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  <title>Openpolis - Argomento: Camera dei Deputati</title>
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  <updated>2012-04-19T00:00:00Z</updated>
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  <title>Rita BERNARDINI: I conti della Camera? Impenetrabili</title>
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  <updated>2012-04-19T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
In questo periodo tutti si affannano a parlare di trasparenza, ma ciò che è incredibile è il motivo per il quale nessuno - tranne noi radicali - si scandalizzi per la totale mancanza di trasparenza dei conti di un'istituzione importante come la Camera dei Deputati che ha un bilancio di oltre un miliardo di euro all'anno.
&lt;p&gt;
L'attività amministrativa della Camera dei deputati è, infatti, completamente sottratta, in virtù del principio di autonomia degli organi costituzionali, agli ordinari controlli esterni cui sono sottoposte le pubbliche amministrazioni e, con la riforma del R.A.C. (Regolamento di Amministrazione e contabilità), è definitivamente sparita la contabilità analitica, in contrasto con quanto previsto dalla legge 196 del 2009, che ha imposto uno schema contabile uniforme a tutte le pubbliche amministrazioni e a tutti i livelli di governo, e ha previsto l'obbligo di redigere una contabilità analitica come principio fondamentale del coordinamento della finanza pubblica e come strumento di tutela dell'unità economica della Repubblica, ai sensi degli articoli 117 e 120 della Costituzione. 
&lt;p&gt;
Una vera e propria &quot;controriforma&quot; che ha visto i soli deputati radicali impegnati in prima fila «contro». Con il sistema contabile così &quot;riformato&quot;, il bilancio della Camera continuerà ad essere del tutto opaco e privo di trasparenza, come lo è stato finora, salvo che ora lo è &quot;legittimamente&quot;. Inoltre, coerentemente con l'abolizione della contabilità analitica, è stato eliminato anche l'obbligo di utilizzare il sistema contabile per la programmazione e per il controllo dell'attività amministrativa. La programmazione ed il controllo - che è controllo comunque sempre interno all'apparato che vede al vertice il Segretario Generale della Camera - oramai devono fare a meno dell'essenziale strumento rappresentato dal sistema contabile.
&lt;p&gt;
Inoltre, con il nuovo R.A.C. è stato fortemente limitato il diritto di ciascun deputato di accedere alle delibere del Collegio dei Questori e ai contratti stipulati dall'Amministrazione, che costituiva l'unico strumento atto a garantire una certa trasparenza alla gestione. Al suo posto, viene ora pubblicata semestralmente sul sito internet una lista delle spese ordinate, priva però dell'essenziale informazione sulle modalità di scelta del contraente. Così di quante e quali gare faccia la Camera non si sa quasi nulla, anche perché gli stessi bandi non sono più pubblicati nel sito, come avveniva fino a qualche anno fa. Ci si guarda poi bene dal pubblicare le relazioni periodiche del Servizio del controllo amministrativo sui controlli di legittimità e sui controlli di risultato.
&lt;p&gt; Il colmo è costituito dal fatto che a capo del Servizio per il controllo amministrativo c'è... il Segretario Generale, cioè il soggetto da controllare! In queste condizioni il nuovo «controllo di gestione», attribuito al Collegio dei Questori, è acqua fresca, perché è l'Amministrazione che passa al Collegio le poche informazioni che ritiene. 
&lt;p&gt;In pratica, il miliardo lo gestisce il Segretario Generale, nominato praticamente a vita, senza alcun vero controllo, né interno né tantomeno esterno, con modalità tra le più opache nell'ambito dell'intero continente europeo.
&lt;p&gt;
La delegazione radicale ha proposto già dal luglio 2011 - nel corso di quel rito inutile e farsesco che si svolge ogni anno e che consiste nell'approvazione da parte dell'Assemblea del Bilancio interno - di prevedere un sistema di accertamento dei conti simile a quello adottato dall'Assemblea nazionale francese, che all'articolo 16 comma 2 del suo regolamento, prevede che in ciascun anno della legislatura l'Assemblea elegga una Commissione speciale di 15 membri, presieduta da un deputato d'opposizione, incaricata di «verificare ed appurare» i conti. Né i Questori né alcun altro membro dell'Ufficio di Presidenza possono farne parte. 
&lt;p&gt;Superfluo dire che l'ordine del giorno radicale, che chiedeva per la Camera controlli simili a quelli dell'Assemblea nazionale francese, è stato sonoramente bocciato. Ci riproveremo quest'anno cercando di abbattere quel muro impenetrabile di omertà che siamo riusciti solo parzialmente a scalfire con l'ottenimento due anni fa della lista dei fornitori e consulenti (e i contratti), messa immediatamente in internet sui siti radicali. Era la prima volta che accadeva nella storia di Montecitorio. Un successo che, come detto in precedenza, è stato prontamente ridimensionato e depotenziato. La casta più potente vuole continuare ad agire indisturbata senza rendere conto né ai deputati, né ai cittadini tutti. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dirittiglobali.it/home/categorie/21-politica-a-istituzioni/31617-i-conti-della-camera-impenetrabili.html&quot;&gt;il Manifesto / www.dirittiglobali.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Osvaldo NAPOLI: Berlusconi ha difeso dignità politica</title>
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  <updated>2011-10-13T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) - Sindaco  Comune Valgioie (TO) (Partito: LISTA CIVICA) - Consigliere  Consiglio Comunale Valgioie (TO) (Lista di elezione: LISTA CIVICA) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
''Un discorso dai toni fermi quanto basta, volto a rivendicare la dignità della politica contro tutta la schiuma delle trame e delle miserie che affliggono la politica. Il presidente Berlusconi ha indicato due punti fermi nell'azione del governo: il rispetto delle istituzioni e della volontà elettorale, da un lato; l'apertura, dall'altro lato, al confronto con chiunque, dalla maggioranza o dalle opposizioni, ha proposte concrete da fare nell'interesse del Paese''.
&lt;p&gt; &lt;i&gt;Lo dichiara in una nota il vicepresidente dei deputati del PdL, Osvaldo Napoli.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt;
''I governi tecnici o comunque denominati o l'alternativa delle elezioni anticipate sono fuori dall'orizzonte del premier e della maggioranza. La Camera saprà sanare rapidamente l'incidente tecnico, ma soprattutto la maggioranza sapra' ritrovare la coesione necessaria sul piano programmatico. Dispiace soltanto per lo spettacolo mandato in onda dalle opposizioni, la cui assenza pesa come un macigno sulla dignità del Parlamento''.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/news-GOVERNO__O_NAPOLI_%28PDL%29__BERLUSCONI_HA_DIFESO_DIGNITA__POLITICA-1057472-POL-1.html&quot;&gt;www.asca.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Tutto il governo in Aula per le intercettazioni</title>
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  <updated>2011-10-06T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Nonostante &quot;la giornata trionfale a Montecitorio con Berlusconi e tutto il governo presente in Aula sulle intercettazioni non sono riusciti a fare nemmeno un voto&quot;.
&lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, capogruppo Pd alla Camera &lt;a href=&quot;http://youtu.be/__dZHI0FP7E&quot;&gt;commenta così l'esito della mattinata di lavori parlamentari&lt;/a&gt;.
&lt;p&gt;

