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  <title>Openpolis - Argomento: porta a porta</title>
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  <updated>2012-04-17T00:00:00Z</updated>
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  <title>RICCARDO NENCINI: Caso Lavitola. &quot;A Porta a Porta assente il vero Avanti!&quot;</title>
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  <updated>2012-04-17T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626796</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore Regione Toscana&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Durante la trasmissione Porta a Porta andata in onda ieri sera, si è parlato a lungo dell’&quot;Avanti!&quot; con un solo protagonista, il Sen. Sergio De Gregorio. L’altro protagonista, il Psi – l’unico partito portatore del patrimonio ideale e storico della testata “Avanti!”, della quale è continuatore e custode– era assente”.
&lt;p&gt; Lo scrive su facebook Riccardo Nencini, segretario nazionale del Psi, commentando la vicenda che ha coinvolto Valter Lavitola e polemizzando con la trasmissione condotta da Bruno Vespa ,“Porta a Porta”, andata in onda ieri sera su Rai1, per non essere stato invitato a “difendere il nome e la reputazione del glorioso giornale appartenuto e fondato dal Partito Socialista Italiano- aggiunge Nencini-”. 
&lt;p&gt;“Un modo corretto di ‘onorare’ il servizio pubblico! – osserva Nencini-. E dire che il vero Avanti! ha ripreso a far sentire la sua voce e che il partito danneggiato dalla coppia Lavitola-De Gregorio si è costituito parte civile contro di loro”. 
&lt;p&gt;“C’è un giornalista televisivo del servizio pubblico o privato, che voglia conoscere questa storia dall’alfa all’omega?”&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.agenparl.it/articoli/news/politica/20120417-lavitola-nencini-psi-a-porta-a-porta-assente-il-vero-avanti&quot;&gt;AgenParl&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Pier Luigi BERSANI: Non morirò monetizzando il lavoro</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/03/21/pier-luigi-bersani/non-morir%C3%B2-monetizzando-il-lavoro/625918"></link>
  <updated>2012-03-21T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>625918</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
 &quot;Se devo concludere la vita dando l'ok alla monetizzazione del lavoro, io non la concludo così. Non so come faremo, ma io non la concludo così. Non lo faccio, per me è una roba inconcepibile&quot;. 
&lt;p&gt;&lt;i&gt;Così Pier Luigi Bersani durante la trasmissione 'Porta a Porta' su Rai 1.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
 &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.adnkronos.com/IGN/ext/printNews.php?sec=News&amp;cat=Politica&amp;loid=3.1.3114831594&quot;&gt;Adnkronos&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Marco CAPPATO: Eutanasia: in fila dietro Vespa, ecco i falsari pro-tortura. E intanto il governo non rinnova i livelli essenziali di assistenza</title>
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  <updated>2010-11-27T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>548350</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Bruno Vespa annuncia di voler dedicare una puntata ai malati-che-vogliono-vivere. Non è una novità. Partecipai io stesso a un Porta a un Porta dove per i primi 40 minuti Vespa trasmise un servizio dedicato a storie di umanità e dignità davvero splendida, ma esplicitamente usate da Vespa stesso per ingannare i telespettatori inducendo la falsa nozione in base alla quale ci sarebbe qualcuno -indovinate chi- per le quali quelle vite non sono degne di essere vissute. A “dibattere”, dopo la mezzanotte e senza ascolti, erano lasciati “i politici”. &lt;br /&gt;
Dopo l'una di notte, fu data la parola a Paolo Ravasin e al suo videotestamento clandestino.

