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  <title>Openpolis - Argomento: diritti</title>
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  <updated>2012-04-19T00:00:00Z</updated>
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  <title>Patrizia TOIA: La libertà di religione deve essere garantita al pari delle altre libertà</title>
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  <updated>2012-04-19T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La Corte amministrativa federale tedesca ha invitato la Corte di giustizia a precisare le circostanze in cui una violazione della libertà di religione (con particolare attenzione al diritto di un individuo di professare apertamente la propria fede), possa costituire un «atto di persecuzione» ai sensi della Direttiva europea 2004/83/CE, in relazione alla controversia tra le autorità tedesche e due richiedenti asilo di nazionalità pakistana, membri attivi della comunità Ahmadiyya (movimento riformista dell'Islam osteggiato dai musulmani sunniti, maggioritari in Pakistan, le cui attività sono severamente limitate dal codice penale pakistano). 
&lt;p&gt;

“L’Europa è da tempo impegnata nella tutela dei diritti e della libertà degli individui. In materia di asilo, l'obiettivo della Direttiva 2004/83/CE è quello di riconoscere lo status di rifugiato a chi rischia di essere esposto, nel suo Paese d'origine, ad una persecuzione, quindi alla lesione della sua persona e dei suoi diritti inderogabili. In questo ambito rientra anche la libertà di religione, la quale non può essere confinata obbligatoriamente ad un ambito privato della vita delle persone”. Lo ricorda Patrizia Toia, deputata europea del Partito Democratico e vicepresidente del gruppo S&amp;D al Parlamento Europeo. 

&lt;p&gt;“Si tratterebbe, quindi, di un primo importante passo e che se fosse riconosciuto dalla corte diventerebbe effettivo in tutta Europa, cioè tutti gli Stati dell’Unione sarebbero tenuti a dare asilo alle vittime di persecuzione religiosa. – afferma Toia – Un passo avanti, dunque, per avere maggiori certezze in questa materia così delicata e standard comuni in tutta Europa. Oltretutto, in questo ambito, la legislazione italiana si è fatta molto stringente e poche sono state le concessioni di diritto d’asilo alle persone che ne hanno fatto richiesta”. 
&lt;p&gt;

“Vi sono Paesi in cui la religione può costituire motivo di persecuzione e, spesso, chi arriva in Europa a richiedere asilo è perché nel suo Paese d’origine rischia addirittura la vita, come purtroppo hanno mostrato i recenti fatti avvenuti in alcuni Paesi dell’Africa e dell’Asia a danno delle comunità cristiane. 
&lt;p&gt;
L’Europa deve fare sentire più forte la sua voce nel mondo in difesa di chi rischia ogni giorno di essere perseguitato e a cui vengono negati i propri diritti e le proprie libertà essenziali. Ci auguriamo che, con il pronunciamento della corte, possa arrivare un segnale chiaro da mandare a tutti sull’impegno che l’Europa si assume facendosi portabandiera di diritti, garanzie e libertà” – conclude l’eurodeputata. &lt;br /&gt;


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.patriziatoia.info/home/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=221:la-liberta-di-religione-deve-essere-garantita-al-pari-delle-altre-liberta&amp;catid=8&amp;Itemid=204&quot;&gt;patriziatoia.info&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Patrizia TOIA: Deplorevoli le immagini del cittadino tunisino rimpatriato</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/04/18/patrizia-toia/deplorevoli-le-immagini-del-cittadino-tunisino-rimpatriato/626805"></link>
  <updated>2012-04-18T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626805</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Ma può succedere che nel corso di un rimpatrio un cittadino extracomunitario sia trattato come un animale?&quot; Si chiede e, sopratutto, chiede alla Commissione europea, l´onorevole Patrizia Toia, Vicepresidente del Gruppo S&amp;D. L´eurodeputata, alla luce dell´ultimo episodio di violazione dei diritti umani nelle procedure di rimpatriato avvenuta ieri sul volo di linea Alitalia Roma-Tunisi delle 9:20 e resa nota da un passeggero via Facebook, ha presentato, infatti, oggi un´interrogazione parlamentare affinché tutte le autorità degli Stati membri si impegnino a rispettare la Direttiva in materia.
&lt;p&gt;

&quot;Nastro da pacchi sulla bocca e fascette di plastica ai polsi - dichiara l´eurodeputata Patrizia Toia - questo il trattamento riservato a due extracomunitari durante le procedure di rimpatrio dalla polizia italiana. Si tratta di un comportamento incettabile che, non solo deve essere segnalato, ma é anche nostro preciso dovere batterci affinché trattamenti analoghi non vengano adottati in futuro&quot;.
&lt;p&gt;

