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  <title>Openpolis - Argomento: privatizzazioni</title>
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  <updated>2012-03-07T00:00:00Z</updated>
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  <title>David-Maria SASSOLI: Tirrenia: eurodeputati Pd, fare chiarezza su privatizzazione</title>
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  <updated>2012-03-07T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>625579</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Bisogna al più presto fare chiarezza su tutta la procedura di privatizzazione di Tirrenia per scongiurarne il blocco. Le conseguenze sarebbero gravissime''.
&lt;p&gt; Quello l'allarme lanciato oggi dagli eurodeputati del Pd &lt;b&gt;David Sassoli&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Andrea Cozzolino&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Sergio Cofferati&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Debora Serracchiani&lt;/b&gt; che hanno presentato alla Commissione europea un'interrogazione sulla vicenda Tirrenia.
&lt;p&gt;

''Occorre sapere - scrivono - se la vendita alla Compagnia Italiana di Navigazione è compatibile con le normative comunitarie in materia di tutela della concorrenza e, in caso negativo, apportare tutti i correttivi necessari a concludere una trattativa che si trascina da troppo tempo. Dopo le parole del ministro Passera - si legge in una nota - è più forte la preoccupazione di una bocciatura da parte dell'Unione Europea della procedura di vendita. Immediate e pesanti sarebbero le ricadute in termini occupazionali, per quanti lavorano alle dipendenze della Tirrenia Navigazione, e sociali, per quanti usufruiscono di un fondamentale servizio di collegamento terraferma/isole. Tutto questo si può scongiurare soltanto se si ha contezza dei problemi e si interviene subito'', concludono gli eurodeputati. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/voceeurodeputati/2012/03/07/visualizza_new.html_129072303.html&quot;&gt;Ansa&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Andrea RONCHI: «Serve la riforma dell’acqua. E Monti lo sa»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/01/20/andrea-ronchi/%C2%ABserve-la-riforma-dell%E2%80%99acqua-e-monti-lo-sa%C2%BB-intervista/623400"></link>
  <updated>2012-01-20T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>623400</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Onorevole Andrea Ronchi, il governo annuncia che è scoccata l’ora delle liberalizzazioni. Lei ci crede?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Parleranno i fatti. Per ora la grande offensiva rischia di assumere la forma di una semplice una deregolamentazione ai danni di categorie di operatori che non godono di particolari coperture sindacali. Davvero vogliamo credere che per migliorare le condizioni generali del mercato e stimolare la ripresa economica bisogna colpire tassisti, edicolanti e farmacisti?».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Teme che tutto si risolva in un grande bluff?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Il timore c’è. Monti e Passera si trovano di fronte a un test di credibilità. Possono rompere i monopoli oppure fare il compitino sulle orme di Bersani che a suo tempo non sfiorò neppure i grandi centri di potere ma si concentrò su panificatori e parrucchieri. Ebbene questa seconda ipotesi per il centrodestra sarebbe inaccettabile».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Lei da cosa inizierebbe?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«È fin troppo facile rispondere. Il governo sa perfettamente quali sono i settori davvero chiusi, quelli in mano ai soliti noti. Bisogna colpire i potentati dei servizi pubblici locali, trasporti, energia, rifiuti. E anche i servizi idrici. Una miriade di società che opera con affidamenti tutt’altro che trasparenti sotto la guida di manager diretta emanazione della politica locale».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ha nostalgia della «sua» legge?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Per la prima volta dopo anni di tentativi falliti io e il ministro Fitto eravamo riusciti a fare approvare in via definitiva una legge che avrebbe colpito una casta di intoccabili, introducendo un banale principio di trasparenza: l’obbligatorietà delle gare. Un provvedimento affossato dalla grande balla referendaria della privatizzazione dell’acqua».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Non teme che l’accusino di voler tradire la volontà popolare?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Io credo sia necessaria una operazione serietà. Scriviamo a caratteri cubitali: l’acqua è pubblica. Ma non ci nascondiamo dietro un assurdo giuridico. I risultati del referendum sono già stati smentiti da Vendola che ha detto testualmente che il sistema tariffario non può essere cambiato “altrimenti si rischia di precipitare nei burroni della demagogia”. Inoltre in questi mesi in quasi tutta Italia le tariffe dell’acqua pubblica sono aumentate. Senza contare una rete di distribuzione ormai obsoleta. Un intervento non è più rinviabile».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
È sicuro che su una riforma di questo tipo si possa formare una maggioranza in Parlamento?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Bersani ha cavalcato il referendum in chiave antiberlusconiana ma sa perfettamente che l’acqua è un bene inalienabile e lui stesso ha invocato - prima che fossimo noi a occuparcene - il ricorso alle gare e l’apertura di questo settore. Non dimentichiamoci che il primo organico tentativo di dare alle public utilities una regolamentazione moderna è del ’99 e porta la firma di Giorgio Napolitano e Adriana Vigneri. Insomma questi grandi riformatori, se davvero ci sono, è arrivato il momento che battano un colpo».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=19MXHD&quot;&gt;Il Giornale - Fabrizio De Feo&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Luigi de MAGISTRIS: Benecomunismo per la rivoluzione  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2012-01-14T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>624068</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Napoli (NA) (Partito: IdV) - Consigliere  Consiglio Comunale Napoli (NA) (Lista di elezione: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Mentre Monti privatizza e liberalizza, a Napoli si va in direzione contraria e la sfida alla valorizzazione dei beni comuni è diventata il fiore all'occhiello della rivoluzione arancione. Ostinatamente Luigi De Magistris rivilitalizza le partecipate del comune: acqua, trasporto e rifiuti. Ieri, con una delibera, Palazzo San Giacomo ha perfino istituito il laboratorio Napoli che con le Assise del popolo è il primo esperimento in Europa di messa su carta della democrazia partecipata, mentre dopo aver aperto un registro per le coppie di fatto e quelle Gltb, ha visto la luce, sempre all'anagrafe del comune, anche quello dedicato al testamento biologico.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Sindaco, continuando cosi Napoli si candida a diventare la San Marino dei benecomunisti…&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;«Scherzi a parte, è un fatto che le nostre scelte avvicinando i cittadini alla politica fanno paura a molti. Noi siamo il contrario dell’antipolitica e lo stiamo dimostrando giorno per giorno. Quello che verrà deciso nelle assemblee del popolo dovrà essere preso in considerazione da questa amministrazione, in un confronto faticoso, ma necessario per gettare le basi della democrazia partecipata. E l’inizio di un esperimento unico, dove l’assemblearismo non sarà più uno sfogatoio, ma un momento di crescita e critica costruttiva, contribuendo alle scelte dell’amministrazione» 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Uno del suoi “beni comuni” preferiti pare sia l’acqua. Ma con il decreto Monti sulle liberalizzazioni e in particolare con il comma 20, che di fatto vieta agli enti locali di gestire i servizi idrici, che fine farà la sua Abc?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «L’azienda speciale Acqua Bene Comune non farà una brutta fine, noi non lo permetteremo. Siamo stati la prima amministrazione a dare concretezza al referendum con una rivoluzione che ha riportato il controllo delle risorse e della gestione in mano pubblica, non consentiremo nessun colpo di mano» 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Con il paravento della crisi economica però Monti ha praticamente commissariato l’Italia, è un dato di fatto che a suon di decreti stia cercando di cancellare le consultazioni popolari di giugno…&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «È giuridicamente illegittimo e politicamente inaccettabile. Confesso di essere preoccupato, ma anche deciso a contrastare ogni tentativo di privatizzare i beni comuni che sono fondamentali per i diritti universali. Su questo faremo una battaglia nazionale insieme a tutte le amministrazioni e naturalmente con il comune di Napoli in testa» 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Negli ultimi 15 anni tutti i governi che si sono succeduti hanno insistito per privatizzare. Secondo lei è possibile che questo accanimento possa essere legato ai futuri assetti globali che vedono nell’acqua una risorsa paragonabile al petrolio a livello di speculazioni sul mercato?