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  <title>Openpolis - Argomento: giunta regionale</title>
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  <updated>2010-06-09T00:00:00Z</updated>
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  <title>MARIA GEMMA AZUNI: RU486</title>
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  <updated>2010-06-09T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>501609</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Roma (RM) (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;
&lt;p&gt;In merito all’annunciata convocazione della Giunta Regionale, prevista per domani,  per il varo delle linee guida per la somministrazione negli ospedali laziali  della RU486, mi preme rimarcare come  nell’attuale dibattito tutto ideologico in corso, si sottaccia un aspetto ineludibile: il mancato riconoscimento del diritto all’autodeterminazione delle donne e alla libera scelta.&lt;br /&gt;

L’utilizzo della RU486 come pratica meno invasiva e rischiosa, abbondantemente sperimentata in altri paesi da decenni e quindi più che testata, può apportare miglioramenti ai  risultati  positivi dovuti all’applicazione della legge 194. Voler invece obbligare la donna che intende usufruire della RU486, al solo ricovero ordinario e magari prolungato, rappresenta un tentativo di intimidire e impedire l’esercizio di un diritto, che oltretutto inciderà pesantemente sui bilanci della sanità pubblica. Credo che a nessuna donna interessi lo scontro politico in atto se esso, come purtroppo sta avvenendo,  non tiene nel dovuto conto il rispetto per la salute delle donne, il diritto alla libera scelta, i progressi scientifici in ambito medico-ginecologico.&lt;br /&gt;

In questo campo non ci devono essere speculazioni di sorta , ricerca di consenso spicciolo e di potere perché il peso ricadrà sulle donne, sulla sanità pubblica con il rischio che se non ci saranno risposte adeguate nelle strutture pubbliche, crescerà un mercato parallelo che ingrosserà gli affari privati. Auspico che su tale vicenda sia praticata una corretta informazione per tutelare il diritto alla libera scelta e mi auguro che la Presidente “ donna “ Polverini,  si faccia promotrice di richieste di adeguati finanziamenti al  Governo per implementare la rete dei consultori affinchè possano continuare a svolgere azioni di prevenzione, accompagnamento e presa in carico per tutte le donne ma soprattutto per quelle socialmente fragili e migranti. &lt;br /&gt;

&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
Maria Gemma Azuni&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.gemmazuni.it/home/item/242-ru486&quot;&gt;www.gemmazuni.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Roberto COTA: Insediamento in Consiglio Regionale</title>
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  <updated>2010-05-03T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>499535</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Lega) - Pres. Giunta Regione Piemonte (Partito: Lega) - Consigliere Regione Piemonte (Gruppo: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il presidente Cota ha affermato che il Consiglio regionale dovrà avere nei confronti della Giunta “un ruolo non solo di ordine legislativo, ma di continuo confronto, che ritengo importante e intendo valorizzare e garantire in ogni modo, anche attraverso la nomina di un assessore delegato ai Rapporti con l’Assemblea regionale. La Giunta e il Consiglio regionale devono dare risposte alle aspettative e ai problemi delle persone. C’è bisogno di rilanciare e di far ripartire il Piemonte attraverso un gioco di squadra che vada al di là degli steccati e delle appartenenze politiche. La stella polare del mio mandato sarà il raggiungimento del federalismo fiscale, accompagnato da una progressiva sburocratizzazione e semplificazione amministrativa, al contenimento delle spese, alla realizzazione delle infrastrutture che non possono essere rimandate, al miglioramento della situazione del trasporto pubblico locale e a un’attenzione costante ai temi della sanità e del lavoro”.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.consiglioregionale.piemonte.it/attivita/comunicati/2010/03_maggio/insediamento.htm&quot;&gt;Consiglio Regionale del Piemonte&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>MARIA GEMMA AZUNI: Giunta Regionale con poche donne</title>
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  <updated>2010-04-26T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>498745</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Roma (RM) (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;


Una campagna elettorale al femminile ma il risultato finale è che nel Consiglio regionale del Lazio siederanno poche donne. I dati  delle ultime elezioni regionali hanno reso evidenti che le quote rosa sono state spazzate via.  La composizione della Giunta annunciata oggi dalla Polverini conferma questa deblacle e dimostra ancora una volta come il problema delle quote rosa rimane un nodo irrisolto.&lt;br /&gt;


Nonostante lo Statuto regionale imponga la presenza di almeno 5 donne su 16 assessori, in giunta per ora sono solo 3 le donne nominate,compresa la stessa Polverini. Non mi pare un grande balzo in avanti per la civiltà della politica. Nel Lazio, seconda regione d'Italia per prodotto interno lordo, con una popolazione femminile pari a 2.922.716, unità permane una crisi di rappresentanza che necessita di un’attenta riflessione prima di tutto all’interno dei partiti. Non è &quot;pescando&quot; tra le donne impegnate su un territorio al momento della composizione delle liste che si costruisce un consenso se poi le logiche seguite sono quelle della spartizione correntizia.&lt;br /&gt;
Alle donne piace la concretezza perché sono abituate a fare i salti mortali per conciliare vita professionale, vita familiare e vita politica. Le donne possono portare alla politica e all’amministrazione una loro specificità e contribuire a lavorare guardando concretamente ai problemi. In questa regione purtroppo come è accaduto sia nella composizione delle liste che nell’elezione, le donne sono state fortemente penalizzate ed il rispetto della parità di genere è stato perseguito solo a parole e sminuito dai fatti dalla stessa Polverini.&lt;br /&gt;
&lt;p&gt;

Maria Gemma Azuni&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.gemmazuni.it/home/item/188-giunta-regionale-con-poche-donne&quot;&gt;www.gemmazuni.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Roberto COTA: Il presidente Cota annuncia la nuova Giunta</title>
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  <updated>2010-04-16T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>497377</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Lega) - Pres. Giunta Regione Piemonte (Partito: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“Sono contento e soddisfatto - ha dichiarato Cota - perché la Giunta annovera persone di grande competenza e professionalità. Mantengo l’impegno sul ringiovanimento della squadra degli assessori, un dato che va nella direzione di un rinnovamento delle classe politica, come promesso in campagna elettorale. Mantengo infine il secondo impegno, che è quello di una riduzione del numero degli assessori, per un miglioramento dell’efficienza e della funzionalità del Governo regionale, oltre che per la riduzione dei costi della politica. Ringrazio il Pdl per la disponibilità dimostrata nel mantenere questi miei impegni presi con gli elettori”.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.regione.piemonte.it/notizie/piemonteinforma/scenari/il-presidente-cota-annuncia-la-nuova-giunta.html&quot;&gt;www.regione.piemonte.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Rosanna FILIPPIN: «Su Mario Rigoni Stern un’operazione di “bracconaggio politico” da parte della giunta regionale»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/11/12/rosanna-filippin/%C2%ABsu-mario-rigoni-stern-un%E2%80%99operazione-di-%E2%80%9Cbracconaggio-politico%E2%80%9D-da-parte-della-giunta-regionale%C2%BB/419073"></link>
  <updated>2009-11-12T00:00:00Z</updated>
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  <id>419073</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore  Comune Bassano del Grappa (VI) (Partito: PD) - Assessore  Comune Bassano del Grappa (VI) (Partito: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«La memoria di Mario Rigoni Stern non deve essere strumentalizzata per fini politici».&lt;br /&gt;
 Così Rosanna Filippin, candidata per la mozione Bersani alla segreteria veneta del Pd, commenta le polemiche che hanno accompagnato l’allestimento della mostra su Mario Rigoni Stern nella sede del consiglio regionale.