&lt;p&gt;
Adesso, per il giochino sporco e in malafede de “i-malati-che vogliono-vivere contro i-malati-che-vogliono-morire” ecco che si è fatta la fila: dietro a Vespa e Tg2 dossier, in coda ci sono già Domenica-in, Sgarbi e la nutrita schiera dei falsari di regime, impegnati a manipolare casi drammatici utilizzandoli per imporre una tortura a chi non la vuole, negando quella libertà e responabilità di scelta così fondamentale tanto a chi vuole lottare contro la malattia quanto a chi desidera di interrompere un'agonia divenuta insopportabile. 
&lt;p&gt;
I campioni della disinformazione e della censura si ergono oggi a paladini della libertà, come se fosse stato per colpa di Piero Welby o Eluana Englaro -e non dei loro protetti e protettori dei Palazzi Romani e Vaticani- che si impedisce da 10 anni che sia aggiornato l'elenco delle strumentazioni rimborsabili per le persone disabili, o che si approvino finalmente i livelli essenziali di assistenza. Tremonti, Sacconi, Fazio e Roccella potrebbero spiegare loro che per i-malati-che-vogliono-vivere è più facile trovare trasmissioni televisive che trovare una manciata di risorse in finanziaria.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://radicali.it/print/comunicati/eutanasia-cappato-fila-dietro-vespa-ecco-falsari-pro-tortura-intanto-governo-non-rinnova-&quot;&gt;Radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>RICCARDO NENCINI: Sull'adesione all'appello fatto da Emma Bonino per l'autenticazione delle firme per la presentazione delle liste radicali alle prossime elezioni regionali  -  INTERVISTA</title>
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  <updated>2010-02-08T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>477860</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Consiglio Regione Toscana (Lista di elezione: Ulivo) - Consigliere Regione Toscana (Gruppo: L'  Ulivo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
E’ una questione di democrazia, perciò bisogna adoperarsi per far sì che i radicali siano messi in condizione di partecipare alle elezioni amministrative come qualunque altro partito. 
&lt;p&gt;E' l'appello di Riccardo Nencini che da segretario del Partito Socialista si rivolge, dalle colonne del prossimo numero dell'Avanti, a tutti gli eletti e simpatizzanti socialisti, notai, sindaci, consiglieri, segretari comunali, provinciali e tutti coloro abilitati alle autenticazioni delle firme indispensabili alla presentazione delle liste, ma soprattutto, dice Nencini, a tutti quanti hanno a cuore la base stessa della nostra democrazia che trova legittimazione nelle elezioni. 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Lei, così, raccoglie, anche l'appello di questa mattina fatto da Emma Bonino ci sembra di poter dire, comunque, c'è un incontro, un punto d'incontro ideale e, come ricordava nel suo appello, democratico.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Direi di sì è una questione di correttezza e di giustizia ci sono forze che intendono presentarsi all'elezioni, noi abbiamo un meccanismo abbastanza farraginoso, perché conferisce agli eletti la possibilità di vidimare. Spesso però gli eletti appartengono ad uno, a due a, tre parti politiche, è difficile che siano oggettivamente disponibili.&lt;br /&gt;
 Noi intanto diciamo ai socialisti eletti negli enti locali italiani di dichiararsi immediatamente disponibili, vidimare le firme naturalmente quando vi siano i  margini per la loro regolarità e quindi mettersi a disposizione di un appuntamento democratico che sono le elezioni in questo caso le regionali
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Cioè il problema in questa situazione è voler fare le cose in regola e quindi voi percepite questa difficoltà e rispondete a questo appello in nome, appunto, di una competizione che sia democratica in questo senso&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Esattamente d'altra parte se guardo elezioni recenti ho ancora davanti il caso di un qualche broglio, di qualche problema nella raccolta delle firme e poi nella loro vidimazione, ma è assurdo che chi raccoglie le firme poi abbia difficoltà a trovare quel pubblico ufficiale che eserciti appena le sue funzioni ecco perché noi intanto ci siamo e spero naturalmente che questo appello al buonsenso e alla correttezza venga fatto proprio da tutti quelli che esercitano funzioni di questa natura. 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Per come è concepita la legge la funzione di autenticatore viene quasi disegnata come un servizio pubblico in qualche senso oppure no?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Assolutamente sì, però siccome questo servizio pubblico viene svolto, in larga parte dei casi, da eletti e, per essere eletti, si deve appartenere ad una forza politica il rischio è che x eletti appartenenti a y forze politiche esercitino questo diritto soprattutto per le loro forze politiche anziché naturalmente rappresentare uno spaccato integro della società italiana in questo caso quella che intende presentarsi all'elezioni.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Presidente Nencini un'ultima considerazione noi abbiamo visto proprio di recente a Roma i manifesti del Partito Socialista con il nome di Emma Bonino presidente, quindi passiamo a fare così un punto su come sta andando questo inizio di campagna elettorale che in qualche modo si segnala già per degli squilibri di forze anche, soprattutto, di comunicazione e lei anche in base alla sue esperienza che impressione ha che campagna elettorale sarà questa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Guardi anziché fare il mio terzo sciopero della fame abbiamo preferito riaprire l'Avanti perché divenga di nuovo, come fu alla fine dell'Ottocento e agli inizi del Novecento, un foglio di denuncia oltre che d'informazione. Il rischio per Emma è che ci sia uno squilibrio nell'accesso ai grandi mezzi d'informazione, naturalmente quelli pubblici. 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;I socialisti non vanno a Ballarò, non vanno ad Annozero, non vanno da Vespa, mi pare da un anno e mezzo, eppure è un partito che è ancora in piedi che i sondaggi dicono sta attorno al'1.3, 1.5 %, che ha amministratori locali.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; Il rischio di Emma è che nel testa a testa pre-parcondicio con l'altra candidata forte del Lazio la Polverini, che è stata diciamo molto aiutata soprattutto da Ballarò, che questo scontro alla fine si riveli una sconfitta nella informazione. Quindi una sconfitta nell'accesso paritario a mezzi d'informazione che sono importanti nel far conoscere le proprie opinioni, il proprio programma, il progetto con cui si intende governare una regione importante come il Lazio.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;E allora staremo a vedere e come dire speriamo bene [...]&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radioradicale.it/scheda/297047/intervista-a-riccardo-nencini-sulla-sua-adesione-allappello-fatto-da-emma-bonino-per-lautenticazione-delle&quot;&gt;Radio Radicale&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Nichi VENDOLA: E ora Berlusconi vada a casa»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/10/09/nichi-vendola/e-ora-berlusconi-vada-a-casa%C2%BB-intervista/418112"></link>
  <updated>2009-10-09T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>418112</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Puglia (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Consigliere Regione Puglia (Gruppo: SeL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La notizia della bocciatura del lodo Alfano ha colto Nichi Vendola a Bruxelles. Il leader di Sinistra e Libertà non ha così potuto assistere alla puntata di &quot;Porta a Porta&quot; nella quale il premier si è abbandonato ad attacchi dissennati nei confronti del capo dello Stato e della Corte costituzionale e a insulti da trivio contro Rosi Bindi. Ma quando ne è stato messo al corrente non si è stupito più che tanto.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Qual è la situazione politica dopo la sentenza della Consulta?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Il dato politico è evidente. Berlusconi ha sfidato la Costituzione, la struttura stessa, di una democrazia fondata sull’equilibrio dei poteri, e ha perso. In qualunque democrazia del mondo sarebbero due le conseguenze immediate: Berlusconi imputato torna davanti al suo giudice naturale senza più cercare di smontare i processi cori artifici normativi e con campagne intimidatorie; Berlusconi presidente del consiglio e il suo guardasigilli vanno davanti alle camere, prendono atto di una sconfitta così cocente e rassegnano le dimissioni.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Non sembra che sia questa la reazione del premier...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

La reazione di Berlusconi è figlia di una concezione della lotta politica come gioco d’azzardo. La scelta di alzare continuamente la posta e tentare di far saltare il banco è del tutto interna e omogenea alla crescente forzatura plebiscitaria della nostra vita politico-istituzionale. Avevamo già visto tutte le puntate di questa sorta di triste fiction che potremmo chiamare &quot;Berlusconi contro Montesquieu&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Però non avevamo ancora mai assistito a un conflitto istituzionali di queste proporzioni e di questa violenza...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Nonostante disponga di una così larga maggioranza e di un parlamento scolpito a sua immagine e somiglianza, il premier ha continuamente giocato a delegittimare ruolo e funzioni delle camere, riecheggiando gli antichi esercizi verbali di quel suo predecessore che avrebbe voluto trasformare quell’ &quot;aula sorda e grigia in un bivacco di manipoli&quot;. Nonostante la prolifica legislazione ad personam che ha provato a sgombrare dal codice penale molti dei reati che inseguivano il capo del governo e nonostante la spettacolare contrapposizione tra Legge e Popolo, con cui puntualmente cerca di piegare la legge al primato del consenso popolare, Berlusconi ha proseguito nella sua opera di bombardamento sistematico della legislazione, dei suoi fondamenti e della sua legittimazione. Ha cercato di spostare i confini della sovranità, prefigurandosi in forme inedite e prevalentemente pubblicitarie come un sovrano legibus solutus e quindi prefigurando una forma peculiare di assolutismo politicotelevisivo. Per questo oggi entra cinicamente e lucidamente nella trama degli equilibri istituzionali e la spacca. Si comporta come un elefante in una cristalleria, spara a, palle incatenate contro la Corte costituzionale e contro il Quirinale. Siccome ha perso la partita, denuncia gli arbitri e si lascia sfiorare dalla tentazione del provocare l’invasione di campo.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Pensi che sia tentato dalla carta delle elezioni anticipate?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

