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  <title>Openpolis - Argomento: kosovo</title>
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  <updated>2010-09-07T00:00:00Z</updated>
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  <title>Marco PERDUCA: Kosovo: se Belgrado è realmente disposta a modificare risoluzione per l'Assemblea generale, Italia si candidi a facilitare dialogo con Pristina</title>
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  <updated>2010-09-07T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>505722</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Se quando riportato dalla stampa serba relativamente alla versione finale della risoluzione che la Serbia intende presentare alla 65esima Assemblea generale circa lo status del Kosovo e le relazioni internazionali che ne derivano dovessero corrispondere al vero, e cioè che verrebbe eliminato dal testo il passaggio in cui si dice che la 'secessione unilaterale' del Kosovo e' un 'metodo inaccettabile di risolvere il problema' creato dalla proclamazione di indipendenza il 17 febbraio 2008' e che la Serbia accetterebbe la dizione secondo cui Belgrado e Pristina sono disposte ad avviare un 'dialogo' e non a 'discutere su tutte le questioni' sul tappeto come nel testo originario (che avrebbe lasciato intendere l'inclusione nelle discussioni anche della proclamazione di indipendenza) occorre che l'Italia si candidi a seguire i negoziati per conto dell'Ue e faciliti una soluzione in crescita.
Negli ultimi giorni erano giunti inviti a Belgrado a mostrare maggiore disponibilita' sul tema Kosovo dai ministri degli esteri tedesco, Guido Westerwelle, e britannico, William Hague, in colloqui avuti da entrambi a Belgrado. Sono mesi che il Ministro Frattini ha dimostrato di saper cogliere le occasioni a sua disposizione per tener vivo il rapporto dell'Italia coi due paesi ma anche di avviare una più strutturale inclusione della Serbia nella comunità europea. Grazie anche al parere della Corte Internazionale di Giustizia occorre adesso che l'Italia si candidi a coordinare le azioni necessarie per rafforzare le istituzioni kosovare e fare tutti gli sfrorzi necessari perché queste non restino isolate in un momento delicato come quello in cui la comunità internazionale ha avviato il ritiro delle proprie truppe.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/comunicati/kosovo-perduca-se-belgrado-realmente-disposta-modificare-risoluzione-lassemblea-generale-&quot;&gt;Radicali Italiani&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Franco Frattini: «Parigi e Berlino litigano? E noi godremo»  -  INTERVISTA</title>
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  <updated>2009-01-02T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>383329</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Affari Esteri (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Bilancio positivo della presidenza francese e fiducia nel senso di responsabilità dell`euroscettica Repubblica Ceca in questo semestre di presidenza dell`Unione europea. Il ministro degli Esteri Franco Frattini, che fino a maggio del 2008 è stato vicepresidente della Commissione europea e commissario europeo alla Giustizia, libertà, e sicurezza è ottimista sul futuro dell`Europa unita, come emerge da un`intervista rilasciata al nostro giornale.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;E` davvero tutto positivo il bilancio sulla presidenza francese?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
La mia opinione è positiva, perché ritengo che la presidenza francese abbia saputo coniugare l`attivismo necessario per gestire i momenti complessi al pragmatismo ed evitare iniziative velleitarie concentrandosi su azioni pragmatiche mirate, meno popolari in apparenza ma molto più efficaci.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Quali sono stati i maggiori successi del semestre francese?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
Sicuramente l`accordo raggiunto durante l`ultimo Consiglio europeo sul pacchetto clima ed energia, sul quale il presidente Nicolas Sarkozy ha ricevuto anche il grande sostegno dell`Italia. Ma penso anche alla nuova strategia di sicurezza e di difesa, con l`aggiornamento del documento preparato dal nostro Paese nel 2003. E non bisogna dimenticare la gestione della crisi tra Russia e Georgia. Senza una presidenza forte come quella francese non ci sarebbero stati risultati così ambiziosi.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Nessun errore? Di fatto, Nicolas Sarkozy ha rotto l`asse franco-tedesco, che è sempre stata considerata la locomotiva che traina l`Europa...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