&quot;Noi abbiamo iniziato a usare tutti gli strumenti parlamentari per impedire l'approvazione del ddl sulle intercettazioni, pur sapendo che ci sono i tempi contingentati. In un giorno trionfale con Berlusconi e tutti i ministri in Aula - ha spiegato Franceschini - non sono riusciti a votare neanche un emendamento. E' desolante che in piena crisi economica stiano qui l'intera mattina e considerino le intercettazioni più importanti dei problemi degli italiani&quot;.

&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://youtu.be/__dZHI0FP7E&quot;&gt;&lt;b&gt;Video della dichiarazione di Dario Franceschini&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6305&quot;&gt;dariofranceschini.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Voto dei Radicali sulla sfiducia al ministro Romano</title>
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  <updated>2011-09-28T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;I radicali rischiano l'espulsione dal gruppo Pd della Camera. Subito dopo il voto dell'Aula sulla mozione di sfiducia a Saverio Romano, cui i radicali non hanno partecipato, si e' riunito l'ufficio di presidenza per esaminare il caso. &quot;Per domani [oggi 29 settembre, ndr] è stato convocato il direttivo del gruppo, che in base allo statuto è competente per valutare casi come questi&quot;, ha spiegato &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;. &quot;Il comportamento dei radicali è incomprensibile, intollerabile e non era stato nemmeno preannunciato&quot;, ha sottolineato. Già nel pomeriggio, ha ricordato &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt;, i radicali avevano votato in difformità dal gruppo sul ddl per le professioni mediche. &quot;Già questo non rientra nella normalità&quot;, ha insistito il capogruppo del Pd. &quot;Quest'ultimo però è un voto politico&quot;, ha detto ancora, &quot;Domani parleremo con loro e valuteremo&quot;. Lo statuto prevede in questi casi prima un richiamo orale, di fatto gia' lanciato in Aula da Roberto Giachetti, poi uno scritto, la sospensione dal gruppo e infine l'espulsione.
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6286&quot;&gt;Asca&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Marco CAPPATO: Biotestamento. Ora grande manifestazione per bloccare dl Calabrò</title>
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  <updated>2011-07-13T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Milano (MI) (Lista di elezione: Lista Bonino - Pannella) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
PD e altri partiti si muovano.
&lt;p&gt;Prima di parlare di referendum, c’è ancora tempo per fermare una legge che l’80% degli italiani non vuole.

&lt;p&gt;
Negli ultimi mesi noi Radicali per cinque volte abbiamo manifestato davanti Montecitorio in totale solitudine, a parte alcune associazioni laiche e adesioni individuali.
&lt;p&gt;

Dal Partito Democratico o da altri non si è vista una campagna di alcun tipo, nemmeno un manifesto.
&lt;p&gt;

Se il DL Calabrò è potuto passare alla Camera è solo perché chi può convocare le masse non l’ha fatto, mentre i grandi tenutari dell’informazione di regime non hanno mai organizzato un dibattito in prima serata che potesse coinvolgere milioni di cittadini.
&lt;p&gt;

A questo punto diciamo proprio a coloro che hanno espresso posizioni contro questa legge che è il momento di lottare per coinvolgere la società, l’opinione pubblica e anche i partiti di appartenenza in una grande mobilitazione per fermare una legge impopolare e dunque tutt’altro che inarrestabile.
&lt;p&gt;

Per essere ancora più espliciti, chiediamo ad esempio a tutti i parlamentari contrari al dl Calabro di rivolgersi pubblicamente ai propri Segretari, a partire da Bersani, Di Pietro e Fini,  affinché il dibattito conclusivo al Senato sia preceduto da una grande manifestazione nazionale per la libertà delle scelte di fine vita.

&lt;p&gt;
Se non ora, quando?
&lt;p&gt;

Dichiarazione congiunta con Mario Staderini, Segretario di Radicali Italiani. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/print/comunicati/20110713/biotestamento-staderini-cappato-ora-grande-manifestazione-bloccare-dl-calabr&quot;&gt;Partito Radicale&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Ignazio Roberto Maria MARINO: Biotestamento «Diktat di maggioranza sugli italiani. Pronti alla mobilitazione con il referendum»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2011-07-13T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>590062</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Ancora una volta gli italiani sono costretti a subire sulla loro pelle la volontà di una maggioranza elettorale che impone scelte che non hanno base né sotto il profilo scientifico né culturale e nemmeno di buonsenso».&lt;br /&gt; 
 Non usa mezzi termini Ignazio Marino, senatore del Pd, per condannare il disegno di legge sul biotestamento.
&lt;p&gt; &lt;b&gt;La maggioranza sostiene che è un passo in avanti importante. Secondo lei non è così?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

&lt;p&gt;
«Hanno approvato una legge che svuota di significato il testamento biologico per due motivi».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Quali?&lt;/b&gt;

&lt;p&gt;
«Il primo è che le dichiarazioni espresse dai singoli non sono vincolanti e il medico può in ogni momento disattenderle purché abbia dichiarato nella cartella medica di non essere d`accordo con le dichiarazioni del paziente. E poi perché queste dichiarazioni possono essere consultate solo nel momento in cui il paziente è in stato di morte cerebrale. Non credo che i medici italiani stessero aspettando una legge per stabilire che tipo di terapie praticare a un paziente che è morto».
&lt;p&gt;

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;E quindi?&lt;/b&gt;

&lt;p&gt;
«Con queste regole la maggioranza impone agli italiani come deve morire. Chiunque in caso di perdita della capacità di manifestare la propria opinione, anche se ha lo ha indicato diversamente nella sua dichiarazione, dovrà subire un`incisione nella pancia dove sarà infilato un sondino per la nutrizione obbligatoria. Una legge inaudita. In nessuna parte del mondo sono state fatte queste scelte. Avrò il diritto di morire come voglio a casa mia nell'affetto dei miei cari? In Italia non si può».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Alla Camera però la maggioranza è stata più ampia del previsto.&lt;/b&gt;