&lt;p&gt;
«È triste notare che membri della giunta regionale hanno utilizzato le stupende pagine dedicate da Mario Rigoni Stern alla caccia per tirare acqua al proprio mulino, per ribadire il loro falso ruolo di difensori dei cacciatori su cui hanno basato le loro campagne elettorali in passato – spiega Filippin –. La caccia di cui parlava Mario Rigoni Stern non ha nulla a che fare con quella difesa dall’assessore Elena Donazzan e dai suoi colleghi di giunta. Il cacciatore descritto da Rigoni Stern è profondamente immerso nella natura, è l’uomo dei boschi che combatte per la sopravvivenza alla pari con l’animale, per cui nutre un grande rispetto. In quel rapporto fra cacciatore e animale non c’è volontà di sopraffazione e desiderio di conquista, ma una sorta di fratellanza all’interno del mondo naturale. Una concezione agli antipodi della caccia sportiva senza regole propagandata dalla Donazzan e dalla giunta regionale”.

&lt;p&gt;
«Tentare di fare di Mario Rigoni Stern un paladino della caccia senza regole non è altro che, per restare in tema, un’operazione di basso “bracconaggio” politico, che di culturale non ha proprio nulla» conclude Filippin.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticoveneto.org/dett_news.asp?ID=1114&quot;&gt;partitodemocraticoveneto.org&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Domenico LOMELO: Puglia. «Il rimpasto di Vendola è una decisione incomprensibile» </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/07/07/domenico-lomelo/puglia-%C2%ABil-rimpasto-di-vendola-%C3%A8-una-decisione-incomprensibile%C2%BB/391825"></link>
  <updated>2009-07-07T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>391825</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Puglia (Gruppo: Verdi) - Consigliere  Consiglio Comunale Polignano a Mare (BA) (Lista di elezione: Verdi) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il capogruppo dei Verdi in Consiglio Mimmo Lomelo, ex assessore al Diritto allo studio: «Il presidente della Regione ha voluto sparigliare le carte in vista di una sua ricandidatura». Intanto, il progetto di Sinistra e libertà va avanti. 

&lt;p&gt;
La questione morale travolge la Puglia e spinge il presidente della Regione Nichi Vendola ad azzerare la propria giunta. La decisione è arrivata dopo le inchieste sulla sanità, in particolare dopo la sospensione cautelare del direttore generale della Asl Bari, Lea Cosentino, coinvolta in una delle inchieste per turbativa d’asta. E ieri Vendola è stato ascoltato come persona informata sui fatti dal sostituto procuratore della Dda di Bari, Desirée Digeronimo.

&lt;p&gt;
Un rimpasto che ha visto la sostituzione del vicepresidente della Regione e assessore alle Attività produttive, Sandro Frisullo, e di quattro assessori, Marco Barbieri, Massimo Ostillio, Domenico Lomelo ed Enzo Russo. Ai loro posti, oltre a Loredana Capone (Pd, vicepresidente), entrano Magda Terrevoli (Formazione, Verdi), Fabiano Amati (Risorse agroalimentari, Pd), Dario Stefano (Turismo, Pd, sebbene in molti lo indichino in avvicinamento all’Udc) e Gianfranco Viesti (Diritto allo studio, tecnico).

&lt;p&gt;
«La decisione del governatore ha lasciato tutti di stucco», attacca Mimmo Lomelo, ex assessore al Diritto allo studio e capogruppo del Sole che ride in Consiglio regionale. «Decisione ancor più incomprensibile - sottolinea - perché presa a 6-7mesi dalla fine della legislatura. Tutti i colleghi stavano finendo il lavoro già iniziato, poi ora ci sarà l’estate... e chi è alle prime armi ci mette sempre un po’ ad ambientarsi».

&lt;p&gt;
Ma come si spiega un atto del genere? «Io credo che Vendola abbia voluto sparigliare le carte in vista di una sua ricandidatura. Io ero totalmente distante da quanto accaduto. Anche gli altri colleghi, salvo quelli che si erano già dimessi, non c’entrano nulla. Vendola ha provocato nella base una grande confusione rispetto al giudizio positivo che i cittadini hanno sul territorio».

&lt;p&gt;
Nel mondo politico pugliese c’è grande fermento: «Domani (oggi, ndr) chiederò una riunione con i segretari provinciali dei Verdi per metterli al corrente di cosa è accaduto. Parallelamente - rivela Lomelo - stiamo lavorando, sul versante di Sinistra e libertà, affinché ci sia una federazione tra le forze che la compongono. Bisogna evitare di metterle insieme senza che ci sia contestualmente una crescita culturale sul territorio».

&lt;p&gt;
Un progetto in cui il leader ambientalista crede, «ma deve essere aperto: bisognerà guardare anche ai Radicali, evitando di chiuderci in noi stessi. C’è l’esigenza di rifare una coalizione più larga che non sia quella ristretta Pd-Idv se non vogliamo che Berlusconi continui ancora a governare». Centrodestra che, denuncia Lomelo, colpisce a morte il Sud: «Hanno sottratto 20 miliardi di euro, 40mila miliardi delle vecchie lire, dai fondi Fas (Fondi aree sottoutilizzate) per il Meridione per darli al Nord.

