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  <title>Openpolis - Argomento: caccia</title>
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  <updated>2012-01-17T00:00:00Z</updated>
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  <title>Claudio Sacchetto: Una nuova legge sulla caccia per evitare spreco di denaro </title>
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  <updated>2012-01-17T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Cuneo (CN) (Gruppo: Lega) - Assessore Regione Piemonte (Partito: Lega) - Consigliere Regione Piemonte (Gruppo: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“l’emendamento non era un atto istintivo e avventato, ma al contrario giuridicamente e amministrativamente valido. In attesa di un nuovo testo, in Piemonte sarebbe valsa la legge nazionale in materia, senza alcuna situazione estrema di vuoto legislativo come a qualcuno piace far credere. L’emendamento, non accettato in sede di Commissione, è stato allora da me ritirato. Non prima però di aver ricevuto la garanzia assoluta da parte dei suoi membri di un lavoro intensivo per arrivare a nuova legge regionale entro un mese e mezzo”.

“solo con una nuova normativa potremo lasciarci alle spalle una legge oramai superata e dotare il Piemonte di una regolamentazione moderna, che deve contemplare la caccia non come attività da relegare e soffocare, bensì da valorizzare nel suo ruolo di promozione turistica, di difesa dell’agricoltura dalla fauna selvatica in eccesso, di antica tradizione della nostra terra. In questo modo si può evitare il referendum risparmiando circa 20 milioni, e soprattutto dare dignità ai cacciatori, che si trovano sempre più al centro di un accanimento ingiustificabile”.

“Sono convinto che la libertà di ciascuno deve finire dove inizia quella degli altri. Allo stesso modo penso che la democrazia indiretta, al pari e non meno di quella diretta, debba poter essere garantita con tutte le forze: a questo proposito sto lavorando con il massimo impegno nel tentativo di raggiungere un risultato costruttivo. Attacchi continui mirati, volti solo a screditare spesso conoscendo poco la materia, non fanno il bene del Piemonte. Posizioni ambientaliste intransigenti di principio non possono guidare la regolamentazione della caccia: al residente in centro città probabilmente egoisticamente non importa del ruolo dell’attività venatoria nel contenimento della fauna selvatica e inconsapevole protesta, ma ai titolari delle 67.000 aziende agricole insediate in Piemonte interessa la possibilità di non vedere i propri appezzamenti disastrati ogni anno dagli ungulati”&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.regione.piemonte.it/notizie/piemonteinforma/diario/una-nuova-legge-sulla-caccia-per-evitare-spreco-di-denaro.html&quot;&gt;www.regione.piemonte.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>ANDREA BUQUICCHIO: CACCIA </title>
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  <updated>2012-01-17T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Piemonte (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Non basta ritirare l'emendamento anti referendum. Ora la maggioranza è di fronte ad un bivio. Indire la consultazione come chiesto per oltre 25 anni dalle associazioni ambientaliste, oppure approvare una legge che recepisca le istanze contenute nel quesito. Non esistono alternative, altrimenti si rischia di calpestare la volontà popolare. Se si intende arrivare alla stesura di una nuova normativa sulle attività venatorie occorre prendere in considerazione la proposta di legge presentata dall'Idv pochi mesi fa che contiene quanto previsto nel testo referendario. In ogni caso la maggioranza non può scrivere da sola le regole, magari concedendo qualche ulteriore beneficio ai cacciatori&quot;.

&quot;E' una questione di democrazia ancor prima che ambientalista migliaia di cittadini piemontesi, dal lontano '86, hanno firmato per chiedere l'indizione del referendum. Adesso non si può cancellare tutto in nome dei costi della democrazia&quot;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.piemonte.italiadeivalori.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=375:caccia-buquicchio-non-basta-ritirare-lemendamento-ci-sono-solo-due-soluzioni-referendum-oppure-recepire-le-istanze-in-una-nuova-legge&amp;catid=66:comunicati&quot;&gt;www.piemonte.italiadeivalori.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>ALDO RESCHIGNA: Nuova legge regionale sulla caccia. Dichiarazione.</title>
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  <updated>2012-01-17T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Piemonte (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Quello che è successo sulla caccia nel giro di una settimana, ci porta a chiederci quale credibilità possa avere un assessore che affronta un tema così delicato, alla vigilia di un referendum, con una confusione di idee e di proposte che non ha precedenti.
Lunedì scorso, a sorpresa, ci ha proposto un emendamento per l’abolizione della legge regionale sulla caccia. Giovedì ha annunciato la presentazione di un disegno di legge di modifica delle legge regionale sulla caccia. accogliendo i quesiti referendari. Oggi, sempre in Commissione, ha annunciato che intende invece riformare la legge regionale anche nel senso indicato dai quesiti referendari.
Riteniamo utile un confronto nel merito di una riforma complessiva della legislazione regionale del settore, ma basta con una Giunta regionale che cambia idea ogni giorno, disorienta operatori e associazioni, annuncia esercizi muscolari nell’affrontare i problemi, salvo poi dover far marcia indietro sul campo.

Non é la prima volta che succede. questo esalta il ruolo delle opposizioni in Consiglio regionale, ma soprattutto esprime in modo netto l’inconsistenza politica e programmatica della Giunta regionale e la sua incapacità di trovare soluzioni ai problemi del Piemonte.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.pdpiemonte.it/2012/01/nuova-legge-sulla-caccia-una-dichiarazione-di-aldo-reschigna/&quot;&gt;www.pdpiemonte.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>ANDREA BUQUICCHIO: CACCIA </title>
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  <updated>2012-01-11T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Piemonte (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Se la Giunta vuole evitare il referendum allora preveda nella nuova legge le istanze contenute nel testo della consultazione popolare. Così si accorcerebbero i tempi e si eviterebbero le ingenti spese elettorali. In questo momento occorre dare una risposta rapida ai cittadini, alle associazioni ambientaliste, agli agricoltori ed al mondo venatorio infatti il Piemonte attende da oltre venticinque anni una legge che regolamenti il settore. La nostra regione non può permettersi di perdere ulteriore tempo, dunque se l'orientamento della maggioranza è quello di evitare il ricorso alle urne si renderà necessaria l'approvazione di una nuova legge in Consiglio regionale accompagnata da un'ampia apertura nei confronti dell'opposizione&quot;.&lt;br /&gt;


&quot;Per arrivare rapidamente ad una soluzione condivisa sarebbe sufficiente approvare la proposta di legge avanzata dal nostro gruppo che contiene le norme che sarebbero state introdotte con l'esito favorevole al referendum&quot;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.piemonte.italiadeivalori.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=353:caccia-buquicchio-idv-qla-nuova-legge-deve-accogliere-le-istanze-previste-nel-referendumq&amp;catid=66:comunicati&quot;&gt;www.piemonte.italiadeivalori.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>ELEONORA ARTESIO: Piemonte, la Giunta regionale ha paura del referendum sulla caccia</title>
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  <updated>2012-01-09T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Piemonte (Lista di elezione: FdS) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Nel corso della Commissione Agricoltura odierna, a fronte della presentazione di diverse proposte di legge sulla caccia, la Giunta Regionale – attraverso l'Assessore Sacchetto - ha presentato un emendamento alla pdl della maggioranza che, abrogando la legge di riferimento, fa decadere la radice delle diverse proposte e, di fatto, annulla il referendum sulla caccia.&lt;br /&gt;

