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  <title>Openpolis - Argomento: senatrici</title>
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  <updated>2009-02-10T00:00:00Z</updated>
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  <title>Donatella PORETTI: Indisponibilità della vita umana. Un concetto più volte ribadito, ma ripetutamente stravolto. [E' incluso l'intervento al Senato]</title>
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  <updated>2009-02-10T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>388706</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Intervento in Aula sulla discussione congiunta delle mozioni in materia di trattamenti di alimentazione ed idratazione della senatrice Donatella Poretti, parlamentare Radicale - Partito democratico&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Signor Presidente, &lt;br /&gt;
la nutrizione e l'idratazione artificiale sono trattamenti sanitari attuati attraverso una sonda gastrica e un intervento chirurgico tipo PEG che necessitano del consenso informato da parte del paziente.

&lt;p&gt;
Il secondo comma dell'articolo 32 della Costituzione sancisce la libertà di cura: &quot;Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessuno caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana&quot;.

&lt;p&gt;
Io avrei voluto che questi due concetti chiari fossero l'impegnativa per un Governo e per un Parlamento, per qualsiasi Governo e per qualsiasi Parlamento, affinché appunto venissero seguiti e rispettati i princìpi dell'autodeterminazione e della libertà di cura, nel rispetto proprio del dettato costituzionale, per qualsiasi atto, per qualsiasi provvedimento e per qualsiasi legge che si intendesse assumere in materia di trattamenti sanitari. Ieri ho apprezzato, però, il passo indietro che siamo riusciti a far compiere a questo Parlamento e a questo Senato, rispetto ad un salto nel vuoto che rischiavamo di far fare alle istituzioni con l'approvazione di una legge inutilizzabile, scritta male e in fretta, imposta con modi e tempi dal Governo al Parlamento. Ieri sera ci siamo fermati ma oggi, comunque, le emozioni scorrono ancora forti.

&lt;p&gt;
Sapere che, finalmente, Beppino Englaro è riuscito a piangere una figlia che ha accompagnato alla sua fine, alla fine che la natura le ha destinato, dovrebbe spingere a usare i toni della ragione. Un appello alla ragione dovrebbe essere quello che, mi auguro, facciamo tutti. Come diceva Goya, il sonno della ragione produce mostri e il rischio, appunto, è quello di produrre non una buona legge ma una legge mostruosa.

&lt;p&gt;
Il diritto alla vita, più volte annunciato, non può trasformarsi nell'obbligo di vivere. Il diritto alle cure, il garantire l'alimentazione e l'idratazione, come sta scritto nella mozione del Partito Democratico, non può divenire un obbligo di cura. Garantire l'alimentazione e l'idratazione: questo deve essere il compito dello Stato e delle leggi e non obbligare a delle cure.

&lt;p&gt;
Noi saremo chiamati a legiferare su questi temi, su questi argomenti, e mi auguro che la posizione dell' &quot;io non lo farei&quot; non si trasformi in una norma in cui si scriva &quot;tu non lo devi fare, tu non lo puoi fare&quot;. L'autodeterminazione è allora anche decidere come e quando morire. È per questo motivo che, come senatori radicali, eletti nel Partito Democratico e facenti parte del Gruppo del Partito Democratico, non possiamo votare la mozione presentata dal Partito Democratico, di cui abbiamo anche apprezzato e apprezziamo la volontà di trovare una sintesi.

&lt;p&gt;
In essa, infatti, c'è un &quot;no all'eutanasia&quot; che non può essere il nostro, perché noi radicali abbiamo presentato un disegno di legge per disciplinare, per regolamentare, per legalizzare quello che oggi è un fenomeno clandestino illegale, che si verifica nell'Italia che dice di no ma che, invece, si ritrova con delle persone che muoiono, che non hanno espresso le proprie volontà ma per le quali qualcuno si assume la responsabilità di tradurle nelle loro dichiarazioni di fine vita.

&lt;p&gt;
L'indisponibilità della vita umana è un concetto più volte ribadito, ma è un concetto che viene stravolto. Infatti, se quella vita umana è indisponibile per l'uomo, per chi allora è disponibile? Per lo Stato? È disponibile al Governo? Allora quel corpo, che non è disponibile all'uomo, diventa un corpo gestito, disposto, organizzato, nutrito, riempito, svuotato dalle mani dello Stato?

&lt;p&gt;
Diventano -appunto- corpi che non sono più individui in grado di scegliere su se stessi, ma corpi in gestione al Governo. Una volta esistevano gli schiavi e i liberi; poi sono scomparsi gli schiavi; oggi ad essersi dileguati sono i liberi. Chissà che faranno ora quelli che nella maggioranza del Popolo della Libertà dicono di essere liberi!

 

 &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=137127&quot;&gt;official web site - Radicali Italiani&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Emma BONINO: Vaticano e omosessualità. «Una scelta molto grave C’è chi rischia la forca»  -  INTERVISTA</title>
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  <updated>2008-12-02T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>382653</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) - Vicepres. Senato  &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Emma Bonino, Vicepresidente del Senato, risponde così all’affondo Vaticano: «Mi piacerebbe - dice a l’Unità - che anche le gerarchie ecclesiastiche riflettessero sul fatto che in 91 Paesi del mondo l’omosessualità è considerata un reato. E che in 9 di questi è passibile con la pena di morte. Opporsi alla depenalizzazione universale dell’omosessualità equivale al condono per chi perseguita e discrimina gli omosessuali anche con la pena di morte». &lt;br /&gt;


&lt;b&gt;La Santa Sede si oppone al progetto francese, e dell’Unione Europea, di presentare all’Onu la depenalizzazione universale dell’omosessualità. Come valuta questa posizione?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;

«E' un fatto grave. La Chiesa può pure continuare a ritenere l’omosessualità un peccato, ma non può chiudere gli occhi di fronte al fatto che l’omosessualità è considerata in 91 Paesi del mondo un reato, e che in 9 di questi è prevista la pena di morte, mentre negli altri 82 le persone omosessuali sono oggetto di persecuzioni, violenze e discriminazioni proprio perché l’omosessualità è considerata un reato. La Santa Sede deve interrogarsi su questo: qui non si sta facendo una discussione morale, ma si sta cercando di agire perché le persone omosessuali non siano oggetto di persecuzione per le loro scelte sessuali». &lt;br /&gt;


&lt;b&gt;La Santa Sede non sembra far differenza tra peccato e reato.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
«Ma questa distinzione va fatta. L’iniziativa della Francia, appoggiata da tutti i Paesi dell’Unione Europea e di altri Paesi di tutti i continenti, tende a superare questa penalizzazione, proprio perché il reato di omosessualità è in aperto contrasto con la Dichiarazione universale dei Diritti dell’Uomo e con la Convenzione europea sui diritti umani e le libertà fondamentali. Mi lasci aggiungere che oltre che grave, la presa di posizione del nunzio apostolico all’Onu, monsignor Migliore, è anche contraddittoria...».&lt;br /&gt;
 

&lt;b&gt;In che senso contraddittoria?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;

«Nel senso che monsignor Migliore, dopo aver rimarcato che il catechismo condanna la discriminazione nei confronti degli omosessuali, finisce poi per opporsi fermamente ad una iniziativa che tende a porre fine ad una penalizzazione (delle persone omosessuali) che può arrivare fino alla pena di morte per ragioni di sessualità. Noto peraltro che diversi tra i Paesi che discriminano ferocemente le persone omosessuali sono gli stessi Paesi dove i cristiani sono perseguitati fino alla morte. Davvero, non è una bella compagnia...». &lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Cosa chiede al governo italiano?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;

«Di non fermarsi alla sola firma in calce alla proposta francese. La firma è un buon punto di partenza. Ma non basta. Voglio ricordare l’interrogazione presentata da Matteo Mecacci, nella quale si chiede al governo quale supporto politico-diplomatico l’Italia intenda dare all’iniziativa francese, anche al fine di raccogliere adesioni di altri Stati, come è avvenuto con la moratoria universale sulla pena di morte. E poi c’è un altra iniziativa concreta che l’Italia può sostenere e sviluppare in proprio e in sede europea...». &lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Quale sarebbe questa iniziativa?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;