&lt;p&gt;
«E grave che anche settori del Pd abbiano votato a favore di questa legge. Il partito su questo tema deve fare una scelta più chiara e in linea con i suoi elettori. Intanto pensiamo di lanciare una mobilitazione che ci porti a presentare presto un referendum contro questa legge». &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1219VM&quot;&gt;Il Mattino&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>DELIA MURER: Colpo di mano sul nucleare </title>
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  <updated>2011-05-25T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>572843</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Cancellare il referendum sul nucleare con un decreto legge. Il governo ci prova. Ha posto e ottenuto la fiducia in Aula alla Camera sul cosiddetto decreto omnibus, dove ci sono le norme ammazza-referendum. La Camera ha votato la fiducia con 313 sì e 291 no e due astenuti. Il provvedimento, così, è passato. Un vero e proprio colpo di mano.
&lt;p&gt;''Questa prova di arroganza – aggiunge l’on. Delia Murer – potrebbe comunque essere punita dai cittadini. A cominciare dai ballottaggi ma anche andando a votare comunque al referendum, dove ci saranno i quesiti importantissimi sull’acqua pubblica e sul legittimo impedimento”. Intanto, con la decisione di mettere la fiducia sul decreto omnibus, è evidente che il governo le stia provando tutte per sfuggire al voto degli italiani nel referendum indetto per il 12 e 13 giugno.

&lt;p&gt;
Nelle norme che l'esecutivo vuole imporre non c'è nessun abbandono del piano nucleare ma solo un rinvio per evitare il giudizio dei cittadini che, come già dimostrato dal voto in Sardegna, è nettamente contrario al ritorno delle centrali nucleare in Italia.  Presentato dall’esecutivo dopo il disastro di Fukushima e motivato dalla necessità di acquisire nuovi dati sulla sicurezza delle attuali tecnologie, l’emendamento sul nucleare contenuto nel decreto Omnibus riguarda la rinuncia, limitatamente ad un anno, all’energia atomica da parte dell’Italia. Con il sì della Camera vi sarebbe dunque solo una moratoria temporanea e non sarebbero abrogate tutte le disposizioni relative alla localizzazione e alla realizzazione di nuove centrali nucleari. 
&lt;p&gt;Le ragioni del referendum verrebbero perciò aggirate, mentre il programma per il riavvio in Italia degli impianti subirebbe solo una battuta d’arresto e non uno stop definitivo. La parola ora spetta alla Corte di Cassazione che dovrà decidere se la norma supera il referendum oppure no.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.deliamurer.it/cms/it.html?view=article&amp;catid=7%3Ageneraliste&amp;id=283%3Acolpo-di-mano-sul-nucleare&amp;tmpl=component&amp;print=1&amp;layout=default&amp;page=&quot;&gt;deliamurer.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Laura RAVETTO: Lavoratori licenziati dalla CGIL</title>
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  <updated>2011-05-17T00:00:00Z</updated>
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  <id>572399</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Sottosegretario  Rapporti con il Parlamento  (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Seduta n. 473 del 17/5/2011  sottosegretario on Ravetto
La XI Commissione,
premesso che:
in data 15 marzo 2011 con un'interrogazione è stata affrontata presso questa
Commissione la situazione di una lavoratrice della Cgil di Cosenza, Simona Micieli, che ha operato presso la struttura sindacale locale per oltre cinque anni senza godere di un reale contratto;
con il suindicato atto di sindacato ispettivo, l'interrogante chiedeva se e quali iniziative di competenza il Ministro del lavoro e delle politiche sociali ritenesse opportuno predisporre al fine di avviare un percorso di monitoraggio circa la regolarità contrattuale dei profili occupazionali operanti presso le strutture sindacali, indipendentemente dalla sigla di queste, garantendo la piena tutela dei diritti e la sicurezza dei lavoratori e consentendo l'emersione del lavoro nero anche in quelle strutture che sono deputate alla salvaguardia ed al rispetto dei lavoratori, anche al fine di salvaguardare l'immagine e la credibilità delle stesse strutture di rappresentanza sindacale italiane;
il sottosegretario on. Ravetto intervenuto in Commissione ha evidenziato che per quanto riguarda le competenze ministeriali «l'azione ispettiva, sulla base anche dei contenuti di cui alle direttive ministeriali del 18 settembre 2008 e del 7 luglio 2010, è finalizzata a concentrare l'azione su specifici obiettivi programmatici meritevoli di particolare attenzione, caratterizzati da fenomeni di rilevante impatto sul piano economico e sociale quali il lavoro nero, la gestione degli appalti, l'occupazione irregolare degli stranieri e l'elusione contributiva»;
la situazione della signora Micieli, costretta a lavorare per il maggiore sindacato italiano senza contratto e senza un'adeguata remunerazione per oltre cinque anni, è condivisa da altri giovani ex lavoratori della Cgil sparsi in ogni parte d'Italia, che hanno fondato in questi mesi un comitato dei licenziati della Cgil nel tentativo di poter dialogare con le istituzioni e con lo stesso sindacato;
la situazione denunciata dai professionisti parte del citato comitato evidenzia come questi siano stati sottoposti a ricatti, soprusi e negazione dei propri diritti presso le strutture sindacali dove erano operanti;
molteplici sono state le manifestazioni di protesta del comitato segnatamente fuori alla sede nazionale della Cgil: nel corso del mese di aprile 2011 c'è stato un sit-in di protesta che si è prolungato per oltre 15 giorni per chiedere un confronto con il sindacato ma è stato letteralmente ignorato dalla dirigenza della Cgil;
il sindacato, attualmente coinvolto in procedimenti giudiziari, non ha dato riscontri circa le proprie responsabilità nei confronti degli ex lavoratori delle sue strutture territoriali, né tantomeno ha avuto l'intenzione di confrontarsi apertamente con i giovani licenziati al fine di analizzare nel dettaglio le criticità da essi riscontrati nell'esplicazione del loro lavoro e nelle modalità - imposte dal sindacato stesso - in cui questo è stato portato avanti;
la citata direttiva ministeriale 18 settembre 2008, in materia di servizi ispettivi e attività di vigilanza, riconosce l'azione ispettiva come un «azione che deve essere cioè diretta essenzialmente a prevenire gli abusi e a sanzionare i fenomeni di irregolarità sostanziale abbandonando, per contro, ogni residua impostazione di carattere puramente formale e burocratico, che intralcia inutilmente l'efficienza del sistema produttivo senza portare alcun minimo contributo concreto alla tutela della persona che lavora»;...&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.camera.it/417?idSeduta=473&amp;resoconto=btind&amp;param=&quot;&gt;www.camera.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Sui miei deputati metto non una mano sul fuoco, ma tutte e due</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/04/13/dario-franceschini/sui-miei-deputati-metto-non-una-mano-sul-fuoco-ma-tutte-e-due/559796"></link>
  <updated>2011-04-13T00:00:00Z</updated>
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  <id>559796</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Alla Camera la maggioranza ha superato anche la prova del voto segreto chiesto e concesso su un emendamento dell'Idv, ottenendo 316 preferenze, e dunque sei voti in più rispetto alla quota massima di 310 ottenuta durante le votazioni a scrutinio palese. «Sui miei deputati metto non una mano sul fuoco, ma tutte e due» ha replicato &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, capogruppo del Pd. «Sono in sei - ha aggiunto - ad aver votato con la maggioranza. Sui deputati del Pd non ho dubbi. Chi sia stato lo si capisce, ma io non sono sleale da attribuire ad altri questo voto». &lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/11_aprile_13/processo-breve-camera_06c212d0-65a3-11e0-860c-f8f35d8ce484.shtml&quot;&gt;Corriere&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Alla Camera si esamina la prescrizione breve, al Senato si approvano emendamenti con effetto opposto</title>
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  <updated>2011-04-06T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt; &lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=acL68Vthg4s&quot;&gt;in un intervento alla Camera&lt;/a&gt; ha sottolineato: ''Mentre alla Camera si esamina la prescrizione breve, al Senato sono stati approvati due emendamenti che ottengono l'esatto effetto opposto, cioè l'allungamento a dismisura della lista dei testimoni dell'imputato e l'impossibilità di usare sentenze passate in giudicato nei confronti di un coimputato, norma che incide direttamente sul processo Mills... abbiamo capito cos'è per questa maggioranza il bicameralismo perfetto''. 
&lt;p&gt;