Nel 2012 saranno 25 anni che il Piemonte aspetta il referendum sulla caccia: nella primavera-estate del 1987 infatti nella nostra Regione vengono raccolte circa 60.000 firme in calce alla richiesta di un referendum regionale che chiede l'abrogazione di alcuni articoli della Legge Regionale 60/79, la normativa allora vigente in materia di caccia. La storia travagliata dell'ammissibilità del referendum passa poi attraverso diverse sentenze dei tribunali amministrativi e, dopo 25 anni e 9 gradi di giudizio, il referendum si sarebbe dovuto tenere in una domenica tra il 15 aprile e il 15 giugno.&lt;br /&gt;

Con questo trucco la Giunta prova ad evitare il ricorso alla democrazia, alla volontà popolare e al giudizio dei cittadini su un tema così delicato. Come opposizione abbiamo scritto al Presidente del Consiglio Cattaneo perché intervenga a sanare questa situazione che è dubbia sul piano formale e inopportuna sul piano delle relazioni politiche, oltre che offensiva verso il Comitato Referendario e i cittadini che si sarebbero dovuti esprimere.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.nuovasocieta.it/torino/item/31152-piemonte-la-giunta-regionale-ha-paura-del-referendum-sulla-caccia.html&quot;&gt;www.nuovasocieta.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Michela Vittoria BRAMBILLA: BATTUTI I CACCIATORI</title>
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  <updated>2011-05-10T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Turismo (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;http://www.blitzquotidiano.it/ambiente/brambilla-cacciatori-diffamazione-caccia-causa-849259/
La Brambilla vince in tribunale contro i cacciatori: non li ha diffamati
Ricordando anche la frase dello scrittore russo Tolstoj, Brambilla aveva definito la caccia “un atto stupido, crudele e &lt;b&gt;nocivo al sentimento morale&lt;/b&gt;”, oltre che “&lt;b&gt;pericoloso per l’incolumità dei cittadini sempre più dediti al turismo della natura”.&lt;/b&gt;
Il ministro del Turismo ha reso noto di aver ottenuto una vittoria completa davanti ai giudici. Il Tribunale di Salerno ha infatti deciso, con una sentenza depositata il 5 maggio, l’improponibilità della causa nei suoi confronti; nella pronuncia, viene ricordato anche il costante impegno del ministro a tutela degli animali.
La “manifesta infondatezza” della richiesta di risarcimento, avanzata dall’ associazione e sostenuta da alcuni cacciatori che sono intervenuti volontariamente nel giudizio, ha indotto il tribunale a condannare i querelanti al rimborso delle spese legali (2.500 euro) al ministro Brambilla.
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.blitzquotidiano.it/ambiente/brambilla-cacciatori-diffamazione-caccia-causa-849259/&quot;&gt;www.blitzquotidiano.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>DIEGO BOTTACIN: «Assurde gare di appalto provinciali. Ne discuta il Consiglio regionale»</title>
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  <updated>2010-08-18T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Veneto (Lista di elezione: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il Vice Presidente della seconda Commissione regionale Diego Bottacin (PD) chiede la sospensione degli atti della Giunta sulle gare d’appalto del servizio
&lt;p&gt;
Chi non cambia idea è un cretino o un imbroglione, dice l’Assessore Chisso, ma chi cambia idea per allinearsi al “padrone di turno” cos’è?”
&lt;p&gt;
Diego Bottacin, Vice Presidente (PD) della seconda Commissione regionale, replica all’Assessore Chisso sui nuovi indirizzi dati dalla Giunta regionale per la gestione del servizio di trasporto pubblico locale che, individuando bacini provinciali, di fatto invertono radicalmente la strada tracciata dal precedente governo regionale sulla base dei dati di fatto e di decine di costosi studi e consulenze che indicavano la necessità di un unico gestore almeno per l’area metropolitana, Padova, Venezia e Treviso.
&lt;p&gt;
“La situazione è davvero cambiata –sostiene Bottacin- ma in peggio, vista la qualità dell’aria che respiriamo, le difficoltà della mobilità in questa area dove quotidianamente sono circa due milioni le persone che per lavoro, studio ed altro, si muovono, ed il peggioramento senza limiti del servizio ferroviario regionale. Un cambiamento che rafforza la necessità di un gestore unico anziché cancellarla. 
&lt;p&gt;Ma al nuovo governatore regionale Zaia ed alla Lega che impone le proprie scelte a tutto il centrodestra, conviene avere più gestori, più società, più consigli di amministrazione e Chisso si inchina”.
&lt;p&gt;
Inoltre, sempre a giudizio di Bottacin, il fatto che il servizio ferroviario abbia preso un’altra strada dipende dalla scelta scellerata dello stesso Chisso di rinnovare senza gara l’affidamento del servizio a Trenitalia, subendo i diktat del governo centrale. Una scelta ingiustificata, che altre regioni non hanno preso, soprattutto alla luce della pessima qualità testimoniata anche dalle multe milionarie appioppate da Chisso a Trenitalia nella precedente gestione.
&lt;p&gt;
“In ogni caso –continua Bottacin- anche solo l’avvio ora di una gestione unica del servizio su gomma (gli autobus) da sola comporterebbe un miglioramento del servizio e potrebbe velocizzare i tempi per una futura integrazione anche con il servizio ferroviario. Questo è il cambiamento necessario se abbiamo a cuore il nostro ambiente, la nostra salute e se vogliamo adeguare la nostra regione agli standard europei”.
&lt;p&gt;
Il Consigliere regionale democratico rinnova, quindi, le richieste fatte al Presidente della seconda Commissione Andrea Bassi: sospendere la delibera della Giunta regionale sull’affidamento della gestione del servizio di trasporto pubblico, invitare l’assessore Chisso ad illustrare i contenuti della delibera in Commissione, avviare l’audizione delle parti sociali sulla proposta e, soprattutto, portare discussione e decisione in Consiglio regionale.
&lt;p&gt;
“L’assemblea legislativa del Veneto –conclude Bottacin- è stata impegnata per ben quattro sedute consecutive a discutere della deroga al divieto di cattura delle peppole, dei fringuelli e di altre specie di uccelli per soddisfare la richiesta e la pressione di qualche migliaio di appassionati dell’attività venatoria, è assurdo che venga ignorato quando, come in questo caso,  si discute di decisioni che interessano le condizioni di vita quotidiane di oltre due milioni di veneti, la qualità dell’aria che respiriamo e respireremo, la vivibilità del principale sistema urbano della nostra regione.&lt;br /&gt;