C’è di certo una accelerazione populista che, con l’eventualità del voto anticipato, potrebbe diventare il rendiconto finale ira Berlusconi e tutti i suoi avversari. E quelli politici direi che li vede più nel centrodestra che nel centrosinistra. Essendo convinto di vincere le elezioni a furor di popolo, potrebbe usare il voto per liquidare l’anomalia Fini e per sterilizzare il potere della Lega, ma contemporaneamente potrebbe usare questa nuova legittimazione popolare in termini di legislatura costituente, rendendo esplicito il disegno di controriforma costituzionale: finalmente una nuova costituzione snella, manageriale, senza i reticoli di contrappeso che frenano quello che potrebbe diventare un presidenzialismo proprietario.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Non ti ha un po’ stupito l’estrema violenza verbale a, cui si sono abbandonati, dopo la sentenza non solo Berlusconi ma molti leader della destra?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Mercoledì sera, a &quot;Porta a Porta&quot; abbiamo assistito al completamento della rivoluzione linguistica di questa élite dirigente. Le offese alla Bindi, quella di Berlusconi che riprendendo Sgarbi la ha definita &quot;più bella che intelligente, e quella di Castelli che la chiamata &quot;zitella petulante&quot;, rivelano l’insofferenza, di un genere maschile che ha una figurazione del mondo femminile molto legata all’epopea delle escort e delle ninfe. E il completamento di una regressione culturale che mette i brividi perché rappresenta il trionfo dell’impudicizia,della volgarità e del cameratismo. Credo che sarebbe molto sbagliato sottovalutare questa regressione.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Tu affermi che Berlusconi dovrebbe dimettersi, ma il Pd è il primo a non chiedere le sue dimissioni, e l’opposizione non sembra disporre di una qualsivoglia strategia...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Le opposizioni sono di fronte, non solo alla propria frantumazione, ma anche a una subalternità culturale che le rende protagoniste di un politicismo che vive e muore nella tattica, nella battuta del salotto televisivo, nella ondivaga politica del &quot;del diman non v’è certezza&quot;. Dovrebbe invece essere questo il momento in cui tutte le forze d’opposizione s’incontrano in un luogo per confrontarsi sul rapporto che c’è tra crisi politica e crisi sociale nel nostro paese.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Alludi solo alla mancanza di una strategia politica a breve o a qualcosa di più complessivo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

E’ come se la, politica non riuscisse a mettere a fuoco l’immagine del paese. L’Italia sta marcendo, questa è la fotografia precisa. Il lavoratore che si arma di tanica di benzina e si arrampica su un terrazzo, che vive la difesa del posto di lavoro come un corpo a corpo tra la, sua nuda vita e chi individua come antagonista dei suoi diritti ci parla, di un silenzio della politica proprio sulle questioni che sono nel ventre profondo della crisi. Dovremmo essere tutti convocati a cercare punti di connessione tra la difesa dei diritti di libertà e quella dei diritti sociali, in un paese che progressivamente smarrisce gli uni e gli altri e si perde per strada persino il patrimonio dei diritti umani. Ci si divide sullo stile della lotta, ma la verità è che domina una confusione che produce numerosi paradossi. Il popolo che a Roma ha riempito la piazza omonima, piazza del Popolo, è un popolo senza partito, e poi ci sono tanti partiti senza popolo. E allora, forse dovremmo provare a guardare il punto in cui è giunta la notte della nostra storia repubblicana senza perderci in dispute nominalistiche, se questo sia o no un regime... &lt;br /&gt;
Provare a condividere una diagnosi di questa grande malattia nazionale che è il berlusconismo per ragionare dei soggetti feriti e smarriti che, dalle scuole alle fabbriche, cercano disperatamente il filo rosso di un nuovo protagonismo politico e sociale mi Pare il compito che tutti dovremmo assolvere.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Franceschini parla di una grande manifestazione di popolo. Cosa gli rispondi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Il &quot;luogo&quot; di cui parlavo prima, è appunto quello in cui si ritrovano e discutono tutte le forze parlamentari e assenti dal Parlamento, politiche o della società civile che si oppongono a questa destra. Dunque è giusto costruire una grande mobilitazione democratica che possa riempire le piazze d’Italia.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=NMGHA&quot;&gt;L'Altro - Andrea Colombo&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Rosy BINDI: «Le donne dicano &quot;Basta&quot;. Berlusconi ci chieda scusa».  -  INTERVISTA</title>
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  <updated>2009-10-09T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>418111</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) - Vicepres. Camera  &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il premier ha una visione volgare e strumentale del rapporto con noi, è giunto il momento di ribellarsi e porre fine a questo sistema malato.
&lt;p&gt;
La posta elettronica della
Camera è andata in tilt, come quella de l’Unità,
del Pd, delle altre redazioni. Arrivano messaggi da tutta Italia, dall’America, dall’Inghilterra, dall’Iran, dal Guatemala. Gente comune, politici, intellettuali. La prima intervista l’ha rilasciata al NewYork Times. Un fiume di indignazione per quella frase pronunciata dal premier verso il vice-presidente della Camera. Portare a termine questa intervista con Rosy Bindi è un’impresa. Il telefono squilla in continuazione. «Romano,
grazie, sì… lo so, ma non si poteva accettare quell’attacco eversivo al Presidente della Repubblica». Romano è Prodi, a cui la lega una lunga amicizia oltre che l’avventura politica dell’Ulivo.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Bindi, «Più bella che intelligente».
Come si è sentita in quel momento?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Mi è toccata quella volgarità perché ho osato interromperlo, contraddire le sue gravi affermazioni
contro Napolitano e la Consulta.&lt;br /&gt;

