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  <title>Openpolis - Argomento: ministro della Difesa</title>
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  <updated>2012-02-15T00:00:00Z</updated>
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  <title>Giampaolo Di Paola: Saranno acquistati 90 caccia F-35 invece dei 131 previsti</title>
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  <updated>2012-02-15T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>625013</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione:  Ministro  Difesa&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Saranno acquistati 90 caccia F-35 invece dei 131 previsti dal programma Joint Strike Fighter, con una riduzione di 40 unità. 
&lt;p&gt;&lt;i&gt;Lo ha detto il ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola, alle commissioni Difesa congiunte di Senato e Camera.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt;

Oggi ci sono 183mila militari e 30mila civili nella Difesa: occorre scendere progressivamente, verso 150mila militari e 20mila civili, con una riduzione di 43mila unità. 

&lt;p&gt;

&quot;L'obiettivo si potrà raggiungere in dieci anni o poco più attraverso la riduzione degli ingressi del 20-30%, la mobilità verso altre amministrazioni, l'applicazione di forme di part time''. Per ammiragli e generali, ha aggiunto, ''ci sarà una riduzione superiore del 30%'. E' un percorso doloroso ma inevitabile''. &quot;In 5-6 ci sarà anche una riduzione del 30% delle strutture della Difesa''.

&lt;p&gt;
&quot;La componente aerotattica è irrinunciabile: ora è assicurata da Tornado, Amx e Av-8B, che nell'arco di 15 anni usciranno per vetustà dalla linea operativa. Saranno sostituiti da Jsf, che è il miglior velivolo in linea di produzione, nei programmi di ben 10 Paesi''. ''L'Italia ha già investito 2,5 miliardi di euro. Ci eravamo impegnati ad acquistarne 131, ora il riesame del programma ci porta a ritenere perseguibile l'obiettivo di 90 velivoli, un terzo in meno''.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/di-paola-conferma-40-caccia-f35-in-meno-taglio-di-30mila-militari-1119475/&quot;&gt;blitzquotidiano.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Ignazio LA RUSSA: A sinistra donne più brutte che mai</title>
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  <updated>2011-05-07T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>560356</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Difesa (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il ministro della Difesa rinverdisce il tormentone di Berlusconi: ‘’Ci sono alcune elette non belle anche da noi, ma certo non raggiungono l'apice della sinistra’’&lt;br /&gt;


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/La-Russa-A-sinistra-donne-piu-brutte-che-mai-La-replica-Detto-da-lui%E2%80%A6_311988003824.html&quot;&gt;www.adnkronos.com&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Emanuele FIANO: Libia. &quot;La Russa difende vilta' e opportunismo di Berlusconi&quot;</title>
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  <updated>2011-03-25T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>559418</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
''Le parole del ministro La Russa sono agghiaccianti e ipocrite: in diretta tv ha appena ammesso che il presidente del Consiglio di una nazione che si trova coinvolta in una missione militare, non e' disposto a venire in aula e mettere in gioco il suo ruolo a completo supporto di una missione nella quale i militari, del paese che lui governa, stanno mettendo a repentaglio la propria vita perche' e' pronto a giocare a fare il mediatore tra Gheddafi o chi lo dovesse sostituire, i ribelli e la coalizione. Questo tipo di comportamento si chiama vigliaccheria''.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/Libia-Pd-La-Russa-difende-vilta-e-opportunismo-di-Berlusconi_311827448549.html#&quot;&gt;Adnkronos&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Furio COLOMBO: Con la Libia contro la Libia</title>
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  <updated>2011-03-19T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>559160</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Eccoli che arrivano dal Consiglio dei ministri straordinario, La Russa (Difesa) e Frattini (Esteri). Vengono per informare deputati e senatori (in un’aula di Palazzo Madama) sullo stato di guerra che si sta creando con la Libia. Avete letto bene, la Libia, il Paese a cui siamo legati da un trattato fraterno mai denunciato, mai cancellato. Tanto per ricordare che trattato è, all’art. 4, comma 2 recita: “L’Italia non userà né permetterà l’uso del proprio territorio in qualsiasi atto ostile contro la Libia”. Bene, ora La Russa, il ministro della Difesa, viene a dire a deputati e senatori di una parte e dell’altra che le basi italiane sono a disposizione della Nato. Che ne è stato del Trattato di smodata amicizia con la “Grande Jamahiria popolare e socialista” (così è intestato il trattato)? Non ci crederete, ma solo Emma Bonino, e chi scrive, hanno voluto saperlo. Per non sbagliare, il ministro degli Esteri Franco Frattini profitta della benevola mancanza di curiosità del resto dell’assemblea, senza distinzione di parte.
&lt;p&gt;

E salta la risposta. La Russa, bisogna ammetterlo, ha un altro temperamento. È stato colorito, efficace e insistente nel mentire. La domanda era: “Ma come può il governo respingere in mare una nave con 1800 passeggeri, tra cui molte donne e bambini senza alcuna verifica di condizioni e di diritti (per esempio il diritto d’asilo) proprio nelle ore in cui l’Onu dà il via libera a un intervento militare che coinvolgerà tutto il Mediterraneo?”. Il ministro La Russa non esita a dire che “dopo avere accertato che venivano dal Marocco, li abbiamo riforniti di carburante e aiutati a tornare in Marocco”. Dunque una gita, di notte, con il mare forza 6. Solo La Padania potrebbe smentirlo: “Roberto Maroni è riuscito a evitare che sbarcassero a Lampedusa 1800 stranieri della nave marocchina proveniente dalla Libia” (17 marzo). 
&lt;p&gt;Ecco dunque l’intervento umanitario secondo Maroni: la nave veniva dalla Libia, ed è stata rimandata in Libia dove, se necessario, si può anche bombardare, ma non accogliere esseri umani. Dunque siamo in guerra con la Libia e contro la Libia. Con l’Europa e contro l’Europa. Per salvare gli assediati e per respingerli in mare se riescono a fuggire. &lt;br /&gt;
Tragici, pericolosi, ridicoli.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=YBO4P&quot;&gt;il Fatto Quotidiano&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Ignazio LA RUSSA: «Nessuno si illuda, due settimane e andiamo via, non è a noi che tocca togliere l’immondizia»</title>
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  <updated>2011-01-03T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>549500</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Difesa (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Sul fronte dei rifiuti sembra già dare i suoi frutti la sollecitazione del presidente Napolitano nel discorso di fine anno alla collaborazione tra governo e enti locali.
&lt;p&gt;
Così, durante la visita di ieri ai militari dell’operazione «Strade pulite»,il ministro Ignazio La Russa ha indicato la prospettiva dell’immediato futuro, passando la mano ai napoletani: «Nessuno si illuda, due settimane e andiamo via, non è a noi che tocca togliere l’immondizia», ha detto.