 &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticoveneto.org/dett_news.asp?ID=1567&quot;&gt;Partito Democratico Veneto - official web site&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Angelo BONELLI: REGIONE LAZIO: VERDI PRIMI A PRESENTARE PROPOSTE DI LEGGE SU AMBIENTE E CRISI OCCUPAZIONALE</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/05/13/angelo-bonelli/regione-lazio-verdi-primi-a-presentare-proposte-di-legge-su-ambiente-e-crisi-occupazionale/500097"></link>
  <updated>2010-05-13T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Lazio (Lista di elezione: Verdi) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Adesso vedremo se la Polverini terrà fede al suo impegno in campagna elettorale. Consiglio voti subito su 'Lazio territorio denuclearizzato'
I Verdi presentano per primi un pacchetto di 5 leggi sull'ambiente e contro la crisi occupazionale. In particolare il presidente nazionale dei Verdi e capogruppo del 'Sole che ride' alla Pisana ha presentato progetti di legge contro il nucleare e per la promozione delle rinnovabili e dell'efficienza, sulla caccia, sull'elettrosmog, sulle guardie ecologiche volontarie e contro le affissioni selvagge.
&quot;Vogliamo una terapia d'urto per la Regione. per questo abbiamo presentato un pacchetto di 5 proposte di legge per una svolta a livello ambientale e per affrontare la crisi occupazionale attraverso la green economy&quot;. Ha dichiarato il leader del 'Sole che ride' Angelo Bonelli che conclude: &quot;In particolare sul nucleare avremo modo di verificare se la presidente Polverini che in campagna elettorale si è dichiarata contro il nucleare nel Lazio terrà fede ai suoi impegni con i cittadini laziali. Per questo chiediamo che il consiglio voti al più presto sulla proposta di legge che vuole far diventare il Lazio territorio denuclearizzato&quot;.
Nucleare. I Verdi propongono che il Lazio diventi territorio denuclearizzato e che la regione si impegni a promuovere le fonti rinnovabili, l'innovazione e l'efficienza energetica.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.verdi.it/nazionali/29523-regione-lazio-verdi-primi-a-presentare-proposte-di-legge-su-ambiente-e-crisi-occupazionale.html&quot;&gt;www.verdi.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Claudio Sacchetto: Ecco cosa faremo</title>
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  <updated>2010-04-17T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Cuneo (CN) (Gruppo: Lega) - Assessore Provincia Cuneo (Partito: Lega) - Assessore Regione Piemonte (Partito: Lega) - Consigliere Regione Piemonte (Gruppo: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Quale sara' il punto forte del suo programma? «L'obiettivo e' di arrivare ad una semplificazione del rapporto tra la Regione e gli agricoltori. Oggi infatti si perdono siamo - anche io sono un coltivatore - costretti a compilare una mole di carte per accedere ai bandi». Quale sara' la sua prima azione? «Sburocratizzare le pratiche legate al programma di sviluppo rurale&gt; &gt;. Tra le sue deleghe c'e' anche la caccia. La Regione applichera' le scelte nazionali che prolungano il periodo venatorio? «La possibilita' di prorogare il periodo non e' automatica ma subordinata al parere vincolante dell'Istituto per la fauna selvatica. In ogni caso io credo che la caccia sia una risorsa e non un problema e dunque i cacciatori non sono criminali».&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://archivio.lastampa.it/LaStampaArchivio/main/History/tmpl_viewObj.jsp?objid=10343818&quot;&gt;La Stampa&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Stefania PRESTIGIACOMO: Grave l'approvazione al Senato dell'emendamento sulla caccia.</title>
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  <updated>2010-01-29T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Ambiente, Tutela del Territorio e del Mare (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Sulla caccia ''grave colpo di mano al Senato. E' stata disattesa l'intesa, il testo va corretto alla Camera''. E' dura la presa di posizione del ministro dell' Ambiente, Stefania Prestigiacomo, che e' intervenuta nuovamente sull'emendamento che cambia il calendario venatorio. ''Considero grave l'approvazione al Senato dell'emendamento sulla caccia alla legge Comunitaria. Ieri - ha detto il ministro dell'Ambiente - su questo delicato argomento era stata faticosamente raggiunta un'intesa fra persone per bene di cui erano garanti il ministro Ronchi e il relatore. Giudico quanto accaduto in aula un grave colpo di mano. Quel testo va ricorretto alla Camera, reintroducendo le garanzie che erano previste specie sulla tutela delle specie protette e delle specie migratorie, che sono il fulcro di quella biodiversita' di cui, tra l'altro, quest'anno si celebra l'Anno Mondiale''.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ansa.it/ambiente/notizie/fdg/201001281335366580/201001281335366580.html&quot;&gt;ansa&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>ORESTE PASTORELLI: Restituita alla caccia libera porzione di rifugio.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/09/01/oreste-pastorelli/restituita-alla-caccia-libera-porzione-di-rifugio/417385"></link>
  <updated>2009-09-01T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Vicepres. Provincia Rieti (Partito: SDI) - Vicesindaco  Comune Forano (RI) (Partito: LISTA CIVICA) - Consigliere  Consiglio Comunale Forano (RI) (Lista di elezione: LISTA CIVICA) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
L'assessore alla Caccia e Pesca della Provincia di Rieti, Oreste Pastorelli, comunica che è stata restituita alla caccia libera la porzione di rifugio denominata &quot;Tancia&quot;.
La zona è situata nel territorio del Comune di Monte San Giovanni sul lato destro della strada provinciale Tancia in direzione Poggio Catino.&lt;br /&gt;

E' stata inoltre istituita una zona a chiusura temporanea nella parte posta a sinistra della stessa strada provinciale nel territorio del Comune di Salisano.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.provincia.rieti.it/Engine/RAServePG.php/P/473510010100/M/250010010101&quot;&gt;Sito provincia di Rieti&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Donatella PORETTI: Caccia: 23 morti e 47 feriti in tre mesi non sono una notizia?</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/11/27/donatella-poretti/caccia-23-morti-e-47-feriti-in-tre-mesi-non-sono-una-notizia/382521"></link>
  <updated>2008-11-27T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Mentre la maggioranza si fa promotrice di un'iniziativa legislativa per ampliare le specie cacciabili e la durata dell'attivita' venatoria, pare che non siano interessanti i morti, anche di cittadini inermi, legati a questa attivita'. I cacciatori, infatti, oltre ad essere gli unici a poter passare e cacciare nelle proprieta' private, avvicinandosi sempre troppo alle case, per quasi' sei mesi all'anno continuano ad essere un pericolo per la vita delle persone oltre che ovviamente degli animali. Abbiamo fior fiore di ministri che rassicurano i cittadini sulle stragi del sabato sera e sulle morti bianche, con grande risvolto mediatico, ma non rappresentano una notizia e una preoccupazione i 23 morti e 46 feriti che, dal 1 settembre al 22 novembre 2008, sono stati vittime delle armi usate durante la caccia. Cosi' hanno denunciato le associazioni ambientaliste, e in particolare l'associazione vittime della caccia, che oggi 27 novembre sono state audite in Commissione Ambiente al Senato.