«Concedere lo status di rifugiato politico a quelle persone, il cui numero è in continua crescita, che fuggono dai loro Paesi per sfuggire a persecuzioni legate al loro orientamento sessuale. L’Italia faccia la sua parte».
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=K26SX&quot;&gt;L'Unità - Umberto De Giovannangeli&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Donatella PORETTI: Sito Internet del Senato: Lettera aperta ai questori: pubblicare subito le risposte dei ministri alle interrogazioni</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/09/26/donatella-poretti/sito-internet-del-senato-lettera-aperta-ai-questori-pubblicare-subito-le-risposte-dei-ministri-alle-interrogazioni/366449"></link>
  <updated>2008-09-26T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>366449</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Alla Cortese Attenzione del Collegio dei Questori del Senato della Repubblica &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


On. Sen. Romano Comincioli, On. Sen. Paolo Franco, On. Sen. Benedetto Adragna &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


Gentili colleghi Questori,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

sollecitiamo il vostro interessamento sulla situazione -tuttora riscontrabile- per la consultazione delle risposte dei Ministri agli atti di Sindacato ispettivo dei Senatori, sia sul sito pubblico (www.senato.it), che su quelli riservati alla consultazione di Senatori e collaboratori.&lt;br /&gt;

      Diversamente da quanto avviene per atti analoghi dei Deputati sul sito della Camera (www.camera.it), dove le risposte dei Ministri sono pubbliche e facilmente riscontrabili nella stessa pagina internet contente il testo dell'atto, sul sito pubblico del Senato non è dato conoscere le risposte alle interrogazioni e interpellanze. Queste risposte sono riscontrabili attraverso una complicata procedura (occorre prima confrontare il numero di registrazione dell'atto, poi ricavare il numero del fascicolo di risposte in cui é contenuta la risposta a tale atto, infine cercare lo specifico fascicolo), solo nei siti riservati all'accesso dei Senatori e del personale del Senato.&lt;br /&gt;

      Il Collegio dei Questori ha recepito il 24 luglio scorso, con l'approvazione del bilancio interno del Senato, l'Ordine del giorno G5 presentato da noi, considerando di fondamentale importanza &lt;b&gt;la possibilità che i cittadini conoscano l'attività delle istituzioni elettive.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Perciò riteniamo necessario, per l'affermazione di un avvio di «democrazia elettronica», &lt;b&gt;l'ampliamento e l'aggiornamento della pubblicazione in rete di tutti gli atti e di tutte le attività istituzionali.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Con quell'OdG il Collegio dei Questori si impegnava ad adottare le misure per aggiornare (con una digitalizzazione della documentazione relativa alle passate legislature) e ampliare il sito Internet, rendendo accessibile, nei limiti previsti dalla legislazione e dal Regolamento, tramite formati aperti, liberi e standardizzati, ogni dato testuale e audio-video utile ad una trasparente informazione.&lt;br /&gt;

      Tali disposizioni, insieme a quelle accolte con gli Odg G6 e G7, vanno ascritte nell'ambito dell'iniziativa Radicale di queste settimane per l'&quot;Anagrafe pubblica degli eletti&quot;: concrete e agevoli possibilità di conoscere l'operato di chi è investito del mandato parlamentare, secondo quanto ispiratoci dall'einaudiano &quot;conoscere per deliberare&quot;.&lt;br /&gt;

      Ci sembra opportuno che un tale processo sia considerato come fondamentale nell'attività di ogni parlamentare, per l'esercizio della sua funzione ispettiva e i risultati di tale esercizio. Riteniamo, quindi, che non sia più rimandabile la pubblicazione sul sito internet pubblico del Senato delle risposte dei Ministri, con lo stesso semplice sistema di ricerca e consultazione adottato nella gestione del sito della Camera dei Deputati, alle interrogazioni e interpellanze.&lt;br /&gt;

      Nella convinzione che quanto esposto sia condiviso dal Collegio, confidiamo nel prossimo, più rapido adeguamento del sistema e dei servizi che concorrono alla realizzazione di una tale prima, pur minima, conquista.&lt;br /&gt;

Coi nostri più cordiali saluti.&lt;br /&gt;
 
Sen. Donatella Poretti&lt;br /&gt;

Sen. Marco Perduca &lt;br /&gt;
   

 
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=129372&quot;&gt;Radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Anna FINOCCHIARO: «Il Sud metafora del Paese»  -  INTERVISTA</title>
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  <updated>2008-09-21T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>359542</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Questo paese cade a pezzi», commenta amara Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd al Senato, dopo aver partecipato alla Festa democratica a Napoli. Per lei «i mali del Sud sono la tragica metafora di quelli italiani», ma teme che «si rimuova il problema.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



«Ci sono difficoltà vere che non vengono rappresentate come tali e, secondo me, neanche affrontate così. Non voglio essere catastrofista, ho il dovere della speranza, ma prima devo capire com´è ridotto il Paese, non posso far finta di non vedere quello che succede».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Il Viminale invierà nel casertano 400 poliziotti «qualificati». Crede che sia la risposta giusta?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«È una primissima risposta. Come gruppo del Pd al Senato abbiamo chiesto che il ministro dell´Interno venga a riferire dell´accaduto. Maroni verrà mercoledì mattina a Palazzo Madama».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Cosa chiederete al ministro?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Qui non si tratta solo di ordine pubblico: lo sappiamo che 400 uomini servono per l´emergenza, ma chiederemo al governo quali altre iniziative adotterà. Un piano per la sicurezza nel casertano c´era, ma non credo sia stato attuato, lo chiederemo al ministro. La situazione va affrontata con grande serietà e a fondo».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Non crede che si affronti così?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Mah, ho avvertito una certa volontà di rimozione nell´opinione pubblica e nei media, dai tg alla carta stampata. Lo diceva qui a Napoli Rosy Bindi: siccome sono neri, c´è la camorra, si pensa che il Sud sia &quot;altro da me&quot;»&lt;br /&gt;


 &lt;b&gt;Una parte d´Italia data per persa?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Il Volturno rischia di essere la tragica metafora dei mali del Mezzogiorno, dove si incrociano lo sfruttamento del lavoro, l´immigrazione clandestina, la camorra, un nuovo assetto dei poteri criminali, una disoccupazione impressionante. Ma i problemi che ha il Sud li ha l´Italia».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Ci sono i militari davanti alle ambasciate: il decreto sicurezza del governo è solo di facciata?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«L´abbiamo detto che non avrebbe funzionato. Chiederemo quali sono gli indici di criminalità. Io parlo per la mia città, Catania, dove il disagio sociale cresce a livelli spaventosi, dalla crisi economica alla presenza mafiosa».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Su Catania si apre una parentesi...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Ecco, io voglio evitare che il Mezzogiorno diventi una parentesi a sé».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Berlusconi sulla strage non ha detto nulla. Che ne pensa?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Non ha detto niente, aspettiamo che faccia. Non vorrei fosse l´effetto di quella rimozione... Non credo che tutti gli africani uccisi fossero il bersaglio del clan. In Sicilia, a Gela, per uccidere uno la mafia faceva una strage. Probabilmente la vita di un nero, però, conta meno di niente».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Secondo gli investigatori il razzismo non c´entra, la stage è dovuta alla difesa del territorio da parte dei Casalesi.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Non dubito di questo, né delle indagini, ma non vorrei che la rimozione avvenisse perché erano africani».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Nella rivolta degli immigrati è sbottata la rabbia per la loro condizione di vita.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«La vita di un immigrato clandestino è durissima in Italia, si pensi all´indiano morto di stenti mentre lavorava. O al traffico di esseri umani: siamo diventati molto bravi a sfruttarli nella raccolta del pomodorino, a farli prostituire sulle strade o a farne crepare la metà nel canale di Sicilia... O qualcuno pensa che gli sbarchi di immigrati in Sicilia avvengano senza che la mafia dica una parola? Insomma, si deve scendere nell´inferno e guardare con gli occhi aperti».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Quali sono le proposte?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Ce ne sono tante per restituire la presenza della legalità in quel luogo. È un lavoro complesso: dove non c´è lo Stato la camorra cresce, non c´è legalità, ci sono meno diritti. E non c´è sviluppo».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
La società civile si sta muovendo in difesa della legalità. Colma il vuoto dello Stato?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Si muovono associazioni laiche e cattoliche. Ho apprezzato la visita e le parole del vescovo di Caserta, quando dice che questo deve diventare un caso nazionale, che la sintesi di quei mali che affliggono l´Italia vada affrontata nel Mezzogiorno, se vogliamo salvare il Paese. Oppure possiamo decidere di amputare il Sud, ma non è certo questo che vogliamo».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Non basta ripulire Napoli, quindi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Non basta, anche se non è un´operazione semplice, ma ci vorrà un´azione che vada oltre la superfice. Ci dev´essere lo Stato, ma anche la politica deve credere che il Mezzogiorno sia un valore sul quale investire. E per il Pd, se vuole rientrare in sintonia con il Paese, il Sud dev´essere una priorità».
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.unita.it/view.asp?IDpag=13&amp;IDcontent=79183&quot;&gt;l'Unità - Natalia Lombardo&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Donatella PORETTI: Lettera aperta al Presidente Cossiga: bene la chiosa all'articolo di Pera, ora sottoscriva il mio ddl sull'art.1 della Costituzione.</title>
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  <updated>2008-09-16T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>359384</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Al Presidente emerito della Repubblica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