Al contrario, credo che la rottura dell`asse tra Francia e Germania sia un bene perché isolava gli altri Paesi, come è successo in passato con Jacques Chirac e Gerhard Schroeder. E soprattutto l`asse non giovava all`Italia, che invece adesso è più protagonista con la triangolazione Merkel-Sarkozy-Berlusconi. Con il cambiamento di scenario il nostro Paese ha potuto e può giocare un ruolo a tutto campo, come si è visto in occasione del pacchetto clima e in quella della crisi tra Russia e Georgia.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Non crede che Nicolas Sarkozy, in occasione della gestione della crisi tra Russia e Georgia, ma soprattutto quando si è proposto come presidente dell`eurogruppo, e quando ha detto di voler riprendere in mano le redini se la Repubblica Ceca farà male, sia andato oltre il suo mandato?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Sarkozy ha interpretato in modo evolutivo il ruolo della presidenza che dura soltanto sei mesi e lo ha fatto in modo efficace. Credo fosse necessario farlo. Ogni interpretazione che dia più forza all`Europa unita è benvenuta, spero lo facciano anche gli altri presidenti di turno, fino a quando sarà necessario e cioè fino al momento in cui entrerà in vigore il trattato di Lisbona.


Per quanto riguarda la candidatura spontanea all`eurogruppo, Sarkozy ha espresso una preoccupazione legittima per l`euro-zona e la moneta unica, dal momento che l`attuale presidenza di turno - la Repubblica Ceca - non è membro. In generale, comunque, posso dire che non l`ho affatto trovato sopra le righe. Dobbiamo guardare ai risultati, che sono stati non indifferenti.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
A proposito di Lisbona, visto che proprio il presidente della Repubblica Ceca si rifiuta di firmare la ratifica parlamentare ed è sotto la presidenza ceca che sarà organizzato il secondo referendum in Irlanda dopo il no dello scorso giugno, quale speranze dà al nuovo trattato?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
Sono fiducioso perché ho ascoltato parole del premier ceco Topolanek.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Adesso la Francia ha passato il testimone alla Repubblica Ceca, che è piuttosto euro-scettica.&lt;/b&gt;

&lt;b&gt;Può succedere come a Sarkozy, che è passato dall`essere euro-scettico prima della presidenza a dichiarare poi che l`Unione europea è l`idea più bella dei XX secolo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Non so se avverrà, ma credo che quando si assume la presidenza europea si assume anche una responsabilizzazione che impone di mettere da parte le opinioni.

In Repubblica Ceca spero che prevalga la posizione del premier Mirek Topolanek rispetto a quella del presidente Vaklav Klaus e devo riconoscere al premier di aver avuto il coraggio di affrontare nel suo partito un dibattito difficile dal quale è uscito vincitore, ha vinto l`europeismo.
&lt;b&gt;
Quali considera le sfide più importanti che dovranno essere affrontate nel prossimo semestre?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Il dossier dei Balcani occidentali, con il dispiegamento della missione in Kosovo e il negoziato per l`ingresso della Croazia.

Con la Repubblica Ceca avremo una presidenza più sensibile alle ragioni dell`Italia, perché l`ovest dei Balcani ricopre per noi un interesse strategico.