&lt;p&gt;
Per questo abbiamo chiesto al neo Presidente della Commissione di Vigilanza Rai, Riccardo Villari, di intervenire perche' venga ristabilito il diritto dei cittadini ad essere informati su questa strage impressionante e sconosciuta, anche in vista del prosieguo del dibattito sulle proposte di legge in campo venatorio.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=132932&quot;&gt;Radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>LUCA ZAIA: Lettera aperta di Zaia ai cacciatori</title>
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  <updated>2008-09-20T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>359564</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione:  Ministro  Politiche Agricole e Forestali (Partito: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;L'attività venatoria, oltre ad essere custode della tradizione, è componente viva della nostra cultura rurale&quot;.

&quot;Ho motivo di credere che in tutti prevarrà il grande senso di responsabilità che caratterizza il cacciatore del terzo millennio conscio di interpretare un ruolo importante nella gestione e nella tutela del territorio&quot;.

&quot;Gli oltre 700.000 appassionati, distribuiti su tutta la penisola - ricorda il Ministro - rappresentano altresì una realtà economicamente importante per il nostro Paese, che impegna circa 45.000 posti di lavoro, dei quali 3.900 nella sola produzione di armi e munizioni sportive. Non può inoltre essere trascurato - continua il Ministro - l'impegno profuso sul territorio a beneficio dell'intera comunità, nella prevenzione degli incendi e nella lotta agli abusi, in collaborazione con la Protezione Civile ed il Corpo Forestale dello Stato. Per quanto mi riguarda, ribadisco l'intenzione di contribuire a sviluppare quanto di positivo espresso in questi anni dal mondo venatorio che già dai prossimi giorni, mi vedrà impegnato sui tavoli tecnici e politici, per portare miglioramenti alle norme vigenti, proporre modifiche e consolidare il legittimo ruolo di presidio sul territorio che i cacciatori hanno conquistato dimostrando equilibrio e responsabilità, la stessa che mi aspetto dall'associazionismo venatorio, al quale chiedo massima collaborazione. L'alba di una nuova stagione venatoria vi vedrà ancora protagonisti, distribuendo, secondo il risultato del carniere, gioie e delusioni da condividere con i vostri amici e le vostre famiglie. A tutti voi auguro un cordiale, sincero &quot;In bocca al lupo!&quot;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.agricolturaitalianaonline.gov.it/contenuti/attualit/news/settembre_2008/lettera_aperta_di_zaia_ai_cacciatori&quot;&gt;AIOL - Agricoltura Italiana Online&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Elisabetta ZAMPARUTTI: Caccia: domani l’apertura ufficiale e generalizzata. fra pre-aperture e regali alle lobbies venatorie la caccia alla biodiversità è già in corso da mesi.</title>
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  <updated>2008-09-20T00:00:00Z</updated>
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  <id>359521</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;

&lt;br /&gt;
Domani si apre ufficialmente la stagione venatoria italiana, secondo le norme scritte nella legge 157 del 1992, per la tutela della fauna selvatica e la regolamentazione del prelievo venatorio. Nel frattempo ben 15 regioni italiane su 20 hanno autorizzato autonomamente la pre-apertura della caccia, prevista in termini assolutamente eccezionali e motivati, della stessa legge per il 1° settembre. Le associazioni ambientaliste ed animaliste hanno già avuto modo di denunciare ed argomentare sulla inesistenza di reali motivazioni giustificative dei provvedimenti eccezionali, in un contesto generalizzato di attacco alla biodiversità ed al patrimonio faunistico in generale e degli uccelli, stanziali e migratori, in particolare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;




&lt;b&gt;Elisabetta Zamparutti, deputata radicale eletta nelle lista del Partito Democratico, membro della Commissione Ambiente di Montecitorio,&lt;/b&gt; e Bruno Mellano, Presidente di Radicali Italiani, hanno dichiarato:&lt;br /&gt;
 


“Domani inizia ufficialmente un’altra, ennesima, stagione venatoria nei nostri boschi e nelle nostre campagne. Ma con il malcostume delle pre-aperture all’inizio di settembre in 15 su 290 regioni, la norma è stata chiaramente aggirata e disattesa.&lt;br /&gt;



Negli ambiti istituzionali, poi, la caccia alla biodiversità ed alla tutela della fauna selvatica del Bel Paese non si è fermata un attimo, da quando con la vittoria di Berlusconi, una certa parte del centro-destra ha ritenuto di aver acquisito dall’elettorato un via libera preventivo per tutte le istanze più reazionarie delle lobbies dei cacciatori italiani. L’attacco al Decreto Ministeriale varato dallo scorso Governo Prodi per l’istituzione, definizione e tutela della “Rete Natura 2000” come sistema europeo di zone protette è sfociato nella preparazione di una bozza di modifica che intende incidere sulle specie cacciabili, sui limiti di sfruttamento ed utilizzo delle zone, fino anche alla sospensione del divieto di utilizzo dei pallini di piombo nelle aere umidi, contro la legge di ratifica dell’accordo internazionale AEWA. Un ritorno al passato bello e buono, che non tiene conto del depauperamento complessivo subito dal patrimonio faunistico in Italia e dal mutamento, anche generazionale, dell’approccio dell’opinione pubblica italiana rispetto all’ambiente. Anche il riassetto organizzativo dell’APAt, ICRAM e soprattutto INFS ha una incidenza notevole sulla capacità, prima ancora che sulla volontà, di tutela degli animali selvatici in Italia.
&lt;br /&gt;


Come Radicali, in Parlamento e fuori, intendiamo oggi ribadire un impegno storico, affianco delle associazione ambientaliste ed animaliste, innanzitutto per il rispetto delle direttive europee e per la tutela di interessi diffusi che riguardano la totalità dei cittadini.&lt;br /&gt;



Preannunciamo per le prossime settimane interventi ed iniziative mirate.”

&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=129020&quot;&gt;Radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>SANDRO GINO SPINELLO: « Fatto l'ennesimo piacere ai signori delle valli».</title>
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  <updated>2008-09-07T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>359102</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Vicepres. Provincia Rovigo- Consigliere  Consiglio Comunale Adria (RO) (Lista di elezione: DS) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Botta e risposta sulla sanzione cancellata alla Ripiego&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

«Risposta disarmante». Giudizio senza appello dell'assessore provinciale alla Risorse faunistiche Gino Sandro Spinello sulle precisazioni della sua collega in Regione Elena Donazzan intorno alla vicenda della cancellazione della sanzione comminata a Valle Ripiego da palazzo Celio per la strage di uccelli del novembre 2007.&lt;br /&gt;

L'assessore Donazzan ha sottolineato che la Regione non ha fatto altro che esercitare la propria autorità gerarchica su un provvedimento (le regole che disciplinano i rapporti tra proprietari di valle e concessionari cioè Provincia su delega regionale) già approvato. In pratica, la decisione di vietare la caccia per un anno a Valle Ripiego non poteva essere pronunciata perché la facoltà decisoria resta in capo alla Regione e non alla Provincia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



«In realtà come gli anni precedenti, dopo aver concordato con la rappresentanza regionale il testo del disciplinare che regola la caccia nelle valli private - ha spiegato Spinello - lo abbiamo inviato ai titolari delle aziende e praticamente tutti lo hanno sottoscritto. Sennonché qualcuno di questi, forse il più potente o il più ammanicato, si è rivolto agli uffici regionali o magari solo all'onorevole Sergio Berlato. E tutti, a Venezia, sono scattati in piedi». E' questo, per Spinello, che ha fatto modificare la sanzione. «La Regione vorrebbe che si ripetessero almeno quattro mattanze analoghe per arrivare alla sospensione della caccia - ha aggiunto Spinello - A Valle Ripiego dovevamo dire solo: guardi che non si fa così. Saputi gli orientamenti regionali, abbiamo obiettato che si trattava di prerogative spettanti alla Provincia. E gli uffici regionali hanno taciuto prendendone atto. Salvo poi scattare in piedi al nuovo comando dei lor signori, inventandosi qualcosa per render loro l'ennesimo piacere. Ora i cacciatori polesani, e non solo loro, dovrebbero aver capito come stanno le cose. Ecco perché la posizione di Donazzan appare non solo disarmante ma anche ridicola».