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Ci sono interessi economico-affaristici locali e quelli di tipo predatorio delle grandi multinazionali che pure sono interessate alle reti idriche dei comuni, rappresentando queste, tanti mattoni di un’unica casa. Qui noi stiamo ponendo ostacoli decisivi alle mire neoliberiste, ed è chiaro che rappresentiamo un’anomalia in un processo politico molto interessante che non solo si oppone alle privatizzazioni, ma si impegna anche nella valorizzazione dei beni della comunità offrendo un modello amministrativo che coinvolge la cittadinanza» 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;E sulle altre liberalizzazioni? L’altro giorno si è schierato dalla parte del tassisti…&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Sì perché guardo la loro protesta da un punto di vista cittadino e in un momento di crisi economica così duro non credo che abbiamo bisogno di nuove tensioni sociali. A Napoli per esempio c’è una necessità di un dialogo con questa categoria per stabilizzare il nuovo modello di mobilità urbana. Il manifesto è uno dei pochi medium a sostenere la campagna sui beni comuni. Per molti, pubblico è sinonimo di inefficienza e fonte di sprechi. Stiamo cercando di ribaltare questo concetto e perciò abbiamo puntato sulla totale gestione pubblica del ciclo dei rifiuti, dei trasporti, nonché dell’acqua. Abbiamo ridotto gli sprechi, non abbiamo aumentato i biglietti dei bus, ma ampliato le corse di notte pur trovandoci con le casse vuote e i tagli del governo. Nonostante tutto siamo anche riusciti a rispettare il patto di stabilità e a conservare 70 milioni che presto saranno reinvestiti in opere pubbliche. Questo perché siamo convinti che la valorizzazione dei beni comuni e del welfare sia il cuore della politica nel terzo millennio. Ma attenzione a non demonizzare il privato, essenziale nel project financing nel rilancio dello sviluppo o nelle opere pubbliche»
&lt;p&gt;&lt;b&gt; Con la delibera sul testamento biologico e precedentemente con quella sul registro delle coppie di fatto etero o Glbt siete andati a mettere lo zampino in quei temi etici su cui il parlamento da anni si accapiglia senza riuscire a venirne a capo.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Il fine vita è un tema su cui è difficile mettersi d’accordo, ma è necessario dire cosa si pensa. Noi abbiamo fatto tutto nel rispetto dell’autonomia che ci è concessa dalle leggi nazionali. Si tratta a nostro parere di diritti inviolabili della persona e quindi di valori costituzionali su cui un paese laico plurale, contaminato da altre culture, ha il dovere di esprimersi. Non è un caso che ho tenuto per me la delega all’attuazione della costituzione repubblicana che come vedete non è un potere formale»
&lt;p&gt;&lt;b&gt; Il 28 ci sarà l’assemblea per lanciare la Rete dei beni comuni, qualcuno mormora che lei stia usando Napoli come trampolino di lancio per la scalata a Palazzo Chigi.&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;«Assolutamente no, sono il sindaco di Napoli e intendo finire il mio mandato.&lt;br /&gt;
 L’amministrazione di questa città è una grande sfida, e può diventare una testimonianza utile al paese per un modo differente di pensare la politica. In questa logica si iscrive anche il Forum del 28 che vedrà l’arrivo di tanti sindaci, Emiliano, Pisapia, Vendola, per un confronto aperto e per far crescere l’alternativa sociale. Da quest’assemblea usciranno infatti alcune proposte che poi presenteremo al governo e al presidente della Repubblica».&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=19DU4D&quot;&gt;il Manifesto - Francesca Pilla &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Antonio DI PIETRO: «Tagli a vitalizi e Province. Ecco la nostra manovra»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2011-08-14T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>590929</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Ma nella manovra di Tremonti e Berlusconi ci sono provvedimenti positivi da cui può partire il confronto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«È la vecchia questione del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. C'è il taglio delle Province, ma solo di una parte. Quando l'abbiamo proposto noi dell'Italia dei Valori in Parlamento né il Pdl né il Pd l'hanno votato. Bisogna abolirle tutte. Poi nella manovra del governo si tassano le rendite finanziarie dal 12 al 20 per cento, lo chiediamo da tempo. Ma sui costi della politica il decreto è davvero deprimente».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Si aspettava qualcosa di più?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Va bene ridurre l'indennità di deputati e senatori ma i vitalizi? E il numero dei parlamentari? Se servivano soldi si poteva far pagare il contributo di solidarietà a quelli che hanno riportato i soldi in Italia grazie allo scudo fiscale, un vero riciclaggio di Stato. Poi bisognava intervenire sull'evasione fiscale in modo netto, è un'operazione fondamentale, invece non se ne parla nemmeno in una riga. Inoltre le Regioni vanno accorpate, penso, giusto per fare un esempio, all'Abruzzo e al Molise. Altra cosa: riduciamo i finanziamenti ai partiti. Ma la vera rivoluzione sarebbe nelle liberalizzazioni e nelle privatizzazioni, che invece mancano nella manovra».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Perché non si sono fatte?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Perché in Parlamento le lobby la fanno da padrone».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ora discuterete tagli e tasse con la maggioranza e cercherete di raggiungere un accordo. Può cominciare una stagione di dialogo o Berlusconi se ne deve andare?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Per noi Berlusconi deve andare a casa. Ma già da tempo. Tuttavia dipende dal Parlamento e non soltanto da noi dell'Italia dei Valori. Purtroppo tanti nominati che siedono alla Camera e al Senato rispondono come cani al loro padrone. Ma noi non ci fermeremo. Anzi proprio per cambiare le cose stiamo raccogliendo le firme per abrogare questa legge elettorale».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Anche il Partito Democratico e l'Udc hanno presentato le loro ricette alternative. Tenterà di avvicinare opposizioni e governo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Ho letto con attenzione le proposte del Pd e dell'Udc. Dovremmo fare come i sindacati e Confindustria, la Camusso e la Marcegaglia insieme: sederci allo stesso tavolo ed elaborare un pacchetto unitario di modifiche per cercare di migliorare questa manovra in Parlamento».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Crede che sia possibile un'intesa generale per il bene del Paese?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Noi siamo pronti. Ora chiediamo alla maggioranza di lavorare seriamente».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.antoniodipietro.it/&quot;&gt;sito web ufficiale&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Pier Luigi BERSANI: &quot;Siamo sconcertati perché stamattina il governo ha largamente dimostrato assenza di idee&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/08/11/pier-luigi-bersani/siamo-sconcertati-perch%C3%A9-stamattina-il-governo-ha-largamente-dimostrato-assenza-di-idee/590896"></link>
  <updated>2011-08-11T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>590896</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Non può divenire fisiologico che la Bce sostituisca la politica&quot;.
&lt;p&gt;&quot;Noi abbiamo più di un'idea, ma stiamo ancora aspettando proposte concrete dal governo. Presentino il decreto e noi presenteremo i nostri emendamenti. Abbiamo un elenco di privatizzazioni che possono animare un po' l'economia e anche dalla lotta all'evasione fiscale si può tirar su mica poco&quot;. 
&lt;p&gt;&quot;Noi non saremmo dovuti arrivare a questo punto, non vi era nessuna ragione perché l'Italia fosse, nella bufera mondiale, la più esposta. Avevamo un'economia che doveva essere rianimata con un po' di crescita&quot;.
&lt;p&gt;

&quot;Serve una seconda Maastricht, altrimenti ad uno ad uno il mercato ci ammazza tutti&quot;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/Crisi-Bersani-una-seconda-Maastricht-o-il-mercato-ci-ammazza-tutti_312341951038.html&quot;&gt;Adnkronos.com&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giulio TREMONTI: ''Modificare l'art. 81 della Costituzione. Aumentare la tassazione delle rendite finanziarie dal 12,5% al 20%''.</title>
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  <updated>2011-08-11T00:00:00Z</updated>
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  <id>590894</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Economia e Finanze (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
''L'articolo 81 della Costituzione non è un caso di successo. Siamo arrivati a fare il terzo-quarto debito pubblico nel mondo''. 
&lt;p&gt;Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, nel corso della sua audizione al Parlamento, di fronte alle commissioni congiunte Affari costituzionali e Bilancio di Senato e Camera.
&lt;p&gt; ''Dobbiamo cambiare l'articolo 81 - ha aggiunto il ministro - perché non funziona più''. La modifica volta all'introduzione del vincolo obbligatorio del pareggio di bilancio è &quot;necessaria&quot; e prendere tale decisione ''è un vincolo formale forte'', poiché ''costringe a scelte di maggiore rigore perché non si può più spendere più di quello che prendi''.