&lt;p&gt;
Il ministro ha precisato che spetta innanzi tutto a Comuni e Province far rimuovere la spazzatura. E riferendosi al vertice romano di domani sulle nuove discariche: «Il governo vi ha aiutati nell’emergenza, ora ve la dovete cavare da soli, Berlusconi tornerà a fare da paciere».&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=132963&amp;sez=NAPOLI#&quot;&gt;Il Mattino&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Massimo DONADI: «Calderoli si dimetta, ha abolito un reato per salvare 36 leghisti»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/10/20/massimo-donadi/%C2%ABcalderoli-si-dimetta-ha-abolito-un-reato-per-salvare-36-leghisti%C2%BB/547205"></link>
  <updated>2010-10-20T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>547205</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Il ministro ha mentito al Parlamento perché in un question time aveva detto che l'estinzione della norma sul reato di associazione militare, di cui erano accusati i militanti del Carroccio, era un errore materiale e lo avrebbe cancellato&quot;
&lt;p&gt;Mozione di sfiducia dell'Italia dei valori per il ministro della Semplificazione legislativa, Roberto Calderoli, che &quot;ha mentito&quot; sul lodo 'salva Lega', ovvero sulle norme che cancellano il reato di associazione militare per scopi politici, che entrate in vigore lo scorso 8 ottobre hanno determinato l'estinzione del processo a carico di 36 leghisti.
&lt;p&gt;

&quot;Il 3 ottobre il ministro della Difesa, attraverso il portavoce, - racconta Donadi - rilascia una nota stampa nella quale dice che l'inserimento del reato di associazione militare tra quelli da abrogare è un errore materiale e che il suo ministero si attiverà immediatamente per ottenere la rettifica in Gazzetta Ufficiale&quot;. A quel punto l'Idv nella stessa data presenta una richiesta di rettifica, ma arriva l'8 ottobre e il governo non fa nessuna rettifica, per cui la norma entra in vigore e il reato viene abrogato.&lt;br /&gt;
 Il ministro della Difesa è stato perciò politicamente ingannato dal ministro Calderoli&quot;.

&lt;p&gt;
&quot;Inoltre - continua Donadi - il consigliere Vito Poli, con un documento ufficiale del Consiglio di Stato, fa sapere che nel testo licenziato dalla commissione scientifica da lui presieduta questo reato non c'era, è stato inserito dopo al ministero della Semplificazione. Quindi -secondo il capogruppo Idv- una manina lesta lo ha inserito in un secondo tempo&quot;.
&lt;p&gt;

&quot;E' una vera 'porcata ministeriale' - denuncia Donadi che annuncia anche la presentazione di un esposto alla magistratura -, Calderoli ha mentito al Parlamento e agli italiani in diretta tv durante il question time alla Camera ed è probabilmente lui la 'manina' o l'ispiratore della manina che ha inserito il provvedimento nel testo pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e che poi ha bloccato la rettifica che era stata proposta dal ministero della Difesa&quot;.

&lt;p&gt;
Proprio in ragione della mancata rettifica e, quindi, del cosiddetto 'favor rei', nota Donadi, i leghisti che avevano in corso un processo a Verona &quot;la faranno franca, alla faccia dell'art. 18 della Costituzione che proibisce le associazioni che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare&quot;. 
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/politica/2010/10/20/news/idv_contro_calderoli-8273712/?rss&quot;&gt;la Repubblica.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Ignazio LA RUSSA: La legge sulle intercettazioni garantisce la privacy e la lotta al crimine.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/07/22/ignazio-la-russa/la-legge-sulle-intercettazioni-garantisce-la-privacy-e-la-lotta-al-crimine/503540"></link>
  <updated>2010-07-22T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>503540</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Difesa (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt; &lt;br /&gt;
Il ministro della Difesa e coordinatore del Pdl, Ignazio La Russa, fa i complimenti al guardasigilli Angelino Alfano per una legge, quella sulle intercettazioni, che ''centra l'obiettivo di garantire di piu' la privacy dei cittadini e allo stesso tempo non metta a repentaglio le indagini contro la criminalita'''.
&lt;p&gt; All'uscita da Palazzo Grazioli dove si e' appena concluso un vertice del Pdl, il ministro La Russa ha poi ribadito che l'intenzione e' quella di approvare il provvedimento prima della fine dell'estate.