Vogliamo avere i Balcani vicini e non lontani a cominciare dalla Croazia che è un nostro partner.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Quali altri interessi convergono tra Italia e Repubblica Ceca oltre al dossier della Croazia?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Per esempio quella della diversificazione delle fonti energetiche, anche se ormai l`Italia è già a buon punto su questo.
&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=KC6OD&quot;&gt;Libero Mercato - Fausta Chiesa&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Paolo FERRERO: Summit della Nato a Bucarest e proposta di scudo antimissilistico</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/04/03/paolo-ferrero/summit-della-nato-a-bucarest-e-proposta-di-scudo-antimissilistico/331373"></link>
  <updated>2008-04-03T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>331373</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione:  Ministro  Solidarietà Sociale (Partito: PRC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“Il segnale che arriva dal summit della Nato di Bucarest, a cui partecipa anche il nostro Paese, è molto grave. Dopo il frettoloso riconoscimento dell’indipendenza autoproclamata del Kosovo, l’idea di accettare la proposta americana di uno scudo antimissile in Europa centrorientale va ancora una volta nella direzione opposta a quella della pace e del confronto pacifico tra i popoli. Dell’appoggio a questa prospettiva il Governo italiano non ha discusso e certamente la mia opinione non potrebbe essere più contraria e ostile a una tale scelta”
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.paoloferrero.it&quot;&gt;blog&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Paolo FERRERO: Non ho condiviso scelta aprire ambasciata italiana in Kosovo. Le violenze di questi giorni indicano l’errore del riconoscimento dell’indipendenza proclamata unilateralmente</title>
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  <updated>2008-03-19T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>330574</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione:  Ministro  Solidarietà Sociale (Partito: PRC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“Nel Consiglio dei Ministri di oggi ho espresso tutta la mia contrarietà alla proposta dell’apertura di un’ambasciata italiana a Pristina, scelta che considero sbagliata e pericolosa. Questa contrarietà fa seguito alla opposizione da me espressa alcune settimane fa al frettoloso riconoscimento fatto dal nostro Paese dell’indipendenza, proclamata unilateralmente dal Kosovo, al di fuori di qualsiasi legalità internazionale, visto il non riconoscimento da parte dell’Onu. Drammaticamente le violenze delle ultime settimane e il clima di scontro che si respira nei Balcani, con la ripresa dei peggiori nazionalismi, indicano quali conseguenze possano avere atti politici sbagliati come quello di cui si è reso protagonista il governo italiano”.   
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.paoloferrero.it&quot;&gt;blog&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Paolo FERRERO: Di fronte alla crisi che si sta riaprendo nei Balcani, l’Italia e gli altri paesi che hanno riconosciuto il Kosovo tornino sulla loro decisione</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/03/17/paolo-ferrero/di-fronte-alla-crisi-che-si-sta-riaprendo-nei-balcani-l%E2%80%99italia-e-gli-altri-paesi-che-hanno-riconosciuto-il-kosovo-tornino-sulla-loro-decisione/330463"></link>
  <updated>2008-03-17T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>330463</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione:  Ministro  Solidarietà Sociale (Partito: PRC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“Dopo i nuovi gravi scontri che si sono verificati a Mitrovica e che segnalano un’ulteriore aggravarsi della situazione nei Balcani, credo sarebbe utile che da parte dell’Italia e degli altri paesi che hanno frettolosamente riconosciuto l’indipendenza unilaterale del Kosovo, ci fosse una riflessione seria e si tornasse su quella decisione così gravisa di conseguenze come stiamo vedendo tutti nelle ultime settimane. Per disinnescare i reciproci nazionalismi si deve infatti tornare al piano della trattativa e del confronto tra le parti, unica strada per la pace”.
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.paoloferrero.it&quot;&gt;blog&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Paolo FERRERO: L’indipendenza del Kosovo è come un cerino gettato in un pagliaio che rischia di provocare un vasto incendio. Irresponsabile su questo punto l’asse bipartisan tra Partito Democratico e Berlusconi</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/02/23/paolo-ferrero/l%E2%80%99indipendenza-del-kosovo-%C3%A8-come-un-cerino-gettato-in-un-pagliaio-che-rischia-di-provocare-un-vasto-incendio-irresponsabile-su-questo-punto-l%E2%80%99asse-bipartisan-tra-partito-democrat/330425"></link>
  <updated>2008-02-23T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>330425</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione:  Ministro  Solidarietà Sociale (Partito: PRC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“Come dimostra la cronaca di queste ore l’indipendenza del Kosovo rischia di rappresentare il classico cerino gettato in un pagliaio e rischia di provocare un incendio di vaste proporzioni. Si corre infatti il pericolo che una scelta come questa decisa unilateralmente e senza alcun coinvolgimento dell’Onu provochi un ulteriore risveglio dei diversi nazionalismi della regione. Stupisce che su questo punto si sia realizzato un asse bipartisan tra il Partito Democratico e Berlusconi. Le ragioni della pace e del dialogo tra i popoli necessitano invece di scelte ponderate e della costruzione di un confronto tra le parti in conflitto, non certo di riconoscimenti frettolosi e pericolosi come quello fatto verso il Kosovo”.