&lt;p&gt;
Un vero furto. E i 40 miliardi rimasti, che ci spettano, ce li devono ancora dare. Altro che questione meridionale, ora c’è una questione settentrionale: un Nord che ruba al Sud! Su questo sono intervenuti sia il capo dello Stato che la Corte dei conti: più di così chi altro deve intervenire?».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.terranews.it/news/2009/07/%C2%ABil-rimpasto-di-vendola-e-una-decisione-incomprensibile%C2%BB&quot;&gt;Terra - Valerio Ceva Grimaldi &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>CESARE D'ALESSANDRO: «Sui trasporti Chiodi decide di non decide»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/07/06/cesare-dalessandro/%C2%ABsui-trasporti-chiodi-decide-di-non-decide%C2%BB/391809"></link>
  <updated>2009-07-06T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>391809</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Arielli (CH) (Lista di elezione: LISTA CIVICA) - Consigliere Regione Abruzzo (Lista di elezione: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Il Presidente Chiodi e l’Assessore ai Trasporti, Giandonato Morra, decidono di ‘non decidere’ sulla riforma delle società di trasporto, perché così possono disporre a piacimento della fetta più sostanziosa di incarichi da affidare».
&lt;p&gt;
E’ questo il commento del consigliere regionale Idv, Cesare D’Alessandro, il quale attacca la giunta regionale per mancate decisioni che si trascinano da mesi e che riguardano anche gli enti strumentali e partecipate della Regione.
&lt;p&gt;
«E’ bene fare alcune precisazioni», dice D’Alessandro, «perché si è parlato a sufficienza dei benefici economici derivanti dalla riduzione dei Consigli di Amministrazione delle Aziende di trasporto, ma ben poco dei vantaggi connessi a una riforma del settore, che sono: l’eliminazione delle sovrapposizioni di rete, in linea con le previsioni dei nuovi piani di bacino; la centralizzazione delle procedure di acquisto di beni e servizi; la pianificazione degli investimenti;&lt;br /&gt;
 un calmieramento o anche una riduzione del costo dei biglietti; in sintesi, lo sviluppo di una rete di trasporti più efficiente e meno costosa. L’accorpamento delle Aziende di trasporto, inoltre, risulta indispensabile per lo sviluppo di strategie espansive nel settore, o almeno a difesa delle attuali collocazioni di mercato. 
&lt;p&gt;Evidentemente la Giunta di centrodestra è disposta a barattare questa somma di benefici (per tutti gli abruzzesi) con la possibilità di soddisfare gli appetiti iniqui di qualche supporter di centrodestra».
&lt;p&gt;
D’Alessandro ricorda inoltre come sull’argomento del riordino del settore, la giunta regionale aveva commissionato alla Kpmg (costato circa 200mila euro a carico dei cittadini abruzzesi) uno studio dal quale sarebbero dovute uscire le linee guida da seguire.
&lt;p&gt;
«Non è dato di sapere nemmeno», ha concluso il consigliere Idv, «quale sia tendenzialmente il progetto di riforma che la Giunta regionale, a distanza di 6 mesi dal suo insediamento, intende perseguire; nulla è stato detto e fatto in proposito.
&lt;p&gt; Una dimostrazione di completa inefficienza e incapacità decisionale. Purtroppo, al di là del semplice buon senso, prevarranno le spinte di chi, nel centrodestra, vorrà subito nominare nuovi presidenti e amministratori.
&lt;p&gt; Costoro saranno i primi a bloccare il processo di riforma, a difesa delle proprie poltrone e lauti compensi».
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.primadanoi.it/modules/bdnews/print.php?storyid=21519&quot;&gt;Prima Da Noi.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Silvio BERLUSCONI: Sicilia. No dal Pdl a tre nuovi assessori. «Non ho seguito questa vicenda da vicino. Si tratta di questioni locali e di dissensi personali...»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/05/29/silvio-berlusconi/sicilia-no-dal-pdl-a-tre-nuovi-assessori-%C2%ABnon-ho-seguito-questa-vicenda-da-vicino-si-tratta-di-questioni-locali-e-di-dissensi-personali-%C2%BB/391365"></link>
  <updated>2009-05-29T00:00:00Z</updated>
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  <id>391365</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Pres. del Consiglio   (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il coordinamento nazionale del Pdl, composto da Bondi, La Russa e Verdini, ha sospeso dal partito i deputati siciliani Gianfranco Bufardeci, Michele Cimino e Luigi Gentile. La loro colpa? Essere entrati nella nuova giunta Lombardo.

&lt;p&gt;
La decisione era stata annunciata dal Pdl il giorno che Lombardo ha annunciato la nuova giunta. Ancora qualche minuto prima che il governatore presentasse la sua squadra, Bondi, La Russa e Verdini avevano ammonito che non sarebbero state accettate «furbizie» e tantomeno decisioni definitive prima del voto europeo del 6 e 7 giugno.

&lt;p&gt;
Gli assessori incriminati non accettano la decisione del coordinamento nazionale Pdl e chiedono l'intervento di Berlusconi. Che però mostra di non voler prendere nessuna decisione in merito. 
&lt;p&gt; «Confesso che non ho seguito questa vicenda da vicino proprio perchè impegnato con il G8 e il terremoto: si tratta di questioni locali e di dissensi
personali che si elimineranno con nuove persone capaci di fare le riforme necessarie. Sempre nell'ambito del centro destra e
del Pdl».

&lt;p&gt;
Il centrodestra sta comunque studiando un modo per modificare in Parlamento lo Statuto siciliano, in modo da rendere più facile la sfiducia del governatore Lombardo. In Sicilia verrà invece presentata dal Pdl una «mozione di censura» nei confronti del presidente della Regione e della nuova giunta.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.unita.it/news/85166/il_pdl_sospende_i_tre_ribelli_entrati_nella_nuova_giunta_lombardo&quot;&gt;l'Unità.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Raffaele LOMBARDO: Sicilia. ''Varato il governo dell'autonomia. Chi ha lavorato con scorrettezza va all'opposizione&quot;.</title>
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  <updated>2009-05-29T00:00:00Z</updated>
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  <id>391356</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Sicilia (Partito: MOV. PER L'AUTONOMIA) - Consigliere Regione Sicilia (Gruppo: MpA) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il presidente della Regione presenta la nuova giunta: ''Fuori chi ha fatto giochini. Chi ha lavorato con scorrettezza va all'opposizione&quot;. 
E mette in chiaro: ''Non mi dimetto''. &lt;br /&gt;
Non assegnate le deleghe a lavoro, formazione e agricoltura. &lt;br /&gt;
I coordinatori del Popolo della Libertà Verdini, La Russa e Bondi indirizzano al governatore ''l'invito a definire insieme un nuovo percorso senza eccessi né furbizie subito dopo le elezioni'' 
&lt;p&gt;E' fuori dalla giunta chi ha remato contro il progetto di sviluppo della Regione e chi ha fatto giochini&quot;. &lt;br /&gt;
Quanto alle ''mie dimissioni non ci saranno, anzi questo governo andrà avanti a velocità supersonica. Mi dimetterei soltanto se dovessi essere costretto a fare una cosa contro gli interessi della Sicilia''. &lt;br /&gt;
Chiare e nette le parole del presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, che oggi in conferenza stampa ha presentato la nuova giunta. &lt;br /&gt;
&quot;Chi ha lavorato con scorrettezza, i deputati che si sono prestati alla caccia all'uomo non possono essere premiati - ha rimarcato il governatore - Sappiano questi parlamentari che chi si è offerto a fare simili giochi va all'opposizione&quot;.
&lt;p&gt;Il presidente della Regione ha voluto chiarire ''che non è un governo che si pone fuori dalla maggioranza, ma è un governo dell'autonomia, fatto di uomini liberi che si sottraggono ai diktat dei partiti centrali. &lt;br /&gt;
La Sicilia ha bisogno di autonomia&quot;.