Per la prima volta è stato interrotto
un suo monologo in tv. Non ci sono
rimasta male per me, ma per il fatto
che ancora una volta siamo di fronte alla visione malata e strumentale che il premier ha delle donne».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Veronica Lario prima e Patrizia D’Addario poi hanno messo in evidenza il rapporto che il premier ha con il potere e le donne. Siamo oltre il gossip?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«L’altra sera Berlusconi ha di nuovo mostrato il rapporto distorto che ha con le donne e il potere e le due cose si sono incontrate nella mia persona. Ci ho pensato dieci secondi prima di rispondergli perché la tentazione di contraccambiare con un’offesa era forte. Alla fine gli ho
detto che non sono una donna a sua disposizione. Non ne posso più di assistere a questi attacchi indecorosi che vanno avanti da mesi contro le donne, non abbiamo reagito abbastanza. E’arrivato il momento di dire basta, di ribellarsi. Mi hanno
molto colpito tutta questa solidarietà e lo sdegno della gente, vorrei che si trasformasse in un movimento di vigilanza in difesa delle regole
della democrazia».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;E’ vero che stanno stampando magliette con su scritto: “Non sono una donna a sua disposizione”?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«La protesta sta prendendo anche
questa forma su Facebook. Evidentemente sta crescendo la consapevolezza che è il momento di dire basta a
questo sistema malato: prima si usava il denaro per corrompere il potere, ora si è passati al corpo delle donne».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;In studio con lei a Porta a Porta c’erano diversi uomini. Nessuno è intervenuto per fermare lo sproloquio del
presidente del Consiglio. Ci è rimasta male?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«In privato Barenghi e Casinimi hanno espresso la loro solidarietà. In studio mi sono difesa bene da sola».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Vespa le ha detto qualcosa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«A parte quel “presidente la prego”, nulla. Ma una cosa voglio chiederla io a lui: come mai Berlusconi è intervenuto durante una trasmissione registrata? Lo ha avvisato qualcuno di quello che stavamo dicendo, oppure Berlusconi controlla tutto in bassa frequenza?»
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Sta dicendo che c’è un Grande fratello?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Sto dicendo che Berlusconi sapeva
qello che stava accadendo in studio».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Bonaiuti ha tentato di presentare una
sorta di giustificazione per quella frase:&lt;br /&gt;
 “C’era concitazione”. Pretende scuse?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Delle loro scuse non so che farmene, l’unica riparazione possibile è il ritiro degli attacchi eversivi che ha fatto a Napolitano e alla Consulta. Aggiungo: le scuse le deve presentare a tutte le donne, non a me. Rispondo anche a Castelli, a proposito del suo “zitella petulante”: sono molto riconciliata con la mia bellezza, il mio stato civile e la mia intelligenza».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;A Porta a Porta è andato in onda un
attacco senza precedenti alle istituzioni.Come si ricompone una frattura così profonda?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Le responsabilità sono a senso unico, c’è una sola persona che sta aggredendo Corte Costituzionale, Presidente della Repubblica, magistratura, stampa, opposizione. La sentenza
è giuridicamente ineccepibile, il comportamento del Capo dello Stato è ineccepibile e nessuno di noi sta delegittimando la maggioranza. E’ Berlusconi che sta usando questa sentenza per sovvertire di fatto il sistema democratico».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ci vorrebbe un’opposizione in buona
salute. Il Pd che fa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Noi non dobbiamo minimamente
offrire pretesti per le affermazioni
del premier.Non chiediamo le dimissioni del governo ma dobbiamo mettere fine a questa commistione tra
pubblico e privato che sta devastando il paese. Basta con i Lodi, c’è bisogno di interventi e riforme per far ripartire l’economia e la società. Di Pietro deve smetterla di prestargli il fianco e noi del Pd dobbiamo proporci
come forza alternativa di governo.
Dobbiamo vigilare la Costituzione e
le istituzioni.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Stracquadanio ha già una proposta:
cambiare la Costituzione a colpi di
maggioranza in 3 mesi e poi sottoporla al giudizio del popolo.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Questo è il loro piano, non arrivano
a caso questi ripetuti attacchi al Quirinale. Temo davvero che Berlusconi abbia in testa lo stravolgimento delle
regole democratiche.Ma ricorda che se pensa di avere la forza in parlamento noi avremo dalla nostra parte
gli italiani che già una volta hanno
impedito che il centrodestra ferisse
la Costituzione».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;A proposito, qui ha migliaia di messaggi. E dal Colle?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Ho ricevuto una telefonata dal Quirinale che mi ha fatto molto piacere».&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=NMGF7&quot;&gt;l'Unità - Maria Zegarelli&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Antonio DI PIETRO: &quot;Berlusconi finirà come Saddam&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/09/19/antonio-di-pietro/berlusconi-finir%C3%A0-come-saddam/417787"></link>
  <updated>2009-09-19T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>417787</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Presto ci sarà l'implosione di Berlusconi, che cadrà con il dito alzato, facendo finta di niente fino all'ultimo minuto, esattamente come Saddam Hussein&quot;. Antonio Di Pietro, nel suo discorso alla festa del partito a Vasto, torna ad attaccare il premier, accusandolo di aver &quot;ridotto il paese al lastrico, alla invivibilità e al discredito internazionale&quot;. 

&lt;p&gt;
Guarda al futuro, Di Pietro. A un dopo Berlusconi che pare vedere prossimo. &quot;Siamo in un momento di transizione molto pericoloso perché Berlusconi è al tramonto e sta tramontando come è accaduto a Nerone, Catilina, Hitler e Mussolini. Ma a farlo fuori ci sta pensando la sua stessa maggioranza che si spartisce le spoglie del despota che muore&quot; continua Di Pietro.

&lt;p&gt;
E' un fiume in piena, il leader dell'Idv. Che ne ha per tutti. Per Bruno Vespa (&quot;ha scambiato la Rai e Porta a Porta con il salotto di casa sua&quot;) e per Umberto Bossi che &quot;ha giurato fedeltà alla costituzione ed è uno spergiuro quando torna a parlare di secessione&quot;.Poi &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-27/sviluppi-7set/sviluppi-7set.html?ref=search&quot;&gt;&lt;b&gt;ricorda le parole del presidente del Consiglio&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; e le ribalta: &quot;Questo governo è il peggiore degli ultimi 150 anni e Berlusconi è stato il premier peggiore. Se ne vada per sempre prima della celebrazione dei 150 anni dell'unità d'Italia&quot;.

&lt;p&gt;
Infine, intervistato da &quot;A&quot;, Di Pietro azzarda un nuovo paragone a tutto danno del premier: &quot;Gli italiani sono fortunati perché Berlusconi non ha il fisico e la forza di Hitler. C'è un regime e ormai non lo dico solo io, come nell'autunno scorso in piazza Navona. Allora tutti mi davano del pazzo, anche dal Pd. Oggi sono tutti d'accordo con me&quot;.&lt;br /&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-28/berlusconi-saddam/berlusconi-saddam.html&quot;&gt;Repubblica.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Marco BELTRANDI: Rai: Su tribune e spazi, accesso positivo nell'intervento di Sergio Zavoli</title>
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  <updated>2009-09-16T00:00:00Z</updated>
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  <id>417728</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Anche dopo la lettera inviata dall’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica al Presidente della Commissione di Vigilanza della Rai ( che faceva seguito a varie altre sollecitazioni precedenti)  oggi Sergio Zavoli, nell’ambito dell’Ufficio di Presidenza della Commissione ha assunto una iniziativa lungamente attesa per sbloccare lo stallo che ha impedito sino a qui di usufruire degli spazi Rai dell’accesso da oltre diciotto mesi, e che mi auguro sia sufficiente a conseguire il risultato di ripristinare un diritto a lungo negato a centinaia di soggetti che ne hanno fatto richiesta.
&lt;p&gt;

Analoga considerazione riguarda le tribune politiche in periodo non elettorale, sospese da oltre 18 mesi anch’esse, anche se qui ritengo sia prevalente la responsabilità della Rai tv che ha l’obbligo di trasmetterle e tutti gli elementi per farlo (e non lo sta facendo). A questo proposito ho depositato settimane fa una interrogazione al Presidente e al Direttore Generale della Rai.
&lt;p&gt;