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.paoloferrero.it&quot;&gt;blog&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Paolo FERRERO: Immediato riconoscimento di indipendenza Kosovo grave errore</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/02/22/paolo-ferrero/immediato-riconoscimento-di-indipendenza-kosovo-grave-errore/329081"></link>
  <updated>2008-02-22T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>329081</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione:  Ministro  Solidarietà Sociale (Partito: PRC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Con l'indipendenza del Kosovo autoproclamata oggi dalle autorita' di Pristina si e' aperta una situazione di grave rischio per l'Europa. Credo che i paesi europei dovranno ponderare seriamente il riconoscimento del nuovo Stato che rischia di incidere sul fragile equilibrio che gia' caratterizza i Balcani&quot;. E' il commento del ministro della Solidarieta' Sociale Paolo Ferrero, dopo la proclamazione di indipendenza da parte del parlamento di Pristina. &quot;Gia' nel corso dell'ultimo Consiglio dei Ministri - prosegue Ferrero - ho avuto modo di spiegare come considero l'ipotesi di un immediato riconoscimento di questa indipendenza come un grave errore. Ci troviamo infatti in una situazione in cui la scelta dell'indipendenza e' una forzatura non solo rispetto alla Serbia ma riguardo all'Onu, senza contare che nella stessa Unione Europea gli stati non disponibili ad un riconoscimento immediato sono assai numerosi. Inoltre, come sempre nei Balcani, le scelte dei singoli attori sono fortemente condizionate dall'intervento delle superpotenze. Usa e Russia in primo luogo&quot;. Per il ministro in questo contesto, in cui l'Italia ha un forte contingente militare in Kosovo, la strada perseguita in questi mesi di arrivare alla dichiarazione di indipendenza unilaterale del Kosovo e l'ipotesi di un immediato riconoscimento da parte dell'Italia &quot;rappresentano un azzardo di cui e' oggi difficile valutare le conseguenze&quot;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/politica/rep_politica_n_2917238.html&quot;&gt;repubblica.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Alessandro FORLANI: Dichiarazione di  voto favorevole al rifinanziamento delle missioni internazionali</title>
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  <updated>2008-02-21T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>330560</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: UDC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;(...) &quot;Soprattutto - l'ho sottolineato in sede di intervento sul complesso delle proposte emendative - è importante moltiplicare gli sforzi e rivedere, forse, anche la stessa strategia della comunità internazionale in Afghanistan. In quella realtà gli sforzi, i progressi si rivelano troppo lenti, troppo graduali ed è ancora lontana una stabilizzazione e una piena sovranità del Governo democraticamente eletto. Si tratta di un Paese in cui ancora ampie fasce di potere sono sottratte a questo Governo da poteri di fatto, da poteri inaccettabili che vengono a costituirsi in virtù della prepotenza all'interno del Paese, di una realtà in cui è ancora aperta una guerra civile ed è ancora presente la sfida talebana ed in cui gli stessi alleati ci chiedono maggiori sforzi militari e un maggiore coinvolgimento nel conflitto.
Ciò potrebbe determinare una situazione molto pericolosa anche per i nostri uomini impegnati su quel terreno. Se in Afghanistan si vuole evitare una recrudescenza bellica occorre intensificare lo sforzo politico e di pacificazione, il dialogo con le componenti con cui sia possibile in qualche modo affrontare un'interlocuzione costruttiva per l'avvenire di quel Paese così martoriato.&quot; (...)&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.camera.it/resoconti/dettaglio_resoconto.asp?idSeduta=277&amp;resoconto=stenografico&amp;indice=alfabetico&amp;tit=00040&amp;fase=00030#sed0277.stenografico.tit00040.sub00030&quot;&gt;camera.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Mario BORGHEZIO: Kosovo: &quot;Seria preoccupazione la creazione del primo Stato islamico in Europa&quot;</title>
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  <updated>2008-02-21T00:00:00Z</updated>
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  <id>329084</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo Indipendenza/Democrazia) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;L'indipendenza del Kosovo è un precedente per le aspirazioni dei popoli, che e' molto importante per la Padania. A dirlo e' stato l'eurodeputato leghista Mario Borghezio, in un intervento in aula al Parlamento europeo riunito in assemblea plenaria a Strasburgo, di cui lo stesso parlamentare ha diffuso il testo. Secondo il leghista “E' una concreta applicazione in Europa del principio di autodeterminazione dei popoli, sancito dalla Carta dell'Onu&quot;.
&lt;p&gt;
Borghezio ha sottolineato, però, che desta “seria preoccupazione la creazione del primo Stato islamico in Europa, salutato già da tutta la stampa jihadista e la sorte della minoranza cristiana ortodossa serba&quot;.

