<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?>
<feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xml:lang="en">
  <title>Openpolis - Argomento: medio oriente</title>
  <link rel="alternate" href="http://www.openpolis.it/"></link>
  <link rel="self" href="http://politici.openpolis.it/feed/tagDeclarations/168"></link>
  <id>http://www.openpolis.it/</id>
  <updated>2012-05-17T00:00:00Z</updated>
<entry>
  <title>Stefano STEFANI: Siria e palestinesi , emergenza continua</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/05/17/stefano-stefani/siria-e-palestinesi-emergenza-continua/631185"></link>
  <updated>2012-05-17T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>631185</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Lega) - Pres. commissione Camera Affari esteri - Deputato (Gruppo: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;


Il Presidente della Commissione Affari esteri della Camera dei Deputati, on. Stefano Stefani, ha ricevuto stamane nel suo ufficio a Montecitorio il neo ambasciatore del Regno Haschemita di Giordania a Roma, Zaid Al Lozi.
&lt;p&gt;
Nel corso dell’incontro, il Presidente Stefani ha ribadito all’Ambasciatore Al Lozi i sentimenti di profonda amicizia dell’Italia per la Giordania ed il pieno sostegno del nostro Paese al processo di sviluppo democratico avviato dalla monarchia giordana. Il colloquio si è incentrato in particolare sulla grave situazione in Siria e sullo stallo del processo di pace in Medio Oriente, evidenziandone le conseguenze negative sulla Giordania.
&lt;p&gt;
“ La questione palestinese è la chiave per la stabilizzazione della Regione Medio- Orientale e deve tornare ad essere una priorità per tutta la comunità internazionale- ha dichiarato il Presidente Stefani a conclusione dell’incontro- L’Italia sostiene pienamente gli sforzi di Amman perché il dialogo tra israeliani e palestinesi possa finalmente progredire”. &lt;p&gt;
La Padania pag . 11&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.lapadania.net&quot;&gt;La Padania&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Stefano STEFANI: Prima tappa della missione guidata dal presidente della commissione Esteri </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/02/22/stefano-stefani/prima-tappa-della-missione-guidata-dal-presidente-della-commissione-esteri/624882"></link>
  <updated>2012-02-22T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>624882</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Lega) - Pres. commissione Camera Affari esteri - Deputato (Gruppo: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Un Iran dotato dell'arma nucleare rappresenta un problema per tutto il mondo non solo per Israele. In questo quadro, in cui l'Unione europea non gioca un ruolo adeguato alle sue dimensioni, è forse opportuno che Israele dedichi uno sforzo specifico al rilancio del processo di pace, attualmente in fase di stallo.
&lt;p&gt;
La missione della Commissione esteri della Camera dei Deputati è da considerare, infatti, finalizzata ad individuare nuovi contribuiti che la Comunità internazionale può dare al raggiungimento della pace in Medio Oriente. 
&lt;p&gt;L'incontro con Lieberman ha permesso di individuare nel miglioramento della situazione economica a Gaza e in Cisgiordania uno degli snodi fondamentali per la soluzione del conflitto&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://ilvelino.it&quot;&gt;Agenzia il Velino&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Stefano STEFANI: MO: Visita commissione esteri Camera in Israele e territori. Continua sostegno dell'Italia al processo di pace</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/02/21/stefano-stefani/mo-visita-commissione-esteri-camera-in-israele-e-territori-continua-sostegno-dellitalia-al-processo-di-pace/624881"></link>
  <updated>2012-02-21T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>624881</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Lega) - Pres. commissione Camera Affari esteri - Deputato (Gruppo: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
 Inizia oggi la missione in Medio
Oriente di una delegazione della Commissione Affari esteri della
Camera, guidata dal presidente Stefano Stefani e composta da
Franco Frattini e Francesco Tempestini.
&lt;p&gt; ''Questo viaggio - ha
dichiarato Stefani- contribuisce a confermare l'appoggio
dell'Italia al processo di pace tra Israeliani e Palestinesi che
deve rimanere il punto centrale del Medio Oriente. Di certo
l'Italia continuerà a sostenere l'attuazione del percorso
fissato nella Road Map che si basa sulla rinuncia alla violenza
e sul riconoscimento reciproco delle parti''.

   Fittissima - informa un comunicato - l'agenda della visita
che vedrà il Presidente Stefani incontrare in Israele il
Ministro per l'Intelligence e l'energia atomica, il Ministro
degli Esteri, Avigdor Lieberman, il Vice Ministro, Silvan
Shalom, lo Speaker della Knesset, Rivlin e l'omologa Commissione
esteri della Knesset. Significativi anche gli incontri che la
delegazione avrà nei territori palestinesi con il Primo Ministro
Fayyad, il Ministro degli Esteri Malki, il Coordinatore Speciale
ONU per il processo di pace, Robert Serry ed il Commissario
Generale Filippo Grandi presso l'UNRWA.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://ansa.it&quot;&gt;ANSA&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Massimo Cacciari: La realpolitik non basta più</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/10/21/massimo-cacciari/la-realpolitik-non-basta-pi%C3%B9/617538"></link>
  <updated>2011-10-21T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>617538</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
La morte di Muammar Gheddafi va inquadrata nelle colossali trasformazioni che stanno coinvolgendo il mondo arabo delle quali è difficile prevedere gli sviluppi immediati. Sia in Libia che nel più decisivo Egitto si aprono prospettive che possono essere divaricanti.
&lt;p&gt;
Il mondo arabo non è certo composto solo da estremisti e fondamentalisti, per cui si può pensare che si apra davvero una stagione di democratizzazione effettiva, come molti auspicano quando parlano di primavera.
&lt;p&gt;
Anche se, storicamente, fino alla caduta del Muro di Berlino e anche oltre, nell’Islam le correnti riformiste filosoficamente avveroistiche e politicamente socialdemocratiche sono sempre state osteggiate dalle potenze atlantico-occidentali. Però queste forze democratiche nelle società araba esistono e ora potrebbero definitivamente affermarsi. Molto dipenderà dall’atteggiamento occidentale, naturalmente, che dovrà dimostrare, anche attraverso aiuti economici, di aver capito la lezione.
&lt;p&gt;
La particolarità della questione libica è stata l’intervento militare della Nato, dettato da ragioni economico-strategiche più che “culturali” e che moralmente contrasta con le complicità intrattenute dall’occidente con il regime libico, soprattutto nel corso dell’ultimo ventennio.
&lt;p&gt;
Le potenze che giungono a questi livelli di realpolitik temo abbiano il destino segnato, così come è definitivamente segnato il destino delle dinastie arabe nate negli anni Cinquanta dalla lotta contro le ex potenze coloniali, Siria compresa.
&lt;p&gt;
La leadership del Colonnello è stata esemplare in questo senso: ha saputo cavalcare l’orgoglio nazionalistico in funzione anticoloniale, anche se non credo che la sua morte in battaglia – secondo quello che si dice – gli possa assicurare un futuro da eroe: nessuno degli ex raìs arabi ha la statura di un Che Guevara.
&lt;p&gt;
Quanto all’Italia la morte di Gheddafi rappresenta uno dei tanti motivi per cui Silvio Berlusconi deve vergognarsi: lo aveva accolto in Italia da trionfatore, ora ha contribuito a eliminarlo. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=15U05F&quot;&gt;Europa&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Giorgio NAPOLITANO: «L'Italia non può guardare con indifferenza agli avvenimenti libici. E' nostro impegno, sancito dal Parlamento, raccogliere l'appello dell'ONU»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/20/giorgio-napolitano/%C2%ABlitalia-non-pu%C3%B2-guardare-con-indifferenza-agli-avvenimenti-libici-e-nostro-impegno-sancito-dal-parlamento-raccogliere-lappello-dellonu%C2%BB/585197"></link>
  <updated>2011-06-20T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>585197</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. della Repubblica&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Va riconosciuto e sottolineato il merito storico che l'Alto Commissariato dell'ONU per i rifugiati ha acquisito nei decenni, affrontando drammatiche crisi ed emergenze, operando in circostanze ambientali diverse e difficili, compiendo sforzi straordinari per alleviare le sofferenze umane e prendersi cura di un gran numero di persone, e in particolare di donne e bambini, che avevano bisogno di ogni specie di soccorsi e chiedevano asilo&quot;. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, intervenendo alla Giornata Mondiale del Rifugiato, in occasione del 60° anniversario della Convenzione di Ginevra sullo status dei Rifugiati, esprimendo il suo caloroso apprezzamento per la scelta di celebrarla a Roma.