&lt;p&gt;
Tremonti osserva che dal voto della Camera sul decreto che poneva il pareggio di bilancio al 2014 ''sono emersi fatti nuovi che hanno modificato il corso delle nostre attività'', a partire dall'''intensificarsi verticale della crisi finanziaria''. ''La data del pareggio di bilancio nel 2014 non l'abbiamo inventata noi, è in tutti i documenti europei e prevedeva un percorso progressivo''.
&lt;p&gt;
&quot;Accorpare le festività sulla domenica tranne quelle religiose che sono oggetto di trattato&quot;. Fermi i titoli di Stato, siamo pronti ad aumentare la tassazione delle rendite finanziarie dal 12,5% al 20%''. 
&lt;p&gt;&quot;Se posso essere un po' specifico sulle indicazioni che ci vengono da fuori, riguardano tanto il lato della crescita quanto quello del bilancio pubblico&quot;, ha spiegato il ministro dando conto sinteticamente dei contenuti della missiva dell'Eurotower: dalla &quot;piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali, e di quella dei servizi professionali. Poi, la privatizzazione su larga scala dei servizi locali&quot; nonché il superamento di certe rigidità del mercato del lavoro.

&lt;p&gt;
&quot;Per la materia del lavoro c'è la spinta a una contrattazione a livello aziendale e, quindi, il superamento di un sistema centrale rigido e poi formule, come dire, piuttosto critiche come - ha precisato - licenziamento e dismissione del personale, compensato con meccanismi di assicurazione e di migliore o più felice collocamento sul mercato del lavoro. Compaiono comunque anche le parole 'diritto a licenziare'&quot;.&lt;br /&gt;
 E qui Tremonti ha precisato che &quot;non è detto che tutto questo sia parte della condivisa attività del governo&quot;.

&lt;p&gt;
Sempre in materia di 'ricetta' della Bce essa insiste ''più sul lato della riduzione di spesa che su quello degli incrementi delle entrate e, comunque, i suggerimenti riguardano le pensioni di anzianità e quelle delle donne nel settore privato, e si formula poi l'ipotesi di tagliare gli stipendi dei dipendenti pubblici&quot;. 
&lt;p&gt;&quot;Sicuramente dobbiamo intervenire con maggiore incisività sui costi della politica&quot;. Credo che dobbiamo tornare su questa materia con l'impegno che non è solo riferito ai costi della politica, quanto dei politici, quanto prendono ma anche quanti sono. Soprattutto sono le complessità del sistema che, stratificandosi nel corso degli anni, hanno oggettivamente causato un effetto di blocco, di manomorta e di costo eccessivo&quot;.

