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  <title>Openpolis - Argomento: dimissioni</title>
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  <updated>2012-04-26T00:00:00Z</updated>
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  <title>FRANCO MIRABELLI: La maggioranza PDL e Lega non è più in grado di dare un futuro alla Regione Lombardia</title>
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  <updated>2012-04-26T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Lombardia (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Le cronache di questi giorni che raccontano di un uso spregiudicato, da parte della Lega, dei soldi dei rimborsi elettorali; richiedono, da parte della politica, alcune riflessioni e iniziative non più rinviabili. Ciò che è accaduto e accade nella Lega segna la crisi evidente di un movimento nato per protestare contro la politica dei Palazzi, per rappresentare il disagio dei territori del Nord di fronte ad uno Stato distante e non amico, per segnare una alterità che lo slogan &lt;i&gt;Roma Ladrona&lt;/i&gt; ben sintetizzava. La Lega, tutta la Lega, ha usato la forza del consenso per entrare nei governi, a Roma e nelle Regioni del Nord, ma non ha segnato alcuna discontinuità, anzi, si è adeguata  al sistema. A ciò si aggiunge il fatto che, ciò che si sta scoprendo, avviene all’interno di un movimento in cui è mancata ogni forma di vita democratica: tutto si risolve nella fedeltà al leader, non si sono fatti congressi e le forme di partecipazione si esauriscono nella possibilità di acclamare i capi.
&lt;p&gt; L’uso improprio di soldi pubblici, quali sono i rimborsi elettorali, i clan famigliari, i conflitti risolti con le espulsioni decise dal leader, la mancanza di trasparenza, trovano origine proprio lì, nella mancanza di democrazia. La Lega affronterà i propri problemi come vorrà. Ma, anche a fronte di ciò che è emerso, è chiaro che serve, al più presto, una legge, così come propone il PD, che imponga ai partiti regole e norme che ne garantiscano la democrazia interna, la trasparenza e che li obblighi, come prevede la Costituzione, ad essere strumenti di partecipazione, mezzi per fare l’interesse comune e non altro. 
&lt;p&gt;È chiaro che la vicenda leghista, con i soldi dei rimborsi usati per finalità estranee alle attività politiche e istituzionali, coinvolge tutti perché ha fatto esplodere un problema non più rinviabile: quello, in una fase in cui alle famiglie si chiedono sacrifici grandissimi, dei rimborsi elettorali eccessivi e della mancanza di trasparenza nella loro gestione. Se si vuole impedire che si continui ad alimentare un sentimento di antipolitica che rischia di travolgere i partiti, la politica e le stesse istituzioni democratiche, occorre fare e fare subito. Entro luglio una legge che dimezzi immediatamente i rimborsi elettorali, riduca ancora di più il loro peso sul bilancio dello stato puntando su contributi volontari da parte dei cittadini, fissi norme chiare per la trasparenza, dia alla Corte dei Conti il ruolo di controllo sull’uso dei soldi di provenienza pubblica e obblighi alla certificazione dei bilanci da parte di società esterne come già oggi fa il PD e ha annunciato di voler fare la Lega&quot;. 
&lt;p&gt;Lo scrive il consigliere regionale Pd della Lombardia, &lt;b&gt;Franco Mirabelli&lt;/b&gt;.
&lt;p&gt;
&lt;p&gt;&quot;Infine, è ormai chiaro da tempo che la Regione Lombardia vive una crisi morale e politica profonda. La maggioranza PDL e Lega non è più in grado di dare un futuro ad una regione tanto importante e risposte ai cittadini e alle imprese lasciati sempre più soli davanti alla crisi. 
&lt;p&gt;Il governo Formigoni non ha più né la credibilità, né le idee che servono, è sempre più arroccato a difendere un sistema di potere costruito in troppi anni di permanenza al comando. I guai del Carroccio si aggiungono a questo quadro. Quando chiediamo le dimissioni di Formigoni lo facciamo non spinti da sentimenti giustizialisti, né solo dalla certezza che occorre cambiare, ma dalla convinzione che il Celeste Presidente non può pensare ai Lombardi se deve pensare a difendere se stesso dalle accuse e se è ostaggio, come dimostrano i rimpasti di Giunta, dei regolamenti interni al PDL dopo il loro congresso e delle faide interne alla Lega che si sono scatenate dopo gli scandali di queste settimane. Insomma,anche per ridare credibilità alla politica e alle istituzioni le dimissioni di Formigoni sarebbero un gesto utile e “normale” visto tutto ciò che è accaduto&quot; - conclude &lt;b&gt;Mirabelli&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://francomirabelli.it/html/comunicati-stampa/464-la-lega-formigoni-cronaca-di-un-fallimento&quot;&gt;francomirabelli.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Stefano Boeri: «Il Pd avrebbe dovuto discutere del caso Penati»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2012-04-17T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626811</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore  Comune Milano (MI) (Partito: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Non ho mai detto che Penati si deve dimettere per un obbligo giuridico formale, ma che dovrebbe dimettersi da consigliere per ragioni sia politiche che morali. Mi sarebbe piaciuto un partito democratico che avesse discusso in modo franco e trasparente le ragioni e le questioni complessive che hanno portato all'indagine per concussione, sul suo uomo di punta degli ultimi dieci anni...&quot;
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Stefano Boeri, oggi si è dimesso Boni. Lei, dopo le dimissioni di Renzo Bossi, aveva scritto che non voleva farsi dare lezioni dalla Lega Nord...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Attenzione: lui si dimette da presidente del consiglio regionale. Non risulta che si dimetta da consigliere. La novità di Renzo Bossi è che lui si è dimesso da consigliere. Nel senso che lui ha ritenuto di mettere in discussione non solo il suo ruolo politico...
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;...ma anche la poltrona e lo stipendio.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Esatto. Cioè, il suo ruolo con gli elettori. La domanda è: quando uno ha un'indagine seria a proprio carico, forse c'è l'opportunità di fare un passo indietro rispetto al proprio ruolo elettivo. Oppure no? Quello che dico io è che è come se fosse messo in discussione il patto con gli elettori. E quindi le dimissioni non sono un fatto dovuto ma opportuno.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quindi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Anche Penati si è dimesso da vicepresidente del consiglio. La logica, dal mio punto di vista, è questa: nel contesto in cui ci troviamo è opportuno, non doveroso, che chi ha avuto un ruolo politico importante, faccia anche un passo indietro rispetto al suo ruolo elettivo. Ed è anche opportuno che i partiti politici che sono rappresentati da queste persone invece che ragionare in modo solo autoreferenziale, ragionino sul rapporto tra gli eletti e gli elettori. Io quel che voglio dire è che un partito dovrebbe occuparsi della sua base elettorale. Quando c'è un eletto che ha dei problemi, dovrebbe porsi la domanda: che fare del rapporto con gli elettori?
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E allora dove finisce il garantismo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Il garantismo è totale. Non ho mai detto che Penati si deve dimettere per un obbligo giuridico formale, ma che dovrebbe dimettersi da consigliere per ragioni sia politiche che morali. Il punto vero è che sono i partiti che devono farsi carico di discutere di questa cosa. Mi sarebbe piaciuto un partito democratico che avesse discusso in modo franco e trasparente le ragioni e le questioni complessive che hanno portato all'indagine per concussione, sul suo uomo di punta degli ultimi dieci anni. Mi sarebbe piaciuto un Pd che chiedesse a Penati di rinunciare al suo ruolo di consigliere. Non c'è nulla di doveroso, in questo, né di giuridico. E' un ragionamento tutto politico. In questo sono d'accordo con il sindaco.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Cioè?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Siamo perfettamente allineati: non si tratta di questioni di diritto, ma di opportunità e di politica.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1DR8I1&quot;&gt;«Opportune le dimissioni di Penati»&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://affaritaliani.libero.it/milano/stefano-boeri-ad-affaritaliani-170412.html&quot;&gt;Affaritaliani.it - Fabio Massa&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>FRANCO MIRABELLI: Formigoni sa bene che non è nelle condizioni di governare la Lombardia</title>
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  <updated>2012-04-17T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626806</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Lombardia (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Formigoni sa bene che in questo momento non è nelle condizioni di governare la Lombardia. Lo dimostra il fatto che nella maggioranza c’è la Lega che ha appena aperto una vicenda e sta pensando solo a quello: la scelta delle dimissioni di Monica Rizzi è stata fatta in quest’ottica e non è orientata a migliorare l’efficienza del governo lombardo. I rimpasti della giunta sono tutti dettati da queste questioni e non dalla necessità di dare alla Lombardia un governo migliore. Formigoni, se ha i voti, può anche decidere di andare avanti fino alla fine della legislatura, però, noi abbiamo il dovere di dire che questo non fa bene alla Lombardia”. Lo ha detto &lt;b&gt;Franco Mirabelli&lt;/b&gt;, consigliere regionale Pd della Lombardia, nel corso di una trasmissione televisiva.