&lt;p&gt;
Faranno parte della squadra di governo il docente amministrativista Gaetano Armao, il procuratore dei minorenni del Tribunale di Palermo Caterina Chinnici, l'imprenditore Marco Venturi, il magistrato Massimo Russo, e i politici Michele Cimino, Luigi Gentile, Giuseppe Sorbello, Giovanbattista Bufardeci e Roberto Di Mauro. &lt;br /&gt;
La giunta sarà affiancata da una commissione di super esperti, ''un pool di tecnici - ha spiegato Lombardo - che darà una mano&quot;. I nomi sono tanti e tra quelli che circolano ci sono Giovanni Pistorio e Mario Centorrino.&lt;br /&gt;
 Nella nuova giunta non sono state assegnate le deleghe al lavoro, alla formazione e all'agricoltura ma il governatore ha comunque assicurato che l'esecutivo potrà essere completato già nelle prossime ore.&lt;br /&gt;


Quanto alle &quot;personalità esterne'' che entrano nel nuovo esecutivo serviranno, ha spiegato Lombardo, ''a dare un segno dell'alleanza sociale, che deve essere un pilastro del nuovo governo regionale siciliano&quot;.

&lt;p&gt;
&quot;Noi siamo disposti al dialogo - ha detto il presidente della Regione rispondendo a chi gli chiedeva se i tre posti rimasti vuoti in giunta andranno al Pdl, area Castiglione - ma non prendiamo assessori che hanno lavorato con grande scorrettezza. La caccia all'uomo non può essere premiata&quot;.&lt;br /&gt;
 E il dialogo, assicura, riguarderà anche l'Udc.

&lt;p&gt;
Poi, ai giornalisti che gli chiedevano se in questi giorni avesse sentito il presidente del Consiglio, ha risposto:&lt;br /&gt;
 &quot;Non ho sentito in questi due giorni il presidente Berlusconi, il che significa che non c'è grande interesse da parte sua, nonostante le grandi grida di dolore...&quot;.&lt;br /&gt;
 &quot;Evidentemente - ha proseguito - il presidente del Consiglio, con le europee alle porte, ha altro a cui pensare. &lt;br /&gt;
Se avesse avuto qualche preoccupazione o problema avrebbe potuto chiamare&quot;. Dopo aver ribadito la sua stima al premier il governatore ha aggiunto: &quot;Mi spiace che abbia ascoltato cattivi consiglieri. Quando avrà tempo sono pronto e disponibile a incontrarlo e a parlare con lui&quot;.

&lt;p&gt;
Il governatore a sorpresa aveva azzerato il suo esecutivo lunedì scorso e si era dato 48 ore di tempo per formarne un altro. Poi, accettando la richiesta del Popolo delle Libertà che aveva chiesto tempo, aveva accordato un ulteriore rinvio di 48 ore. &lt;br /&gt;
Dinanzi alla nuova richiesta di Pdl e Udc di rinviare a dopo le elezioni europee la formazione del Lombardo bis, il governatore ha deciso di tirare dritto per la sua strada, evidenziando la spaccatura interna al Pdl, dove la corrente che fa capo al sottosegretario Gianfranco Miccichè e che sostiene il presidente della Regione si contrappone a quella del coordinatore regionale del partito Giuseppe Castiglione, vicino all'area Alfano-Schifani.

&lt;p&gt;
I coordinatori del Pdl Denis Verdini, Ignazio La Russa e Sandro Bondi in una nota hanno chiarito che la soluzione alla crisi della Regione Sicilia andrà trovata dopo le elezioni europee con un'intesa tra il presidente Lombardo e il Pdl e saranno respinte altre ipotesi, anche transitorie, che maturino prima, senza un'intesa con il Popolo della Libertà.

&lt;p&gt;
Il coordinamento nazionale del Pdl ha rinnovato &quot;l'invito a operare, tutti, senza presunzione e facendo prevalere realmente gli interessi della Sicilia attraverso un necessario anche se faticoso lavoro di condivisione. Indirizza nuovamente all'onorevole Lombardo l'invito a definire insieme un nuovo percorso senza eccessi né furbizie, subito dopo le elezioni utilizzando questi ultimi otto giorni, dedicati alla campagna elettorale, per una pacata riflessione all'interno delle forze politiche che hanno consentito l'elezione a presidente regionale dell'onorevole Lombardo&quot;.

&lt;p&gt;
Quanto agli ''assessori nominati dal presidente Lombardo - affermano i coordinatori in una dichiarazione congiunta - non possono accettare l'incarico fino a quando Lombardo stesso non accetterà di sedere al tavolo con tutto il Pdl. L'avallo di ogni diversa decisione smentirebbe la linea di serietà e coerenza che tutto il Pdl vuole darsi e assomiglierebbe alla svendita di quei valori e di quelle regole che sono all'origine della nascita del nostro partito''.


 &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=3.0.3374074757&quot;&gt;Adnkronos/Ign&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>LUCIO TIOZZO: &quot;Insostenibili altri 10 anni senza mettere in sicurezza l'attuale Romea&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/03/31/lucio-tiozzo/insostenibili-altri-10-anni-senza-mettere-in-sicurezza-lattuale-romea/390833"></link>
  <updated>2009-03-31T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>390833</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Veneto (Gruppo: L'  Ulivo) - Consigliere  Consiglio Comunale Chioggia (VE) (Lista di elezione: DS) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Come due consumati attori Galan e Chisso hanno annunciato con grande enfasi che nel 2018 vedrà la luce la Romea commerciale: peccato che l’opera doveva essere completata nel 2008”.
L’attacco nei confronti del presidente della Giunta regionale e dell’assessore veneto alla mobilità viene dal consigliere regionale del Partito Democratico, Lucio Tiozzo.

&lt;p&gt;
“Tra i principali responsabili di questo colossale ritardo, ora Galan e Chisso hanno il dovere di non dare il bis della loro inefficienza. Ritengo infatti che sia insostenibile attendere altri dieci anni senza che nel frattempo non si intervenga con opere di messa in sicurezza della attuale Romea. In questo senso - conclude Tiozzo – la Giunta regionale deve reperire urgentemente le risorse economiche necessarie per i lavori. Altrimenti tutta l’operazione, presentata in grande stile, si rivelerà un fiasco clamoroso. Con grave, ulteriore, rischio per chi viaggia quotidianamente lungo questa pericolosissima strada”.
&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticoveneto.org/dett_news.asp?ID=767&quot;&gt;official web site - Partito Democratico Veneto&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>FRANCO MANZATO: «La meritocrazia deve valere per i dipendenti, non per i manager nominati dai politici»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/03/12/franco-manzato/%C2%ABla-meritocrazia-deve-valere-per-i-dipendenti-non-per-i-manager-nominati-dai-politici%C2%BB-intervista/390620"></link>
  <updated>2009-03-12T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>390620</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Veneto (Gruppo: Lega) - Assessore Regione Veneto (Partito: Lega) - Vicepres. Regione Veneto (Partito: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;
&lt;p&gt;
   &lt;b&gt; Manzato, alla riunione di giunta di martedì, quando è stata approvata la delibera sui premi ai massimi dirigenti regionali, lei era assente. Ci fosse stato, come avrebbe votato?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

