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  <title>Openpolis - Argomento: patrimonio immobiliare</title>
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  <updated>2011-09-07T00:00:00Z</updated>
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  <title>Pier Luigi BERSANI: «Manovra iniqua. Ora ciascuno si assuma le proprie responsabilità»</title>
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  <updated>2011-09-07T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>609245</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Avevano promesso di non mettere la fiducia - afferma in una nota - per consentire il dibattito e il contributo da parte di tutti. Ma ancora una volta hanno cambiato le carte in tavola. Questo è un governo che sa solo mentire. L'ennesima chiusura di ogni possibile discussione ci consegna una manovra che resta iniqua e inefficace&quot;.

&lt;p&gt;
&quot;Non si vede ad esempio - spiega il leader Pd - perché, in luogo dell'aumento dell'Iva, non si introduca un'imposta ordinaria sui grandi patrimoni immobiliari. L'idea di fondo è sempre la stessa: scaricare il peso del risanamento sui molti e tenere al riparo qualcuno&quot;.
&lt;p&gt;

&quot;Chi ci dice - prosegue Bersani - che l'opposizione deve dare il proprio responsabile contributo guardi finalmente l'operato del governo e tiri le sue conclusioni. Nessuna proposta dell'opposizione tesa a mettere equità nel carico della manovra è stata accolta, così come testardamente il governo ha voluto insistere nell'inutile e scriteriata proposizione dell'articolo 8. A questo punto - conclude - ciascuno si assuma le proprie responsabilità&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.rosarossaonline.org/art/2011/09/07/manovra-bersani-e-iniqua-ora-ognuno-si-assuma-responsabilita_16687&quot;&gt;rosarossaonline.org&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>RICCARDO NENCINI: «Silvio a casa e voto anticipato»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2011-09-05T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>608073</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore Regione Toscana&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Riccardo Nencini, segretario del Psi (la festa del partito è in corso a Bologna) boccia la manovra del governo e chiede a Silvio Berlusconi di passare la mano.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quale il giudizio sulla manovra?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«È sbagliata. Non tornano i saldi, una volta eliminato il contributo di solidarietà, e non migliora la nostra credibilità sui mercati finanziari. Soprattutto, dimostra che la differenza tra destra e sinistra c'è eccome».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;In che senso?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«La sinistra avrebbe fatto questo: contributo di solidarietà sopra i 150 mila euro l'anno; tassazione delle rendite finanziarie e dei grandi patrimoni immobiliari; far pagare l'Ici alla Chiesa sulle strutture commerciali».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Sui costi della politica il Psi cosa dice?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Abbiamo lanciato quattro proposte d'iniziativa popolare su cui stiamo raccogliendo le firme. La prima propone il livellamento delle indennità di consiglieri e assessori regionali al livello più basso, che poi è quello della mia regione, la Toscana. Io, da assessore, prendo 6200 euro mensili, il mio presidente più di 7 mila contro il doppio (15 mila) del presidente della Puglia».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Poi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«La cancellazione dei troppi enti superflui tra Stato e cittadino: erano tre (governo centrale, province, comuni) alla nascita dell'Italia, oggi sono oltre 14. L'abolizione del Senato, trasformandolo in Senato delle Autonomie con la metà dei senatori. Concedere il finanziamento pubblico solo ai partiti i cui segretari risultano democraticamente eletti. Ad oggi solo Pd, Udc, Psi. Tutti gli altri, dal Pdl alla Lega, i loro segretari li eleggono per acclamazione».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Si discute di cambiare la legge elettorale.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Bisogna restituire ai cittadini la possibilità di scegliersi i propri rappresentanti. Il Porcellum va abrogato e anche per questo obiettivo abbiamo raccolto le firme, ben 90 mila, ma noi credevamo nel referendum Passigli e non nel ritorno del Mattarellum».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Meglio un governissimo o le elezioni?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Berlusconi si deve dimettere, poi elezioni anticipate. E la sinistra riformista unita».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=13W4LR&quot;&gt;Il Messaggero&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Italo BOCCHINO: «AI PdI non serve il monarca Silvio»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/20/italo-bocchino/%C2%ABai-pdi-non-serve-il-monarca-silvio%C2%BB-intervista/388306"></link>
  <updated>2009-01-20T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>388306</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: FLI) - Vicepres. Camera VICE PRESIDENTE GRUPPO DEPUTATI POPOLO DELLA LIBERTA'  (Gruppo: AN) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Non sarà il partito dell`uomo solo al comando»: Italo Bocchino vicepresidente dei parlamentari del Pdl fissa i sui paletti sul nuovo partito.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Gazebo andati male, statuto in alto mare, data del congresso non definita. Che succede nel Pdl?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Partirei da un`analisi politologica:

accade sempre, quando i partiti sono al governo, che per un paio d`anni si concentrino più sui problemi del paese che sulle questioni interne.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Vuole dire: nessun problema?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Il dibattito di questi giorni è fisiologico visto che siamo alla vigilia di un passaggio anche burocratico.

Ma, politicamente, il Pdl è già nato. Alle elezioni, presentandoci insieme, abbiamo preso più della somma dei due partiti.

Nei gruppi parlamentari ci muoviamo come esponenti del nuovo partito e non come Forza Italia o An. Ora si tratta di affrontare questioni spinose: sedi, incarichi, organizzazione, statuto. Ed emerge qualche difficoltà. In fondo, è più facile innamorarsi che mettere su casa insieme.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Come sarà la nuova casa?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Questo è un grande tema. Anche perché le case di provenienza sono ben chiare. Forza Italia, che non è un partito di plastica, si può definire, usando la brillante espressione di Tremonti, una &quot;monarchia anarchica&quot;. An invece si è mossa sulla base di un presidenzialismo costituzionale, in cui Fini decideva, eccome, ma all`interno di una dialettica interna.
&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Quale sarà la sintesi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Una via di mezzo. Il modello dove uno decide per tutti non funziona:

chi appartiene a un partito non può seguire in silenzio le decisioni altrui.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Propone una sorta di monarchia costituzionale?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Qualcosa di più. La monarchia prevede un uomo solo al comando.

lo dico che il Pdl deve avere una leadership duale. O, per dirla con un termine che si è usato per Mediobanca, una governance duale. Così come le liste unitarie hanno preso più della somma dei singoli partiti, la governance Berlusconi-Fini rende di più della somma tra i due.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Significa che vuole un partito democratico?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Noi possiamo anche fare una norma nello statuto che prevede che finché farà politica Berlusconi resta leader e decide quello che vuole, sempre d`intesa con Fini ovviamente. Ma il punto è che dobbiamo costruire un partito per i prossimi cinquant`anni, altrimenti non ha senso e preferisco stare a casa mia. Come modello penso a una moderna Dc.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Intende radicato e non di plastica?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Intendo strutturato nella società, con aderenti, moderne forme di iscrizione. Insomma fatto non solo di internet e blog ma in cui il territorio decide. Possiamo non chiamarle sezioni, ma uno non può apprendere le candidature al suo Comune leggendo i giornali.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Berlusconi è abituato a fare così.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


Berlusconi ha un tratto antipolitico nel suo modo di essere che lo rende geniale. E' abituato ad affidarsi all`intuito e ai sondaggi.

E capisco che per lui una direzione con cento persone che parla di candidature è una sofferenza.

Ma un sistema di regole serve. E occorrono luoghi in cui se uno non è d`accordo si possa alzare e dirlo.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Dentro An ci sono malumori.

Alemanno ha detto: no ad annessioni.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


Questo lo abbiamo detto tutti.

E infatti stiamo lavorando per costruire una cosa nuova. Tra l`altro il patrimonio culturale della destra nel nuovo partito lo abbiamo già portato. Basta vedere le nostre proposte sulla sicurezza o sull`economia.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Il matrimonio sarà in comunione dei beni?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Sarà in comunione dei beni futuri. La dote che portiamo è il rimborso elettorale. Se si riferisce agli immobili di An, diciamo che quelli fanno parte invece del patrimonio della famiglia di provenienza.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Il governo perde cinque punti nei sondaggi. Come reagirete al malessere del Nord?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Costruendo il partito. Dopodiché non si può accontentare sempre il rivendicazionismo della Lega. Un riequilibrio è un problema di tutti, ma soprattutto del premier, visti i suoi incontri periodici ad Arcore con Bossi, e anche del ministro dell`Economia che ama molto il Caroccio. Altrimenti il rischio di pagare in termini elettorali è evidente.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;E il federalismo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 L`accordo è fatto e manterremo gli impegni. Ma sul Mezzogiorno dobbiamo fare di più. Penso a un istituto di credito, a un utilizzo serio dei Fas, a ridurre l`assistenzialismo nell`uso dei fondi pubblici, alla meritocrazia. Il Sud è una partita tutta da giocare.