&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Rovigo&amp;Codice=3900111&amp;Data=2008-9-7&amp;Pagina=5&quot;&gt;Il Gazzettino - Rovigo - Franco Pavan&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>DIEGO BOTTACIN: Corridoi venatori: &quot;Muraro si scusi e si prepari a pagare i danni&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/09/04/diego-bottacin/corridoi-venatori-muraro-si-scusi-e-si-prepari-a-pagare-i-danni/359054"></link>
  <updated>2008-09-04T00:00:00Z</updated>
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  <id>359054</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Veneto (Gruppo: L'  Ulivo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Nemmeno di fronte all'evidenza il Presidente della Provincia Muraro riconosce i propri errori e chiede scusa per l'irreparabile danno ambientale causato dalla pervicacia con la quale l'ente di via Battisti, unico in tutta la Regione, ha istituito i corridoi venatori aprendovi, lo scorso anno, la caccia e legittimando una vera e propria mattanza&quot;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



Il Consigliere regionale del Partito Democratico Diego Bottacin stenta a credere che Muraro difenda ancora il suo operato, dopo che il Consiglio di Stato ha dato ampiamente ragione alla Regione Veneto sulla questione dei corridoi venatori, disponendo il ripristino della situazione precedente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



&quot;Suonano come una presa in giro dei cittacini le sue parole -afferma Bottacin- soprattutto laddove afferma che la sentenza dà ragione all'operato della Provincia. Ma quale ragione se la sentenza impone la sopressione dei corridoi? Ma quale ragione se quella di Treviso fu l'unica Provincia ad istituire i corridoi, nell'evidente intento di favorire gli interessi di una parte dei cacciatori, la stessa che, guarda caso, fece poi ricorso al TAR contro la Regione?&quot;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

 

Inoltre, secondo Bottacin, se la Provincia avesse agito correttamente e in base alla legge come afferma Muraro, per quale motivo l'Assessore alla caccia Lorenzon ieri, dopo la sentenza, si affretta ad assicurare che il ripristino della situazione precedente al 2007 (quindi la soppressione dei corridoi) avverrà prima dell'avvio della caccia? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



A giudizio di Bottacin le decisioni di Muraro hanno esposto l'Amministrazione provinciale a costi impropri per la frenetica attività della scorsa estate per la nuova segnalazione dei corridoi e per la ridefinizione dei confini delle Aziende faunistico venatorie ma, soprattutto, la espongono ora ad affrontare le probabili e giustificate richieste di risarcimento dei danni subiti da parte delle stesse Aziende e dei proprietari dei fondi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



&quot;I danni causati dall'apertura della caccia nei corridoi lo scorso anno - afferma ancora Bottacin- sono difficilmente calcolabili, ma sono ingenti per le Aziende e per le aree di ripopolamento la cui attività e le cui regole restrittive in tanti anni avevano favorito la presenza di una grande quantità di selvaggina, nonché la creazione di ceppi autoctoni. Tutto o quasi è andato perduto e ci vorranno molti anni per ricostruire una situazione analoga&quot;. 

&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticoveneto.org/dett_news.asp?ID=378&quot;&gt;partitodemocraticoveneto.org&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>DIEGO BOTTACIN: Corridoi venatori. Stop immediato delle doppiette.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/09/02/diego-bottacin/corridoi-venatori-stop-immediato-delle-doppiette/359016"></link>
  <updated>2008-09-02T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>359016</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Veneto (Gruppo: L'  Ulivo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Fermare subito la possibilità che i cacciatori sparino nei cosiddetti “corridoi venatori” istituiti dalla Provincia di Treviso, ma ora cancellati dalla sentenza del Consiglio di Stato». Lo chiede con una interrogazione urgente al Presidente della Giunta veneta Giancarlo Galan, il consigliere regionale trevigiano del Partito Democratico, Diego Bottacin, preoccupato che le giornate di pre apertura della caccia (prelievo da appostamento il 3 e 4 settembre alla Tortora, ed il 6,7,13,14 e 20 settembre a merli, tortore, ghiandaie, gazze, cornacchie nere e grigie) possano dare il via ad una illegittima e malaugurata “mattanza” anche di altre specie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


Bottacin esprime anche la preoccupazione che la Provincia di Treviso non venga informata tempestivamente per via ufficiale della sentenza e che questo impedisca la cancellazione dei corridoi entro il 21 settembre, data di apertura generale della caccia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


«Lo scorso anno, nonostante l’allarme che avevo lanciato, d’intesa anche con le Associazioni dei coltivatori e quelle delle Aziende Faunistico Venatorie –afferma Diego Bottacin- non fu possibile evitare la mattanza ampiamente documentata e registrata, causata dalle decisioni dell’Amministrazione provinciale di istituire in gran fretta i corridoi venatori nonostante una delibera della giunta regionale li avesse cancellati. Ora che il Consiglio di Stato ha messo la parola fine sulla querelle va assolutamente impedito che i cacciatori possano sparare anche un solo colpo in quelle aree e vanno ripristinati i confini di tutte le aziende così com’erano prima dell’intervento provinciale».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


Ma Bottacin prende spunto anche dai fatti di cronaca susseguitisi durante quest’anno, con le accuse alla Provincia di una gestione a dir poco allegra del rilascio delle licenze di caccia a personaggi noti della politica trevigiana sui quali indaga la procura della Repubblica, ed al recentissimo ritrovamento di arnesi per il bracconaggio nonché di cadaveri di animali di specie protette nell’auto di Presidente della Confederazione ornitologica nazionale, organizzatore delle &quot;Fiere dei osei&quot; di Godega di Sant'Urbano e Santa Lucia di Piave, noto ornitologo della provincia, per porre l’accento su una gestione assai discutibile della caccia da parte dell’Amministrazione provinciale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


«Chiedo a Galan –conclude il Consigliere democratico Bottacin- se non sia il caso di provvedere ad una approfondita ispezione e addirittura al commissariamento del settore caccia della Provincia di Treviso per ripristinare in tutto e per tutto la legalità così palesemente calpestata”. Bottacin conclude invitando alla massima vigilanza anche le opposizioni, in particolare quella del Partito Democratico, in Consiglio provinciale».