 
&lt;p&gt;

In merito alle dimissioni di Davide Boni, “sono giuste perché non è possibile che la terza assemblea legislativa del Paese venga diretta da una persona su cui – pur con la presunzione di innocenza - ci sono state delle ombre. Chi rappresenta le istituzioni, soprattutto in una fase come questa, non può avere ombre”, ha poi commentato &lt;b&gt;Mirabelli&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.areadem.info/adon.pl?act=doc&amp;doc=13123&quot;&gt;AreaDem&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Flavio TOSI: «Calderoli? In tre mesi non farà troppi danni»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/04/06/flavio-tosi/%C2%ABcalderoli-in-tre-mesi-non-far%C3%A0-troppi-danni%C2%BB-intervista/626604"></link>
  <updated>2012-04-06T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626604</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Verona (VR)- Consigliere  Consiglio Comunale Verona (VR) (Lista di elezione: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Che il nome di Roberto Calderoli sia finito nelle carte dell`inchiesta tra i beneficiari della gestione allegra di Francesco Belsito &quot;non significa che è colpevole di qualcosa&quot; e &quot;non si può far partire una caccia alle streghe per cui se uno è citato al telefono allora non può essere nominato nel triumviro&quot;. E comunque i tre &quot;non devono individuare chissà quali strategie politiche per i prossimi anni, ma semplicemente guidare il partito fino al congresso federale&quot;. Pochi mesi &quot;in cui non possono fare troppi danni&quot;. Il sindaco di Verona, Flavio Tosi è, insieme con Roberto Maroni, l`uomo simbolo di quella che viene indicata come la nuova Lega Nord.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Le dimissioni di Umberto Bossi equivalgono alla vittoria di Maroni o ancora il percorso è lungo e in salita?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; Il gesto che ha fatto Bossi può dare rilancio e spinta al movimento e penso che sarebbe stupido dividersi proprio adesso. Chi ha a cuore la Lega e quindi le idee del federalismo e dell`autonomia pensa al partito e non alle beghe interne. Poi se qualcuno mi chiedesse se Maroni potrebbe essere il successore cli Bossi io dico di sì. Per meriti, capacità dimostrate non solo al Viminale, ma anche politiche nel partito, Maroni gode di ampio consenso sia nella Lega sia nel paese, per cui sono certo che sarebbe indiscutibilmente un ottimo segretario. Ma sui tempi si devono ancora disputare i congressi in Veneto e Lombardia per nominare i segretari nazionali, solo dopo si potrà convocare il congresso federale.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Lo statuto però prevede che in caso di morte o dimissioni il congresso deve essere convocato entro 30 giorni.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Tra trenta giorni ci sono le elezioni amministrative, difficile credere possibile che si possa rispettare su questo punto lo statuto, ripeto: si è perso tempo sulla convocazione dei nazionali, ma non c`è di certo fretta.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Crede che questa vicenda possa avere delle ripercussioni negative sulla sua campagna elettorale e sul risultato?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; Per fortuna sono amministrative, se ci fossero state le politiche avremmo rischiato di pagare un dazio per una situazione che simpatica certamente non è.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Antipatica, non preoccupante?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; La magistratura sta lavorando e mi auguro che si arrivi il prima possibile ad accertare le responsabilità reali di ciascuno. Le indagini sono più che opportune perché quello che sta emergendo è un sistema che va smantellato prima di tutto per i tanti militanti, i nostri elettori e sostenitori che ci chiedono e vogliono una classe politica onesta.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;C`è chi legge nel tempismo dell`indagine una coincidenza particolare con il voto delle amministrative.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Uno può pensare che ci sia una coincidenza, ma pensare al complotto è eccessivo. Stanno lavorando tre diverse procure e da quanto si legge sembra che le operazioni fossero necessarie e opportune. Insomma decisamente no, il complotto è eccessivo. Se Belsito uscirà pulito meglio, se andasse diversamente allora bisognerebbe anche andare a vedere chi lo ha portato nel movimento. Non basta la rimozione di Belsito, serve di più. E certo bisogna modificare la legge sui rimborsi elettorali in modo che un partito possa essere effettivamente rimborsato solo in base alle spese elettorali e politiche sostenute in senso stretto.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Lei con quale interesse guarda alla successione di Umberto Bossi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; Io devo pensare alle mie amministrative di maggio e poi è abbastanza normale secondo me, per la logica dei grandi numeri dei partiti, che il segretario sia espressione della Lombardia, poi per carità potrà anche essere un veneto. Si vedrà.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1D9B05&quot;&gt;il Fatto Quotidiano&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Antonio Cannito: Barletta: I socialisti escono dalla maggioranza, per il bene di Barletta. I consiglieri Antonio Cannito e Franco Pastore abbandonano il &quot;Maffei bis&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/01/29/antonio-cannito/barletta-i-socialisti-escono-dalla-maggioranza-per-il-bene-di-barletta-i-consiglieri-antonio-cannito-e-franco-pastore-abbandonano-il-maffei-bis/623705"></link>
  <updated>2012-01-29T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>623705</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Barletta (BT) (Gruppo: PS) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;profondamente delusi e sconfortati dalla perdurante situazione di ingovernabilità, amareggiati per l'incapacità del centro-sinistra di esprimere una linea chiara tesa alla realizzazione degli obiettivi strategici concordati nelle linee di mandato, preso atto della costante insussistenza numerica della maggioranza sui provvedimenti approdati in Consiglio Comunale, hanno deciso di abbandonare la maggioranza, per riappropriarsi della capacità critica spesso subordinata alla difesa del sindaco e del suo governo cittadino. I Socialisti di Barletta sosterranno i provvedimenti che saranno ispirati al perseguimento del bene comune, si opporranno con fermezza a tutti coloro che pensano alla nostra città come ad una realtà medioevale governata dal suo signorotto, attendono l'elezione della nuova dirigenza del Partito Democratico per verificare le condizioni di possibili alleanze future. Presenteranno, nei prossimi giorni le dimissioni da tutte le posizioni di responsabilità condivise con l'attuale maggioranza.