Sen. Francesco Cossiga&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



Egregio Presidente,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



la lettura delle sue importanti considerazioni in chiosa all'articolo dell'ex Presidente del Senato Marcello Pera sul &quot;patriottismo costituzionale&quot; enunciato di recente dal Presidente Napolitano,  svelano le perplessità, condivise, dunque, non solo dalla sottoscritta, sulla genesi e sul significato del Primo articolo della nostra Costituzione.
&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



Frutto di una soluzione primariamente politica e ovviamente compromissoria fra i due schieramenti che si fronteggiavano dopo il 25 aprile del 1945, specchio del nuovo assetto internazionale che vedeva i Paesi vincitori avviarsi ad nuova guerra, detta &quot;fredda&quot;, così &quot;Filo-sovietico&quot; o &quot;sovietizzante&quot; come lei lo definisce, non c'è dubbio, con quel &quot;L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro&quot; che sembra risuonare tanto in sintonia con altri motivi di un repertorio pittoresco &quot;popolare&quot; fatto di versi come &quot;Compagni dai campi e dalle officine...&quot;, non sembra si addica tanto alla società italiana contemporanea quanto forse più a Paesi con cultura e storia certamente differente come Cina, Vietnam, Corea del Nord o Cuba.&lt;br /&gt;


Ma tant'è, e decisamente alla proposizione con cui si apre una costituzione è attribuito un altissimo valore simbolico. È in essa che viene affermato un modello istituzionale ed è con essa che si esprimono i valori fondanti la base del vivere civile. Sempre che la Costituzione si dimostri efficace nell'affermare e proteggere i suoi valori fintanto che il popolo in essa identificato possa a sua volta identificare se stesso in quella dichiarazione d'apertura. Il primo articolo è quello che intere generazioni dovrebbero imparare a memoria, tramandare o citare ogniqualvolta vi sia una sua patente o potenziale violazione. Con esso si dovrebbe misurare ogni giorno l'operato dei governanti, la sua eco riverberare nelle opere letterarie, nella cinematografia, nelle aule di tribunale.&lt;br /&gt;


A più di sessantuno anni da quel 22 marzo 1947, non vi e' dubbio che l'articolo 1 della Costituzione ha fallito questa sua alta missione.
&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;


Anche se molte e concorrenti sono le definizioni di &quot;lavoro&quot; nel nostro ordinamento, ne troviamo un'autorevole all'articolo 4, comma 2, della Costituzione: &quot;un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della societa'&quot;. In questo articolo, il &quot;lavoro&quot; e' qualificato come diritto e dovere di ciascun cittadino. Una definizione molto ampia, volutamente indeterminata, che non si limita ad indicare un rapporto di lavoro tradizionale, come ad esempio quello pattuito in un qualsiasi contratto di impiego. Ma chi esattamente puo' riconoscersi nella categoria di &quot;lavoratore&quot;, ovvero di cittadino che svolge l'attivita' sulla quale e' fondata la nostra Repubblica? Possono identificarsi in quel primo articolo i milioni di cittadini disoccupati? E coloro che lavorano al nero, e quindi non pagano le imposte? I milioni di cittadini in fase di studio, minorenni e non, o di formazione sono lavoratori effettivi, oppure solo potenziali &quot;attori&quot;? Ed i milioni di cittadini non più in grado di lavorare in quanto affetti da gravi malattie o perché vittime di incidenti sul lavoro? Cosa dire ancora dei milioni di cittadini che percepiscono una pensione di anzianità, non più svolgendo l'attività &quot;lavoro&quot;? È da considerarsi &quot;lavoratore&quot; anche la persona alla ricerca della propria felicità e realizzazione, anche al costo di restare per lungo tempo senza &quot;lavoro&quot;?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



Il semplice fatto che, a distanza di più di sessant'anni, queste domande possano ancora essere poste, che milioni di cittadini possano anche solo esitare a riconoscersi nel principio fondante della propria Repubblica, è indice del fallimento di quel primo articolo. Cosa ben piu' grave, chi esita nel riconoscersi in questo primo articolo, finira' per accogliere con diffidenza anche il resto della Costituzione.
&lt;br /&gt;

Conseguente a tali premesse, che Lei oggi dimostra di condividere, è un disegno di legge di mia iniziativa che avevo già presentato alla Camera la scorsa legislatura il 22 marzo 2007, e che ho poi ripresentato alcuni mesi fa al Senato. Consta di un solo articolo col quale si sostituisce il primo comma del primo articolo della Costituzione con il seguente: &quot;La Repubblica italiana è uno Stato democratico di diritto fondato sulla libertà e sul rispetto della persona&quot;.
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

Le mando in allegato il testo di tale disegno di legge, nella speranza che una sua attenta valutazione la possa convincere a sottoscriverlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



Rispettosi saluti,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



Sen. Donatella Poretti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;




A questo link il disegno di legge:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

 http://blog.donatellaporetti.it/?p=8&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=128758&quot;&gt;Radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Emanuela BAIO DOSSI: [Pd] nel Pd niente dibattito, non mi riconosco.  -  Intervista</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/07/23/emanuela-baio-dossi/pd-nel-pd-niente-dibattito-non-mi-riconosco-intervista/358203"></link>
  <updated>2008-07-23T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>358203</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: ApI-FLI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Così non le va. E neppure doversi sentire certe volte considerata quasi « un o­spite indesiderato». Non le va proprio più. « Nella diatriba se c’è o non c’è un conflitto di attribuzione con la Corte di Cassazione non entro. Però nel mo­mento in cui un gruppo politico assume una posi­zione unitariamente, in Commissione, ne deriva una scelta politica. E ri­tengo che ci sarebbe stato bisogno, prima, di un con­fronto » . Emanuela Baio Dossi, senatrice del Pd, è assai perplessa dalla piega che sta prendendo il trat­tamento del caso di Elua­na nel suo partito. Anzi, non le piace affatto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

 


&lt;b&gt;Senatrice, come mai è co­sì perplessa?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
Perché mi sembra singo­lare che si debba appren­dere dai giornali la posi­zione del Pd sul caso di E­luana e sulla conseguente sentenza della Cassazione che aveva autorizzato la sospensione dell’idrata­zione e dell’alimentazio­ne.&lt;br /&gt;
 

 

&lt;b&gt;Invece come dovrebbe es­sere?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
Se il Partito democratico, come mi auguro, ha il de­siderio di rispondere a te­mi difficili e importanti come quello del coma, non può assumere posi­zioni se prima non sono state discusse, approfon­dite e quindi, condivise dall’intero gruppo parla­mentare.&lt;br /&gt;
 



&lt;b&gt;Non è avvenuto?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


No. E purtroppo in com­missione Affari costitu­zionali di Palazzo Mada­ma i colleghi hanno assunto una posizione, pre­sentando una mozione che secondo me non rap­presenta l’intero gruppo ( anche il senatore Riccar­do Villari ieri se n’è disso­ciato, ndr).&lt;br /&gt;
 


&lt;b&gt;Non sembra che l’atteg­giamento le abbia fatto granché piacere.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;

Mi spiace davvero e mol­to. Perché mi sento una costruttrice vera e auten­tica del Partito democra­tico e dunque non posso, né voglio, sentirmi una specie di 'ospite non gra­dita' all’interno del mio gruppo. &lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Risultato?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
Io ho una profonda stima dei miei colleghi nelle Commissioni e dei nostri rispettivi ruoli: non mi so­stituirei mai a loro. Però proprio chi mi rappresen­ta all’interno delle Com­missioni ha il dovere di rappresentare anche le mie, di posizioni.