Non é la prima volta, infatti, che si sente parlare di casi di maltrattamento a cittadini extra-comunitari durante le operazioni di rimpatrio. &quot;L`Europa non si caratterizza solo per diritti, ma anche per doveri. Non possiamo permettere che proprio le autorità, chiamate a vigilare sul rispetto delle norme civili e democratiche che regolano la nostra Europa, neghino, così platealmente, i nostri doveri di civiltà. Siamo certi che si tratti di casi rari e rarissimi, ma proprio per questo dobbiamo reagire con la massima forza, chiedendo all'autorità giudiziarie di accertare i fatti, anche per salvare l´onore dei tanti rappresentanti dell´ordine pubblico che quotidianamente, spesso senza i mezzi adeguati, fanno i loro doveri&quot; conclude l´eurodeputata. &lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.patriziatoia.info/home/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=219:deplorevoli-immagini-del-cittadino-tunisino-rimpatriato&amp;catid=8&amp;Itemid=204&quot;&gt;patriziatoia.info&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Maurizio ZIPPONI: «Sono solo licenziamenti facili, e i giovani son fregati due volte»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2012-03-22T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>625960</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
«Vedremo il Pd in parlamento. Alleati, va bene, ma il lavoro è uno spartiacque. Qui si ridisegna la reale rappresentanza politica».
&lt;p&gt;Maurizio Zipponi è il responsabile lavoro dell’Idv, unica forza parlamentare apertamente contro la «riforma» del mercato del lavoro.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Qual’è il tuo giudizio generale su questa riforma?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Non è una riforma, sono licenziamenti facili. È un rendere all’impreditore più semplice licenziare la gente.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Sulle altre materie, oltre l’art. 18?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Sono partiti su due punti condivisibili: uno, ci sono 4 milioni di precari giovani (spesso 40enni) che non hanno nessuna tutela. Mentre altri 8 milioni (senza i pubblici) hanno cassa, mobilità, ecc. E chiaramente non è possibile avere all’infinito due binari così diversi. Secondo, l’Italia è un paese dove gli investimenti stranieri strutturali non arrivano perché ci sono eccessive rigidità. Risultato: per i precari le forme contrattuali restano quelle che erano, non una di meno. Ma non c’è quello che come Idv avevano chiesto. Lasciamo perdere le discussioni su «modello olandese» o tedesco, che poi hanno scoperto costare un casino e capaci di dare più garanzie di quelle che ci sono in Italia, ma facciamo una cosa subito: mettiamo un salario minimo e una copertura contributiva per i periodi di non lavoro dei precari, altrimenti andranno in pensione con quasi nulla. Niente. Pure con la nuova «assicurazione» (Aspi, ndr), si scopre che la può avere solo chi ha almeno un anno di contribuzione negli ultimi due. Se così fosse, sono partiti con «i giovani» e li han fregati due volte.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E sugli investimenti stranieri?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Da mesi stiamo incontrando fondi di investimento «non speculativi». Dicono: non investiano in Italia perché non si sa quanto tempo passerà prima di poter avviare davvero l’attività per i problemi burocratici; che la corruzione, proprio perché la «carta da bollo» fa fatica a camminare, è enorme a ogni livello; terzo, ci sono aree del paese, non solo nel Sud, sotto il controllo della malavita organizzata. Se gli chiedo dell’art. 18 si mettono a ridere, è un sistema paese che non funziona, non un dettaglio. Francamente, siamo davanti a un’assenza di rigorosità e serietà. Questi professori neanche studiano…
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Però si accontentano dell’art. 18…&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Ma perché lo fanno? Non porta un posto di lavoro o euro di investimento in più… Secondo me, perché non hanno un euro a disposizione per ridisegnare un welfare davvero nuovo, per coprire anche quei lavoratori tra i 55 e i 66 anni di cui le aziende vogliono liberarsi. Per la prima volta abbiamo un problema di copertura per questa fascia di età… E allora hanno bisogno di una bandiera ideologica, di uno «scalpo». Usano il simbolo al posto dell’euro. I simboli contano, ovviamente. E questo serve rispetto ai banchieri europei: «qui abbiamo abolito un diritto, sta a voi ora occupare questo spazio».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Sono 40 anni che ci dicono: «sacrifici per l’interesse generale del paese». Il paese è in ginocchio, perde la struttura industriale, chi lavora sta peggio. Che senso ha?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Anche a sinistra sarebbe necessaria un’operazione di onestà intellettuale. Molti hanno seriamente pensato che una riduzione dei diritti acquisiti potesse comportare un’assunzione di diritti per chi ne era privo. A distanza di 20 anni, possiamo tirare una riga e dire: ma il lavoratore, giovane o anziano, medico o operaio, sta meglio o peggio? Se stessero meglio, significa che il paese regge la crisi. E invece tutti i dati sociali, dal disagio ai suicidi, tra lavoratori e piccoli imprenditori, ci dicono l’esatto opposto. Il bilancio, anche sulla vita della persona è terribilmente negativo. Fare un bilancio onesto significherebbe mettere riparo a errori di lungo periodo.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;In parlamento ci sono margini di aggiustamento?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Rispetto a questa proposta, no. Abbiamo presentato al Senato una mozione che chiede al governo di togliere dai provvedimenti il capitolo sull’art. 18. E lì vedremo che fa il Pd. Lo dico sinceramente: va bene dichiarare l’alleanza fra noi, ma sul lavoro si segna uno spartiacque e un ridisegno della reale rappresentanza politica. Qui si possono ridefinire nuovi schieramenti e nuove alleanze. Perché quando rompi col movimento dei lavoratori, commetti un delitto.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1CIYN7&quot;&gt;il manifesto&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giorgia MELONI: «Oggi i giovani sono pària Vogliamo continuare così?»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/03/22/giorgia-meloni/%C2%ABoggi-i-giovani-sono-p%C3%A0ria-vogliamo-continuare-cos%C3%AC%C2%BB-intervista/625953"></link>
  <updated>2012-03-22T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>625953</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«L’articolo 18 riguarda solo i lavoratori che hanno un posto certo e per tutta la vita, il 30 per cento del totale».
&lt;p&gt;«Il punto è che in questo Paese esistono dei pària e questi pària sono la nostra generazione. Sull’articolo 18 io sono una laica, non penso che sia la soluzione a tutti i problemi del mondo del lavoro né penso che la sua modifica ne rappresenti la distruzione. Penso, però, che sia un elemento del lavoro ineguale e che il lavoro ineguale vada superato». Giorgia Meloni, quindi, si dice favorevole alla riforma proposta dall’esecutivo. «Poi, certo, dobbiamo vedere i testi, ma è necessaria, prioritaria e dalle anticipazioni mi sembra che il governo abbia trovato una sintesi abbastanza credibile», aggiunge l’ex ministro della Gioventù.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Non teme che le garanzie dei lavoratori siano smantellate?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Ecco, cominciamo col chiarire questo: si parla sempre di garanzie dei lavoratori, quando in realtà quelle garanzie valgono solo per alcuni lavoratori. L’articolo 18 ne è un esempio perfetto: riguarda solo i lavoratori che hanno un posto certo e per tutta la vita, il 30 per cento del totale. Il centrodestra l’allarme sull’ineguaglianza l’ha lanciato vent’anni fa, quando si è iniziato a capire che un numero sempre maggiore di persone sarebbe stato escluso dalle garanzie. Per i nuovi lavoratori sono valse sempre meno.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ma comunque le riforme necessarie non sono arrivate…&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
C’è stato un patto scellerato che ha coinvolto tutti – sindacati, parti sociali, politica – e tutto il peso della flessibilità, della quale non si poteva fare a meno, è stato scaricato solo sui nuovi lavoratori e, quindi, sui giovani. Così è stata costruita un’Italia a due velocità, in cui qualcuno aveva tutte le garanzie e qualcun altro no. 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;E quindi, per rimediare, quelle garanzie si levano a tutti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
No, quindi si inizia uniformando i diritti per tutti e poi si lavora per alzarne l’asticella. Noi ci troviamo in una condizione in cui, ancora oggi, chi va in pensione a 58-59 anni con il sistema retributivo prende l’80 per cento dell’ultimo stipendio, mentre la nostra generazione andrà in pensione a 70 anni e con il contributivo, quindi con una media del 40 per cento di quanto guadagnava, senza neanche avere indietro tutto quello che ha versato. Se ci trasferiamo dalle pensioni al lavoro il principio è lo stesso: c’è chi ha tutto e chi ha nulla o poco più. Davvero possiamo pensare di continuare così? Io non avrei condiviso una riforma che avesse modificato le norme solo per i nuovi lavoratori. Quello che si fa, va fatto per tutti. E per tutti bisognerà cercare di costruire il più alto grado di diritti possibili, compatibilmente con le risorse disponibili e in base a un principio di equità da cui nessuno sia escluso. Noi ci batteremo per questo.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Vuol dire che siete pronti a dare battaglia parlamentare?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Voglio dire che siamo pronti a fare il nostro lavoro. Voglio ricordare che, in questi mesi, quando la politica è stata chiamata in causa ha migliorato i provvedimenti. Prendiamo il “Salva Italia”: loro lo hanno presentato come di “rigore ed equità”, ma l’equità ce l’abbiamo messa noi. Nel testo originale si bloccavano le indicizzazioni delle pensioni, ma non si toccavano quelle d’oro; si alzavano del 60 per cento gli estimi catastali delle case della gente e solo del 20 per cento quelli delle banche. Noi abbiamo corretto molti aspetti di quel decreto. Sulla riforma del lavoro non è diverso. Il governo dice che vuole alzare il costo del lavoro precario. Giusto, sono d’accordo. Ma la riforma deve prevedere anche una riduzione del costo del lavoro a tempo indeterminato, altrimenti l’unico risultato che rischiamo di avere è l’aumento del lavoro nero e della disoccupazione. Io mi auguro che il governo accetti il più ampio confronto possibile, la politica può fare molto.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Secondo lei, rimandando la riforma al Parlamento, Monti ne ha riconosciuto la centralità o ha fatto un po’ di scaricabarile?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Questo lo scopriremo durante i lavori, dobbiamo vedere come il governo affronterà l’iter. Certo è che il governo Monti non ha la legittimazione del popolo, la sua unica legittimazione è parlamentare e con il Parlamento si deve confrontare. Invece, ad oggi, nonostante una maggioranza inedita e straordinaria, ha messo la fiducia praticamente su tutti i suoi provvedimenti, e questo rappresenta un problema.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Non potevate farla voi questa riforma?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Noi non avevamo lo stesso sostegno di questo governo: la maggioranza non era altrettanto ampia e non c’era la solidarietà a 360 gradi di stampa e parti sociali. La politica viene messa in mora più facilmente dei tecnici, anche se vede i problemi prima di loro. Il centrodestra dell’articolo 18 ha provato a parlarne già dieci anni fa ed è stato linciato. Comunque, non è nemmeno del tutto vero che il governo Berlusconi non sia intervenuto. Voglio segnalare che, come al solito, molti provvedimenti di questa riforma erano già stati immaginati dal precedente governo. Sul lavoro la continuità è assoluta. Il contratto di apprendistato, uno dei pilastri di uguaglianza del provvedimento, è stato rilanciato e riformato da noi. Noi lo abbiamo trasformato in quello strumento straordinario di cui oggi può fregiarsi la Fornero.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Cosa pensa del cambio di passo nel confronto con le parti sociali? La fine della concertazione è un bene o un male?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Penso che una cosa sia la concertazione, altra cosa sia l’immobilismo. Il rapporto tra governo e parti sociali va rivisto. Il governo, i governi devono dialogare il più possibile, la politica non deve mai avere la presunzione di essere sufficiente a se stessa, ma in molti casi il tentativo di portare a casa l’accordo di tutti è diventato un mito incapacitante. Bisogna trovare un giusto equilibrio tra la necessità del confronto e quella della decisione, nella consapevolezza che sarà una formula utile anche per il futuro perché quello che vale oggi varrà anche domani.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1CIWE1&quot;&gt;Annamaria Gravino - Secolo d’Italia&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Patrizia TOIA: Le sorti dell'Italia sono inscindibilmente ancorate a quelle dell'Europa</title>
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  <updated>2012-01-14T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Patrizia Toia (Europarlamentare) - &lt;a href=&quot;http://www.blogdem.it/blog/2012/01/14/assemblea-regionale-dalle-9-30-la-diretta-attesi-bersani-fassino-e-pisapia/&quot;&gt;nel corso dell'Assemblea Regionale Pd Lombardia&lt;/a&gt; svoltasi a Milano - ha parlato di tempi difficili in cui, però, le sorti dell'Italia (ma anche degli altri singoli Paesi) sono inscindibilmente legate a quelle di tutta l'Unione Europea e oggi, finalmente, i progetti europei sono diventati un punto prioritario del dibattito politico italiano, mentre dell'agenda politica del Partito Democratico li sono sempre stati. Toia ha segnalato la necessità di cominciare a costruirlo l'europeismo, mentre, in ambito di politica economica, ha ricordato che le idee dei partiti progressisti da sempre coniugano l'idea di rigore con quella dello sviluppo perché questa è l'unica strada per non fare fallire l'Unione; ecco perché è necessario uno slancio di iniziativa politica in questa direzione, secondo la vicepresidente del gruppo S&amp;D. &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.blogdem.it/blog/2012/01/14/assemblea-regionale-dalle-9-30-la-diretta-attesi-bersani-fassino-e-pisapia/&quot;&gt;BlogDem&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Patrizia TOIA: 50 anni di Carta Sociale Europea: una bussola per uscire dalla crisi in modo equo</title>
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  <updated>2011-10-17T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Mai come oggi il tema sociale è legato a quello economico. - afferma Patrizia Toia, eurodeputata del Partito Democratico e vicepresidente del gruppo S&amp;D al Parlamento Europeo, ricordando che domani, 18 ottobre, ricorre il 50° anniversario dalla firma della Carta Sociale Europea - La crisi finanziaria e dei bilanci pubblici rischia di travolgere l’Europa istituzionale, ma anche l’Europa sociale, cioè quell’Europa che ha posto i diritti sociali, la dignità delle persone e l’inclusione sociale tra i suoi fondamenti”.
&lt;p&gt;