Il consigliere Antonio Cannito ha affermato che la &quot;goccia che ha fatto traboccare il vaso&quot; sarebbe stato il discutibile e confuso consiglio comunale, dopo cinque anni vissuti all'interno di una maggioranza poco decisionista e lassista. Pur uscendo dalla maggioranza - continua il consigliere Cannito - i socialisti continueranno a sostenere l'approvazione di provvedimenti per il bene della città, e non di quei personaggi che non hanno a cuore le sorti di Barletta.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.barlettalife.it/magazine/notizie/i-socialisti-escono-dalla-maggioranza-per-il-bene-di-barletta/&quot;&gt;www.barlettalife.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Francesco Pastore: Barletta: I socialisti escono dalla maggioranza, per il bene di Barletta. I consiglieri Antonio Cannito e Franco Pastore abbandonano il &quot;Maffei bis&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/01/29/francesco-pastore/barletta-i-socialisti-escono-dalla-maggioranza-per-il-bene-di-barletta-i-consiglieri-antonio-cannito-e-franco-pastore-abbandonano-il-maffei-bis/623704"></link>
  <updated>2012-01-29T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>623704</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Puglia (Gruppo: Misto) - Pres.  Consiglio Comunale Barletta (BT) (Gruppo: PS) - Consigliere  Consiglio Comunale Barletta (BT) (Gruppo: PS) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;profondamente delusi e sconfortati dalla perdurante situazione di ingovernabilità, amareggiati per l'incapacità del centro-sinistra di esprimere una linea chiara tesa alla realizzazione degli obiettivi strategici concordati nelle linee di mandato, preso atto della costante insussistenza numerica della maggioranza sui provvedimenti approdati in Consiglio Comunale, hanno deciso di abbandonare la maggioranza, per riappropriarsi della capacità critica spesso subordinata alla difesa del sindaco e del suo governo cittadino. I Socialisti di Barletta sosterranno i provvedimenti che saranno ispirati al perseguimento del bene comune, si opporranno con fermezza a tutti coloro che pensano alla nostra città come ad una realtà medioevale governata dal suo signorotto, attendono l'elezione della nuova dirigenza del Partito Democratico per verificare le condizioni di possibili alleanze future. Presenteranno, nei prossimi giorni le dimissioni da tutte le posizioni di responsabilità condivise con l'attuale maggioranza.

Il consigliere Antonio Cannito ha affermato che la &quot;goccia che ha fatto traboccare il vaso&quot; sarebbe stato il discutibile e confuso consiglio comunale, dopo cinque anni vissuti all'interno di una maggioranza poco decisionista e lassista. Pur uscendo dalla maggioranza - continua il consigliere Cannito - i socialisti continueranno a sostenere l'approvazione di provvedimenti per il bene della città, e non di quei personaggi che non hanno a cuore le sorti di Barletta.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.barlettalife.it/magazine/notizie/i-socialisti-escono-dalla-maggioranza-per-il-bene-di-barletta/&quot;&gt;www.barlettalife.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Anna FINOCCHIARO: «Cancellare subito la vergogna delle dimissioni in bianco»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/01/21/anna-finocchiaro/%C2%ABcancellare-subito-la-vergogna-delle-dimissioni-in-bianco%C2%BB-intervista/623409"></link>
  <updated>2012-01-21T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>623409</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Usano questo strumento per aggirare l'articolo 18. Noi in prima linea in una battaglia di civiltà. Il centrodestra dovrà cedere all`indignazione».
&lt;p&gt;Un appello alla ministra Elsa Fornero lanciato da 14 donne e subito sottoscritto da altre 188, proprio il numero di quella legge contro le dimissioni in bianco che il governo Berlusconi ha cancellato. E poi, un passaggio del discorso del segretario Pd, durante l`Assemblea di ieri, affinché sul tavolo di lavoro per la riforma del mercato entri in primo piano anche il ripristino di quelle norme di civiltà spazzate via proprio mentre la crisi, che il centrodestra ha negato fino alla scorsa estate, logora posti di lavoro e quelli delle donne un po' di più.