 &lt;br /&gt;

 
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=KI7IC&quot;&gt;Il Riformista - Alessandro De Angelis&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Rita BERNARDINI: Caso Romeo. Giunta Rutelli. «Alla mia denuncia del 2000 nessuno rispose»</title>
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  <updated>2008-12-20T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>383135</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) - Assessore Provincia Avellino (Partito: Radicali italiani) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Mi puzzava tutta la vicenda, non solo il fatto che la gestisse la Romeo. Semplicemente: ero certa che quella vendita di alloggi non fosse fatta nell'interesse dei romani e del Campidoglio». Sono passati molti anni: adesso, Rita Bernardini è un deputato pd della delegazione Radicale. Lei parla senza metafore, nessuna citazione: nel 2000, per fare un esempio, quando si battè contro questa cessione di milletrecento case nel centro storico di Roma decisa dalla giunta Rutelli, inviò ai giornalisti che si ostinavano a non scriverne una mail dal titolo: «Ma che c'avete tutti le case del comune?». All'epoca fu consigliere comunale nella lista Pannella, ma solo per tre mesi. «Periodo breve durante il quale ebbero la sfortuna di farmi partecipare a una riunione della maggioranza».&lt;br /&gt;
 &lt;b&gt;E cosa accadde?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Mi accorsi che stavano vendendo case di pregio a prezzi stracciati».&lt;br /&gt;
 &lt;b&gt;Che cosa significa per lei &quot;stracciati&quot;?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Faccio un esempio: tre camere a piazza Navona a sessanta milioni, ovviamente di lire».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; E lei?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Feci subito un'interrogazione urgente al sindaco, Rutelli. Chiedevo di mettere on line, in internet, case e nomi dei futuri proprietari. Era chiaro che i romani dovevano sapere che, invece di fare cassa, il Campidoglio stava cedendo un patrimonio simile a questi prezzi».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; A chi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Sindacalisti, attori, anche qualche giornalista».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Quale fu la risposta all'interrogazione?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Silenzio assoluto».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Niente, neanche una parola?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Neanche una».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; E lei?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Feci tutto il chiasso possibile, ricorsi al Tar, un'altra interrogazione».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;E Rutelli?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Silenzio».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Poi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Poi riuscii a bloccare quella delibera, almeno inizialmente. E in ogni caso poi ci fu il cambio della guardia, al Campidoglio fu eletto Veltroni».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Cambiò qualcosa?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Gli elenchi delle case in vendita finirono in internet».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Per caso ricorda perchè la gestione del patrimonio immobiliare fu affidata alla Romeo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «No, non ne ho idea».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Però l'operazione non la convinceva?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Come poteva? Sessanta milioni di lire per un appartamento a piazza Navona non è solo un buon prezzo, è un super vantaggio per l'acquirente. E certo non per i romani nè per il Campidoglio. E poi, un'altra cosa: perchè non mettere l'elenco in internet? Cosa c'era da nascondere?».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Sa che fine hanno fatto queste case?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «No, non è a me che dovete chiedere».

&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=K92GP&quot;&gt;Corriere della Sera - Alessandro Capponi&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Paolo CIRINO POMICINO: «Sotto il Vesuvio la politica è morta Ma non è solo colpa dei magistrati»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/12/04/paolo-cirino-pomicino/%C2%ABsotto-il-vesuvio-la-politica-%C3%A8-morta-ma-non-%C3%A8-solo-colpa-dei-magistrati%C2%BB-intervista/382712"></link>
  <updated>2008-12-04T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>382712</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Sta in poltrona, raggomitolato come un gatto. Ma gli occhi scrutano il disastro napoletano. Paolo Cirino Pomicino, eterno come solo certi dc, allarga le braccia e trasmette il suo sconforto: «Napoli è al disastro».&lt;br /&gt;



&lt;b&gt;Napoli è un verminaio. E la magistratura va con la ramazza.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Non condivido la sua impostazione giustizialista».&lt;br /&gt;