“Per questo noi del gruppo dei Socialista &amp; Democratici in Europa sosteniamo la strada che porti a uscire dalla crisi in modo rigoroso ed equo insieme. - prosegue Toia - Questo significa rigore nei bilanci e nella spesa pubblica, rigore nel controllo della finanza e stabilità finanziaria e nello stesso tempo, non dopo, equità per i cittadini”.
&lt;p&gt;

“Equità significa che il costo della crisi deve essere distribuito diversamente in base alle possibilità di ciascuno, significa che chi ha generato la crisi e ha più risorse deve ora dare di più. Equità significa rimettere in moto la crescita perché la crescita da possibilità di formazione, di lavoro a tutti e infine equità significa un fisco che funzioni e che lotti davvero contro l’evasione e l’elusione fiscale.”
&lt;p&gt;

“La Carta Sociale non va omaggiata come un ‘pregiato pezzo d’antiquariato’ - conclude Toia - ma deve essere la bussola per dare un senso profondo alle scelte che si faranno nelle manovre nazionali e nelle politiche economiche europee, attraverso una governance economica non puramente monetaria e fiscale, ma pienamente sociale”.&lt;br /&gt;


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.patriziatoia.it&quot;&gt;patriziatoia.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Paolo FERRERO: 15 ottobre: Una Manifestazione Costituente</title>
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  <updated>2011-10-15T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>617314</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Oggi saremo così tanti in piazza da non riuscire ad incontrarci. Per questo colgo l’occasione per salutarvi e augurarvi buona manifestazione a tutti e tutte.

&lt;p&gt;
Quella di oggi non è una manifestazione normale. Non solo perché ha una dimensione internazionale o perché cade in un momento assai particolare della vita politica del paese con lo spettacolo indecoroso del governo Berlusconi che ci proponiamo di cacciare il prima possibile per andare ad elezioni anticipate.

&lt;p&gt;
La manifestazione di oggi è l’occasione da cui partire per costruire un movimento di massa contro la gestione capitalistica della crisi. Contro il neoliberismo pornografico di Berlusconi come contro quello austero della Banca Centrale Europea. Questo e non altro è la posta in gioco oggi. Non si tratta ancora di una realtà, si tratta di una possibilità a cui allude il giusto slogan “i vostri debiti non li paghiamo”. Una possibilità necessaria per costruire l’alternativa alla barbarie che stanno costruendo le classi dirigenti.
&lt;p&gt;

La manifestazione di oggi è una manifestazione politica alla massima potenza: è una manifestazione costituente. Costituente di un movimento di massa contro la gestione capitalistica della crisi e questo capitalismo finanziario che distrugge i diritti dei popoli.

&lt;p&gt;
Dopo oltre tre anni di crisi del capitalismo neoliberista le classi dominanti – in particolare quelle europee – hanno scelto di agire estremizzando a dismisura le politiche che ci hanno portato alla crisi. Come un’autista ubriaco che rischiando di andare a schiantarsi contro un muro, invece di frenare o girare lo sterzo acceleri con determinazione. Le classi dominanti non si pongono il problema di uscire dalla crisi ma semplicemente di salvaguardare i loro privilegi scaricando i costi della crisi sulla classe lavoratrici e popolazioni, distruggendo diritti e democrazia. Questa scelta non solo aggrava la crisi economica ma produce una vera e propria crisi di civiltà. La Grecia, su cui si stanno facendo le prove generali - come in un immenso laboratorio a cielo aperto gestito da scienziati irresponsabili - sta vivendo una vera e propria regressione sociale, in cui la rapidità del peggioramento delle condizioni di vita assume i caratteri della barbarie.
&lt;p&gt;

Di fronte a questa scelta di fondo delle classi dominanti, la politica istituzionale e è afasica o consenziente. Se la destra gestisce direttamente, il centro sinistra subisce l’offensiva e non è in grado di prospettare alcuna alternativa. Balbetta stretta tra l’adesione alla vulgata costruita in trent’anni di neoliberismo imperante e alcuni lodevoli tentativi di percorrere sentieri diversi. Non è dal livello istituzionale così com’è oggi configurato che può venire una risposta, come dimostra l’approvazione in sede di parlamento europeo delle draconiane direttive contenute nel cosiddetto “Six Pack” (votate anche dall’Italia dei Valori) o dalla disponibilità del PD ad inserire il pareggio di bilancio in Costituzione.

&lt;p&gt;
Occorre quindi costruire un movimento di massa che sia in grado di contrastare il carattere eversivo – sul piano sociale quando sul piano democratico e istituzionale - della risposta alla crisi delle classi dominanti. La costruzione del movimento coincide con la prospettazione di una alternativa di società, con la costruzione di un senso comune capace di produrre lotte ma anche risposte concrete, qui ed ora.

&lt;p&gt;
Affinché sia possibile aprire questa fase costituente sono a mio parere necessari alcune scelte di fondo:&lt;br /&gt;


In primo luogo la scelta di dare carattere permanente al movimento stesso. &lt;a href=&quot;http://www.liberazione.it/news-file/Il-discorso-di-Naomi-Klein-a-WallStreet---Vi-amo-.htm&quot;&gt;&lt;b&gt;Naomi Klein, in uno splendido intervento&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;, individua giustamente nel carattere stabile, non episodico del movimento la sua caratteristica fondante. Occorre lavorare a fondo su questa prospettiva. Occorre quindi porsi l’obiettivo di strutturare il movimento in forme democratiche, a partire dai territori. Affinché questo sia possibile è opportuno fare chiarezza sul rapporto tra il movimento e la politica. Oggi il movimento è sospeso tra il rifiuto dei partiti e il rischio di essere utilizzato – una volta ancora – come bacino elettorale per questa o quella operazione politica. 
&lt;p&gt;Io penso che occorra proporre una modifica radicale di questa situazione. Il punto è la scelta consapevole che il movimento si costruisca in piena autonomia dal quadro politico, che sia in grado di fare politica proprio perché non è piegabile a secondi fini non dichiarati. Faccio queste affermazioni auto criticamente – perché anche noi abbiamo contribuito alla disgregazione del movimento di Genova - e le faccio a positivo guardando alla migliore stagione del sindacato italiano. 
&lt;p&gt;Il sindacato dei consigli ha saputo essere unitario e soggetto politico a pieno titolo proprio quando ha affermato la sua piena autonomia. Questo non significa che i partiti non devono stare nel movimento come qualsiasi altra associazione ma che il movimento deve avere una sua dimensione propria, non una sommatoria ma una costituente per l’appunto. Noi abbiamo parlato di Costituente dei beni comuni e del lavoro. Il problema non è il nome ma la sostanza del processo a cui dobbiamo lavorare.

