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  <title>Openpolis - Argomento: censura</title>
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  <updated>2012-03-08T00:00:00Z</updated>
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  <title>Giuseppe GIULIETTI: Verità e Giustizia per Stefano, Federico, Giuseppe, Aldo.</title>
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  <updated>2012-03-08T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>625588</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Ilaria Cucchi è una giovane donna che, da anni, lotta per chiedere verità e giustizia sulla morte del fratello Stefano, entrato vivo ed uscito morto dal carcere.

&lt;p&gt;
Patrizia Aldrovandi Moretti è la mamma di quel Federico che fu pestato a morte da un gruppo di poliziotti a Ferrara. La storia fu oscurata e censurata, la famiglia oltraggiata, quasi messa all’indice per aver osato ribellarsi alle veline di regime.
Adesso Patrizia, insieme con i giornalisti della Nuova Ferrara, tornerà in tribunale, ma per essere processata per aver “Diffamato” chi avrebbe dovuto tutelare suo figlio Federico. Le hanno chiesto quasi due milioni di euro come risarcimento.

&lt;p&gt;
Lucia Uva è invece la sorella di Giuseppe, morto in carcere a Varese, probabilmente in seguito ad un pestaggio eseguito da alcuni ” Tutori dell’ordine”.
Non si è mai rassegnata, ha rotto il muro delle omertà e delle connivenze. Proprio in questi giorni Luigi Manconi ha avanzato l’ipotesi che, prima di morire, Uva sarebbe stato addirittura violentato dai suoi aguzzini.

&lt;p&gt;
Rudra Bianzino è invece un giovane ragazzo di Perugia che, una triste mattina, si è visto arrestare il papà, Aldo, accusato di coltivare canapa indiana e di possesso di altre droghe. Aldo è morto in carcere, il suo corpo portava segni di violenze, le inchieste hanno negato ogni responsabilità dei suoi custodi, poi li hanno rinviati a giudizio per omesso soccorso, intanto Rudra è restato solo, è morta anche la mamma travolta dal peso di una tragedia immane.
&lt;p&gt;

A questi “Fantasmi” ha dedicato una lettera Ilaria Cucchi. Ci sembra giusto pubblicarla anche qui, perché non è solo un grido di dolore per le ferite subite, ma anche un vero e proprio manifesto di chi, nonostante tutto, continua a credere nello stato di diritto e a reclamare legalità, verità, giustizia.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Noi siamo fantasmi…&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

di Ilaria Cucchi
&lt;p&gt;

Stefano, Federico, Giuseppe, Aldo. Tutti fantasmi. Non esistevano in vita e tanto più si vuole non esistano ora che sono morti in mano allo Stato. Fantasmi che avevano tutti una vita… una vita senza valore calpestata ed annientata in nome dello Stato supremo. Tutti morti le cui vite non valevano nulla.
&lt;p&gt;

Non valevano l’umana pietà, non valevano l’aiuto di coloro che avevano il dovere di aiutarli, non valevano la tutela di coloro che avevano il dovere di tutelarli, non valevano le cure di coloro che dovevano curarli, non valevano il rispetto di coloro che dovevano rispettarli.
&lt;p&gt;

Non degni di considerazione.&lt;br /&gt;

Però questi fantasmi, una volta vivi, ora hanno i loro processi….
Sono tutti processi storti, sì… storti perché mai aderenti ai fatti, con imputati sbagliati, pm sbagliati, accuse sbagliate.&lt;br /&gt;

Ma questi processi storti stanno regalando ai nostri cari… fantasmi la verità delle loro morti….

&lt;p&gt;
La Giustizia non se ne cura più di tanto… ma noi regaliamo loro la sensazione di valere ancora qualcosa, di esistere e di essere importanti.&lt;br /&gt;

Sono processi storti per una giustizia miope. Ma ci sono, anche per tutti gli altri, tanti, troppi, fantasmi che non hanno mai avuto un processo, sia pure storto.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2012/03/08/giuseppe-giulietti-verita-e-giustizia-per-stefano-federico-giuseppe-aldo/&quot;&gt;micromega&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Roberto CASSINELLI: “La norma ammazza-blog? Ecco come l’ho uccisa”  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2011-10-07T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>609815</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Il racconto all’avvocato Daniele Minotti l’iter che ha portato alla modifica del comma 29 nel Ddl intercettazioni. Roberto Cassinelli del Popolo delle Libertà è l’onorevole che, insieme a Rao (Udc) e Zaccaria (Pd), ha presentato l’emendamento che, per ora, “salva” i blog dall’obbligo di rettifica. In questo colloquio con Giornalettismo racconta come sono andate le cose.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Anzitutto, quello che credo interessi ai più: si può confidare nell’approvazione del suo emendamento? In quali tempi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

L’emendamento in Commissione ha raccolto il sostegno di tutte le forze parlamentari, con l’esclusione dell’Italia dei valori. Pertanto, si può ragionevolmente pensare che in Assemblea non ci si discosti dal voto della Commissione. Quanto alla tempistica, credo che la prossima settimana potrebbe essere decisiva per il voto sul ddl intercettazioni.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Alcuni ritengono – &lt;a href=&quot;http://www.minotti.net/2011/09/26/zeusnews-tra-bavagli-censure-e-complottismi/&quot;&gt;ed io sono tra questi&lt;/a&gt; - che il testo originario, cioè quello facente riferimento generico ai “siti informatici”, non fosse applicabile, indistintamente, a tutte le realtà, ma soltanto alla “stampa” vera e propria, con tanto di registrazione, direttore, redazione, ecc. Ciò in considerazione della collocazione all’interno della l. 47/48 appunto sulla stampa. Cosa pensa di questa interpretazione?&lt;/b&gt;

&lt;p&gt;
Che può essere condivisa, ma non è l’unica: ciò significa che il dettato normativo del ddl, così com’è, lascia spazio a troppi dubbi.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Perché, dunque, ha inteso presentare l’emendamento?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;Per evitare interpretazioni giurisprudenziali di senso opposto a quella poc’anzi illustrata. Già in passato abbiamo potuto appurare che i giudici, quando si tratta di tratta di internet, si consentono un ampio margine di manovra. È un rischio che il mio emendamento vuole scongiurare.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Sui media vi è molta confusione, anche relativamente al testo da Lei presentato, forse a causa di una Sua prima proposta formulata due anni fa e decisamente più gravosa rispetto a quella odierna. Può spiegarci gli effetti pratici della Sua nuova ipotesi di modifica?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;L’obbligo di rettifica on-line varrà solo ed esclusivamente per le testate giornalistiche registrate. Tutti gli altri siti internet non dovranno preoccuparsene.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;E’ noto a tutti i caso di Carlo Ruta, lo storico siciliano condannato, anche in appello, per stampa clandestina in relazione al suo blog. Vi è il pericolo che altri siti possano essere riconosciuti stampa, pur senza essere registrati, e sottoposti alla disciplina della rettifica con le conseguenze di legge?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;Tempo fa proposi di modificare la legge sulla stampa al fine di chiarire definitivamente che solo i siti delle testate giornalistiche, o i veri e propri quotidiani on-line, debbono essere considerati stampa e quindi registrati presso il Tribunale. La mia proposta di legge giace nel 2008 presso la Commissione cultura della Camera, senza che sia ancora stata esaminata. La sentenza del Tribunale di Modica, alla quale la domanda fa riferimento, dimostra che il problema esiste e va affrontato. C’è da dire pure, però, che il noto caso di Carlo Ruta è finora l’unico in un’Italia che conta un enorme numero di siti web gestiti amatorialmente.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.giornalettismo.com/archives/155701/la-norma-ammazza-blog-ecco-come-lho-uccisa/&quot;&gt;giornalettismo.com - Daniele Minotti&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giuseppe GIULIETTI: Fiducia anche sulle mutande</title>
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  <updated>2011-10-05T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>609818</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“La protezione della libertà di stampa richiede che la sanzione sia equilibrata. E che essa non produca un effetto di generale intimidazione alla libera stampa: giornalisti, giornali, editori. Dalle decisioni della Corte europea i parlamenti nazionali e i giudici ricavano che una sanzione penale è giustificata solo quando si sia di fronte a discorsi che incitano alla violenza e all’odio razziale, mentre anche le sanzioni economiche non devono essere eccessive. Ma di tutto ciò è scarso l’eco nel dibattito politico… forte invece è la preoccupazione di assicurarsi che il cane da guardia non morda e sia prudente nell’abbaiare. Insomma che non disturbi.”

&lt;p&gt;
La citazione è tratta da un editoriale scritto per la Stampa dal professor Vladimiro Zagrebelsky.

&lt;p&gt;
Parole simili, sempre contro la legge bavaglio, erano state scritte dal professor Stefano Rodotà, e così la pensano i principali costituzionalisti italiani ed europei.