&lt;p&gt;&quot;E’ e resta innegabilmente un precedente giuridico e politico – ha aggiunto Borghezio -, inutile negarlo, molto importante per chi, in Europa, dalla Corsica alle Fiandre, dalla Sardegna a Euskadi e alla nostra Padania, ora ancora Nazioni senza Stato, aspira all'indipendenza&quot;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.romagnaoggi.it/showarticle_terzolivello.php?articleID=297281&amp;site=25ore&amp;section=news/Esteri&quot;&gt;romagnaoggi&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Cosimo Giuseppe SGOBIO: Il riconoscimento del governo italiano dell’indipendenza del Kosovo e’ un tremendo errore.</title>
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  <updated>2008-02-21T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Comunisti italiani) - Consigliere  Consiglio Comunale Montemesola (TA) (Lista di elezione: SINISTRA) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“Il riconoscimento del governo italiano dell’indipendenza del Kosovo e’ un tremendo errore. Spiace assistere alla pericolosa inversione di tendenza assunta dal governo in quest’ultima fase, in cui ha abbandonato la politica dell’europeismo convinto. L’indipendenza del Kosovo puo’ compromettere la pace nei Balcani e aprire una stagione di forte e pericolosa instabilita’”. E’ quanto afferma Pino Sgobio, capogruppo del PdCI alla Camera dei Deputati.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.stato-oggi.it/archives/00076147.html&quot;&gt;AGI&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Fausto BERTINOTTI: Kosovo: le piccole patrie, le separazioni non sono la risposta al problema dei Balcani</title>
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  <updated>2008-02-21T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Rifondazione comunista - Sinistra europea) - Assessore Regione Lazio (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Pres. Camera   (Lista di elezione: PRC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Le violenze sono da condannare, ma li' si vede anche la reazione di un popolo che si sente colpito nella sua dignita'. Io credo che siamo a una catena di errori: le piccole patrie, le separazioni non sono la risposta al problema dei Balcani&quot;. Cosi' il presidente della Camera e leader della Sinistra Arcobaleno, Fausto Bertinotti, ai microfoni del Tg2, in merito agli ultimi sviluppi nei Balcani dopo la proclamazione dell'indipendenza del Kosovo.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.agi.it/ultime-notizie-page/200802212108-pol-rom1154-art.html&quot;&gt;AGI&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Paolo FERRERO: “Sbagliato riconoscimento immediato Kosovo”</title>
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  <updated>2008-02-20T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione:  Ministro  Solidarietà Sociale (Partito: PRC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“Proprio perché penso ci si debba preoccupare delle condizioni dei nostri soldati italiani impegnati in questo momento in Kosovo, ritengo estremamente sbagliato che il Governo italiano si appresti a riconoscerne immediatamente l’indipendenza, proclamata unilateralmente e destinata - come già si è visto - a incidere drammaticamente sul delicato equilibrio dei Balcani. In quanto presente in quella zona, il nostro Paese dovrebbe lavorare per il pieno coinvolgimento dell’Onu per una mediazione tra le popolazioni coinvolte
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.paoloferrero.it&quot;&gt;blog&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Massimo D'ALEMA: Kosovo, D'Alema: «Necessario e utile riconoscerlo»</title>
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  <updated>2008-02-20T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: L'  Ulivo) -  Vicepres. del Consiglio   (Partito: DS) -  Ministro  Affari Esteri (Partito: DS) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;i&gt;Procede, a singhiozzo, il riconoscimento dell'Europa del nuovo stato balcanico del Kosovo. Mercoledì è arrivato un sì molto forte, quello della Germania, che si unisce alla lista dei paesi che hanno già riconosciuto la proclamazione unilaterale d'indipendenza di domenica scorsa a Pristina. Si sa tra i 27 paesi dell'Unione dieci sono per il no - tra cui la Spagna - e diciassette orientati per il sì, tra cui l'Italia che deciderà tra mercoledì e giovedì. Lo sdoganamento, in senso più o meno figurato, procede dunque in ordine sparso. 
Intanto l'olandese Pieter Feith ha iniziato il suo mandato come rappresentante speciale dell'Unione europea in Kosovo. Solo in un secondo tempo guiderà la missione civile internazionale che vigilerà sull'indipendenza di Pristina e che è stata varata dall'ultimo vertice dei ministri degli esteri Ue collettivamente. L'Alto rappresentante per la politica estera dell'Ue, Javier Solana, ha spiegato che Feith «offrirà consigli e il supporto dell'Ue nell'ambito del processo politico a promuoverà il coordinamento globale dell'Ue in Kosovo». Cinquantratre anni, Feith ha lavorato nei Balcani dal 1995 al 2001 per la Nato, soprattutto in Bosnia-Erzegovina dopo gli accordi di pace di Dayton che misero fine alla guerra.&lt;/i&gt;

Quanto al riconoscimento italiano, dopo i colloqui diplomatici di martedì Italia-Vaticano nei quali sono state riscontrate ampie convergenze anche sulla questione del Kosovo, giovedì mattina si terrà un Consiglio dei ministri a Palazzo Chigi per l'esame delle questioni relative alla proclamazione di indipendenza.

&lt;b&gt;Il ministro degli Esteri Massimo D'Alema ha riferito la posizione del governo davanti alle Commissioni Esteri defininendo «utile e necessario» stabilire relazioni diplomatiche con il Kosovo riconoscendo il nuovo Stato. Il ministro degli Esteri ha però precisato che questo processo va affrontato con «sobrietà, continuando a lavorare per mantenere buoni rapporti con la Serbia».