&lt;p&gt;
&quot;Anche in Italia, - ha affermato il Capo dello Stato - si deve prendere più largamente coscienza della persistenza, della possibile ulteriore estensione del flusso dei rifugiati, della dimensione mondiale del fenomeno e della responsabilità cui nessun paese civile può sottrarsi&quot;.
&lt;p&gt;

&quot;Non è immaginabile - ha rilevato il Presidente Napolitano - che ci si possa adagiare o attardare in egoistiche chiusure nazionali; che ci si possa illudere di esorcizzare così la realtà che preme alle nostre porte, la pressione che si trasmette da un continente all'altro per effetto dell'aspirazione alla pace e alla vita che muove tanti diseredati. Questo è il significato della Giornata Mondiale del Rifugiato, e ciò che essa dice anche al nostro paese. L'Italia si sta misurando con le ricadute dei movimenti liberatori, dei veri e propri moti rivoluzionari, che da mesi stanno scuotendo il mondo arabo, il Nord Africa, il Medio Oriente. Essa di certo non poteva guardare con indifferenza o distacco agli avvenimenti in Libia; non poteva rimanere inerte dinanzi all'appello del Consiglio di Sicurezza. 
&lt;p&gt;E' nostro impegno - ha sottolineato il Capo dello Stato - sancito dal Parlamento, restare schierati con le forze di altri paesi che hanno raccolto l'appello delle Nazioni Unite. L'afflusso sulle nostre coste di rifugiati e richiedenti asilo di varie nazionalità africane, pone problemi non lievi alle nostre istituzioni e amministrazioni. Problemi non lievi perché si tratta di un afflusso improvviso e intenso, giorno dopo giorno, e perché esso si è aggiunto ad un afflusso, anch'esso bruscamente intensificatosi, di immigrati illegali provenienti dalla Tunisia. Non si deve perdere, da parte dell'opinione pubblica italiana, la distinzione tra i due fenomeni : bisogna affrontarli insieme ma su piani anche giuridicamente diversi, secondo le rispettive regole quali finora definite in sede di Unione Europea&quot;.

&lt;p&gt;
&quot;E' giusto, in questa occasione, - ha quindi rilevato il Presidente Napolitano - sollecitare attenzione e collaborazione, innanzitutto al livello europeo, per le prove cui sta facendo fronte l'Italia, considerando che essa rappresenta agli occhi tanto dei migranti in cerca di lavoro e di vita migliore, quanto dei richiedenti protezione e asilo, la porta dell'Europa&quot;.
&lt;p&gt;

&quot;Il problema che ci si pone - ha poi aggiunto il Capo dello Stato - è piuttosto quello di colmare i vuoti che ancora presentano la nostra legislazione nazionale e il nostro sistema di accoglienza, protezione e integrazione&quot;.

&lt;p&gt;
In questo contesto il Presidente Napolitano ha sottolineato come &quot;sia stato importante il recepimento in Italia delle direttive europee del 2003, 2004 e 2005 in materia di asilo, e come, proprio di fronte alle recenti emergenze, la nostra Guardia Costiera e la nostra Marina Militare si siano generosamente impegnate per il salvataggio di profughi diretti verso le coste siciliane su imbarcazioni a rischio di naufragio. E a ciò hanno cooperato - ha concluso il Capo dello Stato - con slancio e abnegazione, specie a Lampedusa, tanti cittadini, autorità locali e forze di polizia. Purtroppo non si è riusciti ad evitare orribili sciagure, vere e proprie stragi di innocenti, vittime di un turpe criminoso traffico di esseri umani che richiede ben più energici interventi della comunità internazionale. Questo è lo spirito, questi sono gli intenti, secondo i quali - ha detto Napolitano rivolgendosi all'Alto Commissario Guterres - confido che l'Italia farà la sua parte, contando su un più efficace e coordinato impegno comune&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Notizia&amp;key=18185&quot;&gt;Il Quirinale.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Giorgio NAPOLITANO: «L'Autorità Nazionale Palestinese avrà un Ambasciatore a Roma»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/16/giorgio-napolitano/%C2%ABlautorit%C3%A0-nazionale-palestinese-avr%C3%A0-un-ambasciatore-a-roma%C2%BB/561705"></link>
  <updated>2011-05-16T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>561705</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. della Repubblica&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Ho il mandato di annunciarvi la decisione del governo, accolta da me con grande compiacimento, di elevare la delegazione dell'Autorità Palestinese in Italia a missione diplomatica. Il capo missione viene di conseguenza accreditato presso il Quirinale con rango di Ambasciatore Palestinese a Roma». 
&lt;p&gt;Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a Betlemme nel corso delle dichiarazioni rese alla stampa al termine dei colloqui con il Presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese, Abu Mazen.