&lt;p&gt;
Gli imbavagliatori lo sanno, ma ormai non possono più fermarsi, vogliono fare l’ultimo regalo al vecchio capo, non esiteranno a mettere la fiducia, chiederanno alla maggioranza di giurare fedeltà anche “sulle e alle mutande del satrapo”.

&lt;p&gt;
Non si fermeranno neppure davanti ad una protesta che ha messo insieme toghe nere e rosse, cronisti di ogni orientamento, editori e giornalisti, poliziotti e carabinieri, per non parlare della rete dove Wikipedia, con gesto senza precedenti, ha deciso di auto oscurarsi.

&lt;p&gt;
Forse avranno la fiducia del parlamento, ma perderanno definitivamente quella della maggioranza degli italiani e dell’Europa.

&lt;p&gt;
Per informazioni potrebbero rivolgersi al loro amico Orban, presidente ungherese, uomo di destra, fervente  ammiratore dell’amico italiano. Prima di assumere la presidenza di turno dell’Unione europea, fu sottoposto ad un arroventato dibattito nella sede del parlamento, dovette giustificarsi per la legge bavaglio da lui fatta approvare, e fu costretto ad assumere l’impegno a ritirarla e cambiarla. Cosa puntualmente accaduta.
&lt;p&gt;

Se e quando la legge bavaglio italiana sarà approvata, l’Europa ci sbatterà ancora più giù nella graduatoria relativa alla libertà dei media. In altre parole subiremo una nuova declassificazione, sicuramente la Corte europea aprirà un procedimento e tutto questo accadrà mentre l’Italia, con il cappello in mano, sta già  girando per le capitali chiedendo soldi ed improbabili solidarietà.
&lt;p&gt;

Pur di soddisfare le voglie del padrone della maggioranza, non esiteranno a vendersi altri pezzi di quello che resta della onorabilità nazionale.
&lt;p&gt;

Per questi ragioni è necessario dare sostegno pieno e convinto a quanti continuano a battersi per la Costituzione, per la legalità, per l’equità.
&lt;p&gt;



Per questo non mancheremo all’ appuntamento fissato per il prossimo 15 ottobre a Roma, da decine e decine di associazioni, di movimenti, di comitati che non hanno avuto bisogno di qualche decennio per accorgersi che l’aria del paese era davvero “viziata”!&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2011/10/05/giuseppe-giulietti-fiducia-anche-sulle-mutande/&quot;&gt;blog-micromega&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giuseppe GIULIETTI: Raitre. L'epurazione continua.</title>
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  <updated>2011-09-05T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>609249</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Fate subito il direttore di Raitre…”, da qualche giorno si moltiplicano gli appelli per individuare il sostituto di Paolo Ruffini che ha deciso di andarsene, dopo che gli avevano spiegato che “quella anomalia deve cessare”, come per altro avevano più volte chiesto a Berlusconi e i suoi mazzieri, dentro e fuori la Rai, dentro e fuori la P4.

&lt;p&gt;
Non vi è dubbio che dovrà essere nominato il nuovo direttore, ma forse chi prenderà quel posto non troverà più quella rete e comunque non troverà più quegli autori e quei programmi che tanto avevano inquietato il cavaliere che, addirittura, dopo la batosta elettorale , aveva stilato un elenco dei nemici che “mi hanno fatto perdere le elezioni e i referendum”: Santoro, Travaglio, Fazio, Saviano, la Gabanelli, la Dandini, Floris, Maurizio Crozza…
&lt;p&gt;

Annozero è stato cancellato dai palinsesti di Raidue, Saviano è già uscito, la Dandini potrebbe seguirlo ad ore, per la Gabanelli attendono le prime inchieste per determinare l’incidente finale.

&lt;p&gt;
Per la prima volta la Rai sta espellendo non solo giornalisti ed autori sgraditi, ma anche il pubblico che li aveva scelti, in omaggio agli ordini del capo supremo, presidente del consiglio e proprietario del principale concorrente; in ogni caso sarà lui a beneficiarne, come politico e come detentore della cassa di Mediaset, una bella salassata alle casse di Viale Mazzini servirà forse a pagare prima la multa per lo scippo della Mondadori.

&lt;p&gt;
Per queste ragioni non basta chiedere la nomina di un direttore o di una direttrice, ma bisogna reclamare la nomina di una personalità che, per la sua storia professionale, la sua biografia, abbia dato prova di avere a cuore l’articolo 21 della Costituzione, di non essere sensibile alle richieste dei censori, di saper dire dei no, ancor prima dei sì.

&lt;p&gt;
Il miglior direttore sarà quello o quella che, prima della nomina, dirà con chiarezza che, non solo non allontanerà nessuno di coloro che sono stati indicati come sgraditi nelle intercettazioni di Trani e negli editti dei berlusconiani, ma che, addirittura, si impegnerà con tutte le sue forze per recuperare alla rete anche le professionalità dei vari Santoro, Travaglio, Vauro, Ruotolo, Saviano, Freccero, per citarne solo alcuni.

&lt;p&gt;
Dal momento che la signora Lei è tanto rammaricata perché si possa solo “osare” pensare che abbia allontanato Santoro, Saviano, Ruffini per ragioni politiche e di obbedienza, stupisca tutti, proponga ad uno degli autori allontanati o in procinto di essere allontanati di prendere la direzione di Raitre e di tutelarne la storia, l’identità, l’autonomia contro ogni pressione indebita, comprese quella delle direzione generale.
&lt;p&gt;

P.S. Non crediamo che l’Italia sia nella sua totalità un “paese di m…”, sicuramente Berlusconi, anche in questo settore, è stato ed è un monopolista e alla Rai ne ha regalata una quantità enorme…&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2011/09/05/giuseppe-giulietti-raitre-lepurazione-continua/&quot;&gt;blog-micromega-online&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Paolo FERRERO: Lottare per non finire come la Grecia</title>
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  <updated>2011-09-05T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>608080</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Lo sciopero generale di oggi è molto importante. Per questo voglio innanzitutto voglio ringraziare tutti i lavoratori e le lavoratrici che lo stanno facendo in queste ore e ringraziare la CGIL e il sindacalismo di base che lo hanno proclamato.

&lt;p&gt;
Uno sciopero importante non solo perché la manovra del governo è una manovra ingiusta: difende i ricchi e i privilegi delle caste mentre attacca pesantemente i diritti sindacali e le condizioni di vita dei pensionati, delle lavoratrici e dei lavoratori - pubblici e privati – dei precari.

&lt;p&gt;
La manovra, oltre ad essere ingiusta è anche recessiva - cioè aggraverà la crisi economica - e favorirà la speculazione finanziaria, che continua tranquillamente a fare il suo sporco lavoro in tutta Europa.

&lt;p&gt;
Il punto fondamentale è quindi che la manovra del governo produrrà effetti opposti a quelli sbandierati: è un manovra che aggrava la crisi economica e pone le condizioni per un ulteriore attacco speculativo contro l’Italia. La ricetta che stanno applicando all’Italia – come al Portogallo, alla Spagna, all’Irlanda – è uguale a quella applicata alla Grecia: demolire i diritti dei lavoratori, privatizzare tutto e produrre quindi la recessione. Parallelamente permettere alle banche e alle finanziarie di speculare sul debito pubblico impossessandosi delle risorse sottratte ai lavoratori.

&lt;p&gt;
Al contrario di cosa dicono l’Unione Europea, la Banca Centrale Europea, il governo Italiano, il Presidente della Repubblica, i grandi mezzi di informazione, la speculazione finanziaria non nasce dai debiti degli stati ma dal fatto che la Banca Centrale Europea agisce come una banca privata e non come una banca centrale. I paesi più deboli dell’’Europa subiscono la speculazione sul debito pubblico unicamente perché la BCE non fa quello che fanno tutte le altre Banche centrali dell’Universo, cioè non compra direttamente, al tasso di sconto ufficiale, i titoli di stato dei paesi europei. Se la BCE facesse il suo mestiere non vi sarebbe in Europa alcuna speculazione. Ad esempio il Giappone ha un debito pubblico del 220 % eppure non è sottoposto a nessun attacco speculativo. Questo per la semplice ragione che la Banca Centrale giapponese – come tutte le banche centrali del mondo – compra direttamente i titoli di stato pubblici senza passare dal mercato. Ovviamente anche i paesi europei facevano così prima che i trattati di Maastricht dessero vita all’Euro e costruissero questa follia finanziaria che si chiama Banca Centrale Europea.