&lt;b&gt;Se però una sintesi tra po­sizioni differenti non si riesce a trovare?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
Bisogna allora avere l’u­miltà di saperle rappre­sentare tutte. &lt;br /&gt;




&lt;b&gt;Nel Pd problemi come questo vengono fuori  spesso quando si tratta di certi argomenti...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
Diciamolo chiaro: i temi etici e antropologici sono una questione fondante a cui la politica deve dare ri­sposte. Lo ripeto: se il mio partito vuole candidarsi a forza di governo non può semplificare o appigliarsi a sofismi giuridici per rap­presentare la propria po­sizione. Perché è anche, se non soprattutto, su questi temi che i cittadini chie­dono chiarezza e grande capacità di risposta. &lt;br /&gt;




&lt;b&gt;Un’altra affermazione a­scoltata tante e tante vol­te negli ultimi giorni è che la magistratura ha invaso il campo del legislatore: lei che ne pensa?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
Che se non vogliamo che la magistratura si sostitui­sca al potere legislativo serve che il Parlamento le­giferi e il Pd assuma una sua posizione. &lt;br /&gt;




&lt;b&gt;Un’ultima cosa, senatrice Baio Dossi. Ed entrando nel merito della sentenza della Corte di Cassazione qual è la sua opinione?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;

L’alimentazione e l’idrata­zione non sono tratta­menti medici, né possono venire considerati que­stioni sanitarie, ma sem­mai aspetti assistenziali: come tali è impossibile quindi sottoporli a valuta­zioni d’accanimento tera­peutico.&lt;br /&gt;
 



&lt;b&gt;Eppure è quanto ha deci­so su Eluana proprio la Suprema corte prima e poi la Corte d’appello di Milano.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
Trovo che sia un singolare modo di agire.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=IS376&quot;&gt;Avvenire - Pino Ciociola&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Donatella PORETTI: Il cordone, le staminali e la politica del rinvio.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/07/04/donatella-poretti/il-cordone-le-staminali-e-la-politica-del-rinvio/357480"></link>
  <updated>2008-07-04T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>357480</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Gentile direttore, in merito all’articolo pubblicato lunedì a pag. 23 «Un cordone ombelicale in eredità al proprio figlio. Ma sarà davvero utile?» firmato da Silvia Bencivelli, ritengo doveroso fornirle alcune informazioni. L’articolo infatti preannuncia una novità che avrebbe dovuto decorrere dal primo luglio: purtroppo così non è stato a causa della proroga di una ordinanza dal parte del ministro del Lavoro, Salute e Politiche Sociali, Maurizio Sacconi che rimanda tutto a febbraio del prossimo anno. &lt;br /&gt;


 

L’articolo poi entra anche nel merito della riforma voluta all’unanimità dalla scorsa legislatura grazie ad un emendamento che portava la mia prima firma nel decreto &quot;milleproroghe&quot; e che consentiva la conservazione autologa solidale delle staminali del cordone ombelicale. Al fine di avere a disposizione un maggior numero di cordoni da trapiantare, si consentiva infatti la conservazione in biobanche pubbliche e private e senza oneri per il Sistema Sanitario Nazionale, previo consenso ad una successiva donazione in caso di paziente compatibile. &lt;br /&gt;


 

Perciò nessuna inversione di rotta rispetto alla cultura solidaristica della donazione, anzi questa veniva perfino accresciuta e fatta a proprie spese. Il sistema perfetto tanto elogiato nell’articolo, ha invece prodotto la stortura tutta italiana di permettere solo in teoria la donazione, rendendola impossibile nei fatti (neppure il 10% dei punti nascita e’ attrezzato per la raccolta del cordone, e nei giorni festivi e di notte diventa impraticabile), impedisce la conservazione a proprie spese in Italia, ma la consente e l’autorizza in biobanche private purché queste abbiano sede all’estero, e impedisce che biobanche private italiane che oggi conservano cellule e tessuti possano convenzionarsi e accreditarsi per conservare le staminali del cordone ombelicale. Una ipocrisia micidiale!&lt;br /&gt;
 

 

L’articolo termina scrivendo che 1.500 cordoni nel 2007 sono volati all’estero, in realtà sono stati in 5 mila, ma il dato peggiore è che nello stesso periodo il sistema ideale italiano della donazione non riusciva a raccoglierne neppure la metà. L’ultima segnalazione in merito è di tipo scientifico: mettere in dubbio l’utilità della conservazione delle staminali - che grazie alla legge voluta dal Parlamento sarebbero state sia a disposizione di trapianti allogenici che autologhi - è fuorviante se non si tiene conto che oggi un terzo dei trapianti a livello mondiale avviene tra consanguinei, cioè tra familiari, e scrivere che forse non sarebbe servito a nulla è quantomeno azzardato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

 

 

Comunque la si pensi, credo che su una cosa dovremmo tutti concordare e batterci: evitare che quei cordoni ricchi di preziose cellule staminali utili a curare gravi malattie del sangue finiscano tra i rifiuti della sala parto, se poi la rete pubblica non è in grado di salvarli tutti, intanto permettiamo che vengano raccolti e conservati. Permettiamo una prassi di acclarata utilità, di riconosciuto valore scientifico e un diritto personale di ogni donna, di ogni madre. &lt;br /&gt;


 

La scelta del Governo di prorogare fino al prossimo febbraio l’entrata in vigore della legge e di prolungare questa follia non è tecnica, ma tutta politica. Mi chiedo quale miope politica sia vietare la possibilità di conservare il cordone ombelicale che potrebbe essere una cura anche per altri bambini. La cultura della donazione la si promuove rendendola praticabile e non negando un diritto, tra l’altro già sancito dalla legge. Non è vietando di prestare servizi a strutture private, accreditate e convenzionate, che si promuove qualità e sicurezza delle cure. Non è negando diritti e libertà che si accresce il diritto alla salute dei cittadini e il dovere alle cure da parte dello Stato. 

 
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=ILT84&quot;&gt;L'Unità - Donatella Poretti&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Emma BONINO: «Il Csm va cambiato e il giudice che sbaglia adesso deve pagare» - Intervista</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/07/03/emma-bonino/%C2%ABil-csm-va-cambiato-e-il-giudice-che-sbaglia-adesso-deve-pagare%C2%BB-intervista/357442"></link>
  <updated>2008-07-03T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>357442</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) - Vicepres. Senato  &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Secondo Emma Bonino, &quot;lo scontro di questi giorni dimostra che sulla giustizia è ora di affrontare quelle riforme di fondo che noi radicali chiediamo da tempo&quot;. L'ex ministro del governo Prodi, oggi eletta nel Pd e vicepresidente del Senato, sfida maggioranza e opposizione a prendere finalmente di petto i nodi dell'emergenza giustzia italiana. E a mettere in agenda una vera e propria rivoluzione copernicana del sistema giudiziario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



&lt;b&gt;Quali riforme, onorevole Bonino?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Le direttrici sono note: abolizione dell'obbligatorietà dell'azione penale, separazione delle carriere, responsabilità civile e professionale dei magistrati, riforma del sistema elettorale del CSM, ulteriore depenalizzazione dei reati minori, riforma del sistema penitenziario&quot;.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Per gran parte della magistratura e della sinistra, l'obbligatorietà dell'azione penale rappresenta un tabù. Come si supera?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

&quot;Nella realtà concreta, quel tabù è già bell'e caduto da tempo: è palese l'impossibilità materiale delle Procure di procedere per ogni singola notizia di reato! Proprio su questa tema noi Radicali stiamo organizzando un convegno internazionale a fine settembre, a Roma, per confrontarci anche con le realtà dei tanti Paesi dove l'obbligatorietà non esiste. Ed è ora anche di riaprire il capitolo della responsabilità civile del magistrato che sbaglia. Bisognerà trovare il modo di garantire ai cittadini ingiustamente danneggiati un risarcimento integrale ed effettivo. Per esempio, introducendo un'assicurazione obbligatoria per i danni derivanti da responsabilità professionale e citando direttamente il magistrato in giudizio al posto dello Stato, come avviene ora&quot;.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;E la separazione delle carriere perché è necessaria?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

