Bisogna accettare che dei Paesi che vogliono fare di più lo possano fare, come e' successo per l'Euro. Con la regola che la porta deve essere sempre aperta per chi poi vuole entrare».&lt;br /&gt;

Quindi si passa al monito ben preciso: «L'Europa è sempre stata fatta di pazienza, ma siamo arrivati a una situazione in cui bisogna decidere: 'volete l'Europa o non la volete?'. Prima o poi questo dilemma salta fuori».&lt;br /&gt;

Secondo Prodi, la costituzione avrebbe dovuto contenere una clausola di ritiro, o comunque di 'partecipazione minore'. «Sia io che Giscard D'Estaing lo sostenevamo - ha detto - si doveva lavorare su questo, non lo si e' fatto: e' un problema che rimane sul tavolo». &lt;br /&gt;


 
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.romanoprodi.it/cgi-bin/adon.cgi?act=doc&amp;sid=74&amp;doc=2193&quot;&gt;web site - Romano Prodi&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIOVANNI PACE: Nessun risarcimento dall’Europa per gli incendi in Abruzzo</title>
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  <updated>2008-04-24T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Abruzzo (Lista di elezione: CEN-DES(LS.CIVICHE)) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Dalla Comunità Europea, che ha istituito il Fondo di solidarietà nel 2002, non arriveranno i rimborsi per i danni subiti dagli incendi che hanno devastato gran parte dell’Abruzzo la scorsa estate
I requisiti per accedere a tale fondo c’erano tutti – ha aggiunto il consigliere – però il finanziamento arriva solo se si rispettano le regole dell’Europa
La nostra Regione si è dimostrata pigra, disattenta – tant’è che il Dipartimento, non avendo ricevuto risposta, ha rinnovato l’invito, in data 18 settembre, elencando nuovamente i criteri di accesso al Fondo, e avvisando che il termine ultimo di presentazione delle domande era di 10 settimane dal verificarsi del primo danno». &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.primadanoi.it/modules/bdnews/article.php?storyid=14952&quot;&gt;primadaNoi.it&lt;/a&gt;</summary>
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