Anna Finocchiaro, capogruppo dei democratici al Senato dice che la questione &quot;non è tornata al centro dell`attenzione, perché per il Pd c`è sempre stata&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Presidente, tante dichiarazioni di intenti, ma la legge ancora non c`è. Adesso l'appello trasversale di moltissime donne al ministro. E il Parlamento?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; 
&quot;Questa è una battaglia che noi democratici non abbiamo mai abbandonato. La reintroduzione del divieto di dimissioni in bianco è stata oggetto di nostri interventi in Aula, di emendamenti, sempre bocciati dal centrodestra, e proposte di legge sia alla Camera sia al Senato. Sono state soprattutto le senatrici e le deputate a tenere sempre alta l`attenzione su questo tema e lo dico non per fare una rivendicazione fine a se stessa, ma per ribadire che questa battaglia, che ritorna oggi di attualità sui media, grazie anche a questo appello di tante donne impegnate in politica, nel sindacato, nel mondo dello spettacolo e della cultura, che io stessa ho sottoscritto, il Pd non ha mai smesso di combatterla&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Non ripristinare quella legge potrebbe essere ancora più drammatico per le donne, ma anche per gli uomini, con l`acuirsi della crisi e la recessione in atto. Perché aspettare?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Di fronte all`incalzare della crisi e all'ulteriore mortificazione dei diritti del lavoro, la questione è di assoluto rilievo. Per evitare la pratica delle dimissioni in bianco non ci vogliono meccanismi complicati né costi aggiuntivi. Lo strumento c'è, è quello sperimentato nel 2006 dal governo Prodi: le dimissioni vanno compilate in moduli con numeri progressivi e non possono avere una data che vada più indietro dei 15 giorni dal momento della presentazione. Non c'è motivo per rinviare, la discussione della norma va messa immediatamente all'ordine del giorno sia alla Camera che al Senato&quot;.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;La domanda è: perché il centrodestra dovrebbe dire sì oggi quando ha detto no fino a ieri?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Perché potrebbe cominciare a vergognarsi se non lo facesse e a far crescere il senso di vergogna sarebbe quel sentimento di indignazione che sta crescendo tra gli uomini e le donne di questo Paese. Quella norma, infatti, riguarda tutti e aggiungo che lo strumento delle dimissioni in bianco è un modo di aggirare l`articolo 18&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il governo dice che per ora l`articolo 18 non è all`ordine del giorno. Se dovesse tornarci, il Pd riuscirebbe a trovare una sua posizione?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Per quanto riguarda il Pd l'articolo 18 non è in discussione e non è discutibile. Io starei però attenta perché, mentre vedo che monta il dibattito su una presunta e ipotetica volontà del governo di modificarlo, non noto altrettanta attenzione alle decine e decine di posti di lavoro che saltano ogni giorno&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il Pd appoggia questo governo con lealtà senza rinunciare a dire la propria, ha spiegato Bersani. Insomma, ci siete ma non siete il governo.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Noi siamo leali e lo dimostriamo ogni giorno in Parlamento. Lo siamo soprattutto perché non rinunciamo, nelle sedi appropriate, a rappresentare le nostre posizioni, i nostri rilievi e la posizione del nostro partito sulle questioni che stiamo affrontando e che affronteremo in futuro. Né, d'altra parte, ci si può aspettare di meno dal più grande partito italiano e da una forza seria e responsabile che appoggia questo governo ma che si candida a guidare il prossimo&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Con chi lo guiderete? Bersani su questo non si è sbilanciato.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Noi lo guideremo, questo è sicuro perché nessuna alleanza si crea a prescindere da noi. Vediamo chi vorrà condividere il nostro progetto di Paese&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Però nel Pd c`è chi chiede un congresso anticipato per decidere la linea politica anche in vista delle elezioni.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Non vedo dove sta il problema. Un congresso del Pd non è come un congresso della Lega, siamo abituati a farli e se la maggioranza lo chiede non vedo perché non si dovrebbe fare. Mi fa aggiungere un`ultima cosa?&quot;
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Cosa vuole aggiungere?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Osservo che i congressi servono anche a consolidare le leadership che già ci sono, non soltanto a crearne di nuove&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=19P5PU&quot;&gt;l'Unità - Maria Zegarelli&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>FRANCO MIRABELLI: Il clima che si è creato in queste settimane sulla lotta all’evasione fiscale è positivo</title>
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  <updated>2012-01-11T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Lombardia (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“Il clima che si è creato in queste settimane sulla lotta all’evasione fiscale è positivo. Personalmente, ho trovato positivo il blitz a Cortina, la tracciabilità, la norma che toglie il segreto bancario sui conti correnti per fare le verifiche fiscali. Sta cambiando il clima nel Paese. &lt;br&gt;
In due giorni il sottosegretario Malinconico, che comunque non era stato accusato di aver commesso alcun reato, si è dimesso. Si torna, quindi, all’idea che chi gestisce la cosa pubblica non deve avere nessuna ombra perché altrimenti se ne va. Non è un problema di garantismo o di non garantismo: dobbiamo dire ai cittadini che chi governa la cosa pubblica è assolutamente trasparente, lontano da ogni sospetto”. Lo ha dichiarato il consigliere regionale Pd della Lombardia &lt;b&gt;Franco Mirabelli &lt;/b&gt;durante la trasmissione televisiva Aria Pulita.  &lt;p&gt;
&lt;a href=&quot;http://youtu.be/A8SRCRoKTVQ&quot;&gt;&lt;b&gt;Video dell'intervento di Franco Mirabelli&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.areadem.info/adon.pl?act=doc&amp;doc=11857&quot;&gt;AreaDem&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>FRANCO MIRABELLI: Caso Malinconico: qualcosa cambia davvero</title>
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  <updated>2012-01-11T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Lombardia (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Le dimissioni di Malinconico testimoniano che qualcosa è cambiato. Si torna a pensare che chi gestisce la cosa pubblica deve essere al di sopra di ogni sospetto e che ai cittadini si deve garantire che chi governa lo fa nell'interesse pubblico. Anche se non si sono commessi reati è giusto farsi da parte perchè su chi governa non ci devono essere ombre&quot;. Lo afferma il Consigliere Regionale Pd &lt;b&gt;Franco Mirabelli&lt;/b&gt;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://francomirabelli.it/html/blog-notes/qualcosa-cambia-davvero&quot;&gt;francomirabelli.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giuseppe Ripa: Insulti a Vendola, assessore di Lecce si dimette </title>
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  <updated>2012-01-10T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore  Comune Lecce (LE)&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;«In seguito ad alcune dichiarazioni rilasciate nell'ambito di un dialogo politico sui temi dei gravi disservizi della sanità pugliese ed in particolare salentina, la foga del confronto mi ha portato ad esprimere concetti che sono ben lontani dalla mia cultura e dal mio modo di pensare», ha voluto precisare Ripa&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/12_gennaio_09/vendola-insulti-assessore-dimissioni_c3010694-3add-11e1-8a43-34573d1838c1.shtml&quot;&gt;www.corriere.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Carlo Malinconico: Ha rassegnato le dimissioni dal suo incarico, per poter meglio difendere la propria immagine</title>
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  <updated>2012-01-10T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione:  Sottosegretario  Editoria&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Rivendica la &quot;correttezza della propria condotta&quot; l'ormai ex sottosegretario Carlo Malinconico, che oggi si è dimesso dopo le polemiche sulle vacanze pagate dall'imprenditore Piscicelli. Parole affidate al comunicato stampa con cui Palazzo Chigi ne ha dato notizia dopo l'incontro con il presidente del Consiglio. &quot;Il Sottosegretario - spiega la nota - ha rassegnato le dimissioni dal suo incarico, per poter meglio difendere la propria immagine e onorabilità in tutte le sedi, nonché per salvaguardare la credibilità e l'efficacia dell'azione del Governo&quot;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.tmnews.it/web/sezioni/news/PN_20120110_00120.shtml&quot;&gt;www.tmnews.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Stefano Boeri: &quot;Questa mattina ho rimesso nella mani del sindaco Pisapia le deleghe alla Cultura, Moda, Design ed Expo&quot;</title>
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  <updated>2011-11-28T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore  Comune Milano (MI) (Partito: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;