&lt;p&gt;
Il ministro ha poi spiegato che nel corso del vertice non si e' parlato del congresso, ma ''delle attivita' parlamentari e della vita del partito''. La Russa ha poi criticato l'onorevole Granata per ''alcune recenti uscite'' sul fatto che alcune parti delle istituzioni e del governo stiano bloccando la ricerca della verita' sulle stragi di mafia del '92-93. ''E' andato sopra le righe'', ha concluso il ministro.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/news-INTERCETTAZIONI__LA_RUSSA__LEGGE_GARANTISCE_PRIVACY_E_LOTTA_A_CRIMINE-932553-ORA-.html&quot;&gt;www.asca.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Ignazio Roberto Maria MARINO: Afghanistan. «Se siamo in guerra dobbiamo ritirarci»  -  INTERVISTA</title>
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  <updated>2009-09-19T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>417786</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Ignazio Marino, senatore del Pd e candidato alla segreteria, vuole sapere se l'Italia sta combattendo una guerra oppure no. Se le condizioni dei nostri soldati sono le stesse di quando si è votata la missione. E, se sono cambiate, come. Per verificare che non siano in contrasto con l'articolo 11 della nostra Costituzione, quello che dice che «l'Italia ripudia la guerra come risoluzione delle controversie internazionali». Perché se così fosse, non si potrebbe più stare là. E gli unici che possono dirlo sono i ministri degli Esteri e della Difesa, invitati a riferire al più presto in Parlamento.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Senatore, lei ieri ha detto che «sono cambiate le condizioni per la nostra presenza in Afghanistan». Cosa intende dire?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Sarei arrogante se dicessi che sono sicuro che le condizioni sono cambiate. E quindi non lo dico. Ma ci sono degli indizi che lo fanno pensare, e da cui bisognerebbe partire per aprire un ragionamento sull'opportunità o meno della nostra presenza in quel paese.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Parla dei sei soldati morti l'altro giorno?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Non solo. Già nell'agosto scorso alcune dichiarazioni del ministro della Difesa La Russa facevano intendere che qualcosa era cambiato. Ecco, ci devono spiegare cosa.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;In che modo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
I ministri degli Esteri e della Difesa, che sono gli unici che davvero hanno il quadro completo della situazione, devono venire in Parlamento con una relazione dettagliata sulla vicenda afghana, e dirci chiaramente se il nostro paese sta partecipando a una guerra.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Secondo lei sì?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Non ho gli strumenti per poterlo dire. Sicuramente alcune azioni lo sono, e questo lo ammettono anche gli americani. Come stiamo noi in quel paese ce lo deve dire il governo. A quel punto bisognerà capire se il nostro atteggiamento è in contrasto o meno con l'articolo 11 della Costituzione.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Se così fosse bisognerebbe pensare a una exit strategy, come richiesto da Umberto Bossi.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Le uscite di Bossi e Berlusconi (che ieri ha parlato di una «transition strategy», ndr) vanno lette all'interno di una strategia internazionale. Mi spiego: c'è in corso una manovra della destra internazionale di delegittimazione e accerchiamento del presidente statunitense Barack Obama. In questo contesto si inseriscono le dichiarazioni dei nostri rappresentanti di governo. Non credo che se alla guida degli Stati Uniti ci fosse ancora George W. Bush avrebbero detto quelle parole.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Il Partito democratico sembra schierato su una posizione chiara: si resta in Afghanistan.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Le dichiarazioni dei membri del mio partito mi sembrano corrette: non si deve e non si può rincorrere «l'onda emotiva» del momento. Sarebbe da irresponsabili. Ma una riflessione sui nostri compiti a livello internazionale va fatta. Non ci si può appiattire su una posizione senza capire davvero se e come le cose sono cambiate.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Dove va fatto questo ragionamento?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
In Parlamento, che è l'organo sovrano e che può prendere queste decisioni. Se le condizioni dei nostri soldati in Afghanistan sono cambiate, se siamo lì con un mandato parlamentare per compiere una missione di pace e poi invece ci troviamo coinvolti in una guerra, deve essere il Parlamento a decidere se la cosa va bene, se dobbiamo continuare a restare, oppure no.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;In che tempi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Il prima possibile. Adesso so bene che è il momento del cordoglio, del dolore per la morte dei nostri militari. E in questo momento il Parlamento deve essere unito per rappresentare al meglio il dolore della nostra nazione per la morte dei nostri soldati. Immediatamente dopo però deve esserci questo dibattito, non si può aspettare ancora a lungo.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ma secondo lei il ministro La Russa verrà in Aula dicendo «siamo in guerra»?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Il ragionamento va fatto sulla base di quello che ci diranno i ministri. A quel punto avremo chiara la situazione. E si dovrà prendere una posizione. Che deve tenere al centro la sicurezza dei nostri uomini e il rispetto dell'articolo 11 della Costituzione, e solo in secondo piano gli equilibri internazionali.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=NFMBO&quot;&gt;Il Manifesto -  Alessandro Braga&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Matteo MECACCI: Gli immigrati e il mistero del trattato</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/05/29/matteo-mecacci/gli-immigrati-e-il-mistero-del-trattato/391355"></link>
  <updated>2009-05-29T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>391355</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La recente presa di posizione di Giuliano Amato e Massimo D`Alema sul tema dell`immigrazione ha sicuramente un merito: &lt;br /&gt;
fornire informazioni su come sia stato possibile gestire in passato - e dunque anche oggi - la questione dei rimpatri degli immigrati clandestini nei loro Paesi d`origine nel rispetto delle leggi nazionali e internazionali e nel rispetto della dignità umana delle persone che arrivano nel nostro Paese o che cercano di farlo. &lt;br /&gt;
Tuttavia, quando Amato e D`Alema si soffermano sul contenuto del Trattato Italia-Libia firmato da Berlusconi e Gheddafi lo scorso 30 agosto, o peccano di ingenuità, cosa che tenderei ad escludere, oppure evidenziano un errore di valutazione. politica.&lt;br /&gt;
 Mi riferisco alla decisione di appoggiare un trattato con Gheddafi che contiene un vizio di fondo fondamentale: non prevede alcun impegno da parte della Libia di rispettare la Convenzione Onu sui rifugiati, una delle Convenzioni internazionali più importanti in tema di garanzia dei diritti umani e la stessa che, insieme all`Agenzia dell`Onu per i rifugiati che ne monitora l`applicazione, è stata dileggiata di recente dal ministro della Difesa La Russa.&lt;br /&gt;
&lt;p&gt;
 Quali fossero le intenzioni del Governo, e in particolare del ministro dell`Interno Maroni, per dare concreta attuazione al Trattato &quot;di amicizia&quot; con Gheddafi, era noto fin da subito, prima ancora della ratifica del Trattato.&lt;br /&gt;
 Il ministro Maroni, già il 23 settembre del 2008, dichiarò a Repubblica che «L`accordo prevede due misure per arginare l`immigrazione clandestina: il controllo delle frontiere meridionali della Libia per evitare l`arrivo di profughi da Eritrea, Etiopia, Somalia e Ciad e l`invio di sei motovedette italiane con equipaggio misto italo-libico che pattuglino le coste settentrionali della Libia per rimandare indietro le barche sfuggite ai controlli. &lt;br /&gt;
Io stesso sarò a bordo di una motovedetta per il viaggio inaugurale». Affermare quindi, come fanno Amato e D`Alema, che «il Governo ha strumentalmente usato quegli accordi per rifiutare il proprio aiuto a donne, uomini e minori , e avrebbe potuto respingere-dopo aver verificato la presenza tra loro di vittime di tratta odi richiedenti asilo», corrisponde certo a verità, ma sarebbe stato forse lecito attendersi da due ex Presidenti del Consiglio, una valutazione politica più lungimirante di quella che ha portato il Partito Democratico, non solo a non sostenere l`ostruzionismo parlamentare messo in atto dai Parlamentari Radicali contro la sua ratifica, ma addirittura a votare in Parlamento a favore di un trattato ingiusto e sbagliato.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=MA3PM&quot;&gt;L'Unità - Matteo Mecacci&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Ignazio LA RUSSA: Il ministro candidato. «Voglio 100mila preferenze</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/05/25/ignazio-la-russa/il-ministro-candidato-%C2%ABvoglio-100mila-preferenze/391327"></link>
  <updated>2009-05-25T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>391327</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Difesa (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«L`ho visto in sogno, mi ha dato i numeri al lotto e ho vinto 250 volte la posta. Peccato che avessi puntato solo mille lire. Capirete: non mi fidavo», raccontò un giorno un certo Alberto Mazza, che votava Ds. «Come temevo: dà i numeri», ammiccò subito Pinuccio Tatarella. Una decina di anni dopo, Ignazio La Russa li dà ancora. E gira come una trottola la circoscrizione dei Nordovest per conquistare una quota magica: «Centomila preferenze personali». &lt;br /&gt;
Solo? Berlusconi punta a quaranta volte tanto: quattro milioni!&lt;br /&gt;
 «Ma no, ma no... Non si possono fare paragoni... Lui è il fondatore del partito, è il capo del governo, è il leader della coalizione, si presenta come capolista in tutte le circoscrizioni... Abbiamo obiettivi diversi. Il mio è quello di dimostrare che non va dispersa la capacità di essere presente sul territorio che era caratteristica di An.&lt;br /&gt;
 Centomila voti alle europee sono tantissimi. Tanto più se devo guadagnarmeli solo durante i weekend. Ho fatto i conti:&lt;br /&gt;