&lt;p&gt;
Siamo quindi nell’occhio del ciclone di una gigantesca truffa attuata dalle classi dominanti europee - dai banchieri ai padroni, dai popolari ai socialdemocratici ai liberali - a scapito dei popoli europei. Vi è un livello di falsificazione dei motivi della crisi e dei motivi della speculazione al cui confronto la propaganda nazista di Goebbels impallidisce. Il neoliberismo è in crisi ma il pensiero unico neoliberista funziona a pieno regime e manipola le coscienze raccontando balle clamorose che paiono vere solo perché sono ripetute quotidianamente a reti unificate da tutti coloro a cui viene concessa la parola. Questa è la ragione strutturale della vergognosa censura che subiamo. Anche per questo è così importante questo sciopero: rompe il coro dell’unanimismo e dell’Union Sacree in cui gli interessi dei ricchi vengono contrabbandati come gli interessi dei popoli.
&lt;p&gt;

In realtà la speculazione finanziaria viene consapevolmente utilizzata dalle classi dominanti europee per due motivi: innanzitutto obbligare i governi dei vari paesi con minore produttività del lavoro a tagliare brutalmente lo stato sociale, gli stipendi e i diritti dei lavoratori. Senza lo spauracchio della speculazione Berlusconi non sarebbe mai riuscito a varare due stangate come quelle contro cui stiamo lottando. Non ci sarebbero riusciti il governo Greco, quello Portoghese, Spagnolo e via dicendo.
&lt;p&gt;

In secondo luogo la speculazione finanziaria viene utilizzata per determinare un enorme spostamento di risorse dal basso verso l’alto, dai lavoratori alle banche. Stiamo vivendo nel mezzo del più gigantesco furto legalizzato che la storia dell’umanità abbia mai visto.

&lt;p&gt;
L’obiettivo delle classi dirigenti europee è semplice quanto brutale: determinare una pesante riduzione del tenore di vita del popolo e del potere dei lavoratori per aumentare la competitività dell’Europa a livello mondiale basata sulla drastica riduzione del costo del lavoro. Non stiamo parlando di qualche sacrificio ma di un vero e proprio salto indietro nella storia, del dimezzamento dei salari e delle tutele. La speculazione serve a costruire un “vincolo esterno” che permetta di fare questa vera e propria rivoluzione passiva contro i popoli europei. Per questo mettono attaccano sia i diritti civili che i diritti sociali, la Costituzione come il Contratto nazionale di lavoro e la sanità pubblica: vogliono cancellare il ‘45, quel gigantesco movimento di liberazione dal nazifascismo che ha cambiato la faccia all’Europa e al mondo.

&lt;p&gt;
Per questo noi comunisti dobbiamo lottare contro il governo Berlusconi e costruire le alleanze necessarie per mandarlo a casa. Parallelamente però dobbiamo costruire un fronte di lotta contro il capitale finanziario, le politiche europee e il neoliberismo. Solo sconfiggendo il neoliberismo è possibile uscire dalla crisi che il neoliberismo ha provocato. Per questo proponiamo una manovra alternativa a quella di Berlusconi ma proponiamo anche il rovesciamento delle politiche della BCE e la nazionalizzazione delle grandi banche, al fine di mettere la mordacchia al capitalismo finanziario e ricostruire un serio intervento pubblico in economia. Lo facciamo in piena sintonia con gli altri partiti della sinistra europea, che portano avanti nei loro paesi le nostre stesse parole d’ordine. Lo facciamo puntando a costruire – paese per paese – una rivolta contro le politiche europee.
&lt;p&gt;

Lo sciopero generale è quindi per noi il primo passo per costruire una consapevole rivolta contro questo enorme attacco delle classi dominanti contro il popolo italiano e contro i popoli europei.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.controlacrisi.org/joomla/index.php?view=article&amp;catid=36&amp;id=17325&amp;tmpl=component&amp;print=1&amp;layout=default&amp;page=&amp;option=com_content&amp;Itemid=68&quot;&gt;controlacrisi.org&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Gianni VATTIMO: Intervento alla Milanesiana. Domandarsi chi urla e chi tace.</title>
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  <updated>2011-07-12T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>590055</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'  Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l' Europa) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Urlo e silenzio, anche questo, non sono fenomeni ”oggettivi”.Dunque, carica di soggettività può e deve essere la risposta al “tema”.

&lt;p&gt;
Io ho urlato molto domenica 3 luglio cercando di avvicinarmi al cosiddetto cantiere della Maddalena a Chiomonte, Val di Susa. Cosiddetto cantiere perché era, ed è ancora, semplicemente una piccola zona fortificata dove circa un migliaio di agenti di polizia sanno asserragliati e cercano di tener lontani i molti abitanti della Valle che da mesi avevano occupato la zona per impedire l’avvio di lavori per il famoso tunnel che dovrebbe servire al nuovo Treno ad Alta velocità (TAV) Torino -Lione.

&lt;p&gt;
I valsusini occupanti sono stati scacciati alla fine di giugno con una operazione militare che a detta del ministro dell’Interno doveva garantire l’inizio dei lavori di scavo del primo tunnel – condizione indispensabili perché non sia tolto il contributo europeo  di 672 milioni di euro, promesso per la realizzazione dell’opera.

&lt;p&gt;
I cittadini della Val Susa che si oppongono al TAV – quasi tutti,e cioè quelli che non hanno interessi economici diretti nella costruzione, e  invece sono minacciati dalle gravi conseguenze che ne deriverebbero, quali aumento dei tumori da respirazione di amianto e uranio, vent’anni circa di lavori in tutta la Valle con andirivieni di camion carichi  di materiali di scavo, distruzione di vigne e coltivi, demolizione di abitazioni e inquinamento di falde acquifere – hanno cercato in tutti i modi di fare ascoltare la loro voce alle autorità competenti (!), anche in ottemperanza a specifiche direttive contenute negli accordi stipulati dai governi  -italiano, francese, regione Piemonte, Unione Europea -  ma sono stati sistematicamente e illegalmente esclusi da tutti i vari tavoli di concertazione, dove era permesso sedere solo a sindaci e amministratori locali dichiaratamente e preventivamente  favorevoli all’opera.

&lt;p&gt;
In queste condizioni è maturato il loro urlo, risuonato fortissimo  soprattutto domenica 3 luglio, e ripetuto a Torino la sera dell’8 – sempre nel silenzio quasi completo dei media “indipendenti” di ogni specie.

&lt;p&gt;
Il silenzio in cui i  valsusini  sono stati tenuti per tutti questi anni di tenace resistenza, e quello a cui si sono ridotti domenica 3 luglio sotto la pioggia di lacrimogeni della polizia  – lacrimogeni contenenti gas CS, paradossalmente vietato in guerra perché cancerogeno  ma non esplicitamente vietato per usi di ordine pubblico – non ha niente di mistico e meditativo. È solo il risultato di  un atto di forza che ministri e politici italiani di tutti gli orientamenti, con a capo la cosiddetta opposizione dei Bersani, Chiamparino, Fassino – si ostinano a non chiamare violenza ma mantenimento dell’ordine pubblico – un po’ come le nostre “missioni” all’estero, dall’Afganistan alla Libia non si chiamano guerre, quali sono, ma interventi umanitari.

&lt;p&gt;
Dove mai possiamo aspettarci che buongiorno voglia dire veramente buongiorno?  La tentazione del silenzio – giacché di questo, in fondo, si tratta – diviene sempre più forte, quanto più si prende atto che tutto, nel sistema del consenso imposto, è falsificato.  Parlare civilmente non sembra avere più senso, e solo l’urlo, qualche volta, riesce a squarciare la cortina  fumogena, non sempre prodotta dai gas polizieschi, ma più costantemente e irrimediabilmente creata e mantenuta viva dai media addomesticati.

&lt;p&gt;
Il silenzio di cui facciamo esperienza nella nostra società attuale sembra sempre più inseparabile dalla violenza di chi esercita il potere di tacitare – come sapeva bene Walter Benjamin quando, nelle Tesi sulla filosofia della storia, parlava del silenzio dei vinti che non lasciano traccia nella vicenda del mondo. Parlare dell’essere, così più o meno Martin Heidegger, significa tacere autenticamente del silenzio.