&quot;Perché si ottiene maggiore imparzialità, indipendenza e terzietà separando le funzioni del giudice da quelle del pubblico ministero. Per esempio, è paradossale che chi ha combattuto il crimine da una parte della barricata si trasformi improvvisamente nel garante imparziale di chi criminale potrebbe non essere, pur essendo indagato o imputato da un ex collega di funzioni...&quot;.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Esiste un'anomalia italiana nell'uso delle intercettazioni telefoniche?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

&quot;Un conto sono le intercettazione come utile, e direi unico, strumento d'indagine, altro è la pubblicazione indiscriminata di materiale che spesso, tra l'altro, non riguarda le persone indagate. D'altra parte, le intercettazioni non devono rimanere nella disponibilità solo di alcuni, diventando così strumento di ricatto politico. Sono anni che cerchiamo un punto di equilibrio tra queste diverse esigenze&quot;.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Voi avete criticato fin dall'inizio la scelta di Veltroni di allearsi con Tonino Di Pietro. Pensa che oggi il Pd si sia pentito?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

&quot;La nostra valutazione è arcinota e sono sicura che oggi molti nel Pd - magari persino Veltroni - sanno che negare l'apparentamento ai Radicali e consentirlo a Di Pietro è stato un errore. Tragico &quot;!&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
I radicali sono sempre stati estremamente critici sull'abnorme ruolo politico assunto dal Csm. Come si affronta questo nodo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

&quot;A parte il protagonismo di questi giorni, è da tempo che noi Radicali proponiamo una riforma del sistema elettorale del CSM. Oggi l'organo di auto-controllo è come un parlamentino, diviso in correnti partitiche che poco ha a che vedere con un esercizio indipendente e imparziale delle sue funzioni. Il referendum del 2000, promosso dai Radicali, sul sistema di elezione del CSM, pur non raggiungendo il quorum, ha avuto il merito di spingere il Parlamento ad introdurre il sistema maggioritario. Ma neanche questo mi sembra abbia intaccato il sistema &quot;partitico&quot; ancora fiorente&quot;.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Sul cosiddetto scudo processuale che metta al riparo le cariche dello Stato e il presidente del Consiglio dall'interventismo giudiziario può aprirsi una riflessione anche con l'opposizione o per voi si tratta di un principio inaccettabile?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

&quot;Non è un principio inaccettabile di per sé purché la misura serva a tutelare la funzione e non una persona determinata, come purtroppo oggettivamente sta accadendo in questi giorni&quot;.
 

 
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=IL9ZD&quot;&gt;Il Giornale - Laura Cesaretti&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Emma BONINO: La mia love story un gioco per denunciare i mali del gossip. - Intervista</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/06/26/emma-bonino/la-mia-love-story-un-gioco-per-denunciare-i-mali-del-gossip-intervista/357270"></link>
  <updated>2008-06-26T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>357270</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) - Vicepres. Senato  &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Contrordine: Emma Bonino non è innamorata. Era uno scherzo quanto confidato al settimanale Diva e donna a proposito di un misterioso fidanzato: «Si tratta di una bufala, dovuta ad un dato di irritazione, oltre che da una riflessione che faccio da tempo sugli stereotipi al femminile» ha spiegato ieri in una telefonata a Radio Radicale, dopo aver visto gli effetti della sua confessione pseudo-amorosa.&lt;br /&gt;
 
Secondo l’esponente radicale, già ministro e oggi vicepresidente del Senato, il rotocalco le aveva chiesto un’intervista alla vigilia del vertice Fao sui temi della nutrizione, dell’energia e della povertà; ma poi le ha anche chiesto di fare un servizio fotografico a casa sua e insieme con la giornalista sono arrivate le «inesorabili» domande su vita personale, rinunce esistenziali e rapporti con Pannella. &lt;br /&gt;
A questo punto «mi sono detta: o mi invento una lite con Pannella o mi invento un fidanzato». E ha scelto - significativamente, si può forse notare - l’opzione del fidanzato inventato. A questo solo dovrebbe essere limitata la bufala, il servizio essendo di quattro pagine. 
Il giorno dopo, comunque, Emma Bonino è rimasta sorpresa e contrariata dal rilievo e dalle modalità con cui le agenzie e i quotidiani, tra cui Repubblica, avevano accolto la storia del suo finto amore. Per concludere: «È un bel test sul giornalismo italiano, credo». Ce n’era quanto basta per qualche domanda e qualche risposta. Scritte, purtroppo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

 

&lt;b&gt;Ma non è che pure stavolta s’inventa qualcosa per poi poter dire che era una bufala?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Guardi, sono così poco pratica in bufale che non sono riuscita a reggere il gioco per più di 24 ore! Anche se mi sarebbe piaciuto: sono sicura che qualche contenitore Rai avrebbe imbastito qualche dotto dibattito sull’«amore a 60 anni» con tanto di invito come testimonianza di vita vissuta, nella migliore tradizione di presenza femminile stereotipata. Basta verificare i dati del centro d’ascolto radicale per scoprire che è esattamente così».&lt;br /&gt;
 

&lt;b&gt;Non pensa che i politici, nei confronti dell’informazione, tirano il sasso e nascondono la mano?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Non capisco la domanda se rivolta a una radicale: come si sa abbiamo fatto e continuiamo a fare della questione «informazione», Rai e non solo, uno dei punti salienti della nostra lotta politica per la democrazia nel nostro paese a partire dal principio base del «conoscere per deliberare». Altri patteggiano o lottizzano in modo spesso poco limpido. Noi ne abbiamo &quot;guadagnato&quot; una vera e propria «conventio ad excludendum» , in più accusati di essere ripetitivi e di fare i vittimisti. Nel corso degli anni ci siamo imbavagliati in video, abbiamo digiunato, ci siamo autodenunciati... Per &quot;dare corpo alla politica&quot;, come direbbe Pannella, e per far sì che le varie opinioni, comprese le nostre, su vari argomenti avessero pari dignità di spazio e informazione, o che temi sociali &quot;vietati&quot; trovassero inserimento nell’agenda politica di volta in volta distratta: è stato vero per il divorzio, l’aborto clandestino, lo sterminio per fame nel mondo, &quot;la giustizia giusta&quot; e potrei continuare».&lt;br /&gt;
 

&lt;b&gt;Secondo lei, è una notizia che il vicepresidente del Senato dichiari o comunque ammetta di essere innamorato?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Mi consulterò con i miei colleghi vicepresidenti del Senato, Vannino Chiti e Domenico Nania, per sapere se, anche a loro, è capitato di essere sottoposti a domande sui propri affetti, con tanto di analoghi ragionamenti più o meno imbastiti».&lt;br /&gt;
 
&lt;b&gt;
Esiste oggi una netta linea di demarcazione tra sfera pubblica e sfera privata? E se sì, chi la stabilisce?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
«Ma io non ho posto per niente questo problema che peraltro non mi appassiona. Ho posto il problema che una donna &quot;impegnata&quot; in qualunque campo inesorabilmente si chiede sempre qualcosa che ha a che fare con la vita sentimentale, o familiare o privata. E come le concilia, e a cosa ha dovuto rinunciare evia stereotipando. Ma ho visto rivolgere le stesse domande a un politico maschio».&lt;br /&gt;
 

&lt;b&gt;Le viene mai il sospetto che alla lunga la conquista dell’attenzione, con le sue tecniche, finisca per scappare di mano ai personaggi pubblici?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Ho già risposto sopra».&lt;br /&gt;
 