Non procedere al riconoscimento del Kosovo è «gravemente sbagliato» ed io «sono imbarazzato dal fatto che alcune forze politiche non si rendano conto che non ci si può sottrarre a questa responsabilità».

L'Unione Europea è stata in grado di «affrontare in modo coeso ed efficace la questione del Kosovo», nonostante alcuni Paesi membri abbiano deciso di non riconoscere il nuovo stato balcanico perché «mossi soprattutto da questioni nazionali».

Il riconoscimento dell'indipendenza del Kosovo «ha diviso il centrodestra», non il Partito democratico, che è «unito», ha ooservato D'Alema. Il riconoscimento del Kosovo «ha diviso il centrodestra -ha affermato il titolare della Farnesina- perchè quelli che vorrebbero governare insieme l'Italia, e cioè Lega e Forza Italia, si sono divisi su una questione cruciale di politica estera».

Invece «il Pd è unito», ha osservato D'Alema, che, a chi gli ha fatto notare la posizione diversa della Sinistra Arcobaleno, ha replicato: «Infatti noi ci candidiamo da soli a governare l'Italia a differenza di Berlusconi, che si candida con quelli che non condividono le scelte fondamentali della politica estera del Paese.

Senza riconoscimento del Kosovo, l'Italia non avrebbe altra alternativa che ritirare i propri uomini dall'ex provincia serba, «non esiste una terza via», spiega D'Alema, che conferma comunque «la politica di amicizia nei confronti della Serbia, con cui sconteremo un momento difficile, ma ho fiducia di pensare che sarà una breve parentesi».

«Non credo si possa ritardare la decisione che deve essere assunta - insiste il titolare della Farnesina - In Kosovo abbiamo particolari responsabilità, non mi sentirei di lasciare in un Paese che non riconosciamo 2.600 militari nè i 200 funzionari civili che stiamo per mandare. Se non riconoscessimo sollecitamente il Kosovo, questi uomini non avrebbero la necessaria copertura politica e diplomatica per operare sul terreno e per interagire con le autorità di Pristina. Li esporremmo a dei rischi evidenti, dovremmo ritirarli e questo non gioverebbe a nessuno».

La Russia considera invece il dispiegamento della missione civile Ue in Kosovo come «illegale». Il ministero degli Esteri Russo accusa la Ue di aver fatto i preparativi della missione aggirando il Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Secondo Mosca, lo scenario «unilaterale» in cui procede il dossier kosovaro mette a repentaglio la stabilità dei Balcani e dell'Europa.&lt;/b&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=73080&quot;&gt;L'Unità.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Arturo Mario Luigi PARISI: Resteremo comunque in Kosovo</title>
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  <updated>2007-12-24T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: L'  Ulivo) -  Ministro  Difesa (Partito: DL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il contingente italiano è venuto qui per difendere le minoranze e per contribuire alla crescita economica e sociale del Kosovo - ha detto il ministro - e continuerà a svolgere questo compito anche in condizioni che dovessero mutare».
«Siamo qui in difesa della fede e della libertà di culto: ognuno deve poter praticare la propria fede» ha sottolineato Parisi nel saluto ai soldati. Ai carabinieri il ministro ha ricordato che quelli che si preannunciano saranno «giorni delicati» e il compito degli italiani è quello di stare «dalla parte dei più deboli e delle minoranze, che non sono sempre le stesse».
E questo non solo per garantire la pace nei Balcani ma anche per la nostra stessa sicurezza: «Se prende fuoco il campo del vicino - dice Parisi - i contadini non possono stare con le mani in mano, ma devono darsi da fare perché se l'incendio non viene spento arriva nel loro campo. Il ministro ha poi ribadito che l'Europa tutelerà in particolare i luoghi di culto: «Vengo dal monastero di Decani, che deve essere protetto manu militari dai rischi della sopraffazione - spiega - è una situazione che noi non possiamo accettare. E questo vale sia per i monasteri sia per le chiese cristiane sia per tutti gli altri edifici di culto».&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/07_dicembre_24/parisi_kosovo_bbd51d22-b244-11dc-86d2-0003ba99c53b.shtml&quot;&gt;Corriere della Sera&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Massimo D'ALEMA: La possibilità di raggiungere una posizione negoziata per il Kosovo è adesso esaurita</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2007/12/19/massimo-dalema/la-possibilit%C3%A0-di-raggiungere-una-posizione-negoziata-per-il-kosovo-%C3%A8-adesso-esaurita/327554"></link>
  <updated>2007-12-19T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: L'  Ulivo) -  Vicepres. del Consiglio   (Partito: DS) -  Ministro  Affari Esteri (Partito: DS) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Massimo D'Alema, al Consiglio di sicurezza dell'Onu che si occupa del Kosovo non ha nascosto la difficiltà della situazione: «Sfortunatamente - ha detto il ministro degli Esteri italiano - la possibilità di raggiungere una posizione negoziata è adesso esaurita e, al momento, le posizioni delle due parti rimangono diametralmente opposte». La riunione è stata presieduta dal titolare della Farnesina, in quanto l'Italia ha la presidenza di turno mensile dell'organismo esecutivo dell'Onu. D’Alema ha parlato per ultimo in consiglio di sicurezza, dopo gli interventi degli altri paesi membri, del presidente Albanese Fatmir Sejdiu e del primo ministro serbo, Vojislav Kostunica, e dopo Vitalij Churkin, l’ambasciatore della Russia, il paese che più sostiene le ragioni della Serbia in consiglio di sicurezza.