      «La verità? Avrei votato la delibera, avrei detto sì».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;      Significa che è favorevole all’attribuzione di un premio pari al 10% dello stipendio, circa 15mila euro all’anno, ai segretari regionali?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

      «Avrei votato la delibera, ma non perché io sia d’accordo o contrario al provvedimento. Il fatto è che non si poteva fare diversamente».&lt;br /&gt;

      &lt;b&gt;Si spieghi.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

      «Non abbiamo criteri di valutazione, non riusciamo a dare un giudizio sull’operato di questi manager. Mi spiego meglio: sono tutti manager di nomina politica, chi di area di Forza Italia, chi della Lega, chi di Alleanza nazionale».&lt;br /&gt;

   &lt;b&gt;   E allora?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

      «E allora come fai a dare un premio magari del 10% a un manager ad esempio di nomina di Alleanza nazionale e attribuire una percentuale minore al manager di area Forza Italia piuttosto che della Lega? È così che a tutti si dà la stessa percentuale».&lt;br /&gt;

   &lt;b&gt;   L’avete deciso in giunta?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

      «Abbiamo affrontato l’argomento ancora a suo tempo. Circa cinque o sei mesi fa, quando si trattava di discutere i bonus per i direttori delle Ulss, abbiamo discusso dei criteri che potevano essere applicati per l’attribuzione dei premi di risultati. Solo che, trattandosi di nomine politiche, criteri non ce ne sono. Meglio, sappiamo tutti quanti che dobbiamo cercare dei criteri di applicazione sulla base degli obiettivi da raggiungere, ma resta il nodo di fondo: sono manager di nomina politica, sono professionisti indicati da qualcuno. Come fai a dire a tizio sì e a caio no?».&lt;br /&gt;

     &lt;b&gt; Quindi resterà sempre così?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

      «No, bisogna cambiare sistema».&lt;br /&gt;

    &lt;b&gt;  Ad esempio?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

      «Togliere i premi. Io sono per l’abolizione dei bonus».&lt;br /&gt;

      &lt;b&gt;Dice questo perché c’è la crisi economica e c’è gente in cassa integrazione o che ha perso il lavoro?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

      «Dico questo indipendentemente dalla crisi. Oggi i premi sono previsti dal contratto di lavoro con i segretari regionali. Bene, si cambia la norma. Si toglie il bonus di produzione, si fissa lo stipendio e basta».&lt;br /&gt;

      &lt;b&gt;E la meritocrazia?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

      «La meritocrazia deve valere per i dipendenti, non per i manager nominati dai politici».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://carta.ilgazzettino.it/MostraOggetto.php?TokenOggetto=410343&amp;Data=20090312&amp;CodSigla=PG&quot;&gt;Il Gazzettino - Alda Vanzan&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>DIEGO BOTTACIN: Sanità. Ennesimo accentramento della Giunta nelle decisioni su appalti e acquisti</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/21/diego-bottacin/sanit%C3%A0-ennesimo-accentramento-della-giunta-nelle-decisioni-su-appalti-e-acquisti/388326"></link>
  <updated>2009-01-21T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>388326</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Veneto (Gruppo: L'  Ulivo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt; Dichiarazione congiunta dei consiglieri Bottacin, Gallo e Rizzato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

Con un’interrogazione rivolta alla Giunta e all’assessore alla sanità, i tre esponenti del PD mettono nel mirino la delibera approvata lo scorso 30 dicembre con la quale la Giunta ha deciso di istituire presso la segreteria regionale sanità e sociale, il centro regionale acquisti per la sanità, “dettando una seria di comportamenti ai quali sono tenute le aziende sanitarie regionali. E con la stessa delibera – spiegano Gallo, Rizzato e Bottacin – è stato costituito un comitato strategico, con il compito di indicare gli indirizzi delle politiche di acquisto di rilievo regionale o che coinvolgono più aree vaste”.

&lt;p&gt;
“Inoltre la Giunta ha stabilito che il centro acquisti sanità si avvarrà dei seguenti gruppi di lavoro: comitato tecnico dei direttori amministrativi, comitato tecnico dei direttori di dipartimento e dei gruppi tecnici di gara. Dalla strutturazione data al nuovo centro regionale acquisti - osservano i firmatari dell’interrogazione - emerge palesemente la volontà di accentrare questa delicata materia tutta in capo alla Regione. Una scelta che vanifica nei fatti il lavoro svolto negli ultimi due anni per la costituzione dei centri d’acquisto di area vasta con impiego di rilevanti risorse organizzative e di coordinamento”.

&lt;p&gt;
I consiglieri del PD accusano quindi l’assessore Sandri di aver tenuto un “atteggiamento ondivago e confusionario nel rispondere alle numerose critiche giunte da tutte le parti politiche, il che ha creato ancora più confusione, alimentando il sospetto che in realtà sia stato creato l’ennesimo inconcludente organismo per accentrare potere sulla Giunta Regionale”.

&lt;p&gt;
In conclusione Gallo, Rizzato e Bottacin, secondo i quali il provvedimento deve essere sottoposto all’esame della commissione consiliare,  pongono sul tavolo della Giunta e dell’assessore alla sanità  una serie di questioni: “come e dove si svolgeranno tutte le gare per gli appalti indicati nella delibera? Quali sono le gare regionali di appalto di terzo livello, diverse da quelle locali e da quelle delle aree vaste, che toccheranno al centro regionale acquisti? Quale impiego e ruolo avranno, dopo l’avvio del centro unico, i centri d’acquisto di area vasta?”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticoveneto.org/dett_news.asp?ID=644&quot;&gt;web site - Pd Veneto&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giulio Claudio Rizzato: Il crollo della sanità veneta</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/20/giulio-claudio-rizzato/il-crollo-della-sanit%C3%A0-veneta/388323"></link>
  <updated>2009-01-20T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>388323</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Veneto (Lista di elezione: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Equità, efficienza e trasparenza sono obiettivi lasciati oggi a marcire nel dimenticatoio, dopo che per lungo tempo hanno svolto, basandosi sui dettami costituzionali, un ruolo cruciale e concreto nella nascita e nello sviluppo del sistema sanitario nel nostro Paese.

&lt;p&gt;
Oggi chi ha la responsabilità politica di guidare il Veneto è lontano anni luce dall’idea di essere tutore del sacrosanto diritto dei cittadini di essere curati a prescindere dalla condizione economica e dal luogo in cui vivono o dal quale provengono.

&lt;p&gt;
Si assiste ad un atteggiamento di assoluta leggerezza e sufficienza nei confronti di questo settore fondamentale per la vita di tutti noi. Basti pensare al fatto che dal 2005 ad oggi la Giunta Galan ha avvicendato ben tre assessori alla sanità: neppure nei condomini gli amministratori hanno un tale turn-over.
&lt;p&gt;

Tre assessori e tutti e tre leghisti che, alla faccia dei paladini delle ragioni del nord e dei veneti, hanno contribuito in modo decisivo a questa fase di implosione, ovvero di incapacità del sistema di rispondere in maniera adeguata alle esigenze dei cittadini.