Le inchieste sono sotto gli occhi di tutti.
«Lo so. Purtroppo devo constatare che l’azione della magistratura, questa volta, è irrilevante».&lt;br /&gt;



&lt;b&gt;Che vuol dire?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Le faccio io una domanda: sa dirmi i nomi di tre parlamentari napoletani di destra o di sinistra? La politica, a Napoli, è morta».&lt;br /&gt;



&lt;b&gt;Addirittura?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Sì, non ci sono più i partiti e la società partenopea, strutturalmente debole, va a fondo. Ci sono i rifiuti, la marginalizzazione, la criminalità fortissima. Solo se si riprende il bandolo della politica si può sperare in un futuro diverso».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;
Forse facciamo i conti con la fine del Rinascimento napoletano?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Io ho sempre criticato ad alta voce la Napoli fasulla di Bassolino, la Napoli che s’imbellettava in piazza Plebiscito, ma bastava girare l’angolo per trovare il degrado. Del resto a suo modo, anche Bassolino ha fatto leva sull’antipolitica e oggi è al tramonto. Come la Iervolino. La sinistra a Napoli ha fatto della politica un buco nero».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;
Il presidente Napolitano ha parlato con toni drammatici del caso Napoli. Come se ne esce?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«La memoria è breve».&lt;br /&gt;



&lt;b&gt;A cosa si riferisce?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Due anni fa, ottobre 2006, lo stesso Napolitano disse che Napoli attraversava i suoi giorni peggiori. Fu creata dal neonato governo Prodi una task force per puntellare le molte facce della crisi. È servita a poco o nulla. Napoli, a parte gli interventi di Berlusconi sull’immondizia, è morta con Mani pulite».&lt;br /&gt;



&lt;b&gt;Parla lei che fu inquisito almeno quindici volte.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«E anche arrestato per estorsione. Ma sempre assolto».&lt;br /&gt;



&lt;b&gt;Veramente, lei ha sulle spalle una prescrizione.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Per corruzione impropria: pensi che hanno sequestrato perfino i regali per il matrimonio di mia figlia. Comunque sto aspettando il deposito di quella sentenza per fare appello, perché io quella macchia non la voglio».&lt;br /&gt;



&lt;b&gt;Ci sono anche un patteggiamento e una condanna per il capitolo Enimont.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«A Milano, per finanziamento illecito. La mia colpa, la colpa della classe dirigente degli anni Novanta, è stata quella di non dichiarare da dove provenivano i soldi della politica. Perché chi ce li dava, in qualche misura si vergognava, non voleva che la donazione diventasse pubblica».&lt;br /&gt;



&lt;b&gt;Mani pulite tolse di mezzo una classe dirigente infestata dalla corruzione.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«No, Mani pulite eliminò i partiti, un intero sistema. I capi sono stati prosciolti. Penso al sottoscritto, a Gava, a Scotti».&lt;br /&gt;



&lt;b&gt;Perché non pensa anche a De Lorenzo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Un caso singolo».&lt;br /&gt;



&lt;b&gt;Di Donato?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Altro caso singolo».&lt;br /&gt;



&lt;b&gt;Oggi si indaga sulla gestione del patrimonio immobiliare del Comune di Napoli. Sullo stesso tema c’era già stata un’inchiesta alcuni anni fa. Si torna al punto di partenza?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Se ci sono responsabilità, le colpiscano. Per carità. Però, molte inchieste sono finite in nulla».&lt;br /&gt;



&lt;b&gt;Altre con condanne.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Se è per questo io sona la prova della terzietà della magistratura giudicante».&lt;br /&gt;



&lt;b&gt;Di che cosa?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Della terzietà. I giudici non sono affatto appiattiti sui pm. Le mie assoluzioni lo dimostrano. E io sono un privilegiato: ho avuto la fortuna di girare l’Italia, processo per processo, difendendo la mia storia personale, quella del mio partito, le istituzioni. Pensi che a un certo punto, i pm di Napoli volevano mettere nel mirino l’ala migliorista del Pci».&lt;br /&gt;



&lt;b&gt;Il futuro presidente Giorgio Napolitano?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Proprio lui. Mi fu fatto il suo nome, erano convinti che io avessi girato un contributo alla sua corrente. Ci fu un lungo confronto con una persona di cui non voglio fare il nome, la cosa finì lì».&lt;br /&gt;