&lt;p&gt;
«Noi vogliamo - ha sottolineato il Presidente Napolitano - che l'Italia rimanga e diventi sempre di più ponte tra l'Italia e il mondo arabo che cambia».

&lt;p&gt;
«Siamo sempre fortemente impegnati - ha aggiunto il Capo dello Stato - per contribuire, come possiamo, alla costruzione della pace tra Israele e il popolo Palestinese con la creazione di uno Stato Palestinese indipendente accanto allo Stato d'Israele».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Notizia&amp;key=17083&quot;&gt;Il Quirinale.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Romano PRODI: «Ora la missione dell'Europa è di guardare verso il Sud»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/03/01/romano-prodi/%C2%ABora-la-missione-delleuropa-%C3%A8-di-guardare-verso-il-sud%C2%BB-intervista/558686"></link>
  <updated>2011-03-01T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>558686</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;«Serve una partership per far germogliare i semi della democrazia» 
&lt;p&gt;
Da presidente del Consiglio e da incaricato dell`Onu, Romano Prodi è stato spesso in Maghreb e in Medio Oriente, conosce tutti i leader, continua a parlare con diversi potenti del mondo e in queste ore si è fatto un`idea: «L`Europa? In quest`area, in queste settimane, sta perdendo ulteriormente terreno. &lt;br /&gt;
E invece si sta concretizzando una ripresa di influenza da parte degli Stati Uniti. Dopo aver a lungo sostenuto il governo-chiave di tutta l`area, l`Egitto, gli americani si sono schierati a favore del cambiamento e lo hanno fatto rapidamente.&lt;br /&gt;
 Non è privo di significato il fatto che in Tunisia la gente in piazza sventolasse la bandiera americana e bruciasse quella di un grande Paese europeo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quando è scoppiato l`incendio in Tunisia, lei ha detto: attenti all`Egitto...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Sì, perché l`Egitto è la chiave di tutto. Lo è per dimensioni, numero di abitanti e per posizione strategica. Ma soprattutto - e questo viene spesso dimenticato - perché è il Paese delle grandi università, della profondità del pensiero islamico.&lt;br /&gt;
 E attraverso queste università l`Egitto influenza tutta la fascia subsahariana che arriva fino all`Oceano Atlantico. Le città costiere del Nord Africa oramai sono città di diplomati e laureati senza un futuro».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Nell`Università del Cairo, nel giugno dei 2009, Barack Obama - Presidente afroamericano dal nome islamico - disse che la democrazia non sì esporta ma che gli Stati Uniti sono al fianco di chi la anela. Gli americani hanno una «dottrina» per quest`area. L`Europa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Il discorso del Cairo era stato meraviglioso ma aveva lasciato un po` di frustrazione perché non era stato seguito da azioni. L`Europa? L`opinione diffusa nel Medio Oriente che ti senti ripetere è questa: voi europei siete i numero uno per i rapporti commerciali e negli investimenti, ma politicamente non contate nulla».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;In un editoriale per «La Stampa», l`ex direttore dell`«Economist» Bill Emmott ha proposto che l`Ue, come nei suoi momenti migliori, dovrebbe saper cavalcare proposte anticipatrici, in questo caso l`espansione dell`Unione alla costa meridionale dei Mediterraneo: che ne pensa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; 

«Mi sembra un intervento interessante. E non soltanto perché riprende una proposta che nel 2003 avevo fatto come Presidente della Commissione Europea. Dopo il fulmineo allargamento verso Est, dicevo: la storia ci ha spinti verso il Nord, ora dobbiamo andare verso il Sud».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Emmott suggerisce forme diverse di adesione...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Siamo d`accordo. La proposta della Commissione che confidenzialmente chiamammo allora &quot;l`anello degli amici&quot; e in modo strutturato &quot;politica di vicinato&quot;, sostanzialmente diceva questo: tutti i Paesi confinanti con l`Europa - la Bielorussia e l`Ucraina ma anche Israele, la Libia, l`Algeria, l`Egitto, la Siria e Libano - se vogliono, nei prossimi decenni potranno condividere tutte le regolamentazioni europee (mercato interno, politiche culturali e di ricerca) ma non le istituzioni. Un cammino previsto per tutti, ma che con realismo si proponeva di contrattare con ogni singolo Paese. Non se ne fece nulla. Il Nord Europa non ci voleva sentire».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Oggi, davanti al terremoto in corso, quella proposta può riprendere forza?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; 

«Certo. L`idea più realistica sarebbe quella di evitare di mettere assieme tutti i Paesi in un colpo solo. Bisogna fare uno schema aperto che consenta a ciascuno di accostarsi adagio adagio».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Sembra comunque una chimera...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Il vero problema è che oramai da diversi anni il bilancio europeo - lo 0,96% del prodotto lordo - viene tenuto su un livello inadatto per operazioni di questa portata. Ma c`è problema ancora più grande che impedisce di volare alto...»
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quale?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«La politica nel Mediterraneo dovrebbe essere sentita come politica comune europea. Ma così non è, neppure davanti all`emergenza. Non c`è alcun richiamo a impegni di lungo periodo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Forse un terremoto ancora più grande di quello in corso potrebbe aprire gli occhi ai Paesi del Nord Europa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Attenzione: il terremoto è già avvenuto! Qui abbiamo dei semi di democrazia e il momento della coltivazione è questo, perché se la democrazia va avanti aiutata solo dagli americani, ogni intervento nostro a posteriori sarebbe vano. Un intervento europeo è urgente. Il momento è adesso. Anche perché in situazioni come questa c`è sempre un grosso rischio».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quale?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;

«Tutti quelli che hanno cominciato il cambiamento potrebbero venir messi in un angolo: vedete stiamo peggio di prima».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;L`allargamento dell`Ue all`Est fu un investimento rischioso: è servito a tamponare il sentimento verso lo &quot;stavamo meglio quando stavamo peggio&quot;?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;