&lt;p&gt;
Questo è tanto più importante perché oggi – nelle condizioni date - non esiste uno sbocco politico immediato che possa rispondere a pieno alle istanze che il movimento pone. La costruzione di una cultura, di un progetto, di una pratica rivendicativa, di forme di mutualismo e di solidarietà sono quindi dati necessari per durare e costruire una prospettiva storica. 
&lt;p&gt;Il movimento operaio che abbiamo conosciuto nel dopoguerra si è costruito nello sviluppo capitalistico in una sintonia tra il trascorrere del tempo e la possibilità di migliorare le condizioni di vita. 
&lt;p&gt;Il movimento che dobbiamo costruire oggi, questo nuovo movimento operaio, si deve costruire nella crisi, in un contesto in cui non esiste una possibilità di affidarsi al corso delle cose per determinare un miglioramento. Quello della crisi non è l’età del progressismo ma dell’alternativa tra socialismo o barbarie. Per questo è così rilevante la messa ala centro della democrazia dal basso e della generalizzazione di pratiche di partecipazione e di democrazia. In una fase in cui gli interessi delle classi dominanti cozzano platealmente con gli interessi della larga maggioranza della popolazione, la democrazia non è solo procedura ma forma in cui vive il conflitto e la costruzione del blocco sociale dell’alternativa.
&lt;p&gt;

Buona manifestazione quindi a tutti e tutte, il lavoro comincia domani.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.controlacrisi.org/notizia/Politica/2011/10/15/16480-paolo-ferrero-una-manifestazione-costituente-editoriale-di/&quot;&gt;controlacrisi.org&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Patrizia TOIA: Gravissimo l’atteggiamento sessista della Ma-Vib verso le lavoratrici</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/30/patrizia-toia/gravissimo-l%E2%80%99atteggiamento-sessista-della-ma-vib-verso-le-lavoratrici/589555"></link>
  <updated>2011-06-30T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>589555</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“Apprendo con sgomento la notizia che l’azienda Ma-Vib di Inzago ha deciso di licenziare o mettere in cassa integrazione esclusivamente il personale femminile, con la motivazione che essendo donne devono occuparsi della cura dei figli e che comunque ciò che loro portano a casa è il secondo stipendio”. Ad affermarlo è &lt;b&gt;Patrizia Toia&lt;/b&gt;, deputata europea del Partito Democratico. 

&lt;p&gt;“Sono motivazioni gravemente sessiste, appartenenti ad una mentalità retrograda e maschilista, quelle che emergono dalla Ma-Vib sulla gestione del personale che non possono essere accettate e non devono passare sotto silenzio. La Ma-Vib, così facendo, mette in atto un atteggiamento offensivo e gravemente discriminatorio nei confronti delle lavoratrici”, sostiene &lt;b&gt;Patrizia Toia&lt;/b&gt;, segnalando che “In un momento in cui l’Europa chiede standard più forti per garantire la conciliazione tra vita familiare e lavorativa e un’adeguata presenza di donne nei vertici, è una vergogna che ci siano aziende che nemmeno consento alle donne di lavorare per il solo fatto di essere donne”.
&lt;p&gt;  
“L’occupazione femminile – che negli ultimi tempi ha subito numerosi contraccolpi anche a causa della crisi economica – andrebbe incentivata, garantendo alle donne quelle tutele che consentano loro anche di occuparsi dei figli senza trascurare la carriera (come accade in tutti i Paesi europei) o fornendo servizi di assistenza e welfare, non licenziandole e relegandole in casa”, prosegue Toia. 
“Per quanto mi riguarda scriverò, nella mia veste di Parlamentare Europea, ai vertici dell’azienda, ricordando quali sono i principi che informano i principi di politica economica, occupazionale e che si basano sull’obiettivo di un pieno inserimento delle donne ”, conclude &lt;b&gt;Toia&lt;/b&gt;. 
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.patriziatoia.it&quot;&gt;patriziatoia.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Enzo BIANCO: «Non depotenziare l'ospedale di Augusta» </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/15/enzo-bianco/%C2%ABnon-depotenziare-lospedale-di-augusta%C2%BB/585196"></link>
  <updated>2011-06-15T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>585196</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Solidarietà al comitato di cittadini di Augusta che lotta per vedere ridimensionato, se non smantellato, il presidio sanitario. «La riforma della Sanità varata dal governo regionale colpisce,  nell'attuazione pratica, colpisce negativamente i territori ad alto rischio».
&lt;p&gt;

«Esprimo piena solidarietà ai cittadini di Augusta, riuniti nel comitato &quot;Pro ospedale&quot;, che ho incontrato ieri e che da mesi vivono con preoccupazione il ridimensionamento, ai limiti dello smantellamento, dell'ospedale cittadino - afferma il senatore Enzo Bianco, presidente dei Liberal PD. 
&lt;p&gt;Alcuni importanti reparti come Ostetricia, Ginecologia, Pediatria, stanno per essere trasferiti altrove; i primariati vacanti di quasi tutti i reparti non sono stati più nominati; i posti letto da 153 diventeranno presto 70. Come si può pensare di depotenziare la sanità in una zona dove si concentra un polo industriale delicatissimo anche dal punto di vista ambientale e logistico come Augusta?».
&lt;p&gt;
«La riforma sanitaria regionale mostra tutti i suoi limiti nell'applicazione pratica. Se è giusto razionalizzare le strutture e potenziare altri ospedali, è altrettanto giusto non mortificare territori come quello di Augusta. &lt;br /&gt;
I tagli ospedalieri &quot;lineari&quot; in questo caso non tengono conto della legge regionale n.5 del 2009 che prevede un potenziamento dei presidi ospedalieri, con particolare riferimento all'oncologia, nelle aree ad alto rischio ambientale come Milazzo, Gela ed Augusta. In quest'ultimo caso, sta avvenendo l'esatto contrario e, peraltro, pende un ricorso al TAR presentato dalla comunità locale».
&lt;p&gt;