&lt;b&gt;Oggi la criminalità condiziona la politica napoletana?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Certo e sa perché? Perché con l’avvento del bipolarismo i partiti si sono moltiplicati».&lt;br /&gt;



&lt;b&gt;Ma non si erano dissolti?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Appunto. Ogni persona si guarda allo specchio e forma un partito. A Napoli è così. E la solitudine espone a grandi tentazioni, facilita l’aggressione della criminalità, oppure è sinonimo di impotenza. Le do un dato: almeno il 40 per cento dei comuni intorno a Napoli è stato sciolto per infiltrazioni della camorra negli ultimi dieci anni».&lt;br /&gt;



&lt;b&gt;Conclusione?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«La classe politica napoletana deve riaprire il dialogo con la gente: c’è bisogno di partiti strutturati, in cui non ci si senta più soli».
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=K2ZWL&quot;&gt;Il Giornale - Stefano Zurlo&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Pietro ICHINO: La casta teme la trasparenza  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/11/27/pietro-ichino/la-casta-teme-la-trasparenza-intervista/382554"></link>
  <updated>2008-11-27T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>382554</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Un ordine del giorno per rendere pubblici soldi e beni dei senatori. Presentato da Ichino e accolto da Schifani. Ma subito bloccato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 Lo stipendio da parlamentare che riceve è di 12.496 euro al mese. I contributi mensili versati al Partito democratico superano di poco i 3.500 euro. Il collaboratore (contratto part-time) gli costa 1.200 euro, per l'affitto a Roma e altre uscite varie escono dal suo portafogli, &quot;facendo molta attenzione&quot;, 1.600 euro mensili. Nel 2007 il reddito, sommando quello da professore con le attività dello studio, era di 496 mila euro lordi. Eletto alla Camera, teme che il suo reddito possa subire un brusco calo. Pietro Ichino, ordinario all'Università di Milano e deputato democrat, è stato di parola: tifoso della trasparenza 'senza se e senza ma', sul suo sito Internet fa sfoggio di coerenza elencando nel dettaglio entrate e uscite del suo budget, senza dimenticare case e interessi vari. Un appartamento a Milano in comproprietà della moglie (&quot;Ci vive anche mia figlia minore&quot; tiene a chiosare), uno a Courmayeur (&quot;Piccolo&quot;), un altro a Forte dei Marmi (con mansarda). Ichino è preciso, quasi pignolo: &quot;Ho una Renault Espace del 2001 e una Fiat Panda del 2007, intestata a mia moglie. Non posseggo invece né aerei né barche&quot;. Ci crede talmente tanto, nella trasparenza, che uno dei suoi primi atti è stato quello di presentare un ordine del giorno per mettere on line i beni e gli interessi dei colleghi. Un appello alla trasparenza rimasto, per ora, lettera morta.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Prima ancora del caso di Renato Brunetta, che ha invocato la privacy sulle sue proprietà immobiliari, lei aveva presentato una proposta. In cosa consiste?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

&quot;Testualmente il documento dice che il Senato, considerata la necessità di rendere noti i dati patrimoniali nonché gli interessi economici e finanziari degli eletti, 'impegna il Collegio dei questori a pubblicare su Internet in formati standard, liberi e aperti (ad esempio XML), le dichiarazioni dei senatori circa la situazione patrimoniale, immobiliare e mobiliare propria, di cui all'articolo 2 della legge 5 luglio 1982'&quot;.
&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Perché ha presentato una proposta di questo tipo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

&quot;C'era stata pochi giorni prima una sollecitazione di Tito Boeri. E stava partendo un'iniziativa dei radicali. In quel periodo, inoltre, il Senato discute del bilancio e della propria auto-amministrazione. Il momento era propizio&quot;.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;L'ordine del giorno è stato approvato?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

&quot;Non è stato messo ai voti perché, con una piccola modifica, è stato direttamente accolto dalla presidenza del Senato. In altre parole, Renato Schifani ha preso l'impegno di fare quanto era indicato nel documento&quot;.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Perché secondo lei è così importante pubblicare le informazioni sensibili dei parlamentari su Internet?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