&lt;p&gt;
Ma tacere ascoltando il silenzio dell’essere, forse anche per lui, non è altro che lasciar parlare i tanti vinti della storia – della storia passata o anche della cronaca recente di una valle alpina solo apparentemente marginale rispetto al tanto rumore del mondo.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.notav.info/news/intervento-delleurodeputato-gianni-vattimo-alla-milanesiana/&quot;&gt;notav.info&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giuseppe GIULIETTI: “In piazza contro tutti i bavagli. Se non ora, quando?”</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/07/06/giuseppe-giulietti/%E2%80%9Cin-piazza-contro-tutti-i-bavagli-se-non-ora-quando%E2%80%9D/589844"></link>
  <updated>2011-07-06T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>589844</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Alla Rai è davvero cambiato tutto, prima quelli sgraditi a Berlusconi venivano cacciati a colpi di pubblici editti, ora vengono accompagnati alla porta ed invitati ad andarsene. Non c’è bisogno di leggere le intercettazioni per capire che, sia pure con modi e toni diversi, è in piena attuazione il piano per dissolvere la Rai e stroncare qualsiasi anomalia editoriale, a partire da Raitre. Basta leggere la &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/spettacoli/11_luglio_05/dandini-nessuno-sa-dirmi-se-ce-la-faro-serena-dandini_a13b2cfa-a6cd-11e0-bbaa-d83a3b6f7958.shtml&quot;&gt;&lt;b&gt;lettera di Serena Dandini, pubblicata dal Corriere della Sera&lt;/b&gt;,&lt;/a&gt; per rendersi conto di quanto sta accadendo.
&lt;p&gt;

Dopo la sostanziale espulsione di Santoro e di Saviano, la scena si sta ora ripetendo con &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/11_giugno_21/conti-rai-conferma-i-programmi_d0fd29c2-9bc7-11e0-b47c-4c6664789138.shtml&quot;&gt;&lt;b&gt;Milena Gabanelli&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; e Serena Dandini, considerate persone non gradite, forse anche loro saranno nel lunghissimo elenco di quelle e quelli “che mi hanno fatto perdere le elezioni e i referendum”.
&lt;p&gt;
Nel frattempo Berlusconi e famiglia ringraziano due volte. La prima perchè la Rai esegue i comandi, la seconda perchè la medesima Rai si sta suicidando industrialmente allontanando da sé non solo alcuni tra i migliori talenti professionali, ma anche il pubblico che li seguiva e li seguirà.

&lt;p&gt;
Dal momento che l’obiettivo palese di questo assalto è quello di imbavagliare la pubblica opinione e di dissolvere quello che ancora resta della Rai chiederemo a tutte le associazioni del settore, a tutti i sindacati, a tutte le forze politiche di promuovere insieme una gigantesca class action, di raccogliere milioni di firme, e di presentarle nel corso di una grande manifestazione nazionale contro ogni forma di bavaglio: dalle intercettazioni alla rete, dalle censure al conflitto di interessi impugnato come una clava per abbattere avversari e competitori politici ed industriali.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;“Se non ora quando?”&lt;/b&gt;. Con queste parole un coraggioso gruppo di donne, innamorate della Costituzione, convocarono a Roma una straordinaria manifestazione, una di quelle che hanno segnato il risveglio nazionale, la fine di un lungo periodo segnato dalla acquiescenza, dal torpore, talvolta anche dalle complicità.
&lt;p&gt;
Mai come in queste ore sarà il caso di ripetere “Se non ora quando?” e di presidiare con inaudita passione civile l’articolo 21 della Costituzione dalle ultime raffiche di un regime morente, ma non per questo meno pericoloso, anzi.
&lt;p&gt;
Questo è il momento per mettere insieme partiti, movimenti, associazioni, sindacati, per concordare una azione quotidiana, pressante, incisiva, che non conosca pause, sino alla vittoria finale.
&lt;p&gt;

Chiunque abbia idee e proposte le tiri fuori: class action contro la Rai, esposti alla Corte dei conti, ricorso al tribunale ordinario, iniziative davanti alle sedi delle silenti autorità di garanzia, manifestazioni davanti alla sede del parlamento europeo, della corte internazionale dei diritti, delle istituzioni e delle assemblee elettive, a cominciare dalla Camera e dal Senato, utilizzo delle rete per far impazzire il censore, iniziative in tutte le piazze italiane dedicate alla libertà di informazione, sino ad arrivare ad un grande manifestazione nazionale, da indire quando riporteranno in aula la legge madre di ogni bavaglio: quella sulle intercettazioni.
&lt;p&gt;

Di fronte a quello che sta accadendo ci auguriamo davvero che ciascuno rimetta in un cassetto lo spirito di parte, di partito, di associazione, di organizzazione, per mettersi a disposizione di una grande battaglia per la legalità repubblicana e per la dignità costituzionale. Teniamoci pronti perchè questa “banda degli onesti” non esiterà neanche nel mese di agosto per mettere a segno l’ultimo sfregio. Se sarà il caso dovremo essere pronti a rispondere sempre e comunque, anche nella giornata di ferragosto!&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2011/07/06/giuseppe-giulietti-in-piazza-contro-tutti-i-bavagli-se-non-ora-quando/&quot;&gt;MicroMega&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Paolo FERRERO: Smentisco intervista sul Corriere</title>
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  <updated>2011-07-04T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>589698</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Nel Commento pubblicato sul Corriere della Sera di oggi, un tal Marco Imarisio mi attribuisce dichiarazioni che non ho mai fatto, detto o pensato. 
&lt;p&gt;In compenso nel resto del giornale &quot;non si sono accorti&quot; che ieri ho partecipato alla manifestazione a Chiomonte, sono intervenuto all'assemblea, etc. Oltre alla censura, l'invenzione delle posizioni: non male per uno dei principali giornali italiani!&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.controlacrisi.org/joomla/index.php?view=article&amp;catid=39&amp;id=15952&amp;tmpl=component&amp;print=1&amp;layout=default&amp;page=&amp;option=com_content&amp;Itemid=68&quot;&gt;controlacrisi.org&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Marco PERDUCA: &quot;Moratoria subito del provvedimento sul diritto d'autore fino a riforma parlamentare&quot;</title>
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  <updated>2011-07-01T00:00:00Z</updated>
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  <id>589624</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
 &quot;Iniziare una consultazione sul provvedimento relativo al diritto d'autore il 6 Luglio avrà l'unico effetto di consentirne l'approvazione nei mesi estivi, rendendo impossibile una reazione delle istituzioni e una mobilitazione della società civile.
&lt;p&gt; Ormai l'unica decisione democratica che può assumere l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni è quella di mettere in moratoria il testo fino ad una riforma parlamentare. Tantopiù che tale richiesta non viene più solo dalla società  civile&quot; scrivono il segretario dell'Associazione &lt;b&gt;Agorà Digitale Luca Nicotra&lt;/b&gt; e 
&lt;b&gt;Marco Perduca&lt;/b&gt;, Senatore Radicali/Pd.
&lt;p&gt;&quot;L'intero arco dei partiti, membri del Governo e il Presidente  della Camera sono intervenuti per chiedere un passo indietro ad Agcom. Perciò, mentre in queste ore si organizzano raccolte firme da parte di  parlamentari e oltre 100.000 mail sono giunte al presidente  dell'Autorità e agli altri Commissari, Agcom e Calabrò si devono fermare&quot; prosegue la nota.
&lt;p&gt; &quot;Indipendenza non vuol dire autarchia. Anzi, proprio l'assenza di  strumenti vincolanti da parte del Gove rno e del Parlamento nei confronti  dell'Autorità, obbligano quest'ultima a dare la massima importanza al  dialogo con le istituzioni, richiesto invano da giorni. A nulla servono le rassicurazioni di Calabrò. In democrazia il &quot;fidatevi&quot; non è accettabile. Ormai non è più una questione di apertura di una nuova consultazione, o di alcuni dettagli del testo che verrà approvato il 6 luglio. Agcom deve porre in moratoria la regolamentazione o metterà a  rischio non solo la libertà di espressione, informazione e accesso alla  conoscenza, ma lo stesso funzionamento democratico delle istituzioni&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=2&amp;ID_articolo=1221&amp;ID_sezione=&amp;sezione=&quot;&gt;La Stampa.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giuseppe GIULIETTI: Rai. Attacco a 'Report' per colpire le inchieste</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/22/giuseppe-giulietti/rai-attacco-a-report-per-colpire-le-inchieste/586067"></link>
  <updated>2011-06-22T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>586067</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
L'attacco a Milena Gabanelli è un attacco al giornalismo d'inchiesta. Ci sono tanti modi per ammazzarlo. Uno di questi è colpirlo facendo mancare a Report l'assistenza legale. Questa è la modalità scelta per colpire lei e il suo programma ed è anche la via più breve per delegittimare ulteriormente il servizio pubblico a dimostrazione che oltre ad accompagnare alla porta Anno Zero intendono farlo anche con i programmi più volte indicati, da Berlusconi e dai suoi, come programmi sgraditi.  
&lt;p&gt;In realtà non stanno colpendo solo i singoli autori o Raitre ma milioni di spettatori che hanno manifestato la loro fiducia in questa ed altre trasmissioni. 
Ed è del tutto evidente che bisognerà usare tutti gli strumenti politici e legali per allontanare i censori di ogni risma. Nessuno si lamenti quando la Corte dei Conti e i tribunali dovranno ulteriormente intervenire per ripristinare la legalità.
&lt;p&gt; Infine siamo curiosi di sapere se la Rai della signora Lei vorrà recepire le proposte del direttore di Raitre Paolo Ruffini e del direttore di Rainews Corradino Mineo che stanno svolgendo un'importante iniziativa di supplenza nei confronti di chi continua ad essere distratto o non può fare altro. 
&lt;p&gt;Articolo21 proporrà alle associazioni del settore una nuova grande iniziativa comune e concordata&quot;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.altroquotidiano.it/index.php?view=article&amp;catid=203%3Acommento-autori&amp;id=5002486%3Agiuseppe-giulietti&amp;tmpl=component&amp;print=1&amp;layout=default&amp;page=&amp;option=com_content&quot;&gt;l'Altro quotidiano.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: La censura a La Russa è un atto forte</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/04/05/dario-franceschini/la-censura-a-la-russa-%C3%A8-un-atto-forte/559641"></link>
  <updated>2011-04-05T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>559641</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Io credo che la censura proposta dai questori per il ministro La Russa sia un atto forte&quot;. Lo ha detto, parlando con i cronisti a Montecitorio, il capogruppo del Pd alla Camera, &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, a proposito della sanzione decisa dall'Ufficio di presidenza di Montecitorio nei riguardi del ministro della Difesa.
&lt;p&gt;


&lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt; ha detto: &quot;Chi fa parte dell'Ufficio di presidenza non è lì in rappresentanza di un gruppo parlamentare, bensì per le funzioni che ricopre, ed è quindi lì con una responsabilità personale&quot;. Ciò premesso &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt; ha detto la sua sulla sanzione nei confronti di La Russa, giudicata da alcuni deputati del Pd troppo leggera: &quot;Una censura nei confronti di un ministro è un atto forte, e poi la figura fatta da La Russa davanti a tutti gli italiani, con un comportamento che ha umiliato il proprio ruolo, è la sanzione più pesante per lui&quot;.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=4873&quot;&gt;ANSA&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Angelo BONELLI: Al nucleare il governo Berlusconi non ha rinunciato affatto</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/03/28/angelo-bonelli/al-nucleare-il-governo-berlusconi-non-ha-rinunciato-affatto/559468"></link>
  <updated>2011-03-28T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>559468</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Lazio (Lista di elezione: Verdi) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
''Il governo Berlusconi non ha rinunciato affatto al nucleare ma ha semplicemente imposto la censura a quei ministri che, subito dopo il disastro di Fukushima continuavano a spergiurare sulla sicurezza delle centrali nucleari come il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo''. Lo dichiara in una nota il presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli che aggiunge: ''Il ministro dell'Ambiente che continua a parlare di emotivita' mentre dovrebbe spiegare agli italiani le ragioni che l'hanno spinta a parlare della sicurezza dell'atomo anche dopo che si era verificato il disastro in Giappone''.

&lt;p&gt;
''Con la moratoria di dodici mesi il governo ha deciso di ingannare i cittadini per affossare il referendum di giugno - spiega il leader ecologista -. Faranno calmare le acque usando lo strapotere mediatico di cui dispongono per disinformare e poi torneranno alla carica per imporre le centrali: il decreto sulla localizzazione, approvato contestualmente alla moratoria, continua a prevedere il parere obbligatorio ma non vincolante delle regioni''.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/news-NUCLEARE__BONELLI_%28VERDI%29__GOVERNO_NON_CI_HA_RINUNCIATO_AFFATTO-1003451-POL-1.html&quot;&gt;Asca&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Nichi VENDOLA: «C'è un'Italia migliore»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/03/16/nichi-vendola/%C2%ABc%C3%A8-unitalia-migliore%C2%BB-intervista/559133"></link>
  <updated>2011-03-16T00:00:00Z</updated>
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  <id>559133</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Puglia (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Consigliere Regione Puglia (Lista di elezione: SeL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Presidente Vendola, Il drammatico terremoto in Giappone ha riportato all’attenzione dell’opinione pubblica italiana, per via della Centrale di Fukushima danneggiatea dal sisma, la questione nucleare. Qual è la sua posizione?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Credo che la tragedia giapponese debba suscitare in tutto il mondo una vera, e approfondita pausa di riflessione. L’impressione è che tutti i paesi più grandi, più industrializzati vivano il trauma della catastrofe nucleare nella centrale giapponese, davvero come un punto di cesura rispetto al passato. Noi abbiamo visto la lobby nuclearista affidarsi a dei  guru, diciamo così “scientifici”, che basavano la loro sicumera e la loro fede nuclearista sulla rievocazione del calcolo probabilistico; bene , in trentadue anni abbiamo avuto nel mondo tre incidenti rilevanti:  Three Mile Island nel 1979 negli Usa, nel 1986 a Chernobyl , in Ucraina e oggi a FukuShima in Giappone. &lt;br /&gt;
 Siamo dinanzi ad un avventurismo pseudo scientifico figlio delle grandi lobbies economiche che si sono arricchite con il nucleare civile e militare (perché ricordo che il nucleare civile è imparentato al nucleare militare entrambi vivono di segreti , di militarizzazione del territorio e di omertà istituzionali) allora io penso che, mentre il mondo riflette sull’avventura nucleare, non è possibile che l’unico governo che dica “andiamo avanti” sia quello italiano con le parole veramente  indecenti del Ministro, per così dire, dell’ambiente Stefania Prestigiacomo e con la  svagatezza dei vertici dell’Enel che ci raccomanda di non lasciarsi prendere dall’emotività. Francamente se ci lasciassimo prendere dall’emotività avremmo reazioni, diciamo, ben più robuste di quelle dichiarazioni di rottura radicale su questo fronte. L’Italia non potrà mai accettare un ritorno al nucleare. Noi ci batteremo con ogni mezzo contro questa follia voluta da quella che oggi rischia di apparire soltanto una cricca criminale.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ci sono altri avvenimenti importanti e drammatici: riguardano la sponda sud del Mediterraneo. Come giudica il comportamento dell’ Occidente nei confronti della  attuale situazione in Libia?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Noi abbiamo usato la Libia, diciamo, come il nostro docile servitore per i lavori sporchi. Abbiamo affidato alla Libia il compito di costruire dei campi di trattenimento, diciamo degli “universi “concentrazionari in cui tenere rinchiusi migranti, talvolta la sorte  di questi migranti la si giocava ai dadi nel deserto, abbiamo coccolato non solo il Rais di Tripoli  ma i dittatori di tutto il Nord  Africa perché ci faceva comodo questa modalità di esportazione della nostra economia e dei nostri commerci.  E’ qui è cascata un po’ l’ipocrisia dell’Occidente, come casca l’asino, perché altrove dovevamo esportare la libertà con i bombardieri e qui abbiamo preferito altro genere di esportazioni non occupandoci della soppressione delle libertà  fondamentali in tutti questi Paesi. Per fortuna una nuova generazione, quella che è cresciuta con Internet,  è diventata consapevole dei propri diritti ed ha aperto un percorso rivoluzionario in tutto il Mediterraneo, purtroppo questo percorso meriterebbe dall’altra parte del Mediterraneo interlocutori credibili e maturi e non un’Europa esitante tremebonda e un’Italia scopertamente compromessa con gli affari di alcuni di questi dittatori.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Parliamo delle vicende di casa nostra. Secondo lei l’Italia è ancora sotto l’ipnosi berlusconiana?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
L’Italia vive dentro un clima di censura insopportabile, ed è difficile far vivere la contesa politica quando c’è una specie di falsificazione delle cose che accadono, c’è  una manipolazione delle verità, c’è una disinformazione di regime. Se posso fare un esempio le carte della procura di Milano sulla ‘ndrangheta in Lombardia, sulla ‘ndrangheta pesante che controlla il territorio con modalità assai simili alle modalità con cui controlla la Calabria, la n’drangheta che agisce in ospedali importanti come se fosse in Aspromonte o nella Locride, l’a ‘ndrangheta che non viene minimamente contrastata da un apparato di potere che finge di non vedere ciò che tutti possono vedere già da anni, costituisce un grande scandalo nazionale. Se un boss mafioso in un qualunque ospedale pugliese avesse potuto fare le proprie riunioni e scandire i propri ordini, credo che tutta la classe dirigente pugliese sarebbe stata portata presso la “Corte di Cassazione” del Tg1, delle trasmissioni televisive, e invece nulla, un silenzio e un’omertà istituzionale che impressiona. Ecco in questo clima è difficile, diciamo così, costruire una  positiva interlocuzione con dei falsari. Siamo, quindi, dentro una fase in cui il berlusconismo che ha perso credibilità e consenso si muove come un animale ferito dando colpi di coda che stanno ferendo l’assetto democratico del Paese, speriamo che si possa riparare il danno, stanno uccidendo la cultura, la scuola pubblica, stanno uccidendo l’anima del Paese.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Cosa manca al Centrosinistra per diventare egemone nella società italiana?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Manca la volontà di fare una grande battaglia politico-culturale, di uscire fuori dai propri accampamenti, dalla gestione dei piccoli sistemi di potere. Il centrosinistra deve sentirsi sfidato dalla crisi che è soprattutto una crisi di prospettiva per le giovani generazioni.E piuttosto che inseguire l’alleato impossibile, quello che da un momento all’altro lascerà il campo berlusconiano e verrà a rafforzare il nostro campo, dovrebbe occuparsi dei soggetti sociali che hanno bisogno di essere rappresentati e che sono il blocco sociale del cambiamento: gli studenti, il lavoro dipendente, la piccola e media impresa, il mondo della cultura, il mondo delle donne. Sono questi i soggetti fondamentali della rivoluzione democratica di cui l’Italia ha bisogno.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Leggendo il suo Manifesto, “C’è un’Italia migliore”, onestamente  non trovo molta distanza tra Lei e i valori del PD. Perché non la convince quel partito?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Quel partito talvolta non colpisce i suoi militanti e i suoi dirigenti. Il dibattito sulla natura incerta del PD è aperto dentro al PD. Personalmente il problema non è, diciamo, una condivisione sui temi politico-emozionali, siamo tutti quanti per l’accoglienza degli esseri umani, siamo tutti quanti per il diritto al lavoro, ecc.&lt;br /&gt;
 Il problema è di capire quali sono le politiche di lotta contro leggi che hanno rappresentato un regresso civile, sociale, sono quelle che io vorrei che il centrosinistra avesse nel proprio cantiere. Se il PD avesse questa agenda di proposta e probabilmente saremmo nel PD, se siamo in Sinistra Ecologia e Libertà è perché vi è stata una deriva moderata del Partito Democratico.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;In una recente intervista ha affermato che, per lei, Rosy Bindi potrebbe essere la candidata  a premier per il Centrosinistra.  E’ ancora di quell’idea?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Io  dicevo, nella misura in cui il centrosinistra si riconosce nella denuncia di una crisi democratica, che è meritevole di essere affrontata da una coalizione democratica la più larga possibile, a quel punto io dico che non si discuta di una figura premiership legata alle virtù della tecnocrazia, perché se la crisi è democratica, non è tecnocratica, non c’è bisogno di un tecnocrate, ma c’è bisogno per una fase transitoria limitata ad alcune riforme come quella della legge elettorale, per il conflitto di interessi, di una figura fortemente caratterizzata in termini politici e democratici. Da quel punto di vista Rosy Bindi, in quella situazione, è stata la mia proposta. Non è incompatibile con il tema prioritario per dare un’anima al centrosinistra delle primarie.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ultima domanda: A 150 anni dall’Unità possiamo ancora emozionarci per quell’evento?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Devo dire che abbiamo rispolverato il Risorgimento, l’avevamo per decenni messo sotto naftalina e oggi il Risorgimento torna come una questione della nostra attualità, perché abbiamo il sentimento diffuso di un processo di fuoriuscita dall’Unità del Paese, sentiamo la minaccia della cultura leghista, sentiamo l’avanzata di un federalismo che non è solidale, ma è la fotografia dell’egoismo sociale di una parte del Paese e sappiamo che i fenomeni di disgregazione nazionale possono essere molto più rapidi di quanto non si immagini e sono sempre alimentati dalle sottoculture del localismo e delle identità etnoterritoriali.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://confini.blog.rainews24.it/2011/03/16/ce-unitalia-migliore-intervista-a-nichi-vendola/&quot;&gt;RaiNews24 | Confini - Pierluigi Mele&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Angelo BONELLI: Caro Pannella, su Berlusconi stai sbagliando</title>
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  <updated>2011-02-08T00:00:00Z</updated>
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  <id>557901</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Lazio (Lista di elezione: Verdi) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;