«Certo. Dopo il fulmineo allargamento ad Est, ricordo il rimprovero: perché con loro siete stati così rapidi? E vero, li aiutammo ad entrare. Ma è così che si aiuta la democrazia. Sono orgoglioso di quel che facemmo: l`allargamento è stato l`unico vero episodio di esportazione della democrazia nel mondo. L`unico. Ed ha funzionato».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=XU5YV&quot;&gt;La Stampa - Fabio Martini&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Dario RIVOLTA: Quelle valutazioni personali (sui documenti di WikiLeaks)  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/12/04/dario-rivolta/quelle-valutazioni-personali-sui-documenti-di-wikileaks-intervista/548565"></link>
  <updated>2010-12-04T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>548565</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Nei documenti di WikiLeaks non c’è nulla di sconvolgente. Lo ha detto Dario Rivolta, ex parlamentare e responsabile della Politica Estera di Forza Italia. Rivolta è stato uno stretto collaboratore di Silvio Berlusconi negli anni della Fininvest.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Onorevole Rivolta, quale importanza dobbiamo attribuire ai documenti resi pubblici da WikiLeaks?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Sono documenti interni all’amministrazione americana dove, al di la dei fatti, ci sono delle valutazioni personali da parte di chi ha esteso queste dichiarazioni. Se lei allude in modo particolare alle vicende italiane, dobbiamo dire che finora non c’è nulla di sconvolgente. Il giudizio di qualche diplomatico italiano nei confronti del nostro governo è del tutto legittimo. Ma resta il giudizio di qualche diplomatico, ma non il giudizio ufficiale di un governo alleato”.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;L’incontro tra Hillary Clinton e Silvio Berlusconi ha chiarito ogni dubbio sui rapporti bilaterali tra Italia e Stati Uniti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Il Segretario di Stato Clinton ha parlato di Silvio Berlusconi come di un amico degli Usa. Era quasi obbligatorio che gli Stati Uniti facessero questo tipo di dichiarazione di amicizia verso l’Italia. E’ stato un atto prevedibile la dichiarazione degli Stati Uniti. Questo significa che gli Stati Uniti sono vicini al nostro paese”.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Come possiamo dare alle valutazioni dell’amministrazione americana sull’Eni e sui rapporti bilaterali tra Italia e Russia?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Non so se esistano interessi personali da parte del Presidente del Consiglio. Devo solo constatare che l’interscambio tra l’Italia e la Russia, dall’annuncio dell’amicizia tra Berlusconi e Putin, è aumentato notevolmente. Gli scambi sono aumentati di due o tre volte nel corso degli ultimi anni. Mi pare che tutte le aziende italiane ne abbiano approfittato. Direi che è secondario se Berlusconi abbia guadagnato direttamente da questa amicizia politica. I dati ci dicono che l’Italia ci ha guadagnato”.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Sono stati giusti i toni apocalittici utilizzati dal nostro ministro degli Esteri Franco Frattini sulle rivelazioni di WikiLeaks?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Frattini ha fatto queste dichiarazioni prima che i documenti fossero resi noti. Per alcuni aspetti della politica internazionale, mi riferisco al Medio Oriente, quei documenti sono preoccupanti. Per il resto non vedo nulla di strano nelle osservazioni dei diplomatici, che sono normali. Ma rendere note queste affermazioni è un’operazione anarchica. Questi rapporti devono restare privati. E possono essere resi noti solo per ragioni serie. Le intenzioni di WikiLeaks sono oscure. Credo che Assange abbia diffuso questi dispacci per fare un’operazione anarchica”.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Assange uscirà morto da questa vicenda?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Mi auguro di no. Mi chiedo se quella di Assange sia una sua scelta personale oppure se dietro questa manovra ci sia qualche governo”. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=VUIZ3&quot;&gt;Voce Repubblicana - Lanfranco Palazzolo&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Emma BONINO: Al Palazzo di Vetro la battaglia contro le mutilazioni genitali</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/11/25/emma-bonino/al-palazzo-di-vetro-la-battaglia-contro-le-mutilazioni-genitali/548306"></link>
  <updated>2010-11-25T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>548306</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) - Vicepres. Senato  &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Lunedì sera, a Vieni via con me, ho detto che il corpo delle donne è un campo di battaglia, da tempo immemorabile e in ogni continente. Alcuni commenti sembrano suggerire che ho delineato un quadro troppo nero o «lagnoso» della situazione.&lt;br /&gt;
 Non credo.
&lt;p&gt;
 È verissimo che in molti paesi le donne hanno conquistato nuove libertà e i movimenti al femminile sono i più vivaci ed innovativi. Penso in particolare all’Africa, al Medio Oriente e non solo. Ma proprio questa loro tenacia nel voler cancellare pratiche consuetudinarie violente e nefaste, questa loro forza e determinazione nel voler vivere rispettate come persone, dà il segno tangibile della vastità del problema.
&lt;p&gt;
 Oggi è la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.&lt;br /&gt;
 Una buona occasione per far mente locale sulle varie forme in cui si manifesta: dalla discriminazione di genere sul posto di lavoro agli stupri di massa documentati dall’Alto Commissario delle Nazioni Unite, dalle migliaia di Sakineh alla violenza domestica «Gli amorosi assassini» come titola un documentatissimo libro di un gruppo di scrittrici - fino alla ventilata legge sui «consultori», a prima firma Olimpia Tarzia, qui nel Lazio. 
&lt;p&gt;Ma per una battaglia in particolare questo è un periodo decisivo: quella contro le mutilazioni genitali femminili (MGF). 
&lt;p&gt;In Europa, Aidos e Amnesty International hanno lanciato la campagna «End FGM» per ottenere una direttiva europea sulla prevenzione della pratica e, a New York, diversi governi - tra cui il nostro - stanno lavorando assiduamente perché l’Assemblea Generale dell’Onu, attualmente in corso, adotti una Risoluzione per la loro messa al bando universale.
&lt;p&gt;
 Gli esiti dell’azione diplomatica a New York non sono però scontati, con alcuni paesi che resistono, ricorrendo agli alibi più diversi. Per questo, personalità di rilievo internazionale e leader politici di 42 Paesi hanno sottoscritto un appello dell’associazione radicale «Non c’è Pace Senza Giustizia» e del Comitato Inter-Africano contro le Pratiche Tradizionali: Clio Napolitano e le First ladies di Burkina Faso, Uganda, Guinea Bissau e Benin, insieme a Premi Nobel, ministri, parlamentari e attivisti per i diritti umani chiedono a tutti i governi degli Stati membri di compiere i passi necessari per l’approvazione della Risoluzione.
&lt;p&gt;
 Il vantaggio di questo risultato è triplice: rafforzare la legittimità delle leggi già adottate a livello di singoli Stati; spingere tutti quei Paesi non ancora provvisti di legislazione ad attivare i propri Parlamenti; conferire ulteriore efficacia alle dichiarazioni già adottate in sede Onu in materia di tutela dei diritti delle donne.
&lt;p&gt;
 Inoltre, contribuirebbe a far piazza pulita di una visione stereotipata delle MGF, spesso erroneamente ricondotte a questioni di carattere culturale o religioso, oppure relegate esclusivamente all’ambito sanitario, che pure esiste ma che di certo non ne esaurisce la portata. Una Risoluzione di messa al bando significherebbe riconoscere le MGF per quel che sono, una patente violazione dei diritti umani fondamentali di donne e bambine.
&lt;p&gt;
 Ma c’è un altro aspetto che merita attenzione. Per tutte quelle attiviste che hanno avuto il coraggio di affrontare apertamente la questione in contesti dove parlare di MGF voleva dire infrangere una secolare «regola del silenzio», rischiando talvolta la propria vita, una ferma presa di posizione della comunità internazionale avrebbe non solo l’effetto di legalizzare il loro impegno, ma di ricollocarle all’interno della società «dalla parte del giusto», dalla parte della legge. Persone che probabilmente non avranno mai occasione nella loro vita di visitare il Palazzo di Vetro ma che credono che le Nazioni Unite e i suoi Stati membri abbiano il dovere e gli strumenti per fare del mondo un posto migliore in cui vivere.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=VLW7D&quot;&gt;L'Unità&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>GIOCONDO TALAMONTI: Comune di Terni - Ordine del giorno: condanna ferma verso Israele</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/06/07/giocondo-talamonti/comune-di-terni-ordine-del-giorno-condanna-ferma-verso-israele/502123"></link>
  <updated>2010-06-07T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>502123</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Terni (TR) (Gruppo: Federazione della Sinistra) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Al Sindaco del Comune di Terni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Premesso che&lt;/b&gt; l'aggressione israeliana contro la nave di pacifisti diretta a Gaza rappresenta un atto criminale verso il quale è necessaria l'immediata condanna delle istituzioni e delle forze democratiche del nostro Paese. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Tenuto conto che&lt;/b&gt; l’atto, rischia di innescare una spirale di guerra;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Ritenuto doveroso&lt;/b&gt; far sentire  la voce di protesta contro tale stato di cose e farsi promotori in Umbria, in Italia ed in Europa di un'azione di ferma condanna verso Israele, riaffermando il diritto di Gaza, e di tutta la Palestina, di vivere senza embargo in uno Stato libero e democratico;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; 
&lt;b&gt;Giudicato opportuno&lt;/b&gt; assumere iniziative perché  Terni e l’Umbria,  operando in sintonia, sollecitino  il governo italiano ad uscire dal guscio dell’attendismo e chiedere all'Ue di intraprendere un atto forte e determinato nei confronti del governo di Israele. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Il gruppo consiliare di Rifondazione Comunista- Comunisti Italiani chiede al Sindaco e alla Giunta comunale:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
• di mobilitarsi perché la Regione, da sempre terra di pace, svolga un utile ruolo, nell'ambito della Conferenza delle Regioni, ove coordina la commissione speciale “Attività di cooperazione e iniziative per il dialogo e la pace in Medio Oriente'”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
• di esprimere il cordoglio per le vittime del “brutale massacro”;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
• di far sentire il pieno sostegno e appoggio alle azioni del movimento pacifista e di solidarietà internazionale, come il “free gaza movement”, che attraverso l'invio di navi aveva ed ha l'obiettivo di denunciare al mondo l'immorale e infame assedio a cui è sottoposta la popolazione civile di Gaza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Terni,7.06.2010&lt;br /&gt;
RC/CI Talamonti Giocondo, Luzzi Luzio, Nannini Mauro
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://talamontigiocondo.blogspot.com/2010/06/comune-di-terni-ordine-del-giorno.html&quot;&gt;Il Blog Personale di Giocondo Talamonti&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Matteo MECACCI: Il governo riferisca in Parlamento sulla strage nella nave per Gaza. Occorre un'inchiesta internazionale.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/06/01/matteo-mecacci/il-governo-riferisca-in-parlamento-sulla-strage-nella-nave-per-gaza-occorre-uninchiesta-internazionale/500922"></link>
  <updated>2010-06-01T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>500922</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La gravità di quanto si apprende essere avvenuto stanotte con l'intervento israeliano per fermare le navi di attivisti che intendevano forzare il blocco navale a Gaza, merita un'analisi attenta e una risposta immediata anche da parte del Governo italiano.