Infine ritengo che gli italiani abbiano bene corrisposto al tentativo di Silvio Berlusconi di fare ieri sera una sorta di “trasmissione obbligatoria” della puntata di Porta a Porta, avendo essi in larga maggioranza scelto di guardare altro, come dimostrano le rilevazioni Auditel.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=146313&quot;&gt;www.radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giovanna MELANDRI: «In Europa spira un vento che è contro i socialisti»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/06/08/giovanna-melandri/%C2%ABin-europa-spira-un-vento-che-%C3%A8-contro-i-socialisti%C2%BB/391480"></link>
  <updated>2009-06-08T00:00:00Z</updated>
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  <id>391480</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Giovanna Melandri, responsabile cultura per il Pd, commenta i primi risultati registrati nei vari paesi europei nello studio di &lt;i&gt;Porta a porta&lt;/i&gt;: &lt;br /&gt;
«Sì, certo, sicuramente c'è questo vento che spira in Europa che non favorisce i partiti socialisti, socialdemocratici, progressisti.
&lt;p&gt;
Questo interroga molto anche noi, come questo campo di forze in Europa abbia o non abbia saputo interpretare le domande che vengono paradossalmente in un momento in cui la crisi economica - finanziaria avrebbe dovuto tendenzialmente rafforzare alcune ragioni di fondo del campo progressista».
&lt;p&gt;Melandri invita a riflettere sull'«aumento significativo e interessante» che in Francia registra «Cohn-Bendit, che porta un segno molto interessante, perchè è il superamento di un ambientalismo dell'interdizione, del no, è un tentativo di portare innovazione e modernità nelle grandi tematiche e ambientali e Cohn-Bendit fa un risultato straordinario».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=MGYTN&quot;&gt;Corriere della Sera&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Marco PANNELLA: «Un risultato straordinario. La Rosa nel Pugno è pronta a risorgere»  -  Colloquio</title>
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  <updated>2009-06-08T00:00:00Z</updated>
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  <id>391478</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;«Si potrebbe ripartire da RnP e Sole che Ride»
&lt;p&gt;
Scavalcare il muro insormontabile del 4 per cento era un sogno e nulla più. Ne erano consapevoli.&lt;br /&gt;
 Ma a notte fonda, quando le proiezioni diventano dati consolidati, nel fortino storico dei radicale di Largo Argentina a Roma, è quasi festa.&lt;br /&gt;
 «Straordinario, compagni, il risultato della campagna di lotta è stato straordinario». Marco Pannella siede nella saletta di Radio Radicale e confessa: «Sono felice».&lt;br /&gt;
 Veri o verosimili che siano le proiezioni che si succedono, comunque è rinato. Rinvigorito. Resuscitato. Gongola, quando alle 23,30 Vespa spara da Porta a porta una prima proiezione che li darebbe a un insperato 3,1. Poi, via via i dati &quot;veri&quot; dalle sezioni li attesteranno attorno al 2,5-2,6.
&lt;p&gt;
Il pendolo continua a oscillare nella notte, ma Emma Bonino tira le somme: «Comunque vada c´è una nostra tenuta politica, soprattutto se si considera che non ci siamo presentati in una coalizione allargata e che veniamo da una competizione antidemocratica.&lt;br /&gt;
 Ora siamo pronti a rilanciare la Rosa nel pugno a fine giugno. Ci sentiamo rafforzati: se pensavano di liberarsi di noi, hanno fallito».&lt;br /&gt;
 Quel che conta è aver cacciato via lo spettro del tonfo, dello zero virgola, «con una campagna fatta con 350 mila euro che neanche un consigliere comunale...».
&lt;p&gt;
La sala grande della sede radicale è presto annebbiata dalla consueta nuvola gonfiata dalle troppe sigarette. Pannella saluta sereno l´Europarlamento, non ne fa un problema di cifre e guarda già avanti.&lt;br /&gt;
 «Il nostro bilancio di questa campagna è straordinario. Delle cifre faremo tesoro, non sarà sconfitta o trionfo. Contano soprattutto le 1.400 dichiarazioni di voto di compagni di sinistra che hanno deciso di votare radicale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

I nostri sono voti di democrazia. Strappati alla partitocrazia». Marco sta meglio ma porta i segni della battaglia. Lo sciopero della fame e della sete per rivendicare lo spazio dovuto ai radicali su tv e radio lo ha provato. Ma non abbattuto. Ora si dice pronto alla nuova sfida. 
&lt;p&gt;«Dal 26 giugno, con l´assemblea di Chianciano, torneremo alla Rosa nel pugno e al Sole che ride». &lt;br /&gt;
A mezzanotte Marco Cappato si prende lo sfizio di attaccare in diretta Bruno Vespa: «Fosse stato per lei, saremmo stati sotto lo zero». E il conduttore: «Ma avete avuto il 7 per cento degli spazi tv, più di Di Pietro e Udc?» Poi lo scontro si accende e Vespa saluta: «Arrivederci Cappato».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 Il direttore di Radio Radicale Massimo Bordin fa un´analisi a freddo. Più che positiva. «Dobbiamo tenere conto delle condizioni di difficoltà estrema con cui il partito si è misurato, lo sbarramento al 4 per cento avrebbe significato 1,5 milioni di elettori.&lt;br /&gt;
 La Rosa nel pugno, giusto per capire, nel 2006 aveva preso 900 mila voti e sembrava un discreto risultato».&lt;br /&gt;
 E poi, «questa volta siamo andati da soli». 
&lt;p&gt;Rita Bernardini, reduce dal voto al carcere di Rebibbia, sorride. «Sappiamo in che condizione non democratica viviamo in Italia, siamo partiti col 3 per cento degli italiani che sapeva appena dell´esistenza della lista e abbiamo quasi raggiunto il 3. Ora non ci fermeremo qui».
&lt;p&gt; In Parlamento stiamo ancora in gruppo col Pd. Ma quella sembra già acqua passata. L´appuntamento è a fine mese a Chianciano, con l´assemblea per rilanciare l´alleanza con socialisti, verdi «e chiunque ci stia».&lt;br /&gt;
 E per ricominciare una nuova avventura.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=MGYF2&quot;&gt;La Repubblica - Carmelo Lopapa&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Silvio BERLUSCONI: «Veneto alla Lega. Anzi no, solo se diventerà primo partito regionale»</title>
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  <updated>2009-06-03T00:00:00Z</updated>
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  <id>391453</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Pres. del Consiglio   (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Presidenza all'alleato fedele&lt;br /&gt;

Dopo precisa: «Se alle europee prenderà più voti di noi»&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


«Pe il futuro abbiamo già in mente delle cariche importanti da attribuire alla Lega nelle regioni del Nord, come la presidenza della Regione Veneto».&lt;br /&gt;
 Parla così il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ospite a &quot;Porta a Porta&quot;, tracciando il futuro politico del Nordest.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