Caro Marco, ho letto con attenzione la tua intervista e le tue dichiarazioni. Tu dici che sostenere le istituzioni, anche se istituzioni disastrose, è un dovere repubblicano. Specie se non esiste un’alternativa. Con grande rispetto volevo dirti che dissento. 
&lt;p&gt;Dissento perché sul piano programmatico Berlusconi ha rappresentato e rappresenta ciò che di peggio è stato fatto nel nostro Paese. 
&lt;p&gt;Non possiamo dimenticare che i condoni edilizi, che hanno sanato 50 milioni di metri cubi di cemento, sono stati per ben due volte proposti da Berlusconi, così come il Piano casa che dà il via alla deregulation urbanistica e la reintroduzione del nucleare. Per non parlare della proroga del decreto sul benzopirene che comprometterà la vita di tante persone a partire da Taranto, decreto contro il quale si sta battendo, insieme a noi, con un ottimo lavoro la deputata radicale Elisabetta Zamparutti, del federalismo demaniale, attraverso il quale si realizzerà la svendita del patrimonio pubblico o l’attacco al protocollo di Kyoto e ai parchi.
 
&lt;p&gt;
O, ancora, i tagli al trasporto pubblico e il Ponte sullo Stretto. Berlusconi ha governato solo pensando a se stesso ed ecco perché negli ultimi anni si è parlato solo di Lodo Alfano, legittimo impedimento e oggi, nell’ennesimo scontro con la magistratura, viene rilanciato il processo breve proprio nel momento in cui la disoccupazione giovanile tocca la quota storica del 29%. 
&lt;p&gt;Per tutte queste ragioni che ti ho esposto sarebbe per noi impossibile aprire un dialogo con Silvio Berlusconi che, anche sul piano culturale, sta imponendo nei fatti un modello inaccettabile, proprio di chi pensa che con i soldi si possa comprare tutto a partire da quelle istituzioni che tu hai tanto a cuore. 
&lt;p&gt;Potrei continuare parlando di etica pubblica e dello svilimento del ruolo della donna. Sono d’accordo con te che dal punto di vista politico nel versante opposto non si sta costruendo un’ alternativa.
&lt;p&gt;
 
E, infatti, proprio perché ci troviamo di fronte ad un simile disastro istituzionale e in assenza di un’alternativa sarebbe un atto di igiene pubblica andare al voto e ridare ai cittadini l’opportunità di fare chiarezza. 
&lt;p&gt;C’è un punto, però, su cui penso sarai d’accordo anche tu: in Italia c’è un’emergenza democratica che non si chiama solo Berlusconi ma che riguarda un sistema di potere della comunicazione che decide anche chi è l’interlocutore tra l’opposizione. Se sei trasmesso esisti e se esisti puoi parlare delle tue proposte, delle tue idee e far giudicare agli italiani se sono giuste o meno. 
&lt;p&gt;Sono scomparsi dai palinsesti televisivi i temi che interessano i cittadini, come la crisi economica, ambientale e sociale: le forze politiche scomode vengono semplicemente cancellate.
 
&lt;p&gt;
E, quindi, accade che i Verdi stanno subendo una censura senza precedenti. Se sei trasmesso esisti e da qui l’aumento dei consensi che registrano alcune forze politiche. 
&lt;p&gt;Penso che la battaglia per la democrazia nel nostro Paese debba diventare oggetto di una forte  mobilitazione e sarebbe importante che potessimo lanciarla insieme. Noi non siamo interessati a cosa fa  il centrosinistra che, in questo paese, ha rinunciato a una battaglia per la democrazia. 
&lt;p&gt;Vogliamo rimetterci in sintonia con i problemi dell’Italia e degli italiani e soprattutto di quell’area del 40% di non voto e astensione. Ma Berlusconi no. No grazie, non va sostenuto anzi va fatto cadere per andare al voto.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.terranews.it/print/21264&quot;&gt;Terra.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Nichi VENDOLA: «Ora tocca all’opposizione»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/02/08/nichi-vendola/%C2%ABora-tocca-all%E2%80%99opposizione%C2%BB-intervista/557801"></link>
  <updated>2011-02-08T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>557801</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Puglia (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Consigliere Regione Puglia (Lista di elezione: SeL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
È l’uomo della “narrazione”, delle “fabbriche”, del “cantiere” programmatico, Nichi Vendola, il leader   di “Sinistra, ecologia e libertà” (Sel). Con queste metafore ed immagini, Vendola disegna scenari politici suggestivi, affascina l’interlocutore, conquista le piazze. È un grande affabulatore che realmente è un competitore forte e credibile per Berlusconi sul piano mediatico e popolare.&lt;br /&gt;

Nel messaggio inviato a “Libertà e Giustizia” per la manifestazione al Palasharp di Milano, Vendola dice che “c’è tutta un’Italia che non ne può più. La Nazione è tramortita, il paese è in ginocchio. Ciò che condannerà Berlusconi non sarà la triste e squallida vicenda di Ruby e delle altre ragazze ai festini; chi lo condannerà saranno i coetanei di Ruby, quei ragazzi e ragazze che oggi non hanno un futuro. Ecco, pensare che un’intera generazione per immaginare il proprio futuro debba prostituirsi: questo è il vero scandalo del berlusconismo!”.
&lt;p&gt;

Vendola è nato a Bari il 26 agosto 1958, è stato deputato ed è governatore della Puglia dal 2005.  Scrittore e anche poeta. Mi dice: “Abbiamo visto a Milano migliaia di persone che hanno un sentimento sparpagliato, a volte caotico, alla ricerca di un orizzonte e di una bussola, che dovrebbe essere il compito della politica e del centrosinistra in particolare. Per liberarci di Berlusconi dobbiamo capire bene cosa è il berlusconismo: in questi anni c’è stata una mutazione culturale, evidenziata con la marginalizzazione del valore sociale della scuola, della conoscenza e del sapere. La Tv commerciale ha sostituito gli apparati della formazione ed ha diffuso l’idea che non esiste la società ma il mercato, non siamo cittadini ma clienti, utenti, pubblico. Anche il centrosinistra è stato complice di questa regressione culturale”.&lt;br /&gt;