&lt;p&gt;
Già molti paesi europei hanno espresso forte preoccupazione e chiesto un'inchiesta internazionale per accertare i fatti che, a quanto si apprende, hanno provocato la morte di quasi 20 attivisti pro palestinesi, e il ferimento di soldati israeliani.

&lt;p&gt;
La sicurezza dello Stato di Israele non si garantisce chiudendo gli occhi o ignorando le violazioni dei diritti umani che anche i paesi democratici, o meglio di democrazia reale, compiono sempre più spesso, ma attraverso la loro integrazione e il rafforzamento delle giurisdizioni internazionali in materia di diritti umani.

&lt;p&gt;
Chiedo quindi che il Governo venga immediatamente a riferire in aula e si unisca a coloro che hanno già chiesto lo svolgimento di un'inchiesta internazionale indipendente su quanto accaduto, e che chieda al Governo Israeliano di accettare questa proposta.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/newsletter/view.php?id=157769&amp;numero=13796&amp;title=NOTIZIE%20RADICALI&quot;&gt;Notizie Radicali&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Franco Frattini: Sulla strage di pacifisti da parte di Israele: &quot;&quot;E' indispensabile che un'inchiesta accerti la verita' dei fatti, che ancora non sono chiari&quot;.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/05/31/franco-frattini/sulla-strage-di-pacifisti-da-parte-di-israele-e-indispensabile-che-uninchiesta-accerti-la-verita-dei-fatti-che-ancora-non-sono-chiari/501049"></link>
  <updated>2010-05-31T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>501049</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Affari Esteri (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Franco Frattini deplora &quot;in modo assoluto l'uccisione di civili&quot; e chiede l'apertura di un'inchiesta per capire cosa sia accaduto durante l'assalto israeliano alle navi di aiuti umanitari dirette a Gaza.
  Frattini dice di aver appreso &quot;con grande sconcerto di questa azione militare&quot; che considera &quot;inaccettabile e grave in senso assoluto, indipendentemente dalle motivazioni della flottiglia: Quando si uccidono dei civili e' sempre un atto grave e ingiustificabile&quot;.
  &quot;E' indispensabile&quot; ha aggiunto, &quot;che un'inchiesta accerti la verita' dei fatti, che ancora non sono chiari&quot;. Secondo il capo della Farnesina &quot;questo fatto non deve, pur nella sua assoluta gravita', pregiudicare l'andamento dei negoziati di pace e la soluzione finale per il Medio Oriente.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.agi.it/cronaca-2010/notizie/201005311326-cro-rt10139-frattini_deplora_uccisione_civili_serve_inchiesta&quot;&gt;www.agi.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Fiamma NIRENSTEIN: Sulla strage di pacifisti: &quot;Purtroppo la provocazione, portata a Israele da un gruppo che con un’organizzazione pacifista ha poco ha che fare, ha raggiunto lo scopo di creare una grave crisi&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/05/31/fiamma-nirenstein/sulla-strage-di-pacifisti-purtroppo-la-provocazione-portata-a-israele-da-un-gruppo-che-con-un%E2%80%99organizzazione-pacifista-ha-poco-ha-che-fare-ha-raggiunto-lo-scopo-di-creare-una-grave-crisi/500849"></link>
  <updated>2010-05-31T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>500849</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) - Assessore  Comune Salemi (TP)&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Esprimo dispiacere per i morti e i feriti. Purtroppo la provocazione, portata a Israele da un gruppo che con un’organizzazione pacifista ha poco ha che fare, ha raggiunto lo scopo di creare una grave crisi. Quello che e’ accaduto e’ il tragico risultato di un’azione di disturbo nei rapporti internazionali da parte di gruppi simpatizzanti di Hamas&quot;. Cosi’ si e’ espressa la parlamentare del PdL Fiamma Nirenstein, vicepresidente della commissione Esteri della Camera, in una dichiarazione all’ADNKRONOS sull’assalto della marina militare israeliana alla nave della Freedom Flotilla diretta verso la Striscia di Gaza.