«Questo ennesimo episodio riapre, inoltre, l'interrogativo sulla gestione mista pubblico-privata della sanità siciliana. I tagli ospedalieri con i paraocchi, che il governo regionale sta attuando, non possono essere compensati dalla trasformazione di diritti sanitari pubblici in servizi svolti in strutture private a pagamento.
&lt;p&gt; Chiedo ai cittadini di Augusta - conclude Bianco - di esprimere in modi civili il loro condivisibile malcontento. Sarò al loro fianco, intervenendo se necessario anche con apposite iniziative parlamentari».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ildito.it/a_3607&quot;&gt;il dito.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Luigi de MAGISTRIS: «Quattro sì per difendere la democrazia e i diritti»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/08/luigi-de-magistris/%C2%ABquattro-s%C3%AC-per-difendere-la-democrazia-e-i-diritti%C2%BB-intervista/583577"></link>
  <updated>2011-06-08T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>583577</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'  Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l' Europa) - Sindaco  Comune Napoli (NA) (Partito: IdV) - Consigliere  Consiglio Comunale Napoli (NA) (Lista di elezione: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Domenica e lunedì è importante andare alle urne. La battaglia del referendum deve essere vinta».
&lt;p&gt;Poco prima della cerimonia ufficiale per la visita del vicepresidente americano Joe Biden a Capodichino, ospite della base navale Usa, Luigi de Magistris aveva confermato il suo impegno per il referendum, chiedendo agli elettori di esprimersi per quattro sì, in quella che lui stesso aveva definito come «una grande battaglia democratica anche contro Berlusconi e Caldoro, che volevano fare il nucleare in Campania». Pur impegnato in questi giorni nei lavori per la nuova giunta comunale, il neo sindaco non si è sottratto dal dare a Terra una presa di posizione forte sulla consultazione popolare. 
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Sindaco de Magistris, perché ritiene importare votare quattro sì il 12 e il 13 giugno prossimi?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
Perché questo referendum è un appuntamento importante, l’occasione per una battaglia democratica che deve essere vinta. Il nucleare, fonte energetica tanto pericolosa quanto costosa, va infatti messa al bando e superata, mentre va difesa l’acqua pubblica che, in quanto bene comune, non può essere esposta alle logiche fameliche del mercato. Il legittimo impedimento, poi, è una norma ingiusta concepita soltanto per cautelare il presidente del Consiglio dai suoi procedimenti giudiziari, offendendo il principio dell’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Prima della sua elezione a sindaco si è speso affinché gli italiani andassero a votare. Ora, da primo cittadino di una grande città quale Napoli, quali iniziative ha promosso per invitare gli elettori ad andare a votare?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
A Napoli ci saranno iniziative importanti di sostegno al referendum, dalla catena umana “Diamoci una mano”, prevista per oggi pomeriggio, fino alla manifestazione di venerdì organizzata dai comitati e dalle associazioni.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Si aspetta una risposta positiva da parte di coloro che hanno sostenuto la sua candidatura a sindaco?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
La speranza è che tutti i cittadini vi partecipino e che poi, domenica e lunedì, si rechino alle urne per difendere la democrazia e i loro diritti.  
 &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=10ZL1A&quot;&gt;Terra - Alessio Nannini&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Luigi de MAGISTRIS: «Ma quale antipolitica e voto di protesta. Napoli non è forcaiola, chiede legalità»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/31/luigi-de-magistris/%C2%ABma-quale-antipolitica-e-voto-di-protesta-napoli-non-%C3%A8-forcaiola-chiede-legalit%C3%A0%C2%BB-intervista/574918"></link>
  <updated>2011-05-31T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>574918</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'  Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l' Europa) - Sindaco  Comune Napoli (NA) (Partito: IdV) - Consigliere  Consiglio Comunale Napoli (NA) (Lista di elezione: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Sei tu il sindaco? Ormai parlano tutti con te. Guarda che non ho problemi, me ne vado». Gioca Luigi de Magistris. Gioca con Marzia Bonacci, il suo portavoce-angelo custode. Scherza con il tecnico di Sky che gli mette il microfono: «Allunghi il filo, il sindaco è alto. Mica è come Berlusconi». Posa insieme a due pizzettai che imbracciano una mega-margherita con su scritto «de Magistris sindaco». Tira aria di festa all’hotel Royal Intercontinental e l’ex pm accetta di rispondere alle domande dei giornalisti.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;De Magistris, cominciamo con Napolitano. Cosa ha detto al presidente?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Gli ho raccontato la gioia, la mobilitazione della gente. La vittoria dei giovani, soprattutto. Ho voluto trasmettere al Presidente il grandissimo entusiasmo che si respira in questi giorni nella sua città. Gli ho garantito che ridarò orgoglio e dignità a Napoli. Mi ha detto che fare il sindaco è uno dei compiti più difficili, ma mi ha incoraggiato».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Un ex pm sindaco di una città ad alto tasso di criminalità. Farà lo sceriffo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Purtroppo non sono più un pubblico ministero. Dico purtroppo perche l’avrei voluto fare per tutta la vita, ma mi è stato impedito. Napoli non ha scelto un ex pm, ha scelto un politico a tutto tondo. Magistrati dentro si è sempre, ma Napoli non è forcaiola e giustizialista. Napoli vuole giustizia sociale e legalità. Una legalità seria, una legalità nei diritti, non nelle manette facili».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ha fatto il pieno, si aspettava il 65%?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«No, neppure in sogno, basta pensare che i partiti che mi sostenevano erano al 6-7%. Ma la storia insegna che gli ultimi saranno i primi. Qui è successo qualcosa di straordinario, con gli apparati e i soldi che erano dall’altra parte. E’ accaduto che è nato un nuovo modo di fare politica che va oltre Berlusconi e oltre i partiti».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Milano chiama, Napoli risponde.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Finalmente Napoli è libera e liberata. Finalmente l’Italia è unita. Unita non più nel malaffare, ma nella solidarietà, giustizia e uguaglianza. Credo molto al messaggio che unisce Napoli a Milano. Ma a Napoli è accaduto qualcosa di più importante di ciò che è successo a Milano: qui parte un laboratorio inedito, fuori dallo schema centrosinistra-centrodestra. Abbiamo scritto una pagina del tutto nuova della politica: la politica fuori dagli apparati, una militanza e un entusiasmo che forse a Napoli non si erano mai visti».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Porterà la protesta a palazzo San Giacomo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Il mio non è un voto di protesta. Non è anti-politica. I napoletani hanno dimostrato cuore e cervello. Il messaggio che viene da qui è una partecipazione straordinaria dal basso: protesta contro il sistema e proposta verso chi, come me, dà un segnale di cambiamento della politica facendo politica. Nessun analista aveva previsto la mia vittoria, tanto meno di queste proporzioni. Siamo ben oltre all’Idv e al centrosinistra. Questa è l’occasione straordinaria anche per la nascita di una nuova classe dirigente del Mezzogiorno: il Sud dimostra di saper rispondere a un messaggio forte di cambiamento».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Aveva detto: «Non sarò il sindaco dell’Idv». Ma oggi Di Pietro era al suo fianco. E’ tornato nei ranghi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«La presenza di Di Pietro è fisiologica. Tonino fa bene ad essere contento, perché questa è una vittoria anche dell’Idv. Come fanno bene il Pd e la Sel a festeggiare, visto che mi hanno sostenuto dopo il primo turno. Ma io non sono il sindaco dell’Idv e non lo sarò. Sono il sindaco della città, tant’è che rinuncerò alla tessera e a ogni incarico di partito. La mia amministrazione non darà conto a nessuno, se non ai cittadini».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
C’è chi dice che per voler fare il sindaco a Napoli bisogna essere un po’ folli.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«La responsabilità è forte, ma la vivo con leggerezza. Avverto il forte sostegno della gente e sono sicuro che i napoletani mi aiuteranno a governare: insieme, oserei dire, abbiamo stretto un patto d’amore. E poi, i napoletani hanno molto bisogno di esempi di etica pubblica e di poter credere nelle istituzioni. Ma se hanno il modo di poterci credere, rispondono benissimo. Meglio che al Nord. Napoli è dipinta senza orgoglio e senza dignità, ma non è così. E con questo voto la città, i napoletani, hanno reagito. Hanno scritto una pagina storica».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Non ha il timore che, finita la festa, chi sta dietro alla vicenda rifiuti le faccia trovare presto Napoli piena di munnezza?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«I trabocchetti, gli intralci, sono dietro l’angolo. E sono sicuro che di problemi ce ne saranno tanti. E’ scontato, visto che ho preso l’impegno di rompere definitivamente il rapporto tra camorra e politica. Ma mi sento forte. Il popolo, i giovani, sono con me. Sento dietro di me un grande mandato popolare, i numeri lo dimostrano. Sarò il sindaco anche di chi ha votato Lettieri al primo e al secondo turno. Mi auguro, però, che l’opposizione lavori correttamente in Comune e abbandoni ogni tentazione di ricorrere al metodo Boffo fatto di dossier. Metodo che non appartiene alla cultura democratica di questa città».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Regione e Provincia sono governati dal Pdl. Cosa si aspetta?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Con le altre istituzioni cercherò di avere un rapporto corretto. Soprattutto con Caldoro, il presidente della Regione, sono sicuro non ci saranno problemi: anche lui ha tutto l’interesse che Napoli e la Campania decollino. E se non fosse d’accordo, abbiamo la forza per fargli cambiare idea su alcune scelte che non condividiamo, a cominciare dal secondo termovalorizzatore a Ponticelli».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quale sarà la fisionomia della giunta. Darà spazio ai partiti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«E’ presto per dirlo. Sto solo ora cominciando a realizzare che ho preso il 65%, che è un risultato straordinario. Ora posso dire che voglio giovani e donne, persone oneste, competenti, credibili e coraggiose. I partiti? Li ascolterò, non sono demoniaci e non sono una maledizione, sono fondamentali per la democrazia. Ma i partiti hanno capito che devono stare un passo indietro: sarò io ad assumermi la responsabilità di ogni scelta, in piena libertà».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ha detto: «Pasquino del Terzo Polo darà un contributo importante». Entrerà in giunta?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Di Pasquino ho apprezzato la serietà con cui ha condotto la campagna elettorale e ho apprezzato che mi abbia sostenuto. E non era affatto scontato. Ma in giunta non entrerà, lo vedo perfetto nel ruolo di presidente del Consiglio comunale».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Roberto Saviano l’ha sostenuta.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«E gliene sono molto grato. Abbiamo liberato Napoli anche per lui. Oggi scatta la nostra liberazione. Creerò subito le condizioni perché Saviano possa tornare a vivere una vita normale in città».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=10RB7K&quot;&gt;Il Messaggero - Alberto Gentili&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Patrizia TOIA: Non è con l’apertura dei negozi il primo maggio che si combatte la crisi</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/04/28/patrizia-toia/non-%C3%A8-con-l%E2%80%99apertura-dei-negozi-il-primo-maggio-che-si-combatte-la-crisi/560161"></link>
  <updated>2011-04-28T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>560161</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Sostengo che la vita delle persone e delle famiglie non può essere schiacciata tutta sul profitto e sul commercio. E siccome le parole, di cui tutti siamo così prodighi, devono poi tradursi in scelte concrete e coerenti, mi unisco con forza all’appello dei sindacati e allo sconcerto della Curia per sostenere l’importanza di salvaguardare la domenica e le festività senza lavoro, momenti fondamentali per la compatibilità del lavoro con la vita in famiglia”. È quanto afferma &lt;b&gt;Patrizia Toia&lt;/b&gt; in merito all’eventualità di tenere aperti gli esercizi commerciali nelle giornate festive.