L’attacco alla democrazia, secondo Vendola, si manifesta nella critica alla Costituzione, agli articoli 1 e 3 (uguali di fronte alla legge) e poi 21 (sulla libertà di stampa): “Il bavaglio sulla bocca di Santoro è grave quanto il bavaglio all’operaio di Pomigliano o Mirafiori. Oggi la modifica dell’articolo 41 è il momento di massima aggressione della destra (e di subalternità della sinistra). Se cambi quell’articolo, che prevede la responsabilità sociale e ambientale dell’impresa, vuol dire che vuoi ‘costituzionalizzare’ il metodo Marchionne, cioè l’irresponsabilità dell’industria verso la società.&lt;br /&gt;

“Ecco perchè dico che le forze di opposizione devono ora costruire una storia, una ‘narrazione’, un cantiere programmatico che abbia la capacità di legare insieme diritti sociali e civili, diritti umani e ambiente. Voglio voltare davvero pagina. Non trovarmi con il berlusconismo senza Berlusconi. Vorrei vivere in un paese non berlusconiano, con Berlusconi che fa il nonno”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma lei con la ‘narrazione’ e le ‘fabbriche’ può anche raccogliere tra gli elettori tanti consensi da portare alla vittoria il centrosinistra? D’altronde Giovanni Bachelet al  ‘Palasharp’ ci ha ricordato che “in democrazia non basta avere ragione, ma dobbiamo anche convincere il 51% ad essere d’accordo con noi”.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Nel passato, candidati del centrosinistra, icone del moderatismo, hanno preso schiaffi e sono stati sconfitti (un esempio, Rutelli). Io ho vinto due volte in una regione che è sempre stata percepita come una fucina politica per l’Italia (ricordo Moro e, sull’altro versante, Tatarella), e, in tempi recenti, come la cassaforte elettorale del centrodestra (Fitto). Secondo i campioni della tattica e della realpolitik del Pd per vincere bisogna trasferire tanti frammenti di idee e proposte dell’avversario nel proprio campo; poi fare un discorso che non turbi il perbenismo piccoloborghese che si suppone essere la cifra dell’opposizione: quindi non si deve essere comunisti, nè credenti alla mia maniera, ma essere neosagrestani. Ma i ceti medi di oggi sono diversi da quelli di una volta: perdono la fiducia nel futuro, sono angosciati dalla precarizzazione del lavoro, un giovane su due nel mezzogiorno non ha prospettive di impiego. Noi dobbiamo interpretare questa paura. L’Italia è finita nel pantano non perché qualcuno si è presentato come estremista, ma perché la politica è diventata una melassa informe. Se Marchionne vuole stracciare 100 anni di storia industriale e sindacale, dobbiamo reagire e non tacere”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quindi, Vendola candidato alle primarie del Pd – se ci saranno davvero- per quali obiettivi di governo immagina di battersi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
” Non sto giocando una partita per la mia carriera….intendo invece combattere per destrutturare il centrosinistra com’è adesso, per poter aprire il ‘cantiere’ di un nuovo centrosinistra. Finora esso si è sempre presentato come un compromesso precario e forzoso tra cosiddetti radicali e i riformisti. Ma così non si è mai entrati nel merito vero dei problemi. Finora una parte del centrosinistra ha pensato a come guadagnare la vittoria elettorale, certo importante, ma non ha lavorato per raggiungere il mutamento sociale e culturale. Per cui si può anche vincere alle elezioni, e insieme perdere la società. Al centrosinistra è accaduto più volte.&lt;br /&gt;
 Quindi le primarie per me sono il momento della discussione sulla coalizione e sul programma, compiuta….all’aria aperta. Discutere nel chiuso degli organi direttivi significa condannarsi ad un avvitamento continuo”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il segretario Pd Bersani, all’Assemblea nazionale, ha detto che siamo “in una emergenza democratica, economica, sociale, morale” e, per andare oltre Berlusconi, ha riproposto un’alleanza elettorale di “tutte le forze di opposizione responsabili” e poi un “governo costituente” per affrontare i problemi più urgenti e gravi. Le pare una via percorribile?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Francamente spero che nessuno insista ancora sulla proposta del governo costituente, perché sarebbe un contributo alla campagna elettorale di Berlusconi. Si pensa ad un accordo con Fini e senza Di Pietro. E perché? Casini poi non andrebbe mai insieme a quello o a quell’altro. È il gioco dei veti e delle interdizioni. Una coalizione così non si può fare. Io non ho pregiudizi verso gruppi o persone, ma chiedo: posso fare un accordo con chi ha considerato giusta la riforma Gelmini? Che è il cuore del berlusconismo. Ma di cosa stiamo parlando? Fini cosa vuole fare? Lo ha detto chiaramente: rifondare il centrodestra; mentre io voglio rifondare il centrosinistra. Come possiamo stare insieme? A meno che non si dica: alle elezioni andremo con un accordo perché vogliamo liberarci di Berlusconi e subito dopo il voto, modificheremo la legge elettorale, faremo una legge sul conflitto di
interessi e poi torneremo di nuovo alle urne”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Non è un obiettivo programmatico di poco conto fare un governo per cambiare la legge elettorale….&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Ma è credibile e serio chiedere ora il voto per indire altre elezioni dopo sei mesi? Tolta la possibile intesa sulle regole, non è pensabile, dopo, giocare la partita nel campo della destra; né posso pretendere che un uomo di rango come Fini venga a giocarla in compagnia del centrosinistra. È autolesionismo puro: ogni volta che si parla di alleanza da Vendola a Fini la pattuglia parlamentare di ‘Futuro e Libertà’ rischia di perdere pezzi… Mentre è tempo di aprire il ‘cantiere’ del centrosinistra senza vincoli: la questione morale, il modello sociale, la libertà delle donne, la questione dell’immigrazione. Discutiamo dell’Italia che vogliamo, c’è un’Italia migliore di quella volgare che abbiamo sulle spalle ancora adesso”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma lei ritiene che siamo alla vigilia di elezioni generali?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“I fatti politici e giudiziari si sviluppano in modo imprevedibile. Gli ingredienti decisivi variano di momento in momento. Oggi è Berlusconi che appare il più preoccupato per il ricorso alle urne. Sta vivendo queste settimane barricato nel Palazzo, come un qualunque ‘rais’  nordafricano. È attaccato alla poltrona. D’altronde la crisi del centrodestra è irreversibile, strutturale, non si capisce come si potrà ricomporre un quadro di stabilità. Anche la credibilità di quella classe dirigente è crollata. Adesso conterà molto la capacità che avrà il centrosinistra di mettere in campo una ipotesi di alternativa possibile e realizzabile”.