&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticoveneto.org/dett_news.asp?ID=374&quot;&gt;partitodemocraticoveneto.org&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Sergio BERLATO: cari amici cacciatori</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/05/06/sergio-berlato/cari-amici-cacciatori/355194"></link>
  <updated>2008-05-06T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>355194</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo  Unione per l' Europa delle nazioni) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;i cacciatori infatti fanno botti di gioia...
per un confronto vedi la legge attuale
http://www.lalupusinfabula.it/Approfondimenti/testo-legge-157-caccia.htm



Cari amici,
prima di far presentare il disegno di legge di modifica della 157/92 da parte dei nostri Parlamentari, ritengo doveroso sottoporvi in anteprima la bozza del provvedimento in modo tale da consentirvi di fornirmi le vostre valutazioni ed i vostri suggerimenti.
Saremo ben felici, grazie ai vostri consigli, di migliorare questa bozza al fine di presentarla quanto prima in Parlamento per farla approvare nel più breve tempo possibile.

Grazie per il vostro contributo.

Sergio Berlato

Eccovi la Bozza di modifiche alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, recante norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio.

Art. 1.
1. All'articolo 4 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 3, il secondo periodo è sostituito dal seguente: &quot;L'autorizzazione alla gestione di tali impianti è concessa dalle regioni su parere dell'Istituto nazionale per la fauna selvatica ovvero, se istituiti ai sensi dell'articolo 7, commi 2-bis e 2-ter, degli Istituti regionali, i quali svolgono altresì compiti di controllo e di certificazione dell'attività svolta dagli impianti stessi e ne determinano il periodo di attività&quot;;
b) il comma 4 è abrogato;
c) il comma 5 è sostituito dal seguente:
&quot;5. È fatto obbligo a chiunque abbatte, cattura o rinviene uccelli inanellati di darne notizia all'Istituto nazionale per la fauna selvatica ovvero, se istituiti ai sensi dell'articolo 7, commi 2-bis e 2-ter, agli Istituti regionali, ovvero al comune nel cui territorio è avvenuto il fatto. L'Istituto regionale e il comune provvedono ad informare l'Istituto nazionale&quot;.

Art. 2.
1. L'articolo 5 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, è sostituito dal seguente:
&quot;Art. 5. - (Richiami vivi). - 1. Nell'esercizio dell'attività venatoria da appostamento possono essere utilizzati in funzione di richiami vivi uccelli appartenenti alle specie cacciabili, provenienti dagli impianti di cattura e dagli allevamenti autorizzati dalle province.

2. Ogni cacciatore può impiegare contemporaneamente non più di dieci richiami di cattura per ogni singola specie cacciabile. Non sono posti limiti numerici all'utilizzo di richiami nati e allevati in cattività.
3. La legittima detenzione degli uccelli da richiamo è attestata dal documento di provenienza rilasciato dalle province titolari degli impianti di cattura, che deve accompagnare gli uccelli anche nel caso di cessione ad altro cacciatore. È vietata la cessione a titolo oneroso degli uccelli da richiamo di cui al presente comma.
4. Le regioni disciplinano l'attività di allevamento degli uccelli da richiamo appartenenti alle specie cacciabili e le modalità di detenzione e di cessione per l'attività venatoria&quot;.

Art. 3.
1. All'articolo 7 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, il comma 2 è sostituito dai seguenti:
&quot;2. L'Istituto nazionale per la fauna selvatica, con sede centrale in Ozzano dell'Emilia (Bologna), è sottoposto alla vigilanza della Presidenza del Consiglio dei ministri.
2-bis. Le regioni possono istituire con legge l'Istituto regionale per la fauna selvatica che svolge nell'ambito del territorio di competenza i compiti di cui al comma 3, quale organo scientifico e tecnico di ricerca e consulenza delle regioni e delle province.
2-ter. L'Istituto è sottoposto alla vigilanza del Presidente della giunta regionale. Gli Istituti regionali collaborano con l'Istituto nazionale per la fauna selvatica, che ne coordina l'azione, nei progetti e nelle attività di carattere nazionale e internazionale.
2-quater. Alle funzioni attribuite agli Istituti regionali per la fauna selvatica, istituiti a norma del comma 2-bis, provvedono gli organi istituiti per le corrispondenti funzioni secondo le norme vigenti delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano&quot;.

Art. 4.
1. All'articolo 10 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 3 è sostituito dai seguenti:
&quot;3. Il territorio agro-silvo-pastoral e di ogni regione è destinato per una percentuale dal 20 al 30 per cento a protezione della fauna selvatica, fatta eccezione per il territorio delle Alpi di ciascuna regione, che costituisce zona faunistica a se stante ed è destinato a protezione nella percentuale dal 10 al 20 per cento. In dette percentuali sono compresi i territori ove sia comunque vietata l'attività venatoria anche per effetto di altre leggi o disposizioni e in particolare i territori sui quali, ai sensi della legge 6 dicembre 1991, n. 394, e successive modificazioni, siano stati già costituiti o vengano costituiti parchi nazionali o regionali all'interno dei quali operi il divieto di caccia, nonché le oasi di protezione, i rifugi faunistici, le zone di ripopolamento e cattura, i centri pubblici per la produzione di fauna selvatica, le zone di protezione lungo le principali rotte di migrazione dell'avifauna.

3-bis. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione lo Stato e le regioni, nell'ambito delle rispettive competenze, tramite intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, provvedono a garantire il rispetto delle percentuali di territorio agro-silvo-pastoral e da destinare a protezione della fauna selvatica, riportandole altresì all'interno dei limiti previsti dal comma 3 se superati.

3-ter. In caso di inosservanza, da parte delle regioni, dei limiti di cui al comma 3, il Ministro delle politiche agricole e forestali, sentito il Ministro dell'ambiente, della tutela del territorio e del mare, interviene in via sostitutiva, sentiti la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e il Comitato tecnico faunistico-venatori o nazionale&quot;;
b) al comma 6, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: &quot;Sono ricompresi in tale territorio, e sono soggetti alla programmazione venatoria, i territori e le foreste del demanio statale, regionale e degli enti pubblici in genere&quot;;
c) al comma 8, lettera e), è aggiunto, in fine, il seguente periodo: &quot;In tali zone l'attività cinofila con abbattimento della fauna, purché di allevamento e liberata per l'occasione, può essere svolta anche al di fuori dei periodi e degli orari di cui all'art. 18?;
d) al comma 8, dopo la lettera h), sono aggiunte le seguenti:
&quot;h-bis) i parchi, le riserve naturali, i rifugi faunistici destinati a favorire la sosta della fauna stanziale e migratoria e l'irradiamento della fauna selvatica nei territori circostanti;
h-ter) tutte le zone comunque precluse all'attività venatoria e, ai fini della sua utilizzazione faunistica e faunistico-venatori a, il demanio agricolo e forestale dello Stato e delle regioni&quot;;
e) il comma 14 è sostituito dal seguente:
&quot;14. Qualora nei successivi sessanta giorni sia presentata opposizione motivata in carta semplice ed esente da oneri fiscali, da parte della maggioranza dei proprietari, o conduttori interessati, la zona non può essere istituita&quot;.