''Possibile - si è chiesto &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt; - che nemmeno di fronte a queste cose ci sia uno di voi che sente che la sua coscienza di cittadino e parlamentare non può continuare a sostenere queste cose?&quot;. 
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=acL68Vthg4s&quot;&gt;&lt;b&gt;Video dell'intervento di Dario Franceschini&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=acL68Vthg4s&quot;&gt;dariofranceschini.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giuseppe GIULIETTI: Processo greve alla Costituzione</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/03/31/giuseppe-giulietti/processo-greve-alla-costituzione/559554"></link>
  <updated>2011-03-31T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>559554</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Non una, ma mille piazze per la Costituzione serviranno nelle prossime ore per fermare la legge sulla &quot;prescrizione breve per uno&quot; che ha fatto precipitare l’Italia in una delle giornate più gravi e grevi della sua storia repubblicana.
Si è visto davvero di tutto, un deputato berlusconiano ha tirato i giornali contro il presidente Fini, il ministro Alfano ha scagliato la sua tessera parlamentare contro i banchi dell’Italia dei valori, La Russa, visibilmente alterato, ha insultato il Parlamento e ha mandato letteralmente a quel paese, per usare un eufemismo, il Presidente della Camera.

&lt;p&gt;
Gli stessi che si sono prodotti in tali e tante volgarità puntavano poi il dito contro quei cittadini che, legittimamente, manifestavano la loro indignazione civile davanti al Parlamento.&lt;br /&gt;

Con quale faccia costoro si permettono di alzare la voce contro donne e uomini che vogliono manifestare il loro amore per il tricolore e la Costituzione?
Sarà bene, nelle prossime ore, non staccare la spina, ed esercitare quella che un tempo si chiamava vigilanza democratica e sarà bene tornare a chiamarla così.

&lt;p&gt;
Per il momento abbiamo colto una prima vittoria costringendoli a rinviare il voto alla prossima settimana, ma sarebbe sbagliato allentare la tensione politica, etica, civile.&lt;br /&gt;

Ci riproveranno, perchè così hanno deciso il capo supremo ed i suoi avvocati, perchè hanno bisogno di bloccare il processo Mills, perchè in quel processo, essendo già stato individuato il corrotto, bisogna ora scrivere sulla sentenza il nome del corruttore.

&lt;p&gt;
Per queste ragioni, come associazione articolo 21, riprendendo anche le proposte lanciate da MicroMega, abbiamo chiesto a tutte le forze politiche, sociali, sindacali che hanno a cuore la Costituzione, di promuovere da subito decine di presidi in tutte le piazze, magari davanti alle prefetture, per far sentire la voce di quanti credono nella legalità repubblicana e nel principio di uguaglianza fissato in modo esemplare nell’articolo 3 della Costituzione.&lt;br /&gt;

Il popolo viola, con altre associazioni, ha anche proposto di promuovere &quot;Una notte bianca della democrazia&quot; per lunedì a Roma, una sorta di maratona che dovrà accendere i riflettori su quello che accadrà alla Camera dei deputati la prossima settimana.
&lt;p&gt;

Continuo, infine, a pensare che sarebbe utile ed importante che, prima dell’eventuale voto finale, e dopo aver utilizzato tutti gli strumenti concessi dal regolamento, tutti i gruppi parlamentari che non voteranno la legge sul &quot;processo breve e greve&quot; vorranno concordare forme di protesta, inedite e clamorose, tali da far comprendere ad una pubblica opinione, sempre più disinformata, la drammaticità dello strappo costituzionale in atto.

&lt;p&gt;
Qui non è in gioco un processo, ma a la sostanza medesima dell’ordinamento democratico, di fronte d una simile sfida non ci sono questioni di opportunità che tengano.
Per questo, nei modi e nelle forme che insieme decideremo, sarà necessario convocare per giorni una sola grande, immensa, diffusa, piazza della Costituzione. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://temi.repubblica.it/micromega-online/processo-greve-alla-costituzione/?printpage=undefined&quot;&gt;micromega-online&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Quanto successo ieri in Aula non è normale</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/03/31/dario-franceschini/quanto-successo-ieri-in-aula-non-%C3%A8-normale/559548"></link>
  <updated>2011-03-31T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>559548</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Signor Presidente, credo veramente che sia difficile ricondurre quanto è avvenuto ieri e oggi in Aula soltanto ad un problema di sanzioni o Regolamenti parlamentari, che pure dovranno esserci e credo nel modo più netto possibile.&lt;br /&gt;