&lt;p&gt;“Fin dal 2010 abbiamo avviato, in Europa, la campagna per una «domenica libera dal lavoro», da subito sostenuta dalle ACLI, dai sindacati europei, dalla Confederazione delle Chiese europee e da oltre 13 mila persone di diverse nazionalità per chiedere una domenica senza lavoro per tutti i cittadini europei. – prosegue&lt;b&gt; Patrizia Toia&lt;/b&gt; - Spiace leggere, ancora oggi sui giornali, che il sindaco di Milano concede la deroga ai negozianti per l’apertura il primo maggio, la festa dei lavoratori”.


&lt;p&gt;“Non si può dire di sostenere le famiglie, con parole vuote e spot elettorali e poi non pensare agli spazi che devono essere garantiti per poter stare con i propri figli e con le persone care. – afferma ancora Toia - La flessibilità lavorativa non si deve scaricare con effetti negativi sulla vita delle famiglie e delle comunità: occorre rispettare e garantire dei giorni di risposo comuni ad un’intera società che consentano alle famiglie di ritrovarsi e ai concittadini di realizzare attività culturali, spirituali e sociali”. &lt;b&gt;Patrizia Toia&lt;/b&gt; conclude ricordando che “Non è con l’apertura dei negozi il primo maggio che si combatte la crisi, ma con misure concrete a sostegno delle famiglie e della attività produttive, misure che continuano a mancare nei progetti del sindaco Moratti e del nostro Governo”.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.patriziatoia.it&quot;&gt;patriziatoia.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Patrizia TOIA: Dal Risorgimento è nata la nostra storia nazionale ma anche una proiezione del nostro Paese alla dimensione europea</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/04/09/patrizia-toia/dal-risorgimento-%C3%A8-nata-la-nostra-storia-nazionale-ma-anche-una-proiezione-del-nostro-paese-alla-dimensione-europea/559785"></link>
  <updated>2011-04-09T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
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  <id>559785</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Patrizia Toia&lt;/b&gt;, nel suo intervento ad un convegno organizzato dal &lt;a href=&quot;http://www.cifnazionale.it/&quot;&gt;Centro Italiano Femminile della Lombardia&lt;/a&gt; dedicato alle &lt;i&gt;&quot;Donne e l’unità d’Italia: Risorgimento, Novecento, oggi&quot;&lt;/i&gt;, ha sottolineato l’importanza dei nuovi studi al femminile che hanno permesso di riscoprire il ruolo delle donne, a cui molto ha contribuito anche il CIF.
&lt;p&gt; 
«Dal Risorgimento è nata la nostra storia nazionale ma anche una proiezione del nostro Paese alla dimensione europea», ha affermato &lt;b&gt;Patrizia Toia&lt;/b&gt;. Dal Risorgimento ha preso avvio anche il percorso che ha portato alla nostra carta costituzionale. «la nostra Costituzione nasce un incontro tra diverse culture, le quali vi hanno portato il meglio: all’interno della Costituzione trovano posto i valori della cultura cattolica, socialista, liberale», ha ricordato Patrizia Toia. Al centro della carta costituzionale vi è il rapporto tra la persona, la società e l’economia e, ancora oggi – ha detto l’europarlamentare – la nostra Costituzione è un esempio nel mondo per la grandezza delle idee che contiene e che sono ancora valide, soltanto che dovrebbero essere sviluppate meglio politicamente.
&lt;p&gt;
Oggi, secondo &lt;b&gt;Patrizia Toia&lt;/b&gt; c’è bisogno di «riscoprire una pedagogia e dei valori e questi vi sono nella Costituzione che è pervasa da un principio personalistico (secondo cui, al centro di tutto c’è la persona), da un principio comunitario (perché gli individui vengono messi ad agire nell’interesse della collettività), un principio solidaristico (le sorti di ciascuno si vincolano a quelle degli altri e c’è reciprocità tra diritti e doveri), un principio di sussidiarietà (secondo cui tutto parte dal basso e dà valore al mondo associativo)». Ma nella Costituzione, secondo &lt;b&gt;Patrizia Toia&lt;/b&gt;, vi è anche un «principio di internazionalità perché l’Italia sta dentro ad una comunità più vasta». 
&lt;p&gt;
Ecco che allora, se la Costituzione si basa su tutti questi principi, occorre una riscoperta d’orgoglio per questa cultura ambiziosa e l’anniversario dei 150 anni deve essere utile in questo senso, per permettere di ripartire da qui per poi guardare avanti. «C’è bisogno di riscoprire valori e principi per poi incarnali in proposte politiche concrete», ha detto &lt;b&gt;Patrizia Toia&lt;/b&gt;.
&lt;p&gt;
Venendo al tema della donna, l’europarlamentare ha evidenziato i tanti cambiamenti che hanno affrontato e superato nella società: «oggi le donne sono molto più istruite (in molti casi anche più degli uomini), hanno possibilità di maggiori flessibilità nei percorsi formativi e professionali ma ancora manca la pienezza della partecipazione delle donne», ha affermato &lt;b&gt;Toia&lt;/b&gt;, segnalando che, soprattutto in Italia, c’è un deficit nell’occupazione femminile perché le donne fanno ancora troppa fatica a conciliare lavoro e famiglia e non vi sono politiche di welfare adeguate (mentre negli altri Paesi europei, ci sono donne che più crescono nella carriera, più guadagno e di conseguenza fanno un maggior numero di figli). Oggi vi è ancora una scarsa presenza delle donne nei luoghi decisionali (siano istituzionali, politici o economici) ma non basta metterle nei CDA delle aziende, servono anche percorsi intermedi perché una donna sola al vertice non risolve il problema. «Il lavoro delle donne farebbe aumentare sia il PIL che i consumi», ha evidenziato Patrizia Toia, citando alcune ricerche.
&lt;p&gt;
Parlando di Europa, &lt;b&gt;Patrizia Toia&lt;/b&gt; ha espresso la necessità di legarsi alla cittadinanza europea, in quanto estensione naturale di quella italiana per il contesto in cui viviamo attualmente. «L’Europa non è ancora un percorso compiuto», ha ammesso &lt;b&gt;Toia&lt;/b&gt;, segnalando che il Trattato di Lisbona, per quanto ancora non definitivamente approvato da tutti gli Stati, contiene in sé i principi espressi dalla Carta dei Diritti dell’Onu (come la dignità della persona, la non discriminazione, l’uguaglianza) e questi si ritrovano dentro la nostra Costituzione nazionale. Diritti, questi, che devono diventare parte del Diritto Internazionale, che si sta costituendo, in quanto la tutela di ciò deve essere garantita al di sopra dei confini nazionali dei singoli Stati. Ci sono, infatti, Stati in cui le donne non hanno identità legale e quindi non hanno documenti e, conseguentemente, in quei Paesi non hanno nemmeno tutele. Secondo &lt;b&gt;Patrizia Toia&lt;/b&gt;, occorre, quindi, che ci si proietti oltre il nostro Paese, portando a compimento lo sviluppo di quel percorso.
&lt;p&gt;
In Europa, ha segnalato l’europarlamentare, si sta cercando di costruire una cultura delle pari opportunità, che non significa di privilegio ma di garantire che tutti partano da pari possibilità. Il corpo legislativo europeo deve garantire copertura su tutti i Paesi che fanno parte dell’Unione, ma per questo è indispensabile che si sciolgano alcuni vincoli nazionali: il problema della criminalità, ad esempio, non è ipotizzabile di risolverlo con sole leggi nazionali quando ormai è un sistema ramificato ovunque.
Patrizia Toia si è poi soffermata a parlare delle difficoltà che incontrano spesso le donne musulmane che vivono in Italia e che, pur essendo in mezzo a noi quotidianamente, nessuno sembra vedere. Risolvere il problema delle minoranze etniche e dell’integrazione, secondo &lt;b&gt;Toia&lt;/b&gt;, agevolerebbe la convivenza sia al loro interno che nel rapporto tra loro e lo Stato perché la dinamica dei rapporti che si riproduce è la stessa. Questo tema, secondo Patrizia Toia, può essere assunto dall’Europa con leggi, trattati ma soprattutto con la cooperazione, al centro della quale deve essere messa la donna, perché «se cambia qualcosa nella vita delle donne, cambia anche per la comunità (come avviene ad esempio con il microcredito)».
&lt;p&gt;
In conclusione dei lavori, un accenno è stato fatto da &lt;b&gt;Patrizia Toia&lt;/b&gt; anche al problema degli immigrati sbarcati a Lampedusa e al rapporto Italia - Francia, ricordando che le posizioni assunte da Sarkozy sono dettate essenzialmente dalla sua campagna elettorale ma l’isolamento italiano rispetto all’Europa deriva dall’incapacità del nostro governo di costruire rapporti e relazioni validi, perché la politica comune va costruita, non nasce automaticamente.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.patriziatoia.it&quot;&gt;patriziatoia.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>ANGELO POLVERINO: Soluzioni adeguate e definitive al problema della precarietà del sistema sanitario</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/04/07/angelo-polverino/soluzioni-adeguate-e-definitive-al-problema-della-precariet%C3%A0-del-sistema-sanitario/559759"></link>
  <updated>2011-04-07T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>559759</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Campania (Lista di elezione: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Come presidente della I Commissione Consiliare Permanente, con riferimento alla Regione Campania e i precari della Sanità, oggi, in occasione della convocazione a Palazzo Santa Lucia del tavolo di consultazione per “la definizione delle procedure finalizzate alla valorizzazione delle esperienze lavorative e professionali negli enti sanitari della regione Campania e per la proroga dei contratti di lavoro a tempo determinato” lancio un appello al presidente Caldoro e alle istituzioni per sollecitare soluzioni adeguate e definitive al problema della precarietà del sistema sanitario regionale. 
&lt;p&gt;La Corte con la Sentenza numero 69/2011, ha dichiarato incostituzionale l’estensione alla Dirigenza Sanitaria dell’art 81 del 2008 (procedure di stabilizzazione) e così e come era prevedibile, viene posta definitivamente la parola fine ai processi di stabilizzazione per la dirigenza così come immaginati dal precedente governo Regionale di centrosinistra.
&lt;p&gt; “La Regione Campania con l’attuale Governo Regionale ha avviato un nuovo percorso di Regolarizzazione degli operatori a tempo determinato della Dirigenza e del Comparto – spiega Polverino. Tale percorso definito negli accordi del 29 dicembre 2010 e consolidato oggi deve portare alla risoluzione della precarietà del nostro sistema sanitario. Regolarizzare il personale a tempo determinato della dirigenza e del comparto significa tutelare il diritto alla salute dei cittadini perché sono in gioco l'organizzazione del servizio sanitario regionale e, in definitiva, la salute dei cittadini rispetto ai servizi essenziali resi all’utenza, alla fruizione delle prestazioni sanitarie che sono legate alla capacità, alla professionalità e all'impegno dei medici, dei dirigenti e di tutti gli operatori addetti ai servizi per la tutela della salute dei pazienti e che attualmente soprattutto nell’area dell’urgenza emergenza sono assicurati con il contributo del personale a tempo determinato. Per questo da tempo combatto per la tutela della salute dei cittadini campani e per la regolarizzazione del personale a tempo determinato in servizio da vari anni nel sistema sanitario regionale e ormai storicizzato nei bilanci di spesa.&lt;br /&gt;
 &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.lunaset.it/news.aspx?news=1172&quot;&gt;www.lunaset.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario ROMANO: Wi-fi pubblico. Interrogazione al Sindaco in Consiglio</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/04/01/dario-romano/wi-fi-pubblico-interrogazione-al-sindaco-in-consiglio/566984"></link>
  <updated>2011-04-01T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>566984</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Senigallia (AN) (Lista di elezione: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Nel corso del Consiglio Comunale di mercoledì, il consigliere comunale della lista civica di centro sinistra 'Vivi Senigallia' Dario Romano ha presentato al Sindaco Maurizio Mangialardi un'interrogazione scritta a risposta orale in merito alla questione del wi-fi in centro a Senigallia.