Alla domanda se sia stata una precisa richiesta di Umberto Bossi, il presidente del Consiglio risponde: «non ne ho parlato con Bossi, la mia è un'offerta spontanea ad un alleato leale»
&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.gazzettino.it/stampa_articolo.php?id=60788&quot;&gt;Il Gazzettino.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Silvio BERLUSCONI:  Alla festa di Noemi ci tornerei</title>
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  <updated>2009-06-03T00:00:00Z</updated>
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  <id>391446</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Pres. del Consiglio   (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
 &quot;Assolutamente no&quot;. Il premier Silvio Berlusconi risponde così a Bruno Vespa che a 'Porta a Porta' gli chiedeva se fosse pentito di aver partecipato alla festa di Noemi Letizia.&lt;br /&gt;
 &quot;Avevo fatto una promessa e l'ho mantenuta.&lt;br /&gt;
 E poi io faccio anche politica, mi piaceva stare in un posto con tanta gente, tanti giovani, e su questo hanno inventato un sacco di cose. Col tempo tutti stanno capendo che non poteva esserci nulla di piccante, e sono convinto che sarà un grosso boomerang per tutti quelli che si sono attaccati a questa cosa&quot;, ha aggiunto il premier. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilriformista.it/stories/apcom/68215/&quot;&gt;Apcom/Il Riformista.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Marco PANNELLA: Radicali? «Siamo solo noi»  -  INTERVISTA</title>
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  <updated>2009-06-03T00:00:00Z</updated>
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  <id>391442</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'  Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l' Europa) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Si incazza Marco Pannella perché il palco copre la statua di Giordano Bruno, si incazza e poi si avvolge in un lungo discorso sull`attualità del gran nolano.&lt;br /&gt;
 Ieri pomeriggio a Campo de` Fiori. Pannella fa una scena delle sue, dice che è costretto a interrompere il comizio perché deve correre da Emma Bonino che tutta sola sta occupando la Rai a Saxa Rubra. Parlava già da quasi un`ora. Spiegava a un paio di centinaia di persone l`azione di Emma che ieri mattina, dopo aver registrato il messaggio elettorale dei radicali, aveva deciso di non andarsene più dallo studio tv. E non se ne vuole andare «fino a che non sarà riparato l`attentato ai diritti civili dei cittadini».&lt;br /&gt;
 I radicali attendono che la tv pubblica obbedisca al garante delle telecomunicazioni che ha ordinato un «riequilibrio» in favore della lista «con specifiche interviste di riepilogo informativo». &lt;br /&gt;
E per questo ottanta militanti del partito stanno facendo lo sciopero della sete e della fame. &lt;br /&gt;
Pannella no, Pannella ha appena finito. Da tre giorni ha ripreso a mangiare e bere, è stato in tv, si è messo a girare per comizi puntando a un difficilissimo 4%. Stella gialla sul taschino della giacca, 79 anni, tira tardi nella sede al terzo piano di via Torre Argentina dove la sera di lunedì abbiamo tentato di intervistarlo. 
&lt;br /&gt;
«Prima della prima domanda vorrei dire io una cosa eccessiva. E cioè: ci troviamo in condizioni storiche nelle quali noi con la nostra esperienza e la nostra resistenza di questi decenni abbiamo il diritto e il dovere di chiudere il sessantennio partitocratico.&lt;br /&gt;
 Proprio noi, senza radicamento, con percentuali molto basse, ci candidiamo a succedere e per questo chiediamo il voto».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Cominciamo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Cominciamo. E però vorrei avvertire che questa volta non è come la volta scorsa quando abbiamo accettato - e io con grande tormento - di andare col Pd dovendo subire il veto di Veltroni che ha permesso a Di Pietro di fare la lista e a noi no. &lt;br /&gt;
Questa volta magari il 4% non lo prendiamo però abbiamo già fissato una Chianciano 2 a fine giugno dove abbiamo invitato tutti i partiti. &lt;br /&gt;
Non crepiamo manco stavolta. Magari non riusciamo a mantenere questa unica sede che abbiamo, la paghiamo dal 1985. &lt;br /&gt;
Noi non abbiamo mica i problemi di Rifondazione che quando si è spaccata si è dovuta dividere migliaia di sedi».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Non sarà che fare tutta la campagna elettorale battendo solo sullo squilibrio dell`Informazione tv non paga?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Ma quando mai, sfido a trovare anche fuori dall`Italia discorsi di qualità europea come quelli che fa il nostro Aldo Loris Rossi. Lui è l`unico euromeridionalista. E noi siamo gli unici a parlare dei corridoi europei dei trasporti.&lt;br /&gt;
 In Normandia stanno costruendo una ferrovia che in 22 giorni arriva a Pechino. &lt;br /&gt;
E ti saluto Italia, non ci vogliono più i 43 giorni navali. Dicono che in aereo le merci si trasportano prima? &lt;br /&gt;
Ma il treno non inquina. Certo non ci fanno andare in televisione a spiegarle queste cose».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma quando in pochi giorni lei è stato prima da Santoro e poi da Floris ha parlato dl nuovo di informazione negata.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Io sono stato felice che il presidente della Repubblica non abbia fatto il mediatore e l`arbitro com`è nella mia visione liberale, ma il garante perché ha riconosciuto che se a 20 giorni dal voto solo il 3% degli italiani era a conoscenza della lista Bonino-Pannella non era più un problema nostro, del partito. Ma della democrazia italiana che si stava andando a fare fottere. Poi io da partigiano colgo le occasioni che ho. &lt;br /&gt;
E sono andato a denunciare alcuni fatti oggettivi, incontestabili. E cioè che la prima repubblica ha distrutto la democrazia e la costituzione in termini reali.&lt;br /&gt;
 È tutto scritto nel documento la Peste italiana che abbiamo fatto noi. E abbiamo potuto farlo perché non siamo masi stati soci partitocratici, ma solo e sempre l`opposizione della maggioranza e l`opposizione dell`opposizione».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Siete stati anche maggioranza con la maggioranza, e con Berlusconi.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Abbiamo vissuto anche dall`interno e con grande coerenza. Noi lì abbiamo fatto un tentativo per tre anni, dal`93 al `96, così come abbiamo tentato sempre con il Pci quando c`era il Pci: Non è che ci siamo alleati con Berlusconi, abbiamo avuto un`iniziativa verso di lui così come l`abbiamo avuta anche con la Lega se è per questo e verso tutti i fenomeni sociali. &lt;br /&gt;
Ma siamo sempre stati autonomi, era lui che firmava i nostri referendum. Io gli ho scritto cinque lettere, con questa Olivetti qui, e lui si lamentava che non riusciva a leggere ma io continuavo sadicamente, per ricordargli guarda che non hai ancora firmato...».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Alla fine è stato un errore?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Siete voi che non avete capito niente di Mediaset. Bisogna leggerlo il libro 'Il baratto'. &lt;br /&gt;
I socialisti erano solo gli stronzi che coprivano il vero accordo Pci-Mediaset. &lt;br /&gt;
E Veltroni era il garante di tutto questo. Berlusconi è un prodotto della continuità partitocratica, è l`ultimo del sessantennio».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Cioè non è così pericoloso?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Altro che se è pericoloso. Altrimenti me ne andrei in giro con la stella gialla?&lt;br /&gt;
 Stiamo dicendo che questa è la classica situazione in cui può succedere di tutto, anche quello che è già successo ma in forme nuove.&lt;br /&gt;
 Siamo alla metamorfosi del male fascista. Berlusconi è straordinario ma non è il genio del male. Si muove nel vuoto della democrazia, ha l`improvvisazione populista e ignorante ma non ha originalità. Insegue gli istanti e in questo momento è in difficoltà. &lt;br /&gt;
La stella gialla significa sei milioni di morti ebrei ma anche undici milioni di morti tedeschi tra i quali il capo, Hitler, che ha fatto la fine del topo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Se la situazione è questa com`è che non fate fronte con nessuno? Litigate con tutti invece di cercare alleanze?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«E con chi mi dovrei alleare, con le frattaglie? Con i compagni socialisti che nelle ultime sette elezioni hanno cambiato sette alleanze. &lt;br /&gt;
Con Nichi Vendola che è stato lui a dire che siamo `incompatibili`? &lt;br /&gt;
Il regime si scegli l`opposizione di comodo. L`altra volta avevano scelto Bertinotti, per dieci anni, e infatti è andato 71 volte a Porta a Porta e io 5.&lt;br /&gt;
 Stavolta si sono scelti Di Pietro. Tonino non fa paura». &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=MDF3P&quot;&gt;Il Manifesto - Andrea Fabozzi&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Marco CAPPATO: Europee. Franceschini e Berlusconi alleati nella conservazione e contro il diritto dei cittadini a essere informati</title>
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  <updated>2009-06-03T00:00:00Z</updated>
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  <id>391440</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'  Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l' Europa) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Non è un caso che in queste ore finali di campagna elettorale, proprio quando la RAI è condannata dall’autorità a riparare l’informazione negata, Berlusconi e Franceschini si alterneranno a Porta a Porta e Matrix, in violazione della legge sulla par condicio e del diritto dei cittadini a un’informazione pluralistica. &lt;br /&gt;
E non è un caso che Franceschini non abbia finora voluto spendere una parola a sostegno della richiesta, avanzata dai rappresentanti di quattro liste elettorali tra le quali la Lista Bonino-Pannella, per la creazione di nuovi spazi di tribune e comunicazione politica.
&lt;p&gt; Se Franceschini volesse fare per un minimo una battaglia di alternativa e non di subalternità, dovrebbe fare propria la nostra richiesta di legalità nell’informazione.&lt;br /&gt;
 Il Segretario del PD invece ritiene che convenga a lui tanto quanto a Berlusconi -che abitano nelle televisioni insieme all’antagonista prescelto Antonio Di Pietro- che le regole sull’informazione non siano rispettate, e che prosegua quella politica del baratto che già il PCI aveva attuato nei confronti di Berlusconi. 
&lt;p&gt;Franceschini e Berlusconi sono alleati nella conservazione del Regime partitocratico in Italia, nel conservare i finanziamenti pubblici ai partiti, il Concordato e i conflitti di interesse; sono alleati  nell’opporsi al sistema anglosassone, alla riforma delle pensioni e del Welfare, alle riforme laiche sull’eutanasia e il divorzio breve, e sono uniti nel considerare “strategico” il rapporto con il criminale Gheddafi. &lt;br /&gt;
Tanto basta per proteggersi a vicenda di fronte all’opinione pubblica, usando e abusando del monopolio RAISET.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=143082&quot;&gt;www.radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Elezioni Europee. Campagna dura? Io parlo di contenuti</title>
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  <updated>2009-06-02T00:00:00Z</updated>
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  <id>391434</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Non ho mai parlato delle vicende personali di Berlusconi&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