 in pratica faccio dodici giorni di campagna elettorale...» Provateci voi, dice, a spostarvi in un giorno in nove posti diversi, dalla Val d`Aosta alla campagna mantovana, dalle Langhe alla Franciacorta: «Siamo arrivati al punto che dopo una giornata stracarica di impegni, andiamo a chiudere all`una di notte in una birreria di Milano. Sa com`è, i voti dei giovani...». &lt;br /&gt;
Roberto Formigoni si vanta di essere arrivato a ventidue comizi in un giorno? &lt;br /&gt;
«Puoi farlo solo se giri per i quartieri di una stessa città. Ma soprattutto se giri per farti vedere, e non per ascoltare come faccio io. La campagna elettorale, per me, serve a questo. Conosci di più il Paese in due settimane di campagna elettorale che in due anni in Parlamento». &lt;br /&gt;
E che Paese è? Un Paese che va a destra: «Sono convinto che andremo benissimo tutti, noi e anche la Lega. E non ci ruberemo i voti fra di noi. Andremo a prenderli dall`altra parte». 
&lt;p&gt;Ogni tanto un vecchio camerata gli ricorda: «Ignazio, ti ricordi le campagne di una volta?». E lui, che si vanta d`aver tenuto il primo comizio («a Ragalna, sull`Etna: sostituii mio padre che aveva da fare») quando aveva solo 11 anni ridacchia: «Certe volte c`erano due missini, sette carabinieri e cinquanta rossi che volevano impedirci di parlare...».&lt;br /&gt;
 Aveva allora, raccontò una volta la sorella Emilia, un combattivo pastore tedesco di nome Schranz. Cane camerata e combattivo: «Alla lettera &quot;c&quot; rizzava le orecchie, al &quot;com...&quot; aveva già i denti digrignanti e prima che `Gnazio finisse la parola &quot;compagni&quot; aveva già preso ad abbaiare come un ossesso contro i nemici». Passato remoto.&lt;br /&gt;
 Nel passato prossimo, come avrebbe scritto Tiziana Abate sul Giorno, cambiò tutto. E morto il lupo squadrista, La Russa si regalò un enorme bobtail europeista e moderato di nome Flash. Il quale «alla parola &quot;comunisti&quot; scodinzolava incosciente, al nome D`Alema uggiolava. felice e a quello di Veltroni si accucciava addirittura sul parquet». &lt;br /&gt;
Oggi, a compimento del progressivo e ineluttabile percorso, il ministro della Difesa affida la sua difesa a un batuffolo di pelo di razza maltese. Una femmina piccolo borghese assai aperta e pluralista che con un richiamo alla «giovinezza» (pardon: alla gioventù) ha chiamato Fiamma:&lt;br /&gt;
 «Abbaia solo quando sente Fiorello alla radio e lo scambia per me. Se anche avessi voluto addestrarla ad azzannare comunisti, sarei stato in difficoltà: ce ne sono ancora?». Dicono gli avversari che avrebbe potuto benissimo addestrare l`animale ad azzannare rumeni, marocchini, extracomunitari in genere. &lt;br /&gt;
Ma che in realtà, ad affondare i denti nei polpacci dei «nemici», sempre per conquistare quei centomila voti, ci pensa da solo. Come la settimana scorsa, quando morse la rappresentante italiana dell`alto commissariato dell`Onu per i rifugiati, rea di avere criticato la scelta di respingere i barconi in Libia senza aver prima controllato se a bordo c`erano persone che avevano diritto all`asilo politico, dicendo che « l`Unhcr non conta un fico secco» e che Laura Boldrini, «nota per essere un esponente di Rifondazione comunista con il cognome di un noto capo partigiano» era «o disumana o criminale perché vuole eludere la legge e vuole che una volta in Italia scappino e si sparpaglino sul territorio». 
&lt;p&gt;«La Russa è un fascista maleducato», ribatté Rifondazione. Parole alle quali Ignazio, un tempo, avrebbe risposto con un ghigno: «Fascista io? Grazie, mi adulate». Adesso no: «Mi spiace che ci siano stati problemi di tipo personale. Ho usato toni comiziali dei quali voglio assolutamente chiedere ammenda`». Sui respingimenti, però, non molla di un millimetro. Un po` perché è convinto che sia giusto così, un po` perché tra gli obiettivi che si è dato c`e quello di «recuperare i voti nostri che se ne sono andati in libera uscita alla Lega quando sull`indulto Forza Italia e una minoranza di An diedero l`impressione di non avere la necessaria fermezza. Adesso è tutto chiaro: la durezza è la stessa». &lt;br /&gt;
Giura però che no, non vuole assolutamente fare concorrenza a Roberto Maroni: «Non c`è una gara a chi è più fermo tra me e lui. È lui che qualche volta cade nella trappola dei giornalisti che cercano di tirarlo in mezzo a qualche polemica...». Bobo come Veronica? «Non esageriamo... Però gli ho detto: Roberto, non ci cascare. Non ha senso che lui sia geloso se io mi interesso di sicurezza. È logico che io me ne occupi. I Carabinieri dipendono dalla Difesa... Col progetto &quot;strade sicure&quot; stiamo per aggiungere altri 1.250 soldati senza che costino (sennò Tremonti mi avrebbe piantato una grana) un solo centesimo in più... &lt;br /&gt;
E non dovrei occuparmi di ordine pubblico?». Assicura che lui, gelosissimo della moglie Laura da vero «siculo fino al midollo», non ha «nessuna gelosia se qualcuno dice la sua sulla Difesa. Ci mancherebbe. Ma mi occuperei di ordine e sicurezza anche se non fossi ministro. Perché sono temi nostri». 
&lt;p&gt;E il «nuovo» Gianfranco Fini, con quelle sortite civili apprezzate fuori dal partito ma forse meno dentro, porta voti o ne fa perdere? «Oggi no, non credo ci porti voti. Non penso ce ne faccia perdere, ma guadagnare no. Oggi. Ma domani...». In ogni caso, almeno su questo, non è più dall`ex leader di An che `Gnazio si lascia tracciare il solco...
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=M6HNI&quot;&gt;Corriere della Sera - Gian Antonio Stella&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Ignazio LA RUSSA: Referendum. «Rinviare di un anno si può e lo faremo anche senza Bossi»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/04/20/ignazio-la-russa/referendum-%C2%ABrinviare-di-un-anno-si-pu%C3%B2-e-lo-faremo-anche-senza-bossi%C2%BB-intervista/390999"></link>
  <updated>2009-04-20T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>390999</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Difesa (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il referendum si può votare ad aprile 2010. Per farlo basta un emendamento al decreto del governo per spostare la consultazione al 21 giugno. «E io quell´emendamento in Parlamento lo voterò». Il ministro della Difesa e coordinatore del Pdl , Ignazio La Russa, è convinto che su questo punto non ci siano «vincoli di maggioranza». Tocca al Parlamento decidere. E la Lega su questo non può avanzare «pretese». «Noi - spiega - dobbiamo obbligatoriamente fissare la data del referendum nel prossimo consiglio dei ministri. A legislazione invariata, c´è solo una data disponibile: il 14. Poi si possono fare altre valutazioni».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Cioè la data cambierà?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«La Lega, lecitamente, non ha dato il nullaosta per il 7 giugno. Lo spirito della legge, in effetti, impediva l´abbinamento. Tutti, però, convengono che non è possibile votare tre domeniche di seguito. Servirà allora un disegno di legge o un decreto per cambiare».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;E quindi arrivare al 21 giugno?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Non c´è nulla di deciso. Io dico che hanno ragione Stracquadanio e Calderisi, due parlamentari del Pdl, secondo cui su questo tema non c´è vincolo di maggioranza. Se abbiamo fatto bene a accogliere la richiesta della Lega, facciamo anche bene a sostenere che nella scelta tra il 21 giugno e il rinvio di un anno, non c´è un legame di coalizione. Decide il Parlamento».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Cioè lei potrebbe presentare un emendamento al decreto per rinviare la consultazione?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Io non posso farlo, sono ministro. Ma c´è già chi ha deciso di formularlo. E io lo sosterrei. Senza che questo comporti imboscate. Nel frattempo il Pd ci deve dire cosa vuole. Ci dica se è d´accordo sul voto nel 2010. Le Camere potranno decidere liberamente».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Scusi, ma Bossi non sarà tanto contento.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Io capisco che il 7 giugno sarebbe stata una rottura. Ma il rinvio non è un ricatto. Non si può pretendere, come avverte la Lega, di agevolare il raggiungimento del quorum. Ma non si può nemmeno esigere di &quot;svantaggiarlo&quot; fissando la consultazione il 21 giugno. Chi ci va a votare a fine giugno?».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Potreste anche abbinare i quesiti alle regionali del 2010?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Avremmo un anno di tempo per vedere le cose con calma. Servirebbe un accordo ampio. Molto meglio fissarlo ad aprile. Chi vuole va a votare e chi non vuole non ci va. Ma senza che la gente sia già al mare».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Ci sarebbe pure il tempo per una nuova legge elettorale?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Forse sì, ma questo è il titolo di chiusura della vicenda. Di certo, dobbiamo fare un passo ulteriore verso il bipolarismo. Non verso il bipartitismo, ma verso il bipolarismo».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Proprio quello che il Carroccio vuole evitare.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Un passo in questa direzione c´è stato già un anno fa. Poi, certo, se la Lega non trovasse l´accordo con noi verrebbe danneggiata. Ma non così tanto. Il punto, però, al momento è un altro».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Quale?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Il Pd ci dica cosa vuole. Sento solo un assordante silenzio da parte di Franceschini».
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=LFOXD&quot;&gt;La Repubblica - Claudio Tito&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Ignazio LA RUSSA: «Pdl, Silvio scherza troppo ma Fini non viva su Marte»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/19/ignazio-la-russa/%C2%ABpdl-silvio-scherza-troppo-ma-fini-non-viva-su-marte%C2%BB-intervista/388300"></link>
  <updated>2009-01-19T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>388300</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Difesa (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;
Ministro Ignazio La Russa, Berlusconi ha detto che lei ha qualche problema di comunicazione con Alleanza nazionale.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
«Senta, io m'auguro proprio che Berlusconi scherzasse. In fondo anche voi giornalisti avete serie difficoltà a capire quando scherza o parla sul serio, no?».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Ai cronisti presenti è sembrato serio.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;