&lt;p&gt;
Il Consigliere Romano, premettendo &quot;Internet dovrebbe essere riconosciuto come un diritto universale, del quale ogni cittadino dovrebbe potere godere gratuitamente e -continua nella sua interrogazione il consigliere- che il Comune di Senigallia è stato tra i primi comuni italiani a dotarsi di una rete wi-fi pubblica a disposizione di tutti i cittadini e turisti che ne facciano richiesta&quot;, chiede al primo cittadino &quot;a che punto è lo stato dell’arte per quanto riguarda il wi-fi pubblico e quali interventi sono stati fatti e sono previsti nel prossimo futuro&quot;.

&lt;p&gt;
Un'interrogazione mirata del Consigliere Dario Romano che, ritenendo che &quot;il centro storico della città dovrebbe essere considerato il fiore all’occhiello di Senigallia che l'estensione della rete wi-fi cittadina lungo tutto Corso 2 Giugno sarebbe un ulteriore valore aggiunto per il nostro centro storico&quot;, interoga il Sindaco su un'eventuale ipotesi dell’Amministrazione ad &quot;ampliare ulteriormente la rete wi-fi cittadina, comprendendo tutto il tragitto di Corso 2&quot;.

&lt;p&gt;
A tal proposito quindi, il Sindaco Mangialardi ha fornito risposta nel corso del Consiglio Comunale, dichiarando: “nella progettualità, compatibilmente alle disponibilità finanziarie, rientra l’allargamento del wi-fi pubblico a Corso 2 Giugno, Piazza Saffi e i nuovi Giardini Catalani” perchè il wi-fi pubblico è un “segnale di partecipazione e democrazia, che va esteso anche sul piano territoriale”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.viveresenigallia.it/index.php?page=articolo&amp;articolo_id=288622&quot;&gt;Vivere Senigallia&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Infanzia: legge positiva attesa da anni</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/03/16/dario-franceschini/infanzia-legge-positiva-attesa-da-anni/559105"></link>
  <updated>2011-03-16T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>559105</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
''L'approvazione della legge sul garante dell'infanzia rappresenta un fatto positivo per il riconoscimento dei diritti dei minori. Si tratta di una legge attesa da tre legislature i cui primi passi erano stati fatti durante il primo governo Prodi''. Lo dice &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt; presidente dei deputati del Pd.
&lt;p&gt;