&quot;Questa mattina ho rimesso nella mani del sindaco Pisapia le deleghe alla Cultura, Moda, Design ed Expo che mi erano state assegnate all'atto di costituzione della nuova Giunta comunale, nel giugno scorso. Una scelta difficile che ho voluto condividere ieri notte, nel corso di in una lunga riunione, con i consiglieri, gli assessori e i segretari milanesi del Partito Democratico e che va intesa come un atto distensivo e di fiducia nei confronti del Sindaco&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2011/11/28/visualizza_new.html_13030645.html&quot;&gt;Ansa&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Oggi cala il sipario. Il PD è pronto ad una pagina nuova, nell'interesse del Paese</title>
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  <updated>2011-11-12T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“Oggi scende il sipario su una lunga e dolorosa fase della storia politica italiana. Il Paese arriva a questa giornata frastornato, impaurito, travolto da una crisi finanziaria che ha attraversato le vite individuali e la nostra esperienza collettiva. Ma l'Italia arriva ancora carica di potenzialità, carica di energie, un Paese che ha voglia di voltare pagina ed ha voglia di ricominciare daccapo. Era sembrato, per molti anni, questi lunghi anni, che il potere si fosse trasferito altrove, che la forza dell'economia, la forza del denaro, la forza dei soldi, la forza della spregiudicatezza, fosse inesorabilmente diventata molto molto più forte di istituzioni giudicate troppo deboli e troppo antiche. Qualcuno sottolineava questo con preoccupazione, qualcun altro con soddisfazione, ma era una valutazione comune, soprattutto perché quelle istituzioni sono state maltrattate ed insultate da chi ne ha guidata una parte in questi anni”. Lo ha affermato &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6478&quot;&gt;intervenendo alla Camera&lt;/a&gt;.

&lt;p&gt;“E, invece, proprio quelle istituzioni democratiche e, in particolare, il Parlamento - e di questo dovremmo essere tutti orgogliosi -, hanno dimostrato di essere più solide e più forti di qualsiasi potere personale e di qualsiasi abuso. Le istituzioni democratiche vanno rinnovate certo, ma non vanno sostituite o eliminate. E se Berlusconi, tra pochissimo, tra qualche minuto, tra qualche ora, salirà al Quirinale per rassegnare le dimissioni, è perché il Governo è caduto dove doveva cadere, ossia è caduto in Parlamento. Certo, come sappiamo bene, dentro la crisi finanziaria, dentro la bufera dei mercati. Vedo che voi siete incapaci di ascoltare e capaci di urlare in qualsiasi ruolo vi trovate in quest'Aula. Mi fa piacere. Certo, dentro la bufera finanziaria, dentro la crisi dei mercati, ma era già successo tante volte nell'anno che abbiamo alle spalle e, quindi, il Governo sarebbe dovuto cadere molte volte. La parola «fine», invece, è stata segnata quando su quel tabellone è comparso il numero 308 e quella è una prova di solidità delle regole democratiche. I Governi stanno in piedi solo se hanno la maggioranza in entrambe le Camere, questo dice la nostra Costituzione.
E, purtroppo, oggi è possibile, credo per tutti gli italiani e per molti anche in quest'Aula, capire quanto tempo si è perduto, quanto sarebbe stato diverso il destino di ogni famiglia e di ogni impresa italiana se il 14 dicembre quel voto fosse andato diversamente e non ci fosse stato un peccato di mancanza di coraggio e di opportunismo. Non avremmo sprecato un anno! Non avremmo regalato un anno alla speculazione, alla crisi, alla perdita dei redditi con costi enormi per la nostra economia. Agli atti di questo Parlamento ci sono i nomi e i cognomi di chi ha causato quella situazione, e non li dimenticheremo” – ha proseguito &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt;.