&quot;Quando venne emanata la legge del 1982 citata in quell'ordine del giorno, Internet non esisteva ancora. Oggi, l'accessibilità dei dati implica che essi siano disponibili in Rete&quot;.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Dunque le informazioni sono già pubbliche?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


&quot;La legge prevede la pubblicazione congiunta, da parte di Camera e Senato, mediante un bollettino cartaceo. In pratica, occorre recarsi presso un ufficio del Parlamento e chiedere di leggere i tabulati. È una forma di pubblicità molto rudimentale, poco accessibile e dunque totalmente inefficace&quot;.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Cosa succede negli altri paesi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


&quot;In Svezia e in Gran Bretagna, che hanno introdotto per prime il principio della 'total disclosure', cioè della trasparenza totale, tutti i dati sono disponibili on line. Sono gli Stati che il Pd ha preso a modello per il proprio disegno di legge sulla trasparenza e valutazione nelle amministrazioni pubbliche. E proprio il Senato ha approvato, due settimane fa, un disegno di legge che recepisce questo principio&quot;.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Sarà, ma la tutela della privacy resta sacra.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

&quot;Non c'è dubbio che le nostre amministrazioni pubbliche siano tra le più opache dell'Occidente. E neppure i politici, in generale, amano molto la trasparenza&quot;.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Perché in Italia il principio della privacy resta prioritario anche in politica?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

&quot;La trasparenza della cosa pubblica e di chi vi si dedica è uno degli elementi essenziali di qualsiasi democrazia. Diciamo che la nostra democrazia è un po' indietro rispetto alle altre maggiori&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;
La trasparenza potrebbe limitare possibili conflitti d'interessi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

&quot;Certo che sì! La visibilità del patrimonio mobiliare e immobiliare di ciascun parlamentare non potrà mettere a nudo tutti i suoi interessi personali privati, ma ne rivelerà sicuramente una buona parte&quot;.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
In molti obiettano che il conflitto di interessi di Silvio Berlusconi rende ridicoli gli altri.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

&quot;Se guardiamo alle dimensioni del suo patrimonio, certo, quello della maggior parte degli altri parlamentari appare minuscolo. Ma degli interessi personali di Berlusconi sappiamo quasi tutto: paradossalmente sono più trasparenti di quelli di tanti oscuri peones. Eppure anche questi, ogni giorno, soprattutto nel lavoro nelle commissioni, possono influire in modo decisivo su tante decisioni, grandi e piccole&quot;.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Sono passati quattro mesi, ma l'ordine del giorno è rimasto soltanto sulla carta. Come mai?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

&quot;Ne ho chiesto conto all'ufficio dei questori: mi hanno risposto che la pubblicazione on line è impossibile, perché la legge dispone la pubblicazione congiunta per i senatori e i deputati. E mi hanno detto che la Camera non è vincolata da quell'ordine&quot;.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Ma la presidenza del Senato non potrebbe muoversi in maniera autonoma?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

&quot;Non vedo che cosa le impedisca di incominciare con l'adempiere l'impegno che ha assunto, mettendo sul sito del Senato i dati relativi ai senatori. Nessuno glielo vieta&quot;.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Forse la sua proposta non è stata molto apprezzata dai colleghi di maggioranza e opposizione...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

&quot;Qualcuno l'ha presa con simpatia, altri sono più scettici. Credo che quelli che non gradiscono l'iniziativa non si siano espressi affatto&quot;.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Non è che anche i parlamentari del Pd preferirebbero non mettere in piazza i propri interessi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

&quot;Non ho motivo per pensarlo&quot;.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Se Schifani non prenderà posizione, come intende portare avanti il progetto?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

&quot;Per quel che mi riguarda, dal luglio scorso ho messo on line i redditi degli ultimi due anni e le mie proprietà. Chiunque può esaminarli sul mio sito www.pietroichino.it, sezione 'Rendiconti'. Forse la stampa potrebbe sollecitare ogni parlamentare a fare la stessa cosa. In questi giorni, poi, tornerò alla carica con la presidenza per chiedere conto dell'impegno assunto a luglio. Ora c'è di mezzo anche una questione di coerenza&quot;.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
In che senso?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