«Allora: primo, è fuor di dubbio che dentro An tutto può succedere tranne che io mi tenga le bozze del nuovo statuto del Pdl nel cassetto. Il mio partito è sempre stato puntualmente informato dei colloqui che io ho avuto con gli esponenti di FI... Secondo: l'intervista la facciamo su queste sciocchezze, o andiamo al cuore del problema?». 
(Ignazio La Russa — ex destra sanbabilina, poi interista, avvocato, deputato di lungo corso, profondo conoscitore della politica italiana e ironico al punto di ridere anche per come lo imita Fiorello — attualmente non è solo il responsabile della Difesa, ma pure il reggente di Alleanza nazionale: vale a dire colui che dovrà traghettare il partito dentro il Pdl. Si suppone perciò che la frecciata di Berlusconi lo abbia un poco innervosito).&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Ma certo, signor ministro. Andiamo al cuore del problema.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;

«Che è questo: nonostante i mesi trascorsi siano ormai molti, purtroppo non è ancora stata trovata la sintesi per dare, al nuovo partito, al Pdl, regole condivise».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Anzi...&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;

«Anzi, leggendo qua e là, mi sembra cresca un certo malumore. Leggo le perplessità di Gasparri, di Ronchi, leggo certe riflessioni del professor Alessandro Campi...».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Tutti preoccupati che An possa essere inghiottita da Forza Italia.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;

«Diciamo che ci sono stati segnali allarmanti, segnali che lasciavano temere che il Pdl potesse essere percepito come un allargamento di Fi... Ed è questo, appunto, il problema».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Come risolverlo?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;

«Io credo che per superare gli scogli che affiorano all'orizzonte, sia necessario che Fini e Berlusconi si parlino di più. Vede: io, in fondo, sono solo il reggente del partito...».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Un incarico assai autorevole.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
«Sì, certo. Che però ho assunto perché Fini è diventato presidente della Camera. Ma è chiaro che il leader era e resta lui. Io gliel'ho anche detto, a Gianfranco».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Cosa gli ha detto, ministro?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;

«Gli ho detto che per fare il presidente della Camera con questo suo profilo straordinariamente alto, davvero al di sopra della parti, certe volte... beh, insomma, non può mica vivere su Marte. Con Berlusconi deve incontrarsi più spesso».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;I due non si prendono molto.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;

«Guardi, hanno rispetto e stima l'uno dell'altro. Certo...».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Certo?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;

«Hanno caratteri diversi. E...».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Cos'altro?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;

«Pur avendo stessi valori e programmi, intendono la politica in modo diverso».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Un guaio.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;

«Un problema. Che, però, si può superare. Vede, An è un partito radicato nel tempo, che oltre al suo leader ha anche una classe dirigente e organismi capaci di interloquire e, se serve, anche condizionare».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Forza Italia è un po' diversa.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;

«È un partito grande ma giovane e la sua classe dirigente, certamente valida, è meno abituata a contraddire il leader. Ora il punto è questo: sbrigarci a individuare nel nuovo soggetto politico, il Pdl, regole e modus operandi che mutuino il meglio dei sistemi di An e FI».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Il congresso di fondazione è previsto per il 27 marzo.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;

«Con i tempi dovremmo esserci... Dico di più: la bozza dello statuto presenta tre, quattro punti su cui dobbiamo trovare un accordo, ma già sul primo punto, Fini e Berlusconi si sono intesi...».&lt;br /&gt;


 
&lt;b&gt;
Qual è il primo punto?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;

«La condivisione».&lt;br /&gt;


 
&lt;b&gt;
Può essere più esplicito?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;

«Esempio. Quando dovremo decidere il candidato sindaco di Napoli, non è che quelli di FI vengono e ci dicono: guardate, Berlusconi avrebbe deciso Tizio. No, perché Tizio va individuato insieme».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Capito. Ma sarà dura, il Cavaliere è abituato a decidere da solo.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;

«Credo che questo gli sarà ancora concesso in qualche caso... come oggi, che ha deciso, senza consultarmi, di spedire l'Arma a presidiare Gaza. Ma nella vita del partito no, quella andrà condivisa».&lt;br /&gt;


 
&lt;b&gt;
L'impressione è che voi di An fatichiate un po' ad andarci d'accordo.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;

«E' un problema di carattere. Io, per dire, ho facilità di colloquio... altri, un po' meno... ma lui è così, capacissimo di infilarti una barzelletta e farti sembrare un bambino... proprio come l'altro giorno, quando stavamo decidendo gli assessori della Regione Abruzzo».&lt;br /&gt;


 

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=KHT37&quot;&gt;Corriere della Sera - Fabrizio Roncone&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Ignazio LA RUSSA: La Russa in Libano. «No a una forza per imporre la pace»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/14/ignazio-la-russa/la-russa-in-libano-%C2%ABno-a-una-forza-per-imporre-la-pace%C2%BB/388193"></link>
  <updated>2009-01-14T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>388193</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Difesa (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il confine con Israele è lì davanti, a poche centinaia di metri.

Dietro la collina, a 3 chilometri verso Nord, ci sono le fattorie di Tayr Arfa da dove la settimana scorsa sono partiti i razzi di Hezbollah.

In mezzo gli uomini di Unifil, i caschi blu italiani, francesi, portoghesi, spagnoli, cinesi.&lt;br /&gt;


«Hezbollah certo, quei missili sono partiti col consenso di Hezbollah, qui non si muove nulla se loro non vogliono. ma per ora non vogliono più di questo, un segnale per i fratelli di Hamas», dice un ufficiale di Unifil.&lt;br /&gt;


La guerra di Gaza ha riacceso l`interesse per questo confine sorvegliato dalla missione dell`Onu, e ieri il ministro della Difesa Ignazio La Russa si è precipitato a Beirut e nel sud del Libano per provare a capire come stanno le cose mentre Israele continua la guerra contro Hamas. «La mia è una missione di pace, nel senso che vogliamo far capire che l`Italia, che l`Onu qui in Libano mantengono la pace, non vogliono missili contro Israele, non vogliono altra violenza», dice La Russa. Che poi aggiunge di avere avuto da tutti (dai libanesi, dagli ufficiali dell`Onu) la stessa risposta:&lt;br /&gt;


no, Hezbollah non vuole rischiare una guerra, non ci saranno altri missili contro Israele. A patto che la guerra non duri a lungo.
&lt;p&gt;

I ragionamenti tra Libano e Gaza si incrociano di continuo.&lt;br /&gt;


Nei giorni scorsi il titolare della Difesa aveva dato la disponibilità a partecipare a una forza di pace, di interposizione, a qualsiasi cosa che separasse Israele e Hamas.