&lt;p&gt;
Le liste d’attesa chilometriche, che penalizzano soprattutto le persone anziane, così come la mancanza di equità nel ripartire tra le Ulss le risorse messe a disposizione del Veneto, sono il risultato di una latitanza cronica da parte del centrodestra di governo.

&lt;p&gt;
Dove sta l’eccellenza del modello sanitario veneto, così tanto sbandierata dal presidente Galan?
Negli ultimi 12 anni la Giunta regionale non ha avuto la volontà di affrontare il nodo della necessità di riprogrammare la sanità attraverso una strategia a vasto raggio che fosse degna di questo nome, partendo dai bisogni di salute dei cittadini.

&lt;p&gt;
Si è unicamente limitata a presentare dei piani che tuttavia non hanno trovato alcuna discussione
E tutto questo non per pura casualità, bensì per una scelta politica chiara di restringere gli spazi di confronto e di democrazia all’interno del sistema sanitario, escludendo da ogni processo decisionale soggetti come il Consiglio regionale, organismo di massima rappresentanza dei cittadini veneti, le conferenze dei sindaci e gli amministratori locali, nonché gli operatori della sanità sulle cui spalle ricade la responsabilità e l’onere di tenere in piedi un servizio dignitoso.

&lt;p&gt;
Un disegno questo che si è esplicitato anche negli ultimi giorni con la delibera della Giunta del 30 dicembre che accentra in capo alla segreteria regionale della sanità gli appalti per l’acquisto di beni e servizi, esautorando i direttori generali e gli organismi territoriali da ogni ruolo. La verità è che oggi, a fare programmazione, non è la politica.

&lt;p&gt;
Tutto infatti ruota attorno alla parola d’ordine degli ultimi anni: project financing.&lt;br /&gt;

Una pratica che ha permesso al privato di introdursi nella sanità attraverso cordate di imprese e di interessi, conquistando così uno spazio che gli consente di incassare una remunerazione del capitale investito molto più alta di quanto non avrebbe se facesse un altro tipo di investimento.

&lt;p&gt;
Il ricorso continuo al project financing in sanità è diventato il fattore che ne determina la programmazione ed il mezzo attraverso il quale le risorse pubbliche vengono drenate per ricompensare il privato degli investimenti che fa in sanità. In sostanza, il vero terreno sul quale si fanno gli affari non è più la costruzione di strade, autostrade o di altre opere pubbliche, ma è la sanità.

&lt;p&gt;
&quot;L'evoluzione che sta avendo il sistema sanitario richiede invece l'individuazione e la dotazione di strutture intermedie che diano la risposta della continuità assistenziale dopo la fase acuta della malattia ai cittadini, in modo tale che questo bisogno di cure non si scarichi sulle famiglie&quot;.
&lt;p&gt;

Queste strutture intermedie, che nel Veneto abbiamo chiamato ‘ospedali di comunità’, non ci sono e noi vogliamo andare in questa direzione consapevoli che la maggiore emergenza stia nell’assenza di adeguati livelli assistenziali in tutto il territorio regionale.

&lt;p&gt;
Il Partito Democratico ha presentato un progetto di legge che costituisce un vero e proprio Piano sanitario e sul quale la Giunta potrebbe avviare un confronto se volesse appunto assegnare un ruolo alla politica nella programmazione socio sanitaria.

&lt;p&gt;
Vogliamo tornare ad un modello socio-sanitario, quello che lo stesso Galan aveva ereditato, che sia basato su una forte integrazione tra servizi sociali e sanitari, tra ospedale e territorio.&lt;br /&gt;

E per far questo è necessario che la politica si riappropri delle scelte in materia di sanità e non se le faccia dettare da chi invece interviene nella sanità per obiettivi che sono in larghissima parte di natura economica.

&lt;p&gt;
Se la politica veneta farà questo passo allora tornerà a svolgere il ruolo che le è proprio, rispondendo alle esigenze reali dei cittadini della nostra regione.
Altrimenti, dopo l’implosione di un sistema, si assisterà all’esplosione di un’emergenza sociale.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticoveneto.org/dett_news.asp?ID=640&quot;&gt;web site - Pd Veneto&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Renato BRUNETTA: A Galan. «Caro presidente, è una discriminazione da evitare»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/17/renato-brunetta/a-galan-%C2%ABcaro-presidente-%C3%A8-una-discriminazione-da-evitare%C2%BB/388276"></link>
  <updated>2009-01-17T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>388276</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  PA e innovazione (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Caro Presidente,&lt;br /&gt;

      ho appreso dalla stampa che, a seguito di una circolare interpretativa emanata dalla tua amministrazione, agli alti dirigenti della Regione Veneto non vengono applicate le decurtazioni sulla retribuzione per le assenze per malattie fino a 10 giorni previste dal decreto legge 112/2008 convertito in legge n. 133/2008. Al riguardo vorrei segnalarti che l’intendimento della legge e della successiva circolare interpretativa che ho emanato il 17 luglio 2008, registrata dalla Corte dei conti, è quello di operare in caso di malattia fino a 10 giorni le decurtazioni sugli emolumenti accessori a tutti i dipendenti, dirigenti e non.&lt;br /&gt;

      Anche se i dirigenti provengono dall’esterno, cioè non dai ruoli dell’amministrazione, nel momento in cui viene firmato un contratto di lavoro diventano dipendenti pubblici a tutti gli effetti. Mi sembra, quindi, difficile sostenere una tesi che escluda l’alta dirigenza dall’applicazione di una norma che ha come obiettivo quello di evitare un abuso sull’utilizzo dell’istituto delle assenze per malattia.&lt;br /&gt;
 Nella mia amministrazione anche il più alto dirigente, il capo dipartimento, in caso di malattia ha una decurtazione sulla retribuzione, sempre sulla parte accessoria della stessa, cioè quella legata alla produttività e ai risultati.&lt;br /&gt;

      Sono sicuro che tu interverrai per evitare una discriminazione, difficile da giustificare, che si creerebbe nella tua amministrazione nel caso in cui si applicasse la circolare emanata dalla giunta regionale. Questa mia nello spirito di leale collaborazione tra Governo e Regioni.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=KHBPX&quot;&gt;Il Gazzettino - Renato Brunetta&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Paolo GIARETTA: «È inaccettabile che una regione ricca come il Veneto tagli il fondo per le vittime del lavoro»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/12/18/paolo-giaretta/%C2%AB%C3%A8-inaccettabile-che-una-regione-ricca-come-il-veneto-tagli-il-fondo-per-le-vittime-del-lavoro%C2%BB/383138"></link>
  <updated>2008-12-18T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>383138</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«È incivile e inaccettabile che una regione ricca come il Veneto tagli il fondo per le famiglie delle vittime degli incidenti sul lavoro, come ha denunciato il sindacato». È l’attacco che Paolo Giaretta, senatore e segretario del Partito Democratico veneto, sferra alla giunta regionale che ha ridotto del 20% il fondo per il 2009.&lt;br /&gt;