Penso che ci sia al fondo un problema ben più grave, che è il rapporto tra il Governo e il Parlamento e il fastidio che alcuni ministri, ieri e oggi, hanno mostrato nei confronti del Parlamento. Non sto a ricordare - lo affronteranno i questori e la Presidenza - che, per correggere gli insulti che le ha rivolto ieri, il Ministro della Difesa, pensando di mettere una pezza, ha detto che il «gentile» termine con cui ha qualificato lei e che le ha rivolto, non era rivolto a lei, ma era rivolto al sottoscritto, cioè il capogruppo dell'opposizione, come se fosse normale che un Ministro della difesa, in Aula, di fronte ad un intervento normale di un capogruppo o di un parlamentare, lo insulti in quel modo&quot;. Così si è espresso &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt; (Pd), intevenendo in Aula alla Camera del Deputati.
&lt;p&gt;
&quot;Aggiungo quanto ha detto il collega Casini, ma vorrei fare notare allo stesso presidente Casini che non è soltanto una prova di come stiamo gestendo la situazione internazionale il fatto che ieri il Ministro della difesa fosse qua tutta la giornata insieme al Ministro degli affari esteri con quello che sta succedendo nel mondo per votare delle questioni pregiudiziali e sospensive o il processo verbale. Vorrei piuttosto fare notare che i loro telefonini in tutta la giornata di ieri non hanno mai squillato: nessuno li ha mai cercati e questo a dimostrazione della rilevanza e dell'impegno che il nostro Paese ha nella crisi internazionale che stiamo vivendo&quot;. Ha proseguito &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt;.
&lt;p&gt;
&quot;Poi penso anche che non possa essere trascurato quello che ha sollevato il collega Donadi poco fa e, cioè, se vogliamo ritenere normale che il Ministro della giustizia scagli il suo tesserino parlamentare contro i banchi dell'opposizione. Vogliamo anche questo classificarlo nelle intemperanze su cui poi facilmente si chiede scusa? E vogliamo considerare normale - ha concluso &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt; - che, rispetto a quello che ieri è avvenuto nel Parlamento di questo Paese, il TG1 abbia dato questa notizia come settima notizia, dopo la cronaca normale e dopo l'assassinio dell'Olgiata? Vogliamo immaginare che sia normale questo?  Allora, io credo che voi potrete continuare ad occultare e a nascondere, ma è arrivato il momento in cui gli italiani stanno finalmente aprendo gli occhi&quot;.

&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=4857&quot;&gt;&lt;b&gt;Testo dell'intervento in aula di Dario Franceschini&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;
&lt;p&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=iYAq2MHGFXI&quot;&gt;&lt;b&gt;Video dell'intervento di Dario Franceschini&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=4857&quot;&gt;dariofranceschini.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Senza il nuovo verbale la seduta non può riprendere</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/03/31/dario-franceschini/senza-il-nuovo-verbale-la-seduta-non-pu%C3%B2-riprendere/559516"></link>
  <updated>2011-03-31T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>559516</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La seduta non puo' riprendere se prima non viene scritto un nuovo processo verbale e se questo non viene votato. E' questo il giudizio del capogruppo del Pd, &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, in merito alla bocciatura del processo verbale di ieri nell'aula di Montecitorio. ''A mio avviso - sottolinea Franceschini - la votazione e' stata tenuta aperta per troppo tempo. Con trucchi e' stata tenuta aperta piu' del necessario per consentire ai ministri di arrivare da Palazzo Chigi. Una votazione viene aperta per far votare chi e' in aula, non per aspettare chi e' fuori''.&lt;br /&gt;


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/news-GIUSTIZIA__FRANCESCHINI__SENZA_NUOVO_VERBALE_SEDUTA_NON_PUO__RIPRENDERE-1004294-ORA-.html&quot;&gt;Asca&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Rinnovabili: &quot;Il Sì alla mozione è una vittoria del Pd&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/03/16/dario-franceschini/rinnovabili-il-s%C3%AC-alla-mozione-%C3%A8-una-vittoria-del-pd/559112"></link>
  <updated>2011-03-16T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>559112</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il sì della Camera alla mozione sulle energie rinnovabili è una &quot;vittoria del Pd&quot;, secondo il capogruppo dei democratici a Montecitorio Dario Franceschini: &quot;L'approvazione della mozione sulle energie rinnovabili che il Pd si era impegnato a presentare in aula con le imprese del settore è una vittoria perchè vincola il governo ad adottare gli atti di propria competenza in linea con il mandato ricevuto dal parlamento. E ora vigileremo perchè questo accada&quot;. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://notizie.virgilio.it/notizie/politica/2011/03_marzo/16/rinnovabili_franceschini_si_a_mozione_e_una_vittoria_del_pd,28772935.html&quot;&gt;TMNews &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Berlusconi sta facendo male all'Italia</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/02/03/dario-franceschini/berlusconi-sta-facendo-male-allitalia/557652"></link>
  <updated>2011-02-03T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>557652</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
''Lei sta facendo del male all'Italia e l'unico atto che puo' fare per il bene del suo Paese adesso e' dimettersi e consentire al nostro Paese, alla politica di tornare ad un normale confronto tra maggioranza e opposizione, tra avversari che finalmente possono trovare intese sui problemi del Paese, anche a cominciare dal federalismo''.
&lt;p&gt; Lo ha detto il presidente dei deputati democratici, &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, intervenendo per la dichiarazione di voto in aula alla Camera sulla richiesta di autorizzazione a perquisire l'ufficio del contabile di Berlusconi.

&lt;p&gt;
''Qualsiasi persona, qualsiasi coalizione che verra' dopo di lei - ha aggiunto Franceschini rivolgendosi sempre a Berlusconi - trovera' montagne di macerie e non parlo solo di macerie economiche e istituzionali o legislative, purtroppo parlo di macerie di valori. Chi ha un ruolo pubblico, chi guida uno Stato con le sue parole, con i suoi comportamenti indica dei modelli sociali, indica al suo Paese delle gerarchie di valori. E' per questo che deve cercare di dare l'esempio''.
&lt;p&gt;
''L'Italia, nella sua storia si e' sempre basata su valori positivi e condivisi, al di fuori di distinzioni tra laici e cattolici, tra destra e sinistra; parlo di solidarieta', accoglienza, uguaglianza, la famiglia, la straordinaria autorita' morale delle donne italiane che il 13 di questo mese saranno in piazza... &lt;br /&gt;
Tutto e' stato travolto - ha detto Franceschini - dal messaggio e dal modello che ha incarnato: la gerarchia di valori che le sue televisioni hanno diffuso, contano solo i soldi, conta solo il potere, conta solo la notorieta' che si vuole raggiungere ad ogni costo perche' consentono di comprarsi tutto. Queste sono le gerarche sociali che lei ha rovesciato, queste sono le macerie che lei lascia alla fine inesorabile del suo percorso politico. Ma gli italiani, anche nella loro storia recente, hanno dimostrato tante volte di sapere ricostruire sulle macerie.
&lt;p&gt;
Ricostruire con fatica, con sudore, con orgoglio, anche con la rabbia civile dentro.&lt;br /&gt;
 Noi saremo con loro''.&lt;br /&gt;


&lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=4703&quot;&gt;Testo completo dell'intervento di Dario Franceschini&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;br&gt;
&lt;b&gt;&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=m4WN-xcMcpE&quot;&gt;Video dell'intervento di Dario Franceschini&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/news-CASO_RUBY__FRANCESCHINI__BERLUSCONI_LEI_STA_FACENDO_DEL_MALE_ALL_ITALIA-987270-ORA-.html&quot;&gt;ASCA&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Caso Ruby: Atto illegittimo rinviare gli atti ai pm</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/01/27/dario-franceschini/caso-ruby-atto-illegittimo-rinviare-gli-atti-ai-pm/557368"></link>
  <updated>2011-01-27T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>557368</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Secondo il presidente dei deputati del Pd, &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, la decisione della giunta è «una vergogna e un affronto alla credibilità delle istituzioni». 
&lt;p&gt;Il Pdl ha adottato «una linea da azzeccagarbugli che ha prodotto un atto illegittimo che non avrà alcun effetto perché non è il Parlamento che può stabilire di chi è la competenza giurisdizionale a giudicare un reato, come sanno benissimo quelli che l'hanno proposto e i magistrati stessi». &lt;br /&gt;

&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=EhoN5KYtIAE&quot;&gt;Videointervista a Franceschini&lt;/a&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/11_gennaio_27/pdl-conflitto-attribuzione_d64e3eda-2a15-11e0-88f8-00144f02aabc_print.html&quot;&gt;Corriere della Sera&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Rita BERNARDINI: Gli sprechi della Camera: «In 13 anni spesi 586 milioni di euro in affitti»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/08/12/rita-bernardini/gli-sprechi-della-camera-%C2%ABin-13-anni-spesi-586-milioni-di-euro-in-affitti%C2%BB/504213"></link>
  <updated>2010-08-12T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>504213</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
I radicali denunciano gli sprechi della Camera.
&lt;p&gt; 
Per Marco Pannella è la storia di «un gruppo di amici, alcuni stanno alla Camera dei deputati e altri in una società immobiliare, la Milano 90 srl ».&lt;br /&gt;
 Il sodalizio, accusa il leader radicale, sarebbe nato e cresciuto sugli immobili. Al punto da confezionare «un cadeau» da 586 milioni di euro che la Camera ha pagato, a partire dal 1997, per l'affitto, la pulizia e il servizio mensa di palazzi, tutti nelle vicinanze di Montecitorio, tra Fontana di Trevi, via del Tritone e piazza San Silvestro.

&lt;p&gt;
Edifici che ospitano gli uffici dei deputati, delle loro segretarie e porta-borse. Se della vicenda adesso si torna a parlare (ne avevano già scritto Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo ne La Casta), lo si deve all'insistenza di Rita Bemardini, parlamentare radicale, che da due anni preme per avere la documentazione di contratti e rogiti.&lt;br /&gt;
 E anche, indirettamente, al presidente della Camera Gianfranco Fini, che ha messo online tutte le spese che sostiene Montecitorio, da quelle immobiliari ai 590 mila euro l'anno pagati per i corsi d'inglese o gli 810 mila euro per cancelleria, calcolatrici, taglierine e lavagne magnetiche. 
&lt;p&gt; 

La storia del «cadeau» comincia nel 1997, quando Montecitorio decide di allargarsi, mettendosi alla ricerca di fabbricati prestigiosi. La scelta, nel periodo in cui è presidente della Camera Luciano Violante, cade su quattro stabili nei dintorni di Fontana di Trevi. &lt;br /&gt;
A farsi avanti è il costruttore Sergio Scarpellini, solide-amicizie bipartisan, proprietario di una della maggiori scuderie italiane e di un immenso patrimonio immobiliare nella Capitale che bussa per proporre i suoi palazzi a due passi da Montecitorio. 
&lt;p&gt;A dire il vero i primi edifici che offre ancora non sono suoi, anche se l'imprenditore è a un passo dalla conclusione dell'affare. In effetti li sta ancora trattando con gli allora proprietari (tra cui Telecom ed Enel), e questo lo si capisce anche da quel che c'è scritto nel contratto d'affitto stipulato per il primo immobile, tra via del Tritone e via del Pozzetto. &lt;br /&gt;
E che Rita Bernardini è riuscita a farsi consegnare.

La deputata radicale, ieri alla conferenza stampa per la presentazione del dossier ha scandito ad alta voce le parole dell'accordo:
&lt;p&gt; 

«Premesso che la Milano 90 srl ha in corso di acquisizione la proprietà e disponibilità del compendio immobiliare al rione Trevi-Colonna..». &lt;br /&gt;
Poi, seduta accanto a Pannella, tronca bruscamente la lettura e condude: «Insomma, quando viene firmato il contratto Scarpellini ancora non ha gli immobili».