&quot;Israele aveva offerto a questi gruppi di ispezionare le loro navi, in modo da assicurarsi che ad Hamas non venissero portate armi o esplosivi e si era offerta poi di consegnare i doni che dicevano di portare ai destinatari. Ma loro hanno rifiutato. Quando gli israeliani hanno raggiunto la prima nave della pattuglia turca, dove era concentrata la leadership movimentista formata da persone che sarebbe molto difficile definire attivisti di pace, e’ cominciata l’aggressione fisica nei confronti dei militari israeliani.


Secondo le cronache israeliane ci sarebbero stati anche dei tentativi di linciaggio ai danni dei soldati di Gerusalemme, portati con coltelli, gas e spranghe di ferro e si sono registrai spari da parte dei naviganti, tanto che due soldati israeliani versano in questo momento in gravi condizioni. A quel punto, i soldati israeliani hanno risposto. Quello che e’ accaduto e’ increscioso ma dipende da un micidiale estremismo internazionale. Andare a portare aiuti a Gaza, che in questo momento e’ uno staterello guidato da un’organizzazione terroristica che vuole distruggere Israele ed e’ contraria anche ai suoi fratelli palestinesi di Fatah, e’ un gesto irresponsabile da parte del governo turco che ha aiutato le organizzazioni della flottiglia. Ora si attendono i risultati di un’inchiesta gia’ avviata da israele&quot;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.votaberlusconi.it/notizie/arc_18194.htm&quot;&gt;www.votaberlusconi.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Nichi VENDOLA: Strage navi pacifisti: Il governo di Israele si macchia di sangue innocente. E’ il momento di costruire una mobilitazione internazionale.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/05/31/nichi-vendola/strage-navi-pacifisti-il-governo-di-israele-si-macchia-di-sangue-innocente-e%E2%80%99-il-momento-di-costruire-una-mobilitazione-internazionale/500846"></link>
  <updated>2010-05-31T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>500846</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Puglia (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Consigliere Regione Puglia (Lista di elezione: SeL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Una dichiarazione del presidente Nichi Vendola a poche ore dalla strage, compiuta nella notte, da parte di Israele ai danni della flotta di navi dei pacifisti.

&lt;p&gt;
“Si tratta di un’aggressione inedita. E’ la più grave strage compiuta contro chi, da volontario, ha il compito di essere operatore di pace. È un atto di barbarie senza precedenti che dovrebbe determinare indignazione e condanna unanime da parte di tutto il mondo civile. E’ in atto una vera e propria guerra.

&lt;p&gt;
Il governo di Israele si macchia di sangue innocente e determina l’insopportabilità della permanenza dell’azione di occupazione militare di Gaza, della negazione al popolo palestinese della propria terra e del proprio destino. E’ giunto il momento di costruire una mobilitazione internazionale che rappresenti, a fronte delle mille codardie e delle ipocrisie diplomatiche della comunità degli Stati, la leva per produrre cambiamento laddove imperversa invece la logica del muro, la provocazione delle colonie e la violenza di un vero e proprio apartheid etnico.

&lt;p&gt;
Spero che siano i giovani i protagonisti principali di una scossa della coscienza dell’intero mappamondo”. &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.sudnews.it/notizia/35868.html&quot;&gt;www.sudnews.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Piero FASSINO: Su strage navi pacifiste: Da Israele attacco ingiustificato e gravissimo</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/05/31/piero-fassino/su-strage-navi-pacifiste-da-israele-attacco-ingiustificato-e-gravissimo/500845"></link>
  <updated>2010-05-31T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>500845</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Un attacco ingiustificato, un episodio luttuoso gravissimo che rischia di innescare una nuova spirale di violenza e sofferenza in Medio Oriente e di rendere vani gli sforzi profusi in questi mesi dalla comunità internazionale per riaprire la strada ai negoziati di pace&quot;. Così, a nome del Pd, Piero Fassino ha stigmatizzato l'assalto israeliano alla flottiglia pacifista diretta a Gaza, esprimendo dolore per le vittime e solidarietà alle loro famiglie.

&lt;p&gt;
&quot;E' sempre più evidente - ha aggiunto Fassino - che il tempo non lavora per la pace e che ogni dilazione innesca soltanto nuovi conflitti. Per questo è tempo che il governo Netanyahu abbandoni ambiguità e reticenze e accetti di negoziare davvero una pace che sia soddisfacente e sicura per palestinesi e israeliani&quot;. &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://notizie.virgilio.it/notizie/politica/2010/05_maggio/31/m_o_fassino_da_israele_attacco_ingiustificato_e_gravissimo,24545334.html&quot;&gt;notizie.virgilio.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Pietro MARCENARO: Attacco israeliano [alle navi dei pacifisti] una follia,ora chiarimenti</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/05/31/pietro-marcenaro/attacco-israeliano-alle-navi-dei-pacifisti-una-folliaora-chiarimenti/500844"></link>
  <updated>2010-05-31T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>500844</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Il massacro compiuto al largo del porto di Ashdod è una follia. Il governo israeliano dovrà risponderne&quot;. E' quanto ha dichiarato il senatore del Pd Pietro Marcenaro, presidente della Commissione parlamentare per i Diritti Umani di Palazzo Madama, intervenendo alla trasmissione &quot;Omnibus&quot; di La7.