«La giunta Galan si era assunta quest’impegno di spesa sull’onda dell’emozione per le morti tragiche avvenute sul lavoro l’anno scorso – continua Giaretta – Ora ritiene che l’opinione pubblica si sia distratta e ne approfitta per tagliare soldi a chi ha subito la tragedia delle morti bianche, un fenomeno sul quale, invece, non si deve abbassare la guardia».&lt;br /&gt;

«Continua e si conferma  la distanza ormai strutturale tra le affermazioni e le realizzazioni della destra al governo, a qualunque livello istituzionale – conclude il leader democratico – A livello nazionale, tanto per fare un esempio, il ministro Gelmini, dopo il drammatico incidente in una scuola di Torino che ha provocato la morte di un giovane studente, si era impegnata in un piano straordinario di ristrutturazione degli edifici scolastici. Ma le scelte concrete fatte vanno invece nella direzione opposta, con i tagli degli investimenti nel settore scolastico del 37% nel 2009 e addirittura dell’82% nel 2010».

 
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticoveneto.org/dett_news.asp?ID=592&quot;&gt;official web site - Partito Democratico Veneto&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>DIEGO BOTTACIN: Ecoincentivi, la Giunta preveda un finanziamento straordinario nella Finanziaria regionale 2009</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/12/05/diego-bottacin/ecoincentivi-la-giunta-preveda-un-finanziamento-straordinario-nella-finanziaria-regionale-2009/382769"></link>
  <updated>2008-12-05T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>382769</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Veneto (Gruppo: L'  Ulivo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La protesta contro il provvedimento sulla riqualificazione edilizia contenuto nel decreto anticrisi si sta diffondendo a &quot;macchia d'olio&quot;: imprenditori, artigiani, singoli cittadini chiedono a gran voce che il Governo faccia un passo indietro perché di fatto, introducendo un tetto al fondo messo a disposizione, si limiterà drasticamente l'accesso alle detrazioni fiscali del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici introdotte dalla Legge Finanziaria 2007.&lt;br /&gt;


La retroattività del provvedimento è stata subito annullata, sotto la pressione di migliaia di cittadini infuriati per la sua natura truffaldina. Ma la sostanza non cambia.

&lt;p&gt;
Con queste nuove norme l'Italia va nella direzione opposta rispetto all'Europa e agli Stati Uniti dove Obama ha in programma di stanziare ben 15 bilioni di dollari all'anno per supportare gli investimenti in riqualificazione energetica del settore privato come una delle ricette anticrisi, sia per il notevole risparmio energetico che per la creazione di nuovi posti di lavoro, invertendo di 180 gradi la rotta dell'amministrazione Bush.&lt;br /&gt;


Analizzando i fatti, è una vera e propria beffa che il Governo abbia inserito limitazioni al bonus energetico proprio nel decreto anticrisi!

&lt;p&gt;
Il Governo italiano sembra infatti colpito da totale cecità: con questo provvedimento verranno danneggiate in un colpo solo imprese, lavoratori (che rischiano quindi di perdere il posto di lavoro) e famiglie, soggetti che al contrario dovrebbero essere supportati in un periodo di crisi economica come quello che stiamo attraversando.

&lt;p&gt;
Moltissime sono le proteste contro le nuove norme del bonus energetico e le richieste d'intervento immediato per ripristinare le procedure introdotte dalla Legge finanziaria 2007. Imprenditori edili, installatori di impianti, serramentisti, operatori turistici, produttori di materiali e di servizi, tutte imprese appartenenti a settori nei quali si prevede, a causa di questo intervento, un calo di fatturato del 30-50%.

&lt;p&gt;
Non mancano anche le proteste di singoli cittadini, molti dei quali si vedranno costretti a rinunciare a rinnovare la propria casa in un'ottica di risparmio energetico proprio a causa dell'incertezza di o ttenere il rimborso del 55% sui lavori effettuati.

&lt;p&gt;
Per il 2008 sono attese circa 130.000 istanze, molte delle quali dislocate al Nord. La Giunta del Veneto, in concerto con altre regioni come ad esempio la Lombardia, deve farsi portavoce delle esigenze del suo terriorio, mettendo da parte ogni genere di sudditanza politica, per far capire al Governo che questo provvedimento è sbagliato e inaccettabile. È necessario inoltre che nel bilancio della Legge finanziaria regionale 2009 venga previsto un finanziamento straordinario per la bioedilizia e la produzione energetica da fonti rinnovabili.

&lt;p&gt;
Il futuro del nostro Paese dipende in buona parte da come usciremo dalla crisi: se assomigliando ad una fumosa ed inquinata metropoli del secolo scorso oppure imboccando la strada verso una società più evoluta e proiettata verso il futuro, attenta alla compatibilità ambientale e in grado di cogliere le straordinarie opportunità di sviluppo e crescita che ricerca e innovazione in campo ambientale ci mettono a disposizione. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticoveneto.org/dett_news.asp?ID=557&quot;&gt;web site - Pd Veneto&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>DIEGO BOTTACIN: Passi carrai., chiesta la sospensione della sanatoria: &quot;Sarebbe un salasso per migliaia di famiglie venete già in difficoltà per la crisi&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/11/29/diego-bottacin/passi-carrai-chiesta-la-sospensione-della-sanatoria-sarebbe-un-salasso-per-migliaia-di-famiglie-venete-gi%C3%A0-in-difficolt%C3%A0-per-la-crisi/382621"></link>
  <updated>2008-11-29T00:00:00Z</updated>
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  <id>382621</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Veneto (Gruppo: L'  Ulivo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Ieri l’altro il gruppo consigliare del PD, su proposta del Consigliere regionale Diego Bottacin, ha interrogato la giunta regionale chiedendo di sospendere la richiesta di sanatoria per gli accessi (passi carrai) alla rete viaria regionale da parte della società Veneto Strade e di rivederne i meccanismi applicativi. 

&lt;p&gt;
&quot;La richiesta ha l'obiettivo di evitare che questa sanatoria si trasformi in un salasso per decine di migliaia di famiglie venete, in questo particolare momento di crisi economica&quot; spiega Bottacin. 

&lt;p&gt;
Migliaia di famiglie venete infatti, spesso in maniera del tutto inconsapevole, hanno accumulato un debito nei confronti di Veneto Strade semplicemente perchè possessori di un passo carraio prospicente su una strada gestita dalla società. 