&lt;p&gt;
''Dobbiamo e possiamo intervenire per rendere più flessibile il mercato lavoro e anche per evitare forme di abuso dei contratti a tempo determinato''. Nel corso dell'audizione al Parlamento, Tremonti dice che ''da quelle parti'', ovvero nell'area dei contratti a tempo determinato, ''oggettivamente si creano effetti di instabilità personale che creano effetti di instabilità anche per l'economia''.
&lt;p&gt;''E' ben difficile - ha rimarcato - prima di andare dal capo dello Stato, a mercati aperti, essere più precisi di come sono stato io''.
&lt;p&gt;''Non abbiamo intenzione di ridurre gli stipendi pubblici''.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.adnkronos.com/IGN/ext/printNews.php?sec=News&amp;cat=Economia&amp;loid=3.1.2341936285&quot;&gt;Adnkronos.com&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Paolo FERRERO: Prc, il nuovo percorso dell'VIII congresso si apre con il Comitato Politico</title>
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  <updated>2011-07-11T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>589970</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Un vero cambio di fase caratterizzato dalla crisi del berlusconismo e del liberismo, e con grandi manovre in corso per evitare che se ne esca a sinistra». 
&lt;p&gt;E’ con questo quadro che il segretario del Prc Paolo Ferrero ha aperto i lavori del Comitato politico nazionale, che si concluderà oggi a Roma (centro congressi Cavour).
Questo Cpn, il primo dopo i referendum di giugno, darà l’avvio alla fase congressuale che si concluderà con l’appuntamento di dicembre, presumbilmente a Napoli. Da qui usciranno quindi le due commissioni per il “Regolamento” e per il “Documento politico”. A ottobre, subito dopo la definizione dei documenti, toccherà ai congressi dei circoli dare l’avvio al confronto interno, mentre a novembre sarà la volta delle assise di federazione e, a seguire, quello nazionale. 
Un congresso che il segretario del Prc ha auspicato unitario, nella prospettiva del superamento delle correnti. 
&lt;p&gt;
Ma per tornare alla parte analitica del suo intervento, il leader del Prc ha insistito molto sul fatto che i risultati positivi di Napoli e Milano, e sui “Quattro sì” al refendum non devono far abbassare la guardia. C’è sì una ripresa dell’iniziativa dal basso, un fatto sostanziale difficilmente negabile, ma, dall’altra parte, si sta cercando in tutti i modi di non trasformare questo patrimonio in un nuovo indirizzo politico. Insomma, un risultato, quello uscito dalle urne, che viene in qualche modo tenuto a distanza quasi ad evitarne il “contagio”. 
&lt;p&gt;
Si stanno prospettando segnali inquietanti. Innanzitutto, la proposta di legge del Pd sull’acqua che di fatto riapre alla privatizzazione, non mettendo i comuni nelle condizioni di evitarla, in quanto i loro bilancio sono continuamente oggetto dei tagli da parte del governo centrale, e imponendo al risultato politico sui beni comuni una battuta di arresto. Non solo, anche ciò che arriva dal sindacato, con l’accordo del 28 giugno, non è che possa essere valutato in modo positivo. Anche se da una parte il testo «non arriva dove dice Marchionne», sottolinea il segretario del Prc, dall’altra «apre una falla nel contratto nazionale». Falla che di fatto crea le premesse «per mettere i lavoratori in competizione tra loro». Questo per stare al merito. C’è poi il valore politico di quell’intesa, che parla della «chiusura del cerchio» verso la Fiom e della sostanziale accettazione del modello dell’accordo del 2009 e della egemonia della Cisl. Insomma, come è stato detto nel corso del dibattito, un «suicidio» da parte del sindacato, e un «omicidio» nei confronti della classe. C’è da dire che nel corso del dibattito (di cui daremo conto nei prossimi giorni) il tema dell’accordo del 28 giugno è stato molto gettonato, e l’invito prevalente è stato quello a non eccedere nei toni. 
&lt;p&gt;
Cosa vuol dire tutto questo per il Prc, che si appresta a celebrare il suo ottavo congresso?
&lt;p&gt;
Innanzitutto, una scelta chiara rispetto all’internità ai movimenti. &lt;br /&gt;
Una scelta che ha come primo impegno concreto la proposta della Costituente dei beni comuni e, come nodo politico, quello dell’unità nella prospettiva di un segno fortemente antiliberista. Parallelamente, una «accentuazione» dal basso del profilo della coalizione che porti direttamente alle ”primarie di programma”. 
&lt;p&gt;
Da questo punto di vista, il senso di imprimere una svolta unitaria al congresso è in relazione alla necessità di dare un segnale forte di non frammentazione. Indispensabile in un momento in cui occorre contare sulle proprie forze, anche per quanto riguarda l’adeguamento della macchina organizzativa alle risorse effettive del partito. 
&lt;p&gt;
I nodi che dovrà affrontare il congresso hanno al primo punto la democrazia, soprattutto in connubio con quella che Paolo Ferrero chiama «la dignità» degli individui. Ovvero, una democrazia che decida sulla questioni importanti e che non significhi solo voto ma partecipazione ai processi politici e sociali e costruzione del proprio destino.
&lt;p&gt; Il secondo punto, direttamente connesso al primo ha come riflessione i ”beni comuni”, come la prima vera occasione di declinare la critica alla forma della merce. Tema, questo, che ci introduce al terzo punto, quello della ricerca di soluzioni concrete allo strapotere dell’economia finanziaria. Strapotere che è sicuramente in capo al potere politica e alla sua opera di ”deregulation” costruita negli anni. 
&lt;p&gt;«Proprio per questo è possibile introdurre, al contrario, una regolamentazione che non consenta più alla speculazione finanziaria di agire come un bombardiere imprendibile anche dal fuoco della contraerea», sottolinea Ferrero. 
&lt;p&gt;
E poi ci sono i nodi politici, ovvero un giudizio schietto sul percorso della Federazione della sinistra a partire dalla considerazione sulla sua natura di strumento per la costruzione di un programma di fase nella prospettiva della sinistra di alternativa e della sua presenza istituzionale. 
Infine, il documento del congresso dovrà contenere anche un ragionamento sull’utilità del Prc dal punto di vista della costruzione delle relazioni sociali e della proposta politica e culturale, «ovvero l’utilità di rifondazione per l’oggi e per il domani». 
&lt;p&gt;
In sostanza, ha detto Paolo Ferrero chiudendo il suo intervento, l’obiettivo del congresso deve essere quello di stabilire una linea chiara su quattro punti: l’uscita dal berlusconismo, l’unità delle forze a sinistra del Pd, il consolidamento antiliberista dei movimenti e l’attualità del comunismo.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.liberazione.it/news-file/gia_presente_11579_40_Rifondazione.htm&quot;&gt;Liberazione - Fabio Sebastiani&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Enrico LETTA: &quot;Ci muoviamo sulla linea del Colle saremo responsabili per salvare il Paese&quot;  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/07/11/enrico-letta/ci-muoviamo-sulla-linea-del-colle-saremo-responsabili-per-salvare-il-paese-intervista/589968"></link>
  <updated>2011-07-11T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>589968</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Responsabilità nazionale. Modello Prodi-Ciampi. Napolitano come stella polare. L`opposizione è pronta a scendere in campo, dice Enrico Letta, vicesegretario del Pd. Pronta anche ad un governo di salvezza nazionale.
&lt;p&gt; &lt;b&gt;La situazione è tesa.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Di grandissima preoccupazione. Ne siamo consapevoli, più del governo. L`ultima volta che l`Italia ha vissuto un venerdì così nero era nel `92, quando la lira uscì dallo Sme».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Come rispondete?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Ci muoviamo sulla linea indicata da Napolitano, fatta propria da Bersani e Casini, sabato a Bologna. Il Pd si candida ad essere il country party, il partito dell`Italia. E per farlo costruiamo un`opposizione alla Prodi-Ciampi, in termini di rigore e salvezza del Paese».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Basterà?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«L`attacco di venerdì non è stato generico, ma legato all`impressione che il governo italiano ha finito la benzina. Ora è il momento che l`opposizione scenda in campo. Lo faremo presentando, domani, gli emendamenti alla manovra. E ci impegneremo perché sia approvata nei tempi».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;In che modo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Niente ostruzionismi. Diremo sì o no. Se metteranno la fiducia, voteremo no. Ma per respingere la speculazione occorre che la manovra sia approvata. Entro agosto ci sono 30 miliardi di titoli pubblici da rinnovare».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Non pensa che l`entità da 40 miliardi, ma solo 25 assicurati dall`attuale decreto, sia insufficiente ad azzerare il deficit?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Il balletto delle cifre di questi giorni - prima 40, poi 47, addirittura 68 e ora 25 - è indicativo della scarsa credibilità del governo. E, certo, i mercati hanno capito che si tratta di una manovra da governo Leone, da esecutivo balneare, da aumenti della benzina. Si raccattano soldi un po` ovunque. Al contrario, è arrivato il momento di cominciare a parlare di privatizzazioni. Penso a Poste, Ferrovie, Eni, Enel, Finmeccanica e alle 20 mila aziende partecipate degli enti locali. Ma alla manovra manca l`anima, la strategia. Per questo abbiamo chiesto che il governo si dimetta un minuto dopo la sua approvazione».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Per dare spazio a un governo di responsabilità?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Per noi la strada maestra sono le elezioni subito. Ma ci fidiamo del presidente Napolitano. Sarà lui a indicare il voto o un governo di salvezza nazionale che termini la legislatura e difenda i conti. Siamo agli sgoccioli. Berlusconi è alla fine. E a noi interessa salvare il Paese».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Sarete concilianti sulla manovra?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«La responsabilità nazionale non significa accettare tutto a scatola chiusa. Domani presenteremo le nostre proposte».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ad esempio?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Il capitolo crescita e sviluppo manca del tutto. Bisogna rilanciare su liberalizzazioni, privatizzazioni e infrastrutture. Poi modulare l`imposta sui titoli. Rivedere il patto di stabilità per gli enti locali. Toccare le pensioni solo dopo aver tagliato i vitalizi dei parlamentari. E ripulire la manovra dalle &quot;marchette&quot;, come quella sulle quote latte. Guardando al dopo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ovvero?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Sarà un`estate di lavoro per il Pd. Intanto lanceremo il nostro &quot;Progetto Italia&quot; alle Feste del Pd. E poi stiamo preparando delle proposte per rimettere in piedi la politica industriale».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Secondo quali direttrici?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Calare due nuovi campioni nazionali, con una golden share pubblica e una gestione manageriale. Da una parte il Polo delle reti italiane, che unisca Terna e Snam Rete Gas scorporata da Eni, sul modello inglese. Sarebbe un gigante europeo. Dall`altra parte l`Ans, l`Aziendanord servizi, grande come Eni ed Enel, sul modello tedesco, che raggruppi tutte le ex grandi municipalizzate del Nord. Una politica choc per il Paese».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=11YBXL&quot;&gt;La Repubblica - Valentina Conte&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giuseppe GIULIETTI: Tutti in piedi per la libertà di informazione</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/20/giuseppe-giulietti/tutti-in-piedi-per-la-libert%C3%A0-di-informazione/585199"></link>
  <updated>2011-06-20T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>585199</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Tutti in piedi per la libertà di informazione, in tutte le piazze d’Italia”, così, parafrasando il titolo della bellissima serata promossa a Bologna dalla Fiom e dalla squadra di Annozero, potremmo chiamare una grande giornata nazionale per la libertà di informazione, capace di coinvolgere tutte le piazze, quelle reali e quelle virtuali. Sui palchi in prima fila potremmo chiamare tutti gli invisibili, tutti quei volti ignoti che stanno animando la “nuova resistenza nazionale” e che spesso, troppo spesso, non trovano rappresentazione mediatica e politica.

&lt;p&gt;
Magari potremmo chiedere alle ragazze e ai ragazzi che stanno occupando il Teatro Valle a Roma di mettere il loro talento e la loro irresistibile vitalità e creatività a disposizione di questa grande giornata per la libertà della cultura contro ogni forma di bavaglio e di privatizzazione dei beni comuni.

&lt;p&gt;
Non si tratta, solo e soltanto, di esprimere la nostra solidarietà e vicinanza a quanti sono stati e saranno ancora colpiti dagli editti del Caimano, ma anche e soprattutto di rivendicare un diritto che costituisce la premessa stessa per il libero esercizio del voto.

&lt;p&gt;
“I referendum hanno dimostrato che in Italia non c’è un regime e che si può vincere anche senza le tv”, questa tesi l’abbiamo già sentita e non ha portato fortuna neppure a chi l’ha sostenuta. In realtà la vittoria è arrivata nonostante la censura e nonostante le omissioni che comunque hanno contribuito ad ostacolare il vento del cambiamento, senza questo servizio d’ordine costoro sarebbe stati spazzati fuori da tempo, anzi forse non sarebbero mai nati.