Art. 5
1. All'articolo 12 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 5 è abrogato;
b) al comma 8, le parole da: &quot;con massimale&quot; fino alla fine del comma sono sostituite dalle seguenti: &quot;con massimale non inferiore a 1 milione di euro per ogni sinistro, di cui 750 mila euro per ogni persona danneggiata e 250 mila euro per danni a cose e ad animali, nonché di polizza assicurativa per infortuni conseguenti all'attività venatoria con massimale di 150 mila euro per morte o invalidità permanente&quot;.
Art. 6

1. Il comma 1 dell'articolo 13 della legge 11 febbraio 1992, n. 157 è così sostituito:

&quot;1. L'attività venatoria è consentita con l'uso:
a) del fucile con canna ad anima liscia fino a due colpi, a ripetizione e semiautomatico, con caricatore contenente non più di due cartucce, di calibro non superiore al 12;
b) del fucile con canna ad anima rigata a caricamento singolo manuale o a ripetizione semiautomatica di calibro non inferiore a millimetri 5,6 dotato di caricatore omologato;
c) del fucile a due o tre canne (combinato), di cui una o due ad anima liscia di calibro non superiore al 12 ed una o due ad anima rigata di calibro non inferiore a millimetri 5,6
d) dell'arco
e) del falco.&quot;

Art. 7
1. All'articolo 14 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo il comma 5, sono inseriti i seguenti:
5-bis. Il titolare di licenza di caccia in possesso del tesserino regionale ha diritto di esercitare l'attività venatoria alla selvaggina migratoria in tutti gli ambiti territoriali di caccia costituiti entro i confini della regione di residenza venatoria.

5-ter. Le regioni garantiscono l'accesso a tutti gli ambiti territoriali di caccia costituiti nel territorio di competenza ai cacciatori che non vi abbiano la residenza venatoria per la caccia all'avifauna migratoria per un numero di venti giornate complessive a livello nazionale nell'arco di ogni annata venatoria, secondo i parametri di accesso stabiliti ogni tre anni con decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sentito il Comitato tecnico faunistico venatorio nazionale&quot;;
b) i commi 6, 7 e 16 sono abrogati;
c) al comma 10, sono soppresse le seguenti parole: &quot;nazionali riconosciute, ove&quot;.
d) dopo il comma 10 è inserito il seguente:
&quot;10-bis. Nel quadro della pianificazione venatoria possono essere istituite aree convenzionate con accordi o convenzioni tra i conduttori dei fondi ed associazioni di cacciatori interessate, al fine di ottenere una particolare gestione del fondo medesimo, destinata ad un miglioramento ambientale, alla realizzazione di zone umide, a coltivazioni a perdere, alla realizzazione di siepi e boschetti ed ad aree di rifugio per la fauna, che possono aumentare e migliorare una presenza faunistica anche a fini venatori. Tali interventi sul territorio sono concordati, anche sul piano economico, in chiave di valorizzazione della multifunzionalità dell'impresa e del suo cambio di gestione del territorio, da agricolo a faunistico. Dall'attività di gestione del fondo gli agricoltori devono trarre beneficio economico&quot;;
h) dopo il comma 17 sono inseriti i seguenti:
&quot;17-bis. Per quanto concerne la definizione delle aree di ripopolamento e cattura, la relativa perimetrazione è concordata con le organizzazioni agricole maggiormente rappresentative.

Art. 8.
1. All'articolo 18 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 1 è sostituito dai seguenti:
&quot;1. L'esercizio dell'attività venatoria è consentito esclusivamente nei confronti delle specie sottoindicate. La stagione venatoria è strutturata per periodi e per specie: inizia la prima decade di settembre e termina nella terza decade di febbraio di ogni anno. All'interno di tale arco temporale le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano determinano con propri provvedimenti, in conformità al comma 1-bis, i periodi in cui si articola la stagione venatoria e i tempi in cui è consentito il prelievo di una o più specie cacciabili.
1-bis. Ai fini dell'esercizio venatorio è consentito abbattere esemplari di fauna selvatica appartenenti alle seguenti specie e nei periodi di seguito indicati:
a) specie cacciabili dalla prima decade di settembre alla terza decade di febbraio: quaglia (Coturnix coturnix), tortora (Streptopeia turtur), marzaiola (Anas querquedula) , colombaccio (Columba palumbus), volpe (Vulpes vulpes), cornacchia nera (Corvus corone), cornacchia grigia (Corvus corone cornix), ghiandaia (Garrulus glandarius), gazza (Pica pica), , alzavola (Anas crecca), beccaccino (Gallinago gallinago), frullino (Lymnocryptes minimus), piccione selvatico (colomba livia);
b) specie cacciabili dalla prima decade di settembre alla terza decade di gennaio: germano reale (Anas platyrhynchos) , canapiglia (Anas strepera);
c) specie cacciabili dalla prima decade di settembre alla seconda decade di febbraio: porciglione (Rallus aquaticus), fischione (Anas penelope), codone (Anas acuta), mestolone (Anas clypeata), moriglione (Aythya ferin), moretta (Aythya fuligula), combattente (Philomachus pugnax), folaga (Fulica atra), gallinella d'acqua (Gallinula chloropus), oca granaiola (Anserfabalis) , oca selvatica (Anser anser), beccaccia (Scolopax rusticola), pettegola (Tringa totanus);
d) specie cacciabili dalla terza decade di settembre alla terza decade di febbraio: cesena (Turdus pilaris), tordo bottaccio (Turdus philomelos), tordo sassello (Turdus iliacus), pavoncella (Vanellus vanellus), allodola (Alauda arvensis);
e) specie cacciabili dalla terza decade di settembre alla terza decade di dicembre: starna (Perdix perdix), pernice rossa (Alectoris rufa), pernice sarda (Alectoris barbara), lepre comune (Lepus europaeus), lepre sarda (Lepus capensis), minilepre (Silvilagus floridamus), lepre italica (Lepus corsicanus);
f) specie cacciabili dalla terza decade di settembre alla terza decade di gennaio: fagiano (Phasianus colchicus), coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus), merlo (Turdus merula);
g) specie cacciabili dalla prima decade di ottobre alla terza decade di novembre: pernice bianca (Lago pus mutus), fagiano di monte (Tetrao tetrix), coturnice (Alectoris graeca), camoscio alpino (Rupicapra rupicapra), capriolo (Capreolus capreolus), cervo (Cervus elaphus), daino (Dama dama), muflone (Ovis musimon) con esclusione della popolazione sarda, lepre bianca (Lepus timidus);
h) specie cacciabili dalla prima decade di settembre alla terza decade di gennaio: cinghiale (Sus scrofa)&quot;;
b) il comma 2 è sostituito dai seguenti:
&quot;2. I termini di cui al comma 1-bis possono essere modificati per determinate specie in relazione alle situazioni ambientali delle diverse realtà territoriali.