Dopo il richiamo del presidente della Repubblica ad abbassare i toni della polemica politica il segretario del Pd, Dario Franceschini, ospite di Porta a Porta spiega: &lt;br /&gt;
&quot;C'è stato un incrocio che non c'era mai stato in Italia, non per scelta della maggioranza o dell'opposizione, ma c'è stata una contrapposizione tra le vicende personali del premier con lo scontro sui problemi del paese, io non ho mai detto un parola sulle sue vicende personali, non ho mai nominato i protagonisti, penso che ogni italiano si sia fatto un'opinione: io Berlusconi lo sfido sui contenuti e lo critico su quello che il governo non fa&quot;.&lt;br /&gt;
 &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.apcom.net/newspolitica/20090602_212600_4fe9d01_63455.html&quot;&gt;Apcom&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: «L'unico dissenso che Berlusconi accetta è con se stesso»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/06/02/dario-franceschini/%C2%ABlunico-dissenso-che-berlusconi-accetta-%C3%A8-con-se-stesso%C2%BB/391431"></link>
  <updated>2009-06-02T00:00:00Z</updated>
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  <id>391431</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Franceschini, riferendosi alle accuse del premier alla stampa estera: «Secondo lui siamo noi che manipoliamo e insuffliamo sulla stampa straniera. Certo - ironizza Franceschini - da quando sono segretario ogni mattina chiamo i direttori della stampa estera per ordire il complotto». Franceschini ribadisce poi che il Pd «non si fermerà nella battaglia sui valori, anche a costo di non essere capiti nell'immediato e di perdere qualche voto».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;«Aspettiamo dal premier la prossima promessa roboante che non manterrà».&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
«Nelle prossime 48 ore - ha detto Franceschini - ci aspettiamo che Berlusconi faccia una nuova promessa roboante, che poi puntualmente non manterrà dopo le elezioni, come fu la promessa del 2008 di abolire il bollo auto, e il bollo auto c'è ancora».&lt;br /&gt;
 Franceschini ha sottolineato una serie di «promesse fatte da Berlusconi e poi tradite su cui è scesa una cappa di silenzio. &lt;br /&gt;
La più clamorosa di queste promesse riguarda Malpensa, che è diventato un aeroporto fantasma e dal quale si tengono ben lontani pur avendo annunciato di voler tenervi il primo Consiglio dei ministri. La seconda promessa tradita riguarda il Mezzogiorno: i fondi per il Sud sono stati tagliati per oltre 20 miliardi per finanziare qualsiasi cosa, dalle multe per le quote latte al tagli dell'Ici per i redditi alti. Stessa sorte per la preannunciata iniziativa di Berlusconi di voler dimezzare i parlamentari: qualcuno ha visto la raccolta delle firme?». &lt;br /&gt;
Franceschini ha attaccato il governo anche per come ha affrontato la crisi economica, evitando di prendere misure di emergenza in favore delle fasce più deboli che non ce la fanno da sole ad aspettare la ripresa, nel 2010 o nel 2011. &lt;br /&gt;
Quando le persone sentono che la crisi e solo un effetto psicologico, aumenta la loro indignazione, specie quando mancano loro le risorse necessarie per andare avanti».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;«Sembra di vendere un detersivo, non un partito»&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 ha commentato il leader del Pd secondo il quale «l'idea di Berlusconi di gonfiare e mostrare i muscoli, di fare promesse roboanti e poi di non mantenerle corrisponde per me ad una politica malata».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;«Personalmente non me ne frega niente della popolarità&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
  afferma Franceschini a Porta a Porta - lui invece oggi ha detto di essere al 45%, con i numeri ha una certa elasticità ma in politica bisogna tornare alla serietà e dire non quello che serve al consenso ma quello che fa bene all'Italia». &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=60655&amp;sez=ITALIA&quot;&gt;Il Mattino.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Marco PANNELLA: «Noi da soli e senza il Pd per non subire umiliazioni»  -  INTERVISTA</title>
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  <updated>2009-06-02T00:00:00Z</updated>
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  <id>391426</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'  Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l' Europa) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Riuscire a raggiungere il 4%, per la lista Bonino-Pannella, è un’impresa disperata. Non era più semplice fare una trattativa con il Pd come alle politiche?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;



(Loredana)&lt;br /&gt;