&lt;p&gt;
Sarà appena il caso di ricordare, agli smemorati di ogni colore, cosa accadde a Prodi quando, nel giro dell’ultima settimana elettorale, si vide mangiare un vantaggio di oltre 10 punti.

&lt;p&gt;
Chi avesse dei dubbi si vada a leggere i più accreditati rapporti internazionali sulla anomalia italiana. In ogni caso anche i governi comunisti crollarono nonostante avessero il controllo totale delle tv. Non erano forse regimi ugualmente?

&lt;p&gt;
Il regime mediatico e non solo, dunque, esiste e lotta contro di noi. È probabile che sia ormai giunto al capolinea, perché la realtà fattuale si è presa la sua rivincita, ha svelato le bugie berlusconiane, e soprattutto non c’è tv che tenga quando le condizioni di vita dei cittadini non corrispondono agli spot del capo e delle sue tv, il tutto aggravato dalle sue continue e pagliaccesche esibizioni a colpi di bunga bunga.

&lt;p&gt;
La marea degli scontenti e persino dei risentiti da lui stesso aizzati, probabilmente travolgerà ciò che resta degli emuli di Salò, ma la questione del regime mediatico resta e resterà in tutta la sua gravità.

&lt;p&gt;
Nelle prossime ore il Caimano giocherà la carta di sempre: l’occupazione delle piazze mediatiche.
&lt;p&gt;

Dopo aver allontanato Santoro dalla Rai, proverà con la Gabanelli, con il programma “Vieni via con me”, minaccerà a colpi di tariffe telefoniche e di frequenze da assegnare, Sky e La7, tenterà di assestare qualche colpo o qualche dossier contro De Benedetti e contro gli azionisti di RCS.

&lt;p&gt;
Forse non ci riuscirà, ma ci proverà e per questo dobbiamo rianimare le mille piazze d’Italia su una questione che è vitale per assicurare il buon funzionamento dell’ordinamento democratico.

&lt;p&gt;
Da qui la decisone di Articolo 21, di Libertà e Giustizia, di Move.On, di Progetto Viola e di tanti altri di lanciare una petizione per chiedere che dalla Rai siano cacciati i sequestratori, che gli uomini della P4 si dimettano, che Annozero torni al suo posto, che la corte dei conti colpisca quelle e quelli che stanno portando a compimento il disegno della P2 di “dissolvere la Rai”, o meglio quello che ancora resta in vita.

&lt;p&gt;
Tutti in piedi dovremo anche chiedere a noi stessi, a tutte le forze di opposizione di sottoscrivere un programma minimo comune che reciti più o meno cosi: “I sottoscritti si impegnano, nei primi cento giorni del futuro governo, ad approvare una legge che decreti la incandidabilità alle elezioni, di ogni ordine e grado, dei titolari di concessioni nel settore dei media. Inoltre, contestualmente, sarà reintrodotta la normativa antitrust e l’autorità di garanzia sarà composta da un solo giudice nominato dal presidente della repubblica. Per quanto riguarda la Rai sarà recepita legge spagnola che prevede un comitato editoriale composto dai migliori talenti della cultura, della ricerca, dello spettacolo, del giornalismo e i partiti, a partire dai nostri, non potranno più esercitare forma alcuna di controllo diretto sulla gestione e sulla autonomia editoriale della Rai. Saranno infine eliminate tutte quelle norme che continuano a disturbare il corretto e doveroso esercizio del diritto di cronaca”.

&lt;p&gt;
Speriamo che, almeno questa volta, si possa arrivare, possibilmente prima delle elezioni, ad un progetto condiviso, e affinché non si ripetano le scene del passato si potrebbe persino nominare un comitato dei garanti incaricato di vigilare sulla effettiva applicazione del programma, magari potremmo chiedere proprio a Stefano Rodotà, a Margherità Hack, ad Andrea Camilleri, a Paolo Flores d’Arcais, a Barbara Spinelli, a Federico Orlando, e ai tanti che proprio dallo spazio di MicroMega, non hanno mai smesso di battersi per presidiare i valori racchiusi nell’articolo 21 della Costituzione.
&lt;p&gt;

Già, perché checché se ne dica e se ne scriva, il regime mediatico non solo è esistito, ma esiste ancora e può fare danni etici e politici devastanti.

&lt;p&gt;
Sarà il caso di non dimenticarlo, per l’oggi e per il domani!&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2011/06/20/giuseppe-giulietti-tutti-in-piedi-per-la-liberta-dinformazione/&quot;&gt;MicroMega&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Ermete REALACCI: Acqua. «No alla privatizzazione forzata»  </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/10/ermete-realacci/acqua-%C2%ABno-alla-privatizzazione-forzata%C2%BB/583717"></link>
  <updated>2011-06-10T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>583717</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;«Qualunque sia l'esito del voto, servirà una legge».
&lt;p&gt;
«Il primo merito del referendum è di aver posto all`attenzione di tutti alcune questioni relative alla risorsa idrica che in genere vengono ignorate dalla politica e dai media».
&lt;p&gt;

«Il secondo merito, conseguente, è che il referendum dà maggiore peso alle politiche pubbliche di salvaguardia della risorsa acqua. Il Pd ha già avanzato alla Camera una proposta e penso che una legge sia necessaria dopo il referendum, qualunque sia il suo esito». 
&lt;p&gt;Ermete Realacci, storico ambientalista e deputato del Pd, voterà sì e nega di far parte di quelli che nel Partito democratico hanno accusato mal di pancia per la posizione anti-liberalizzazioni del partito, ma non pensa affatto che il pubblico sia sempre la soluzione ideale.
&lt;p&gt;

«Non c`è un privato cattivo sempre e un pubblico buono sempre, come non è vero il contrario».
&lt;p&gt;

Il Pd rivendica la coerenza della propria posizione. &lt;br /&gt;
«Voterò - dice Realacci - in continuità con il voto contrario espresso dal Pd al decreto Ronchi-Fitto perché non condivido l`accelerazione disposta dalla riforma con l`obbligo imposto agli enti locali di cedere ai privati il 40% del capitale delle aziende pubbliche. E non ho condiviso allora, come non condivido oggi, che si sia usato un provvedimento del ministro delle politiche comunitarie quasi a sottolineare il recepimento di principi e obblighi europei che invece in questo settore non ci sono».
&lt;p&gt;

Realacci cita il caso della Germania «dove la gestione delle risorse idriche è pubblica e molto territorializzata» mentre la Francia, «patria delle principali multinazionali del settore, va in direzione diversa».
&lt;p&gt;

Nonostante questo «Parigi ha ripubblicizzato di recente la gestione, mentre Madrid è totalmente pubblica da sempre, a dimostrazione che non ci sono principi europei vigenti e uniformemente applicati per tutti i paesi». &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1125W4&quot;&gt; Il Sole 24 Ore&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>DELIA MURER: Referendum, sì </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/12/delia-murer/referendum-s%C3%AC/560883"></link>
  <updated>2011-05-12T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>560883</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Le elezioni amministrative sono sicuramente un appuntamento importante, ma non l'unico. A metà giugno ne arriva un altro che si carica, giorno per giorno, di nuovi significati. E' quello con il referendum, a cui è importante partecipare. Purtroppo sta scendendo sul voto referendario una cappa di silenzio. Se ne parla poco, perchè il quorum, questa volta, fa davvero paura al Governo. Tra i quesiti del referendum, infatti, ce n'è uno che punta ad eliminare del tutto il &quot;legittimo impedimento&quot;, la norma che, sebbene ritoccata dalla Corte costituzionale, consente al premier Berlusconi di centellinare le sue presenze in tribunale, nei processi a suo carico, e di portarli così alla prescrizione. Per impedire il quorum, il Governo le tenta tutte.

&lt;p&gt;
Prima ha provato (e vedremo se ci riuscirà) a cancellare quello sul nucleare, approvando una legge che abroga di fatto il ritorno all'atomo, e che sarà valutata dalla Corte di Cassazione, che dovrà decidere se cancellare il referendum o no. Poi ha di fatto boicottato l'informazione pubblica sui 4 quesiti, relegandola nelle ore notturne.