LA MISSIONE EUROPEA - Il ministro italiano ha anche dato dettagli sulla missione europea Esdp decisa il 14 dicembre (a cui i serbi sono fermamente contrari) che sarà, ha detto, «di gran lunga la più grande operazione europea mai avvenuta, coerente con le risoluzioni Onu di pertinenza e con il diritto internazionale». D’Alema ha ribadito che questa decisione europea «va oltre gli aspetti operativi perché conferma al più alto livello la volontà europea di giocare un ruolo determinante nel processo di stabilizzazione democratica dei Balcani e del Kosovo» che si dovrà iscrivere, assieme alla nascita di una «Serbia stabile e prosperosa», in un panorama di integrazione europea. «Il nuovo status del Kosovo e la prospettiva della regione nella sua interezza sono parte dello stesso progetto strategico», ha detto D’Alema.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/esteri/07_dicembre_19/alema_kossovo_onu_37495764-ae5f-11dc-8dc1-0003ba99c53b.shtml&quot;&gt;Corriere della Sera&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Romano PRODI: Attacco contro Milosevic: fu il mio governo a dire sì</title>
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  <updated>2001-06-08T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Commissione EU &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;LA LETTERA
&quot;Attacco contro Milosevic: fu il mio governo a dire sì&quot;
di ROMANO PRODI*
&lt;p&gt;
Nel dibattito sulla caduta del governo guidato da Romano Prodi, interviene oggi l'ex presidente del Consiglio, attuale presidente della Commissione europea.
Prodi replica a Carlo Scognamiglio Pasini, responsabile del ministero della Difesa nel governo presieduto da Massimo D'Alema.
Scognamiglio aveva sostenuto che il gabinetto D'Alema era nato per rispettare gli impegni Nato, consentendo così all'Italia di conquistare il rispetto e la considerazione degli alleati.
     

Caro Direttore, ho letto con interesse sul Corriere della Sera di ieri l'articolo che l'ex ministro della Difesa Carlo Scognamiglio ha dedicato al passaggio tra il governo da me presieduto e quello guidato dall'on. Massimo D'Alema.

Carlo Scognamiglio si sofferma, in particolare, sugli avvenimenti di politica internazionale (erano i giorni del drammatico confronto con la Serbia di Milosevic) che fecero da sfondo al passaggio di governo. Avvenimenti che lo inducono a concludere che il nuovo esecutivo fu formato per &quot;ragioni di politica internazionale che derivarono dalla più grave crisi che il Paese si trovò ad affrontare negli oltre cinquanta anni della Repubblica&quot;.

Fondamentale - secondo Scognamiglio - fu, in questa prospettiva, la necessità di dare vita ad un governo &quot;che garantisse alle Forze Armate italiane la possibilità di assolvere con dignità i propri compiti nell'Alleanza di fronte alla imminenza di un conflitto che di necessità avrebbe visto l'Italia nel ruolo di protagonista&quot;.