&lt;p&gt;
&quot;Dato che la stessa Veneto Strade non ha ancora effettuato il censimento dei passi carrai, non è stata mai inviata la richiesta di pagamento mettendo oggi in seria difficoltà moltissime famiglie con questa improvvisa richiesta di pagare tutti gli arretrati degli ultimi 5 anni, arretrati il cui ammontare può aggirarsi anche intorno alle 700 euro - continua Bottacin - Questo provvedimento per giunta cade in un periodo in cui tutti, almeno a parole, esprimono l'intenzione di alleggerire la pressione fiscale e tariffaria sulle famiglie.&quot; 

&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticoveneto.org/dett_news.asp?ID=546&quot;&gt;Sito web - Pd Veneto&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>IGINO MICHIELETTO: Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/11/21/igino-michieletto/giornata-mondiale-dei-diritti-dell%E2%80%99infanzia-e-dell%E2%80%99adolescenza/382219"></link>
  <updated>2008-11-21T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>382219</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Veneto (Gruppo: L'  Ulivo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Una mozione del consigliere Michieletto affinché anche in Veneto ci sia una incisiva azione di prevenzione, controllo e accompagnamento scolastico dei minori per evitare situazioni di marginalità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;




In occasione dell’anniversario della firma da parte delle Nazioni Unite della “Convenzione per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”, il consigliere Igino Michieletto, Partito Democratico, ha presentato oggi in consiglio regionale, con la firma di tutti i consiglieri del centrosinistra e di esponenti della maggioranza, una mozione per mantenere viva l’attenzione, anche in Veneto, rispetto ai bisogni e ai diritti dei minori. “Anche in un’area tra le più sviluppate come la nostra – ha scritto – non si può ignorare che esistano per i minori situazioni preoccupanti che possono portare all’accrescersi dei casi di marginalità sociale”. “In particolare – ha sottolineato il consigliere nella mozione – si riscontrano un’alta percentuale di abbandoni scolastici – intorno al 20% - e ancora enormi problematiche legate all’integrazione scolastica dei minori stranieri, così come le cronache hanno recentemente portato alla ribalta”. La mozione impegna quindi la Giunta Regionale a sostenere sia le iniziative delle associazioni umanitarie internazionale volte a contrastare la piaga dell’arruolamento dei bambini soldato e in generale quella dello sfruttamento minorile, nonché a mettere in atto tutte le iniziative atte a dare la possibilità a tutti i minori di frequentare la scuola quale base indispensabile per ogni forma di integrazione sociale potenziando altresì la struttura di sostegno e di aiuto alle famiglie. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticoveneto.org/dett_news.asp?ID=526&quot;&gt;Uff. Stampa - Sito Pd Veneto&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIOVANNI GALLO: “Da irresponsabili continuare ad ignorare la voce dei sindacati”</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/10/28/giovanni-gallo/%E2%80%9Cda-irresponsabili-continuare-ad-ignorare-la-voce-dei-sindacati%E2%80%9D/381785"></link>
  <updated>2008-10-28T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>381785</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Veneto (Gruppo: L'  Ulivo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Il centrodestra che governa il Veneto non può far cadere nel vuoto la richiesta dei sindacati di aprire un tavolo di confronto sulle emergenze occupazionali ed economiche che toccano da vicino i lavoratori, le famiglie e le piccole imprese della nostra regione”. 
&lt;p&gt;

A dirlo è il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, Giovanni Gallo, dopo gli interventi apparsi oggi sulla stampa dei segretari regionali di Cgil e Cisl, Emilio Viafora e Franca Porto. 
&lt;p&gt;

“E’ da irresponsabili continuare ad ignorare la voce delle organizzazioni sindacali che lanciano chiari allarmi sulla deriva cui il Veneto è destinato se non si interverrà con misure urgenti in grado di invertire la rotta di una sempre minore capacità d’acquisto delle famiglie e di sostenere la liquidità anche delle piccole imprese. 
&lt;p&gt;

La Giunta regionale - conclude Gallo - convochi dunque in tempi stretti un tavolo operativo che preveda la presenza delle organizzazioni sindacali, al fine di adottare efficaci provvedimenti contro la crisi in atto”. 

&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticoveneto.org/dett_news.asp?ID=467&quot;&gt;official web site - Pd Veneto&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>DIEGO BOTTACIN: Corridoi venatori. Stop immediato delle doppiette.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/09/02/diego-bottacin/corridoi-venatori-stop-immediato-delle-doppiette/359016"></link>
  <updated>2008-09-02T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>359016</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Veneto (Gruppo: L'  Ulivo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Fermare subito la possibilità che i cacciatori sparino nei cosiddetti “corridoi venatori” istituiti dalla Provincia di Treviso, ma ora cancellati dalla sentenza del Consiglio di Stato». Lo chiede con una interrogazione urgente al Presidente della Giunta veneta Giancarlo Galan, il consigliere regionale trevigiano del Partito Democratico, Diego Bottacin, preoccupato che le giornate di pre apertura della caccia (prelievo da appostamento il 3 e 4 settembre alla Tortora, ed il 6,7,13,14 e 20 settembre a merli, tortore, ghiandaie, gazze, cornacchie nere e grigie) possano dare il via ad una illegittima e malaugurata “mattanza” anche di altre specie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


Bottacin esprime anche la preoccupazione che la Provincia di Treviso non venga informata tempestivamente per via ufficiale della sentenza e che questo impedisca la cancellazione dei corridoi entro il 21 settembre, data di apertura generale della caccia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


«Lo scorso anno, nonostante l’allarme che avevo lanciato, d’intesa anche con le Associazioni dei coltivatori e quelle delle Aziende Faunistico Venatorie –afferma Diego Bottacin- non fu possibile evitare la mattanza ampiamente documentata e registrata, causata dalle decisioni dell’Amministrazione provinciale di istituire in gran fretta i corridoi venatori nonostante una delibera della giunta regionale li avesse cancellati. Ora che il Consiglio di Stato ha messo la parola fine sulla querelle va assolutamente impedito che i cacciatori possano sparare anche un solo colpo in quelle aree e vanno ripristinati i confini di tutte le aziende così com’erano prima dell’intervento provinciale».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


Ma Bottacin prende spunto anche dai fatti di cronaca susseguitisi durante quest’anno, con le accuse alla Provincia di una gestione a dir poco allegra del rilascio delle licenze di caccia a personaggi noti della politica trevigiana sui quali indaga la procura della Repubblica, ed al recentissimo ritrovamento di arnesi per il bracconaggio nonché di cadaveri di animali di specie protette nell’auto di Presidente della Confederazione ornitologica nazionale, organizzatore delle &quot;Fiere dei osei&quot; di Godega di Sant'Urbano e Santa Lucia di Piave, noto ornitologo della provincia, per porre l’accento su una gestione assai discutibile della caccia da parte dell’Amministrazione provinciale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


«Chiedo a Galan –conclude il Consigliere democratico Bottacin- se non sia il caso di provvedere ad una approfondita ispezione e addirittura al commissariamento del settore caccia della Provincia di Treviso per ripristinare in tutto e per tutto la legalità così palesemente calpestata”. Bottacin conclude invitando alla massima vigilanza anche le opposizioni, in particolare quella del Partito Democratico, in Consiglio provinciale».

&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticoveneto.org/dett_news.asp?ID=374&quot;&gt;partitodemocraticoveneto.org&lt;/a&gt;</summary>
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