&lt;p&gt;
Il Pd, invece, è mobilitato per il voto referendario e per quattro sì. I quesiti, infatti, saranno due sull'acqua, uno sul nucleare (se la Cassazione non lo cancellerà) e uno sul legittimo impedimento. Si deve votare a tutti e quattro con il sì perchè il referendum è abrogativo di leggi esistenti. I due quesiti sull'acqua chiedono di abrogare norme che obbligano gli enti locali ad affidare la gestione dei servizi idrici, tutta o in parte, ai privati, come azionisti di municipalizzate o come gestori diretti e di abrogare la possibilità di caricare sulla tariffa idrica il margine di ammortamento del capitale investito dal gestore privato. In sostanza, con due sì, si mette un freno alla speculazione privata sulla risorsa idrica.

&lt;p&gt;
Il sì al quesito sul nucleare, ovviamente, abroga le norme che prevedono il ritorno all'atomo mentre il sì al quesito sul legittimo impedimento cancella la legge che consente alle alte cariche dello Stato di sottrarsi ai processi in corso adducendo un impedimento generico legato alla carica ricoperta. La legge è stata già parzialmente modificata dalla Corte costituzionale. Il referendum vuole cancellarla del tutto.

 &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.deliamurer.it/cms/it.html?view=article&amp;catid=7%3Ageneraliste&amp;id=277%3Areferendum-si&amp;tmpl=component&amp;print=1&amp;layout=default&amp;page=&quot;&gt;DeliaMurer.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Elisa Cavalli: “Due “Sì” per l'acqua pubblica”</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/04/15/elisa-cavalli/%E2%80%9Cdue-%E2%80%9Cs%C3%AC%E2%80%9D-per-lacqua-pubblica%E2%80%9D/590779"></link>
  <updated>2011-04-15T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>590779</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Bassano del Grappa (VI) (Lista di elezione: Cen-sin) - Consigliere  Consiglio Comunale Bassano del Grappa (VI) (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il consigliere comunale PD Elisa Cavalli spiega a un cittadino le questioni del Referendum sulla privatizzazione dell'acqua&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://notizie.bassanonet.it/politica/8289.html&quot;&gt;Bassanonet&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Luigi de MAGISTRIS: Riprendiamoci la democrazia</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/08/27/luigi-de-magistris/riprendiamoci-la-democrazia/505272"></link>
  <updated>2010-08-27T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>505272</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'  Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l' Europa) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Nel nostro Paese da alcuni anni e negli ultimi mesi in particolare è in fase di definitiva attuazione un disegno strategico autoritario, di impronta piduista, teso all’introduzione del fascismo del terzo millennio.&lt;br /&gt;
 Verticalizzazione e concentrazione del potere nelle mani di una singola persona, con pieni poteri, circondata da sodali servili, imbottito di denari e protetto dalle organizzazioni criminali. Asservimento al capo degli organi di garanzia. Sottomissione della magistratura al potere politico, controllo capillare dei mezzi di comunicazione. Al fine di consolidare il neo-autoritarismo populista si attua la criminalizzazione di ogni forma di dissenso, con la distruzione di ogni luogo in un cui si possa formare il pensiero libero.

&lt;p&gt;
Rendere l’Italia una grande SPA, in modo da rafforzare il liberismo senza regole e consentire la vendita di ogni cosa - compresa l’identità della nazione - che sia suscettibile di valutazione economica. Acqua spa, protezione civile spa, difesa spa, sicurezza spa, giustizia spa, patrimonio culturale spa, ambiente spa. In definitiva, la privatizzazione della democrazia e il dissolvimento dell’etica pubblica. La propaganda di regime di Scodinzolini &amp; C. serve per nascondere i fatti ed esaltare il sub-modello neo-fascista anche in vista della normalizzazione post-berlusconiana.
&lt;p&gt;
Accanto al
massacro dello stato di diritto è in atto, con la colpevole sottovalutazione di parte significativa del centro-sinistra e di settori rilevanti del sindacato, lo smantellamento dello stato sociale di diritto per mutare i rapporti tra capitale e lavoro, in favore del primo, ovviamente. Distruzione dello statuto dei lavoratori, attraverso l’eliminazione della norma simbolo dell’art. 18. Riduzione del diritto di sciopero. Repressione della manifestazione del pensiero all’interno delle fabbriche.

&lt;p&gt;
Consolidamento del precariato, in violazione dell’art. 1 della Costituzione, come regola ordinaria dei rapporti tra capitale e lavoro. Il ricatto ai lavoratori: il lavoro non è un diritto, ma una concessione del potere, come tale condizionabile e revocabile. Lavoro in cambio di compressione dei diritti, come un baratto. L’utilizzo dell’immigrato non-persona in maniera servente agli interessi del capitale: un corpo da sfruttare fino a quando utile, poi scarto sociale da smaltire, magari nelle discariche sociali delle carceri in quanto l’immigrato è criminale perchè clandestino e non autore di reati.

&lt;p&gt;
I neofascisti hanno rispolverato, anche grazie al &quot;compagno&quot; Fini, la colpa d’autore che Hitler creò per gli ebrei. I lavoratori, inoltre, non debbono pensare, ma solo ubbidire a chi concede loro il privilegio di lavorare. La pretesa di un diritto è sovversione, nelle fabbriche come nei luoghi di lavoro. Se si comprimono i diritti si uccide la democrazia; se si ammazzano i diritti dei lavoratori la soppressione è ancora più odiosa.

&lt;p&gt;
Di fronte a questo progetto eversivo di attacco profondo alla democrazia — che passa anche attraverso lo schiaffo istituzionale di Marchionne che ordina ai suoi di non ottemperare alla sentenza del giudice che dispone il reintegro dei lavoratori di Melfi — non si può rimanere fermi. Si deve consolidare la lotta per i diritti già in atto nel Paese.

&lt;p&gt;
Se il governo, con il ministro Tremonti, adotta una manovra di classe colpendo i soliti noti e tutelando i soliti noti, i ceti oppressi (lavoratori, precari, studenti, senza lavoro, senza dimora, operai, pensionati, impiegati, imprenditori onesti diversi dai prenditori, professionisti perbene, servitori dello stato stanchi del regime delle cricche e dei mafiosi di stato) devono attuare la &quot;nuova lotta di classe&quot;.

&lt;p&gt;
Sì ai diritti, no ai privilegi. Sì alla giustizia, no alle mafie. Si alla legalità costituzionale, no alla legalità illegale. No allo scudo — fiscale, economico e penale - per i potenti, sì alla redistribuzione dei redditi. Lotta ad evasione e privilegi fiscali. Tassazione delle rendite finanziarie. Aumento dei salari e previsione di un reddito minimo per i senza lavoro. Utilizzo diverso dei fondi pubblici, per uno sviluppo economico compatibile con l’ambiente e per valorizzare ricerca e cultura. Qualche casa del popolo in più e qualche casa di Propaganda Fide in meno. Riduzione drastica delle forme più odiose di precariato. Valorizzazione dei beni comuni ed eliminazione del federalismo dei ricchi a discapito dei più deboli. Un federalismo che punta anche alla vendita dei beni pubblici patrimonio comune del Paese: dalle foreste ai beni culturali, dai siti archeologici ai beni architettonici.

&lt;p&gt;
La nuova lotta di classe, ovviamente pacifica, deve essere dura, senza sconti. E’ il momento che il popolo, non quello evocato strumentalmente dal neofascista Berlusconi o dal peones Bossi, ma quello che soffre e che non gode dei privilegi, si ribelli, faccia sentire la sua voce, forte e chiara. Si riappropri delle comunità, dei territori violentati. Si convinca che può essere protagonista del proprio destino.

&lt;p&gt;
Mettiamoci tutti in movimento, come il popolo del quarto stato, quali soggetti politici e pensanti, per far valere diritti e democrazia. Il potere ha paura della gente che pensa in modo libero e critico e che dissente dal pensiero unico, ha il terrore delle facce pulite, dei cuori generosi, teme la democrazia. Viviamo in un regime che dispensa, allo stesso tempo, sorrisi e violenza morale, prebende e &quot;picconate istituzionali&quot;.