2-bis. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano autorizzano le modifiche previo parere dell'Istituto nazionale per la fauna selvatica o, se istituiti, degli Istituti regionali o delle province autonome.

2-ter. I termini di cui al comma 1-bis devono essere comunque contenuti tra la terza decade di agosto e la terza decade di febbraio.

2-quater. L'autorizzazione regionale e delle province autonome di Trento e di Bolzano è condizionata alla preventiva predisposizione di adeguati piani faunistico-venatori . Le regioni e le province autonome, sentito il parere dell'Istituto nazionale per la fauna selvatica o, se istituiti, degli Istituti regionali e delle province autonome, possono, sulla base di adeguati piani di abbattimento selettivi, regolamentare il prelievo di selezione degli ungulati appartenenti alle specie cacciabili anche al di fuori dei periodi e degli orari di cui commi 1-bis e 7?;
c) al comma 3, le parole: &quot;comma 1? sono sostituite dalle seguenti: &quot;comma 1-bis&quot;;
d) il comma 4 è sostituito dai seguenti:
&quot;4. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano con propri provvedimenti determinano, in conformità alle disposizioni del presente articolo, il periodo in cui si articola la stagione venatoria, indicando altresì, all'interno dei periodi fissati dalla presente legge, i tempi in cui è consentito il prelievo di una o più specie ammesse all'attività venatoria.
4-bis. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sentito l'Istituto nazionale per la fauna selvatica o, se istituiti, gli Istituti regionali e delle province autonome, pubblicano, entro e non oltre il 15 giugno, il rispettivo calendario regionale e provinciale e il regolamento per la caccia nella zona faunistica delle Alpi, nel rispetto di quanto stabilito ai commi 1 e 1-bis e con l'indicazione del numero massimo di capi abbattibili in ciascuna giornata di attività venatoria.
4-ter. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possono anticipare l'apertura della caccia, esclusivamente da appostamento e limitatamente alla specie tortora (Streptoteia turtur), alla terza decade di agosto, previo parere dell'Istituto nazionale per la fauna selvatica o, se istituiti, degli Istituti regionali e delle province autonome. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possono altresì regolamentare diversamente la sola caccia vagante con l'uso del cane nelle tre decadi del mese di febbraio limitandola, per esigenze di tutela delle specie stanziali oggetto di ripopolamento, alle immediate vicinanze dei corsi e specchi d'acqua, naturali o artificiali, segnalati nei rispettivi calendari venatori.
4-quater. Per garantire un prelievo venatorio coordinato e controllato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano prevedono inoltre, relativamente alle tre decadi del mese di febbraio, diversi limiti di carniere giornalieri per singole specie e limiti complessivi&quot; ;
e) il comma 5 è sostituito dal seguente:
5. Il numero delle giornate di caccia settimanali non può essere superiore a tre. Le regioni possono consentirne la libera scelta al cacciatore.
f) il comma 6 è sostituito dal seguente:
6. Le regioni, sentito l'Istituto nazionale per la fauna selvatica o, se istituiti, gli Istituti regionali e delle province autonome, e tenuto conto delle consuetudini e tradizioni locali, possono anche in deroga al comma 5 , regolamentare diversamente l'esercizio venatorio alla fauna selvatica migratoria nei periodi intercorrenti tra il 1° ottobre ed il 30 novembre, consentendo il prelievo da appostamento per ulteriori due giornate settimanali.
g) al comma 7, le parole: &quot;La caccia di selezione agli ungulati è consentita&quot; sono sostituite dalle seguenti: &quot;La caccia di selezione agli ungulati e la caccia da appostamento agli acquatici e ai turdidi sono consentite&quot;.

Art. 9.
1. All'articolo 19, comma 2, della legge 11 febbraio 1992, n. 157, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al primo periodo sono aggiunte le seguenti parole: &quot;e anche al di fuori dei periodi e degli orari di cui all'articolo 18?;
b) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: &quot;e dei cacciatori iscritti agli ambiti territoriali di caccia ed ai comprensori alpini delle aree interessate&quot; .
Art. 10.
1. All'articolo 21 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
b) al comma 1, la lettera g) è sostituita dalla seguente:
&quot;g) il trasporto, all'interno dei centri abitati, lungo le vie di comunicazione dei parchi e delle riserve naturali, e delle altre zone ove è vietata l'attività venatoria, ovvero a bordo di veicoli di qualunque genere, dei mezzi di caccia di cui all'articolo 13, commi 1 e 2, che non siano scarichi e in custodia;&quot;;
c) al comma 1, la lettera i) è sostituita dalla seguente:
&quot;i) cacciare sparando da aeromobili, da veicoli a motore e da natanti in movimento spinti da motore a velocità superiore a 5 Km/h, tranne che in alto mare dove, per motivi di sicurezza, è vietato il solo uso di natanti a motore con velocità superiore a 18 Km/h, come previsto dall'allegato IV della direttiva 79/409/CEE del Consiglio, del 2 aprile 1979;&quot;;
1) il comma 1 lettera m) è così sostituito:
m) cacciare su terreni coperti in tutto o nella maggior parte da neve, salvo che da appostamento e salvo che nella Zona Faunistica delle Alpi, secondo le disposizioni emanate dalle regioni interessate;

2) al comma 1 lettera n) dopo le parole &quot;.e sui terreni allagati dalle piene di fiume&quot; aggiungere le parole &quot; .con esclusione della caccia agli uccelli acquatici &quot;.

3) al comma 1 lettera p) dopo le parole &quot; richiami vivi &quot; aggiungere le parole &quot; e zimbelli &quot; e dopo le parole &quot; .al di fuori dei casi previsti dall'art. 5, aggiungere le parole.&quot;salvo che per l'anatra germanata per la caccia agli uccelli acquatici, il piccione domestico per la caccia al colombaccio, la civetta viva proveniente da allevamento per la caccia da appostamento&quot; .

4) al comma 1 la lettera q) è soppressa;

5) al comma 1 lettera u) dopo le parole &quot;fare impiego di civette&quot; aggiungere le parole &quot;non provenienti da allevamento. &quot;

6) Al comma 1 la lettera ee) è così sostituita:
ee) detenere, acquistare e vendere esemplari di fauna selvatica, ad eccezione dei capi legittimamente abbattuti e degli uccelli detenuti quali richiami vivi nel rispetto della normativa;
d) al comma 1, lettera o), le parole da: &quot;nei casi previsti&quot; fino a: &quot;nelle oasi di protezione&quot; e le parole: &quot;, in tale ultimo caso,&quot; sono soppresse;
e) al comma 1, dopo la lettera ff), sono aggiunte le seguenti:
ff-bis) praticare la caccia alla posta alla beccaccia e la caccia da appostamento al beccaccino&quot;;
f) al comma 3 è così sostituito:
3. La caccia alla fauna migratoria è vietata su tutti i valichi montani individuati dalle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano come principali ai fini delle rotte di migrazione dell'avifauna per una distanza di mille metri dagli stessi&quot;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilcacciatore.com/public/&quot;&gt;il cacciatore&lt;/a&gt;</summary>
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