&lt;b&gt;Al netto dell’irritazione: davvero lei pensava che un rotocalco come Diva e donna volesse farle un’intervista alla vigilia del vertice Fao, lei dice, sui temi della nutrizione, dell’energia e della povertà?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Scusi se insisto ma il problema non è tanto Diva e donna, quanto che un giornale come La Repubblica dedichi una mezza pagina (mezza pagina!) con tanto di ricerche di archivio e approfondimenti socio-politici ad una vicenda relativa a una persona che nel frattempo è intervenuta su Alitalia, immigrazione, sicurezza, giustizia, è andata fino in Egitto per seguire un prevertice sulla &quot;nuova&quot; fame nel mondo&quot; e potrei continuare, senza che lo stesso giornale trovasse mai né &quot;lo spazio&quot; né l’interesse per nessuna di queste &quot;inutili&quot; o appunto poco sexy attività».
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=IIWQZ&quot;&gt;La Repubblica - Filippo Ceccarelli&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Angela MARAVENTANO: V.Sindaco Lampedusa [Lega] : Il Cie di Lampedusa è al collasso.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/06/24/angela-maraventano/v-sindaco-lampedusa-lega-il-cie-di-lampedusa-%C3%A8-al-collasso/357207"></link>
  <updated>2008-06-24T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>357207</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: Lega) - Vicesindaco  Comune Lampedusa e Linosa (AG) (Partito: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&quot;Oggi sono arrivati altri quattro barconi nell'arco di due ore. Se non si pone rimedio, a breve l'isola scoppiera'.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Inoltre il turismo sta morendo, l'economia sta crollando&quot;.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Lo ha dichiarato la senatrice della Lega Nord Angela Maraventano, vicesindaco di Lampedusa, dopo che stamani sono avvenuti altri sbarchi nell'isola. Maraventano spiega come la situazione sanitaria per i residenti e' &quot;al limite della sopravvivenza&quot; e fa un esempio: &quot;Se un bambino si ammala, come mia figlia, ferma da tre giorni su una sedia per una sospetta frattura al piede, c'e' il serio rischio che la situazione possa peggiorare perche' il radiologo non e' fisso, ma e' presente sull' isola due volte la settimana&quot;.&lt;br /&gt;
 La senatrice della Lega, in occasione del voto sul decreto sicurezza che si svolgera' domani al Senato, si augura che &quot;il decreto venga approvato subito e domani, per me lampedusana e per il nostro paese, sara' un giorno da ricordare anche grazie a tutti i miei colleghi e al ministro Maroni.&lt;br /&gt;
 Questo decreto per noi e' tantissimo, perche' abbiamo una speranza, una luce in un torbido buio che dura da almeno cinque anni&quot;.&lt;br /&gt;
 Sui clandestini che arrivano sull'isola, Angela Maraventano spiega: &quot;Questi poveretti vengano aiutati nel loro paese perche' solo cosi' si puo' arginare questo massacro&quot;. Sul viaggio a Tripoli di Berlusconi, la senatrice leghista si augura che il presidente &quot;assuma con il leader libico Gheddafi accordi sedi per salvare questa povera gente, come fu fatto con gli accordi bilaterali tra Roma e Tirana.&lt;br /&gt;
 Questi sono i problemi che hanno &lt;b&gt;i lampedusani&lt;/b&gt; - conclude la senatrice Maraventano - che &lt;b&gt;non hanno mai chiesto nulla al governo, se non di essere cittadini di serie A.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 &lt;b&gt;Finora hanno vissuto e sopravvissuto da soli, con le proprie forze&quot;.&lt;/b&gt; 

&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.leganord.org/dblog/articolo.asp?articolo=1112&quot;&gt;leganord.org&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>ROSA ANGELA MAURO: Ora via libera in tempi brevi al Ddl sulla sicurezza.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/06/24/rosa-angela-mauro/ora-via-libera-in-tempi-brevi-al-ddl-sulla-sicurezza/357205"></link>
  <updated>2008-06-24T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
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  <id>357205</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: Misto) - Vicepres. Senato  &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;''Per noi della Lega oggi è una giornata molto importante.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Abbiamo approvato il decreto legge sulla sicurezza e allo stesso tempo abbiamo avuto modo di ascoltare in commissione il ministro Maroni presentare le linee guida del suo dicastero che vanno nella direzione di un forte contrasto alla criminalità e alla immigrazione clandestina.&lt;br /&gt;
 Ora manca solo, per concludere il pacchetto sicurezza presentato dal ministro, il disegno di legge che attualmente e' in discussione in prima commissione''.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

 E' quanto ha dichiarato, la sen. Rosi Mauro, vicepresidente del Senato e capogruppo della Lega Nord in commissione Affari Costituzionali del Senato. La vicepresidente del Senato ha sottolineato come allo stesso tempo, in commissione, ''stiamo affrontando il disegno di legge sulla sicurezza pubblica e la Lega Nord chiederà dunque di procedere celermente alla discussione, pur con i dovuti approfondimenti, al fine di calendarizzarlo il piu' presto in aula cosi' da procedere, dopo l'importante voto di stamattina sul decreto, ad approvare l'intero pacchetto presentato dal ministro Maroni''.&lt;br /&gt;
 Sempre in quel ddl, ha concluso la senatrice Mauro ''affronteremo temi importanti come la prostituzione e la lotta alla droga, chiamando cosi' il Parlamento ad esprimersi su questi problemi che portano tanto disagio sociale ai cittadini''. 


&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.leganord.org/dblog/articolo.asp?articolo=1115&quot;&gt;leganord.org&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Barbara CONTINI: «In passato ostaggi sfruttati dalla politica» - Intervista</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/06/23/barbara-contini/%C2%ABin-passato-ostaggi-sfruttati-dalla-politica%C2%BB-intervista/357166"></link>
  <updated>2008-06-23T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>357166</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: ApI-FLI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Barbara Contini si è fatta le ossa con le organizzazioni non governative e le Nazioni Unite nei posti peggiori. &lt;br /&gt;
In Irak ha «governato» la provincia di Dhi Qar fra scontri, attentati e rapimenti.&lt;br /&gt;
 Oggi è senatrice del centro destra e fa parte della commissione Difesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

 


&lt;b&gt;A un mese dal rapimento dei due italiani in Somalia cosa si può dire?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
«Prima di tutto che il governo sta facendo il possibile per liberarli.&lt;br /&gt;
 Però nel nostro Paese deve crescere una cultura della sicurezza.&lt;br /&gt;
 Non sto parlando di scorte armate o di armi, ma di preparazione alla sicurezza, che deve coinvolgere anche le organizzazioni non governative. &lt;br /&gt;
I presidenti delle ong lo sanno bene.&lt;br /&gt;
 Accanto al logista, o allo specialista dei vari settori umanitari deve esserci l’esperto della sicurezza.&lt;br /&gt;
 Bisogna essere in grado di analizzare i rischi, monitorare il personale con cui si lavora, sapere come comportarsi in caso di sequestro.&lt;br /&gt;
 In altri Paesi le ong lo fanno già da anni». &lt;br /&gt;




&lt;b&gt;Ma nel nostro Paese non si continua a demonizzare il mondo della sicurezza?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;

«Le agenzie di sicurezza non sono composte da mercenari.&lt;br /&gt;
 In Italia abbiamo ottimi professionisti e scuole di formazione».&lt;br /&gt;
 


&lt;b&gt;È giusto imporre il silenzio stampa in casi come quello dei cooperanti in Somalia?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
«Penso che sia utile soprattutto per uno sforzo delicato come la liberazione degli ostaggi.&lt;br /&gt;
 Meno si parla e più si riesce a fare».&lt;br /&gt;
 

&lt;b&gt;
In passato, però, ci fu addirittura una sovraesposizione mediatica come nel caso delle due Simone...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Pensate che sia stato così positivo parlare tanto degli ostaggi iracheni? &lt;br /&gt;
Io ho manifestato pubblicamente la mia solidarietà per i rapiti in Somalia.&lt;br /&gt;
 E pure la mia totale disponibilità ad intervenire se fosse necessario. Ma non bisogna parlarne ogni giorno».&lt;br /&gt;



&lt;b&gt;Per altri rapiti c’è comunque stata una maggiore mobilitazione dell’opinione pubblica. &lt;br /&gt;
Esistono ostaggi di serie A e di serie B?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
«Non mi sono mai chiesta a che parrocchia appartenesse l’ostaggio. &lt;br /&gt;
Forse in passato certi rapiti sono stati sfruttati da una politica bieca.&lt;br /&gt;
 E magari più tardi l’hanno capito, pure loro».