&lt;p&gt;
Però quel corposo contratto che stringe in mano, della durata di 9 anni rinnovabili per altri 9, valore 12 miliardi annui delle vecchie lire, consente al costruttore di presentarsi in banca e ottenere i mutui necessari agli acquisti. 
&lt;p&gt;«Per quanto è dato sapere sintetizza Marco Pannella, gli amici estendono il patto e sottoscrivono i nuovi contratti relativamente a quattro nuovi immobili, sempre nelle vicinanze di Montecitorio». 
&lt;p&gt;Il totale sborsato è di 334 milioni di euro, che avrebbero consentito l'acquisto degli edifici, «con il risparmio di qualche lira o di qualche centesimo», osserva Bemardini. 
&lt;p&gt;Nel 2007 la Camera prova a rescindere il contratto, ma le clausole sono studiate in modo tale che il tribunale civile di Roma, interpellato per un arbitrato, finisce per dare ragione alla «Milano 90». 
&lt;p&gt;Non basta: i servizi aggiuntivi di pulizie, portierato e mensa «tutti finiti alla stessa società, senza bando», conteggiano meticolosi i radicali, costano all'erario «un totale di 222 milioni di euro».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=TCG7M&quot;&gt;Corriere della Sera - Fulloni Alessandro&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Italo BOCCHINO: «Epurato da Berlusconi. Ha chiesto la mia testa»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/04/29/italo-bocchino/%C2%ABepurato-da-berlusconi-ha-chiesto-la-mia-testa%C2%BB/499063"></link>
  <updated>2010-04-29T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>499063</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: FLI) - Vicepres. Camera VICE PRESIDENTE GRUPPO DEPUTATI POPOLO DELLA LIBERTA'  (Gruppo: AN) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Dimissioni irrevocabili da vicecapogruppo dei deputati Pdl.
&lt;p&gt;«Berlusconi mi ha chiamato la sera che dovevo partecipare a Ballarò. Aveva toni concitati e mi ha detto: 'Se vai, farai i conti con me. Dopo vedrai...'. Gli ho risposto - ha raccontato Bocchino - che non esiste in nessun partito democratico del mondo che il leader dica alla minoranza di non andare in televisione a spiegare le proprie posizioni. 'Ma quali posizioni, qua c'è solo una posizione', mi ha risposto. E poi: 'Io ti infilzo'». «Berlusconi - ha aggiunto il deputato finiano - commette un grave errore che è quello di colpire il dissenso, colpire chi è in vista per educarne cento. Ma questo non porterà il partito lontano». «Possono toglierci tutti i posti di responsabilità che abbiamo - è l'avvertimento di Bocchino - ma continueremo a combattere la nostra battaglia dall’interno. I presidenti delle commissioni non sono in discussione, a meno che Berlusconi non decida altre epurazioni».
&lt;p&gt;Dimissioni irrevocabili. E il retroscena, raccontato ai giornalisti, di una «epurazione». Italo Bocchino da oggi è un semplice deputato, decade dal ruolo di vice capogruppo vicario del Pdl alla Camera e attacca frontalmente Silvio Berlusconi: «Ha chiesto la mia testa» è l'affondo dell'esponente finiano. «C'è stata una direttiva di Berlusconi durante Ballarò che chiedeva la mia testa. C'è un evidente tentativo da parte di Berlusconi in prima persona di arrivare a un'epurazione mia per colpire l'area a me vicina» ha detto Bocchino conversando con i cronisti alla Camera, dopo aver presentato le «dimissioni definitive» dalla carica di vice presidente vicario del Pdl.
Diversa l'interpretazione della vicenda che avrebbe dato lo stesso premier durante la cena di mercoledì sera a Palazzo Grazioli con alcuni parlamentari del Pdl. «Ho chiamato Bocchino l'altra sera quando doveva andare a Ballarò. Con me è stato anche un po' insolente. Gli ho detto che non si può andare in tv a fare sceneggiate coinvolgendo il partito. Tutti nel Pdl devono capire che non si può sputtanare il partito». Poi il capo del governo, secondo quanto viene raccontato all'agenzia Agi, ha proseguito: «A volte mi verrebbe voglia di mollare tutto, non si può passare tutta una giornata a discutere per questioni di partito. Io ho un Paese da governare e problemi internazionali da affrontare ed è deprimente perdere così tanto tempo per certe cose. Io comunque non sono un irresponsabile e vado avanti. Sarà il partito ad affrontare certe cose».
&lt;p&gt; «L'epurazione di Italo Bocchino è stato un grave errore di valutazione oltre che un atto antidemocratico e politicamente abietto» è l'opinione del vicepresidente dei deputati del Pdl Carmelo Briguglio, esponente della minoranza interna finiana. «Comporterà un costo politico notevole per chi l'ha commesso soprattutto in termini di perdita di consenso. L'arroganza non premia mai e incrementa spessore e appeal della &quot;vittima&quot; che essendo in questo caso un soggetto politico giovane e brillante come Italo Bocchino vale l'insegnamento nietzchiano 'Ciò che non ci uccide ci rafforza'. Infatti vedo oggi il collega Bocchino più vivace e combattivo del solito...».
&lt;p&gt;Il caso-Bocchino era esploso dopo lo scontro tra Berlusconi e Gianfranco Fini avvenuto la settimana scorsa alla direzione nazionale del Pdl. In un primo tempo il vice capogruppo aveva annunciato le proprie dimissioni, condizionate però all'elezione di nuovi vertici. Un modo per «contarsi» all'interno del partito. Ma il capogruppo Fabrizio Cicchitto aveva replicato seccato che se cade il presidente viene meno il vicario, e non il contrario. Berlusconi, dal canto suo, aveva fatto intendere di voler chiudere la vicenda in tempi rapidi, dando il via libera alla convocazione dell'assemblea del gruppo del Pdl. Dopo una serie di contatti, è stato Cicchitto a convocare ufficialmente la riunione. Una decisione motivata dallo stesso capogruppo al suo vice con una lettera che sin dalle prime righe dà il senso del clima che regna all'interno del Pdl: «Caro Italo, alla tua lettera di dimissioni fa seguito una tua nuova lettera (preceduta da pubbliche dichiarazioni non proprio distensive) con cui pretendi semplicisticamente e con motivazioni astruse e non condivisibili di ritirare le tue dimissioni, apparse su tutti i giornali e televisioni con voluto effetto mediatico». Ha replicato lo stesso Bocchino: «Ho confermato le mie dimissioni per far comprendere che il problema è politico e non di posti. Questo permetterà di contrastare il centralismo carismatico che dà prova della sua esistenza». Ha commentato il ministro della Difesa e coodrinatore del Pdl, Ignazio La Russa: «Bocchino ha preso una saggia decisione che ha fatto seguito a una situazione che stava diventando insostenibile».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/10_aprile_29/bocchino-pdl-capogruppo-camera-la-russa-fini-berlusconi_102fd298-5362-11df-afe0-00144f02aabe_print.html&quot;&gt;Il Corriere della Sera.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giuseppe GIULIETTI: No alla vendita dei beni confiscati ai mafiosi. L’appello di Libera.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/11/20/giuseppe-giulietti/no-alla-vendita-dei-beni-confiscati-ai-mafiosi-l%E2%80%99appello-di-libera/424517"></link>
  <updated>2009-11-20T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>424517</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Potranno i mafiosi, magari attraverso un presta nome, riacquistare i beni che poliziotti e magistrati erano riusciti a sequestrare e a restituire all’uso pubblico?

&lt;p&gt;
Sì, potranno farlo se e quando la camera dei deputati, con la centesima votazione di fiducia, darà il via libera alla finanziaria che, incredibilmente, contiene una norma che prevede la possibilità di mettere all’asta i beni e i terreni sequestrati a mafiosi e camorristi.