&lt;p&gt;
&quot;Non è solo un'evidente iniziativa contro la volontà di pace della comunità internazionale, ma anche contro la democrazia israeliana e contro tutti quelli che in Israele rifiutano le scelte rovinose dell'attuale esecutivo&quot;. &quot;Di fronte a fatti così gravi - ha concluso Marcenaro - è necessario che il governo italiano riferisca immediatamente in Parlamento&quot;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://notizie.virgilio.it/notizie/esteri/2010/05_maggio/31/m_o_marcenaro_pd_attacco_israeliano_una_follia_ora_chiarimenti,24546010.html&quot;&gt;notizie.virgilio.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Stefano PEDICA: Frattini riferisca alle Camere su attacco di Israele alle navi pacifiste</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/05/31/stefano-pedica/frattini-riferisca-alle-camere-su-attacco-di-israele-alle-navi-pacifiste/500843"></link>
  <updated>2010-05-31T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>500843</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Italia dei valori chiede al ministro degli Esteri di riferire in Parlamento, già nel pomeriggio, sull'&quot;attacco israeliano&quot; contro la flotta con aiuti umanitari per i palestinesi di Gaza. &quot;Stando alle notizie sinora emerse - dice il capogruppo dipietrista in commissione Esteri al Senato, Stefano Pedica - l'attacco israeliano di questa notte, in acque internazionali e contro civili, appare non soltanto contrario al diritto internazionale ma anche ai principi umanitari, e soprattutto rischia di compromettere per sempre il già difficilissimo processo di pace fra Israele e la Palestina&quot;.

&quot;Il ministro Frattini - chiede Pedica - venga a riferire nella seduta della commissione Esteri al Senato, già convocata questo pomeriggio, circa quanto avvenuto e sulle condizioni dei cinque italiani a bordo delle navi pacifiste che ancora non è chiaro dove si trovino. Credo sia necessario anche che il Parlamento approvi quanto prima la mozione sul Medio Oriente rimasta arenata in Commissione. Urge immediata chiarezza su quanto avvenuto e, mai quanto oggi, è necessario che il Parlamento esprima una ferma posizione dell'Italia sulla questione, al fine di poter contribuire fattivamente alla risoluzione di un conflitto che da sessanta anni provoca morte e instabilità&quot;. &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://notizie.virgilio.it/notizie/politica/2010/5_maggio/31/mo_idv_frattini_riferisca_alle_camere_su_attacco_di_israele,24545933.html&quot;&gt;notizie.virgilio.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Alfredo MANTICA: La spedizione della flotta pacifista &quot;Free Gaza&quot; era una voluta provocazione e la reazione israeliana era inevitabile</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/05/31/alfredo-mantica/la-spedizione-della-flotta-pacifista-free-gaza-era-una-voluta-provocazione-e-la-reazione-israeliana-era-inevitabile/500842"></link>
  <updated>2010-05-31T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>500842</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PdL) -  Sottosegretario  Affari Esteri (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Per il sottosegretario agli Esteri, Alfredo Mantica, la spedizione della flotta pacifista &quot;Free Gaza&quot; era &quot;una voluta provocazione&quot; e la reazione israeliana era inevitabile. &quot;Non ho ancora elementi sufficienti per capire cosa sia successo ma la questione era nota da giorni&quot;, ha dichiarato a CNRmedia, &quot;questa vicenda si puo' classificare come una voluta provocazione: aveva un fine preciso, politico&quot;.
  Il sottosegretario agli Esteri ha detto di non avere &quot;elementi per dare giudizi&quot; sul raid israeliano, ma ha osservato che era &quot;un'illusione&quot; pensare che Israele non reagisse, visto che &quot;il principio della rappresaglia israeliana e' un principio conosciuto nel mondo&quot; Per Mantica si puo' &quot;discutere sulla reazione israeliana ma pensare che tutto avvenisse senza una reazione di una qualche natura era una dilettantesca interpretazione di chi ha provocato questa vicenda&quot;. &quot;Azioni spettacolari&quot; come il tentativo di forzare il blocco navale attorno a Gaza, ha sottolineato, &quot;servono solo a peggiorare la situazione e a rendere ancora piu' impraticabile la strada del dialogo&quot;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.agi.it/cronaca-2010/notizie/201005311103-cro-rt10071-m_o_mantica_provocazione_voluta_e_reazione_inevitabile&quot;&gt;www.agi.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Franco Frattini: Su strage pacifisti da parte di Israele: DEPLORO ASSOLUTAMENTE UCCISIONE CIVILI FATTO GRAVE</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/05/31/franco-frattini/su-strage-pacifisti-da-parte-di-israele-deploro-assolutamente-uccisione-civili-fatto-grave/500841"></link>
  <updated>2010-05-31T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>500841</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Affari Esteri (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;''Deploro in modo assoluto l'uccisione di civili. E' un fatto certamente grave''. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Franco Frattini, in una conferenza stampa alla Farnesina, riguardo all'attacco perpetrato dall'esercito israeliano contro una flottiglia di aiuti umanitari diretta a Gaza, costato la vita a una quindicina di persone.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/news-M_O___FRATTINI__DEPLORO_ASSOLUTAMENTE_UCCISIONE_CIVILI__FATTO_GRAVE-920206-ORA-.html&quot;&gt;www.asca.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Furio COLOMBO: «Sui metodi della CIA, Obama non tornerà mai indietro»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/08/26/furio-colombo/%C2%ABsui-metodi-della-cia-obama-non-torner%C3%A0-mai-indietro%C2%BB-intervista/402749"></link>
  <updated>2009-08-26T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>402749</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Giornalista, più volte parlamentare, grande americanista, Furio Colombo è appena tornato dagli Stati uniti. «In aereo - racconta- ho avuto tempo di leggere da cima a fondo i giornali, in particolare il New York Times: la stampa americana e quella inglese sono letteralmente scandalizzate per le feste che si preparano in Libia per onorare l'assassino di Lockerbie, con la partecipazione delle Frecce tricolori e del ministro italiano».