Ma le cose sono un po` più complicate:

 a bordo dell`aereo che lo porta in Libano, il ministro ha fatto un`ultima riunione con il capo di stato maggiore Vincenzo Camporini, col consigliere per la politica internazionale Alessandro Ruben, con il direttore dell`Aise, l`ammiraglio Bruno Branciforte.&lt;br /&gt;


Tutti suggeriscono prudenza, non si può andare a fare la guerra. La Russa spiega: «Per ora Hamas non vuole una forza di pace, si tratterebbe allora di imporre la pace, ma non possiamo farlo.

Finché non taceranno le armi, fino a quando le condizioni politiche e militari non lo consentiranno, sarà difficile immaginare una forza di interposizione».

&lt;p&gt;
All`aeroporto di Beirut per una mezza ora l`incontro col ministro della Difesa libanese Elias Murr, un cristiano-ortodosso che è al governo in quota-presidente della Repubblica. Sul lancio dei razzi Murr parla con i giornalisti:&lt;br /&gt;


«Una cosa è sicura, il Libano non diventerà terra per terroristi.

Non permetteremo a nessun terrorista di lanciare razzi, non daremo il pretesto agli israeliani di attaccarci per rispondere a questi razzi».

&lt;p&gt;
La Russa segue il discorso del collega in inglese, e in inglese lo corregge «non direi &quot;pretesto&quot;, piuttosto &quot;ragione&quot;». Il ministro dice di essere soddisfatto: «C`è la volontà di tutto il governo di Beirut, quindi anche della componente Hezbollah, di impedire che partano razzi. I nostri soldati daranno il massimo contributo all`esercito libanese, abbiamo dato indicazioni che il loro intervento si spinga al massimo consentito dalle regole d`ingaggio».

&lt;p&gt;
Come dire, caccia ai missili di Hezbollah. Sperando sempre che gli uomini del partito di Allah continuino a non volerli usare contro Israele.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/KFY/KFYRN.pdf&quot;&gt;La Repubblica - Vincenzo Nigro&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Emma BONINO: Ok al ministero per il Commercio estero</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/08/emma-bonino/ok-al-ministero-per-il-commercio-estero/387602"></link>
  <updated>2009-01-08T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>387602</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) - Vicepres. Senato  &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Lo dico da sempre e da tempi non sospetti. È stato un errore non mantenere a pieno titolo il ministero del Commercio con l’estero». Emma Bonino condivide la valutazione del ministro della Difesa, Ignazio La Russa, a favore della reintroduzione del dicastero del Commercio con l’estero. Il leader radicale ed ex ministro del governo Prodi sottolinea che «sin dall’inizio è stato commesso uno grave sbaglio. Io capisco l’esigenza di un governo snello, ma non dimentichiamoci che dev’essere anche efficace. Soprattutto di fronte a una crisi economica così grave come questa serve un ministro con competenze specifiche per un settore così delicato».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=KDTJZ&quot;&gt;Secolo d'Italia&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Ignazio LA RUSSA: «Prima tacciano le armi ma i nostri soldati sono pronti a partire»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/05/ignazio-la-russa/%C2%ABprima-tacciano-le-armi-ma-i-nostri-soldati-sono-pronti-a-partire%C2%BB-intervista/383590"></link>
  <updated>2009-01-05T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>383590</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Difesa (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Ministro della Difesa Ignazio La Russa, la guerra di Gaza potrebbe avere ripercussioni anche nel sud del Libano, dove sono impegnati i soldati italiani nella missione di pace dell’Onu?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;


«Il contingente italiano ha innalzato il livello di allerta, ma al momento la situazione in Libano è tranquilla. Ho parlato con il capo di Stato Maggiore della Difesa, Vincenzo Camporini, e con il comandante della missione Unifil, il generale italiano Claudio Graziano, che mi hanno rassicurato: al momento non ci sono avvisaglie di un possibile innalzamento della tensione, anche se in quest’area non si può mai dare nulla per scontato».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Sono stati ritrovati razzi puntati su Israele, proprio nella zona dove operano gli italiani. E il ministro della Difesa, Barak, avverte che lo Stato ebraico è pronto a rispondere ad eventuali attacchi di Hezbollah.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Sì, è stata scoperta una batteria di missili, ma si ritiene che appartenga a un gruppo locale. Il generale Graziano ha contatti telefonici quotidiani con tutte le parti: il ministro Barak ha espresso la volontà di non trasferire la tensione nel sud del Libano, mentre il premier libanese Siniora ha garantito che il suo esercito rafforzerà la collaborazione con la forza internazionale dispiegata nel sud del Paese».&lt;br /&gt;


 
&lt;b&gt;
E con il movimento islamico Hezbollah, ha parlato il generale Graziano?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Mi ha detto di essere in contatto con tutte le parti quindi, credo, anche con Hezbollah».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Per far tacere le armi a Gaza si è parlato di un possibile contingente internazionale di interposizione. L’Italia sarebbe pronta a sostenere, anche economicamente, questa missione?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«I nostri soldati sono già in Libano, in Afghanistan e nei Balcani e sarebbero pronti ad affrontare qualsiasi situazione. Il lato economico, poi, dipende dal governo, non dalla Difesa. Ma il problema è un altro. Non vedo una prospettiva immediata per una missione militare internazionale: un contingente di pace può far rispettare gli accordi presi tra due contendenti, non imporli».&lt;br /&gt;


 

 

 
&lt;b&gt;
Il segretario generale della Nato, Jaap de Hoop Scheffer, sostiene che l’Alleanza atlantica potrebbe aiutare la stabilizzazione del Medio Oriente.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Nella Striscia non vedo le condizioni per una forza di interposizione: in Georgia, prima hanno taciuto le armi, poi sono scesi in campo gli osservatori internazionali».&lt;br /&gt;