&quot;Visto che abbiamo varato pochi giorni fa, in commissione Affari costituzionali, un disegno di legge che introduce il principio della trasparenza totale delle amministrazioni pubbliche, sarebbe curioso che il Senato approvasse questo principio a carico degli altri comparti dello Stato ma rifiutasse ad applicarlo a se stesso&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=K0ONH&quot;&gt;L'Espresso - Emiliano Fittipaldi&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giulio TREMONTI: Federalismo, svolta condivisa.</title>
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  <updated>2008-07-18T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Economia e Finanze (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Le riforme istituzionali sono strategiche per questo Paese almeno quanto quelle per lo sviluppo dell’industria. E sono la riforma costituzionale sostanziale - la cosiddetta bozza Violante, sulla quale è in atto una costruttiva discussione - e il federalismo fiscale. Ho considerato molto importanti, a questo proposito, due interventi svolti nei giorni scorsi dal presidente Gianfranco Fini e dal presidente Massimo D’Alema. Credo che siano stati interventi che qualificano questo Paese, sul versante della classe politica, un Paese che esprime statisti.&lt;br /&gt;
  

Come è abbastanza evidente, in base alla Costituzione della Repubblica italiana, la materia del federalismo fiscale non è possibile oggetto di referendum, essendo materia di bilancio e tributaria. Tuttavia, pur non essendo «referendabile», il federalismo fiscale, per scelta di questo Governo - e speriamo per simmetrica scelta anche da parte dell’opposizione -può essere realizzato solo con un consenso generale. Aggiungiamo e notiamo che nel Paese non c’è solo consenso, ma anche convinzione; da ultimo, convinzione e fiducia che viene anche dal Mezzogiorno d’Italia. Registriamo nel Paese la caduta di giustificabili diffidenze: credo che si diffonda, anche al Sud, la convinzione che il federalismo fiscale sia o possa essere una prospettiva positiva perchè protetto dai due fondi di perequazione e solidarietà previsti dalla Costituzione della Repubblica italiana, nella quale profondamente ci riconosciamo.&lt;br /&gt;
 

 

Negli anni passati l’idea del federalismo fiscale applicata all’Italia era indicata sui mercati finanziari come la via per l’Argentina; adesso, forse, c’è quasi l’eccesso opposto, vale a dire che si potrebbe pensare che sia la via per la terra promessa. Credo abbia senso stare a metà; stare a metà vuol dire provarci, farlo, esserne convinti ed essere convinti della possibilità di farlo. Credo che la ricerca del consenso non possa essere limitata solo al rapporto - semplificando - tra destra e sinistra, ma debba essere fatta anche tra centro e periferia, coinvolgendo anche le Regioni e la dimensione municipale, dimensione storica non marginale, ma fondamentale nella vita civile di questo Paese. Credo che la sede giusta, anche perché si tratta di un collegato alla legge finanziaria, sia la Camera dei deputati; non la sede.del Governo o di un ministero, ma la Camera politica dei deputati.&lt;br /&gt;
 

 

Credo che sia fondamentale l’accordo tra tutti noi sulla preventiva costruzione di una base di dati condivisi sulle grandezze di finanza pubblica; è fondamentale, prima di fare scelte politiche, avere una base di dati condivisi sulle entrate, sulle uscite, sugli stock, sui flussi, su tutte le dinamiche aggregate. È facile fare esercizi arbitrari, ma è fondamentale fare un esercizio di costruzione di una base di dati comuni, condivisi. Per quanto ci riguarda, tutto è aperto a tutte le scelte, senza pregiudiziali ideologiche o tecniche, sapendo che il quadrante della riforma sarà tra tasse, spese, patrimonio e debito.&lt;br /&gt;
 

 

Alcune ipotesi sulle tasse: non c’è alcuna scelta preconcetta, la discussione è ancora tutta aperta. L’unico obiettivo che ci poniamo, quello fondamentale del federalismo, è l’avvicinamento quanto più prossimo, quanto più forte possibile, tra ciò che si amministrata e ciò che si tassa, in modo da stabilire, dal basso verso l’alto, il collegamento fondamentale della democrazia: no taxation without representation. È bellissimo il saggio di Tocqueville sulla democrazia, laddove è scritto che la democrazia inizia dalla pubblicazione del bilancio presso la casa comunale. Crediamo, tra l’altro, che la scelta federalista sia quella strategica per ridurre l’evasione fiscale in Italia. Tutto è possibile in una logica centrale e molto è stato fatto, credo anche con il nostro concorso: la riforma della legge sulle esattorie, la loro nazionalizzazione, che ha rimosso lo scandalo delle esattorie private - che pure per un secolo e passa è stato caratteristico del nostro Paese - è dovuto a una legge finanziaria, l’ultima fatta da noi. &lt;br /&gt;