&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=IHRVC&quot;&gt;Il Giornale - fbil&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Emma BONINO: «Il Trattato di Lisbona è morto L’Europa vada avanti lo stesso» - Intervista</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/06/16/emma-bonino/%C2%ABil-trattato-di-lisbona-%C3%A8-morto-l%E2%80%99europa-vada-avanti-lo-stesso%C2%BB-intervista/356962"></link>
  <updated>2008-06-16T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>356962</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) - Vicepres. Senato  &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il No irlandese non deve bloccare il processo d’integrazione europea. Lo dice all’Unità Emma Bonino, vicepresidente del Senato ed ex-ministra per le politiche europee nel governo Prodi. &lt;br /&gt;
Per Bonino la ratifica del trattato di Lisbona non è la questione centrale. Serve un salto di qualità, come accadde per varare l’Euro e la zona Schenghen, attraverso strumenti intergovernativi e non necessariamente con i trattati. E un pezzo d’Europa potrebbe andare avanti più velocemente rispetto al resto. &lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Alcuni sostengono che il no abbia vinto in Irlanda anche perché la Ue viene spesso percepita come un insieme di istituzioni distanti dai cittadini. È questo il problema?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 

«Noi possiamo porci tutte le domande, ma il punto essenziale è che il trattato di Lisbona è morto. La regola vuole che sia valido solo se viene approvato da tutti i singoli Paesi membri. Ed ora noi ci troviamo in un guazzabuglio giuridico esilarante: 14 Paesi hanno ratificato sia la Carta sia il testo di Lisbona, 4 (fra cui noi per ragioni di tempo) solo la prima e non il secondo, 4 il secondo ma non la prima, e 5 né l’uno né l’altra. &lt;br /&gt;
Quanto all’immagine dell’Europa lontana dai cittadini, se c’è un Paese che ha toccato con mano la vicinanza della Ue, con lo sviluppo economico che è derivato dall’aderirvi, è proprio l’Irlanda. Ora, io non me la prendo con la gente che vota no. Evidentemente c’è un deficit di leadership. Ad esempio ci sono governi che quando devono prendere decisioni impopolari ne attribuiscono l’origine a Bruxelles. Oppure vediamo i francesi che per giustificare il no al trattato costituzionale si inventano la figura dell’idraulico polacco che sottrae clienti agli artigiani autoctoni.&lt;br /&gt;
 Per non parlare delle campagne per eleggere il Parlamento di Strasburgo, in cui si parla sempre di questioni interne ai singoli Paesi e mai di Europa. Assisteremo ora ad un fiorire di appelli perché si trovi il modo di ratificare comunque il trattato di Lisbona.&lt;br /&gt;
 Ma la ratifica diventa irrilevante se non ci si inventa un salto di qualità ispirato alla originaria visione federalista spinelliana».&lt;br /&gt;
 

 

&lt;b&gt;E l’Italia, che non ha ancora ratificato, cosa deve fare?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 

«Ratifichiamo, ma non pensiamo che sia quello il rimedio. Ratificare può servire a dare un segnale, può essere un momento di impegno e di dibattito serio, un modo per rilanciare il processo di integrazione. &lt;br /&gt;
Che però a questo punto deve andare avanti comunque. Al limite, chi ci sta, ci sta».&lt;br /&gt;
 

 

&lt;b&gt;Vuoi dire che l’Europa, che sinora si è andata progressivamente allargando, adesso, pur di crescere, potrebbe perdere dei pezzi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 

«No, ma può esserci un pezzo d’Europa che va più avanti o che corre più in fretta. Abbiamo un anno fino alle prossime elezioni europee e 18 mesi sino all’insediamento della nuova Commissione. Possiamo utilizzare questo tempo per verificare se esiste una visione comune o largamente condivisa per fare cose importanti anche usando strumenti intergovernativi, anziché ricorrere ai trattati. Così come si fece per varare l’Euro e l’area Schenghen.&lt;br /&gt;
 Vuol dire anche verificare se i partiti europei sono ancora strumenti utili per far progredire l’idea federalista, visto che sono in realtà aggregazioni di forze nazionali i cui leader si incontrano ogni tanto». &lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Per risolvere l’impasse dei trattati ratificati qua e non ratificati là, non si rischia di creare nuovi intoppi anche di tipo giuridico nei rapporti fra i vari tronconi di questa Europa a velocità variabile?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 

«Può darsi, ma è un problema anche restare fermi. Invece se un gruppo di paesi procede più spedito, se si coalizza un forte nucleo federalista, almeno hai un soggetto promotore, un motore del processo d’integrazione.&lt;br /&gt;
 Con problemi certo, ma anche con una spinta ad andare oltre». &lt;br /&gt;

 

&lt;b&gt;Come giudichi l’anomalia del governo italiano, ufficialmente pro-europeo, che comprende una componente, la Lega, che brinda al no irlandese?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 

«Penso che un passaggio in Parlamento sarà utile a capire qual è la vera posizione del governo. &lt;br /&gt;
Anche perché &lt;b&gt;l’Italia è uno dei Paesi fondatori&lt;/b&gt; e, come tale, o promuove attivamente il processo d’integrazione oppure diventa un ostacolo.&lt;br /&gt;
 Non spingere da parte nostra equivarrebbe a frenare.&lt;br /&gt;
 Un dibattito parlamentare sarà molto importante per chiarire cosa davvero vuole fare il governo per costruire una nuova Europa, che sia una patria europea e non una Europa delle patrie.&lt;br /&gt;
 I partiti e i governi dei Paesi Ue devono assolutamente cambiare il loro modo di agire per il fine federalista. Mantenere lo status quo non è un punto di partenza adeguato per superare lo scetticismo di forze politiche come la Lega». &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=IFAL8&quot;&gt;L'Unità - Gabriel Bertinetto&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Bruno MELLANO: Cpt Torino; marocchino morto: interrogazione e visita per chiarire le responsabilità.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/05/25/bruno-mellano/cpt-torino-marocchino-morto-interrogazione-e-visita-per-chiarire-le-responsabilit%C3%A0/356140"></link>
  <updated>2008-05-25T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>356140</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;Intervento della sen. Donatella Poretti e on. Bruno Mellano, Radicali Italiani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



&lt;b&gt;Occorrerà fare chiarezza sull’episodio avvenuto nel Cpt di Torino e capire se ci siano state responsabilità personali per la morte di un marocchino di 36 anni, tossicodipendente, che dopo essere stato male tutto il venerdì viene trovato senza vita la mattina del sabato.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 &lt;b&gt;I compagni denunciano di avere chiamato i soccorsi, ma senza risposta.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Per conto nostro cercheremo di capire come siano andati i fatti con una interrogazione parlamentare al ministero dell’Interno e anche con una visita del Cpt inaugurato da 4 giorni, e più in generale cercando di suonare un campanello d’allarme sui Cpt.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;


Questo accade mentre il sindaco di Lampedusa denuncia i rischi del Cpt al rischio di collasso –oltre mille immigrati a fronte di una capienza di seicento- definendolo una polveriera e un pericolo per cittadini, turisti e immigrati stessi.&lt;br /&gt;


Il reato di immigrazione clandestina e il prolungamento da 2 a 18 mesi nei Cpt dovrebbero far suonare un’altra musica secondo il ministro dell’Interno in vista dell’approvazione del ddl sulla sicurezza.&lt;br /&gt;
 Speriamo non sia un requiem.

 
 

 
  
 &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=122974&quot;&gt;Radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Donatella PORETTI: Asilo nido a Montecitorio. Lettera al presidente Fini: come deciso, realizzarlo entro il 2008.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/05/21/donatella-poretti/asilo-nido-a-montecitorio-lettera-al-presidente-fini-come-deciso-realizzarlo-entro-il-2008/356065"></link>
  <updated>2008-05-21T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>356065</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;• Intervento della senatrice Donatella Poretti, parlamentare Radicale - Partito Democratico&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



Durante la scorsa legislatura, in cui ero deputata a Montecitorio poco dopo la nascita di mia figlia Alice, ho mosso mari e monti, sostenuta da tanti altri deputati di ogni schieramento, per ottenere quanto necessario per conciliare il ruolo di mamma con quello di parlamentare.
&lt;br /&gt;
Dopo alcune peripezie ottenni che negli ambienti della Camera fosse allestita una nursery provvisoria dove allattare la bimba. Ma di un asilo nido non se ne vede l'ombra, eppure da anni la Camera ha deciso di realizzarlo, e tantissimi fra deputati, collaboratori, dipendenti e personale accreditato attendono e sono pronti a pagare per mandarci i propri figli.
&lt;br /&gt;

Alla fine della scorsa legislatura dei risultati si erano ottenuti: c'era l'impegno a realizzarlo entro 2008. Oggi occorrerebbe che il nuovo Ufficio di Presidenza raccolga il testimone e si attivi per locali idonei a questo servizio. Per questo ieri ho inviato una lettera al Presidente Gianfranco Fini e ai Questori.&lt;br /&gt;


Ecco il testo:

Egregio Presidente,&lt;br /&gt;


nella scorsa Legislatura ho svolto il mandato alla Camera, eletta nelle liste della Rosa nel Pugno, a partire da meno di due mesi dalla nascita di mia figlia Alice. Una condizione che mi ha portato alla richiesta di una nursery dove allattarla e che, dopo incontri e sopralluoghi vari, trovo' soddisfazione con un locale sopra l'Aula da dove poter seguire i lavori parlamentari.
&lt;br /&gt;