&lt;p&gt;
Non occorre essere un esperto del ramo per comprendere come e in quali condizioni potrebbero svolgersi tali aste in territori letteralmente dominati dalle organizzazioni criminali e dai loro protettori nelle istituzioni. Non a caso la legge fortemente voluta da Pio La Torre, il dirigente comunista ammazzato dai mafiosi, disponeva non solo il sequestro, ma anche la possibilità di assegnare i beni alle cooperative giovanili, a quelle associazioni che si battono per la legalità, a quanti non si sono mai arresi di fronte alle minacce e alle intimidazioni; in questo modo le terre di &quot;cosa nostra&quot; sono tornate ad essere &quot;cosa nostra&quot;, cioè un bene pubblico da amare, da proteggere, da coltivare, da far fruttare, nel senso pieno del termine.

&lt;p&gt;
Le ragazze e i ragazzi di Libera, l’associazione presieduta da don Luigi Ciotti, ha inviato a tutti i blog e a tutti i siti una lettera appello che non solo pubblichiamo volentieri, ma ci permettiamo di chiedere a tutti di farla girare e di raccogliere firme.
&lt;p&gt;

Probabilmente i promotori della giornata del 5 dicembre ci hanno già pensato, ma sarebbe &quot;cosa buona e giusta&quot; invitare uno di questi ragazzi a leggere l’appello dal palco, per quanto ci riguarda, come Articolo 21, anche in quella occasione organizzeremo dei tavoli per la raccolta di firme.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;L’appello di Libera&lt;/b&gt;

&lt;p&gt;
Tredici anni fa, oltre un milione di cittadini firmarono la petizione che chiedeva al Parlamento di approvare la legge per l’uso sociale dei beni confiscati alle mafie. Un appello raccolto da tutte le forze politiche, che votarono all’unanimità le legge 109/96. Si coronava, così, il sogno di chi, a cominciare da Pio La Torre, aveva pagato con la propria vita l’impegno per sottrarre ai clan le ricchezze accumulate illegalmente. Oggi quell’impegno rischia di essere tradito. Un emendamento introdotto in Senato alla legge finanziaria, infatti, prevede la vendita dei beni confiscati che non si riescono a destinare entro tre o sei mesi. E’ facile immaginare, grazie alle note capacità delle organizzazioni mafiose di mascherare la loro presenza, chi si farà avanti per comprare ville, case e terreni appartenuti ai boss e che rappresentavano altrettanti simboli del loro potere, costruito con la violenza, il sangue, i soprusi, fino all’intervento dello Stato. La vendita di quei beni significherà una cosa soltanto: che lo Stato si arrende di fronte alle difficoltà del loro pieno ed effettivo riutilizzo sociale, come prevede la legge. E il ritorno di quei beni nelle disponibilità dei clan a cui erano stati sottratti, grazie al lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura, avrà un effetto dirompente sulla stessa credibilità delle istituzioni. Per queste ragioni chiediamo al governo e al Parlamento di ripensarci e di ritirare l’emendamento sulla vendita dei beni confiscati. Si rafforzi, piuttosto, l’azione di chi indaga per individuare le ricchezze dei clan. S’introducano norme che facilitano il riutilizzo sociale dei beni e venga data concreta attuazione alla norma che stabilisce la confisca di beni ai corrotti. E vengano destinate innanzitutto ai familiari delle vittime di mafia e ai testimoni di giustizia i soldi e le risorse finanziarie sottratte alle mafie. Ma non vendiamo quei beni confiscati che rappresentano il segno del riscatto di un’Italia civile, onesta e coraggiosa. Perché quei beni sono davvero tutti “cosa nostra”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;PER FIRMARE L'APPELLO =&gt; &lt;a href=&quot;http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1780&quot;&gt;vai alla pagina&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://temi.repubblica.it/micromega-online/no-alla-vendita-dei-beni-confiscati-lappello-di-libera/?printpage=undefined&quot;&gt;Micromega-online&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giorgio NAPOLITANO: Intercettazioni. «Mi riservo di esaminare il testo votato alla Camera. Prenderò la decisione che mi compete»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/06/12/giorgio-napolitano/intercettazioni-%C2%ABmi-riservo-di-esaminare-il-testo-votato-alla-camera-prender%C3%B2-la-decisione-che-mi-compete%C2%BB/391521"></link>
  <updated>2009-06-12T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>391521</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. della Repubblica&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Certi suoi dubbi, di metodo e di merito, erano già affiorati nei giorni scorsi. Ma ieri sera il Capo dello Stato è intervenuto personalmente ed esplicitamente sul provvedimento del governo che impone una nuova normativa in materia di intercettazioni. Facendo capire che la controfirma di quella legge controversa non è affatto scontata.
&lt;p&gt;


«Mi riservo di esaminare il testo approvato e di seguire poi l'iter in Parlamento. Per prendere successivamente le decisioni che mi competono».
&lt;p&gt;
Si esprime così, all'uscita dall'albergo dei Poveri di Napoli, incalzato dai cronisti che tentano di strappargli un giudizio sulle sue prossime mosse. Spiega il Presidente:
&lt;p&gt;«Certo, ci sono molte cose da difendere e molte da rinnovare».

&lt;p&gt;Il riferimento pare rifarsi anche a ciò che ha detto appena tre giorni fa, di fronte al Consiglio Superiore della magistratura. Vale a dire: no a qualsiasi mossa che possa minare l'indipendenza dei giudici, no a strappi tra poteri dello Stato, no a iniziative che rischino di ledere i delicati equilibri istituzionali. Ma, aveva aggiunto allora, anche la magistratura sappia autolimitarsi, sappia fare autocritica e dunque trattenersi di fronte alle tentazioni del protagonismo.
&lt;p&gt;
Certo, il breve commento notturno del Presidente della Repubblica non autorizza a pensare che si prepari ad un lacerante«non possumus», sulla questione delle intercettazioni così come ha deciso di affrontarla il governo. [...]
&lt;p&gt; 
[...] In attesa che questo dossier approdi sul suo tavolo, si sa comunque come Napolitano abbia sempre auspicato una legge che sia frutto di larghe intese. L'ha ripetuto più volte: bisogna che ogni nuova norma sulle intercettazioni non pregiudichi il lavoro della giustizia penale e il diritto di cronaca, pur rispettando il diritto alla privacy dei cittadini.&lt;br /&gt;
Ciò che, stando al fuoco serrato delle opposizioni, della magistratura e della federazione della stampa, il provvedimento passato ieri alla Camera non sembra davvero assicurare.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=MKI8D&quot;&gt;Corriere della Sera - Marzio Breda&lt;/a&gt;</summary>
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