&lt;p&gt;

“Quello che è avvenuto, è avvenuto grazie al lavoro comune delle opposizioni. Noi sappiamo di avere - tra di noi, con il Terzo Polo e con l'Italia dei Valori - anche idee diverse, ma abbiamo saputo mettere in moto, in questi mesi, un cammino comune. Qualsiasi cosa succederà, in quest'Aula e nel Paese, il Partito Democratico lavorerà per non disperdere il lavoro comune che abbiamo fatto in questi mesi e che ha portato a questo risultato. Noi abbiamo scelto la via della responsabilità: abbiamo dimostrato responsabilità quando, insieme, con lo stesso voto, una settimana fa, siamo riusciti a chiudere l'esperienza di questo Governo e contemporaneamente a garantire per il Paese l'approvazione del rendiconto, dell'assestamento e, oggi, della legge di stabilità, in presenza di una maggioranza che non c'è più, politicamente e numericamente. Il lavoro delle opposizioni ci consente oggi di avere concordemente deciso di assumere un voto differenziato: in questo voto differenziato il Partito Democratico resterà in Aula, come abbiamo già fatto al Senato, ma non parteciperà al voto. Abbiamo scelto la via della responsabilità. Tutti i sondaggi - e non ci vuole molto a capirlo - dimostrano che il Partito Democratico, nei diversi schemi di coalizione, vincerebbe le elezioni tra qualche mese. Eppure, abbiamo indicato da un anno la strada del Governo di emergenza. Un anno fa - ce lo dicevano anche editorialisti che farebbero bene a rileggere i loro articoli oggi - sembrava che noi indicassimo la strada del Governo di emergenza perché avevamo paura delle elezioni: così ci veniva detto. Oggi, noi forniamo la prova che scegliamo quella strada perché essa serve al Paese: quando, nella vita individuale e collettiva di un partito, ci si trova ad un punto in cui l'interesse del partito e quello del Paese non coincidono, si sceglie senza esitazione l'interesse del Paese! E l'interesse del Paese, oggi, è restituire fiducia agli italiani e credibilità all'Italia nel mondo!” – ha continuato &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt;.&lt;p&gt;
“Domani, entriamo in un tempo nuovo. Berlusconi, nel bene o nel male, è stato uno spartiacque di questo Paese: ha fatto nascere il bipolarismo e poi lo ha inquinato e ammalato. Tutto è stato segnato da lui: le coalizioni e il dibattito, contro o a favore di Berlusconi. Adesso quella stagione è finita. Siamo chiamati a ricostruire sulle macerie finanziarie, sociali e di valori. Siamo chiamati ad affrontare le riforme dell'economia, della finanza e delle regole costituzionali del Paese, in una fase di transizione. Il Partito Democratico sarà dentro quella fase di transizione, con la forza, la stabilità, la solidità e l'unità che ha dimostrato in questi mesi. Ognuno, se vorrà, potrà stare dentro questa fase di transizione, sapendo che siamo, resteremo e torneremo ad essere avversari. Ma c'è un punto in cui ci si deve chiedere, singolarmente e collettivamente, se si mette l'interesse del Paese davanti ai propri interessi di parte.
L'Italia aspetta. – ha concluso &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt; - Noi forze politiche, tutti noi singoli deputati, siamo chiamati ad iniziare questo percorso di ricostruzione. Ognuno, in quest'Aula, dovrà dimostrare di esserne all'altezza”.


&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6478&quot;&gt;&lt;b&gt;Testo e video dell'intervento di Dario Franceschini alla Camera&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6478&quot;&gt;dariofranceschini.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Berlusconi a casa e nuovo governo. Raggiunti gli obiettivi che ci eravamo posti</title>
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  <updated>2011-11-12T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Sulla legge di stabilità (dopo l'approvazione della quale il Presidente del Consiglio rassegnerà le dimissioni, &lt;i&gt;ndr&lt;/i&gt;) il Pd sarà in Aula, ma senza votare. &quot;Un anno fa ci siamo posti due obiettivi - ha dichiarato il capogruppo del Pd, &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt; -: mandare a casa Berlusconi e fare un nuovo governo: li abbiamo centrati tutti e due&quot;.
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6476&quot;&gt;dariofranceschini.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Silvio BERLUSCONI: «Mi dimetto ma dopo Legge di stabilità»</title>
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  <updated>2011-11-08T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Pres. del Consiglio   (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Prima la legge stabilità e poi mi dimetto».
&lt;p&gt; &lt;i&gt;Silvio Berlusconi si arrende a Giorgio Napolitano durante l'incontro al Quirinale. Un faccia a faccia, durato quasi un'ora, subito dopo che il premier ha perso la maggioranza alla Camera durante il voto del rendiconto generale dello Stato. Al Colle è salito con Gianni Letta. Subito dopo aver lasciato il Quirinale, Berlusconi ha convocato un vertice con gli esponenti di Lega e Pdl a Palazzo Grazioli.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt; «Prendo atto di non avere più la maggioranza». «Io vedo soltanto la possibilità di nuove elezioni, ma deciderà il Capo dello Stato». «In ogni caso non sarebbe pensabile dare responsabilità di governo a chi ha perso le elezioni, in democrazia si fa così». «L'importante è preoccuparci di ciò che accade sui mercati finanziari che non credono che l'Italia sia capace di approvare le misure che l'Ue ci ha chiesto».&lt;br /&gt;
___________________________________
&lt;p&gt; &lt;b&gt;A confermare le intenzioni del presidente del Consiglio anche una nota del Colle&lt;/b&gt;.&lt;i&gt; &lt;br /&gt;
«Il Presidente del Consiglio ha manifestato al Capo dello Stato la sua consapevolezza delle implicazioni del risultato del voto odierno alla Camera; egli ha nello stesso tempo espresso viva preoccupazione per l'urgente necessità di dare puntuali risposte alle attese dei partner europei con l'approvazione della Legge di Stabilità, opportunamente emendata alla luce del più recente contributo di osservazioni e proposte della Commissione europea». Il comunicato poi aggiunge: «Una volta compiuto tale adempimento il Presidente del Consiglio rimetterà il suo mandato al Capo dello Stato, che procederà alle consultazioni di rito dando la massima attenzione alle posizioni e proposte di ogni forza politica, di quelle della maggioranza risultata dalle elezioni del 2008 come di quelle di opposizione»&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.liberazione.it/news-file/Berlusconi-al-Colle---Mi-dimetto-dopo-Ddl-stabilit--.htm&quot;&gt;Liberazione.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIOVANNI CHIODI: Rinvio tasse per L'Aquila o mi dimetto</title>
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  <updated>2011-11-04T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Abruzzo (Partito: PdL) - Consigliere Regione Abruzzo (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Continuo a lavorare senza sosta - dice Chiodi - facendo la massima pressione sul governo centrale affinché si possa giungere ad una soluzione soddisfacente. Nonostante il tempo non giochi a nostro favore, sono ancora fiducioso che la questione relativa alla restituzione delle tasse per la popolazione del cratere sismico si risolva nei termini utili”.
&lt;p&gt;