 
&lt;b&gt;
L’invasione militare di Gaza ha diviso l’Europa. Qual è il suo giudizio?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Io concordo con il documento votato dalle commissioni Esteri del parlamento, e fatto proprio anche dal ministro degli Esteri ombra del Pd, Piero Fassino, ma non dai suoi compagni di partito, come dimostrano gli attacchi dell’opposizione. Si chiede il cessate-il-fuoco, l’incolumità dei civili. E si dice che la responsabilità è di Hamas, perché ha rotto la tregua. Auspico due popoli e due Stati, mala pace non sarà possibile fino a quando gli estremisti palestinesi negheranno l’esistenza di Israele».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Non ritiene che la risposta militare dello Stato ebraico ai razzi lanciati da Hamas sia stata sproporzionata?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Bisogna mettersi nei panni degli israeliani: se a Napoli o a Milano arrivassero ogni giorno missili dall’estero la diplomazia, inevitabilmente, lascerebbe spazio all’azione militare».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;La Francia ha chiesto a Israele di fermare l’avanzata di terra: sono già stati uccisi oltre 500 palestinesi.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Come avrebbero dovuto comportarsi gli israeliani, farsi massacrare a centinaia dai missili di Hamas? La risposta non va proporzionata al numero di vittime, ma al grado di pericolosità che un’azione arreca a un popolo. Ciò non toglie che abbiamo il dovere di chiedere un immediato cessate-il-fuoco».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;In alcune città italiane ci sono state manifestazioni anti-israeliane, e sono state bruciate bandiere con la stella di David.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Anche ai tempi delle manifestazioni contro l’invasione in Ungheria dell’Unione Sovietica, noi giovani di destra non abbiamo mai dato fuoco a un vessillo. Una bandiera non rappresenta mai il governo di quel momento, ma un intero popolo: bruciarla è una delle cose più abiette che si possano fare».
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=KCX5E&quot;&gt;La Repubblica - Alberto Mattone&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Federica MOGHERINI REBESANI: “Difesa: su Darfur e Afghanistan, La Russa informi il Parlamento”</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/12/18/federica-mogherini-rebesani/%E2%80%9Cdifesa-su-darfur-e-afghanistan-la-russa-informi-il-parlamento%E2%80%9D/383044"></link>
  <updated>2008-12-18T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>383044</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Apprendiamo dalle agenzie di stampa l’annuncio del Ministro della Difesa La Russa di un coinvolgimento dell’Aeronautica militare italiana nell’area di crisi del Darfur, di una volontà di intensificare la presenza militare italiana nel contrasto alla pirateria internazionale, così come di una maggiore disponibilità al ricorso all’uso della forza da parte dei militari italiani che saranno inviati nelle prossime settimane a Farah, in Afghanistan” dichiara Federica Mogherini, Deputata PD e Segretario della Commissione Difesa della Camera.

&lt;p&gt;
“Al di là del merito di scelte che appaiono mosse da un’idea della Difesa “ad effetto”, più che da una politica di sicurezza nazionale e di intervento nelle aree di crisi sviluppata in modo coerente, con risorse adeguate e investimenti in formazione del personale, sorprende come il Ministro La Russa, ancora una volta, scelga di delineare scelte impegnative per il suo dicastero a mezzo stampa, e non nelle sedi istituzionali proprie, a partire dal Parlamento&quot;.

&lt;p&gt;

E’ necessario che il Ministro informi le Commissioni Difesa di Camera e Senato della natura e dei confini dell’intervento militare italiano in Darfur e, quanto all’Afghanistan, che chiarisca quale sarà la missione centrale assegnata ai militari italiani nei prossimi mesi: la formazione del personale di polizia afgano – come ricordato anche oggi dall’Ambasciatore italiano a Kabul – o il contrasto all’azione dei terroristi, con una responsabilità diretta nella difesa attiva del territorio&quot;.


&lt;p&gt;
Ci auguriamo davvero che giungano risposte precise dal Ministro La Russa in Parlamento: ne va della credibilità delle politiche di difesa del nostro Paese e del rispetto delle istituzioni.”

&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticoveneto.org/dett_news.asp?ID=591&quot;&gt;official web site - Partito Democratico Veneto&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Ignazio LA RUSSA: La Spezia, messaggio delle Nuove Br. «Tenere alta la vigilanza»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/11/23/ignazio-la-russa/la-spezia-messaggio-delle-nuove-br-%C2%ABtenere-alta-la-vigilanza%C2%BB/382320"></link>
  <updated>2008-11-23T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>382320</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Difesa (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;b&gt;I licenziamenti nel mirino degli autori del testo. 
&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Il comunicato, lasciato davanti all'ingresso della tv Primo canale, preannuncia il ritorno alla lotta armata&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;LA SPEZIA&lt;/b&gt; - Un messaggio a firma «Nuove Brigate Rosse» è stato fatto ritrovare davanti all'ingresso della redazione di Primo canale alla Spezia, vicino al Centro Kennedy. Il messaggio è stato attaccato con lo scotch sulla porta a vetri dell'ingresso principale ed è stato trovato da un giornalista.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;LICENZIAMENTI E LOTTA ARMATA&lt;/b&gt; - Secondo le prime informazioni, nel documento si parla di licenziamenti e si preannuncia il ritorno della lotta armata. Il documento è stato sequestrato dalla Digos. «Nessun compromesso sarà possibile con i carnefici della libertà e dei diritti. Romperemo l' accerchiamento del regime plutocratico» si legge ancora nel documento, la cui intestazione reca la stella a cinque punte.

&lt;p&gt;
Il racconto del giornalista che ha trovato il messaggio
&lt;b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

«INGANNO AI PROLETARI»&lt;/b&gt; - Il testo, scritto probabilmente con un computer e firmato con il normografo, è breve e riferisce dello «sfruttamento del proletariato». «L' inganno - si legge - non serve più: ormai tutti i proletari sanno che il governo capitalista, imperialista e i partiti classisti quali che siano (...) non fanno altro che imputridire questa crisi». Il documento conclude affermando che «il tentativo di spegnere le voci di dissenso che stanno nascendo nelle fabbriche e nei territori produrrà come unico risultato l' inasprimento e l'intensificazione della lotta armata».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;«NON ABBASSARE LA GUARDIA»&lt;/b&gt; - Sull'episodio è intervenuto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa: «Questa è la dimostrazione che anche nei confronti del terrorismo interno non bisogna mai abbassare la guardia e soprattutto non bisogna prendere alla leggera episodi che potrebbero essere sottovalutati». «I focolai sono sempre esistiti e continuano a esistere - ha aggiunto -, l' importante è tenere alta la vigilanza». &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/cronache/08_novembre_23/nuove_br_messaggio_la_spezia_613ba48c-b949-11dd-9465-00144f02aabc_print.html&quot;&gt;Corriere della Sera.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Ignazio LA RUSSA: Storace condanni l`azione di quei ragazzotti</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/10/14/ignazio-la-russa/storace-condanni-lazione-di-quei-ragazzotti/375639"></link>
  <updated>2008-10-14T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>375639</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Difesa (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Caro direttore,&lt;br /&gt;
 il Corriere di ieri ha dato spazio alle mie dichiarazioni di condanna dei fatti di Sofia durante Italia-Bulgaria.&lt;br /&gt;


Continuo a ritenere che sarebbe errato dare a tali fatti una lettura politica che finisce per essere un alibi ad azioni che ho definito solo «maldestre esibizioni muscolari» aggravate dall`inqualificabile gesto di bruciare la bandiera di uno Stato amico.&lt;br /&gt;


L`on. Storace ha invece ritenuto di replicare con la sua abituale tagliente ironia, che ho sempre apprezzato, sostenendo che sarebbero gli stessi cori che da giovane anch`io avrei intonato. In realtà né io (e neanche Storace a quanto ricordi) ci siamo mai lasciati andare ad esibizioni di nostalgico folklore, men che meno in uno stadio. La separazione tra sport e politica ci è stata insegnata da sempre così come il rispetto per la bandiera di uno Stato amico e ospitante. Mi sarei aspettato che Storace, che si erge a «difensore» di una lettura storica non convenzionale, fosse il primo a prendere le distanze dall`azione di quei ragazzotti. 0 pensa che siano loro i rappresentanti attuali di una parte tanto controversa quanto complessa della storia italiana? Mio padre, che Francesco ha stimò e che fu senatore dell`Msi e mai si sognò di restaurare il passato, ma mai lo rinnegò, si sarebbe sentito offeso.