Da allora, nel mio mandato, ho anche cercato di concretizzare una proposta di cui si parla da anni: realizzare negli ambienti della Camera un asilo nido, a beneficio dei figli di tutti coloro che lavorano in questa istituzione, siano essi deputati, collaboratori, dipendenti o giornalisti accreditati, pagato dall'utenza attraverso le rette, non gravante, quindi, sulle spese di Palazzo.
&lt;br /&gt;

L'obiettivo non era di ricavare l'ennesimo privilegio per la &quot;casta&quot; politica, ma dotare finalmente, a spese di chi ne fruisce, anche le massime istituzioni italiane -uniche in ambito europeo a non disporne ancora- di un servizio di estrema importanza a tutela delle pari opportunità, della maternità e del lavoro femminile e non solo. Di questo mio tentativo rimane a tutt'oggi l'ordine del giorno 9/DOC.VIII,N.4/032, presentato con altri 27 deputati di ogni schieramento il 19 settembre scorso, accolto e inserito nel bilancio della Camera (anch'esso approvato), che impegnava l'Ufficio di Presidenza a trovare e rendere disponibili entro il 2008 i locali idonei a tale scopo.&lt;br /&gt;


Come ricordato nello stesso ordine del giorno, si tratta del secondo passo di un percorso iniziato con l'appello rivolto insieme ad altri 131 deputati (anche in questo caso di ogni schieramento) al Presidente della Camera in occasione della Festa della Mamma del 2007, per rompere gli indugi e dare sollecita attuazione al progetto di asilo nido che da anni attende di essere realizzato.
&lt;br /&gt;

Ora, conclusasi anticipatamente la XV Legislatura, temo che tanto lavoro, le richieste di una parte considerevole e ampiamente rappresentativa dello scorso Parlamento, le decisioni già prese dall'Assemblea, possano essere dimenticate e disattese, e questo non gioverebbe a nessuno.
&lt;br /&gt;

Mi permetto di segnalarLe che un bacino di utenza potenziale per l'asilo nido a Montecitorio sarebbe composto, oltre che dai 630 parlamentari, da oltre duemila dipendenti e da tutto il personale accreditato, donne e uomini, che ancora attendono di poter usufruire di un servizio a pagamento dove tenere i propri figli vicini al luogo di lavoro, come avviene nei Parlamenti e in gran parte degli enti e delle grandi aziende degli altri Paesi europei.
&lt;br /&gt;

Perciò La invito, signor Presidente, per non abbandonare una tale opportunità, valorizzando il lavoro già avviato in questa direzione dallo scorso Ufficio di Presidenza, ad informarsi sullo stato di attuazione del progetto e sollecitare gli uffici competenti perché sia realizzato entro i termini quanto deliberato dall'Assemblea in sede di approvazione del bilancio preventivo della Camera.
&lt;br /&gt;

Fiduciosa che questa mia richiesta troverà nella Sua persona e Ufficio la sensibilità e l'attenzione di cui necessita, La ringrazio sentitamente e la saluto cordialmente.

	
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=122787&quot;&gt;radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Emma BONINO: Le spedizioni punitive sono una risposta violenta ed intollerante alla domanda di sicurezza</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/05/16/emma-bonino/le-spedizioni-punitive-sono-una-risposta-violenta-ed-intollerante-alla-domanda-di-sicurezza/355774"></link>
  <updated>2008-05-16T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>355774</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) - Vicepres. Senato  &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Bene ha fatto il nuovo Ministro degli Interni Maroni a pronunciare stamattina, alla Festa della Polizia, ferme ed inequivocabili parole di condanna degli attacchi contro i campi nomadi a Napoli. Come pure sono utili e sagge indicazioni quelle del Presidente della Repubblica quando afferma che per rispondere alla domanda di sicurezza, che quotidianamente giunge dai cittadini, occorre concentrarsi sugli obiettivi essenziali. Credo infatti, e non da oggi, che si rischi di sbagliare obiettivo se, attraverso manipolazioni politico-mediatiche, si arriva al punto di far credere ai cittadini che i loro problemi di insicurezza non derivino soprattutto dal crimine organizzato, a cominciare da quello di matrice mafiosa e camorristica, ma dalla presenza dei Rom. 



I monitoraggi fai-da-te sottoforma di ronde, padane o meno, che possono facilmente trasformarsi in spedizioni punitive non possono e non devono essere tollerati né tantomeno giustificati in un paese che si reputa la culla dello stato di diritto. Così come poco convincente appare l'idea di militarizzare le nostre piazze e le nostre strade con &quot;pattuglioni&quot; che trasformerebbero l'Italia in uno stato di polizia. La sicurezza interessa tutti i cittadini, non è né di destra né di sinistra.


E per sicurezza intendo anche quella dei cittadini stranieri, come il caso della signora romena stuprata mercoledì a Roma in un call center dal compagno italiano della titolare. Facciamo quindi uso intelligente del codice penale, delle leggi nazionali in vigore, degli accordi a livello europeo; e perseguendo allo stesso tempo una efficace e positiva politica d'integrazione degli immigrati che via via vengono regolarizzati, rafforzando anche gli accordi con i paesi di origine e di transito. Come radicali abbiamo preso l'iniziativa d'invitare in Italia l'eurodeputata liberale ungherese di origina Rom, Mohcsi Viktri, per una visita che avrà inizio domani ai campi nomadi di Roma e di Ponticelli. Ritengo che anche questa sia una strada da percorrere per conoscere meglio ciò di cui si parla ed evitare posizioni superficiali che spesso alimentano quel venticello razzista che purtroppo si sente nell'aria da qualche tempo.&quot;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=122537&quot;&gt;radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
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  <title>Anna FINOCCHIARO: DOBBIAMO LAVORARE ANCORA SULLA NOSTRA IDENTITA'.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/05/14/anna-finocchiaro/dobbiamo-lavorare-ancora-sulla-nostra-identita/355578"></link>
  <updated>2008-05-14T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>355578</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Occorre lavorare, e molto, su un doppio binario: quello dell'ascolto del Paese e quello del radicamento e della &lt;b&gt;costruzione dell'identita' del Pd&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;
 Insisto su questa parola&quot;.&lt;br /&gt;
 Lo scrive Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd al Senato, in un articolo apparso oggi sull'Unita'.&lt;br /&gt;
 Anna Finocchiaro si dice convinta che il Pd stia &quot;scontanto la giovane eta'&quot; ed &quot;errori circa la proposta organizzativa&quot;, ma si chiede anche: &quot;c'e' altro di sostanziale, di strutturale?&quot;. &lt;br /&gt;
&quot;Veniamo alla questione della natura politica del Partito Democratico - scrive - Ci siamo detti molte volte che e' quella di una forza nazionale riformista. &lt;br /&gt;
Una grande forza di cambiamento dell'Italia. Il risultato dell'incontro delle grandi culture riformiste della storia politica italiana.&lt;br /&gt;

  &lt;b&gt;Pensiamo che in sei mesi si sia gia' conclusa l'opera di costruzione del PD?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
Non possiamo pensare che la ricerca di quella identita' culturale e valoriale che abbiamo cominciato a delineare si esurisca nell'aver scritto una carta dei valori, uno Statuto e un codice etico. &lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Io credo ci sia molto ancora da fare.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
Credo sia arrivato il momento di lavorare per una piu' compiuta identita', che sia nuova sintesi e non compromesso tra le nostre diverse anime, che riesca ad intercettare il respiro di quella parte dell'Italia che davvero vuole rimettere in moto il Paese.&lt;br /&gt;
 Per fare questo ci vuole tenacia, fatica, tempo e sedi proprie. Abbiamo cinque anni di tempo e &lt;b&gt;sgombriamo il campo dall'illusione che questo governo nel giro di pochi mesi imploda.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Lavoriamo - sottolinea Anna Finocchiaro - con umilta' e senza pensare, come spesso purtroppo accade, che l'efficacia di una scelta politica si esaurisca nel giro di sei mesi o ad ogni tornata elettorale&quot;.&lt;br /&gt;
 &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.agi.it/news/notizie/200805141040-cro-rt11034-art.html&quot;&gt;AGI&lt;/a&gt;</summary>
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