Al punto da paventare anche una decisione forte e sofferta. Purché serva al bene della collettività: “Se non dovesse arrivare a breve, brevissimo, una misura ad hoc per attenuare la crisi dell’economia e permettere ai cittadini di rifiatare sul fronte contributivo, rimetterò al governo l’incarico di commissario”.
&lt;p&gt;

&quot;La scelta delle dimissioni è un passo pesante ovviamente che, in cuor suo, Chiodi auspica di non dover fare - sottolinea una nota del settore comunicazione della Struttura per la gestione dell'emergenza - Non foss’altro per continuare a dare il suo contributo, in termini di energie e rapporti politico-istituzionali, al territorio terremotato, alla sua gente che oggi, in enorme difficoltà per dover restituire allo Stato tutte le tasse sospese, gli chiede quantomeno una ulteriore proroga&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.abruzzoweb.it/contenuti/chiodi-alza-la-voce-con-il-governo-rinvio-tasse-per-laquila-o-mi-dimetto/39628-302/&quot;&gt;www.abruzzoweb.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Abbiamo posto formalmente la questione delle dimissioni del governo</title>
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  <updated>2011-10-11T00:00:00Z</updated>
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  <id>609817</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Quello di oggi non è un incidente ma un capolinea&quot; è il commento di Dario Franceschini alla bocciatura del primo articolo del rendiconto dello Stato in aula alla Camera. &quot;E' un dato umiliante per il presidente del Consiglio che entra in Aula e si rende conto che non ha una maggioranza&quot;. &quot;Al di là delle valutazioni politiche&quot; nella conferenza dei capigruppo &quot;abbiamo posto formalmente la questione: secondo noi dopo il voto di oggi sono un atto dovuto le dimissioni del governo&quot;. 
&lt;p&gt;Per il capogruppo Pd a questo punto &quot;sarebbe surreale e assurdo&quot; cominciare ad esaminare il Ddl intercettazioni calendarizzato in Aula per domani. &quot;Se ci fosse un minimo di dignita' personale oltre che politica Berlusconi sarebbe già dovuto essere al Quirinale&quot; sottolinea &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt;.
&lt;p&gt;

&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6324&quot;&gt;&lt;b&gt;Video della dichiarazione in Aula alla Camera di Dario Franceschini&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6324&quot;&gt;dariofranceschini.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Antonio Carpagnano: Si dimette il vicesindaco Antonio Carpagnano</title>
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  <updated>2011-10-01T00:00:00Z</updated>
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  <id>617955</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Al momento il colpaccio edile di Montaltino non è riuscito. La certosina opera della magistratura chiude il cerchio su una lottizzazione controversa e la cui approvazione in consiglio comunale è stata a lungo contestata.
&lt;p&gt; &quot;Vergogna, Vergogna, Vergogna&quot;, recitava nel 2009 un blog locale che si è sempre battuto per la definizione della vicenda 167. Questo importante strumento urbanistico proprio nella serata consiliare in cui fu approvato definitivamente il Piano di lottizzazione dell'insediamento agro-turistico in agro di Montaltino, fu bypassato e la relativa seconda variante del piano di zona 167, che interessava migliaia di famiglie fu anestetizzata in favore della lottizzazione privata, ora protagonista della vicenda giudiziaria che non è davvero poca cosa.
&lt;p&gt;

Eravamo presenti la sera del 4 agosto 2009 in quel consiglio comunale. Tra i sei punti all'o.d.g. in primis quello del piano di lottizzazione che fu favorevolmente votato alla presenza di soli 14 consiglieri. In quelle tarde ore consiliari del 4 agosto i consiglieri assenti furono ben 27. Favorevoli alla proposta di lottizzazione dell'ing. D. Raymondi Lorenzo e Vincenzo Settanni votarono i seguenti consiglieri: il sindaco Maffei, Caracciolo (Presidente del Consiglio e autore della calendarizzazione dei lavori consiliari), Dileo, Cannito, Dilillo, Delvecchio Vincenzo, Corcella, Maffione Giuseppe, Marzocca, Ventura, Paparella, Lamberti e Carpagnano. Quest'ultimo consigliere , fratello dell'Amministratore unico del &quot;Il Borgo S.r.l.&quot; sig. Savino Antonio Carpagnano. A tale società, realizzatrice del progetto dell'insediamento turistico, in data successiva - il 23 luglio 2010 - fu concesso il permesso di costruire.
&lt;p&gt;

Ieri mattina il vice sindaco dott. Antonio Carpagnano (non eletto nella ultima consultazione elettorale ma nominato dal sindaco Maffei) ha protocollato le sue dimissioni, non certo perché coinvolto in alcun modo in un possibile conflitto d'interessi, ci chiariscono in ambienti autorevoli socialisti, ma per mera trasparenza politica. Sempre la stessa fonte fa rilevare che l'autorizzazione alla lottizzazione avvenne in data 4 agosto 2009 e solo successivamente la figura del fratello architetto fu privilegiata per elevare le 184 palazzinette. Prendiamo atto della precisazione. In ogni caso i ricorrenti hanno avuto parere favorevole in questo primo round giudiziario. 
&lt;p&gt;Le violazioni rappresentate dal ricorrente distinguono una serie di eventuali inadempienze nell'iter amministrativo compiuto dall'amministrazione barlettana. Non tralascia nella memoria difensiva forti doglianze e violazioni di legge per quanto attiene la vigente disciplina nazionale e regionale in tema di tutela dell'ambiente e del paesaggio nei molteplici aspetti evidenziati nel ricorso al T.A.R.
&lt;p&gt;