&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=JJ7TW&quot;&gt;Il Corriere della Sera - Ignazio La Russa&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Ignazio LA RUSSA: «Sono pronto a discutere ma Caserta non è Kabul»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/09/22/ignazio-la-russa/%C2%ABsono-pronto-a-discutere-ma-caserta-non-%C3%A8-kabul%C2%BB-intervista/359571"></link>
  <updated>2008-09-22T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>359571</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Difesa (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Si dice «pronto a discutere», assicura che se il Viminale chiederà aiuto per allestire posti di blocco lo avrà, ma il ministro della Difesa Ignazio La Russa tira il freno a mano sull’utilizzo dei militari e pone condizioni. L’Esercito va impiegato con cautela e, soprattutto, vanno evitati paragoni impropri: «Caserta non è Kabul».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Se Maroni le chiederà i militari per combattere la camorra cosa risponderà?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Ne parleremo. Ne stanno discutendo i nostri uffici. Siamo disponibili a fare dei posti di blocco. Venti, trenta, quaranta, decideremo quanti. Se ci sarà bisogno i militari lo faranno. Sicuramente sarà utile».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Ma il ministro dell’Interno chiede uomini sul campo.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Per ora si è deciso di inviare quattrocento uomini, centosessanta sono carabinieri già in servizio al Viminale. Non si è discusso invece se incrementare il contingente già schierato: mille militari nelle pattuglie miste e duemila nei luoghi sensibili. E la coperta è corta: tremila uomini non sono molti, non si possono togliere da Milano o Roma. Eventualmente, si tratterebbe di incrementare il numero. Eventualmente, ne parleremo».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Quanti «eventualmente»... Frena?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «No, ma dico calma e sangue freddo. Nessuno più di me è felice che la mia idea di impiegare i militari, in via emergenziale e per far capire che questo governo vuol davvero far rispettare l’ordine, abbia avuto successo. Ma non esageriamo. Non può essere la panacea. Come ho sempre detto che i militari non potessero far paura, allo stesso modo temo che si invochi l’Esercito ad ogni problema irrisolto».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Maroni, convinto che la sparatoria di Castelvolturno sia degna degli scenari afghani, propone l’impiego di militari attrezzati a combattere il terrorismo.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «È un ragionamento divulgativo. Ma le ragioni dell’impiego delle forze armate risiedono in un problema di organico. Non dobbiamo aver paura di dire la verità. Se le forze dell’ordine disponessero di un organico adeguato, non ci sarebbe bisogno dell’Esercito se non in casi di eccezionale emergenza. E comunque le nostre forze dell’ordine sono assolutamente attrezzate per contrastare la criminalità».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Insisto, Maroni parla di un intervento specializzato da stato di guerra.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
«Capisco il senso di quel che dice Maroni. Ma le differenze tra l’impiego dei militari in Afghanistan e il problema di ordine pubblico nel Casertano sono fortissime. Caserta non è Kabul: lì abbiamo a che fare con una criminalità che delinque e regola conti al suo interno, a Kabul i terroristi sono in guerra con l’Esercito. Con Maroni sono d’accordo su un punto: vogliamo riconquistare il controllo di quel territorio. Ma non c’è bisogno di un improponibile paragone con l’Afghanistan: l’assimilazione renderebbe sbagliata la risposta».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Perché?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
«La lotta alla criminalità organizzata non è un problema militare ma di ordine pubblico e, ancor prima e soprattutto, di intelligence e di intervento sociale».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Non vede i suoi soldati ingaggiare conflitti a fuoco coi camorristi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Non è il loro compito e non credo l’Italia sia a questo punto: non ci sono un fronte e un nemico dall’altra parte. Penso che la criminalità organizzata capisca bene che se lo Stato ci mette la volontà politica e l’impegno, vivrà tempi duri e dovrà fare passi indietro. Dopo di che, ci sono tremila uomini già dislocati e alcuni sono a Napoli. Se ci fosse l’esigenza di utilizzare la forza giusta, i militari, come le forze dell’ordine, possono farlo».&lt;br /&gt;
 &lt;b&gt;Invocare l’Esercito è l’ammissione di una sconfitta?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
«No. L’Esercito non è estraneo alle istituzioni e le istituzioni si avvalgono di tutti i mezzi a disposizione. La vera resa sarebbe rinunciare ad imporre la legge. Ma la regola rimane che questi problemi vanno risolti dalle forze dell’ordine. I soldati sono pronti a dire obbedisco e a dare una mano. Ma la loro funzione tipica è la tutela dei confini della patria e della sua sicurezza al di fuori di essi».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Nega dunque forze aggiuntive?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Ho già detto dei posti di blocco, discuteremo di altro se sarà necessario. Ma questo non può essere l’alibi per non rafforzare gli organici e l’addestramento di carabinieri e polizia. Deve essere una eccezionalità. Se invece si vuole cambiare tutto il modulo, dovremo parlarne non in modo estemporaneo. E ancora, se i militari vanno a sostituire le forze dell’ordine, voglio la certezza che quelle forze dell’ordine siano impiegate a contrastare il problema e non in altri compiti. E comunque, sia chiaro che non intendo rinunciare alla vera novità che ho introdotto: non la sostituzione delle forze dell’ordine coi militari ma le pattuglie a piedi, quelle che danno sicurezza ai cittadini e che tra i cittadini hanno avuto tanto successo. Un eventuale incremento dei numeri deve esser volto ad estendere questa novità, oggi concentrata nelle grandi città. Se ho questa garanzia, sono pronto a discutere tutto». 

 
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=JAVG8&quot;&gt;Il Mattino - Teresa Bartoli&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Ignazio LA RUSSA: Europee, An disposta a modifiche in Parlamento.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/09/15/ignazio-la-russa/europee-an-disposta-a-modifiche-in-parlamento/359334"></link>
  <updated>2008-09-15T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>359334</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Difesa (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Per La Russa la soglia del 5\% è condivisa dal Pdl, ma «Montecitorio è sovrano»&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

 Roma - 
Ignazio La Russa, ministro della Difesa e reggente di An, apre a possibili cambiamenti sulla legge elettorale per le europee rispetto alla proposta avanzata dalla maggioranza, che si basa su uno sbarramento al 5 per cento e la eliminazione delle preferenze. «Si tratta di un disegno di legge parlamentare fatto dai gruppi alla Camera e al Senato. Ci possono essere opinioni anche diverse. Io ad esempio all'inizio ho manifestato una opinione leggermente diversa. Questa è la proposta, poi in sede parlamentare tutto può capitare - insiste La Russa - anche se credo che quella sia una buona proposta perché rispecchia le indicazioni europee».Il reggente di An spiega: «Normalmente è così in Europa, poi bisognerà trovare all'interno dei partiti dei modi per selezionare la classe dirigente con la partecipazione dei cittadini. Chi l'ha detto che è giusto il 5 per cento e sbagliato il 3 o viceversa? La direttiva europea dice sbarramento fino al 5 per cento». Sono possibili quindi correttivi, durante il dibattito parlamentare? «Quella - risponde La Russa - è una indicazione che viene dai gruppi parlamentari di maggioranza e quindi ritengo che difficilmente possa cambiare, anche perché è stata condivisa da tutta la maggioranza, Pdl e soprattutto Lega. Però il Parlamento è sovrano».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=J8CBA&quot;&gt;Il Gazzettino&lt;/a&gt;</summary>
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