&lt;p&gt;
Sui giornali Usa, però, figura anche un'altra notizia: il braccio di ferro in corso fra il presidente Obama e la Cia. &lt;br /&gt;
Uno scontro di portata quasi inaudita, innescato dalla decisione del ministro della Giustizia Helder di nominare un procuratore speciale per indagare sulle torture usate negli interrogatori dei presunti terroristi.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Era prevedibile una mossa così forte da parte del presidente?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Secondo me sì. Io, almeno, me l'aspettavo, perché Obama ha fatto promesse importanti in campagna elettorale e ha dimostrato di essere estremamente tenace nel mantenere quelle promesse. Aveva attratto l'attenzione proprio promettendo cose di enorme difficoltà, e adesso le sta mantenendo una per una, con tenacia, decisione e inflessibilità, anche a costo di sfidare l'impopolarità.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Appunto: l'offensiva contro i metodi della Cia, come quella sulla sanità, non rischia di minare ulteriormente il suo consenso?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Credo che Obama stia coscientemente affrontando una fase di possibile impopolarità. C'è una ragione se ha preso per modello Lincoln, che aveva promesso di abolire schiavitù nella situazione più difficile che si potesse immaginare e lo ha fatto.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Dunque non cederà neppure sulla sanità?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

 

Non cederà di un passo e darà una lezione di coraggio ai membri del congresso che, come hanno già fatto con Clinton, hanno la tendenza a squagliarsi e ad accampare una serie infinita di &quot;se&quot; e di &quot;ma&quot; non appena vedono profilarsi all'orizzonte il rischio dell'impopolarità. E bisogna specificare che la riforma sanitaria, negli Usa, rappresenta una rivoluzione della portata di quella di Luther King e dei diritti civili.&lt;br /&gt;
 E' una riforma che va al cuore del problema fondamentale: chi sono i cittadini, quali sono i loro diritti e perché devono essere uguali per tutti. &lt;br /&gt;
Per quanto riguarda la vicenda Cia, va anche detto che Obama non potrebbe condurre una battaglia così nobile e isolata come quella sulla sanità e lasciar perdere la Cia.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Perché? Qual è il legame fra le due questioni?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

 

Perché non ci si può dire democratici e liberali e poi uccidere persone in mare, o almeno lasciare che muoiano, come capita in Italia. Obama non vuol essere della stessa partita di cui fa parte il governo italiano, e un po' anche la mite opposizione italiana. Torturare è orrido, come è orrido non poter disporre di soccorso medico e lui lo dice apertamente. Senza voltarsi a guardare quanti nel suo paese non concordano, perché sono stati intimiditi in tutti i modi da un falso patriottismo e da una falsa difesa delle libertà individuali, secondo cui ognuno deve potersi curare come gli pare. Dunque sussiste un rapporto stretto tra il battersi contro le torture della Cia e per la riforma della salute.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ma l'intervento sulla Cia e sulle torture negli interrogatori non rimanda anche al complessivo cambio di indirizzo nella lotta al terrorismo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

 

E' più che un semplice cambio di indirizzo. E' un rovesciamento totale, in termini di moralità ma anche di strategia e intelligenza politica. Obama è un presidente che tende a fare la pace preventiva invece della guerra preventiva. &lt;br /&gt;
Si rende conto che non devi entrare in situazioni da cui poi non sei in grado di uscire. Questa volontà di pace preventiva si è vista in pieno con il discorso sull'Iran, che ha dato coraggio all' opposizione facendola venire allo scoperto come si è visto negli ultimi mesi, ed è una vicenda tutt'altro che finita. Si pensava che Ahmadinejad potesse essere affrontato solo con le bombe atomiche. Obama lo ha ridotto a metà della metà del suo valore solo con le parole. Perché la strategia della pace preventiva non è una parata di bontà ma un modello di intelligenza politica.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;E l'Afghanistan, dove invece l'impegno americano è stato intensificato?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

L'Afghanistan è la sfida più grande. Ha ricevuto in eredità una guerra che non può finire e c'è da chiedersi, come si chiede appunto il New York Times, se il presidente dispone di consiglieri all'altezza di una simile sfida. Io penso e spero di sì. In ogni caso quello di cui sono convintissimo e che dall'Afghanistan Obama uscirà. Lo diciamo oggi e ne riparliamo entro il prossimo anno. Barak Obama non accetterà mai di essere il presidente per una guerra infinita.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E quanto al Medio oriente?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Che Netanyau se ne renda conto o meno, Obama ha già dato a Israele un aiuto immenso riducendo di moltissimo il ruolo di Ahmadinejad. Troneggiava all'orizzonte del Medio Oriente come il leader che avrebbe trascinato tutto l'islamismo e ora appare come un poveretto che a malapena riesce a restare al potere. &lt;br /&gt;
Ripeto: grandi cose sono già accadute, e la più importante è che quest'uomo non molla. Il periodo che abbiamo di fronte, per difficile che possa essere, non potrà che essere tra i più importanti. E per fortuna lo sarà anche per noi italiani.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;In che senso?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Obama condanna senza mezzi termini la festa che Gheddafi si appresta a fare in onore dell'assassino di Lockerbie. &lt;br /&gt;
Noi mandiamo le Frecce tricolori a quella stessa festa. Oggi l'Italia è alleata non di Obama ma di Gheddafi, e questo ci dice dove sia finito oggi il nostro paese. Ma la forza della presidenza americana è tale che riporterà anche l'Italia dalla parte dei governi democratici.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Torniamo alla Cia. Perché proprio ora un intervento simile? Non è che in passato fossero mancate zone oscure nei comportamenti di quell'agenzia…&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

La Cia è un servizio segreto, e i servizi segreti sono sempre zone oscure sulle quali non cala mai tutta la luce del controllo democratico, come invece sarebbe necessario.&lt;br /&gt;
 Ma l'era Bush è stata, anche per quanto riguarda il controllo sulla Cia, la più tenebrosa, terribile, lontana dai princìpi della emocrazia americana. &lt;br /&gt;
Obama sta riportando la Cia a quei principi, attraverso quell'uomo straordinario che è Leon Panetta, che è non a caso un grande politico democratico e non un tecnico. Averlo messo alla guida della Cia è di per sé un impegno.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Eppure pare che proprio Panetta sia il più inviperito per l'inchiesta sulla Cia…&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

 

In questi casi è bene guardare la polvere sotto il tappeto solo se si è davvero in grado di farlo. Sappiamo per certo che le cose stanno così? Abbiamo fonti attendibili? Persino sui giornali americani, in agosto si deve pur scrivere qualcosa... &lt;br /&gt;
Ma i legami tra Panetta e Obama, e tra Panetta e tutta quella parte del Pd irreversibilmente democratica sono molto più forti di un malumore o di un diverso parere. E chiunque avesse accettato di dirigere la Cia sotto Obama sapeva che comportamenti di quel tipo da parte dei servizi segreti non sarebbero più stati tollerati.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=N7XAL&quot;&gt;L'Altro -  Paolo Castelnuovo&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
</feed>