''La legge approvata all'unanimita' dalla Camera - prosegue &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt; - consente la diffusione di una cultura favorevole all'infanzia e la verifica delle garanzie di concreto rispetto dei diritti civili e sociali dei minori, in attuazione delle convenzioni internazionali. Uno degli emendamenti su cui il governo e' stato battuto, assegna al garante il potere di segnalazione alle autorita' dei minori in stato di abbandono''. ''Questa legge - conclude &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt; - rappresenta un mattone di una casa ben piu' grande che deve vedere l'implementazione della rete di servizi che al momento e' del tutto assente. Seppur consapevoli che gesti come questo hanno valore simbolico, il voto di oggi rappresenta un fatto molto significativo''.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/news-INFANZIA__FRANCESCHINI__LEGGE_POSITIVA_ATTESA_DA_ANNI-999745-POL-1.html&quot;&gt;Asca&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Andrea Filippini: Garantire i servizi sociali - Rispristinare il servizio taxi per disabili</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/02/28/andrea-filippini/garantire-i-servizi-sociali-rispristinare-il-servizio-taxi-per-disabili/558673"></link>
  <updated>2011-02-28T00:00:00Z</updated>
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  <id>558673</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres.  Consiglio Comunale Ancona (AN) (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il Consigliere Brandoni – anche per conto del collega Filippini (che per prassi istituzionale, in quanto Presidente del Consiglio, non presenta di solito interrogazioni) – anticipa che, nel corso del prossimo Consiglio  Comunale di Ancona di giovedì 3 marzo, interrogherà urgentemente il Sindaco e la Giunta per conoscere se corrispondano al vero le preoccupazioni già palesate da alcune associazioni di volontariato che si occupano di disabili circa una drastica riduzione del servizio taxi loro dedicato finora messo a disposizione dal Comune.
&lt;p&gt;
“Se le voci corrispondessero al vero” – ha affermato Brandoni  - “sarebbe un fatto grave: il taxi per disabili rappresenta un servizio sociale dal contenuto importante, specie in un momento di crisi economica come quello attuale, che permette a persone svantaggiate (e quindi indirettamente alle loro famiglie) di avere un’assistenza per andare a fare la spesa, recarsi ad una visita, andare in ospedale per un controllo”.
&lt;p&gt;
“In tal caso” – ha concluso Brandoni, che si è detto certo di rappresentare anche il pensiero del Presidente Filippini – “sarà nostra cura chiedere l’immediato ripristino integrale del servizio: non è possibile che, in momenti di crisi, siano le persone più in difficoltà e le associazioni a dover pagare”. &lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.cronacheanconetane.it/2011/brandoni-e-filippini-idv-ancona-subito-in-consiglio-un%e2%80%99interrogazione-urgente-rivolta-al-sindaco-ed-alla-giunta-per-l%e2%80%99immediato-ripristino-del-servizio-taxi-per-disabili/&quot;&gt;Cronache Anconetane online&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Maria Antonietta FARINA COSCIONI: Tutti in coda disperatamente, al mercato dei valori, ma non a quello dei diritti</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/12/30/maria-antonietta-farina-coscioni/tutti-in-coda-disperatamente-al-mercato-dei-valori-ma-non-a-quello-dei-diritti/549423"></link>
  <updated>2010-12-30T00:00:00Z</updated>
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  <id>549423</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
E’ significativo – amaramente significativo – che un gruppo di parlamentari di “Futuro e libertà” abbia sentito l’esigenza di assicurare che il neo-partito di Gianfranco Fini pur se laico è alieno da simpatie e rischi di “fondamentalismo laicista”; e che si abbia cura di specificare cosa si intenda per “fondamentalismo laicista”: i diritti e le facoltà che possono riguardare i vari aspetti, anche quelli più laceranti e dolorosi, della nostra vita. 
&lt;p&gt;Nella loro foga di apparire ed essere più affidabili agli occhi delle gerarchie vaticane, cioè più clericali dei clericali stessi, si abbandonano ad affermazioni come “dobbiamo essere vigili rispetto alle trappole del relativismo etico”; e non trovano di meglio che citare il presidente della CEI Angelo Bagnasco, a proposito di quello che viene definito “lento suicidio demografico”, e che altro non è se non la procreazione responsabile e frutto di amore consapevole, in luogo del “crescete e moltiplicatevi” che non per un caso è la cifra di tutti i totalitarismi di ieri e di oggi.
&lt;p&gt;Ai tanti difensori, a parole, della vita, va ricordato che da una parte c’è la comunità dei credenti, che – come certificano tutti i sondaggi demoscopici – è in sintonia con le proposte radicali, laiche e liberali per allargare la sfera delle possibilità, dei diritti e delle facoltà; dall’altra ci sono i patetici tentativi di accreditarsi presso gerarchie vaticane che vogliono imporre obblighi e divieti, e contemporaneamente passano – letteralmente – all’incasso, in un simoniaco mercato. &lt;br /&gt;
In questa loro rincorsa a chi è più clericale, fanno un doppio errore: si illudono di coprire uno spazio già stato occupato – e con maggior profitto da entrambe le parti – dal PdL; dall’altra deludono speranze e aspettative di quell’elettorato laico e moderato che certamente non può riconoscersi in Silvio Berlusconi e nel berlusconismo, e neppure in quella parte del FLI rappresentato dagli otto parlamentari firmatari della lettera al “Corriere della Sera”. &lt;br /&gt;
Ben presto si accorgeranno che la concorrenza ai Maurizio Sacconi, alle Eugenie Roccelle, alle Paole Binetti e ai Luca Volonté non paga. Anzi, ne saranno le prime vittime.
 &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://notizie.radicali.it/articolo/2010-12-30/editoriale/tutti-coda-disperatamente-al-mercato-dei-valori-ma-non-quello-dei-dir&quot;&gt;Notizie Radicali&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Andrea Filippini: Le istituzioni siano al fianco dei lavoratori della Fincantieri</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/10/25/andrea-filippini/le-istituzioni-siano-al-fianco-dei-lavoratori-della-fincantieri/547434"></link>
  <updated>2010-10-25T00:00:00Z</updated>
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  <id>547434</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres.  Consiglio Comunale Ancona (AN) (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il presidente del Consiglio Comunale ed il sindaco saranno presenti allo sciopero di quattro ore proclamato per martedì dalla Rsu della Fincantieri. 
&lt;p&gt;
Lo anticipa Andrea Filippini, presidente del Consiglio Comunale. &quot;In seguito alla notizia dello sciopero indetto dai sindacati della Fincantieri - spiega Filippini - ho chiesto al sindaco Gramillano di essere presente insieme a me per portare la solidarietà e la vicinanza ai dipendenti da parte del Comune in tutte le sue articolazioni&quot;.
&lt;p&gt; La Fincantieri rischia infatti il blocco totale delle attività da gennaio 2011, mentre a novembre scatterà la cassa integrazione straordinaria per i dipendenti. Un provvedimento che potrebbe interessare circa 550 lavoratori sui 600 totali.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.vivereancona.it/index.php?page=articolo&amp;articolo_id=267170&quot;&gt;VivereAncona&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>MARIA GEMMA AZUNI: SALVIAMO I CONSULTORI DELLA REGIONE LAZIO DALLA PROPOSTA DI RIFORMA TARZIA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/09/10/maria-gemma-azuni/salviamo-i-consultori-della-regione-lazio-dalla-proposta-di-riforma-tarzia/505921"></link>
  <updated>2010-09-10T00:00:00Z</updated>
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  <id>505921</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Roma (RM) (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;Ho inteso aderire all’appello online, sostenuto dalla Casa Internazionale delle Donne, parchè considero il tentativo della maggioranza di destra della Regione Lazio un attacco grave, coerente con il proposito, mai abbandonato dai settori più arretrati, di vanificare e poi annullare tutte le conquiste civili e sociali ottenute in anni di lotte dalle donne in prima persona.&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;

Quelle conquiste sono state possibili soprattutto perché le donne hanno saputo costruire una vasta e profonda rete di consensi attorno a quegli obiettivi che, realizzati, pongono il nostro Paese ad un livello estremamente avanzato in tema di diritti per le donne, per le famiglie, per i minori.&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;

 

Quelle conquiste, come si vede, non sono definitive e, di volta in volta, siamo chiamati a difenderle o a valorizzarle.

In questo senso ho presentato in Consiglio Comunale, già alla fine del luglio scorso, un ordine del giorno che è possibile visualizzare “cliccando” &lt;a href=&quot;http://www.gemmazuni.it/in-campidoglio/item/343-odg-6-prop-legge-reg-tarzia-consultori-familiari-collegato-bilancio-2010-2012&quot;&gt;QUI&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;

Difendiamo e valorizziamo i Consultori, strumenti pubblici e preziosissimi, che operano offrendo servizi alle don ne, alle famiglie, alle e agli adolescenti, assistenza psicologica individuale e di coppia.

Per questo invito tutte e tutti ad aderire all’appello online con cui si chiede il ritiro della proposta di legge Tarzia e un impegno della Giunta Regionale e del Consiglio del Lazio ad adoperarsi nell’azione di rafforzamento degli attuali Consultori.&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;
&lt;p&gt;

 

Gemma Azuni&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;
&lt;p&gt;

 

Per aderire si può inviare un e-mail a: info@casainternazionaledelledonne.org oppure collegandosi, mediante il link seguente, al sito web per sottoscrivere l’appello: &lt;a href=&quot;http://www.petizionionline.it/petizione/salviamo-i-consultori-della-regione-lazio-dalla-proposta-di-riforma-tarzia/1977/a&quot;&gt;http://www.petizionionline.it/petizione/salviamo-i-consultori-della-regione-lazio-dalla-proposta-di-riforma-tarzia/1977&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.gemmazuni.it/home/item/342-salviamo-i-consultori-della-regione-lazio-dalla-proposta-di-riforma-tarzia&quot;&gt;www.gemmazuni.it&lt;/a&gt;</summary>
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