«Se è per quello, potevamo fare anche il mercato delle vacche allora! Alle politiche dello scorso anno abbiamo accettato umiliazioni, ora non più, nel modo più assoluto. Posso assicurare che, 4 per cento o no, continueremo per la nostra strada. Siamo decisi a voler chiudere questo sessantennio e ad aprire una stagione di democrazia liberale».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;È possibile che in questo Paese occorra rischiare la vita per far conoscere il proprio simbolo e le proprie idee?&lt;/b&gt;
&lt;br /&gt;

(Manuel)&lt;br /&gt;

«Intanto annuncio che da ieri ho ripreso a mangiare e ho già ripreso sei chili. E comunque no, non ha senso rischiare la morte. Ma noi vogliamo correggere in tutti i modi la stortura per la quale il cittadino non viene informato a sufficienza. Dobbiamo per questo ringraziare il presidente Napolitano perché ha deciso in questa occasione di non restare arbitro com’è tradizione, ma di farsi garante, spendendosi per mandarmi in tv».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Non ho condiviso la sua scelta di privilegiare il governo precedente. Mi stupisce vederla a fianco di Di Pietro, Travaglio e Santoro&lt;/b&gt;
&lt;br /&gt;

(Carlo Carli da Sanremo)&lt;br /&gt;

«Noi facemmo con la Rosa nel Pugno una operazione in cui dicevamo: “Al governo c’è uno capace davvero ma davvero di tutto. Dall’altro ci sono dei buoni a nulla. Riteniamo salutare cercare di portare al governo i buoni a nulla”. Berlusconi prese più voti dell’Unione, ma il nostro apporto fu decisivo. Purtroppo l’Unione è riuscita a dissipare la vittoria».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Sono stato suo elettore quando propose il caso Tortora contro l'ignominia dei magistrati. Ora è peggio ma le sue campagne di allora non sembrano interessarla più.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

(Gioba)&lt;br /&gt;

«Non è vero che non me ne occupo. È vero che non lo sapete. In dieci anni Bertinotti - prima di diventare presidente della Camera - è andato 71 volte a “Porta a Porta”, cinque il sottoscritto, tre delle quali per obbligo del garante. Non ero mai andato a Anno Zero, mai a Ballarò. C’è ignoranza provocata e voluta da parte della partitocrazia. È da trent’anni la partitocrazia costituisce sul piano tecnico una associazione per delinquere impedendoci di arrivare al popolo».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Cosa ne pensa della battaglia che fanno i grandi partiti attorno al voto utile?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

(Marco)&lt;br /&gt;

«Sono poveri cretini. Noi siamo all’opposizione della maggioranza e dell’opposizione. Ma non perché siano tutti uguali, quanto perché è evidente che siano soci. Non deve passare l’idea che “contro Berlusca si vota democratico e contro i democratici si vota Berlusca”, perché alla fine i grandi partiti fanno le cose insieme. Sa perché ci auguriamo di raggiungere il 4%? &lt;br /&gt;
Prenda il nostro presidente del Consiglio. &lt;br /&gt;
Se ha divorziato è grazie a noi, se ha potuto risolvere problemi dolorosi anche mediante all’aborto, è grazie a noi. Questo piccolo partito ha determinato il vissuto del popolo da quattro generazioni. Oggi ci sono almeno 5 o 6 milioni di persone che vivono in Italia che sono figli del divorzio. E allora? Chi si occupa di famiglie? Noi o gli altri?
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Da troppi anni il referendum non raggiunge il quorum. La gente è stanca di votare per cose di cui non capisce i quesiti e che non servono a nulla. Non è un istituto che va cambiato?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

(Vito A.)&lt;br /&gt;

«Tutti dicono che la gente sia stanca di votare, ma non è vero. La gente è stanca perché il 90% ha detto sì all’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti, e dopo tre mesi i partiti hanno quintuplicato il finanziamento stesso. La gente è stanca di andare a riformare la giustizia a colpi di referendum e poi il Parlamento fa finta di nulla. La gente si è stancata di essere presa in giro».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=142912&quot;&gt;La Stampa - Marco Castelnuovo&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Marco BELTRANDI: Rai. Porta a Porta vieta i simboli di partito in campagna elettorale</title>
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  <updated>2009-05-28T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
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  <id>391339</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Ieri ho partecipato alla registrazione di una puntata di Porta a Porta dedicata alle elezioni europee, che sarà messa in onda stasera su RaiUno.&lt;br /&gt;

La redazione della trasmissione,  mi ha impedito di appuntare sulla giacca il simbolo della Lista Bonino – Pannella,  per asserita decisione dei responsabili della trasmissione di non esporre alcun simbolo di partito.&lt;br /&gt;

Come avevo preannunciato al conduttore, Bruno Vespa, depositerò con la massima urgenza una interrogazione parlamentare in Commissione di  Vigilanza al Presidente e al Direttore Generale della Rai, in quanto si tratta di misura illogica in campagna elettorale, unica tra tutte le altre trasmissioni Rai, in contrasto  con quanto previsto dal regolamento sulla par condicio, e gravemente penalizzante per le liste presenti alle elezioni europee, il cui simbolo sia meno noto ai cittadini elettori.”&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=142682&quot;&gt;www.radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>ALESSANDRO RONCHI: Intervento sul Bilancio 2009 del Comune di Forlì</title>
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  <updated>2009-02-10T00:00:00Z</updated>
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  <id>388713</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Forlì (FC) (Lista di elezione: Verdi) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Questo è l’ultimo bilancio preventivo sul quale questo Consiglio Comunale è chiamato ad esprimersi.

Non si può evitare, quindi, di soppesarne il contenuto in funzione anche della stesura di un bilancio complessivo dell’operato di questa amministrazione.

(continua)&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.alessandroronchi.net/2009/bilancio-comune-forli-200/&quot;&gt;Blog Alessandro Ronchi&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Alessio Adami: Rifiuti: Abbiamo chiesto agli amici di Grillo di portare pazienza</title>
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  <updated>2008-07-06T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Vicesindaco  Comune Villafranca di Verona (VR)- Assessore  Comune Villafranca di Verona (VR) (Partito: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Proprio il gruppo di Beppe Grillo ha esposto il problema dello smaltimento e delle possibili soluzioni all’assessore all’ecologia Alessio Adami. «Effettivamente», risponde lui, «il problema del nomadismo è reale nelle zone confinanti con altri comuni. Abbiamo chiesto agli amici di Grillo di portare pazienza perchè stiamo valutando quali possano essere le migliori soluzioni per lo smaltimento dei rifiuti». Attualmente Villafranca utilizza una raccolta differenziata a cassonetti. «Non siamo uniformati ai comuni limitrofi», ammette Adami, «ma non vogliamo contestare le scelte del passato. La via è sicuramente quella della raccolta differenziata, ora bisogna capire quale sia il modo migliore per farla».&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://beppegrillo.meetup.com/482/messages/boards/thread/4879410/10#19177796&quot;&gt;L'Arena di Verona&lt;/a&gt;</summary>
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