&lt;p&gt;
Vendola ci ha così portato a sognare un’Italia davvero diversa e migliore, con una politica pulita e carica di progetti. La sua ‘narrazione’ è importante: finchè Berlusconi e il berlusconismo non saranno sconfitti, saremo immersi nell’incubo. Dimissioni del premier, anzitutto. Arrivederci a domenica 13 febbraio, in piazza con le donne.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.libertaegiustizia.it/2011/02/08/vendola-ora-tocca-allopposizione/print/&quot;&gt;Libertà e Giustizia - Francesco Palladino&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Massimo DONADI: Masi chiama Annozero: «Ha tentato di intimidire il conduttore. Dovrebbe dimettersi»</title>
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  <updated>2011-01-28T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>557389</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Ormai telefonare in diretta alle trasmissioni televisive è diventata una moda. Masi è un pallido imitatore di Berlusconi e ha già fatto troppi guai, economici e di immagine, alla più grande azienda culturale del Paese.&lt;br /&gt;
 Ha tentato - aggiunge il capogruppo Idv alla Camera - di intimidire il conduttore e gli autori e di censurare Annozero, ma gli è andata male. Ha fatto una figura barbina, dovrebbe avere il buon gusto di dimettersi&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://qn.quotidiano.net/spettacoli/tv/2011/01/27/450034-masi_telefona.shtml&quot;&gt;Quotidiano.net&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giuseppe GIULIETTI: Dal Veneto alla Rai, uniti contro la censura</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/01/24/giuseppe-giulietti/dal-veneto-alla-rai-uniti-contro-la-censura/557387"></link>
  <updated>2011-01-24T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>557387</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Ci risiamo con la censura e con le liste di proscrizione!&lt;br /&gt;
 Pur di uscire dal fango nel quale si sono cacciati, non esiteranno a utilizzare tutti i mezzi possibili, leciti o illeciti che siano. Come sempre non lesineranno le manganellate mediatiche e tenteranno di chiudere tutto quello che non piace al piccolo Cesare.
&lt;p&gt;
Nei giorni scorsi vi avevamo raccontato della campagna di boicottaggio lanciata dalla regione veneto per mettere fuori dalla scuole e dalle biblioteche i libri degli autori che, a suo tempo, avevano sottoscritto appelli contro l’estradizione di Cesare Battisti che, inciso, continuiamo a giudicare un cinico e spietato delinquente comune.
&lt;p&gt;
Nulla, tuttavia, può giustificare questa sorta di simbolico rogo, come se non bastasse, a conferma dei possibili contagi, una nuova polemica è scoppiata, sempre nel Veneto, perché dalla biblioteca civica del comune di Preganziol, retto da una maggioranza berlusconian leghista, sono spariti i libri di Roberto Saviano.
&lt;p&gt;
La sparizione è avvenuta dopo che alcune camice verdi avevano inserito lo stesso Saviano nell’elenco delle opere proibite, subito dopo, ma guarda che combinazione, i suoi libri sono diventati introvabili.
&lt;p&gt;
Come se non bastasse è ricominciata la caccia alle trasmissioni sgradite: non solo Annozero e Ballarò, ma anche Agorà di Andrea Vianello, il Tg3, Linea notte, sono finite nel mirino delle squadre d’azione Santanchè.
&lt;p&gt;
Dal momento che non si fidano molto delle capacità del direttore generale Masi hanno deciso di provare a far deliberare dalla maggioranza della commissione parlamentare di vigilanza l’adozione di un regolamento che decreti la chiusura di tutte le trasmissioni di informazione in caso di elezioni.
&lt;p&gt; Anzi, vorrebbero imporre per decreto la doppia conduzione, la doppia vignetta, e persino una norma che preveda che quando una trasmissione affronti un tema, magari il lunedì, per tutta la settimana tutte le altre dovranno ignorare l’argomento.
&lt;p&gt;
Proviamo a fare un esempio, il lunedì sera Bruno Vespa, unico che va in onda in quella giornata, dedica il suo programma a Silvio e alle sue ragazze, dal giorno dopo tutti gli altri dovranno astenersi dal trattare lo stesso tema, magari potranno dedicare il programma a Silvio e ai suoi miracoli, ma non all’inchiesta di Milano.
&lt;p&gt;
Dal momento che l’idea è troppo scema per essere vera, si tratta solo di un tentativo di sparare alla luna, per accontentarsi di un doppio bavaglio in caso di elezioni anticipate.
&lt;p&gt;
Per queste ragioni, ma senza più sperare di essere ascoltati, continuiamo a sperare che almeno su questo punto si possa realizzare una ampia convergenza da Fini a Vendola per concordare una comune strategia di denuncia e di azione, dentro e fuori le aule del parlamento.
&lt;p&gt;
Ciascuno si presenti pure alle elezioni come caspita vuole, ma contro i bavagli e contro la censura sarà davvero il caso di stare insieme, anche perché non si tratta di solidarizzare con qualche giornalista, ma di impedire che le prossime elezioni, anche le prossime elezioni, si svolgano in un clima truffaldino, tale da alterare il libero esercizio del voto.
&lt;p&gt;
Siamo sicuri che questi temi saranno al centro anche della grande giornata di lotta indetta per il prossimo 28 gennaio dalla Fiom e dalla Cgil.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://temi.repubblica.it/micromega-online/dal-veneto-alla-rai-uniti-contro-la-censura/?printpage=undefined&quot;&gt;micromega-online&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Manuela GHIZZONI: Battisti, Pd: Gelmini e Bondi riferiscano alla Camera su boicottaggio libri</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/01/20/manuela-ghizzoni/battisti-pd-gelmini-e-bondi-riferiscano-alla-camera-su-boicottaggio-libri/557193"></link>
  <updated>2011-01-20T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>557193</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Ghizzoni e De Biasi: siamo a censura antidemocratica. “Vietare la lettura di un testo non servirà a sbloccare l’estradizione di Cesare Battisti. Si tratta di una scelta che conferma l’attitudine censoria di forze politiche per le quali il confronto di idee é temibile e pericoloso in sè. Ma i ministri Gelmini e Bondi nulla hanno da eccepire sulle intenzioni degli assessori Speranzon e Donazzan di epurare biblioteche civiche e scolastiche di libri scritti da autori non graditi?”.
&lt;p&gt; Se lo chiedono retoricamente le deputate De Biasi e Ghizzoni, che hanno presentato una interrogazione ai due ministri sulla proposta degli assessori veneti di mettere al bando i libri degli autori che nel 2004 sottoscrissero un appello in favore di Battisti. 
&lt;p&gt;Nell’interrogazione, oltre a ribadire il giudizio fortemente negativo per la mancata estradizione dell’ex terrorista Battisti - come già espresso dalla mozione approvata dalla Camera dei Deputati - le due deputate PD esprimono forte preoccupazione per una iniziativa di vera e propria censura che in modo strisciante tenta di equiparare l’omicidio alle opinioni che, seppur criticabili, sono legittime in una democrazia. 
&lt;p&gt;Non é con l’eliminazione dei libri dagli scaffali delle biblioteche che Battisti entrerà in carcere a scontare la giusta pena. Quella proposta da Speranzon e Donazzan é una cura peggiore del male”&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.manuelaghizzoni.it/?p=18291&quot;&gt;www.manuelaghizzoni.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>RAFFAELE SPERANZON: La Provincia di Venezia &quot;mette al rogo&quot; i libri di chi firmò la petizione per Battisti </title>
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  <updated>2011-01-17T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>557106</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore Provincia Venezia (Partito: PdL) - Consigliere  Consiglio Comunale Venezia (VE) (Lista di elezione: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Scriverò agli assessori alla Cultura dei Comuni del Veneziano perché queste persone siano dichiarate sgradite e chiederò loro, dato anche che le biblioteche civiche sono inserite in un sistema provinciale, che le loro opere vengano ritirate dagli scaffali: è necessario un segnale forte dalla politica per condannare il comportamento di questi intellettuali che spalleggiano un terrorista».
&lt;p&gt; Così ha detto Speranzon, che ha aggiunto: «Chiederò di non promuovere la presentazione dei libri scritti da questi autori: ogni Comune potrà agire come crede, ma dovrà assumersene le responsabilità. Inoltre come consigliere comunale a Venezia, presenterò una mozione perché Venezia dia l'esempio per prima». Possibili accuse di censura? «No, l’iniziativa serve per non far passare sotto silenzio il caso-Battisti, nel rispetto dei familiari delle vittime che hanno perso i loro cari e della giustizia».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://ilgazzettino.it/articolo.php?id=134755&amp;sez=NORDEST&quot;&gt;ilgazzettino.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>David-Maria SASSOLI: &quot;L'anomalia ungherese è preoccupante come il caso italiano&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/01/11/david-maria-sassoli/lanomalia-ungherese-%C3%A8-preoccupante-come-il-caso-italiano/556879"></link>
  <updated>2011-01-11T00:00:00Z</updated>
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  <id>556879</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Il caso italiano si estende! La mancanza di attenzione agli standard europei mette i governi di destra nella condizione di limitare la libertà di stampa e il caso ungherese ne è l'esempio&quot;. Commenta &lt;b&gt;David Sassoli&lt;/b&gt; (Capogruppo Pd all'Europarlamento) in &lt;a href=&quot;http://www.articolo21.org/2390/notizia/david-sassoli-lanomalia-ungherese-e.html&quot;&gt;un'intervista ad &lt;b&gt;Articolo21&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;, a proposito della legge sul ripristino della censura in Ungheria. 

&lt;p&gt;
&quot;Una legge così come quella ungherese nell'Unione europea non si era mai vista. Il premier Orban vuole addirittura legare la libera d'informazione ad un presunto concetto di interesse pubblico, mutandone le presunte violazioni. E' un'estensione delle leggi bavaglio&quot;. Continua &lt;b&gt;Sassoli&lt;/b&gt;.

&lt;p&gt;&quot;Con questa legge vorrebbe addirittura sopprimere le redazioni di Tv e Radio pubbliche, facendole confluire in un unico centro di notizie presso l'Agenzia di Stampa nazionale. Un ritorno al passato degno dello stalinismo e del fascismo, anacronistico per un paese europeo, mentre in Gran Bretagna il vicepremier Glegg sta preparando una legge per ampliare le libertà di informazione&quot;. Afferma &lt;b&gt;David Sassoli&lt;/b&gt;.

&lt;p&gt;Intervista completa sul sito di &lt;a href=&quot;http://www.articolo21.org/2390/notizia/david-sassoli-lanomalia-ungherese-e.html&quot;&gt;&lt;b&gt;Articolo21&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.articolo21.org/2390/notizia/david-sassoli-lanomalia-ungherese-e.html&quot;&gt;Articolo21&lt;/a&gt;</summary>
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