&lt;p&gt;
Un sultanato amorale che vede l’Italia come cosa da sfruttare: l’ideologia degli &quot;utilizzatori finali&quot;. Non consentiamo più l’usurpazione dell’Italia, del nostro futuro e del sogno di vivere in un Paese pulito, senza il puzzo del compromesso morale. Dipende anche da noi, da ognuno di noi, in modo anche da poterci guardare allo specchio con un sorriso e non con gli occhi abbassati.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://temi.repubblica.it/micromega-online/una-nuova-lotta-di-classe/?printpage=undefined&quot;&gt;micromega-online&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Angelo BONELLI: «Un milione e 400mila firme raccolte contro la privatizzazione dell'acqua»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/07/20/angelo-bonelli/%C2%ABun-milione-e-400mila-firme-raccolte-contro-la-privatizzazione-dellacqua%C2%BB/503439"></link>
  <updated>2010-07-20T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>503439</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Lazio (Lista di elezione: Verdi) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
L’esito del referendum va difeso.
&lt;p&gt; «È un risultato straordinario - puntualizza il presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli - tanto più se si pensa al boicottaggio delle televisioni che hanno praticamente oscurato questa grande battaglia di civiltà».&lt;br /&gt;
 E aggiunge: «Ora bisogna impedire il sabotaggio di chi farà l’appello per il non voto». 
&lt;p&gt;I Verdi chiedono che si voti per il referendum sull’acqua nello stesso giorno delle prossime elezioni amministrative.
&lt;p&gt; «Accorpando le consultazioni - spiega Bonelli - si potrebbe garantire un notevole risparmio economico e consentire a tutti i cittadini di procordo nunciarsi sull’aggressione all’acqua come bene pubblico e sulla privatizzazione che farà decuplicare le bollette».
&lt;p&gt; Il successo registrato durante la campagna referendaria nutre le speranze di riuscita. È ancora presto per cantare vittoria, ma il popolo dell’acqua è fiero.&lt;br /&gt;
 «Con oltre un milione di firme - dice - comincia l’avventura».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.terranews.it/print/13038&quot;&gt;Terra News.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Ignazio LA RUSSA: Decreto sulla Protezione civile SpA si può modificare in Parlamento</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/02/13/ignazio-la-russa/decreto-sulla-protezione-civile-spa-si-pu%C3%B2-modificare-in-parlamento/477965"></link>
  <updated>2010-02-13T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>477965</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Difesa (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;«Ma nulla di strano se rimanesse così com'è»
&lt;p&gt;
Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, apre alla possibilità di una modifica al decreto sulla protezione civile Spa, chiesta a gran voce dalle opposizioni. &quot;Non c'è niente di strano se rimanesse così com'è - ha detto La Russa a margine di un'iniziativa al Pdl point a Milano - ma tutti i provvedimenti possono subire modifiche in Parlamento che è sovrano&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.diariodelweb.it/Articolo/Italia/?d=20100213&amp;id=129091&amp;print=1&quot;&gt;Diaro del Web.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Italo BOCCHINO: Sul decreto Protezione civile Spa ci sono perplessità di merito e, dopo l'inchiesta, anche un problema di opportunità politica</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/02/13/italo-bocchino/sul-decreto-protezione-civile-spa-ci-sono-perplessit%C3%A0-di-merito-e-dopo-linchiesta-anche-un-problema-di-opportunit%C3%A0-politica/477963"></link>
  <updated>2010-02-13T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>477963</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: FLI) - Vicepres. Camera VICE PRESIDENTE GRUPPO DEPUTATI POPOLO DELLA LIBERTA'  (Gruppo: AN) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Berlusconi valuti bene se non sia il caso di modificarlo&quot;. A suggerire questa strada, in una intervista a Repubblica, è il vice capogruppo del Pdl alla Camera Italo Bocchino secondo il quale &quot;è vero che l'emergenza richiede delle procedure snelle ma bisogna cercare l'equilibrio giusto tra questa esigenza e quella altrettanto importante della trasparenza degli appalti&quot;.

&lt;p&gt;
Insomma, si chiede Bocchino, &quot;mentre c'è un'inchiesta in corso è giusto pensare a uno strumento speciale come la Spa?&quot;. Certo se Berlusconi dice sì &quot;il Pdl farà quadrato&quot;. Peraltro, aggiunge Bocchino, &quot;ne ho parlato a lungo con Altero Matteoli che è titolare dei lavori pubblici ed egli stesso mi ha confessato che è sempre stato perplesso su questa Spa&quot;. &quot;Vanno valutati bene i pesi e i contrappesi&quot; e il dl si può modificare. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://notizie.virgilio.it/notizie/politica/2010/02_febbraio/13/protezione_civile_bocchino_berlusconi_rifletta_su_spa_dl_cambi,22966439.html&quot;&gt;apcom&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Mario BALDASSARRI: Protezione civila SpA: &quot;L'efficienza non sia pretesto per sottrarsi alle regole&quot;  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/02/12/mario-baldassarri/protezione-civila-spa-lefficienza-non-sia-pretesto-per-sottrarsi-alle-regole-intervista/477962"></link>
  <updated>2010-02-12T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>477962</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: ApI-FLI) - Pres. commissione Senato Finanze  (Gruppo: FLI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Prima che questo scandalo scoppiasse, lei è stato l’unico nel centro-destra a opporsi a trasformare la Protezione civile in società per azioni, astenendosi nel voto al Senato. Ora Silvio Berlusconi conferma che il progetto andrà avanti. Perché lei non è d’accordo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Perché non si possono usare l’efficienza e la rapidità come pretesto per sottrarre pezzi di istituzioni alle regole del diritto pubblico» risponde Mario Baldassarri (Pdl), professore di economia, presidente della commissione Finanze del Senato.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Aveva qualche sospetto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Ho posto un problema di principio. Mi posso fidare di Guido Bertolaso anche al 110 per cento, ma facendo leggi mi devo preoccupare anche di chi verrà dopo di lui, nella girandola delle nomine. Le persone passano, le istituzioni restano, e non si possono creare poteri senza controlli. Come liberale, le dico che non è così che si fa funzionare il mercato. Come cattolico, le dico che è meglio non creare occasioni per peccare».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Per lungo tempo lo spirito dei tempi ha suggerito di ispirarsi all’efficienza di tipo aziendale.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Impariamo dall’esperienza. Negli ultimi 15 anni, il combinato disposto fra macchinosità burocratica e crisi dell’impresa pubblica ha creato una pericolosa reazione a rovescio. Purtroppo abbiamo spaccato alcune fondamenta dello Stato, su due direttrici. Da una parte, con le privatizzazioni si sono vendute ad alcuni amichetti pezzi importanti dell’economia italiana; dall’altra, abbiamo privatizzato pezzi di Stato. Non c’è più l’Iri, ma i Comuni, le Regioni, si sono fatti le loro società per azioni...».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;In modo da sfuggire ai controlli della Corte dei Conti.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Questo l’ha detto lei».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Invece di restringersi l’influenza della politica si allarga.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Proprio perché sono un liberale vedo una pericolosissima deriva».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;I liberali dicono che l’azienda, struttura in sé autoritaria, è efficiente se immersa in un mercato competitivo, dove le aziende nascono e muoiono...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Appunto. Ce lo insegna anche la crisi finanziaria mondiale, crisi non certo del mercato, ma dello Stato, scoppiata perché mancavano le regole per far funzionare i mercati finanziari. Senza regole non c’è il mercato, c’è un suk. Più in concreto, da anni mi batto perché nella politica industriale non si diano più incentivi a fondo perduto, e invece crediti di imposta alle imprese che davvero lavorano e guadagnano sul mercato».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Il privato non è migliore per virtù insita, insomma.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Ho visto fior di manager provenienti dal settore privato distruggere aziende pubbliche».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Oltre alla Protezione civile, il governo fa una SpA anche per la Difesa. Anche lì vede il rischio di creare spazi di arbitrio?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Sono contrario anche a Difesa SpA e l’ho dichiarato. Per eseguire gli acquisti pubblici in modo più efficiente e trasparente era stata creata una società apposita, la Consip, e invece la si sta demolendo».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Però se la burocrazia è lenta resta la tentazione di aggirarla.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Si poteva fare un’Agenzia pubblica. Perché no? L’ho chiesto e nessuno mi ha risposto. Il modello del ministero dell’Economia funziona. L’Agenzia delle Entrate, l’Agenzia del Territorio, l’Agenzia del Demanio, hanno migliorato molto le cose rispetto alle burocrazie che sostituivano. Ancora peggio, la Protezione civile Spa sarà autorizzata ad assumere partecipazioni, diventerà una holding. Mi dica lei che può succedere: se in una situazione di emergenza ai Vigili dei Fuoco servono camion, si acquisiranno partecipazioni in una fabbrica di camion?».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Il suo intervento in Senato, in dissenso dal suo gruppo, è stato applaudito dal Pd.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Avevo fatto appello a principi liberali che speravo essere presenti trasversalmente nell’aula. Quanto a trasformare organismi tecnici in organismi politici, il centrosinistra lo ha fatto più di noi».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/201002articoli/52160girata.asp&quot;&gt;La Stampa.it - Stefano Lepri&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giampaolo FOGLIARDI: &quot;No alla privatizzazione dell'acqua&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/11/18/giampaolo-fogliardi/no-alla-privatizzazione-dellacqua/419177"></link>
  <updated>2009-11-18T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>419177</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Il Governo privatizza l'acqua. Sono contrario. L'acqua deve essere un diritto universale, non una merce. L'acqua è un bene comune e non deve rispettare le logiche del mercato diventando una area di business per le grandi multinazionali, i privati e le Banche&quot;. Così commenta il deputato veronese del Pd Giampaolo Fogliardi la scelta del Governo di privatizzare l'acqua.