Tornando a quella infuocata serata consiliare del 4 agosto 2009, dove – ripetiamo - fu gridato alla scandalo per la prelazione data all'edilizia privata a quella pubblica, il malcontento e la richiesta di rinvio per questo argomento fu verbalizzata dal consigliere comunale Agostino Cafagna. La sua possibile risoluzione, però, annotò solo 3 adesioni favorevoli oltre la sua, quella di Dicorato e Giuseppe Dipaola (La buona Politica). &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.barlettalife.it/magazine/notizie/le-villettine-di-montaltino-bocciate-dal-tar/&quot;&gt;barlettalife.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>PIETRO VIGNALI: Lettera di Dimissioni a seguito degli scandali giudiziari</title>
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  <updated>2011-09-29T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Parma (PR) (Partito: LISTA CIVICA) - Sindaco  Comune Parma (PR) (Partito: Lista Civica - Cen-Sin) - Consigliere  Consiglio Comunale Parma (PR) (Lista di elezione: LISTA CIVICA) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Cari parmigiani,
con le dimissioni si chiude la mia esperienza da sindaco e da amministratore di questa città. Dimissioni di cui il Consiglio Comunale sarà chiamato a prendere atto.
Questa non è per me una decisione facile, perché non è semplice cancellare più di 13 anni di vita dedicati a tempo pieno alla mia città, non risparmiandomi mai e mettendoci tutta la mia volontà e le mie capacità.
Se avessi compiuto una scelta nel mio interesse personale mi sarei dimesso già a giugno: mi sarei risparmiato tre mesi di difficoltà e di pressioni enormi, di estenuanti mediazioni, di attacchi personali.
Non mi sono dimesso allora perché bisognava portare a termine alcune opere fondamentali per la città e garantire la realizzazione di eventi fondamentali come il Festival Verdi.
In questi ultimi tre mesi, infatti, siamo riusciti a fare cose che erano assolutamente indispensabili, cose che andavano fatte: abbiamo votato i nuovi Piani industriali delle Aziende, assestato il Bilancio comunale, portato avanti diversi cantieri, terminato e inaugurato opere.
Altre sarebbero ancora da fare, ma ora è accaduto un altro fatto grave che vede coinvolto un assessore della mia Giunta.
Adesso le inchieste giudiziarie non riguardano più solo dei funzionari comunali ma esponenti politici dell’Amministrazione. La differenza è decisiva. E mi obbliga ad affrontare tutte le mie responsabilità, che non sono personali ma politiche. La mia coscienza, il mio modo d’intendere la politica, il rispetto per il mio ruolo di sindaco me lo impongono.
In Italia, nel centrodestra e nel centrosinistra, le dimissioni non si danno neppure davanti alle condanne, figuriamoci quando non si è nemmeno indagati. Tuttavia questo non è per me un motivo sufficiente per rimanere. E’ una scelta dolorosa, amara. Ma un sindaco deve saper fare anche questo.
In questi anni Parma è migliorata enormemente, nei servizi quanto nelle opportunità. Poche altre città sono state così dinamiche e fattive, e raggiungere questi risultati è stata una delle soddisfazioni più grandi della mia vita. Sicuramente non sono stato esente da errori. Ma ho fatto tanto, abbiamo fatto tanto insieme, incoraggiati dai cittadini che non volevano tornare all’immobilismo del passato.
La crisi economica mondiale ha inciso profondamente su progetti avviati da diversi anni, come la nuova Ghiaia, la sede dell’Authority (che abbiamo completato e che sarà inaugurata a breve), la nuova stazione, il ponte Europa, la Scuola Europea e la riqualificazione del comparto Pasubio, che non si potevano fermare e che quando saranno terminati renderanno Parma ancora più moderna e attrattiva.
Un’opera che invece ho deciso di fermare è stata la metropolitana, un progetto da 365 milioni di euro che il nuovo contesto economico rendeva insostenibile. Una rinuncia che i cittadini hanno condiviso, perché hanno compreso che era stata fatta nel loro interesse, ma che ho pagato cara.
La nostra è una città che non tollera certi sgarri e certa autonomia della politica, soprattutto quando in ballo ci sono affari milionari.
Parma però oggi non ha bisogno di continui scontri frontali, di pubblicità negativa sui giornali locali, nazionali ed europei, di delegittimazione pregiudiziale di ogni progetto, di insulti, urla e odio riversati in piazza.
Sono sicuro che la maggioranza moderata e perbene dei parmigiani saprà giudicare quanto accaduto senza però cancellare le conquiste e i benefici di 15 anni di buon governo della città.
Per questo oggi faccio un passo indietro e mi faccio carico anche di responsabilità non mie, se può aiutare la città a ritrovare la serenità e le condizioni per ripartire.
Ripartire dagli oltre 70 milioni di euro di fondi inizialmente destinati alla metropolitana, che siamo riusciti, tra grandi difficoltà, a portare a casa e che permetteranno, in questi tempi di crisi, di completare la nuova stazione, di costruire case di edilizia sociale, di portare a termine tanti altri progetti veramente utili.
Un risultato politico che era a portata di mano ma che nessun commissario avrebbe potuto raggiungere. Per questo, non per attaccamento alla poltrona o alla carriera politica, sono rimasto al mio posto in questi mesi, nonostante tutto.
Io lascio da persona onesta che ha sempre lavorato per il bene della nostra città.
Ringrazio tutti i cittadini di Parma che in questi anni mi hanno dato fiducia, i tanti che continuano a dimostrarmi il loro affetto, e mi scuso con quanti ho deluso. Io ce l’ho messa tutta.
L’amore per Parma mi ha guidato in questi anni, e continuerà a guidarmi anche in futuro, se i parmigiani lo riterranno. Questo è l’impegno a cui non mi sottrarrò mai.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilpost.it/2011/09/28/dimissioni-vignali-parma/&quot;&gt;Il Post&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Rachid Innocenti: Dimissioni da consigliere comunale</title>
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  <updated>2011-09-25T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Castel Focognano (AR) (Lista di elezione: LISTA CIVICA) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Come qualcuno di voi già saprà, ho provveduto a rassegnare le mie dimissioni da consigliere comunale del Comune di Castel Focognano visto i molti impegni di lavoro che mi costringono ad allontanarmi in maniera prolungata dal nostro territorio.

&lt;p&gt;
Credo che le dimissioni fossero un atto dovuto, ritenendo la vita amministrativa un impegno da vivere in prima persona, decidendo così di farmi da parte e lasciare spazio a chi diversamente, potrà seguire costantemente l’evolversi delle vicende comunali.

&lt;p&gt;
Sono stato un privilegiato, lo sono stato grazie alle persone che hanno avuto fiducia nella mia persona e che hanno fatto in modo che li potessi rappresentare nonostante la mia giovane età.

&lt;p&gt;
Con molto rammarico lascio i miei compagni del gruppo di minoranza ai quali va un ringraziamento speciale per il supporto e la comprensione per la mia scelta. 

&lt;p&gt;
Concludo ringraziando i colleghi consiglieri, il Sindaco e tutti i cittadini di Castel Focognano.

&lt;p&gt;
Un saluto sincero. 

&lt;p&gt;
&lt;i&gt;Rachid Innocenti&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.facebook.com/group.php?gid=48875580582&quot;&gt;Facebook&lt;/a&gt;</summary>
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