&quot;Il governo presieduto dall'on. Prodi perse il voto di fiducia alla Camera il 7 ottobre 1998. Cinque giorni più tardi il Nac (North Atlantic Council, cioè la Nato) deliberò l'Activation Order contro il dittatore serbo Milosevic. Si tratta del terzo e ultimo passo della procedura di attacco militare in vigore presso l'Alleanza Atlantica, passo che affida al Segretario Generale e al comandante militare il mandato, irrevocabile senza una nuova procedura di voto, di premere il grilletto. Alla data del 20 ottobre, cioè allo spegnersi dell'allarme rosso, la procedura per la risoluzione della crisi di governo italiana si era compiuta, avendo il Presidente della Repubblica concluso le consultazioni ed affidato all'on. D'Alema l'incarico di formare il nuovo governo&quot;.

Questi sono &quot;i fatti&quot; ricordati da Carlo Scognamiglio. &quot;Fatti&quot; a proposito dei quali non ho nulla da aggiungere. Se non un piccolo particolare.

Questo: ancorché dimissionario, fu il mio governo ad assumersi la responsabilità di decidere a favore dell'Activation Order. E fui io stesso, come Presidente del Consiglio, a firmare il relativo provvedimento.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.arcipelago.org/storie%20italiane/dalema_jugo.htm#3.%20Attacco%20contro%20Milosevic:%20fu%20il%20mio%20governo%20a%20dire%20s%EC&quot;&gt;Corriere della Sera&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Massimo D'ALEMA: Serbia: &quot;L'azione militare e' stata una scelta dura ma inevitabile e l'Italia deve fare la sua parte&quot;</title>
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  <updated>1999-03-30T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione:  Pres. del Consiglio   (Partito: DS) - Deputato&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Registrazione audio del messaggio a reti unificate in occasione della guerra contro la Serbia&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/mmedia/dalema/dalema.ram&quot;&gt;RAI&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Massimo D'ALEMA: La guerra in Kosovo c'era già. L'intervento militare della Nato si è reso necessario e inevitabile come pressione estrema sul regime di Belgrado</title>
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  <updated>1999-03-26T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione:  Pres. del Consiglio   (Partito: DS) - Deputato&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Con 318 sì, 188 no e 6 astenuti la Camera ha approvato la mozione della maggioranza. Il governo di Massimo D'Alema è dunque in salvo, seppure con qualche ambiguita. &quot;La guerra in Kosovo c'era già. L'intervento militare della Nato si è reso necessario e inevitabile come pressione estrema sul regime di Belgrado affinchè cessi la persecuzione delle popolazioni civili e si scelga la via del negoziato e della pace&quot;, ha affermato il presidente del Consiglio aprendo il dibattito parlamentare sulla crisi in Kosovo. Applaudito anche da Cossutta, Massimo D'Alema ha esposto i punti principali della politica dell'esecutivo: la guerra in Kosovo non è stata cominciata dalla Nato ma c'era già, &quot;cruenta e dolorosa come tutte le guerre&quot;; la partecipazione italiana all'intervento militare non ha travalicato i limiti della Costituzione; in questa situazione drammatica è essenziale la ricerca della più larga unità, e &quot;solo un alto senso di responsabilità nazionale può aiutare l'iniziativa diplomatica&quot;; è vero che l'intervento Nato avviene al di fuori di un mandato dell'Onu, ma ciò dipende dalla sostanziale paralisi del Consiglio di sicurezza, bloccato da molti mesi da veti reciproci.

&quot;Voglio confermare dinanzi al Parlamento che il contributo specifico delle Forze Armate italiane è limitato alle attività di difesa del territorio nazionale&quot;, ha concluso D'Alema, che ha ribadito la necessità di trovare &quot;uno spazio della politica e della diplomazia&quot; e ha chiesto che alla prima interruzione dei bombardamenti ci sia una riunione del Gruppo di contatto &quot;ai più alti livelli&quot;.
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/online/fatti/kosovo3/mozion/mozion.html&quot;&gt;La Repubblica&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Massimo D'ALEMA: Guerra contro la Serbia: L'Italia si trovava veramente in prima linea</title>
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  <updated>1999-03-23T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione:  Pres. del Consiglio   (Partito: DS) - Deputato&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Vorrei ricordare che quanto a impegno nelle operazioni militari noi siamo stati, nei 78 giorni del conflitto, il terzo Paese, dopo gli USA e  la Francia  , e prima della Gran Bretagna. In quanto ai tedeschi, hanno fatto molta politica ma il loro sforzo militare non è paragonabile al nostro: parlo non solo delle basi che ovviamente abbiamo messo a disposizione, ma anche dei nostri 52 aerei, delle nostre navi. L'Italia si trovava veramente in prima linea.&quot; &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.disinformazione.it/sanremo2.htm&quot;&gt;Disinformazione&lt;/a&gt;</summary>
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