&lt;p&gt;
&quot;E la Lega Nord non batte ciglio - attacca Fogliardi - togliendo la gestione dell'acqua ai comuni per affidarla alle multinazionali. Per fortuna che il loro motto era &quot;paroni a casa nostra&quot;, ora svendono anche l'acqua!&quot;

&lt;p&gt;
&quot;Con la nuova norma - prosegue Fogliardi - si obbligano tutti i comuni italiani a mettere in gara d'appalto i propri servizi idrici e di fatto l'acqua andrebbe in mano ai privati. In questo sistema la logica di mercato avrà la meglio sulla volontà di garantire a tutti un diritto. Si può prevedere realisticamente che le società decidano di massimizzare i profitti gonfiando le tariffe. Emblematico il caso di Latina, dove le bollette sono già aumentate del 300% ed i cittadini hanno creato un grande movimento di protesta&quot;.
 
&lt;p&gt;
&quot;Succederà lo stesso anche nel Veneto? - si chiede il deputato - . Pochi grandi gruppi faranno affari d'oro a discapito dei cittadini che subiranno l'aumento delle tariffe dell'acqua?
&lt;p&gt;

&quot;Quanto ci guadagnano le aziende private? Si stima, in difetto, che il gioco al rialzo potrebbe fruttare in 10 anni ben 8 miliardi di euro.Nei pacchetti azionari delle nuove società la quota pubblica non potrebbe superare il 30%. Le grandi multinazionali (Veolia, Suez) non attendono altro. E'allarmante l'idea di un monopolio privato su un bene come l'acqua. Non possiamo ridurre un necessità primaria all’interesse di pochi&quot; conclude Fogliardi.

 &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticoveneto.org/dett_news.asp?ID=1121&quot;&gt;partitodemocraticoveneto.org&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Rodolfo Giuliano VIOLA: Privatizzazione dell'acqua, il governo ha posto la fiducia.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/11/18/rodolfo-giuliano-viola/privatizzazione-dellacqua-il-governo-ha-posto-la-fiducia/419175"></link>
  <updated>2009-11-18T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>419175</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Come purtroppo avevamo previsto il Governo ha posto la questione di fiducia sul Decreto 135, che, tra le altre cose, determina la privatizzazione del servizio idrico nel nostro Paese.

&lt;p&gt;
E’ un gravissimo colpo di mano inferto ad uno dei settori più delicati dei sevizi pubblici, fatto contro i cittadini utenti, contro il Parlamento contro ogni buon senso amministrativo.

&lt;p&gt;
Si è voluto bloccare di fatto ogni discussione di merito, impedendo alle tante obiezioni e contrarietà di emergere laddove era naturale emergessero: l’aula del Parlamento.

&lt;p&gt;
La Lega Nord, che si riempie la bocca di parole quali federalismo e autonomie locali, con questo provvedimento scippa agli enti locali un patrimonio di cultura amministrativa e di buon governo con le conseguenze che già si vedono laddove l’acqua è privatizzata: aumento delle tariffe, diminuzione degli investimenti, sistema idrico al collasso.

&lt;p&gt;
Per tutti questi motivi il Partito Democratico nella Provincia di Venezia ha avviato, grazie al lavoro dei Circoli, degli amministratori, di militanti e dei Parlamentari  una mobilitazione contro questo provvedimento aderendo da un lato  alla giornata di protesta dei lavoratori del settore prevista per domani e promuovendo l’adozione di ordini del giorno in tutti i consigli comunali  con l’obiettivo di ribadire con forza che l’acqua è un bene comune e un diritto umano universale da conservare per le future generazioni.

&lt;p&gt;
Proprio in questo momento diventa fondamentale essere a fianco di tutti i cittadini e protestare contro questa legge che ci fa tornare indietro sia nella buona amministrazione che nel diritto all’accesso ad un bene fondamentale come l’acqua.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticoveneto.org/dett_news.asp?ID=1120&quot;&gt;partitodemocraticoveneto.org&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>DANIELA SBROLLINI: Il Parlamento subisce un nuovo voto di fiducia. Questa volta con decreto si privatizza l'acqua.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/11/18/daniela-sbrollini/il-parlamento-subisce-un-nuovo-voto-di-fiducia-questa-volta-con-decreto-si-privatizza-lacqua/419174"></link>
  <updated>2009-11-18T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>419174</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Come purtroppo avevamo previsto il Governo ha posto la questione di fiducia sul Decreto 135, che, tra le altre cose, determina la privatizzazione del servizio idrico nel nostro Paese.&lt;br /&gt;

E’ un gravissimo colpo di mano inferto ad uno dei settori più delicati dei sevizi pubblici, fatto contro i cittadini utenti, contro il Parlamento contro ogni buon senso amministrativo.

&lt;p&gt;
Si è voluto bloccare di fatto ogni discussione di merito, impedendo alle tante obiezioni e contrarietà di emergere laddove era naturale emergessero: l’aula del Parlamento.
La Lega, che si riempie la bocca di parole quali federalismo e autonomie locali, con questo provvedimento scippa agli enti locali un patrimonio di cultura amministrativa e di buon governo con le conseguenze che già si vedono laddove l’acqua è privatizzata: aumento delle tariffe, diminuzione degli investimenti, sistema idrico al collasso.

&lt;p&gt;
In aula alla Camera il gruppo del Partito Democratico, prima che il Governo esplicitasse la volontà di porre la questione di Fiducia, ha posto in votazione la pregiudiziale di incostituzionalità. Pregiudiziale bocciata dalla maggioranza con soli 28 voti di scarto.
Aspetto non trascurabile è la palese conflittualità che il decreto presenta nei confronti delle normative europee vigenti in materia.

&lt;p&gt;
Proprio in questo momento diventa fondamentale essere a fianco di tutti i cittadini, degli enti locali, e di tutte i comitati sorti spontaneamente, per protestare contro questa legge che ci fa tornare indietro sia nella buona amministrazione che nel diritto all’accesso ad un bene fondamentale come l’acqua.
La battaglia politica non si concluderà quindi con il voto di fiducia imposto al Parlamento, ma continuerà tra i cittadini e nelle sedi comunitarie.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticoveneto.org/dett_news.asp?ID=1119&quot;&gt;partitodemocraticoveneto.org&lt;/a&gt;</summary>
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