 

Crediamo che l’effettivo contrasto all’evasione fiscale possa venire con il federalismo fiscale, in un Paese che ha 8 mila comune più di 4 milioni di partite Iva. Già nella legge finanziaria c’è un significativo potenziamento della partecipazione dei comuni all’accertamento delle imposte dirette, ma crediamo che la via fondamentale sia quella territoriale. Sulle spese credo che ormai si stia formando un consenso: non partiamo dalla spesa storica, che contiene le distorsioni storiche, partiamo da standard nuovi, comuni, sui quali poi si giocherà al meglio o al peggio; ma certo non possiamo andare avanti con un sistema che nel 2000 spendeva per le invalidità circa 6 miliardi di euro, che .oggi, dopo il Titolo V asimmetrico, ne spende più di 12. Un raddoppio delle spese di invalidità non è giustificato dal declino demografico della popolazione, dall’abbattimento sulla nostra popolazione di eventi catastrofici esterni, non è del Nord, del Centro, del Sud, non è di destra, non è di sinistra, non è dei grandi o dei piccoli - è un fenomeno tuttavia insostenibile. Dobbiamo aiutare i veri invalidi, dobbiamo evitare di finanziare falsi invalidi. 
&lt;br /&gt;

 

L’altro prezzo del quadrante è il patrimonio. Nei nostri due programmi elettorali è avanzata l’ipotesi di alienazione di parti importanti del patrimonio immobiliare. La Repubblica italiana ha un enorme passivo collocato sul mercato nella forma di titoli di debito, ha un ancora maggiore attivo attualmente fuori dal mercato: un attivo fatto da beni materiali, immateriali, regionali, comunali e statali. È molto difficile ipotizzare che tale enorme patrimonio, credo uno dei più grandi dell’Occidente, possa essere trasferito sul mercato in blocco, di colpo, soprattutto nelle presenti condizioni di mercato. Un’ipotesi che facciamo - ma è solo un’ipotesi - è quella di trasferire tutto il patrimonio pubblico ai Comuni, alle Regioni dove si trovano gli immobili, in modo che siano loro a valorizzare questi beni. Non è un trasferimento, ma è il ritorno alla condizione, alla posizione dove quei beni nella, storia si sono formati e costruiti. Credo, insomma, che sia corretta la definizione che ha dato del federalismo fiscale il Presidente della Repubblica: ineludibile.  
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=IQFJS&quot;&gt;Il Sole 24 Ore - Giulio Tremonti&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Renato BRUNETTA: Piano di riforma PA: prevista dismissione di quote di patrimonio</title>
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  <updated>2008-05-28T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  PA e innovazione (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il piano industriale di riforma della PA presentato oggi ai sindacati spiega, tra le altre cose, che il governo punta a una &quot;dismissione delle quote residue dei patrimoni immobiliari delle amministrazioni e degli enti ancora inutilizzate o insufficientemente utilizzate, nonché dei titoli azionari o obbligazionari non pubblici ancora detenuti dagli enti; cessione delle attività non-core, di fatto costituite in 'rami d'azienda' improduttivi, degli enti&quot;. Brunetta chiede anche una &quot;razionalizzazione delle sedi e degli uffici periferici delle amministrazioni e degli enti&quot;.
Inoltre il piano prevede che vi sia una &quot;significativa contrazione delle mere attività di supporto e back-up alle attività istituzionali delle Amministrazioni, attraverso la loro concentrazione in poli specialistici di eccellenza&quot;. E poi una &quot;generale riconfigurazione di tutti i processi organizzativi alla luce della loro diretta riconducibilità alle missioni istituzionali&quot; con risparmi prudenziali del 20% dei costi generali di funzionamento. &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://notizie.alice.it/notizie/economia/2008/05_maggio/28/statali_piano_brunetta_p_a_prevista_dismissione_quote_patrimonio,14954484.html&quot;&gt;Alice Notizie&lt;/a&gt;</summary>
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